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Inter stagione25/26A: Inter-Juve 3-2. Inter vittoriosa, ma il rosso a Kalulu pesa ( febbraio 2026 ) In questo San Valentino c'è l'incontro tra due squadre che tutto sono tranne che innamorate: è il derby d'Italia tra Inter e Juventus che si gioca al Meazza. I nerazzurri non hanno ancora vinto uno scontro diretto tranne contro la Roma e nella sfida a Torino, i Meneghini in vantaggio per 3 a 2 oltre l'ottantesimo la persero 4 a 3: erano due squadre completamente diverse, Chivu doveva ancora plasmare la sua creatura e quella Juventus di Tudor è lontana anni luce per identità collettivo e compattezza rispetto a questa di Spalletti. Di fatto i bianconeri partono più convinti e decisi rispetto ai nerazzurri con un maggior possesso palla e una maggiore iniziativa, anche se al sedicesimo al primo mezzo affondo l'Inter, passa con molta fortuna in vantaggio, dato che il cross dalla destra basso di Luis Enrique trova la deviazione sfortunata di Cambiaso che spiazza di Gregorio, che prova in modo goffo col piede sbagliato a deviarla fuori. Inter in vantaggio, ma non per meriti propri e di fatto la fortuna a volte ti sorride e a volte si gira dall'altra parte quando gli stessi interpreti del goffo vantaggio nerazzurro si scambiano i ruoli. Infatti Conceicao scende sulla destra e traccia un cross nell'area piccola e i centrali interisti la lasciano scorrere e Luis Enrique come un novizio da oratorio rimane impalato in aria senza accorgersi dello spostamento di Cambiaso che lo anticipa sul secondo palo per l'uno a uno più che meritato. A quel punto l'Inter si sveglia e inizia a farsi più pericolosa e riprende in mano la partita e Zielinski da regista entra in area e con un soffice pallonetto supera Di Gregorio, ma la Juventus spazza quasi sulla linea in calcio d'angolo. L'Inter va vicinissimo alla rete prima Di Gregorio la para poi sulla deviazione successiva la palla carambola sui due pali correndo sulla linea di porta e uscendo incredibilmente. La svolta della gara avviene al 41esimo quando dà una palla corta di Miretti verso Kalulu sopraggiunge Bastoni che parte veloce in un potenziale contropiede e alle leggerissimo tocco di Kalulu di mano sul suo braccio si lascia cadere per una simulazione, piuttosto evidente che però trae inganno l'arbitro e Kalulu già ammonito viene espulso per doppia ammonizione e la Var per un regolamento assurdo non può intervenire in questo tipo di situazione per una doppia ammonizione il contatto di mano sul braccio c'è ma il giocatore nero azzurro ha cercato evidentemente l'espulsione dell'avversario in modo antisportivo. Così la Juventus si trova a giocare tutta la ripresa in inferiorità numerica. Ed è proprio la Juventus che in apertura del secondo tempo ha i presupposti per portarsi avanti con un'azione insistita che mette in risalto tutte le lacune della retroguardia interista imbambolata è ferma e la doppia conclusione della Juventus in area trova centralmente in tutte le due occasioni Sommer pronto alla respinta e alla parata. Col passare dei minuti., Esposito mette lo zampino dove Di Gregorio non può raggiungere per il 2-1. Ma questa Juventus è in partita e non demorde e non si dà per vinto che con merito al 82esimo con un ulteriore gestione delle marcature approssimativa dei nerazzurri si riporta in pareggio. In questi casi serve la giocata di qualità del singolo che arriva di fatto al novantesimo quando Zielinski dal limite dell'area si fa scorrere la palla con un'auto tunnel da destra verso sinistra portandola sul suo mancino e di sinistro il polacco fa partire un rasoterra di Prato che passa sotto a Locatelli con un Di Gregorio che rimane fermo, non vedendo partire neanche il tiro per il 3 a 2 finale con l'Inter che spreca con Thuram anche un 4-2 che sarebbe stata una penitenza eccessiva per un'ottima Juventus che ha dato l'anima singolarmente e di collettivo non facendo apparire durante il secondo tempo l’inferiorità numerica. Di fatto probabilmente questa sconfitta cancella con questi 15 punti di vantaggio sui bianconeri la possibilità alla Juventus di rientrare in un discorso scudetto, ma non è stata un Inter forte che si imposta sull'avversario. La Juventus è stata più decisa è convinta durante il match mentre i nerazzurri, hanno sentito molto la gara con diverse distrazioni in difesa ed è solo la qualità delle giocate di alcuni interpreti hanno permesso i nerazzurri di portarsi a casa l'intera posta. Su bastoni sarebbe da rivedere non solo il regolamento, ma anche un successivo controllo arbitrale post partita sul comportamento antisportivo del giocatore con successiva squalifica che sia ad esempio per altri. Vincere con uno stratagemma antisportivo, non è un esempio e alla fine non conta vincere, ma come si vince.
A: Sassuolo-Inter 0-5. Inter, prima regge, poi colpisce e infine dilaga ( febbraio 2026 ) Altra trasferta per l'Inter contro il Sassuolo , Inter che deve mettere fieno in cascina in queste partite per accumulare punti sulla inseguitrice Milan che presto potrà usufruire del maggior carico di lavoro di nerazzurri tra Coppa Italia e Champions ed proprio per questo Chivu non vuole rischiare e mette il meglio di quello che ha a disposizione, ovviamente dovendo fare a meno degli indisponibili Chalanoglou e Barella. La trasferta è di quelle comunque insidiose perché va in Emilia contro un Sassuolo che sta attraversando uno stato di forma ottimale sia in termini di prestazioni che di risultati. Non a caso i neroverdi sono a ben 11 punti sopra la zona rossa con una partita in meno e se dovessero vincere questa sera in casa raggiungerebbero temporaneamente a quota 32 punti la Lazio che ricopre l'ottavo posto. Infatti i padroni di casa partono molto bene con pressione alta compatta veloci mettendo in crisi la retroguardia nerazzurra che con un centrocampo lento pare piuttosto vulnerabile e scoperta. Tant'è vero che dopo neanche 7-8 minuti un paio di ripartenze veloci mostrano varchi interisti troppo ampi, ma dei quali gli Emiliani non riescono ad approfittare così ecco che all'undicesimo minuto dalla bandierina batte il sinistro di Dimarco per l’1-0. Poco dopo ad uscire per l'inserimento veloce di Thuram che supera il suo marcatore e di prima la butta dentro per il 2 a 0 e siamo a neppure la mezz'ora e l'Inter gestisce. Ma si sa che non è nelle sue corde far calare il ritmo e nascondere la palla e infatti il Sassuolo inizia a farsi sempre più pericoloso. L'Inter un po' distratta e prima del riposo giunge il gol del Sassuolo bella discesa di Lloriente che il migliore degli Emiliani che da sinistra crossa nuovamente a destra con la fase difensiva dal lato di Dimarco e Bastoni completamente sguarnita e arriva al tap-in vincenti del Sassuolo, ma la fortuna sorride però l'Inter perché la Var pesca un fuorigioco a dir poco millimetrico che annulla la rete e il risultato di 2 a 1, prima di riposo sarebbe stato anche giusto così. Nella ripresa gli Emiliani vedendo che possono riaprire la gara partono con convinzione, ma la propria buona volontà viene spenta dopo 5 minuti perché da una ripartenza dell'Inter arriva poi un'azione manovrata che porta la palla rapidamente in centro area dove Lautaro è bravissimo e lesto a stoppare e tirare immediatamente di sinistro per il 3 a 0 che chiude definitivamente le ostilità. E se questo non bastasse tre minuti dopo nuovamente su calcio d'angolo e nuovamente dal piede sinistro di Di Marco arriva il colpo vincente di testa di Akanji per il poker e siamo a 53esimo, quindi c'è ancora più di mezz'ora da giocare, ma per proteste il Sassuolo rimane pure in 10. Quindi oramai è solo questione di chiudere la gara al più presto possibile l'Inter e senza accelerare troppo si permette 5 cambi per far riposare e colpisce anche un ulteriore palo fino a quando all'ottantesimo all'ennesimo assalto nerazzurro, la palla giunge a destra in aria a Luis Enrique che ha tutto il tempo di stoppare e prendere la mira e tracciare un destro di collo pieno per il 5 a 0 definitivo. Punizione eccessiva per un Sassuolo che aveva le idee ben chiare per fare una partita diversa, ma gli episodi le circostanze hanno portato l'Inter a dilagare meritando di vincere in modo ampio anche se il Sassuolo non avrebbe meritato questo risultato così ampio con errori del portiere espulsione e anche errori della difesa e anche in più la sfortuna sul gol che avrebbe riaperto la gara hanno condannato il Sassuolo ad una sconfitta pesantissima. L'Inter senza neppure troppo dannarsi l'anima allunga sulle avversarie temporaneamente mettendo pressione soprattutto alle più dirette inseguitrici con Milan Juve e Roma che devono ancora scendere in campo.
CI: Inter-Torino 2-1. Turno superato con tutti a riposo ( febbraio 2026 ) L'Inter ha un grande avversario, e con tutto il rispetto dei granata, non è in sé la squadra che deve affrontare sul rettangolo verde, ma bensì il calendario alquanto fitto che ha in questo febbraio. Avendo bucato l'ingresso agli ottavi diretti di Champions, anche se di poco, ci saranno le due partite di play off, in mezzo a sfide pesanti per la lotta al Campionato. E qui a Monza e non a San Siro, l'Inter ospita il Torino in questo quarto di Coppa Italia. Ma è un'Inter a dir poco 2.0. L'unico vero titolare è Thuram e forse uno dei due centrali di difesa quasi quarantenni. Affianco a loro Augusto. In regia l'armeno con interni Frattesi e Diouff e sulle fasce i giovani Kamate e Cocchi. Davanti insieme al francese c'è Bonny. E di fatto questa è un'Inter che non si conosce, senza automatismi e movimenti di squadra collaudati. Il giro palla è lento e prevedibile oltre che poco propositivo. Il primo e unico squillo giunge da un'iniziativa personale, quando Augusto quasi al 20' minuto, scende palla al piede sulla sinistra e lascia partire un tiro di collo esterno che si stampa sulla parte alta dalla traversa. L'iniziativa accende i nerazzurri che iniziano ad aumentare i giri del motore e anche i più inesperti acquisiscono maggiore intraprendenza. Infatti al 35' minuto Kamate và via sulla destra e crossa centralmente per la testa di Bonny che porta avanti i suoi. Partita che appare chiusa al 2' minuto della ripresa quando è Thuram, in uno dei suoi pochissimi guizzi della serata, ad entrare in area a destra e tracciare un passaggio arretrato in centro area che in scivolata Diuff trasforma in raddoppio. I meneghini reputando il match oramai archiviato abbassano talmente il ritmo, già di per sé basso, sino a quasi spegnersi e il Torino inizia ad affacciarsi dalle parti di Martinez e quando al 57' minuto giunge il cross da destra arriva la rete di testa che riapre le ostilità. E l'Inter rischia, specie al 73' minuto quando sempre di testa i granata segnano ma in leggerissimo fuorigioco. L'ingresso di Lautaro, Esposito, Sucic, Bisseck e Luis Henique non risvegliano l'Inter ma le conferiscono quanto meno maggiore consistenza sino a portare la gara a termine senza ulteriori rischi. Molti titolari sono stati risparmiati e la semifinale conquistata. Ora l'Inter può tornare a pensare alla lotta Scudetto e non solo.
A: Cremonese-Inter 0-2. Lautaro apre la vittoria anche questa volta ( febbraio 2026 ) Dopo la partita di Champions che ha visto i nerazzurri vittoriosi in Germania contro il Borussia si ritorna sul suo terreno preferito, ovvero il campionato e l'Inter si trova a giocare a Cremona per mettere pressione ai più diretti inseguitori. Il Napoli ha già fatto il suo dovere vincendo al Maradona 2 a 1 con la Fiorentina e quindi si è riavvicinato mentre il Milan giocherà martedì mentre Juve e Roma, sono tra la serata e lunedì. La panchina spetta a Thuram con Esposito dal primo minuto e allo stesso tempo fa riposare a Akanji ripescando Bisseck nei tre centrali di difesa. Il centrocampo vede Frattesi partire da titolare con le corsie esterne obbligate visto gli infortuni, con Di Marco e Luis Enrique, Zielinski, invece in regia con l'altro interno Sucic. L'Inter dimostra subito il piglio della squadra che vuole prendersi l'intera posta e mettere in chiaro il proprio intento. Pressa e crea già i presupposti nei primi 10 minuti. Ed ecco al quarto d'ora una specialità della casa ovvero un calcio d'angolo battuto in maniera tesa e insidiosa perfetta per Lautaro.L'Inter una volta in vantaggio gestisce, ma crea ancora e ha voglia di chiudere la partita e così avviene prima della pausa del tè con Lautaro che difende palla davvero capitano a centrocampo apre a destra per Luis Enrique che la porge dopo fuori dall'area a Zielinski ed è l'ex Napoli che fa partire un terra aria imprendibile dove Audero non può far nulla per un 2 a 0 che mette in discesa la gara per i nerazzurri. In avvio di ripresa un brutto episodio che ha poco a che fare con lo sport fa fermare la partita perché dalla curva nerazzurra parte un petardo che quasi colpisce Audero il portiere della Cremonese. Dopo un 3-4 minuti il portiere ritorna a giocare sotto gli applausi di tutti quanti e la Cremonese trova più fiducia e l'Inter perde il possesso della gara e rallenta la manovra. La Cremonese all'83 rischia di riaprire il match con un palo dove Sommer non sarebbe mai arrivato ed è l'unico vero pericolo che l'Inter deve affrontare perché poi dopo sei minuti di recupero arriva al fischio finale dell'arbitro che sancisce l'ennesimo successo della capolista che allunga temporaneamente su Milan Juve e Roma e tiene a distanza il Napoli che aveva appunto già vinto. L’Inter che dovrà tornare in campo per la Coppa Italia, ha dimostrato un'altra volta che il suo obiettivo grosso è quello dello scudetto perso l'anno scorso all'ultima giornata per un punto.
