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Risultati GIORNATA Serie A 

                             

15/02/2026 giornata 25 Goal Goal
Cagliari Lecce 0 0
Como Fiorentina 0 0
Cremonese Genoa 0 0
Inter Juve 0 0
Lazio Atalanta 0 0
Napoli Roma 0 0
Parma Verona 0 0
Pisa Milan 1 2
Torino Bologna 0 0
Udinese Sassuolo 0 0

    

  

Classifica PUNTI

                       


Squadra Punti
1 Inter 58
2 Milan 53
3 Napoli 49
4 Juve 46
5 Roma 46
6 Como 41
7 Atalanta 39
8 Lazio 33
9 Udinese 32
10 Bologna 30
11 Sassuolo 29
12 Cagliari 28
13 Torino 27
15 Parma 26
14 Cremonese 23
16 Genoa 23
17 Lecce 21
18 Fiorentina 18
19 Pisa 15
20 Verona 15

        

     

       

 

        

Risultati GIORNATA COPPA

   

8°              

      

28-gen B.Dortm. Inter 0 2
28-gen Monaco Juve 0 0
28-gen Napoli Chelsea 2 3
28-gen Union SG Atalanta 1 0
29-gen Panathinaikos Roma 1 1
29-gen Maccabi T.A. Bologna 0 3

  

  

    

 

COPPA ITALIA

 

04/02/2026 Inter Torino 2 1
05/02/2026 Atalanta Juve 3 0
10/02/2026 Napoli Como 0 0
11/02/2026 Bologna Lazio 0 0

  

Milan stagione25/26

A: Pisa-Milan 1-2. Modric tiene il Diavolo sulla strada Scudetto

( febbraio 2026 )


La prima partita della 25° Giornata questa volta vede l'inseguitrice ad aprirla ed è dunque l'occasione per il Milan di mettere pressione ai cugini che le sono davanti e sono anche la capolista. I rossoneri oltretutto hanno anche la sfida da recuperare con il Como e in questo turno l'Inter deve vedersela con la sua bestia bianconera piemontese. Ciò dovrebbe sulla carta permettere ai rossoneri di recuperare punti importanti per la vetta. Ma tutto sarebbe vano se in questa trasferta non giungesse la vittoria. Il Pisa, ultimo insieme al Verona deve fare anch'esso punti, se non vuole retrocedere. Quindi la posta è importante per entrambe e ciò porta ad una gara non certo spettacolare e alquanto bloccata. Tutto confermato nel Milan con Loftus- Cheek in appoggio a Nkunku davanti e il ritorno di Tomori in difesa. Nel Pisa c’è Nicolas tra i pali mentre in attacco il duo Moreo- Tramoni supporta la punta Stojilkovic. A dispetto del tridente, però, l’atteggiamento iniziale dei padroni di casa è assai all’insegna della prudenza. Il Milan dal canto suo comanda le azioni ma la circolazione di palla è lenta. Al 32’ acuto nerazzurro con Moreo che imbuca per Stojikovic e Maignan deve uscire a valanga per murare la conclusione dello svizzero. L’occasione da coraggio al Pisa ma toglie un po' di attenzione e al 39’ al primo tiro nello specchio, passa la squadra di Allegri. Sul perfetto cross di Athekame è Loftus- Cheek a schiacciare di testa il pallone per 1-0 per il Milan. Nell’intervallo entra Fullkrug ma al 54’ è protagonista in negativo quando si presenta sul dischetto per tirare un rigore concesso su fallo in area su Pavlovic e sbaglia per il possibile 2-0. I rossoneri non riescono a chiudere la partita e i nerazzurri invece ci credono e al 71’ pareggiano con una carambola di Loyola in area che fulmina Maignan. All’81’ Fullkrug sfiora il palo su cross tagliato di Ricci e poco dopo ecco Modrid, che risolve la partita. Luka porta palla dalla trequarti, serve Ricci in area, chiede il triangolo e beffa Nicolas con un tocco sotto d’esterno. Il Milan tiene comunque il 2-1 fino al triplice fischio dell’arbitro, nonostante l’espulsione di Rabiot e i rossoneri ora attendono la sfida tra Inter e Juventus per capire con quanto distacco si presenterà mercoledì nel recupero contro il Como.

 

 


 

A: Bologna-Milan 0-3. Milan tosto e da lotta Scudetto

( febbraio 2026 )


Trasferta del Milan che può approfittare del passo falso della Roma per mettere praticamente al sicuro o quasi il proprio posto Champions, ma anche punti importanti per non perdere le distanze dalla capolista. Sulla carta potrebbe apparire una gara non facile, visto che i rossoneri scendono in Emilia contro chi li ha sconfitti nella finale. di Coppa Italia della scorsa stagione ma questo Bologna negli ultimi due mesi dalla Supercoppa Italiana in poi, sembra si sia letteralmente perso. Allegri, però deve fare i conti con le innumerevoli assenze dall'attacco che si deve reinventare dato che Pulisic non siede nemmeno in panchina mentre Leao che ci siede è quasi solo un'apparizione, così come Gimenez. oramai è più a casa che a Milanello e Fulkrug che si sa, non ha i 90 minuti. Inoltre sulla destra non può usufruire neppure della velocità e tecnica di Saelemaekers. Ecco che come al solito Allegri fa di necessità virtù e al controverso attaccante. Nkunku, che comunque si sta ritrovando, ci affianca il poderoso e potente centrocampista Loftus-Cheek. Il Bologna parte con le intenzioni giuste nei primi minuti tenendo palla e aggredendo la trequarti rossonera. Quattro traverrsoni magari insidiosi ma mai precisi ma ecco il primo campanello d'allarme per la retroguardia Emiliana, quando Nonkunku prima di 10 minuti è bravissimo a lanciare con i tempi giusti l'inserimento a campo aperto di Loftus-Cheek, che si trova in area davanti a Ravaglia, ma è bravissimo il portiere a bloccare in uscita con i guanti la palla sui piedi del centrocampista rossonero. Il Bologna tiene palla, ma non sa cosa farsene perché il Milan è alto, compatto senza crepe e appena Il Milan, invece è in possesso di palla è pronto verticalizzare, ma anche quando fa girare la palla sulla trequarti emiliana, trova gli spazi come al quarto d'ora il diagonale di Fofana sulla destra, fa tremare la porta dei padroni di casa. Tuttavia è al ventesimo con un'azione simile che il Milan passa attraverso il traversone della destra con Nonkunku liberissimo da ogni marcatura sulla sinistra che va di testa sicuro, ma è bravissimo Ravaglia a respingere. Batti e ribatti in aria di questo pallone che giunge a Rabiot che è freddissimo ad appoggiare centralmente per Cheek che di piattone la butta dentro per l'1 a 0. È ancora il Milan, però chi si fa sempre pericoloso, mentre il Bologna ci prova solo della distanza non trovando neppure mai lo specchio perché le doppie linee di difesa rossonere, questa sera in maglia gialla, schermano Magnan e così quando vicino al quarantesimo è Loftus-Cheek, questa volta a mandare verso la porta Nonkunku, Ravaglia ,in uscita, lo atterra per un rigore limpido. E' lo stesso Nonkunku dal dischetto a spiazzare il portiere per il 2-0 prima del riposo. Se la partita ancora non è congelata, ecco che al terzo minuto della ripresa arriva il regalo emiliano per sancire la fine dell'ostilità. Infatti da una rimessa laterale sulla destra del Bologna, la palla viene regalata davanti all'area bolognese dove Rabiot, intelligentemente, legge prima l'errore e si precipita sulla palla come un treno in corsa, entra in area e con un forte tiro buca Ravaglia per il 3 a 0 che potrebbe essere anche un 4 per un paio di occasioni da gol dove Ravaglia nega il poker al Milan, ma che sia un 3 o un 4 a 0 poco importa. Il Milan senza subire quasi neppure un tiro in porta, e non è la prima volta quest'anno, vince in maniera imperiosa solida e convincente in trasferta annullando ogni possibilità alla squadra avversaria di rendersi pericolosa. Un Milan che ha le idee chiare, per quanto ne dica il suo allenatore che vuole dire la sua sino alla fine della stagione per la lotta scudetto. Un Milan senza attacco che non subisce e costruisce comunque azioni da gol, figuriamoci, allora quando entreranno pedine Importanti e quando le avversarie per il titolo dovranno scendere anche in campo europeo bruciando energie, nervose e fisiche.

 

 


 

A: Roma-Milan 1-1. Il Diavolo scappa ancora ma questa volta viene preso

( gennaio 2026 )



Roma-Milan un big match che sicuramente vale tantissimo per un posto Champions ma per i rossoneri vuol dire anche inseguimento la capolista per il tricolore. Certo, Allegri non ha mai menzionato l'obiettivo grosso ma siamo la terza del girone di ritorno e la vetta è a tre punti. Oltretutto il Milan ha vinto anche lo scontro diretto con i cugini nel girone di andata i rossoneri partono con la coppia d'attacco composta da Leao e in un Nkunku, ma a prescindere da loro nel primo tempo non riusciranno mai a innescare una vera ripartenza e men che meno una manovra articolata. Infatti la Roma che dopo nemmeno un minuto va il tiro con Malè dichiarando sin da subito le sue intenzioni. I giallorossi nella prima frazione dominano e arrivano al tiro almeno 5-6 volte, ma trovano sempre un Maignan superlativo. Anzi dalla parata che il capitano rossonero effettua riesce a effettuare nell'ultimo tiro prima della pausa dove dimostra un riflesso a dir poco felino. Dopo un primo tempo dominato dai padroni di casa, ma non concretizzato ovviamente gli incubi di Gasperini vengono perché la storia di questo campionato il Milan quasi sempre tende a far giocare l'avversario a prescindere dalla sua forza nella prima frazione e poi colpirlo nel secondo tempo e infatti subito Bartesaghi parte in fascia e da a Rabiot che chiama in causa per la prima volta Svilar. Con diagonale insidioso la ripresa è molto più equilibrata. La Roma ha speso tanto nel primo tempo. Il Milan controlla aspettando l'occasione che arriva al sessantunesimo su calcio d'angolo ed e’ De Winter che la schiaccia bene di testa per il vantaggio rossonero. Il Milan riprende in modo compatto e la Roma non riesce a fare il suo gioco. Il pareggio della Roma arriva su rigore. Su cross in area Bartesaghi tocca con la mano e Pellegrini pareggia i conti. Finisce 1 a 1 e un punto a testa. Il Milan è compatto sicuro e deciso nella sfida solitamente questo tipo di gare il Milan una volta portatosi in vantaggio le vince e se si guarda con l'occhio di Allegri che dichiara nel quarto posto la gara che il suo Milan ha guadagnato un punto sul Napoli e ha tenuto a distanza i giallorossi che sono diretti rivali per un posto Champions. E’ certamente un punto guadagnato, però è anche vero che l'Inter ora è più 5, ma l'Inter dovrà anche lei giocare nel giro di ritorno con questa Roma.

