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Juve stagione25/26A: Juve-Lazio 2-2. Tosta e mai doma la recupera alla fine ( febbraio 2026 ) Juve Lazio si ritrovano con ambizioni differenti:i bianconeri per blindare un posto Champions ma per non perdere neppure il sogno del treno scudetto che con questa gestione Spalletti torna a rivivere nei cuori bianconeri, la Lazio ottava deve trovare punti ovunque per rimanere in scia del gruppone che andrà l'anno prossimo in Europa. I padroni di casa partono decisamente convinti è meglio dei biancocelesti. I piemontesi prendono possesso del campo e del pallone, ma faticano a trovare varchi nel tra le due linee laziali, dato che Sarri ha disegnato una squadra compatta di qualità pronta a ripartire. La prima vera azione da gol arriva su un colpo di testa di Bremer degno del miglior centravanti che però trova la deviazione altrettanto di qualità di Provedel. Al 25esimo la Juventus passa effettivamente in vantaggio dopo un'azione insistita nell'area avversaria dove all'inizio dell'azione stessa avviene anche un contatto dove cade Cabal per un potenziale rigore. Ma nel prosieguo dell'azione è Koopmeiners che da fuori tira e trova l'angolino con Provedel fermo a guardare Thuram è in fuorigioco sulla linea diretta del tiro gol annullato e lo stesso fallo precedente non viene considerato da rigore così la Juve non trova assolutamente varchi e rallentando il ritmo si rallenta. Anche nei tempi di recupero prima della pausa del tè Locatelli davanti alla propria trequarti non si accorge della pressione di Maldini che gli ruba palla facendo partire un contropiede tre contro due lo stesso ex atalantino che appoggia a sinistra per Pedro che lascia partire un diagonale che probabilmente Di Gregorio avrebbe intercettato. Ma la deviazione di Bremer è beffarda spiazzandolo sul primo palo, quindi la Lazio va a riposo in vantaggio di 1 a 0 dopo aver effettuato la sua unica vera azione offensiva. Alla seconda azione offensiva dopo due minuti dell'inizio del secondo tempo la Lazio, passa raddoppiando bellissima l'idea 1-2 sulla trequarti laziale che lancia sulla destra la propria freccia che supera Cambiasso. e tira sotto la traversa superando Di Gregorio. A cavallo tra la fine del primo tempo e l'inizio del secondo tempo il risultato avrebbe abbattuto pure in bue, ma non questa Juventus targata Spalletti che come se nulla fosse accaduto continua nel suo modo di gruppo di attaccare rischiando anche di sbilanciarsi, ma l'idea propositiva viene premiata dal proprio uomo diventato della provvidenza tuttofare della Juventus ovvero McKennie con Cambiasso che lo trova in area crossa da sinistra verso il centro è come un vero attaccante di testa lo statunitense supera Provedel. C'è più di mezz'ora da giocare e la Juve ha riaperto il match che si fa ancora più bello perché la Juventus assalta all'arma bianca e la Lazio trova spazi per chiudere l'ostilità. È chiaro che o si va sul 3 a 1 ma si va sul 2 a 2 in effetti. La Juventus ha due o tre palle gol prima del novantesimo dove due volte Provedel è provvidenziale e una volta il proprio difensore libera davanti alla porta. La Lazio brucia clamorosamente due chance limpide in contropiede. Quando tutto ormai sembra fatto negli ultimi istanti del minuti di recupero, oltre il novantesimo è un altro difensore che permette la Juventus di non perdere e la testa di Kalulu che si è spinto in avanti con coraggio a portare la Juventus sul 2-2 per un risultato più che meritato.La Lazio forse avrà anche sciupato una grande occasione, ma la Juventus con coraggio non si è mai demoralizzata e ha giocato per vincerla e poi per non perderla fino alla fine come nel puro DNA bianconero.
CI: Atalanta-Juve 3-0. La Signora gioca e la Dea colpisce ( febbraio 2026 ) Certo che oramai la Coppa Italia, almeno dalle nostre parti, è snobbata, ma questo quarto di Finale è piuttosto speciale. I nerazzurri bergamaschi ospitano nella partita secca da dentro o fuori la Juventus di Spalletti. I piemontesi, a parte Yildiz, schierano la migliore formazione perchè se la Champions è dura da vincere, facile raggiungere lo Scudetto non è visti i 10 punti di distacco dalla capolista. Quindi alzare un trofeo qui dopo quattro partite è la strada più facile. Ancora più importante invece è questo obiettivo per il gruppo di Palladino, visto che non sarà facile entrare in Europa quest'anno per gli orobici. E vincere la Coppa Nazionale sarebbe la strada più immediata per L'Europa League. Sono gli ospiti però che prendono maggiormente l'iniziativa con Concencap che a cavallo del 20' minuto ha due enormi possibilità per portare avanti i suoi, ma nella prima è bravo Carnesecchi, mentre nella seconda è la traversa a negargli la rete. Ecco che poco dopo queste due azioni da rete, al primo affondo, sulla sinistra, da parte dei padroni di casa, la fortuna sorride alla Dea, perchè il cross basso colpisce la mano di Bremer troppo staccata dal busto e in area. Rigore discutibile in termini sportivi, ma di regolamento corretto e così Scamacca porta avanti l'Atalanta. La Juventus ha un paio di occasioni prima del riposo e poco dopo l'inizio della ripresa per pareggiare, ma la frenesia e la mira fa sì che la difesa nerazzurra riesca a sbrogliare la situazione. E' incredibile che la squadra che non ha neppure tirato una volta verso lo specchio della porta avversaria conduca la partita. E così, ancor più beffardo, è che con la Juventus proiettata in avanti alla ricerca del pareggio, al secondo affondo sulle fasce, questa volta sulla destra, i bergamaschi raddoppino. E' Bellanova al 77' minuto a fuggire sulla corsia destra e crossare teso in centro area. Buca Krstovic l'impatto con il pallone, ma successivamente non Sulemana che chiude il match. La Juventus prova ad attaccare, ma senza troppo ordine e neppure convinzione e alla terza ripartenza è Pasalic, anche lui da poco entrato a buttare dentro la sfera nell'angolino stile palla da bigliardo per un pesante 3 a 0 che non rispecchia il match. Una buona Juventus che è peccata di qualità nelle giocate, ma non nell'idea di costruzione ha pagato carissimo gli episodi e esce dalla competizione, ma non nella fiducia nelle proprie idee e nella propria crescita di squadra che è evidente.
A: Parma-Juve 1-4. Si diverte vincendo la Signora ( febbraio 2026 ) La Juventus come l'Inter si trova a giocare in trasferta contro una squadra che si posiziona sulla colonna destra della classifica. Queste partite sulla carta possono apparire abbordabili, ma se prese con il piglio sbagliato diventano delle vere e proprie sabbie mobili. Ma questa Juventus è targata Spalletti e non commette l'errore e parte subito con il piede schiacciato sull'acceleratore e che gli Emiliani non riescono a far rallentare. Uno dei primi tiri insidiosi arriva subito ma il portiere devia in angolo e successivamente un'altra azione della Juventus nei primi 10 minuti va a sbattere sulla traversa. Ma al quarto d'ora. Ecco che da calcio d'angolo giunge imperiosa l'elevazione di Bremer che incorna per 1-0 juventino. La Juventus continua a giocare ma appena commette una sbavatura il Parma è lì pronto ad approfittarne e prima della fine del primo tempo Di Gregorio è bravo a dire no due volte alle conclusioni parmense ma è la Juve con l'ennesima sgroppata sulla destra di Kalulu che più che un terzino sembra un ala destra ed ecco giungere il cross perfetto in aria per l'immancabile inserimento di McKennie che in mezza rovesciata sigla il 2 a 0. A riposo la Juventus va con un ampio vantaggio ma tuttavia un errore di valutazione di Cambiaso nella gestione di un cross insidioso porta lo stesso esterno della nazionale a fare le più classico degli autogol, spiazzando il proprio portiere. Partita rimessa in gioco e la Juventus riprende a costruire e dopo una carambola sulla traversa sulla linea di porta è nuovamente Bremer ad arrivare per primo per una doppietta personale e chiudere definitivamente la gara con un 3 a 1. Ma la Juventus non smette di giocare e costruisce ancora così su un tiro dalla distanza di Conceicao ben respinto, ma corto dal portiere parmense arriva a David che la spinge solo in rete per un sonante 4 a 1. Gli ultimi minuti sono per una bellissima parata di Di Gregorio che nega il secondo gol al Parma e porta la Juventus di nuovo a vincere una gara, non solo importante in chiave posto Champions ma anche per tenere vive le speranze di lottare per lo scudetto.
CL: Monaco-Juve 0-0. Pareggio scialbo per dei play off già scritti ( gennaio 2026 ) La Juventus gioca in trasferta a Monaco ed la partita è più importante sia per i monegaschi che per i bianconeri dato che piemontesi hanno già la qualificazione matematica quantomeno con una lieve speranza di accedere agli ottavi diretti, mentre il Monaco a quota 9 punti, se dovesse perdere rischierebbe di uscire dalle 24 e quindi di essere eliminata. In campo si vede subito che la Juventus pare distratta, scollata e non concentrata e risulta diversa della compattezza con le file serrate che è abituato a farci vedere nelle ultime uscite questa Juventus targata Spalletti. Il Monaco privo di giocatori di altissimo spessore, hanno una gran voglia e si fanno spesso insidiosi ma nella azione pericolosa la Juve gestisce e controlla senza mai cercare l'affondo vincente. Sembra quasi una partita di allenamento dove entrambe si accontentano di un pareggio, senza farsi troppo male. La Juve è consapevole che servirebbe un miracolo per accedere anche con una vittoria agli ottavi diretti ma non vuol perdere quel punto che vorrebbe dire qualificazione sedicesimi, così si giunge al fischio finale dopo una gara condotta certamente più dai padroni di casa, ma priva di grandi giocate e grandi emozioni. Un pareggio 00 che rispecchia effettivamente l'andamento della gara. Ora per Spalletti e i suoi ragazzi è solo attesa per sapere chi si incontrerà e sedicesimi.
A: Juve-Napoli 3-0. Signora da Scudetto travolge i Campioni ( gennaio 2026 ) Juventus -Napoli uno dei classici della serie A e in questo momento potrebbe essere decisivo e se la Juve dovesse perdere andrebbe a 13 punti dalla capolista e oltre l'aspetto matematico della classifica sarebbe un colpo sulle sicurezze sin qui acquisite in termini di personalità e di gioco. Vincere, invece per la Vecchia Signora sarebbe non solo una porta aperta ancora per il titolo ma una pesante Vittoria per lottare sicuramente per un posto Champions. Per il Napoli i tre punti occorrono per rimanere in scia dell'Inter, quindi a sei punti e allo stesso tempo per difendere il proprio di posto Champions che in caso di sconfitta risulterebbe non più così tanto al sicuro. Con un distacco da azzurri di ben 9 punti, in panchina i due tecnici ex uno dell'altra squadra schierano entrambe le proprie formazioni con un 4-3-3 sulla carta coperto e allo stesso tempo offensivo, ma è la Juventus dal primo minuto a partire con forza e personalità giocando e costruendo spesso nella metà campo avversaria. Nella prima mezz'ora se non addirittura in tutto il primo tempo la presenza del portiere Di Gregorio tra i pali dei bianconeri è a dir poco aleatoria, visto che non verrà mai chiamato in causa. La Juve impedisce ogni manovra al Napoli pressando alto compatto e rubando spesso palla e verticali su degli svarioni della retroguardia azzurra Thuram trova un tiro alla Del Piero della sua mattonella a sinistra che va a sbattere sul palo di meret ma la Juve spinge e non è un caso che al 22’ nella retroguardia del Napoli la palla non riesce ad uscire e Locatelli è bravissimo dentro l'area quasi di tacco a metterla sul piede di David che la protegge benissimo e calcia sul palo alla sinistra di Meret mandando in vantaggio i padroni di casa. Poco dopo la Juve rischia di raddoppiare su altra sciagurata uscita della retroguardia azzurra e la Juve recupera palla trova lo spiraglio per superare Meret la palla sta per entrare in porta ma è bravissimo Buongiorno a seguire l'azione e a salvare sulla linea. La Juventus dopo una prima mezz'ora giocata ad altissima intensità e a ritmo elevato cala per forza di cose la sua pressione ma rimane solida e compatta non rischiando praticamente nulla gestendo la gara sino alla pausa del tè. L'unico sussulto il Napoli lo crea per una leggerissima trattenuta di Bremer su Hojlund sulla quale la terna arbitrale, comunque sorvola. La ripresa vede il Napoli costretto a inseguire ma lo fa senza veemenza e senza la sua consueta forza. Lo stesso Mc Tominay che sino a qui ha sempre impressionato appare con le pile scariche. Certamente gli innumerevoli infortuni che non sono solo di De Bruyne, Anguissa portano il Napoli a non essere lo stesso di quello visto a San Siro poche settimane fa così, la Juventus senza dannarsi l'anima controlla la reazione dei Campioni d'Italia in carica che in effetti non c'è. Brava la Juve che gestisce tiene palla e controlla. Il Napoli, non riesce arrivare mai dalle parti di Gregorio, anche quando il Napoli ha metà della ripresa riesce a tenere il campo sulla trequarti bianconera e non riesce arrivare al tiro. Quando poi Conte hai in mente a un quarto d'ora dal novantesimo di far entrare le armi pesanti come Lukaku facendolo giocare in coppia con Hojlund ecco che la frittata è ben servita da Jesus che regala palla davanti alla propria aria a Miretti che la offre a Yldiz sulla sinistra che è bravissimo a prenderla e trovare l'angolino lontano davanti ha Meret sul palo non coperto per il 2 a 0 che chiude la partita. Il Napoli, nonostante l'entrata di Lukaku si spegne e senza troppi sforzi ecco che Kostic subentrato anche lui come esterno trova la rasoiata dal limite per un 3 a 0, risultato veramente pesante ai partenopei. Una buonissima mezz'ora di Juventus è bastata per sgretolare il Napoli. Probabilmente il Napoli non è sembrato lo stesso e ha sofferto molto di più rispetto alla Juventus questo turno di Coppa perché è parso sulle gambe, ma è la Juventus invece che ha dimostrato molta più ferocia e fame di vincere meritando i tre punti e il proprio posto in zona Champions per ora perché giocando in questo modo se quelle davanti dovessero steccare la Vecchia Signora sarà pronta ad approfittarne.