CL: Borussia D.-Inter 0-2. Inter la vittoria contro una big che non serve, ma aiuta ( gennaio 2026 ) L'Inter che era partita con le prime quattro partite di Champions con quattro vittorie agevolata dal fatto di aver incontrato quattro squadre a dir poco abbordabili si è trovata dopo altre tre partite con squadre di caratura ben più elevata che l'hanno portata a tre sconfitte, anche se ha sempre combattuto e talvolta immeritate. Sta di fatto che proprio nell'ultima gara contro l'Arsenal, l'Inter è uscita dalle prime otto e con 12 punti si trova non solo ad essere costretta a vincere per accedere agli ottavi direttamente ma sperare anche delle combinazioni di altri risultati. Col forfait di Barella Chivu manda in campo dal primo minuto il suo logico sostituto su Sucic e Zielinski e regia al posto di Calhanoglu mentre l'armeno che l’Inter è partita lenta, magari per via anche della leggera nevicata in corso. Ecco che nerazzurri iniziano a macinare le loro classificazioni offensive ed è il primo a rendersi pericoloso. Scendendo dalla Bastoni sulla sinistra, ma il suo piede non è quello. Il primo tempo scivola via senza troppi sussulti, anche se emerge un Luis Enrique sulla destra molto più positivo nella corsa e nei cross ma le conclusioni interista sono di testa timide e imprecise nella ripresa pian piano i ritmi si alzano e l'Inter anche con i cambi con Frattesi e Lautaro in campo e poi Esposito trovano più energia e iniziano a metà del secondo tempo a prendere in mano la gara costruendo più potenziale occasioni da gol anche se è Sommer bravissimo questa volta a uscire sui piedi dell'attaccante del Dortmund che si stava proponendo in aria palla al piede. Ma tra Esposito chiuso all'ultimo e Frattesi che trova la diagonale giusta ma respinta dal portiere. Ecco che ci vuole la pennellata d'autore di un mancino esperto e l'Inter ce l'ha e Di Marco che su punizione segna un gol che da tempo non si vedeva perché sembra che abbiano disabituato i calciatori a tirare direttamente in porta da punizione e infatti il portiere probabilmente non se l'aspettava perché parte anche in ritardo. Inter in vantaggio al settantesimo e meneghini non si arrogano a difendere il risultato tengono alta la pressione e tengono lontano il Dortmund tant'è che in pieno recupero, strada recuperata porta Diouf è tirato in mediana a siglare con un dribbling forzato in area il primo gol in maglia nerazzurra per il 2-0 finale. Un risultato che fa molta autostima e che permette all'Inter di vincere dopo tanto tempo uno scontro diretto, dato che il Dortmund è secondo in Bundesliga dietro il Bayern e non perdeva in casa in Champions da ben 21 partite. i ragazzi sono rimasti per 10 minuti dopo il vantaggio all'ottavo posto, ma la combinazione di giocare tutte insieme ha portato la sconfitta del Real Madrid e allo stesso tempo la sconfitta del Napoli a far scivolare dall'ottavo prima il nono e poi al decimo posto in nerazzurri che dovranno per forza di cose giocarsi sedicesimi. Tuttavia la gara oggi giocata con serietà di concentrazione non può che far bene ai nerazzurri anche in chiave campionato.
A: Inter-Pisa 6-2. Due schiaffoni svegliano l'Inter che ne fa 6 ( gennaio 2026 ) L'Inter dopo la sconfitta al Meazza contro i forti inglesi dell'Arsenal, ne è uscita un po' con le ossa rotte e ora dopo soli tre giorni sempre davanti al suo pubblico deve ritrovarsi perchè arriva l'ultima in classifica che le può permettere di allungare sicuramente verso alcune inseguitrici viste che le quattro che la braccano si scontrano tra di loro. Chivi lascia a riposo Akanji per de Vrij, Dimarco per Augusto, Barella per Sucic con Zieliniski che sostituisce in regia il turco infortunato. Esposito c'è dal 1' minuto per un Thuram al meglio. Alcune defezioni per un'Inter comunque competitiva ma che parte al piccolo trotto con un possesso palla e territoriale sterile ed una circolazione di palla lenta e prevedibile che i toscani non faticano a controllare. Testimonianza di questa mancanza di intensità è il retropassaggio dalla mediana da parte di Mkhitaryan verso Sommeri all'11' minuto. Il portiere svizzero l'appoggia centralmente verso Zielinski ma non in modo corretto e quando la sfera giunge sui piedi di Moreo, l'attaccante pisano d'istinto calcia perfettamente per un pallonetto preciso a porta vuota per il vantaggio toscano. Lo schiaffo non accende il motore meneghino che non trova sbocchi e scintille in nessun interprete e così dopo altri 12' minuti si calcio d'angolo il Pisa trova il raddoppio con Moreo, ancora lui, che giunge sul primo palo privo di marcatura. Inter sotto di due reti e senza aver creato molto, tranne un'incursione estemporanea di Bisseck in area con seguente ciabattata fuori. Chivu trova la falla più grossa, cioè la mancanza di birra esterna. Fuori al 34' minuto, un'impalpabile Henrique a destra con spostamento di Augusto ( un sinistro ) al suo posto, con l'ingresso a sinistra del mancino dalla nazionale. E Dimarco accende la “Beneamata”. 5' minuto dopo il suo ingresso, dal suo tiro arriva una seconda conclusione deviata da un braccio pisano. Sul dischetto Zieliniski non sbaglia e l'Inter dimezza lo svantaggio. Allora si accende veramente la banda di Chivu e dopo 2' minuti è lo stesso esterno sinistro a crossare forte e arcuato sul primo palo per Lautaro che come un “Toro” si avventa di testa per il pareggio. Gara riassestata ma l'impeto interista non si esaurisce qui e in pieno recupero Lautaro la protegge sulla trequarti e allarga lungo a sinistra per Bastoni che giunge sul fondo a crossare per un Esposito che dopo tanti duelli giunge a spizzarla sul secondo polo per una rimonta insperata compiuta prima del riposo. Si rientra e l'Inter con la gara ora in mano cerca senza rischiare troppo il 4 a 2 per mettere in sicurezza il match. Tra un'occasione e l'altra sciupata, su corner rischia di pareggiarla il Pisa e dopo anche il palo di Dimarco, ecco che all'82' minuto con la coppia d'attacco cambiata è Thuram entrato in area ad offrire da destra a sinistra la palla a Dimarco che al volo trova un diagonale sporco che dopo un doppio palo entra in porta. A questo punto che la sfida è veramente chiusa, il Pisa si scioglie e a Bonny occorrono appena altri 4' minuti per andare via tra i difensori e superare Scuffet, per la quinta volta. Al 93' ecco che si aggiunge al festival del goal pure l'armeno che appoggia in rete una palla destinata quasi al goal dopo un cross non respinto dalla retroguardia toscana. Un sonante 6 a 2 che dimostra i due volti dell'Inter. Quando non ha il motore veramente acceso, questa squadra è a dir poco normale e battibile da chiunque. Se si accende e gira al massimo diviene una macchina inarrestabile da goal, come dimostrano le 50 reti messe a segno in queste prime 22 Giornate.
CL: Inter-Arsenal 1-3. Troppo forte per questa Inter e gli 8° si allontanano ( gennaio 2026 ) L'Inter si trova a giocarsi il proseguo della competizione più importante a livello europeo contro probabilmente la squadra più forte più in forma in questo momento l'Arsenal. Infatti è prima in premier, ma soprattutto arriva da ben 6 vittorie consecutive in Champions unica punteggio pieno e con un solo gol al passivo. Chivu non inventa nulla di nuovo per giocarsela ripescando comunque Acerbi al centro della difesa affiancato da Akanji e Bastoni e all’ ormai consolidato Zielinski e Barella con Sucic. Gli inglesi, comunque partono subito forte schiacciando nella propria metà campo i nerazzurri e anche se sfortunato arriva prima dello scadere del decimo minuto il vantaggio inglese. Infatti da un tiro al limite sbucciato si crea un passaggio inaspettato per Jesus che davanti a Sommer è troppo libero per non sbagliare il vantaggio degli ospiti. Ma va data una scossa ai padroni di casa che iniziano a aumentare il numero di giri e accelerare le proprie giocate e di fatto non passa molto con una bella ripartenza va a pareggiarla con i tiri di Thuram e Barella che vengono respinti e con la palla vagante fuori dall’area e Sucic bravissimo a trovare quasi l'incrocio di pali dove il portiere inglese non può arrivare. L'Inter c'è, la partita adesso è molto più bella perché le squadre se la giocano alla pari e i nerazzurri, hanno una grandissima possibilità di portarsi avanti con una ripartenza rapida portata avanti adesso con altre contro uno ma è lo stesso su Sucic a ritardare troppo il passaggio a destra ed effettuarlo troppo largo e il francese nella sua conclusione non trova neppure la porta. Prima della pausa sia gli inglesi che gli italiani hanno la possibilità di portarsi avanti, ma si va negli spogliatoi sulle parità di 1-1 in una bella gara. Scelta nella ripresa dell’allenatore inglese di fare entrare giocatori di altissimo livello e quindi gli inglesi aumentano il proprio tasso tecnico, mentre l'Inter inizia ad accusare la fatica ed è di fatto l'Arsenal che riparte con l'iniziativa e giunge su calcio d'angolo il nuovo vantaggio inglese la difesa dell'Inter un po' imbambolata. Anche per via di una palla reputata al centro che colpisce la traversa e ricade il centro aria per il colpo di testa vincente degli inglesi. L'Inter ci prova con qualche frullata a rimettere la sfida pari ma gli avversari non soffrono più di tanto. Così l'Inter spicca quel paio di possibilità per pareggiarla e il tentativo di Chivu di provare il tutto per tutto facendo uscire Lautaro provando un tridente pesante con Bonny ed Esposito con Thuram, ma si vede solo l'italiano farsi pericoloso e all'83 è l'Arsenal che riparte veloce e cattivo contro i centrocampisti interisti che non riescono a frenare la ripartenza . Partita che si conclude con il 3 a 1 finale per l'Arsenal e con l'Inter che ci ha provato ma è emerso sin da subito che l'Arsenal è di un altro livello superiore in gioco in intensità e in qualità degli interpreti. I nerazzurri sono competitivi specie in campionato, ma certi livelli non puoi permetterti di giocare solo con una fascia e di avere i giocatori stanchi. Vincere a Dortmund, probabilmente non basterà per entrare nelle prime otto e questo vuol dire sedicesimi di Champions in due partite in più che porteranno via energie anche per la lotta campionato.
A: Udinese-Inter 0-1. Di misura e concentrazione la capolista vince ancora ( gennaio 2026 ) L'Inter, dopo il rallentamento a seguito del pareggio del Napoli nel recupero, ha vinto con molta fatica in casa con il Lecce e nei minuti finali. Un Inter che è parsa stanca per via di un gioco comunque molto dispendioso che chiede movimento da parte di tutti i giocatori e di un'intensità sempre al massimo dei livelli. Con il Milan, la Juventus, la Roma e lo stesso Napoli che sono lì, comunque non lontanissime pronte ad approfittare di ogni passo falso della capolista. La trasferta in Friuli è particolare perché all'Inter quest'anno si è detto e non è un'impressione, ma un dato di fatto che è caduta nei big match e tranne il successo con la Roma è uscita battuta contro Juve Napoli e Milan nel girone di andata con 0 punti. Le 3 sconfitte più una avvenuta a San Siro proprio contro l'Udinese, probabilmente la prestazione peggiore dell'intera gestione di Chivu meritando la sconfitta, anche se eravamo all'inizio effettivamente del campionato e un'intera stagione ancora in pieno cantiere e le ferite aperte della terrificante sconfitta di Champions. Quale modo migliore di dimenticare quella bruciante sconfitta contro i bianconeri friulani che partire subito forti nella metà campo dei bianconeri così l'Inter pressa dal primo istante e Lautaro, dopo tre minuti va subito il tiro in area ma trovando il portiere ben posizionato centralmente subito dopo in una vollè dopo un cross da destra a sinistra e Di Marco a chiamare in causa dopo una sua splendida conclusione dove Okoye che respinge in angolo. L'Inter continua a giocare a proporsi è quasi al ventesimo Zielinski regista al posto del Turco a imbeccare dalla mediana in aria che da centravanti boa è bravissimo di tacco ad offrire a Lautaro la palla in aria. Il toro con un abile finta supera il suo marcatore diretto resiste alla carica da dietro di fisico e di esterno destro trova l'angolino basso dove Okoye non può raggiungere la palla. Inter in vantaggio che continua a costruire nella primo tempo per chiuderla ma non trova nella precisione nella sbavatura dell'avversario. Errore che invece commette al 33esimo barella che controlla con troppa sicurezza e superficialità nella propria area la palla perdendola e mandando al tiro l'Udinese per l'unica vera occasione dell'avversario. Ma in questa circostanza Sommer è bravo a respingere. Nella ripresa l'Inter parte per chiuderla e trova due volte l'occasione da gol ma non coglie e tiene a galla i suoi. A quel punto l'Inter inizia a rifiatare l'ultima mezz'ora ed è una gestione oculata della partita con Akanji da mediano davanti la difesa diventa il primo baluardo per questo importantissimo 1-0. In effetti l'Udinese anche provando i lanci lunghi non riuscirà mai ad avvicinarsi dalle parti di Sommer e l'Inter senza soffrire più di tanto porta a casa con questo gol tre punti importanti per tenere quanto meno le distanze invariate sulle più dirette inseguitrici punti importanti specie in chiave Champions perché con l'arrivo delle partite di Coppa le energie verranno ancora meno e avere un cuscinetto di margine potrà essere a maggio fondamentale.
A: Inter-Lecce 1-0. Il recupero con i nervi per allungare ( gennaio 2026 ) A 48 ore dal big match finito in parità di livello europeo tra Inter e Napoli riscende in campo la capolista Inter e come negli ultimi turni Inter Milan e Napoli, hanno sempre giocato ravvicinati chi prima e a chi dopo a dare pressione oppure stimoli all'avversario dopo aver già giocato oppure essendo a conoscenza del risultato dell'avversario. Infatti l'Inter scende esattamente dopo il recupero del Napoli contro il Parma finito al Maradona in parità e si sono viste le scorie della intensissima partita di San Siro di due giorni fa sono rimaste sulle gambe dei ragazzi di Conte. L'Inter è messa meglio visto che in quella partita ha perso Calhanoglu e si sono mostrate crepe di stanchezza, per questo lo stesso Chivu tiene a riposo in difesa Bisseck rispolverando Acerbi, Di Marco sulla sinistra lascia il posto da Augusto e di Diouf fa rifiatare Luis Enrique. Al posto di Chalanoglu e sui lati mette Barella e lo stesso Lautaro visibilmente stanco contro il Napoli si ferma in panchina e gioca con Thuram sia Bonny. Anche il Lecce però ha ben cinque titolari non a disposizione eppure dal primo minuto di gioco i salentini dimostrano di essere venuti qui al Meazza per giocarsela forti anche del recente ricordo del pareggio a Torino contro la Juventus, l'Inter non è la solita che macina gioco e costruttrice di innumerevoli occasioni da gol, anzi è la versione più grigia degli ultimi mesi stanca prevedibile sia di testa che di gambe non è solo questione di giocatori come Diouf che non ne azzecca una ma gli stessi Barella Thuram e Zielinski non girano come al solito. Anzi l'attaccante francese viene pur ammonito per simulazione, forse eccessiva, ma in area poteva lottare di più senza cercare per forza il contatto cosa che avviene al minuto 23 su Bonny che in dribbling viene effettivamente agganciato. Il rigore viene concesso dall'arbitro ma la Var mostra che prima il difensore del Lecce tocca leggermente la palla, quindi il rigore viene revocato. L'Inter fa un po' di pressione, ma alla fine l'unica parata di Falcone risulta essere quella al quinto minuto su dribbling in area da parte di Bonny che lo costringe a stendersi verso la sinistra e deviare in angolo e rischia grosso in un contropiede. Invece in pieno recupero prima della pausa, Sommer molto fuori dai pali arriva il pallonetto ma non trova lo specchio. Nella ripresa l'Inter riparte ruminando calcio, ma Chivu si accorge di dover accelerare i suoi cambi e dopo 10 minuti ecco entrare energie fresche con Luis Enrique ed Esposito al posto di Bonny e Frattesi al posto di Barella e l'Inter inizia a pressare meglio. Non è l'Inter scintillante solita ma inizia a comandare veramente la partita senza però riuscire a trovare grossi varchi e il Lecce ci mette organizzazione corsa e intensità. Allora ecco entrare anche il capitano Lautaro con Chivu che prova il tridente pesante con Lautaro insieme a Thuram ed Esposito ed infatti al settantesimo dopo una continua pressione l'Inter entra in area Esposito appoggia di prima a Lautaro che calcia al volo, teso e forte dove Falcone può rispecchiano come può ma sulla sua respinta si avventa Esposito che scaraventa di rabbia la palla in rete vantaggio neroazzurro, dopo una fatica immensa. Poco dopo Esposito ha una grande occasione e scheggia il palo su una bella azione in seguito, Chivu ritorna ha più pacifico 3-5-2 per gestire la gara sino al termine anche perché il Lecce aveva rischiato di segnare in precedenza su un'incursione da destra dove Sommer riesce a respingere smanettando il tiro del difensore centrale salentino. L'Inter è sulle gambe, ma con concentrazione e con i nervi e la voglia riesce a portarsi a casa i tre punti pesantissimi, visto il rallentamento del Napoli. Da qui al termine della stagione ogni punto perso o guadagnato specie con tanta fatica e faranno la vera differenza oggi il guadagno di un punto o due, domani lo puoi ripetere e la lotta scudetto nonostante gli attuali più sei punti sul Napoli. Ma anche su Roma e Juventus è aperta ad oggi a ben cinque squadre A prescindere dalla matematica e dei punti in classifica, quella che oggi pare stare meglio sia la Juventus ci ha ritrovato morale DNA corsa voglia e un anche un pizzico di gioco. L'Inter intanto è campione d'inverno, ma come dice Chivu conta solo a maggio.