 

 


 

 

A: Milan-Lecce 1-0. L'ariete tedesco sfonda il bunker del Lecce

( gennaio 2026 )


Per quanto mister Allegri cerchi di nascondersi dalla lotta Scudetto, il suo Milan è lì a lottarsela con i cugini, il Napoli e anche la Juventus e la Roma. Chivu, Conte e Gasperini hanno vinto e sopratutto i cugini che sono in testa hanno nuovamente allungato. Così ecco arrivare il Lecce a San Siro che sulla carta dovrebbero essere tre punti facili facili. Se non fosse per due motivi. Nell'ultimo mese i salentini hanno bloccato la Juventus sul pari dopo un dominio totale e si sono arresi solo sul finale sempre al Meazza alla rete di Esposito. In oltre questo Milan ha dimostrato di avere qualche problema nello scardinare le difese arroccate delle piccole. Il canovaccio della sfida è subito chiaro. Milan in controllo totale di palla, di campo e di costruzione offensiva. Il Lecce è schierato con un falso 4-3-3 che poi si tramuta subito in un 4-5-1 o anche un 6-4. Basta dire che non arriverà neppure un tiro dalle parti di Maignan. Il Milan è attento anche se non troppo feroce nel proporre azioni d'attacco, ma gli ospiti non riusciranno mai neppure ad abbozzare una ripartenza. Nella prima frazione tra Saelemaekers, Gabbia e Pulisic sono una volta Falcone deve dire di no ai rossoneri. Tutt'altra storia nella ripresa quando i meneghini alzano il numero di giri del proprio motore e Pulisic chiama alla super parata Falcone almeno un paio di volte. La difesa salentina si stringe sempre più attorno al suo portiere e compreso Ricci quando pare che la sua rasoiata sia destinata ad entrare, arriva il guantone di un Falcone che pare in serata di grazia. Al 73' minuto Allegri opta per i muscoli e il peso di Loftus-Cheek e Fulkrug e il tedesco lo ripaga 3' minuti dopo il suo ingresso. Lancio perfetto di Gabbia dalle retrovie sulla destra a premiare la corsa di Saelemaekers. Il belga è bravissimo a portarsi avanti la palla di petto senza arrestare il suo avanzare e giunto quasi sul fondo crossa perfettamente per Filkrug che la spiazza di testa sul palo lontano dove questa volta il super Falcone non può giungere. Il Lecce non ha le forze negli ultimi 20' minuti per reagire ed anzi sono i padroni di casa ad andare vicini al raddoppio, ma è nuovamente il portiere salentino a negare la rete ai rossoneri. Diavolo che vince di una rete ma ha trovato finalmente un centravanti concreto che sa dialogare con i compagni e realizzare sotto rete. Un'arma in più che và ad aggiungersi a quella concentrazione e solidità che il Milan di Allegri ha sin qui dimostrato di avere. L'Inter è tornata vicina e settimana prossima torneranno per i cugini e non solo loro, le fatiche di Coppa. Il Diavolo potrà senza dubbio approfittarne.

 

 


 

A: Como-Milan 1-3. 3 Tiri, 3 goal, 3 punti e Inter solo a 3 lunghezze

( gennaio 2026 )



Il Diavolo questa sera, sotto la pressione dell'Inter che nel suo recupero ha fatto il pieno e ha allungato di sei punti il Napoli, Napoli che invece ha inciampato e quindi i rossoneri possono allungare sui partenopei e tenere la distanza di tre punti sui cugini. Sulla carta è più facile che sul campo perché il Milan va a Como dove in casa i lagunari non hanno mai perso e come volevasi dimostrare i ragazzi terribili di Fàbregas macinano gioco sin dal fischio iniziale schiacciando il Milan nella propria metà campo per 42 minuti. E’ un assedio continuo dove Nico Paz, va a sbattere almeno tre volte su Maignan dove il portiere del Milan compie almeno un paio di mezzi miracoli. I padroni di casa, sono belli, ma fin troppo leziosi per un Milan roccioso attento e concentrato, anche se all'ottavo minuto va sotto su calcio d'angolo ma bisogna dar più merito allo schema del Como e al bel colpo di testa che non ha uno svarione difensivo. Si sa che la squadra di Fabregas anche se va vantaggio continua a macinare gioco e il Milan, anche se non riesce mai a ripartire complice anche un Leao che pare svogliato e appesantito, è sempre in gara si vede che è sempre sul pezzo, nonostante soffra la velocità e la tecnicità dei comaschi. Ecco che al 43esimo i padroni di casa perdono palla su pressing rossonero in mediana e la palla arriva a sinistra Leao che stoppa bene, si smarca e con la coda dell'occhio offre un assist perfetto per l'inserimento di Rabiot che viene steso. Sul dischetto Nkunku quasi la sbaglia ma il portiere Comasco la prende solo nella parte bassa, passandogli il forte tiro sotto il corpo per l'1 a 1. Negli spogliatoi il Como riparte nel secondo tempo costruendo già una palla dopo 5 minuti ma in una seconda ripartenza poco dopo il Milan la ribalta con un diagonale preciso di Rabiot. Per quasi un'ora il Como fa la partita va in vantaggio e con due tiri il Milan la Ribalta e questo innervosisce la mente dei comaschi che iniziano andare fuori giri a tutto vantaggio del Milan. Certo la sfortuna la si può chiamare in causa perché verso la metà del secondo tempo poco prima Nico Paz già fuori aria, trovo una traiettoria con un suo tiro velenosissimo che va a sbattere sull'incrocio alla destra di Maignan, dove il portiere che può solo ringraziare la dea bendata. Col passare dei minuti il Como nonostante cinque cambi perda qualità di manovra velocità e convinzione il Milan non fatica a gestire la gara e con il terzo tiro in porta a una manciata di minuti dal novantesimo arriva il terzo gol per il 3 a 1 finale sempre a segno Rabiot con un tiro da fuori che trova impreparato l'estremo difensore del Como. Il Milan con tre tiri in porta segna 3 gol, prende tre punti e tiene a sole tre lunghezze i cugini. La si può chiamare fortuna oppure lo studio della concentrazione e della cinica di Allegri che riesce a creare quella forza che permette alle sue squadre di non mollare mai a prescindere dalla situazione della partita. Tra poco iniziano le coppe e il Milan potrà beneficiare sulle squadre che possono lottare per lo scudetto tutte impegnate in Europa.

 

 


 

A: Fiorentina-Milan 1-1. Altro pareggio in estremi aspettando il big match

( gennaio 2026 )


Una gara a San Siro non troppo elettrizzante da parte dei rossoneri aveva portato tre giorni addietro solo un punticino, Con il rischio che ne uscisse pure una sconfitta visto il rigore all'ultima azione in pieno recupero, sbagliato dal Genoa. La storia si ripete. E con la partita da recuperare in metà settimana da parte del Milan per via del turno saltato per la Super Coppa Italiana, Allegri opta per un massiccio turno di riposo. Nel 3-5-2 De Winter a destra in difesa fa riposare Bartesaghi, mentre Loftus-Cheek, Ricci e Jashari, rispettivamente Fofana, Rabiot e Modric. Davanti a far coppia con Pulisic c'è il tedesco Fulkrug. E si vede in campo visto che i rossoneri si affidano praticamente alle iniziative dei singoli. O meglio del singolo. Pulisic è l'anima totale di questa squadra e trova in Fulkrug una spalla perfetta. Infatti se il gioco del 3-5-2 toscano è più di manovra che trova sfogo sugli esterni, specie a sinistra con Gudmunson, ma che non sfocia nella prima frazione se non in qualche traversone in area basso insidioso, Pulisic partendo tre volte da fuori palla al piede usa il tedesco come sponda. Bisogna dare merito al tedesco che in tutte e tre le circostanze è bravissimo a proteggere palla spalle alla porta al limite e ad offrire la palla filtrante perfetta per lo statunitense che davanti a De Gea, due volte si fa fermare dal portiere, e una terza una volta saltato, si allarga troppo non trovando più lo specchio della porta. Tre occasioni limpidissime del Milaa inventate da Pulisic non concretizzate. Nella ripresa, annusato il pericolo, la Fiorentina parte più aggressiva e concentrata aggredendo il Milan nella propria metà campo. Con trascorrere dei minuti la pressione aumenta e con essa anche i traversoni pericolosi, anche se Maignan non deve compiere parate importanti. Ma a furia si insistere al 66' minuto su calcio d'angolo i padroni di casa passano con una testata di Comuzzo che trova il palo lontano con Maignan impietrito a guardare la sfera entrare. In tre del Milan, davanti a Comuzzo quasi non saltano, sintomo di disattenzione e poca grinta e fame. Giusto una manciata di minuti prima Allegri aveva rafforzato il Diavolo con l'ingresso di Bartesaghi, Rabiot, Fofana e Leao. Così il Milan prova a giocare la carta ad un quarto d'ora dal novantesimo la carta del tridente d'attacco con l'ingresso di Nkunku, che proprio allo scadere del tempo regolamentare, si smarca bene in area dopo una svista colossale della retroguardia viola e scaraventa la palla di potenza sul primo palo che De Gea non vede neppure partire. Ci sono almeno 7' minuti di recupero e succede di tutto. Perchè il Milan non sfrutta un paio di contropiedi dei quali il secondo era un cinque contro tre mentre i toscani sparano un'occasione su Maignan e una invece a portiere battuto è fermata dalla traversa. Un Milan incolore a parte Pulisic senza luce che rischia un'altra volta di perdere ma la riacciuffa sul finale. Ma contro una squadra con i problemi della Fiorentina, i rossoneri devono creare di più. Ora palla a Inter contro Napoli, nella speranza che nessuna forse vinca.