CL: Juve-Benfica 2-0. Spalletti sfonda centralmente il muro portoghese ed è già ai 16° ( gennaio 2026 ) La Juventus che era partita non propriamente bene all'inizio di questo mini campionato di Champions con Spalletti è risalita a quota 9 punti e si gioca col Benfica le possibilità di qualificarsi se non direttamente già agli ottavi quantomeno ai sedicesimi. Un classico di oramai quindici anni fa Spalletti contro Mourinho e Benfica. Infatti rispecchia specie nel primo tempo l'indole pragmatica e spigolosa del suo allenatore.Infatti il 4 5 1 con David punta avanzata ideato da Spalletti va a sbattere molto sul bunker ideato dal portoghese con Yldiz che ci prova un paio di volte, ma il portiere è bravo nella prima circostanza mentre nella seconda la mira non trova lo specchio. Anche il Benfica più di rimessa chiama in causa di Gregorio. Entrambe le squadre sono attente. Ma cercano di colpire per portare a casa l'intera posta, anche perché un pareggio non farebbe bene a nessuna delle due per il proseguo del cammino in Champions. Due strutture praticamente identiche una da una parte una dall'altra sono salvate dal centro di difesa all'ultimo istante, perciò si va a riposo in parità con le reti inviolate, anche se la Juventus ha sprecato delle occasioni in numero maggiore e sono state anche più limpide. Negli spogliatoi Spalletti cambia non solo l'uomo, ma anche assetto. Infatti Miretti non rientra e al suo posto troviamo Conceicao che allarga molto il gioco sulla destra portando McKennie a fianco a Thuram con un Benfica ancora più appiccicoso che non ti fa giocare. La mossa, però si dimostra importante perché dopo neppure 10 minuti dall'inizio della ripresa la Juventus riesce a trovare il varco proprio centralmente con Thuram che scambia al limite dell'area col McKennie a sinistra fintando si sposta a destra e traccia un tiro che prende in contropiede il portiere sul primo palo. Juventus in vantaggio che 9 minuti dopo si ripete quasi nella medesima soluzione di nuovo centralmente questa volta è David che fa da sponda per McKennie al limite dell'area e lo statunitense entra in area e del portiere portoghese 2-0 ma c'è ancora una mezz'oretta da giocare e su calcio d'angolo tutte e due le squadre colpiscono un palo. La Juventus è in controllo, ma al settantottesimo un'entrata leggermente in ritardo di Bremer in area provoca un rigore visto dalla Var. Ma la fortuna vuole che l'attaccante sul dischetto scivoli al momento del tiro in malo modo sparando quasi il pallone sul fallo laterale. Benfica, che sciupata questa occasione e non trova le energie per fermare la Juventus che senza troppa fatica porta sino alla fine il doppio vantaggio. Senza soffrire e con i dodici punti raggiunge l'Inter in classifica di Champions strappando il pass sicuro per i sedicesimi, ma tenendo aperta comunque una possibilità, se vincesse all'ultima giornata a Monaco per entrare direttamente agli ottavi. Una buona Juventus che forse ha giocato in maniera meno solare costruendo meno rispetto alle ultime uscite compresa la partita persa col Cagliari, ma che è stata solida concreta e ha saputo adeguarsi alla spigolosità di un avversario ostico, quindi un valore aggiunto a una squadra che sa gestire diverse tipologie di partite.
A: Cagliari-Juve 1-0. Juve e Yildiz che giocano e creano, ma il Cagliari vince ( gennaio 2026 ) La Juventus ha iniziato il nuovo corso Spalletti e il nuovo anno rilanciandosi fortemente sia per un posto Champions sia anche per la lotta finale dello scudetto con rallentamento del Napoli e del Milan, ma anche della stessa Inter che non è riuscita a fuggire nello scontro diretto col Napoli la Juventus ha rosicchiato nelle ultime settimane punti su punti ed è lì con le altre a inseguire ma non troppo da lontano.Le trasferte sono sempre insidiose ma questa a Cagliari comunque è alla portata della squadra bianconera. Inter e Napoli hanno appena giocato nei rispettivi anticipi del sabato e ora tocca alla banda di Spalletti fare il pieno di punti dopo che sia i nerazzurri e che i napoletani hanno vinto per 1 a 0. Così la Juve parte forte col suo 4-2-3-1 in pressione alta giocando subito nella metà campo sarda iniziano a fioccare occasioni, tant'è che prima del decimo,l'arbitro fischia un calcio di rigore che sembra in effetti evidente per un atterramento su Miretti, ma la Var entra in causa a mostrare che il tocco del difensore cagliaritano avviene prima sulla palla, quindi viene revocato il penalty. La Juve non demorde e continua a costruire e specie dalla parte di sinistra del numero 10 turco ed è Yldiz l'anima e l'estro di questa squadra. Servono almeno tre cagliaritani per fermarlo e anche così il Yldiz riesce ad arrivare al tiro e quando trova lo specchio trova anche un attentissimo che Caprile nel primo tempo solo una sbavatura retroguardia sulla propria sinistra di difesa porta il Cagliari al tiro con Esposito. Ma il portiere bianconero è attento e la Juve continua a macinare gioco, ma non riesce a sfondare, così si va a riposo in parità per 0-0. Riparte la ripresa e la Juve a testa bassa si fionda nella metà campo avversa con tutti i propri effettivi ma come logico che sia il Cagliari fa muro in casa ogni linea di passaggio e lo stesso centravanti David riesce a fare ben poco.Ma come realizzatore finale è sempre Yldiz, quello che va via saltando uomini avversari come birilli e a trovare il tiro con sempre Caprile a negargli le gioie del gol. Ma alla fine accade dopo tanti tiri tanto possesso palla tanti calci d'angolo a metà della ripresa arriva una punizione da fuori area la Juve non è concentratissima nella marcatura e al volo arriva il tiro che beffa una predominio totale della squadra più forte e incredibilmente la Juve si trova sotto per via di una leggera sbavatura in marcatura, ma c'è ancora compreso recupero una mezz'ora di gioco. Il Cagliari si arrocca ancora di più nella propria trequarti a difesa di un risultato insperato all’inizio e fondamentale anche per la corsa alla propria salvezza. La corsia destra della Juve produce poco, ma in compenso Yldiz è inarrestabile davvero. Il numero 10 si prende sulle spalle la propria squadra, anche se non trova nei compagni lo stesso spirito di iniziativa ed è sfortunatissimo la sua conclusione che deviata da lo stinco di un cagliaritano, spiazzato Caprile ma la palla va a sbattere sul palo. Dopo quasi venti calci d'angolo e almeno 6-7 palle gol arriva il fischio finale dell'arbitro a sancire una sconfitta immeritata è anche inspiegabile. Ci sta di commettere un piccolo errore e all'unico piccolo errore la Juve ha pagato caro perdendo una partita che ha dominato dall'inizio alla fine costruendo e giocando. Se si può rimproverare qualcosa e che forse la Juve non è riuscita a far uscire dal guscio il Cagliari e si è affidata troppo all'estero e le magie del suo numero 10 non trovando in altri giocatori lo spunto necessario per superare l'avversario. Il Cagliari ha lottato con tutto quello che aveva per portare a casa il proprio risultato pesantissimo. Nulla è compromesso per la Juve in chiave Champions. Certo è che adesso la capolista è a 9 punti e l'incognita coppe inizia settimana prossima con il Milan che potrà agevolare del riposo settimanale e allungare su tutte comprese la Juventus.
A: Juve-Cremonese 5-0. Vittoria da lotta Scudetto ( gennaio 2026 ) La Juventus chiude la prima giornata del girone di ritorno e ha il grande vantaggio di sapere il risultato di chi sta a lei davanti e il turno è stato assai favorevole. E’ vero che la Roma ha vinto e si è riportata avanti di tre punti quindi la Juventus con un successo di oggi riaggancia la sua più diretta rivale per il quarto posto, però si stanno aprendo anche altri discorsi più importanti. Considerando che il Milan per la seconda volta non è riuscito a vincere con una squadra che sta lottando per la salvezza e quindi ha preso solo un punto e c'è stato il big match tra Inter e Napoli finito in parità, quindi la Juve con i tre punti che potrebbe prendere in casa con la Cremonese, non solo agguati di due punti sulle tre davanti che stanno lottando per lo scudetto. Di fatto questa prospettiva di rientrare nella lotta per il titolo porta la Juve a giocare sin dall'inizio molto propositiva sciolta libera veloce e aggressiva. Non a caso subito David arriva il tiro e prende un palo, ma è al decimo che la fortuna arrivi e i bianconeri, dato che il tiro da fuori di Miretti teso di collo pieno in mezzo altezza bello, ma destinato a uscire dallo specchio viene deviato da Bremer come una carambola in porta spiazzando Audero per il vantaggio bianconero. Al un quarto d'ora e avanti di due gol a metà della prima frazione la partita potrebbe riaprirsi quando l'arbitro fischia un rigore per la Cremonese per un intervento di Locatelli. Ma la Var mostra chiaramente che l'intervento in scivolata del regista è nettamente prima sulla palla. Scampato il pericolo la Juventus ritorna a macinare gioco e poco dopo la mezz'ora il rigore questa volta è a favore dei padroni di casa Yldiz, prende il palo ma nella ribattuta la mette dentro potrebbe essere regolare perché il giocatore che calcia non può ributtare dentro la palla, ma le immagini mostrano chiaramente che Audero la tocca leggermente quindi gol regolare per il 3 a 0. È lo stesso Yldiz che poco prima del riposo va via in grande stile sulla sinistra driblando come fossero birilli è solo Audero gli nega un gol da cineteca. Forte di un 3 a 0 la Juve comunque nella ripresa non stacca la presa e neppure dopo 5 minuti dall'inizio del secondo tempo la Juve verticalizza veloce con McKennie giocatore sempre tutto fare che si inserisce dribbla calcia la palla è destinata andare in porta ma nel tentativo di liberarla sulla linea di porta due difensori della Cremonese, comunque la buttano dentro per un 4 a 0 comunque definitivo. L'unico rammarico è che il gol non potrà essere segnato allo statunitense, ma ci pensa a Kalulu poco dopo il sessantesimo a tracciare un cross dalla destra in centro aria per la testa che nuovamente si inserisce con prepotenza intelligenza in area per il 5-0 finale. La Juventus abbassa un po' i ritmi come logico che sia ma non smette di giocare. La Cremonese chiama in causa di Gregorio giusto per permettere ai giornalisti di dare un voto al portiere bianconero. Ma la Juve si crea un altro paio di occasioni testimonianza di un rinnovata voglia di giocare e di uno spirito juventino ritrovato certo le circostanze iniziali della partita. Hanno favorito, magari la Juventus ma spesso la fortuna arride a chi se la cerca è la Juve se l'è cercata dall'inizio alla fine della partita e con merito non solo ha vinto questa gara ha riaquisito fiducia totale sulle proprie capacità e rientra in maniera perentoria anche nella lotta scudetto. Al netto della partita che devono recuperare le milanesi e il Napoli c'è tutto un girone di ritorno e questa Juve di Spalletti su inizio di comando tecnico probabilmente oggi sarebbe in testa.