A: Inter-Napoli 2-2. Spettacolo da Premier per una lotta Scudetto infinita ( gennaio 2026 ) Inter-Napoli, se non fosse che è la prima del girone di ritorno potrebbe essere veramente la partita scudetto. I meneghini sono avanti di 4 punti rispetto ai Campioni d'Italia in carica entrambi possono sfruttare anche lo scivolone del Milan che pareggia a Firenze 1 a 1 nel primo pomeriggio. Conte deve fare i conti con le numerose assenze di qualità come de Bruyne, Neres, Lukaku sta attraversando un periodo dove la sua squadra sta sviluppando gioco, corsa, intensità e forza sempre però anche con quel pizzico ogni tanto di rilassamento che la porta a subire anche goal evitabili. Inter in formazione tipo nel suo 3 5 2, ma è il Napoli che subito con coraggio e tanta pressione fa la partita dal primo minuto costruendo e fraseggiando in stile Inter fino a quando però poco prima del decimo è l'Inter che fa il Napoli ed è Zielinski l'ex di turno che ruba palla a metà campo in uno scontro con Mc Tominay e fa ripartire l'azione 4 contro 4 Lautaro dalla sinistra per Thuram e il francese, aspetta al limite dell'area l'arrivo di Di Marco che apre il suo mancino che trova il palo lontano dove Milinkovic Savic non può arrivare perché è troppo bloccato sul suo primo palo. Inter in vantaggio e in gestione spinta dell'entusiasmo pressa subito tanto ma il Napoli non si scompone e nel momento migliore dei nerazzurri è il Napoli che sfonda sinistra e con una bella triangolazione arriva sul fondo per il tiro in aria di Mc Tominay troppo libero dove Akanji è in leggero ritardo. Partita rimessa in equilibrio bella e combattuta in ogni zona del campo dove i rispettivi attaccanti mettono alla frusta i difensori avversari e a centrocampo complice anche un arbitraggio molto all'inglese. Si combatte su ogni pallone con la partita che scorre via veloce intensa e piena di emozioni, anche se di vere e proprie palle gol non se ne vedono moltissime. Dalla ripresa è il Napoli che parte decisamente meglio e in una ripartenza con un lancio lungo dalle retrovie Hoiljund si trova a superare Akanji e a tu per tu sulla sinistra con Sommer apre troppo e il suo diagonale e scheggia il palo lontano con Sommer che ringrazia la dea bendata il Napoli, gira meglio e ha più intensità ha più forza ,l'Inter non riesce a fare il suo gioco e il Napoli impedendo all'Inter di prendere possesso della gara, non solo costruisce ma impedisce all’avversario di rendersi pericoloso. Chivu, probabilmente trova la chiave per riequilibrare la sorte di un match che sembrano destinate al Napoli esce Zielinski che comunque aveva fatto bene per un giocatore di esperienze di grande equilibrio come Mikitarian e in effetti l'Inter riprende la gara in mano e non è un caso che prima del settantesimo in un'azione in stile Inter arrivi al tiro con Bastoni fuori dal limite che sfiora il palo. Ma la Var pesca il pestone in area su Mikitarian che aveva scaricato ai compagni è la stessa Var assegna un rigore all'Inter. Di nuovo Chalanoglu al destino, probabilmente di uno scudetto come era già accaduto l'anno scorso che però fa lì davanti al turco c'è un bravissimo portiere para rigori, ma l'esecuzione del regista interista è pressoché perfetta portiere a destra e palla tutta sulla sinistra che scheggia il palo interno per insaccare. L’Interi in vantaggio ma il Napoli non demorde, non si abbatte e amplifica i suoi sforzi e a meno di 10 dal novantesimo con pieno merito riesci a pareggiare il Napoli di nuovo col suo giocatore più in forma è più importante Mc Tominay su palla aerea vagante dalla destra verso la sinistra Barella, non riesce a chiudere bene sul napoletano al fondo dell'aria che la rimette in gioco per e non sbaglia. La partita a questo punto per gli ultimi minuti apertissima dove tutte e due potrebbero vincerla. Ma la grande chance in pieno decubito recupero con mikitarian in aria e il suo tiro va a sbattere sul palo. Un risultato in definitiva corretto il pareggio che tiene vivo un campionato affascinante dove possono rientrare oltre ovviamente al Milan anche Roma e Juventus per una lotta scudetto in questo girone di ritorno Inter e Napoli hanno dato vita a una gara molto British di alto spessore è di qualità dove però il Napoli ne esce meglio perché per due volte va sotto e di carattere reagisce e la riprende con pieno merito giocando in casa della capolista e senza appunto alcuni giocatori importanti l'Inter fatica a vincere i big match specie con Juve Milan e Napoli.
A: Parma-Inter 0-2. Prova di carattere e qualità per una mini fuga ( gennaio 2026 ) Avevamo già parlato del fatto che questa Inter pare sia condannata a vincere, sempre e comunque, specie in campo Nazionale. E di fatto giunge da ben cinque vittorie consecutive in Serie A. Anche contro avversarie di livello che sanno giocare come Como, Bologna e Atalanta. E grazie proprio a questa striscia molto positiva, si è messa dietro tutte, comprese i cugini e i Campioni d'Italia approfittando di qualche loro piccolo passo falso. E a tal propositi, poco prima che i nerazzurri scendessero in campo, il Napoli è inciampato ancora. I casa non è andato oltre al pareggio e quindi la capolista nerazzurra, con una vittoria al Tardini si porterebbe a più 4 sui partenopei. Proprio prima del big match da Scudetto, nella prima di ritorno contro la squadra di Conte. Chivu avrà tenuto i suoi nella massima concentrazione, ma chi ci crede che i suoi ragazzi non abbiano saputo del Napoli? Le partite sono tante e ravvicinate quindi il mister romeno opta per qualche turno di riposo. Con Akanji, Calhanoglu e Lautaro colonna portante imprescindibile, rifiatano Bastoni e Acerbi dietro, Barella e Zielinski a centrocampo ed Esposito dal primo minuto risparmi minuti a Thuram. Come da copione sono gli ospiti che iniziano a fare la partita, con possesso palla, occupazione territoriale e cross nell'area avversaria. Ma Il Parma, che è l'attacco meno prolifico della Serie A, in fase di non possesso palla è molto organizzato e non lascia buchi dove inserirsi, così l'Inter prova con i tiri dalla distanza e su uno Bisseck scheggia la traversa, complice anche la deviazione del portiere. A furia di giocare avanzata senza trovare troppi sbocchi, i nerazzurri si distraggono troppo e poco prima della mezz'ora non sono bravi nel rientro in una delle rarissime ripartenze parmensi ed è questa volta fortunato Sommer a guardare la palla che prende quasi l'incrocio ed esce sul fondo. L'Inter non si spaventa e anche senza un ritmo forsennato continua a macinare calcio. Esposito lotta e come Lautaro non trova mai la porta e in una sua girata prende la parte alta della traversa, ma quando al 42' minuto, la palla scorre a sinistra ed Esposito và un po' a vuoto, la sfera giunge a Dimarco che fredda sul primo palo Corvi. La rete prima viene annullata per fuorigioco dell'esterno sinistro, ma la Var convalida perchè il fuorigioco non c'è e così i meneghini possono andare al riposo in vantaggio. Il Parma nella ripresa alza il baricentro, ma il controllo del match è ancora saldamente in mano agli ospiti che con Lautaro e soprattutto Sucic sprecano davanti al portiere l'occasione di chiuderla. Con il risultato ancora in bilico sino alla fine tutto può ancora accadere e gli ultimi 10' minuti i padroni di casa ci provano ma non giungeranno mai ad un tiro ed invece in pieno recupero prima Bonny và a segno in una azione di ripartenza, ma la Var annulla per un precedente tocco di braccio di Thuram. Poi all'ultimo minuto Barella fa partire in contropiede dalla propria metà campo l'attaccante francese che non sbaglia il 2 a 0 davanti al portiere. Nebbia, gelo e fatica non hanno impedito all'Inter di prendersi i tre punti, che sopratutto per la prossima sfida potrebbero risultare pesantissimi.
A: Inter-Bologna 3-1. Dominio sull'incubo Bologna e di nuovo in testa alla prima del 2026 ( gennaio 2026 ) L'Inter chiude la Diciottesima giornata di campionato e come nell'ultimo giro si trova costretta a rispondere alle vittorie delle più dirette inseguitrici i cugini l'hanno scavalcata così come il Napoli che hanno brillantemente vinto imponendosi sulle proprie avversarie, soprattutto i partenopei che hanno liquidato con forza in trasferta la Lazio. L'impegno a San Siro per la prima del 2026 dell'Inter non è dei più agevoli, soprattutto considerando le ultime prestazioni negative contro i bolognesi, il Bologna è diventato la nuova bestia nera dell'Inter negli ultimi 3-4 anni ed è stato il crocevia negativo per perdere un paio di scudetti e uscire anche dalle coppe. Chivu si affida al terzetto di difesa, oggi più energico e veloce che ha con Bisseck, Akanji e Bastoni che sulla carta sono più rapidi nel recuperare palla. Considerando che L'Inter gioca con un baricentro sempre molto alto con la defezione prolungata di Dunfries che ormai è già a un mese e mezzo di titolarità sulla destra mentre Di Marco occupa stabilmente la sinistra, Zielinski, si è preso il posto da titolare con naturalmente Barella sono i punti fermi con ovviamente davanti la Tula. L'Inter vuole sin dalle battute iniziali far capire al Bologna che in campionato vuol far pagare con gli interessi l'eliminazione della Supercoppa. La prima mezz'ora è un pressing asfisiante nerazzurro nella metà campo emiliana e le palle gol create dall'Inter sono chiare e piuttosto nitide, ma bloccate sempre da un super Ravaglia in formato portiere da Nazionale. Prima Lautaro viene bloccato dopo 5 minuti, poi sempre l'argentino mette davanti Thuram a Ravaglia che gli chiude lo specchio. Così come il portierone emiliano riescie in qualche modo sulla linea a salvare sul bel colpo di testa di Bastoni. L'Inter spinge crea è quasi la mezz'ora viene beffata su un cross dove la difesa è in ritardo sulla chiusura, ma il colpo di testa emiliano esce di un nulla con Sommer inchiodato a terra. Scampato il pericolo l'Inter riprende con una bellissima azione corale dalla propria metà campo. Iniziata da Zielinski porta la palla a Lautaro che apre a destra per Thuram che di tacco la riceve a Lautaro che con un cambio di direzione rapido al limite dell'area la offre a sinistra per Zielinski che ha proseguito l'azione di prima tira un bolide sullo specchio dove questa volta Ravaglia non può far nulla e prima della pausa del tè è di nuovo l'Inter che ha la grande possibilità di passare avanti con Barella che offre la palla in aria premiando l'inserimento di Lautaro che di nuovo. Deve piegarsi alla bravura del portiere il secondo tempo l'Inter e non commette l'errore di abbassare la guardia e spinge subito per chiudere il match ed è Di Marco che è la grande possibilità dopo un paio di minuti a trovarsi metà campo libera, ma si allarga troppo chiudendo troppo sul primo palo. Poco male, siamo al quarantottesimo quando su calcio d'angolo battuto dalla sinistra offensiva nerazzurra Lautaro che non è certo uno dei giocatori più alti in campo dimostra perché lo chiamano il toro e uscendo dalla marcatura rientri in aria e di testa la butta dentro per il 2 a 0. L'Inter continua ed è di nuovo Lautaro che prima prende una traversa a portiere battuto davanti in area piccola, poi si trova di nuovo a tu con Ravaglia, dopo un bel lancio dalle retrovie con un Bologna con la difesa alta è sfaldata, ma è nuovamente Ravaglia a negare la rete al capitano interista che poco dopo viene sostituito tra gli applausi del suo pubblico applausi che riceve Thuram. Non molto dopo quando su calcio d'angolo battuto questa volta dalla destra offensiva interista su spizzata di Akanji, il francese di spalla piena la butta dentro per il 3 a 0.Ovviamente l'Inter non può uscire senza sbavatura e al 82esimo a partita ormai acquisita su calcio di punizione si fa trovare con la linea di difesa impreparata e Castro a due passi da Sommer gliela butta tra le braccia con lo svizzero impacciato nel chiuderla sulla linea per il 3 a 1 finale con l'Inter che sciupa dopo cinque cambi, è una squadra meno performante, ma comunque valida che ha perso quel furore per far male, ma non affronterà più pericoli per far riaprire la gara una sfida mai in bilico con un Ravaglia sugli scudi che ha permesso il Bologna di uscire sconfitto solo con due gol di passivo con un Inter vogliosa per quasi 90 minuti e capace di offrire un bel calcio, ma come sempre se vogliamo vedere il pelo nell'uovo non in grado di abbassare ritmi e gestire un vantaggio. Comunque sia l'Inter ha risposto a Milan e Napoli e tutte e tre sono lì davanti su tutte considerando anche che hanno tutte una gara da recuperare rispetto alle altre inseguitrici come Roma e Juve. Un campionato apertissimo che da più di un mese ci sta dicendo che si giocherà sino all'ultima giornata per assegnare il tricolore.
