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Juve  Inter   Milan       e le altre 17 stelle                 

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Risultati GIORNATA Serie A 

                     

18/01/2026 giornata 21 Goal Goal
Bologna Fiorentina 1 2
Cagliari Juve 1 0
Cremonese Verona 0 0
Lazio Como 0 3
Milan Lecce 1 0
Napoli Sassuolo 1 0
Parma Genoa 0 0
Pisa Atalanta 1 1
Torino Roma 0 2
Udinese Inter 0 1

    

   

       

            

Classifica PUNTI

                


Squadra Punti
1 Inter 49
2 Milan 46
3 Napoli 43
4 Roma 42
5 Juve 39
6 Como 37
7 Atalanta 32
8 Bologna 30
9 Lazio 28
10 Udinese 26
11 Sassuolo 23
12 Torino 23
13 Parma 23
15 Cremonese 23
14 Cagliari 22
16 Genoa 20
17 Lecce 17
18 Fiorentina 17
19 Pisa 14
20 Verona 14

        

     

       

 

        

Risultati GIORNATA COPPA

                 

7'Giornata   

           

20-gen Inter Arsenal 0 0
21-gen Juve Benfica 0 0
20-gen Copenhagen Napoli 0 0
21-gen Atalanta At.Bilbao 0 0
22-gen Roma Stuttgart 0 0
22-gen Bologna Celtic 0 0

  

    

 

COPPA ITALIA

 

Ottavi . .

03/12/2025 Atalanta Genoa 4 0
04/12/2025 Bologna Parma 2 1
27/01/2026 Fiorentina Como 0 0
03/12/2025 Inter Venezia 5 1
02/12/2025 Juve Udinese 2 0
04/12/2025 Lazio Milan 0 0
03/12/2025 Napoli Cagliari 10r 9r
13/01/2026 Roma Torino 2 3

  

Notizie 20/21

NEWS: Quante panchine cambiate! La continuità potrebbe pagare

( giugno 2021 )


Non centra se vinci o perdi, se raggiungi i tuoi obiettivi, li superi o nemmeno li avvicini. L’importante, pare, che, cambiare guida, sia la strada più convincente. Ovviamente ogni caso è a sé stante, però non siamo neppure a metà giugno, con il Campionato terminato da qualche settimana e sono già 13 le panchine variate su 20, se prendiamo in considerazione anche le tre retrocesse Benevento, Crotone e Parma. Senza dubbio i più eclatanti sono quelle al vertice, ma più di tutte è quella dell’Inter. Vinto lo Scudetto dopo ben undici anni ed in modo piuttosto perentorio, dopo solo due anni di lavoro assieme, vede il proprio condottiero seduto in panchina salutare. Divergenze di prospettive, ma anche di vedute sulla realtà del momento. La contrazione economica post pandemia, ha ridimensionato notevolmente i piani d’investimento del Gruppo Suning. Pertanto saranno necessari tagli ai costi e ai giocatori. Conte vuole crescere e vincere, legittimo, ma non vuole perdere valore contrattuale, anzi, non prendendo coscienza del periodo, chiede ancora di più. Simone Inzaghi è stata la seconda scelta di Marotta. Saprà il giovane ex timoniere laziale gestire i Campioni d’Italia nel nuovo corso economicamente virtuoso, sapendosi arrangiare e creare senza chiedere troppo? Sicuramente chi è bravo a saper sfruttare le risorse che ha a disposizione è Allegri. La quarta in classifica saluta l’esperimento Pirlo, con la dirigenza juventina che dopo due anni di ricerca della novità e del bel gioco prima con Sarri e successivamente con il “Maestro”, ritorna sul sicuro e alla concretezza. Chi ha vinto cinque scudetti di fila e raggiunto due finali di Champions in sole cinque stagioni è una certezza che Agnelli ha voluto per riprendersi, come minimo, il Titolo Nazionale. La quinta in campionato ha cambiato lo schietto e bravo Gattuso, giunto a Firenze con un fumantino Spalletti, uscito dal dorato letargo post Inter. Sarà curioso quanto Gattuso e Spalletti, che quanto a diplomazia non sono tra i più esperti, possano andare d’accordo a lungo con i propri presidenti. La sesta, ovvero la Lazio è stata abbandonata dal suo mister non più in sintonia da tempo con Lotito è dopo lunga riflessione ha dirottato per l’eclettico e intransigente Sarri. Ma la grande sorpresa, la primissima ancor prima che terminasse la stagione è stata la settima in classifica. Il Number One è approdato sulla panchina della Roma. Qui non ci saranno mezze misure. O sarà disfatta totale o lotta sino all’ultima giornata per un “titulo”. Il Sassuolo che aveva sfiorato l’Europa giungendo anche quota 62 punti, ha lasciato partire all’estero il suo De Zerbi e le sirene di Giampaolo sono le più forti. Ranieri dopo un ottimo Campionato chiuso al nono posto lascia la Sampdoria. Possibili successori sono chi ha riportato l’Empoli in Serie A, cioè Dionisi, oppure una vera scommessa come l’ex calciatore Patrick Vieirà. Il Verona giunto proprio a metà classifica, ha perso un ottimo Juric per un bravo Di Francesco che è reduce da due avventure terminate male e molto precocemente. Il Torino, salvatosi sulla sirena verrà guidato dall’ex Verona Ivan Juric che potrebbe promettere bene. Chi ha confermato con vera convinzione sono le due lombarde giunte sul podio dietro all’Inter. Sia il Milan che l’Atalanta hanno disputato una stagione al di sopra delle aspettative e Pioli e Gasperini hanno più che meritato non solo l’approvazione dei vertici societari, ma un proseguo progettuale. A parte la quasi sicurezza del ritorno dei Max Allegri alla corte di Agnelli, tutte le altre “big” o quanto meno chi lotterà per i posti alti della classifica, hanno mutato pelle e non propriamente migliorando. Inter, Napoli, Lazio e Roma saranno delle vere e proprie incognite. Potranno guadagnare 10-15 punti nella prossima annata e proseguire bene anche in campo continentale, come perdere altrettanti punti rispetto a quanto fatto in questa stagione conclusasi. Vi sono molte più probabilità che “Diavolo” e “Dea”, al contrario, migliorino ulteriormente quanto di buono già fatto. Se non altro non gli occorrerà un periodo di assestamento e potrebbero prendersi già un buon margine di vantaggio iniziale. Che siano loro due le più accreditate al campionato 2021/2022? Nel frattempo gustiamoci l’Europeo.

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DIAMO I VOTI alle SQUADRE di Serie A da 3 a 10 per la stagione

( maggio 2021 )


Inter: i nuovi campioni d’Italia meritano un buon 9,5 per come hanno gestito tutto il campionato, ma un 5,5 per come sono usciti immediatamente dall’Europa e come hanno buttato via una semifinale con la Juventus. Per la rosa a disposizione qualcosina si poteva fare di più. VOTO 8,5

Milan: una buona rosa con una sola stella con diverse primavere. Ha lottato con i denti anche nelle due coppe uscendo a testa alta. Se avesse vinto lo Scudetto, avrebbe meritato 10 e lode, ma il tracollo parziale da gennaio ha abbassato il giudizio però il secondo posto è meritato. VOTO 9,0

Atalanta: il dilemma è ampio. Bisogna dopo questi ultimi anni di costante alto rendimento considerarla una big? Allora manca sempre l’ultimo miglio, vedi finale Coppa Italia e secondo posto buttato via. Però strutturalmente non è una big quindi è un’ottima annata. VOTO 8,5

Juve: la rosa più forte del campionato in mano al mister con meno esperienza della A. Scommessa non vinta, mai in lizza per lo Scudetto e Champions. Tuttavia due trofei sono giunti. Ma il gioco praticamente non si è mai visto e questo doveva essere il vero obiettivo stagionale. VOTO 7,0

Napoli: Se dobbiamo giudicare Gattuso per l’ultima gara che ha sancito la mancata qualificazione in Champions il voto è mediocre, ma considerando i diversi problemi di società e di infortuni che il Napoli ha avuto comunque un ampia sufficienza è meritata. Si poteva fare di più. VOTO 6,5

Lazio: a tratti ha disputato una bella stagione. Ha superato con disinvoltura un Girone di Champions, comunque alla portata, andando a sbattere malamente contro il Bayer agli ottavi. Da lì ha iniziato anche a perdere maggiormente in Campionato mollando sul finale. VOTO 7,0

Roma: Un potenziale non da Scudetto, ma tuttavia da poter entrare tranquillamente in Champions, ha disputato un Girone di Ritorno di bassissimo profilo arrivando 7° all’ultimo respiro. Ha avuto almeno l’onore di arrivare in Semifinale di Europa League, la migliore delle italiane. VOTO 6,5

Sassuolo: in alcuni frangenti ha mostrato insieme alla Dea, il miglior calcio. A cinque minuti dal termine del Campionato De Zerbi aveva superato la Roma al 7° posto con la conquista dell’Europa. Una piccola Atalanta, peccato per i troppi goal subiti dovuti allo spettacolo offensivo. VOTO 8,5

Sampdoria: nelle mani di un navigato comandante come Ranieri, con una più che discreta squadra si è posizionata come prima tra le squadre centrali. C’è stato un periodo dove si è potuto sognare all’approdo in Europa, ma ha comunque superato la soglia dei 50 punti con agilità. VOTO 7,5

Verona: la sorpresa dell’anno precedente, solo a momenti è riuscita a confermarsi. Dei 43 punti totali sul campo, solamente 16 sono giunti nel Girone di Ritorno, perdendo la possibilità di ambire a qualcosa di importante. La quinta difesa è stata mortificata dal terzultimo attacco. VOTO 6,5

Genoa: salvezza raggiunta con una certa difficoltà iniziale ma dopo un cambiamento di rotta giunta con più serenità. Un immenso talento esperto come Pandev l’ha trascinato fuori dalle sabbie mobili, ma Preziosi dovrebbe fare di più per questo storico club, oppure trovare chi può farlo. VOTO 6,0

Bologna: Come il Genoa, ma con un potenziale più ampio, a partire da un mister che sa di calcio e sa muovere le corde giuste ai suoi calciatori. Palacio eterno ragazzo ha saputo dare esperienza e qualità per una stagione tranquilla senza guizzi ma neppure momenti drammatici. VOTO 6,0

Fiorentina: una buonissima squadra con giocatori di qualità e nell’età in equilibrio tra maturità e dinamismo, come Bonaventura, ha dovuto alternare ben tre allenatori sulla panchina, per riuscire a raggiungere la salvezza a poche giornate dal termine. Molto al di sotto del potenziale. VOTO 5,0

Udinese: non vi erano grandi ambizioni quest’anno. Una discreta compagine dove spicca un talento come De Paul che non a caso diversi top club ora cercano. Era chiesta una salvezza senza troppi patemi e così è avvenuto, con un leggero miglioramento nel Girone di Ritorno. VOTO 6,5

Spezia: nel suo piccolo è stata la vera rivelazione del Torneo. Se dall’Inter ti aspettavi che potesse approfittare del calo juventino, lo Spezia era il gruppo forse meno attrezzato. Eppure il gioco propositivo non è mai mancato come alcuni risultati di prestigio, oltre alla salvezza. VOTO 7,5

Cagliari: sulla carta una gran bella squadra. Certo inferiore alle migliori sette, ma poteva e doveva lottare quanto meno con il Sassuolo per essere l’outsider per un posto europeo e approfittare di eventuale calo di una big. E’ servito Semplici sulla panchina per evitare la Serie B. VOTO 5,0

Torino: il discorso fatto per i sardi è ancor più valido per i granata. Un tasso tecnico di buonissima fattura mal gestito dall’inizio che si è perso in identità e valore cammin facendo. Doveva essere la migliore delle normali, invece ha rasentato la retrocessione sino all’ultimo. Malissimo. VOTO 4,0

Benevento: Pippo Inzaghi l’ha portata sino alla categoria regina, ma non ha raddrizzato la barca quando si è accorto che nella Serie A ci vuole altro. Solo 11 punti nel Girone di Ritorno l’hanno condannato al ritorno tra i cadetti. Troppi goal incassati nonostante un gioco offensivo. VOTO 5,0

Crotone: praticamente condannato dall’inizio. Un livello tecnico non da Serie A, ma sopratutto una mentalità troppo rinunciataria raramente gli hanno permesso di vedere la luce. Quanto meno l’arrivo in panchina di Cosmi gli ha dato orgoglio e anche evitato l’onta dell’ultima posizione. VOTO 5,0

Parma: la più grande delusione. Non che ci si aspettasse un Campionato al vertice, ma minimo una zona centrale di classifica con alcuni acuti importanti vista la squadra attrezzata dignitosamente. Invece solo 20 punti e 7 nel Girone di Ritorno con il peggior attacco della Serie A. VOTO 3,5

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CAMPO alla 38° Giornata Crollo Gattuso, scatto Pirlo e Pioli

( maggio 2021 )


Sino all’ultimo minuto o quasi. Scudetto a parte, che l’Inter ha con merito vinto con quattro giornate di anticipo, nella ultima decade, raramente si è ha avuto occasione di assistere ad un finale di Campionato così aperto su diversi fronti, dove più di una squadra si è giocato tutto sino al fischio finale di Stagione. Il recupero, molto e troppo ritardato, della gara tra Lazio e Torino ha condannato la squadra di Pippo Inzaghi alla retrocessione prima del fatidico scontro diretto che è terminato con un pareggio tra Torino e Benevento. In seguito all’Inter scudettata, e l’Atalanta già matematicamente dentro la Champions, sono rimasti due slot liberi per tre squadre. La Juventus, dietro di un punto alle altre due aveva la sfida più abbordabile, seppur in trasferta, contro un Bologna già probabilmente in vacanza. Il vero ostacolo per la squadra di Pirlo era quello di non farsi schiacciare dalla pressione, non solo del risultato di successo obbligatorio, ma dalle notizie della radiolina dagli altri due campi. La Juventus, senza la sua stella portoghese, ha dato sfoggio, probabilmente, della sua migliore prestazione corale della stagione e ha avuto la meglio degli emiliani, mai in partita. La vera sorpresa è stato il “Diavolo”. Il Milan andava nel tempio della Dea che anche se reduce dalle scorie della sconfitta in Coppa Italia in settimana, conoscendo lo spirito orobico e l’orgoglio di Gasperini, puntare al secondo posto era il nuovo obiettivo. Pioli ha attrezzato i suoi con la corazza della concentrazione e determinazione totale che ha permesso al Milan di resistere alla forza d’urto fisica dei padroni di casa per poi uscire alla distanza e portarsi a casa tre punti che vogliono dire Champions con un onorevole secondo posto nella Serie A, dietro ai cugini di città. Il Napoli è stato qualificato ai danni della Juventus per soli nove minuti. Il tempo che i partenopei sono rimasti in vantaggio per una rete in casa contro il Verona. Gli ospiti hanno onorato la partita giocandola seriamente, già ampiamente salvi da tempo ma i ragazzi di Gattuso non hanno mostrato minimamente quell’ardore e ferocia che il proprio mister ha sempre profuso da calciatore ed ora come condottiere dalla panchina. Al Napoli è venuto quello che si chiama “il braccino corto” e la paura ha preso il sopravvento. Tanta fatica ad andare in vantaggio per poi farri raggiungere poco dopo. Quindi alla fine Napoli solamente in Europa League e Juventus e Milan nella Coppa più ricca. Napoli in compagnia della Lazio che esce battuta in casa del Sassuolo. Gli emiliani di De Zerbi ci hanno creduto sino alla fine facendo il loro dovere ma la Roma, sotto di due reti contro lo Spezia, hanno pareggiato ad una manciata di minuti dal termine della gara. Il Sassuolo ha sfiorato per pochi istanti il ritorno storico in una competizione continentale, alla quale accederà la nuova Roma di Mourinho. Quindi tutti gli esiti importanti si sono concretizzati. Per il resto la capolista e neo Campione d’Italia ha festeggiato a San Siro con un sonoro 5 a 1 in una quasi amichevole tra amici con l’Udinese, mentre il Crotone saluta la Serie con un pareggio a reti inviolate in casa con i viola, in un match degli arrivederci per entrambi. Il Crotone ha anche la soddisfazione di non finire ultimo lasciando questo poco dignitoso traguardo al Parma che perde a Marassi con Ranieri per 3 a 0. La Sampdoria in tal modo supera quota 50 punti, un piccolo obiettivo. Mentre i cugini del Genoa, battendo i sardi sull’isola superano quota 40 punti. Considerando che ad un certo punto del campionato erano messi in acque più che torbide, si possono considerare soddisfatti.

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CAMPO alla 37° Giornata Il tre per due in alto ed il due per uno in basso

( maggio 2021 )


Penultimo Turno di Campionato e per alcuni i festeggiamenti sono giunti anche in anticipo rispetto alle previsioni. Il big match, ovvero il “Derby d’Italia” è stato ricco di colpi di scena per via di una condotta di gara arbitrale pessima. Un’Inter già sazia recupera due volte sulla Juventus e quando tutto pare condurre ad un onesto pareggio per 2 a 2 ecco giungere un rigore fantasma sul finale che porta tre punti d’oro a Pirlo. Tre punti che tengono agganciata la “Vecchia Signora” al treno Champions, anzi ora, anche rimanendo dietro di un punto rispetto alla coppia davanti Milan e Napoli, in chiave ultima Giornata pare pure avvantaggiata. Le polemiche non sono partite neppure visto che la “Beneamata” ha già conquistato con quattro turni di anticipo lo Scudetto. L’Atalanta con un primo tempo da vera corazzata ha conquistato con i tre punti a Genoa anche la qualificazione matematica tra il secondo ed il quarto posto. Dovevano rispondere Lazio, Napoli e Milan. Simone Inzaghi perde il derby della Capitale e quindi anche considerando il recupero con il Torino, ha solo sei punti a disposizione ma ben nove di distanza dal quarto posto. Infatti il Napoli, a fatica, è comunque riuscito ad avere la meglio a Firenze agguantando il “Diavolo”. Il Milan, appunto, non è riuscito ad andare oltre ad un pari a porte inviolate contro un buon Cagliari ordinato e velenoso che era già conscio della salvezza acquisita. L’unica a non essere riuscita sul campo ad adempiere al proprio dovere è la formazione di Pioli. La paura e l’ansia da prestazione ha bloccato i muscoli e la lucidità mentale dei calciatori milanesi. Ora siedono a due punti di distanza dal secondo posto occupato dalla Dea in simultanea con Gattuso. La Juventus segue al quinto posto ad un punto. Combinazione vuole che vi sarà lo scontro a Bergamo tra Atalanta e Milan. Chi avrà la meglio? Certo se la Juventus non dovesse fare punti a Bologna così come il Napoli a Verona, potrebbe il Milan anche permettersi il lusso di perdere a Bergamo, ma è più lecito aspettarsi vittorie da parte di Pirlo e Gattuso. Due posti per tre squadre, ma avrà la meglio l’obbligo di vincere da parte del Milan, oppure il desiderio dell’Atalanta di difendere un prestigiosissimo secondo posto? Tutto può accadere, anche nel recupero dei prossimi novanta minuti. La zona Europa League è sicura per la Lazio, mentre la Roma ha tenuto a due punti di distanza i sogni del settimo posto del Sassuolo vincente contro il già retrocesso Parma. La Sampdoria ha vinto all’ultimo ad Udine, senza ferire nessuno, ma è stato il Torino a cedere in modo preoccupante. Dopo i sette goal incassati pochi giorni fa ecco un altro poker da parte dello Spezia che così ha festeggiato subito la permanenza in Serie A. Al pari del Cagliari che ha beneficiato del goal al 93’ minuto del Crotone che ha bloccato sull’1 a 1 il Benevento. Ora la salvezza è cosa che riguarda solamente due club. Il Torino e appunto il Benevento. I granata hanno da recuperare la sfida contro la Lazio e gli basterebbe un pareggio per andare a +4, ma Pippo potrebbe chiedere una mano al fratello Simone e giocarsi nello scontro diretto all’ultima giornata il tutto e per tutto. Infatti se il Benevento vincesse in casa contro il Toro lo raggiungerebbe a 35 punti ma passerebbe davanti per gli scontri diretti. Tutto alla fine dunque.

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CAMPO alla 36° Davanti vincono tutte ma nessuna sentenza è stata scritta

( maggio 2021 )


Centottanta minuti mancano al termine di questa stagione anomala per via della Pandemia con la quale è iniziata e si concluderà. Siamo alla 36° Giornata e potrebbero scriversi già decisioni ufficiali irrevocabili, in alto come in basso. E qualche minuto sul finale di gara così ha fatto procrastinando però i verdetti finali alle prossime due gare. Come nel caso della Lazio. Simone Inzaghi ha avuto la meglio solo all’ultimo secondo del recupero sul già retrocesso Parma ed in tal modo è riuscito a mantenere quantomeno inalterato il distacco da quelle quattro davanti per un posto Champions. Tutte le prime sei formazioni della Seria A hanno vinto quindi chi è davanti anche se non ha staccato in modo definitivo chi lo insegue, può contare sul fatto di aver diminuito le possibilità di sorpasso visto che ora mancano solo due gare. La Lazio può contare ancora sul recupero contro il Torino quindi matematicamente potrebbe ancora giungere seconda, ma è arduo pensare che le quattro che risiedono sopra di sè non facciano più punti. Il Napoli ha aperto le danze martedì con un roboante 5 a 1 in casa con l’Udinese ora già aritmeticamente salva. Ancora più fragoroso il successo a Torino contro i granata del Milan che con un sonoro 7 a 0 tengono il passo della Dea che come prevedibile inguaia Pippo Inzaghi. La Juventus ringrazia il suo veterano portiere e le sue stelle per un successo che va al di là dei meriti di squadra e fonda le sue radici più sull’incapacità del Sassuolo di buttarla dentro. Pirlo in tal modo rimane momentaneamente al quinto posto, ad un solo punto dal quarto occupato dal Napoli. Quello che può fare la Juve è solo vincere le due prossime gare, partendo dallo scontro contro la capolista nel prossimo fine settimana, e sperare in un passo falso di quelle davanti. C’è da tenere presente che Milan e Atalanta si scontreranno proprio all’ultima giornata e forzatamente, almeno una delle due, lascerà punti per strada. L’Inter vince con le riserve contro una Roma che non sa bene se voler andare in Europa oppure no, lasciando speranze al Sassuolo per il settimo posto. A centro classifica un mare di abbracci per la salvezza già acquisita come per Bologna che anche se esce battuta in casa 2 a 0 dal Genoa, festeggiano assieme la permanenza nella maggiore Serie. Piccolo passo per il Cagliari dove in Sardegna prevale la paura con i viola che si spartiscono un punto che porta la Fiorentina alla matematica salvezza e gli isolani ad un rassicurante più cinque punti sul Benevento. Lo Spezia sciupa il vantaggio contro la Sampdoria che poteva valere già la serenità ma con un suo più quattro dal terzultimo posto può guardare con fiducia i prossimi due incontri. Con ogni probabilità dei verdetti definitivi il prossimo turno li decreterà.

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CAMPO alla 35° Milan e Cagliari al “diavolo” la paura, solo vittoria pesante

( maggio 2021 )


Anche se in zone della classifica diametralmente opposte, le due sfide tra Juventus contro Milan, ed il Benevento che ospitava il Cagliari, sono molto simili, sotto diversi aspetti. Pioli e Pirlo si giocano uno dei tre posti per la Champions, fondamentale non solo per il prestigio dei propri club, ma anche per la programmazione economica della prossima stagione. Appaiate a 69 punti potrebbe essere una partita decisiva, uno spareggio che rilancerebbe l’una affossando l’altra. Allo stesso tempo i sardi sono ospiti da Pippo Inzaghi e navigano ad un punto di distanza nelle torbide acque della retrocessione. Simile anche come si avvicinano a questo big match per i propri obiettivi le quattro squadre. I bianconeri come il Benevento non arrivano da prestazioni molto confortanti mentre gli isolani e i milanesi hanno il morale a mille e devono anche cercare di ribaltare il risultato della gara del Girone di Andata per avere, in caso di parità di punti, il vantaggio diretto. Missione riuscita ampiamente. Il Milan travolge con una buona prestazione solida e di qualità la Juventus, abulica e mai veramente pericolosa. Ora i rossoneri sono secondi insieme alla Dea vincente a valanga contro la retrocessa Crotone. Il Cagliari allungano il vantaggio a più quattro punti proprio sulla terzultima che è appunto il Benevento, inguaiandolo pesantemente. Anche il Torino la stacca di un punto grazie al pareggio per 1 a 1 a Verona. Lo Spezia cade in casa contro un rilanciato Napoli che supera al quarto posto la Juventus ora scesa al quinto posto. Decisiva per la lotta salvezza anche il successo della Fiorentina contro la Lazio, che in tal modo rischia di uscire dalla lotta Champions, anche se ha il recupero da giocare anche contro il Torino. La Roma si riprende il settimo posto e anche il morale grazie all’arrivo prossimo sulla panchina dello “Special One”, che il Sassuolo, vincendo a Genova gli aveva momentaneamente soffiato. Udinese e Bologna si spartiscono un punticino della tranquillità allungando sul terzultimo posto. Rimane la gara quasi amichevole della neo campionessa interista, che travolge al Meazza la Sampdoria già salva e senza obiettivi. Nulla in questo turno è stato deciso anche se praticamente sono salve Bologna e Udinese. Tuttavia sino ai 38 punti dei viola per la lotta della non retrocessione, e i 31 del Benevento con tre gare da disputare, Torino, Cagliari, Spezia e Genoa non devono dormire ancora tra morbidi guanciali. La Champions è ancora in gioco su tre punti per quattro squadre più una quinta distaccata forse in modo irreparabile, mentre la Roma se vuole accedere alla terza ed inedita competizione europea dovrà vedersela ancora con gli emiliani di De Zerbi.