 

 


 

A: Milan-Genoa 1-1. Questa volta non paga essere troppo sornioni

( gennaio 2026 )


Chiude l'ultima di andata il Diavolo, in casa davanti al proprio pubblico. Giocare per ultimi quindi con la conoscenza dei risultati altrui, è una lama a doppio taglio. Ti conferisce la pressione addosso di non dover sbagliare, vedi l'Inter che avendo vinto ed essendo già avanti, quindi può ancor di più distanziarti. Allo stesso tempo può darti ancor maggior stimolo per vincere perchè sai che hai l'opportunità di approfittare di un passo falso di un tuo diretto rivale; vedi il Napoli che pareggia in casa con il Verona. Qui a San Siro ci si aspetta un Milan aggressivo per allungare sul Napoli dietro e per non far scappare i cugini davanti, ma il 3-5-2 con Leao e Pulisic punte, non morde come ci attenderebbe. Merito anche di un Genoa, che sta assimilando sempre più il credo calcistico di Daniele De Rossi, che vuole sempre una squadra combattiva, sul pezzo ma che sappia ragionare. Tuttavia non c'è da meravigliarsi. In questo Girone di Andata, quasi mai il Milan ha azzannato il match sin dall'inizio. E' vero il contrario semmai. Che spesso ha fatto sfogare l'avversario di turno per poi colpirlo alla prima sbavatura e poi annullandone, una volta in vantaggio, ogni possibilità offensiva. A dire il vero qualche traversone interessante verso l'area ligure giunge, ma la difesa rossoblu e il suo portiere sono attentissimi. E quando il Genoa poco prima della mezz'ora giunge nell'area rossonera, la retroguardia milanista si fa trovare impreparata. Infatti sul cross dalla destra fuori area, Colombo è da solo a centro area con Gabbia, il centrale di riferimento, visibilmente lontano in marcatura e quindi in ritardo. E l'ex rossonero davanti a Maignan non sbaglia. Il Milan prova a ristabilire la parità ma senza troppa convinzione e con un giro palla lento e prevedibile. Nella ripresa Fofana lascia subito il campo, sua una clamorosa occasione persa per segnare sullo 0 a 0, per Loftus-Cheek e il Milan ha più ritmo. Trova pure la rete su un colpo di testa su calcio d'angolo, ma il tiro di Gabbia, che forse sarebbe andato in rete da solo, viene sospinto da Pulisic in rete, ma con un tocco di braccio. Il Genoa nella ripresa prova a contenere e i padroni di casa con il trascorrere dei minuti prendono d'assedio la metà campo ligure. Ma quando l'azione sembra vincente c'è sempre un attento Leali a negare il pareggio. Pari che giunge al 2' di recupero all'ennesimo traversone in area con Leao che è bravo e fortunato nella quasi carambola in rete. Mancano ancora un 3' minuti e il Milan si deve rovesciarsi dalle parti di Leali, ma all'ultimo minuto un contropiede porta Bartesaghi, tra i migliori questa sera ad entrare scomposto per un rigore generoso. Un rigore che potrebbe dare i 3 punti al Genoa, ma la palla è pesantissima e quella calciata da Stanciu, da poco subentrato, finisce alta sopra la traversa. Sconfitta scampata da parte del Milan e sarebbe stata anche moneta troppo pesante e immeritata. Il Milan ha creato ma senza vera forza e continuità per guadagnarsi la vittoria. Non sempre paga gestire e vincere con il primo toro in porta, magari dopo un'ora di gioco. Certo è che la concentrazione dei rossoneri, spesso viene meno quando il match non è con una big in uno scontro diretto. Iniziano ad essere troppi i punti sulla carta abbordabili e lasciati sul campo. E' vero che il Diavolo ha battuto nel Girone di Andata i cugini, il Napoli, le Romane e pareggiato in casa della Juventus, ma è pur vero che sono troppi i pareggi con squadre sulla destra della classifica. Nulla è compromesso perchè il cammino è ancora lunghissimo, ma Allegri dovrà lavorare sulla testa dei suoi ragazzi.

 

 


 

A: Cagliari-Milan 0-1. Ancora un Diavolo allegriano per iniziare bene l'anno

( gennaio 2026 )


Il Milan in questa stagione ha solo il Campionato, visto che fuori dalle coppe europee da questa estate e subito fuori dalla Coppa Italia e dalla Super Coppa Italiana. Ma probabilmente è anche una strategia del suo allenatore. Solo il Campionato in testa sin dall'inizio. Energie mentali e fisiche dirottate verso il Tricolore, anche se il mister si nasconde al riguardo. Così come fa il suo Milan in campo. A parte la prima uscita dove il Diavolo è inciampato cadendo a San Siro contro la neopromossa Cremonese, i rossoneri hanno sempre dopo fatto punti e quasi sempre alla stessa maniera. Lasciando giocare l'avversario per il primo tempo o quasi per reggerne l'urto senza subire poi più di tanto e colpire alla prima occasione. Qualcuno non lo definisce un bel calcio, ma è solo questione di opinioni e gusti. A Cagliari il copione non muta. Allegri ha un nuovo acquisto a disposizione ma tutt'altro che pronto visto che è la sua prima volta in Italia. Nkunku non è neppure in panchina dove invece siede Pavlovic e Gabbia entrambi non al meglio. Quindi in difesa De Winter è il centrale e Tomori e Bartesaghi gli esterni, con Estupinan che sale in fascia sinistra e Saelemaekers a destra come sempre. Modric in regia affiancato da Fofana e Rabiot e Loftus-Cheek in appoggio come incursore all'unica punta Leao. Come quasi da copione sono i padroni di casa a fare da subito la partita. Quello che sorprende è la veemenza con la quale i sardi aggrediscono il match. Corsa e pressione alta e aggiramento sulle fasce. Nel primo quarto d'ora il Milan ci capisce poco e i cagliaritani sbucano da tutte la parti. Tanta veemenza, intraprendenza e buone idee ma anche tanta imprecisione, tant'è che l'unica parata Maignan la compie dopo la mezz'ora su un colpo di testa ravvicinato ma centrale. Infatti i meneghini nella prima frazione fanno correre molto i rossoblu ma veri e intensi pericoli non ne subiscono. Anzi in pieno recupero nell'unico vero affondo, Loftus-Cheek viene atterrato in area per un chiaro rigore, ma la Var individua immediatamente un'azione di fuorigioco iniziale. Così nella ripresa entra in campo un Milan con gli stessi undici, ma con atteggiamento differente. Il Diavolo non aspetta più e comanda. In due-tre minuti si fa immediatamente vedere nella retroguardia cagliaritana e quando al 50' minuto Fofana premia a destra l'inserimento di Rabiot in area con un pregevole assist filtrante, il centrocampista francese la mette rasoterra arretrata sul secondo palo per Leao che intelligentemente si è smarcato per colpire e buttarla dentro. Milan avanti al suo primo tiro in porta e il Cagliari pur volenteroso non riuscirà più neppure ad andare dalle parti di Maignan. Allegri Rivoluziona tutto e davanti Pulisic e il nuovo tedesco Fulkrug si trovano subito bene mettendo paura ai sardi. Con la regia di Modric e Rabiot, il Milan nasconde la palla e la partita e il Diavolo si porta nuovamente in testa mettendo pressione ai cugini. Inizia bene e a suo modo il Milan che potrebbe in caso di non vittoria dell'Inter chiudere il Girone d'andata in testa, al netto dei recuperi. E' un Milan tosto, concentrato e solido con una chiara idea di gioco e gestione della gara. Che lotterà sino alla fine del Campionato.

 

 


 

A: Milan-Verona 3-0. Il Diavolo prima dorme e poi si sveglia e si lancia in vetta

( dicembre 2025 )


Ultima sfida dell'anno e davanti al proprio pubblico, in un Meazza strapieno venuto ad applaudire e sostenere i propri idoli nonostante la buia figura fatta in Super Coppa. Ma questo è il Campionato ed è l'obiettivo grosso che anche se ben celato dal proprio mister è la conquista dello Scudetto a maggio. Fuori dalla Coppa Italia e dopo il passo falso sempre a San Siro contro la bestia nera del Sassuolo, il Milan ha abdicato temporaneamente la vetta della Serie A a favore dei cugini. Oggi battendo il Verona il Mondo rossonero potrebbe riguardare tutti dall'alto. Anche lo stesso Napoli che vincendo rimarrebbe comunque dietro di una lunghezza. Così privo di Leao e Gabbia, Allegri opta a non stravolgere la sua idea di 3-5-2 e come centrale di di difesa inserisce De Winter e affianco all'imprescindibile Pulisic il tanto discusso Nkunku. Il Verona che ricopre il terzultimo posto solo sulla carta parrebbe un cliente facile perchè ha sempre dimostrato che con il suo 3-5-2 ben organizzato ha dato più volte fastidio anche alle big. E di fatto il Milan fatica a inizio gara a trovare spazi e con il trascorrere dei minuti, dopo un paio di incursioni dalle parti di Montipò, gli ospiti prendono bene le misure e a tratti si fanno pure preferire per serenità della gestione del pallone e autorevolezza. Anche se dalle parti di Maignan non giungerà mai una vera palla pericolosa. Senza rischiare nulla e senza pigiare neppure troppo sull'acceleratore, prima verso metà del primo tempo una mezza volè di Loftus-Cheek và fuori di poco dopo una deviazione, poi al quinto calcio d'angolo, in pieno recupero, ecco che la difesa a zona e non a uomo del Verona si dimentica sul secondo palo di un tipo che sia chiama Pulisic che al primo tocco verso la porta avversaria, arriva prima di tutti sulla palla e la butta dentro. Così senza strappare applausi per lo spettacolo, il Milan si trova avanti ma è subito nella ripresa che i meneghini legittimano il vantaggio. Infatti i padroni di casa partono forti con gli stessi undici iniziali e dopo neppure un paio di minuti Nkunku si guadagna un calcio di rigore proteggendo in area bene la sfera e facendosi tirare giù stupidamente. Dal dischetto lo stesso Nkunku sigla il 2 a 0 spiazzando Montipò che dopo altri 5' minuti deve capitolare sempre su Nkunku rapace e feroce nel arrivare sulla respinta quasi sulla linea di porta di Montipò che si era superato sul tiro dal limite di Modric. Il Milan tra la fine del primo e l'inizio del secondo tempo, on meno di 10' minuti ne segna tre e chiude la pratica. Allegri non vuole cali di tensione e la massima concentrazione e di fatto anche se non giunge il poker, non arriva neppure mai una vera bozza di reazione del Verona. Così il Milan fa il pieno di concretezza, solidità e punti e si prende la vetta della Serie A in attesa dei cugini. Un ottimo modo per chiudere l'anno e dare un segnale alle rivali per il Titolo finale.

 

 


 

SCI: Napoli-Milan 2-0. Milan in vacanza anche sul campo e fuori subito

( dicembre 2025 )



Il Napoli batte 2-0 il Milan nella semifinale di Supercoppa Italiana conquistando l’accesso alla finalissima in programma lunedì 22 dicembre. A Riad parte bene il Napoli, ma il Milan tiene il pallino del gioco costruendo e affacciandosi in maniera pericolosa dalle parti di Milinkovic-Savic. Rossoneri che sfiorano più volte la rete ma senza convinzione, ma a passare avanti al 39’ è la squadra di Conte con David Neres, col brasiliano bravo a spingere in rete con un tap-in vincente il passaggio di Hojlund scappato alla marcatura di De Winter. Nel finale della prima frazione il danese va vicino al raddoppio su contropiede fulmineo con Elmas ma Maignan intuisce la conclusione sul primo palo salvando il Milan deviando in angolo. Nel secondo tempo gli azzurri, vanno vicini al 2-0 con una conclusione potente di Rrahmani, con Maignan che toglie la palla quasi dall’incrocio dei pali, poi i rossoneri tornano in cattedra. A caccia del pari, gli uomini di Allegri si fanno più aggressivi e sono decisi nel possesso palla, cercando di scardinare la difesa dei campioni d’Italia. Ma ancora una volta a centrare l’obiettivo sono i campani, con Hojlund che al 64’ attacca bene la profondità prendendosi gioco di De Winter per poi calciare defilato in maniera potente battendo Maignan in diagonale. I rossoneri provano a reagire con Fofana, appena entrato, senza però impensierire Milinkovic-Savic, mentre al palla del possibile tris capita a McTominay con lo scozzese che però manda in orbita il destro. Alla fine, nonostante il timido arrembaggio dei rossoneri, Conte manda ko Allegri con un 2-0 meritato da parte del Napoli, che si scontrerà con la vincente dell’altra semifinale tra Bologna e Inter. Le occasioni da entrambe le parti sono state molto poche, ma mentre il Napoli è stato ordinato e aggressivo per tutta la partita, anche quando era in netto vantaggio, il Milan non ha praticamente fatto un tiro in porta e non ha neanche cercato, a parte i primi 20 minuti, di vincere o quantomeno di mettere in difficoltà gli avversari. Il Milan agiva con poca convinzione e anche molti passaggi elementari venivano sbagliati. Il Milan torna in Italia con la consapevolezza che il lavoro da fare è tanto se si vuole stare in alto in campionato e che si deve agire sul mercato, sopratutto in attacco visto la pochezza delle seconde linee.

