Pagella Stagione Milan.: Voto 9,0: Campioni d’Italia davanti ai cugini. Lottatori sino alla fine, sempre.
( giugno 2022 )
Questo Milan non è stato costruito per vincere in questa stagione. Ricordiamo da dove partiva. Dalle ceneri di Giampaolo che prese il posto di Gattuso due anni e mezzo prima. L’unico vero Campione nella rosa è un quarantenne dal fisico portentoso, ma usurato che gli ha impedito di fare quasi tutto il Girone di Ritorno. Ora è facile decantare i migliori calciatori del “Diavolo”, ma quando ad agosto iniziò l’annata, chi li conosceva bene? Donnaruma, Campione d’Europa da protagonista assoluto abbandona la porta dei rossoneri senza lasciare neppure valore monetario da reinvestire, al pari del fantasista turco passato ai cugini. Una brutta botta con conseguenti valanghe di critiche. Maldini e soci hanno ripiegato verso Maignan, Campione di Francia con il Lille e ciò che avevano in casa ovvero Diaz, che era stato l’anno prima la panchina di Calhanoglu. Sul mercato ad affiancare e far riposare l’attaccante svedese è stato preso un altro esperto Giroud, francese ma anche lui sui 35 anni. Rinforzi a poco costo ma di qualità come Florenzi, e più avanti scommesse come Messias ex Crotone. Pioli ha consolidato l’ossatura che lo fece finire secondo dietro a Conte un anno prima. Sistema di gioco 4-2-3-1 memorizzato da tutti, titolari e non. Nel corso dell’anno Leao, Tonali, Maignan e Hernandez sono esplosi su tutti dando molto, moltissimo in più. Le certezze Tomori e Kjaer quando sono venuti a mancare sono stati sostituiti egregiamente da Romagnoli, ma soprattutto da un Kalulu che ha saputo crescere e gestire tensioni e responsabilità. Il gruppo costruito da Pioli è stato il vero fuoriclasse. La stessa Champions, che rivedeva il “Diavolo” nuovamente dopo diversi anni parteciparvi, è stata come un rodaggio per gli incontri ad alto livello. Solo 4 punti in sei incontri, ma non ha mai sfigurato. Liverpool, Atletico Madrid e Porto sono stati allenanti per i big match di Campionato. Contro Juve, Inter, le due romane, l’Atalanta ed il Napoli, il Milan, infatti non ha mai subito sconfitta. Dove si è intoppato, è talvolta, con le piccole, che chiuse all’inverosimile non hanno permesso il gioco di rimessa. Ma è stata la crescita mentale di tutti nel Girone di Ritorno a permettere al Milan di conquistare il Titolo. La chiave di svolta è stata il derby d’inizio febbraio. Davanti ai Campioni d’Italia in carica, più forti tecnicamente e lanciati come morale, gioco e convinzione, sono avanti di 4 punti in classifica. Il primo tempo vede il Milan in sofferenza e sotto di una rete. Sono 7 i punti ora che li distanziano e con la sfida con il Bologna ancora da recuperare divengono virtualmente anche 10. Praticamente quasi un distacco incolmabile. Un doppio colpo da k.o. nella ripresa da parte di Giroud ribalta la situazione. La contendente del Naviglio perde la bussola, i tre punti e le proprie sicurezze. Il Milan regge l’urto della responsabilità e in inverno supera l’Inter e tiene a bada anche il Napoli che sino a primavera ci crede sino in fondo alla conquista dello Scudetto. Dopo un mese e mezzo, ovvero da fine marzo, la lotta è serrata tra Pioli e Inzaghi. Il Milan esce in una gara combattuta in semifinale di Coppa Italia e tutte le energie si riversano sul Campionato. Il testa a testa nelle ultime sette o otto partite è avvincente. Entrambe vincono ma i nerazzurri cadono a poco dalla fine quando avrebbero il match point nel recupero con il Bologna. Il Gruppo rossonero è granitico, solido e non steccherà mai sul finale rispondendo sul campo colpo su colpo ad ogni vittoria nerazzurra. Nessun imprevisto tra squalifiche e infortuni, tantissimi, ha inceppato la macchina di Pioli, meritandosi il Titolo.
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A: Sassuolo vs Milan 0-3. Lo Scudetto della grinta e della determinazione
( maggio 2022 )
La vetrina della stagione, potrebbe essere proprio questa ultima gara del Campionato, che ne ha sancito pure la conquista del Trofeo stesso. L’ostacolo davanti allo Scudetto, non è tanto la squadra avversaria, già appagata da una buona stagione. Senza scordare comunque che il Sassuolo è una di quelle pochissime compagini che ha sconfitto proprio i rossoneri. Il nemico più grande, è la gestione della forte tensione. L’Inter, i cugini rivali, sulla carta più forti e detentori del Tricolore sul petto, sono lì dietro ad un passo da settimane pronti ad approfittare di un passo falso. A parte le due attempate punte, nessuno dei ragazzi di Pioli ha mai alzato al cielo un trofeo importante. Vincere vorrebbe dire Scudetto, mentre perdere, a questo punto potrebbe significare uno smacco enorme perché è tutto nelle tue mani. Lo stesso Pioli, non ha mai avuto questo privilegio. Ma la creatura plasmata dallo stesso allenatore è cresciuta in tutto. Nel suo abito abituale, ovvero 4-2-3-1 il Milan scende in Emilia con la formazione tipo. La difesa è quella attualmente titolare ed in mediana ad affiancare Tonali c’è, forse all’ultima uscita con i rossoneri, Kessiè. Ad appoggiare Giroud davanti c’è il tridente arretrato composto da Leao, Krunic e Saelemaekers. Dal primo minuto i rossoneri hanno l’occhio della tigre. Fame, concentrazione, forza e grinta sono concentrati nelle maglie rossonere. Sarà pur vero che i verdenero non sono entrati in campo con il coltello tra i denti, ma la pressione degli ospiti è veemente e costante sin dal fischio iniziale. Se il primo tempo termina con un rotondo e inappuntabile 3 a 0, non è un caso. Tre reti e tre assist quasi identici da parte della nuova stella del “Diavolo”, il portoghese Leao. Prima del vantaggio milanista al 17’ minuto da parte dell’attaccante francese, i meneghini potevano presentarsi avanti già di un paio di reti. Quello veramente in partita tra le file del Sassuolo, sembra essere solo Consigli, il loro portiere. Dicevamo del portoghese. In fascia è inarrestabile. Sguscia via nello stretto, come in velocità è imprendibile nello spazio aperto. Se non fosse un calciatore, potrebbe rivaleggiare nei circuiti di atletica e per i difensori avversari diviene imprendibile. La convinzione nei propri mezzi fa spesso la differenza e il giovane talento è cresciuto moltissimo in questa stagione, seguito come un’ombra dal totem Ibrahimavoc e curato come un secondo papà da Pioli. Al 17’ minuto e al 32’ minuto Leao fuggito a sinistra fornisce lo stesso assist basso leggermente arretrato per un intelligente Giroud, che si smarca prendendo il tempo giusto per la doppietta. Cambio di corsia da parte di Leao ed il copione non muta. Leao brucia la corsia esterna, quella come dicevamo opposta alla sua di competenza solita, ed elargisce un altro cioccolatino invitante, questa volta raccolto di prima da parte del mediano Kessiè. Il Milan a 5’ minuto dal riposo, rifiata un pochino ed il Sassuolo con un’azione d’orgoglio prova a far capire che c’è anche lui sul parto verde, ma Maignan, sino a quel punto completamente inoperoso, dimostra perché è probabilmente il più forte portiere della Serie A. Nella ripresa Pioli fa subito entrare Bennacer al posto di Tonali e i suoi ragazzi gestiscono il match senza patemi. Un tremito arriva da una conclusione da fuori da parte dei padroni di casa che colgono il palo, ma altri brividi non corrono dietro alla schiena dei milioni di tifosi milanisti. Un secondo tempo di festeggiamenti senza neppure ascoltare la radiolina per sentire cosa accade a San Siro. Basta e avanza questo Milan per essere certi del Tricolore.
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A: Milan vs Atalanta 2-0. Il “Diavolo” doma la “Dea” e vede lo Scudetto
( maggio 2022 )
Il primo match point il Milan se lo gioca alla penultima giornata, tra le mura amiche, dinanzi a più di settantamila tifosi. Pioli nel suo 4-2-3-1 conferma la difesa a quattro attualmente titolare, ed in mediana, ad affiancare l’onnipresente Tonali, c’è Kessiè. A giostrare ed inventare dietro all’unica punta Giroud, a destra c’è Saelemaekers e a sinistra Leao con il trequartista Krunic con Diaz in panchina. In queste ultime due giornate, al Milan bastano quattro punti a prescindere da ciò che faranno i cugini, gli ultimi rimasti a poter competere per il Titolo finale. Davanti, questa domenica, c’è un avversario ostico per diverse ragioni. Innanzitutto, l’Atalanta è tosta di suo, squadra che sa giocare a calcio bene e con un ritmo altissimo. In secondo luogo, i bergamaschi hanno ancora un grandissimo obiettivo da centrare, dato che sono in lotta assieme a Lazio, Roma e Fiorentina per un posto in Europa. Quindi entrambe le squadre hanno bisogno di punti per raggiungere il proprio traguardo. Il primo tempo passa via con tanta tensione da entrambe le parti e muscoli contratti. Un paio di occasioni da fuori sia per i rossoneri che per i nerazzurri, ma le difese e due bravissimi portieri hanno la meglio sugli attaccanti. A tratti nella prima frazione si fa preferire il 3-4-3 offensivo di Gasperini, con un Muriel in grande spolvero. C’è comunque una sorta di equilibrio anche perché i bergamaschi, che hanno moltissimo ardore, non sono lucidi e di fatto non stanno vivendo un periodo di ottima forma. Basta dare un’occhiata ai pessimi numeri fatti registrare in questo Girone di Ritorno. C’è equilibrio e serve una stoccata fuori dal coro per rompere il pareggio. Ci provano entrambi i mister dalle rispettive panchine dopo dieci minuti dall’inizio della ripresa, quando sia Gasperini che Pioli, cambiano due pedine offensive a testa. Tra le file dei meneghini Giroud e Saelemaekers lasciano il posto rispettivamente a Rebic e Messias. Il tempo neppure di entrare in partita per i nuovi subentrati, che i padroni di casa passano avanti. Kalulu, al limite dell’area ferma un’azione pericolosa anticipando l’attaccante nerazzurro. Riparte velocissimo il Milan, che con un preciso lancio lungo trova ed innesca il razzo Leao che brucia in velocità il suo marcatore e davanti a Musso lo trafigge sotto le gambe. Probabilmente l’azione rossonera è viziata dal fallo di Kalulu, ma la legge che torti e favori in una stagione si compensano è valida e in quest’annata i rossoneri hanno diversi crediti verso la sfortuna. Ora i bergamaschi sono costretti ad aumentare i giri del motore e fare la partita. La pressione c’è, ma dinanzi c’è anche un Milan tosto che regge all’urto e dei difensori che non mollano un centimetro. Si aprono anche gli spazi per i milanesi, ma lo strappo al campo lo regala Theo Hernandez ad un quarto d’ora dal termine. Parte palla al piede davanti alla sua area, cosa che fa spesso, anche talvolta in modo improprio e pericoloso. Ma questa volta brucia da sinistra a destra tutto il rettangolo di gioco, seminando i bergamschi che provano ad intercettarlo. Giunto davanti all’area avversaria cambia direzione girando a sinistra e con il suo diagonale verso il palo opposto, supera Musso per il 2 a 0. Una rete spettacolare per forza e caparbietà. La “Dea” ci prova ma anche quando Zapata sembra avere la palla buona per riaprire i giochi, Maignan e Tomori lo bloccano con la loro grinta e determinazione. Il Milan supera il suo più alto ostacolo e mette una grossissima ipoteca sulla conquista dello Scudetto. Il destino è tutto nelle mani del “Diavolo”, ma pare proprio che la testa sia ben messa sulle spalle.
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A: Verona vs Milan 1-3. Carattere e forza per lo “Scudetto” vicino
( maggio 2022 )
Un passo avanti verso lo Scudetto da parte del Milan, che conquista tre punti sul campo del Verona vincendo per 3-1. Il Milan, alla luce della vittoria dell’Inter contro l’Empoli, e quindi costretto a vincere, inizia subito con ritmi forsennati ma con poca lucidità e precisione. Al 15’ lancio lungo di Maignan, Tonali vince il duello fisico con Ilic, lo aggira e solo contro Montipò lo fredda e va in gol ma viene annullato per fuorigioco dello stesso Tonali. Al 19’ i rossoneri ci riprovano con Calabria che penetra in area, chiede ed ottiene il triangolo da Tonali e si presenta solo davanti a Montipò che salva con i piedi il tiro rasoterra da distanza ravvicinata. Al 23’ si fa vedere il Verona, cross basso di Faraoni dalla destra, sul primo palo irrompe Caprari che la gira di destro ma non trova di poco la porta. Al 24’ Tameze pesca Simeone al limite che aggira Tomori ma calcia troppo debolmente e Maignan para. Il Milan dopo una lunga pressione e dopo aver controllato cerca di prendere fiato. Al 38’ Caprari imbuca per Lazovic che arriva sul fondo e pennella un cross sul secondo palo dove Faraoni non ha problemi ad insaccare di testa da due passi. Il Verona va inaspettatamente in vantaggio. Ma nei tempi di recupero del primo tempo il Milan raddrizza la partita pareggiando prima dell’intervallo. Tomori di prima va a sinistra da Leao che entra in area dal lato corto, fa secco Casale e serve un cioccolatino rasoterra per Tonali che da due passi la spinge in porta. Riprende il secondo tempo e al 50’ angolo per il Verona ma la difesa rossonera libera, Saelemaekers va in transizione, pallone in campo aperto a sinistra per Leao che sfida Barak, entra in area e serve sul secondo palo una fotocopia dove arriva ancora Tonali che la appoggia comodamente. Vantaggio per il Milan. Il Verona cerca timidamente di pareggiare. Al 59’ azione avvolgente del Verona che libera Tameze al tiro ma la palla è alta. Al 78’ passaggio infelice di Theo Hernandez che con una palombella all’indietro di fatto manda in porta Caprari; deve salvare tutto Tomori. All’86’ il Milan chiude i conti con l’immenso Tonali che appoggia a Florenzi che parte palla al piede, chiede ed ottiene il triangolo da Messias ed appena entrato in area arma un terrificante destro che si infila sull’angolo lontano. Finisce la partita con 3-1 per il Milan che sfata la fatal Verona restando in testa al campionato e a 4 punti dalla matematica conquista dello scudetto. I rossoneri si sono dimostrati nella prima parte della partita di essere un po' tesi vista la necessità di vincere ma hanno reagito bene al momentaneo del vantaggio del Verona raddrizzando subito la partita. Vittoria di carattere per il Milan. Il Milan nella prossima uscita, incontrerà l’Atalanta, squadra tosta che oltretutto deve giocarsi un posto in Europa, e che quindi non lascerà passare facilmente il Diavolo.
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A: Milan vs Fiorentina 1-0. Leao castiga l’errore viola e regala mezzo Scudetto al Milan
( maggio 2022 )
Il Milan continua la sua corsa verso il tricolore, battendo 1-0 la Fiorentina, in una partita tutt’altro che facile. I viola iniziano subito un gioco aggressivo e arrembante ma i rossoneri non stanno a guardare tanto che al 7’ Theo Hernandez trova il gol con il destro ma l’assistente alza la bandierina per il fuorigioco di Messias ad inizio azione. La partita è molto combattuta ed entrambe le squadre cercano il vantaggio. Al 10’ ci prova Biraghi che passa a centro area dove raccoglie Igor che esplode un sinistro violentissimo, palla fuori di pochissimo. Il Milan gioca e al 16’ spreca un’occasione d’oro con Giroud che cerca lo scavino ma mette clamorosamente sul fondo. Al 20’ brutta palla persa dai rossoneri che fa ripartire Saponara a sinistra che rientra sul destro, bravo Maignan a bloccare in due tempi anche grazie alla protezione di Kessie. Al 21’ Diaz lavora un buon pallone al limite, a sinistra si inseriscono sia Kessie che Leao, pallone imbucato a metà strada tra i due, esce Terracciano e blocca. Il primo tempo si dimostra una partita molto accesa con cambi di fronte repentini che la rendono alquanto piacevole, forse un po' meno per i tifosi rossoneri che vedono la loro squadra che nonostante l’impegno non riesce a segnare e che regala occasioni, su palle perse molto probabilmente per troppa tensione, agli avversari. Inizia il secondo tempo e il Milan sembra più tranquillo o forse la Fiorentina abbassa i ritmi e già dai primi minuti i rossoneri cercano di andare in vantaggio. Al 47’ contropiede del Milan con Diaz va a destra per Giroud che va rasoterra da Leao, il portoghese se la sposta sul destro e da due passi calcia clamorosamente in curva. Al 52’ sugli sviluppi della punizione da sinistra calciata da Theo Hernandez, Giroud pesca Kessie che esplode il sinistro ma trova i piedi di Terracciano. La Fiorentina sembra in disarmo e non riesce in questo secondo tempo a impensierire il portiere rossonero. Al 71’ Krunic manda Theo Hernandez a sinistra, scarico al centro per Rebic, salva tutto Igor sulla linea ma c’era fuorigioco del terzino rossonero. Al 76’ si rivede la Fiorentina che fa venire i brividi ai rossoneri con Bonaventura che apre per Biraghi, cross al centro per l’incornata di Cabral ma è strepitoso Maignan. All’82’ arriva il vantaggio rossonero con Leao. Terracciano sbaglia il rinvio, in trequarti la recupera Leao che entra in area, salta Milenkovic, rientra sul destro e con un tiro sporco beffa il portiere viola. 1-0 per il Milan. Ma la Fiorentina inizia ad attaccare a testa bassa alla ricerca del pareggio ma commette anche errori che possono favorire il raddoppio del Milan come al 89’ su sbaglio di Milenkovic, Leao se ne va in campo aperto, entra in area e cade sul contatto con Ikoné ma per Valeri si gioca. Ultimi minuti di sofferenza per i rossoneri che al 94’ su punizione dei viola, Maignan para e si conclude la partita. Il Milan porta a casa tre punti molto sofferti ma che le permettono di restare in testa. Il Milan ha saputo anche oggi sfruttare le poche occasioni che la Fiorentina ha lasciato e ha saputo reggere al ritmo aggressivo degli avversari. Il primo dei quattro passi verso lo scudetto è stato fatto, ma Pioli, per le prossime partite ,deve essere bravo a tranquillizzare l’ambiente perché la diretta avversaria, l’Inter, nonostante le difficoltà, è sempre alle spalle come un avvoltoio, pronta a passare in testa. Il prossimo impegno del Milan sarà sul campo del Verona, che è vero che è salvo, ma memore dei tempi passati, non lascerà facilmente strada alla brigata rossonera.
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A: Lazio vs Milan 1-2. Reazione da vetta e da Scudetto per il “Diavolo”
( aprile 2022 )
Non è facile sapere, per l’ennesima volta che la tua rivale è già in poltrona a guardarti giocare e ti ha appena superato in classifica. Il Milan se non vuole cedere la vetta, è costretta a scendere all’Olimpico per un solo risultato, cioè la vittoria. Ma anche la Lazio ha il suo bell’obiettivo. Il successo per Sarri, vorrebbe dire scavalcare al quinto posto la Roma di Mourinho, rafforzando così il posto in Europa League, ma anche avvicinarsi a quattro punti alla Juventus che deve ancora disputare la sua 34° Giornata, in casa del Sassuolo. Lazio che si dispone con un agguerrito tridente davanti nel suo 4-3-3 che in fase di copertura diviene un 4-3-2-1 o anche un 4-5-1. Pioli non muta da oramai due anni schema ma rispetto al derby di Coppa Italia alle spalle di Giroud, unica punta, c’è Diaz e non Kessiè che arretra in mediana a far coppia con Tonali. Tutto il resto è confermato, anche se di nuovo c’è la presenza in panchina tra i convocati di Ibrahimovic. Lazio che parte fortissimo e Milan piuttosto timido e timoroso e al vero primo affondo, i padroni di casa passano subito in vantaggio. Magia in dribbling di Milinkovic-Savic che supera avversari sulla destra, mette in mezzo basso nell’area piccola e il capocannoniere Immobile anticipa in scivolata la marcatura di Kalulu e batte sotto porta l’incolpevole Maignan. I meneghini sono scossi e temono per dieci minuti di fare compagnia al Napoli di giornata, caduto contro l’Empoli salutando pericolosamente i sogni Scudetto. La Lazio è in controllo e pressa alto, ma non approfitta con la cattiveria giusta, del momento di frastornamento dell’avversario. Pian piano il Milan inizia ad uscire, anche se il gioco è farraginoso, mettendo la gara in una fase di equilibrio. Tutto sta nell’accendere gli interpreti. Diaz non è in serata e Leao appare svogliato. La Lazio non ha problemi a contenere la reazione rossonera, che però si concretizza in un possesso palla, ma anche territoriale sui biancocelesti che spariscono in effetti dalla sfida. I lombardi nella seconda fase della prima frazione scaldano i motori seminando il terreno per la raccolta nella ripresa. Si va negli spogliatoi con la Lazio in vantaggio, ma anche con la sensazione che il Milan abbia ora in mano la gara e in effetti, con un Leao ora acceso è un altro “Diavolo”. Il Milan è agguerrito e sente come un predatore la preda spaventata e dopo soli 5’ minuti l’ennesima accelerazione di Leao a sinistra, porta il portoghese sul fondo che piazza la palla al centro e Giroud è bravo ad anticipare tutti per il meritato pareggio. 1 a 1, e tutto un secondo tempo da disputare, ma in campo c’è una sola squadra. Sono le maglie rossonere ad imperversare ovunque. Messias si mette la maglia argentina del suo quasi omonimo Massi e sulla destra fa impazzire i suoi avversari, mentre Leao è un razzo imprendibile anche sotto serrata marcatura. Il Milan costruisce i germogli di azioni pericolose e un paio di volte Strakoscia deve metterci i guantoni, mentre Maignan è in completa pausa caffè. A venti minuti dal novantesimo Pioli inserisce energie fresche davanti con il ritorno di Ibrahimovic e anche l’ingresso di Rebic, Krunic e Saelemaekers, cambiando l’intero quartetto offensivo. Proprio lo svedese ha la palla buona, ma spara alto. La Lazio è in affanno completo e non può far altro che lanciare via lontano la palla. La cattiveria, la determinazione e la grinta del Milan è palpabile e in pieno recupero, Rebic sulla sinistra sradica un bel pallone che piazza in mezzo per la sponda dello svedese che spizza per l’inserimento nell’area piccola di Tonali che stoppa di petto e supera con un tocco di punta Strakoscia. Lazio ribaltata e Inter risuperata all’ultimo respiro. Che fame e cuore questo Milan! Che vuole lottare sino alla fine per questo Campionato.
