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Juve  Inter   Milan       e le altre 17 stelle                 

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Risultati GIORNATA Serie A 

                     

18/01/2026 giornata 21 Goal Goal
Bologna Fiorentina 1 2
Cagliari Juve 1 0
Cremonese Verona 0 0
Lazio Como 0 3
Milan Lecce 1 0
Napoli Sassuolo 1 0
Parma Genoa 0 0
Pisa Atalanta 1 1
Torino Roma 0 2
Udinese Inter 0 1

    

   

       

            

Classifica PUNTI

                


Squadra Punti
1 Inter 49
2 Milan 46
3 Napoli 43
4 Roma 42
5 Juve 39
6 Como 37
7 Atalanta 32
8 Bologna 30
9 Lazio 28
10 Udinese 26
11 Sassuolo 23
12 Torino 23
13 Parma 23
15 Cremonese 23
14 Cagliari 22
16 Genoa 20
17 Lecce 17
18 Fiorentina 17
19 Pisa 14
20 Verona 14

        

     

       

 

        

Risultati GIORNATA COPPA

                 

7'Giornata   

           

20-gen Inter Arsenal 0 0
21-gen Juve Benfica 0 0
20-gen Copenhagen Napoli 0 0
21-gen Atalanta At.Bilbao 0 0
22-gen Roma Stuttgart 0 0
22-gen Bologna Celtic 0 0

  

    

 

COPPA ITALIA

 

Ottavi . .

03/12/2025 Atalanta Genoa 4 0
04/12/2025 Bologna Parma 2 1
27/01/2026 Fiorentina Como 0 0
03/12/2025 Inter Venezia 5 1
02/12/2025 Juve Udinese 2 0
04/12/2025 Lazio Milan 0 0
03/12/2025 Napoli Cagliari 10r 9r
13/01/2026 Roma Torino 2 3

  

Stagioni

     Juventus      Inter      Milan

 

 


 

IL PUNTO SULLE FINALI DI COPPA EUROPEA

Finisce la stagione 19/20 tra rimpianti e successi

( agosto 2020 )


Ultime due partite per chiudere questa stagione che verrà ricordata a lungo, probabilmente mai dimenticata, per via dello stop di tre mesi dovuto alla pandemia che ha tristemente mietuto centinaia di perdite tra amici e famigliari in tutto il Mondo. Sportivamente e socialmente è stato quasi un mezzo miracolo terminare tutti i campionati in un modo o in un altro e pure le Coppe Nazionali e quelle Internazionali. Le ultime due sfide, le finali di Europa League e di Chmapions sanciscono il termine della stagione 2019/2020. Quando normalmente i ritiri sarebbero stati già iniziati dal oltre un mese e mezzo e i Campionati già intrapresi, oggi cominciano delle brevissime vacanze per gli ultimi giocatori di quattro formazioni. Fra esattamente ventisei giorni inizierà il Campionato Italiano ed ancora non si sa nulla delle Coppe europee e lo stesso Milan dovrà disputare un paio di turni preliminari, se non verranno cambiate regole per diminuire le sfide. Oltre infatti alla problematica di essere giunti molto avanti con le tempistiche, non si può scordare che il “Virus” che purtroppo abbiamo conosciuto, non è scomparso, è ancora tra noi pericoloso e limitante per diverse attività e tutte quelle che comportano anche un minimo di aggregazione. I rientri dalle vacanze stanno già ora dimostrando l’impennata, seppur prevista, dei contagi. Il 19 settembre dovrebbe aprirsi la stagione di Serie A e con ogni probabilità, ancora con gli stadi deserti. Un peccato sicuramente dal punto di vista dello spettacolo e della passione, ma un prezzo minimo da dover pagare sull’altare della responsabilità e della sicurezza di tutti. Nel frattempo il Siviglia ha portato a casa la sua sesta Europa League, ai danni della nostra Inter e lo stesso numero di coppe ha messo in bacheca il Bayer Monaco, ma della più importante e prestigiosa Champions sconfiggendo per 1 a 0 la debuttante per una finale Paris S.G. ricca di campioni, ma tradita proprio dalle sue stelle. Vittorie risicate, per un solo goal, testimonianza per entrambi i match, di un buon equilibro nelle due sfide ed in ambedue le finali ha prevalso la maggior esperienza e coralità di manovra che non le singole giocate dei campioni. Come il portiere del Siviglia salva il possibile 3 a 2 per l’Inter, lo stesso compie uno spettacolare Neuer fermando due e tre volte tra Neymar e Mbappé e Di Maria. Portieri sugli scudi e controllo maggiore della gara per via di un’organizzazione di manovra superiore hanno permesso alla spagnola e alla tedesca di far pesare la maggiore caratura europea ai danni dell’italiana e della francese. Il Paris era la prima volta che giungeva alla finale della Coppa dalle “Grandi Orecchie” ed è stato il sesto club francese a giocarsela, compreso la Coppa Campioni, mentre l’Inter è la prima squadra italiana a disputare l’Europa League da quando ha preso il posto della Coppa Uefa. Merito per chi ha vinto, ma anche applausi per chi è giunto con valore alla sfida finale, costruendo un tassello importante dal quale ripartire e crescere per vincere rimanendo nel tempo competitivi. Riposo, responsabilità per il periodo che stiamo attraversando e buon mercato a tutti per la stagione che tra non molto partirà.

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IL PUNTO SU SEMIFINALI DI COPPA EUROPEA

Ed ora le due finali

( agosto 2020 )


Le quattro finaliste delle due competizioni europee sono in tabellone. Una tedesca contro una francese in Champions, entrambe le corazzate e più forti indiscusse dominatrici del rispettivo campionato, mentre nella Europa League, vi sono un italiana ed una spagnola, rispettivamente inseguitrici al secondo posto e quarto/terzo delle capoliste dei relativi campionati. Se il Bayer Monaco, non è certo una sorpresa, anzi lo sarebbe la sua mancanza, soprattutto dopo la tennistica vittoria contro i ruderi del Barcellona di Messi, il Paris S.G. si avvicina alla finale come debuttante. Nonostante da anni padroneggi incontrastata in Francia e annoveri in ogni suo reparto tra i migliori giocatori al Mondo, a parte i due extra terrestri argentino e portoghese, non è mai giunta in fondo alla competizione. I parigini sono fortissimi come individualità, ma non hanno mai fatto della coesione di gruppo e della coralità collettiva un’arma e dinanzi a squadre quasi paritarie come qualità di calciatori, hanno sempre sofferto e deposto le armi. Dopo la, purtroppo per noi, eliminazione dell’Atalanta all’ultimo minuto, dove per una buon’ora i bergamaschi hanno proprio con il gioco di squadra messo in scacco i talenti del Paris, la facile vittoria sul Lipsia per 3 a 0 ha mostrato finalmente un gruppo coeso che potrà essere l’arma in più contro la solida qualità tedesca. Il Bayer infatti, in seguito allo smantellamento con otto reti rifilate nientemeno che al Barcellona, ha mostrato la sua forza granitica di squadra ordinata, di qualità, determinata anche in semifinale con un secco 3 a 0 rifilato alla rivelazione Lione, che aveva sorprendentemente eliminato a sua volta due calibri da novanta quali la nostra Juventus e lo stellare Mancester City di Guardiola, quindi da prendere con le dovute precauzioni. Finale di eccelso livello, dove l’altissimo spessore tecnico dei gioielli francesi se la vedrà con la coralità teutonica dell’esperta corazzata germanica. Di elevato profilo anche la finale di Europa League. La nostra rappresentante italiana, dopo un finale di Campionato che l’ha vista terminare vicina alla vincitrice, come non accadeva da almeno nove anni, rivede una finale europea dopo dieci anni esatti dal leggendario Triplete. La qualità non manca in nessun reparto, anche se la rosa non troppo ampia non lascia molte alternative di grado da titolare al suo combattivo allenatore. Una formazione fatta di talenti ma di forza atletica e corsa che tira via il fiato e le idee all’avversario per colpirlo rapidamente come un martello. La pressione dell’Inter dovrà vedersela con l’ottimo e veloce giro palla spagnolo del Siviglia che terminato al quarto posto a pari punti dell’Atletico Madrid, ha eliminato senza troppi problemi e con merito la nostra Roma e niente meno che il Manchester United di campioni come Pogba. Gente come Suso o Banega, ex di Milan e Inter sanno dare del tu al pallone come pochi altri e i nerazzurri dovranno fare molta attenzione alla rapidità e precisione di giocata del Siviglia, che non dimentichiamolo, detiene il record di Europa League in bacheca, con ben cinque successi da quando esiste, dei quali tre in questo decennio.

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IL PUNTO SU QUARTI DI COPPA EUROPEA

Doppietta mancata per tre minuti

( agosto 2020 )


Su cinque formazioni italiane, due erano rimaste a giocarsi la sfida nei quarti, entrambe lombarde ed ambedue nerazzurre. Nella Coppa maggiore, quella dalle “Grandi Orecchie” vi è la piccola, ma orami non troppa, “DEA” bergamasca, mentre nella pur affascinante, ma meno prestigiosa Europa League la titolata e ben più famosa “Beneamata” meneghina. L’Inter ha disputato una gara finalmente da vera squadra ad immagine e somiglianza del suo allenatore per tutti i novanta minuti, recuperi compresi, senza perdere concentrazione contro un avversario tedesco, senza dubbio alla sua portata, ma ostico, di qualità e combattivo. Il 2 a 1 a favore degli italiani non tragga in inganno, il vantaggio poteva e doveva essere ben più cospicuo. Questa è anche la lacuna più ampia del match, che è una prerogativa di tutta la stagione, pre e post lockdown, cioè quella di non chiudere le sfide. Proprio in terra di Germania, l’Inter in inverno perse la qualificazione in Champions; in vantaggio di due reti si fece rimontare nel secondo tempo e ribaltare. Ma questa squadra pare cresciuta, di testa, di gruppo e di condizione dalle ultime gare di Campionato, così come nelle due in Coppa contro Getafe e Bayer Leverkusen. Passaggio meritatissimo in semifinale che vedrà i nerazzurri giocarsela contro lo Shakhtar Donetsk. Gli ucraini sono una recentissima conoscenza italiana, visto che sono stati buttati fuori dal girone di Champions, proprio dalla “DEA”. All’andata nelle prime tre gare perse vide infatti la sconfitta in pieno recupero per 2 a 1 in casa, ma nella sfida di ritorno i bergamaschi si aggiudicarono i preziosi tre punti qualificazione battendola in trasferta con un secco 3 a 0. Dagli ucraini passiamo proprio all’Atalanta che ha fatto sognare non solo i suoi tifosi, ma anche il resto degli italiani, con i suoi successi continentali e dal gioco espresso. Anche in questi quarti di finale contro la formazione che probabilmente annovera tra le sue file il più nutrito numero di campioni, i campioni, il Paris S.G. Un primo tempo da favola, dove nei primi venti minuti, i transalpini non capivano come arginare la marea nerazzurra e allo stesso tempo non riuscivano ad abbozzare nessuna trama offensiva, se non per errori degli stessi lombardi. Ebbene l’Atalanta finisce il primo tempo a buon diritto in vantaggio, con l’unico rammarico di averlo chiuso solamente con una rete di vantaggio. Una lacuna che costerà cara. Il secondo tempo provano ancora gli uomini di Gasperini a mantenere il pressing feroce e asfissiante della prima frazione, ma alla mezz’ora dal termini è chiaro che la cosa è impossibile. Oltre tutto se dalla panchina della “DEA” entrano a dar manforte Castagne e Da Riva, e dall’altra parte gente come Mbappé che affianca il leader in campo che si chiama Neymar, c’è poco da commentare. E’ un peccato, in tre minuti dalla qualificazione si passa all’eliminazione diretta neppure passando dai supplementari. Se Gasperini ha grandi pregi per gli anni di ottimo calcio e grandi risultati a Bergamo ha anche un limite tattico e organizzativo. Non si può giocare allo stesso modo sempre e lasciare per quattro cinque volte campo libero per contropiedi fulminanti al terzo e quarto giocatore più forti al Mondo dopo gli extra terrestri Messi e Ronaldo. E’ un errore capitale. E quando vedi i tuoi calciatori in chiaro affanno atletico, devi dargli supporto con uno schieramento conservativo, studiando già in precedenza sistemi e uomini per arginare i gioielli avversari. Forse è questo il limite di un bravissimo allenatore che al vertice di squadre che devono vincere assolutamente pagherebbe dazio come è accaduto sotto il tetto di Moratti. Peccato, potevamo avere due semifinaliste nelle due competizioni, ed invece il Bel Paese da cinque club, si ritrova ad aggrapparsi soltanto all’Inter. Appuntamento al 17 agosto.

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IL PUNTO SU OTTAVI DI COPPA EUROPEA

Quarti da nerazzurri

( agosto 2020 )


Terminato il Campionato Nazionale, anche degli altri paesi continentali dove era stato ripreso nel post lockdown, ci si è buttati esattamente dove ci si era bloccati. L’unica formazione “nostrana” ad aver concluso gli ottavi sia di andata che di ritorno furono, ai primissimi di marzo, gli uomini di Gasperini che si imposero in entrambe le sfide contro il Valencia. In gioco ora vi erano Juve e Napoli in Champions che dovevano entrambe ribaltare il risultato sfavorevole, ma non irrimediabile, dell’andata. In Europa League, invece Inter e Roma, per il nuovo regolamento post Covid-19 intento ad abbreviare la competizione, scontro secco in terra di Germania contro rispettivamente Getafe e Siviglia. Quindi per raggiungere la DEA ai quarti avevamo ben quattro formazioni. La prima a cimentarsi è stata l’Inter, obiettivamente il match più abbordabile. Ma il 2 a 0 non tragga in inganno. Il Getafe per diversi tratti ha messo i brividi ai Contiani e quel rigore sbagliato a venti minuti dalla fine dagli spagnoli poteva aprire a brutti scenari nerazzurri. Comunque pratica sbrigata e quarti raggiunti che vedranno la milanese vedersela contro i tosti del Bayer Leverkusen. Poi … il nulla. Se la sfida di ritorno al Camp Nou vedeva i ragazzi di Gattuso a dover compiere quasi l’impresa contro il Barcellona di Messi, costretti a vincere o quantomeno pareggiare dal 2 a 2 in su, da Juventus e Roma ci si aspettava ben altro. I giallorossi sono stati strapazzati dal Siviglia. E anche vero che nel nuovo millennio sono i detentori del record di vittorie di questa competizione, che li ha visti negli ultimi quindici anni portarsela a casa per ben cinque volte, ma i ragazzi di Fonseca potevano e dovevano dare molto di più. Mai in partita, senza gambe e neppure senza grandi idee, dal primo all’ultimo minuto. Eppure poteva anche essere la carta per entrare nella prestigiosa e ricca Champions League. Probabilmente gli ennesimi riassetti societari hanno contribuito a non tenere alta la concentrazione da parte di allenatore e calciatori. La grande delusione deriva dalla nostra più titolata formazione. I Campioni nazionali bianconeri hanno sì vinto, ma non abbastanza per ribaltare lo 0 a 1 rimediato a Lione. Troppo Ronaldo per questa Juventus, che nonostante un’altra sua partita europea da 8 in pagella, non può in ogni occasione salvare i suoi compagni, troppo poco leader di se stessi per creare e superare gli avversari europei. A pagare il conto è stato l’allenatore dopo neppure ventiquattro ore esonerato. Se l’ex Chelsea e Napoli era stato preso per conferire qualità di gioco e bellezza di manovra ad una squadra già ultra che vincente e competitiva, certamente non vi è mai riuscito. In cinquanta partite da allenatore della “Vecchia Signora” forse sono stati quattro o cinque i match dove si è intravista la qualità di squadra. Nelle altre occasioni le individualità di spicco più elevate in campo pensavano a risolvere le sfide incagliate su pallidi pareggini. Il Napoli vi ha messo cuore e anima, ma un Koulibaly fuori forma ha concesso da solo quasi due goal ed un Messi di troppo non hanno permesso ai partenopei di passare il turno. Ma la prestazione, specie nel secondo tempo c’è stata e da qui può ripartire la squadra campana, forte anche di un trofeo messo in bacheca più che meritatamente, come la Coppa Italia, non così scontato. Rimangono nelle due competizioni a difendere i colori nazionali i due club che all’azzurro affiancano il nero, nella speranza che possano fare meno vacanze possibili, giungendo alle rispettive finali. A settimana prossima per vedere se si apriranno le porte delle semifinali. Entrambe hanno le loro possibilità di successo.