 

 


 

A: Milan-Sassuolo 2-2. Maledizione Sassuolo per una vittoria mancata

( dicembre 2025 )


La capolista milanese, perchè c'è anche quella partenopea, ha in casa uno scontro sulla carta agevole. Con i freddi numeri di un computer, il Milan ospita una neopromossa quindi la vittoria potrebbe apparire quasi scontata. Ma appunto è solo un'apparenza. Primo perchè l'avversaria in questione ha buoni giocatori e un buon sistema di gioco oltre al fatto che sta attraversando un buon periodo. In secondo luogo la squadra emiliana nell'ultima decade è divenuta, specie a San Siro la bestia nera del “Diavolo”. Allegri ne è conscio e a dispetto della Super Coppa Italiana che il suo Milan deve affrontare in settimana, mette giù gli undici migliori che ha a disposizione. Davanti a Maignan i tre difensori titolarissimi, così come i cinque di centrocampo e ad affiancare Pulisic davanti c'è Nkunku. I padroni di casa partono pure bene e aggressivi in fase offensiva nei primissimi istanti ma il 4-3-3 del Sassuolo, che in fase di non possesso palla diviene un copertissimo 4-5-1 al suo primo affondo al 13' minuto passa. Infatti Rabiot sulla propria trequarti non copre benissimo sulla sinistra difensiva, perde palla e Koonè si inserisce non seguito da Loftus-Cheek e sul triangolo si presenta davanti a Maignan superandolo con un delicato colpo d'esterno. Milan sotto ma che non perde ne i nervi e neppure la calma. La pressione sale e i due esterni si piazzano quasi all'altezza dei due attaccanti e di fatto quando da destra al 34' minuto giunge il cross che spiove largo a sinistra è Bartesaghi da quinto a inserirsi e colpire di prima superando Muric. I milanesi hanno raddrizzato il match e si piazzano al comando della sfida ma non riescono a sfondare prima della pausa. Tuttavia ai rossoneri occorrono appena due giri di lancetta d'orologio per ribaltare la partita. Ed' ancora lui, il giovane esterno sinistro ad andare a segno ed ancora mostrando una generosità di corsa ed una voglia incessante. Pavlovic la passa a Nkunku centralmente al limite dell'area che apre bene a sinistra proprio per Bartesaghi che come un treno entra in area e fredda sul primo palo Muric. Il Sassuolo è tramortito e il Milan sembra andare a nozze. Infatti nel giro di 20' minuti il Milan crea i presupposti per chiudere i match in modo definitivo. E di fatto i meneghini segnano due volte ma prima per una leggerissima spintarella in area il goal di Pulisic viene annullato. In seguito il bel colpo di testa imperioso imperioso di Loftus-Cheek viene ribadito in rete da Rabiot, ma in leggero fuorigioco. La spinta milanista scema e complice il cambio Ricci con Pulisic, i padroni di casa non solo si abbassano troppo a gestire il match, ma con il solo Nkunku avanzato, non riescono neppure a sfruttare gli spazi in ripartenza che inevitabilmente gli emiliani concedono. I cambi invece del Sassuolo rinvigoriscono gli ospiti che proprio con Laurientè, trovano il 2 a 2, lasciato entrare dopo un triangolo da dolo in area. Il Milan è stanco e vorrebbe riprendersi il successo, ma non ha l'energie per farlo e neppure i cambi visto che all'atto pratico Allegri non ha una vera panchina visti anche gli infortunati. Così è il Sassuolo nell'ultimo quarto d'ora ad andare più vicino alla rete dei 3 punti, colpendo anche un palo a Maigna battuto. Arriva dopo 7' minuti di recupero il fischio dell'arbitro a sancire un giusto pareggio, tra due squadre che hanno provato a vincerla sempre. La maledizione Sassuolo continua, parzialmente, per il Diavolo.

 

 


 

A: Torino-Milan 2-3. Pulisic sveglia il Diavolo e lo porta in cima

( dicembre 2025 )


Hanno giocato tutte e il Milan sa che per tenersi il primo posto e recuperare sui cugini e il Napoli, deve solo vincere. La trasferta a Torino è un'incognita perchè i granata sono indecifrabili. Hanno un potenziale che non viene sempre espresso e talvolta cadono in prestazioni scialbe dall'esito disastroso. Se però il Toro gioca da Toro, può dar fastidio a chiunque. E di fatto i padroni di casa partono grintosi, concentrati e dalla gamba veloce. Non è un caso che dopo 7' minuti un cross insidioso dalla destra d'attacco granata, trovi il braccio largo di Tomori largo. Rigore che Maignan quasi para, ma la sua deviazione non impedisce alla palla di andare in rete. Il Torino si avventa sul Milan un po' distratto e trascorrono appena altri 7' minuti quando Nkunku copre la sfera giunta da Modric, male e la perde sulla trequarti torinista. I padroni di casa partono veloci e rapidi e Zapata sulla destra traccia un missile che passa sotto le gambe di Pavlovic per il 2 a 0. Milan sotto di due reti e Allegri, squalificato, in tribuna si accorge degli errori di assetto e di atteggiamento dei suoi e cerca di rimediare mandando via telefono accorgimenti al suo secondo. Ebbene, come un direttore d'orchestra il suo Milan cambia musica e al minuto 24' quando Saelemaekers da destra trova centralmente Rabiot, nessuno si aspetta che il centrocampista francese da una quarantina di metri faccia partire un bolide, neppure i centrocampisti granata che sono lenti nell'uscita e così il “Diavolo” dimezza lo svantaggio. Con il proseguo del match, i rossoneri prendono il sopravvento anche se devono perdere dopo la mezz'ora Leao per infortunio. Nella ripresa i padroni di casa sono sempre più schiacciati nella propria metà campo e non riescono a ripartire e farsi più pericolosi dalle parti di Maignan. La svolta giunge al minuto 66', quando l'esterno destro Bartesaghi lascia il posto per Pulisic, che sino al giorno prima era fermo ai box per febbre alta. Neppure un giro di lancetta di orologio e il cross proveniente dalla fascia sinistra trova tre difensori granata saltare a vuoto su Pavlovic e la palla giunge a centro area proprio sui piedi del liberissimo statunitense che non sbaglia per il pareggio. Il Torino sul 2 a 2 si sveglia e trova anche la rete del nuovo vantaggio, ma l'azione è viziata da un fallo su Saelemaekers. Così è il Milan che continua a spingere annusando il profumo della vittoria. E' lo stesso Pulisic che al 77' minuto avvia l'azione allargando la palla a destra a Ricci che crossa perfettamente in area e Pulisic di prima trova il goal del sorpasso. Rossoneri in pieno controllo che sprecano anche un paio di contropiedi con un Nkunku riacceso con l'americano in campo. Milan che ribalta il Torino e con questi 3 punti si riprende la vetta della Serie A in compagnia dei Campioni d'Italia in carica.

 

 


 

CI 8°: Lazio-Milan 1-0. Un Diavolo distratto, esce dalla Coppa Italia

( novembre 2025 )



La Lazio batte il Milan per 1-0 in Coppa Italia, risultato invertito rispetto alla gara di campionato giocata nello scorso fine settimana che ha visto la vittoria contestata del Milan per 1-0. La partita di questa sera, a differenza di quella di campionato, è risultata lenta e non è stata per nulla entusiasmante con entrambe le formazioni che hanno messo veramente poco in campo. Milan e Lazio si sono guardate a lungo. La Lazio si presentava con Mandas, Vecino e Castellanos a due mesi dall’ultima da titolare. Il Milan si prensenta con Jashari, De Winter centrale ed Estupinan a sinistra con in attacco Lofus- Cheek e Leao. Nel primo tempo, sono stati più i brividi per freddo, insoliti per Roma, rispetto alle occasioni. Un errore in impostazione di De Winter al 10’ ha permesso a Guendouzi di mandare il Taty verso la porta, con provvidenziale salvataggio di Tomori. A metà tempo, una bella costruzione verticale, nata da Mandas e arrivata in fretta nell’altra metà campo, ha mandato a calciare Basic ma il tiro va fuori. Al 33’, un appoggio sbagliato e alquanto pericoloso di Saelemaekers ha portato a un tiro di Castellanos parato da Maignan. Soprattutto, all’ultimo minuto, Maignan ha allontanato un angolo con i pugni verso Isaksen, che ha calciato al volo: Mike, che in questo periodo para di tutto, ha allargato un braccio e deviato con il corpo. Il secondo tempo è stato in linea con il primo. Un colpo di testa alto di Loftus-Cheek da cross di Estupinan, poi un'altra chance per Loftus, spostato da Allegri a esterno destro di centrocampo, da cross di Rabiot. Dele-Bashiru lo ha anticipato sul più bello. Qui la partita si è decisa. In serie, sono arrivati l’errore di Leao, il gol di Zaccagni di testa su calcio d’angolo, l’ingresso rischiatutto di Pulisic e Modric, una parata di Maignan certo non banale su Noslin e il tiro di Captain America parato da Mandas al 90’. Lazio-Milan finisce 1-0 e, a voler fare il riassunto del riassunto, si sintetizza con il gol e due occasioni importanti anche se il risultato sarebbe stato più giusto che fosse stato deciso dai rigori per quello visto in campo. Il finale è che la Lazio va ai quarti dove incontrerà la detentrice del trofeo ovvero il Bologna. Il Milan invece perde la prima partita dopo tre mesi e mezzo e uno dei due obiettivi stagionali e le resta solo il campionato: sembra un film già visto lo scorso anno dal Napoli, che uscito agli ottavi e senza coppe si è aggiudicato il tricolore.