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A: Milan vs Genoa 2-0. Come da programma, per correre per lo Scudetto
( aprile 2022 )
La tua rivale per il Campionato, da pochissimi minuti ha appena terminato la sua partita e vinto, superandoti in classifica. Un certo livello di tensione, è inutile negarlo, te lo arreca. Ma Pioli è navigato e sa trasmettere la sua tranquilla serenità ai suoi ragazzi che scendono in campo al Meazza decisi a fare bottino pieno. Sarebbe quasi una formalità per la capolista la gara contro la penultima, per di più tra le mura amiche. Eppure se i rossoneri non hanno mai subito sconfitta contro una grande, hanno sofferto più volte contro proprio le piccole, lasciando per strada punti importanti. Il Genoa, per rimanere nella Serie A, deve conquistare punti assolutamente e Blessin per far ciò schiera i suoi ragazzi con un centrocampo folto per non subire troppo e ripartire. La tattica degli ospiti si sbriciola dopo che al primo vero affondo rossonero, i padroni di casa passano. Questa volta la defezione all’ultimo momento di un milanista porta bene. Infatti Calabria non c’è la fa e Gabbia fa il centrale insieme a Tomori con Kalulu spostato in corsia destra. E’ proprio lui ad avanzare all’11’ minuto e superata la metà campo, disegna un cross bellissimo ad uscire da destra verso sinistra quasi a spegnersi sul fondo nell’aria piccola. Quasi però. Perché Leao, dotato di una corsa superlativa giunge perfettamente all’impatto del pallone in discesa e di piatto al volo traccia un diagonale sul palo opposto a Sirigu, che in piedi guarda esterrefatto la sfera insaccarsi per il vantaggio milanista. Il Milan non molla la presa e gli ospiti, nonostante l’impegno non creano patemi dalle parti di Maignan. Kessiè che si muove dietro a Giroud su un azione insistita appoggia bene a centro area per Saelemaekers, che colpisce male e manda alto sopra la traversa da ottima posizione. Il Milan nella ripresa gestisce cercando di fare uscire l’avversario che ci prova a pareggiare ma i mezzi sono quelli che sono e i padroni di casa non vogliono ricommettere l’ennesimo errore. Pioli dopo un quarto d’ora della ripresa inizia ad inserire energie fresche per chiudere la gara e quasi Giroud su un calibratissimo cross, in mezza rovesciata raddoppia ma nulla di fatto. I liguri ci provano con lanci lunghi a scavalcare il centrocampo rossonero che con Bennacer e Tonali in mediana non hanno fatto passare uno spillo. Quasi su una deviazione, Gabbia la mette sotto la traversa, ma Maignan non solo è reattivissimo, ma dimostra di avere la colla sui guanti. La forza d’urto offensiva del Genoa è troppa poca cosa per la difesa d’acciaio del Milan. Infatti se è vero che il “Diavolo” qualche fatica buttarla dentro c’è l’ha, è pur vero che nel Girone di Ritorno è la difesa alla lunga migliore con sole sette reti subite. Per un Genoa che non ci sta, c’è un Milan che la vuole chiudere e Messias, al suo quinto sigillo regala un recupero senza patemi quando sulla respinta miracolosa da parte di Sirigu sulla sua prima conclusione, in seconda battuta non lascia scampo. 2 a 0 e tre punti a Pioli che permettono al suo Milan di risuperare i cugini di città per una corsa senza fine verso lo Scudetto. Ma prima di andare a Roma contro la Lazio di Sarri, sarà ancora derby, ma questa volta per approdare alla finale della Coppa Italia. La “Madunina” sta vedendo grande calcio.
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A: Torino vs Milan 0-0. Il Diavolo non mata il Toro e la vetta, ora è in bilico
( aprile 2022 )
Il Milan non segna più, dopo il pareggio contro il Bologna per 0-0, anche contro il Torino raccoglie un solo punto. Il Torino, come da consuetudine rischia poco e blocca sul pari i rossoneri come aveva già fatto con Inter e Juventus. La partita inizia senza grandi sussulti con il Torino attento a chiudere tutti varchi per una possibile avanzata rossonera. La prima vera occasione per il Milan arriva al 24’ con Calabria che arriva al tiro di sinistro dall’interno dell’area, ma Bericha è bravo a respingere. Al 33’ chance per il Torino con Ricci che dall’interno area calcia male con il sinistro. Si conclude il primo tempo di una partita noiosa con le due squadre che non creano praticamente occasioni da gol. Il secondo tempo sembra più vivace, non che ci voglia molto!Al 50’ Pobega lavora un bel pallone sulla lunetta, palla a sinistra per Vojvoda che controlla si accentra sul destro ed arma una botta sotto la traversa, vola Maignan a metterla in corner. Al 53’ ci prova il Milan con Leao che fa secco Zima in mediana, avanza palla al piede, prova ad imbucare per Giroud ma Bremer capisce tutto ed intercetta. Ancora una partenza di Leao al 57’ che si incunea in area da sinistra, non riesce a calciare, la palla torna buona per Tonali che prova il sinistro di prima intenzione ma si infrange contro il solito Bremer. Al 60’ Giroud riceve in area, se la sposta sul sinistro ma Bremer smorza la conclusione che Berisha blocca senza problemi. Il Torino prova a sua volta a portarsi in vantaggio con Belotti al 65’ che scarica il destro ma Tomori riesce a recuperare e ribattere in corner e su corner dove svetta sempre Belotti ma senza inquadrare la porta. Al 74’ ci prova Tonali lanciato nello spazio, entra in area da destra, salta Ricci ed esplode il sinistro che però gli rimane troppo centrale e Berisha blocca. Al 83’ ghiotta occasione per il Torino con Pellegri lanciato in campo aperto, sfida Tomori in uno contro uno, lo salta e calcia di destro ma Maignan blocca senza alcuna difficoltà. Nel recupero ultima occasione il Milan su punizione ma mura bene Bremer. Finisce a reti inviolate il duello tra Torino e Milan. Pareggio giusto per quello visto in campo. Il Milan è apparso, come nelle precedenti partite, stanco e con poche idee in attacco e poco lucido. La difesa rossonera ha gestito la partita senza troppa difficoltà. Peccato per i rossoneri che potevano allungare su una diretta avversaria allo scudetto, il Napoli, che perdendo contro la Fiorentina poteva allontanarsi. Chi “ride” è l’Inter che si riporta sotto e con una partita in meno può trovarsi facilmente in vetta in quanto una vittoria nella partita mancante può portarsi in testa. La prossima partita del Milan sarà con il Genoa, che essendo in zona retrocessione e non ancora matematicamente retrocessa, metterà di sicuro in difficoltà i rossoneri per cercare di guadagnare punti salvezza.
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A: Milan vs Bologna 0-0. Goal mancato, insieme ai tre punti, ma la vetta solitaria rimane
( aprile 2022 )
La capolista rimaneva l’ultima a giocare per chiudere la 31°Giornata. Sapere il risultato delle proprie avversarie in anticipo può essere un grosso vantaggio, ma anche una pericolosa zavorra di tensione. Pioli è stato comunque bravo a lavorare sulla testa dei suoi calciatori e farli sempre rendere al meglio senza fargli sentire la pressione dell’obbligo alla vittoria. I rossoneri, scesi in un San Siro con oltre settantamila suoi tifosi, come da due anni oramai non si vedeva, si dispongono nel loro collaudato 4-2-3-1. Formazione tipo con tutti a disposizione, tranne Kjaer, una novità per il mister del “Diavolo”. Dall’altra parte, gli emiliani, privi della loro guida Mihajlovic per i suoi conosciuti problemi di salute, e che tutti quanti, compresa la redazione di “Jimacalcett”, si augurano possa risolvere positivamente, scende al Meazza con un 3-5-2 che in fase di non possesso palla diviene un compattissimo 5-5. Il Milan parte subito bene perché vuole dimostrare che è lassù non per caso ed è deciso a rispondere immediatamente alle vittorie esterne delle sue temibili inseguitrici, che sono riuscite a spuntarla in campi difficilissimi. Allo stesso tempo il Bologna, con un Girone di Ritorno a dir poco imbarazzante dove in dieci partite giocate ha appena racimolato sette punti, che la porterebbero ad essere in Serie B, deve fare qualcosa se vuole dare un senso a questa stagione. Dato che ci sono entrambi i Gironi, quanto di buono fatto in quello autunnale ha permesso ai rossoblu di avere un bel margine di sicurezza dalle ultime tre. Infatti gli ospiti non sono ne contratti e neppure timorosi davanti alla fame di punti della capolista. Dopo i primi minuti di alta pressione milanista, inizia a giocare apertamente anche il Bologna. Leao è sempre tra quelli più attivi e i suoi movimenti e guizzi rapidi mettono ansia alla retroguardia emiliana, ma come spesso gli capita, la precisione non è all’altezza della sua carica dinamica. Tonali e Hernandez si travestono da uomini assist per la punta avanzata Giroud che di testa nella prima frazione impensierisce ben due volte Skorupski che è bravo nella prima occasione a bloccare a terra e la seconda a rifugiarsi in angolo. Tuttavia, come dicevamo, gli ospiti non stanno a guardare e confezionano con due belle azioni due grandi occasioni da rete. Nella prima la conclusione finale verso la porta, come se fosse stato un rigore in movimento. è talmente fiacca che vanifica la bella manovra e per Maignan non è un problema accartocciarsi a terra. Nella seconda Barrow da fuori area fa partire un missile destinato ad infilarsi quasi sotto all’incrocio, ma Maignan compie una parata da “nove” in pagella deviando con la mano di richiamo la sfera in angolo. Si và dunque negli spogliatoi inchiodati sul pareggio senza reti dopo una bella sfida giocata da due squadre che hanno entrambe cercato di vincere. La ripresa cambia invece trama. Pioli cambia subito Messias che non si è visto con il furore di Rebic. I padroni di casa aumentano i giri del motore e la pressione non solo è costante ma è talmente intensa che il Bologna non ha più modo di uscire dalla sua metà campo. Maignan per tutti il secondo tempo diverrà un’ospite non pagante dello stadio, a differenza del suo collega di porta dall’altra parte del campo. Tanta è la foga da parte del Milan di cercare la rete della vittoria e quindi dei tre punti, che anche la mira, la lucidità e la precisione vengono a mancare. Leao trova lo spiraglio ma il piede di Skorupski è provvidenziale, così come i centimetri non permettono al diagonale di Calabria di insaccarsi in rete. Anche Rebic di testa, su azione d’angolo è bravo a svettare ma altrettanto abile è l’estremo difensore rossoblu a deviare sopra la traversa. Non bastano gli otto minuti abbondanti di recupero ai meneghini per vincere per la quinta volta dopo il derby per una rete a zero. Pioli ha contato ben trentatre tiri verso la porta dell’avversario ed è indiscutibile che la fortuna non ha arriso ai suoi ragazzi. Ma talvolta è il prezzo da pagare quando riesci anche ad arrivare al successo in altre occasioni con soli due o tre tiri in porta. Il margine di vantaggio si è ridotto, ma la vetta è sempre del “Diavolo”.
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A: Cagliari vs Milan 0-1. Una rete sola, ma che tre punti da Scudetto
( marzo 2022 )
Il Milan sta giocando per uno e solo uno scopo soltanto, vincere ogni partita. I rossoneri sanno che basta anche una sola rete per portarsi a casa i tre punti e son consci della propria capacità di saper soffrire quando serve e colpire quando è il momento giusto. Davanti hanno il Cagliari che vuole e deve fare punti se non desidera ripiombare nel Girone dei Dannati. La capolista conosce già i risultati delle sue due rivali inseguitrici, ma Pioli ha oramai forgiato un gruppo impermeabile alle situazioni esterne e che gioca solamente ed unicamente guardando se stesso. Questo “Diavolo” non ha stelle di primo piano, escluso il vecchietto svedese che ricopre quasi oramai il ruolo di secondo mister. A turno uno o due giocatori salgono in cattedra e fanno la differenza vestendosi i panni dei fuoriclasse. Nel suo 4-2-3-1 turno di riposo in mediana per Tonali e scende in campo la coppia titolare della scorsa stagione Kessiè e Bennacer che non faranno vedere boccia ai centrocampisti cagliaritani. Ma quello che è veramente in giornata e Theo Hernandez. Tutte le azioni pericolose della prima frazione passano da lui. Una sua fuga sulla sinistra permette a Giroud di andare a colpire al volo in area piccola ed incredibilmente a mandare fuori la palla a Cragno battuto. Di nuovo l’esterno sinistro rossonero parte palla al piede e sulla trequarti isolana apre a destra per Kessiè che fa partire un missile da lontano che fa tremare il palo sulla sinistra di Cragno, che però questa volta era in traiettoria. Il Milan cerca di sfondare ma gli isolani combattono in ogni zona del campo e anche se non riescono a produrre nessun pericolo dalle parti della porta milanista, possono ritenersi soddisfatti di essere giunti alla pausa caffè sul risultato di 0 a 0. Il Milan nella ripresa non muta copione. Solo i meneghini cercano con insistenza la vittoria. E’ nuovamente Hernandez a dimostrare quanto sia bravo Cragno che devia una sua saetta da fuori sopra la traversa. A poco meno di un quarto d’ora dall’inizio del secondo tempo, ecco che il meritato vantaggio milanista giunge. Azione corale offensiva degli ospiti. Dalla destra la palla giunge a Diaz che suggerisce al centro dell’area per la punta Giroud che intelligentemente copra la sfera e fa da sponda per Bennacer che in mezza volè, al volo, colpisce di collo pieno, disegnando una traiettoria perfetta per un pallone questa volta imperdibile per Cragno. Il Milan è avanti e sciupa almeno due limpidissime azioni in contropiede. Incredibile Calabria cosa si mangia, da solo, centralmente, davanti a Cragno, ma bisogna dare anche i meriti al portiere. Questi errori davanti, però, stanno per essere pagati carissimo al novantesimo. Già prima Pedro da solo in area sta per battere Maignan, ma Tomori è provvidenziale nella deviazione in angolo. Ma sopratutto, è la traversa a Maignan superato a dire di no al colpo di testa di Pavoletti. Sarebbe stata moneta troppo ricca per il Cagliari il punto, per il poco fatto nel corso dell’intera gara. Il Milan ha vinto meritandosi i tre punti sin dal calcio d’inizio e se c’è anche quel pizzico di fortuna sul finale, è un bel segnale per lo scorcio terminale di questo Campionato. Tre punti con una prestazione solida, da squadra con un gioco, ben poco perforabile e sempre pronta a creare azioni da rete. Un Milan che sta meritando la vetta sul campo.
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A: Milan vs Empoli 1-0. Altri tre punti verso il sogno Scudetto
( marzo 2022 )
Non chiedete a Pioli se anche questa vittoria può portare il suo Milan alla conquista del Campionato. Vola basso il mister per tenere i suoi ragazzi con i piedi per terra, ma il “Diavolo” vola in cielo. Con tutti i calciatori a disposizione, il collaudatissimo schema non si tocca, ma gli interpreti parzialmente sì. Theo Hernandez viene sostituito da Florenzi e Kessie prende il posto di Diaz da tre quartista dietro alla punta francese. L’Empoli si dispone con un robusto, ma pericoloso albero di Natale, tanto caro a mister Ancelotti quando era alla corte di Berlusconi a Milanello. Pinamonti è la bocca da fuoco, ma davanti a sé ha Tomori e Kalulu che non gli faranno toccare praticamente mai la boccia. I padroni di casa partono subito arrembanti e vogliosi di giocare, divertirsi, ma sopratutto vincere dimostrando sul campo che sono loro la capolista e meritano di esserlo. L’ex terzino della Roma e della Nazionale, non fa rimpiangere minimamente Hernandez e sulla sinistra si trova alla meraviglia con la corsa ed il talento di Leao. Milan dopo un quarto d’ora già vicino alla rete in un paio di occasioni ma tra Vicario e la poca precisione nulla di fatto. Se davanti non la buttano dentro, ci vogliono alternative, ed ecco che ci pensa il più giovane e quello più lontano dai riflettori. Punizione al 19’ minuto che viene respinta dalla barriera toscana. La palla ritorna fuori area a fil di erba e Kalulu di precisione colpisce perfettamente di piatto imprimendo una traiettoria a giro che si infila in rete, quasi accarezzando il palo alla destra di Vicario. I quaranta mila di San Siro esprimono la loro gioia con un boato immenso. Il beniamino dei tifosi rossoneri segna uno dei goal più pesanti della stagione. Il Milan per tutto il primo tempo continua a macinare gioco e anche a creare altre potenziali occasioni da rete, ma tra la poca cattiveria impressa e la poca lucidità, si và negli spogliatoi certamente in vantaggio meritatamente, ma non con la partita chiusa e blindata. Di fatto l’Empoli, che si trova in una posizione invidiabile di classifica, con addirittura dieci punti di vantaggio sulla terzultima, gli piace giocare a calcio e sa come far male. Nella ripresa la gara cambia trama. Il Milan è un po' sulle gambe, o forse è anche il peso di una vittoria che potrebbe risultare quasi decisiva per allungare sulle rivali, che blocca la testa dei rossoneri. Sta di fatto che i toscani crescono e si fanno pericolosi. Allora bisogna ringraziare i capricci del suo ex portiere che ha voluto andare a parare per il Mondo dorato dei parigini. Infatti sale in cattedra il so sostituto Maignan. Un portiere che non solo sa parare bene, ma conferisce all’intero reparto difensivo una sicurezza assoluta. Un intervento portentoso salva prima il Milan dalla rete quasi fatta per il pareggio da parte degli ospiti, poi sui traversoni pericolosi in area degli avversari ogni sua uscita con la presa della palla sui propri guantoni è una liberazione di tranquillità per compagni e tifosi. Il Milan ha il demerito di non aver avuto la forza di sfruttare gli spazi e chiudere in contropiede il match, ma ha avuto la tenacia di resistere e combattere con umiltà nel momento di di difficoltà. Se il primo tempo i rossoneri hanno sciorinato anche bel calcio, giocando di “fioretto”, nel secondo tempo, hanno tirato fuori la “sciabola” e si sono messi i panni della provinciale di qualità che lotta su ogni pallone per non subire la rete. La doppia anima di questo “Diavolo” che Pioli, da buon padre di famiglia vuole proteggere da ogni possibile calo di tensione e concentrazione. Nel frattempo, tutta la tensione, con questi tre punti conquistati, rimbalza ora su Inter e Napoli che devono assolutamente rispondere con un successo se non vogliono distanziarsi ulteriormente.
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A: Napoli vs Milan 0-1. Il Giroud dal colpo Scudetto? Sicuramente vittoria pesante del Diavolo
( marzo 2022 )
Un gol di Giroud, esattamente come nel derby, porta in vetta in solitaria il Milan, battendo per 1-0 il Napoli, diretta avversaria per il primato. Mister Pioli si presenta al Maradona con una squadra offensiva, mentre il Napoli che è in ottima forma mette in campo la sua squadra migliore, anch’essa molto offensiva. Inizia la partita ed entrambe le squadre sembrano vogliano vincere. Il primo quarto d’ora di gioco è tutto partenopeo con varie occasioni sopratutto da fuori area che vengono prontamente neutralizzare dall’ottimo Tomori e dall’estremo difensore rossonero Maignan. La prima occasione del Milan arriva al 19’ su angolo dalla sinistra di Tonali, sul primo palo svetta Messias, miracolo di Ospina ma Orsato ferma tutto per un precedente fallo di Giroud su Mario Rui. La partita prosegue con molti falli da entrambe le parti e chi ne fa le spese è Giroud che è sofferente per un brutto colpo alla caviglia ma che continua a giocare. Al 29’ Leao, insolitamente a destra, fa secchi Mario Rui e Insigne, si accentra e scarica per Tonali che però spedisce direttamente in curva. Il primo tempo risulta essere molto confuso, con tanto agonismo da entrambe le formazioni ma entrambe hanno poca lucidità per primeggiare e portarsi in vantaggio. Riprende la partita e al 49’ arriva il vantaggio per i rossoneri. Punizione dalla trequarti, la difesa partenopea respinge corto, Calabria tenta la botta dal limite, sbilenca ma Giroud mette il piattone sinistro (come nel derby) e batte Ospina. 1-0 per i rossoneri. Ma al 51’ il Napoli cerca subito il pareggio senza fortuna con Oshimen che chiede ed ottiene il triangolo da Di Lorenzo, spara dal limite ma Maignan blocca. Il Milan conscio del fatto che l’1-0 non basta per assicurarsi la vittoria ci prova al 55’ con Bennacer che si libera sul mancino e cerca il secondo palo a giro ma è bravo Ospina a salvarsi in corner. Le squadre si allungano tantissimo e si creano molti spazi ma nessuna delle due riesce a concludere in porta. La partita diventa molto spezzettata e ulteriormente fallosa. Al 71’ si fa rivedere il Napoli con Oshimen che libera Elmas al limite, disturbato al momento della battuta,ma la palla va fuori. In risposta il Milan al 73’ su uno sviluppo del Milan dalla sinistra che libera Kessie che prova a calciare dall’interno dell’area ma guadagna solo un corner. Al 85’ ultima azione del Napoli della partita con Oshimen che vince il duello in velocità con Kalulu, entra in area e spara ma Maignan alza il muro. Il Milan ci prova invece in contropiede con Rebic che manda Theo Hernandez il quale esplode il sinistro ma Ospina chiude il primo palo. Al 94’ altro contropiede magistrale del Milan con Theo Hernandez che libera Saelemaekers tutto solo ma il belga si divora il gol che avrebbe chiuso la partita. Finisce con una vittoria del Milan contro una squadra di pari livello, e porta i rossoneri in vetta alla classifica. Al Napoli questa sera è mancato l’ultimo passaggio e non sono riusciti a rendersi pericolosi in avanti. Al Milan è riuscito meglio il possesso palla e sono stati bravi a sfruttare le poche occasioni. È stata una partita difficile, sapendo anche che i cugini avevano vinto , ma nonostante la fatica e la frenesia del Napoli, tutta la squadra è rimasta concentrata dall’inizio alla fine. La strada sembra delineata verso un buon piazzamento in campionato, ma il Milan deve fare attenzione perché nonostante debba incontrare squadre “minori” è stato proprio contro quelle che ha perso punti.