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CAMPO alla 34° Giornata Inter Scudetto 19° e Crotone in B

( maggio 2021 )


Iniziano le sentenze ufficiali. Alcune di giubilo e altre, non certo inaspettate, di tristezza e saluti. Al netto di uno scontro importantissimo in chiave salvezza che si disputerà lunedì sera tra Torino e Parma, che per inciso in caso di sconfitta degli emiliani li porteranno con quattro giornate d’anticipo a fare compagnia a Cosmi nella serie cadetta, vi sono stati diversi verdetti importanti. Era nell’aria, ma è arrivata per Conte la sua grande rivincita. L’Atalanta in una vera battaglia piena di emozioni nel campo del Sassuolo non è andata oltre al pareggio per 1 a 1, regalando di fatto matematicamente il Campionato all’Inter. I nerazzurri vittoriosi in trasferta a Crotone in scioltezza avevano già incamerato tre punti, facendo sì che il Crotone retrocedesse di già. Era solo questione di tempo ovviamente perchè era praticamente impossibile che l’Inter non facesse neppure un punto mentre la Dea, l’unica ancora in grado a recuperare la “Beneamata”, vincendole tutte, realizzasse cinque successi su cinque match. Gli emiliani hanno rischiato anche di vincere oltre che a perdere la partita ma nel frattempo hanno rosicchiato un altro punto alla Roma che è caduta in casa di Ranieri. Una buona Sampdoria ora matematicamente salva in centro classifica ha passeggiato sui ruderi di Fonseca che si trascina le macerie raccolte a Manchester. Il Milan ha disputato la sua più bella gara del Girone di ritorno prendendo non solo i tre punti ma anche tanta fiducia. Cosa che la Juventus ha fatto solo nella prima parte, ovvero i tre punti. Una brutta Juventus è stata aiutata sul finale dalla fortuna che non solo gli ha concesso di non perdere, ma anche di rimanere agganciata al secondo posto a pari punti di Gasperini e Pioli. Cosa che proprio nel recupero non è riuscita a Gattuso. Il Napoli stava avendo la meglio dei sardi quando dopo il novantesimo ecco il pareggio del Cagliari voglioso di punti salvezza. I partenopei seguono a 2 lunghezze dal terzetto, ma ha alle sue spalle la Lazio, che se vincesse il recupero con i granata li raggiungerebbe. Simone Inzaghi ha la meglio del Genoa, ma avanti di tre reti ha rischiato il pareggio beffa. Pareggio spettacolo, invece, che si è visto a Bologna dove i viola si sono fatti fermare da un sempreverde Palacio. E visto anche l’1 a 1 tra Verona e Spezia dal terzultimo posto al tredicesimo, poco è cambiato se non una partita in meno. Oramai Bologna e Udinese si possono quasi considerare virtualmente salvi con 8 punti di vantaggio sul Benevento e solo 12 a disposizione tra le prossime quattro giornate. La Roma è ora aritmeticamente fuori da ogni discorso Champions, almeno tramite la strada del Campionato, sempre che riesca a battere gli inglesi con quattro goal di scarto al ritorno, cosa che tutti gli italiani sperano ma che poco vi credono. Se la Roma dovesse snobbare la nuova Coppa Europea dedicata alla settima classificata, tanto meglio che vi approdi un voglioso Sassuolo che ci darebbe l’anima. Con l’Inter in poltrona, settimana prossima, vi sarà un Juventus contro Milan che vorrà dire tanto sotto tutti i punti di vista.

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CAMPO alla 33° Giornata La capolista vede la Scudetto e in cinque per tre posti Champions

( aprile 2021 )


A cinque giornate dal termine nessuno ha vinto nulla, e nessuno è già stato precluso dal suo obiettivo. Il Crotone è tornato alla vittoria contro la sua più vicina inquilina, il Parma. Realisticamente ha solo procrastinato l’ardua sentenza visto che ha 13 punti di distacco dalla salvezza e ve ne sono ancora a disposizione solamente 15 in tutto. Di sicuro ha tolto l’ultima concreta possibilità agli emiliani che perdendo hanno buttato via un’occasione d’oro per avvicinarsi al quartultimo posto che così rimane a 11 lunghezze. E’ il Cagliari ha complicare la vita a molti. Sbanca i giallorossi di Fonseca già proiettati mentalmente in semifinale contro il Manchester United. I sardi agguantano il Benevento sconfitto in casa dall’Udinese 2 a 4 ed il Torino che perde anche lei contro un’inarrestabile Napoli 2 a 0. La vittoria di Semplici, giunta per la terza volta consecutiva ( cosa che noi già dicevamo sulla capacità di ribaltare ogni pronostico con tre successi di fila ) ora mette in apprensione squadre che erano piuttosto tranquille sino a qualche settimana fa. Il Bologna esce umiliato da Bergamo con una cinquina, lo Spezia da Genova con un secco 2 a 0, perciò sino ai 39 punti dell’Udinese, quindi all’undicesimo posto, nessuno può considerarsi salvo. Grande risultato quello del Sassuolo, non tanto per 1 a 0 casalingo ai danni della Sampdoria che comunque con i suoi 42 punti è piuttosto serena, quanto per l’aver non solo rafforzato il proprio prestigioso ottavo posto, ma per aver avvicinato pericolosamente la Roma, attualmente settima, distante ora tre lunghezze. Profumo di Europa League per gli emiliani e bagarre enorme più in alto. La capolista vincendo in casa contro un bel Verona aumenta il suo distacco dalla seconda ulteriormente, portandolo a 11 punti. Cambia infatti, il referente, perchè la Dea ora è seconda in solitudine. Con un pareggio e una vittoria sarebbe ora, un Conte già scudettato. Terze in questo momento troviamo tre squadre. La Juventus non và più in là di un pareggio a Firenze. Regalando un intero primo tempo, Pirlo rimedia ai suoi stessi errori nella seconda frazione, ma un solo punto la tiene in mezzo al gruppo. Gattuso in un quarto d’ora sistema la pratica granata continuando il suo filotto di risultati positivi e raggiungendo in un solo colpo Pirlo e Pioli. E’ proprio il Milan a deludere di più. Non tanto per la sconfitta contro Simone Inzaghi in trasferta che può anche starci, ma per le modalità con la quale è avvenuta. Il Diavolo che sino a un mese fa era in piena lotta per il Titolo, pare abbia perso convinzione e desiderio di combattere. Nella classifica avulsa, a pari punti con tre squadre, ovvero Juventus e Napoli, si guardano gli scontri diretti e, attualmente è l’ultima delle tre. Quindi ad oggi, il Milan, sarebbe quinta. Con la sconfitta, oltre tutto, anche la Lazio rientra con i suoi 61 punti ed una gara da recuperare in piena corsa. Quindi per la Champions, la Roma è fuori dai giochi ma Lazio, Milan, Napoli, Juventus e Atalanta lotteranno per tre posti, con Gattuso e Gasperini, alla guida di auto molto più performanti in questo momento, che però è quello più cruciale e determinante.

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CAMPO alla 32° Giornata Nella bagarre Champions ci guadagna la capolista

( aprile 2021 )


Siamo giunti alla sett’ultima giornata dove tutti i giochi sono ancora aperti. Anche le due ultimissime della Classe hanno combattuto sino all’ultimo ma sia Parma che Crotone hanno ceduto di misura rispettivamente con Juventus e Sampdoria. In coda il grande risultato l’ha fatto il Cagliari che ha espugnato il campo di Udine, cosa non scontata, ma che sopratutto ha rivoluzionato tutto il fondo classifica. I sardi infatti da terzi ultimi hanno staccato le ultimissime due di 9 e 13 punti, ma sopratutto hanno riacceso fortemente le proprie speranze di salvezza vedendo il quarto posto in coda che vale la permanenza in Serie A ora a sole tre lunghezze. Infatti tra Torino che ha pareggiato 1 a 1 a Bologna, il Genoa che è stato stoppato in casa 2 a 2 dal Benevento, lo Spezia che ha fatto un punto con la capolista, solo i viola hanno colto i tre punti battendo il Verona in trasferta quindi ora gli isolani cagliaritani possono mettere nel mirino addirittura cinque o sei squadre, dai 31 punti ai 36 se non addirittura i 38 del Bologna. Con sei turni ancora da disputare e 18 punti in palio, bastano tre gare di fila con vittoria per recuperare su tanti. Che dire allora della battaglia per i posti al vertice? La Juventus si rilancia con la non facile vittoria sulla penultima. Sotto di una rete Ronaldo diviene quasi un peso per la “Vecchia Signora” ma ci pensa la difesa a fare anche d’attacco e ribalta la sfida. Tre punti d’oro per Pirlo che gli permettono di avvicinare di una sola lunghezza il Milan e di riprendersi il terzo posto al pari della Dea. L’Atalanta infatti sciupa l’impossibile a Roma gettando una vittoria che diviene un misero punticino per quello che si è visto in campo, ma autorizza a Gasperini di rimanere in alto, molto in alto, e tenere lontana una rivale come la Roma che a 10 lunghezze dal quarto posto deve puntare tutte le sue carte sull’Europa League per accedere alla Champions. Quasi come la Lazio le cui ambizioni crollano a Napoli che la stende con una manita pesante nell’orgoglio e nelle sicurezze. E’ vero che Simone Inzaghi deve recuperare ancora la gara con Torino, ma sarà sopratutto il prossimo Turno in casa con il Milan a dirci se potrà ancora lottare per i primi posti. Milan che non sta benissimo. Si era visto nella sudata vittoria casalinga contro il Genoa, ma ancor di più contro il Sassuolo. Avanti di una rete sino a venti minuti dal termine, nel finale non solo si è fatto raggiungere, ma anche ribaltare per via di cambi effettuati da Pioli che invece di implementare energia alla squadra, l’ha fatta disciogliere. Quindi il “Diavolo” rimane secondo solitario ma ora tre avversarie agguerrite sono attaccate come pustole fastidiose e pericolose. Oltre ad aver quasi oramai abbandonato ogni discorso Tricolore dato che nonostante il pareggio della capolista, vista la brutta frenata contro il Sassuolo, l’Inter guadagna anche un punto, portandosi a più 10 dai cugini. Una bella gara dove sotto a quasi inizio gara contro un bello Spezia nell’unico tiro dei liguri, la “Beneamata” ha divorato quattro o cinque palle goal, ma quale pareggio può essere più dolce di questo con vista Scudetto?

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CAMPO alla 31° Giornata Tutto aperto in vetta, si inizia a chiudere in coda

( aprile 2021 )


Che bella la matematica. Nella sua fredda obiettività e schiettezza lascia sognare e sperare. Partiamo dall’ultima gara della giornata. La capolista è scesa a Napoli con i partenopei all’assalto di punti Champions. L’Inter non vince ma pareggia in casa di una big in modo autorevole perdendo solamente due punti dai cugini. Il Milan, un pò stanco come tutte le formazioni che hanno avuto anche impegni europei, è riuscito a San Siro ad avere la meglio di un buon Genoa e in tal modo non solo ha rafforzato il suo secondo posto ma anche rosicchiato, appunto, due lunghezze ai nerazzurri. E’ vero che mancano ora solamente sette giornate, che vogliono dire 21 punti a disposizione, ma il prossimo turno se l’Inter in Liguria uscisse senza vittoria ed il Milan avesse la meglio sempre al Meazza del Sassuolo, ( scenario tutt’altro che improbabile ) il gap tra le prime due si ridurrebbe a sole sette lunghezze, quindi i giochi anche in ottica Scudetto rimangono, ad oggi, ancora aperti. Se l’Inter avesse preso i tre punti al Maradona sarebbe stata anche una mazzata psicologica su tutti gli avversari. Gruppo degli antagonisti alla conquista del “Tricolore” che perde pezzi. Infatti la Juventus, nell’altro scontro diretto, in una sfida equilibrata a Bergamo, cede verso il finale per 1 a 0 a favore della Dea, che gli ruba anche la terza piazza. Pirlo è ora a quattro punti dal Milan e ben tredici dalla “Beneamata”. Anche ipotizzando la vittoria a Torino contro l’Inter il distacco è già troppo ampio, seppur la matematica lasci speranze. La Roma caduta malamente contro il Torino praticamente alla matematica si può affidare unicamente per il quarto posto che ora si trova a ben otto punti ma sopratutto Lazio, Napoli e Juventus davanti che non molleranno un centimetro, come hanno fatto i cugini capitolini vittoriosi con il pallottoliere ai danni del Benevento. Il Toro grazie a questi tre punti, esce dalle sabbie mobili mettendo cinque punti sul Cagliari che con il batticuore ha la meglio nello scontro salvezza con il Parma per 4 a 3. Parma e Crotone stanno lottando ad ogni match, ma buttano via punti vitali in spezzoni di gara. Cosmi con soli 15 punti totalizzati in questo campionato ne ha altrettanti di distacco dalla quartultima che è appunto il Torino, quindi pare più che impossibile rigiocare l’anno prossimo la Serie A. Gli emiliani gialloblu qualche speranza in più la mantengono, non fosse altro per un normale calcolo matematico. Cosa che la Fiorentina non deve fare dato che è stata raggiunta dai granata che prendono anche Pippo Inzaghi. La Sampdoria vince il derby delle tranquille con il Verona. Ma sono sopratutto i successi di Bologna e Udinese, rispettivamente con Spezia e Crotone a decretarne quasi la permanenza visti i dieci punti abbondanti di vantaggio sul Cagliari. Interessante il Sassuolo. Vincendo contro la Roma ha rinforzato il suo prestigioso ottavo posto, la prima delle normali. Che nel caso la classifica rimanesse tale a fine Campionato, e la Roma si portasse a casa l’Europa League, libererebbe un posto proprio in tale competizione in favore dell’ottavo posto.

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CAMPO alla 30° Giornata Tutto il Mondo Champions vince e mancano otto gare

( aprile 2021 )


Tutte le formazioni big vincono. Le “sette sorelle” che puntano all’Europa, ma anche a quella che conta, hanno avuto la meglio sulle proprie avversarie. A prescindere dal risultato in sè, nessun successo delle prime sette squadre è stato frutto di una passeggiata. Il Milan ha aperto con una vittoria in trasferta solo in apparenza semplice. A Parma l’espulsione strana di Ibrahimovic, complica la strada dei tre punti che giungono al termine di un secondo tempo incerto. Secondo posto rinforzato e lumicino ancora acceso per il sogno Scudetto. Tricolore che sente ancora più vicino Conte che ha la meglio di un bel Cagliari grazie alla forza di una tranquillità di gruppo oramai acquisita. Dove Lukaku non vi arriva c’è l’insieme che ci pensa e con undici vittorie su undici nel Girone di Ritorno, sono anche undici i punti di vantaggio sui cugini e dodici sulla terza, ovvero i Campioni in carica. Pirlo, infatti, domina a Torino un Genoa spaesato nel primo tempo e rimesso in gara per deconcentrazione nella ripresa, oramai un classico della casa. Gattuso ha la meglio a casa Ranieri con un secco 2 a 0 mantenendo accese tutte le lucette dei tre posti a disposizione, ma in serata la vittoria difficile di Gasperini a Firenze gli rovina non solo la festa, ma anche il quarto posto momentaneo. Le due romane non perdono terreno entrambe vittoriose con un risicato e combattuto 1 a 0, con la Roma che approfitta di un Bologna sciupone e una Lazio che in pienissimo recupero sbanca a Verona. Se eliminiamo la capolista che oramai fa quasi gara a sè, per gli altri tre piazzamenti fondamentali per prestigio e casse societarie, le sei squadre sono racchiuse in appena nove punti con Simone Inzaghi che deve recuperare la gara del Torino. Tutto da definire insomma. A proposito di granata, fondamentale la vittoria a Udine che la fa sganciare in modo più netto dalle ultime tre con un più cinque punti sul Cagliari. Parma e Crotone hanno lottato sino all’ultimo ma senza alcun punto guadagnato e nuovamente l’ultima deve rimpiangere i finali di partita. Il Crotone stava vincendo 2 a 1 per poi perdere in dieci minuti a Spezia. I liguri con questo scontro diretto allungano il proprio vantaggio sulla terzultima a ben dieci lunghezze, che anche se non vogliono dire matematica salvezza, visti i ventiquattro ancora a disposizione, divengono una ragionevole polizza di sicurezza. Sempre meno gare a disposizione ma nessuna squadra si sta arrendendo al proprio destino e insegue ancora i suoi sogni. Dall’Inter al Crotone c’è di mezzo tutto,in attesa di chiudere con un Benevento vs Sassuolo di questa sera, la prossima giornata potrebbe dare sentenze assolute. In fondo i sardi ospitano il Parma e i tre punti varranno più del doppio, mentre Pirlo andrà a casa di Gasperini con un solo punto di vantaggio. Conte, invece potrebbe cadere nella trappola di Gattuso al Maradona e rilanciare le speranze da capolista di Pioli, anche se forse sarebbe anche meglio per il Diavolo che Atalanta, Napoli e Juventus non facciano proprio punti.

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CAMPO alla 29° Giornata Conte ruba altri due punti a Pioli e Pirlo

( aprile 2021 )


L’ultima sfida di giornata decreta un ulteriore passo verso quello che Conte vuole con tutte le sue forze ma esita a pronunciare. L’Inter, in stile solida concentrazione, si accontenta di sole due azioni da goal per segnarne uno al Bologna in Emilia e strappare i tre punti. Due esattamente in più di quelli fatti dalle più prossime inseguitrici e più agguerrite contendenti allo Scudetto. Il Milan viene fermato a San Siro da una buona Sampdoria che quasi fa il colpaccio. Il Diavolo accusa sempre più stanchezza e il suo campione svedese da leader e trascinatore, quest’oggi ha mostrato tutte le sue stagioni alle spalle e l’impegno dopo cinque anni in Nazionale. Stessa sorta ai Campioni in carica a Torino, che proprio nel derby esibiscono la loro lacuna più grande di quest’anno, ovvero la mancanza di concentrazione. Il Toro, che è una buona formazione ma ben solo a due punti dalla retrocessione con la grinta e la determinazione ha colmato il grande gap tecnico con la Juventus bloccandola sul 2 a 2 in una bella sfida. Così facendo Lazio, Napoli e Atalanta con i loro successi si buttano dentro all’ammucchiata “zona Champions”. Se le milanesi, specie i nerazzurri paiono praticamente sicuri del posto, rimangono due sole poltrone per altri cinque club che possono aspirarvi. Certo la Roma con il suo pareggio sciagurato a Sassuolo si fa raggiungere e superare dai cugini capitolini rendendo ardua la scalata anche al quarto posto. Ma è proprio la Dea con il 3 a 2 all’Udinese a superare i bianconeri divenendo la terza forza del Campionato. In attesa di capire mercoledì 7 aprile come andrà a finire Juve vs Napoli che potrebbe dire tantissimo per Pirlo e Gattuso ma anche per le avversarie attorno. Il Crotone anche se sconfitto dal Napoli mostra voglia di lottare e non si sta rassegnando seppur la salvezza sia a circa dieci punti. Il Cagliari si è perso e cade in Sardegna contro un ambizioso Verona che tiene vivo il sogno europeo. Genoa e Fiorentina non si fanno troppo male in Liguria e si spartiscono un punticino di tranquilla serenità allungando sulle zone calde e diminuendo di un’altra giornata il pericolo. Rischio che potrebbe ancora vivere lo Spezia che cade proprio al termine contro la Lazio e seppur più in alto potrebbe ancora essere risucchiato nella lotta salvezza. Permanenza in Serie A che potrebbe ancora vedere il Parma che non molla a Benevento e ne esce con un 2 a 2 avvicinando i sardi a soli due punti e anche lo Spezia a nove lunghezze. Le giornate pian piano diminuiscono e a loro volta i punti a disposizione che ora sono 27, ma tutti i giochi sono aperti.

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CAMPO alla 28° Giornata Il volo del Diavolo e la caduta dei Campioni in carica

( marzo 2021 )


Giornata singolare questa. Nessun pareggio nelle nove gare disputate. Infatti siamo al netto della sfida casalinga dell’Inter contro il Sassuolo, rinviata causa Covid-19, a ben sette successi fuoricasa e due casalinghi. La stessa capolista, guadagna sulla temibilissima inseguitrice Juventus, se non tre punti, quanto meno una giornata di Campionato, e non è poco. La notizia più evidente, è ovviamente, la caduta a Torino di Pirlo da parte di un Benevento che non vinceva dalla Befana. Si vede che l’aria di festa come quella Pasquale che si sta avvicinando fa bene agli uomini di Pippo Inzaghi. Molto meno a quelli bianconeri, che a parte il solito battagliero Cristiano Ronaldo, sono apparsi non determinati nell’aggiudicarsi il match e questo è stato il motivo maggiore della sconfitta. La Juventus avrebbe anche meritato la vittoria, visto quanto ha impegnato il portiere avversario, ma ha prevalso la concentrazione e la “garra” messa in campo dal Benevento per aggiudicarsi i tre punti. Tre punti che ha strappato con gioco, e tanta voglia il Milan di Pioli e Ibrahimovic, vero trascinatore nella bella gara contro i viola in trasferta. Prima in vantaggio e poi in svantaggio, il Milan a furia di non mollare mai vince con pieno merito a Firenze. Tre punti importanti presi in un campo non facile che non solo avvicinano il Diavolo alla vetta, ma tiene anche lontani gli avversari che inseguono. Atalanta, Lazio e Napoli, infatti vincono anch’esse fuori casa accendendo ancor di più la battaglia per un posto in Champions. Inter e Milan a parte, a dieci turni dal termine della stagione di Serie A, dal terzo al settimo posto ci sono appena sei punti. Quando al 7 aprile si recupereranno le sfide rinviate il quadro sarà più limpido. Se la Juventus dovesse vincere contro il Napoli accorcerebbe con le milanesi e allo stesso tempo allungherebbe su una temibile rivale per un posto Champions. Allo stesso tempo i partenopei, se anche l’Inter non riuscisse a fare punti contro il Sassuolo, si rilancerebbero anche per la lotta del “Tricolore”. A ben donde, visto che in questo girone di ritorno avrebbe vinto tutti gli scontri diretti con Juve, Milan e Roma in trasferta e perso solamente a Bergamo. La Fiorentina dopo le dimissioni del suo allenatore Prandelli, legittime quanto inaspettate, rischia un tracollo psicologico che la potrebbe far ripiombare nella lotta salvezza. Le ultime tre hanno perso tutte e si sono allontanate dal gruppetto più in alto che ha visto proprio lo Spezia ed il Genoa vincere rispettivamente con Cagliari e Parma, ma il grande colpo del Benevento fa respirare anche Pippo Inzaghi. Tutte quelle che hanno perso, come anche il Torino comunque hanno lottato sino alla fine lasciando in bilico il risultato e lo stesso Crotone stava vincendo sino a non molto dal termine contro il Bologna. Questo vuol dire che nessuna squadra sta giocando rassegnata e i granata, fortunatamente, avevano ben sfruttato il loro primo recupero contro il Sassuolo, ribaltando in settimana il 2 a 0 in 2 a 3. Un campionato ancora apertissimo a tutti i livelli. Quindi appuntamento al dopo tritticco della Nazionale di Mancini per le qualificazioni Mondiali.

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CAMPO agli ottavi di Coppe Ci tirano le “Grandi Orecchie”

( marzo 2021 )


Si sapeva che questa conclusione, tra il ritorno degli ottavi di Champions e quelli di Europa League per almeno due squadre sarebbero state sfide a dir poco proibitive. Roma e Juventus si pensava passassero con una certa tranquillità. A dire il vero i capitolini forti del 3 a 0 era una pratica scontata, anche se non bisogna mai prendere sottogamba nessun impegno, perchè se si mette male dall’inizio è difficile a svoltare l’impatto sulla partita in sfida in corso. La Champions è stata un completo disastro su ogni punto di vista. I bianconeri hanno sì vinto in casa con il Porto, ma pareggiando i conti con l’andata hanno pagato il coefficiente dei goal presi in trasferta. La sfortuna di due legni, uno clamoroso prima dei tempi supplementari, da parte di Cuadrado lo dimostra. Ma i portoghesi hanno insegnato che non sono venuti in casa della squadra più forte italiana a fare le barricate, ma a giocarsela sin dall’inizio, tant’è che erano andati anche in vantaggio. Nei 180’ minuti è passata il turno la formazione non più forte, ma che ha giocato di più all’europea, a viso aperto e meritato in definitiva maggiormente. All’europea ha giocato anche l’Atalanta che doveva ribaltare in Spagna l’1 a 0 subito a Bergamo da parte del Real Madrid. Nel primo tempo tanto possesso palla e inserimenti, ma un solo piccolo tiro. Zidane ha imparato la solidità qui da noi e lascia libero sfogo alle qualità, notevoli, dei propri campioni, anche se non più giovanissimi. Questa affascinante competizione necessita della cura anche dei più piccoli dettagli? Anche se sei l’Atalanta che crea spesso numerose palle goal, se regali in difesa palla agli avversari che si chiamano Modric e Benzemà, non puoi sperare di andare troppo lontano. Un pò come aveva fatto la Lazio all’andata a Roma contro i fortissimi tedeschi campioni del Mondo. Infatti in Germania è giunta un’altra sconfitta, più dignitosa certo, ma tra andata e ritorno le nostre tre squadre hanno racimolato tre eliminazioni su tre sfide sei partite agli ottavi con cinque sconfitte ed una sola vittoria, appunto inutile. Uno smacco, per il risultato in sè e anche per i modi. Non abbiamo la forza e le possibilità di affrontare Campionato e Coppa come le altre squadre europee, specie con le più grandi. Una luce timida c’è la regala la seconda competizione continentale. La Roma forte del netto successo dell’andata in casa, non si è limitata a gestire e subire, ma si è imposta anche in trasferta vincendo. In dieci gare di Europa League avrebbe totalizzato ben 25 punti, con solo 7 reti subite e ben 23 messe a segno. Un rullino di marcia che potrebbe fargli fare il salto di qualità e puntare verso almeno alle semifinali se non oltre. Anche perché il Totenam dell’ex Mister del Triplete nerazzurro è stato eliminato ed era una delle candidate alla finale. Finale che il Milan non può più raggiungere. La seconda forza del Campionato Italiano, si arrende per un piccolissimo errore alla seconda in Classifica della ricca Premier inglese. Nei 180’ minuti il Milan avrebbe meritato senza dubbio la qualificazione, sia per la quantità di occasioni create che per il gioco espresso, senza dimenticare la cronica emergenza con la quale ha affrontato il doppio incontro. Purtroppo bastano alcuni dettagli a favore o sfavore a far bilanciare una sfida da dentro o fuori a vantaggio o svantaggio. Su sette squadre partite a fine estate per l’Europa ai quarti delle due Coppe, ve n’è giunta solamente una. Tutte l’orgoglio Nazionale è sulle spalle della Roma di Fonseca. Tiferemo tutti per i giallorossi in attesa del sorteggio nella speranza che non gli venga abbinata una top subito.