A: Atalanta-Inter 0-1. Carattere e fortuna per chiudere l'anno capolista ( dicembre 2025 ) La pressione è sempre tanta quando sei una big. Ma negli ultimi tempi se ti chiami Inter, pare che l'unico modo per evitare critiche sia vincere. E questa sera la pressione è duplice. Dopo la sciagurata spedizione estera per la Super Coppa Italiana che ha visto Chivu e i suoi ragazzi uscire alla semifinale ai rigori contro il Bologna, non solo deve riscattare la perdita del primo trofeo stagionale, ma deve difendere la propria prima posizione delle dirette avversarie. Prima ha vinto la Juventus che si è avvicinata così al gruppo di testa, ma sopratutto a pranzo, i cugini hanno scavalcato proprio la “Beneamata” battendo a San Siro il Verona. Nel pomeriggio anche il Napoli ha fatto il suo dovere scavalcando i nerazzurri prendendosi i 3 punti a Cremona. Quindi se l'Inter vuole chiudere questo 2025 come prima della classe è obbligata a uscire da Bergamo con una vittoria. E l'Inter per ottenere questo parte subito cattiva e compatta. Pressione alta ma di gruppo, e nella prima frazione è quasi un dominio interista con i padroni di casa che per scelta o costrizione tengono il baricentro basso. Sono almeno quattro le occasioni da rete costruite dai meneghini ma troppa precipitazione sul tiro, poca lucidità nell'ultimo passaggio non sbloccano la gara. E quando in tre passaggi veloci e verticali la sfera giunge a Thuram per l'1 a 0, la Var annulla per un precedente fuorigioco. Quasi prima del riposo l'Inter viene beffata quando in una sbavatura in chiusura, Scamacca si trova libero di testa di colpire in area ma la palla è fuori. La ripresa vede i bergamaschi partire con altro piglio. Ora sono i ragazzi di Palladino a spingere, o quanto meno a controbattere colpo su colpo e la sfida appare molo più aperta tant'è che la Dea và anche in vantaggio, ma è nuovamente la Var a ergersi protagonista annullando pure questa rete. Con al Dea più propositiva l'Inter, oggi in maglia bianca, trova spazio nelle ripartenze e Henrique può dare sfoggio più volte delle sue capacità di corsa e una sua fuga richiede la bravura in uscita e chiusura di Carnesecchi. La gara è in equilibrio e ci vuole o un errore o una magia da parte di una o dell'altra squadra per sbloccare il match. Giunge l'errore ed è da parte di Djimsiti che in fase di ripiegamento offre letteralmente la palla a centro area all'Inter. Esposito entrato da appena un minuto è bravo a cogliere l'occasione e mantenersi freddo e dare la palla nei tempi giusti alla sua sinistra per Lautaro che davanti a Carnesecchi non sbaglia. Inter avanti che sfrutta il colpo di fortuna, ma siamo al 65' minuto e la sfida è ancora lunga e il secondo colpo di fortuna l'Inter c'è l'ha quando l'Atalanta sfonda a destra e trova a centro area Samardzic libero da marcatura e sbagliare un rigore in movimento. Chivu annusa il pericolo e con i cambi trasforma il suo 3-5-2, in un 5-4-1 con Frattesi in appoggio all'unica punta Esposito. I meneghini serrano le file e non rischiano più di tanto anche se non trovano mai il guizzo per chiuderla. Una vittoria faticosa e dove la fortuna ha sorriso questa volta. 3 punti importanti per chiudere l'anno capolista, anche se questo non è un Trofeo da alzare. Ma ci dice che l'Inter del nuovo corso Chivu c'è.
SCI: Bologna-Inter 1-1 / 4-3 dcr. Solita Inter. Spettacolare e distratta e sconfitta ( dicembre 2025 ) Partita secca. Perchè questa è una semifinale e chi perde torna a casa. La Coppa, di qualunque forma sia, ha il suo fascino anche e sopratutto per questo. L'Inter come il Milan sono delle imbucate alla festa visto che sono Napoli ( Scudetto ) e Bologna ( Coppa Italia ) ad aver vinto i trofei per disputarne questa Super Coppa Italiana. Ma visto che ci si è, l'Inter vuole prendersela questa Coppa. E al netto di un ampio turnover, vedi Bisseck e de Vrij in difesa, Martinez tra i pali, Henrique e Zielinski in mediana e specialmente Bonny per Lautaro davanti, vede i nerazzurri partire aggressivi subito e premiato dopo neppure 2' minuti da questo approccio. Bastoni intercetta in mediana un pallone mal controllato da Orsolini. Il centrale della Nazionale perfora, palla al piede due linee difensive emiliane come un coltello nel burro e giunto in area a sinistra crossa splendidamente a destra per una mezza rovesciata di Thuram che gonfia la rete. Inter in vantaggio e con il match immediatamente messo in discesa. E Inter che con la testa della festa abbassa intensità e furore con il passare dei minuti, lasciando campo e iniziativa al Bologna che inizia ad impensierire Martinez. Tuttavia i nerazzurri gestiscono il gioco offensivo del Bologna senza troppa preoccupazione ma la svista si sa che possa essere dietro l'angolo. Ed eccola quella che già l'anno scorso ha condannato l'Inter a perdere lo Scudetto di un punto. Su un traversone centrale in area è Bisseck che entra scoordinato come già gli è accaduto e invece di colpire la sfera di testa, prima la prende con il polso e la Var accerta il rigore. Che Orsolini, ancora lui, lo realizza. Siamo alla mezz'ora e poco o nulla accade sino all'intervallo. Dagli spogliatoi entra un Inter arrabbiata e finalmente con il motore caldo e acceso. Inizia a macinare gioco e creare azioni tanto spettacolari quanto ben disinnescate dalla retroguardia bolognese. Specie dal bravissimo portiere Ravaglia. L'Inter a 20' minuti dal novantesimo con i cambi aumenta il peso offensivo ma non passa contro un Bologna attento e che quasi in azione di rimessa fa male, ma è bravo il Martinez con i guantoni a dire di no. Giunge il fischio finale e inizia la lotteria dei rigori. Dove solo Lautaro e de Vrij la buttano dentro. Le tre B nerazzurre sbagliano. Prima Bastoni, poi Barella ma è quello di Bonny che sa dell'incredibile per quanto male sia stato calciato, per la superficialità con la quale si è pensato di spiazzare il portiere. Immobile, risuscitato per l'occasione non sbaglia e il Bologna è in Finale con il Napoli. L'Inter a tratti bellissima, paga ancora una volta la sua supponenza. E' oramai cronico che l'Inter e gioca come un treno ogni momento della sfida, oppure non sa gestire e controllare. E questa è una zavorra che spesso ha fatto perdere trofei. Che serva da lezione per le altre competizioni. Complimenti al Bologna che dimostra ancora una volta di meritarsi i posti alti della nostra Serie A.
A: Genoa-Inter 1-2. Vittoria di forza per la vetta ( dicembre 2025 ) La sconfitta, ancora una volta nei minuti finali, ha bruciato energie fisiche e nervose non solo per la Champions, ma anche per la lotta al Campionato. L'Inter ha una trasferta non facile, sia perchè i liguri con la cura De Rossi hanno fatto nelle ultime cinque sfide ben 11 dei 14 punti sino ad ora conquistati. Ma anche perchè nelle ultime uscite a Marassi l'Inter ci ha lasciato spesso punti pesanti. Ma Chivu e la sua truppa, arrivano a giocarsela questa partita dopo che hanno saputo che le due capoliste che la precedono di un punto, una, i cugini, hanno pareggiato e l'altra, i partenopei, hanno addirittura perso. Quindi se la matematica non è un'opinione, con il bottino grosso la vetta solitaria è lì a portata di mano. Anche se alla 15° Giornata non è che voglia dire più di tanto. Così senza alcuni titolari come Acerbi, il regista turco, e Dumfries, ed altri come Dimarco, Thuram, l'armeno e Bonny disponibili ma non ancora al meglio, Chivu dispone il suo 3-5-2 aggressivo. Ed è un bene perchè i padroni di casa partono loro stessi con la pressione forte ed alta, ma è l'Inter che al primo vero affondo passa. Siamo al 6' minuto con Lautaro, da vero trascinatore, che và a prendersi la palla sul fallo di fondo d'attacco a destra e la gira al corrente Bisseck, che entra si accentra allargandosi fuori e fa partire un sinistro improvviso fortissimo che non lascia scampo a Leali. L'Inter così affievolisce il furore agonistico dei rossoblu e alza il numero di giri del proprio motore e prende possesso completo di gara, campo e gioco lasciando si e no qualche briciola ai padroni di casa. Con Lautaro ed Esposito e lo stesso Bisseck crea altri presupposti per passare, ma dai e dai ecco che il fraseggio tecnico e preciso dei nerazzurri, al minuto 38', porta Lautaro dentro l'area e dalla sinistra il “Toro”, di rabbia calcia sul palo lontano per il 2 a 0. Doppio vantaggio più che meritato prima del riposo. Nella ripresa i meneghini controllano cercando di tanto in tanto di affondare il colpo del definitivo ko, ma senza troppa convinzione, ma con il trascorrere del tempo la gara contro il Liverpool inizia a farsi sentire sulle gambe dei calciatori interisti così l'aggressività nerazzurra cala e quando al minuto 68' i liguri affondano nella difesa interista entrano come burro e Sommer, tardivo nella lettura del pericolo, viene superato e il Genoa riapre un match che pareva chiuso. De Rossi annusa la rimonta e inserisce energie fresche offensive, mentre Chivu vedendo i suoi in difficoltà, anche se forse tardivamente, accorcia i suoi rimpolpando la mediana e la difesa. Così senza soffrire troppo, l'Inter la porta in porto prendendosi con merito i tre punti e con essi anche il primo posto. Cima che è bene ricordarlo, quest'anno ha cambiato padrone o padroni quasi ogni settimana.
CL: Inter-Liverpool 0-1. Ancora una beffa sul finale, ma cercata ( dicembre 2025 ) L’Inter contro il Liverpool perde 1-0 in Champions League. Arriva l’ennesima sconfitta stagionale contro una grande dopo il Ko contro Atletico Madrid, Napoli, Milan e Juventus. A San Siro decide un rigore a un pugno di minuti dalla fine. L’Inter ha perso due titolari nel giro di mezz’ora. Il primo a dare forfait è stato Calhanoglu, uscito dopo dieci minuti per una contrattura all’adduttore destro, poi è toccato ad Acerbi, out al 30’, per un risentimento alla coscia destra. La partita cambia intorno alla mezz’ora. Subito dopo l’infortunio di Acerbi, Konatè porta in vantaggio il Liverpool sugli sviluppi di un angolo (male l’uscita di Sommer), ma l’Inter protesta per un tocco di mano di Ekitikè, autore della sponda decisiva. Ne nasce un lungo check e la rete viene annullata. L’Inter sorride e alza la testa, tant’è che nel giro di un quarto d’ora confeziona almeno tre occasioni: un sinistro di Bisseck, una punizione di Barella e un bel colpo di testa di Lautaro neutralizzato da Alisson. Il primo tempo si chiude sullo 0-0 dopo 52’ minuti. Inizia il secondo tempo al 59’ palla tesa di Robertson diretta verso MacAllister pronto al tap-in: Bastoni tocca con il destro, rischia l'autogol ma cancella una palla gol importante al Liverpool!Al 65’ tentativo da fuori dopo una super giocata di Zielinski a saltare MacAllister con tanto di tunnel, palla che però finisce fuori. Al 69’ Ekitiké calcia a botta sicura subito su assist di Wirtz, il difensore svizzero Akanji mura un tentativo a botta sicura. All’80 si infila l'esterno che poi spara: super Sommer che alza pericolosamente i giri il Liverpool in questo finale, Inter un po' stanca. All’88’ decide la clamorosa ingenuità di Bastoni, la trattenuta del difensore nerazzurro sulla maglia di Wirtz che ha decretato il rigore determinante di Szoboszlai. L’episodio chiave si palesa quindi a 5’ dalla fine e Szoboszlai la infila all’incrocio con un bel destro. A San Siro vince il Liverpool per 1-0. Per l’Inter poca concretezza, però, e tanti buchi in difesa, quelli in cui San Virgil non è riuscito a infilare un tackle, un colpo di testa, una chiusura delle sue. Qui è mancata l’Inter, frenetica e imprecisa soprattutto nell’ultimo passaggio, incapace di sgraffignare i regali natalizi lasciati lungo le corsie (vedi Robertson e Gomez, spesso molto alti). Bene Zielinski in regia, mentre Barella viaggiava tra il lezioso e il frettoloso. Lautaro e Thuram, invece, si sono alternati nella ricerca della sfera: una volta scendeva il francese, un’altra l’argentino. Non sempre gli scambi sono riusciti, così come i tiri in porta. Sommer, infine, ha salvato tre volte Chivu. L’ultima su Bradley nel finale, prima del rigore. Classifica: nerazzurri a 12 punti, gli stessi dei Reds. I big match sono diventati un problema non da poco. E soprattutto non da quest’anno.
A: Inter-Como 4-0. Poker di qualità totale ( novembre 2025 ) Partita importantissima per l'Inter. Ad un punto dalle prime due, sino a qui, ha perso nei big match. Napoli, Juve e Milan hanno fatto bottino pieno con i nerazzurri. Solo con le due romane la “Beneamata” ha vinto, anche se con la Roma ha rischiato un pareggio. Dunque sino a qui, i punti i nerazzurri li hanno ottenuti con le piccole. Tutto il contrario dei rossoneri. Chi viene a San Siro? Il Como di quel Fabregas, che questa estate doveva prendere la panchina dell'Inzaghi fuggitivo. Como che ricco di giovani talenti, dall'alto tasso tecnico, stile cantera spagnola, gioca aggressiva e propositiva, sempre, ovunque e senza sosta. Come l'Inter in effetti, ma con più spensieratezza. Sulla carta due scuole di pensiero molto simili che promettono spettacolo. Per Chivu contro il 4-2-3-1 comandato dal genio di Nico Paz, l'unica scelta fuori dal coro è Zielinski al posto dell'armeno o Sucic, e anche la conferma di Lusi Henrique a destra. Con due formazioni con la difesa alta e spregiudicate, è l'Inter che cerca da subito ad approfittarne e prima Lautaro e poi Barella, si trovano a tu per tu con Butez dopo neppure 3' minuti di gioco, ma falliscono. L'Inter schiaccia i comaschi nella propria trequarti, ma senza soffocarli così trova gli spazi come quando all'11' minuto Lautaro lancia a destra il brasiliano che si fa 50 metri in solitaria. Arrivato in area mette a sedere il difensore, si gira e suggerisce l'assist centralmente per il capitano argentino che ha seguito e non sbaglia di prima per il vantaggio interista. I padroni di casa continuano a macinare gioco, ma dopo la mezz'ora l'intensità nerazzurra cala e pian piano sale il Como che però non trova sbocchi. Fabregas dopo aver sostituito l'infortunato Morata, dagli spogliatoi porta due cambi e un assetto leggermente differente che di fatto porta i suoi a prendere per i primi 10' minuti della ripresa il sopravvento sui padroni di casa. Il Como trova i tiri da lontano, ma troppo centrali per impensierire Sommer, che sbaglia anche in precedenza un uscita con i pugni. Il Como su un traversone dalla destra trova il piede che la può buttare dentro, ma la sfera non trova lo specchio. Dalle difficoltà l'Inter ne esce su palla inattiva, quando il corner battuto dalla destra offensiva da Dimarco, trova il tocco vincente di Thuram sul primo palo. Trovato il doppio vantaggio, l'Inter recupera energie fisiche e mentali e il Como inizia a calare la pressione. Quando Chivu inserisce energie fresche, è emblematica l'azione che porta al 3 a 0, quando in quattro al minuto 80' pressano altissimi a sinistra due difensori comaschi. Barella con una ferocia primordiale strappa la palla e di tacco la offre a Lautaro che a sua volta la passa centralmente a Mkhitaryan che cerca Calhanoglu che da fuori, complice una deviazione trova la rete. Il Como alza definitivamente bandiera bianca e quando all'86' minuto Dimarco si invola a sinistra, offre all'altro quinto, Augusto, la palla del definitivo poker, con Sucic che intelligentemente lascia scorrere al compagno. Una grande Inter batte su tutti i fronti un Como, che salvo 10-15' minuti non riesce a giocare. Una partita che poteva anche cambiare ad un certo punto del secondo tempo e l'Inter a differenza che contro Milan, Napoli e Juventus, nel suo momento di riposo, non ha subito la rete e ha trovato quella della sicurezza. Un bravo a Chivu che può far ancora crescere il suo gruppo.
