Pagella Stagione Juventus.: Voto 5,5. Zero titoli ed nn ciclo da riaprire con tanti infortuni e addi.
( giugno 2022 )
Dopo gli esperimenti prima di Sarri e poi di Pirlo, il grande acquisto di Agnelli è il mister Allegri. Il ritorno dell’artefice dei cinque Scudetti consecutivi. La squadra ereditata da Pirlo non solo non è stata rafforzata adeguatamente ma è più vecchia in diversi uomini chiave e dopo la primissima gara, perde il campione portoghese, sostituito, solo numericamente dall’ex Kean. Incertezze di gioco, di grinta, di gruppo e perdita di altri pezzi come Chiellini, Bonucci, ma soprattutto l’esterno offensivo italiano Chiesa, non fanno decollare la Juventus. Il Girone di Andata viene concluso al quinto posto. Allegri viene criticato moltissimo per la qualità della manovra a dir poco speculativa, ma di fatto con un Dybala a corrente alternata, tutto il peso vero dell’attacco si poggia su Morata, che fa il suo ma non è certo Ronaldo, che nella sua egocentricità, tante castagne ha tolto dal fuoco negli anni passati. Da gennaio qualcosa cambia e l’arrivo di un vero sostituto del portoghese con l’ex viola Vlahovic, regala tanto morale e soluzioni superiori, anche se il suo rendimento è sotto le aspettative. La Juventus, dopo aver perso la finale di Super Coppa Italiana con l’eterna rivale nerazzurra, potrebbe anche crollare, invece inizia ad ingranare. Non tanto come qualità del gioco, ma come determinazione e compattezza. Esce dalla Champions agli ottavi inaspettatamente, ma il punto dolente di questa squadra è il centrocampo, che alla lunga risulta inferiore a quello delle milanesi e delle romane, oltre a Napoli e Atalanta. Locatelli, Rabiot, Bernardeschi, Arthur e company, sono dei buoni giocatori, ma non dei leader nati. Non dei trascinatori nei momenti di difficoltà. Però ad inizio aprile potrebbe esserci la vera svolta. A Torino viene l’Inter, in quel momento piena di problemi e quasi in caduta libera. I bianconeri disputano una delle più belle partite della stagione in corso, ma il calcio è beffardo e i nerazzurri, ben assistiti dalla Dea bendata della Fortuna, vincono. Se Allegri fosse uscito con un successo, avrebbe aggredito la vetta, ne siamo certi, eppure ha perso, ma guadagnandosi con sufficiente tranquillità il quarto posto e la finale di Coppa Italia. Finale persa che avrebbe reso meno amara l’annata. Di fatto da dieci anni consecutivi la Juventus ha sempre vinto qualcosa. Questo dal dopo Del Neri è stato il primo anno senza trofei. Tuttavia le attenuanti non mancano, dall’organico effettivo sul campo non all’altezza ed un gruppo invecchiato e con giovani ancora acerbi. Quindi non una sufficienza certo, ma neppure uno grido di allarme. Per chi ha vinto tanto e sempre, bisognerà pur ripartire da zero prima o poi.