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IL PUNTO SULLA 38° GIORNATA

I valori sono emersi alla fine come ogni Campionato

( luglio 2020 )


Il più grande risultato di tutti è l’essere riusciti a terminare questo Campionato di calcio e oltre tutto senza problemi di sorta. Non era così scontato a metà giugno con le famiglie italiane che combattevano per fronteggiare la pandemia e l’ultimo dei pensieri di tutti era quello di vedere una partita di pallone. A stadi chiusi si è ripreso, ma è stato calcio vero, pieno di emozioni dalla punta della classifica sino al suo termine con tanti capovolgimenti di fronte. Imperioso e da record il Milan di Pioli e Ibrahimovic che dalla ripresa post Covid-19 non sanno cosa voglia dire sconfitta e sono stati la macchina da goal più prolifica del continente. Il Lecce con coraggio ci ha provato sino alla fine ma si è arreso con il Parma con una partita piena di goal, ma anche se avesse vinto, il Genoa aveva fatto il suo contro un Verona in vacanza. Liverani scende in B con dignità e meritevole di conferma, a differenza di un Brescia arrendevole ed una SPAL sin troppo spaesata e fuori categoria. Secondo posto ad appannaggio dell’Inter che con le due ultime non scontate vittorie contro Napoli e Atalanta, specie quest’ultima alla trentottesima giornata, gli ha permesso di superare gli ottanta punti in classifica come l’anno del Triplete. Ma per Conte terminare secondi ad un solo punticino dalla Juventus pare più un grosso rammarico di una sconfitta dovuta ad errori societari. Il leader dovrebbe caricare i propri uomini e dirigere chi sta sopra di lui, non demolendo e creando inutili tensioni. Ed in vista della prossima stagione o addirittura nell’imminente sfida di Europa League certi sfoghi fuori luogo nei modi e nei tempi, non saranno ben accolti dai vertici, che hanno ben pagato il mister anche per fare da parafulmine nelle situazioni più difficili. Le quattro squadre migliori del Campionato sono andate in Champions, ma il lockdown ha ribaltato certi valori. Molto rammarico rimane al Diavolo, perchè in questa ripresa ha dimostrato di potersela vedere sotto ogni punti di vista contro le più grandi, non solo nazionali, ma potrà essere un’arma in più comunque europea, per l’Italia, nella prossima stagione, sempre che riesca a mantenere quanto di buono fatto vedere dal 22 giugno. La Lazio anche uscendo sconfitta da Napoli, che non aveva alcun obiettivo a differenza degli uomini di Inzaghi, è stata quella che ha subito più di tutti il Covid-19, lasciando molti dubbi sull’anno che verrà. Bravissimo Gattuso, che a differenza di allenatori che prendono dieci e passa volte di più di quanto percepisce da De Laurentis, ha raccolto uomini dispersi in mare senza più meta, conferendogli coraggio, stimoli e senso di appartenenza, senza dimenticare che ha messo in bacheca un Trofeo, cosa che non possono dire altri mister, almeno per ora. Ora, tutti a riposo tranne le cinque formazioni che dovranno difendere i colori nazionali in ambito europeo nelle prossime tre settimane, nella speranza che il maggior numero di esse possa rimanere impegnata a lungo sino al termine.

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IL PUNTO SULLA 37° GIORNATA

Beffa Milan, secondo posto spettacolo e Lecce speranza

( luglio 2020 )


Penultima giornata di questo storico Campionato che ricorderemo a lungo per via della triste e cattiva pandemia che ha portato dolore e angoscia non solo in Italia, ma in tutto Mondo. Ed ancora aleggia pericolosa su tutti e tutto, anche se si prova ad andare avanti, come lo stesso calcio professionistico sta facendo da più di un mese. La Juventus gioca la sua prima partita da nuovissima Campione d’Italia e poco importa se le tre inseguitrici riducano il gap a sole quattro e cinque lunghezze, la matematica non lascia scampo neppure considerando la prossima e ultima partita. Ma uno degli argomenti chiave della trentasettesima sfida è proprio riguardo alle tre alfiere della capolista. Inter, Atalanta e Lazio si sono portate a casa i tre punti. L’Atalanta in rimonta sul finale ( una sua specialità affondare gli avversari nel secondo tempo ) a Parma, facile e quasi scontata la vittoria laziale sulla retrocessa Brescia mentre l’Inter si guadagna il successo al Meazza contro un bel Napoli, grazie ad una prova solida. La seconda piazza porta soldi ma anche sicurezza totale come la terza in classifica. Infatti la quarta piazza, per ora ad appannaggio dei biancocelesti se Roma e Napoli ( difficilissima combinazione ) dovessero alzare al cielo le rispettive coppe europee in agosto, non disputerà la Champions ma l’Europa League, dato che la Roma e Napoli andrebbero di diritto nella Coppa dalle “Grandi Orecchie” anche se fuori dalle prime quattro. Infatti il regolamento Uefa prevede per Nazione, che non si possano avere più di cinque squadre in questa prestigiosa manifestazione. Un punto per tre squadre e nessuna partita facile. Infatti sarà derby lombardo nerazzurro e la Lazio sarà a Napoli, che non vorrà terminare il campionato nuovamente sconfitto, conoscendo Gattuso. Anche per l’influsso benefico che porterebbe terminare alle spalle a pochissima distanza dai Campioni d’Italia, il secondo posto è ambitissimo. Il Milan nonostante una bellissima e imperiosa vittoria fuori casa si deve accontentare dei preliminari di Europa Leauge, dato che la Roma vincendo a Torino si è mantenuta i quattro punti di vantaggio sui rossoneri. Un Milan formato Champions ripartirà con il fardello delle partite di qualificazione ai gironi, un vero peccato visto la mancanza di tempi di recupero estivo. Per tutto il resto nessun obiettivo, dal sesto posto in giù, tranne quello della salvezza che vale forse più di uno scudetto. Miracolosamente il Lecce di Liverani vincendo con coraggio a Udine ha ridotto ad un solo punticino il distacco con il Genoa, uscito tramortito da una manita da Sassuolo. In un momento della giornata i pugliesi erano matematicamente già retrocessi ed invece si giocheranno tutto negli ultimi novanta minuti anche se non sarà facile per il Lecce. Saranno costretti a vincere, perchè con un pareggio andrebbero a pari punti se i genovesi perdessero in casa contro il Verona, ma sarebbero in svantaggio negli scontri diretti. Oltre tutto dovrebbero chiedere un grande favore al Verona di giocarsela anche se priva di obiettivi per non regalare i tre punti ai rossoblu. Quindi grazie alla lotta serrata per le il secondo posto e altrettanto per non prendere il terz’ultimo regalerà ancora spettacolo ed emozioni.

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IL PUNTO SULLA 36° GIORNATA

Juventus Campione d’Italia ma ancora sentenze da ufficializzare

( luglio 2020 )


Era questione di tempo. La Juventus ci ha messo del suo per tenere viva la speranza nelle inseguitrici più vicine, a tenere vivo ancora il Campionato stesso, ma tra Inter e Lazio hanno fatto a gara a chi scivolava di più. Dal post lockdown i primi hanno perso un punto e i laziali ben sette sulla Vecchia Signora. Atalanta e Milan sono state le uniche a recuperare sulla capolista, ben quattro punti, ma erano troppo lontane per impensierirla, anche se i bergamaschi, specie nello scontro diretto, qualche brividino lo hanno fatto scorrere sulla schiena di Sarri. Era ed è la squadra più forte ma il Covid-19 ha rimescolato molto le carte. La Lazio paradossalmente è quella che ha subito di più. Prima del lockdown andava come un treno ed era ad un solo punto dalla capolista, avendo anche vinto lo scontro diretto e pure lo scontro in Super Coppa Italiana, ma alla ripresa ha perso tutto lo smalto e la forza dirompente che aveva. Il vantaggio fisico e psicologico di non avere distrazioni come le due Coppe ( nazionale ed europea ) era svanito perchè tutte le altre formazioni di vertice si son potute concentrare sul Campionato e questa freccia non era più presente nella faretra d’Inzaghi. In questa giornata, Inter e Lazio hanno vinto bene e con l’Atalanta tutte racchiuse in un punto di distacco se la giocheranno sino all’ultimo per essere il “Vice Juventus”. Non che rimarrà negli annali, ma fa morale e anche bilancio, visto che tra la seconda piazza e il quarto posto ballano più di una decina di milioni di euro di premio. Praticamente lo stipendio netto di Antonio Conte. Guerra aperta anche per la quinta piazza che vuol dire ingresso in Europa League senza perdita di energie attraverso pericolosi preliminari. La Roma ha allungato grazie a due rigori sul Milan che ha disputato una brillante sfida con la più pericolosa avversaria del momento a livello continentale, la DEA. Quattro punti di distacco per il Diavolo non sono pochi ma i giallorossi hanno ancora la capolista da incrociare. Lotta salvezza che ora vede solo due formazioni in ballo. Dopo che Brescia e SPAL si sono decretate retrocesse nelle scorse giornate, dopo la sconfitta a marassi dei genoani da parte dell’Inter, il Lecce non è riuscito a guadagnare neppure un punto dato che il Bologna si è aggiudicato il bottino pieno in una lotta serrata. Come tra Roma e Milan, anche qui vi sono quattro lunghezze di distacco a svantaggio dei pugliesi e con soli sei punti ancora a disposizione. Entrambe le formazioni dovranno vedersela contro club che non hanno più obiettivi, ma in Emilia la bologna è risultata indigesta ai leccesi, nonostante i ragazzi di Mihalovic non avessero traguardi ambiziosi dinanzi. La trentaseiesima giornata ha decretato anche la matematica salvezza sia per il Torino che per l’Udinese, che specie i friulani dopo un avvio post Covid-19 da incubo hanno iniziato ad anellare prestazioni convincenti e soprattutto punti, fregiandosi di aver battuto anche i detentori e nuovi Campioni d’Italia. Scudetto quindi assegnato ma ancora due giornate ricche di spunti dall’alto come in basso, senza scordare una classifica marcatori che vede Ronaldo e Immobile in un serrato testa a testa ad altissima quota visto che si superano i trenta goal.

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IL PUNTO SULLA 35° GIORNATA

Scudetto rinviato, posti europei assegnati e Brescia ai saluti

( luglio 2020 )


Ora mancano solo tre partite al termine, nove punti in totale a disposizione. La Juventus chiude la giornata con la sorpresa della sconfitta. L’ennesima rimonta subita che, momentaneamente, lascia aperto ancora uno spiraglio matematico per le tre inseguitrici. Difficile pensare che la Vecchia Signora non riesca a fare almeno tre punti incontrando in casa prima la Sampdoria di Ranieri, in seguito il Cagliari in Sardegna e per finire la Roma sempre tra le mura amiche. Specie le prime due sfide sono contro avversarie che non hanno più nulla da dire al Campionato e solo i “Lupacchiotti” devono vedere se giocarsela ancora per il posto Europa League con o senza preliminari. Cosa non da poco considerando la situazione contingente che ha ristretto i tempi in modo quasi ingestibile per un allenatore e la preparazione atletica e tattica. Milan e Roma con le loro vittorie si sono assicurate la qualificazione continentale comunque, e la stessa Lazio con i tre punti sui sardi risulta tranquilla del posto in Coppa Campioni. Bisogna vedere dal punto di vista dell’immagine se ci si arriva da quarti o meglio attraverso il podio. L’Inter è scivolata un’altra volta in un’ulteriore vittoria mancata, anche se ad onor del vero la sfortuna e la bravura del portiere avversario ci ha messo bene lo zampino. Con due pareggi consecutivi perde momentaneamente la seconda piazza a favore della DEA che si trova a sei lunghezze dalla capolista. I sogni sono belli da vivere e la vita serve anche per esaudirli, ma ci vorrebbe una combinazione di fattori che solo un miracolo potrebbe far accadere. Oltretutto tra le tre partite mancanti l’Atalanta deve incontrare le due milanesi e specie con i rossoneri non sarà una passeggiata, visto che l’andamento generale post Covid-19 vede i ragazzi di Pioli primeggiare globalmente su tutti, persino sulla miracolosa stella bergamasca. Per coloro che hanno raggiunto già qualche minimo obiettivo, e altri che sognano ancora di arrivare a concretizzare il proprio, c’è chi purtroppo ne esce senza più nessuna possibilità, come il Brescia, che nello scontro diretto con il Lecce, vede i pugliesi uscirne con la vittoria che vuol dire ancora speranza per loro. Alla pari del Genoa, che grazie all’importantissima vittoria nel derby ( cosa che non accadeva da ben quattro anni ), tiene a distanza di sicurezza i terz’ultimi. Solo altre due squadre possono ancora essere coinvolte nella lotta retrocessione, Torino e Udinese, ma obiettivamente sono la prima a sei punti e la seconda a sette, una buona soglia di camomilla. Fra due giornate ci sarà proprio lo scontro tra i fiulani ed i pugliesi, ma per allora i giochi potrebbero essere già scritti. Sicuramente è ancora avvincente il Nostro Campionato e i punti di interesse non mancano dal primo all’ultimo posto.