CI 8°: Inter-Venezia 5-1. Secondo linee d'attacco per i 4° di Coppa Italia ( novembre 2025 ) L’Inter chiude la pratica Coppa Italia battendo sonoramente il Venezia per 5-1 e conquistando i quarti dove incontrerà la vincente tra Roma e Torino in programma a gennaio nell’anno nuovo. Chivu, come giusto che sia, fa molto turnover e gli uomini, schierati non molto spesso in campionato e Champions, non lo deludono. Già al 18’ i nerazzurri vanno in vantaggio con Diouf. È lui stesso che avvia l’azione controllando un lancio del portiere Martinez e seguendo la scia di Frattesi, imbeccato da un suo tocco d’esterno. I difensori veneziani se lo perdono e lui sfrutta lo spazio e calcia. Primo gol all’Inter alla prima da titolare. Il secondo gol arriva con la firma di Esposito due minuti più tardi con un destro al volo da fuori che si infila dritto all’angolino. Il tris viene invece calato da Thuram che arpiona il pallone, prende la mira e punge Grandi da fuori e siamo solo al 34’ del primo tempo e il risultato è di 3-0 a favore dell’Inter. Nel secondo tempo al 51’ arriva la doppietta di testa di Thuram che viene ben servito da Frattesi. Al 66’ arriva il gol della bandiera del Venezia con il gol di Sagrado, dove risulta decisiva la sfortunata deviazione di Carlos. A portare il punteggio sul 5 a 1 ci pensa Bonny con un bel destro da fuori al 76’. Si conclude la partita con la vittoria dell’Inter. L’Inter ha chiuso la pratica in mezz’ora senza mai soffrire . Il Venezia si è presentato con undici di seconde linee e ha tenuto botta per un quarto d’ora ma poi ha alzato le mani lasciando libertà all’Inter, dove sia Thuram che Esposito hanno potuto calciare indisturbati. Ai nerazzurri il merito di non aver sottovaluto l’impegno. Bene tutti gli uomini di Chivu, che nonostante vengano impiegati poco si sono dati da fare per fare una bella ed ordinata partita. Bene Frattesi che ha fatto due assist e a cui è mancato solo il gol. Ma in generale la squadra ha giocato con lo spirito giusto e anche alcuni giocatori come Diouf che nelle partite in campionato è sembrato ancora molto incerto, questa sera sembra aver trovato il coraggio e la concentrazione per fare bene anche in futuro. La partita di stasera ha portato a rendere anche il mister nerazzurro più sicuro anche sulle “seconde linee”, se seconde linee si possono considerare visto che in campo c’erano giocatori come Thuram che è un titolare inamovibile. Ma non c’è tempo per festeggiare perché già sabato si torna in campo contro i ragazzini terribili del Como che non staranno certo a farsi problemi nell’affrontare una top squadra come l’Inter.
A: Pisa-Inter 0-2. Meno spettacolare, ma vincente con doppio Lautaro ( novembre 2025 )
L'Inter giunge a questo appuntamento in trasferta in Toscana,dopo due cocenti sconfitte immeritate per la prestazione fornita in entrambi i casi: la prima quella nel Derby dove si è arresa a un'ottima difesa rossonera ed a un grande Maignan. La seconda in Champions a Madrid dopo l'unico grande errore di copertura dopo un'ora di gioco ben fatta e di padronanza del campo viene colpita e affondata la corazzata nerazzurra all'ultima azione su calcio d'angolo in pieno recupero. Ora qui a Pisa c'è da riprendere un cammino oltre che per la classifica, soprattutto per il morale di una squadra che ha dato tutto e ha raccolto nulla. Chivu si presenta con Carlos Augusto già in riserva e quindi ripesca Luis Enrique sulla fascia destra mentre Akanjii Acerbi e Bastoni sono il trio di difesa, per il resto è schierata la migliore squadra ma sin dalle prime battute iniziali l'Inter non approccia con ferocia. Le manovre sono lente e prevedibili e i nerazzurri tengo la palla, ma il suo fraseggio è esclusivamente orizzontale. Il pochissimo verticale che riescono a fare permette al Pisa di non dannarsi l'anima e non soffre più di tanto. Anzi è più il Pisa che punzecchia in ripartenze specie poi nella ripresa quando nel primo quarto d'ora il Pisa mette veramente paura specie sull'uno contro uno con Acerbi da metà campo saltato con la conclusione dell'attaccante Pisano che esce fuori dallo specchio. Chivu pone rimedio attingendo ai cambi in precedenza era entrato Zielinski per un lento Sucic e in seguito trovano posto Diouf ed Esposito. Il capitano Lautaro che nell'ultimo periodo sembra stanco assente e nervoso viene lasciato in campo ed è la miglior scelta che il mister rumeno poteva effettuare dato che la pressione alta dell'Inter con energie nuove al minuto 68 permette un recupero palla con Esposito lanciato a sinistra che trova col suo cross basso in centro aria l'ingresso Lautaro Martinez che impatta perfettamente con il marcatore davanti sulla palla e la spara sotto l'angolino dove il portiere non può arrivare. Inter in vantaggio e con il gol si sciolgono anche timori. Non a caso meno di un quarto d'ora dopo arriva con un'azione corale l'inserimento da Barella a destra che traccia dell'area piccola. Questo rasoterra viene intercettato da Lautaro sul secondo palo che in scivolata la butta dentro. Partita congelata e vinta dopo che il Pisa alza bandiera bianca, nonostante un'ora di ottimo calcio, i toscani si arrendono alla qualità dei giocatori interisti che sopperiscono in questa sfida a una coralità di squadra molto più bassa rispetto agli standard consueti. L'Inter torna a vincere, grazie a una doppietta di Lautaro, una doppietta che mancava da un anno e che si riaccende il capitano nerazzurro ma non solo perché si riaccende tutta la squadra nerazzurra che vuole continuare a lottare su tutti i fronti nella speranza per il mondo nerazzurro che la stagione non termini come la scorsa.
CL: Atletico M.-Inter 2-1 Altro schiaffo beffa! ( novembre 2025 ) Ci risiamo con l'Inter. Scontro contro una big ma alla portata vista anche la forza della stessa squadra nerazzurra e partita a tratti condotta con autorevolezza e non portata a casa. Anzi, qui la beffa è pure doppia visto che il goal sconfitta giunge su calcio d'angolo sull'ultima azione del match. Ma partiamo con ordine e dal principio. L'Inter è reduce dalla buona prestazione nel derby ma con zero goal all'attivo e sopratutto zero punti conquistati e perdita del primo posto. Ora inizia la vera Champions di Chivu con squadre di caratura importante. L'Atletico Madrid di Simeone che fa della combattività, della compattezza e del gioco di rimessa il suo mantra, è solo a 6 punti e in Spagna ha la grande occasione di accorciare le distanze su una diretta avversaria come l'Inter. Dalla sua Chivu forte dei 12 punti, non ha l'angoscia di lottare per non essere eliminato, ma lo schiaffo preso nel derby ha lasciato il segno e dopo le sconfitte anche contro Napoli e Juventus, sembra essersi insidiata alla Pinetina la sindrome dello scontro diretto con una rivale dello stesso valore. Quale occasione migliore di venire a Madrid e giocare da Inter! Cosa che con Bisseck in difesa e Akanji spostato centrale e Zielinski al posto di Sucic in mediana e Lautaro e Bonny davanti, i meneghini provano a fare da subito. I nerazzurri sono propositivi e aggressivi. Con Dimarco vivacissimo sulla sinistra che mette paura più volte, ma come nel derby al 9' minuto, persa palla a centrocampo, l'Inter è in rincorsa nella chiusura e sul rimpallo successivo in area è sfortunata e la conclusione madrilena è vincente. L'Inter non si abbatte e continua a macinare calcio e a costruire azioni, ma manca sempre la lucidità e forse quel pizzico di rabbia nell'ultima fase dell'azione. Nella ripresa l'Inter parte ancora più forte e Barella con una grande giocata salta un uomo e a portiere battuto prende la traversa. Una grande bella azione al 54' minuto porta Bonny in area ad appoggiare per l'inserimento di Zielinski che di piattone a giro mette la palla sul palo lontano dove Musso non può giungere. Simeone apporta modifiche alla sua squadra con i cambi e pian piano prende quota e possesso della gara. L'Inter senza più la palla tra i piedi esce dal partita, nonostante il pareggio ottenuto e l'inerzia della sfida dovesse essere dalla sua parte. I diversi cambi sulla carta corretti, effettuati da Chivu, non riescono a conferire nuova linfa al gruppo che pian piano, bada più a gestire il match che a cercare di vincerlo. Così dopo una buona parata di Sommer all'ultimo calcio d'angolo in pieno recupero oltre al novantesimo giunge la rete di testa dell'Atletico che affonda un'incredula Inter. Per 60-65' minuti l'Inter ha giocato con padronanza e voglia di vincere, poi è emersa una fragilità più di testa che fisica che l'ha condannata alla seconda sconfitta bruciante. Chivu avrà da rimettere a posto morale e gambe ai suoi ragazzi e velocemente perchè domenica c'è già il Pisa.
A: Inter-Milan 0-1. L'Inter gioca e il Milan vince ( novembre 2025 ) Derby della Madunina di alto livello per Milan e Inter. Dopo la pausa delle Nazionali tutto è più difficile da decifrare, ma i nerazzurri sono davanti anche se la Roma nel pomeriggio vincendo è scappata a più 3. Così come il Napoli ora è a più 1. Il Milan è lì dietro ma vicino. Certo per i rossoneri perdere vorrebbe dire a -5 dalla vetta, ma Allegri può consolarsi con il recupero completo di pedine importantissime come Rabiot e Pulisic, mentre Chivu ha nuovamente il suo capitano stanco reduce dalla partita con l'Argentina. Schieramenti speculari, ma utilizzo completo opposto. Inter a costruire ed aggredire alto, mentre il Milan concentrato, compatto e chiuso per colpire alla prima sbavatura dell'avversario. Così ecco che i nerazzurro sfondano immediatamente a sinistra con Dimarco che scodella al 3' minuto sul secondo palo e Thuram di testa riesce ad avvitarsi e prenderla a volo d'angelo ma Maignan la butta fuori letteralmente dalla porta. L'Inter è feroce e anche sfortunata quando da calcio d'angolo Acerbi svetta su tutti e di testa colpisce il palo a Maignan battuto. E quando Lauatro la colpisce in area di collo esterno, sembra che la palla stia andando verso la porta, è ancora un super Maignan che con uno scatto felino la devia sul palo e la palla esce fuori. Un'Inter che domina e crea, ma non concretizza và negli spogliatoi solo sullo 0 a 0. Sfortuna e mancanza di precisione che sia, dopo 8' minuti dall'inizio della ripresa, il conto i nerazzurri lo pagano con gli interessi. Infatti Calhanoglu che si è dato tanto da fare a chiudere e smistare palloni, perde il contrasto a metà campo con Fofana e il Milan parte veloce dritto verso la porta interista. In un battito di ciglia Saelesmakers da destra calcia scivolando dal limite dell'area e Sommer devia sulla sua destra, ma non smanaccia a dovere, così Pulisic che ha seguito e marcato in ritardo la deposita in porta. Milan che al primo affondo e alla prima svista interista colpisce. Così ora l'Inter deve inseguire anche continuando il suo calcio propositivo. La grande occasione viene regalata da una pedata in ritardo di Pavlovic su Thuram in area. Ma è la serata di Maignan che invita letteralmente Calhanoglu a calciare sul palo alla sua destra e il turco non angolando sufficientemente si fa parare in angolo il rigore. Chivu prova con tutti i cambi, ma l'Inter anche se con lo spirito ci prova, ha perso lucidità e tranne qualche tiro da fuori ben controllato dal portierone francese, grosse occasioni non ne creerà più. Il Milan, solido, cinico, cattivo e compatto con la maestria del suo allenatore ha la meglio su un'Inter bella quanto fragile. Per Chivu è l'ennesimo scontro diretto perso e come lui stesso ammette, quattro sconfitte su dodici partite, sono una zavorra troppo alta per ambire in alto.
A: Inter-Lazio 2-0. Ferocia da capolista ( novembre 2025 ) Le ultime due uscite dell'Inter, tra Campionato e Champions, nonostante abbiano sancito altrettanti successi, hanno fatto emergere più dubbi che certezze. Per atteggiamento di squadra ma anche dei singoli e per compattezza assente. Vittorie risicate contro squadre nettamente più deboli e in bilico sino al fischio finale. Ora c'è l'ultima partita prima dell'ennesima pausa Nazionali e dopo ci sarà uno scontro cruciale d'alta quota contro i cugini. Milan che pareggiando a Parma non si è staccato troppo dall'Inter e sopratutto con la caduta della capolista Napoli, la “Beneamata” ha in questa sfida casalinga la possibilità di raggiungere in vetta l'altra nuova capolista, Ovvero la Roma. Al Meazza arriva una Lazio che sta attraversando un ottimo momento di forma e che ultimamente è risalita in classifica grazie ad una solidità di gruppo ritrovata. Contro un 4-3-3 compatto e pericoloso di Sarri, Chivu recupera al centro della difesa Acerbi e Sucic oramai in pianta stabile al posto dell'infortunato centrocampista armeno. Ad affiancare l'inossidabile Lautaro c'è Bonny. Ma a prescindere dagli uomini in campo, l'Inter parte dal fischio iniziale con una veemenza fuori scala. Un predatore a caccia della sua preda, questa è l'Inter da subito e così dopo neppure tre giri di lancetta d'orologio una pressione altissima porta Bastoni e soci ad aggredire nella trequarti laziale e recuperare a sinistra la palla. Sfera che viene scaricata a Lautaro dentro all'area, sempre a sinistra, e il capitano con un terrificante tiro d'esterno prende sotto l'incrocio lontano con Provedel immobile. Un Inter che non molla la presa e continua a giocare altissima prendendosi anche rischi di ripartenze. Infatti i meneghini se perdono le distanze e la giusta pressione nel recupero palla, compiono sistematicamente il fallo tattico. Con conseguenti cartellini gialli. La gara è piacevole ma la Lazio è brava a tenersi in partita. Almeno sino a quando nella ripresa Barella nella propria metà campo estirpa palla agli avversari e apre da destra tutto a sinistra per Lautaro che premia l'inserimento di Dimarco che con il suo sinistra traccia nell'area piccola un cross teso e forte rasoterra, dove Provedel non riesce ad arrivare, ma Bonny sì ad appoggiare in rete. Inter avanti di due goal e Chivu ne approfitta per i cambi per gestire e colpire di rimessa, così come Sarri per recuperare. La Lazio ci prova ma l'Inter andrebbe anche sul 3 a 0 con Zielinski, ma la rete viene annullata dal Var per un tocco di mano all'inizio dell'azione da parte di Dimarco. Così scampato il pericolo, i biancocelesti su una punizione fuori dall'area nerazzurra, ad un quarto d'ora dal novantesimo, hanno la grande possibilità di riaprire la sfida, ma il colpo di testa prendendo i legni ricade poco dentro la linea di porta non superandola del tutto. Verso il termine del match la Lazio ha un'altra grande possibilità ma Sommer dice no. L'Inter vince e convince contro una buonissima Lazio e si porta in alto affianco alla sorpresa giallorossa di Gasperini. Chivu deve aver spiegato ai suoi ragazzi di lasciare a casa quell'area di supponenza che toglie la fame di vincere.