A: Sassuolo-Juve 0-3. Meno sfortunata e vincente ( gennaio 2026 ) L'ultima uscita aveva lasciato strascichi negativi. Ma anche contraddittori. Certamente il risultato di pareggio casalingo contro una piccola aveva lasciato l'amaro in bocca. Non solo per i due punti buttati al vento, ma anche per la grande occasione di agguantare in modo solido quel quarto posto minimo che è vitale per le risorse di una big. Oltre al fatto che la prestazione dell'attaccante David, compreso il rigore scialbamente tirato e sbagliato, aveva mosso critiche aspre sul suo valore. Ovvio che questa trasferta contro un Sassuolo che può dare fastidio a tutti, è da prendere con le molle. A maggior ragione che nell'anticipo della Befana, la sorte o il caso ha fatto scendere in campo quelle che, ad oggi, sono le più dirette rivali ai bianconeri per il quarto posto. E sia il Como che la Roma hanno vinto, quindi ancor di più per i ragazzi di Spalletti è d'obbligo prendersi i 3 punti. Tuttavia è da ricordare come la malasorte abbia inficiato sul 1 a 1 contro il Lecce, dove tra pali, parate e mira pessima abbiano compromesso il regalone fatto di Cambiaso ai salentini. Si sa che lungo un Campionato fortuna e sfortuna si bilanciano e passano appena tre giorni che ciò avviene. Infatti dopo che Yildiz scalda i guantoni a Muric, subito dopo essere passato il quarto d'ora, un cross dalla destra piuttosto innocuo viene deviato di testa nella propria porta da Muharemovic che spiazza Muric. Partita stappata e con la mancanza di Concencao, già non al meglio contro il Lecce, è Yildiz il più vivo dei piemontesi che prima del riposo chiama ancora in causa con buone bordate dalla distanza Muric che risponde presente. Il Sassuolo è ordinato ma la Juventus è sul pezzo e i padroni di casa non trovano mai la possibilità di farsi vedere in fase offensiva e al minuto 62' David sulla trequarti emiliana è bravissimo, spalle alla porta a proteggere palla è far correre con una efficacia sponda Miretti che si trova ad entrare indisturbato nella difesa sguarnita e battere sul palo lontano Muric. Muric che deve ancora inchinarsi un minuto dopo quando un Sassuolo oramai deconcentrato regala letteralmente palla in un retropassaggio corto a David che davanti al portiere lo salta e appoggia in rete per il 3 a 0 definitivo. Inutili infatti verso il finale di match le due conclusioni dalla distanza del neroverdi che danno senso alla partecipazione alla sfida di Di Gregorio. Una buona Juventus che si riprende con gli interessi, sotto ogni punto di vista, quanto lasciato nell'ultima partita. Tutto invariato quindi in classifica per la lotta al quarto posto, ma maggior fiducia in un gruppo che può dare ancora di più e dal valore ancora da scoprire sino in fondo.
A: Juve-Lecce 1-1. Poca qualità davanti e tanta malasorte rallentano la Signora ( gennaio 2026 ) Si inizia il nuovo anno e i buoni propositi sulla carta sono tanti per tutti. Per la Juventus è quello di rispettare il proprio DNA e il proprio credo di base, ovvero che “vincere è l'unica cosa che conta”. E dopo un terzetto di successi consecutivi verso il termine dell'anno appena chiuso, che hanno riportato i bianconeri in piena lotta Champions, ma anche qualcosa in più, alla prima del 2026, in casa arriva un abbordabile Lecce, che ha il peggior attacco della Serie A e si affida unicamente ad un discreto impianto difensivo. Salentini che sulla carta salgono con un 4-3-3 che è da subito e per tutta la sfida un compattissimo e arretrato 4-5-1 se non addirittura un 6-4. Spalletti si affida ad un estroso 4-2-3-1 con Locatelli e Thuram cerniera di centrocampo e Concecao, McKennie e Yldiz il terzetto offensivo all'unica punta David. Ma è tutta la Juventus sin dalle battute iniziali a fiondarsi nella metà campo avversaria. I padroni di casa, complice anche il baricentro bassissimo del Lecce, attaccano a pieno organico, anche con i terzini. Nella prima mezz'ora sono almeno quattro e cinque le chiare occasioni da rete costruite e sciupate dai piemontesi. Certo che già alla prima quando al 6' minuto il tiro arriva centrale sul piede di Falcone e la palla sbatte successivamente sul palo per poi tornare tra i guantoni dello stesso portiere rotolando lungo la linea di porta, è un segnale di Dea Bendata che guarda da un'altra parte. Cambiaso ha due volte l'occasione ma se nella prima è lui bravo, la seconda davanti a Falcone spara altissimo. Anche Locatelli da fuori sfiora il palo a Falcone battuto. Insomma il dominio è totale e pare solo questione di tempo prima che la palla entri, ma dopo la mezz'ora, la spinta si affievolisce e ecco che i pieno recupero prima dell'entrata negli spogliatoi, Cambiaso da sinistra la passa in difesa centralmente ma dove non c'è nessuno. La retroguardia bianconera è colta di sorpresa e si fionda Banda che brucia lateralmente il difensore centrale e fa partire un tiro secco a mezza altezza che piega i guantoni a Di Gregorio. Un classico del Calcio. Dopo tante occasioni alla prima sbavatura, vieni castigato. Ma c'è tutto un secondo tempo da giocare e la Juventus lo inizia nei migliori dei modi, spingendo subito e trovando dopo 4' minuti la rete del pareggio con il tiro di Yildiz che carambola a centro area dove McKennie, il centrocampista tuttofare è come spesso gli capita, nel posto giusto al momento giusto e la butta dentro. Raddrizzata la sfida la Juventus ha al 60' minuto la grande occasione di ribaltarla, visto che da un tocco di mano viene assegnato un rigore. Sul dischetto si presenta David ma la scelta di segnare con un cucchiaio scialbo, lento, basso e centralissimo non è la migliore e il risultato non muta. Mentre Spalletti mette tutto quello che ha offensivo per sbloccarla, il Lecce aumenta il suo carico difensivo e sia arrocca a protezione di un punto salvezza qui a Torino insperato alla vigilia. A 2' minuti dal novantesimo un'altra grande occasione per David ma questa volta è proprio bravo Falcone a dire di no. Nei minuti di recupero eccola l'azione del goal ma a rispecchiare un match stregato ci pensa il palo a dire di no a Yildiz e poi Openda, a porta vuota, in seguito a non centrare lo specchio con il portiere a terra. Finisce sull' 1 a 1 una partita dominata e che per le occasioni create la Juventus doveva portare a casa con un ampio successo. Talvolta capitano match di questo genere. Non è nella filosofia della Juventus, ma alla lunga vincere senza convincere non porta lontani. Gare giocate così, nel tempo porteranno tanti punti. Solo un pizzico di qualità in più davanti e tutto sarebbe più facile.
A: Pisa-Juve 0-2. Soffre ma colpisce per salire in alto ( dicembre 2025 ) Ha ragione Spalletti, quando qui in terra Toscana, a Pisa, hanno sofferto anche le altre grandi, vedi Inter e non solo. La Juventus sta pian pianino assimilando le idee e lo spirito della sua nuova guida tecnica e i due successi pesantissimi contro Bologna e Roma sono stati il carburante non solo per ridare fiducia ad un gruppo che si era smarrito, ma ha dato anche tanta concretezza in classifica. E' vero che le prime tre hanno disputato una sfida in meno, ma ora la Juventus può riniziare a guardare a testa alta tutte. Ed il 3-4-3 bianconero parte a Pisa molto attento e aggressivo e per la prima mezz’oretta senza bruciare l'erba, i piemontesi comandano le operazioni creando qualche grattacapo alla retroguardia toscana ma senza che Semper debba salvare con i suoi guantoni capre e cavoli. Tuttavia con il trascorrere dei minuti escono anche i padroni di casa che prima mettono paura con una palla rubata in mezzo al campo e poi poco prima dell'intervallo, su calcio d'angolo, un bel colpo di testa non è premiato perchè a Di Gregorio battuto, è la traversa a negare il vantaggio dei padroni di casa. Pisa che anche a inizio ripresa parte meglio e mette in difficoltà gli ospiti, che ringraziano ancora una volta un legno per non andare sotto, anche se questa volta Di Gregorio era in traiettoria. Annusato il pericolo, Spalletti interviene al 60' minuto, con uomini e tatticamente. Fuori Locatelli in mezzo la campo e Openda davanti che componeva il tridente insieme a Koopmeiners e Yildiz. Dentro David e Zhegrova e la Juventus inizia a macinare gioco, avvolgendo sulle fasce il Pisa e non è un caso che al 73' minuto i bianconeri sfondino letteralmente a destra e quando la palla giunge in area piccola rasoterra forte e tesa, Kalulu, che aveva avviato l'azione dalle retrovie, ha proseguito in attacco e complice la scivolata non pulita del difensore centrale, la butta dentro per il vantaggio piemontese. Juventus che non si accontenta a gestire e non soffrendo trova anzi gli spazi per fare ancora male e in pieno recupero giunge di forza il raddoppio di Yildiz che la mette dentro dopo una bella iniziativa di qualità in area di Miretti. Juventus che continua il suo processo di crescita. Che ha saputo soffrire quando era in difficoltà, ma ha trovato le energie e le risorse per prendersi il match e con questi 3 punti può rientrare tranquillamente nei giochi Scudetto.
A: Juve-Roma 2-1. Vera Juve si rilancia per sogno Scudetto ( dicembre 2025 ) La Juventus ha la grande occasione di accorciare e tantissimo in classifica. Al netto delle due milanesi, del Bologna e del Napoli che saltano, temporaneamente questa Giornata, per via della Super Coppa Italiana. In Piemonte arriva la Roma che occupa il quarto posto solitario e si trova sopra di 4 punti sui bianconeri. Vincere vorrebbe dire riagganciare il treno per la prossima Champions, ma non solo. Con una mentalità ritrovata, una coesione di squadra e un obiettivo comune il sogno Scudetto non è irraggiungibile. Ma probabilmente molto, passa da questo match. Certo se la Roma dovesse sconfiggere la “Vecchia Signora” sarebbe una batosta psicologica pesante e una tremenda stroncatura di punti, con i giallorossi che agguanterebbero l'Inter in vetta e si porterebbero a più 7 sui juventini, che rischierebbero, in caso di futuro successo dei nerazzurri, di andare a -10 dalla capolista. Però la Juventus che è uscita settimana scorsa vincete dalla dura trasferta di Bologna, ha acquisito forza e determinazione ed è quella che si è vista subito in campo. La Roma parte anche bene ma il 4-3-3 bianconero dimostra una maggiore vivacità e voglia. Non che le occasioni piovano numerose dal cielo, ma la pressione è alta e anche se la Roma mantiene anche una buona iniziativa, dalle parti di Di Gregorio non ci arriva. Mentre Yildiz e Concencao sono i più vivaci, oltre che tecnici. Come spesso accade alla squadra che ci crede maggiormente, quando ci stiamo avvicinando al fischio della fine del primo tempo, la Juventus manovra veloce a sinistra con Yildiz che mette bene rasoterra a centro area. Velo di Cambiaso per l'inserimento intelligente di Concencao che indisturbato davanti a Svilar, questa volta non sbaglia e trova il palo lontano per il vantaggio dei padroni di casa. Vantaggio che i bianconeri legittimano con una ripresa iniziata con ferocia e voglia di di chiudere la sfida. Svilar si supera in un paio di occasioni ma a 20' dal novantesimo, quando giunge il cross dalla destra McKennie, che è sempre un attaccante aggiunto con i suoi inserimenti, la prende di testa e sulla respinta di Svilar c'è poi nuovamente il statunitense che ci riprova, la palla và su Openda che non può sbagliare a due passi da una porta indifesa. Raddoppio più che meritato dei bianconeri, ma quando Zhegrova prova ad uscire palla al piede dalla propria trequarti 5' minuti dopo, la sfera la perde e la Roma in due passaggi giunge a tirare verso Di Gregorio che respinge e Baldanzi a porta vuota insacca. Partita riaperta, ma la Juventus è brava a non farsi prendere dal panico e non solo a gestire ma a cercare la rete del 3 a 1 che avrebbe sancito la fine del match. Quasi giunge la beffa in pieno recupero quando i capitolino avviano un contropiede due contro uno ma Ferguson conclude debolmente da fuori area. La Juventus vince con pieno merito uno scontro diretto con avversaria che le stava davanti in classifica, come contro il Bologna. Una bella e buona Juventus che ora inizia veramente a crederci.
A: Bologna-Juve 0-1. Vittoria da vera Juventus ( dicembre 2025 )
A chiudere le partite di Serie A di questa domenica arriva un interessantissimo scontro al Dall'Ara con Bologna-Juventus, dov'è dopo più di due decenni gli emiliani affrontano la Vecchia Signora guardandola in termini di classifica dall'alto. Entrambe le squadre hanno giocato e hanno vinto in settimana. In Europa con il Bologna che ha dilagato ma qui si lotta per non solo un posto europeo, ma per accaparrarsi uno dei quattro posti prestigiosi per la prossima Champions. La Juventus come oramai di abitudine, deve fare a meno del suo centravanti di riferimento Vlahovic, ma dopo uno spavento iniziale dove i padroni di casa chiamano in causa l’intervento di Di Gregorio. I piemontesi prendono le misure, alzano il proprio baricentro e iniziano a costruire. Sì manovra con le ripartenze. La partita è bella ed entrambe le squadre giocano a viso aperto e vogliono i tre punti e la Juventus va anche in gol dopo la mezz'ora, ma la Var annulla la rete di David per fuorigioco nei minuti di recupero prima della pausa spogliatoio ma è il Bologna invece con una bella triangolazione in area ad andare vicinissimo alla rete del vantaggio ma la traversa gliela nega il gol. Così si riparte con risultato di parità con una Juventus propositiva che sfrutta al 63esimo minuto il calcio d'angolo nei migliori dei modi quando Cabal viene lasciato in area liberissimo di saltare e colpire di testa per il vantaggio bianconero. Il Bologna prova a reagire ma allo stesso tempo lascia la retroguardia scoperta, dove la Juventus ha più volte l'occasione di raddoppiare con Openda. In una caso al 68esimo ovvero 5 minuti dopo il vantaggio juventino una progressione di Openda data viene interrotta con un fallo da ultimo uomo che obbliga l'ultima quasi mezz'ora gli Emiliani di affrontarla con l'inferiorità numerica. Così Di Gregorio sino alla fine della partita non dovrà superarsi miracoli per mantenere la propria porta inviolata al contrario del portiere bolognese che limita le scorrerie in ripartenza juventine ma non può impedire che la sua squadra esca battuta in questo scontro diretto per l'Europa che conta.