 

 


 

A: Milan-Lazio 1-0. Difesa di ferro e zampata, con pizzico di fortuna

( novembre 2025 )


Il derby ha dato una linea di pensiero al Diavolo ed una consapevolezza di se stesso che gli permetterà nel proseguo della stagione di stare sempre in alto. Contro i cugini il Milan ha lasciato, più o meno consapevolmente giocare l'avversario e con un pizzico di fortuna, oltre che di bravura del proprio portiere e della propria organizzazione difensiva, ha retto alla pressione e colpito al momento giusto. Davanti a San Siro ha nuovamente una squadra di caratura e alla quale piace costruire piuttosto che attendere. Una manna per il mantra di Allegri. Senza nuovamente Pulisic, l'attacco fondamentalmente è affidato ai guizzi di Leao. Gabbia, Pavlovic e Tomori sono la linea Maginot davanti al portierone che al 1' minuto mostra che sia ancora in formato “Magic” del derby della settimana prima. Quando toglie dalla porta un colpo di testa indirizzato sul lato opposto. E come la parata su Lautaro la palla andò sul palo, qui, la palla deviata dal guantone di Maignan và sulla parte alta della traversa. Passato il pericolo, il Milan si compatta ancora di più e lascia giocare i biancocelesti che palleggiano bene e arrivano verso la trequarti rossonera con una certa facilità, ma sono così feroci i milanisti nel raddoppiare che i laziali alla fine con tutto il loro possesso palla e controllo del campo giungeranno nella prima frazione solo un altro paio di volte dalle parti di Maignan, ma senza troppa pericolosità. Eccola la zampata nel secondo tempo dopo 5' minuti dall'avvio. Già Tomori nel primo tempo era stato l'unico dei suoi ad andare al tiro. Qui da centrale di difesa destro vede il binario dove inserirsi senza palla, tagliando la difesa laziale ferma. Fofana in area si veste da Modric e di prima offre la palla giusta nel corridoio creato dall'inglese che la piazza centralmente rasoterra a centro area dove Leao da punta navigata la butta dentro. Milan in vantaggio al primo tiro nello specchio e Lazio incredula. I padroni di casa non solo non subiscono la reazione ma con Leao e Saelemaekers vanno vicini alla rete del raddoppio. Ad accendere la gara, ben addormentata dai rossoneri, ci pensa la trattenuta reciproca tra Marusic e Pavlovic con la palla calciata da Romagnoli che sbatte sul braccio largo dello stesso difensore milanista. Siamo all'ultima azione, praticamente, nell'ultimo minuto dato dei 5' di recupero. Mischia e cartellini rossi alle rispettive panchine. Quasi 10' minuti di caos per poi finire tutto diplomaticamente alla scelta da parte dell'arbitro di sanzionare la trattenuta iniziale di Murisc su Pavlovic. Milan che festeggia dunque un'altra vittoria importante in uno scontro quasi diretto e alla stessa maniera. Subire poco o nulla e far male appena c'è la possibilità di farlo. Senza coppe e con una concentrazione ed una fame da predatori, i rossoneri sono momentaneamente in vetta da soli. E in alto ci rimarranno a lungo.

 

 

 


 

A: Parma-Milan 2-2. Forte solo con i forti

( novembre 2025 )


Il Milan ha la grande possibilità di portarsi, anche solo per una sera, da solo in testa alla classifica. Il vantaggio di non giocare le Coppe in mezzo alla settimana è tangibile, quindi le energie sono tutte rivolte alla sfida di Campionato del weekend. Con Pulisic nuovamente recuperato, ma per ora in panchina, Allegri opta per Leao e Nkunku in attacco. Nei tre di difesa a destra c'è De Winter, mentre a centrocampo Modric in regia è protetto ai lati da Fofana e Ricci. Mentre sulle fasce il Milan punta sulla velocità di Estupinan, e la rapidità e tecnica di Saelemaekers. Davanti, però c'è un Parma che con un attacco non propriamente efficace ( è il meno prolifico della Serie A ), ha bisogno di punti, dato che nelle ultime due uscite ha racimolato due sconfitte. Ma è il Milan che in Emilia parte bene, con l'atteggiamento giusto e dopo una bella pressione alta, al minuto12' l'esterno belga trova da fuori area un rasoterra non fortissimo, ma talmente preciso e velenoso che Suzuki non riesce a fermare. Neppure 10' minuti dopo e sempre Saelemaekers entra in area sulla destra e sul limite del fondo campo, viene abbattuto. Dal dischetto Leao è implacabile. Meneghini in pieno controllo e con il doppio vantaggio controllano un Parma demotivato e oramai rassegnato. Sino a quando negli ultimi minuti di recupero su una palla che sta andando in fallo laterale sulla trequarti milanista, Estupinan è sin troppo leggero nel controllarne l'uscita. Così con una regolare spallata ne perde il controllo e la palla giunge a Bernabè che con un tiro a giro bellissimo trova l'angolino alla destra di Maignan. La gara dunque cambia e l'inerzia nel secondo tempo è dalla parte degli emiliani che tengono una pressione altissima. Il Milan perde le distanze tra i reparti e si fa schiacciare. I padroni di casa a furia di tentare e anche dopo un palo, giungono ad un meritato pareggio attraverso un cross dalla destra ed un colpo di testa a due passi da Maignan con i centrali di difesa rossoneri completamente fuori posizione. Allegri inserisce Pulisic e poco dopo lo stesso statunitense dopo un tacco smarcante di Leao va vicinissimo alla rete del 3 a 2, così come in contropiede Saelemaekers sciupa incaponendosi con un dribbling di troppo. Il Mila regala dunque una rimonta più che meritata al Parma e butta via come con il Pisa e anche la Cremonese, punti che sulla carta dovevano essere suoi. Buttando all'aria i preziosi punti conquistati negli scontri diretti con le due capoliste, Roma e Napoli. Questione di concentrazione e supponenza? Probabile ed Allegri non sarà molto contento.

 

 


 

A: Milan-Roma 1-0. Spettacolo e adrenalina per 3 punti da vetta

( novembre 2025 )


Il Milan batte la Roma per 1-0, risultato che permette ai rossoneri di raggiungere gli avversari giallorossi a 21 punti in compagnia anche dell’Inter e ad un punto dalla capolista Napoli. La partita è fondamentale per il Milan per raggiungere le alte vette ma anche per la Roma che vincendo si piazzerebbe prima in classifica. La partita inizia subito forte con la Roma che aggredisce e tiene il possesso palla. Al 7’ azione pericolosa della Roma. Prima Celik prova a sfondare a destra contro Bartesaghi, poi El Aynaoui calcia da fuori area. Maignan para facilmente il tiro centrale. Al 10’ altro assalto romano, una grandissima palla di Soulé, che crossa col mancino da destra. N'Dicka, solo a centro area, devia di testa: appena fuori. È un gol sbagliato. Bilancio dei primi 20 minuti con il Milan che fatica a uscire, la Roma sembra stare molto bene fisicamente e Soulé è nettamente il migliore in campo. La Roma continua a pressare e sembra instancabile tanto che a 10 minuti della fine del primo tempo i tiri in porta dei giallorossi ammontano a 10 contro 2 del Milan. Ma è il Milan, che dopo 38 minuti di sofferenza, va in vantaggio. Bartesaghi gestisce bene un pallone nella sua area e Leao corre in contropiede. Arrivato in zona-Svilar, serve Pavlovic che, davanti alla porta, fa 1-0. Al 45’ potrebbe arrivare la beffa per la Roma: altra accelerazione di Leao, che appoggia a Bartesaghi, bravo a crossare forte col mancino. Fofana, libero in area, devia di prima ma non trova la porta. Finisce il primo tempo con il vantaggio dei rossoneri per 1-0. Riprende il secondo tempo e il Milan sembra più libero e più aggressivo tanto che nei primi minuti sfiora più volte il raddoppio e solo grazie a Svilar e un po' di fortuna, come il palo preso da Nkunku evitano la doppia cifra. Al 68’ azione concitata davanti a Svilar. Cross fortissimo di Fofana, dall'altra parte Bartesaghi calcia e trova Svilar: altra parata. Sulla respinta, disastro di Hermoso che libera Ricci. Il 4 del Milan e Leao calciano quasi a botta sicura, trovando due respinte. Su Rafa, Hermoso salva sulla linea. All’81 Pellegrini calcia una punizione e Fofana colpisce di braccio, alzandolo. Rigore per la Roma, calcia Dybala che incrocia il rigore col mancino, Maignan indovina l'angolo e devia, facendo rimanere il risultato a favore dei rossoneri. Finale concitato dopo il rigore parato con la difesa a oltranza dei rossoneri. Finisce 1-0 per il Milan. Una partita molto bella e molto strana: solo Roma per i primi 39 minuti, poi il Milan segna, domina, spreca e le due formazioni si ritrovano insieme in classifica. Poteva vincere chiunque delle due e anche il pareggio sarebbe stato un risultato da non buttare via. Il Milan nel primo tempo, a parte il vantaggio, era in balia degli avversari, mentre nel secondo ha dato tutto e hanno messo in mostra alcune potenzialità che la squadra di Allegri ha nelle sue corde. Il prossimo impegno dei rossoneri sarà contro il Parma, squadra abbordabile ma il Milan quest’anno fatica più con le piccole che con le grandi.

 

 


 

A: Atalanta-Milan 1-1. Pari giusto, ma senza Pulisic l’attacco stenta

( ottobre 2025 )


Il Milan era capolista quattro giorni fa, ma il disgraziato pareggio casalingo a San Siro contro l’ultima in classifica Pisa, ha fatto perdere la testa ad Allegri a favore di Napoli e Roma. E proprio la squadra di Conte a Lecce una mezz’oretta prima aveva vinto allungando a un più quattro il distacco dai rossoneri. Il Milan doveva riprendersi quanto lasciato venerdì al Meazza, ma i nerazzurri di Bergamo, anche se non ancora al meglio come la collaudata macchina d’attacco dell’ex tecnico Gasperini, è un avversario assai temibile. Il Milan nel suo 3-5-2 deve ancora fare a meno dell’estro, qualità, forza e velocità di Rabiot e Pulisic e davanti offre la coppia Gimenez e Leao. Poco conta però quando prima che scoccasse il 4’ minuto di gioco, da calcio d’angolo la difesa nerazzurra spazza via, ma non c’è copertura sul tiro da fuori di Ricci che complice pure una deviazione porta avanti i meneghini. I padroni di casa non si scoraggiano e anzi aumentano la pressione. Cross a raffica per una mezz’ora e triangolazioni sulla trequarti rossonera. Il Milan fatica ad uscire anche perché i due davanti non sembrano proprio in serata. Dai e dai ecco che Pasalic trova al 35’ minuto il filtrante giusto per Lookman che dentro l’area a sinistra è un fulmine a girarsi e tirare un bolide che Maignan fatica pure vedere partire. Si và negli spogliatoi con il risultato di pareggio. E dagli spogliatoi non ritorna in campo un impalpabile Leao, sostituito da Nkunku. Quando al 62’ minuto Loftus-Cheek prende il posto del centravanti messicano, i rossoneri prendono quota e per una decina di minuti prendono il sopravvento sul match creando situazioni pericolose a raffica, ma senza riuscire a colpire il bersaglio. Senza punti di riferimento avanzato il Milan è riuscito a mandare per un attimo in tilt il sistema difensivo orobico. Tuttavia gli ultimi 20’ minuti di match tornano in mano ai padroni di casa che vanno vicinissimi alla rete un paio di volte. A 5’ dal novantesimo Zappacosta si inventa un’azione da vero fuoriclasse, ma il suo tiro dal limite destinato all’incrocio lontano, è stupendamente deviato in calcio d’angolo dalla mano di richiamo di Maignan. Così giunge il fischio finale e il pareggio pare la moneta giusta di un match a tratti vivace. Allegri con una panchina a di poco corta con solo cinque uomini di movimento e solo uno in grado di spostare gli equilibri, non poteva chiedere di più. Pareggiare a Bergamo, specie con una formazione non al meglio, è nell’ordine delle previsioni. Per la Dea è il settimo pareggio in nove gare e se è vero che è l’unica della Serie A ancora imbattuta, è anche vero che i freddi numeri la vedono non ancora dentro alla zona Champions.