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CAMPO alla 27° Giornata La capolista scappa a +9 dal Diavolo, in attesa della Juventus

( marzo 2021 )


Da un mese la capolista ha cambiato colore ma non città e tra cugini la lotta si fa ancora più ardua. Il Milan deve pagare dazio a San Siro contro un ex amico come Gattuso che così come contro la Juventus, ha vinto per 1 a 0 favorendo l’Inter. La “Beneamata” con non poche difficoltà ha avuto la meglio di un ostico e ben organizzato Torino che sino a cinque minuti dal termine aveva pareggiato il rigore di Lukaku. Ma i colpi dei fuoriclasse ti fanno prevalere sull’avversario tosto e così l’Inter scappa a più nove punti dalla seconda. Il Milan ha giocatori risolutori come lo svedese ai box e altri non in formissima. Sopratutto paga pegno contro il Napoli per via delle fatiche della strepitosa trasferta in Inghilterra. Purtroppo tra energie che vengono meno e giocatori come Leao che non sono Lautaro Martinez, Lukaku, Ronaldo o lo stesso Ibrahimovic, il Milan non riesce con la forza del gruppo, questa volta, a risalire la china come in altre occasioni. La Juventus, invece, proprio con il suo campione non solo ha la meglio dei sardi che stavano attraversando un ottimo momento di forma e di risultati, ma in un colpo solo scacciano via critiche post eliminazione dalla Champions e si rilanciano per sfidare la capolista. Se è vero infatti che attualmente la classifica recita dieci punti di distacco dalla vetta, se la Juventus, ora libera dagli impegni europei, avrà la meglio nel recupero con i partenopei, la distanza si ridurrebbe a sette lunghezze, e con lo scontro diretto a Torino tutto è ancora possibile. Chi non perde colpi è anche l’Atalanta e la Lazio. I begamschi liquidano la pratica Spezia senza troppi problemi portandosi al quarto posto solitario e a sole quattro lunghezze dal Milan, mentre la Lazio nel finale di partita ha la meglio di un’ultima in classifica che con la cura Cosmi pare abbia acquisito almeno la voglia di combattere sul campo, per la speranza e l’orgoglio. E’ la Roma quella che ha deluso di più. Come il Milan si è fatta distrarre dalla sfida europea di giovedì e così la penultima la condanna alla sconfitta. Il Parma che non prendeva tre punti dall’autunno scorso si rilancia verso la salvezza, avvicinando Benevento, Spezia, Cagliari e Torino tutte sconfitte. La Roma a quindici punti dalla vetta dice addio definitivamente al discorso Scudetto, ma i giochi per i posti Champions rimangono ancora apertissimi. Discorsi europei che il Sassuolo non vuole abbandonare. Le prime due dopo le prime sette big, le cenerentole dal bel gioco spumeggiante che ambiscono a qualcosa d’importante si son date battaglia e con un avvincente 3 a 2 ha avuto la meglio la formazione emiliana che stacca proprio il Verona rimanendo a sette punti dalla settima di Simone Inzaghi. Genoa e Udinese non si fanno troppo male allungando di un punto il proprio vantaggio sulla coda. Sono Bologna e Fiorentina in questo turno invece a vincere in modo largo e imperioso mettendo una decina di punti tra loro e la Serie cadetta, in attesa dei due recuperi del Torino. I granata diranno molto della lotta salvezza, se dovessero fare almeno quattro punti rimetterebbero in zona calda molte squadre. Mancano infatti ancora dodici match per un totale di 36 punti, un’enormità. Un filotto positivo potrebbero rilanciare in positivo qualunque club, pure il Crotone. Così come un periodo negativo di arenamento stroncherebbe le proprie ambizioni.

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CAMPO alla 26° Giornata Vittorie importanti in alto e in basso

( marzo 2021 )


Due scontri al vertice e ben tre in coda che potevano dire tanto e anche quasi sancire verdetti definitivi. In ordine di tempo la Juventus ha una sfida delicatissima contro la Lazio di Simone Inzaghi. I romani mettono sotto la “Vecchia Signora” per venti minuti ma poi Chiesa e Morata ribaltano lo svantaggio iniziale cancellando dal campo i biancocelesti. Vittoria fondamentale per rimanere in scia della capolista, per tenere a distanza chi sotto vuole il suo posto Champions, ma sopratutto per fare le prove generali della rimonta contro il Porto. La capolista aveva la partita più difficile. A San Siro si presenta la macchina da guerra bergamasca reduce da quattro vittorie consecutive e tornata a sfornare valanghe di goal. E’ bastata una rete su calcio d’angolo agli uomini di Conte per aver la meglio del gioco veloce e imprevedibile di Gasperini. Solidità, concentrazione e sacrificio hanno regalato all’Inter autostima aggiuntiva e sopratutto i tre punti che la riportano a +6 sulla seconda e +10 ( in attesa del recupero con il Napoli ) sulla terza. Roma che avendo la meglio di misura sul Genoa risupera la Dea riagguantando il quarto posto e tenendo distante il vittorioso Napoli. Gattuso questa volta ringrazia la fortuna e Insigne dato che il Bologna non meritava la sconfitta, ma in tal modo i partenopei possono ancora sognare in grande specie se sapranno fra una settimana sfruttare il recupero contro la Juventus. La Lazio esce definitivamente fuori dal discorso Scudetto dato che anche vincendo contro il Torino, partita anch’essa da recuperare, sarebbe comunque a ben sedici lunghezze dalla vetta con sei squadre davanti. Obiettivamente sarà anche una bella lotta per raggiungere il fatidico quarto posto. Tra tutte, inattesa, è giunta la vittoria più importante. L’ultima in classifica si prende tre punti della speranza contro una rivale diretta come il Torino. 4 a 2 che inguaiano i granata e che sono il primo miracolo di Cosmi. Cagliari, Parma, Fiorentina e Sampdoria pareggiano, così come Spezia e Benevento tra di loro. Un passettino lento per la tranquillità, cosa che invece sta oramai ottenendo l’Udinese che con il successo per 2 a 0 sul Sassuolo raggiunge con i trantadue punti ben dodici lunghezze dalla terz’ultima. Un buon margine, attualmente, di sicurezza. Abbiamo lasciato per ultima l’impresa del Milan. A Verona un Diavolo a dir poco incerottato senza ben sette titolari e gli uomini più importanti out si è imposto con la forza del suo gruppo unito. Il Milan ha sempre dato il meglio proporzionalmente alle difficoltà. Contro un Verona in salute e probabilmente non attrezzato a giocare tre gare in sette giorni, l’organizzazione di gioco di Pioli ha elevato i gregari a protagonisti. Un Milan che dopo il pareggio all’ultimo minuto in casa contro i fiulani, si prende tre punti che rafforzano la seconda posizione e anche eventuali ambizioni di vittoria finale, perché se la capolista inciampa, è sempre meglio essere lì vicini per approfittarne. Quindi la capolista dà un segnale importantissimo a tutte le rivali che però non si arrendono. In coda tutti i giochi sono riaperti grazie al Crotone che vuole ancora crederci. Il Cagliari insegna che con sette punti in tre gare, tutta la classifica e le proprie ambizioni cambiano totalmente.

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CAMPO alla 25° Giornata Il Biscione addenta il Diavolo e scappa

( marzo 2021 )


Che la capolista vinca in trasferta contro la penultima in classifica, di per sè non fa molta notizia. Anche considerando che nessuna sfida è facile in Serie A, anche quelle più sulla carta ovvie, il Parma, che aveva dato segni di ripresa nelle ultime giornate ha fatto sudare i ragazzi di Conte, che però con la testa non più da “pazza Inter” hanno centrato meritatamente la vittoria. Approfittando, questa si, della sorpresa della seconda in classifica. L’Udinese che in questo girone di Ritorno ha cambiato ritmo, ha messo in grande difficoltà uno stanco “Diavolo”. Assenze e tante partite sulle spalle spesso agli stessi uomini stanno facendo pagare il conto a Pioli e i friulani solo all’ultima azione si fanno agguantare su rigore. I bianconeri in queste ultime sei giornate sarebbero in zona Champions, proprio davanti di un punto ai rossoneri, che vedono i cugini allontanarsi di altre due lunghezze. Scudetto ancora possibile, ma più difficile, tuttavia il pericolo giunge anche da sotto. L’Atalanta va a valanga nel secondo tempo sull’ultima in classifica che con la nuova guida Cosmi almeno i primi 45’ minuti li aveva affrontati degnamente. La Juventus, come la Dea, soffrono, ma parecchio contro lo Spezia nel primo tempo, ma questa volta Pirlo, trova nella panchina le risorse per rendere una situazione complicata, quasi una formalità. Anche la Roma si riprende tre punti lasciati al Milan quattro giorni prima, in casa dei viola inguaiando Prandelli. Così il Milan si ritrova questo trittico alle spalle tra i quattro e i cinque punti con i bianconeri piemontesi che il 17 marzo potrebbero sfruttare l’occasione del recupero con il Napoli. Gattuso esce arrabbiato per aver buttato via una vittoria in pieno recupero a Sassuolo, in uno spettacolare secondo tempo che avrebbero comunque visto gli emiliani uscire ingiustamente sconfitti. Il derby della “Lanterna” finisce in perfetto equilibrio con le due formazioni in una situazione di tranquillità in termini di classifica, specie per Ranieri. Classifica che vede in basso dei cambiamenti non trascurabili. Cosmi dovrà affidarsi a più di un miracolo per la salvezza visto che se la permanenza in Serie A inizia ad essere a dieci punti di distanza, dovrebbe recuperarli almeno a tre squadre in tredici giornate. Se si pensa che ne ha fatti appena dodici in venticinque turni pare un impresa più che epica. Il Parma nonostante il penutimo posto ancora lotta quindi può ancora sperare ma a far punti e pesanti è tornato il Cagliari che momentaneamente scavalca al quartultimo posto il Torino che però dovrebbe avere due gare da recuperare se non gli avverrà attribuito il 3 a 0 a tavolino contro la Lazio. I sardi ora rimettono un pò di timore anche a Fiorentina, Spezia e Benevento distanti solamente quattro lunghezze. In alto la prossima giornata l’Atalanta potrebbe rientrare direttamente in scivolata nel discorso Scudetto battendo la capolista a San Siro, ma viceversa l’Inter potrebbe dare il vero segnale forte e chiarificatore a tutte le altre che non c’è spazio sul podio più alto. Scontro ai vertici anche tra Juventus e Lazio, ma altrettanto da brividi saranno gli scontri diretti tra Benevento e Spezia, per non parlare di Fiorentina contro Parma. Ci sono ancora quasi quaranta punti in ballo per tutte, quindi un’enormità, ma ora conta anche lo spirito ed il morale con il quale si affronta la partita.

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CAMPO alla 24° Giornata Milano avanti tutta

( febbraio 2021 )


Milano continua con autorità a comandare la Serie A. Se dalla capolista nerazzurra non ti attendevi nulla di diverso, sono i cugini rossoneri ai quali hanno soffiato il primato in classifica un paio di turni addietro, che hanno stupido. L’Inter si impone con autorevolezza tra le mura amiche contro un Genoa in un ottimo stato di forma ma distratto dall’imminente stacittadina ligure di metà settimana. Ma anche dalla consapevolezza che contro una corazzata concentrata e dritta all’obiettivo grosso come quella di Conte c’è poco da fare. E’ il Milan a risorgere come la Fenice da un periodo piuttosto opaco di risultati e gioco. A Roma non solo vince, ma convince su tutta la linea, dalle trame offensive, a quelle di chiusura e pressing, oltre ad una grinta ritrovata. La Roma si scioglie come neve al solo, buttando via un’occasione d’oro per avvicinare la seconda piazza e rimanere agganciata al treno Scudetto ora lontano una dozzina di punti. Ancor peggio ha fatto la Lazio che cade malissimo a Bologna dicendo quasi addio anche lei allo Scudetto, ma sopratutto complicando la strada per raggiungere il prezioso posto Champions. Infatti i successi di Atalanta in trasferta contro Ranieri e quello del Napoli contro Pippo Inzaghi, l’hanno fatta riagguantare da Gattuso e superare da Gasperini. Anzi, la Dea in un botto solo ha superato Lazio e Roma andando a prendere al podio più basso i Campioni d’Italia in carica. Una Juventus un pò incerottata viene fermata da un bellissimo Verona che strappa non solo applausi ma che ai punti avrebbe anche meritato qualcosina in più. Pirlo vede le due milanesi guadagnare altri due punti sulla sua creatura bianconera, che nonostante il guizzo vincente di Ronaldo, non è riuscita a gestire il vantaggio, come in altre circostanze. Questo sicuramente è un limite al quale dovrà porre rimedio. In attesa della rinviata Torino vs Sassuolo il 17 marzo ( data che vedrà, finalmente, anche il recupero della obsoleta Juventus vs Napoli ), i successi di Bologna e Udinese, contro rispettivamente Simone Inzaghi e Prandelli le allontanano di ben dieci lunghezze dal baratro. La Fiorentina, non fa in tempo una giornata a rialzare la testa che la volta dopo la rimette sott’acqua, anche se alloggia ancora in acque tranquille. Infatti il Cagliari, terz’ultima, con il suo nuovo allenatore Semplice, con “semplicità” ritrova dopo mesi il successo contro l’ultima in classifica. Il Crotone, da qualche turno a questa parte pare abbia perso gli stimoli per rimanere nella massima serie con una difesa colabrodo ed un attacco più che spuntato. Parma e Spezia si danno battaglia e si spartiscono la torta, ma pesa di più agli emiliani aver buttato via il doppio vantaggio, visto che se i granata nel recupero dovessero fare bottino pieno, si troverebbero la salvezza a ben otto punti più in alto e pure i sardi in mezzo. Il Crotone addirittura undici lunghezze e avendo fatto sino ad ora appena dodici punti, solo la matematica li può ancora sorreggere.

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CAMPO alla Giornata di Coppa Due quasi fuori in Champions e due passate in Europa League

( febbraio 2021 )


Le due competizioni sono sfalsate, almeno per ora. Sono terminate nel giro di due settimane le sfide di Champions degli ottavi, mentre nello tesso arco temporale si sono disputate sia l’andata che il ritorno dei sedicesimi di Europa League. Partiamo da questa dunque che ha dato già dei verdetti definitivi. Avevamo tre squadre e agli ottavi ne approdano solamente due. Il Napoli contro un, non, irresistibile Granada non riesce al Maradona l’impresa di ribaltare il secco 2 a 0 subito in trasferta. Quanto pesano le reti segnate fuori casa! Infatti i partenopei partono benissimo per la rimonta andando in vantaggio già al 3’ minuto. Purtroppo subiscono il pareggio poco dopo. Nulla serve la vittoria per 2 a 1 dato che con questo goal preso tra le mura amiche dovrebbe imporsi per 4 a 1 e questo Napoli ha troppi problemi su tutta la linea per riuscirci. Dopo la Coppa Italia, Gattuso saluta anche l’Europa, sempre che non debba salutare pure la sua squadra visto il presidente “fumantino”. Goal in trasferta pesanti dicevamo? Ne sa qualcosa il Milan ma in senso positivo. Dopo il 2 a 2 a Belgrado, un pareggio con una rete a testa tra Stankovic e Pioli permette ai meneghini di passare il turno. Non una partita che rimarrà negli annali del calcio, anzi, qualche brivido di troppo i rossoneri lo passano, ma è anche la fotografia dello stato di forma che sta vivendo in questo periodo il “Diavolo”. Per quanto felici di essere giunti agli ottavi, la brutta notizia è che il sorteggio da poco avvenuto gli ha affiancato la squadra probabilmente più forte della competizione, gli inglesi del Machester United. Anche se la tradizione vede gli italiani spesso primeggiare, questo Milan non è di caratura così elevata, ma se il “Diavolo” torna lucido e brillante come lo era sino a gennaio, gli inglesi, per quanto tosti, dovranno sudarsela. La Roma forte della vittoria netta fuori casa nel primo scontro, non rischia e si impone con il medesimo scarto anche in casa. Agli ottavi Fonseca troverà la sua vecchia conoscenza Shakhtar D. La capolista Nazionale prima di Natale con due pareggi a reti inviolate è stata estromessa dall’Europa in toto, quindi la Roma è avvisata, ma se i giallorossi faranno il loro, i quarti dovrebbero essere alla portata. Passiamo alla nota dolente della Coppa dalle “Grandi Orecchie”. Tre club nostrani e tre sconfitte. Se due erano anche pronosticabili, è sopratutto il come sono giunte a far pensare. La Juventus limita solo nel finale i danni con Chiesa. Prestazione a dir poco opaca per 70’ minuti che la vedeva sotto contro il Porto per 2 a 0. L’ex viola con la sua rete mette i binari del ritorno sulla strada giusta dato che basterà una vittoria anche solo per una rete a zero per giungere ai quarti. Come in altre occasioni, più che la forza dell’avversario è stato l’approccio errato alla gara a complicare la vita a Pirlo. La Lazio invece si è resa conto di quanto sia tosta la squadra, attualmente, più forte del Mondo. Il 4 a 1 subito in casa è limitato solo da un secondo tempo contenitivo da parte dei tedeschi. La Dea invece ha affrontato un Real Madrid con ben nove defezioni, ma una rigida scelta dell’arbitro ha fatto sì che i bergamaschi giocassero più di un’ora con un uomo in meno. L’Atalanta ha tenuto botta ma nei minuti finali ha preso la rete beffa, che li obbligherà ha vincere in Spagna. Impresa difficilissima ma non impossibile se riuscirà a giocarsela in parità numerica. La Lazio potrà provarci, ma solo al pensiero che vincere a Monaco 3 a 0 non sia sufficiente, ti fa quasi voglia di mandare la primavera.

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CAMPO alla 23° Giornata La Beneamata allunga sul Diavolo e seguito

( febbraio 2021 )


La partita di cartello, oggi è facile dirlo, che fosse il derby di Milano. Ovviamente a prescindere dalla situazione delle due formazioni meneghini, un derby è sempre una partita speciale, e tra quelli nostrani, non ce ne vogliano le altre stracittadine, quello della “Madunina” è storicamente più affascinante e di maggior livello. E’ vero che da un decennio, dall’ultimo Campionato non “zebrato”, i parenti milanesi non sono più scesi in campo per giocarsi una posta in palio di altissimo spessore. Per carità, ci sono ancora ben quindici giornate che fanno un totale di addirittura 45 punti a disposizione, ma Conte ed i suoi hanno dato un segnale ben chiaro e forte a tutti, compresi i cugini. Non sono i quattro punti sulla seconda in classifica, che non dimentichiamolo sino a meno di una decina di giorni prima è stata sempre la capolista, ma il come suonano questi punti. Il Milan ereditato da Pioli poco più di un anno addietro ha fatto miracoli e ancora fa sognare perchè nulla è perduto per il Diavolo, ma se la Juve di Ronaldo ha da qualche anno l’obiettivo della “Coppa dalle Grandi Orecchie”, dovendosi “accontentare” dello Scudetto, l’armata nerazzura è stata allestita per dare battaglia e vincere nei mari nazionali. Conte è stato preso sopratutto per questo ed è già al suo secondo anno da mister della “Beneamata” e quella vista a San Siro contro il Milan è stata una squadra ad immagine e somiglianza del suo mister. Grintosa, rapida a mordere e a far male e capace di stringere i denti e soffrire quando l’avversario ti mette anche sotto. Il Milan, in calo fisico e atletico ha ancora il tempo di riprendersi. Nel frattempo il Napoli cede nuovamente a Bergamo facendosi staccare in classifica dall’Atalanta e la Roma che bloccata da un volenteroso Benevento vedrà la Juve che deve giocare superarla al terzo posto in caso di vittoria. Cosa assai probabile dato che la squadra di Pirlo, tra le cinque compagini più forti del Continente deve vedersela con l’ultimissima in classifica. Chi non perde terreno è la Lazio che non si fa distrarre dal difficilissimo, quanto affascinante impegno in Champions contro il Bayer Monaco e ha la meglio di misura sulla Sampdoria. Così facendo rimane in piena lotta per i primi quattro posti, tenendo viva ancora la speranza di un possibile aggancio in vetta, al pari della Dea. La Fiorentina strapazza lo Spezia allontanando di ben dieci lunghezze la zona retrocessione, complici la sconfitta del Cagliari costata la panchina a Di Francesco e allo sfortunato pareggio del Parma. Gli emiliani avanti di due reti si fanno raggiungere dall’Udinese che staziona nel trenino della tranquillità dei piccoli passi. Il Cagliari è scornato dal Torino che dopo tante giornate ritrova tre punti in un colpo solo che lo fanno respirare, mentre nel derby della Via Emilia, Sassuolo e Bologna non si fanno male come il Genoa ed il Verona, partite comunque vere che hanno visto assegnare un punto a ciascuno. Un Campionato tutto da vivere, dall’alto al basso e ciascuna formazione ha il suo piccolo, ma per se stesso grande obiettivo da raggiungere. Ad ognuna il proprio Scudetto. Anche il Crotone se dovesse arrivare a prendersi il quart’ultimo posto varrebbe come peso specifico molto di più del primo posto di Juventus e Inter nate per trionfare sin dalla prima Giornata.

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CAMPO alla 22° Giornata Il Diavolo lascia ai cugini il derby da capolista

( febbraio 2021 )


In attesa del Verona che ospita il Parma, match che può dare punti importanti per sogni europei oppure di salvezza, la 22° Giornata potrebbe segnare una linea storica di questa stagione. Avevamo previsto un turno totalmente pro Milan. La capolista aveva la possibilità concreta di allungare e anche bene sulla seconda e la terza. Prima nel tardo pomeriggio del sabato è caduta la Juventus. Una buona prestazione in casa di Gattuso, non è stata sufficiente a Pirlo per rimediare all’errore di Chiellini che ha regalato il rigore vittoria al Napoli. Partenopei che in questo scontro diretto, nonostante le loro mille difficoltà, tengono accese le speranze scudetto, dato che agganciando la Lazio al quinto posto a 40 punti sono distanti dalla vetta dieci lunghezze, ma con ancora la partita da recuperare con la Juventus. Ancor di più vale il discorso per la “Vecchia Signora”. Esce con zero punti ma con credito di fortuna per le partite a seguire dato che il pareggio al Maradona le sarebbe stato stretto e se vincesse il recupero sarebbe solamente a cinque lunghezze dalla vetta. Cima che ha cambiato padrone. Il Diavolo nella serata di sabato ha preso spunto dalla Zebra, ma con un tonfo molto più eclatante. Un bellissimo Spezia ha praticamente dominato i rossoneri incapaci di andare anche una sola volta al tiro. Un rotondo 2 a 0 subito che fa pensare ad un calo fisico per allenamenti di richiamo per il finale di stagione, ma anche ad una concentrazione non a livello consueto. Il Milan che sin da settembre ha meritatamente occupato il gradino più alto, ha fatto della determinazione, umiltà e grinta sui novanta minuti la sua arma migliore. E’ mancato tutto in Liguria e questo gli è costato il primo posto, ceduto ai cugini. Inter che avuto il merito di far giocare un cliente difficile ed in forma come la Lazio senza sentire troppo la pressione dell’obbligo di sorpasso. Un 3 a 1 che racconta di massima attenzione difensiva e voglia di fare goal ad ogni possibilità. Sopratutto fame di vincere per stare davanti a tutti dopo le critiche seguite all’eliminazioni di coppa. Come l’Inter riesce a cogliere appieno il passo falso del Milan, così la Roma lo fa ai danni della Juventus. I lupacchiotti, avendo la meglio dei bianconeri di Udine, si riprendono il terzo posto ai danni dei zebrati torinesi superandoli in classifica. Alla pari l’Atalanta all’ultimo respiro inguaiando il Cagliari si prende tre punti che la tengono assieme, nella quinta piazza in compagnia di Lazio e Napoli. Quindi abbiamo le milanesi che comandano con cinque club che hanno ancora tutte le possibilità di inserirsi nella lotta Scudetto. Il Sassuolo, affonda ancora più in basso il Crotone, ma così facendo tiene viva la speranza di un settimo posto. La Sampdoria con il 2 a 1 sui viola si mettono al comando di coloro che stanno nel limbo, ovvero praticamente salvi ma troppo lontani per ambire all’Europa. Prandelli, invece, si ritrova nuovamente nel fondo di questa zona franca, quindi non totalmente sereno. Bologna, Benevento, Torino e Genoa si spartiscono il punticino tra di loro, ma sono i granata quelli che necessitano maggiormente di un allungo più ampio. Ora palla alle Coppe Europee, in attesa di due scontri di altissimo livello. Le Milanesi si contendono la vetta, mentre Atalanta e Napoli si giocano le chance di non perdere il treno Scudetto.

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CAMPO alla 21° Giornata La Triade vola e la Lazio insegue

( febbraio 2021 )


Seconda di Campionato ed in alto abbiamo avuto solo conferme o quasi. Le tre big storiche nazionali hanno avuto vita facile delle loro avversarie. Pur casalingo, l’impegno più arduo lo aveva la Juventus che a Torino affrontava la Roma. All’andata i giallorossi dominarono per gran parte del match ma furono stoppati sul pari dalla stella portoghese. Diciannove partite dopo una “Vecchia Signora” in stile Allegri, solida e determinata non ha lasciato scampo alla fantasia capitolina che si è scontrata contro il muro eretto da Pirlo e la classe immensa sempre di Ronaldo. L’Inter, la prima a scendere in campo, ha affrontato una trasferta non facile come quella di Firenze, ma con calma ed autorità si è imposta con un goal per tempo. Barella sempre più leader e faro a 360 gradi trascina i suoi per due giorni in vetta alla classifica, il tempo massimo per vedere il poker calato a San Siro dal Diavolo sul povero Crotone. Un primo tempo difficile per la capolista ma con due doppiette tra Ibra e Rebic l’ultima in classifica si arrende nel secondo tempo. I bianconeri superano la Roma agguantando in solitaria la terza posizione. Considerando la sfida contro il Napoli da recuperare, perciò tre punti attualmente alla portata, le tre grandi sarebbero in vetta divise globalmente da soli quattro punti. La Lazio, con il solito Immobile ha la meglio di un generoso Cagliari e con questa sesta vittoria di fila rosicchia non solo punti, ma pozioni. In un botto solo affianca in quarta fila i cugini di città ( grazie al punto di penalizzazione ) e stacca Atalanta e Napoli. I bergamaschi, sopra di tre reti, si fanno raggiungere dai granata mai domi, comprensibilmente stanchi e distratti dal ritorno di Coppa Italia in settimana. Proprio i partenopei con un paio di errori difensivi affondano in Liguria contro Pandev e soci compromettendo la corsa sicuramente allo Scudetto, se non sfrutterà il recupero contro i bianconeri, ma anche il raggiungimento di un posto Champions, visto che quelle davanti non hanno intenzione di fare regali al momento. Udinese, Spezia, Bologna e Genoa hanno portato a casa vittorie pesantissime allungando tantissimo la classifica. Con questi quattro successi hanno creato un gruppetto da centro-bassa classifica costituito da sei club tutti racchiusi in sole tre lunghezze, ma allo stesso tempo hanno distanziato la quart’ultima di ben cinque punti. Un’enormità considerando i passi da lumaca delle ultime. Il Toro, nonostante il grande carattere più di un pareggio non riesce a raggiungere, seppur è vero e doveroso segnalare, che con il nuovo mister sono i granata a recuperare le partite in gara e non più viceversa. Le tre invece attualmente in Serie B, quindi Parma, Crotone e Cagliari affondano con difese colabrodo. Ma sono sopratutto i sardi a stupire in negativo. La squadra è composta da calciatori di valore ed anche Di Francesco è un ottimo allenatore eppure qualcosa non gira come dovrebbe. Quasi il medesimo discorso si potrebbe fare per i giallo blu emiliani che perdono e male nel derby con il Bologna. Ma sopratutto hanno racimolato nelle ultime dodici giornate, quindi con ben 36 punti a disposizione, solamente 4 punticini, frutto di quattro pareggi e otto sconfitte. Se non vi sarà un cambiamento di rotta, anche i pareggi tra Benevento e Sampdoria o anche quelli del Torino saranno sufficienti per questi ultimi per stare tranquilli. La prossima giornata potrebbe essere completamente pro Milan visto che lo Spezia non dovrebbe risultare un ostacolo insormontabile per la capolista, mentre per i cugini che ospiteranno la Lazio, e i bianconeri che andranno da Gattuso, le difficoltà sono di altissimo livello. Oltre tutto nel frattempo c’è anche il ritorno di Coppa Italia, altre energie che la seconda e la terza dovranno bruciare in più.