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IL PUNTO SULLA 34° GIORNATA

A quattro giornate dal termine i primi verdetti ufficiali

( luglio 2020 )


Dodici punti alla fine, tanti, pochi oppure inutili per alcuni nel bene e nel male. A quattro giornate dal termine dopo la chiusura della 34° giornata, alcune sentenze incontrovertibili a prescindere dai prossimi risultati sono state ufficializzate. La più evidente e importante è che la SPAL rappresenta la prima formazione che retrocederà nella Serie B. Lo scontro diretto con la sua dirimpettaia lombarda ha visto le “Rondinelle” prevalere conferendogli, almeno a lei, un lumicino ancora di speranza. Anche se la fondamentale vittoria nello scontro diretto del Genoa sul Lecce ha lasciato invariati i nove punti di distacco dal posto salvezza. Salvezza che, altro verdetto, è giunta matematica anche per due nobili come Fiorentina e Sampdoria. Per entrambe, all’inizio della ripresa dal post Covid-19 è stata povera in termini di risultati, mettendole ad una manciata di punti dallo spettro della retrocessione. Ma con gli ultimi risultati positivi e specie questa recente vittoria, entrano a far parte di quel gruppo sempre più numeroso che annovera già Cagliari, Bologna, Verona e Parma, ovvero club che non devono chiedere più nulla dalle prossime partite, anche se a quest’ultima serve ancora un solo punto su dodici disponibili per decretarne la salvezza matematica. Allo stesso tempo il Verona, con il pareggio in casa con la DEA ha visto quasi allontanarsi ogni sogno di preliminari d’Europa League, dato che anche vincendole tutte andrebbe a 57 punti, con l’attuale sesto e settimo posto a già 56 punti. Atalanta che non andando oltre ad un solo punto ha riperso la seconda piazza a favore dei cugini di tinta milanesi, ma allo stesso tempo grazie alla mancata vittoria della Roma proprio sull’Inter, l’altro verdetto è che la coppia nerazzurra è ufficialmente in Champions League. L’Inter dopo l’anno successivo al Triplete è la prima volta che vi arriva senza affanni all’ultimo minuto, mentre la DEA bergamasca si consacra per il secondo anno di fila come tra le big delle squadre nostrane. Senza dimenticare che deve ancora disputare i quarti di finale della prestigiosissima manifestazione Continentale. La Roma stava riaprendo, anche se flebili, le possibilità di rimettersi in gioco per il quarto posto, ma l’errore di Spinazzola che ha permesso all’Inter di pareggiare quasi allo scadere, non gli ha fatto recuperare punti su quelle che le stanno davanti e le partite che mancano scarseggiano. Di contro le due nerazzurre seppur felici della sicura qualificazione che più conta in termini sportivi ed economici, non recuperano sulla capolista, come avrebbero voluto, ed hanno entrambi un calendario con più ostacoli di quello che ha la Signora, anzi, vede proprio le due compagini lombarde scontrarsi tra di loro all’ultima giornata. La Roma stessa deve preoccuparsi delle due agguerrite inseguitrici che a sole due lunghezze potrebbero strapparle il quinto posto che permette di accedere senza preliminari all’Europa League, competizione che può ancora sognare il Sassuolo seppur sia uscita con un solo punto da Cagliari. Scontri bellissimi e potenzialmente risolutivi attendono la prossima giornata, come Brescia che gioca a Lecce, ultime speranze per entrambe, sempre che il derby della “Lanterna” sia ad appannaggio della squadra di Ranieri. Per non dire del Sassuolo che si gioca direttamente la possibilità di accorciare a tre punti la distanza dal posto Continentale, oppure dall’altra parte, del Milan, di mettere al sicuro almeno il settimo posto. Senza scordare che la stessa Juventus, potrebbe celebrare lo scudetto, il nono di fila, con tre giornate d’anticipo, grazie al successo sulla Lazio. Otto punti sull’Inter su dodici disponibili sono una buona assicurazione di successo per Sarri & C.

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IL PUNTO SULLA 33° GIORNATA

Spettacolo, emozioni, ribaltamenti e rassegnazioni

( luglio 2020 )


Si stanno delineando oramai tutte le situazioni in ogni settore di classifica, ma a cinque giornate dal termine, ancora la matematica non ha avuto il sopravvento su nessuna speranza. Nonostante l’ennesima sconfitta dell’ultima in graduatoria, grazie al fatto che anche le altre tre che la precedono non hanno fatto punti, una minima, piccolissima illusione rimane nel riuscire a permanere nella Categoria Maggiore. Se per il Brescia la sfida era la più probante, visto che la DEA è fuori catalogo persino per la capolista, Lecce e Genoa, rispettivamente terza e quart’ultima perdono malamente due sfide cruciali contro avversarie che gli erano sopra non di molto. Infatti Torino, Sampdoria e Fiorentina, grazie ai tre punti incamerati iniziano ad avere un vantaggio piuttosto rassicurante per la salvezza. Pure l’Udinese, con un solo punto, arriva ad avere sul Lecce ben sette lunghezze di tranquillità. Friulani che pareggiano contro una Lazio oramai irriconoscibile. Si è fermato il suo capocannoniere e pare che non riesca a rendersi più pericolosa, ma nonostante un solo punticino nelle ultime quattro gare, è ancora a soli otto punti dalla Signora. Capolista infatti che soffre ed è fortunata a non uscire da Sassuolo con una nuova sconfitta. Più che i due punti persi nei confronti delle due formazioni lombarde dai medesimi colori, a preoccupare Sarri, è la poca brillantezza mostrata in campo, sia in termini di corsa che di determinazione. Neppure la grande qualità dei suoi interpreti riesce a colmare le lacune di manovra come spesso è accaduto in altre circostanze. Potrebbe anche essere una scelta strategica di cercare di preservare le energie per la futura Champions League, dato che vincere il Campionato con venti punti di distacco ha lo stesso valore che vincerlo con due. La Roma e il Milan consolidano la loro supremazia a livello di Europa League grazie a due meritate vittorie. I rossoneri agguantano un Napoli frenato al pareggio da un buon Bologna e tengono a distanza di sicurezza un brillantissimo Sassuolo che pare l’unica vera sfidante che si può intromettere per l’ultimo posto continentale. Verona, Cagliari, Parma e Bologna costituiscono oramai il gruppo mediano che non ha più nulla da dire in un senso o nell’altro, solidamente distaccati dalle zone basse, ma troppo lontane oramai dalla settima piazza. Lo scudetto potrebbe riaprirsi nella prossima giornata. L’Atalanta a Verona incontra un gruppo senza troppi stimoli e potrebbe portarsi a casa l’ennesimo bottino pieno, approfittando dell’ennesimo passo falso della capolista che se la vedrà con chi è stata a lungo la sua più acerrima rivale questa stagione, ovvero la Lazio. I biancocelesti, qui si giocano il tutto e per tutto. Con una vittoria potrebbero riportarsi a sole cinque lunghezze dalla Signora e i bergamaschi a sole quattro. L’Inter ha forse lo scontro più arduo dato che all’Olimpico dovrà vedersela con una Roma in ripresa. Lupi che devono tenere a distanza Napoli e Milan, ma allo stesso tempo, neroazzurri che potrebbero sfruttare i gemellati laziali e mettere ancor più pepe addosso ai ragazzi di Sarri nel finale di stagione.

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IL PUNTO SULLA 32° GIORNATA

Spettacolo, emozioni, ribaltamenti e rassegnazioni

( luglio 2020 )


La Juve incredibilmente con un punto in due partite rafforza la sua leadership in classifica. La Lazio cadendo in casa contro un brillantissimo Sassuolo formato Europa, perde un’altro punto dalla capolista, facendosi agganciare dai neroazzaurri al secondo posto e vedendo la DEA negli specchietti retrovisori con gli abbaglianti accesi. I bianconeri superano, con molta buona sorte, l’ostacolo bergamasco e sono forti di ben 8 punti di vantaggio sulle due più dirette inseguitrici e 9 sull’Atalanta stessa. Un bottino rassicurante considerando i soli 18 punti ancora a disposizione. La prossima giornata potrebbe sancire la matematica assegnazione dei primi, importanti, quattro piazzamenti .I giochi sono molto più aperti per i posti in Europa League. La Roma fa un bel passo in avanti consolidando la sua onorevole quinta piazza solitaria, con due punti di vantaggio sul Napoli e quattro sul Milan che chiude al 7° posto. Bella sfida continentale proprio tra i partenopei e i rossoneri che spartiscono la posta, anche se gli azzurri hanno cercato maggiormente i tre punti, ma hanno dovuto vedersela con la caparbietà dei milanisti. Il sorprendente Sassuolo, dalla ripresa post Covid-19 non ha ancora visto la sconfitta, dopo i primi due pareggi con Inter e Verona per 3 a 3, sono giunte quattro brillanti vittorie consecutive dove ha sempre segnato almeno due reti. Legittimi i suoi sogni di agguantare i “Diavoli” a quattro lunghezze per la settima piazza. La prossima sfida sarà contro la Signora in casa e chissà che un pò di brividi non vengano alla capolista, specie considerando la DEA in stato divino, seppur a nove lunghezze. Verona e Bologna buttano letteralmente via i tre punti nei minuti di recupero, dicendo quasi addio alle speranze di qualificazione europee, mentre oramai Cagliari e Parma con i loro pareggi si trovano nella classica situazione di limbo dove possono essere quasi tranquilli della salvezza ma allo stesso tempo è arduo crearsi degli obiettivi da raggiungere. I ragazzi di Ranieri fanno un grande balzo verso la salvezza tranquilla battendo l’Udinese in trasferta agguantandola, scavalcando il Torino e mettendo sei bolle di ossigeno per la permanenza in Serie A. Colpi da box tra Lecce e Genoa. La scorsa giornata erano i pugliesi ad essere virtualmente salvi al quarto posto, ma per via dello sfortunato pareggio dei leccesi che hanno profuso grandissimi sforzi a Cagliari, in combinazione con la facile vittoria del Genoa contro la SPAL, ora si sono ribaltate le sorti. Destini che oramai paiono segnati per i ferraresi ed i bresciani, non solo per le sconfitte subite ed i troppi punti di distacco in sole sei partite rimanenti, ma per l’atteggiamento di rassegnazione visto in campo. In effetti con diciotto punti ancora in gioco recuperarne nove e undici, più che un miracolo pare una grazia divina.

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IL PUNTO SULLA 31° GIORNATA

Ma vuoi vedere che tra i tre litiganti, il quarto ...

( luglio 2020 )


Giornata da matita rossa per le squadre sul podio. Juventus, Lazio e Inter, tutte e tre ad un certo punto della gara si sono trovate in vantaggio, ma si fanno le prime due ribaltare e la terza raggiungere. Per la capolista è un passaggio a vuoto, brutto e poco prevedibile visto anche la bella gara giocata per un’ora; di certo non compromette nulla visto che le altre due hanno una perso e l’altra pareggiata e rimangono 7 punti di vantaggio sulle aquile romane e ben 10 sul “Biscione” milanese. Innegabile che la capolista non può permettersi un altro blackout in gara in corso nella prossima sfida, perché a Torino si presenta la formazione più in forma d’Europa, la strabiliante Atalanta. La DEA, dopo essersi preso il podio più basso ai danni dei cugini di colore più blasonati, se dovessero fare i corsari allo Juventus Stadium, si porterebbero a 6 partite dal termine a 6 punti di distacco dalla Signora e allora chi la fermerebbe veramente più la marea bergamasca? Le tre big da Europa League, non mettono ancora in cassaforte il posto nella competizione di accesso continentale ( Napoli a parte ), ma una bella ipoteca sì, visto le importanti vittorie. Specie Milan e Roma tutt’altro che scontate. Principalmente i rossoneri hanno 6 punti dalla coppia Sassuolo e Verona che sono in ottava posizione. Il Milan e la Roma punteranno sino alla fine alla quinta piazza, che oltre ad essere di maggior prestigio permette l’ingresso in Europa senza preliminari. Vi sono ancora 21 punti a disposizione e Parma, Bologna e Cagliari iniziano ad essere troppo distanti, anche perché la più vicina che è il Milan, è in un ottimo stato di forma, gioco e di risultati. Grandissimo passi avanti per la salvezza da parte del Lecce, che non solo ruba tre punti inaspettati contro la Lazio, ma scavalca il Genoa, sconfitto a Marassi contro gli azzurri di Gattuso, mettendo un punto davanti alla B proprio ai danni della squadra di Preziosi. Allo stesso tempo Udinese e Torino si sono imposte con orgoglio e determinazioni contro le ultime due che hanno lottato sino alla fine, decretandone però, probabilmente, la retrocessione e mettendo rispettivamente otto e nove punti di vantaggio sulla attuale terz’ultima. Con le partite, diminuiscono anche i punti in gioco, ma ancora nessuna sentenza è stata sancita dalla matematica e questo giova in ogni fascia di classifica allo spettacolo in campo. Ogni formazione ha ancora i suoi obiettivi potenzialmente raggiungibili. Nessuna delle venti squadre del Campionato si trova in quella situazione di limbo dove non può essere più raggiunta dalle rivali oppure non può a sua volta superare il proprio avversario di riferimento. Ad oggi ad esempio la salvezza sembra una partita a due tra Lecce e Genoa, ma in una settimana vi sono in palio ben 6 punti e tutto può cambiare ancora, dalle stalle alle stelle. Chissà se vincerà nella prossima giornata la paura di sbagliare, oppure la rabbia agonistica e di concentrazione per raggiungere il proprio sogno?

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IL PUNTO SULLA 30° GIORNATA

La Juve si tiene lo Scudetto sulla maglia dopo il tracollo delle rivali

( luglio 2020 )


Sarebbe stato più elettrizzante arrivare sino all’ultima partita con il bottino grosso ancora in palio, ma se la capolista fa il suo dovere, abbattendo un volenteroso Toro, non è certo colpa dei bianconeri se le sue due più dirette inseguitrici si fanno harakiri da sole. Prima la Lazio in casa si fa travolgere da un ottimo Milan per 3 a 0 e poi domenica pomeriggio una sciagurata Inter crolla sotto i colpi di un giovanissimo Bologna. Juventus e Atalanta sono le uniche squadre ad aver fatto bottino pieno dalla ripresa post Covid-19. Quattro partite e 12 punti. Le due rivali hanno perso in questo breve lasso di tempo, la prima 6 punti, l’altra 5 andando rispettivamente a -7 i romani e a ben -11 i milanesi. Specie per i neroazzurri è sancito l’addio ad ogni speranza Scudetto, visto che al termine mancano otto partite. Recuperare 12 punti sui 24 ancora disponibili dinanzi ad una formazione solida che non perde un colpo è praticamente impossibile. Anzi per le due cadute è più facile lasciare il loro podio in favore di un Atalanta in formato Champions. Formato che Milan di oggi si meriterebbe, così come il Napoli. Pioli e Gattuso hanno ereditato situazioni di spogliatoio, di gruppo e di gioco disastrose trasformandole in vere squadre compatte e con idee semplici e chiare. Non a caso sono addosso alla Roma per la quinta piazza. I partenopei si sono infatti imposti proprio contro i giallorossi decretandone definitivamente ogni possibilità di entrare nell’orbita Champions, dato che è a quindici lunghezze. Il Verona si è mangiata da sola l’occasione della vita. Ha perso in trasferta contro l’ultima in classifica che tre giorni prima aveva subito ben 6 reti a San Siro allontanandosi di 4 punti dal Milan. Allo stesso tempo Bologna e Sassuolo con le loro vittorie le sono alle calcagne. Grande salto in avanti per una tranquilla permanenza nella Serie Maggiore per la Fiorentina e la Sampdoria. I toscani inaspettatamente s’impongono in trasferta in quel di Parma che aveva ambizioni europee, mentre i blucerchiati in casa vincono uno scontro diretto. Non solo non si sono fatti avvicinare dalla terz’ultima ma sono riusciti a mettere tra loro ben sette lunghezze. Non sufficienti per essere tranquilli, ma abbastanza rassicuranti per affrontare i prossimi incontri con più serenità, compresa la prossima difficile partita contro la strabiliante DEA a Bergamo. Risorge inaspettatamente il Brescia che dalle rovine di Milano riemerge con orgoglio con una secca vittoria contro un bel Verona che aveva più del doppio dei suoi punti. Grazie ad un Genoa che si muove a lumaca con un punto ogni due o tre partite, il Brescia, nonostante i precedenti disastri, grazie a questi tre preziosissimi punti si trova a soli 6 di distacco dal quarto posto che vuol dire Serie A. I rossoblu dovranno vedersela con la banda Gattuso lanciata a giocare sempre per vincere a dispetto del traguardo europeo già raggiunto, mentre le Rondinelle sono in casa del Toro che potrebbe essere ancora scioccato dalle scorie post derby. Sarebbe un miracolo sportivo, che è sempre più difficile possa accadere per i ragazzi di Di Biagio che sono ora ultimi in classifica a soli 19 punti caduti malamente a Marassi contro gli undici di Ranieri. 24 punti ancora a disposizione possono essere ancora molti, oppure troppo pochi a seconda del punto di vista, ma nessuna formazione pare voglia gestire la propria situazione. Con così tante partite in poco tempo nel giro di una settimana si ribaltano in meglio od in peggio le prospettive sul futuro immediato.