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C.I.: Milan vs Inter 0-0. Ai punti vantaggio rossonero per il ritorno delle Semifinali
( marzo 2022 )
Si chiude con un pari a reti bianche, il derby di andata delle semifinale di Coppa Italia tra Milan ed Inter. Il Milan può ritenersi più soddisfatto del pari rispetto ai cugini nerazzurri perché stante la regola dei gol in trasferta, lo 0-0 ottenuto in casa, esattamente come nell’Euroderby 2003, permetterà ai rossoneri di avere due risultati su tre utili per il passaggio in finale. Inizia la partita al 5’ con un cross dalla trequarti per Dzeko che prova la sponda ma sbaglia misura e Maignan blocca. All’8’ ci prova il Milan con Florenzi che pesca splendidamente Krunic al limite dell’area ma il bosniaco bisticcia col pallone e Handanovic può controllare la rimessa dal fondo. Al 10’ Handanovic gioca un pallone al limite dell’area su Brozovic che, pressato da Krunic, perde palla e libera Saelemaekers che esplode il sinistro dall’interno dell’area ma Handanovic riesce a recuperare la posizione e respingere. Al 22’ Perisic crossa da sinistra, a centro area arriva Dzeko ma finisce in porta lui anziché il pallone che invece è stato deviato da Romagnoli, che nell’intervento si infortuna. Al 27’ Giroud scarica un bel pallone al limite, sulla sfera però si avventano tre rossoneri, Leao, Krunic e Saelemaekers che si ostacolano tra di loro, alla fine è Leao a recuperare la sfera ma il suo mancino è sbilenco. Finisce un primo tempo che è sempre stato in equilibrio, senza grosse emozioni. Il match riprende ma è bloccato e nessuna delle due squadre riesce a prevalere sull’altra. Uniche azioni degne di nota al 57’ su rimessa laterale di Florenzi che pesca splendidamente Krunic in area, ottimo il primo dribbling, pessimo invece il tiro di sinistro; palla fuori. Al 72’ ‘Break’ di Messias su passaggio orizzontale di Vidal, transizione sulla sinistra dove Rebic gioca però una palla troppo difficile a Diaz che calcia come riesce ma la mette fuori. Unica azione dell’Inter in questo secondo tempo degna di nota è al 76’ con Vidal che apre splendidamente per Dumfries al vertice destro dell’area di rigore, tiro-cross sul secondo palo dove c’è Dzeko ma anche Kalulu che lo anticipa e salva un gol fatto. Termina quindi in pari un derby senza emozioni. Il Milan forse meritava di più ma considerando il fatto del pareggio in casa, la prestazione dei rossoneri è più che positiva. La difesa non è mai stata impegnata dai cugini, e le poche volte che l’Inter è riuscita a superare la metà campo, il Milan è sempre stato ordinato e sicuro nello stoppare il pericolo nerazzurro. Nel Milan ottima prestazione di Florenzi che passava dalla difesa all’attacco senza sosta mettendo in difficoltà i nerazzurri. Negativa ancora una volta la prestazione di Kessie che sta pagando il poco riposo e i “pensieri” sul suo futuro. La squadra di Pioli è comunque apparsa stanca ma diversamente dal derby vinto immeritatamente in campionato ha saputo reggere bene contro lo squadrone, stanco anch’esso, dell’Inter. L’Inter dal canto suo è apparsa stanca, poco reattiva e senza idee per tutta la partita e non ha messo in difficoltà i rossoneri. Tutti movimenti della squadra sono prevedibili e molto spesso sono dettati anche dall’indecisione verso chi passare il pallone. Le idee non sono chiare e lo schema utilizzato dell’allenatore è sempre lo stesso. Forse è anche per quello che i nerazzurri non segnano e Lautaro sembra uno stanco predicatore nel deserto. Unico che della partita si salva con una sufficienza è Dzeko che si sacrifica come nessuno ma che da solo non può attaccare- difendere. La prossima partita dell’Inter sarà con la Salernitana, che nonostante sia ultima in classifica, è un periodo molto positivo. Mentre il Milan si troverà a combattere per rimanere in alto contro il Napoli, che purtroppo per i rossoneri, in questo è una delle squadre più in forma del campionato.
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A: Milan vs Udinese 1-1. Una mano a frenare, ma anche la stanchezza rallenta
( febbraio 2022 )
Il Milan si ferma ancora, al termine di una partita sofferta contro l'Udinese. I rossoneri riescono a racimolare un pareggio, che grazie al pari dell'Inter, le permette comunque di rimanere in testa alla classifica. La partita inizia con delle buone azioni da parte dell'Udinese ma che non impensieriscono la retroguardia rossonera. Subito al 3' ci prova Molina che crossa per Beto ma la presa è facile per Maignan. Al 6' ci prova invece il Milan con Messias ma è bravo Silvetri ad uscire in presa bassa. Al 7' ancora Beto cerca di segnare ma viene intercettato da Tomori e sempre l'Udinese con Deulofeu, ex della partita, entra in area e prova il destro ma senza risultati. Al 20' il Milan si sveglia prima con Leao che manda il sinistro poco angolato sul fondo e al 27' con Calabria che tenta la conclusione da fuori ma non inquadra lo specchio. Ma ecco che al 29' arriva il vantaggio rossonero con Leao. Calabria apre a destra per Tonali che pennella sul secondo palo per Leao che vince un duello fisico con Becao e batte Silvestri in uscita. Al 34' prova il Milan ad allungare il vantaggio con Messias ma Becao lo chiude provvidenzialmente in corner. L' Udinese si rifa sotto al 43' con Beto che anticipa Tomori e indirizza la palla sotto la traversa ma Maignan blocca. Finisce il primo tempo con il vantaggio del Milan. Inizia il secondo tempo e l'Udinese inizia la sua lenta corsa verso il pareggio. Già al 49' ci prova con Beto su lancio profondo di Perez. Al 58' Calabria perde palla che finisce sui piedi di Arslan che prova il rasoterra incrociato che fa la barba al palo. Un minuto dopo Messias libera l'area da un pericoloso cross e al 62' Becao tenta il tiro ma Maignan blocca dopo la deviazione di Tomori. Sempre Tomori salva un'occasione al 64' su Molina che entra in area e la mette in mezzo ma calcia verso Tomori che recupera. Al 66' i tempi sono maturi per il pareggio . Fallo laterale dalla destra, si innesca una mischia furibonda dove Pereyra va in rovesciata e trova la deviazione di Udogie che devia in porta. Il Milan accusa il colpo tanto che al 74' si salva grazie alla parata di Maignan su Pererya che è libero di calciare. Al 81' Diaz imbuca in area per Leao, ma è ancora provvidenziale Becao. Al 85' su corner, Romagnoli svetta ma Silvestri riesce a bloccare. Ultima azione della partita per l'Udinese al 93' che fa venire i brividi ai rossoneri. Deulofeu si libera al limite e calcia di destro ma Maignan si supera in angolo. Termina con un pari giusto la partita. Il Milan è apparso stanco e nonostante forse il gol del pareggio dell'Udinese non è del tutto regolare, non deve essere un alibi visto cosa non ha fatto la squadra rossonera questa sera. Le occasioni sono state poche, il centrocampo è apparso in scarsa forma, e in attacco non si può sperare che Giroud,nonostante sia un'ottimo giocatore, tenesse in piedi una squadra per tante partite. È evidente il calo fisico e mentale e oltretutto l'Udinese ha avuto molto possesso palla e più idee dei rossoneri. La prossima partita del Milan sarà in Coppa Italia con l'Inter, il derby dei cugini stanchi, visto che anche l'Inter ha gli stessi problemi di tenuta fisica e mentale, se non maggiori, del Milan.
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A: Salernitana vs Milan 2-2. Vertigini d’altezza pagate a caro prezzo
( febbraio 2022 )
Quando la prima della classe forte di ben 55 punti, va in casa dell’ultima della fila che di punti ne ha racimolati appena 13, anche se deve ancora disputare due recuperi, praticamente subentra anche nel calcio una sorta di matematica oggettività sulla vittoria certa della capolista. Tutto sta nell’indovinare con quanto scarto avvenga. Ma il bello del calcio è che non basta essere più forti dell’avversario, sia tecnicamente che fisicamente oltre che di gioco corale. La determinazione e la voglia di combattere su ogni pallone, fanno sempre la differenza. Il Milan di Pioli è stato costruito da subito su questo approccio alle gare. Compattezza, aggressività e tanto, tanto sudore. Pioli ha sempre inculcato ai suoi ragazzi che essendo bravi, ma non tutti, quanto meno ancora, dei campioni e fuoriclasse, devono scendere sul prato verde con immensa umiltà. Di fatto contro le grandi squadre, a prescindere dal risultato finale, il Milan ha sempre ben figurato. Con le migliori formazioni nazionali è uscita battuta, sino ad ora unicamente da Napoli, immeritatamente. Anche in Champions, dove tutte e tre le altre del Girone erano o più forti, oppure molto più forti, il Milan ha dato tutto perdendo anche sfide che meritava, per gioco espresso e occasioni create, quanto meno di pareggiare. Qualcosa non va con le partite quasi scontate. Le sconfitte casalinghe con Sassuolo e Spezia, seppur diverse, non sono state un caso. Senza fatiche europee, il Milan scende in Campania per allungare sulle inseguitrici e mettergli pressione. I meneghini si schierano con il collaudato 4-2-3-1 in formazione tipo. Davide Nicola, appena arrivato su questa panchina, disegna una compatta formazione disposta con un 4-5-1, anche se in fase di ripartenza diviene in automatico un 4-3-3. Uno dei marchi di fabbrica di questo Milan è partire subito forte e di fatto al 6’ minuto, il match si mette subito in discesa, grazie alla travolgente discesa palla al piede di Theo Hernandez che dalla sua trequarti taglia il campo da sinistra a destra sino alla trequarti granata e inventa un bel filtrante per l’intelligente movimento da destra a sinistra di Messias. L’esterno destro entra così nella voragine lasciata aperta dai due centrali salernitani e batte, spiazzandolo, Sepe. Sepe che si rifà con gli interessi sulla bella punizione a giro di Bennacer deviandola in angolo. Il Milan gestisce la gara, ma i padroni di casa puniscono alla mezz’ora la capolista per il suo atteggiamento lasso. Maignan sino a quel momento inoperoso, sul cross che sta giungendo dalla sua sinistra esce male sbattendo sul suo difensore che lo stava coprendo, la palla riscende in area e Bonazzoli con una splendida rovesciata insacca per il pareggio. Il Milan non si scuote e si và negli spogliatoi con il tabellino che segna 1 a 1. Si riparte con i muscoli di Kessiè in mezzo al campo. Il Milan crea subito due nitide palle goal, ma Leao nella sua mezza rovesciata al volo è sfortunato dato che la sfera esce di un non nulla e Giroud si fa ipnotizzare da Sepe. Il Milan appena cala il ritmo permette alla Salernitana di crescere e a riprende a pressare ovunque, come quando Maignan nell’impostare nella sua area si fa rubare la palla e Bonazzoli di rabona sta per segnare a porta vuota, ma Romagnoli sulla linea è bravissimo a sventare la rete. Goal che è solo rimandato. Con la difesa schieratissima del Milan, al 72’ minuto, i granata scendono dalla loro destra offensiva, giunge il cross che supera prima Kessiè, Tomori è in ritardo nella marcatura stretta e Djuric di testa supera Maignan, che questa volta non ha lo scatto felino come nel derby della Madunina due giornate addietro. La capolista si è fatta ribaltare, ma fortunatamente il Rebic, da non molto entrato, rimette a posto le cose 5’ minuti dopo quando un tiro non fortissimo da fuori, passa tra diverse gambe infilandosi basso accanto al palo alla destra di Sepe, immobile. Con il recupero c’è ancora un quarto d’ora da giocare, ma il Milan non riuscirà a creare più nulla di veramente pericoloso. Pareggio giusto, che premia una Salernitana che in questo Girone di ritorno ha indubbiamente cambiato marcia in campo e nei risultati. Milan che ha sottovalutato l’avversario e tutti i i giocatori che nelle ultime gare sono stati decisivi hanno dato qualcosa meno del solito. Invece di dare pressione a Inter e Napoli, ora potrebbero essere ulteriormente galvanizzate dal passo falso della capolista.
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A: Milan vs Samp 1-0. Solida vetta da capolista
( febbraio 2022 )
Il derby è passato e come un pannello solare hanno rigenerato convinzione ed energie al “Diavolo”. I cugini sono usciti nel tardo pomeriggio di sabato con un solo punto da Napoli. Se la matematica non è un’opinione, il Milan se vincesse scavalcherebbe l’attuale capolista, prendendone il posto, oltre a staccarsi dal Napoli. L’ostacolo non pare insormontabile, ma l’arrivo di Gianpaolo e l’acquisto di giocatori di alta qualità come Stefano Sensi, hanno conferito imprevedibilità a questa Sampdoria. Pioli va sul sicuro e non muta quello che da quando siede sulla panchina rossonera è divenuto il “Verbo”, ovvero solido e fantasioso allo stesso tempo 4-2-3-1. In mediana inamovibile Tonali e spazio a Bennacer. Calabria e Florenzi terzini a coprire le fasce ai due centrali Romagnoli e Tomori. A supportare la punta Giroud ma anche a fare da filtro, i tre trequartisti Leao, Diaz e Messias. Il tempo neppure di sgranchire le gambe che i padroni di casa passano in vantaggio. Due passaggi per arrivare al tiro? Meno. Maignan eroe nel derby per alcune parate da vero fuoriclasse, oggi si prenderà un bel sette in pagella senza aver mai praticamente toccato sfera. All’ottavo minuto, il portiere francese avanza palla al piede fuori dalla sua area e dalla cunetta fa partire un lancio non solo forte ma di una precisione e calibrazione degne del miglior Pirlo. Un’apertura sulla fascia sinistra che libera lo strapotere fisico di Leao che in corsa brucia dentro l’area il suo marcatore e supera Falcone. Con le dovute proporzioni tra i calciatori in causa, ricorda molto lo schema che adottava sovente l’Inter del “Fenomeno”, quando direttamente Pagliuca innescava Ronaldo. Milan che mette la partita subito in discesa. Gianpaolo nel suo 4-4-1-1 con Sensi ad illuminare, non trova soluzioni di alcun tipo. Possesso palla paritario, ma a differenza dei rossoneri, i blucerchiati non sanno costruire nessuna trama offensiva. Merito sopratutto della compattezza di squadra avversaria. I reparti dei padroni di casa sono ravvicinatissimi. Talvolta Giroud fa da molla arretrando sino ai tre trequartisti, come lo stesso Tomori lo vedi pressare sino in mediana. Nessun problema a gestire il vantaggio, anzi, Falcone è bravissimo a respingere una conclusione da parte di Messias. Nel secondo tempo il canovaccio non muta. Gianpaolo prova a fare qualche cambio, ma Pioli risponde con nuove energie fresche. Il Milan gioca come il gatto con il topo ed in novanta minuti i liguri andranno al tiro solamente con Candreva da fuori che non impegnerà Maignan. Se la sfida termina solamente 1 a 0 a favore dei lombardi, la Sampdoria deve ringraziare il suo portiere. Su Giroud è veramente strepitoso per ben due volte. Sulla sua mezza rovesciata stilisticamente perfetta, Falcone si supera con la manona aperta, così come devia sopra la traversa il colpo di testa del francese. Rebic, subentrato ad uno stanco Leao, si mangia un’occasione e mezza. Giunge il fischio finale da parte dell’arbitro che sancisce un Milan in vetta al Campionato, solo e soletto. Vittoria importante, che anche se avvenuta per una sola rete, non tragga in inganno. Il successo rossonero non è mai stato in discussione. Pochezza dell’avversario? Magari anche. Tuttavia grande merito di aver impedito al rivale di farsi mai una volta pericoloso è un grande pregio. Ma allo stesso tempo il Milan ha costruito almeno altre quattro occasioni limpidissime da rete. Questa si chiama consapevolezza dei propri mezzi e tanta autostima acquisita dopo la vittoria nel derby. Il Milan, senza più le coppe europee infrasettimanali potrà preparare la facile trasferta a Salerno cosa che Napoli, Atalanta, Juventus e sopratutto Inter non potranno permettersi. Un grande vantaggio, oltre alla solidità di squadra ritrovata, al pari della vetta in Campionato.
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C.I.: Milan vs Lazio 4-0. Poker da derby per le semifinali
( febbraio 2022 )
Il Milan supera agevolmente i quarti di finale di Coppa Italia, battendo meritatamente per 4-0 la Lazio a S.Siro e si qualifica alle semifinali dove incontrerà i cugini nerazzurri dell’Inter. Il Milan, reduce da un successo forse immeritato proprio contro l’Inter in campionato, schiera la formazione migliore mentre la Lazio schiera, quasi volutamente, una squadra un po’ rimaneggiata mettendo in panchina Luis Alberto forse l’uomo più importante in questo momento per i laziali. La partita inizia subito intensamente ma il gioco è da entrambe le parti poco brillante. La prima azione della partita arriva al 12’ Theo Hernandez allarga a destra per Messias che converge sul sinistro, calcia, trova una deviazione che torna buona al limite per Kessie: sinistro potentissimo ma centrale che Reina blocca. Al 22’ da segnalare l’ammonizione di Tonali che salterà la prossima partita in quanto diffidato. Ma di li a poco al 24’ ecco il vantaggio del Milan, che fa dimenticare la prossima assenza del suo miglior centrocampista. Romagnoli trova un tracciante perfetto per Leao che si infila tra Hysaj e Luiz Felipe, entra in area e con un sinistro rasoterra sul palo lontano non lascia scampo a Reina. La prima occasione della Lazio arriva al 35’ con Milinkovic-Savic che lancia a 50 metri Immobile che anticipa Maignan in area sull’uscita con un pallonetto e poi cade a terra ma per l’arbitro Sozza non c’è nulla. Al 41’ arriva il secondo gol, Basic sbaglia un pallone a centrocampo che innesca la ripartenza di Brahim Diaz; apre per Leao che salta secco Luiz Felipe in dribbling e la mette rasoterra praticamente sulla linea dove Giroud deve solo appoggiarla col piattone sinistro. Nei tempi di recupero al 46’ Brahim Diaz va ancora una volta via palla al piede, allarga a sinistra ma stavolta Leao lascia per Theo Hernandez che mette ancora una volta un suggerimento rasoterra nell’area di porta dove Giroud si fa trovare di nuovo pronto e col piattone sinistro gonfia ancora la rete. Finisce il primo tempo con il Milan che mette al sicuro il risultato e con Lazio che non riesce a creare azioni pericolose. Inizia la partita e il Milan gioca in controllo. La Lazio al 48’ ci prova con Felipe Anderson che va via con un tunnel a Theo Hernandez sulla destra, deve chiuderlo Romagnoli in corner e ci riprova al 57’con Pedro che ruba un pallone sulla destra, si mette in proprio, si accentra, se la porta sul sinistro e tenta una conclusione che esce debole e facile per Maignan. Al 63’ si infortuna nella Lazio Immobile alla caviglia e lascia il campo. Al 71’ si rifa sotto il Milan con un cross dalla destra di Saelemaekers per la testa di Rebic che non trova la porta ma c’era fuorigioco. Al 73’ su angolo dalla sinistra di Luis Alberto, a centro area svetta Milinkovic-Savic che la spizza sul secondo palo dove però Patric non arriva. Al 79’ arriva il quarto del Milan su punizione dalla sinistra di Maldini, la difesa della Lazio libera male e dal rimpallo la sfera torna buona per Kessie che arma il destro e supera ancora Reina. Finisce la partita con una vittoria meritata del Milan contro una Lazio. Il Milan sta molto meglio sia fisicamente che mentalmente, si sono resi pericolosi in varie occasione e hanno concretizzato al meglio le palle gol che si sono create per merito dei rossoneri ma anche per demerito degli avversari che non sono apparsi per niente in forma e quasi rassegnati. Il prossimo turno sarà in campionato contro la Sampdoria per sperare di agguantare la capolista Inter che se la vedrà con il Napoli, avversaria diretta per la lotta per lo scudetto.
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A: Milan vs Juve 0-0. La stanchezza vince su entrambe
( gennaio 2022 )
Chi ha vinto in questo pareggio tra Milan e Juventus? Probabilmente chi da fuori guardava la partita, ovvero la capolista. Il Milan affronta questa gara sapendo che i tre punti sarebbero importantissimi per rimanere incollati ai cugini. Allo stesso tempo i bianconeri non possono perdere la sfida, sia per il colpo al morale, sia per non perdere terreno dalla zona Champions. A ben vedere il pareggio potrebbe andare bene ad entrambi, ma anche male a tutte e due. Con i tre punti i piemontesi si prenderebbero, temporaneamente, già il quarto posto e in un colpo solo vedrebbero proprio i rossoneri al terzo posto distanti appena quattro lunghezze. Tutto un altro Campionato. Il Milan come dicevamo scende in campo sapendo che l’Inter ha già vinto la sua gara è ha ancora da disputare il recupero contro il Bologna. I tre punti al “Diavolo” farebbero comodo ma alla ripresa post nazionali, ci sarà proprio il derby quindi tutto è rimandato. Un punto a testa però lascerebbe tutto invariato e con ancora quindici match da giocare la storia è ancora da scrivere. Cosa ancor più importante, i bianconeri in quattro gare del Girone di Ritorno hanno avuto già ben tre scontri diretti, contro Napoli, Roma e appunto Milan. Anche i rossoneri però sotto questo punto di vista son ben messi, avendo incontrato anche loro la Roma. Nel freddo di San Siro, con una cornice di pubblico desolante visti i problemi di Covid, le due compagini scendono in campo nei loro consueti assetti tattici. L’impegno è evidente dal calcio d’inizio, ma è lampante che qualcosa non gira per entrambi come dovrebbe. Dalla Befana al 23 gennaio già quattro gare di Campionato, più quella di Coppa Italia. Ancor di più per i torinesi che hanno battagliato per centoventi minuti con l’Inter per la Super Coppa Italiana. Troppe sfide, spesso nel gelo, con sempre di mezzo gli infortuni o quarantene, hanno portato i calciatori ad essere già sulle gambe. Al 28’ minuto Ibrahimovic, deve già abbandonare il rettangolo di gioco per problemi al tendine. A parte un paio di buoni suggerimenti come sponda avanzata, la sua totale immobilità era già il segno che qualcosa non andava. Il Milan è quello che per tutto il match ci prova di più, ma sono le iniziative personali a creare qualche grattacapo alla retroguardia bianconera. Maignan per tutti i novanta minuti non dovrà fare una sola parata. Morata, vertice alto, spizza e male un paio di volte di testa la palla, ma c’è poco movimento. Qualche guizzo da parte di Dybala e Cuadrado sulla tre quarti, ma nulla di più. Anche se sarà il colombiano, accentrandosi da fuori e tirando un buon siluro, a fare preoccupare maggiormente. Ma non inquadrerà neppure la porta. Tonali comanda l’intero centrocampo. Nessuno riesce a prenderlo, ma lui recupera su tutti gli avversari che provano a partire. Giroud da uomo d’aria esperto, che prende il posto dello svedese, ha un paio di buone possibilità di testa ma non riesce a dare precisione e forza e per Szczesny non è un problema. Calabria, tornato dopo quasi due mesi, è in gran spolvero. Dalla sua parte non si passa mai e due sue conclusioni a giro dalla distanza mettono i brividi, ma escono di poco a lato. Anche quando Allegri inserisce energie fresche tra Arthur, Bermardeschi e Kean, il copione non cambia. Leao, il più tonico con le sue accelerazioni nella prima frazione, sparisce nella ripresa. I secondi quarantacinque minuti, sembrano più i tempi supplementari dopo una sfida tiratissima. Vince la stanchezza su tutti e grandissimi campioni che da soli la risolvono, in campo non si vedono. Manca il Ronaldo di turno che ti inventano l’azione e ti regalano i tre punti in una partita equilibrata, giocata più a metà campo che nelle difese avversarie. La Juventus, negli ultimi tre anni, ha beneficiato della presenza del portoghese in queste circostanze. Mentre il Milan di Pioli, nonostante tanti buoni calciatori, è giunto alle vittorie attraverso al gioco corale e alla grande aggressività. Inevitabile un pareggio per 0 a 0. Non era nei programmi di nessuno, ma se spingi sull’acceleratore e la benzina manca, il motore non gira. A febbraio i bianconeri ospiteranno un bel Verona che vola e sogna, mentre al Meazza sarà derby, e ci si giocherà tantissimo per le due milanesi.