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CAMPO alla 20° Giornata Inizia il ritorno uguale all’andata

( gennaio 2021 )


E’ trascorso un intero Girone di Andata e siamo giunti alla prima del Girone di Ritorno. In ben sei partite si è ripetuta la sfida con il medesimo risultato, quasi con lo stesso scarto, di settembre. In due incontri invece chi aveva perso, anche male, all’andata, si è rifatto con gli interessi ora a fine gennaio. Prendiamo l’Atalanta che quattro mesi fa triturava a Roma la Lazio e oggi cade malamente in casa. Probabilmente Simone Inzaghi eliminato tre giorni prima in Coppa Italia proprio da Gasperini, ha imparato la lezione mentre la Dea si fa superare così in classifica in un botto solo dalla Lazio, il Napoli e la Juventus. Il trittico delle big storico come all’andata ha la meglio di Samp, Bologna e Benevento. Molto pragmatiche e solide le squadre di Pirlo e Pioli, ma quella che ha dato la sensazione migliore è stata quella di Conte. A parte il rotondo successo, la prestazione è stata di qualità, sempre propositiva e con nessun tiro in porta subito, nonostante anche qualche titolarissimo seduto in panchina. La Roma tra Juve, Inter e Milan è saldamente in terza posizione. Questa volta nessun errore burocratico ed il Verona viene sconfitto sul campo con un primo tempo notevole a dispetto dell’assenza di Dzeco. Le sette squadre nazionali più forti e che, a parte la “Beneamata” sono ancora in Europa, stanno facendo un po' il solco con le altre. La settima, che è appunto l’Atalanta, malgrado i zero punti incamerati, ha ben cinque lunghezze di vantaggio sul Sassuolo che rosicchia un punto all’ultimo minuto ai sardi e ancora più distante è il Verona che si trova distaccato di ben otto punti. Il Napoli, nonostante una prestazione dal punto di vista tecnico non eccelsa, è sul pezzo è ha la meglio sul Parma, proprio come a settembre per 2 a 0, permettendo a Gattuso di scrollarsi di dosso qualche sassolino. Partenopei che si trovano in semifinale di Coppa Italia, agli ottavi di Champions e a soli quattro punti dal terzo posto in Campionato con una partita in meno, seppur da giocare con Pirlo, che vengono criticati. Così come Fonseca alla Roma, che ancora in Europa giocherà i sedicesimi di Europa League, terza in Serie A stabilmente già da tempo, anch’esso è sempre sulla graticola. Le critiche si muovono quando è giusto muoverle, ma non fatte per partito preso. Grande vittoria del Genoa che in questo gennaio è riuscito ad uscire in modo brillante dalle sabbie mobili della retrocessione. Merito suo ma anche demerito di chi sta infondo. Il Cagliari per l’ennesima volta butta via tre punti che sarebbero stati d’oro ed invece con un solo punticino è sempre lì in zona rossa, come il Torino che nonostante la superiorità numerica, pareggia con i viola. Parma, Spezia e Bologna fanno peggio rimanendo a secco seppur giocando delle buone sfide, mentre il Crotone, al pari dell’andata prende una batosta dal “Grifone”, rimanendo sempre il fanalino di coda. In settimana vi è la Coppa Italia e potrebbe essere una bella distrazione per le quattro semifinaliste e la bruciante eliminazione della capolista da parte dei cugini nella competizione potrebbe divenire quasi un aspetto positivo. Più energie mentali e fisiche per allungare verso lo Scudetto.

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CAMPO alla 19° Milan travolto ma Campione d’Inverno con tutte più vicine

( gennaio 2021 )


L’incertezza è padrona di questo Campionato. Il Milan al comando dalla prima giornata e solitario praticamente dalla terza ha fatto il giro della boa con in mano il titolo “nominale” di Campione d’Inverno. Non un trofeo da mettere in bacheca ma indicativo comunque delle potenzialità della squadra e delle sue ambizioni. Tuttavia è anche vero che statisticamente chi arriva primo nel Girone d’Andata, ha altissime probabilità di fare la stessa cosa nel Girone di Ritorno, che è quello che poi conta. Il Diavolo travolto totalmente dalla Dea, nel risultato, nel gioco e nella fisicità ha evidenziato che la panchina folta che per la prima volta Pioli si trova a disposizione ha mandato forse in tilt i meccanismi oliati quando il Milan è sempre stato in continua emergenza. Dall’altra parte del Naviglio si gioca al “ciapa no”. A Udine, in simultanea proprio con i cugini, che stanno affondando a San Siro, quasi annega l’Inter sotto il temporale friulano e l’organizzata difesa bianconera. L’attacco più prolifico della Serie A si fa bloccare sullo 0 a 0 impedendo l’aggancio dei nerazzurri in vetta. Con le milanesi che in due fanno un solo punticino le romane accorciano, al pari dell’Atalanta e della Juventus. La Roma ha la meglio del coraggioso Spezia per 4 a 3 solamente in recupero e Fonseca salva la faccia e la panchina dopo la clamorosa eliminazione dalla Coppa Italia in settimana proprio ad opera degli spezzini. Consolida il suo terzo posto. Vicinissime sono la Juventus che domina contro il Bologna e i bergamaschi che con il secco 3 a 0 alla capolista mettono paura a tutti. Pirlo ritrova compattezza e gioco, oltre che fiducia in un gruppo che dimostra di avere ancora tanta voglia di vincere. Se dovessero i bianconeri di Torino avere la meglio del Napoli nel recupero si porterebbero a soli due punti dall’Inter e a quattro dalla prima. Proprio il Napoli lascia basiti. Capace di infliggere anche sconfitte pesanti in questo girone di andata come all’Atalanta o alla Roma, poi cade malamente a Verona vedendo in un botto due squadre superarla e la Lazio agganciarla. Simone Inzaghi ribalta il Sassuolo e dimostra che al netto della competizione europea, con la testa unicamente rivolta al Campionato, i punti arrivano potendo aspirare a posti importanti. Il Sassuolo, seppur generoso, uscendo sconfitto di misura non perde le sue aspirazione europee, ma dà modo al Verona di avvicinarla e sognare in grande, grazie alla bel successo contro gli azzurri di Gattuso. In fondo alla classifica solamente il Genoa sorride. Grazie all’importantissimo 1 a 0 inflitto in casa ai sardi, i rosso blu liguri fanno un balzo in avanti notevole, dato che Cagliari, Crotone, Spezia e Parma escono dall’ultima giornata con zero punti e allo stesso tempo, Torino e Udinese con un solo punticino. I granata mostrano orgoglio e forza di volontà con il nuovo allenatore, dato che sotto di due reti a Benevento meritano il pareggio sul finale di gara. Sampdoria e Fiorentina vincono, con i viola che con i tre punti superano in classifica ben tre avversarie e mettendosi in una posizione più tranquilla. I blu cerchiati di Ranieri invece si trovano in un limbo totale. Sono a ben 12 lunghezze dalla zona calda della retrocessione e solamente a 8 lunghezze dal Napoli che ha ambizioni da Champions, se non addirittura da Scudetto, quindi potrebbero navigare tranquilli verso quota 40 punti che solitamente vuol dire salvezza, o agognare a qualcosa di meglio. Al termine del Girone di Andata, sono almeno sei, se non addirittura sette i club che possono bramare la vittoria finale. Altre tre, ad oggi fuori da tutto, possono lottare per raggiungere il treno della Europa League, mentre per la salvezza sicuramente sono minimo otto le formazioni coinvolte in altrettanti punti. Nessuna è condannata perché anche il Crotone, oggi fanalino di coda, ha dato più e più volte segnali di non volersi arrendere. Ci attende un Girone di Ritorno tutto da gustare. Buon appetito a tutti.

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CAMPO alla 18° Giornata Milano su tutti e tutte, con il Diavolo alla svedese

( gennaio 2021 )


Vi sono tre derby in questa tornata. Si apre con quello capitolino di venerdì. La Lazio domina in lungo e in largo i gialloblu di Fonseca che sbaglia nettamente la preparazione della sfida. Una stracittadina si dovrebbe allestire quasi da sè, ma gli uomini di Simone Inzaghi, liberatesi dalle scorie muscolari e mentali di Coppe Europee, sono tornati nel loro Mondo congeniale del Campionato Nazionale. Il 3 a 0 è frutto di una prestazione notevole che arresta allo stesso tempo le ambizioni e la consapevolezza di sè della Roma che con le big non è mai uscita vittoriosa in questo Girone di Andata. Da un derby laziale ad uno nazionale, quello definitivo dal grande Brera il “Derby d’Italia”. Come la Lazio non ha lasciato scampo alla Roma, questa volta è l’Inter, inaspettatamente a non lasciare possibilità alcuna ai rivali di sempre, la Juventus. Da parte sua Pirlo, al pari di Fonseca non la preparata al meglio, ma sono mancati anche giocatori di spessore come lo stesso Ronaldo, ma tutta la squadra ha mostrato poca brillantezza e voglia di combattere. Cosa che invece dall’altra parte traboccava da ogni dove. Il 2 a 0 è stato sin troppo risicato per i nerazzurri che Conte ha caricato bene sia di spirito che di testa. Tanta forza ma anche qualità e lucidità, senza isterismi inutili, cosa insolita per il pianeta Inter. Saranno le prossime sfide a dirci quanto l’Inter sia cresciuta effettivamente o quanto la Juventus abbia sbagliato ed esaltando in tal modo le doti comunque innegabili della “Beneamata”. L’altro derby? Quello a distanza meneghino. Ad ogni sfida con aggancio dei nerazzurri, il Milan ha sempre dovuto rispondere presente per non farsi prendere. Pioli ha dovuto far ricorso nuovamente alla bacchetta magica per allestire una formazione competitiva visto le assenza, ma ha ottenuto un’altra vittoria, in trasferta, contro un avversario colpito subito due volte all’apertura dei due tempi. Un Milan che sa cosa vuole e non può nascondere le sue ambizioni di Scudetto, visto che poi il titolo di Campione d’Inverno è ad un passo. Le altre sfide paiono secondarie rispetto a queste, ma non lo sono. Ogni squadra ha il suo Campionato all’interno di quello classico e tradizionale. Il Napoli, con una tennistica vittoria per ben 6 a 0 ai danni della Fiorentina, riacquista non solo padronanza dei propri mezzi, ma in un botto solo supera Atalanta e Juventus, agguantando la Roma ( -1 punto di penalizzazione ) divenendo la terza/quarta forza del Campionato. A sorpresa la Dea si blocca davanti al muro ligure su cui sbatte a Bergamo. Per il Genoa vuol dire un passettino importante dato che le altre formazioni che lottano per la salvezza difficilmente riusciranno ad uscire indenni da Bergamo. Anche Parma, Torino e Spezia hanno colto un punticino, ma vista l’impresa del Crotone che travolge per 4 a 1 il brillante Benevento di Pippo Inzaghi, sono ben otto le squadre in soli sei punti per il fondo classifica. Infatti anche l’Udinese uscita sconfitta di misura in casa di Ranieri, si trova nuovamente in acque agitate. Cosa che è riuscito ad evitare il Bologna di Mihailovic per merito dell’1 a 0 casalingo sul Verona. Un Campionato combattuto a tutti i livelli e molto corto. Davanti hanno un pochino allungato la coppia milanese, ma nulla che possa far pensare ad una fuga a due solitaria, così come tra posti Champions ed Europa League, escludendo le meneghine sono sei i club ad oggi che possono ambirne. Così come otto, se non addirittura una decina le società che devono guardare il baratro della coda con più o meno terrore. Con la prossima Giornata si giungerà a metà Campionato e qualche verdetto provvisorio si potrà tirare, anche se conta sempre il mese di Maggio e non questo invernale.

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CAMPO alla 17° Giornata Le prime vincono tutte tranne il pari dell’Olimpico

( gennaio 2021 )


Mancano due giornate alla chiusura del Girone di Andata e la capolista, dopo il fastidioso stop casalingo contro la Juventus, fa il suo dovere. A San Siro ha la meglio su di un buon Torino. I granata ci mettono anche ardore ma il Milan riesce a dare sempre il meglio di sé, a prescindere dagli interpreti. Cinico, aggressivo e determinato a fare sua la partita, con un secco 2 a 0 si prende i tre punti mettendo una forte pressione alle sue due dirette inseguitrici. La terza, ovvero la Roma, ospita la seconda, i cugini di Naviglio. Quale risultato migliore per il “Diavolo”, se non un pari? Detto fatto. Fonseca e Conte si spartiscono la sfida e le recriminazioni. Sopratutto l’Inter ha dato l’impressione ribaltando la sfida, di averla in pugno, ma quando si è resa conta di riuscire in una bella prova importante, ha iniziato a pensarci su ed ha avuto paura. Buttando via una vittoria che avrebbe dato oltre ai tre punti, tanto morale e consapevolezza, cosa che al Milan riesce da inizio stagione. Se Roma e Inter si annullano, sei delle sette che inseguono e che quindi rincorrono un posto continentale più o meno prestigioso, vincono. Gioco forza il Sassuolo, che si trova orgogliosamente in questo gruppo elitario, non raccoglie punti perché si deve arrendere alla “Vacchia Signora”. Ma che fatica per Pirlo avere la meglio di un Sassuolo, che seppur in inferiorità numerica per tutto il secondo tempo, è domato verso la fine del match. Non una prova brillantissima da parte della Juventus, ma oggettivamente dalla sconfitta per opera della Fiorentina, sono arrivati tre successi su tre sfide recuperando punti e posizioni. Il Napoli gioca non una delle sue più belle gare ma con tenacia si impone sull’Udinese proprio al termine della sfida riuscendo in tal modo a rimanere attaccato all’Atalanta che è ritornata oramai in pianta stabile in formato Dea da Campionato. Pippo Inzaghi ed il suo Benevento nonostante una gara ben disputata chiude il suo stadio con un poker servito da Gasperini. Sono ben dodici reti nelle ultime tre gare che la portano ad essere il secondo attacco della Serie A. La Lazio ha vita facile, quanto meno nel secondo tempo, di un Parma sempre più in basso. Cinque sconfitte in altrettante gare disputate a ritroso per i gialloblu della Via Emilia, praticamente quasi lo stesso rullino di marcia dei sardi che hanno raccolto sempre nelle ultime cinque sfide appena un punticino. Cagliari che sbagliando in apertura anche un rigore esce da Firenze con zero punti. Il Verona ha la meglio dell’ultima in classifica che è sempre più sola in fondo, mentre i veronesi continuano a sognare un posto europeo. Successo pesante del Genoa ai danni del Bologna uscendo in tal modo dalla zona rossa pericolosa, quanto meno ad oggi. In attesa di capire cosa accadrà questa sera nella sfida tra Spezia e Sampdoria che chiuderà la 17° Giornata, alla penultima di andata ci attendono niente meno che il derby capitolino e il derby d’Italia tra Inter e Juve. Chi la spunterà? Probabilmente il “Diavolo” che potrebbe festeggiare con un turno di anticipo pure la vittoria del Campionato d’Inverno. Non sarà un titolo, ma è spesso è indicativo sulla lotta finale dello Scudetto.

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CAMPO alla 16° Giornata Milano frena e Roma e Juve si fanno sotto

( gennaio 2021 )


Dopo più di ben trecento giorni, il Milan esce senza punti da una sfida in Serie A. Da dopo il lock down, alla ripresa dello scorsa stagione di giugno, Pioli, aveva macinato solo vittorie e qualche sporadico pareggio. Un rullo compressore che si è inceppato contro la “Vecchia Signora”, la squadra, obiettivamente, più forte almeno all’interno dei confini nazionali, ma anche una tra le prime cinque o sei in Europa. Il big match ha visto una Juventus usare la sua ampia rosa per aver la meglio sull’orgoglio e lo spirito mai domo del giovane Milan. Pioli ha dovuto fare quasi la conta per mettere in campo una formazione degna di affrontare una corazzata come la Juventus, ma ha è stato costretto ad arrendersi e riaprire così le porte allo Scudetto a coloro che lo hanno vinto nelle ultime nove edizioni. Risultato giusto che accorcia molto la classifica in alto, complice anche l’altro, inaspettato, arresto dei cugini. L’Inter si arrende nel pantano di Ranieri. Una Sampdoria molto solida fa sua la sfida, ma l’Inter tra il rigore iniziale sciupato e diverse occasioni sbagliate ci ha messo del suo. Se le milanesi non smuovono minimamente la classifica, con i nerazzurri che sciupano un’occasione d’oro per issarsi sul trono più alto, le romane fanno il bottino pieno. La Lazio ha la meglio di misura sulla Fiorentina, riprendendo il suo cammino quanto memo verso un posto di Europa League. La Roma, invece non solo rafforza, con il suo successo netto in trasferta a Crotone, il suo terzo posto, ma ambisce già al secondo. Grazie alla caduta delle milanesi la testa è distante solamente quattro punti, che sarebbero tre se non si contasse la sentenza sulla prima giornata. Il prossimo turno Fonseca ospiterà proprio la squadra di Conte e saranno scintille. A spiazzare è il Napoli che renderà ricchi gli scommettitori. Crolla in casa contro il piccolo Spezia. Come è sua abitudine crea innumerevoli occasioni da goal, ma concretizza poco e questa volta paga pegno contro il liguri, che a loro volta in una partita sola, si sfilano dalla zona rossa staccando Genoa, Torino e Parma. I genoani devono arrendersi alle ambizioni continentali del Sassuolo che si rifà dopo la batosta presa a Bergamo, mentre Giampaolo, questa volta, rimonta l’iniziale svantaggio ad opera del Verona, ma non spostando con un solo punticino, la classifica molto più in alto. Gli altri liguri, quelli di Ranieri, dopo i tre punti prestigiosi sull’Inter, rimangono attaccati ad un solo punto dal sorprendente Benevento. La creatura di Pippo Inzaghi, nonostante i goal presi, macina gioco sempre e contro chiunque, e grazie anche a questo successo in Sardegna, supera la boa dei 20 punti a tre giornate ancora da disputare nel Girone di andata. E’ esattamente al centro della Serie A. Il Bologna spreca un’occasione d’oro facendosi agguantare sul finale dall’Udinese, e nonostante non sia in posizione drastica, due punti persi contro una rivale per le zone tranquille possono pesare sul finale di stagione. La Dea in casa riprende a fare la cosa che le riesce meglio, una valanga di goal. Dopo la cinquina ai danni del Sassuolo solamente tre giorni fa, ecco una terna ai danni di un’altra emiliana, il Parma. Terzultimo posto in condivisione che i granata torinesi, e dopo quattro sconfitte consecutive e solamente tre punti raccolti nelle ultime sette giornate, Liverani dice addio alla panchina emiliana. A tre giornate dal termine del Girone di andata, non c’è una fuga da parte di nessuno e neppure un tracollo. Tutti sono vicini alle proprie ambizioni, ma basta una vittoria oppure un insuccesso per far parlare in un modo o nel suo opposto. Sarà compito dei mister saper gestire tensioni ed umori e convogliare le energie dei propri ragazzi in prestanza sul campo.

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CAMPO alla 15° Giornata Tutte insieme dopo tanto tempo

( gennaio 2021 )


Chi so lo ricordava più un turno dove nello stesso giorno tutte le sfide di Serie A iniziavano e si concludevano? Purtroppo non nello stesso orario, anzi, in ben quattro fasce diverse, dati gli importanti, anzi indispensabili, introiti televisivi, ma comunque emozionante. Come ricca di passione è stata la 15° Giornata. La prima del nuovo anno, ha mostrato gli intenti delle big e ha portato più di trenta reti e solo due pareggi con un’unica sfida a porte inviolate dove il Bologna di Mihailovic ha bloccato sollo 0 a 0 la rinata Fiorentina di Prandelli. Se ci mettiamo l’altra sfida dal risultato equo in Liguria tra Genoa e Lazio, dove gli uomini di Simone Inzaghi, non solo si fanno riagguantare dopo l’ennesimo rigore d’Immobile, ma sciupano una ghiotta occasione di rilanciarsi per le posizioni che contano, guardando dal basso solo il Torino ha vinto. Bisogna risalire sino infatti, addirittura all’ottava posizione, per vedere un successo. Praticamente una Serie A spezzata in due. A maggior ragione il secco 3 a 0, persino in trasferta dei granata, ha un significato fondamentale. Il Toro ultimo in classifica, in un botto solo riagguanta Spezia e Genoa a 11 punti e inguaia lo statico Parma sconfitto direttamente al Tardini, che ora è solo ad un punto dagli uomini di Giampaolo. Sembra che gli emiliani dopo aver bloccato le due milanesi in casa loro si siano arenati. Addio sogni di gloria, ma anzi iniziano gli incubi della Serie cadetta. Di pari valore è il trionfo in trasferta del Verona che ha la meglio sul battagliero Spezia. Così la città di Romeo e Giulietta scavalca niente di meno che la Lazio , che è bene ricordare che seppur un po' indietro in Campionato è tra le migliori sedici d’Europa, visto che è ancora in Champions. Il Verona è a sole due lunghezze dai bergamaschi che a loro volta si rilanciano con una roboante vittoria sulla loro antagonista speculare, ovvero il Sassuolo. 5 a 1 pesante che li avvicina proprio agli emiliani ora distanti una sola lunghezza che vengono scavalcati dai Campioni d’Italia in carica che hanno la meglio con u rotondo 4 a 1 sull’Udinese. In un botto solo la Juventus, riacquista fiducia e anche una posizione più consona al suo stato. Non poteva essere altrimenti dato che se non fosse giunto un successo, i bianconeri avrebbero visto fuggire le quattro davanti tutte vittoriose e combattive. Il Napoli travolge con una prova convincente il Cagliari nella loro isola per ben 4 a 1, cercando di rimanere in scia della Roma e mantenendo il prestigioso e ricco 4° posto. La Roma conferma il suo podio più basso con una vittoria di misura, ma anche con una bella prestazione, dato che davanti aveva una gradevole Sampdoria ben organizzata dal suo esperto mister Ranieri. Giungiamo alle due milanesi che si sfidano a suon di vittorie. Apre l’inseguitrice nerazzurra. Come sua abitudine parte lenta ed il primo tempo lo chiude in parità contro quella che ora è l’ultima in classifica, anche se in buona salute. Nel secondo tempo, grazie alla vena realizzativa della “Lula” si impone per 6 a 2 sul Crotone. Ancora una volta accarezza per qualche ora l’idea di essere in testa al Campionato, ma la capolista, vicina di Naviglio, ci sta proprio comoda su quella poltrona alta. Sopperisce all’inferiorità numerica per un’ora e alle assenze forzate, con una solidità di squadra insolita tra le big che abitualmente avanzano più con la qualità delle giocate delle proprie stelle che con la forza del gruppo. Davanti, dunque nulla muta ma qualcosa accadrà nella prossima Giornata, dato che a San Siro il Milan, attuale primatista, avrà la possibilità di strappare un pezzettino di Scudetto dalla “Vecchia Signora”, oppure viceversa di riattaccarselo con una colla più forte sulla propria maglietta.

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CAMPO alla 14° Giornata Milano allunga a Natale su tutti

( dicembre 2020 )


Ultima tornata prima della pausa natalizia. Che non durerà una vita, visto che il tra il 3 ed il 6 di gennaio si disputeranno già due giornate. Si apre il tutto con due incontri. Il Crotone, sino a quattro partite fa, dato per spacciato, ha la meglio su di uno spento Parma, arrendevole e mai in partita, Con questa vittoria non è più ultimo. Con ben sette punti nelle ultime quattro sfide è tra quelle in retroguardia colei che ha fatto più punti. Gli emiliani, con questa sconfitta, non sono più tanto tranquilli. Il Toro, nonostante una bella gara al San Paolo, anzi, stadio Maradona, buttano via un altra vittoria facendosi raggiungere sull’1 a 1 da un Napoli stanchissimo, che vede allontanarsi la vetta forse irrimediabilmente. Peccato, visto che la sentenza gli ha riconcesso il punto di penalità e la possibilità di disputare la sfida saltata contro i bianconeri. Juventus, che fa carachiri in casa propria con la più bella Fiorentina della stagione. Un secco 3 a 0, figlio di alcune sviste arbitrali, ma sopratutto di calciatori già in vacanza di testa e di gambe. Un atteggiamento iniziale alla gara che un secondo tempo un pò sfortunato non è riuscito a rimediare, per via anche della giusta espulsione di Cuadrado. Solamente Ronaldo si è salvato, ma sta di fatto che giunge la prima sconfitta stagionale in Serie A per i Campioni in carica. Che vedono l’attuale capolista invece volare in alto. Un Milan privo di diversi titolari ha la meglio di una bella Lazio, che sotto di due reti, pareggia, ma cede all’ultima azione dei rossoneri che non vogliono mollare la prima posizione per nulla al Mondo. Sogno di capolista natalizia che ha sfiorato Conte nel match vinto a Verona nel tardo pomeriggio. I nerazzurri sonnecchiano, come loro solito, il primo tempo. Ritmo lento e stanchezza hanno la meglio, ma la qualità dei calciatori non è seconda a nessuna. Almeno dentro i confini nazionali, ed il Verona si deve arrendere ai due lampi interisti. In definitiva solo la Roma, dopo gli schiaffi presi qualche giorno fa, avendo la meglio di un bel Cagliari, riesce a non perdere contatto dalle due milanesi che fuggono lontane. Fonseca, può festeggiare il Natale con il terzo posto solitario, ma che dire del Sassuolo? Grande vittoria in trasferta contro l’ostica Sampdoria, che la lancia, anche essa tutta sola, al quarto posto. Con i suoi 26 punti gli emiliani sono in piena zona Champions. Se reggono l’urto inverno-primavera, potrebbero essere una nuova Atalanta, cosa che raccontiamo dalle prime battute stagionali. E la Dea? Si fa rimontare sul 2 a 0 da un agguerrito Bologna. Mihailovic, non uscendo sconfitto rimane saldo a centro classifica, mentre i bergamaschi sciupano l’occasione di riavvicinare i posti europei più prestigiosi, anche se comunque il terzo e quarto piazzamento sono distanti solamente cinque e quattro lunghezze. Arrivano altre due vittorie in trasferta importantissime. Un Genoa, che pareva annaspare in torbide acque, riemerge alla Spezia, inguaiandoli visto che ora, al quart’ultimo posto sono ad un solo punticino. Il Benevento di Pippo Inzaghi, espugna Udine con un rotondo 2 a 0 e si piazza con i suoi 18 punti nel bel mezzo della classifica. Un risultato notevole, considerando anche il gioco tutt’altro che sparagnino e chiuso della sua squadra. Milanesi dunque in fuga, ma a metà girone servono ancora quattro sfide, che divengono cinque per il recupero di Juventus-Napoli. Quindi 12 punti in palio e tutto può accadere. Per ora la capolista è il Diavolo, e la sua compagna di viaggio la “Beneamata”.