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A: Fiorentina vs Juve 2-0. Juve d’agosto regala l’Europa alla viola
( maggio 2022 )
Il potere delle motivazioni, vale più di ogni altra cosa. La Juventus scende in campo qui a Firenze, senza alcun tipo di traguardo sportivo raggiungibile. La qualificazione in Champions, già aritmeticamente colta diverse giornate addietro e il terzo posto non più raggiungibile, permette alla “Vecchia Signora”, di utilizzare l’ultima partita del Campionato per salutare il grande capitano per l’ultima volta con la sua maglietta bianconera. Assieme a Chiellini anche Bernardeschi e Dybala sono ai saluti con l’avventura juventina, e probabilmente, le leggi del mercato e non solo, faranno partire anche altri giocatori. Dinanzi, invece, i viola hanno ben altre obiettivi per giocare la partita con tutta la grinta possibile. Italiano con il suo 4-3-3 offensivo deve cercare di vincere per raggiungere la qualificazione in Conference League. Dopo il successo della Roma di venerdì sera che permette a Mourinho di far coppia con Sarri in Europa League, la Fiorentina si gioca questa sera assieme all’Atalanta l’entrata nella terza coppa continentale. Di fatto, con la bellezza delle partite in simultanea, gli occhi dei giocatori della “Viola” e della “Dea” sono sul campo, mentre le orecchie sono sulle radioline per sapere cosa sta facendo l’avversario distante quattrocento chilometri. Da sei anni i toscani non conquistano la qualificazione ad un torneo continentale, quindi la posta in pallio è altissima. Allegri schiera una sperimentale Juventus formato 3-5-2 con Perin in porta e Chiellini centrale affiancato da de Ligt e Bonucci. Sugli esterni Bernardeschi e Sandro. In mezzo a far gioco e a coprire ci sono Locatelli, Miretti e Rabiot. Davanti la coppia Dybala e Kean con Valhovic e Morata in panchina, per non parlare di Cuadrado a riposo. I padroni di casa fanno subito loro la gara, con la pressione alta e la grinta giusta per mettere palloni nell’area bianconera. I cross arrivano per tutto il primo tempo, ma la difesa piemontese regge. Perin non dovrà fare nemmeno un intervento, perché sulle conclusioni insidiose di Bonaventura e compagni, c’è sempre una gamba dei tre suoi difensori a deviare la sfera in calcio d’angolo. La Juventus non riuscirà neppure a fare una ripartenza. Per tutta la sfida, specie nella prima frazione, giocherà una gara prettamente difensiva, di lotta, ma nulla più. Sullo scadere dei primi 45’ minuti, ecco che in una mischia in area bianconera, la sfera sbuca sulla sinistra d’attacco viola e Duncan con una bordata imprendibile supera Perin, per il vantaggio fiorentino. Dagli spogliatoi Allegri non mette l’artiglieria pesante, ma sfrutta l’ultima uscita stagionale per i saluti da parte di tutti, anche di coloro che hanno giocato pochissimo. Quindi fuori Chiellini per Rugani, e anche Perin per Pinsoglio. Sarà proprio il terzo portiere, l’unico ad utilizzare e sporcare i guantoni in un doppio salvataggio. Infatti, neppure Terraciano, nell’altra porta, non farà una parata per tutta la sfida. Anche con l’ingresso in campo di Vahovic per Kean ad un quarto d’ora dal termine, farà sì che la Juventus finisca il match con zero tiri in porta. In pieno recupero, un grossolano intervento in area da parte di Bonucci procura il rigore del raddoppio viola. Sconfitta per questa Juventus già in vacanza e qualificazione europea per la Fiorentina. Un progetto completamente nuovo, comunque, per l’anno prossimo è già iniziato, aspettando Chiesa, Pogbà e chi lo sa!
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A: Juve vs Lazio 2-2. L’ultima di due capitani, la più grande emozione
( maggio 2022 )
Per la Juventus, questa è la partita dei saluti e dei ringraziamenti davanti ai propri tifosi. Chiellini, che in questo calcio moderno è forse rimasto l’unico, vero, marcatore di tutti i difensori che circolano in Europa, scende in campo con la maglietta bianconera, qui a Torino per l’ultima volta. Al minuto 17’, tanti come gli anni trascorsi nel Mondo bianconero, Chiellini esce tra i gli applausi dei suoi ammiratori lasciando la fascia di capitano ad un altro che saluterà nel secondo tempo, cioè Dybala. Nel frattempo c’è una partita in corso, anche se per i padroni di casa non ha nessun valore. Conquistata la zona Champions, dopo il successo del Napoli anche il prestigio di giungere sul podio e quindi prendersi il terzo posto ai danni dei partenopei, è oramai sfumato. La Lazio invece si gioca la possibilità di allungare e blindare la qualificazione in Europa League. Di fatto sono i biancocelesti, questa sera in maglia scura, a metterci più ardore e dopo pochi minuti solo la traversa a Perin battuto dice di no al vantaggio ospite. Da rete subita a rete segnata. Morata sulla sinistra fa partire un perfetto cross ad uscire sul secondo palo che trova il tuffo magnifico di Vlahovic che buca Strakosha. Gli ospiti, colpiti a freddo, provano a reagire ma non creano più di tanto fastidi alla retroguardia juventina, che può sfruttare ampi spazi in contropiede. Cosa che fa alla perfezione al minuto 36’. Dybala a