CL: Juve-Pafos 2-0. Prima soffre e poi vince per ripartire in Champions ( dicembre 2025 ) La Juventus ha subito una bella scoppola a Napoli, dove non solo ha perso la sfida, che comunque può esserci nei pronostici, vista la caratura dell'avversario, ma la prestazione così sotto tono ha lasciato tutti interdetti. Per primo l'allenatore dei bianconeri, che in questa ultima gara di Champions dell'anno, ha chiesto ai suoi ragazzi una cosa sola. La vittoria. A Torino giungono i ciprioti del Pafos, che hanno gli stessi punti nella classifica del torneo europeo. E sono proprio gli ospiti che aggrediscono i padroni di casa sin dalle battute iniziali andando a chiamare in causa Di Gregorio più volte. Il 3-4-3 senza una vera punta centrale della Juventus costruisce poco o nulla, se non per i guizzi solitari di Yildiz. Ma è sopratutto in mediana che i piemontesi soffrono. Sia in fase di costruzione, sia in fase di interdizione. McKennie e Cambiaso esterni con Locatelli e Miretti centrali obiettivamente non rappresentano un centrocampo, ad oggi, di alto spessore. In Italia ma a maggior ragione in Champions, e così quando dopo la mezz'ora il tiro dal limite del Pafos sembra insaccarsi, Di Gregorio deve ringraziare il palo che lo salva. Spalletti negli spogliatoi, durante il riposo corre ai ripari e al posto di un'evanescente Zhegrova, fa entrare subito Concencao e un quarto d'ora dopo Openda per Locatelli. La Juventus acquisisce ritmo e convinzione e non a caso giunge la girata dentro l'area dello statunitense che era, nel frattempo, tornato a fare l'incursore che tante volte ha aiutato a risolvere questioni ingarbugliate. Il Pafos scende di tono e in contropiede al 72' minuto la Juventus chiude la pratica, quando Concencao da sinistra offre a David la palla facile facile d'appoggiare in rete. La Juventus a questo punto, avanti di due reti non ha problemi nel controllare l'avversario e a portare in porto una vittoria che era d'importanza capitale. Con le prossime sfide che la vedono impegnata contro il Benfica e il Monaco, questo dovevano essere i 3 punti più facili. Facili non lo sono stati, ma sono giunti dimostrando che qualcosa manca a livello tecnico al gruppo, ma molto è anche una questione di testa e se Spalletti saprà toccare le corde giuste, la Juventus potrà andare avanti in stagione su più fronti.
A: Napoli-Juve 2-1. Non basta Yildiz. La Juve cade ( dicembre 2025 ) La Juventus, attardata in Campionato e con la nuova guida tecnica esperta di Spalletti, ha la grande possibilità di accorciare con la vetta. Certo l'Inter ha già vinto la sua sfida e il Milan deve ancora scendere in campo. Nel frattempo Como e Bologna hanno perso e pareggiato e la Roma è caduta a Cagliari. Quindi con lo scontro diretto con la capolista virtuale partenopea, vincendolo passerebbe non solo dal settimo posto al quinto ad una sola lunghezza della zona Champions, ma andrebbe a soli 2 punti dai Campioni d'Italia in carica e a 4 punti dall'Inter che temporaneamente occupa il trono. Certo sulla carta è tutto bello e Spalletti conosce bene l'atmosfera azzurra, specie quando gli obiettivi sono prestigiosi. Infatti i padroni di casa aggrediscono i bianconeri sin dal fischio iniziale e il 3-5-2 con i piccoli estrosi Yildiz e Concencao davanti ed una cerniera di centrocampo muscolare faticano a contenere le avanzate azzurre. Già dopo 5' minuti la testa di McTominay và ad un passo dalla rete, cosa che accade 2' minuti dopo quando Neres, già incontenibile di suo, è troppo libero a destra per portare a spasso un Koopmeiners terzino sinistro. Lo stesso Neres giunto sul fondo crossa basso al centro con il tocco vincente di Hojlund con Kelly a seguirlo da dietro in ritardo e senza troppa convinzione. Convinzione che prova a mettercela il duo juventino davanti nelle ripartenze, mal supportate da un centrocampo lento e con un tasso tecnico non all'altezza, visti i tanti passaggi andati a vuoto. Così è il Napoli che và vicino un paio di volte al raddoppio prima del riposo, ma Di Gregorio tiene a galla i suoi. Spalletti dagli spogliatoi prova ad inserire una punta come David togliendo un esterno come Cabal e i piemontesi un po' salgono di tono, ma senza costruire pericoli che i partenopei non riescono a contenere. Almeno sino a quando il Napoli poco prima del quarto d'ora di gioco del secondo tempo, non perdono palla in mediana e la Juventus trova campo e velocità nella ripartenza con Yildiz che segue tutta l'azione e si trova in area a destra a chiudere con un diagonale lento sul palo lontano, ma beffardo che lascia sul posto Milinkovic-Savic. I padroni di casa non ci stanno al pareggio e riprendono a macinare gioco e nuovamente un cross da destra trova i difensori bianconeri troppo statici e poco reattivi. Infatti quando McKenni nel tentativo di liberare di testa la ripiazza centralmente è il grosso centravanti danese a buttarla dentro di testa per la propria doppietta personale. Anche McTominay và ancora vicino alla rete, sempre di testa, ma come nel primo tempo la palla esce di un nulla dal palo con Di Gregorio che sarebbe stato fuori causa. Troppo poca Juventus per il Napoli che battendo il suo ex allenatore toscano si riporta davanti a tutte, in attesa del Diavolo. Una Juventus ancor più ridimensionata, non tanto per la sconfitta in sé, che sulla carta ci può anche stare, ma per la pochezza prestazionale messa sul campo. 2 soli tiri verso la porta, 1 sola ammonizione, appena 6 falli commessi e 0 calci d'angolo ottenuti, con un possesso palla equilibrato, è sintomo di poca energia e poche idee. Se lo Scudetto alla 14° Giornata sembra già volato visti gli 8 punti di distacco, spaventano anche i 4 punti di distacco dalla zona Champions.
CI 8°: Juve-Udinese 2-0. In scioltezza per crescere anche in Campionato ( dicembre 2025 ) La Juventus batte l’Udinese per 2-0 nella gara degli ottavi di finale di Coppa Italia e si assicura i quarti di finale della vincente tra Atalanta e Genoa che deve ancora disputarsi. Spalletti ne cambia complessivamente sei rispetto alla gara di campionato di sabato vinta contro il Cagliari: inserisce Di Gregorio, Gatti, Cambiaso, Miretti e Cabal. Un turnover ragionato con la conferma di Yldiz sul centrosinistra. Nessuna modifica invece per i friulani rispetto alla partita precedente. I Friulani appaiono subito con poca voglia, come se fosse un’amichevole estiva ed è infatti la Juventus che fino dalle prime battute prende in mano la partita, nonché il possesso palla nella metà campo avversaria. Koopmeines e Miretti impostano la manovra, Kalulu spinge molto sulla sua fascia destra. Si notano rispetto ad altre partite dei bianconeri più cambi di gioco e una manovra molto più tecnica e precisa rispetto alle prime uscite con il nuovo mister. Le prime due conclusioni della partita sono di David: all’11’ Sava non trattiene un suo diagonale e Bertola che lo anticipa al 21’ sfiora il palo della lunetta dell’area. Il gol, comunque, è nell’aria e arriva a metà primo tempo, proprio grazie a una sovrapposizione sulla catena di destra: in tre attaccano la linea avversaria, David, che è in fuorigioco, ma si disinteressa del pallone, McKennie e Kalulu e sul cross dell’americano una doppia deviazione (prima di Solet e poi di Palma per anticipare il canadese) spedisce la sfera in rete per l’1-0. Nessuna azione degna di nota prima della fine del primo tempo. Inizia il secondo tempo e Di Gregorio fine impegnato da Zaniolo che tenta la conclusione da 30 metri che finisce fuori di poco, tiro che sarà uno dei tre che in tutta la partita faranno i friulani. La Juventus cerca di chiudere la pratica segnando il secondo gol che arriva su rigore, segnato da un ritrovato Locatelli, al 68’ che chiude definitivamente i giochi a favore dei bianconeri di Torino. Si conclude la partita con il risultato di 2-0 per la Juventus. Vittoria meritata e partita dominata contro l’Udinese che praticamente non è scesa in campo e si è arresa subito all’ottima organizzazione di gioco e alla voglia di portare a casa il risultato degli avversari. Il prossimo impegno della Juventus sarà contro il Napoli in campionato domenica sera, partita di incontri e scontri non solo dentro dal campo ma soprattutto in panchina tra Conte e Spalletti.
A: Juve-Cagliari 2-1. Dopo la Champions, la Juve riparte anche in Serie A ( novembre 2025 ) Dopo i tanti pareggi, la partita di Champions alla Juventus ha riportato una vittoria, tanto importante per la classifica della competizione continentale, quanto per la ritrovata fiducia e sicurezza a combattere sino alla fine. Infatti la Juventus in Norvegia vince in rimonta e la rete del definitivo 3 a 2 giunge in pieno oltre novantesimo. Ora i bianconeri hanno in casa l'occasione per ripartire anche in Serie A, dove il Como ha allungato e momentaneamente la Juventus è fuori anche dall'Europa League. Spalletti schiera Vlahovic punta avanzata con Yildiz e Concencao larghi ad entrare in area. E così i piemontesi partono bene, ma faticano a trovare spazi contro un Cagliari non solo ordinato, ma grintoso e attento nel suo 5-3-1-1 con baricentro arretrato in fase di non possesso palla. E quando Palestro ruba palla a sinistra a Kostic al 26' minuto e la passa arretrata ad Esposito che segna, sembra che la tattica dei sardi sia vincente. Ma gli isolani sono ancora a festeggiare con la testa quando la Juventus batte e passa giusto il tempo di un giro di lancette, perchè i bianconeri entrino in area avversaria e Yildiz la pareggi. Brava la Juventus a reagire subito, ma anche polli i sardi che appena hanno abbassato la guardia, sono stati subito puniti. Tegola per Spalletti quando 4' minuti dopo aver ripreso il Cagliari, perdono ancora una volta Vlahovic per infortunio probabilmente muscolare e al suo posto subentra David. Sino a quel momento il serbo aveva lottato tanto aprendo spazi per i compagni. Quando il match sembra dirigersi verso un pareggio al riposo, ecco che la Juventus continua a giocare, mentre in pieno recupero il Cagliari è già con la testa negli spogliatoi e i bianconeri entrano dentro in area con facilità disarmante e Yildiz non perdona. La ripresa vede la sfida gestita bene dai padroni di casa che non rischiano più di tanto e Perin deve compiere solamente due parate sufficientemente impegnative, mentre la Juventus non riesce a sfruttare gli ampi spazi che i sardi lasciano in fase difensiva. Sono certamente maggiori le possibilità nella ripresa di chiuderla da parte dei piemontesi che non di pareggiarla da parte dei cagliaritani. Così senza troppi fuochi d'artificio la Juventus torna alla conquista dei 3 punti e con scontri diretti quali Milan-Lazio e Roma-Napoli, Spalletti e soci potrebbero accorciare su tutte o comunque su qualcuna certamente. Una buona sfida affrontata con concentrazione da parte della squadra e un buon punto per ripartire e puntare in alto.