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CAMPO alla 13° Giornata La corsa del Milan è anche di accelerazione

( dicembre 2020 )


31 punti non sono pochi ad un terzo di un Campionato. Senza dubbio non è la media che ha tenuto la Juventus dei 100 superati qualche hanno fa. Ma alla 13° giornata, la capolista, che non è per ora bianconera, ma rossonera, è in piena media da Scudetto, perché nove volte su dieci quando tocchi e scavalchi i 90 all’ultima, puoi alzare il Trofeo. Nessuna sconfitta, ben nove vittorie e quattro pareggi. Il Milan risponde ai due ultimi pari con una vittoria da record, dato che la rete iniziale che spiana la gara al Diavolo sul campo del Sassuolo, avviene in meno di 7 secondi. Un Milan che ambisce a traguardi importanti e scende in campo risoluto e desideroso di tenersi l’attuale vertice del Calcio Nazionale. Anche perché al primo passo falso, l’Inter è dietro l’angolo. I cugini meneghini sono differenti in tutto. Nei calciatori, nel suo allenatore, nelle tensioni che si vivono, nel modo di giocare e anche di affrontare le partite. Il primo tempo, l’Inter lo regala a chi deve farsi un pisolino per accendersi in un paio di lampi nel secondo tempo. Sufficienti per aver la meglio del buon Spezia. Così le due milanesi corrono avanti divise da una sola lunghezza. La Juventus, malata di pareggite, sembra che abbia cambiato marcia dopo il prestigioso successo in casa del Barcellona. Anche a Parma si è vista la stessa qualità, velocità, concentrazione e determinazione a raggiungere la vittoria. Si potrà dire che gli emiliani non siano neppure scesi in campo, ma come gli spagnoli di Messi, magari ciò è dovuto anche all’aggressività dei bianconeri. 4 a 0 in trasferta contro una formazione che ha comunque bloccato nel giro di due mesi, le due milanesi capofila proprio al Meazza. Che dire del tonfo del Napoli e della Roma? Avevano le sfide più difficili, rispettivamente ospiti di Lazio e Atalanta. Ma se vuoi puntare ad essere una big che ambisce a traguardi importanti, non puoi cadere troppe volte. Invece, specie la Roma, è troppo altalenante. Meno di venti giorni fa prendeva quattro schiaffi al San Paolo, per rifilare goleade a Torino e Bologna, ed ora nuovamente un capitombolo a Bergamo. La vetta così si allontana e con una Juventus in ripresa di gioco e mentalità sarà difficile sia per Fonseca che per Gattuso rimanere in scia sino alla fine. Complimenti invece a Inzaghi Simone e Gasperini che rinnovano le proprie ambizioni Champions con le lori importanti vittorie. L’Inzaghi di Benevento con un’altra vittoria si allontana notevolmente dalle zone calde inguaiando il Genoa che infatti sostituisce il suo mister. Torino, Bologna, Fiorentina, Verona, Cagliari e Udinese pareggiano tra di loro per la legge dei piccoli passi. Certo lontani non si va, ma almeno non si rimane al limite del baratro. Il Crotone dopo due partite dove ha mosso bene la propria classifica, cade in Liguria contro la formazione di Ranieri. Difatti la Sampdoria ora è lontana dieci punti dalla zona retrocessione e può guardare a sei l’ultimo posto Europa League ad appannaggio attualmente del Sassuolo.

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CAMPO alla 12° Giornata Lupi e Biscioni impauriscono il Diavolo

( dicembre 2020 )


Questo turno prevedeva due scontri al vertice ed anche molto particolari per le storie che le squadre coinvolte stanno vivendo. Ha aperto sabato la Juventus che praticamente al completo ospita un Atalanta senza dubbio galvanizzata dall’approdo agli ottavi, ma in subbuglio per il caso Gomez, capitano e bandiera che pare ai ferri corti con Gasperini, condottiero e mente del gruppo. Dybala torna al goal ma Ronaldo si smarrisce sbagliando anche un rigore che avrebbe riportato in vantaggio la “Vecchia Signora” dopo il pareggio della Dea. Pirlo non ha avuto il polso per mettere in panchina il campione portoghese e questo potrebbe risultare un problema in futuro. Nel frattempo i Campioni d’Italia in carica non vanno oltre al pareggio, ben il sesto in undici sfide disputate. La fortuna vuol che la capolista attuale non allunga. Il Milan, falcidiato dagli infortuni rimedia per due volte al vantaggio del più bel Genoa della stagione, non perdendo ma conquistando un solo punto. Pareggio che permette alla Roma e all’Inter di avvicinarsi pericolosamente rosicchiando due lunghezze. La prima ora terza a quattro punti, la seconda ad una sola lunghezza dai cugini. Entrambe vittoriose ma grazie a colpi di fortuna, più che a prestazioni esaltanti. La Roma beneficia di un’espulsione avversaria sul pari immaginaria, un rigore molto generoso ed una rete che andava annullata, sta di fatto che batte il Torino. Conte ha la meglio di un Gattuso battagliero grazie ad un rigore legittimo ed un’espulsione di Insigne per proteste, che però se regala i tre punti ai nerazzuri, ne mette in luce anche la fragilità emotiva nei momenti cruciali. Anche la Lazio non va oltre ad uno a uno prendendosi i rimproveri del suo presidente. Ma come si fa a non pareggiare tra fratelli in panchina? In effetti è stato un turno costellato da risultati pari. Su dieci incontri solo tre sono state le sfide che hanno concesso tre punti da una parte e nessuno dall’altra. Il terzo non pareggio, dopo i successi dei Lupi e del Biscione, è avvenuto in terra di Romeo e Giulietta. Ranieri ha suonato la serenata sotto il loro balcone prendendosi una vittoria importante che la rilancia nel centro classifica. Le altre si muovono a piccoli passi. La Fiorentina con la sua migliore gara da quando è giunto Prandelli, rimedia allo svantaggio iniziale contro l’ostico Sassuolo, rimanendo sempre al quarto ultimo posto a tre lunghezze dall’incubo retrocessione. Il Crotone, con il punto strappato a Udine agguanta all’ultima posizione i granata e sopra di loro il Genoa è avanti di una lunghezza. Il Milan in due turni ha lapidato, quasi totalmente, il suo bottino di vantaggio, ma non tutti ne hanno approfittato. La capolista sta pagando i troppi uomini non disponibili e le seconde linee troppo giovani ed acerbe. Ma provate immaginare un’Inter senza Lukaku o una Juve senza Ronaldo? Tra un centrocampo stanco, un Ibrahimovic assente ed una linea di difesa in infermeria, il Milan dovrà resistere per giungere alla pausa di Natale per rigenerarsi e recuperare calciatori nelle condizioni ottimali.

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CAMPO alla 11° Giornata La sfortuna della lepre avvicina i coyote

( dicembre 2020 )


La notizia è che il Milan non ha vinto. Alla undicesima giornata, è giunto il terzo pareggio della capolista dopo ben otto vittorie. Come a inizio novembre il Parma blocca la squadra di San Siro, all’ora erano i cugini, sul 2 a 2. Anche le modalità sono le medesime, visto che avanti di due reti, gli emiliani si fanno recuperare proprio nel finale. Ma l’equilibrio della sfida è stato completamente differente. Il Milan avrebbe meritato la vittoria, non fosse altro perché raramente in una stessa partita, si prendono ben quattro legni. I centimetri, compreso quelli di una rete annullata, avevano portato il Diavolo sotto di due reti. Con un suo giocatore, Hernandez, è riuscito a rimediare ad una sconfitta che sarebbe stata molto immeritata, dato che solo due tiri subiti si sono tramutati in goal da parte degli avversari, contro una marea di azioni pericolose create. Solamente la Roma ha vinto in tranquillità, contro un Bologna remissivo che si è preso una manita sonante. Non dimentichiamoci dell’Atalanta che ha travolto con un secco 3 a 0 una sperduta Fiorentina. La cura Prandelli non sta portando i benefici sperati, dato che in quattro partite da lui disputate in panchina, è stato conquistato un solo pareggino, contro un altrettanto inguaiato Genoa. Non è un caso che in coda, nelle ultime cinque formazioni, in quattro abbiano perso. In uno scontro diretto per la salvezza, vede la luce un bellissimo Crotone che rifila ben quattro goal allo Spezia. Con la loro prima vittoria i calabresi accorciano sul quarto posto, mettendo ancor più i sudori freddi a club partiti con ben altre ambizioni come i viola ed i granata. Infatti il Torino, per l’ennesima volta, cade nonostante sia riuscito a segnare due volte, contro un Udinese che non fa della vena realizzativa il suo punto forte. La Sampdoria come la scorsa settimana perde di misura contro un’altra pretendente al titolo. Il Napoli ha sentito, infatti, il peso dello sforzo profuso in Coppa ed era andato sotto contro la compagine di Ranieri. Attraverso la qualità dei suoi interpreti e alla forza di un gruppo coeso, comunque nel secondo tempo è riuscita a ribaltare la sfida. Stesso dicasi per la seconda in classifica. L’Inter, nei primi 45’ minuti sbatte contro il muro eretto da Cragno, ed il Cagliari va pure in vantaggio al suo primo tiro in porto. Negli ultimi venti minuti il cambio di modulo ed energie fresche portano le tre reti per i tre punti, vitali per rispondere sul campo dopo l’eliminazione dall’Europa. Anche la Juve fatica contro un Genoa che si chiude. Contro il Barcellona è stato molto più facile, ma affrontare formazioni che hanno undici calciatori dietro la linea della palla in trenta metri non è facile. Ma a furia di pressare nell’aria avversaria, gli errori dei difensori giungono, logica conseguenza dei rigori concessi. La Lazio cade in casa, inseguito, probabilmente all’euforia dei passaggi agli ottavi di Champions dopo un ventennio, contro un bel Verona, che agguanta proprio i laziali rimanendo in scia della zona Europa. Cosa che fa anche il Sassuolo. Agli emiliani basta un rigorino nei primi minuti per aggiudicarsi i tre punti, contro un bel Benevento che avrebbe meritato decisamente di più. Alla fine una classifica spezzata in due con i primi che viaggiano a mille e chi è in coda che si muove a passo di lumaca, sempre che si muova. Per chi ha perso, già fra tre giorni c’è il turno infrasettimanale per recuperare subito il terreno perso, e per chi ha vinto, vi è rapidamente l’occasione per confermare quanto di buono è stato fatto vedere all’undicesima giornata.

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CAMPO alla 6° Giornata di Coppa Peccato per l’en plein mancato

( dicembre 2020 )


Sarebbe stata la prima volta da quando esistono Europa League e Champions League, da un ventennio oramai, che l’Italia riusciva a portare alle fasi finali ad eliminazione diretta tutte le proprie formazioni. Una ne è mancata ed in modo anche sciagurato. La più autolesionistica che possa esistere. Avrete già capito che stiamo parlando dell’Inter. Juventus, Roma e Milan avevano già staccato il biglietto per le eliminatorie, con i capitolini pure da primi. Le altre dovevano fare il proprio, ma mentre Atalanta, Lazio e Napoli potevano contare su due risultati su tre a prescindere da cosa accadeva sugli altri campi, la “Beneamata” aveva un unico obiettivo. La vittoria contro lo Shakthar Donetsk e sperare che Real Madrid e Borussia non pareggiassero. Tutte hanno fatto il proprio dovere, anzi, anche qualcosa in più. L’Inter preoccupata del possibile biscotto tra spagnoli e tedeschi, si è concentrata poco sul come segnare almeno una rete agli ucraini. Come nella sfida disputata a fine ottobre non si schioda dal freddo ed inutile pareggio a reti inviolate. E sì che le notizie che arrivavano da Madrid erano più che positive e galvanizzanti, dato che un doppio Benzemà stava facendo imporre il Real per 2 a 0. L’Inter, anche sfortunata tra alcune parate e un altro legno, ha terminato il match con un inutile 0 a 0 che ne ha decretato non solo l’uscita dalla massima competizione europea, cosa non nuova oramai, ma anche dall’Europa Leagua. Manifestazione che l’aveva almeno vista l’anno scorso giocarsi quanto meno la finale. Un vero peccato perché le altre sei hanno centrato il loro obiettivo, maledettamente bene. La Juventus, già matematicamente seconda, si giocava nello scontro diretto la possibilità di arrivare prima, ma l’ostacolo pareva alla stregua dell’impresa. Vincere in casa del Barca, addirittura con almeno due reti di scarto dal 3 a 1 in su. La più bella prestazione di Pirlo, con una delle più scadenti di Messi e compagni ha portato al 3 a 0. Grande risultato anche della Dea che in Olanda, non soltanto pareggia, ma addirittura vince 1 a 0 battendo l’Ajax, dopo aver fatto lo stesso a Liverpool. Alla Lazio è bastato un 2 a 2 contro i belgi, seppur con qualche rischio di troppo. Se i bergamaschi bissano, dopo la scorsa stagione, l’approdo tra le migliori sedici d’Europa, la Lazio vi riesce dopo un ventennio, quindi soddisfazione doppia. La Roma ha buttato in campo le riserve in una sfida che non ha mutato la prima posizione nonostante la sconfitta, mentre complici i risultati sugli altri campi, con il pareggio casalingo del Napoli contro gli spagnoli, e la vittoria del Milan in Cecoslovacchia, agguantano il primo posto nel girone. La sesta e ultima giornata dei gironi di qualificazione agli ottavi per la Champions e ai sedicesimi per l’Europa League ha certificato tre successi, tre pareggi ed una sconfitta, con uno dei pareggi deleterio per l’avanzamento nel cammino delle coppe. Comunque è un buon bottino portare tre italiane su sedici nella prestigiosa Coppa dalle “Grandi Orecchie”, e la stessa ciurma tra le trentadue dell’agguerrita ex Uefa. Considerando che nessuna straniera ha mostrato di essere una corazzata invincibile, tutt’altro, comprese le più blasonate Liverpool, Real Madrid e Barcellona, e lo stesso dicasi nella Europa League, le nostre hanno buonissime possibilità di fare bella figura nel cammino. Attenzione sempre a quella macchina di solidità che è il Bayer Monaco e alla qualità del Manchester City da una parte e all’Arsenal, Tottenham, e Manchester United dall’altra. E’ pur vero che anche le sfidanti dovranno preoccuparsi della forza e della determinazione mostrate dalle italiane.

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CAMPO alla 10° Giornata Milano scappa, Milano insegue

( dicembre 2020 )


Era oramai da un decennio che non si vedeva una “Madunina” così avanti in classifica. Il Milan, nonostante un Pioli faccia di tutto per defilarsi da pretendente allo Scudetto, continua a stupire per la valanga di vittorie. Senza troppi cambi a disposizione Pioli riesce a condurre i suoi alla vittoria scavando energie nascoste dal fondo del barile. Aveva cinque punti di vantaggio sulle seconde alla nona giornata e nulla varia dopo questa decima. La capolista non lo urla ai microfoni, ma sul campo verde è chiaro l’intento dei calciatori, che saranno pure giovani, anzi i più in erba di tutta la Serie A, se non d’Europa ad alto livello, ma il posto Champions a fine stagione non è più l’obiettivo da centrare. Curioso che quella che la insegue a cinque punti sia invece costituita dal gruppo di atleti più maturi. Nella media dei calciatori in rosa tra le due milanesi ballano ben quattro anni di differenza, un’enormità sotto tutti i punti di vista, da quello muscolare a quelli economici. Sono costruite in antitesi Milan e Inter, eppure entrambe ora sono ai vertici. Cosa che non capitava dall’ultimo Scudetto non targato bianconero, ma bensì, guarda caso rossonero, che lo strappò dalla maglietta dei dirimpettai del Naviglio. L’Inter di suo si è presa tre punti contro quella bestia nera che era divenuta il Bologna negli ultimi tempi ed in modo molto solido, quasi alla Milan ma con più giocate di livello. Che la rosa della “Beneamata” sia la più completa assieme a quella juventina c’è poco da eccepire, ma sino a qualche settimana fa i buchi difensivi mandavano all’aria il patrimonio offensivo. Anche questa volta, un equilibrio di gruppo ha portato ad una vittoria sulla carta preventivata, ma non scontata visti i chiari di luna dei ragazzi di Conte con il loro autolesionismo cronico. La Juventus ha strappato la vittoria da un bel Toro che però ha retto solo un tempo. Di rabbia alla fine non ha subito quello che sarebbe stato il suo sesto pareggio su nove gare disputate. Questa volta non è stato il prodigio del campione portoghese, apparso un pò sottotono, ma la nuova e vecchia guardia lontana dai riflettori. Tre punti che non la tengono lontana dal vertice così come spettacolare e di successo è stata la trasferta di Gattuso. Nel segno di Maradona, il Napoli gioca a mille e regala spettacolo, a partire dal suo genietto Insigne. Un peccato non aver goduto della sfida tra la “Zebra” ed il “Ciuccio”, ma tra corsi e ricorsi chi lo sa? La Lazio è riuscita dopo gli schiaffi presi in casa dall’Udinese, ha prendersi la vittoria in un campo, quello dello Spezia, che non sarà terreno facile per nessuna. La Roma invece se la prende ed anche a ragione, con la terna arbitrale, che in alcune decisioni gli hanno tappato le ali per spiccare il volo sopra un Sassuolo parso anche timoroso nonostante la superiorità numerica. Una Roma che ha giocato bene ma con il pareggio vede il “Diavolo” fuggire lontano e anche le altre starle addosso. Verona e Cagliari si sono spartite i punti che però non servono a nessuna delle due per sognare l’Europa, ma la bella prestazione non è mancata. Cosa che invece non si è vista assolutamente a Parma dove il Benevento con un tranquillo 0 a 0 ha messo un altro mattoncino per il suo obiettivo di salvezza. Salvezza che si giocherà questa sera nella sfida del Genoa, preventivato, ma non prevista per la Fiorentina. I liguri penultimi e i toscani quart’ultimi si giocano un pezzo di credibilità futura già alla decima giornata. Giornata che per maltempo non si è conclusa a Udine, dove i bergamaschi hanno almeno così risparmiato energie in vista dell’Ajax in coppa.

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CAMPO alla 5° Giornata di Coppa 3 passate, 3 quasi ed 1 spera

( dicembre 2020 )


Stiamo giungendo al termine dei Gironi di qualificazione di Coppe Europee. Alla quarta giornata era stato decretato il passaggio almeno come seconda per la Juventus e la Roma, ma praticamente l’uscita dell’Inter che poteva solo affidarsi alla matematica. Le altre quattro rappresentati italiane avevano ottime possibilità di accedere alle fasi eliminatorie. Abbiamo ora concluso il penultimo step. Nessuna sconfitta, con ben quattro successi, tra i quali spicca quello fondamentale dell’Inter. I nerazzurri milanesi, complice anche l’inaspettata caduta del Rela Madrid, lasciano aperte le possibilità agli ottavi se alla sesta e ultima giornata del Girone saprà ancora uscirne vittoriosa e tra tedeschi e spagnoli non capiterà un pareggio. Una bella gara, ricca di emozioni e colpi di scena. Una passeggiata invece per la “Vecchia Signora” che con un secco 3 a 0 liquida la facile pratica Dinamo tenendo vive le possibilità di superare il Barcellona. Impresa non facile visto che dovrà imporsi almeno con due reti di scarto sopra il 3 a 1 in casa loro. A ben vedere comunque non è una necessità così impellente. In linea di principio lo sarebbe visto che si avrebbe diritto ad incrociare agli ottavi la seconda di un altro Girone, quindi in teoria più debole di una che è giunta prima. Ma quando i club che possono arrivare seconde portano il nome di Atletico Madrid, Real Madrid, Paris Saint Germain o Manchester United, magari conviene giungere secondi e affrontare una prima che in quel momento si è trovata in uno stato di forma particolarmente favorevole. Le altre due formazioni in Champions, si sono portate a casa due pareggi che le avvicinano alla qualificazione. Rispetto alla “Beneamata” innanzitutto non devono guardare ai risultati delle altre, ma solo a se stesse, il che è un bel vantaggio psicologico. Oltre tutto sia la Lazio che l’Atalanta possono contare su due risultati su tre, pareggio e vittoria. I romani potrebbero anche aggiudicarsi la prima piazza, ma è difficile che il Borussia Dortmund non s’imponga contro il modesto Zenit. I bergamaschi devono tenere lontani gli olandesi dell’Ajax per giungere secondi, visto che il Liverpool è in testa con quattro punti di vantaggio. Passando all’Europa League due vittorie in rimonta per Roma e Milan. La Roma, già passata alla quarta giornata, sotto di un goal con grande spessore, ha reagito con un bel 3 a 1 ed il premio è il matematico primo posto. Praticamente fra una settimana, in trasferta a Cska potrà mandare la primavera tenendo a riposo le prime linee. Quasi stesso libro per i milanesi. Sotto di due reti contro il fanalino di coda hanno reagito alla grande ribaltando la sfida e acquisendo il tagliando per i sedicesimi. Il primo posto è ancora possibile, ma essendo dietro di un punto al Lille, è difficile pensare che i francesi perdano contro un eliminato Celtic. I partenopei con il loro 1 a 1 in casa dello Alkmaar, tengono a distanza di due lunghezze sia loro che il Real Sociedad. Al San Poalo, non dovranno perdere ma basterà un pareggio per giungere almeno secondi. In definitiva, una quinta Giornata dove le italiane si sono comportate in modo esemplare, tutte vogliose di far bella figura non privilegiando, come spesso accadeva, specie nella competizione meno prestigiosa e remunerativa, la sfida successiva in Campionato.

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CAMPO alla 9° Giornata Al Diavolo piace la solitudine ma Napoli e Inter non mollano

( novembre 2020 )


Nell’era dei tre punti, il “Diavolo” non aveva mai raggiunto quota 23, in sole nove giornate. Un indicazione piuttosto nitida delle potenzialità di questa formazione. Siamo quasi ad un quarto del Campionato in corso ed il Milan, complice anche gli errori delle più accreditate al titolo sin dal principio, si è già costruito un fortino fatto di ben cinque lunghezze sulle seconde. La partita con la Fiorentina non è stata la più probante per Pioli, ma è la forza della tenacia dei rossoneri a rendere le sfide comunque facili sul campo. Cosa che non accade invece alla Juventus di Pirlo che si complica da sola la vita. In vantaggio contro la neopromossa di Pippo Inzaghi, si fa raggiungere e si incaglia nel suo quinto pareggio su otto partite disputate ( tralasciando ovviamente la vittoria a tavolino contro il Napoli ). Ronaldo è a casa a riposare, cosa che invece Ibra non fa seguendo i suoi compagni di squadra, nonostante l’infortunio. Indice di coesione di gruppo differente. Ma una Juve senza il suo campione più forte dovrebbe comunque uscire vittoriosa dal campo del Benevento, eppure non accade. Avviene invece, che come la Fenice, l’Inter risorge nel momento più difficile, contro l’avversario più ostico. Il Sassuolo non sarà un nome altisonante, ma se per questo non lo è neppure l’Atalanta, eppure senza subire ancora una sconfitta era la formazione più vicina alla capolista e aveva ben tre punti di vantaggio proprio sui nerazzurri milanesi. Gli emiliani commettono errori che la prima Inter della stagione veramente coesa e solida non perdona. Si traveste un pò da Milan, gioco umile e aggressivo che non lascia spazi ai padroni di casa. Conte potrebbe aver trovato una soluzione al suo gioco altamente sbilanciato che mostrava il fianco costantemente agli attacchi altrui. Il Sassuolo aveva con 20 reti all’attivo l’attacco più prolifico assieme a quello della “Beneamata”, perciò il successo per 3 a 0, da parte dei meneghini con il “Biscione”, vale doppio. L’altra formazione nerazzurra lombarda invece incappa nell’ennesima partita storta. Un’altra volta, la sfida infrasettimanale, questa volta di Coppa, fa pagare dazio pesante alla “Dea”, che si prende in casa due colpi da k.o. da uno splendido Verona. La panchina non è corta, ma tra i bergamaschi c’è anche una leggerezza differenza tra titolari e seconde linee. Milan e Inter sono uscite vittoriose senza i loro due bomber e leader e possono ruotare maggiori calciatori senza perdere troppo in qualità. Oltre tutto Gasperini adotta un calcio molto dispendioso dal punto di vista fisico e recuperare in pochissimi giorni non è facile. Il match clou di questa ultima tornata di novembre è quello che si è disputato al San Paolo, ancora per poco da chiamarsi così, Curia permettendo. Il Napoli, carico dall’emozione del suo pupillo venuto a mancare, ha girato a mille, a prescindere dalle stanchezze di giovedì. La Roma non ha avuto scampo, con ogni probabilità ha sbagliato la partita, ma Fonseca non è riuscito dalla panchina a raddrizzare la barca. Un 4 a 0 che non lascia alibi ai giallorossi, ma che fa decollare i partenopei nel gruppone delle inseguitrici. Anche l’altra romana cade, ma in modo ben più pesante, visto che la sfida casalinga contro l’Udinese sulla carta doveva essere il match tra le big, più abbordabile. Sia per le capacità stitiche di segnare da parte dei friulani, che per la forza dei laziali. Anche Inzaghi non è riuscito a ricaricare i suoi dopo il successo in Champions. Al pari proprio di Juve, Atalanta e Roma, frenate dalla sbornia di complimenti ricevuti dopo le sfide di Coppa. Il Toro si muove come una lumachina ed in casa non va oltre al pari contro Ranieri, ma decisamente peggio va al Genoa, che crolla a Marassi sotto i colpi di Gervinho che fa respirare il Parma. Se il Genoa crolla, il Crotone affoga a Bologna, chiudendo la classifica con appena 2 punticini. C’è ancora tanto da giocare, ma una sterzata andrà fatta se si vuole rimanere un altro anno in Serie A.