 

 


 

A: Milan-Pisa 2-2. Fuga mancata, ma ko evitato all’ultimo

( ottobre 2025 )


Il classico dei più classici di ogni Campionato. Ovvero la prima in classifica solitaria contro l’ultima della graduatoria. Praticamente un destino del match già segnato. Tutto sta a capire di quanto possa essere il risultato e la goleada. Ma Allegri è più furbo e anticipa tutti dichiarando che anche la Cremonese è una piccola sulla carta eppure il suo Milan, sempre a San Siro ci ha perso. Messaggio quindi chiaro ai suoi. Non abbassate la guardia assolutamente. E così con le mancanze importanti sempre di Pulisic e Rabiot e non solo, i rossoneri aggrediscono subito i toscani e prima dei 10’ minuti vedono i meneghini passare. Un bello schema da punizione che pare non possa dare frutti visto che la palla da destra nella trequarti pisana passa al centro e poi tutta sinistra. Ma l’obiettivo era liberare Leao nella sua posizione preferita. Infatti, come contro la Fiorentina, il portoghese dalla distanza, supera in accelerazione il suo marcatore lateralmente e lascia partire un tiro secco a mezzo giro che và insaccarsi sul secondo palo dove il portiere coperto da tutti non può giungere. Milan al comando della gara che gioca sul velluto e Modric in regia oltre che sempre attento in chiusura, detta i tempi delle giocate. Infatti il movimento continuo dei milanisti libera ancora una volta Leao al tiro ma questa volta la sua conclusione che sembra destinata nello specchio è deviata in angolo. Con il passare del tempo la spinta meneghina cala e si và dunque al riposo con i padroni di casa avanti solamente di una rete. Troppo poco per ritenere chiusa la pratica. Infatti ecco che dopo un quarto d’ora dall’inizio della ripresa, dove poco o nulla accade, quando Cuadrado si accentra nella trequarti milanista, il colombiano lascia partire un tiro che impatta in area su un braccio rossonero troppo largo. Rigore e lo stesso Cuadrado non sbaglia per il momentaneo pareggio. Il Milan si riaccende e crea. Bella l’azione che vede Modric servire Fofana in area che spalle alla porta offre di tacco un assist smarcante a Leao che tira ma trova la deviazione impercettibile del portiere che devia la conclusione sulla traversa. Per non parlare della conclusione d’esterno dalla distanza di Saelemaekers, uno dei più attivi, che miracolosamente viene deviata ancora in angolo. L’assedio è totale, ma non c’è la stessa attenzione in fase difensiva. Quando al minuto 86’ il Pisa, imposta dalla propria trequarti palla al piede non trova nessuna opposizione. Così basta un lancio lungo a trovare un liberissimo Nzola tenuto in gioco incredibilmente in un fuorigioco mal attuato, e l’attaccante pisano non fallisce. Ad una manciata di secondi dal novantesimo gli ospiti stanno sbancando il Meazza contro la prima della classe. Il Milan non ci sta e lo stesso Athekame si rifà di alcuni errori di troppo, al 94’ minuto con un tiro secco da fuori area a fil di erba che lascia il portiere di sasso colpendo il palo interno per il 2 a 2. Saelemaekers al 98’ minuto si inventa un’azione alla Baggio superando dalla sinistra ben tre pisani ed entrato in area tira d’esterno e la palla esce di un soffio a lato. Termina qui una gara dalla storia imprevedibile. Il Milan poteva lanciarsi in un momentaneo più 4 sulle più dirette avversarie e approfittare anche dello scontro diretto tra Napoli e Inter. Così non è stato. Non puoi essere sempre sul pezzo e dagli errori si può imparare. Troppa sicurezza e supponenza. Con Allegri è difficile che ricapiti e il mister toscano guarda il bicchiere comunque mezzo pieno. Da una sconfitta oramai certa è arrivato sul finale comunque un punto che potrebbe pesare alla fine dei conti. Ricordiamo che il Napoli l’anno scorso vinse lo Scudetto di un solo punticino sui nerazzurri.

 

 


 

A: Milan-Fiorentina 2-1. Doppio Leao lancia il Diavolo solo in Paradiso

( ottobre 2025 )


Il Milan dopo la sosta delle Nazionali ha l'enorme possibilità di sfruttare i passi falsi delle due capoliste, Napoli e Roma che sono cadute insieme come anche la Juventus. Tuttavia a causa della sosta delle Nazionali, Allegri è obbligato a fare la conta dei suoi giocatori all'appello e si ritrova con molti assenti importanti come Pulisic, Rabiot, Estupinian e Loftus- Cheek. Ma Allegri da Mister esperto quale è deve cogliere l'occasione di portarsi in testa e ci prova rilanciando Leao. Rimescola anche le posizioni delle carte perché il portoghese inizia dal primo minuto come centravanti, alle sue spalle si muove Saelesmaker e con la difesa a 3 è Modric ad illuminare affiancato da Fofana e Ricci ai lati. La Fiorentina viene a San Siro con una classifica alla mano che l'hanno vista raccogliere molto meno di quanto seminato. In campo la gara non parte veloce e nemmeno con grandi squilli : infatti nella prima frazione la vera unica palla gol arriva sul piede destro di Pavlovic ed è normale che si vada a riposo sullo 0-0 nonostante comunque un Milan più propositivo rispetto ai Viola. Nella prima frazione della ripresa il Milan pare partire leggermente a rilento e la Fiorentina prima va alla conclusione da lontano e al cinquantaquattresimo su cross Gosens la butta dentro battendo Magnain che si ritrova circondato tra i suoi difensori nell'area piccola e non riesce a sventare il tap in del Viola. Inaspettatamente mentre tutto il popolo milanista sta già pensando all'occasione persa per portarsi in vetta da soli in campionato Allegri cambia assetto alla propria squadra butta dentro Gimenez, come centravanti e sposta Saelesmaker a destra e Leao ritorna a sinistra. Complice una momentanea inferiorità numerica dei viola per l’infortunio di Ranieri al sessantacinquesimo Pavlovic penetra centralmente scarica a sinistra per Leao che da 25 metri punta il suo marcatore lo lascia lì sul posto e traccia un destro che vede De Gea partire troppo in ritardo per chiudere la traiettoria del pallone che è destinato a insaccarsi alle sue spalle. Trovato il pareggio il Milan accelera e aumenta la pressione nella trequarti della Fiorentina. La Viola fatica a reggere Gimenez che è bravissimo sul cross da sinistra salta il suo marcatore nell'area e la palla sembra quasi entrare ma De Gea questa volta è miracoloso ad alzare sopra la traversa. Lo stesso Gimenez a 10 minuti dal novantesimo e anche meno viene leggermente trattenuto da dietro sul collo, nonostante la Var l'arbitro concede il rigore seppur sia evidente che l'attaccante messicano abbia accentuato la trattenuta alta che comunque c'è stata. Sul dischetto, nonostante giocatori come Modric, si presenta il più discusso dei giocatori che ha appena segnato ovvero Leao che tradizionalmente non è un ottimo rigorista con freddezza. Ma la concentrazione del portoghese spiazza De Gea che ha fama di para rigori e il 2 a 1 che sigla la rimonta finale della squadra di Allegri, è un applauso, specialmente a Leao che si prende la responsabilità davvero leader. Probabilmente giocare a fianco a un totem come Modric che non solo illumina ma come oggi lotta come un normale mediano alla Gattuso non può che avergli fatto bene al diavolo che ora sale in paradiso tutto da solo e ha la possibilità di allungare grazie ad un prossimo turno favorevole che vedrà lo scontro diretto tra Napoli e Inter.

 

 


 

A: Milan-Napoli 2-1. Milan capolista batte e regge alla capolista

( settembre 2025 )


Se fossimo stati già nel Girone di ritorno, senza dubbio questa sfida avrebbe avuto un sapore molto da Scudetto. Scontro al vertice tra la capolista che è a punteggio pieno con la più accreditata rivale che in caso di successo l’agguanterebbe in vetta. Due allenatori esperti, ma ancora pieni di energie e vogliosi di vincere nonostante i già tanti Scudetti conquistati con più club. Ma siamo alla quinta di andata e quindi tutto può ribaltarsi più avanti a prescindere dall’esito di questo match. Tuttavia può dare un segnale importante per il proseguo del cammino di entrambe. I meneghini devono ancora privarsi del fuoriclasse portoghese, che comunque ora siede in panchina senza avere i 90’ minuti sulle gambe. In emergenza sono invece i partenopei, con una difesa tutta da inventare senza scordare l’infortunio di Lukaku. Ed il Milan affonda proprio tra le pieghe del reparto arretrato che mostra tutte le sue crepe. Al 3’ minuto non ancora scoccato, i padroni di casa fanno girare la palla sino a quando non giunge a sinistra a Pulisic che come un’ala pura e non un centravanti si auto lancia sul filo del fallo laterale. Come un razzo piomba, sempre dalla sinistra in area avversaria con il giovane Marianucci che buca il suo intervento in scivolata sullo statunitense, che così crossa teso e basso perfetto in area piccola per l’accorrente a destra Saelemaekers che di piatto di prima supera Meret. Difesa azzurra in bambola. Il Napoli prova a reagire ma le sue due conclusioni ravvicinate vengono ben respinte da Maignan. Pulisic è in serata di grazia e imbecca l’inserimento centrale di Fofana che spara alto davanti a Meret non inquadrando neppure lo specchio. Incredibile comunque il buco lasciato dai quattro difensori di Conte, al pari dell’errore di Fofana che al 31’ minuto si rifarà. Infatti Pavlovic si mette i panni del vecchio Theo e a sinistra di forza passa in mezzo a ben quattro napoletani offrendo la palla a centro area dove si trova liberissimo Fofana che di prima porge l’assist a Pulisic in area che non sbaglia. Milan al riposo sul 2 sa 0 e Napoli scosso. Nella ripresa però dopo una decina di minuti ecco sul traversone l’errore che non ci voleva per il Milan. Estupinan è in chiaro ritardo di marcatura e tira giù da dietro l’avversario. Rigore ineccepibile ma la Var ravvede l’arbitro facendogli mutare il cartellino giallo in rosso. Quindi al 60’ minuto De Bruyne dal dischetto dimezza lo svantaggio e cambia la sfida. Il Milan che non stava soffrendo più di tanto, è ancora avanti, ma di una sola rete e deve difenderla con un uomo in meno. Allegri si copre e il Napoli con il trascorrere dei minuti prende d’assalto la metà campo milanese. Maignan sale in cattedra come Rabiot che si veste da medianaccio. Dove non arriva il portierone francese del Diavolo, ci pensa il palo a salvare i rossoneri. Giunge il fischio finale di una gara ben combattuta che ci dice che il Milan c’è e può combattere sino alla fine per il Titolo, a prescindere dal fatto che ora sia in testa in compagnia. Il Napoli ha vistosamente pagato le assenze ma rimane squadra di valore. Allegri però potrà giocare la carta che utilizzò la scorsa stagione Conte, ovvero la mancanza degli impegni infrasettimanali. E questo Milan oltre alla qualità ha un carattere ed una fame che negli ultimi due anni parevano scomparsi.