CL: Bodo-Juve 2-3. Vittoria all'ultimo respiro per ripartire ( novembre 2025 ) Ora inizia una Champions più in discesa per la squadra di Spalletti. Con appena 3 punti racimolati nelle prime quattro sfide, attualmente i bianconeri sarebbero fuori dalle prime 24 che offre quantomeno la possibilità dei sedicesimi, invece di passare direttamente agli ottavi. L'anno scorso tre squadre italiane su tre furono comunque eliminate proprio ai play off. Quindi in Norvegia contro il Bodo è imperativo vincere. Fare bottino pieno vuol dire rilanciarsi ampiamente. Non farlo non sarebbe una condanna, ma una forte complicazione sul cammino rimanente in Champions, certamente. Il messaggio è stato recepito perchè il 3-4-3 torinese parte bene ed è Concencao il più ispirato mettendo quasi subito alla prova i riflessi di Haikin. Tuttavia quando su azione insistita i padroni di casa ci provano in area il piede di Perin in spaccata devia ma solo nella propria porta la forte botta di Didrik al 27' minuto. La Juve non accusa il colpo e ci prova ma si và negli spogliatoi lo stesso, con i piemontesi sotto di una rete e quasi virtualmente estromessi dalla Champions con ancora tre match da disputare. La carta Yildiz immediata dagli spogliatoi al posto di Adzic dona brillantezza ai ragazzi di Spalletti, che trovano con azione insistita dopo appena 3' minuti dall'inizio del secondo tempo Openda, il più evanescente nella prima frazione, a ribadire in rete la precedente conclusione in porta. La Juventus persiste e spinge e trova poco dopo la rete del ribaltone con un bello scambio in tre passaggi a campo aperto, ma la Var annulla per un fuorigioco in principio. I bianconeri non demordono e spingono ancora più forte e quando Yildiz al 59' minuto và via al limite dell'area con classe e tecnica come Tomba tra i pali in discesa, e apre a sinistra per Miretti, lo stesso centrocampista offre un delizioso cross a cadere a centro area per il colpo di testa vincente di McKennie. Gli ospiti sono in pieno controllo e rischiano poco e creano ancora ma quando non trovano lo specchio, c'è comunque un difensore o il portiere a dire no alla rete che avrebbe sancito la chiusura delle ostilità. E sul 2 a 1, tutto può accadere e infatti in area un pestone in ritardo regala il rigore al Bodo per il pareggio a 3' minuti da novantesimo. Come da miglior trama cinematografica, i padroni di casa galvanizzati dal 2 a 2 insperato si riversano dalle parti di Perin per cercare la rete del vantaggio in pieno recupero e di fatto in mischia rischiano di segnare, ma la volontà tenace di non cedere da parte della retroguardia bianconera ha la meglio e quando al 91' la palla viene spazzata via lunga verso sinistra, il turco è bravissimo a stoppare in corso ed avviare un contropiede fulmineo e David a concluderlo in rete per il 3 a 2 finale. Vittoria certamente sofferta, ma altrettanto fortemente cercata e voluta. Un'iniezione di coraggio e autostima che non farà solamente bene al proseguo del cammino europeo, ma anche di quello in Campionato. Annullata la maledizione dei pareggi? Con carattere, volontà ma anche qualità dei singoli questa Juventus può dire anche tanto ovunque.
A: Fiorentina-Juve 1-1. Un pari che frena e non fa decollare ( novembre 2025 ) Si riprende dopo la pausa Nazionali e non è mai facile. Per nessuna squadra, tra rientri di calciatori non sono in forma, o infortunati oppure deconcentrati. Spalletti da pochissimo seduto sulla panchina bianconera, ha trovato la vittoria alla prima uscita e poi due partite tra Campionato e Champions terminate in pareggio. La trasferta sulla carta a mente fredda e usando unicamente la logica direbbe che il match è ampiamente alla portata dei piemontesi, se non addirittura facile. Si và in Toscana contro l'ultima in classifica. Ma Spalletti è troppo esperto per non cogliere i pericoli che si annidano dietro a questa sfida. Primo la Fioretina è composta da un gruppo di calciatori che tecnicamente dovrebbero lottare almeno per l'Europa League se non a puntare qualcosa di più. In oltre dopo l'esonero di Pioli, sulla panchina è arrivato in questa sosta Palladino e si sa che i giocatori in queste situazioni danno sempre qualcosa in più. E di fatto i padroni di casa partono grintosi e concentrati. La Juventus tiene più palla nel suo 3-4-3 con Vlahovic punta avanzata, ma sono meno rabbiosi nella conquista palla. Kean spara un missile a metà primo tempo che quasi vuole spezzare la traversa. I Viola hanno molta più intensità e voglia ma la Juventus è compatta e ordinata e più di tanto non soffre e non lascia occasioni chiare all'avversario. Se non tiri da fuori. Ed' è proprio dopo 5' minuti di recupero nella prima frazione, che i toscani non liberano bene la palla sulla propria trequarti e dai che ridai la sfera giunge a Kostic che lascia partire un missile in diagonale che de Gea non vede neppure partire. Già i bianconeri con il serbo, in precedenza, che era partito in contropiede da solo, aveva sciupato il vantaggio allargandosi troppo, una volta superato de Gea. Così gli ospiti si trovano alla pausa in vantaggio e con un match che possono gestire, ma dopo appena 3' minuti dall'inizio della ripresa tutto torna come al fischio iniziale della gara. Infatti in mediana Thuram appoggia male di testa regalando palla alla Fiorentina. Kean agevola immediatamente a Mandragora, che da una distanza assurda lascia partire una vera sassata che trova il sotto incrocio alla sinistra di Di Gregorio. La gara è aperta, non che non lo fosse già stata, ma da fuori entrambe ci provano. Anche in mischia la Fiorentina ci và vicina alla rete ma giunge dopo una manciata di minuti di recupero il fischio da parte dell'arbitro che sancisce la fine delle ostilità. Un pareggio che dona orgoglio ai toscani, ma li lascia comunque all'ultimo posto. Per i bianconeri, una buona gara ordinata ma con non tantissima qualità e non con la dovuta rabbia agonistica, ha portato il terzo pareggio consecutivo con il Napoli già a più 5 punti e Inter, Milan e Roma che possono andare anche più lontane.
A: Juve-Torino 0-0. Pari senza goal, ma con emozioni ( novembre 2025 ) Ci sono partite e partite, ma i derby sono sempre qualcosa di speciale. E vi sono anche sfide piene di reti, ma non bellissime, dove i goal sono frutto di svarioni clamorosi ed eroracci clamorosi. Ve ne sono invece di match, dove di reti neppure l'ombra ma allo stesso tempo lo spettacolo non è mancato. La Juventus, rilanciata specie in Campionato con l'allontanamento dell'ex tecnico Tudor, ha il Torino in casa e sulla carta la squadra bianconera come insegna la storia degli ultimi decenni, la porta sempre a casa, nonostante la grinta che i granata mettono sempre quando c'è la stracittadina. Spalletti schiera un 3-4-3 offensivo dove Koopmeiners oramai è in pianta stabile in difesa. A supportare il centravanti Vlahovic ci sono le frecce tecniche Yildiz a sinistra e Concencao a destra. Il Torino più che un 3-5-2 è sistemato nella prima frazione in un solido 5-3-1-1 che lascia poco spazio agli avversari. La Juventus infatti prende il controllo del match perché vuole a tutti i costi i 3 punti per recuperare su quelle quattro che le stanno davanti. Ma il Torino è adir poco attento nei raddoppi. Non è trincerato nella propria trequarti, se non ne è costretto, ma tiene il baricentro arretrato per non concedere metri ai veloci attaccanti juventini. Così Vlahovic e compagni faticano a trovare metri liberi e quando l'ultimo passaggio sembra giungere corretto nell'area granata, arriva sempre la chiusura pulita e precisa dei marcatori avversari. Se si va dunque negli spogliatoi sul risultato di 0 a 0 è più merito della fase difensiva torinista che dei demeriti di Locatelli e soci. Tuttavia nella ripresa il Torino cambia atteggiamento e alza in maniera sensibile il proprio baricentro e anche la pressione. Non a caso ad apertura va pure in rete, ma il goal viene annullato per evidente fuorigioco. La gara ora è più aperta e Di Gregorio da una parte e Paleari dall'altra negano il vantaggio agli attaccanti antagonisti. Quando a metà secondo tempo Yildiz con le sue accelerazioni mette paura ai granata, il Torino sceglie per volontà o anche timore di diminuire le proprie sortite in avanti e tende maggiormente a contenere. Così la Juventus anche grazie ai cambi schiaccia nell'ultimo quarto d'ora il Toro nella propria trequarti. Diversi i cross che spiovano insidiosi nell'area torinista ma Paleari e i suoi difensori sono nella serata di massima concentrazione e hanno sempre la meglio. Così giunge il fischio finale che decreta un punto a testa. Che fa sorridere maggiormente Baroni e meno Spalletti. La Juventus ci ha provato, forse è mancata quella giocata ancor più imprevedibile del singolo, ma merito ad un Torino grintosissimo e cresciuto di testa. Un buon punto infatti per il Torino e il suo morale. Una buona prestazione per i bianconeri, che però rischiano di vedere il Napoli sempre più lontano, e con lui anche la Roma e le milanesi.
CL: Juve-Sporting Lisbona 1-1 La prestazione c’è. E’ mancata la vittoria ( novembre 2025 ) Nella quarta giornata di Champions League la Juventus si ferma sull'1-1 in casa contro lo Sporting e rinvia ancora una volta l'appuntamento con la prima vittoria nella coppa più importante. La Juventus parte subito bene e con grande aggressività già nei primi minuti di match, con un pressing molto alto ma al 12’ arriva il vantaggio dei portoghesi. Grandissima azione della squadra portoghese, che conduce il pallone da destra a sinistra: Ioannidis serve Trincao, che a sua volta allarga per Araujo, il cui diagonale bacia il palo e batte Di Gregorio. Due minuti più tardi ancora un’occasione per lo Sporting che sorprende la difesa juventina: Trincao, servito in area, scarica un destro che trova la deviazione di Koopmeiners e si schianta sulla traversa. La reazione della Juventus non si fa attendere e va vicina al pareggio per ben due volte con Vhalovic. Gli sforzi vengono premiati al 34’: strappo di Thuram in verticale, il francese arriva in area e serve al centro, dove Vlahovic si inserisce tra i due difensori e mette alle spalle di Rui Silva. Al 40’ i bianconeri vanno vicino al raddoppio con Conceicao. Finisce il primo tempo in parità, buon ritmo e bella partita, con occasioni da una parte e dall'altra. Riprende la partita e i portoghesi tentano di addormentare il gioco e abbassare il ritmo con il possesso palla: sembrano accontentarsi del pari, mentre la Juventus cerca di portare a casa prima vittoria. Al 62’ cross da destra di Conceiçao, McKennie sul secondo palo rimette in mezzo di testa, ma non trova la deviazione di nessun compagno nell'area piccola. Poi ci prova Cambiaso dal limite, ma la sua conclusione viene murata. Il secondo tempo, a differenza del primo, risulta molto soporifero e solo un bel possesso palla, sopratutto dei portoghesi. Al 92’ timido tentativo dei bianconeri di portare a casa i tre punti con un cross dalla trequarti di Kalulu e colpo di testa del canadese David: bravo Rui Silva ad alzare sulla traversa. Le due formazioni in questo secondo tempo sembrano accontentarsi del pareggio, meglio la Juventus ma è poco quello che crea per cercare di portare a casa il risultato. Ancora un pareggio per la Juventus in Champions League. La squadra di Spalletti fa 1-1 in casa contro lo Sporting Lisbona: al gol di Araujo al 12' risponde Vlahovic al 34'. Dopo un primo tempo di grandi occasioni, nel secondo il ritmo si abbassa fino al finale concitato. I portoghesi salgono a quota 7 punti, i bianconeri a 4 e i bianconeri restano quindi momentaneamente ai limiti dalla zona playoff quando il girone iniziale è ormai a metà strada. Stasera la trequarti di Spalletti era inedita nel 3-4-2-1, con il ritorno di Yldiz ma mentre nel primo tempo la squadra è stata molto propositiva, nel secondo a parte un paio di occasioni la squadra si è persa. La strada in Champions si fa ardua ma adesso le forze devono essere spostate sul campionato dove troverà il Torino, nel sentissimo Derby della Mole.
A: Cremonese-Juve 1-2. Nuovo allenatore o nuovi giocatori? ( novembre 2025 ) E’ iniziata la nuova era juventina ora guidata da un tecnico di comprovata bravura e collaudata esperienza. Basta esperimenti alla Pirlo o alla Motta. Spalletti da buon toscano, come un certo Lippi oppure Allegri, è un filosofo che punta ai numeri e alla concretezza. A dire il vero un cambiamento di approccio alla sfida e alla gestione della testa si è visto già quattro giorno fa nel turno infrasettimanale in casa contro l’Udinese. E allora sedeva temporaneamente Brambilla, mister della Under 23 juventina. Ora Spalletti esordisce in trasferta contro una temibile Cremonese che la tallona per i piani alti ad una sola lunghezza. Rossogrigi che hanno visto la sconfitta solo una volta e contro una buonissima Inter. Spalletti si schiera con un 3-4-3 con la sorpresa di Koopmeiners in difesa. Senza l’estro di Yildiz punta su Kostic e Cambiaso sugli esterni, ma la prima pressione parte da tridente offensivo. E di fatto dopo 2’ minuti l’aggressività bianconera sblocca immediatamente la gara. Openda a destra in area offre di tacco al centro per Vlahovic che fa velo e porge a sinistra la palla per Kostic che la scaraventa dentro. La Juve non molla la presa e continua a macinare gioco e occasioni. Il serbo appare un altro giocatore. Per lucidità, gamba e generosità verso la sua squadra. Ma tutti i ragazzi di Spalletti giocano l’uno per l’altro e la Cremonese che solitamente è formazione piuttosto propositiva non ha mai neppure l’idea di riuscire a costruire una minima idea di azione offensiva. Anche Locatelli affiancato da Thuram è maggiormente dentro il match. Suo il palo con un tiro da fuori. Nella ripresa i padroni di casa ci provano e tengono un po’ più alto il baricentro e l’iniziativa, ma la Juventus è solida e compatta e quando sale e fraseggia dà sempre l’impressione di poter far male dalle parti di Audero. Così al primo cambio della sfida da parte di Spalletti con Openda che al 64’ minuto lascia spazio per Concencao, è proprio il giovane funambolo che a destra, 4’ minuti dopo essere entrato, accelera e offre una palla velenosa in area che Vlahovic lascia dietro a Cambiaso e l’azzurro scaraventa la sfera con tutta la rabbia verso lo specchio piegando Audero. Juventus in pieno controllo e a tratti dominante, in un campo non facile. Giusto arriva all’82’ minuto il più classico dei contropiedi da parte dei padroni di casa. Un lancio lungo dalla mediana trova Vardy duellare con Gatti. Il difensore italiano perde il passo e l’ex attaccante di Ranieri in Inghilterra è bravo a superare Di Gregorio in diagonale. Che sia una Juventus rigenerata lo dimostra il fatto che la cremonese, potenzialmente spinta dalle ali dell’entusiasmo verso una rimonta nell’ultimo quarto d’ora, non creerà nessun pericolo verso la porta bianconera. La Juventus gioca da squadra con calciatori vogliosi e carichi. Spalletti avrà messo anche ordine e limato le catene mentali che frenavano i calciatori, ma alla fine sono i giocatori con il loro impegno e le loro qualità che scendono in campo è danno il risultato. Ora Spalletti è già, momentaneamente terzo con le milanesi e 2 punti sono stati già rosicchiati a Conte.