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A: Milan vs Spezia 1-2. Tutto nel finale. Dalla vittoria alla sconfitta
( gennaio 2022 )
Il Milan crolla inaspettatamente in casa contro lo Spezia per 1-2 in una partita che i rossoneri avrebbero potuto (e dovuto) vincere per recuperare punti sull’Inter prima in classifica che era stata fermata sul pareggio dall’Atalanta. Oltre al danno di un errore arbitrale, ammesso anche dall’Aia, la beffa di subire un gol di contropiede al 96’. Ma andiamo con ordine. La partita è subito vivace e già nei primissimi minuti il Milan si fa pericoloso con al 2’ un tiro di Leao che non inquadra la porta e al 4’ con cross verso il centro che arriva a Diaz, ma non riesce a girarla. Ma lo Spezia non sta a guardare e al 9’ Gyasi crossa sul secondo palo per Verde che non riesce a trovare il tempo per la giocata e la difesa rossonera si salva. Al 16’ ci riprova il Milan con Ibra che apre a sinistra per Leao che entra in area dal vertice, fa secco Amian e incrocia il mancino rasoterra con Provedel provvidenziale con il piede. Il Milan continua nel suo tentativo di segnare. Al 27’ Saelemaekers di tacco prolunga per Ibra lo svedese di forza spinge via Erlic ed esplode un destro rasoterra ma Provedel ci mette ancora i piedi e respinge. Al 29’ ci prova lo Spezia con Gyasi che pesca Reca sul secondo palo, Florenzi non lo tiene, esplode il tiro ma Maignan non si fa sorprendere. Al 45’ rigore per il Milan che però Theo Hernandez che incrocia il mancino rasoterra calcia fuori. Ma un minuto dopo contatto Krunic-Manaj, il bosniaco lancia lungo per Leao che sfrutta il buco di Nikolaou e batte Provedel con un tocco sotto portando in vantaggio il Milan. Inizia la ripresa e al 48’ Diaz ruba palla in mediana e manda Ibra a sinistra; traversone rasoterra per Leao ma c’è la copertura di Erlic. Al 56’ Kalulu va in break, allarga a destra per Saelemaekers che pesca Ibra a centro area; lo svedese cerca di aprire il mancino sul secondo palo ma non trova la porta. Al 57’ Leao sfonda ancora a sinistra e la mette rasoterra per Saelemaekers che calcia di prima ,come contro il Genoa, ma Provedel si supera con il piede destro. Al 64’ arriva il pareggio inaspettato dello Spezia. Bastoni apre sulla sinistra per Verde che crossa rasoterra al centro dove Agudelo anticipa tutti e di piattone fredda Maignan. La partita prosegue senza altre emozioni fino al 92’ quando Messias va in gol ma l’arbitro sbaglia clamorosamente fischiando un fallo al limite su Rebic non applicando il vantaggio e ammonendo Bastoni. Al 93’ sulla punizione va Ibra ma Provedel vola. Al 94’ dal corner svetta Ibra ma Provedel si salva con l’aiuto della traversa. Al 96’ arriva la beffa per il Milan con Kalulu che si fa bruciare da Agudelo che manda Kovalenko in contropiede, assist sul secondo palo per Gyasi che fa secco Maignan. Finisce con una sconfitta inaspettata per il Milan. Nonostante tutto il Milan non si deve attaccare agli errori arbitrali, ma alla poca concretezza sotto porta ed ad una difesa che per l’ennesima volta prende gol nelle poche occasioni che gli avversari creano. La prossima partita per il Milan sarà contro la Juventus che sta recuperando punti per raggiungere il quarto posto e quindi non sarà facile per i rossoneri battere la Vecchia Signora.
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C.I.: Milan vs Genoa 3-1. Il passato di Sheva fa traballare il Diavolo, ma alla fine passa
( gennaio 2022 )
Il Milan battendo 3-1 ai supplementari il Genoa si qualifica ai quarti di finale della Coppa Italia dove incontrerà una tra Lazio e Udinese. Pioli schiera da primo minuto Giroud con Messias, Maldini e Rebic a supporto. Shevchenko risponde con Caicedo al centro dell'attacco. Al 4' Krunic colpisce la traversa sugli sviluppi di un calcio d'angolo, il Genoa però non si tira indietro e impegna Maignan con un tiro di Vanheusden. Al 17' Ostigard di testa batte Maignan e porta in vantaggio gli ospiti; il Milan perde Tomori per infortunio e rischia di subire il secondo gol, quando Yeboah sfiora il palo di testa. I rossoneri non brillano contro un Genoa che viene da partite disastrose in campionato. Si chiude il primo tempo con le due squadre che non creano occasioni rendendo la partita alquanto soporifera e poco emozionante. Ma nel secondo tempo il Milan cerca di rimediare allo svantaggio con poche occasione ma golose per arrivare al pareggio. Al 54’ il Milan spinge sull'acceleratore e costringe Semper al miracolo su Gabbia. Finalmente al 74’ arriva il pari del Milan. Cross dalla sinistra di Theo Hernandez all’altezza del dischetto dove c’è Giroud che salta più in alto di Vasquez e la mette all’incrocio. Terminano i tempi regolari senza altre emozioni e si va ai supplementari con i giocatori da entrambi le parti stanchi. Al 94’ Leao prova la giocata d’astuzia con il piattone sotto le gambe di Ostigard, strepitoso Semper che si distende e la toglie dal palo lontano. Al 95’ Tonali esplode il destro dai 25 metri ed accarezza l’incrocio alla sinistra di Semper. Al 99’ Diaz imbuca splendidamente per Theo Hernandez che arma il sinistro ma va alto sopra la traversa. Al 104’ arriva il vantaggio del Milan. Diaz batte rapidamente una punizione sulla trequarti a va a sinistra da Leao che scodella il cross sul secondo palo ma ne nasce una traiettoria beffarda che supera Semper, bacia il palo e si insacca. Il secondo tempo supplementare rivede il Genoa farsi pericoloso al 108’ sugli sviluppi di corner, la palla sbuca al limite per Ostigard che arma il sinistro di controbalzo e va ad un palmo dalla traversa e al 110’ con Ghiglione che ci prova dal limite e Maignan deve metterla in angolo. Al 112’ arriva il 3-1 per i rossoneri che chiudono la partita. Tonali in spaccata manda Theo Hernandez in campo aperto a sinistra, fuga solitaria del francese che poi la mette rasoterra sul dischetto per Saelemaekers che apre il piattone per il gol. Il Milan oggi sembrava svogliato come se i giocatori volessero essere da un’altra parte, ma nonostante tutto sono riusciti a raddrizzare la partita anche se solo nei tempi supplementari. Da segnalare ancora un infortunio per Tomori e la stanchezza che attanaglia in alcuni momenti della partita gli uomini di Pioli., merito anche del Genoa che ha fatto il suo non concedendo e andando anche in vantaggio. Prossima partita del Milan contro lo Spezia in campionato, squadra molto battagliera e difficile da battere.
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A: Venezia vs Milan 0-3. A Venezia il Diavolo viaggia in gondola
( gennaio 2022 )
Due partenze sprint, una per tempo e la bella città lagunare diventa solamente una passeggiata domenicale, molto romantica perfetta per sognare. Un bel Milan supera infatti la prova trabocchetto di una piccola, che comunque sa giocare bene a pallone, nonostante possieda appena il penultimo attacco della Serie A. Pioli nel suo canonico 4-2-3-1 rimescola nuovamente le carte, sia per scelta visto che si era scesi in campo appena tre giorni fa, sia per obbligo. La coppia di centrali di difesa è a dir poco sperimentale visto che è costituita da Gabbia e Kalulu. E’ vero che davanti non hanno l’attacco atomico in stile Liverpool o Bayer, ma senza nulla togliere ai due milanisti, non sono Tomori e Kjaer. Per coprirli, in mediana tanti muscoli e corsa dettati da Tonali e Bakayoko. I laterali di difesa sono Florenzi e Theo, con Hernandez responsabilizzato con la fascia di capitano. Riposo a Giroud e dentro Ibrahimovic con alle sue spalle Leao, Diaz e Saelemaekers. 2’ minuti di partita ed il Milan è già avanti. Accelerazione bruciante in fascia di Leao, un classico del suo repertorio e cross teso e basso a centro area. Perfetto l’inserimento dello svedese che guarda prima l’arrivo del pallone, per scattare nel momento giusto per smarcarsi e impattare sul pallone per il vantaggio rossonero. Il Venezia ci prova con le sue armi, ma a ben vedere il suo 4-5-1, seppur volenteroso poco può fare contro la solidità milanista. Non che Romero debba compiere miracoli nella prima frazione, anche se un paio di brividi li prende specie su una botta da fuori da parte di Hernandez, ma Maignan potrebbe anche sedersi in panchina e lasciare la porta sguarnita. Il pressing ospite è assoluto e quando qualche freccia lagunare scappa via, c’è il Tonali di turno che recupera e dà manforte alla difesa. Appena un centrocampista del Venezia si trova in possesso di palla, ha subito addosso almeno due avversari. E’ quasi matematico per il Venezia, non riuscire ad impensierire la porta milanista. Dagli spogliatoi, entra Messias per un più spento Saelemaekers, ma per i padroni di casa non c’è neppure il tempo di organizzare le idee che Hernandez fugge via e colpisce Romero che non copre perfettamente il primo palo. Sono trascorsi solo 180 secondi ma la gara è praticamente chiusa, seppur ci sia ancora tutta la ripresa da disputare. Ciononostante questo Milan è sul pezzo e ci vuole ben altro per metterlo in difficoltà. Se poi Svodova regala anche dopo Natale, per Zanetti che coordina dalla panchina c’è proprio ben poco da fare. Infatti al 57’ minuto il difensore con un alleggerimento dietro passa la palla a Ibrahimovic che tenta il tiro dopo aver superato Romero, ma lo stesso Svodoba respinge. Sul tiro successivo di Theo para, ma non è il portiere, quindi rigore e rosso. Il migliore in campo, ovvero Hernandez si presenta sul dischetto e sigla la sua doppietta, ma anche sancisce il definitivo 3 a 0. Mezz’ora ancora di partita, ma di normale amministrazione, per il Milan, che potrebbe anche dilagare, ma sempre tre sono i punti che vengono incamerati. Se aggiunti ai tre conquistati alla Befana contro la Roma, sanciscono il virtuale ritorno in vetta e superamento dei cugini che devono ancora recuperare la trasferta a Bologna e scendere questa sera a San Siro contro la Lazio. Pressione alla capolista e ritorno del miglior tenace Milan di Pioli, nonostante le numerose assenze.
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A: Milan vs Roma 3-1. Pioli fa tripletta a Mourinho
( gennaio 2022 )
Si riparte con un nuovo anno, Un nuovo Girone di Ritorno, tuttavia purtroppo le problematiche tristi della pandemia. Il calcio ne subisce i devastanti sintomi, non tanto in termini di salute grave che purtroppo attanaglia ancora il Mondo intero, ma organizzativo. Dopo quattro gare già rinviate, anche le squadre che giocano hanno delle defezioni. Pioli deve fare a meno di due due difensori e due centrocampisti titolari. Dalla sua ha oramai una rosa talmente allargata e di buona qualità che sfidiamo chiunque al termine della gara, se si si è reso conto delle assenze rossonere. Al 3-5-1-1 giallorosso dove Zaniolo agisce spesso come punta dietro e allargata rispetto ad Abraham, i meneghini rispondono anche in questo inizio di 2022, con il collaudatissimo 4-2-3-1. Florenzi sulla destra prende il posto di Calabria, mentre ad affiancare Tomori c’è Gabbia. A centrocampo in mediana si alternano Messias, e Krunic. Pioli si può permettere di far partire dalla panchina, gente come Ibrahimovic, Leao, Rebic e Bakayoko. Sul campo questo si traduce dal primo pallone giocato in una supremazia territoriale e di gioco evidente. Non è un caso che dopo poco più di un quarto d’ora i padroni di casa si ritrovino avanti di due reti. Al 6’ minuto, dopo che i milanesi avevano già schiacciato i romanisti nella loro metà campo, su un rinvio della difesa giallorossa, Theo Hernandez da fuori fa partire un tiro di collo pieno dove Patricio è bravissimo a respingere allungandosi sulla sua sinistra. La Var, dopo un minuto abbondante, si accorge che nella mischia davanti al portiere anche Abraham si allunga sulla sua sinistra, ma con il braccio. Forse la sfiora solamente la palla, ma il movimento a cercare la deviazione sulla traiettoria del tiro è palese. Sul dischetto, l’attaccante francese che sostituisce lo svedese quarantenne, non fallisce, spiazzando Patricio. La Roma non si sveglia ed il Milan vince tutti i duelli in ogni parte del campo. Tonali è padrone assoluto della mediana e Maignan prende solo freddo tra i suoi pali. Al 17’ minuto la retroguardia ospite è talmente in affanno sulla pressione milanista, che nel rifugiarsi dalle parti del proprio estremo difensore, regala letteralmente il pallone a Giroud davanti a Patricio. L’attaccante salta in dribbling il portiere defilandosi molto sulla destra e nel successivo tiro coglie il palo. La sfera torna in area e Messias, non solo è il più lesto, ma è anche freddo a trovare un bel colpo a giro che va quasi ad accarezzare il palo opposto. Il raddoppio certifica la miglior disposizione tattica dei lombardi, ma anche la maggior grinta, la ferocia che li porta ad essere sempre primi a conquistare la palla. Partita in discesa, ma i meneghini, nonostante sembra che abbiano dinanzi un avversario arrendevole e incapace di riprendersi, commettono l’errore di abbassare un po' i ritmi. Così senza aver messo il turbo la Roma, prima in diagonale sulla sinistra offensiva supera la difesa rossonera e Maignan si rifugia in angolo. Poi su una deviazione su un tiro lo stesso Maignan è prodigioso a metterci il guantone. Successivamente al 40’ minuto giunge il goal della Roma che su un tiro da fuori trova la deviazione rapida in mischia di Abraham che spiazza l’incolpevole portierone milanista. Si va al riposo con tanto nervosismo sul finale di primo tempo tra i calciatori e le panchine. Partita riaperta per un secondo tempo tutto libero ad ogni risultato? No. Il Milan riscende in campo con nuova determinazione e lucidità. Dopo 6’ minuti del secondo tempo solo la traversa nega la rete che avrebbe sancito la chiusura delle ostilità anticipate a Diaz. Quindi c’è il tempo per i romanisti di scaldare due volte Maignan. Pioli capisce che è ora di dare più muscoli in mezzo al campo con l’ingresso di Bakayoko e più corsa in ripartenza con Leao davanti, tutto con ancora una mezzora di gioco scarsa. Mourinho risponde a 20’ minuti dal termine calando con i cambi il tridente offensivo, ma la svolta definitiva, avviene poco dopo. Il Milan ora ha tanto campo per ripartire e Theo Hernandez viene buttato giù e Karsdorp si guadagna gli spogliatoi. Roma con l’uomo in meno, ma anche fortunata, dato che sulla punizione Florenzi coglie quasi l’incrocio dei pali con Patricio immobile. Giallorossi che anche se vogliono pareggiare non ne hanno i mezzi e tatticamente il “Number One” dalla sua panchina non trova soluzioni ne per costruire trame offensive, ma neppure per limitare le ripartenze rossonere. Su sponda di Ibrahimovic, Leao parte come un treno dalla trequarti verso Patricio che trafigge inesorabilmente. 3 a 1 e lo svedese in pieno recupero, sbaglia il rigore del poker dopo che Leao viene fatto cadere in area. Poco importa. Tre punti per iniziare il nuovo anno e aspettare che i cugini davanti giochino la loro partita rinviata.
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A: Empoli vs Milan 2-4. Il Diavolo vuole stare vicino ai cugini
( dicembre 2021 )
Il Milan chiude il girone di andata con una vittoria per 4-2 sul difficile campo dell’Empoli. Grazie alla sconfitta del Napoli rimediata contro lo Spezia, i rossoneri si aggiudicano il secondo posto in classifica in solitaria a 4 punti dalla capolista Inter. Mister Pioli con l’assenza del sempreverde Ibrahimovic, schiera trequartista Kessie. La partita inizia in modo brillante per i padroni di casa dell’Empoli che si fanno subito pericolosi sotto porta del Milan ma gli assalti sono timidi. Praticamente alla loro prima azione i rossoneri, al 12’, vanno in vantaggio con Kessie. Saelemaekers crossa dalla sinistra, Giroud fa la sponda (e probabilmente subisce un intervento da rigore) per Kessie che dalla lunetta infila Vicario. Il gol pare aver dato tranquillità agli uomini di Pioli, ma al 18’ arriva il pareggio dell’Empoli. Cross dalla destra, Kessie libera all’altezza del vertice sinistro dell’area dove c’è Bajrami che esplode un gran destro rasoterra su cui Maignan tocca soltanto ma non basta. Dieci minuti dopo, ci riprova l’Empoli con Zurkowski che prova a sorprendere Maignan con un piatto destro dal limite ma calcia fuori di poco. Al 36’ altra occasione per l’Empoli su lancio lungo di Parisi, Tomori la lascia scorrere non accorgendosi di Pinamonti che calcia da distanza ravvicinata; Maignan si riscatta e mette in corner. Con la seconda occasione pericolosa della partita creata dal Milan, arriva il vantaggio per i rossoneri. Al 42’ Saelemaekers lavora un pallone sulla sinistra, premia l’inserimento di Kessie che, molto defilato e con poco angolo di tiro, lascia partire un mancino rasoterra che passa sotto le gambe di un colpevole Vicario. Ma l’Empoli due minuti cerca il pareggio con Romagnoli che esce a vuoto, Zurkowski allunga per Cutrone che tenta il colpo di punta in spaccata ma non trova per poco la porta. Nel recupero occasione per il Milan dalla bandierina va Tonali, a due passi dalla porta se la ritrova Giroud che non riesce incredibilmente a segnare, la palla arriva a Romagnoli che di destro la spedisce in cielo. Il secondo tempo inizia con l’Empoli avanti, ma non riesce a concretizzare in rete. Al 48’ Bajrami raccoglie al limite, salta Tomori, vince il rimpallo con Florenzi ed esplode un destro che quasi spacca la traversa. Al 63’ alla terza occasione pericolosa del Milan, arriva il 3-1. Alla battuta va Florenzi, che la fa girare oltre la barriera, Cutrone si gira e lascia lo spazio al pallone per passare ed infilarsi all’angolo basso. Al 69’ arriva il 4-1 per i rossoneri. Cross dalla sinistra di Saelemaekers, a centro area Bandinelli la tocca nettamente di mano ma in realtà apparecchia la tavola a Theo Hernandez che di sinistro non sbaglia. La partita sembra terminata ma al 83’ viene concesso un rigore all’Empoli per tocco di braccio di Bakayoko in area da cross. Al dischetto Pinamonti non sbaglia e porta il risultato sul 4-2. Termina la partita senza altre occasioni degne di nota né da una parte ne’ dall’altra. Nonostante la vittoria, i rossoneri sono apparsi stanchi ma rispetto ad altre partite molto cinici. Le poche occasioni che sono riusciti a creare sono state concretizzate. Oggi servivano i tre punti per rimanere al secondo posto e sono arrivati nonostante i molti infortunati e la tenacia dell’Empoli nel cercare di pareggiare il risultato fino all’ultimo. Alla ripresa del 6 gennaio i rossoneri incontreranno la Roma, squadra difficile da battere.