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CAMPO alla 4° Giornata di Coppa Festa di gruppo tranne un invitato

( novembre 2020 )


Tutti a far festa tranne la Milano nerazzurra. Ad essere precisi nella campagna europea, tra le sette italiane distribuite in tutta la lunghezza dello stivale, solo Milano non giunge al successo con le sue due rappresentanti. Ma mentre il “Diavolo” non può certo lamentarsi del pareggio in trasferta contro la prima del suo Girone che tiene vive più che mai le possibilità di accedere ai sedicesimi di Europa League, la “Beneamata” non solo disputa una delle più scialbe e brutte partite dell’era Conte, ma dice addio alla Champions. Una sconfitta in casa da parte dell’Inter che solo la fredda matematica non sancisce l’eliminazione dalla ricca manifestazione. Senza idee, coraggio e voglia di combattere l’Inter cade tra le mura amiche senza vedere mai la porta avversaria. Un Real Madrid senza schiacciare il piede sull’acceleratore domina dall’inizio alla fine. Conte nel post gara ha visto impegno e considera l’arbitro artefice dell’andamento della sfida contro un avversario comunque più forte della sua squadra? Dovrebbe prendersela con Vidal, uomo di esperienza che si fa espellere per comportamento inadeguato verso l’arbitro nel primo tempo e gli spagnoli più forti? In primis così mortifichi i tuoi calciatori, ed in secondo luogo, cosa dovrebbe dire l’Atalanta che va ad imporsi niente di meno che in casa dei campioni del Liverpool? Tre settimane prima gli inglesi avevano totalmente umiliato la “Dea” a Bergamo per 5 a 0. Gasperini gestisce il suo gruppo caricandolo nella testa e nella tattica e si impone 2 a 0 in Inghilterra dove nella storia ben poche altre vi sono riuscite. Può essere che i padroni di casa abbiano sottovalutato la sfida per via della roboante vittoria di inizio mese, sta di fatto che Conte e i suoi giocatori debbano guardare che anche gli altri affrontano montagne impervie. La differenza è come si approcciano le salite. L’Inter è ruzzolata già, l’Atalanta, ora in piena corsa qualificazione, è salita di corsa sulla vetta. Il Milan invece, con saggezza ha gestito e forse anche sprecato la sua possibilità di superare il colle, ma vi è comunque giunto senza affanni. Secondo in classifica dietro proprio al difficile Lille, unico club che negli ultimi mesi sia riuscito a sconfiggere il “Diavolo” sia in Italia che in Europa, il Milan ha quindi tutto rimandato a settimana prossima, che potrebbe sancirne il passaggio ai sedicesimi di Europa League. Le due romane vincono ampiamente i loro incontri di Coppa. Se la Lazio con il 3 a 1 inflitto allo Zenit, mette una pesante pietra sul suo cammino visto che ha ben quattro punti di vantaggio su chi la insegue, la Roma, invece, grazie al nitido 2 a 0 nella nebbia di Cluj, stacca con due turni di anticipo il tagliandino dei sedicesimi di Europa League. Una gran cosa visto che ora può far ampio turnover e concentrare per il Campionato le energie fisiche e mentali che la vede lanciata all’inseguimento della capolista rossonera. Per i giallorossi, dovrebbe bastare il pareggio contro gli Young Boys per suggellare il primo posto che significherebbe uno scontro nelle fasi finali più agevole. Anche se con mille difficoltà inaspettate e all’ultimo respiro la Juventus con il successo in rimonta contro i modesti ma combattivi Ferencvaros, sono alla quarta giornata del Girone, già passati agli ottavi. Morata, al suo quinto centro in Champions, senza contare quelli annullati per fuorigioco millimetrici, regala serenità e programmazione più rilassata a Pirlo, oltre che un bel incasso al club. Più arduo pensare che il Barcellona perda nelle prossime due gare la testa del gruppo, ma in Champions, ancor di più che in Europa League, non è detto che giungere secondi non ti faccia affrontare una prima di un altro raggruppamento comunque abbordabile. In fondo abbiamo lasciato il successo del Napoli che con due reti liquida la pratica 2 a 0 Rijeka, nello stadio che una volta si chiamava San Paolo e con molte probabilità sarà intitolato a Diego Armando Maradona. Il più forte numero 10 della storia del calcio mondiale è venuto a mancare il 25 novembre, tre giorni fa e Napoli si è stretta tutta quanto attorno al suo idolo che nonostante da più di un ventennio non sia rimasto più in pianta stabile in Campania, non è mai partito dal cuore della calda gente locale. Insigne e compagni dedicano il successo alla stella azzurra, proiettando i partenopei in cima nel Girone. Cinque vittorie, un pareggio ed una sconfitta, non male, con sei su sette che possono passare i propri raggruppamenti senza miracoli, a differenza di quello che dovrebbe accadere alla Milano nerazzurra.

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CAMPO alla 8° Giornata Milan risponde alle altre grandi, alla grande

( novembre 2020 )


Prima del big match, tutte le squadre più blasonate, ciascuna a modo suo, ha fatto pesare la propria caratura sul campo portandosi a casa i tre punti. La Lazio ha aperto le danze in un campo pesante che poteva essere una formalità, se non fosse stato per le continue defezioni che obbligano il proprio mister ad inventarsene una nuova di formazione ad ogni giro. Vittoria a Crotone senza se e senza ma che porta i biancocelesti, nuovamente nelle parti più nobili della classifica, agguantando l’Atalanta che viene bloccata sul pari a rete inviolate dallo Spezia. La Dea sta risentendo mentalmente degli impegni di Champions e mercoledì non sarà certamente una passeggiata in quel di Liverpool, sopratutto considerando il ridimensionamento avuto a Bergamo dopo la manita incassata dagli inglesi. Se l’Atalanta si trova comunque sempre in zona Europa, sogna alla grande l’Emilia con il Sassuolo. Se diversi suoi giocatori sono convocati nelle Nazionali, c’è un motivo. Seppur non portando nomi altisonanti, sono bravi e capaci ed il secondo posto dietro di soli due punti alla capolista è più che meritato. I biancoverdi avevano una trasferta per nulla semplice, dato che il Verona gioca bene ed è un avversario ostico. Ci stava lasciando lo zampino pure il Diavolo al Meazza la scorsa giornata. Eppure il Sassuolo è andato a Verona sicuro di sè e con un 2 a 0 si è portato a casa i tre punti ai quali anche i padroni di casa ambivano visto che li avrebbero lanciati in piena zona Europa League. Sassuolo, che assieme ai rossoneri rimangono imbattuti, alle quali va annoverata l’altra squadra che non ha ancora subito questa ignominia, ovvero i bianconeri di Pirlo. Dopo già ben quattro pareggi in sette sfide, l’incubo di non vincere poteva assalire la “Vecchia Signora”. Invece il Cagliari nel freddo piemontese non ha avuto il minimo scampo. Secco 2 a 0 senza subire nemmeno un tiro lontanamente pericoloso da parte dei sardi. Una bellissima partita giocata bene da parte di tutti e con un portoghese in più nel motore che vuol dire carisma e goal assicurato. Così Pirlo, grazie anche ai tre punti, per ora convalidati dal tribunale, nella sfida non disputata contro Gattuso, si ritrova sola e soletta al quarto posto. Non di meno ha fatto la Roma che pare abbia trovato il suo assetto dopo un avvio con due pareggi. Difatti, sul campo, non è stata ancora sconfitta e solamente il Tribunale sportivo le ha tramutato l’equilibrio della prima giornata in un sonoro 3 a 0 a tavolino con pure un punto di penalizzazione. In sè, con il rotondo successo per 3 a 0 sul Parma, in otto match ha portato a casa cinque vittorie e tre pareggi, ottenuti oltre tutto, contro anche Juventus e Milan. Se non è un rullino di marcia da club che può puntare al “Tricolore” qual’è allora? L’altra grande stava nuovamente inciampando su stessa, nei suoi diversi e ripetitivi limiti. L’Inter disputa in casa una bruttissima partita per circa un’ora, meritando di essere sotto nel risultato contro il Torino. Al secondo schiaffo, si sveglia dal proprio torpore e mostra la sua forza assestando quattro colpi che le danno tre punti per non perdere troppo il filo dalla vetta. Vertice che il Milan non ha alcun desiderio di perdere. Trasferta delicata e difficile per il “Diavolo” a Napoli. E’ l’ultima sfida dell’ottava giornata e se cade la capolista, non lo sarebbe più visto che il Sassuolo la scavalcherebbe e si ritroverebbe almeno altre cinque o sei avversarie addosso. Invece il Milan affronta una partita gagliarda che nei numeri poteva anche terminare con un pareggio, ma i meneghini hanno voluto con più determinazione e ferocia combattendo su ogni palla vagante e con la qualità e la spensieratezza di giocatori giovani e bravi che seguono un campione indiscusso come lo svedese. Ibrahimovic che al pari di CR7 non è solo determinante per la sua presenza come motivatore, ma anche per le proprie reti importanti. Alla doppietta di Ronaldo, risponde proprio Ibra con la sua. E non a caso sono primo e secondo nella graduatoria marcatori, alla faccia della loro carta d’identità. Prandelli esordisce sulla panchina dei viola in casa peggio dei propri incubi. Sconfitta a Firenze contro il Benevento che era sino a prima, la difesa più perforata, oltretutto con Pippo Inzaghi che scavalca direttamente la Fiorentina uscendo dalle zone più torbide, cosa che fa anche l’Udinese grazie al suo giocatore più incisivo inguaiando sempre più il Grifone. Anche il Bologna emerge dalle sabbie mobili grazie ad un successo difficile e sudato in casa di Ranieri che tanto bene stava facendo prima della sconfitta in Sardegna.

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Cosa ci si aspetta dalla ripresa del Campionato alla 8°Giornata

( novembre 2020 )


Due settimane di pausa, di assenza dalla Serie A, per la nostra bella Nazionale, guidata da Mancini in remoto e da Evani in panchina. Cosa ci attende alla ripresa dunque? In questo periodo di nebulosa realtà a prescindere dallo sport, le squadre che si ritrovano dopo le partite delle Nazionali, hanno mille sorprese. Dalle incognite di sempre che sono rappresentate dagli infortuni, si sono aggiunte le defezioni per via dei tamponi da Coronavirus. Allo stesso tempo diversi giocatori che si erano persi nei propri club, durante le partite di qualificazione per la Nation League o corrispettive qualificazioni in altri Continenti, hanno ritrovato sicurezza nelle proprie capacità o continuità di rendimento ad alti livelli. Al San Paolo si scontrano le due formazioni con la differenza reti più alta, dal rendimento offensivo notevole e sopratutto da una difesa di ferro. Vero è che i rossoneri nelle ultime uscite abbiano accusato qualche buco in più nella retroguardia, ma è naturale un periodo di appannaggio per via dei numerosi impegni. Per un Insigne in grande spolvero, da vero leader dalla tecnica sopraffina anche in maglia azzurra, il Milan può vantare un Ibrahimovic che ha potuto allenarsi bene e riposare recuperando energie in vista del serrato periodo pre Natalizio. Una partita che sarà affascinate, sia per le qualità delle giocate che ci si può aspettare che per le capacità dei propri tecnici. Pioli ha conferito un calcio propositivo al Milan, a prescindere da dove gioca e chi sfida, mentre l’ex centrocampista proprio del “Diavolo”, ha fatto della difesa chiusa, ma dal pressing alto e ripartenze letali la sua arma migliore. La situazione più logica potrebbe essere che gli ospiti tengano palla per colpire, e i padroni di casa, concentrati a rubarla per infastidire Donnarumma. Certamente non sarà una noiosa partita senza colpi di scena. A differenza di Napoli e Milan che rifiutano di menzionare la parola “Scudetto”, le più accreditate, sulla carta ai blocchi di partenza, Juve e Inter potrebbero approfittare del loro scontro per ribadire quanto bianconeri e nerazzurri lo vogliano eccome il “Tricolore” finale. Hanno entrambe partite in casa, non agevoli, ma abbordabili, ma sia il Cagliari che il Torino possono rivelarsi piene di insidie. I granata non sono all’ultima spiaggia con Gianpaolo ma altre battute di arresto non gli faranno neppure annusare il panettone, mentre i sardi sono una mina vagante. Incostanti, hanno in tutti i settori, ma specie davanti, buonissima qualità, e nelle sfide difficili si esaltano. La pausa delle nazionali, ha portato sulla panchina viola un nuovo allenatore, o meglio, un vecchio amico ritornato a casa. L’ex CT degli azzurri Prandelli, che rivoluzionerà il modulo di gioco della Fiorentina, accogliendo il Benevento, che con venti reti al passivo detiene la difesa più colpita, nonostante un gioco molto offensivo del suo allenatore Pippo Inzaghi. Al pari di Juve e Inter, anche la Roma ha la possibilità di salire di quota grazie alle mura amiche che ospiteranno il bel Parma. Non facile come sfida, ma se vuoi ambire a grandi traguardi, non puoi mancare la vittoria, come è già accaduto a San Siro con la banda di Conte. I cugini capitolini sono in trasferta a Crotone, che in situazioni normali, sarebbero tre punti abbastanza agevoli, ma la polemica dei “Tamponi laziali”, e le tante assenze tra i biancocelesti, rendono ogni sfida una montagna impervia. L’Atalanta può ritrovarsi a Spezia, mentre in Liguria si scontrano due deluse dall’ultima giornata con Ranieri e Mihailovic che faranno di tutto per caricare i propri giocatori. Allo stesso tempo il Genoa a Udine, ci si gioca non solo la faccia, ma anche, per entrambe, punti salvezza, così come a Verona il Sassuolo, vorrà dare continuità alle proprie ambizioni europee, con il bel gioco ed i suoi calciatori di qualità. Tuttavia lo stesso Verona, può sognare in grande per gli stessi motivi, seppur meno dotato. Buona ripresa di Campionato.

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CAMPO alla 7° Giornata La stanchezza si fa sentire ovunque

( novembre 2020 )


Appena diciotto reti in questa giornata. Sarà stata l’area di stop prima della pausa per vie delle Nazionali, ma molto più realisticamente la stanchezza delle formazioni in campo a togliere ardore ed efficacia nei novanta minuti in campo. Sette club impegnati nelle competizioni europee, scese in campo anche questa settimana tra martedì e giovedì, oltre al recupero tra Genoa e Torino che ha portato in dote tre punti d’oro per i granata, hanno abbassato il livello delle batterie. Tutte le squadre tendono, più o meno a giocare con fisicità le partite, adottando pressing e molta corsa per rubare palla e ripartite. Ogni match è un esborso energetico notevole e solo chi possiede tra le proprie file un notevole tasso tecnico in tutte le sue componenti, può gestire una gara senza troppa fatica. Sei pareggi, dei quali ben tre a reti bianche e quattro vittorie. Roma e Napoli vincono in trasferta gare importantissime che le lanciano al secondo posto agguantando il Sassuolo, dietro alla capolista. Milan che solo sullo scadere riesce a non capitolare in casa contro un agguerrito Verona, che ha ceduto solamente quando ha terminato la benzina. La Roma dà seguito alla manita rifilata all’Olimpico, al Cluj, con una prestazione da grande squadra. Favorita da un Genoa che aveva già giocato mercoledì e non attrezzato per affrontare troppe sfide ravvicinate, in questa domenica si è mostrata all’altezza di lottare per il vertice. Il Napoli ha lottato con i denti in terra bolognese e con un goal pesantissimo del suo acquisto più pregiato si è portato a sole due lunghezze dal “Diavolo”, che guarda la combinazione, farà visita al San Paolo alla ripresa del Campionato. Una sfida che potrebbe ridimensionare le ambizioni segrete di Ibrahimovic e compagni oppure rilanciarli ancora più in alto nella sicurezza sulle proprie capacità e possibilità. Non a caso tra Gattuso e Pioli è già sfida aperta a chi vuole sminuire le specifiche ambizioni per la lotta Scudetto. Fonseca, correttamente, elogia i suoi invece, cosa che non possono fare Pirlo e Conte sino in fondo. Juventus e Inter, dopo le fatiche di Coppa, avevano le due sfide, entrambe in trasferta, decisamente più difficili contro rispettivamente Lazio e Atalanta. Entrambe le squadre si sono trovate, non a caso, in vantaggio, sopra di una rete, ma non hanno avuto la forza, il cinismo e la determinazione di vincere sopra ad ogni ostacolo. Partite gestite e combattute bene, ma non vinte perché ad ambedue manca qualcosa. Ai bianconeri Ronaldo rappresenta il turbo del desiderio di primeggiare su tutti sempre, mentre alla “Beneamata” manca, a parte Lukaku, un leader trascinatore sul campo, che se doveva essere il cileno tanto voluto da Conte, sta mancando proprio in questo. Lo Spezia si impone di forza contro il bel Benevento di Pippo Inzaghi, aggiungendo alla propria classifica tre punti che potrebbero risultare vitali al termine del Campionato, perchè tolti direttamente ad una diretta rivale. Allo stesso modo, sull’isola sarda, la Sampdoria che giungeva da un ottimo stato di grazia sia in termine di risultati che di prestazione, deve arrendersi alla qualità ed intensità dei cagliaritani. Così facendo i sardi agguantano i doriani di Ranieri a 10 punti, a solo due lunghezze da una corazzata come l’Inter. I sogni d’Europa per tutti e due i club possono continuare. Se il Crotone smuove con un punticino la classifica a Torino, rimanendo comunque il fanalino di coda, con già tre lunghezze di distacco dalle altre, il Sassuolo, sempre andato abbondantemente in rete sino ad ora, è stato bloccato dalla difesa arcigna dell’Udinese, mancando un prestigioso aggancio alla capolista. Un bel Campionato dove non vi è, almeno alla settima giornata, un padrone assoluto, ma neppure una formazione completamente materasso. Su ventuno punti a disposizione, chi ha fatto meglio è il Milan che ne ha persi per strada solamente quattro con cinque vittorie e due pareggi. Juve e Inter, quelle candidate al titolo per prime, per la loro qualità di rosa e forza societaria, ad oggi sono anche indietro a Roma e Napoli, che vogliono dire la loro.

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CAMPO alla 3° Giornata di Coppa – Lombardia affossata, le altre ci salvano

( novembre 2020 )


Tre sconfitte, tre vittorie ed un pareggio. Ovviamente ogni partita fa storia a sé e i risultati sono da compararsi con il grado di difficoltà incontrato. Da questo terzo turno, che vuol dire metà Girone sia di Champions, che di Europa League solo una formazione ne esce con le ossa rotte in ottica qualificazione agli ottavi, ed è l’Inter. Innanzi tutto è nella quasi normalità uscire battuti in casa del Real Madrid, per di più di misura e dopo una partita gagliarda, combattuta e dove il risultato più equo sarebbe stato anche un buon pareggio. Ciò che è mancata alla formazione di Conte, a parte sempre i buchi difensivi che nuovamente la condannano, è solamente la vittoria nelle partite precedenti contro Borussia e soprattutto Shakhtar. Ora a soli due punti è grigia, sul campo avrebbe meritato tra tutte e tre le sfide almeno tre punti in più che l’avrebbero portata a cinque, in testa alla pari con i tedeschi. Invece è ultima e solo tre vittorie la faranno passare, o due vittorie con una combinazione fortuita nelle altre sfide. Atalanta che esce ridimensionata dalla batosta dei Campioni inglesi dopo un 5 a 0 che è stato quasi magnanimo con i bergamaschi. Troppa sicurezza e poco DNA da Dea in campo hanno mostrato il fianco ad altissimo livello, ma è una scoppola che potrà far bene alla truppa di Gasperini. Le qualità le possiede e ci sta non girare a mille sempre in ogni circostanza, anche se nel giro di due settimane questa è già la terza brutta figura dopo Napoli e Sampdoria in Campionato. L’importante è che nulla è compromesso visto che a 4 punti, se la giocherà contro gli olandesi dell’Ajax a pari classifica. La Juve passeggia e convince contro i modesti ungheresi del Ferencvaros. Morata sugli scudi che si sta dimostrando sempre più il partner ideale per il CR7 portoghese, e quando Dybala tornerà ai suoi livelli, i bianconeri potranno dire la propria anche a livello continentale. Sicuramente il passaggio del turno nonostante la sconfitta a Barcellona di una settimana fa, non è una formalità ma poco ci manca. Il ritorno sempre con gli ungheresi, per di più in casa, potrebbe già decretarne il raggiungimento degli ottavi matematico. La Lazio, ha colto un pareggio importantissimo in trasferta nel freddo dello Zenit. Considerando l’emergenza uomini che ha e quindi la formazione particolarmente rimaneggiata che può schierare, ha mantenuto un ottimo punto che la mantiene saldamente al secondo posto nel mezzo tra i tedeschi che conducono e i belgi che inseguono. L’Europa League è andata decisamente meglio, anche se la sconfitta del Milan, addirittura a San Siro era inaspettata. Una partita non giocata così male come il risultato di 3 a 0 farebbe supporre, ma meritata sicuramente. E’ emersa una logica stanchezza nei calciatori che annovera, Ibra a parte, buonissimi giocatori ma non tutti, per lo meno non ancora, Campioni, che nei momenti di difficoltà sanno usare più la testa e la tecnica che l’agonismo. Se i rossoneri, come collettivo, non girano a pieno regime, faticano maggiormente a portare a casa il match, perché anche in altre occasioni le partite sono state sempre in bilico, ma la forza e la voglia di vincere a tutti costi ha prevalso sull’avversario. Contro il Lille non è accaduto, ma il passaggio ai sedicesimi non è compromesso. Anzi è quasi una sconfitta che potrà risultare un toccasana per la testa dei ragazzi di Pioli, che parevano condannati a vincere sempre. Vita facile per la Roma che ne fa cinque al Cluj proiettandosi prepotentemente come leader indiscussa del proprio Girone. Al prossimo turno potrebbe averlo già passato. Napoli, che con una pessima gara, ma con un secondo tempo di qualità ha ribaltato quella che poteva essere una pericolosa sconfitta, in una vittoria in trasferta che la pone a 6 punti alla pari di Alkmaar e il Real Sociedad. Tre italiane sono già quasi sicure di passare il turno. Altre tre hanno ottime possibilità di farlo. Solo una ha la strada totalmente in salita e impervia, anche se non impossibile, visti i mezzi di cui dispone.

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CAMPO alla 6° Giornata I Campioni veterani trascinano i giovani

( novembre 2020 )


Che i Campioni facciano la differenza è risaputo. Che a 35 anni o vicino ai 40 anni siano veri totem che si prendono sulle spalle i compagni di squadra con l’esempio ma sopratutto con prestazioni esemplari non è così scontato. La carta d’identità non può mentire eppure Ibrahimovic conduce alla vittoria in trasferta in quel di Udine una sfida che i compagni avrebbero accettato come un pari. Due punti in più pesanti che a fine stagione possono darti il successo o quanto meno il raggiungimento del tuo obiettivo iniziale. Se per lo svedese del “Diavolo” una partita da caricatore per i giovani, oltre ad un assist e un goal vittoria da vetrina sul termine del match sono risultati determinanti, non di meno è rappresentato l’ingresso di Ronaldo nell’ultima mezz’ora a Spezia per la Juventus. Incartata sino a quel momento in un ennesimo pareggio forzato, con i padroni di casa a pressare altissimo, il portoghese fa cambiare nettamente marcia ai bianconeri. Non solo per la bella rete che riporta la formazione di Pirlo in vantaggio, ma per la sicurezza che la sua presenza in campo ha infuso al resto dei torinesi. E’ stata, nel suo complesso, un’altra sfida ed un altra “Vecchia Signora”. Tutti i compagni giocavano, dopo il suo ingresso, con la consapevolezza che non si poteva che vincere la partita e così è stato. Da un possibile 1 a 1 ad un più altisonante 1 a 4 fuori casa. Vittoria in trasferta anche per lo spettacolare Sassuolo, che non demorde mai. A Napoli, contro un bel Napoli, il secondo tempo gli emiliani si sono imposti con un 2 a 0, un po' pesante per i partenopei, ma rivelatore delle alte ambizioni della giovane squadra di Berardi e compagni. Napoli che sbatte contro la grinta infinita, ma anche la qualità del Sassuolo che con quattro vittorie e due pareggi, al pari di Milan e Juventus, non ha ancora conosciuto l’onta della sconfitta. Oltre tutto con 18 reti all’attivo è l’attacco più prolifico della Serie A. Con in più la capacità di avere già ben otto calciatori andati assegno come l’Atalanta. Dimostrazione che più che sul campione singolo o quei due o tre giocatori fuori classe, è il collettivo con il bel gioco a portare al risultato positivo finale. Proprio i bergamaschi risalgono la china a Crotone attraverso una vittoria sudata ma fondamentale per riprendersi la posizione in classifica che oramai si sente sua. La Dea ed il Sassuolo si assomigliano molto, per atteggiamento in campo, tipologia di calcio e anche organizzazione sana delle Proprietà che hanno entrambe alle spalle. Successo per le due Romane che agguantano le zone Champions, complice anche l’ennesimo stop dei nerazzurri di Milano che non vanno oltre al 2 a 2 casalingo contro il Parma divenuta una bestia nera per il “Biscione” meneghino. Copione oramai consolidato con l’Inter a fare la partita, a sciupare occasioni da rete e sugli errori difensivi, sbavature immancabili ad ogni sfida, andare sotto per poi, non arrendendosi alle avversità, riagguantare in qualche modo il match. Se il Milan ha un Ibra che ti guarda di traverso se ti vede non sbavare per vincere, qui si è vista tantissimo anche la mancanza di un forte Lukaku, che non sarà presente neppure martedì 3 novembre contro il Real Madrid in Champions. Verona e Bologna che vincono ambedue incontri importanti, la prima per ambire anche a sogni continentali, la seconda per una salvezza agiata e non al cardiopalma. L’altro pareggio dopo quello di sabato a San Siro, è avvenuto a Marassi nello spettacolare derby della “Lanterna”. 1 a 1 che smuove decorosamente la classifica di entrambe a differenza di Torino e Crotone che rimangono fanalini di coda con un unico punticino ed i granata che ancora una volta vedono la vittoria sfumare sul finale. Se le partite del Torino fossero terminate dieci minuti prima, avrebbe, come minimo, tra i cinque e sei punti in più.

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CAMPO alla 2° Giornata di Coppa - Europa League salva Champions

( ottobre 2020 )


Il giovedì alza il morale alle due giornate precedenti. Nella prestigiosa Champions, le quattro formazioni “Nostrane” hanno totalizzato insieme appena tre punticini, che sono la somma di tre pareggi ed una sconfitta. Le tre squadre dell’Europa League con le due vittorie di Milan e Napoli, oltre al pareggio della Roma hanno migliorato la situazione globale della pattuglia italiana in Europa. Ogni partita a prescindere dal suo risultato racconta una storia diversa. Partiamo in ordine cronologico con le prime due sfide dei nerazzurri lombardi. Apre l’Inter, che come le sta capitando in questa stagione, raccoglie meno di quanto semini. Un primo tempo molto buono che potrebbe vederla in vantaggio in trasferta per almeno due o tre reti. Cala nella ripresa e termina la sfida con un pareggio a reti inviolate. Ora si deciderà moltissimo nella sfida, andata e ritorno, contro il Real Madrid, incredibilmente ultimo nel Girone. I bergamaschi, compiono una delle loro magie. Sotto di due reti contro lo storico Aiax, riescono con un secondo tempo di coraggio e gioco a riacciuffare la sfida chiudendola per 2 a 2, mantenendola in piena corsa alla qualificazione che vedrà l’interessante doppia sfida niente meno con i campioni del Liverpool. Grande prova in terra di Bruges della Lazio. Ha chiuso con un, in apparenza, modesto 1 a 1. Non che siano attenuanti, ma all’ultimo momento, causa Covid, la formazione di Inzaghi si è vista decimata negli uomini titolari, scendendo in campo con quasi tutte seconde linee. Stringendo i denti ha colto un punto che vale il mantenimento della testa della classifica. Amaro nel freddo di Torino, non tanto per la sconfitta contro Messi e compagni, ma più che altro per la prestazione in sè. La Juventus, che a ragione di Pirlo, è un cantiere aperto e aggiungiamo noi con i pochi pilastri certi assenti per infortunio come i due centrali ed il portoghese, subisce l’iniziativa avversaria dall’inizio al termine della sfida. E’ vero anche che i bei tre goal annullati a Morata per fuorigioco, millimetrico ma presente, hanno mostrato idee di azioni offensive efficaci, ma non è stata studiata contro un avversario di livello nessuna contromisura tattica. Non si è avuto il tempo di sperimentare in estate, ma ciò vale per tutti, non deve essere un alibi. Sta di fatto che la qualificazione non è pregiudicata, visto che i bianconeri sono nettamente più forti di Ferencvaros, prossimo avversario, e Dinamo Kiev. Quella più traballante per il superamento del girone pare quindi l’Inter, che ha sciupato, nuovamente, l’occasione di fare punti pesanti. In Europa League, passeggiata del Milan che non solo rinforzano, a punteggio pieno, la propria leadership nel Girone, ma si divertono vincendo in modo netto senza bruciare energie. Bello ed efficace nei novanta minuti, potrebbe già settimana prossima quasi chiudere la qualificazione, permettendo nella fase delle partite di ritorno di fare pesantemente turnover e permettere riposo a quei calciatori che stanno accumulando troppi chilometri in poco tempo. Una vera manna di questi tempi potersi permettere questo lusso, ma totalmente meritata. Così come il Napoli, con difficoltà, ma anche tanta caparbietà riesce a riprendersi in terra spagnola contro il Real Sociedad, ciò che aveva lasciato per strada al San Paolo contro l’ Alkmaar. Tre punti importantissimi che la rilanciano per il proprio futuro europeo e le proprie ambizioni di vittoria. Vittoria, che viene meno ai giallorossi che sbattono come l’Inter, in un pari a porte imbattute, contro il Cska Sofia. Una partita condotta bene, sprecando alcune occasioni chiare, ma anche rischiando in alcuni contropiedi di capitolare. Quindi meglio guardare il bicchiere mezzo pieno ed una classifica che la vede in testa alla pari contro il Cluj che sarà il doppio avversario nelle prossime due sfide. Il futuro di tutte è aperto, in notevole discesa per il Milan, la più avvantaggiata, e in rischiosa difficoltà per i cugini di Milano. Fra una settimana avremmo risposte non definitive, ma sicuramente molto chiarificatrici.