A: Juve-Udinese 3-1. Orgoglio per ripartire ( ottobre 2025 ) Non sai mai cosa aspettarti in queste condizioni. Dopo un mese che la Vecchia Signora non sa cosa vuol dire più saper vincere, ha pagato, come spesso accade il mister in panchina. Tudor ha lasciato temporaneamente a Brambilla che si occupa della Juventus C. Ma in definitiva tutti questi flop, sono stati a causa della conduzione tecnica? Oppure vi sono altre motivazioni?. In definitiva sono i calciatori che scendono in campo e spesso si dice che il miglior allenatore sia quello che faccia meno danni. Nulla è stato stravolto così come gli interpreti con un 3-5-2 di qualità e dinamico e con Vlahovic affiancato da Openda. I friulani vengono a Torino e sono a 12 punti così come i piemontesi. Uno scontro diretto dunque per la zona europea potremmo dire, ma ovviamente le ambizioni juventine sono ben altre. E lo si capisce da come i padroni di casa aggrediscono subito il match e Vlahovic dopo neppure 3’ minuti viene atterrato in area. Lo stesso serbe si prende l’onere in un momento tanto delicato di andare sul dischetto e non sbaglia per il vantaggio bianconero. I binari giusti per distendere a tutto campo la velocità e la progressione degli esterni Kostic e Cambiaso così come dello stesso Vlahovic. Ma è tutta la Juventus che sbloccata la sfida in apertura, che si accende e crea azioni a ripetizione, senza però riuscire a raddoppiare. Così sull’unica vera sortita offensiva friulana, la retroguardia bianconera non riesce a spazzare e Zaniolo in pieno recupero prima del riposo la pareggia con un colpo in area di precisione. Sembra che la sfortuna o momento nero della Juventus non voglia andare via, ma la tenacia e la voglia di ribaltare la sorte avversa ha la meglio e i padroni di casa costruiscono ancora azioni da goal in tutti i modi possibili nella ripresa. Così in mischia al 67’ minuto è la capocciata di Gatti a riportare avanti la Juventus. Il simbolo di un calciatore che nei limiti di un bagaglio tecnico non elevatissimo, è calciatore che non si arrende mai. La Juventus continua a macinare calcio sino alla fine e non è un caso che giunga l’atterramento in area di Yldiz in pieno recupero e lo stesso turco non sbaglia dal dischetto. Una bella Juventus che con una prova di voglia e coralità scaccia gli incubi e con questi 3 punti si rilancia in Campionato tenendo botta a quelli che davanti sono scappati. Una buona dose di ossigeno per la prova messa sul campo anche in prospettiva del nuovo allenatore che verrà a breve. Forse Sapalletti? Chiunque verrà, però avrà visto una rosa ampia e con potenzialità.
A: Lazio-Juve 1-0. Non brutta, ma la Vecchia Signora cade ancora ( ottobre 2025 ) Un inizio di autunno per questa Juventus e il suo allenatore non proprio da incorniciare. Pochi goal all’attivo, e troppi al passivo dopo la vittoria con l’Inter. Che probabilmente aveva illuso troppo. Dopo una serie di pareggi interminabili sono giunte anche sconfitte nelle ultime due uscite a Como, evitabilissima e a Madrid, che ci può stare e dove i bianconeri hanno dato anche una buona prova di sé. Ma il calcio, seppur non sia un algoritmo, si base anche sui numeri e la classifica recita prima di questo match che la cima della classifica è a gia’ 6 punti di distanza. Così come sono 6 le squadre che sono davanti. La Lazio non vive un momento migliore. Senza aver potuto fare mercato e con una rosa decimata dagli infortuni, Sarri pur privo delle Coppe, deve fare sempre la conta e i miseri 8 punti racimolati nelle prime uscite son certo un magro bottino. Il 3-52 bianconero vede Yildiz in panchina a riposo e due veri centravanti come Vlahovic e David. Concencao e Cambiaso sulle fasce hanno il doppio compito di coprire, ma anche di correre avanti e servire cross per i due attaccanti. I piani juventini però se ne vanno gia’ a farsi benedire quando la pressione alta del 4-3-3 biancoceleste mette in crisi l’impostazione degli ospiti. Infatti sul rilancio di Perin al 9’ minuto, quando la sfera giunge su David, l’attaccante l’appoggia sbagliata di testa sulla propria trequarti all’avversario e poco fa’ per rimediare. Due passaggi e Basic, trova indisturbato la staffilata giusta da fuori area che supera Perin. Ora i piemontesi sono costretti ad impostare con maggior foga esponendosi a potenziali contropiedi. La sfida vive di fiammate sia da una parte che dall'altra. A tratti il match pare spento poi un assolo di Concencao o una galoppata di Zaccagni possono spaccare ancora la partita. Tra Vlahovic e David entrambi hanno l’occasione per pareggiarla, ma allo stesso tempo anche i padroni di casa si trovano a sciupare il raddoppio che avrebbe messo in ginocchio l’avversaria. I cambi non mutano la situazione e Tudor deve fare i conti con la terza sconfitta in appena sette giorni. Rispetto a Como qui si è visto un altro piglio e la voglia di non soccombere ad un brutto destino sportivo. Ma e’ evidente una poco chiara idea di gioco e di manovra corale. Lucidita’ nulla ed una fragilita’ in fase di non possesso palla palpabile. Ancor piu’ di tutto emerge una problematica a buttarla dentro a prescindere dal numero di uomini offensivi schierati. La prossima sara’ l’ultimo match di ottobre e si spera per il Mondo juventino una sensibile inversione di tendenza.
CL: Real M.-Juve 1-0. Sconfitta dalla quale crescere e ripartire ( ottobre 2025 ) Dopo il brutto ko in campionato contro il Como, la Juventus anche in Champions porta a casa una sconfitta per 1-0 contro il Real Madrid. La Juventus si doveva dimenticare della brutta figura rimediata in campionato ma quando l’avversaria è purtroppo per i bianconeri una super potenza come il Real Madrid è difficile passare ma ciò non togliere il provarci per portare a casa la prima vittoria nella Coppa Europea più importante. La Juventus inizia subito bene al 10’ Yildiz trova il centrocampista McKennie tra le linee, che si gira e calcia in porta: Courtois ci mette una pezza e devia in corner. Bianconeri propositivi in attacco e bene messi in campo nei primi venti minuti. Al 23’ si vede in attacco il Real con Mbappè con un pericoloso destro dal limite. Il Real continua a crescere. Al 25’ velocissimo cambio di fronte delle merengues: Vinicius per Mbappé, che allarga per Valverde che a sua volta imbecca Arda Guler. Il turco prova a calciare da posizione defilata, Di Gregorio la manda in corner. Sugli sviluppi super occasione per i blancos con Tchouameni, ma il suo tiro viene deviato provvidenzialmente in calcio d'angolo. Al 40’ altra occasione per il Real: Brahim Diaz da terra serve Mbappé, che a tu per tu con il portiere calcia: gran risposta di Di Gregorio. Poco dopo altro tentativo dei blancos con il tiro da fuori di Militao, la sua conclusione a giro termina di pochissimo alta. Finisce il primo tempo con la Juventus che era partita bene ma dalla metà del primo tempo si è fatta schiacciare dall’armata bianca. Inizia il secondo tempo e la Juventus entra grintosa per cercare di vincere ed è subito pericolosa prima con Kalulu e poi con Vlahovic che al 50’ si invola: si fa tutta la metà campo del Real tenendo a bada Militao, a tu per tu con Courtois viene murato da un grande intervento del portiere belga. La partita si fa vivace e dopo un paio di folate del Real, altra chance Juve: Cambiaso prova il tiro da fuori, la conclusione viene leggermente deviata da Thuram ma Courtois si fa trovare ancora pronto. Al 56’ però il Real va in vantaggio con Bellingham. Gran giocata di Vinicius che se la porta sul sinistro e colpisce il palo, sulla ribattuta arriva Bellingham che segna il più facile dei tap-in. E' 1-0 per la squadra di Xabi Alonso. La Juventus ci prova ma è Di Gregorio che tiene in piedi la Juventus al 71’ con un doppio intervento prodigioso del portiere bianconero: prima Mbappé e poi Brahim Diaz ci provano da dentro l'area con conclusioni forti e precise, ma Di Gregorio dice due volte no in pochi secondi . Unica chance prima del fischio finale capita ad Openda che però spreca calciando con poca convinzione. 2 pareggi e 1 sconfitta: questi i risultati della Juve nelle prime tre giornate di Champions League. Bianconeri attualmente al 25esimo posto nella classifica generale. La squadra di Tudor perde di misura, sconfitta nel secondo tempo da un gol in tap-in di Bellingham. La Juventus gioca una partita gagliarda, con diverse occasioni create: manca cinismo e un po' di fortuna,elementi che dall'altro lato hanno invece avuto i blancos. Adesso si ritorna in campionato contro la Lazio e non sarà facile per i bianconeri rimettersi in corsa.
A: Como-Juve 2-0. La nuova Dea schianta la Vecchia Signora ( ottobre 2025 ) Tudor non aveva esagerato quando aveva definito il suo prossimo avversario come una “finta Piccola”. Il Como ha costruito un gruppo non solo ambizioso, ma strutturato dal punto di visto economico, organizzativo e tecnico. Giocatori giovani, di gamba ma molto abili con il pallone tra i piedi. Guidati da un tecnico altrettanto giovane ed ex giocatore di altissimo spessore. Insomma ora la Serie A ha due Atalanta e andare a far visita a Como, non è, e non sarà, una passeggiata per nessuno. Essere stato buon profeta non ha aiutato i ragazzi di Tudor ad evitare dopo soli 4’ minuti un goal da schema da calcio d’angolo. Quando Nico Paz batte corto al suo compagno vicino. Il fantasista riceve nuovamente palla e come fosse un calcio d’angolo più ravvicinato piazza un cross sul secondo palo che trova Kalulu e non solo in ritardo in chiusura per il colpo di testa di Kempf. Il 4-3-2-1 bianconero con Yildiz e Concencao a supporto di David è quindi da subito costretto ad inseguire il ben organizzato 4-2-3-1 comasco con il centravanti Morata ex di lusso della sfida. Il primo tempo è di buona qualità giocato aperto da entrambe le parti. La differenza che nei padroni di casa le azioni offensive sono frutto di una manovra corale veloce, energica e di qualità collettiva, mentre quelle bianconere scaturiscono dalle accelerazioni a destra di Concencao, oppure a sinistra di Yildiz. Mettiamoci anche le sgroppate solitarie del centrocampista Thuram. Così si và negli spogliatoi con i comaschi avanti di una rete che sciupano un paio di volte l’occasione del raddoppio mentre gli assalti juventini vanno costantemente a sbattere nei raddoppi di marcatura dei centrocampisti azzurri anche al limite della propria area. La ripresa la Juventus, nel tentativo di non soccombere alza il numero dei giri del motore, ma il gioco spezzato che il Como riesce a creare, non aiuta l’inerzia del match a favore dei piemontesi. Che tuttavia andrebbero anche in goal con David, bravo a colpire sottorete dopo una bella iniziativa di Koopmeniners, ma lo stesso ex atalantino è in fuorigioco. Ad un quarto dal novantesimo Tudor ci prova con il doppio centravanti costretto dunque ad alleggerire la mediana e di fatto il Como un paio di minuti dopo ne approfitta. Rilancio immediato e Nico Paz a destra punta Cambiaso al limite dell’area, lo lascia lì sul posto con una finta e subito scarica con il suo sinistro magico un tiro a giro sul quale Di Gregorio poco può fare. 2 a 0 e anche se vi sono tra recupero e resto altri 20’ minuti di gara, la Juventus non trova lo spirito per riemergere. Merito anche di un Como indemoniato che lotta su ogni palla e non smette di pressare pure alto sino al fischio finale da parte dell’arbitro. Giunge dunque la prima sconfitta in Campionato della Juventus che viene raggiunta proprio dal Como che inizia a far paura a tutti. Se non per lo Scudetto, almeno per ora, ma per un posto europeo, come immaginavamo, certamente. Bisogna vedere di che tipo. La vittoria casalinga di Tudor contro l’Inter è stato l’ultimo successo in questo mese. Un illusione che ha fatto volare troppo alti ?