 

 


 

CI: Milan-Lecce 3-0. Giovane, brillante e vincente questo Diavolo

( settembre 2025 )


Siamo ai sedicesimi di Coppa Italia, che potrebbe essere affrontato da una big come un fastidioso intermezzo sul cammino principale che è il Campionato. A San Siro arriva il Lecce che è stato battuto 2 a 0 in Salento alla seconda Giornata. Ovviamente il Pallone d’Oro siede in panchina e al suo posto gioca l’ex granata e italiano Ricci, affiancato da due esperte colonne come Rabiot e Loftus. Sulle corsie esterne la brillantezza e vivacità dell’inamovibile Saelemaekers e il giovane Bartesaghi. A proposito di gioventù, ecco dal 1’ minuto in difesa De Winter , coperto ai lati da Tomori e Pavlovic. In porta ritorna Maignan e a supporto in attacco di Gimenez c’è subito Nkunku. Il Lecce si copre con un 5-3-2 ma in 10’ minuti i rossoneri creano già quasi quattro palle goal, con il messicano un po’ sprecone, ma sempre sul pezzo e a dettare il passaggio verso la porta. Anche il compagno di reparto si ferma sul palo con il portiere già fuori causa. Gli ospiti sono in completa balia dei meneghini e a complicare loro la sfida, arriva il rosso, tramite Var, ad un quarto d’ora di gioco, per il difensore Siebert, per fallo da ultimo uomo su Nkunku. Il Milan continua spingere ed ora trova ancora più spazi e quando Bartesaghi a sinistra se ne và e crossa basso a centro area, questa volta Gimenez, come un falco arriva con i tempi giusti per il suo goal liberatorio e per il vantaggio della sua squadra. Siamo al 20’ ed è più che meritato. E potrebbe essere ancora più rotondo il risultato prima del riposo, se l’inserimento di Rabiot non fosse stato fermato dalla traversa. Poco male, perché già in avvio del secondo tempo, i padroni di casa dimostrano di non aver staccato la spina e Loftus-Cheek dopo un’azione insistita personale in area colpisce il terzo legno della serata. Il Milan continua a giocare e a divertirti e all’ennesimo filtrante o cross effettuato dall’esterno destro belga, al 51’ minuto arriva lo spettacolare raddoppio in mezza rovesciata di Nkunku. Piano piano giungono i cambi a far rifiatare i ragazzi di Allegri, ma dalla panchina entra in campo Pulisic che al 64’ minuto non può esimersi dal firmare il tabellino dei marcatori per chiudere il match, sempre che fosse ancora aperto, sul 3 a 0. Il Lecce, a prescindere dall’inferiorità numerica, non è mai stato in partita. Troppo Milan per Di Francesco. Un Milan che ha fame di vittorie e una gran voglia di giocare e attaccare, ma senza le sbavature che avevano portato incubi alla prima uscita in Campionato. Anche questa sera come nelle ultime partite, non solo la rete rossonera è rimasta immacolata, ma pure i guanti del proprio estremo difensore. Questo Milan crea senza subire nulla. Il test della verità qui arriva al Meazza. Ci sarà domenica la capolista e Campione in carica. Non sarà certo una passeggiata contro i forti giocatori di Conte, ma ci sarà anche un Modric in più, e forse anche qualche sprazzo di Leao, che non dimentichiamocelo, per infortunio manca già da un po’ ad Allegri. Ma è un Diavolo felice e conscio di se stesso. Intanto il Milan si è regalato gli ottavi con la Lazio, domenica potrebbe prendersi già un profumo di Scudetto.

 

 

 


 

A: Udinese-Milan 0-3. Compatto e talentuoso il “Diavolo” travolge l’Udinese

( settembre 2025 )


Al Friuli il Milan affronta una squadra tosta, fisica e ben organizzata che ha già battuto, pure al Meazza, i cugini dell’Inter e sono avanti rispetto ai rossoneri di un punto in classifica. L’anno scorso i meneghini qui in trasferta, calarono un sonante poker, che però non servì a nulla perché il Milan alla fine rimase fuori dalle Coppe. Brutta cosa, ma ad Allegri, quest’anno potrebbe tornare utile perché concentrarsi solo su di un impegno e poter lavorare tutta un’intera settimana fa la differenza. Lo ha dimostrato la scorsa stagione Conte con il suo Napoli e si ha avuto la conferma quanto, nel tardo pomeriggio di questo sabato, la Juventus abbia pagato a Verona le fatiche di Champions. I padroni di casa si schierano con un solido 4-4-2 mentre Allegri, privo sempre di Leao, nel suo 3-5-1-1 Gimenez avanzato è supportato alle sue spalle dal ritrovato da titolare Pulisic. Modric sempre a centrocampo ad illuminare con Rabiot a inserirsi di forza e qualità e Fofana a far legna. Saelemaekers da una parte e Estupinan dall’altra a bruciare erba sulle fasce. Così il possesso palla sterile dei bianconeri, più nella propria metà campo, è solo uno stratagemma rossonero per rubare palla alti e farsi pericolosi dalle parti di Sava. A proposito di portieri, per i meneghini c’è tra i pali Terracciano per il forfait del capitano Maignan, che lascia la fascia al difensore centrale Gabbia, affiancato da Tomori e Pavlovic. Portiere e difensori che avranno ben poco da fare per tutta sfida, grazie ad una mediana che non farà passare uno spillo. Il Milan si fa pericoloso con Pulisic dopo un bel fraseggio sullo stretto corale e quando Estupinan imbecca centralmente Guimenez, il messicano spara in bocca a Sava non trovando l’angolo lontano. Il Milan insiste e a 5’ minuti dal riposo, il 2 a sinistra si invola e cross rasoterra al centro. Il difensore in spaccata quasi fa autorete e Sava la respinge al centro. Pulisic che aveva avviato l’azione, l’ha anche seguita e si ritrova proprio solo e soletto sulla sfera vagante che non manca a ribadire di forza in rete. Ospiti in vantaggio e anche meritatamente al riposo. L’Udinese apporta subito cambi e vuole rimettere in sesto il match, ma trascorre appena un minutino che Castro nella propria area và via palla al piede, ma Pulisic non molla alle sue spalle e da dietro gli prende palla che giunge a Fofana che spara verso la porta per il 2 a 0. Padroni di casa colpiti a freddo e stesi, tanté che al 53’ minuto un’azione di squadra di stile rugbyana porta Pulisic a destra a trafiggere per la terza volta Sava, siglando la propria doppietta personale. Udinese cancellata totalmente e Milan padrone della sfida in modo totale che potrebbe chiudere anche con un vantaggio ancor più ampio se altre tre conclusioni avessero avuto più fortuna. Il primo tiro, a dire il vero completamente innocuo, da parte dei friulani arriva verso l’80’ quando il Milan cala leggermente l’attenzione. Allegri in tribuna osserva dall’alto la sua creatura crescere di settimana in settimana. Dal tonfo contro la Cremonese sono trascorse appena tre giornate? Pare che siano passate tre stagioni. Questo Milan non si nasconde e sta puntando già all’obiettivo grosso. Modric anche oggi ha mostrato il suo Pallone d’Oro e la qualità e la freschezza degli altri interpreti, guidati dal mister riesce a costruire gioco senza subire quello avversario.

 

 


 

A: Milan-Bologna 1-0. Solidità e qualità da Pallone d’Oro

( settembre 2025 )


Si ritrovano le due finaliste dell’ultima Coppa Italia che ha sorriso agli emiliani. Bologna dunque in Europa e Milan, la squadra italiana più titolata al di fuori dei confini nazionali, estromessa dalle competizioni continentali. Quale partita migliore se non in Campionato per vendicarsi da parte del “Diavolo”? Ma questo Milan centra poco o nulla con quello di quattro mesi fa. A partire dal manico, un certo Allegri che sa far rendere con estrema praticità ciò che ha per le mani. E a parte qualche carenza pesante in attacco, tra difesa e soprattutto centrocampo i rossoneri non hanno molto da invidiare a nessuno, neppure al Napoli. Rabiot e Modric a centrocampo parlano da soli. Saelemaekers e Estupinan sugli esterni danno corsa e dribbling, oltre a ripiegamento difensivo ai tre centrali. Allegri opta per la soluzione di Loftus dietro all’unica punta Gimenez. Ed è proprio il messicano nei primi 10’ minuti a presentarsi davanti a Skorupski che gli respinge la conclusione. Dopo un buon avvio dei meneghini, gli emiliani prendono l’iniziativa e il possesso palla che si traduce in goal annullato correttamente per evidente fuorigioco. I padroni di casa lasciano volentieri il controllo del campo e della sfera agli ospiti, ma è un falso miraggio quello di non avere il controllo del match, perché senza subire un solo tiro in porta verso Maignan, gli spazi si aprono e bravo al 23’ minuto Estupinan a inserirsi e dopo una bella sterzata a sinistra a rientrare all’altezza dell’area bolognese, far partire un tiro basso a giro che si stampa sul palo esterno dove Skorupski non sarebbe arrivato. Il Bologna continua a tenere palla ma non riesce a costruire vere azioni da goal, mentre Modric sà quando sparire e quando illuminare. Tuttavia si giunge al riposo con le due squadre che abbassano il ritmo. Nel secondo tempo nulla cambia con il Bologna che prova a imbastire una manovra offensiva ma che và a sbattere contro una mediana rossonera concentratissima e che non risparmia corsa e raddoppi, pure da parte di quei giocatori di alta qualità come il croato e il francese. Dagli spogliatoi Pavlovic lascia il posto al giovane De Winter, ma poco cambia e quando dopo 10’ minuti dalla ripresa, Maignan, deve lasciare i pali per un probabile infortunio muscolare per Terracciano, il Milan aumenta i numeri di giri e al 61’ Saelemaekers trova la corsia a destra libera per lanciarsi e al limite e dall’area vede l’inserimento intelligente di Modric centrale che da fuori piazza un rasoterra con il bisturi che porta in vantaggio i padroni di casa. C’è ancora una mezz’ora di gioco e tutto può accadere, ma quando ti aspetti un Milan che gestisca la gara, accade invece che il Bologna anche a tenere la palla, la perda continuamente e il Milan con Ricci e Gimenez si prende altri due pali a portiere superato ed un altro paio di occasioni bruciate. Bravo Allegri anche con la gestione dei cambi con Ricci e Pulisic subito in partita nell’ultima mezz’ora. Per non parlare nei 10’ minuti finali quando Nkunku si procura un rigore prima dato e poi tolto inspiegabilmente. Un Milan di qualità e solido sconfigge con una gara intelligente e senza subire nulla un buon Bologna e con Modric ad illuminare anche il Napoli, che ha le coppe, dovrà sudarselo quello Scudetto sulla maglietta. Il brutto avvio con la Cremonese pare già uno sbiadito incubo.