centrocampo scappa via e libera Cuadrado che appoggia sulla sinistra per Morata. Lo spagnolo tiene troppo palla e si porta addosso ben tre laziali che lo chiudono al limite dell’area di rigore. Con la qualità che lo contraddistingue, difende bene la sfera e accentratosi fa partire un bel tiro a giro, quasi alla Delpiero che Strakosha, tocca con il guantone ma non può evitare che si insacchi. Padroni di casa che vanno dunque negli spogliatoi con il doppio vantaggio per una gara in completo controllo ed in discesa. La Lazio riprende il secondo tempo con l’agonismo e la pressione con la quale aveva incominciato la prima frazione e i risultati giungono già dopo soli 6’ minuti. Su corner Sandro, per deviare sul palo lontano la sfera in corner, appoggia nella propria rete. Complici i cambi di Allegri che vedono una Juventus in formato giovane, la Lazio aumenta sempre più i numeri di giri e la pressione altissima, come vuole Sarri. Con in campo assieme ragazzi come Pellegrini, Palombo, Kean e Akè, la qualità di gioco bianconera può solo passare tra i piedi di Cuadrado e Bernardeschi, che di fatto però non sfruttano a dovere dei contropiedi che potevano chiudere la gara. La Lazio colleziona punizioni e calci d’angolo, va anche in rete, ma annullata per fallo da parte di Milinkovic-Savic. Quando la partita oramai si trova ai titoli di coda, ecco che arriva, proprio all’ultimo respiro la giocata che rompe gli schemi. Basic di forza penetra nella mediana bianconera palla al piede e fa partire un siluro da fuori area che Perin devia anche bene di lato. Sulla sfera vagante, Milinkovic-Savic, da posizione molto defilata è bravissimo, di prima, a colpire con il difensore davanti e mandare la palla sotto la traversa per il pareggio finale. E’ festa per tutti. La Lazio approda in Europa League e la Juventus, senza più traguardi da cogliere e per la prima volta dopo una decade senza nessun trofeo raccolto in stagione, saluta una bandiera e mezza, pronta a riaprire, però, un nuovo ciclo di campioni.
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A: Genoa vs Juve 2-1. Quanto pesa la Coppa sulla testa, addio, forse, al terzo posto.
( maggio 2022 )
Clamoroso al Marassi, dove il Genoa batte all’ultimo minuto la Juventus. Il Genoa, nonostante in zona retrocessione,vincendo, può ancora sperare di rimanere in serie A. Per la Juventus questa era una partita di rifinitura in vista del impegno di Coppa Italia in finale contro l’Inter, essendo già matematicamente qualificata in Champions. Al 4’ inizia la Juventus con un colpo di testa di Kean a farsi pericolosa ma nonostante la buona posizione manda alto. Il Genoa deve vincere e al 13’ ci prova con Portanova che va sul fondo e crossa basso, respinge Bonucci sui piedi di Amiri che non riesce a controllare la sfera. Ancora Genoa che fa la partita al 29’ occasione per Bani su punizione di Amiri, sponda di Ostigard per Bani che sguscia alle spalle di Vlahovic ma di testa non trova la porta. Al 32’ Angolo di Galdames, Destro colpisce indisturbato in area piccola ma manda alto. Al 33’ si rivede la Juventus con Kean che viene imbucato da Vlahovic che in diagonale sfiora il gol. Ci mette una pezza Sirigu. Al 45’ doppia occasione per il Genoa, prima con Destro che a tu per tu con Szczesny, l’attaccante spara addosso al portiere e poi con un tiro di Portanova con ancora Szczesny che vola e la toglie dall’incrocio. Nel secondo tempo subito al 49’ doccia fredda per il Genoa che subisce il gol della Juventus con Dybala. Dybala scambia con Cuadrado, cross del colombiano sul secondo palo per Kean che lotta e serve di nuovo la Joya che con destro preciso nell’angolino batte Sirigu. Il Genoa sembra aver accusato il colpo e la Juventus cerca di segnare il secondo gol. Al 68’ sinistro a giro di Dybala che sfiora la doppietta ma il pallone va sul palo. Un minuto più tardi va vicino al gol Kean, che calcia a botta sicura in area piccola ma trova la respinta di Sirigu. La Juventus continua il suo assalto. Al 72’ Vlahovic mette a sedere Hefti e calcia dalla linea di fondo. Il tiro è potente ma respinge Sirigu. Al 73’ gol annullato a Kean per fuorigioco e sempre Kean poco dopo ci prova con tiro potente ma sbaglia la mira. All’87’ inaspettatamente arriva il pareggio del Genoa. Alex Sandro sbaglia il passaggio, ripartono i rossoblù con Amiri che imbuca per Gudmunsson. L’attaccante sguscia alle spalle di De Sciglio e batte Szczesny. Recupero molto convulso con entrambe le squadre che cercano di vincere. Al 93’ Kean a porta vuota sbaglia clamorosamente. Al 95’ fallo di De Sciglio su Yeboah e rigore per il Genoa, rigore battuto e segnato da Criscito che fa terminare la partita con la vittoria dei genoani. Merito al Genoa che ci ha creduto fino alla fine. La Juventus, dal canto suo, ha sprecato parecchie occasione e meritava la vittoria ma il Genoa, grazie alle disattenzione bianconere, è riuscito a portare a casa il risultato. La prossima partita della Juventus la vedrà lottare contro l’Inter per il trofeo di Coppa Italia, nella quale ci vorrà molta più precisione e attenzione da parte di tutti i giocatori bianconeri.