A: Juve-Milan 0-0. Juve, ringrazia il Diavolo distratto ( ottobre 2025 ) Finisce 0-0 la sfida tra Juventus e Milan in campionato nel big match della domenica sera ed entrambi le formazioni portano a casa solo un punto. Il pareggio tra le due va a favore di Napoli e Roma, che con le rispettive vittorie sono sole in testa alla classifica. La partita inizia su ritmi molto lenti e nessuna delle due squadra ha ancora preso il predominio del campo ed entrambe, quando impostano, lo fanno a un ritmo abbastanza compassato. Il Milan gestisce il possesso palla ma senza affondare e la Juventus cerca di tenere le posizioni. Il primo tempo prosegue lento e risulta noioso. La prima potenziale occasione si vede al 34’ per la Juve: Kalulu crossa da destra, ma Jonathan David scivola in area e non riesce a calciare, mentre si deve aspettare il 43’ per vedere un’azione pericolosa del Milan su cross da sinistra di Pavlovic e colpo di testa a centro area di Gimenez ma il pallone va di poco sul fondo. Finisce senza reti e con poche emozioni il primo tempo di Juventus-Milan: gara tattica e con ritmo basso, con un'occasione per parte. Inizia il secondo tempo e al 48’ arriva una super occasione per i bianconeri di portarsi in vantaggio: sugli sviluppi di un calcio d'angolo il pallone spiove sul secondo palo dove Gatti, all'altezza dell'area piccola, calcia a botta sicura, ma trova la risposta incredibile del portiere del Milan. Al 52’ arriva un rigore per Milan causato da Kelly che travolge scivolando Gimenez. Sul dischetto va Pulisic che batte malissimo e mette il pallone altissimo. Intorno al 60’ iniziano i cambi per il Milan che inserisce Leao e più tardi per la Juventus che cambia un Yldiz spento. Al 73’ occasione colossale per il Milan con Leao: cross da sinistra di Pulisic, il portoghese, appostato sul secondo palo, stoppa il pallone e, da tre metri, mette sul fondo. La partita volge al termine e l’ultima occasione capita al 90’ ancora a Leao che spreca: pallone profondo di Modric per il portoghese, che in area calcia malissimo e permette a Di Gregorio di respingere. Finisce senza reti il posticipo della 6ª giornata di Serie a tra Juventus e Milan. A rammaricarsi sono soprattutto i rossoneri, che sbagliano un rigore con Pulisic al 54' e non concretizzano con Leao due occasioni enormi davanti a Di Gregorio. Per i bianconeri, l'unica vera occasione è una girata di Gatti miracolosamente parata da Maignan al 50'. Brutta partita con le squadre molto contratte e in entrambi le formazioni sono mancati alcuni giocatori che fino a questo momento aveva disputato ottime partite come Rabiot/Modric e Yldiz. In questa pausa entrambi i tecnici dovranno lavorare sodo per cercare di dare un impronta aggressiva alle loro compagini, cattiveria e voglia di vincere che questa sera è mancata da entrambe le parti. Il prossimo impegno della Juventus sarà con il Como e ci vorrà tutta la grinta possibile contro i bad boys comaschi, mentre il Milan si confronterà con la Fiorentina che dovrà cercare di fare punti.
CL: Villareal-Juve 2-2. Ancora un pari, ma questo potrebbe pesare ( settembre 2025 ) La Juventus partita bene in campionato con tre vittorie si è leggermente arenata con due pareggi sempre in Serie A con avversarie abbastanza facili.In Champions è un'altra storia e dopo il pareggio funambolico per quattro a quattro in casa contro i tedeschi del Borussia, pareggio che ha avuto quasi il sapore della vittoria per via della rimonta di due gol, la Juventus, nel secondo turno della Coppa più importante, va in una delicata trasferta in casa del Villareal. Tudor ripesca David che ha un feeling particolare con questa manifestazione e mette dietro le sue spalle Yldiz con Koopminers un po' più arretrato. I bianconeri appaiono da subito contratti e un po' lenti e i padroni di casa infatti prima del ventesimo ne approfittano partendo verticalmente verso la porta juventina e con rapidità e scambi veloci fanno ballare la linea 4 difensiva bianconera portandosi in vantaggio. La Juve fatica a creare anche una occasione, mentre il Villareal si procura almeno altre/due tre occasioni buone per finire il primo tempo sopra di due reti ma grazie a Perin e il palo glielo negano. Tudor negli spogliatoi cerca di riequilibrare i suoi lasciando Koopminers a riflettere sulla sua ennesima prestazione scialba e ripescando il giovane ed esplosivo Conceicao e la Juventus si accende senza alcun timore e va subito a cercare il pareggio. E dopo un'occasione al quarantottesimo è già uno a uno grazie a un Gatti che si fa perdonare alcune lacune difensive con una rovesciata degna del più grande Cristiano Ronaldo. La Juve ci crede,gioca, pressa a questo punto e il Villareal a metà campo perde palla che Conceicao intercetta e parte da destra va verso sinistra e trafigge il portiere avversario per il 2 a 1.La Juve potrebbe mettere al sicuro la gara a questo punto quando una finta di Yldiz non nella sua giornata comunque migliore libera David che a sinistra va di forza, ma il suo tiro è fermato dalla traversa. Dal 3 a 1 mancato che poteva chiudere la sfida, il Villareal riemerge quando ad una manciata di secondi dal novantesimo trova di testa la rete del definitivo 2-2 con Viega grazie a Gatti e non solo lui che si fanno sorprendere. In definitiva un risultato comunque giusto che ha fatto emergere ancora una volta che questa Juventus guidata da Tudor ha carattere e non si abbatte mai ma allo stesso tempo ha degli squilibri tattici che la rendono particolarmente vulnerabile in difesa. Tudor, forse deve ancora capire se la sua Juventus è una squadra da impostazioni di gioco e padrone del campo da pressione alta oppure debba essere più una squadra da pressing arretrato e ripartenze ma c'è tempo ancora per capirlo, ma con questa nuova formula della Champions se si vuole passare agli ottavi, direttamente senza passare dalla partita di eliminazione che l'anno scorso fece fuori tutte e tre le italiane deve iniziare a vincere le sei gare che mancano perché non c'è neanche più tempo di sbagliare e uscire solo col pareggio non basta.
A: Juve-Atalanta 1-1. Ancora un pari e la vetta si allontana ( settembre 2025 ) Scontro al vertice e ad altissimo livello. Dopo i nerazzurri meneghini, giungono a Torino quelli bergamaschi, che se pur privi di Gasperini e l’attacco titolare della scorsa stagione, rimangono una formazione insidiosa e temibile. Ma questa Juventus, ringiovanita e con la qualità aumentata ha ambizioni da grande. Ritrovata anche una certa sicurezza in difesa grazie a Bremer, Tudor opta per un 3-4-3 con il tridente avanzato che vede Yildiz e Adzic rifinitori dietro a Openda. Juric si mette a specchio e privo anche di Scamacca, ha in Sulemana e Krstovic le punte offensive. Sono i padroni di casa che da subito fanno la gara e con il trascorrere dei minuti prendono il totale sopravvento, sia del campo che del pallone. Infatti i primi 20/25 minuti i bergamaschi quasi non riescono neppure ad affacciarsi nella metà campo bianconera e Carnesecchi deve mostrare in un paio di occasioni quanto sia bravo. Koopmeiners pare molto ispirato e contro la sua ex squadra che lo ha lanciato in alto, mostra forza e determinazione. Tuttavia tanto predominio non sblocca la sfida a favore dei piemontesi, che dopo la mezz’ora affievoliscono la pressione e permettono non solo agli ospiti di respirare, ma anche di affacciarsi davanti. Infatti in pieno recupero nella prima frazione di gioco, un manciata di secondi prima del riposo, in mediana la Juventus perde palla e Sulemana parte palla al piede, si muove a destra e davanti all’area bianconera taglia a sinistra e con una doppia finta in corsa prende lo spazio per tracciare un diagonale che lascia di sasso Di Gregorio. Si và dunque negli spogliatoi incredibilmente con i ragazzi di Tudor sotto di una rete e costretti a rincorrere. Nel secondo tempo Tudor punta ancora allo stesso assetto e agli stessi interpreti, ma la Juventus è più lenta che nel primo tempo. L’Atalanta si mangia il raddoppio quando sul lancio di Pasalic, Bremer buca la chiusura e Krstovic non trova neppure lo specchio della porta. A mezz’ora dalla fine Tudor decide per cambi che rendono la sua squadra iper offensiva, ma l’Atalanta serra le file e più di tanto non rischia. Sino a quando al 78’ minuto un liscio incredibile della retroguardia bergamasca, offre la palla a Cabal che in area piccola batte Carnesecchi da due passi. La Juventus và all’assalto e la fortuna pare sorridergli, quando de Roon, il più esperto dei suoi, commette un fallo ingenuo e per seconda ammonizione viene espulso. L’Atalanta in inferiorità numerica si chiude ancora più dietro e l’assalto nell’ultimo quarto d’ora da parte dei bianconeri offre solo cross a ripetizione ma nessuna giocata pulita e lucida. E’ mancato il guizzo alla Yildiz, la giocata del singolo per sbloccare una difesa di ferro e i bianconeri da questa gara interna portano a casa solo un punticino. Domenica sera ci sarà Milan contro Napoli e Tudor dovrà tifare Allegri, ma neppure troppo.
A: Verona-Juve 1-1. Il prezzo CHampions, blocca il guizzo finale ( settembre 2025 ) Dopo le scorpacciate di emozioni e di reti nelle ultime due uscite, che in ben otto goal segnati e sette subiti hanno portato in pieno recupero la vittoria sull’Inter e il pareggio sui tedeschi del Borussia, la Juventus lascia il suo stadio amico per trasferirsi a Verona. Quarta sfida di Campionato e possibilità di stare sino ad almeno lunedì sera da sola in vetta alla Serie A. I giallo blu di casa schierati con un 3-5-2 tutt’altro che rinunciatario sono reduci dal pareggio contro un’altra capolista che era la Cremonese. E di fatto i padroni di casa dimostrano di essere in un periodo di ottima forma e convinzione, pressando alto e facendosi subito pericolosi. Ma Di Gregorio è attento. Così come nel 3-4-3 di Tudor il ritrovato Concencao al 19’ minuto và via dalla sua destra e rientra centralmente sulla linea dell’area saltando di forza e velocità due avversari. A quel punto il suo rasoterra sul palo lontano non lascia scampo a Montipò. Bianconeri in vantaggio e partita messa in discesa. A rovinare i piani però arriva su un cross innocuo in area juventina un tocco di braccio inutile, anche se involontario, da parte di Kalulu e sul dischetto Di Gregorio ci arriva ma l’accompagna in rete. Si và dunque negli spogliatoi sul risultato di pareggio che farebbe decisamente più felici i giallo blu che non i ragazzi di Tudor. Tudor lascia uno stanco Locatelli già negli spogliatoi per la forza di Koopmeiners e cammin facendo sfrutta tutti i cambi che ha perché vede che la sua squadra è in forte debito di ossigeno. Il Verona nella ripresa prende in modo piuttosto evidente il controllo del match. Non è volontà della Juventus è solo il prezzo che viene a bussare della partita infrasettimanale di Champions. La battaglia sino all’ultimo secondo contro i tedeschi, nel secondo tempo si sta facendo sentire e il Verona un paio di volte viene a bussare alla porta, ma Di Gregorio è bravo a non aprire e quando non ci riesce a chiudere, e il Verona si porta in vantaggio, ci pensa la Var ad annullare la rete per fuorigioco. I bianconeri non ne hanno di energie oggi per sfruttare il loro motto, ovvero “sino alla FINE”. La benzina è poco o nulla nel serbatoio e la gara si porta sino al fischio finale sul risultato di 1 a 1. Un’occasione persa? Forse. Ma proprio il Napoli, l’anno scorso, ha dimostrato quanto faccia la differenza avere solo l’impegno domenicale del Campionato. Nulla di tragico. A ben vedere infatti chi ha segnato è stato chi non ha giocato sino ad ora. La soluzione per Tudor è quindi di ampliare il più possibile il turn over. Anche un talento seppur giovane come Yldiz, deve rifiatare di tanto in tanto.