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IL PUNTO SULLA 29° GIORNATA

Classifica in 4 tronconi

( luglio 2020 )


La Champions è una pratica oramai assodata. A nove giornate dal termine del Campionato, ancora una volta le prime quattro hanno tracciato un ulteriore solco con le altre formazioni. Incamerando tutte i tre punti hanno dato una botta definitiva alla speranza di riagganciarsi al treno più esclusivo del Continente alle due squadre che ancora lo sognavano ed erano più vicine. Il Napoli ha retto un tempo con la DEA ma ha dovuto soccombere alla fine alla loro superiorità di gioco ed atletica. Sciagurata la Roma, che dopo la pallida prova a San Siro contro i rossoneri di tre giorni prima, capitolano contro un Udinese affamata di punti, così che vedono la quarta in classifica distanziarsi di ben 12 punti dai lupacchiotti e ben 15 punti dai partenopei. Obiettivamente troppi da recuperare considerando sia i 27 ancora in palio e soprattutto lo stato di forma delle prime della classe. Difficile pensare ad un loro tracollo, specie per l’Atalanta. La Juve non molla un centimetro e non può neppure permetterselo, visto che anche Lazio e Inter non hanno perso colpi. Proprio per tali risultati, la bagarre per l’Europa League è quanto mai accesa e allargata. Il Napoli se non scivola sotto il 6° posto lascia libero il 7°, e Milan, Verona, Parma, Cagliari, Parma, Bologna, oltre al redivivo Sassuolo, sono racchiuse in sole sei lunghezze. Sei punti per un posto ( forse ) per ben sette club. Una lotta accesa e avvincente. Ovviamente per i milanesi un altro anno fuori dalle competizioni europee sarebbe uno smacco ulteriore alla propria immagine di storia ed un freno aggiuntivo alle prospettive di crescita ed investimento. Per le altre sei contendenti, al contrario, sarebbe un coronamento di un sogno. Il Parma in quattro anni, dal fallimento tornerebbe in Europa e se non è un miracolo sportivo poco ci manca, mentre per il Cagliari, sarebbe il premio alla sua ricorrenza centenaria. Rischia anche la Roma se non si solleva dalle sabbie mobili nelle quali si è impantanata. La formazione nelle tre sfide disputate post Covid-19 non ha mai convinto, neppure nella prima vittoria contro una abbordabilissima Sampdoria dell’ex Ranieri. Blucerchiati che assieme all’Udinese fanno un bel balzo in avanti nella sicurezza della permanenza nella Serie Maggiore, infatti sono le uniche squadre di coda che hanno conquistato i tre punti. Dalla Fiorentina in giù, a parte il pareggio della SPAL, anche le altre quattro ritardatarie hanno subito la sconfitta. Ma sono proprio i viola che hanno perso malissimo, giocando una brutta partita in casa contro un Sassuolo che avrebbero raggiunto a 34 punti ed invece la vedono allontanarsi di sei lunghezze, gli stessi che li separano dal Lecce terzo ultimo. La matematica ancora non sancisce nessun verdetto e tutto è possibile per tutti. Considerando però l’atteggiamento delle squadre in campo, il Brescia pare già con la testa in Serie B, mentre SPAL e Lecce hanno ancora voglia di lottare tenendo vive le loro speranze di salvezza e mettendo anche pressione a quelle subito davanti a loro. Due vittorie consecutive con le proprie antagoniste che non vincono ti possono dare lo slancio per cambiare decisamente in meglio la stagione, oltretutto, nella propria fascia di classifica, ciascuna ha uno o due scontri diretti , chi per lo scudetto, chi per le Coppe Europee o chi per la salvezza.

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IL PUNTO SULLA 28° GIORNATA

Quasi nessuno molla e tutto è ancora da decidere

( giugno 2020 )


Le prime quattro della classe si vogliono tenere ben stretto il loro posto che vuol dire Champions oppure credere nelle ambizioni di Scudetto, infatti hanno vinto tutte e, Juve a parte, Inter, Lazio e Atalanta non avevano impegni facili. Solo quest’ultima non ha sofferto troppo e se fosse più vicina alla capolista potrebbe rappresentare un bel incubo per la Vecchia Signora. Allo stesso tempo, dando un occhio alla classifica al contrario, è emblematico che tranne Brescia e Genoa che si sino spartite la posta con un pareggio tra loro ( vale poco per entrambi ma specie per le Rondinelle ) le altre delle ultime otto hanno perso tutte. Nessuna si è arresa e tutte hanno combattuto sino all’ultimo minuto e questo è comunque un buon indice di vitalità. Ma quando hai fame di punti, inizi ad un certo punto anche a contare le partite che mancano al termine. Ancora non sono poche e con 30 punti a disposizione tutto può accadere. Una sentenza potrebbe essere sancita, quello dei primi quattro piazzamenti che vogliono dire prestigio e incassi. La Roma, non è solo caduta a Milano contro un buon Milan, è affondata senza che il suo salvatore bosniaco sia riuscito in questa occasione a tappare le falle. Nove punti da un Atalanta travolgente che ha raggiunto quota 80 reti all’attivo, in piena salute sotto tutti i punti di vista, ci paiono ardui da recuperare e ancor meno i 13 che li distanzia dalla Milano neroazzurra, che con fatica ma tenacia hanno la meglio in trasferta contro un Parma stile “Dea”. Napoli e Milan compiono il loro dovere, rafforzando la posizione Europa minore, anche se i partenopei sono già classificati di diritto grazie alla conquista della Coppa Italia. Parma e Verona le due dirette inseguitrici per un posto continentale si buttano via. Entrambe in vantaggio si fanno una ribaltare e l’altra raggiungere, così che Bologna e Cagliari con le loro vittorie si attaccano a ruota lasciando cinque squadre a lottare in 5 punti per il 7° posto, sempre che il Napoli non ceda alla distanza e scenda lei sotto il 6° piazzamento. Dunque una lotta serrata che potrà farci assistere sicuramente a delle sorprese, già dal prossimo turno, che vede le 4 tra l’ottavo e l’undicesimo posto scontrarsi tra loro. Potrebbe essere il Milan ad approfittarne e tracciare un solco di 5 punti sulle inseguitrici. Lotta aperta anche nelle retrovie. Il Brescia che ha agguantato all’ultimo gradino la SPAL si gioca le sue carte anche a San Siro contro l’Inter, così come la SPAL ospita i cugini milanisti. Due partite da zero punti in situazioni normali, ma l’acqua alla gola ti fa riemergere dove non pensi. Tra la Fiorentina, tredicesima, ed il Lecce terzultima vi sono appena 6 punti di distacco, quindi sono 6 le formazioni coinvolte. Da una giornata all’altra possono variare nettamente le proprie prospettive con i tre punti in palio. Dalla luce sino al profondo crepuscolo. Alla prossima giornata.

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IL PUNTO SULLA 27° GIORNATA

L’allungo definitivo? La Juve non brilla ma le altre non si accendono

( giugno 2020 )


Difficile che la Juventus stecchi due volte di seguito e dopo il tonfo, quasi, inaspettato in Coppa Italia, a Bologna è tornata ad essere il cinico muro di qualità e concretezza, dove i singoli sanno creare i punti. 3 punti d’oro che vogliono dire non sentire più il fiato sul collo della Lazio che sciagurata butta via un doppio vantaggio sino a lì meritato. Una mezz’ora di grande qualità, concentrazione e dedizione da parte dei biancoazzurri che mettono alle corde lo spettacolo bergamasco. Peccato che duri solo un tempo e la DEA è oramai leggendaria nelle sue rimonte che da una sconfitta si tramutano in vittoria. Ebbene nella ripresa cede totalmente il fisico ai laziali che paiono due marce in meno dei neroazzurri che meritatamente si aggiudicano il match rinforzando il quarto posto Champions, andando ad incalzare a sole 4 lunghezze gli altri pari colore ma di Milano. Inter che abbandona, salvo crolli Juventini, sogni di Scudetto. Una partita difficile contro un Sassuolo che si porta in vantaggio, va sotto due volte ma riacciuffa il pareggio in entrambe le occasioni. L’Inter, stanca, debole in difesa e senza idee geniali, non solo non guadagna i 3 punti che sarebbero stati vitali per inseguire il vertice, ma perde in credibilità futura andando a minare le sue certezze di solidità. Quattro goal presi in due partite che non sono certo il Real Madrid e Barcellona, vogliono dire crepe strutturali importanti. La Juventus, anche quando non brilla, porta a casa la posta in palio, che fa numero a fine stagione. Interessante notare che uscendo dalla zona Coppa Campioni, le prime quattro hanno vinto con forza e determinazione dando seguito al loro desiderio di entrare in Europa e magari per la Roma anche quella più prestigiosa. Il Verona, invece, perde un occasione d’oro in casa propria contro i partenopei, visto che se avessero vinto, si sarebbero portati al 6° posto solitario. Tutto da rimandare. Il Cagliari dopo diversi mesi torna a gustarsi la vittoria che vuol dire ancora speranza continentale, visto che Milan e Parma distano non più di 4 lunghezze. Battaglia in coda ma della staticità visto che solo il Brescia, con un pareggio strappato a Firenze con i denti le tiene viva una flebile speranza di recuperare 8 punti per la salvezza. Le altre ultime cinque in classifica hanno perso tutte, creando proprio una rinnovata fiducia nelle “Rondinelle”. In tale ottica, grande colpo del Torino, che in una sfida diretta con la pari punti Udinese, la stacca di tre lunghezze portando la salvezza a più6, agguantando la Fiorentina. Una giornata in definitiva pro Juve, per merito suo e per demerito dei più diretti avversari, ma anche grande prova di Napoli, Milan e Atalanta. In chiave prossima giornata la Juve rischia di chiudere definitivamente i giochi, visto che i capolisti non dovrebbero avere troppi problemi ad aggiudicarsi i 3 punti in casa con il Lecce, che seppur volenteroso ha nella difesa uno dei suoi punti d’Achille. Allo stesso tempo le due sue più dirette rivali viste in questi tre giorni avranno grossi problemi a superare una la Fiorentina e l’altra il Parma. Solo l’Atalanta pare possa insidiare con la sua fisicità e determinazione i bianconeri, ma è difficile immaginarla perdere 12 punti in 33 disponibili.

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Archiviata la 25° giornata, ora si parte tutti alla pari

( giugno 2020 )


In questo fine settimana di inizio estate si è conclusa la 25° giornata di Campionato, che era stata fatta solo parzialmente in pieno inverno.

 

Torino – Parma: 1-1

Verona – Cagliari: 2-1

Atalanta – Sassuolo: 4 -1

Inter – Sampdoria: 2-1

 

Finalmente tutte e 20 le formazioni hanno da qui al termine della Serie A, 12 partite da disputare, 36 punti a disposizione, ciascuno per il suo obiettivo. Due barra tre squadre che si possono giocare lo Scudetto, la Roma che è l’unica che può sperare nel riagganciare il quarto posto, ma a vedere l’Atalanta schiaccia sassi contro il Sassuolo, ha ben poco da temere con i suoi 6 punti di vantaggio. Milan, Verona, Parma, Bologna, Cagliari e Sassuolo, in piena corsa per un 6° o 7° posto che vorrebbe dire il primo ingresso diretto in Europa League, e forse il secondo preliminari. Dalla Fiorentina in giù, quindi ben 8 club a giocarsi la salvezza, con obiettivamente il Brescia che può solo aggrapparsi alla matematica che ancora non la condanna. Si riparte con tante emozioni che attendono i milioni di tifosi e che ci riporta ad un modo di vita, “quasi” normalizzato, nella speranza che abbiamo capito, tutti quanti, che dobbiamo goderci ciò che abbiamo prima di lamentarci di quello che ci manca.

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Buona la quinta. La prima vittoria nei 90 minuti, post Covid-19

( giugno 2020 )


Dopo tre pareggi nei minuti regolamentari da 0-0 e 1-1, nelle tre sfide di Coppa Italia, ecco il 20 giugno, ultimo giorno d’autunno, ripartire il Campionato, con i primi due recuperi delle 4 sfide della 25° giornata rimaste in sospeso. Alle 19.30 si è concluso anch’esso in un pareggio per 1-1 il match tra Torino vs Parma. I granata partono fortissimo nella prima mezz’ora e meritatamente si trovano in vantaggio attraverso un azione da calcio d’angolo, ma bruciare troppa benzina svuota il serbatoio e l’intensità di gioco dei padroni di casa pian piano và a scemare permettendo agli ospiti di salire in cattedra e andare al pareggio. Pronti via dopo il riposo e il Toro prima spreca un’azione da goal dopo una manciata di secondi, ma soprattutto al 1’ è il suo capitano Belotti, che lo tradisce sbagliando nettamente un calcio di rigore. Il Parma controlla agevolmente rischiando solo sul finale su un’altra azione da goal dei granata. Un pareggio che sta strettino al Torino per il gioco espresso, ma soprattutto non permette di allontanarsi come doveva dalle zone calde di chi lo insegue, visto che con i suoi 28 punti è a sole tre lunghezze di vantaggio dalla terza ultima che è il Lecce.

Lo scontro serale sa di profumo d’Europa. Arriva la prima vittoria dopo il blocco forzato di oltre tre mesi. Un bel Verona s’impone su un confusionario ma volenteroso Cagliari al Bentegodi per 2 a 1. Partono a razzo i padroni di casa andando prima della mezz’ora in doppio vantaggio. Partita in discesa? Non proprio, perché al 35’ Borini si fa espellere dalla Var seppur molto fiscale come decisione, e a 2 minuti dal termine della prima frazione di gioco il Cagliari riapre la partita. Il secondo tempo è bilanciato in tutto, nelle forze che scemano da entrambe le parti, così come nella parità numerica, dato che al 70’ una doppia ammonizione porta il Cagliari a giocare in 10 come il Verona. Nonostante le sostituzioni il risultato non muterà ed è 2 a 1 per il Verona che si trova ora, con i suoi 38 punti al 7° posto da sola, ad un solo punto dal Napoli che potrebbe anche essere anche distratto da qui in avanti visto che il posto in Europa League è già assicurato dalla vittoria della Coppa Italia. Un Cagliari volenteroso perde forse oramai il treno per la zona Europa visto che che con una vittoria avrebbe agguantato proprio i padroni di casa, ed ora a 32 punti non solo è a 7 lunghezze dal 6° posto ma ha anche 6 squadre dinanzi. Peccato visto che ad inizio Campionato si sognava, anche meritatamente la Champions, un bel regalo per l’anno del centenario.