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A: Juve vs Venezia 2-1. Bonucci da Champions per una vittoria sofferta
( maggio 2022 )
La Juventus raggiunge matematicamente la qualificazione in Champions per il prossimo anno battendo per 2-1 il Venezia che sembra rassegnato a lasciare la Seria A. I bianconeri cercano già dai primi minuti di chiudere la pratica. Al 3’ tiro di Zakaria dentro l’area che si spegne sopra la traversa. Al 5’ bordata di Pellegrini, che coglie una clamorosa traversa dal limite. Al 7’ arriva il gol di Bonucci che sfrutta la sponda di testa di De Ligt su punizione di Miretti e con un’incornata batte Maenpaa in area piccola. Vantaggio meritato per i bianconeri. Ma gli avversari non stanno a guardare e al 16’ ci prova il Venezia con Henry per Aramu che di sinistro impegna Szczesny in una parata a terra. Al 18’ la Juventus risponde con un mancino rasoterra di Miretti che sfiora il palo. Al 31’ Morata entra in area, tiro-cross sul secondo palo sul quale Vlahovic, in spaccata, non riesce a centrare la porta. La partita prosegue con un buon possesso palla da parte del Venezia e la Juventus che cerca di rallentare la partita soddisfatta del vantaggio. Al 43’ ultima occasione per i veneziani con Ceccaroni che spreca un ottima palla per il pareggio. L’inizio del secondo tempo sembra la fotocopia del primo. Al 47’ ci prova De Ligt con un tiro da lunga di distanza ma è prontamente parato. I bianconeri cercano invano di aggirare la difesa del Venezia con tiri da fuori area. Al 57’ ci prova Bernardeschi ma il suo tiro mancino va alto sopra la traversa. Il Venezia si fa vedere al 68’ su punizione di Aramu dove Szczesny dice no al potente sinistro. Un minuto dopo sempre Aramu con il sinistro in girata sfiora l’incrocio. Il pari arriva poco dopo al 71’ sempre con Aramu che battezza nell’angolino più basso il portiere bianconero. La Juventus a questo punto si risveglia e poco dopo al 76’ ritorna in vantaggio con Bonucci. Mischia in area di rigore da un corner di Dybala risolta dal numero 19, che come un rapace deposita in rete e firma la doppietta. Partita praticamente che procede senza altre occasioni pericolose tranne al 91’ quando la punizione di Kiyine genera una traiettoria pericolosa e Szczesny la blocca in area. Si conclude la partita con una vittoria della Juventus. La partita è stata alquanto lenta e la Juventus dopo il primo il gol ha concesso troppo agli avversari rischiando già nel primo tempo il pareggio. Ottima la reazione dei bianconeri che dopo aver subito il pareggio, in cinque minuti hanno raddrizzato la partita. Ottimo il giovane classe 2003 Miretti che ha giocato con grande personalità e nonostante la giovane età la squadra bianconera oggi, si è affidata molto a lui. I bianconeri hanno comunque molto sofferto la forma fisica migliore del Venezia e non sono riusciti a imporre una velocità tale da mettere in difficoltà gli avversari. Gli attaccanti sono stati un po' in ombra e i bianconeri devono ringraziare capitan Bonucci che ha messo in campo la voglia di vincere segnando i due gol della vittoria. La prossima partita sarà con il Genoa che deve fare punti per rimanere aggrappata alla Serie A e con l’andatura lenta e stanca vista oggi messa dai bianconeri, forse ha qualche speranza di vittoria.