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CAMPO alla 5° Giornata Divertimento ed equilibrio di qualità

( ottobre 2020 )


Non c’è squadra che non giochi per fare bella figura e portare a casa un risultato positivo. Sembrerà un’ovvietà, ma quante volte tanti club, specie quelli “piccoli”, partivano rassegnati, nell’unica speranza di non subire un passivo impetuoso ed una brutta figura. Tipo quanto è avvenuto in settimana all’Aiax che ha vinto nel proprio campionato olandese per ben 13 a 0. Mica un’amichevole con una compagine dilettantistica, ma contro un club di prima categoria. Oggi il Verona ha strappato contro una bella Juventus un pareggio 1 a 1 a Torino. Il Genoa è crollato solo sul finale a Marassi contro l’Inter dopo averla tenuta in scacco per circa un’oretta. Il Napoli a Benevento ha esultato come se avesse trionfato nella finale di Champions, per aver ribaltato le sorti del match negli ultimi minuti. La Sampdoria, partita malissimo nelle prime due gare, ha strappato applausi e gioco, oltre che goal sia contro la Lazio che nell’ultima giornata addirittura a Bergamo. La Lazio si è imposta con determinazione e gioco su di un agguerrito Bologna, che sta raccogliendo molto meno di quanto semina sul campo. E’ emerso più di altre volte, che se vuoi la vittoria, te la devi sudare più che mai. Il campione, non deve esserlo di nome, ma deve mostrarlo in campo, perchè quando lo schema tattico della big è bloccato dall’avversario, solo la giocata imprevedibile del talento del singolo può fare la differenza. Esso così può trasformare un pareggio in un successo pesante che al termine del Campionato, nella somma dei punti finali, fa la vera differenza. Le belle giocate non sono mancate, dal gran goal di Kulusevski per il pareggio dei bianconeri, alle belle azioni da uomini assist di Barella per l’Inter e di Leao per il Milan. Sassuolo e Torino c’è l’anno messa tutta per imporsi una sull’altra ed il medesimo risultato di pareggio visto a San Siro ne è la vetrina più corretta. Fondamentali vittorie per Cagliari e Fiorentina che si staccano dalle parti basse per avvicinarsi quanto meno ad una posizione in classifica più consona al loro potenziale e alle loro ambizioni. Successi sudati contro Crotone e Udinese che non si sono arrese sino alla fine del match. Ancora superata la soglia dei quaranta goal in una giornata. Che vuol dire che per dieci sfide totali corrispondono a più di quattro reti a partita. Un pò gli errori difensivi contribuiscono a questi numeri, ma è innegabile che lo spirito dell’Atalanta che la scorsa stagione tra Coppe e Campionato ha sfondato di gran lunga quota cento centri, abbia trasmesso la medesima voglia di segnare a tutti. Anche le piccole non disdegnano la continua ricerca del contropiede consapevoli che prima o poi con una grande il goal lo prendi nell’arco dell’incontro. Il Milan c’è l’ha messa tutta per allungare in classifica ma davanti ha trovato una Roma indomabile e di qualità e purtroppo dietro si è ritrovato un sostituto di Donnarumma non all’altezza. Così come alla Juventus più che la qualità di Ronaldo, che non scarseggia tra i piedi dei suoi compagni, è mancata la cattiveria di vincere ad ogni costo, che il portoghese ha innata, a dispetto di tutto quanto ha già vinto. Così che con i successi del Napoli e dei cugini meneghini, la vetta è sì sempre solitaria, ma più vicina al resto della montagna, con un gruppone ad alta quota che mantiene aperti scenari per tutti. In cinque o sei punti vi è metà Serie A e dal basso in alto, anche se è solamente l’inizio, nulla si può dare per scontato. Questa storia è tutta ancora da scrivere ed i colpi di scena non mancheranno. Un vero peccato che il pubblico allo stadio manchi, per l’atmosfera che si crea, per i tifosi stessi, per i calciatori che ne sentiranno la mancanza anche in trasferta, ma anche per i milioni che la seguono alla televisione o alla radio, perchè i cori e le urla di giubilo ed incitamento fanno parte di questo sport. Peccato, ma godiamo di quello che abbiamo, che è già tanto, compreso uno spettacolo che non si vedeva da tempo.

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CAMPO alla 1° Giornata di Coppa-5 vittorie, ma si poteva l’en plein

( ottobre 2020 )


A prescindere dai risultati, ciò che più va sottolineato di questo primo infrasettimanale europeo delle nostre squadre, è l’attenzione dedicata alle sfide. Sette partite e sette comitive che hanno profuso il massimo impegno, in un modo e in un altro. Siamo partiti benissimo il martedì con Juventus e Lazio. I campioni d’Italia hanno affrontato la trasferta, non insormontabile, con solidità e cinismo, portando a casa tre punti e sopratutto consapevolezza che si può far convivere belle giocate con equilibrio tattico senza subire occasioni pericolose. I ragazzi d’Inzaghi avevano la prova più dura di tutte. All’Olimpico giungevano i tedeschi che l’anno precedente hanno estromesso dai gironi i connazionali di Milano. Dopo la bruttissima sconfitta contro la Sampdoria, la Lazio ha fatto una bellissima partita contro il Borussia Dortmund, a tratti mettendolo alle corde e resistendo quando erano i tedeschi a colpire. Un 3 a 1 con un Immobile rigenerato e tanto morale per il proseguo della stagione. I bianconeri hanno obiettivamente come rivali solo Messi e company, mentre fondamentale è stato il successo dei biancocelesti che si sono imposti proprio contro la squadra più forte, dato che Zenit e Bruges sono alla portata. Il mercoledì poteva essere un proseguo di sorrisi, ma solo i nerazzurri di Bergamo hanno mantenuto le attese. In trasferta contro i debuttanti danesi la Dea ha calato il poker, come quello che ricevette l’anno scorso alla propria partita d’esordio nella prestigiosa competizione. L’Inter? Ha fatto l’Inter. Crea, disfa e ricrea. Il potenziale tra panchina e campo è notevole, quasi a livello delle migliori big europee, eppure manca un’armonia di manovra nei novanta minuti. Troppi uomini mentalmente predisposti ad offendere e i pochi concentrati a difendere sono lasciati in balia degli eventi. Nerazzurri che contro la squadra più debole tra le quattro nel suo girone, acciuffa un pareggio sul fischio finale, che può valere tanto o nulla per il proseguo del proprio cammino europeo se cambierà registro. Non può subire reti ad ogni match e non sempre la fortuna ti sorride come contro i Viola con il ribaltone del 4 a 3. Che la Champions doni stimoli notevoli è assodato, che lo faccia anche l’Europa League, è molto meno scontato, quanto meno per i Club italiani che, tranne la scorsa stagione, hanno affrontato questa manifestazione, quasi come se fosse stata un fastidio. In effetti la Roma ed il Napoli , specie i capitolini, hanno usato molto turnover. I giallorossi, in trasferta in Svizzera, quando hanno operato i cambi, con le armi pesanti, hanno trasformato una sconfitta ricca di polemiche, in una bella vittoria. Il Napoli, ha condotto la gara per tutta la sfida, ma nonostante alcuni ingressi importanti, non è riuscito ad avere la meglio, in casa, contro una modesta Alkmaar che oltre tutto era imbottita di seconde linee. E’ mancata la giusta cattiveria agonistica e sicuramente negli spogliatoi Gattuso avrà avuto qualcosa da dire ai suoi, forse troppo impregnati dei complimenti successivi alla roboante vittoria sull’Atalanta la domenica precedente. Nulla è compromesso, visto che i partenopei sono di gran lunga più forti delle tre rivali e potrà fare bottino pieno in ogni sfida se verrà affrontata con il desiderio di proseguire il percorso. Il Milan si è imposto con le sue armi nello stadio del Celtic, con pieno merito, dimostrando una crescita assoluta sotto ogni aspetto. Tecnico, tattico, agonistico. Un calcio non spettacolare come quello della compagine di Gasperini, ma che non specula, ma crea pericoli agli avversari, senza subirne più di tanto. Curioso che nei sette gironi delle italiane, vi è stato unicamente il pareggio dell’Inter che ha condiviso la posta con il Borussia Monchengladbach. Negli altri sei raggruppamenti, due squadre a punteggio pieno con i tre punti e altre due, ovviamente, ferme al palo. Un incoraggiante inizio europeo per le squadre tricolore. Presto per sparare sentenze di ogni genere, ma chi ben comincia ...

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CAMPO alla 4° Giornata-Tanti goal e spettacolo ovunque

( ottobre 2020 )


Ancora superata la soglia delle quaranta reti messe a segno dopo quelle della seconda giornata. Senza contare che manca al momento il Verona che ospita il Genoa questa sera, lunedì 19 ottobre. Le due partite clou non hanno deluso le aspettative. Milan e Napoli, le migliori difese ancora imbattute sino alle giornata precedente, hanno concesso una rete, la loro prima subita, per portare a casa il bottino pieno contro le due formazioni dall’attacco più prolifico. Il derby di Milano, dall’andamento molto equilibrato è andato al Diavolo che ha sfruttato le lacune difensive della “Beneamata” stringendo i denti quando era in difficoltà. Dal canto suo l’Inter, più forte sulla carta, ha pagato alcune assenze, ma sopratutto le sviste nei contropiedi, anche se la fortuna non le ha sorriso come contro la Fiorentina, perché le occasioni limpide per ribaltare la sfida le ha avute, ma i centimetri talvolta ti aiutano e altre ti tradiscono. Gattuso invece, ha dato spettacolo ridimensionando la DEA, che non prendeva una batosta del genere dalle partite d’esordio in Champions dell’anno scorso. Cosa che fa ancora più meravigliare per il rinvio del Napoli di due settimane fa che ha portato i bianconeri a guadagnarsi tre punti facili senza giocare e i partenopei a perderne addirittura uno. La Juventus vista a Crotone, sfortunata in alcune situazioni, ha comunque incamerato un punto che è ciò che il gioco mostrato ha espresso, perché se è vero che poteva anche prevalere, allo stesso tempo il Crotone non avrebbe rubato nulla se avesse vinto. Una Juventus, priva delle sue due stelle, è parsa una formazione normalissima, anzi più debole di alcune che le stanno davanti, quindi il Napoli ha perso un’occasione d’oro per essere ancor più vicina alla vetta, attualmente ad appannaggio esclusivo del solo Milan, unica a punteggio pieno. Quella che abbiamo definito una nuova piccola Atalanta, si è più che riconfermata. Il Sassuolo, sotto per 3 a 1, nel secondo tempo ne fa tre al Bologna, divenendo la seconda forza del Campionato. Per la terza volta consecutiva ne fa quattro di reti, non è più un caso. La bella Roma vista all’Olimpico contro gli uomini di Pirlo, che ha buttato via la vittoria causa Ronaldo, dilaga contro un bel Benevento, che tuttavia gioca apertamente. Cosa che l’altro Inzaghi biancoceleste non fa. La Lazio crolla a Marassi contro una rediviva Sampdoria che Ranieri sta riassestando. La Fiorentina orfana di Chiesa, spreca una vittoria in trasferta, che avrebbe fatto morale e classifica, ma lo Spezia merita il pareggio per il coraggio e la tenacia che ha espresso per riagguantare il match. Si muove finalmente l’Udinese, sino ad ora a secco di punti ed anche di reti all’attivo. Ne segna ben tre al Parma affiancandola in classifica. Sempre più nero il Toro, che nonostante un Belotti superlativo, che la butta dentro e gioca per la squadra, si fa in casa riprendere e superare da un Cagliari di qualità che gioca sempre per vincere. Sono tante le squadre oggi che si preoccupano molto meno di non subire e di puntare ai tre punti, a prescindere dalla propria forza e da chi si incontra. Probabilmente l’Atalanta ha insegnato che per ambire in alto bisogna osare, però un certo equilibrio bisognerà pure trovare, perché ci pare che manchino sempre più difensori capaci di marcare e allo stesso tempo difese registrate in grado di chiudere le manovre offensive avversarie. Innegabile che ci guadagna lo spettacolo e l’imprevidibilità.

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Al derby di Milano ci arriveranno con ...

( ottobre 2020 )


A furia di tamponare c’è il rischio che scendano in campo anche gli allenatori. A parte le battute, visto che per ora, non vi sono casi di sintomi gravi, Inter e Milan arrivano alla stracittadina in modo stravolto e affascinante. Sulla carta la “Beneamata” ha costruito un gruppo di giocatori di spessore, con stelle di primo piano, in grado di rivaleggiare anche con la dominatrice nazionale del decennio. Dall’altra parte vi è una formazione dove giovani di talento assorbono ispirazione e carisma dal un campione veterano che ancora può dare molto sul campo. Il Diavolo ha appena recuperato il suo capitano in difesa Romagnoli e sopratutto Ibrahimovic, dando solidità dietro ed in attacco, mantenendo alta fantasia e freschezza nella tre quarti grazie al modulo dei tre incursori e suggeritori dietro allo svedese e copertura con i due medianacci Kessiè e Bennacer. I zero goal subiti e sempre in doppia cifra i segnati in ogni partita disputata dimostrano una solidità di squadra notevole che è cresciuta ulteriormente grazie alla cura Pioli, dopo il periodo di assestamento. Il Milan non pare soffrire di capogiri per l’altitudine della classifica, ma si sta divertendo con spensieratezza. Un gruppo dove lottano e remano tutti dalla stessa parte. E’ vero che le tre partite di campionato e altrettante di coppa non ha visto i rossoneri contrapporsi contro formazioni di alto spessore, ma ha fatto il suo dovere, talvolta a fatica, rimediando comunque con il gruppo e la tenacia alle pesanti assenze. Il punto debole infatti del “Diavolo” è proprio la mancanza ampia di alternative e non sempre il 10 turco o le svedese vicino ai quaranta anni potranno risolvere la partita quando il gioco corale non vi riuscirà. In casa nerazzurra invece si perdono pezzi per via della quarantena anche post nazionali. Via Godin per ragioni di bilancio, e in probabile out Bastoni e Skriniar, affianco al leader difensivo de Vrij vi sono, D’Ambrosio e Kolarov, che in termini di marcatura, di questi tempi, non paiono molto concentrati. Naingolan in quarantena assieme a Gagliardini, limitano i cambi in mezzo al campo dove l’Inter brucia più energie, anche se le alternative di qualità tra Sensi, Barella, Vidal, Brozovic ed Eriksen non mancano. Caso spinoso per Conte è proprio il gioiello danese che nella sua Nazionale gioca da leader ed è spettacolare, ed invece a Milano appare apatico e inconcludente. Le sue dichiarazioni post Nations League non aiutano l’allenatore nerazzurro, che comunque le chance da tre quartista al fantasista le ha concesse, ma spesso sono state non sfruttate. Il talento è indiscusso, ma ricorda molto il vecchio caso Bergkamp, un gioiello calcistico mai bocciato, schiacciato dalla pressione del Meazza, e campione in Inghilterra. Anche sulle fasce vi è la mancanza di Young, ma se vi è un Hakimi ed un redivivo Perisic. Il problema è che l’Inter abbia troppi uomini aditi all’offesa e pochi alla copertura. Non a caso è già una delle peggiori difese, colmata però da un attacco esplosivo. Sarà un’Inter che cercherà di fare la partita ed il Milan forte dei suoi 0 goal subiti pronto a sfruttare i varchi del centrocampo nerazzurro? Oppure sarà la banda Pioli a prendere l’iniziativa e chiudere i rivali non permettendo il gioco d’assedio di Conte? Lo spettacolo è praticamente certo alle 18 sabato 17 ottobre.

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Alla ripresa del Campionato, speriamo!

( ottobre 2020 )


Sabato 17 ottobre, dopo il trittico di partite dell’Italia di Mancini nella Nations League, si riprende con il Campionato, ma come? Ci siamo lasciati con una terza giornata non conclusa per via del rinvio di Genoa-Torino, che a sua volta ha coinvolto la squadra incontrata precedentemente dai liguri, ovvero il Napoli. Poco campo e troppe polemiche. Il Napoli seguendo un’avvertenza della ASL locale Campana ha scelto di non giocare la sfida a Torino contro la “Vecchia Signora”, che invece ha seguito il protocollo alla lettera presentandosi all’appuntamento agonistico. Quando si pensava ad una soluzione di rinvio il Giudice Sportivo ha invece decretato il 3 a 0 a tavolino per i bianconeri con addirittura un punto di penalizzazione per gli azzurri. Alla terza giornata quindi già una classifica alterata in modo poco chiaro che lascerà strascichi certi sino al termine della stagione. L’ultima cosa che dovremmo ricevere da questo splendido sport che come scopo sociale avrebbe quello di regalare spensieratezza a tutti i tifosi, specie in un periodo particolarmente difficile come quello che il Mondo sta vivendo. Due partite sono di alto spessore. In primis il derby della “Madunina” che merita uno spazio a parte. Di altissimo cartello è anche il Napoli che ospita l’altra capolista lombarda. Come saranno gli umori di Gattuso e company? Sapranno convogliare l’amarezza del Tribunale Sportivo in rabbia agonistica per fronteggiare quella macchina da goal e spettacolo che è la DEA? Se verrà confermata al TAR la penalizzazione, al quale, con ogni probabilità, farà ricorso De Laurentis, e dovesse perdere contro l’Atalanta, il Napoli, terza pretendente al titolo per gli addetti al lavori, si troverebbe alla quarta di andata, a già sette punti di distacco dalla vetta e soprattutto diverse squadre davanti. Il problema più grosso per il calcio professionistico è la poca attenzione che i calciatori stanno rivolgendo alla questione della pandemia che sta, non solo in Italia, riprendendo slancio con contagi giornalieri in notevole crescita. Era tutto previsto, specie per il mese di ottobre, eppure nel protocollo dei vertici del Calcio, si è stati troppo blandi non vedendo in anticipo la possibilità di rinvii di partite. Nel periodo giugno-luglio-agosto si è riusciti a terminare la Coppa Italia, il Campionato e le coppe europee con un forcing serrato senza rinvii e spauracchi di contagi tra calciatori. La parola magica è stata ritiro. Se si torna a casa e si viene a contatto con famigliari che a loro volta hanno avuto vicinanza con altre persone, è questione di un nulla per far crescere esponenzialmente e rapidamente il virus. Purtroppo una Nazionale importante come il Portogallo, con il campione della Juventus in primis, dimostrano quanto stipendiati minimo a quattro zeri al mese siano superficiali e di cattivo esempio per tutti. Sembrano che la casta privilegiata del calciatore, per lo meno quello delle serie maggiori, non capisca che è osservata da milioni di ragazzi e che centinaia di migliaia di famiglie hanno con il precedente lockdown messo a rischio il proprio lavoro se non il futuro. Quanti lavori comuni portano genitori lontano dai propri cari per mesi? Eppure lo si fa per regalare benessere e sicurezza alla propria famiglia. Non tutti, ovviamente, ma molti calciatori pensano di vivere in un Mondo a parte. Così non è. Ed un club che investe su un ragazzo milioni di euro, dovrebbe far capire che esiste anche il concetto del dovere e responsabilità. Vale per tutti, perchè la pandemia è democratica, colpendo dal milionario all’operaio, con la differenza che in quarantena non tutti hanno poi le spalle coperte economicamente. Se si vuole andare avanti senza polemiche, bisogna che le squadre per questa stagione debbano lavorare costantemente in stile NBA, bolla rigida e ultra controllata. Un piccolo prezzo da pagare per un breve periodo a beneficio di tutti, tifosi compresi.

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VAR su 3° Giornata: 2 inaspettate capoliste e 2 partite mancate

( ottobre 2020 )


Di questa terza giornata si parlerà più del calcio non giocato che di quello visto in campo. Un peccato visto che lo spettacolo non è mancato. Il big match non si è disputato per un cavillo sanitario che scavalcherebbe il protocollo redatto dalla Lega Calcio con il Ministero della salute, mandando in scena una commedia nello stile dei “cinepanettoni” proprio di De Laurentis. Con il rinvio anche di Genoa-Torino, sono divenute due le partite non giocate quindi, giunti appena alla terza giornata, la classifica è nuovamente incompleta, in basso come in alto. Oltre tutto i punti, attualmente conferiti al Verona e quello tolto alla Roma, sono ancora sotto forma di condizionale e non è certo il destino di Juventus-Napoli, se vi sarà il rinvio o vittoria a tavolino per i bianconeri e penalizzazione per i partenopei. Il tutto ha portato il “Diavolo” e la “Dea”, in testa al Campionato a punteggio pieno, con i milanesi senza mai aver subito goal ed un buon attacco, nonostante indisponibili importanti e gli impegni dei preliminari. I bergamaschi, dal conato loro, si confermano macchina da goal e schiacciasassi con una media di oltre quattro goal a partita. Entrambe avranno due sfide verità di alto livello il prossimo turno, con il derby della Madonnina da una parte e la rabbia del “Ciuccio” dall’altra sul lungo mare all’ombra del Vesuvio. L’Inter, ha elevato e non poco le sue ambizioni, proprio per questo il pareggio all’Olimpico è risultato quasi come una sconfitta, considerando i problemi di Inzaghi e come comunque gli uomini di Conte avevano la partita in mano e se la sono fatta fuggire via. Uscire vittoriosi in trasferta contro una diretta concorrente o quasi, sarebbe stato un segnale importante per tutti ed una crescita ulteriore della propria autostima e consapevolezza. La Fiorentina ha pagato il prezzo delle voci di mercato del suo uomo più importante, confermate con il passaggio in bianconero di Federico Chiesa. La testa era altrove e i punti sono andati ad un’agguerrita Sampdoria, che dopo due brutte sconfitte, si toglie dalle sabbie mobili. Dove invece è sempre più dentro l’Udinese che perde, in modo sfortunato, contro la Roma. I friulani hanno giocato anche bene, ma hanno un grandissimo problema. Per quanto creino azioni pericolose, non la buttano mai dentro. Tre sconfitte, quasi sempre per misura, ma è rimasta l’unica compagine con zero reti all’attivo. Pippo Inzaghi dopo la batosta contro la “Beneamata” si prende in casa il bottino pieno contro Mihailovic, cosa che fa anche il Parma contro un buon Verona, i suoi primi punti stagionali, punti pesanti contro una potenziale contendente. Nota a margine per l’altra formazione della Via Emilia, il Sassuolo. Stesso risultato del turno precedente. Vittoria per 4 a 1 e terza in classifica senza aver mai perso. Una piccola Atalanta con la quale sarà bene per tutti fare i conti. Anche l’anno scorso era partita bene per poi mantenersi come si deve a lungo, sciaguratamente perdendosi sul finale. Ora ha un anno in più di esperienza a buonissimi livelli e potrebbe essere la nuova sorpresa al termine della stagione.

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SORTEGGIO EUROPA LEAGUE: Abbordabile dalla testa sul campo

( settembre 2020 )


Sono appena usciti i gironi della coppa “Europa League”:

GA: ROMA – Yong Boys – Cfr Cluj – CSKA Sofia.

GF: NAPOLI – Real Sociedad – AZ Alkmmar - Rijeja

GH: Celtic Glasgow – Sparta Praga – MILAN - Lille


La Lazio insegna. Aveva un girone alla portata, da quasi dominare o quantomeno da passare in scioltezza come seconda classificata. Turnover ampi e soprattutto testa alla partita successiva in Campionato di Serie A. Maledetti soldi della Champions. Non si pensa più alla sfida dei novanta minuti, ma di focalizzare le proprie energie sui primi quattro posti che ti permettono di entrare nel dorato e danaroso mondo di Real Madrid e soci. Quando alla vecchia Coppa Campioni accedeva l’unica stella che aveva vinto nel proprio paese ecco che Coppa delle Coppe e Coppa Uefa divenivano vetrine comunque importantissime per crescere anche internazionalmente e le vittorie italiane giungevano copiose. L’Inter, eliminata dai gironi elitari, anche se non l’ha vinta, ha avuto il merito di giocare ogni sfida per passare il turno e gustarsi in ogni caso la finale di agosto scorso contro il Siviglia. Roma e Napoli, passate come teste di serie hanno rivali gestibili e superabili come e più di quanto i ragazzi di Inzaghi avevano la passata stagione. Il Milan che giungeva come terza fascia ha ovviamente il compito più arduo, ma considerando che ha il Celtic e lo Sparta Praga come prima e seconda forza, poteva andare decisamente peggio, dato che poteva incrociare squadre del calibro come Arsenal, Bayer Leverkusen, Benfica, PSV Eindhoven, il Leicester City che tanto bene sta facendo in terra di Albione, il Villareal, il CSKA Mosca se non addirittura il Tottenham, insieme al Napoli il club più forte in questa competizione. Se tutte e tre le formazioni affronteranno l’Europa League non considerandola una manifestazione inferiore, ma conferendogli esse stesse lustro e spettacolo, i sedicesimi sono alla portata senza troppi sforzi. Certo ci sarà da pagare pegno la domenica con qualche punto perso. Ciò nondimeno è inutile sgobbare tanto per arrivare nei posti del campionato che ti permettono di accedere alle gare d’oltre Alpi se poi, una volta che ci sei, non le vuoi giocare.

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SORTEGGIO CHAMPIONS - Fascino e possibilità per tutte

( settembre 2020 )


Sono appena usciti i gironi della coppa dalle “Grandi Orecchie”:

GB: Real Madrid – Shakhtar D. – INTER – Borussia Monc.