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A: Milan vs Napoli 0-1. Spalletti vince la partita dell’infermerie
( dicembre 2021 )
Il Milan perde contro il Napoli per 1-0, permettendo ai partenopei di raggiungere in classifica proprio i rossoneri a meno 4 dalla capolista Inter. Le squadre presentano parecchie defezioni da entrambi le parti e di questo ne ha risentito entrambe per tutto il macht. Subito al 5’ minuto, il Napoli va in vantaggio su corner dalla destra di Zielinski, sul primo palo Elmas anticipa Tonali e Ibrahimovic e di testa batte Maignan. Il Napoli spinge soprattutto a destra con Malcuit e Lozano che stanno mettendo in difficoltà Ballo-Touré. All’8’ altro corner dalla destra, Zielinski va sul secondo palo dove Rrhamani sponda per Anguissa che ci prova in spaccata ma Kessie lo mura. Al 11’ prima azione del Milan su cross dalla destra di Messias, Ibra di sponda per Diaz che non riesce a calciare e Anguissa allontana. Al 18’ cross dalla sinistra di Ballo-Touré, Ibra irrompe (un po’ come fece l’anno scorso al San Paolo) ma stavolta va ad un palmo dal palo. Il Milan sta crescendo ma il Napoli gestisce con ordine il vantaggio. Al 34’ punizione dalla destra di Tonali, Anguissa libera ma al limite arriva Florenzi che esplode un sinistro potentissimo che fa la barba al palo. Al 39’ angolo dalla destra di Messias, traiettoria direttamente tra le braccia di Ospina. Termina la partita e riprende con il Milan in avanti ma i rossoneri non riescono a pareggiare. Al 49’ Krunic pesca Ibrahimovic che esplode di sinistro ma Ospina si supera deviando in angolo. Al 60’ Krunic regala palla a Zielinski, apertura a destra per Malcuit che crossa rasoterra al centro, fondamentale Tomori in spaccata ad anticipare Lozano. Al 63’ fuori Krunic e Brahim Diaz, dentro Saelemaekers e Giroud. Al 73’ Messias pesca al centro Giroud che di testa va sopra la traversa. Al 77’ Malcuit sfonda a destra, cross basso arretrato per Petagna che esplode il sinistro ma il tiro si perde al primo anello verde. Al 90’ arriva il pareggio del Milan. Cross dalla destra di Kalulu, Giroud fa la sponda e cade e rimane a terra, Kalulu prova ad entrare, murato da Juan Jesus, Castillejo ci prova, Ghoulam in scivolata va da Kessie che da due passi non sbaglia. Ma il Var annulla per fuorigioco di Giroud che era a terra. Finisce la partita con la vittoria del Napoli e il rammarico per il pari annullato, risultato che vista la partita sarebbe stato giusto. Le due squadre sono apparse stanche e il gioco ne ha risentito visto che le occasione per parte sono state veramente scarse (2 a testa). Nonostante l’attenuante dei tanti infortunati il Milan in questo fine anno sta mostrando alcune lacune sia in termine di energie mentali che dal punto di vista fisico. Questo calo drastico è molto probabilmente da impuntare al gioco fisico e aggressivo che mister Pioli richiede ai suoi giocatori che ha portato inevitabilmente ad avere giocatori scarichi e a perdere le partite anche contro avversari che non erano nelle migliori condizioni come il Napoli questa sera. L’ultima partita dell’anno sarà ad Empoli, che recentemente ha battuto proprio il Napoli, e che quindi potrà infastidire i rossoneri più del dovuto.
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A: Udinese vs Milan 1-1. La stanchezza piega il Diavolo, ma Ibra lo salva
( dicembre 2021 )
La capolista va a far visita al nuovo allenatore Cioffi dell’Udinese, dopo l’esonero di Gotti in settimana. Il Milan ha da smaltire la cocente delusione dovuta all’eliminazione dalla Champions, che per sette minuti contro il Liverpool aveva accarezzato. Per quanto Pioli possa negare, nel Mondo Milan, compresi i suoi milioni di tifosi, in pochissimi sono amareggiati anche per l’esclusione dall’Europa League. Tutte le energie ora possono essere indirizzate verso il Campionato e la lotta per lo Scudetto, che vede appunto il Diavolo, in questo momento, al comando da solo. Pioli, dopo la lotta a San Siro martedì sera contro gli inglesi, mette in campo nel suo consueto 4-2-3-1 gente con meno chilometri sulle spalle. Florenzi in fascia ma sopratutto in mediana Bennacer e Bakayoko al posto dei titolarissimi Kessiè e Tonali. I quattro uomini più offensivi davanti sono, obbligatoriamente gli stessi, vista l’assenza contemporanea di Leao, Rebic e Giroud. Infatti Krunic lavorerà come esterno sinistro. Le scorie sui muscoli del Milan si vedono sin dalle battute iniziali. I padroni di casa sono propositivi e per nulla attendisti nonostante la classifica reciti ben ventidue punti di distacco. Il 3-5-2 dei friulani è coraggioso. Pressing alto a rubare palla e verticalizzare velocemente per fare male. Infatti dopo un paio di incursioni bianconere insidiose ecco giungere il vantaggio casalingo. Errore doppio da matita rossa per i due centrocampisti centrali rossoneri. Bennacer, al 17’ minuto arretra per prendere palla quasi sulla linea dei suoi difensori e impostare. Passa la palla a Bakayoko che di spalle non si avvede di essere pressato così bene e non riesce a difendere sfera e la perde immediatamente. I friulani partono con Beto che si trova una voragine davanti a sé. Impressiona, negativamente Bennacer, che cammina arretrando per rimediare al suo errore. Così come sbalordisce la forza fisica del gigante Beto che a tu per tu con Maignan, vince il rimpallo con il forte portiere francese e davanti alla porta scaraventa sotto la traversa la palla nonostante davanti si presentasse Tomori. Padroni di casa avanti e rossoneri ora a cercare di alzare i ritmi. Cosa che il Milan effettivamente fa, ma manca la solita esplosività e cattiveria. I meneghini giocano anche ordinati, ma i bianconeri non hanno troppi problemi a contenere gli attacchi del Milan. Diaz in area, dopo un bel triangolo stretto spara alto e questa rimarrà l’azione più pericolosa per i primi novanta minuti. Subito nel secondo tempo, dagli spogliatoi entrano Tonali e Kessiè per dare sicurezza e forza in mediana e Messias al posto di uno spento Krunic che come esterno non riesce a dare il meglio di sé. Anche se i rossoneri non creano palle goal che giustifichino il pareggio, questi cambi hanno il pregio di dare equilibrio, pressione avanzata costante e sicurezza nelle ripartenze avversarie, anche se Beto, in una di queste mette nuovamente paura alla retroguardia milanista. Nessun guizzo da parte di qualche giocatore milanista e certo non puoi aspettarti da una punta di quarantanni che vada a pressare i difensori avversari. Ma dallo stesso attaccante veterano ti attendi la qualità della giocata nello stretto. Ibrahimovic non ha mai avuto una palla giocabile in pochi metri in area sui piedi. Solo un paio di cross a spiovere dove di testa ha spizzato verso la porta difesa da Silvestri, ma non inquadrandola. Almeno sino al tempo di recupero. Esattamente sino al minuto 92’. Palla che giunge in area piccola e lo svedesone è marcato dai due centrali di difesa friulani che non riescono a spazzare. Ibrahimovic, con tutta la sua classe, in mezza sforbiciata, con la palla che vaga a metà altezza tra i tre calciatori segna l’ 1 a 1. C’è tempo per una mezza rissa per Success per un brutto blocco su Maignan che voleva far ripartire velocemente l’azione dopo il raggiunto pareggio e il giocatore dell’Udinese si merita il rosso. Troppo tardi per cercare la vittoria, ma risultato giusto per quanto visto in campo. Una buona Udinese, ordinata e compatta, ha tenuto a bada la capolista che ha mostrato tutta la sua stanchezza. Quando le gambe non girano serve la qualità del singolo. Per fortuna che in pieno recupero lo svedese l’ha mostrata.
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CL: Milan vs Liverpool 1-2. Il Milan sogna per sette minuti, poi testa al Campionato
( dicembre 2021 )
Il Milan esce a testa alta dalla Champions, nonostante la sconfitta nell’ultima partita dei gironi contro il Liverpool. Serviva un miracolo e una buona dose di coincidenze favorevoli che non si sono però verificate. La partita inizia con alcune buone azioni, non pericolose, del Liverpool che per imprecisioni o per bravura dei difensori del Milan, non impensieriscono la compagine rossonera. Al 7’ buon recupero di Kessie, che prova a mandare in porta Diaz ma quest’ultimo sbaglia. Al 20’ azione del Liverpool su calcio d’angolo, sul primo palo spunta Konate che manda in alto. Quasi dieci minuti dopo, al 29’ arriva il vantaggio del Milan. Angolo dalla destra di Messias, battuta forte in mezzo, Alisson si salva in qualche modo ma sulla risposta arriva Tomori che manda in porta per l’1-0. Con questo risultato e con il contemporaneo pari tra Porto e Atletico Madrid il Milan per pochi minuti passa il turno. Ma la felicità dura poco perché il Liverpool, nonostante il primo posto nel girone, non si scompone e al 36’ riporta il risultato in parità. Oxlade-Chamberlain salta troppo facilmente al limite Kessie, spara un tiro centrale che però Maignan respinge male sui piedi di Salah che da due passi non può sbagliare. Finisce il primo tempo in parità, risultato avverso ai rossoneri per la permanenza in Champions, ma per il gioco espresso dalle due squadre è corretto. Riprende la partita e al 48’ Minamino si gira bene al vertice sinistro ma tira alto. Al 53’ ci riprova il Liverpool che su errore di Tonali ne approfitta Salah ma il suo mancino è facile per Maignan. Ma due minuti dopo si concretizzano gli sforzi del Liverpool che si porta in vantaggio per 2-1. Tomori perde un pallone al limite, ne approfitta Mané che spara col sinistro, Maignan ci mette un pugno ma Origi di testa non sbaglia. Il Milan, conscio del fatto che di essere con questo risultato fuori dalle Coppe, cerca in qualche modo di riportarsi in corsa ma senza risultati. Al 61’Messias riceve da Krunic, arriva al limite, attende il bosniaco, gliela restituisce ma il destro di quest’ultimo si perde di poco alto. Al 76’ ci prova con Theo Hernandez che sfonda da sinistra ma arriva con passo lungo e il traversone è facile per Alisson. Un minuto dopo Ibra cerca l’imbucata per Messias, ma quest’ultimo trova il portiere del Liverpool attento. Al 84’ Messias manda Kessie sulla destra, cross in mezzo per Ibra che prova la rovesciata ma non trova la porta. Al 85’ Bakayoko manda in porta Kessie che, solo davanti ad Alisson, prova il pallonetto ma centra in pieno il portiere. È un assalto rossonero in questi ultimi minuti. Al 87’ punizione dal vertice sinistro, Bennacer pennella sul primo palo dove sbuca Kessie che colpisce male e non trova la porta. Al 88’, ultima azione della partita per il Milan prima di arrendersi con una splendida azione di prima Ibra-Kessie-Messias ma la sfera torna ancora all’ivoriano che si addormenta e si fa chiudere. Ultima azione al 91’ anche per il Liverpool con Oxlade-Chamberlain, tutto solo davanti a Maignan, la spara a primo anello verde. Finisce la partita e il Milan è fuori dall’Europa. Questa sera sono mancati alcuni giocatori di esperienza come Ibra e alcuni non hanno giocato con la solita grinta che li contraddistingue come Tonali. Altri sembravano quasi rassegnati all’impossibilità di passare il turno e alcune insicurezze di Maignan forse fanno pensare un recupero un po’ affrettato del giocatore. La partita è stata senza infamia e senza lode e forse il pareggio sarebbe stato il risultato migliore. Guardando il bicchiere mezzo pieno, il Milan è primo in classifica in campionato e uscendo dalle Coppe ha modo di concentrarsi solo su questo obiettivo, anche alla luce dei continui infortuni, ultimo di Leao, che riduce la squadra all’osso.
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A: Milan vs Salernitana 2-0. Passeggiatina in chiave Champions per il Milan
( dicembre 2021 )
Come da pronostico, il Milan batte la Salernitana per 2-0, mantenendo la sua posizione in classifica che potrebbe migliorare considerando che il Napoli ha una partita difficile contro l’Atalanta, quarta in classifica. Al Diavolo bastano meno di 20 minuti per chiedere la partita. Già al 5’ il Milan va in vantaggio. Leao riceve sulla sinistra, punta Zortea, lo salta secco e arriva sul fondo, scarico arretrato al centro area leggermente sporcato da Veseli che comunque arriva da Kessie che colpisce con un piattone sinistro non perfetto ma che passa in mezzo a diverse gambe e si infila lentamente sul secondo palo. Al 12’ ennesimo infortunio che aumenta il numero nell’infermeria rossonera di Pellegri, che rimedia un guaio muscolare. Pellegri viene prontamente sostituito da Krunic, e Pioli manda Diaz a giocare dietro le punte. Al 18’ arriva il 2-0 che praticamente chiude la partita. Leao va in verticale da Brahim Diaz tra le linee, lo spagnolo apre a destra all’interno dell’area per Saelemaekers che punta Ranieri, se la sposta sul sinistro ed arma un tiro che si infila imparabilmente sul secondo palo. Al 25’ si fa vedere la Salernitana con Ribery che cerca di accorciare le distanze con un sinistro a rasoterra che finisce fuori. Al 31’ Leao prova a calare il tris. Salta tre uomini arriva al limite , cerca la porta ma il pallone viene deviato in corner. Al 39’ ci prova Florenzi intercetta l’ennesimo pallone a destra, assist a centro area per Diaz che va di tacco per Leao, chiusura disperata di Gyomber. Sempre Milan al 42’ con Kessie che si incunea in trequarti, offre per Krunic che esplode il destro e trova la gran risposta di Belec. Al 44’ occasione non troppo convinta per la Salernitana con Simy che scappa sul filo del fuorigioco, offre a Zortea che esplode il sinistro dai 20 metri; facile per Maignan. Finisce il primo tempo con una partita già praticamente segnata in favore del Milan. Riprende il secondo tempo con il Milan che cerca, invano, il terzo goal in più occasioni. Al 51’ tacco di Messias che manda sulla corsa Florenzi, cross tagliato rasoterra su cui Kessie non arriva per questione di centimetri. Al 63’ Krunic cerca l’imbucata centrale per Brahim Diaz che non trova l’impatto con il pallone di poco e Belec può bloccare. Al 69’ Florenzi chiede ed ottiene il triangolo prima da Messias, poi da Diaz e alla fine mette un pallone pericolosissimo in mezzo che Veseli allontana a fatica. Solo al 76’ ritroviamo un’azione degna di nota della Salernitana su punizione dalla sinistra di Kastanos che va sul secondo palo per la sponda di Djuric, il pallone rimane a centro area pericolosamente finché Kessie non lo mette in corner. Ma all’80’ ci riprova ancora il Milan a segnare su palla persa al limite di Jaroszynski , Saelemaekers appoggia a Diaz che, tutto solo, mette a sedere Belec ma calcia incredibilmente a lato. Ultima occasione per il Milan al 81’ con Tonali che riceve da Messias sui 25 metri, se la sposta sul destro e lascia partire un fendente che fa la barba al palo. Nei tempi di recupero ci prova la Salernitana con un cross dalla destra di Veseli, Maignan esce di pugno ma giusto sui piedi di Jaroszynski che apre il sinistro ma trova solo un corner. Finisce la partita con la vittoria del Milan che portandosi a casa i tre punti tiene il passo in classifica. Prestazione ottima della squadra che non ha calato di intensità e attenzione durante la partita nonostante il vantaggio già nei primi venti minuti. La Salernitana si è dimostrata arrendevole, forse intimorita da un Milan così deciso. L’unica preoccupazione era forse avere già la testa alla Champions di martedì dove si decide il futuro nelle coppe dei rossoneri, ma oggi non si è assolutamente percepita e la squadra di Pioli era intenzionata a portare a casa il risultato anche in vista dei duri impegni di questa sera di Napoli e dell’Inter.
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A: Genoa vs Milan 0-3. Kjaer si ferma, ma il Milan riprende a correre
( dicembre 2021 )
Il Milan ritrova la vittoria in campionato per 3-0 sul campo del Genoa, dopo le due sconfitte consecutive contro Fiorentina e Sassuolo. Inoltre accorcia le distanze dalla capolista Napoli, proprio grazie al pareggio rimediato contro il Sassuolo dai partenopei. Tornando al Milan la partita, nonostante nei primi minuti abbia registrato un serio infortunio al ginocchio di Kjaer sostituito da Gabbia, inizia nel migliore dei modi. Infatti già al 10’ si trova in vantaggio. Su punizione centrale dai 25 metri, Ibrahimovic apre il piattone, fa passare il pallone alla sinistra della barriera e gela Sirigu che nemmeno prova a tuffarsi. Il Milan nonostante il vantaggio non si ferma e vuole chiudere velocemente la pratica contro un Genoa che non reagisce. Al 17’ ci riprova lo svedese, Messias ruba palla a Vazquez al limite dell’area, assist rasoterra per Ibra, il cui destro viene deviato in corner da Vanheudsen. Al 25’ ancora un’azione avvolgente dei rossoneri che muove bene palla da destra a sinistra, alla fine ci prova Theo Hernandez con il destro ma la sua conclusione viene ribattuta. Al 27’ finalmente ci prova il Genoa con Rovella che prova dai 30 metri ma il destro finisce alto sopra la traversa. Al 36’ altra azione pericolosa dei rossoneri con Diaz che prende palla a metà campo, se ne va in serpentina, arriva al limite dell’area ma sull’ultimo rimpallo Masiello riesce a disturbarlo, favorendo l’uscita di Sirigu. Pochi minuti dopo al 42’ altra occasione del Milan Ibrahimovic anticipa Masiello e serve Diaz che arriva in velocità e al limite dell’area, si presenta tutto solo davanti a Sirigu ma incredibilmente calcia un palmo sopra la traversa. Ma il gol del doppio vantaggio arriva meritatamente al 46’. Krunic tenta una conclusione dal limite, il rimpallo torna buono per Messias che da posizione angolata di testa crea una traiettoria sul secondo palo che beffa Sirigu. Riprende la partita e subito al 47’ Diaz apre a destra per Florenzi che scodella al centro per Ibrahimovic che si ritrova il pallone leggermente arretrato ed il suo destro finisce per essere un passaggio a Sirigu. Un minuto dopo si fa vedere il Genoa su punizione dalla sinistra per Rovella, cross a centro area dove sbuca Hernani che anticipa anche Ekuban ed obbliga Maignan al volo felino per toglierla da sotto la traversa. Al 60’ il Milan chiude la pratica Genoa segnando il terzo gol. Theo Hernandez da sinistra, palla a centro area per Diaz che apparecchia per Messias che apre il piattone sinistro e la mette in buca d’angolo rasoterra a fil di palo. Al 79’ il genoano Portanova cerca il gol da 40 metri in pallonetto ma Maignan recupera la posizione e sfodera un miracolo. Prosegue la partita ma senza altre emozioni e gol. Il Milan contro un Genoa inesistente porta a casa i tre punti che rinforzano il secondo posto e scacciano i dubbi delle ultime partite in campionato. Oggi i giocatori di Pioli hanno corso tutti insieme e avevano la determinazione di vincere e portare a casa il risultato. Bravi Messias, Krunic e Diaz a non dare punti di riferimento così come Ibrahimovic a svariare sull'attacco. Tutte le posizioni erano ben coperte. Prossimo impegno contro la Salernitana, che arriva da una sconfitta contro la Juventus, sperando che Mister Pioli riesca ancora a far imporre il suo gioco alla sua squadra come è successo questa sera.
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A: Milan vs Sassuolo 1-3. Il Diavolo stacca la spina e cade
( novembre 2021 )
C’era moltissimo da festeggiare a Casa Milan. Il successo meritatissimo e prestigioso in Champions League in settimana è stato seguito dal rinnovo contrattuale del condottiero Pioli. Euforia a mille, per la bella prestazione in casa del forte Atletico Madrid che tiene vive le speranze di proseguire il cammino europeo, ma anche tanta voglia di riprendere il cammino in Campionato, bruscamente interrotto lo scorso turno a Firenze. A San Siro si presenta un avversario velenoso, che specie al Meazza, è riuscito nell’ultima decade a regalare dei forti dispiaceri ai tifosi meneghini di entrambi i colori. Dal primo minuto Pioli fa tornare tra i pali il titolarissimo Maignan e rivediamo dal primo minuto anche in fascia il nazionale Florenzi. La coppia di mediani è Bennacer con Bakayoko, anche se in panchina sono pronti Kessiè e Tonali. I rossoneri non partono affatto male, anche perché vogliono ricacciare lontani i cugini che si sono avvicinati pericolosamente dopo il successo di sabato in casa del Venezia. Buona circolazione di palla e pressing portano al 21’ minuto i padroni di casa in vantaggio. Da calcio d’angolo battuto dalla sinistra offensiva rossonera, Theo Hernandez scodella una palla sul primo palo, dove Romagnoli trova benissimo il tempo giusto e la girata di testa corretta per piegare il guantone a Consigli. Milan in vantaggio e da qui in poi si spegne la luce. I milanesi cadono nel tranello di allentare un poco la tensione e bastano appena poco più di due minuti per essere raggiunti. Il 4-3-3 offensivo di Dionisi, non è uscito dal campo e appena il Milan ha staccato la presa, come un avvoltoio si avventa sulla preda. Errore d’impostazione di Bakayoko il cui suggerimento, lento e troppo distante verso l’attacco rossonero, viene intercettato. In un secondo il Sassuolo si ritrova a puntare la retroguardia milanista. La difesa si apre e Scamacca ha tempo e modo di prendere la mira e scaraventare un missile sotto la traversa, imprendibile per un Maignan rimasto di sasso. Padroni casa in bambola completa. Il Sassuolo prende palla, iniziativa e campo. Tra Scamacca, Raspadori e Berardi, sono tutti attaccanti a cui piace puntare il difensore. Incominciano, infatti, a piovere cartellini gialli tra i ragazzi di Pioli. Il Milan non riesce a tornare in partita. Non è una questione fisica, ma mentale. Il Sassuolo non si fa pregare e al 33’ minuto ha ribaltato la gara. Azione insistita dei biancoverdi. Praticamente sulla linea Hernandez di testa respinge come può, ma la sfera giunge tra i piedi di Scamacca, quasi all’altezza del dischetto. Staffilata che viene deviata da Kjaer in porta. In appena 12’ minuti gli emiliani, da una sconfitta vedono la vittoria. Pioli prova a rimediare nel riposo, facendo entrare subito Messias, per un impalpabile Diaz e Kessiè per uno spaesato Bakayoko. Il Milan prova a costruire, ma il Sassuolo ha più birra, corre di più ma ha anche più fame e al 61’ minuto la gara quasi si chiude. Kessiè esce palla al piede dalla sua area senza essere pressato, ma si allunga la sfera perdendola. Con grinta e tenacia gli ospiti recuperano e Berardi si trova in area sulla sua destra. Punta due avversari e finta e contro finta, Romagnoli casca e la mezza punta emiliana, trafigge con un diagonale che passa sotto le sue gambe, Maignan. Il Sassuolo cala il ritmo e prova a gestire ripartendo in contropiede. Quando sembra che i rossoneri possano riprendere quota nella gara, anche se grandissimi pericoli Consigli non ne affronterà, Romagnoli ripuntato, come ultimo uomo affonda Berardi e lascia i suoi compagni anzi tempo. A questo punto è più l’orgoglio a muovere i padroni di casa, ma gli emiliani non hanno grossi problemi per gestire il doppio vantaggio con l’uomo in più. Giunge la seconda sconfitta consecutiva e l’Inter ora è ad un solo punto. Prima del derby, tre turni fa, i milanisti avevano la possibilità di mandare i Campioni d’Italia a ben dieci lunghezze di distanza. La stanchezza, fisica e mentale della Coppa, ora pesa più che mai, ma il Campionato è lungo e tutti attraversano un periodo così. Il Milan deve solo riprendere il suo cammino fatto di concentrazione e voglia di lottare.