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A: Sassuolo vs Juve 1-2. Rimonta da podio e Champions
( aprile 2022 )
La Juventus ottiene, grazie alla vittoria contro il Sassuolo, un successo fondamentale per aggiudicarsi un posto in Champions, visto i passi falsi di Roma, Fiorentina e Lazio. La partita inizia per entrambe le squadre su ritmi alti. Già al 7’ Morata su punizione si fa pericoloso ma la conclusione si spegne di poco sopra la traversa. Occasione al 10’ per Raspadori del Sassuolo, che con giro a destro prova il gol ma sfiora l’incrocio dei pali. Ancora Sassuolo al 17’ su corner di Berardi a pescare l’inserimento di Frattesi, che di testa manda alto di poco. Ancora Berardi al 25’ su palla persa da Dybala. Berardi parte in contropiede e con un destro secco cerca di segnare ma ottimo in tuffo Szczesny che respinge. Al 27’ occasione invece per i bianconeri. De Sciglio crossa per Dybala, che colpisce a botta sicura col destro ma viene respinto da Frattesi. Partita del Sassuolo molto vivace ma la Juventus si difende bene. Al 34’ bolide di destro dell’attaccante Scamacca ma ci mette i guantoni Szczesny e salva ancora. Al 36’ Frattesi fa partire un sinistro dal limite ma Szczesny respinge ancora una volta. I tempi sono maturi per il vantaggio del Sassuolo che arriva al 39’ con Raspadori che trova un pertugio in area per colpire e il suo sinistro secco buca Szczesny sul suo palo di competenza. Nelle battute finali del primo tempo la Juventus sembra subire il colpo ma inaspettatamente al 45’ Morata recupera palla e la gira per Dybala che con un sinistro sotto la traversa batte Consigli. Nei tempi di recupero la Juventus cerca di passare in vantaggio su cross di De Sciglio per Morata, che di testa manda a lato di poco. Finisce in pari il primo tempo. Riprende la partita e al 48’ su calcio d’angolo di De Sciglio, Morata la gira di testa ma Consigli con un miracolo la toglie dalla porta. Al 59’ altra incornata velenosa di Frattesi, Szczesny dice no. Al 60’ tiro di Morata, spalle alla porta, lo spagnolo si gira e calcia di sinistro ma la palla fuori di poco. Partita molto combattuta da entrambe gli schieramenti. Al 66’ Kyriakopoulos vicinissimo al goal l’esterno del Sassuolo. Il suo destro in diagonale esce di un soffio alla sinistra di Szczesny. Al 72’ gran cross di De Sciglio, con Kean che anticipa Chiriches di testa ma trova l’opposizione provvidenziale di Consigli. All’80’ ancora De Sciglio al cross, questa volta per Vlahovic. Il colpo di testa viene parato da Consigli. Finalmente, per i tifosi bianconeri, al 89’ arriva il goal che chiude la partita in favore dalla Juventus. Kean che difende benissimo spalle alla porta, se la porta sul sinistro e fa passare il pallone in mezzo alle gambe di Consigli. Finisce con una vittoria pesante della Juventus, anche se il risultato giusto molto probabilmente sarebbe stato un pari. Quindi altro successo per i bianconeri che consolidano il quarto posto e vedono ad un punto il terzo posto occupato da un Napoli in calo. La Juventus questa sera ha subito il gioco del Sassuolo, che meritava molto di più. Nel primo tempo gli uomini di mister Allegri sono stati molli anche se hanno retto bene alle pericolose azioni dei neroverdi. Nel secondo tempo, grazie anche alla risultato di parità raggiunto sullo scadere del primo tempo e ai ritmi del Sassuolo che sono calati, la qualità degli uomini bianconeri è emersa. La prossima partita della Vecchia Signora sarà contro il Venezia che deve assolutamente vincere se non vuole perdere il treno per rimanere in Serie A.