CL: Juve-Borussia D. 4-4. Ancora un poker, ma è un pari di cuore ( settembre 2025 ) Finisce con pareggio per 4-4 la prima partita della stagione in Champions League della Juventus contro il Borussia Dortmund. Entrambe le squadre si presentano all’appuntamento in ottima forma, sopratutto i bianconeri che battendo l’Inter si attesta prima in classifica in campionato con punteggio pieno. Infatti entrambi le formazioni iniziano subito aggressive. La Juventus è subito attenta a non lasciare spazi mentre il Borussia punta tutto sul possesso palla che nel primo quarto d’ora è a suo favore. La partita prosegue con la Juventus che cerca di sfruttare gli spazi lasciati dai tedeschi e prova più volte a tirare in porta. Finisce il primo tempo sullo 0-0 con la Juventus che si è resa pericolosa mentre il Borussia non ha fatto un tiro in porta. Riprende la partita ed è il Borussia che al 51’ va vicinissimo al vantaggio, tocco di Beier sull'uscita di Di Gregorio, la palla colpisce il palo. Ma un minuto più tardi arriva il vantaggio del Borussia: Il Dortmund gestisce una palla nella trequarti della Juve, Adeyemi controlla al limite dell'area, controlla e calcia in diagonale rasoterra battendo Di Gregorio. Al 64’ ecco il pareggio dei bianconeri con il suo numero 10 Yldiz che controlla sulla sinistra, rientra sul destro e calcia a giro sul secondo palo con palla che si infila all'incrocio. Un gol 'alla Del Piero' . Inizia una valanga di ribaltamenti con il Borussia che al 65’ ritorna in vantaggio. Appena rimessa in gioco la palla il Dortmund si getta all'attacco, scarico di Adeyemi per Nmecha al limite dell'area, conclusione precisa e Di Gregorio di nuovo battuto. Due minuti più tardi pareggia la Juventus con Vlahovic: Yildiz gioca una gran palla in profondità per Vlahovic che a tu per tu con Kobel non sbaglia e segna in diagonale. Al 74’ ancora il Borussia va in vantaggio: Thuram, in uscita, si fa soffiare il pallone da Yan Couto che prende la mira senza pressione, calcia forte sul primo palo e sorprende Di Gregorio. All’85’ al Borussia viene concesso un rigore e il risultato si porta sul 4-2 per i tedeschi. Al 94’ la Juventus riapre la partita sul 4-3. Durante il forcing finale, Kalulu mette in mezzo un pallone teso, irrompe Vlahovic che mette alle spalle di Kobel, la Juve spera ancora e al 96’ pareggia per 4-4 con Vlahovic che lavora un pallone sulla destra e crossa, stavolta irrompe Kelly che di testa, in tuffo per il pareggio. Ottimo Vlahovic, che entra nel secondo tempo e segna due gol. Bene anche Yildiz e Kelly, gli altri due autori delle reti bianconere. Il peggiore nella squadra di Tudor è Di Gregorio: il portiere ne prende ben 4. Sotto la sufficienza anche Bremer., McKennie e David. Dopo aver stappato con coraggio e voglia il pareggio, i bianconeri sono attesi in campionato in casa del Verona per mantenere saldo il primato in classifica.
A: Juve-Inter 4-3. Juve e la voglia di vincere. Inter troppo vecchia ( settembre 2025 ) Pausa delle Nazionali terminata e ritorno in campo per tutte le squadre di club. E cosa c’è nel menù? Subito come prima portata il piatto che tradizionalmente è più appetitoso del Campionato. Il derby d’Italia, con la Juventus che fa da padrona di casa. Ma qui con una Juventus ringiovanita, che ha continuato con Tudor e veleggia a punteggio pieno, c’è un Inter con un Chivu che deve ancora trovare una quadra tra vecchio e nuovo Mondo ( ovvero prima e dopo Inzaghi ) e una situazione di classifica dopo il brutto ko interno contro l’Udinese che potrebbe risultare già drammatica, in caso di sconfitta, alla terza giornata. Così davanti al 3-5-1-1 giovane e frizzante bianconero, Chivu sceglie la strada della continuità e schiera il 3-5-2 di “inzaghiana” memoria. Con le uniche differenze che vi è il nuovo e appena arrivato Akanji, sostituto del partito Pavard, e Augusto in fascia sinistra al posto del non informa Dimarco. E l’Inter, seppur con un ritmo non bruciante per i primi 10’ minuti prende campo e iniziativa che porta però solo ad una bella volè da lontano da fuori area di Barella che si perde sul fondo non lontano dal palo, comunque controllata da Di Gregorio. L’Inter però non ha rimediato alle amnesie difensive. Palla regalata al 14’ minuto alla Juventus che fa ballare la difesa nerazzurra da sinistra a destra con i ragazzi di Chivu sempre un attimo in ritardo sul pallone e in centro area Kelly è libero di piazzare il piattono alla sinistra di Sommer che rimane inchiodato a terra. L’Inter tiene il pallone ma si ha la sensazione che il fraseggio oltre ad essere lento e prevedibile, sia facilmente intercettabile per eventuali ripartenze bianconere. Così infatti è ancora la Juventus con un tiro da lontano ad andare vicino al 2 a 0, ma una doppia carambola manda la palla in calcio d’angolo. Questa volta però, alla mezz’ora il giro palla nerazzurro è al limite dell’area bianconera e Calhanoglu non sbaglia con il suo missile a trovare il pareggio. Tuttavia, il 20 turco 8’ minuti dopo è in ritardo davanti alla difesa a chiudere su Yldiz che da trequartista si trova ai 20 metri libero di prendere la mira e mandare la palla a fil di palo con Sommer che tocca ma non devia. Si và dunque negli spogliatoi con i padroni di casa avanti. Chivu non cambia e neppure il copione della sfida con l’Inter a tenere palla e giocare nella metà campo avversaria e una Juventus che non soffre ed è pronta fare ancora male. Al 64’ minuto, fuori Augusto, Barella e Lautaro che era l’ombra di se stesso e non si capisce perché sia stato schierato data la stanchezza del rientro dalla Nazionale. Dentro Dimarco, Zielinski e Bonny. Un minuto dopo su azione insistita in area bianconera, la palla a destra ricade dalle parti di Calhanoglu che si gira al volo e traccia un terra-area che passa nell’unico corridoio libero che Di Gregorio non può neppure vedere. Siamo sul pareggio e l’Inter è alta con la pressione. Al 76’ un altro calcio d’angolo trova libero Thuram, nerazzurro, troppo libero per schiacciare la palla in rete per il ribaltone meneghino. Manca un quarto d’ora e Chivu, sorprendentemente manda dentro Darmian per Dumfries. Dimarco e Bastoni regalano una punizione inutile sulla propria trequarti al 82’ e Thuram, bianconero, di testa la punisce. Zielinski neppure salta. Entra allora Sucic per il 20 turco ma l’Inter è sulle gambe e senza idee e Bonny al 91’ davanti alla propria area cade a terra per una pseudo manata perdendo il contrasto e il diciannovenne nuovo Adzic dai 25 metri trova l’angolino che piega i guantoni di Sommer. Inter a terra e sconfitta. Poteva terminare in pareggio? Si. Ma ha vinto chi è stato più voglioso, più concentrato e con più energie. Tudor ha finito con un undici giovane e pieno di talento che aveva fame. Chivu è riuscito a invecchiare ancora di più la sua squadra iniziale già vecchia di suo. Juventus a punteggio pieno che combatte e lascia libertà alla freschezza dei suoi gioielli. L’Inter è quella di Inzaghi con un anno in più e con meno stimoli. Ma Bonny, Esposito, Frattesi, Sucic, Luis Enrique, non avrebbero più fame e energie degli ultra trentenni di mille battaglie? Inter lontana e con ancora più dubbi e Juventus in testa e ancora più convinta dei suoi mezzi.
A: Genoa-Juve 0-1. Juve e tosata e capace di soffrire e colpire ( agosto 2025 ) Dopo l’esordio vincente e anche convincente in casa contro il Parma, la Juventus si trova prima della pausa a giocare nel catino di Marassi contro il Genoa e in Liguria non è mai cosa facile. Contro il 4-2-3-1 di Vierà, Tudor schiera il suo 3-4-3 aggressivo ma compatto con Bremer a comandare il reparto arretrato. La cerniera di centrocampo ha il compito di ringhiare e appoggiare ai due maggiormente dotati tecnicamente ovvero Concencao e Yldiz che hanno David come riferimento più avanzato. Il primo temo scorre via con un paio di occasioni a testa ma entrambi gli estremi difensori rispondono presente andando quindi negli spogliatoi con un corretto pareggio, seppur a reti inviolate. Anche se sul finale proprio David ha la palla buona per il vantaggio, ma il suo errore a due passi dalla porta è da matita rossa. Alla ripresa entrambe le squadre se la giocano più apertamente e con la voglia di portarsi a casa l’intera posta. Sono i piemontesi però a far girare il motore ad un regime più alto ed occorre che Tudor ripeschi dalla panchina al minuto 62’, due che l’anno scorso hanno deluso tantissimo, come Koopmeiners e Vlahovic. Su cross dalla sinistra, è proprio l’attaccante sempre con le valigie in mano, 10’ minuto dopo il loro ingresso, ad alzarsi in cielo e girare di testa sull’angolo lontano dove Leali non può giungere. Ospiti in vantaggio che a quel punto accendono la grinta senza più remore dei rossoblu con il “Grifone” sul petto. A tratti gli ultimi 20’ minuti pare siano un assedio genoano, ma è esemplare l’abnegazione di tutti i bianconeri a fare muro e aggredire ogni possessore di palla rossoblu atto a costruire l’azione. Bremer dimostra una volta di più quanto sia mancato la scorsa stagione, e Thuram giganteggia a centrocampo sia per muscoli che per intelligenza di gestione degli spazi e tempi di copertura e giocata. Il Genoa ci prova in ogni modo, ma la tenacia dei torinesi è ferrea a respingere ogni conclusione verso il proprio portiere. E quando, su calcio d’angolo, Di Gregorio pare non arrivarci, è l’incrocio dei pali a salvare la Juventus. Un pizzico di buona sorte che i piemontesi si sono andati a cercare lottando anche con la sciabola quando ve ne era necessità. Tosta di spirito e di gamba, ma anche lucida di testa la Juventus si è portata a casa la partita con merito e contro un Genoa che è uscito tra gli applausi del suo pubblico. Tre punti pesanti in un campo difficile che sono oro prima della pausa delle Nazionali e permettono di avvicinarsi al big match contro l’Inter con tranquilla consapevolezza di sé stessi.
A: Juve-Parma 2-0. La luce di Yldiz illumina la Juve. ( agosto 2025 ) La Juventus di Tudor vuole rientrare nell' Olimpo della Serie A e quindi lo stesso Tudor non si nasconde ambendo giustamente allo scudetto già dalla prima di Campionato. A Torino giunge un giovane Parma che può rappresentare un insidia se non affrontato col giusto piglio. I padroni di casa per tutto il primo tempo hanno il controllo della gara, ma non riescono a incidere più di tanto. Qualche traversone, un paio di tiri dalla distanza, ma nulla più. Anzi verso la fine della prima frazione è il Parma che con un rapido contropiede mette i brividi dalle parti della porta bianconera. Di tutt'altro spessore è la ripresa con le giocate che diventano più rapide e più incisive. C'è molta più forza e cattiveria nel voler far male all'avversario da parte dei bianconeri. Yldiz sale in cattedra come un vero numero 10 a illuminare ogni giocata della propria squadra. Suzuki deve ringraziare il palo e anche la sua bravura nel riuscire ad essere pronto sulle conclusioni juventine. Ma non basta quando il 10 turco supera il blocco a sinistra nell'aria parmense ed entra dribblando i difensori. Ecco che il suo rasoterra nell'area piccola trova il tocco vincente e opportunista del nuovo acquisto avanzato David. A complicare una gara in netta ascesa arriva l'espulsione per gesto di reazione da parte del capitano Cambiaso. A ben vedere il cartellino rosso è sembrato anche fin troppo eccessivo. Sta di fatto che la Juve si compatta ma non si limita a tenere lontano l'avversario. È La squadra di Tudor che con Vlahovic entrato in campo trova infatti il 2-0. Ed è proprio il discusso attaccante, che pare con un piede fuori dalla porta della Continassa, che fa partire il contropiede del 2-0 dalla metà campo. Triangolo con Yldiz ,il turco giunto in aria riconsegna la palla a Vlahovic che di prima non sbaglia sottoporta. Solo un ultimo sussulto da lontano del Parma che chiama in causa dalla distanza di Gregorio verso la fine ma il risultato non cambia. Una Juve ovviamente come tante altre squadre ancora in cantiere ma è riuscita nell'obiettivo di portare a casa tre punti. Già da questa sua prima vittoria è emersa un'idea di concreto gioco dove le qualità dei singoli possono illuminare. Tudor da giocatore era infatti un pratico e concreto elemento e sta trasferendo la sua determinazione di utilizzare ogni risorsa fisica tecnica e mentale del singolo giocatore per raggiungere lo scopo della squadra ovvero la vittoria. Se questo è l'inizio della nuova stagione bianconera Yldiz, pare essere già il faro illuminante e anche Bremer, ritornato in campo dopo un lungo stop, ha dato sicurezza alla difesa. Ancora una settimana di mercato ci dirà se nulla cambierà rispetto alla squadra in campo questa sera al suo debutto in Serie A e se Vlahovic rimarrà in squadra come elemento determinante o se partirà, se sarà sostituito oppure rimarrà in casa con un separato. Il segnale comunque la Juventus l'ha lanciato alle altre Big che puntano più o meno dichiaratamente al tricolore finale.
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