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 Ufficiale: ripartono le Coppe Europee

( giugno 2020 )


Alla fine è ufficiale. Si riparte anche con la Champions League e Europa League. Iniziamo dalla competizione piu’ importante: la Champions League. Quarti di finale, semifinali e finale si disputeranno con la formula delle final eight a eliminazione diretta in gara unica all’Estádio do Sport Lisboa e Benfica e all’Estádio José Alvalade di Lisbona tra il 12 e il 23 agosto 2020. Le restanti partite degli ottavi di finale si giocheranno il 7/8 agosto, ancora da decidere se si svolgeranno negli stadi delle squadre di casa o in Portogallo. I quarti di finale si terranno il 12/13/14/15 agosto, le semifinali il 18/19 agosto e la finale all Estádio do Sport Lisboa e Benfica il 23 agosto. Tutte le restanti partite della UEFA Champions League 2019/20 si giocheranno alle ore 21:00. Per ciò che riguarda invece l’Europa League i Quarti di finale, semifinali e finale si disputeranno con il format 'final eight' a eliminazione diretta in gara singola a Colonia, Duisburg, Düsseldorf e Gelsenkirchen dal 10 al 21 agosto. Le gare degli ottavi di finale si disputeranno il 05/06 agosto con orari d'inizio alle 18.55CET e 21.00CET. In un secondo momento si deciderà se le gare di ritorno degli ottavi di finale la cui andata è già stata disputata si giocheranno nello stadio della squadra di casa oppure in Germania. Le sfide FC Internazionale Milano - Getafe CF e Sevilla FC - AS Roma, le cui gare di andata erano già state posticipate, si giocheranno in forma di gara singola in sede da confermare. Tutte le successive gare della competizione si disputeranno sotto forma di torneo final eight, i quarti di finale il 10/11 agosto, le semifinali il 16/17 agosto e la finale il 21 agosto a Colonia. Tutte le gare inizieranno alle 21.00CET.


Europeo 2021: calendario invariato
Tutte le sedi deputate ad ospitare le gare dell’Europeo 2020, rinviato al 2021 a causa del coronavirus, hanno confermato la loro disponibilità anche per l’anno prossimo. Non subirà dunque modifiche il calendario originale.

Segue

 

 

 L’emozione di ritornare ad emozionarci. Ritorna la Coppa Italia.

( giugno 2020 )


Venerdi 12 giugno alle ore 21, salvo imprevisti, riparte lo sport piu’ amato dagli italiani, il calcio. Si inizia come Juventus - Milan , e si prosegue sabato 13 giugno sempre alle 21 (orari da confermare) con Napoli - Inter, semifinali di ritorno della Coppa Italia. La conclusione del torneo è prevista per mercoledì 17 giugno allo Stadio Olimpico di Roma, a pochi giorni dall’inizio del campionato interrotto causa Covid-19. Naturalmente saranno a porte chiuse, ma potremmo vederle in tv sulla Rai. La novità più evidente è che verranno aboliti i supplementari e pertanto nel caso di parità si andra’ direttamente ai rigori.


Riassumiamo come erano finite le partite di andata.


Milan-Juventus  1-1

Il Milan aveva messo in grave difficolta’ la corazzata Juventus, che era riuscita ad agguantare il pareggio grazie ad un rigore al 91’ di Ronaldo. Prima dello stop la Juventus era in un periodo di crisi, culminato con le sconfitte con la Lazio, Lione e Verona, anche se sembrava essersi ripresa con la vittoria con l’Inter, nonostante avesse mostrato anche in quest’ultima partite piu’ ombre che luci. Sarri non avra’ a disposizione Higuain, infortunato, e alcuni giocatori a mezzo servizio (Chiellini e Ramsey) ma ha comunque delle certezze in Ronaldo e in Dybala che sono in buone condizioni non solo fisiche ma anche mentali. Sull’altro fronte, ovvero quello milanista, non se la passa bene il Milan di Pioli che dovra’ inventarsi la formazione visto le assenze per infortunio di Ibrahimovic (anche squalificato) e Duarte, con Theo Hernandez e Castillejo nella lista degli indisponibili anche loro per squalifica. Scelte pertanto forzate: in attacco con Rebic, autore del gol del momentaneo vantaggio nel match di andata. Il croato fungerà da "falso nove", provando a favorire Paquetà, Bonaventura e Calhanoglu,che si configura come un centrocampo imprevedibile e di qualità. Ma non tutto il male viene per nuocere: infatti senza Ibra, Pioli prova a togliere tutte le certezze a Sarri, anche considerando che per arrivare in finale sarà necessario battere la Juve o pareggiare (almeno 1-1) passando ai calci di rigore, impresa mai riuscita nella storia del Milan. Servirà un cambio di marcia visto che nelle ultime partite i rossoneri hanno infilato una sola vittoria a fronte di due sconfitte e due pareggi.


Inter- Napoli 0-1

A partire con un più che leggero vantaggio sarà la formazione di Rino Gattuso che all’andata disputata a San Siro a febbraio è riuscita a imporsi con il risultato di 1-0 grazie alla rete segnata da Fabian Ruiz. Il Napoli parte con la conferma del 4-3-3, con l'infortunato Manolas che sarà sostituito da Maksimovic, mentre a centrocampo Ruiz, Demme e Zielinski forniranno qualità e quantità. In attacco il tridente con Callejon, Mertens e Insigne pronti a sfruttare gli spazi lasciati dalla difesa nerazzurra. Conte prepara l'assalto alla semifinale con il Napoli studiando approfonditamente la strada per inserire il talento e l'estro di Christian Eriksen, fantasista in grado di aumentare il tasso tecnico e l'imprevedibilità dei nerazzurri. Per la sfida del San Paolo resta favorito il 3-5-2, marchio di fabbrica dell'allenatore. I recuperi di Asamoah, Sensi e la condizione di Sanchez sono notizie incoraggianti per Conte. Per chi vincerà questa partita, sarà’ un punto di rinascita.

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 Un Campionato dal sapore di Coppa Europea

( maggio 2020 )


Sono 124 le partite mancanti in totale, ma la cosa più importante è che meno del 9% si giocheranno nel caldo pomeriggio, che comunque vuol dire 17.15. Saranno infatti solamente 10 le sfide che si giocheranno a quest’ora e non negli stadi tradizionalmente più caldi del sud come Napoli e Lecce. Vuol dire comunque che le sfide giungeranno al termine in prossimità delle 19 quando l’aria tendenzialmente dovrebbe perdere la sua maggior afosità. Circa 50 match partiranno alle ore 19.15 per terminare quindi nella frescura delle 21, perciò più di 60 incontri si disputeranno in notturna come le affascinanti coppe internazionali. Molto equo il vincolo che nessuno dei 20 club giocherà tre partite sotto i raggi del sole. Una struttura ben congegnata anche se le 21.30 vuol dire terminare le sfide vicino alle 23.30 ed il mattino seguente i milioni di tifosi che seguiranno le partite in televisione o radio dovranno comunque alzarsi per le proprie mansioni il mattino seguente, chi per le faccende domestiche, chi per lavorare o chi per seguire gli studi. Quindici minuti prima, se non una mezz’oretta prima si poteva anticipare in notturna.

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Icardi. Ufficiale, un pensiero in meno per l’Inter.

( maggio 2020 )


Era nell’aria, ma specie quando i novanta minuti sono fermi da tempo, di chiacchiere se ne fanno sempre molte, troppe probabilmente, e l’aria si riempie di quel lezzo di fritto che infastidisce le narici, senza colmarti i crampi della fame. Ebbene la controversa telenovela Icardi-Wanda-Inter è giunta “ufficialmente” al termine. La forte punta argentina è un giocatore del Paris S.G. Rispetto ai 70 milioni di euro di prezzo pattuito questa estate per il diritto di riscatto da parte dei campioni francesi, si è scesi non poco, ma la situazione di blocco forzato dovuto alla pandemia ha rivisto tutti i parametri. Considerando una rivisitazione verso il basso di tutti i valori del mercato, effettivamente da troppo tempo pompati con escalation al rialzo indiscriminato, i 50 milioni di euro, più 8 di bonus concretamente realizzabili, non sono una cifra disprezzabile. Senza nulla togliere alle qualità tecniche dell’attaccante, i neroazzurri si sono scrollati di dosso tutto il bagagliaio di problemi dell’entourage del giocatore, che un giorno sì e l’altro pure hanno sempre portato disordine e squilibri nello spogliatoio, specie nelle ultime due stagioni. Il calcio non è uno sport individuale e spesso, se non sempre, vince il collettivo. Per quanto forte e placabile goleador, Mauro Icardi, ex capitano dell’Inter, anche tatticamente è sempre stato, e sarà piuttosto vincolante, visto che non è il campione che ti risolve da solo la partita difficile. In effetti la ha necessità di avere dei compagni che lo sorreggano e servano per andare a rete, limitando spesso le possibilità di realizzo di altri partner offensivi. Non rientrando nelle idee di gioco e collettivo dell’attuale tecnico milanese, l’Inter ha guadagnato oltre ad una bella somma da reinvestire sul mercato, anche in idee ancora più chiare, che non è un vantaggio da poco.

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Ufficiale: La Serie A, riprende il 20 di giugno.

( maggio 2020 )


Sono tre le settimane che hanno ancora a disposizione le 20 squadre di Serie A per rimettere carburante nel motore. Con la riapertura di praticamente tutte le attività nazionali, comprese “alberghi, piscine e ristoranti”, non avrebbe avuto senso tenere in disparte lo spettacolo numero uno del Nostro bel Paese. Artefice, oltretutto, di circa 1200 milioni di euro di introiti per le casse dello Stato. La Serie A riprenderà sabato 20 giugno. Per ora vi è solo una bozza di calendario. Si sta riflettendo sul far ripartire le 8 squadre, quindi quattro partite in tutto, che hanno un turno in meno. Oppure eliminare in quattro giorni la Coppa Italia che rappresenta un totale di tre partite mancanti, ovvero le due semifinali e la finale. Anche al vaglio l’idea di far partire tutte le dieci partite della regolare 27° giornata e recuperare successivamente nell’infrasettimanale le quattro partite mancanti. La soluzione della Coppa Italia subito, per quanto abbia una logica di depennare rapidamente una competizione senza troppi rischi, non ci trova pienamente d’accordo, perché lo stato di forma delle squadre è a dir poco un’incognita, quindi partire a razzo in uno scontro tra dentro e fuori, non da la possibilità alle squadre di recuperare. In oltre i primi 90’ sono già stati giocati e quindi si troveranno penalizzate le formazioni che devono recuperare un risultato di svantaggio. La scelta di avviarsi con le quattro partite mancanti è quella più logica. Si parte soft monitorando con attenzione le 8 squadre, ma soprattutto se nelle giornate successive dovesse malauguratamente accadere una ricaduta di contagio e quindi un successivo blocco definitivo, tutti i 20 club si troverebbero con lo stesso numero di partite, perciò in una situazione equa anche per congelare la classifica. Potrebbe essere sabato ad aprire Atalanta-Sassuolo come primo recupero in memoria delle vittime della provincia più colpita d’Italia. La speranza di tutti è che si possa concludere nei tempi e modi corretti, ma rallegriamoci della ripresa UFFICIALE del Campionato di Serie A il 20 giugno.

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Il punto sul mercato dell’Inter da parte di Ausilio.

( maggio 2020 )


Inter non in campo, ma sul mercato non si è mai fermata. A tal proposito Piero Ausilio è stato piuttosto chiaro su diversi temi. Il giovane centrocampista del Brescia, dalle potenzialità enormi, come Tonali piace al direttore sportivo neroazzurro che lo ritiene un giocatore da grande club, ma tutto è in funzione delle richieste del presidente Cellino, non avvezzo a grossi sconti e regali. Senza contare le importanti mire di una forte sfidante come la Juventus, che da tempo ha più che una mira sul talento delle “Rondinelle”. Stoppate le indiscrezioni su Vidal e Cavani. Il centrocampista cileno, come la forte punta uruguaiana, non si discutono dal punto di vista tecnico, anche se l’età di entrambi non gioca a loro favore. Sul primo i centrocampisti dell’Inter sono già forti e di valore, dall’ultimo acquisto Eriksen a Barella e Sensi, oltre a Brozovic, senza dimenticare le seconde linee Gagliardini e Vecino. A tal proposito non si può dimenticare il belga Naingolan che potrebbe anche tornare a casa per una seconda possibilità. Il parco attaccanti attuale della “Beneamata” annovera tre nomi importantissimi più un giovanissimo Esposito da far crescere quindi l’ex Palermo e Napoli non rientra nei piani. Certamente l’aspetto stipendio a livello di Lukaku da parte di Edinson non agevola il desiderio di portarlo da Antonio Conte. Su Perisic e Icardi, i due grandi prestiti, vi sono possibilità importanti di riscatto da parte di Bayern e Paris S.G., ma la situazione “Covid-19” ha fatto saltare tutti i piani dal punto di vista temporale. Ufficializzato, invece, da parte del Club neroazzurro, l’acquisto definitivo del forte inglese Young proveniente dal Chelsea che ha dimostrato tutta la sua professionalità e integrità fisica e atletica, adeguandosi immediatamente al Nostro stile di calcio. Sul mercato futuro in chiave prossima stagione è tutto da vedersi, perché i valori, oltre ai sistemi sino ad oggi adottati sono stati completamente disarcionati.

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 Campionato di Serie A tra il 13 giugno ed il 20 agosto.

( maggio 2020 )



Nella giornata di ieri 20 maggio 2020 si è aperto un nuovo capitolo verso la ripresa del campionato con il protocollo per gli allenamenti a pieno regime approvato dal Comitato tecnico-scientifico. Nel comunicato emerge che si avrà tempo fino al 20 agosto per completare i tornei e la stagione 2019-2020 si chiuderà il 31 agosto. Ma nel caso ci fosse una nuova sospensione verranno previsti i playoff e i playout. Nel caso invece ci fosse una definitiva interruzione, “la classifica sarà definita applicando oggettivi coefficienti correttivi". In pratica la data del 20 agosto come termine massimo per i campionati non sta a significare un cambio della tabella di marcia. La Figc e la Lega hanno dichiarato la loro volontà nel ripartire con la serie A sabato 13 giugno ammesso il governo cambi la norma che vieta qualsiasi tipo di evento, anche a porte chiuse, fino a domenica 14. Quindi le tappe della Serie A sarebbero: partenza il 13 giugno e conclusione entro il 2 agosto. Per la B e la C (dov’è più forte l’ipotesi playoff e playout) c’è invece tempo fino al 20 agosto. Sulla A femminile "si verificherà nei prossimi giorni le condizioni di ripresa". Per quanto riguarda i tesseramenti dei calciatori per la stagione sportiva 2020-21, che saranno stabiliti prossimamente, il Consiglio federale "ha deliberato i termini di deposito dei contratti preliminari: dal 1 giugno al 31 agosto". Si spera si possano disputare tutte le partite mancanti per tutte le squadre. Il desiderio però deve fare i conti con la realtà e le probabilità che nelle oltre 120 partite mancanti di Campionato di Serie A, casi di contagio possano accadere. A senso dunque nel caso di interruzione definitiva, aggiudicare posizioni in base a scontri a tabellone? A nostro avviso non risponde a requisiti di sportività. In linea di principio un club che, a 7 o 8 partite dal termine, si ritrova ad avere un solo punto di svantaggio da chi lo precede, avrebbe tutto il diritto di giocarsela con il suo avversario più accreditato. Ma è altresì vero che quel punto di vantaggio da parte dell’antagonista c’è, ed è stato ottenuto con sacrifici e capacità. Non siamo d’accordo su questa soluzione. Ci siamo espressi in altre occasioni sulla scelta di prendere la classifica come una istantanea fotografica. Oltre tutto, se una delle squadre che deve disputare i playoff si dovesse trovare in un prolungato stato di quarantena? Come volersi complicare la vita.