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C.I.: Juve vs Fiorentina 2-0. Finale raggiunta con la qualità dell’umiltà
( aprile 2022 )
La Juventus raggiunge in finale di Coppa Italia gli eterni rivali dell’Inter, vincendo anche il ritorno della gara con la Fiorentina per 2-0. I primi minuti sono a favore dei viola che devono recuperare lo svantaggio di un gol subito nella gara di andata ma la difesa bianconera prima con De Ligt e Bonucci sono attenti. Al 4’ minuto su corner azione pericolosa dei viola con Torreira che per poco non la butta dentro. La Juventus sfrutta l’assalto dei viola per andare in contropiede più volte. Al 8’ Vlahovic si invola dopo un rimpallo ma ritarda troppo il pallone a Morata che finisce in offside. Altra occasione per i bianconeri al 13’ su mancino incrociato di Vlahovic con l’assistenza di Morata ma Dragowski si allunga sul tiro a mezza altezza. La partita è molto vivace con una Fiorentina che cerca di attaccare e con la Juventus che approfitta degli spazi lasciati dai viola andando in contropiede ma senza risultati. Al 29’ sempre Vlahovic a tu per tu con Dragowski cerca il pallonetto ma il portiere resta in piedi e ne neutralizza la conclusione. Tre minuti più tardi arriva il vantaggio bianconero. Al 32’ cross di Morata da destra con Dragowski che legge male e e Biraghi allontana con approssimazione. Il pallone finisce a Bernardeschi che controlla di petto e di volo trafigge la Viola. Continua il primo tempo senza altre occasioni pericolose. Riprende la partita e al 51’ Perin opera un grande intervento dopo la deviazione di De Ligt sul colpo di testa di Quarta. Il portiere della Juve vola e salva sulla linea a mano aperta. Ma la Juventus al 56’ su bel suggerimento di Vlahovic cerca di l’inserimento dello svizzero Zakaria che con poco angolo calcia forte sul palo esterno. Al 70’ gol annullato per i bianconeri con Rabiot che si trovava in posizione irregolare su rilevazione della Var. Al 78’ ci prova la Fiorentina con un colpo di testa di Cabral che finisce di poco fuori e al 90’ con Sottil che trova sulla diagonale del suo tiro Perin che respinge di piede. La partita sembra finita ma al 94’ arriva il 2-0 per la squadra di casa con Danilo. Cuadrado con numerose finte supera Quarta e passa a Danilo che di prima intenzione la mette dentro. Partita finita e finale conquistata per i bianconeri. La Fiorentina avrebbe meritato molto di più che due sconfitte, soprattutto nella partita di andata dove era stata molto sfortunata ma la Juventus ha fatto la sua partita e ha meritato nel complesso di andare in finale. La Juventus questa sera ha fatto una partita tecnica e si è vista anche un’ottima corsa e pertanto parecchie ripartenze. Ottima in attacco con Vlahovic e Morata che sono stati serviti adeguatamente dal centrocampo dove Bernadeschi e Rabiot hanno recuperato parecchi palloni per i due fulmini in attacco. Buona anche la fase difensiva che ha retto una Fiorentina che gioca un buon calcio ed è una squadra compatta anche se subisce, come si è visto questa sera, le ripartenze avversarie. La Juventus ora deve concentrarsi sul campionato se non vuole che l’ottima Fiorentina di questa periodo le insidi il quarto posto, visto che la prossima partita dei bianconeri sarà con il Sassuolo che quest’anno ha creato non pochi problemi a squadre di un livello superiore.