GD: Liverpool – Aiax – ATALANTA – Midtjylland

GF: Zenit S.P. – Borussia Dor. – LAZIO – Club Brugge

GG: JUVENTUS – Barcellona – Dinamo K. – Ferencvàros


Ancora devono essere fissate le date delle partite ma i gironi ci sono. Ovviamente fanno bella mostra di sé gli scontri da vetrina tra le due big italiane e le due spagnole. L’unica testa di serie nostrana è la “Signora”, mentre le altre tre si devono accontentare della terza fascia. Poco male visto che comunque le due Manchester erano in seconda fascia e tutte e quattro le nostre rappresentanti le hanno evitate. Dunque per Atalanta e Inter è impresa difficile imporsi come prime nel proprio girone, mentre la Juventus se la può giocare con il Barcellona che non è in un periodo storico particolarmente brillante mentre la Dinamo Kiev ed il Ferencvàros dovrebbero risultargli ostacoli più che abbordabili. L’Inter più che giocarsi la prima piazza con i più titolati al Mondo del Real Madrid, si contenderà i punti per la seconda piazza contro lo Shakhtar battuto in Europa League qualche settimana addietro mentre questo Borussia, pur rimanendo una formazione di livello, non è il Dortmund che fece uscire dalla competizione proprio i nerazzurri. Sarà invece la Lazio a giocarsi le sue carte per i primi tre posti e se gli uomini di Inzaghi saranno la temibile squadra che arrivò ad un solo punticino dalla Capolista in Campionato prima dello stop forzato potranno anche vincere il girone. La DEA ha un compito affascinante. La squadra italiana che più gioca all’europea, si scontra contro due formazioni che fanno della manovra offensiva, tanto cara nelle competizioni continentali, un mantra. In definitiva, la Juventus dovrebbe compiere autolesionismo per non giungere almeno seconda. L’Inter ha il secondo posto alla sua portata e non agguantarlo sarebbe un obiettivo mancato visto che l’anno scorso affrontò un girone complessivamente più ostico e con un anno in meno di esperienza e un gruppo meno forte. La Lazio è un’incognita. Ha le potenzialità per imporsi su tutte, ma anche la debacle sul più bello sempre dietro l’angolo in agguato. L’Atalanta, che non è più una sorpresa e per pochi minuti due mesi fa sfiorò la semifinale di Champions, può dare fastidio persino al Liverpool, quindi il secondo posto non è una chimera. In ogni caso per i bergamaschi l’eventuale terzo piazzamento per la Europa League non sarebbe da considerare un insuccesso e questo è un vantaggio psicologico non da poco.

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VAR sulla 2° giornata - Emozioni e sorprese

( settembre 2020 )


Non è ancora terminata la prima giornata ( tre recuperi mercoledì 30 settembre ) che la seconda ci porta due capoliste, attualmente, uniche a punteggio pieno. Milan e Napoli. Entrambe reduci da un ottima seconda parte di Campionato scorso si stanno confermando in questo inizio. Ambedue sempre a doppia cifra nei goal realizzati e nessuno al passivo, caratteristiche fondamentale per ambire alle posizioni più alte. Gattuso e Pioli hanno due ottime formazioni con un paio di individualità che spiccano ma è la forza del gruppo a portare a casa i risultati. A differenza delle due autorevoli Juventus e Inter da tutta la critica indicate come le due compagini che si contenderanno lo Scudetto finale. Bianconeri e Nerazzurri si sono salvate da una brutta figura grazie alla qualità dei loro singoli. La “Signora” non è uscita con le ossa rotta da Roma per merito esclusivamente della sua stella portoghese, mentre la “Beneamata” ha tramutato una sconfitta clamorosa casalinga all’esordio con una vittoria nei minuti finali per merito della sua classe in panchina. Roma e Fiorentina hanno disputato due ottime gare e sono mancate nel cinismo e nella rabbia di vincere a tutti costi, mettendo comunque a nudo le falle delle due corazzate. Si dovrebbe annoverare tra le squadre a punteggio pieno anche il Verona, che si è trovata due punti concessi dal Tribunale Sportivo per via del caso Diawara della Roma. Allo stesso tempo si è imposta su una sua diretta rivale qual è l’Udinese che attualmente risulta l’unico club a non aver ancora gonfiato la rete, anche se bisogna annotare il recupero con lo Spezia di mercoledì. Da appuntare l’esordio splendido della compagine di Pippo Inzaghi che sotto di due reti a Marassi, ha ribaltato nel secondo tempo una sconfitta scritta in una esaltante vittoria in trasferta. Tre punti pesanti per la classifica e anche per il morale. Benevento che ospiterà nel recupero della prima giornata i fuoriclasse di Conte e se non sarà pareggio, una delle due raggiungerà in vetta il “Diavolo” e il “Ciuccio”. Cosa che potrà accadere anche alle altre due formazioni da Champions Lazio e Atalanta, entrambe vittoriose in trasferta rispettivamente a Cagliari e a Torino contro i Granata. Sarà scontro al vertice tra le due formazioni che non solo hanno preso i loro primi tre punti, ma hanno convinto con prestazioni in linea con la bella stagione scorsa. Due emiliane, Sassuolo e Bologna, hanno fatto poker subendo un solo goal e non erano vittorie scontate. Specie gli undici di Mihajlovic hanno demolito un buon Parma nel derby della Via Emilia, cosa che amplifica maggiormente il precedente successo del Milan su quello che fu comunque un buon Bologna a San Siro all’esordio. Crotone, Torino e Sampdoria, a prescindere dai risultati finali, sono quelle che hanno mostrato più problemi di gioco e di idee. Il campionato è appena partito quindi nulla è deciso o compromesso nella speranza che il caso del Genoa con 14 positivi tra giocatori e staff non sia una cascata a valanga che si ripercuoti su tutte le altre formazioni, con inevitabili slittamenti di partite o stop totali.

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VAR sulla 1° giornata - Conferme anche inaspettate

( settembre 2020 )


La prima giornata è sempre stata una incognita e sempre lo sarà. Questa volta a maggior ragione dati i tempi ristretti, o alquanto nulli di preparazione delle squadre visto il particolare periodo di controllo sotto Covid-19. Si potrebbe obiettare che tutte le venti formazioni sono nelle medesime condizioni, ma è anche vero che i club più blasonati o comunque con impegni ravvicinati anche europei, devono studiare preparazioni stancanti a lungo respiro che appesantiscono da subito i muscoli, quindi le squadre di caratura più bassa, hanno nelle prime partite il vantaggio di una gamba più rapida che compensa il minor tasso tecnico. Per ciò per le big la scivolata inaspettata in prima battuta può essere sempre dietro l’angolo per far scrivere di una falsa partenza. La prima giornata si è conclusa, anche se parzialmente. Sette partite su dieci si sono giocate e manca il match più bello che vede due delle quattro squadre di Champions affrontarsi all’Olimpico in Lazio-Atlanta, la debuttante Benevento di Pippo Inzaghi ospitare la corazzata di Conte e lo Spezia nel freschino di Udine. Il 30 di settembre, dopo la seconda giornata saranno recuperate ed avremo un quadro completo. Per ora le tre big che abbiamo annoverato tra le prime quattro hanno non solo vinto, ma anche disputato belle partite segnando più di una rete senza subirne. I Campioni d’Italia hanno avuto la sfida più abbordabile, sia per la propria forza intrinseca, sia per un approccio sbagliato della Sampdoria che semplicemente per fortuna ha perso con sole tre reti subite. 2 a 0 secchi per Milan e Napoli. Pioli ha domato un Bologna gagliardo ma che non è riuscito a fermare lo strapotere agonistico, di rapidità e di tecnica dei rossoneri sin dalle battute iniziali. Gattuso invece ha dovuto mettere mano in corso d’opera alla sua creatura che a Parma non riusciva a partire, ma il nuovo acquisto più un assetto tattico aggiornato hanno portato ai partenopei una bella vittoria in trasferta che non è mai cosa semplice. Molto interessante lo scontro dal potenziale europeo a Firenze tra i “Viola” ed i “Granata”. Vittoria per uno a zero dei padroni di casa che dimostrano una qualità complessiva sopra la media ed una prevedibile crescita con il proseguo del Campionato. A differenza del Torino che da anni naviga più in quello che non riesce a fare, piuttosto in ciò che potrebbe raggiungere. Troppo poco un Belotti che da sempre predica nel deserto. Sembrerebbe assurdo negli iniziale novanta minuti disquisire di sfida salvezza, eppure a Marassi il Genoa ha portato a casa tre punti pesanti proprio contro una sua diretta, ad oggi, rivale, il Crotone che ha pagato immediatamente il ritorno nella Serie Maggiore. Dopo cinque vittorie giungono due pareggi anche prevedibili. Sassuolo e Cagliari si equivalgono come forze e ciò si è rispecchiato in campo, così come nel risultato finale. Le vicissitudini societarie hanno fatto pagare dazio alla Roma che non è riuscita ad andare oltre allo 0 a 0 a Verona. Oltretutto il caso Diawara, per una erronea gestione dell’elenco di formazione, ha portato alla penalità della sconfitta a tavolino per 3 reti a 0. In attesa del reclamo da parte dei Capitolini, teniamo il risultato di pareggio in schedina. A parte la sorpresa della goleada di Marassi, tutto è avvenuto come previsto, anche se non così scontato.

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MILAN: Vivace sul mercato quanto concreto.

( settembre 2020 )


Il Milan nelle mani del Fondo “Elliott” è una situazione indecifrabile. Sono stati commessi errori clamorosi nonostante una disponibilità economica pressoché infinita, da far impallidire i vari sceicchi o petrolieri che hanno elargito nell’ultimo decennio milioni di euro tra Francia e Inghilterra. Scontri societari e non con dimissioni ed esoneri come Boban e Gianpaolo, eppure dal lockdown tutto è cambiato e sotto ogni aspetto. Una tranquillità e convinzione in campo che hanno portato nella ripresa del campionato ad un Milan non solo formato scudetto, che avrebbe virtualmente vinto, ma anche con dei numeri tra goal fatti e subiti di primissimo piano in tutta Europa. Due leader, uno in campo lo svedesone trascinatore Ibrahimovic e l’altro in panchina, il limpido e dalle idee chiare Pioli che ha rinvigorito un gruppo che pareva allo sfascio conferendogli coerenza di manovra, equilibrio tattico e tanto spirito e voglia di dare il massimo per tutta la partita. Probabilmente i risultati nei novanta minuti, match dopo match, hanno rinsaldato anche le fondamenta della struttura societaria, portando entusiasmo e una linea di progetto ben definita. Qualche tocco di esperienza e classe che trascini giovani forti e pronti a dare tutto per questi colori e intenti a crescere sotto la guida di mani esperte. Ecco che dopo due acquisti a centrocampo non solo in prospettiva, ma abbastanza pronti già da subito per i grandi palcoscenici come Tonali dal Brescia e Brahim Diaz dal Real Madrid, il “Diavolo” non pare voglia fermarsi qui. In seguito anche ai riscatti di Salemaekers dall’Anderlecht, Kjaer dal Siviglia e Rebic, che hanno fatto tanto bene nella parte finale di stagione, la Società vuole alzare ancor di più l’asticella della qualità della propria rosa con obiettivi importanti, costosi e che tutti vorrebbero, come Milenkovic, difensore attento e affidabile dalla Fiorentina, e sempre dalla “Viola”, niente di meno che l’azzurro Chiesa, che sarebbe perfetto come incursore e suggeritore di fascia nello scacchiere di Pioli. Per non dimenticare la volontà anche di raggiungere il centrocampista centrale del Chelsea, Bakayoko che con Tonali o Kessie farebbero una mediana non facilmente superabile. Si formerebbe anche una linea di fantasia e rapidità dei tre dietro ad Ibra, vale a dire Rebic, Calhanoglu e Diaz, oppure lo stesso Chiesa di altissimo livello di pericolosità per gli avversari. Una formazione che lontana dai riflettori e con Juventus e Inter a guardarsi ad ogni giornata, potrebbe divenire la sorpresa per la vittoria finale. L’unico neo, una rosa ampia ma con pochissime seconde linee all’altezza dei titolari, almeno ad oggi. Da qualche hanno il Milan non ha l’impegno infrasettimanale europeo, e seppur l’Europa League non ha il glamour della Champions, è altrettanto impegnativa se la vuoi affrontare per vincerla, come hanno provato a fare la scorsa stagione i cugini dopo l’eliminazione dal girone della Coppa dalle Grandi Orecchie. Giocare per vincere in entrambi i fronti ogni tre giorni con inevitabili infortuni sempre dietro l’angolo, non sarà facile ed il Milan già giovedì 17 scenderà in campo per la sfida del secondo turno preliminare europeo. Negli undici, dodici, il Diavolo è subito dietro alla coppia favorita Juve-Inter, non lontani appunto dai vicini di città, ma sui ventidue giocatori la distanza aumenta e proprio i campioni in carica lo dimostrano, quando partite in stallo sono state risolte nei secondi tempi dai giocatori subentrati ai primi titolari.

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JUVE:Inesperienza di qualità in panchina per campioni navigati in campo

( settembre 2020 )


Quasi uno scandalo per un club tanto solido quanto concreto come quello bianconero mettere sulla propria panchina un allenatore che ha preso il patentino a tutti gli effetti oggi, senza alcuna esperienza nel proprio curriculum nel settore. Eppure potrebbe non sembrare tanto azzardato. Da Allegri che ha vinto cinque scudetti consecutivi, non sempre così scontati, e sfiorato con due finali il grande obiettivo europeo, si è voluto cambiare registro l’anno scorso, sposando ( non sino in fondo probabilmente ) la qualità di manovra del gioco di Sarri, che tanto ha ammaliato a Napoli e ha portato anche l’Europa League al Chelsea. Esperimento terrificante che ha portato uno scudetto per meriti dei campioni in campo e non per le filosofie astratte del mister. Eppure Sarri di gavetta e di anni sulle panchine ne ha trascorsi molti. E’ stato chiaro a tutti, esperti del pallone e non, che la saggezza del mister partenopeo non è stata utile nella gestione di campioni milionari che mal digeriscono forzature tattiche. La Juventus ha cambiato registro subito senza alcun dubbio affidandosi ad un suo uomo di fiducia. Andrea Pirlo, talento indiscusso, di altissima qualità tecnica, ma di altrettanta sagacia tattica e di tempi di gioco quando era sul rettangolo verde con la palla tra i piedi. Che poi si consideri Pirlo come una bandiera bianconera lasci un poco spiazzati è un altro discorso, visto che si parla dei suoi quattro splendidi anni di fine carriera a Torino con altrettanti scudetti, ma non dei dieci nel Milan dove ha vinto tutto, in Italia e fuori e si è consacrato campione grazie ad un certo Carletto Ancelotti che lo ha costruito come allenatore in campo. Proprio così, Andrea Pirlo, dovrà trasmettere ai suoi grandi giocatori le sue idee e tempi di gioco che già vedeva molto bene da registra arretrato quando aveva i pantaloncini. Agnelli e staff hanno voluto seguire la strada percorsa anni fa dal Real Madrid quando prese Zidane ( acerbo allenatore ) per far svoltare pagina ad una formazione piena di fuoriclasse ma invecchiata e svuotata di stimoli. Mossa vincente quella spagnola perchè porto, anche quasi inaspettatamente, tre Champions League di fila. L’idea di base è che un campione che sapeva far girare la palla da giocatore, messo in panchina sa come gestire e far rendere al massimo i suoi campioni che ora allena. Semplice quanto intuitivo. Andrea Pirlo, si gioca tutto dato che potrebbe anche bruciarsi la carriera futura, ma ha le carte in regola per condurre atleti come CR7 o Dybala. Il nuovo mister saprà bene cosa potranno dare i suoi e dovrà metterli nelle posizioni giuste e nei tempi corretti, senza forzature, lasciando libero sfogo al talento di ciascuno nel rispetto di un equilibrio di gruppo. Diamo il tempo a questo giovane allenatore che tanto ha vinto da protagonista da calciatore. Inventava gioco in campo, può essere anche più facile idearlo con una visione esterna, con un’ottica ancor più ampia osservando da fuori i movimenti dal portiere al centravanti. Proprio su questo ultimo punto la Juve si sta impegnando. Andato via il “Pipita” sono due i sostituti. In prima linea un certo Suarez da Barcellona, ma se la strada dovesse divenire troppo impervia, il regalo per il mister arriverà dalla capitale, una punta tuttofare, esperto ed integro di altissimo livello come Edin Dzeco. Sostituito Pjanic con Arthur, considerando quello che il mercato realmente offre, questa formazione è difficilmente migliorabile. Sarà una scommessa il campione che gestisce i campioni, ma chi parla la stessa lingua saprà intendersi a meraviglia.

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INTER:L’equivoco Conte ed una rosa alla sua altezza?

( settembre 2020 )


L’Inter, al pari dell’Atalanta inizierà la sua stagione 2020/2021 qualche giorno dopo, visto che le due compagini nerazzurre hanno spento i propri motori qualche settimana fa. Ci siamo lasciati con un allenatore, che tutti conosciamo per il suo carattere focoso ed impulsivo, che si è praticamente scagliato, per l’ennesima volta, verso la sua stessa società. Se si vuole vincere servono giocatori di livello internazionale, già avvezzi ad alzare trofei e combattivi sul campo, quanto il mister lo è dalla panchina. Tralasciando i modi ed i tempi di certe dichiarazioni, come si sta comportando la Società Inter verso le richieste del suo condottiero? Marotta ed Ausilio hanno dovuto lasciare perdere piste che da mesi avevano condotto per cercare di esaudire i desideri dell’allenatore. Perso il talento a centrocampo del Brescia Tonali ( giunto alla corte dei cugini rossoneri ) si è abbandonata dunque la progettualità a breve e lunga stanchezza già intrapresa l’anno scorso con Lautaro Martinez, Sensi e Barella, giovani e fortissimi, ma acerbi dal punto di vista della consapevolezza. La Società aveva già preso il giovane ma già piuttosto navigato, esterno di centrocampo Hakimi dal Borussia Dortmund, dalla velocità impressionante e del quale si parla tanto bene. Per aumentare l’esperienza ed il peso fisico ora è in rosa una nota conoscenza del Nostro Campionato. Il quasi trentacinquenne Kolarov noto per la sua duttilità sia come esterno offensivo che come difensore laterale a tre, ma soprattutto per la sua personalità in campo e qualità balistiche su calcio piazzato. Per rinvigorire il carattere combattivo degli undici in campo ed anche fuori, il guerriero di Conte, che già l’anno scorso tanto era stato richiesto, pare finalmente in arrivo. Arturo Vidal, trentatreenne dalla cattiveria agonistica implacabile, dagli inserimenti per andare al tiro facile e che nell’ottica del mister dovrebbe divenire in trascinatore in campo dei suoi uomini. Altro desiderio non certo celato dell’Antonio di panchina è un altro centrocampista dal fisico possente, ovvero Kantè, con l’unico problemino che risiede sulla somma richiesta dal Chelsea, non meno di 50 milioni di euro. Troppi per le finanze nel rispetto del fair play. In oltre ora sono rientrati nomi di lusso che devono essere rivenduti per recuperare liquidità come Perisic e Naingolan, oppure Joao Mario o Dalbert. Eppure il croato ed il belga invece di essere visti come assegni circolari, potrebbero essere rivalutati come valore tecnico aggiunto alla rosa. Il croato è da quasi protagonista campione d’Europa con il Bayer Monaco dove era in prestito, mentre il belga non vale meno del cileno tanto voluto dall’allenatore. Partito Godin, forse occorrerebbe un difensore affidabile aggiuntivo nei tre, ma soprattutto un ulteriore attaccante che dia respiro al duo magico titolare e al bravo, ma fisicamente incerto Sanchez. Rimane da risolvere l’incognita Eriksen, che è tale solo per Conte. E’ un talento dalla qualità tecnica sopraffina, un trequartista nato, perfetto per un 3-4-1-2 oppure come registra arretrato davanti alla difesa. Bruciare un giocatore di altissimo livello sarebbe veramente un autogoal pesante, specie quando soldi non ci sono per aumentare il tasso tecnico della squadra, quando hai già, probabilmente, quello che cerchi in casa. Anche a questo serve un bravo mister.

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VAR sul Calendario 2020/21

Serrato e scoppiettante dall’inizio alla fine

( settembre 2020 )


Sono usciti i calendari per la stagione che si aprirà fra due settimane. Ieri è praticamente terminata la 2019/20 che dobbiamo già rituffarci in questa nuova avventura. Sono cambiate le tre squadre retrocesse Lecce, Brescia e SPAL che hanno lasciato lo spazio al Benevento, Crotone e Spezia, quest’ultima debuttante assoluta nella Serie A. Abbiamo identificato cinque raggruppamenti base allo stato attuale della forza delle squadre, al netto di un mercato che si concluderà a fine mese e potrà ribaltare i pronostici. Ad oggi vediamo in fascia Champions: Juventus, Inter, Mila e Napoli. I partenopei a nostro avviso potrebbero, infatti, subentrare ai bergamaschi per via di un Gattuso che potrà lavorare sin dall’inizio su un gruppo consolidato, forte di una Coppa Italia anche già conquistata. Atalanta che comunque è la prima del trittico che vede anche le due romane in Europa League ma pronte ad inserirsi nel 3° o 4° posto per la Champions. Una terza fascia vede le outsider per un posto in Europa League costituita da cinque club; Torino, Fiorentina, Cagliari, Parma e Sassuolo. La quarta fascia identifica quattro squadre che dovrebbero salvarsi senza patemi, ma non sufficientemente attrezzate per pensare di qualificarsi per l’Europa e sono Bologna, Sampdoria, Verona e Udinese. Non ce ne vogliano le tre nuove partecipanti alla categoria maggiore, che assieme al Genoa, prevediamo lotteranno sino all’ultimo per la salvezza. Fra un mese potremmo rivedere alcuni parametri, specie a mercato concluso. Ma soprattutto dopo quattro o cinque partite, che possono tracciare non tanto una classifica, ma le potenzialità sul campo e non sulla carta. Anche se il girone di ritorno è sempre quello decisivo vediamo alla prima giornata quattro sfide molto interessanti dove spicca Lazio vs Atalanta. Alla seconda è la Juve ad avere già un ostacolo non facile visto che all’Olimpico l’ospita la Roma. Terza giornata con il botto per Juve vs Napoli e Inter a Roma contro i laziali. Si prosegue alla quarta con il derby della Madonnina ed un elettrizzante Napoli vs Atalanta. Alla quinta spicca a San Siro i rossoneri che se la vedranno con i giallorossi. La settima è molto bella con due sfide interessanti per salvezza e possibilità d’Europa, ma soprattutto le trasferte pericolosissime per Inter e Juventus rispettivamente a Bergamo e a Roma contro la Lazio. Ottava che vede uno scintillante Napoli vs Milan, ed in quella successiva sempre al San Poalo giungono gli uomini di Fonseca. All’undicesima da segnalare uno scontro salvezza tra Crotone e Spezia, ma è la dodicesima giornata che è ricca di eventi. Dopo due sfide dal sapore di quasi Europa, i nerazzurri di Conte ospitano gli azzurri di Gattuso, mentre la Juve vedrà in casa i nerazzurri di Gasperini. Coinvolgente anche la giornata successiva con le romane che dovranno vedersela una a Bergamo e l’altra in casa contro il Napoli. Alla quattordicesima la partita di cartello sarà senza dubbio a Milano con Pioli che vedrà una sua ex formazione, i biancocelesti capitolini. Si giunge alla sedicesima con un dentro fuori tra Juventus e Milan al Meazza, mentre la giornata successiva sarà l’Inter a giocarsi le sue chance all’Olimpico con la Roma. Spettacolare sarà la penultima dove uno scontro salvezza ed uno dalle possibilità di qualificazione continentale, presenta il derby del Colosseo e soprattutto la sfida più attesa tra le due agguerrite rivali Inter e Juve. All’ultima la partita di cartello che potrà aggiudicare una posizione in classifica determinante sarà tra il Milan e l’Atalanta. Nella speranza che nuovamente il calendario non venga stravolto, gustiamoci il mercato che farà da antipasto al Campionato di Serie A, che è pronto in campo.

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IL PUNTO SULLE FINALI DI COPPA EUROPEA

Finisce la stagione 19/20 tra rimpianti e successi

( agosto 2020 )


Ultime due partite per chiudere questa stagione che verrà ricordata a lungo, probabilmente mai dimenticata, per via dello stop di tre mesi dovuto alla pandemia che ha tristemente mietuto centinaia di perdite tra amici e famigliari in tutto il Mondo. Sportivamente e socialmente è stato quasi un mezzo miracolo terminare tutti i campionati in un modo o in un altro e pure le Coppe Nazionali e quelle Internazionali. Le ultime due sfide, le finali di Europa League e di Chmapions sanciscono il termine della stagione 2019/2020. Quando normalmente i ritiri sarebbero stati già iniziati dal oltre un mese e mezzo e i Campionati già intrapresi, oggi cominciano delle brevissime vacanze per gli ultimi giocatori di quattro formazioni. Fra esattamente ventisei giorni inizierà il Campionato Italiano ed ancora non si sa nulla delle Coppe europee e lo stesso Milan dovrà disputare un paio di turni preliminari, se non verranno cambiate regole per diminuire le sfide. Oltre infatti alla problematica di essere giunti molto avanti con le tempistiche, non si può scordare che il “Virus” che purtroppo abbiamo conosciuto, non è scomparso, è ancora tra noi pericoloso e limitante per diverse attività e tutte quelle che comportano anche un minimo di aggregazione. I rientri dalle vacanze stanno già ora dimostrando l’impennata, seppur prevista, dei contagi. Il 19 settembre dovrebbe aprirsi la stagione di Serie A e con ogni probabilità, ancora con gli stadi deserti. Un peccato sicuramente dal punto di vista dello spettacolo e della passione, ma un prezzo minimo da dover pagare sull’altare della responsabilità e della sicurezza di tutti. Nel frattempo il Siviglia ha portato a casa la sua sesta Europa League, ai danni della nostra Inter e lo stesso numero di coppe ha messo in bacheca il Bayer Monaco, ma della più importante e prestigiosa Champions sconfiggendo per 1 a 0 la debuttante per una finale Paris S.G. ricca di campioni, ma tradita proprio dalle sue stelle. Vittorie risicate, per un solo goal, testimonianza per entrambi i match, di un buon equilibro nelle due sfide ed in ambedue le finali ha prevalso la maggior esperienza e coralità di manovra che non le singole giocate dei campioni. Come il portiere del Siviglia salva il possibile 3 a 2 per l’Inter, lo stesso compie uno spettacolare Neuer fermando due e tre volte tra Neymar e Mbappé e Di Maria. Portieri sugli scudi e controllo maggiore della gara per via di un’organizzazione di manovra superiore hanno permesso alla spagnola e alla tedesca di far pesare la maggiore caratura europea ai danni dell’italiana e della francese. Il Paris era la prima volta che giungeva alla finale della Coppa dalle “Grandi Orecchie” ed è stato il sesto club francese a giocarsela, compreso la Coppa Campioni, mentre l’Inter è la prima squadra italiana a disputare l’Europa League da quando ha preso il posto della Coppa Uefa. Merito per chi ha vinto, ma anche applausi per chi è giunto con valore alla sfida finale, costruendo un tassello importante dal quale ripartire e crescere per vincere rimanendo nel tempo competitivi. Riposo, responsabilità per il periodo che stiamo attraversando e buon mercato a tutti per la stagione che tra non molto partirà.

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