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C.L.: Atletico M. vs Milan 0-1. Il Messias porta la speranza
( novembre 2021 )
Alla scoperta del Girone del “Diavolo”, il miracolo sarebbe stato qualificarsi per gli ottavi, perché i primi due posti erano assolutamente ad appannaggio degli inglesi e degli spagnoli. I portoghesi, oramai in pianta stabile a livello europeo avevano comunque qualcosa in più del giovane e inesperto Milan di Pioli, nonostante la storia blasonata a livello internazionale del club meneghino. Dopo quattro gare i rossoneri si trovano in fondo alla classifica con un solo pareggio. Liverpool già qualificato e Porto che segue a cinque punti e Atletico con quattro. Solo due vittorie nelle ultime due gare possono tenere accese le speranze dei tifosi milanisti. La prima deve avvenire a casa di Simeone. Nel 4-2-3-1 tra i quattro di difesa troviamo come laterale Kalulu e Romagnoli, per via degli infortunati Calabria e Tomori. Così come si preferisce sulla tre quarti a sinistra Krunic per dare un po’ di riposo a Leao che le ha fatte sin qui tutte. Spazio in avanti per Giroud. Il 3-5-2 di qualità dei padroni di casa fa molta paura davanti visto che annovera calibri come Griezmann e Suarez, per citare i più importanti, ma il Milan è in partita e non si nota nessuna differenza tra le due squadre. Il primo tempo passa via veloce, senza vere occasioni da rete, ma non è una sfida scialba e poco piacevole. L’intensità è elevata. Si gioca molto a centrocampo e nelle due tre quarti, ma sovente le difese hanno la meglio sulla fase finale delle rispettive azioni d’attacco. In sé il pari non va bene neppure troppo agli spagnoli, visto che raggiungerebbe, in caso di sconfitta a Liverpool del Porto, proprio i portoghesi e quindi nell’ultima giornata l’Atletico dovrebbe giocarsela in trasferta in Portogallo. Entrambe, Milan e Atalanta, vogliono l’intera posta in palio, ma le forze in campo si equivalgono. Un grosso complimento a Pioli e ai suoi ragazzi, che nel secondo accelerano giocate e pressione. Di fatto Tatarusanu non dovrà effettuare miracoli, mentre il Milan crea i presupposti per passare avanti in un paio di volte. Una clamorosa con Bakayoko che vede il suo tiro ribattuto dal ginocchio di un difensore e destinato probabilmente in rete. Pioli ne cambia quattro in un botto, tra esterni, centrocampo e attacco. Kessiè rimane padrone della mediana e sarà proprio Kessiè a tre minuti dal novantesimo , dalla sinistra offensiva, a scodellare una deliziosa palla che Messias di testa non sbaglia. Troppo tardi per l’Atletico per reagire e poco pericoloso per tutta la sfida, per meritare il pareggio. Il Milan con una gara non spettacolare per occasioni create, ma con tanta determinazione, compattezza, senza praticamente rischiare mai, si è portato a casa il primo dei due successi. Fortunatamente il Porto non ha vinto in Inghilterra, altrimenti i tre punti conquistati sarebbero serviti solo per la corsa al terzo posto. Ora si spera nella vittoria a Liverpool per raggiungere quota 7 punti, ma sicuramente il Porto deve mancare i tre punti anche contro l’Atletico. Vincere è l’unica condanna del “Diavolo”, alla fine si faranno i conti, ma nel frattempo il blasone del Milan a livello internazionale è stato salvaguardato. Messias ha dato ancora speranza.
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A: Fiorentina vs Milan 4-3. Pioli vede viola per gli errori dietro
( novembre 2021 )
Trasferta delicata quella a Firenze, per il Milan. Come sempre Pioli deve fare i conti con una certa infermeria abbondante, ma anche Italiano ha i suoi bei problemini, dato che deve fare a meno della coppia di difensori centrali e del portiere titolare. E proprio di portieri bisogna parlare, dato che al quarto d’ora una mezza papera da parte di Tatarusanu, porta i padroni di casa avanti. Su corner, la palla cala tranquilla tra i guantoni dell’estremo difensore rossonero. Un po’ l’umidità ed un poco anche la troppa sicurezza, fanno cadere la sfera dalla presa. La palla giunge tra i piedi di Gabbia, che prende il posto di Tomori. Invece di spazzare copre a gambe larghe per la ripresa in scivolata di Tatarusanu, ma Duncan li beffa entrambi toccando la palla da dietro per il vantaggio. Il Milan sa di essere forte e spinge con continuità, ma appare meno veloce, aggressivo e compatto di altre volte. Kessiè e Tonali non sono la solita saracinesca davanti all’area, ma è soprattutto Diaz ad avere il motore un po’ fuori giri. Ibra va sovente in fuorigioco, mentre è Leao, con le sue accelerazioni a provocare i maggiori brividi ai tifosi viola. Quando si sta avvicinando la pausa per una calda tisana e riordinare le idee, ecco giungere la mazzata. Saponara al 46’ minuto dalla sinistra offensiva, inventa un tiro a giro degno del miglior Del Piero, dove Tatarusanu, si allunga il più possibile ma non arriva a togliere la sfera da sotto l’angolino opposto. Il Milan è sotto di due reti, ma i padroni di casa hanno creato un paio sole di occasioni da rete, mentre i meneghini hanno macinato gioco e costruito i presupposti per segnare più volte, ma è mancata la forza e la cattiveria. Stanchezza per le troppe partite accumulate si fa sentire ed è un classico dal rientro dalle Nazionali. Spossatezza che non sente al quarto d’ora della ripresa l’attaccante toscano Vlahovic, che raccogliendo di classe un lungo lancio dalle proprie retrovie, giunge palla al piede dinanzi a Tatarusanu. L’attaccante viola è lucido e rapido nel superare sull’esterno il portiere e tracciare un preciso diagonale che si insacca sul 3 a 0. A mezz’ora dalla fine il match potrebbe sembrare chiuso, ed invece l’amore rimasto da parte del classico ex Bonaventura, a riaprire la gara. In area, incredibile è il retropassaggio al suo ex compagno Ibrahimovic che si trova, come a Natale, davanti a Terraciano che batte riaprendo le ostilità. Il Milan ci crede e spinge, forte anche delle energie fresche inserite da Pioli. Trascorrono altri cinque minuti e Ibrahimovic sigla la sua doppietta personale. Theo Hernandez, va via di forza sulla sinistra, giunto quasi sul fondo, dentro l’area suggerisce il classico passaggio arretrato per i compagni che giungono a rimorchio. Lo svedese dimostra tutta la sua classe e intelligenza, rallentando e accelerando per giungere a impattare perfettamente sulla palla per il 3 a 2. Ora il Milan prova con tutte le sue forze a segnare la rete per evitare la sconfitta. A 5’ minuti dal novantesimo, però, l’errore del singolo rovina i piani dei rossoneri. Theo Hernandez, tanto devastante quando si muove verso le aree avversarie, cade per l’ennesima volta nel suo errore maggiore, partire palla al piede quando è in difesa. Perde palla, e la sfera giunge a Vlahovic che non perdona. Inutile il colpo di testa sempre dello svedese che rimbalzando sulla traversa colpisce Venuti per il più classico delle autoreti. Era l’ultima azione e la sconfitta giunge. E’ la prima per il Milan in questo Campionato e per il gioco espresso sicuramente immeritata. I rossoneri hanno costruito e non poco davanti, ma tra Tomori e Magnan indisponibili e stanchezza sia fisica che mentale, il conto da pagare sono state quattro reti subite, delle quali due regalate ampiamente. Altre partite il Milan, le ha vinte strappando potenziali pareggi e trasformandoli in successi. A Firenze è capitato il contrario. La stagione è lunga e servono anche gli stop per recuperare concentrazione. Ora ci sarà da lottare per l’ultima speranza di avanzare in Champions.
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A: Milan vs Inter 1-1. Spettacolo ed emozioni a San Siro tra due belle squadre
( novembre 2021 )
Talvolta le aspettative sono talmente elevate, che alla fine ci puoi rimanere male. I Campioni d’Italia in carica, attualmente terzi e l’unica squadra che pare possa contrastare le due di testa, affrontano la prima della classe nonché cugini. Approcci differenti alle sfide,ma numeri alla mano, molto simili, anche se sono addirittura sette i punti di distanza che li separa. A favore del “Diavolo”. I due allenatori possono mettere in campo le proprie formazioni tipo, anche se, causa squalifica, Ballo-Tourè non è come avere sulla fascia Theo Hernandez. Quanto meno a livello di spinta, perché si dimostrerà, lungo il corso del match, decisivo in un paio di chiusure fondamentali. Schieramenti collaudati, dove al 3-5-2 nerazzurro si contrappone il 4-2-3-1 rossonero con vertice alto, il grande ex svedese, che già nell’andata dell’anno scorso aveva regalato la vittoria ai suoi compagni. Partita che decolla subito senza troppi tatticismi. L’una vuole prevalere sull’altra. Il Milan parte molto bene con il suo pressing alto e Tonali e Kessiè in mediana sanno cucire bene. Allo stesso tempo le fasce sono di ordinanza interista con Darmian e Perisic. La sfida si sblocca al 10’ minuto. Kessiè sbaglia ad arretrare palla al piede dentro la sua area di rigore. Sulla pressione di Dzeko e Calhanoglu si sbilancia e cadendo fa cadere anche il turco. Per l’arbitro e la var è rigore, anche se è non era facile determinare la sequenza dei fatti. Sul dischetto Calhanoglu colpisce forte e centrale con Tatarusanu che si butta alla sua sinistra. Come contro le altre tre big affrontate sino ad ora, ovvero Juventus, Lazio e Atalanta, l’Inter passa in vantaggio, ma dura poco, solamente 6’ minuti. Su punizione da fuori area, la palla scodellata al centro da Tonali è ben colpita di testa da Tomori, che è anche fortunato a trovare la deviazione, involontaria, di de Vrij beffando Handanovic. Milan che riprende quota e controllo maggiore della palla, ma sulla destra al 25’ Darmian entra palla al piede bruciando Ballo-Tourè, che è costretto ad abbatterlo davanti a Tatarusanu. Nuovamente rigore, ma si presenta Lautaro che non è Lukaku. Come contro l’Atalanta, allora fu Dimarco, errore e possibilità della rete bruciata. Ma applausi anche alla bella parata del vice di Magnan. Milan che superato il pericolo crea e con un paio di iniziative da fuori, rischia di portarsi in vantaggio, ma è sul finale del primo tempo che l’Inter accelera le sue giocate. Prima del riposo sono almeno un paio le occasioni per riportarsi davanti da parte della “Beneamata”. Nitidissima quella sui piedi di Barella il cui tiro a colpo sicuro, osserva la palla venire respinta sulla linea di porta. Secondo tempo che vede la squadra di Inzaghi riprendere da dove aveva lasciato, ovvero occasioni a ripetizione. I nerazzurri hanno un venticinque minuti buonissimi dove tra Lautaro e Vidal (subentrato al 68’ minuto per un acciaccato Barella ), vengono sciupate tre occasioni da reti. Il Milan in sofferenza inserisce energie fresche e regge all’urto dell’avversario. Discorso contrario per l’Inter, che inizia a perdere i pezzi per troppa usura, vedi Dzeko e Bastoni. Mentre le sostituzioni milaniste portano effettivi benefici al gioco e alla solidità, i vari Correa, Sanchez, Dimarco e Dumfries, non entrano in partita e gli undici di Inzaghi sembrano siano meno in campo. Il Milan chiude avanti e con Ibra su punizione va vicino alla rete, ma è al 90’ minuto con Saelemaekers, da fuori area a colpire il palo con Handanovic completamente immobile. Un Milan che rischia di crollare, soffre, ma sa resistere e quasi la va a vincere. L’Inter che gioca forse un po’ di più, crea tanto, ma come suo solito, sciupa altrettanto. Che spettacolo però al Meazza, e 150 paesi collegati si sono goduti la Serie A italiana.
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C.L.: Milan vs Porto 1-1. Il pareggio della speranza o del dubbio.
( ottobre 2021 )
Il Milan conquista il suo primo punto in Champions League, dopo 4 partite, pareggiando in casa contro il Porto. Magra consolazione se si pensa che i rossoneri sono praticamente fuori dall’Europa, salvo miracoli nelle ultime due partite. La partita inizia subito in salita per il Diavolo, tanto che già al 6’ minuto sono sotto di un goal. Grujic se ne va in percussione centrale, penetra in area e scarica per il solissimo Luis Diaz che non dà scampo al portiere rossonero Tatarusanu. Al 10’ altro brivido per i rossoneri su rimessa laterale dalla sinistra, Luis Diaz va via a Tomori, scarico per Otavio che calcia in curva. I portoghesi non mollano e al 16’ vanno ancora vicini al raddoppio con una punizione dalla destra di Sergio Oliveira che pennella sul secondo palo dove svetta Mbemba, provvidenziale Tatarusanu. Il Porto è padrone del campo e il Milan continua a rischiare e non riesce a farsi pericoloso. Al 25’ sulla battuta, Grujich e Taremi saltano indisturbati sul secondo palo e Tatarusanu deve ancora rimediare. La prima occasione pericolosa del Milan arriva al 33’ con una percussione centrale di Theo Hernandez che scarica a destra per Giroud che prova il mancino a giro ma Diego Costa para. Il primo tempo finisce con Theo Hernandez che se ne va centralmente ma viene atterrato, riesce comunque a scaricare per Leao in area che serve Saelemaekers che manda in alto. Riprende il secondo tempo e il Milan cambia Calabria con Kalulu. Il Milan inizia bene al 51’ su corner dalla destra di Tonali, al centro area svetta Leao che però non trova l’impatto giusto col pallone. Un minuto dopo Saelemaekers imbuca per Leao che aggira Diego Costa ma calcia clamorosamente sul fondo, anche se era in fuorigioco. Al 56’ azione pericolosa del Porto, su cross dalla sinistra, al centro area sbuca Evanilson che centra in pieno la traversa. Ma al 61’ arriva il pareggio del Milan. Su punizione dai 30 metri di Bennacer, la barriera smorza il pallone che arriva per Giroud, che con un tiro di prima intenzione,il portiere Diego Costa respinge sulla sua destra dove arriva Kalulu che calcia rasoterra e trova la decisiva deviazione di Mbemba. Dopo il pareggio poche azioni pericolose sia per il Milan che per il Porto. Unica azione pericolosa che avrebbe portato in vantaggio il Milan è all’83 con Theo che mette al centro per Ibrahimovic che insacca ma il francese era in fuorigioco. Finisce la partita in pari, che tutto sommato è il risultato più giusto. Nel primo tempo il Milan non era lucido, non ha praticamente trovato la profondità nei passaggi per mettere in difficoltà la difesa del Porto e la gestione della partita era in mano ai portoghesi. Nel secondo tempo il Milan è andato meglio, forse anche grazie al calo di intensità dei portoghesi, ed il Diavolo è riuscito ad agguantare il pareggio, che per il passaggio agli ottavi non serve a molto. Da oggi testa al derby contro l’Inter , partita insidiosa, visto che i nerazzurri sono galvanizzati dalla vittoria in Champions e vorranno accorciare il distacco in campionato dai cugini.
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A: Roma vs Milan 1-2. Il Diavolo vive in alto, anche all’Olimpico
( ottobre 2021 )
Il Napoli ha da poco sbancato il derby campano. Con fatica e di misura, ma i tre punti sono arrivati riportandosi da solo davanti in classifica. Il Milan ora ha la pressione addosso, di difendere il primato, in una trasferta difficile. C’è la Roma di Mourinho. I giallorossi sono una squadra difficile da interpretare. Talvolta sono esplosivi, feroci e anche spettacolari, mentre in altre circostanze spariscono dalla gara facendo anche brutte figure. Un dato di fatto certo è che negli ultimi due anni, quindi “Special One” a parte, la Roma ha sempre mancato la vittoria nei big match affrontati. Al 4-5-1 di Mourinho, Pioli, contrappone il suo consolidato 4-2-3-1. Difesa titolarissima, con il ritorno sulla fascia di Theo Hernandez, mentre in mediana ad affiancare Kessiè, c’è Bennacer per far riposare Tonali. Leao e Saelemaekers affiancano Krunic che gioca alle spalle del totem svedese. Partita subito molto vivace con entrambe le sue compagini che vogliono condurre la gara. Potenziali occasioni vengono create da entrambe le parti ed il Milan non è venuto nella Capitale per contenere e ripartire. A sbloccare la situazione ci pensa proprio il quarantenne attaccante rossonero. Calcio di punizione da fuori area spostato sul centro sinistra offensivo milanista. Ibrahimovic, non avvezzo alle parabole sopra la barriera beffa Patricio con un tiro teso, leggermente d’esterno e basso sul palo lontano. Il portiere calcola male la traiettoria, spostandosi prima sul palo coperto dalla barriera e rimanendo fermo e spiazzato quando si accorge di aver valutato scorrettamente. 1 a 0 per gli ospiti e match che cambia letteralmente storia. Il Milan diviene completamente padrone della situazione e i padroni di casa manovrano con troppo nervosismo e pochissima lucidità. E’ già tanto per Mourinho andare negli spogliatoi sotto di una sola rete visto che in ripartenze rapide il Milan fa paura. All’inizio della ripresa ti aspetti una Roma all’arembaggio, ma il Milan è solido e compatto e non vuole solo contenere. Infatti ecco il colpo del k.o rossonero. Al 53’ minuto palla goal nitida per i giallorossi ma sul colpo forte centrale di Abraham c’è Kjaer a dire di no. Sulla ribattuta in tre passaggi velocissimi il Milan capovolge il fronte e Ibrahimovic si trova ostacolato in area di rigore da Ibanez. Con la conferma del Var Maresca concede il penalty. Kessiè dagli undici metri spiazza Patricio. Roma ancora più innervosita. Partita chiusa? Come nelle migliori storie del cinema, ecco un altro colpo si scena. Krunic a centrocampo perde palla, forse subendo anche fallo, e Theo Hernandez entra male per chiudere l’attaccante romanista, prendendo l’inevitabile secondo cartellino giallo. Lombardi con l’uomo in meno e Roma che ha, considerando anche il recupero, una ventina di minuti abbondanti per non perdere la sfida. Infatti il match cambia completamente trama. La Roma pressa e mette in difficoltà gli ospiti. Pensare che il Milan per qualche centimetro ha avuto anche due reti, molto belle, annullate correttamente per fuorigioco. Una partita chiusa ora diviene più difficile e al 93’ minuto, dopo già un paio di occasioni dove Tatarusanu è pronto, su respinta corta di Romagnoli, El Shaarawy ribatte all’incrocio, accorciando il distacco. Ancora una manciata di minuti, ma su un bel tiro a giro in area, è ancora bravissimo Tatarusanu. Parata che permette alla sua squadra di vincere bene a Roma e tenersi il Napoli come inquilino sul tetto della Serie A. Ora testa all’ultima possibilità per continuare la Champions e poi concentrazione nuovamente al Campionato, perché sarà derby.
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A: Milan vs Torino 1-0. La sofferenza della vittoria
( ottobre 2021 )
Partita analoga si era vissuta appena tre giorni prima qua a San Siro, ma l’esito per i padroni di casa fu differente. Allora i nerazzurri incontrarono i piemontesi, ma bianconeri. Ora qui si sono sfidati i cugini meneghini rossoneri contro i granata della Mole. Ai padroni di casa e anche del Campionato, in attesa che l’inquilina dello stesso attico giochi contro il Bologna, occorrono appena 14’ minuti per segnare, guadagnare tre punti, domare un bel Torino e allungare su tutti. Un Milan che da un paio di giorni può contare su alcuni giocatori, come Kessiè, Theo Hernandez, Krunic, ma anche lo stesso Ibrahimovic, non può però considerarli abili e arruolati per l’intera sfida. Al Meazza scende un bel Torino, che gioca aggressivo, veloce, costruisce occasioni da rete, ma allo stesso tempo ha una buonissima organizzazione difensiva, tanto da risultare una delle meno perforate della Serie A. Dal corner battuto sulla destra d’attacco rossonera, una spizzata in centro area, manda la palla lungo il palo opposto dove l’esperto centravanti francese è il più lesto a giungere sulla sfera vagante. Il 3-4-3 disegnato da Juric è come sempre aggressivo, ed il Toro non si smarrisce. Ma il Milan, seppur sia evidente che è stanco per i giocatori che hanno disputato troppe partite ravvicinate, nel suo 4-2-3-1 rimane solido. Romagnoli fa riposare Kjaer in difesa e Kalulu prende il posto dell’indisponibile Tourè. Ad affiancare in mediana Tonali c’è Kessiè e Krunic è ancora il fantasista dietro la punta avanzata. Il Milan non soffre praticamente mai nella prima parte di gara ma neppure riesce a ripartire per chiudere la pratica. Leao è quello che appare più stanco. La corsa è sempre presente, ma manca la lucidità. Belotti dall’altra parte inzia il match da titolare, anche lui senza autonomia, ma neppure senza gamba, ma nel secondo tempo sarà Tatarusanu a dire di no al pari dei granata. Il Milan stringe i denti per portarsi a casa questa importantissima vittoria, contro un avversario a dir poco ostico che darà del filo da torcere a tutti. Assedio finale degli ospiti, ma testa e cuore dei ragazzi di Pioli reggono sino al fischio finale. Dopo Verona e Bologna, dove la prestazione non è stata esaltante dal punto di vista del gioco, ha fatto seguito anche questa casalinga con il Torino. Poche occasioni create, pochissime, ma concentrazione e abnegazione totale. Per questo, quando non hai tutti gli uomini a disposizione, quelli che hai non sono al meglio perché necessitano di riposo e la manovra non è fluida come vorresti, i tre punti conquistati valgono il doppio. Tre successi, che potevano essere, anche per una piccolissima svista, dei pareggi. La differenza in classifica è addirittura così di ben 6 punti. Questo vale per il Milan come per le altre. Pioli pian pianino sta recuperando i suoi uomini e la scelta del turnover potrà esser ben più ampia. Quando anche le riserve non fanno rimpiangere quelli che sulla carta partirebbero titolari, come contro il Torino, allora è la dimostrazione di un gruppo unito e coeso che guarda compatto verso la medesima direzione. Il Milan è ora in testa da solo e dall’alto con margine ampio su tutti, Napoli a parte, mette pressione. Inter e Juventus non possono permettersi altri passi falsi, il Diavolo scappa.