 

 


 

A: Lecce-Milan 0-2. Nell’emergenza il Diavolo si infiamma e vince

( agosto 2025 )


Fa sorridere pensare che alla Seconda Giornata il Milan potesse essere già ad un capolinea della Stagione. Senza Coppe e solo con il Campionato di importante da giocarsi, la sconfitta all’esordio, a San Siro inaspettata, ha portato l’obbligo di fare i tre punti. In caso contrario, la pausa successiva dovuta alle Nazionali, avrebbe portato più dubbi e crepe che altro. Così Allegri che è maestro a far di necessità virtù, ha fatto la conta dei suoi e il criticato Gimenez è obbligatoriamente posto in attacco, per via delle defezioni non solo di Leao, ma anche di un Pulisic non al meglio e non solo. Così ecco disegnato un 3-4-2-1 con Loftus-Cheek e Saelemaekers a supporto del messicano. Musah e Estupinan sulle fasce a centrocampo e Fofana a coprire coi muscoli le spalle alla luce di Modric. E di fatto nel Salento i rossoneri partono subito forti e con il piglio giusto, cosa che avevano comunque fatto anche una settimana fa al Meazza. Anche se qui la ferocia pare più alta. Non a caso da un calcio d’angolo conquistato dopo poco più di tre giri di lancetta, porta avanti i meneghini. Tuttavia la rete viene annullata per una leggerissima spinta a liberarsi da parte di Gabbia che di testa era andato in goal. Il Lecce fatica anche ad attraversare la metà campo perché non solo la pressione è alta, ma a differenza che di quanto osservato contro la Cremonese, i rossoneri appena perdono palla, ritornano con ardore a riprendersela. Loftus si fa ancora pericoloso ma il portiere gli stoppa in stile basket il colpo di testa, ma sulla sirena del riposo è Gimenez ad aver la palla giusta. Scappa via ma chiude troppo il diagonale da sinistra a destra con la sfera che và sul fondo. I lombardi nella ripresa non mutano atteggiamento ed è ancora il messicano protagonista e questa volta non sbaglia, inserendosi bene in area e girandosi per la rete, ma ancora una volta la Var annulla per un fuorigioco veramente millimetrico. Gli ospiti continuano a spingere e al minuto 66’ una pennellata di Modric su punizione trova la girata di testa di Loftus-Cheek che non perdona. Milan in vantaggio, ma che non si adagia e cerca il raddoppio andandoci vicino. Dopo che Maignan chiude in angolo l’unica sortita in attacco di tutta la sfida da parte dei padroni di casa, è lo stesso portiere francese a rilanciare lunghissimo a 4’ minuto dal novantesimo offrendo l’assist al rientrante Pulisic che davanti a Falcone non perdona. Il Milan con una prova di forza e intelligenza parte alla seconda Giornata e Allegri, nella difficoltà dimostra ancora una volta che sa sfruttare il materiale che ha. L’unica punta che aveva a disposizione rimane in campo per tutto il match e fa riposare sul finale i due uomini al suo supporto. Sono proprio i due rifinitori dietro al centravanti che segnano e portano in cascina i primi tre punti della nuova era Allegriana al Milan.

 

 


 

A: Milan-Cremonese 1-2. Esordio da incubo in Campionato. Manca la punta alla matita

( agosto 2025 )


Il tifo rossonero è risaputo che è uno dei più legati alla maglia a prescindere dalle vittorie. Dopo una pessima stagione che ha privato il “Diavolo” della partecipazione in Europa, ecco il piatto forte stagionale. Dopo la gara che ha visto i meneghini eliminare in Coppa Italia il Bari, questo sabato sera a San Siro arriva la debuttante Cremonese. Torna Allegri sulla panchina che lo vide trionfare, dopo ben undici anni e da mister navigato qual è dispone i suoi in un solido ma costruttivo 3-5-2 con Tomori, Gabbia e Pavlovic davanti a Maignan. Due mediani di peso come Fofana e Loftus-Cheek, con sulle fasce Saelemaekers e Estupinan. Le due punte, uniche a disposizione visto il forfait per infortuno di Leao, sono Pulisic e Gimenez, ma la ciliegina sulla torta dal 1’ minuto è la presenza in campo della stella croata; Modric che è libero di svariare da regista basso davanti alla difesa come da trequartista avanzato dietro le punte. I grigiorossi si dispongono specularmene, ma in fase di non possesso palla la linea di difesa davanti ad Audero è a cinque, e a centrocampo sono in quattro se non addirittura in cinque. Di fatto i padroni di casa partono con buon ritmo direttamente in pressione alta con i tre difensori dentro il centrocampo ospite. 20’ minuti di assedio territoriale e di possesso palla che però produce un paio di mischiette e nulla più. C’è tanta voglia da parte dei milanesi ma gli spazi che la Cremonese concede sono a dir poco risicati e quando la pressione alta e costante dei rossoneri viene a scemare dopo questi primi 20’ minuti, ecco che la Cremonese esce fuori. Prima Pavlovic per troppa leggerezza regala palla agli avversari che chiamano Maignan ad una parata non facile. Poi con gli ospiti in fiducia al minuto 28’ un cross morbido dalla sinistra offensiva vede Baschirotto entrare di testa facilmente e senza marcatura e battere Maignan. I padroni di casa accusano il colpo e anche se mantengono l’iniziativa non riescono neppure ad abbozzare una vera reazione e ci vuole uno svenimento, letteralmente, di un giocatore grigiorosso, per aprire uno spazio in pieno recupero della prima frazione, per trovare lo spazio e sul cross dal fondo da sinistra di Estupinan giunge sull’altro lato Pavlovic di testa che insacca. Gara raddrizzata, anche con un pizzico di buona sorte proprio sull’ultima azione prima del riposo. Fondamentale per riprendere con fiducia e senza troppa tensione il secondo tempo che vede il 2 talvolta spaesato lasciare spazio a Jimenez come esterno alto. I rossoneri trovano il loro miglior momento dal 50’ al 60’ quando Modric illumina più volte e vede come pochi i movimenti senza palla dei compagni. Lo stesso croato, Pulisic e Fofana impegnano dalla distanza Audero e quando sembra che il pareggio possa sbloccarsi, ciò avviene ma al contrario. Al 61’ minuto Gimenez è troppo leggero nel proteggere palla in una possibile ripartenza nella propria trequarti e la Cremonese dalla propria sinistra offensiva trova un cross teso a mezza altezza che giunge a destra per una sforbiciata da antologia in area di Bonazzoli che non lascia scampo. Allegri non ha vere punte da mettere in campo e inserisce Chukwueze al posto di Tomori cercando di creare una sorta di 4-2-4, anche con Modric stanco che lascia poco dopo spazio ad un evanescente Jashari. Una pio di mischie e tiri imprecisi che non inquadrano lo specchio, con uno di Pulisic a giro che sfiora quasi l’incrocio non bastano. La Cremonese espugna per la prima volta il Meazza rossonero e il Milan esce con tante domande e zero punti da questa prima sfida. Un’idea di solidità c’è ma Modric non può bastare a creare e se manca il guizzo di Leao, davanti c’è ben poco. Al “Diavolo”, può far piacere ricordare che il Napoli Campione d’Italia, l’anno scorso perse e male la prima a Verona e che se davanti manca effettivamente qualcuno che concretizzi, c’è ancora il mercato aperto.

 

 


 

 

CI 32°: Milan-Bari 2-0. Buona la prima e trabocchetto superato

( agosto 2025 )


Il 17 agosto ha avuto inizio la nuovissima stagione del “Diavolo”. Dopo una deludente annata, l’arrivo di un tecnico solido e capace come Allegri, che oltretutto qui ha già vinto, e soprattutto di un direttore tecnico capace come Tare, ha riportato entusiasmo nel popolo rossonero. Due cessioni pesanti come Theo e Reijnders, ma anche ben sette acquisti, per ora, mirati, efficaci, di spessore o prospettiva. Testimonianza di una ritrovata fiducia nella tifoseria è un San Siro stracolmo a metà agosto. Non è un’amichevole ma visto l’ottavo posto del Milan nello scorso Campionato, i rossoneri devono giocarsi il 32° della Coppa Nazionale. Al Meazza giunge un Bari che è una buonissima compagine della Serie Cadetta e sulla carta potrebbe sembrare una sfida facile, ma in questo periodo di preparazione, le gambe si sà che non girano, e con uomini e tecnico nuovi le idee in campo non sono certo collaudate. Quindi il rischio di inciampare e in un ostacolo e cadere è tangibile. Dopo una calorosa presentazione dei nuovi acquisti, ecco lo schieramento davanti a Maingnan. Tre difensori belli larghi ad occupare tutta la linea arretrata, con Gabbia centrale affiancato a destra da Tomori e a sinistra da Pavlovic. Davanti alla difesa Ricci a dettare geometrie e tempi con due robusti colossi ai lati come Fofana e Loftus-Cheek. Esterni a tutta fascia o quasi sono il rientrante, con Allegri in pianta stabile, Saelemaekers a destra e a sinistra Estupinan. Il tutto a supportare le due punte agili, veloci e tecniche come Leao e Pulisic, che sono libere di svariare e inventare singolarmente come con i compagni. Di fatto dopo il primissimo tiro degli ospiti, dal 2’ minuto, per più di mezz’ora è un continuo assolo dei meneghini. Tutti sono ben coinvolti nella manovra, anche se il nuovissimo esterno sinistro ha ovviamente ancora molto da assimilare per un calcio italiano. Prima Fofana, molto propositivo scalda i guantoni di Cerofolini, poi i continui assalti all’area barese, portano Tomori a crossare da destra e trovare un liberissimo Leao che incorna di testa in puro stile centravanti. Un’altra intuizione di Allegri che farà la differenza? Siamo quasi al quarto d’ora e la sfida pare già segnata, ma un paio di minuti dopo, proprio il portoghese, per un problema al polpaccio deve lasciare il campo. Al suo posto entra un altro giocatore che il mister proverà a recuperare, come Gimenez. Ma ci penserà soprattutto il compagno di reparto statunitense a far venire i brividi a Cerofolini, prima sfiorando l’incrocio e poi prendendo la traversa. La pressione alta e continua dei rosssoneri non lascia neppure un attimo di pensiero agli ospiti, che però verso il 40’ minuto chiamano in causa dalla distanza Maignan che quasi per mezz’ora si era fatto un pisolino. Si và negli spogliatoi con un vantaggio risicato, ma ci pensa proprio Pulisic, in avvio a siglare il raddoppio della tranquillità, triangolando in area con il messicano e successivamente girandosi su se stesso, supera il portiere. Partita che a questo punto viene messa in congelatore. A 25’ dal novantesimo ecco un triplice cambio e sotto l’ovazione dei 70 mila di San Siro fa il suo esordio con il “Diavolo”, l’ex pallone d’oro Modric che con la sua classe all’alba dei quarant’anni, ancora delizia il pubblico. Bari eliminato e passaggio del turno superato con una solidità di gioco e occupazione del campo che è un chiaro segnale della convinzione di questo nuovo Milan.