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A: Juve vs Bologna 1-1. Un punto per la Champions, poco per lo Scudetto
( aprile 2022 )
Allegri da uomo esperto non ne ha mai praticamente parlato, ma ancora oggi, dopo aver perso, seppur immeritatamente, lo scontro diretto contro la seconda in classifica, l’Inter, le speranzielle per la conquista del titolo non sono completamente svanite. In casa viene un Bologna ritrovato. Nelle ultime due giornate ha accumulato quattro dei dieci punti totali in questo Girone di Ritorno, con la vittoria netta sulla Sampdoria e pure bloccando al Meazza la capolista. La Juventus deve prima di tutto mettere in sicurezza il suo posto Champions, che vede la Roma di Mou sotto di cinque lunghezze e se è possibile essere pronta ad approfittare delle cadute improvvise, non rare, delle tre davanti. Per far ciò il mister toscano, disegna una “Vecchia Signora” a trazione anteriore. Nel suo 4-3-3 ritroviamo la coppia de Ligt e Chiellini da centrali affiancati ai lati da De Sciglio e Pellegrini. A centrocampo Cuadrado, Danilo e Rabiot a correre e dar palla per il tridente offensivo composto da Dybala, Morata e ancor più avanzato Vlahovic. Gli emiliani si dispongono ufficialmente con una difesa a tre, un folto centrocampo a cinque e un Orsolini che si stacca dal centrocampo a dar manforte alla punta Arnautovic. Per quasi tutta la sfida il Bologna sarà più a fare da muro con una sorta di 5-4-1 che sarà l’arma più fastidiosa per i padroni di casa. Gli spazi sono ridotti per fraseggiare da parte dei bianconeri, così i tiri da fuori sono le armi più efficaci per i piemontesi. Vlahovic di testa su suggerimento di Morata sfiora la traversa, mentre Dybala su punizione e Danilo da fuori lambiscono il palo. La Juve seppur non incantando c’è, ma il Bologna è tosto e appena può cerca di pungere come fa nel primo tempo Arnautovic che girandosi in area sotto marcatura quasi beffa Szczesny che rimane immobile a guardare la sfera che scorre lungo quasi il palo alla sua destra. La grande occasione ai bianconeri, capita però sul cross di Pellegrini dalla sinistra. Prima Morata va a vuoto di testa mettendo fuori causa Skorupski ma anche Rabiot, che sul secondo palo, a porta vuota mette fuori indisturbato. La Juve spreca, il Bologna no. Al 52’ minuto, su invito centrale di Soriano, la grossa punta austriaca non sbaglia e dribblando Szczesny insacca gelando lo stadio. La Juventus non ci sta all’ennesima beffa e prima su calcio d’angolo dalla destra da parte di Cuadrado, Danilo coglie il palo pieno di testa, poi sulla punizione sempre del colombiano, de Ligt a due passi dalla linea di porta, schiaccia troppo la sfera che finisce dritta su Skorupski. La svolta avviene a meno di dieci minuti dal termine. Morata è imbeccato perfettamente mentre si inserisce centralmente e Soumaoro lo stende quasi al limite. L’arbitro fa giocare e sul proseguo dell’azione Cuadrado prende in pieno la traversa. La Var richiama l’arbitro che concede la punizione dal limite dato che il fallo termina in piena area, ma inizia subito fuori. Espulsione per fallo da ultimo uomo per Soumaoro giusta ma la Juventus vorrebbe il rigore. Medel non tiene a bada il suo focoso carattere e per proteste si fa espellere. Ospiti in nove uomini e al 95’ su palla in area, Morata defilato sulla sinistra, con una spettacolare rovesciata, rimette la palla nell’area piccola dove svetta su tutti di testa Vlahovic per il pareggio finale. Una Juventus generosa e sfortunata ha sbattuto contro la tenacia del Bologna e può dire addio definitivamente alla corsa Scudetto e la Roma che deve ancora giocare potrebbe avvicinarsi a tre punti.