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A: Bologna vs Milan 2-4. Milan vittorioso, con stacco della presa
( ottobre 2021 )
Pioli ha un compito importante. Quello di far dimenticare la terza sconfitta consecutiva su tre gare in Champions, brutta più sul piano del non gioco che non per il risultato in sé. Sicuramente, il mister ha una preoccupazione in meno, ovvero quella di scegliere i giocatori da schierare dal primo minuto. A furia di infortuni, Covid e febbre, ha giusto tre cambi da poter compiere, quindi, salvo Ibra al posto di Giroud e Castillejo sulla destra a far riposare Saelemaekers, il 4-2-3-1 è quello della trasferta in Portogallo. Il Bologna di Mihajlovic parte forte mettendo subito alle corde gli ospiti. Crea in un paio di occasioni nel primo quarto d’ora i presupposti per passare in vantaggio, ma proprio il tecnico dei rossoblu l’aveva detto nel pre partita. Le poche occasioni che si creeranno contro una forte squadra andranno concretizzate e pochissime bisognerà concederne perché una big non ti perdona. Detto fatto. I meneghini, dopo aver retto alla forza d’urto degli emiliani al 16’ minuto ribaltano il fronte in tre mosse. Intercettazione della palla il mediana. Sfera che giunge sui piedi educati di Ibrahimovic sulla corsia di sinistra arretrato sulla trequarti che inventa un assist con il contagiri per lo scatto di Leao. Il portoghese fugge sulla sinistra tenuto bene da Medel, ma quando Leao dal limite fa scoccare il tiro violento, la sfera è deviata dal piede del cileno che spiazza Skorupski. Ospiti in vantaggio, ma il peggio deve ancora avvenire. Trascorrono solamente 240 secondi e Kjaer vede l’inserimento perfetto e centrale di Krunic che gioca nuovamente al posto di Diaz. Soumaoro, seppur cerchi di evitare lo scontro, incrocia, in corsa, le gambe del milanista. Fallo da ultimo uomo ed espulsione. Padroni di casa sotto di una rete e di un uomo con davanti un avversario più forte. Praticamente destino della gara già segnato. Ecco infatti che il Milan, in pieno controllo in un forcing feroce, al 36’ minuto raddoppia. Sfera che gira in aria emiliana da sinistra a destra. Castillejo va al tiro che viene respinto fuori dall’area. Calabria arriva rapido e di collo pieno scocca un bolide che trova il pertugio per il raddoppio. Milan al riposo con la partita completamente in mano. Giustamente Pioli, visti i tanti impegni ravvicinati, sostituisce Tonali con Bakayoko e la classica staffetta tra i due esterni alti di destra, direttamente dagli spogliatoi. Purtroppo però tutti i giocatori del Milan rientrano in campo pensando di aver già vinto. Sette minuti da incubo ed il Bologna non solo accorcia su calcio d’angolo con autogoal di Ibra, ma al 52’ minuto pareggia. Rapido capovolgimento di fronte e Barrow entra in area inseguito da Calabria, ma davanti a Tatarusanu lo supera sul suo palo. Milan frastornato perché è stato raggiunto da un Bologna con l’uomo in meno. Ci penseranno ancora gli emiliani a dare una mano ai rossoneri. Dal pareggio trascorrono appena 6’ minuti quando un’entrata maldestra sulla caviglia, inutile tanto quanto pericolosa, sulla caviglia di Tourè, fa scaturire il secondo rosso. Padroni di casa ora in nove, che fanno muro e giocano con massimo ardore e concentrazione. Il Milan inserisce anche Giroud al posto di Krunic per aumentare il peso offensivo. Ci penserà all’86’ minuto Bennacer con una violenta conclusione da fuori a riportare il Milan in vantaggio. Con due uomini in meno, i rossoblu non hanno, comprensibilmente, più la forza di reagire e in pieno recupero Ibrahimovic da fuori area con un delizioso tiro a giro a metà altezza, chiude sul 4 a 2. A parte lo stacco della spina, anche umano da parte del Milan, i ragazzi di Pioli hanno sbancato il campo del Bologna, con forza e autorità, reagendo alla brutta uscita in Portogallo. Ora palla al Napoli, che nuovamente non è più in testa.
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C.L.: Porto vs Milan 1-0. Testa e gambe erano altrove, ma anche la Var
( ottobre 2021 )
La prima del doppio confronto tra Milan e Porto si è risolto a favore di questi ultimi. Probabilmente risulterà l’incontro chiave perché era fra le due formazioni di coda al Girone. Purtroppo i rossoneri, come troppo di sovente gli sta capitando, tanto da far pensare non più alla sfortuna, ma ad un problema tecnico-atletico, si sono presentati all’appuntamento in estrema emergenza. Detto oramai, che sino all’anno prossimo, Tatarusanu sarà l’estremo difensore titolare, al posto del francese ex Lille, a sinistra Tourè è lontanamente paragonabile a Theo Hernandez, creando una falla soprattutto di pericolosità offensiva enorme. Allo stesso tempo Bennacer non pienamente in forma, non ha la prestanza atletica di Kessiè. Per non parlare di Krunic che per quanto si possa impegnare non potrà mai avere l’agilità sgusciante e i colpi di fantasia di Diaz. Rebic neppure convocabile, per concludere, porta Giroud, che non ha ancora i novanta minuti e non è più un ragazzino, a partire da titolare, visto che l’altro grande totem d’attacco di anni ne ha quaranta e forse giunge ad un’autonomia di una mezz’oretta, al pari di una vettura elettrica. Questi sono i presupposti con i quali il Milan affronta la trasferta in Portogallo per una sfida quasi cruciale da dentro o fuori, seppure solo alla terza sfida su sei complessive del Girone. La sconfitta infatti, immeritatissima a San Siro contro gli spagnoli di Simeone, pilotata da decisioni errate dell’arbitro, hanno lasciato il “Diavolo” a zero punti. Il Porto con un punticino in classifica raccolto contro l’Atletico Madrid, si butta nella gara, davanti al proprio pubblico con anima e corpo. Buoni talenti alla corte di Conceicao, ma nessun campione di livello altissimo. Ma il 4-4-2 portoghese è mobilissimo, corto e feroce in ogni reparto. Il 4-2-3-1 rossonero, è l’esatto opposto sin dalle battute iniziali. Salvato infatti dopo pochissimi minuti da un palo a Tatarusanu superato, è solo il segnale di una serata storta. Il Milan, nonostante le numerose defezioni, sotto il punto di vista tecnico, rimane comunque di livello quanto meno alla pari dell’avversario, se non superiore. L’atteggiamento non è quello del Milan di Pioli. E’ come se i giocatori fossero scesi in campo con una sorta di rassegnazione da subito e non siano riusciti a scrollarsela di dosso durante il match. L’agonismo, il senso di gruppo, la voglia di combattere per tutta la partita sono rimasti a Milanello. Il Porto fa il bello ed il cattivo tempo ed il vantaggio giunge solo al 65’ della ripresa. Per non farsi mancare nulla, il “Diavolo” subisce lo stesso, a prescindere dalla propria prestazione totalmente incolore, l’ennesima svista arbitrale. Bennacer in area viene travolto da un avversario, facendo in modo che la sfera caramboli a Diaz (portoghese) e con un colpo da bigliardo superi il portiere rossonero. Tatarusanu, a onor del vero, non deve compiere parate, perché nel più ferreo spirito del calcio portoghese, il gioco e la corsa sono notevoli, ma la concretezza è merce rara. Per la serie tanto fumo e poco arrosto e quel poco di carne che viene servita in rete, sarebbe anche da annullare. Ma come dichiara mister Pioli a termine di questa uscita sbagliata dei suoi ragazzi, il Milan ha meritato la sconfitta perché ha giocato molto al di sotto dei suoi valori. Lo stesso Ibrahimovic, entrato per dare la scossa per più di una mezz’ora, si è visto solo per un orrendo calcio di punizione ed un fallo più da rosso che da giallo. Peccato che forse la testa sia già solo al Campionato, perché le carte per superare il turno, il Milan ha mostrato di averle tra tutte e tre le sfide. Fra due settimane, quando al Meazza scenderà il Porto ci potrà essere l’uscita definitiva dalla Champions, la continua corsa per l’Europa League, oppure la riaccesa speranza.
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A: Milan vs Verona 3-2. Il Milan prima ha paura poi si arrabbia e vince
( ottobre 2021 )
La pausa delle Nazionali, come ad altre squadre, ha portato muscoli affaticati e infortuni alla corte di Pioli. Di fatto i rossoneri sono quelli che più di tutti ne hanno subito le conseguenze. Per tre mesi il portiere titolare rimarrà indisponibile, cosa che ha costretto la dirigenza a rivolgersi subito al mercato degli svincolati, complice l’assenza simultanea anche del terzo portiere. In oltre tra Theo Hernandez e Diaz fuori causa per Covid, il Milan nel suo consueto 4-2-3-1 si trova costretto a inserire dal primo minuto ragazzi come Tuourè, al posto di Theo e Maldini al posto del fantasista spagnolo che si muove alle spalle di Giroud. Anche il francese, rientra dopo tante settimane di inattività. Per precauzione anche titolarissimi come Leao, Tonali e Kjaer si siedono in panchina. Tutto questo rimescolare di carte conferisce ai padroni di casa una certa insicurezza di fondo e gli ospiti comandati da Igor Tudor scendono in campo concentratissimi e con la giusta determinazione. Il 3-4-3 del Verona è subito compatto e alto. Tant’è che Tatarusanu già dopo 180 secondi si deve rifugiare in angolo. Ma è solo il preludio del vantaggio ospite. Trascorrono appena altri 4’ minuti che i ragazzi di Tudor si portano in vantaggio. Incertezza davanti alla difesa rossonera. Il centrocampo veronese con forza recupera sfera che giunge a Caprari che si infila tra la coppia di centrali milanisti e in mezza volè, di collo pieno, piega i guantoni a Tatarusanu. Padroni di casa increduli ed in bambola. Provano a salire, ma non ci sono idee e sopratutto movimento. Gli stessi titolari paiono spaesati e confusi. Il Verona gestisce la gara e si infila in ogni spazio, trovando la difesa sinistra dei milanesi particolarmente vulnerabile. Nell’ennesimo inserimento da quella fascia giunge, un cross basso in area di rigore. Kalinic e Romagnoli si avventano sulla palla, con il veronese che rimane a terra. Anche dalla Var è difficile capire chi tocca chi prima, ma l’arbitro opta per il rigore. Barak al 24’ minuto non sbaglia e firma il raddoppio. Il Milan è ancora più giù di morale. L’attaccante francese con una mobilità pare a zero pare il Manzukic della scorsa stagione, e Maldini un pesce fuor d’acqua. A 9’ minuti dalla pausa, quella che pare l’ennesima tegola su Pioli, diviene la carta vincente. Problema fisico per Rebic, che da esterno sinistro, sino ad ora era stato il più propositivo tra i suoi. Al suo posto Leao e la sua qualità e vivacità riaccendono immediatamente la luce a San Siro. Milan al riposo sotto di due reti ma Pioli al rientro ne butta dentro subito due freschi. Krunic al posto del giovane erede dei Maldini, e Castillejo a spingere a destra al posto di uno stanco Saelemaekers. Pian piano, dopo una decina di minuti di gioco il Milan prende il sopravvento totale sulla gara. Il Verona è schiacciato nella propria metà campo e tutto sta nello sboccarla. Al 59’ minuto, dall’ennesima invenzione e accelerazione del portoghese sulla sinistra offensiva rossonera, giunge un delizioso cross per lo stacco imperioso di Giroud che dimezza lo svantaggio. C’è una mezz’ora abbondante per ribaltare il match, ma ai padroni di casa basta meno. Il Milan è a tutta birra ed il Verona non fa altro che le barricate per sperare di giungere indenne al fischio finale. Ad un quarto d’ora dal termine, l’ennesimo assalto rossonero porta ad un contatto in area per il rigore che Kessiè concretizza nel pareggio con estrema freddezza. Entra il totem Ibrahimovic perché Pioli sente che ora la si può vincere. Quale profeta! Trascorre appena un minuto dall’ingresso dello svedesone che dal cross dalla destra da parte di Catillejo, che aveva già portato al penalty a favore, giunge il rinvio sbilenco di Gunter che spiazza il suo portiere per l’autorete del definitivo 3 a 2. Probabilmente il timore di avere alle spalle Ibra ha indotto anche alla poca tranquillità nello spazzare l’aria. Dieci minuti di controllo degli assalti finali degli ospiti e il Milan si porta a casa di carattere e di gruppo tre punti importantissimi che lo fanno decollare in testa, momentaneamente, alla classifica.
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A: Atalanta vs Milan 2-3. Il Diavolo si veste da Dea e corre in alto
( ottobre 2021 )
Il risultato non tragga in inganno. Il 2 a 3 farebbe pensare ad una partita combattuta sino all’ultimo, un po' com’è avvenuto qualche giorno fa al Meazza tra i bergamaschi e i cugini. Sino ad una manciata di minuti dal novantesimo, il tabellone segnava un secco e netto 3 a 0 a favore della compagine di Pioli. Terrificante l’avvio di partita per i padroni di casa. Meno di 30 secondi e si trovano già sotto. Theo Hernandez, da terzino sinistro, nella sua progressione inarrestabile, taglia metà campo verso il centro e con un delizioso e ben calibrato filtrante a destra imbecca l’inserimento senza palla di Calabria. Il terzino destro supera in velocità i due marcatori atalantini e batte centralmente e non troppo forte. Musso commette una grossolana papera per deconcentrazione e la sfera gli scappa da terra e dai guantoni. Calabria nel proseguo della sua corsa è lesto a ribadire in rete. La ferocia con la quale ha approcciato alla gara il Milan, non è solo iniziale ed estemporanea, ma continua. Ha preso il DNA della Dea, riconosciuta all’unanimità come la più europea e aggressiva delle squadre nostrane e l’ha annientata per novanta minuti con le sue stesse armi. Il Milan privo come sempre delle punte di riferimento, traveste Rebic da centravanti. Ma di fatto non è un attaccante fermo in area di rigore. Tutti nel Milan sono centrocampisti e allo stesso tempo tutti i centrocampisti divengono attaccanti con i continui inserimenti. L’Atalanta dopo qualche minuto di scoramento, riaffila i tacchetti ed inizia ad aumentare i giri del motore, ma il Milan ha il proprio propulsore sempre in coppia. Nella prima frazione Maignan è bravissimo in un paio di occasioni a sventare i tentativi di pareggio dei nerazzurri, ma tutto il comparto difensivo è concentrato. Tra Leao, Rebic, Saelemaekers e Diaz, fanno a gara a chi ci dà dentro di più, sia in fase di chiusura che di proposizione. Kessiè è tornato ad essere diga invalicabile, ma una menzione su tutti và a Tonali, tanto criticato nella scorsa stagione. Recupera palloni in quantità industriali, è sempre pronto a raddoppiare e ad aiutare il compagno, non disdegnando mai l’inserimento o l’assist in fase di attacco. Testimonianza di ciò è il suo goal quasi allo scadere della prima frazione. Pressing altissimo sull’ultimo uomo che perde palla. Il mediano italiano si invola verso Musso che batte sul suo palo. Si và al riposo sul 2 a 0 per gli ospiti. La ripresa dovrebbe vedere una Atalanta inferocita, ma il Milan ne ha di più, sia in termini di gamba che di testa. I bergamaschi non riescono mai a rendersi pericolosi, per merito sopratutto della determinazione dei rossoneri, ma anche della loro capacità di stare benissimo in campo. Non ci sono varchi o falle dove poter inserirsi per gli atalantini. E’ il Milan ad andare un paio di volte vicino alla chiusura della gara, ma Musso è reattivo a tenere in partita i suoi. Non su il tiro di Leao che firma il 3 a 0. La Dea non c’è più, il Milan è in pieno controllo, ma il bello del calcio è che tutto può accadere. A qualche minuto dal termine un tiraccio imbecca fortuitamente il braccio di un milanista troppo largo. Dal dischetto giunge la rete della bandiera. In pieno recupero Zapata va via di prepotenza sulla destra e dal suo traversone basso nell’area piccola giunge a rimorchio il tiro del 2 a 3. Ma non c’è neppure il tempo per far venire i brividi al Diavolo che l’arbitro fischia. Il Milan sta facendo punti, crescendo sotto ogni punto di vista. Pioli continuerà ancora a negare di non pensare allo Scudetto?
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C.L.: Milan vs Atletico M. 1-2. Spettacolare Diavolo, poi Kessiè e arbitro rovesciano la gara.
( settembre 2021 )
I sette volte Campioni d’Europa, tornano dopo sette lunghi anni a giocarsi la più affascinante competizione continentale dinanzi al proprio pubblico. E la partita messa in campo dal Milan nella “Scala del Calcio”, è degna di tale Champions. La voglia dei ragazzi di Pioli è straripante. Concentrazione, muscoli e adrenalina sono a mille e i milanisti paiono indiavolati per come rubano palla, pressano, si inseriscono con e senza sfera. Dal primo minuto girano il doppio degli spagnoli. Che giova ricordare, sono i Campioni di Spagna, avendo vinto la Liga davanti a Barcellona e Real Madrid. Simeone e soci si trovano in balia dei rossoneri. Leao e Diaz su tutti sono imprendibili. Sgusciano tra avversari, vanno via in velocità, recuperando palloni. Il Milan è costantemente nella metà campo dell’Atletico. I madrilisti non riescono a trovare le giuste contromosse a questo Milan che è il più bello non solo di questa stagione, ma da alcuni anni a questa parte. La linea verde e la pazienza sta pagando. I frutti giungono al 20’ minuto. Dopo già un paio di occasioni e un continuo pressing nella metà campo avversaria, la palla approda a sinistra nei delicati piedi del 10 spagnolo milanista. Finta e controfinta. Sembra che voglia tirare invece con il il piede di richiamo alleggerisce per il vicino Leao. Il portoghese traccia un basso tiro a giro che trova il corridoio perfetto tra i difensori per il meritatissimo vantaggio rossonero. L’unica nota dolente è l’ammonizione del mediano Kessiè per vistosa trattenuta su Llorente. Il Milan continua a disputare la sua egregia partita e Simeone, nonostante in attacco abbia gente come Suarez, non riesce a imbastire azioni pericolose. Tomori sull’uno contro uno è insuperabile, e Calabria come Hernandez non lasciano respirare sulle fasce con i loro continui inserimenti. La svolta del match è quasi alla mezz’ora. In mediana in una manovra di costruzione spagnola, al di là dal divenire pericolosa, Kessiè per cercare l’anticipo da dietro sul pallone, colpisce il piede dell’avversario atterrandolo. Fallo senza dubbio, ma l’arbitro lo considera, molto fiscalmente, degno di ammozione. Doppio giallo e Milan con l’uomo in meno. Proprio a metà campo. Pioli, da navigato allenatore qual’è conosce i suoi ragazzi e vedendo quanto sia poco affabile il fischietto, sostituisce Rebic, già ammonito, per Tonali. Si mette in un 4-4-1 con il vertice alto che talvolta è Diaz, altre Leao. Sarà proprio il portoghese ad andare vicinissimo al raddoppio. Lancio lunghissimo di Maignan a 7’ minuti dal riposo che pesca Leao in mezzo a due difensori. Il 17 milanista protegge benissimo spalle alla porta e con una spettacolare rovesciata fa partire una saetta che Oblak neppure vede e che si stampa sulla traversa. Segnalato fuorigioco, ma che non c’era. I padroni di casa chiudono ogni spiraglio e solo sul finale del primo tempo l’Atletico si fa pericoloso. Il secondo tempo è tutt’altra storia. Simeone fa scendere in campo calibri come Felix, De Paul e sopratutto Griezmann. Il possesso palla diviene quasi totalmente degli ospiti, ma i rossoneri ergono un muro, cercando di tanto in tanto di affacciarsi nella metà campo spagnola. Maignan dà sicurezza e nelle sporche azioni create dai madrilisti il portiere del Milan risponde presente. Non all’84’ minuto quando una combinazione veloce spagnola porta il francese a battere al volo per il pareggio. Il Milan è stanco e Pioli inserisce gente fresca, ma non sono certo all’altezza della panchina di Simeone. Kululu è sfortunato in un rimpallo in pieno recupero. La palla carambola tra lui e l’avversario. Sembra che la sfera colpisca prima la mano dello spagnolo e poi quella del rossonero, ma così non è per la Var. Dopo 180 secondi di consultazioni accese, si decide per il rigore e Suarez non fallisce. L’Atletico esce con la vittoria. Kessiè e la fiscalità dell’arbitro hanno spento piano piano l’ardore di questo bellissimo Milan, compromettendo, forse, il cammino europeo.
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A: Spezia vs Milan 1-2. Il Milan tra gioventù e tradizione vince ancora
( settembre 2021 )
Il Milan non dovrebbe mai avere timore di una piccola come lo Spezia. E di fatto non ha alcuna paura, ma rispetto e massima concentrazione verso questo avversario certamente sì. Solo tre giorni prima i liguri stavano facendo capitolare la corazzata bianconera di Allegri, perdendosi sul finale. Pioli applica un logico avvicendamento di giocatori considerando le numerosi sfide in programma in questo autunno, anche tutte molto ravvicinate. La grande sorpresa da titolare, oltre al ritorno in campo di Goroud, non ancora in forma date le settimane di assenza, è il Maldini giunto alla terza generazione di famiglia a calpestare dal primo minuto l’erba del Meazza. Il giovane copre la zona da trequartista dietro al centravanti francese, affiancato dagli onnipresenti Saelemaekers e Rebic. Coppia mediana titolare costituita da Tonali e Kessiè. Linea di difesa a quattro con Romagnoli a rimpiazzare Kjaer e sulla sinistra un altro giovane, che quando è entrato ha fatto bene anche a Torino contro la Juventus, ovvero Kalulu. Primo tempo che scivola via, con un Milan che fa possesso palla ma fatica a creare. Merito anche dei padroni di casa che nel loro 4-5-1, non solo non lasciano spiragli, ma tendono a ripartire bene, specie sulle fasce. In uno di questi ribaltamenti di fronte lo Spezia rischia di passare, ma è bravo Maignan ad opporsi. Di fatto nel primo tempo, l’univa vera occasione da rete del Milan è costituita da una punizione fuori area sulla destra offensiva milanista. Hernandez dà potenza e anche un bell’effetto a giro, ma il tiro esce un metro abbondante dall’incrocio. Secondo tempo di ben altro tenore. Pioli fa subito partire Leao e Pellegri al posto di Giroud e Rebic e specie Leao parte fortissimo. Lo Spezia è già assediato e dopo 4’ minuti il Milan passa. Palla che corre da destra a sinistra avvolgendo la difesa spezzina e squilibrandola. Quando parte il traversone alto dalla destra offensiva rossonera, è Maldini a svettare su tutti ed incornare perfettamente la palla. Il portiere devia con il guantone, ma il colpo di testa è talmente potente da piegare la mano del portiere. Il Milan va vicinissimo anche al raddoppio. Leao, si inventa dalla sinistra un tiro a parabola a giro che cade perfettamente sul palo interno a portiere battuto, ma la palla rientra in campo. Lo Spezia, allo stesso tempo non è sceso in campo per disputare un allenamento. Inizia sulle fasce a prendere campo e arrivare sul fondo con una certa regolarità mettendo in mezzo all’area traversoni insidiosi. In uno di questi a 10’ minuti dal termine i padroni di casa trovano il pareggio. Il cross dalla sinistra, giunge a destra e sul tiro in porta la deviazione involontaria di Tonali spiazza Maignan. All’82’ minuto Pioli, si affida alla qualità e la freschezza del fantasista ex Real Madrid. Mai fiducia è stata più ripagata. Trascorrono solamente 4’ minuti dal suo ingresso, quando su un’azione insistita degli ospiti la sfera giunge libera in mezzo all’area piccola. Diaz è veloce e bravo a giungervi per primo e scaraventarla in rete. E’ il 1 a 2 finale. Lo Spezia è piegato con diversi giovani in campo. Una vittoria non facile, considerando il dispendio di energie in questo periodo della stagione, tra Campionato e Coppe. Tre punti pesanti che fanno molto morale che arrivando anche sul finale, valgono doppio e permettono al Milan di volare da solo in vetta alla classifica, in attesa del Napoli che ospiterà il Cagliari.