Di seguito il comunicato ufficiale figc in questione

"In ossequio al principio del merito sportivo quale caposaldo di ogni competizione agonistica, come previsto dal Cio e dal Coni, e in conformità alle disposizioni emanate dalla Fifa e dalla Uefa nelle scorse settimane, nonché a seguito della pubblicazione dell’art. 218 bis del cosiddetto ‘Decreto Rilancio’, la Figc ha espresso la volontà di riavviare e completare le competizioni nazionali professionistiche fissando al 20 agosto la data ultima di chiusura delle competizioni di Serie A, B e C. Precedentemente al riavvio dell’attività agonistica sarà competenza del Consiglio Federale determinare i criteri di definizione delle competizioni laddove, in ragione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, le stesse dovessero essere nuovamente sospese, secondo i principi di seguito indicati: individuazione di un nuovo format (brevi fasi di playoff e playout al fine di individuare l’esito delle competizioni ivi incluse promozioni e retrocessioni; in caso di definitiva interruzione, definizione della classifica anche applicando oggettivi coefficienti correttivi che tengono conto della organizzazione in gironi e/o del diverso numero di gare disputate dai Club e che prevedano in ogni caso promozioni e retrocessioni. Infine, per effetto di quanto deliberato, la stagione sportiva 2020/2021 avrà inizio il prossimo 1 settembre. Per quanto concerne, invece, l’attività dilettantistica, ivi compresa quella femminile fino alla Serie B, valutate le condizioni generali e l’eccezionale situazione determinatasi a causa dell’emergenza Covid-19, il Consiglio ha deliberato di interrompere definitivamente tutte le competizioni, rinviando ad altra delibera i provvedimenti sugli esiti delle stesse competizioni. Resta fissato al 30 giugno il termine per la conclusione dell’attuale stagione sportiva. Per quanto riguarda la Serie A femminile, è stato deciso di verificare nei prossimi giorni le condizioni di ripresa, in base all’applicabilità dei protocolli sanitari da parte dei Club e alla disponibilità di contributi da parte della Figc". Contento il presidente di Lega B Mauro Balata che si dice “molto soddisfatto” delle decisioni prese da Consiglio Federale. Molto critico il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli per nulla contento perché preoccupato del fatto che “nessuno è in grado di assicurare la certezza delle misure per salvaguardare la salute. Quello che si sa del nuovo protocollo ci porta a dire che sarà ancora più dura per i nostri club. Mi auguro che io abbia torto rispetto alla situazione. Discuterò ancora una volta con i presidenti con la stessa chiarezza con cui l'ho fatto da sempre. Poi qualcuno può andare a sollecitare scrivendo lettere per giocare i playoff".

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 Linee guida per la Serie A

( maggio 2020 )


Sono arrivate le linee guida per gli allenamenti degli sport di squadra, pubblicate dall'Ufficio per lo Sport del Governo in un documento di 36 pagine le linee guida per gli allenamenti degli sport di squadra. Viene precisato che per gli allenamenti della Serie A vale il protocollo della Figc e affidate a Federazioni, DSA ed EPS il compito di emanare protocolli attuativi o aggiornare quelli già predisposti.

Il piano del governo per la gestione di un caso sintomatico suggerisce la "realizzazione di un luogo dedicato all'isolamento ove ricoverare temporaneamente coloro che dovessero manifestare insorgenza di sintomi riconducibili a Covid-19 durante le attività sportive" e "la messa a punto di una procedura per la gestione dell'operatore sportivo o di altra persona presente nel sito sportivo che dovesse manifestare sintomi riconducibili a Covid-19 durante le attività sportive". La Lega Serie A ha redatto le linee guida in vista di una sempre più probabile ripresa del campionato dopo metà giugno, dallo stadio, agli spogliatoi, passando per le interviste e i requisiti igienico-sanitari. Lo Stadio dovra’ essere diviso in tre zone: Area tecnica, spalti, area esterne stadio. Il Massimo delle persone in totale presenti potra’ essere di 300 persone ovvero massimo 100 per zona. Le linee guida specificano dettagliatamente il numero delle persone nella varie zone in momenti diversi durante lo svolgimento della gara. Per esempio con il calcio d'inizio fissato alle 14, dalle 14 alle 17 sono previsti 22 giocatori in campo, 22 riserve e 20 dello staff. Il numero dei calciatori cala a 4 alla fine dell'evento. Anche i raccatta palla saranno 4. Regolamentato anche il numero dei giornalisti sugli spalti (10), degli steward e di tutti i membri della sicurezza. L’arrivo della squadra con diversi autobus/mezzi di trasporto (aumentare la distanza di sicurezza o utilizzo mascherine facciali). Squadre e arbitri arriveranno a orari diversi. Per la squadra di casa si raccomanda l'arrivo dei calciatori con le rispettive autovetture. Dovranno essere utilizzate più stanze libere adiacenti possibile in modo da separare titolari, portieri e riserve e non sarà permessa alcuna ripresa televisiva all'interno degli spogliatoi che dovranno essere igienizzati. Le squadre entreranno in campo in frangenti diversi onde evitare assembramenti. Vietate le strette di mano, la foto di squadra, non ci saranno mascotte e nemmeno i bambini che accompagnano di solito i calciatori. Sia le interviste mini flash (fine primo tempo) che la super flash (fine gara) dovranno rispettare le distanze tra giornalista e calciatore di almeno 1,5 metri e realizzare con microfono boom. La Mixed zone rimarrà chiusa. Conferenza stampa modello F1: domande via skype-whatsapp, con presenza massima garantita di numero 3 titolari di diritto.
Sono ovviamente previste rigidissime norme igieniche-sanitarie per garantirà la massima sicurezza di tutti i presenti allo stadio. Tra squadre la misura delle temperatura corporea, utilizzo di disinfettanti, alimenti preparati e già confezionati, bottigliette d'acqua personalizzate, uso docce-spogliatoi in piccoli gruppi e con distanza minima di 2 metri.
Nessuna persona potrà accedere alla stanza/spogliatoio degli arbitri. Kit e distinte saranno posizionate fuori dalla lora stanza. Non ci saranno più raduni arbitrali. I calciatori non potranno più protestare nei confronti degli arbitri e non potranno avvicinarsi per alcuna ragione a meno di 1,5 metri di distanza. La Lega Serie A disciplinato anche come arrivarci, soprattutto in caso di trasferte. Le regole generali prevedono una presenza contingentata dei partecipanti e l'arrivo delle squadre preceduto dal personale addetto al controllo delle condizioni igieniche, ma ci sono indicazioni specifiche a seconda che si usino pullman, treno o aereo.
Soluzione preferibile in caso le distanze lo consentano: evitare soste durante il tragitto, distribuire la squadra su due veicoli per favorire il distanziamento interpersonale, testare il personale conducente e approvvigionare il pullman per entrambi i viaggi alla sede di partenza
Occupare una carrozza esclusiva, igienizzata prima dell'arrivo della squadra. Inoltre coordinare con la Polizia Ferroviaria un percorso idoneo ad evitare contatti con altri passeggeri.
Privilegiare le soluzioni charter rispetto ai voli di linea chiedendo alle Autorità Aeroportuali le procedure per l’imbarco sottobordo direttamente dal pullman per evitare l’attraversamento dell’aeroporto. Serve prevedere un accesso dedicato ed esclusivo con percorsi esclusivi e dedicati (corridoi presidiati). Privilegiare le scale all’ascensore (che in caso di utilizzo deve prevedere di essere usato da una persona per volta dotata di dispositivi di protezione individuali, con dispositivi di protezione per i tasti); prevedere camere singole e ubicate nella stessa zona (esclusiva) o piano dell’hotel con una persona di riferimento che ne impedisca l’accesso ad estranei, effettuando il controllo della temperatura; riservare una sala mensa ad uso esclusivo; prevedere un sistema di distribuzione individuale del cibo senza assembramenti e contatti con il personale della cucina e dell’hotel.

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 Higuain, meglio tardi che mai. Oppure no?

( maggio 2020 )


Le telenovele centrano poco con il mondo del calcio, eppure sono sempre più diffuse. Anche le società più strutturate e professionali, nonché maggiormente severe hanno le loro gatte da pelare. Da quasi due mesi la forte punta argentina non era più in Italia, esattamente dal 19 marzo, quando fece clamore la sua partenza presso la famiglia in Sud America prima di terminare il periodo della quarantena. Contumacia che ora dovrà riprendere presso la sua abitazione in Italia per due settimane esatte, secondo il decreto ministeriale, per coloro che rientrano nel nostro paese, provenendo da fuori confine. Se tutto andrà bene, potrà iniziare ad allenarsi vicino ai compagni di squadra per gli ultimissimi giorni del mese in corso. La prima domanda è: sarà pronto fisicamente per l’eventuale ripresa del campionato di Serie A prevista per la metà del prossimo mese? Sopra ad ogni cosa, la Juventus come si comporterà con il trentaduenne attaccante, da qui a fine stagione, specialmente in ottica rinnovo di contratto? E’ cosa nota che sia Dybala che Gonzalo, sino alle porte dell’inizio della stagione a fine agosto erano sul mercato. Mentre il giovane e guizzante Paulo ha trovato comunque spazio, guardasi Juve - Inter, il più veterano e pesante ex Napoli nonostante un discreto inizio non ha ritrovato il feeling con la Torino zebrata. Se ad oggi rimanesse in rosa è per merito del suo più grande estimatore, quel Sarri che lo ha fatto esaltare tra le file dei partenopei e lo ha voluto con sé dal prestito tra Juve e Milan nella seconda parte di stagione al Chelsea. Ma l’anno prossimo? Il giocatore è forte e non si discute, dal carattere vigoroso e talvolta un poco permaloso ha l’età che non gioca a suo favore. Soprattutto specie per un fisico che non è lontano parente di quello che sfoggia il suo compagno di reparto portoghese. Ma se la Juventus non è riuscita a piazzarlo già questa estate dopo il rientro dalla terra di Albione, ora con un anno in più e non troppo sotto i riflettori, ad agosto 2020 arriverà a cederlo definitivamente? Noi ci chiediamo anche, ma se lo perdi a zero o comunque lo devi sostituire con una punta di riserva, non conviene tenersi il Pipita in rosa? Si potrebbe prolungare di un anno il contratto e spalmare l’attuale stipendio, permettendogli di chiudere magari la carriera ad alto livello con la Vecchia Signora, annoverando così tra le proprie file un usato sicuro di alta qualità.

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 Perisic torna o riparte?

( maggio 2020 )



Questa estate si è conclusa con un grande colpo, il possente centravanti belga Lukaku, più altre interessanti operazioni in entrata, ma l’Inter sul calciomercato ha fatto parlare di sé per tre grandissime cessioni in prestito temporaneo a riscatto. Conte ha sempre avuto il suo pallino di gioco, ma su una cosa non transige, il gruppo. Tutto ciò, e soprattutto, tutti coloro che disturbano il gruppo, non possono far parte di un progetto targato Antonio Conte. Tre pezzi da novanta hanno lasciato “momentaneamente” San Siro. La prima punta argentina Icardi, il centrocampista offensiva Naingolan e l’ala offensiva croata Perisic; di altissimo valore tecnico sono state cedute in prestito con diritto e NON obbligo di riscatto. Troppo disordine fuori dal campo e troppo caos nello spogliatoio per i primi due, mentre per il forte ultra trentenne, ala offensiva sinistra, il problema è stato maggiormente tattico, non considerato in grado di fare la doppia fase, difesa e attacco, da bandierina a bandierina. Questi 2/3 di Bundesliga hanno evidenziato le alte qualità di Perisic, ma anche il suo andamento altalenante nel livello dell’intensità prestazionale. A metà maggio è scaduto il diritto di prelazione da parte del Bayern sul giocatore ancora di proprietà milanese. L’Inter, se non accetterà l’eventuale richiesta di sconto per l’acquisto da parte dei tedeschi, potrà guardarsi attorno e vagliare altre proposte, così come cercare con le capaci figure di Marotta e Ausilio di trovare nuovi e redditizi acquirenti. C’è da considerare che l’età del giocatore avanza, specie in un ruolo dove la corsa è fondamentale, ma soprattutto vi è da valutare la possibilità che l’Inter possa perdere il giocatore a parametro zero, cosa che non può permettersi economicamente.

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 Milan teutonico? Ma Pioli?

( maggio 2020 )


Il leggendario Milan degli olandesi è terminato da tempo, da praticamente tre decenni. Sino all’ultima decade sono comunque passati fior fiore di campioni in quella Milano rossonera. Potrebbe accadere che lo zoccolo duro del Milan del terzo decennio del nuovo millennio parli teutonico. “JIM a calcett” nella sua linea editoriale non prende mai in considerazione i pettegolezzi e le voci lontane di corridoio, ma se determinate indicazioni continuano a ripersi, con più frequenza ed insistenza, qualcosa di vero c’è senza dubbio e non si è dinanzi ad una speculazione inventata per dare respiro o maggior valore economico. Ebbene le voci di Ralf Rangnick come direttore dell’area tecnica e del suo delfino come allenatore, sempre di terra germanica, Julian Nagelsmann, si fanno sempre più accreditate di realtà. Vi sono diversi giocatori professionisti, anche in Italia, ad altissimo livello che hanno più primavere di Nagelsmann, visto che non ha ancora 34 anni, eppure, l’attuale allenatore del Lipsia ha già fatto parlare di sé per la qualità di gioco espresso dalla giovane squadra locale. Il progetto, non di facile attuazione, sicuramente non nel breve tempo, potrebbe essere quello di creare una sorta di scuola Barcellona a Milanello, con un programma di gioco e di squadra dalle formazioni rossonere dei ragazzi sino alla primavera e successivamente alla prima squadra. In modo tale da avere i gioielli fatti in casa pronti da essere inseriti in un contesto già ben assimilato, ma solo con più elevata tossicità mediatica. Bel gioco nel lungo tempo che abbia delle basi solide proprio nella sua crescita ed evoluzione da una generazione ad un’altra tra i calciatori che si susseguono. Magari i giovani che crescono affianco all’esperienza di grandi campioni come Ibrahimovic. Nulla di straordinariamente folle, anzi, l’idea sarebbe anche quella vincente sul lungo periodo, ma ci chiediamo, un allenatore come Stefano Pioli, non sarebbe in grado? Se non gli si chiedesse da subito di vincere, ma di far crescere una squadra attingendo anche ai Milan giovanili, costruendo una mentalità di bel gioco, non vi riuscirebbe? Alla Lazio in particolar modo ha dimostrato anche di saper far giocare bene le proprie formazioni. Certo, se come sta accadendo oggi nel Milan stesso, ed è avvenuto anche ai cugini neroazzurri, a Pioli gli chiedi con la bacchetta magica di trainare fuori, in poco tempo, dalle sabbie mobili una gloriosa Bandiera, è un altro paio di maniche. 54 anni sono un buon equilibrio tra esperienza in panchina e giovinezza mentale e fisica per un tecnico. Ribaltare nuovamente tutto a Milanello quando comunque dei segnali positivi dall’arrivo in corsa questo anno, della guida parmense, forse non sarebbe il caso. Già l’errore più grande fu quello di non riconfermare Gattuso che aveva sfiorato la qualificazione in Champions per Gianpaolo. Non è stata la mossa vincente. Riprovare ad un anno di distanza un altro azzardo ci sembrerebbe un perseverare sugli stessi errori.