CL: Inter-Kairat 2-1. Facile sulla carta, ma non sul campo. Ma arriva la vittoria ( novembre 2025 ) L’Inter batte il Kairat 2-1 e si porta a punteggio pieno in classifica Champions dopo 4 partite tutte vinte. Nonostante il Kairat non sia una squadra blasonata, i nerazzurri non si possono permettere di abbassare la guardia perché sono proprio le squadre “minori” le più insidiose. Pertanto i nerazzurri partono sono molto aggressivi già dai primi minuti. Al 10’ l’Inter va vicina all’1-0 con Dimarco e Lautaro. Decisivo il portiere Anarbekov, sopratutto in angolo su destro a botta sicura dell’argentino. L’Inter continua in avanti e spingendo molto riesce a guadagnare anche un rigore, ma prontamente la Var interviene annullando il penalty per un fallo di un giocatore nerazzurro. In questa prima frazione di gioco c’è solo una squadra e sono i padroni di casa ma nonostante tutto non riescono ad andare in vantaggio. Al 41’ il Kairat si mangia un’occasione golosa: traversa di Satpev, con deviazione. Il ragazzino del Kairat, classe 2008, 17 anni, si accentra e calcia con il destro ma la palla viene deviata dal legno. Al 44’ finalmente l’Inter va in vantaggio con il suo capitano Lautaro. Dopo una grande apertura di Zielinski sulla destra per Dimarco, l’esterno infila la palla al centro e trova Dumfries, che a sua volta la rimette in mezzo. Dopo batti e ribatti in area, Lautaro buca il portiere avversario con il destro. Finisce un primo tempo dominato sia per possesso che per aggressività dai nerazzurri ma il risultato è solo di 1-0. Riprende il secondo tempo ed è ancora subito Inter che ci prova con Esposito. Ma al 55’ arriva inaspettatamente il pareggio del Kairat con Arad. Colpo di testa sugli sviluppi di un angolo e l’israeliano segna completamente solo. L’Inter non si abbatte e prova a ritornare in vantaggio e ci riesce al 66’ con Carlos Augusto che riceve da Esposito e con gran sinistro da fuori sigla il 2-1. Tornato in vantaggio, Chivu fa ritrovare il campo anche a Thuram dopo più di mese di stop, sperando in un guizzo che chiuda i giochi ma i kazaki restano pericolosi fino alla fine. Fischio finale che ha il sapore della liberazione visto che la partita a tratti sembrava in bilico, nonostante la buona prestazione della squadra di Chivu. L’Inter ha portato meritatamente a casa il risultato e i tre punti che è ciò che conta davvero per rimanere in testa alla classifica in Champions League. Peccato per la il gol preso, su errore nelle marcature perché tutti i giocatori si sono prodigati per vincere. Ottimo possesso di palla ma non sono riusciti a sfruttare al meglio le occasioni per fare gol e i nerazzurri hanno sofferto fino alla fine. La squadra di Chivu dovrebbe essere più cinica e concreta sotto porta. Il prossimo impegno sarà in campionato contro la Lazio, squadra molto dura da gestire se in giornata.
A: Verona-Inter 1-2. Più fortunata che bella, ma ora prende la Roma ( novembre 2025 ) Le scorie della bruciante sconfitta al Maradona erano gia’ state espulse dal corpo dopo la bella e convincente vittoria al Meazza nel turno infrasettimanale contro la Fiorentina. Ora dopo che il Napoli nell’anticipo del sabato si è fatto bloccare sullo 0 a 0 dal Como, e aspettando il duello al vertice tra i cugini e l’altra capolista, l’Inter ha, a Verona, la grande possibilità di avvicinarsi nuovamente alla vetta. Tuttavia Chivi deve pensare anche a tutti gli impegni e non può esimersi di schierare dal primo minuto anche quelle che si potrebbero definire seconde linee. Che spesso tra le grandi squadre sono comunque dei bravissimi calciatori. Vedi Zielinski al posto di Barella, che però dopo una stagione intera a Milano non ha mostrato quanto di buono fatto vedere a Napoli. La difesa è quella a tre gia’ schierata contro la Viola e sulle fasce spazio ad Augusto e Henrique. L’inamovibile Lautaro è questa volta affiancato da Bonny. I padroni di casa sono disposti a specchio anche se in fase di non possesso è molto un 5-3-1-1. Infatti i primi 20’ minuti di gara è un dominio nerazzurro anche se privo di quella brutale energia e fisicita’ che spesso è letale per gli avversari. Dopo un predominio totale con un paio di buone potenziale occasioni ma nulla di trascendentale, da calcio d’angolo i meneghini provano uno schema a dir poco ardito e difficile. Calhanoglu crossa alto e teso molto fuori dall’area dove proprio Zielinski arriva ad impattare al volo di piattone mandando la sfera sotto la traversa. Abbiamo da poco passato il quarto d’ora di gioco e i nerazzurri sono in vantaggio con il match messo in discesa e da gestire. Cosa che gli ospiti fanno. Tengono palla e cercano di far uscire il Verona che non cade nella trappola e non si lascia attrarre fuori. L’Inter così facendo abbassa i ritmi, gia’ di per sé non troppo alti e perde contatto con la partita e il Verona al minuto 40’ parte veloce infilando la difesa nerazzurra sfilacciata e lenta e quando Giovane giunge a sinistra in area traccia un diagonale che piega i guantoni a Sommer. Inter lenta in mediana e distratta dietro che quasi capitola prima del riposo allo stesso modo se non fosse intervenuto il palo a salvarla. Così nella ripresa per Chivu e soci è tutto da rifare ma il Verona annusata la possibilita’ e alza il ritmo e il proprio baricentro. L’Inter è in difficolta’, non tanto dietro perché i padroni di casa non riusciranno praticamente più a farsi veramente pericolosi dalle parti di Sommer, ma a costruire azioni offensive reali. Certo la pioggia incessante non aiuta la squadra che deve costruire e con i mezzi tecnici più alti, ma le idee e il movimento senza palla sono merce rara. Barella, Dimarco, Dumfries ed Esposito entrano. Piovono solo maggiori traversoni in area veronese ma Montipò non deve compiere parate di nota. Sino a quando in pieno recupero nell’ennesimo pallone lanciato in area la sagoma di Esposito mette pressione a Frese che la prende male e mette fuori causa il proprio portiere. L’Inter porta a casa l’intera posta ma la fortuna ha sorriso ampiamente questa volta all’Inter.
A: Inter-Fiorentina 3-0. Forza, qualità e testa per stare in alto ( ottobre 2025 ) Sulla carta analizzando i freddi numeri potrebbe apparire come una di quelle sfide facili facili da inserire quasi tutte seconde linee. L’Inter è a quota 15 punti mentre la Fiorentina è appena a 4 punti e penultima. I toscani che hanno una rosa a dir poco competitiva non riescono ad uscirne e non hanno ancora vinto in Campionato. Tra un allenatore capace e di esperienza, che conosce l’ambiente e calciatori che formano un gruppo da Europa League, navigare in acque così torbide pare un incubo. Tuttavia l’Inter dopo le sette partite vinte e bene tra Serie A e Champions, è caduta con non poche polemiche a Napoli nello scontro diretto. Il ko per 3 a 1 dovuto non tanto per il rigore fantasma del primo tempo, ma per una gestione della testa e dei nervi nella ripresa poco consona ad una big, ha lasciato dubbi sulla reale forza della “Beneamata”. Chivu fa un po’ di turnover e incredibilmente dopo una bruttissima prova di Acerbi, schiera Bisseck a comandare il reparto, affiancato da Akanji e Bastoni. Con l’assenza dell’armeno è Sucic a prenderne il posto, mentre il resto della mediana rimane intoccabile. Questa volta ad affiancare davanti Lautaro c’è il giovane Esposito. I padroni di casa come da previsione partono alti e padroni del campo. Manca però furore e guizzo finale così è più un bel manovrare che costruire vere occasioni da gioco. Sono solamente due nel primo tempo le palle da rete create dai nerazzurri. Al 22’ dopo una pressione altissima Bastoni a sinistra entra in area ma il suo diagonale è respinto dal piede di de Gea. Così come il tiro al volo di Dimarco è respinto centralmente dal portierono spagnolo. Troppo poco per una squadra che deve e vuole vincere. La ripresa vede rientrare gli stessi undici iniziali, ma la rabbia agonistica e la voglia di successo è un’altra così la Fiorentina, che per tutto il primo tempo era stata precisa, attenta nei raddoppi e chiusa in modo efficace e ordinato, inizia a sbandare da tutte le parti. L’Inter chiude la Viola nella sua area e l’aggredisce da ogni lato e de Gea almeno tre volte è spettacolare nel dire no agli attacchi nerazzurri. Ma quando al 66’ minuto, Barella appoggia fuori dall’area a Calhanoglu, il turco con una finta sbilancia il suo marcatore dinanzi e trova il pertugio per far partire un terra area imprendibile. L’Inter è avanti ma non molla la presa e questa volta è Lautaro dopo una bella triangolazione ad affidare splendidamente la palla al limite a Sucic. Quello che fa il talento croato è semplicemente magnifico. Trattenuto da dietro non demorde, si sgancia dalla presa e con un colpo di suola mette a terra il difensore davanti, si porta in area piccola e sul primo palo raddoppia, per il suo primo goal nerazzurro. Con le sostituzioni successive giunge anche il rigore al minuto 88’ dopo atterramento di Bonny e il 20 turco sigla la sua doppietta. Una bella Inter che con la maggior spinta dei giovani si scarica di dosso le scorie partenopee e agganciando i cugini, tiene a vista le due fuggitive. Bell’esperimento di Bisseck a marcare a tutto campo un velocista come Kean, anche se rischioso. Tra Esposito, Bonny e Sucic c’è ossigeno per le prime linee. Se l’Inter non fa la supponente e gioca con la fame, ha qualità elevatissime e forza fisica devastante.
A: Napoli-Inter 3-1. Inter sfortunata all’inizio e crollata alla fine ( ottobre 2025 ) La capolista ha perso l’occasione di allungare sulle più dirette avversarie che inseguono e guarda caso c’è uno scontro tra due delle tre che sono attaccate al Milan. A Napoli giunge l’Inter. Conte arriva da due brutte sconfitte, mentre Chivu da ben sette vittorie consecutive tra Champions e Campionato. Quindi gli umori sono completamente opposti. Il 4-5-1 di qualità del Napoli riuscirà ad avere la meglio con la propria voglia di rivalsa sul 3-5-2 di muscoli e tecnica nerazzurri? I primi 10’ minuti passano quasi di studio con nessuna delle due squadre che compie la prima mossa per sondare veramente l’area avversaria. L’Inter pian pianino si avvicina e prima di testa Bastoni su calcio d’angolo và vicino all’incrocio, poi la pressione di Barella porta Lautaro a tu per tu con Milinkovic-Savic e l‘ex portiere granata chiude lo specchio. L’Inter sembra prendere l’iniziativa, ma nella parte centrale del primo tempo, il numero di giri del motore partenopeo aumenta. L’Inter non riesce a tenere le distanze giuste ed arrivano cross in area dalle parti di Sommer insidiosi, sino a quando poco prima della mezz’ora un contatto in area interista a dir poco dubbio, regala, letteralmente, un rigore ai padroni di casa. Nel contatto l’armeno si infortuna e viene sostituto dal centrocampista ex Napoli. De Bruyne segna dal dischetto e lui stesso nel calciare si strappa e deve abbandonare il rettangolo di gioco. L’Inter è arrabbiata e nervosa e nell’ultimo quarto d’ora costruisce almeno quattro limpide occasioni da rete e due si fermano ai legni con Milinkovic-Savic fuori causa. Si và dunque al riposo con i meneghini sotto di una rete. Nella ripresa la gara riprende ma l’Inter non sembra avere quel fuoco dentro necessario a ribaltare le sorti del match. Così al 54’ minuto, la difesa interista alta e lenta si fa beffare dal passaggio lungo di Spinazzola da destra verso sinistra, che trova Mc Tominay libero che senza ostacolo dal limite dell’area tira preciso e secco sul palo dove Sommer non può arrivare. Doppio vantaggio che dura una manciata di minuti perché su di un colpo di testa di Lautaro un braccio troppo alto di Buongiorno in area concede il rigore a Calhanoglu che non sbaglia. Inter nuovamente in partita, ma troppo nervosa e scollata. La lucidità è andata a spasso, così come la mediana nerazzurra al 65’ minuto quando Anguissa si infila nella difesa interista come una lama nel burro e sigla il 3 a 1. Inter abbattuta che con tutto il centrocampo rivisto e l’ingresso di Esposito non troverà nell’ultima mezz’ora neppure una bozza di idea per riaprire la sfida. Se il primo tempo, l’Inter era stata sfortunata, nella ripresa la squadra di Chivu ha perso forza, concentrazione e testa. Il Napoli ha legittimato con un secondo tempo maturo e concreto una vittoria che lo rilancia in testa da solo in attesa della gara della Roma. L’Inter ha perso per colpa di altri? Se avesse reagito bene nel secondo tempo avremmo detto di sì. Ma una squadra forte come quella interista non può smettere di giocare facendosi trasportare unicamente dal nervoso. Chivu dovrà spiegarlo ai suoi ragazzi dimenticandosi degli alibi arbitrali e dei legni del primo tempo.