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A: Milan vs Venezia 2-0. In vetta coi cugini con autorità
( settembre 2021 )
Il Milan affronta dopo 20 anni il Venezia e li affonda con un secco 2-0, in una partita non facile per i rossoneri di Pioli, che hanno trovato difronte un avversario che si è chiuso molto bene per quasi tutta la partita. Per agguantare i cugini interisti al primo posto, in attesa della partita del Napoli che concluderà il turno infrasettimanale, il diavolo deve pescare dalla panchina. Decisivi su entrambi i goal l’ingresso di Theo Hernandez e di Saelemaekers che cambiano il volto della partita dei rossoneri e confezionano gli assist per le reti di Brahim Diaz e dello stesso Theo Hernandez. La partita inizia con un Venezia ben ordinato in campo e che non concede alcuna conclusione al Milan. Il Milan gioca con Florenzi terzino destro con Kalulu più in alto, Leao posizionato a sinistra di Rebic. Sia Kalulu che Leao creano cross il primo dalla destra il secondo dalla sinistra, ma davanti Rebic non riesce a trovare il goal e tanto meno Florenzi che in questo primo tempo con Kalulu sembrano essere molto in sintonia sulla fascia destra dello schieramento milanista. Al 31’ la prima palla goal capita proprio sui piedi dell’ottimo Kalulu, in forma strepitosa, che su passaggio di Rebic, tira di piatto destro di poco fuori della porta del Venezia. Al 36’ seconda occasione invece per Leao che con un’azione devastante, crossa in basso per il centro ma il Venezia si salva per miracolo. Finisce il primo tempo con un dominio milanista, ma il Venezia è bravo a difendersi. I rossoneri dal canto loro non hanno saputo concretizzare le occasioni per andare in vantaggio. Inizia il secondo tempo senza cambi, e subito al 52’ Diaz si mangia il vantaggio, mandando in alto da un’ottima posizione all’interno dell’area su bella sponda di Rebic. Dopo 7 minuti ecco i cambi che decidono il match entrano Theo Hernandez, Saelemaekers e Tomori ed escono Gabbia, Florenzi e Ballo-Tuorè. Il Milan non riesce a fare male al Venezia ma al 68’ arriva il goal del Milan. Gran palla di Bennacer per Theo Hernandez che di prima intuizione mette la palla dentro e trova il compagno Diaz pronto alla conclusione per l’1-0 per i rossoneri. Il Venezia non vuole arrendersi ma così lascia spazi al Milan che di contropiede però non riesce segnare. All’82’ su grande azione di Saelemaekers, Theo Hernandez finalizza con un potente tiro di sinistro in area per il 2-0 per il Milan. Nei minuti di recupero il Venezia cerca di impegnare il portiere del Milan Maignan ma senza troppa convinzione. Finisce 2-0 per il Milan che si porta a 13 punti come l’Inter. Oggi per il Milan sono stati decisivi i cambi che hanno portato alla vittoria su un Venezia ben messo in campo. In questa partita si è visto il lavoro che Mister Pioli sta cercando di portare avanti con la sua squadra. Oggi si è visto che se i centrocampisti aiutano e giocatori come Rebic, Leao e Diaz si sacrificano anche in fase difensiva, la macchina Milan funziona e porta ottimi risultati. Da risolvere ancora il problema infortunati, ma se le “riserve” sono quelle viste questa sera, possono recuperare con tutta calma perché il Milan è in buone mani e le giovani promesse vedi Tonali e Diaz stanno crescendo bene!Prossimo appuntamento sabato con lo Spezia, squadra che è riuscita a mettere in difficoltà la Juventus.
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C.L.: Liverpool vs Milan 3-2. Il sogno del “Diavolo” dura l’intervallo
( settembre 2021 )
Il risultato in terra d’Albione è tutt’altro che disdicevole. Che la squadra di Pioli entri nel suo girone come quarta fascia dopo diversi anni fuori dalla prestigiosa competizione, è indicativo di quanta strada in salita debba affrontare il Milan solamente per sperare di far bene. Il risultato non dice sempre tutto. Ogni partita ha la sua storia. I padroni di casa, come è di tradizione britannica, partono fortissimi e schiacciano letteralmente gli italiani nella loro metà campo. Dopo neppure 10’ minuti dall’inizio i rossi sono avanti di una rete. sull’ennesima penetrazione in area, questa volta Tomori in scivolata interviene sulla traiettoria del tiro ma mettendo fuori causa il proprio portiere. Il Milan è completamente in bambola e poco dopo su un tiro cross giunge il contatto di mano in area di rigore per il penalty. Il baratro è ad una passo, al quale però Maignan, ci mette una doppia pezza. E’ bravissimo a intercettare il rigore sulla sua destra, ma altrettanto reattivo a respingere la ribattuta. Il suo numero 1, ( chi sta più a pensare a Donnarumma e al suo procuratore? ) tiene a galla il Milan. Pian pianino il Liverpool attenua la presa asfissiante anche se si continua giocare nella metà campo rossonera. Quanto meno non è un succedersi di sudori freddi. I padroni di casa collezionano calci d’angolo come se fossero figurine, ma il 4-2-3-1 di Pioli non crolla. La personalità in campo di Ibrahimovic si sente che manca. Bennacer non è in forma come Tonali ed il filtro in mediana fatica a reggere l’urto. Sopratutto il trio Saelemaekers, Diaz e Leao non riescono neppure a supportare il centravanti Rebic, che deve giocare da punta avanzata in quanto non ancora al meglio Giroud che siede in panchina. Ma sarà proprio questo quartetto di trequartisti / mezze punte a ribaltare la sfida. Come un lampo improvviso in un incontro di pugilato il Milan sferra un uno-due da k.o., oltretutto sullo scadere della prima frazione. Al 42’ minuto il primo contropiede micidiale che vede il bel triangolo tra Saelemaekers e Leao. Quest’ultimo suggerisce per l’ingresso in area di Rebic che con un preciso tiro supera Alisson. Trascorrono appena 120 secondi ed una quasi ripartenza fotocopia, spedisce tutti i tifosi rossoneri in Paradiso. Questa volta Rebic è l’uomo assist, ma al primo tiro l’ex portiere della Roma ci mette una pezza, sulla ribattuta, Diaz è il più lesto a mandare la palla in rete. Per mezz’ora buona il Milan è stato in balia del Liverpool e già dal 9’ minuto perdeva. Tuttavia con due tiri si trova davanti al riposo. Si riparte e subito il Milan và in rete. Il fuorigioco annulla quello che sarebbe stato il 1-3 che poteva segnare definitivamente la partita. Un minuto dopo arriva la doccia gelata del pareggio da parte di Salah. Triangolo verticale con pallonetto al limite dell’area e Salah, anche lui sul filo del fuorigioco ( ma dentro ) supera l’incolpevole Maignan. Ora il vento dell’entusiasmo è di nuovo in mano agli inglesi, anche se per i meneghini un pareggio al debutto in Champions dopo ben sette anni, oltretutto in trasferta a Liverpool, non sarebbe affatto male. Ma gli inglesi sanno di essere più forti, di avere molte più armi del Milan per portare a casa il successo e i tre punti. Infatti ecco che al 69’ minuto, l’ennesimo tiro dalla bandierina questa volta è fatale. La sfera giunge fuori dall’area centralmente e Henderson di contro balzo fa partire un bolide che trafigge il mucchio selvaggio in area non lasciando scampo a Maignan. Il Milan aveva ribaltato il Liverpool, ora gli inglesi ripagano con la stessa moneta. Pioli prova con qualche cambio a rinvigorire i suoi, ma l’avversario non commette più errori, ed il match si chiude con questa sconfitta di misura. Piuttosto che il semplice 3 a 2 è la differenza di qualità, di gioco e personalità che si è vista in campo a far pensare. Poco nulla del “Diavolo” ammirato tre giorni prima a San Siro contro la Lazio di Sarri, si è scorto ad Anfield. Gli avversari son diversi, ma la carica di Ibrahimovic ai propri compagni saprà dare uno spirito diverso quando il Meazza vedrà gli inglesi ospiti.
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A: Milan vs Lazio 2-0. Il Diavolo vola alto, più dell’aquila laziale
( settembre 2021 )
Primo scontro diretto per i rossoneri e primo successo. Ma che vittoria. Scontro al vertice a San Siro. La Lazio di Sarri forte di due trionfi in rimonta contro Empoli e Spezia era a punteggio pieno al pari del Milan di Pioli. Ben 9 reti segnate in due sfide e contro questo “Diavolo” neppure una vera occasione da rete creata. Nel suo 4-2-3-1 Kessiè ritrova il campo da titolare in mediana affiancando Tonali divenuto perno inamovibile. Leao, Diaz e Florenzi sono i trequartisti dietro alla punta Rebic che spesso si abbassa per fare da sponda agli inserimenti da dietro. Romagnoli torna anch’esso dal primo minuto, e per compattare ulteriormente il gruppo, da fine psicologo, mister Pioli, gli affida anche la fascia da capitano. Un Milan da subito solidissimo ma anche aggressivo. Un pressing altissimo che non lascia respiro ai laziali. Nel primo tempo praticamente la maglietta gialla del portiere milanista rimane intonsa. Il Milan preme e gioca bene, rapido e a folate sulle fasce. Tonali non solo blocca le azioni avversarie, ma illumina e si inserisce. E’ un Milan che sta bene sotto ogni punto di vista. Sicuramente la gamba è leggera e la corsa da parte di tutti appare energica e fluida. Ma è la testa che appare libera da pensieri. I rossoneri si divertono in campo non sentendo alcuna pressione addosso. Probabilmente la consapevolezza di rigiocare fra qualche giorno in Champions, gli fa bene. I romani non riescono per tutta la prima frazione a imbastire alcuna trama offensiva, ma neppure a partire, tanto il Milan rimane sempre corto. Tra linea a quattro di difesa e vertice d’attacco rossonero spesso non si contano più di trenta metri. Questo permette ai padroni di casa di recuperare palla sempre ed in ogni zona del campo. I difensori divengono spesso dei centrocampisti aggiunti nel pressing. Leao è ispiratissimo, talvolta pasticcione, ma possiede una freschezza atletica che ogni volta che parte palla al piede lascia sul posto il suo marcatore. Hernandez è sempre una treno inarrestabile nelle sue progressioni. Tanto gioco ma la porta laziale rimane inviolata, anche perché la precisione dei meneghini non è ottimale, tanta è la voglia di imporsi. Sarà proprio Leao a portare in vantaggio i padroni di casa al 44’. Con tecnica e forza atletica salta un uomo a centrocampo e si invola a metà campo verso l’area avversaria indisturbato. Rallentando il suo passo scarica in area a destra per Rebic, che di prima riconsegna in centro area proprio a Leao. Il 17 di casa per una volta si dimostra freddo. Stoppa e mira bene verso l’angolino alla destra di Reina per l’1 a 0 rossonero. Nei tre minuti di recupero prima del riposo, i padroni di casa potrebbero già chiudere la partita. Immobile calcia la gamba alta di Kessiè in area di rigore non prendendo minimamente la sfera. La Var concede il penalty. Lo stesso Kessiè si presenta sul dischetto ma il suo lento avvicinarsi al tiro non porta fortuna perché Reina è spiazzato , ma la traversa nega il raddoppio, tenendo vive le speranze laziali. Illusioni di rimonta che il Milan nella ripresa non intende alimentare. Dopo un quarto d’ora Pioli fa respirare tre giocatori e rivede il campo l’idolo di tifosi e stella svedese. Quarant’anni e non sentirli. IIbrahimovic impiega solamente 6’ minuti per chiudere le ostilità. Rebic è nuovamente uomo assist. Su una palla recuperata a sinistra in mediana, Rebic si invola verso l’area spostato a sinistra. Ibra al piccolo trotto lo spalleggia verso il centro dell’area. Tre difensori convergono verso il portatore di palla milanista e lo svedese accelera nel momento giusto per staccarsi da ogni marcatura e giungere indisturbato ad appoggiare la palla a porta vuota arrivata dal rasoterra perfetto a tagliare l’area piccola da parte di Rebic. Manca ancora mezz’ora, ma Sarri, nonostante i cambi non trova contromosse contro questo Milan non solo affamato di vittorie, ma granitico e concentrato; con due marce in più. Idee chiare di gioco e aggressività in formato Champions che potrebbero far cambiare i pronostici mercoledì in casa del Liverpool. Un bel Milan che fa il pieno di vittorie e di punti, ma soprattutto di consapevolezza dei propri mezzi. E, non cosa da poco, per la prima volta da quando allena il “Diavolo”, Pioli, quando si gira verso la panchina ha tante buonissime soluzioni.
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A: Milan vs Cagliari 4-1. Un primo tempo da k.o. ed il Milan vola
( agosto 2021 )
Alla prima in casa davanti ad uno San Siro pieno ( nei limiti di legge previsti dal contenimento del Coronavirus ), il Milan non solo non tradisce le aspettative, ma regala spettacolo e certezze. Come al solito Pioli si affida alla linea difensiva a 4, con i due mediani a copertura e tre rifinitori dietro al centravanti. Giroud è il vertice alto forte fisicamente, ma dotato di notevole tecnica e di visione di gioco. Per un Calhanoglu che è partito troviamo un Diaz ispirato sulla trequarti che dialoga con tutti i compagni. Saelemaekers è la sorpresa più positiva della serata. Ricopre la figura dell’incursore di destra, e lo fa per tutta la gara con velocità, energia e qualità, ritornando spesso anche a dare una mano in copertura. Lo stesso Leao pare da subito rigenerato. Scatto e voglia di essere nel vivo della manovra non mancano, cosa che invece l’anno passato non si vedevano. Nonostante un Cagliari ben messo in campo e voglioso di fare bella figura e punti, il Milan comanda i giochi. Al 12’ minuto è già vantaggio. Punizione al limite dell’area quasi sul vertice sinistro della difesa sarda. Alla battuta c’è un certo Tonali che fa partire una palombella a filo della barriera ma tesa e forte che vede Radunovic giungere in ritardo. Non solo mediano l’ex Brescia, che già a Genova aveva mostrato una crescita di personalità degna di nota. Neppure il tempo di esultare che in 180 secondi gli isolani pareggiano. Pedro, da trequartista crossa sulla sinistra in area per il colpo di testa vincente da parte di Deiola. Calabria si era trovato in mezzo a due e nonostante Maignan tocchi la palla con il guantone, la sfera si insacca. Ora però tocca al Cagliari a non poter festeggiare. Trascorrono solamente 120 secondi e i milanesi sono nuovamente in vantaggio. Leao dalla sinistra si accentra non lontano dall’area e fa partire una sassata che viene a colpire Diaz. Il tiro è talmente forte che non perde velocità, ma cambiando traiettoria, spiazza totalmente Radunovic. Il Milan si diverte e non si distrae, anche se il Cagliari è ancora completamente in partita. Ma al 24’ minuto parte “Turbo” Hernandez. Con la sua classica progressione, taglia la sua metà campo palla al piede lasciando sul posto attaccanti e centrocampisti avversari. Suggerisce centralmente per Diaz che da trequartista puro, imbecca sulla destra in area Giroud che di prima e di piatto disegna una traiettoria a giro a metà altezza che si infila sul palo lontano coperto dal portiere. I sardi ora sono abbattuti ed il Milan non si accontenta e spinge. Tutti i giocatori rossoneri dimostrano una coesione ed una voglia di giocare e divertirsi che fa bene a questo sport, a prescindere dal risultato. Che comunque prima del riposo diviene più rotondo. Su di un tiro da fuori Strootman girandosi per coprirsi la testa intercetta la palla con il braccio un poco largo. Inizialmente l’arbitro concede la punizione dal limite, ma l’occhio elettronico della Var è impietoso ed evidenzia come il contatto gomito-palla sia proprio sulla linea dell’area e per regolamento, la linea stessa è considerata area di rigore. Sul dischetto Giroud firma la sua doppietta personale. Si va al riposo con un netto ed ampio 4 a 1. Contro questo Milan, ben organizzato, motivatissimo e di qualità ampia, il Cagliari nel secondo tempo più che provare a ribaltare le sorti della gara, cerca di gestire la partita senza subire una goleada che potrebbe divenire una mazzata psicologica. I padroni di casa non hanno intenzione di infierire e trotterellano con brio sul prato verde del Meazza. Pioli ne approfitta per dare minutaggio a Florenzi, Rebic e Bennacer, facendo riposare alcuni dei titolari. Sul finale, in pieno recupero esce colui che ha firmato la sua doppietta all’esordio nella “Scala del Calcio”. Dimostrazione da parte di Pioli, di quanto curi i dettagli per cementare ancor di più il gruppo, perché gli applausi dei tifosi valgono molto di più che un aumento d’ingaggio, se un calciatore ama il suo sport. Un secondo tempo da allenamento, dunque, permette ai rossoneri di aumentare la propria consapevolezza di forza. Kessiè e Ibrahimovic, applaudono i compagni da fuori e hanno tutto il tempo per rientrare nelle migliori condizioni. Dopo la pausa Nazionali, inizierà a metà settembre anche la Champions e occorrerà l’aiuto da parte di tutti per i tanti impegni ravvicinati. Nel frattempo, il Milan rimane in testa insieme ad altre quattro.
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A: Samp vs Milan 0-1. Formula vincente, non si cambia
( agosto 2021 )
Il Milan riparte da dove aveva terminato la scorsa stagione. Vittoria, tre punti non facili in trasferta, e solito collaudato schema 4-2-3-1. Ma c’è molto di più. Al di là della gara in sé che per occasioni e bilanciamento di gioco, poteva anche terminare con un pareggio, il Diavolo parte quest’anno con molte più risorse rispetto ad un anno fa. Pare assurdo, ma in campo mancavano dei pilastri di all’ora come il portiere Donnarumma, il trequartista turco, per non parlare il totem svedese davanti e la forza impressionante del mediano Kessiè. Ma chi ne ha sentito la mancanza? Maignan, tra i pali, non solo non ha fatto rimpiangere il portiere della Nazionale, ma ha conferito molta più sicurezza al reparto arretrato sia nelle uscite che nelle giocate da terra. Diaz si è preso sulle spalle la qualità offensiva, Giroud davanti ha personalità e può essere una sponda per ogni suo compagno, e Tonali è parso il giocatore in mediana che tutti i milanisti speravano già fosse quando fu acquistato l’estate scorsa. Ma anche i cambi a disposizione di Pioli ora possono essere di un altro spessore. Uno su tutti l’appena giunto a Milano Florenzi, che se integro, abbina tanta qualità a un’infinita corsa sulle fasce. D’Aversa oppone alla seconda forza del Campionato scorso, uno schema speculare con l’intramontabile Quagliarella davanti assieme a Gabbiadini. La partita è subito vivace ed entrambe le squadre partono con il piede pesante sull’acceleratore. Venti minuti di corsa a tutta birra, Anche Leao, solitamente indolente è parso affamato di dimostrare tutto il suo valore. E’ sua infatti la prima vera occasione del match, sprinta in area sulla sinistra e fa partire un bolide dove Audero è bravo a deviare sopra la traversa. Ma al 9’ minuto Calabria fugge sulla destra e raggiunto quasi il fondo linea, suggerisce un filtrante arretrato che trova la difesa ligure troppo spinta verso il proprio portiere. Puntuale arriva il giusto inserimento di Diaz che di prima fa partire un tiro non fortissimo ma velenoso, seppur centrale. Audero lo vede all’ultimo e gli fa effetto saponetta sfuggendogli e facendo carambolare la palla in rete. Lombardi in vantaggio. La gara è bella perché la Sampdoria non ci sta, ma al pari del Milan che vuole far capire che il vantaggio non è occasionale. Folate da una parte e dall’altra ma giungono più che altro tiri da fuori che possono divenire assist involontari per deviazioni sotto porta. La vera occasione ai padroni di casa arriva su punizione nella prima frazione. Gabbiadini riesce a disegnare da lontano una parabola a scendere forte e pericolosa, ma Maignan è bravo e sicuro, oltre che fortunato a deviare sulla traversa. Il secondo tempo non è così avvincente come il primo. Probabilmente le due formazioni hanno speso troppo ma questo va tutto a vantaggio degli ospiti. Infatti i meneghini non hanno nessuna difficoltà a tenere a bada la reazione dei genovesi. La pressione dei blucerchiati c’è ma è sterile e non arriva mai a insidiare la porta milanista. D’Aversa forse aspetta troppo a inserire energie fresche, ma solo negli ultimi dieci minuti arrivano brividi alla retroguardia del Diavolo. Un paio di conclusioni verso Maignan creano scompiglio in area, ma nulla di più, anzi è Rebic da fuori ad andare vicino al raddoppio. Pioli, da navigato direttore d’orchestra ha rafforzato i punti di forza della sua creatura come la solidità e la determinazione, aggiungendovi un pizzico di qualità in più ed il bello deve ancora arrivare, perché tra altri nuovi acquisti e Ibrahimovic e Kessiè recuperati, questo Milan dirà sicuramente la sua in Serie A, togliendosi anche qualche soddisfazione in Champions. In tanto tre punti non facili a Genova all’esordio e tempo per migliorare ancora in tranquillità.
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