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 5 sostituzioni, perché SI

( maggio 2020 )


Si gioca in 11 in campo, ma le squadre non sono più composte da 11 o 12 titolari con l’aggiunta di qualche rincalzo di fortuna come avveniva sino agli anni ottanta. Le formazioni più blasonate, forti e che hanno disponibilità economica elevata nell’ultimo decennio in particolar modo, ma probabilmente oramai da un buon ventennio, hanno quasi due squadre forti in rosa. Se è vero che come rosa, in Italia, nessuna può competere con la Torino bianconera, non ce ne vogliano i tifosi delle altre squadre, ma è un dato di fatto oggettivo, allo stesso tempo Inter, Napoli e Roma specialmente rispetto a club come Udinese, Brescia, Spal e altre di seconda fascia, possono permettersi il lusso di considerare, nei loro confronti, quasi una ventina di titolari. E’ anche attendibile che sono proprio le squadre più piccole, spesso fuori dai riflettori ad avere, almeno dal punto di vista numerico, le rose più ampie. Accade con molta frequenza, che divengono delle palestre di rodaggio per le giovani promesse, lasciate in prestito per farsi le ossa, di proprietà dei top club. Una premessa doverosa in quanto la Fifa ha disegnato una direttiva di ampliamento delle sostituzioni, dalle 3 attuali nel corso dei 90 minuti regolamentari, si passerebbe a 5. Per due motivi post Coronavirus. Lo stato di forma degli atleti nonostante tre o quattro settimane di allenamento, non potrà essere ottimale ed in secondo luogo cercando di chiudere il campionato nel più breve tempo possibile, gioco forza, le sfide saranno particolarmente ravvicinate, con turni infrasettimanali continui. Traducendo questo sul campo, vorrà dire probabilità di infortuni accentuata in modo considerevole. E’ raro, anche se talvolta succede, che il portiere debba essere sostituito per via di un infortunio, che sia dovuto ad uno scontro di gioco o per un cedimento muscolare improvviso, proprio perché non è un calciatore di movimento. Quindi se si prendono 10 giocatori di movimento in considerazione, la metà potrebbe essere cambiata soprattutto in prevenzione di eventuali affaticamenti. In oltre ogni atleta è differente da un altro. Un calciatore alto e pesante impiega molto più tempo ad entrare in forma ed una potenza muscolare elevata è anche più soggetta a farsi male e quindi a rendere meno. Un brevilineo fa dell’agilità il suo punto di forza, ma se fa scatti continui o finte a ripetizione, muscoli ed articolazioni sono sottoposti a stress ricorrenti. Centrocampisti ed ali sono quelle figure in campo, che più risentono della fatica, non fosse altro perché fanno molti più chilometri in una stagione, al contrario dei difensori che spesso sono inchiodati nella propria metà campo. La redazione di “JIM a calcett” ha sempre sostenuto l’ipotesi di più cambi, ma non solo per questo particolare momento. Forse non ci si è accorti che le partite da sostenere per i club che affrontano anche le competizioni continentali, possono anche essere una cinquantina a stagione, se poi si considerano anche le rispettive nazionali, alcuni giocatori, possono superare le 60 sfide a stagione. Più di una a settimana. Non è una cosa normale ne accettabile. Per il benessere fisico e mentale dell’atleta ma anche per lo spettacolo. Talvolta si assistono a delle partite dove emerge già dopo un quarto d’ora o mezz’ora, che i 22 in campo hanno i serbatoi di energia svuotati e la partita prosegue con il freno a mano tirato. Fatta più di alcuni lampi e sprazzi singoli le giocate che non da un movimento corale di gruppo che non riesce ad essere effettuato per mancanza di corsa. Si potrebbe anche pensare di effettuare dai 6 agli 8 cambi per formazione. Per non spezzare troppo il gioco con le sostituzioni 5 o 6 sarebbero da eseguirsi durante i 15 minuti di intervallo, quindi studiati dall’allenatore a tavolino in settimana, lasciando i rimanenti 2 o 3 per eventuali imprevisti. Imprevisti di infortuni che sarebbero meno frequenti, grazie proprio al maggior riposo dovuto al minor minutaggio. Sulle rose di 22 o 26 calciatori, tutti si sentirebbero ancor più coinvolti e le seconde linee avrebbero molte più possibilità di mettersi in mostra e crescere come esperienza. Sarebbe anche molto più affascinante il lavoro di un tecnico che ha diverse scelte tattiche da variare nel corso della stessa partita. Spremere per un tempo degli atleti, ti permette un gioco più frizzante e dinamico per tutti i 90 minuti, dato che non si avrebbe la necessità di preservare gli stessi sino al 95’.

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 Sabato 16 maggio il calcio riparte dalla Germania

( maggio 2020 )

A parte la possibilità del Borussia Dortmund di accorciare le distanze dalla capolista Bayern Monaco che si trova a 4 lunghezze di distanza, la bella notizia è che in Europa, un campionato importante e comunque sempre attento agli standard di qualità e quindi anche di sicurezza per la salute, riprenda la sua attività. Non solo un segnale per i tifosi delle squadre che entreranno in campo, ma bensì un sorriso per tutti gli amanti del pallone. Nel derby della regione Reuhr, lo Schalke 04 va affrontare la temibile rivale del Borussia Dortmund. Anche se prima della interruzione forzata i padroni di casa erano reduci da ben 4 trionfi, mentre gli ospiti non vedono i 3 punti da 6 partite, è come se si ripartisse da zero con tutte le incognite fisiche ma anche psicologiche di come giocatori e non solo, saranno in grado di affrontare il match. Altre 4 sfide si giocheranno sempre alle 15.30 di sabato 16 maggio, mentre alle 18.30 si affronteranno Eintracht e Borussia M’G. Domenica altre due partite, tra le quali spicca la sfida in trasferta della apripista Bayern Monaco in quel di Union Berlino e la giornata si chiuderà lunedì sera con il Leverkusen in casa del Werder Brema. Nove partite in tre giorni che saranno un buon test di prova per tutto il calcio internazionale e lo sport in genere.

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 Protocolli di sicurezza

( maggio 2020 )


Dal 14 maggio non solo sono in azione i Protocolli sanitari della Federazione, già vagliati dai ministeri del Governo, ma ancor più fondamentale è stato costituito ed è in funzione il Gruppo di Controllo della Procura Federale. Il corpo degli ispettori sarà sotto la responsabilità del Procuratore stesso è avrà il compito, arduo e delicato, ma soprattutto distaccato e cinico di valutare costantemente le diverse società professioniste sul campo. Quindi gli allenamenti e tutta la vita nel campus, dalle corse, agli esercizi in palestra, sino alle modalità di pernottamento e ristoro, saranno al vaglio di vigili sanitari. Inutile, infatti, come troppo spesso accade, fare le leggi, ed in Italia non ve ne sono poche, se in seguito nessun organo è costituito per il controllo sull’effettiva osservanza delle stesse. Il Covid-19 non scherza con nessuno, quindi basta un comportamento leggermente superficiale per causare danni allargati, specie in strutture dove si vive o si svolgono comunque attività in gruppo. Distanze, igiene e rispetto delle norme saranno alla base della vita di tutti, non solo dei professionisti dello sport, a maggior ragione comunque per chi fa dello sport non individuale la propria passione nonché il proprio lavoro.

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 Presidente del Coni: 99% la A a metà giugno

( maggio 2020 )


La domanda che aleggia sugli sport in genere e specialmente sulla ripartenza del Campionato di calcio di Serie A, di cui è la motrice trainante, ha risposto con ottimismo il presidente del Coni Giovanni Malagò. Queste le sue parole presso i microfoni del programma radiofonico “Non è un Paese per Giovani” sul canale di stato 2: “Quanta percentuale che la Serie A riparta il 13 giugno? Secondo me il 99 per cento. Si sta facendo di tutto per mettere in condizione il sistema di ricominciare. Per sapere poi quante chance ci sono che il campionato finisca bisognerebbe avere la palla di vetro”. Un mese scarso e potremmo tutti nuovamente metterci comodi sul divano a gustarci 90 minuti di emozioni sul prato verde. Ma lo stesso presidente è stato realista sul proseguo della manifestazione sportiva stessa. Il medesimo interrogativo ci siamo posti noi come quesito: ma se dovessero capitare da partita a partita il diffondersi di contagio in quantità sempre più crescente, come potrebbe terminare il campionato? Se una squadra, o anche più di una, dovesse, nonostante l’aver adempiuto a tutte le misure prescritte sulla sicurezza sanitaria del caso, avere diversi giocatori o elementi dello staff contagiati, sarebbe messa in quarantena? Se così fosse le altre formazioni che risultano ai test in stato negativo, potrebbero andare avanti senza la squadra o le squadre fermate? Da qui a 12 partite, senza contare le coppe nazionali e internazionali ovviamente, di situazioni diverse ne possono capitare. L’unica soluzione è cercare di programmare in anticipo risposte in base a diversi scenari. Simulare le differenti situazioni che possono presentarsi e avere già la sentenza. Si continua, si interrompe temporaneamente ( poco praticabile visti i già oltre tre mesi di stop ), si blocca definitivamente assegnando titoli in base alla classifica raggiunta. Se le partite disputate non fossero numericamente le stesse per tutte e 20 le società, si potrebbe contare come classifica finale quella della “media punti per partita”. Oggi la classifica recita ad esempio Juve in testa con 63 punti in 26 partite disputate. Segue la Lazio a 62 punti con il medesimo numero di partite. Terza staccata l’Inter con 54 punti ed una partita in meno. La media punti darebbe la classifica a punti per partita che reciterebbe: Juve a 2,4230 punti seguita dalla Lazio a 2,3846 e Inter 2,16. Nulla cambierebbe, ma risulterebbe più cristallina. Vi sono casi invece dove ad oggi le posizioni in classifica risulterebbero cambiate. Il Milan che con 26 partite giocate ha accumulato 36 punti ricopre il 7° posto che vuol dire preliminari estivi di Europa League. Al 8° e 9° posto seguono ad 1 solo punto di distacco Verona e Parma, ma con una sfida in meno affrontata. Con la media a punti salirebbero al 7° e 8° posto il Verona e gli emiliani con 1,40 punti, mentre scivolerebbero al 9° posto i rossoneri con 1,3846 punti a partita. Che dire della Sampdoria che rientrerebbe in piena classifica di retrocessione? L’intento e la speranza di tutti, dai tifosi agli addetti ai lavori è di terminare completamente la stagione, ma vi sono tematiche che esulano dal nostro volere, nonostante l’impegno e l’attenzione profusi.

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  La circolare del Viminale che parte dal 4 sino al 17 maggio.

( maggio 2020 )

 

Da questo 4 maggio le squadre di calcio di ogni serie e categoria, come tutte le altre attività sportive di gruppo, possono riprogrammare la ripresa dell’attività atletica, i tanto agognati allenamenti preparatorio. La circolare del Viminale dichiara che “È consentita, anche agli atleti e non, di discipline non individuali, come a ogni cittadino, l'attività sportiva individuale, in aree pubbliche o private, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri e rispettando il divieto di ogni forma di assembramento”. Tutti i club in questa settimana, chi prima, chi dopo, hanno richiamato i propri tesserati dal letargo casalingo per sottoporli alle verifiche di idoneità sportiva (comprensive di tampone Covid-19) e introdurli alla ripresa agonistica. Le singole Regioni hanno già accettato la direttiva ministeriale. Chi più o chi meno, i calciatori, all’interno dei singoli domicili, hanno cercato di tenersi in forma, creando un angolo palestra per mantenere il proprio tono muscolare in condizioni accettabili. L’auspicio di tutti è chiaramente che il Coronavirus vada lentamente a perdere di intensità virulenta. La domanda pero è: quando gli atleti saranno nuovamente in grado di soddisfare i requisiti minimi di efficienza aerobica, resistenza, potenza, agilità e quindi reggere 90 minuti tirati di una partita? L’unica nota positiva a riguardo, è che le condizioni di partenza saranno per tutti le stesse. E’ ragionevole ipotizzare che osserveremo formazioni partire a mille per poi calare drasticamente nella seconda frazione, mentre ve ne saranno altre che gestiranno il proprio carburante per reggere sino al fischio finale. Sarà interessante anche per questo seguire l’andamento della gara. Dopo il fischio finale delle partite confidiamo quindi di assistere a dichiarazioni di allenatori che non potranno avere alibi nel nascondersi dietro al proprio precario stato di forma. Speriamo di poter tornare a parlare di calcio giocato entro questo mese.

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  Società d’accordo sulla ripresa in sicurezza

( maggio 2020 )


Per una volta, tutte le società remano dalla stessa parte. Ci voleva un male comune, molto democratico, ad unire invece che dividere. Ebbene alla possibilità della ripresa degli allenamenti per metà maggio, indicativamente per l’inizio della terza settimana del mese, ci sarebbero i presupposti per chiudere la stagione per massimo inizio agosto considerando i turni infrasettimanali. Lo stesso presidente della Juventus Andrea Agnelli, squadra che ad oggi, in testa solitaria alla classifica conquisterebbe il titolo, ha elogiato il Presidente della Lega Paolo Dal Pino, per la diplomazia e la correttezza d’intenti in questa difficile e imprevedibile situazione nazionale e internazionale che ha colpito tutto e tutti, come se non peggio rispetto ad un conflitto bellico su larga scala. Merito a chi da ben otto anni conquista lo scudetto e anche in questa delicata situazione vuole meritarsi il titolo correndo e sudando sul campo. Sarebbe costruttivo ed utile avere sempre questo approccio positivo da parte di tutti sempre ed in ogni frangente, non aspettando il buio per accendere le luci.

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  Milan e Donnaruma. Nuovamente cassa o amore?

( maggio 2020 )


Una telenovela infinita quella tra il portierone rossonero e la sua squadra del cuore per la quale difende i pali. Il sogno per la maggior parte dei giocatori divenire la bandiera del club per il quale sin da piccolini si è sempre tifato. Grazie al suo allenatore di qualche anno fa Sinisa Mihajlovic che lo fece debuttare a meno di 17 anni in serie A. Da allora è stato un crescendo di performance, con Gigio che ha affiancato dapprima il portierone della nazionale Buffon, per poi nell’ultimo anno e mezzo prenderne il posto. Pare strano, visto che già da cinque anni è il leader di una delle squadre più importanti del Mondo, ma questo atleta ha appena compito 21 anni. Ha dinanzi a sè ha un futuro di oltre 15 anni ad alto livello. Ma dal suo primo anno ogni sessione di mercato è stato un palcoscenico di tira e molla per la cessione a suon di decine di milioni di euro per le casse milaniste. Gli acquirenti vi son sempre stati, probabilmente la Juventus stesso tre anni fa. L’allora amministratore delegato milanese fece di Donnaruma il terzo portiere più pagato al Mondo, cosa che oggi con i suoi 7 milioni di euro è divenuta anche una spada di Damocle per il giocatore stesso. Non sono molte le squadre che possono permettersi di avere uno stipendio così alto, specie per un ruolo, quello del difensore più estremo spesso considerato meno determinante rispetto ad un centrocampista offensivo e sopratutto la figura dell’attaccante. La formula un pò controversa di perdere un giocatore a parametro zero allo scadere del contratto, quindi di disperdere un investimento ed un capitale ingente per una società, porta il club stesso a stipulare accordi lunghi oppure di prolungare lo stesso. Nel caso di Gigio da luglio dell’anno prossimo potrebbe non essere più un giocatore del Milan se non si trovasse l’accordo. Il progetto della società è di investire senza troppa liquidità esterna, quindi il gioiello dove poter fare più plusvalenza ed un’enorme guadagno è proprio Donnaruma. Se arrivassero offerte in questa estate probabilmente i rossoneri darebbero il via libera in cambio di liquidità, altrimenti il club stesso si troverebbe a rivedere il contratto cercando di ottenere dal giocatore e dal suo procuratore uno sconto consistente, in cambio di un prolungamento di altri 4 anni e magari delle clausole liberatorie non troppo rigide. Il problema si chiama Raiola ed è risaputo quanto gli siano a cuore gli interessi dei propri assistiti. JIM a calcett, non condivide questa situazione di continuo ricatto da parte di figure intermediarie che speculano sulla paura dei club di perdere investimenti e immagine. Sarebbe da rivedere a fondo la formula di accordi tra giocatori e club, più pulita, meno onerosa e speculativa da entrambe le parti. Che sia questo periodo forzato di fermo a dare i presupposti per ritornare ad una trasparenza e pulizia di mercato?