CL: Union SG-Inter 0-4. Brivido iniziale e poi controllo totale ( ottobre 2025 ) La scorsa stagione oramai lo sanno anche i muri, l’Inter fu protagonista sino all’ultimo minuto su tutti i fronti, ma stringi stringi, rimase con un palmo di mano vuoto. Non raccolse nulla e molto dipese dalle energie ridotte all’asso, specie dei titolari. Chivu senza stravolgere il suo 3-5-2 che differisce da quello di Inzaghi per l’idea di calcio per possesso palla, palleggio e verticalizzazione, cambia diverse pedine nel suo scacchiere. Dietro riposo ad Acerbi e Akanji e spazio a de Vrij e Bisseck. Panchina anche in mediana allo stacanovista armeno, a Barella e Dimarco, sostituiti a da Frattesi, Zielinski e Augusto. Con Thuram sempre ai box, riposo a Bonny quindi la spalla del capitano argentino in attacco, è il giovane Esposito. Ma i belgi, forti di un 3-4-3 aggressivo, partono fortissimi subito e mettono alle corde i meneghini. Nei primi 5-6 minuti sono almeno tre le occasioni da rete costruite in modo piuttosto limpido consecutive. Due volte Sommer e una Lautaro sulla linea di porta tengono il risultato sullo 0 a 0, ma è evidente come l’Inter sia entrata troppo rilassata in campo. Capita l’antifona e scampato il pericolo, i nerazzurri prendono le misure e pian piano fanno pesare il loro maggior tasso tecnico ed organizzativo. La palla torna ai ragazzi di Chivu e anche la padronanza del campo e la continua pressione interista dalla metà del primo tempo crea azioni da rete sciupate dallo stesso Martinez e non solo. Prova che ti riprova, al 41’ minuto è Dumfries a sfondare e a portare in vantaggio i suoi e nel minuto di recupero, Lautaro non sbaglia il raddoppio della tranquillità. Serenità totale quando al minuto 53’ la Var concede un rigore all’Inter per un evidente tocco di mano in area e Calhanoglu dal dischetto non sbaglia. Sul 3 a 0 la sfida è archiviata e Chivu inizia con i cambi per dare minuti di riposo prima a Bastoni, Lautaro e Calhanoglu, poi anche a Dumfries. Non a Pio Esposito che come un ariete indomito, sbaglia una rete facile, ma al 76’ minuto su invito di Bonny, il giovane centravanti italiano mette a segno la sua prima rete in Champions League e sigla il definitivo 4 a 0 della sua Inter. Chivu e company mettono in fila dopo la sconfitta a Torino con la Juventus, la settima sfida consecutiva vinta. Quattro in Serie A e tre in Champions. In Europa, fa il bottino pieno e incamera punti importanti in chiave qualificazione futura, visto che le gare difficili giungeranno verso la fine del Girone. L’Inter si gode il successo, ma la testa dovrà essere subito rivolta al Campionato, perché sarà ospite dei Campioni d’Italia in carica.
A: Roma-Inter 0-1. Inter scappa, regge e vince ( ottobre 2025 ) Si ritorna in campo dopo la sosta delle Nazionali e tutte, nessuna esclusa si è ritrovata giocatori o acciaccati, oppure esausti. I nerazzurri sono, tradizionalmente tra i club che hanno più giocatori in giro per il Mondo e anche all’ultima sosta i nerazzurri hanno dovuto giocare successivamente una trasferta particolarmente impegnativa come quella in casa della Juventus, persa sul finale per inciso per 4 a 3. Con Thuram fuori, a dar manforte all’attacco interista c’è Bonny ad affiancare Lautaro, reduce dal viaggio dal Sud America. Per il resto Chivu schiera il suo 3-5-2 migliore di “Inzaghiana” memoria, almeno per quanto concerne gli interpreti. Gasperini, dall’alto della cima della classifica nel suo 3-4-3 vuole sorprendere la difesa alta interista, lenta e spilungona, con tre brevi linei senza vero centravanti, come Dybala, Soulè e Pellegrini. Ma è la difesa troppo avanzata della Roma a pagare dazio dopo neppure nemmeno 6’ minuti di gioco. Quando Barella dalla sua trequarti lancia perfettamente un Bonny che astutamente rientra sul filo del fuorigioco e caracollando da metà campo raggiunge Svilar che trafigge sul suo primo palo. Meneghini avanti e Roma in panico per almeno una decina di altri minuti quando l’Inter è padrona del campo e anche sprecona in tutta la prima frazione. I padroni di casa ci provano da corner con Cristante ma il suo colpo di testa finisce alto sopra la traversa. Mentre i nerazzurri trovano spazi ma difettano nella misura e nella rabbia dell’ultimo passaggio. Inter dunque al riposo avanti e a inizio ripresa Dumfries non nella sua serata migliore spreca l’occasione del raddoppio. Così la Roma grazie anche all’ingresso di un centravanti di peso come Dovbyk trova campo e occasioni. Per 10’ minuti abbondanti i meneghini sono schiacciati nella propria trequarti e reggono con i nervi e con le unghie agli assalti giallorossi. Sommer dice di no a Dybala bene due volte e Dovbyk di testa si divora il pareggio con Sommer fuori causa. Quando la pressione dei capitolini viene meno, i cambi di Chivu fanno la differenza. Un Lautaro nervoso, stanco e poco lucido viene sostituito da Esposito e poi anche Bonny lascia il campo e l’Inter si schiera con un 3-5-1-1 con Frattesi a supporto del giovane ariete interista. L’Inter respira e negli ultimi 20’ minuti di gara sono i nerazzurri ad andare più vicini al raddoppio che non i giallorossi al pareggio. La palla arretrata di Frattesi è un bel invito del centrocampista armeno, l’unico rimasto in campo dei cinque in mediana, che di prima colpisce il palo. L’Inter regge, lotta e si porta a casa di forza con una sola rete tre punti pesantissimi. Il Napoli poco prima era caduto a Torino con i granata e l’occasione di affrontare l’altra capolista è stata troppo ghiotta per non approfittarne. L’Inter con una prestazione di qualità e coraggio agguanta in una botta sola le due fuggitive e solo il Milan ora può scavalcarla.
A: Inter-Cremonese 4-1. Devastante e dominante con macchiolina finale ( ottobre 2025 ) Scontro diretto per le zone alte della classifica tra Inter e Cremonese. I rossogrigi, insieme ad Atalanta e Juventus sono le uniche squadre che non hanno dovuto subire l’onta della sconfitta in Campionato. Mentre la “Beneamata” ha già sofferto e pesantemente, due volte su cinque sfide. Senza dimenticare che alla prima Giornata, proprio la Cremonese sbancò San Siro contro i cugini. Ma quel Milan di agosto non è quello di oggi di ottobre, ma anche i nerazzurri sembrano aver pian pianino assimilato dei nuovi dettami di gioco del nuovo allenatore. Chivu opta per alcuni cambi contro il 5-3-2 avversario. De Vrij centrale con nuovamente Akanji e Bastoni ai lati. Nella linea a cinque di centrocampo il 20 turco lascia spazio a Barella in regia e Frattesi affianca l’onnipresente Mikhitaryan come interni. Con Thuram acciaccato dal primo minuto c’è Bonny. Ma dal primo secondo del match è chiaro il copione. Ovvero padroni di casa all’assalto con l’intero organico, ma con equilibrio e tanto movimento da parte degli interpreti in poco spazio. Fioccano subito le occasioni e quando al 6’ minuto giunge da sinistra il traversone basso giusto sul filo del fuorigioco, Lautaro di prima colpisce. Bravissimo Barella nel primo contrasto e a far partire l’azione. Al 13’ minuto un tiro da fuori di Dimarco prende Akanji che la butta dentro involontariamente, ma il giocatore era in fuorigioco. Poco male perché l’Inter continua a macinare gioco e Silvestri deve fare gli straordinari su tutti i giocatori nerazzurri. Sommer è praticamente in vacanza solo e soletto nella sua area mentre gli undici della Cremonese sono asserragliati nella propria trequarti senza riuscire a trovare una contromisura ai meneghini. Gioco forza a furia di insistere quando giunge ancora un cross sul primo pala dalla sinistra c’è Bonny che come un falco si inserisce e di testa la schiaccia dentro per il 2 a 0 prima del riposo. Anche troppo riduttivo per quanto creato nella prima frazione. Una nota stonata? Dalla destra non si è creato praticamente nulla e infatti Dumfries dopo 8’ minuti di gioco del secondo tempo viene sostituito e l’olandese non la prende bene. Di fatto la sua prestazione sino a quel momento è stata apatica, tutto il contrario di quanto messo in campo dai suoi compagni. A partire da Barella che da regista al centro del campo è stato notevole. Al 55’ minuto quando Dimarco calcia da fuori è goal e la Var conferma perché Lautaro è in fuorigioco e sulla traiettoria del tiro, tuttavia distante dal portiere. Altri 2’ minuti e Barella ben servito in area da Bonny cala il poker. Così Chivu archiviata la partita pensa a far rifiatare i suoi e Silvestri dice ancora no. A rovinare una partita quasi perfetta ci pensa l’esordiente mediano Diouf che dopo un’incoraggiante avvio, a metà campo prova ad andare via ma perde palla. La Cremonese riparte e l’Inter è messa malino dietro e giunge sotto le gambe di Sommer il tiro, il primo della Cremonese, che sigla il definitivo 4 a 1. Diouf invece di bruciare l’erba per recuperare il suo stesso errore, ciondola nel rientro, cosa che fa anche in un’azione successiva. E’ vero che la rete avversaria giunge al minuto 87’, ma l’Inter con i cambi e di testa un po’ scarica và in panico e sparacchia via la palla negli ultimissimi istanti di gara. Ma ci sarà da lavorarci sopra sulla testa del nuovo acquisto che oltretutto gioca in un ruolo determinante per l’equilibrio di una formazione. Sta di fatto che l’Inter vista questo sabato è stata da vetrina per intensità, recupero palla altissima, qualità di giocate e voglia da parte di quasi tutti di giocare a calcio. Uno spettacolo, che deve interrompersi per via delle Nazionali. Al ritorno i nerazzurri andranno a casa di Gasp.
CL: Inter-Slavia Praga 3-0. Concentrata e vincente secondo copione ( settembre 2025 ) Già incamerati i primi 3 punti del Girone a classifica di Champions, questo è un match che non può essere fallito. Anche perché vista l’esperienza inedita dell’anno scorso, per passare direttamente agli ottavi bisogna arrivare tra le prime otto. Per far questo servono come minimo 18 punti. La casualità ha voluto dare all’Inter le prime quattro sfide abbordabili, mentre le ultime quattro non certo da bottino pieno a mani bassi. Dunque, meglio mettere via fieno in cascina adesso per poi gestire e vedere come muoversi. Così Chivu opta per un leggero turnover, ma non in attacco. Thuram fa lo stacanovista e Lautaro che aveva già riposato è al suo fianco. Barella e l’armeno in panchina e spazio a Sucic e Zielinski che partono dal primo minuto. Come Acerbi, Sommer e Bisseck. I cechi sono una squadra volenterosa, da prendere con il giusto rispetto, ma dai mezzi tecnici sicuramente inferiori ai meneghini e il loro 5-3-1-1 molto raccolto, agevola il possesso palla e di campo nerazzurro. L’Inter anche senza troppa frenesia e ritmi vertiginosi mette alle strette la retroguardia dello Slavia Praga. Come è oramai abitudine le potenziali occasioni interiste non mancano, ma la precisione sì. Chiedere a Calhanoglu, Dumfries e Thuram. Allora ci pensa alla mezz’ora Stanek, che da portiere si fa pressare da Lautaro e il suo passaggio al difensore centrale è lento e perfetto come assist per il capitano argentino che appoggia in rete indisturbato. Slavia Praga che si scioglie e 4’ minuti dopo Acerbi scende centralmente e appoggia a sinistra per Thuram che accelera, entra in area e offre a Dumfries sul primo palo l’assist che l’olandese, come un puro centravanti non sbaglia. Al riposo dunque con un meritato doppio vantaggio. Nella ripresa i cechi non hanno la forza per ribaltarla anche perché i milanesi non si distraggono e quando Thuram a sinistra al 65’ minuto offre di tacco l’apertura a sinistra per Bastoni che in corsa di prima crossa per la doppietta del capitano, la partita è finita. Sucic si vede respinta sulla linea la sua prima rete con la maglia interista, ma c’è tempo anche dei cambi perché archiviata la pratica di Coppa, c’è da pensare alla Cremonese in Campionato che ha gli stessi punti dell’Inter. Altra rotazione e forse Frattesi vedrà il campo. Sommer non ha dovuto praticamente neppure sporcarsi, chissà se l’Inter riuscirà a non offrire il fianco anche in Serie A?
A: Cagliari-Inter 0-2. A tratti leziosa, ma vincente ( settembre 2025 ) Chivu ha definito questa sfida come un crocevia fondamentale per la stagione. Di fatto con una partenza che dopo quattro match vede la sua Inter già lontana di ben 6 punti dalla capolista e dietro a tante altre, la trasferta a Cagliari è realisticamente delicata. Juventus e Atalanta si scontrano tra loro, così come Milan e Napoli. Gioco forza qualcuna di queste perderà punti. A tal proposito nel primo pomeriggio di sabato, Como e Cremonese affrontandosi hanno pareggiato e entrambe sono davanti ai nerazzurri. Pure gli stessi sardi, ospitano la “Beneamata” standole davanti in classifica. Quindi l’imperativo è presto detto. Uscire dall’isola con i tre punti è imperativo. Il mister rumeno si affida per gran parte al blocco inzaghiano. In porta però c’è Martinez, come de Vrij al centro fa riposare Acerbi. Augusto sulla corsia destra fa rifiatare l’olandese e davanti c’è la ThuLa. I padroni di casa si mettono a specchio e subito pressano altissimi ma il centrocampo dell’Inter, molto tecnico, riesce a far girare a vuoto la corsa dei sardi. Così i nerazzurri prendono il pallone e lo gestiscono senza frenesia e con trame di gioco semplici, ma piuttosto rapide. Così efficaci che quando Bastoni al 9’ minuto, giunge a suo modo sul fondo a sinistra, lascia partire un bel cross in area che giunge sull’altro palo, dove Lautaro prende il tempo e di testa infila l’angolo opposto per il vantaggio interista. I meneghini controllano ma più di tanto non affondano, tuttavia allo stesso tempo dietro non rischiano pressoché nulla, e la mira di un paio di tiri tra Thuram e l’armeno potrebbe essere migliore. Si và dunque negli spogliatoi con Dimarco che prende il posto di Augusto ammonito, reminescenze di Inzaghi. Il Cagliari cerca il pareggio, ma l’Inter ha tre grandi possibilità per passare avanti ma tra mira, palo di Calhanoglu e portiere non giunge la rete della tranquillità. I cambi invece dei sardi ridanno vigore agli isolani che nella fase centrale della ripresa mettono un po’ alle corde i milanesi e da calcio d’angolo un palo a Martinez battuto salva gli undici di Chivu. Proprio Chivu, annusando il pericolo apporta energie fresche come Dumfries al posto di un Luis impalpabile, Frattesi per Barella ammonito e Esposito per Thuram. Il Cagliari pressa alla ricerca del pareggio e l’Inter ha degli spazi. Frattesi quasi segna sull’assist di Dimarco, ma la sua conclusione è troppo debole e viene salvata quasi sulla linea. Poco dopo e siamo al minuto 82’ giunge ancora da sinistra un cross basso e teso da parte di Dimarco e questa volta c’è Pio che riesce a piazzarla dentro, per la sua gioia ma anche per tutto il popolo interista. L’ardore dei cagliaritani si affievolisce e con il centrocampista armeno, la “Beneamata” prende il suo secondo palo della serata. Poco male visto che giunge in seguito il fischio dell’arbitro a sancire la fine delle ostilità, senza che i nerazzurri passino altri pericoli. Missione compiuta, anzi con diversi altri mini obiettivi raggiunti, come essere usciti da Cagliari senza aver subito ancora reti e con il giovanissimo ariete italiano andato in goal, sbloccandosi per la sua prima volta in Serie A. La ThuLa ha ora dei cambi all’altezza e questo potrebbe alla lunga fare la differenza visti i tanti impegni e quanto buttato via nella scorsa stagione. Chivu e soci guardano la classifica un pochino più sorridenti, ma è solo l’inizio di un periodo affollato di match tra Campionato e Champions.