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  Editoriale

Riprendere? Se sì, come?

( maggio 2020 )

 

In due mesi sono venuti a mancare, esclusivamente per il Coronavirus, un numero che si avvicina terribilmente ai 30 mila italiani. Che si conoscessero strettamente oppure no, siamo tutti fratelli, e a ben vedere, lo siamo nel Mondo intero, dove da marzo ad aprile si superano le 200 mila vittime per Covid-19. Dati ufficiali ovviamente: purtroppo realisticamente saranno molto di più, considerando quelli non registrati per questa causa. Il 90% delle attività lavorative, da quasi due mesi, è stato bloccato per impedire o quanto meno drasticamente diminuire il diffondersi del virus. Il calcio, per la sicurezza prima degli spettatori e successivamente per gli addetti ai lavori ha provato ad andare avanti anche con gli stadi vuoti, per poi adeguarsi al contesto e fermarsi del tutto. Inizialmente solo in Italia e nel giro di una decina di giorni, a metà marzo anche nel resto del continente. Ora siamo ad un punto di svolta. Il grande sforzo da parte di tutti, noi compresi della redazione di “JIM a Calcett” è stato premiato, ad oggi, con un notevole calo della propagazione della piaga, anche se al giorno, solamente nel Bel Paese si registrano, purtroppo, ancora circa 300 vittime. Da questa prima settimana di maggio, a scaglioni a seconda della tipologia, alcune attività riprenderanno il lavoro, con attenzione e prudenza, ma il calcio come si comporterà? La salute è imprescindibile, quindi sta sopra ad ogni aspetto, ma non siamo così filosofi da non comprendere che soprattutto, se non specialmente, la “Serie A” con il suo giro d’affari, non solo dà da mangiare a tutto il mondo sportivo nazionale, ma rappresenta quasi il 2% del PIL. Non sono solo le 20 squadre ad essere coinvolte, ma tutto ciò che le circonda e quindi le decine e decine di migliaia di persone che lavorano direttamente o indirettamente per il calcio professionista. Il punto è: si può concludere la stagione di calcio, sia a livello nazionale che europeo? Come? E’ necessario? La serie A, si può permettere economicamente di svolgere le partite a porte chiuse, dato che il botteghino dello stadio è divenuta solamente una piccola fetta degli introiti dei club, grazie ai grandi ricavi derivanti dai diritti televisivi. Ma la sicurezza dei giocatori? Sarà possibile, probabilmente, sostenendo le spese dei controlli medici e di sicurezza delle distanze, di fare in modo che si riduca la possibilità di contagio tra gli operatori dello staff, giocatori, e addetti vari. Azzerarne i rischi sarà impossibile. Dal punto di vista lavorativo, nulla da eccepire. Se riaprono negozi e fabbriche con le dovute precauzioni, perché non dovrebbero farlo le attività sportive? Sicuramente l’aspetto economico e le entrate per lo stesso Erario ne beneficerebbero. Oltre a dare un contributo sociale notevole, visto che l’intrattenimento calcistico, dopo quasi due mesi di reclusione forzata, sarebbe un toccasana e darebbe un segnale concreto e rivitalizzante di una tendenza alla ripresa di una quasi normalità. Ma dal punto di vista sportivo? Mancano alla conclusione del campionato di serie A ben 12 partite, se non per 8 squadre 13. Sono 36 i punti in gioco, quindi tutto può accadere in ogni settore, dalla salvezza alla vittoria del titolo, all’accesso alla Champions, come all’Europa League. Mancano anche le semifinali di ritorno di Coppa Italia, per non parlare degli ottavi delle due competizioni europee. Sono diverse le proposte avanzate:

·         Da metà maggio terminare tutte le competizione della stagione 2019/20 come sempre

·         Terminare il campionato con formula a play off, a scontri diretti riducendo le partite

·         Assegnare il campionato alla classifica attuale

·         Cancellare la stagione

“JIM a Calcett” nella passione calcistica che contraddistingue la sua redazione non prende neppure in considerazione i play off e neppure la cancellazione della stagione. La formula a scontri diretti sarebbe una falsificazione totale di quanto è avvenuto oggi. I punti di un campionato esprimono i valori in campo nel lungo periodo. Manca un terzo della stagione ma chi può dire che una squadra è lontana a 6 punti, oppure vicina ad 1 punto? L’Inter prima degli ultimi due incontri con Lazio e Juventus, era lì, vicinissima alla vetta, due partite. Il Lecce ha ottenuto risultati notevoli. Non si può scegliere chi deve fare partite per giocarsi una posizione. Ovviamente una società come la Spal non può competere alla 26° giornata per raggiungere un posto in Champions, ma può ancora lottare per una salvezza dignitosa come il Brescia. C’è chi è nel limbo (dicono che non esista più ma ci siamo capiti). La Fiorentina è a 5 punti dalla B, ma anche a 6 punti dai turni preliminari di Europa League. Con i play off l’Inter non avrebbe nessun diritto di giocarsela con la Juventus, anche in ragione delle sconfitte subite in entrambi gli scontri diretti, così come una squadra come l’Atalanta non meriterebbe di perdere i suoi 3 punti di vantaggio ( con una partita ancora da recuperare ) dinanzi alla Roma che è quinta in classifica. Per contraltare, la stessa Roma ha tutto il diritto e le carte in regola per giocarsela fino in fondo ed accedere almeno al 4° posto che significherebbe Coppa Campioni ( a noi piace ancora chiamarla così ). Quindi o si continua oppure si considera la classifica attuale. La soluzione probabilmente più corretta è quella che si sta adottando nel resto del Mondo extrasportivo. Si riaprono le attività con prudenza, e di volta in volta, con il trascorrere delle giornate e delle settimane, si monitora costantemente la situazione della “terribile infezione” e si valuta se e come procedere con l’allentamento o irrigidimento del lockdown. Il calcio, serie A compresa, come tutte le altre attività sportive professionistiche, potrebbero con mille attenzioni, riaprire le “giocose ostilità” e verificare partita dopo partita cosa accade a riguardo. Sussistessero le condizioni per i giocatori di svolgere allenamenti e partite in sicurezza (relativa) si potrebbe andare avanti e concludere, altrimenti verrebbero assegnate le posizioni in base alla classifica raggiunta al momento del nuovo blocco. In primis ci si dovrebbe concentrare sulla chiusura di tutti campionati. Magari facendo anche partite infrasettimanali. Successivamente si potrebbe provare a chiudere le partite di coppa. Una cosa è certa: dovremmo prendere coscienza che il nostro stile di vita caotico, di aggregazione, un poco chiassoso e simpatico di vivere tutti insieme in amicizia, dovrà subire per molto tempo una ripensamento. La speranza è che non segni in modo irreversibile il concetto di umanità e socialità. Perché oggi si parla di il “Coronavirus”, domani potrebbe essere qualcosa d’altro. Il Mondo e la sua umanità ha già attraversato pestilenze, ma nei millenni ha sempre colpito aree specifiche. Oggi con la globalizzazione, il ceppo?? non è una zona ma il Pianeta intero e tutta la sua popolazione. I nostri costumi dovranno subire un cambiamento. Probabilmente divenire più discreti senza essere però asociali. I Giapponesi hanno nel loro DNA da secoli, il saluto a distanza e non la stretta di mano, e comunque amano vivere e socializzare. Chi vi scrive sente la mancanza degli abbracci, di una passeggiata mano nella mano, ma riflettiamo solamente su chi da anni per malattie è impossibilitato a questi gesti semplici che abbiamo sempre dato per scontato. Speriamo di tornare a parlare di calcio giocato, di azioni spettacolari, ma nel frattempo impariamo ad apprezzare ciò che abbiamo e possiamo fare e non disperarci per quello che ci manca.

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  Il Campionato nelle mani della medicina

( maggio 2020 )


Finalmente uno spiraglio quanto meno di chiarezza. E’ stato il ministro dello sport Vincenzo Spadafora, attraverso le parole sul programma tv “Mi Manda Rai3” a fare luce sulla questione ripresa o meno del campionato di calcio. Queste le parole rilasciate: "Se la Figc e la commissione tecnico scientifica del governo troveranno un'intesa sul protocollo di sicurezza, gli allenamenti riprenderanno; viceversa sarà il governo a decretare la chiusura del campionato. Se non ci sara' quell'accordo, ci assumeremo noi questa responsabilità, facendo in modo che il calcio come altri settori possa avere meno danni possibili Siamo al punto - ha detto - che bisogna lanciare un appello alla lega di Serie A per finire qui con le polemiche e gli scontri. Il calcio deve essere simbolo di leggerezza, passione, di gioco e debba dividerci solo per il tifo". In definitiva se la scienza che sta studiando il Coranavirus, sarà in grado a breve, di stabilire cosa esattamente permette allo stesso di propagarsi e spostarsi da una persona all’altra o anche attraverso gli oggetti, potrà allo stesso tempo stabilire quali sono le misure comportamentali idonee per evitare il contagio. Quindi una messa in sicurezza che possa permettere a giocatori e tutto lo staff in primis di allenarsi. Senza allenamento, non si può neppure concepire una partita tra professionisti, quindi maggio potrebbe essere cruciale in questo senso per la ripresa delle partite. La Figc seguirà le direttive del Governo che a sua volta prenderà la decisione di interruzione o ripresa in base a dati scientifici.

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  Campionato Francese Terminato. Partono i ricorsi

( maggio 2020 )

 

Il governo francese ha stabilito in accordo con la Federazione calcistica d’Oltre Alpi di interrompere non solo il campionato ma di rendere ufficiale la classifica attuale, assegnando così a ciascuna squadra i rispettivi titoli. Pertanto al Paris S.G., solitario in testa alla classifica è stato consegnato l’ennesimo scudetto, così come sono stati definiti i due posti per la Champions ed i tre per l’Europa League. Stessa sorte per le tre retrocessioni. Ovviamente in molti che ancora avevano da giocarsi salvezze o traguardi di coppa da raggiungere sono a dir poco amareggiati, perché il danno d’immagine ed economico è rilevante. Lione essendo settima in classifica, rimarrà fuori dopo 20 anni dalle competizioni continentali. Situazione assurda se si considera che deve ancora affrontare il ritorno degli ottavi di Coppa Campioni con la nostra Juventus, oltretutto vedendola pure in vantaggio nell’andata per 1 a 0. Non a caso, appena appresa la notizia, il presidente della titolata squadra Jean-Michel Aulas, ha dichiarato che farà ricorso e nel caso venga confermata la sentenza richiederà i danni d’immagine e soprattutto economici di traguardi non raggiunti non per demeriti propri. Si parla di decine di milioni di euro che verrebbero a mancare nelle casse del club compromettendo la stagione successiva in quanto ad investimenti sul mercato e struttura. Ovviamente a ruota anche le altre squadre danneggiate si accoderanno ai reclami. Cosa che accadrebbe ovviamente anche qui da noi e in qualsiasi altro campionato professionista internazionale.

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  Lautaro Martinez a Barcellona?Perchè si e perchè no?

( maggio 2020 )


Il goal lampo dell’attaccante neroazzurro di autunno in casa del Barca fu fatale con ogni probabilità per far scattare la scintilla tra il club Blaugrana e l’arcigna punta argentina. Ancora ventiduenne Lautaro Martinez, non è più una promessa, ma una certezza di quello che riesce a fare e soprattutto quello che ancora può dare in più. I suoi margini di miglioramento sono notevoli, ma a differenza di tanti suoi coetanei ha già affrontato pressioni ad alto livello uscendone da vero fuoriclasse. Probabilmente non ha un modo di giocare di classe ed elegante da vedere, ma nei sui 174 cm di altezza e 75 kg di peso sprigiona una forza a livello di Suarez, Aguero o Tevez, con una tecnica di primissimo livello. Aggiungiamoci la sua facilità di corsa e una grinta e determinazione inarrestabili, ed ecco per quale motivo in Spagna il Barca lo cerchi tantissimo. Anzi, le testate giornalistiche iberiche danno quasi per scontato l’accordo tra il Barcellona e l’entourage del giocatore. A questo punto la società milanese come si comporterà? Martinez ha sempre ammesso di stimare i colori per la squadra con la quale sta giocando e di trovarsi benissimo sotto ogni aspetto. Ciò nondimeno dinanzi all’interesse di una squadra ancor più blasonata, vincente e dal potenziale vastissimo, con la prospettiva di poter giocare con uno dei due calciatori più forti al Mondo, guadagnando anche il doppio può far cambiare idea a chiunque, specie a chi è ambisce sempre al meglio. L’Inter sarà in grado di poter offrire quello che il Barcellona oggi riesce a dare? E’ una società solida ed increscendo ma ci vuole pazienza per raggiungere certi traguardi. L’ex capitano neroazzurro, anch’esso argentino, guarda caso, Zanetti, ha pazientato stagioni su stagioni nella stessa squadra, per poi raggiungere l’apice nell’Italia, in Europa e nel Mondo. Avrà il giovane sud americano la stessa serenità di attesa di crescita personale e di squadra? E l’Inter ne beneficerebbe dalla sua cessione o ne perderebbe? Stiamo parlando, considerando i parametri attuali di mercato, che la giovane punta interista possa portare, in caso di vendita, una cifra vicina al centinaio di milioni. Un incasso che risulterebbe storico per le casse dello stato, soprattutto per l’ampia plus valenza, prendendo in considerazione quanto spese il club milanese per prelevarlo dalla sua terra natia. Ma un team che vuole crescere può farlo cedendo uno dei suoi pezzi migliori che soprattutto ha dinanzi a sé almeno una decina d’anni di altissimo livello? Tutto sta nella capacità di saper rinvestire la considerevole cifra in ottimo modo. Se si avesse per le mani una giovane promessa già però piuttosto pronto tecnicamente e di testa senza un grosso investimento, buona parte di quello incamerato dovrebbe essere orientato su di uno o due giocatori di spessore già affermati che elevino il tasso tecnico e di esperienza della formazione. Se così non si riuscisse, sarebbe un danno cedere una certezza per tanti anni di gran livello per delle incognite. Una squadra che vuol divenire grande non perde i pezzi migliori, ma vi sono casi che dimostrano il contrario. Prendiamo la Juventus che cedette il suo più grande fuoriclasse, il francese Zidane dopo cinque anni e dalla cessione, nel 2001 i bianconeri si presero dal Parma calibri come Buffon e Thuram più atri giocatori di qualità. Oppure la stessa Inter scambiò Ibra con Etò aggiudicandosi lo storico Triplete. Bisogna essere bravi rischiando senza rischiare.

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