A: Inter-Sassuolo 2-1. Sprecona finisce con il brivido, ma torna a vincere ( settembre 2025 ) Si ritorna in campionato per l'Inter dopo la vittoriosa trasferta in Europa dove ha visto i nerazzurri giocare concentrati e battere l'Ajax per 2-0. Inizia dunque per le italiane in Europa. compresa l'Inter, il periodo dove le partite si fanno ravvicinate e intense e Mister Chivu apporta qualche modifica rispetto all'11 utilizzato in Champions. Ogni reparto viene modificato anche il portiere, Martinez per Sommer, in difesa si rivede Acerbi. Al centro al posto di De Vrij inserisce Carlos Augusto e fa riposare Bastoni mettendo a centrocampo Sucic, mentre davanti il convalescente Lautaro Martinez è sostituito dal giovane Pio Esposito. L'Inter non può permettersi di sbagliare perché è già indietro di 6 punti rispetto alla vetta ma a San Siro viene un cliente molto scomodo, ovvero il Sassuolo che spesso qui ha sbancato sia sulla sponda nerazzurra che rossonera e ci sono giocatori come Berardi che trovano l'Inter e il Milan bersagli facilmente colpibili. E infatti gli Emiliani si schierano con un 4-3-3 pronto a ripartire e fare male alla difesa nerazzurra che sino a qui ha dimostrato più che una pecca. I nerazzurri partono decisi e con un ottimo possesso palla, e rispetto a quanto visto contro l'Udinese i passaggi e l'intensità di manovra sono decisamente più energici. Tutto avviene più velocemente e il Sassuolo è subito messo alle corde con Barella in una transizione prima del ventesimo ruba palla a centrocampo calcia a sinistra dove Sucic e DiMarco si trovano a dialogare nello stretto in area. Il croato appoggia benissimo all'esterno sinistra di Dimarco che non sbaglia e porta avanti i suoi. Una volta in vantaggio i nerazzurri tengono il controllo della palla, ma non aggrediscono con la giusta rabbia. È il Sassuolo che va vicino in una ripartenza al gol del pareggio, ma il diagonale di Berardi da destra verso sinistra esce di poco a lato. L'Inter cogliendo il pericolo, accelera le giocate con Esposito. Pressa va su ogni palla e smista per i compagni, tira ma non trova lo specchio e quando l'Inter sia più volte con Esposito e con altri suoi giocatori trova la giusta conclusione il Sassuolo è pronto a sbarrare e a chiudere la porta con il portiere emiliano che sembra in giornata di grazia. Spettacolare è la rovesciata di Esposito in aria piccola che trova il riflesso prontissimo dell'estremo difensore del Sassuolo. Nella ripresa il copione non cambia. L'Inter fa la partita crea ma non riesce a chiuderla sino quando a un quarto d'ora dalla fine Augusto uno dei più propositivi dei suoi finalmente trova grazie a una deviazione la rete che lo premia. I nerazzurri non fanno in tempo ad esultare e a rilassarsi per il doppio vantaggio che alla prima svista si fanno perforare da una triangolazione emiliana stile Barcellona che porta il risultato di nuovo in bilico 2 a 1. L'Inter non ci sta riprova e prova a costruire e va in effetti di nuovo in vantaggio con l'inserimento di Frattesi, ma lo stesso centrocampista, purtroppo per i nerazzurri si trova in fuorigioco. I padroni di casa soffrono sino alla fine per la paura di mandare all'aria una partita dominata. Ma giunge il fischio finale dell'arbitro che sancisce la vittoria dei nerazzurri. Vittoria meritata senza dubbio per le belle occasioni anche piuttosto nitide create. Però non bisogna dimenticare le tre/quattro occasioni lasciate agli emiliani dove Martinez ha dimostrato di essere pronto a subentrare in ogni momento in porta al posto di Sommer. Inter di nuovo in cammino per la lotta scudetto ma il Napoli lunedì può di nuovo rialzare l’asticella andando a punteggio pieno in caso di vittoria. Il prossimo impegno dei nerazzurri sarà contro il Cagliari in campionato.
CL: Ajax-Inter 0-2. Sicura e vincente in Champions ( settembre 2025 ) Non era facile preparare questa gara, che paradossalmente, all’esordio in Champions, poteva già essere uno spartiacque della Stagione appena iniziata. I due ko in Campionato consecutivi, e specialmente l’ultimo con la rivale di mille battaglie, subito ancora una volta in pieno recupero, ha lasciato il segno e anche mille domande. Sulla campagna acquisti della Società, sull’effettiva forza e troppa vecchiaia nella rosa, e non per ultimo, le capacità di un allenatore giovane e ancora da formarsi. Insomma, esordire nella Coppa dalle Grandi Orecchie, che ha visto i nerazzurri, protagonisti negli ultimi anni, anche se non vincenti, in trasferta in una campo non semplice come quello dell’Ajax, con tutti gli occhi addosso, non deve essere stato semplice. Chivu ha sempre ostentato una certa tranquillità e serenità, come qualcuno che conosce la situazione interna meglio di coloro che la vedano da fuori. Esempio è stato scegliere e confermare Sommer tra i pali dopo le mille critiche piovute addosso al portiere svizzero. Rispetto a Torino comunque un evidente Lautaro stanco e pure con il mal di schiena non parte per l’Olanada e al suo posto ad affiancare Thuram c’è il giovane Esposito. Allo stesso tempo de Vrij prende il posto di Acerbi.. Per il resto squadra tipo e molto “inzaghiana”. Così come il controllo della sfida con possesso palla e territoriale sin da subito, anche se nella prima mezz’ora il match stenta a decollare e il controllo nerazzurro della sfida è sterile dal punto di vista delle occasioni. L’Inter inizia ad aumentare i giri del motore e l’intesa dei due davanti migliora e Thuram è sfortunato nel suo diagonale da sinistra a destra che colpisce il palo. L’Inter cresce, crea, ma rischia tantissimo quando, sbilanciata a 5’ dal riposo, si fa trovare scopertissima con l’attaccante olandese che fugge indisturbato da metà campo verso Sommer che però lo anestetizza e devia di piede la sua conclusione in calcio d’angolo. Goal sbagliato e gol subito? Infatti al 42’ minuto ci vuole un bel cross da calcio d’angolo da parte di Calhanoglu per trovare la giusta elevazione del 9 nerazzurro che stacca bene e porta avanti i suoi. Cosa che si ripete dopo 2’ minuti nella ripresa in modo identico. Una attimo prima una bella azione aveva portato il turco alla conclusione in area deviata in corner . Inter avanti di due reti che se anche sono giunte su palla inattiva, le azioni costruite ci sono state. Sicura e ben organizzata l’Inter non soffre la ben che minima reazione avversaria e solo un cross quasi al novantesimo mette un po’ i brividi alla retroguardia interista, più per via dell’uscita a vuoto di Sommer che per la pericolosità in sé del traversone. L’Inter torna a casa con due reti all’attivo, quindi in questo avvio sempre a segno in ogni match, ma soprattutto senza aver subito rete. Maggiore concentrazione? Forse sì, o probabilmente consapevolezza che ogni partita debba essere affrontata anche in fase di non possesso, con la massima attenzione. Avremo la risposta fra qualche giorno quando a far visita all’Inter giungerà il Sassuolo in Campionato. Chivu e i suoi ragazzi, anche il più giovane Pio, che dimostra di essere pronto anche di testa, hanno risposto alle critiche giunte e i 6 punti di distacco dalle prime due, oggi fanno meno paura.
A: Inter-Udinese 1-2. Troppa supponenza e i friulani sbancano San Siro ( agosto 2025 ) Non pochi gli elogi giunti dopo la manita rifilata all’esordio una settimana fa al Torino, sempre tra le mura amiche. Ma l’Udinese è di un’altra pasta rispetto ai granata visti a San Siro. Rispetto agli undici scesi in campo lunedì dal primo minuto, qui Bisseck prende il posto in difesa di Pavard, mentre rientra dopo la fatidica Finale di Champions, in regia Calhanoglu. I friulani si schierano specularmene ai padroni di casa e fanno subito capire che non sarà così facile superarli. Qui non c’è del burro dove affondare gli attacchi nerazzurri, ma puro acciaio difficile da scalfire. L’Inter parte manovrando ma è lenta e poco aggressiva. Da dietro a imbastire può solo Bastoni, perché i piedini di Bisseck e Acerbi non sono proprio vellutati. Gli esterni Dumfries e Dimarco non partono nei momenti giusti e a centrocampo il turco, ma anche Sucic che tanti applausi si è preso lunedì, non hanno molta lucidità e brillantezza. Così appena i meneghini perdono palla ecco che gli attaccanti bianconeri partono dalla metà campo per puntare i difensori nerazzurri che arretrano ma un tiro è troppo centrale e preda facile per Sommer, mentre il secondo rasoterra esce a lato di poco. Campanellini d’allarme di un’Inter che non è feroce nella riconquista della sfera e con la difesa così alta può essere letale. Sta di fatto che poco dopo il quarto d’ora Lautaro è bravissimo a sgusciare via in mediana e servire in profondità Thuram centralmente. Il francese si incaponisce e deve scaricare a sinistra per Dimarco che lo riserve in area. Thuram difende palla e in caduta offre un palla sporca bassa sulla destra che vede Dumfries solo e soletto appoggiarla in rete. Gara in discesa, ma a parte Barella e Lautaro che non si risparmiano, gli altri nerazzurri appaiono addormentati, come se pensassero che oramai la sfida è già indirizzata a loro favore senza alcun più sforzo. Così facendo i padroni di casa abbassano lentamente il baricentro regalando metri ed iniziativa agli ospiti. Calhanoglu al 26’ regala una punizione sulla propria trequarti sulla destra offensiva friulana. Schema che l’Inter capisce tardi e la palla da destra è scodellata molto a sinistra con Dumfries in netto ritardo in chiusura. Esito della poca attenzione? Colpo di braccio in area e rigore che i friulani non sbagliano per il pareggio. L’Inter invece di caricarsi di rabbia e capire il proprio errore, subisce il colpo e fatica a costruire una bozza di idea offensiva perdendo palla dinanzi ai rocciosi centrocampisti e difensori avversari. Così a 5’ minuti dal riposo l’Inter perde ancora sfera quando Atta punta a campo aperto Bisseck, il tedesco continua ad arretrare tenendo il fianco sinistro scoperto e Atta è libero di calciare da fuori un tiro a giro a metà altezza che non lascia scampo a Sommer. Inter ricolpita ed affondata che và al riposo ribaltata e con le idee confuse. Inizia il secondo tempo ed è un approccio differente. Più alta e aggressiva tanto da schiacciare gli ospiti nella proprio trequarti la “Beneamata” ci prova. Arrivano cross e giocate veloci e dopo poco più di 5’ minuti ecco il pareggio quando Thuram a centro area offre la sfera a sinistra per Dimarco che calcia un rasoterra imprendibile. Ma la Var annulla per il fuorigioco del numero 9. Inter che si innervosisce per il pareggio mancato e affievolisce il proprio furore ma soprattutto perde in lucidità. I meneghini tengono l’iniziativa ma arrivano più cross e tiri dalla bandierina che vere e proprie occasioni da rete. Rischiando anche di essere nuovamente freddati in contropiede. Chivu le prova tutte finendo con quattro punte e con una sorte di 2-4-4 iper offensivo che produrrà solo mischie di cuore e nervi, ma nulla più. Giunge il fischio finale dell’arbitro a sancire la prima sconfitta stagionale dell’Inter del mister romeno. Brutta e bruciante per come è avvenuta. Problemi di testa e di chiarezza di gioco. Troppo ancora movimento orizzontale della palla in stile “Inzaghiano” e poca verticalizzazione. Ed ora dopo la pausa Nazionali, ci sarà la trasferta delle trasferte, ovvero a casa della capolista Juventus. O si risorge oppure potrebbe essere già uno schianto fatale.
A: Inter-Torino 5-0. 5 goal per cancellarne altrettanti ( agosto 2025 ) Mondiale per Club a parte, la vera stagione scorsa della “Beneamata” è terminata a Monaco nella Caporetto con il PSG, in quel di Finale di Champions, che rimarrà nella storia degli annali, come il più ampio scarto di reti in una finale europea di calcio. Purtroppo per i nerazzurri al passivo. Il nuovo mister riprende quasi in totalità la formazione titolare di Inzaghi, con l’unica variazione a centrocampo di Sucic che gioca al posto di Barella, che a sua volta nel 3-5-2 diviene il regista prendendo il testimone del 20 turco squalificato. A San Siro alla prima stagionale in Campionato giunge un Torino tutto da scoprire guidato da Baroni che lo schiera con un 4-3-3 pronto a chiudere e ripartire. Il 3-5-2 di Chivu a parte un cross immediato di Dimarco per Thuram che schiaccia troppo di testa in area fatica per il primo quarto d’ora a trovare velocità e spazi. Tra gambe e anche scorie mentali di certo non è facile. Ci vuole al 17’ un calcio d’angolo battuto bene da Barella a sbloccare i meneghini che grazie alla girata di testa di Bastoni dal primo palo verso il secondo non solo porta in vantaggio i nerazzurri, ma li sbloccano. Così dopo un tranquillo controllo del match, anche se dietro qualche distrazione poteva costare caro se al posto dell’attacco del Torino ci fosse stato quello più impegnativo di altre big, al 36’ minuto ecco un’azione di rapida tecnica al limite dell’area granata. L’Inter occupa di fatto l’area ospite con quantità e qualità e il fraseggio stretto trova Sucic premiare con un filtrante a destra l’intelligente inserimento di Thuram che con un diagonale forte raddoppia. La gara è in discesa ed è bravo l’estremo difensore torinese a negare la rete al colpo di testa di Acerbi. Nella ripresa i granata hanno l’occasione per riaprirla quasi in avvio ed è bastato un lancio lungo per trovare mal posizionata la retroguardia interista, ma il Torino spreca l’occasione. Così il mordace Lautaro al 51’ minuto pressa in area due difensori avversari costringendoli ad arretrare verso il proprio portiere, ma il capitano nerazzurro intercetta l’ultimo passaggio in scivolata freddando Israel. Sfida chiusa e messa in congelatore, anche perché il Torino si scioglie letteralmente e l’Inter si diverte come e più che in una gara di allenamento. Al 62’ giunge il poker siglato Thuram che sfrutta il cross da sinistra di Bastoni per sollevarsi in cielo e metterla nell’angolino opposto. 10’ minuti dopo un’azione di prima in area granata porta il neo entrato Bonny a firmare il definitivo 5 a 0 sul match. Un risultato che apre la nuova stagione proprio forse per cancellare idealmente quello subito nella Finale di Champions. E’ solo la prima di una lunga annata, e non sempre si avrà dinanzi un avversario così poco aggressivo e mal disposto. Più avanti si avranno conferme oppure ridimensionamenti di quanto visto. Ma il segnale l’Inter l’ha dato. C’è voglia di riprendersi quanto è stato perso sul finale l’anno scorso.
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