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A: Cagliari vs Juve 1-2. Dopo la bruciante sconfitta, la Juventus riparte
( aprile 2022 )
La Juventus vincendo contro il Cagliari per 2-1 consolida il quarto posto. Dopo la sconfitta immeritata rimediata contro i campioni d’Italia dell’Inter, la Juventus reagisce e si porta a casa tre punti preziosi. La partita inizia con un Cagliari aggressivo già dai primi minuti con tre lanci lunghi da parte dei rossoblù, che cercano questa soluzione per oltrepassare la difesa ma chiudono bene i bianconeri. I bianconeri non stanno certo a guardare e con Vlahovic tentano di andare in vantaggio ma senza successo. Al 10’ errore di Dybala che perde palla, Marin gliela sradica dai piedi e fa partire il contropiede. Tocco centrale per Joao Pedro che dal limite prende la mira e battezza l’incrocio. Il Cagliari passa in vantaggio. La Juventus però non si abbatte e cerca subito di reagire e portare il risultato in pareggio. Al 20’ Danilo la mette bassa e tesa, Zakaria in spaccata sfiora il pareggio ma para a terra Cragno. Al 23’ Dybala a giro trova la deviazione di Cragno. Pellegrini stoppa e tira, trovando la deviazione fortunosa di Rabiot che spiazza il portiere. Ma l’arbitro Chiffi annulla il pareggio per un tocco di mano del francese. I bianconeri non demordono e al 32’ ci prova Dybala su punizione che sfiora il palo. Ancora un’occasione al 36’ per Dybala che su punizione di Cuadrado calcia al volo, ma Cragno blocca a terra. Al 42’ Vlahovic imbuca per il francese Rabiot che di potenza calcia sopra la traversa. Sciupata una ghiotta chance in area. Ma la 46’ in pieno recupero gli sforzi dei bianconeri vengono premiati. Cross di Cuadrado morbido sul secondo palo per De Ligt, che di testa la schiaccia in rete. Finisce il primo tempo con le squadre in parità. Riprende la partita dopo la pausa con la Juventus determinata a portare a casa il risultato. Al 48’ calcio d’angolo messo fuori dalla difesa, Dybala calcia in maniera sporca ma trova la deviazione di Chiellini. Chiffi ferma tutto, ravvisando un fuorigioco del capitano. Un minuto dopo ad un passo dal gol il 10 bianconero Dybala calcia di prima intenzione col sinistro in area non trovando di poco la porta. Il Cagliari non riesce a mettere in difficoltà la Juventus anche perché i bianconeri non lasciano spazi per giocare e cercano disperatamente la vittoria. Al 68’ ci prova Vlahovic con un tiro che esce di poco e sempre il serbo al 74’ passa di forza e di rabbia, in mezzo a tre in area ma a tu per tu con Cragno strozza troppo il destro e blocca il portiere del Cagliari. I tempi sono maturi per il gol del vantaggio juventino. Un minuto dopo al 75’ su invito di Dybala per Vlahovic che scavalca alle spalle Lovato e davanti a Cragno non sbaglia. Unica occasione per il Cagliari di pareggiare i conti, arriva al 88’ con Bellanova che calcia a botta sicura ma trova l’opposizione provvidenziale di Pellegrini. Finisce la partita con la vittoria della Juventus. Dopo una partenza difficoltosa, dovuta alla pressione del Cagliari e al relativo svantaggio, la squadra di Allegri, che partiva delusa da una settimana di critiche per l’immeritata sconfitta contro l’Inter, ha reagito bene e si porta a casa una meritata vittoria. Il Cagliari ha fatto ben poco per cercare di portare a casa un risultato positivo, ma è stato anche merito della Juventus che non ha lasciato giocare gli avversari e ha creato costantemente occasioni da gol. Il quarto posto sembra consolidato considerando anche il calendario che per la Vecchia Signora è in ascesa. La prossima partita sarà con il Bologna.
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A: Juve vs Inter 0-1. Un rigore regala speranze Scudetto a Inzaghi e le toglie ad Allegri
( aprile 2022 )
Le sfide tra le due squadre, Internazionale e Juventus, è di quelle sempre che non lasciano mai indifferenti, per spettacolo forse, ma sicuramente sempre per l’alta tensione ed emozione che si respira prima, durante e dopo il match. Anche questa partita del Girone di Ritorno, ne è una degna erede della tradizione. I padroni di casa piemontesi, che hanno ritrovato una solidità e invincibilità notevoli, puntano in alto. Se al termine del Girone di Andata i bianconeri erano lontani pure dalla zona Europa League e con ben dodici punti di distacco dall’Inter, ora a questa gara si presentano con un solo punto di svantaggio dai meneghini e con il chiaro intento di puntare agli altri milanesi che attualmente comandano la Serie A. Vittoria per i piemontesi vorrebbe dire sorpasso sull’Inter, quindi temporaneo terzo posto oltre che consolidamento della zona Champions e mantenere il passo delle altre due davanti. Per Inzaghi la conquista della vittoria varrebbe il rilancio in classifica mettendo pressione a Napoli e Milan, considerando la gara da recuperare a fine aprile a Bologna. Allegri cambia le carte per mettere in difficoltà i Campioni d’Italia in carica. Invece di un suo iper offensivo 4-3-3, riprende quasi lo schema del “Diavolo” con un equilibrato, ma poco prevedibile 4-2-3-1. Difesa titolare con Danilo e Sandro a fare i terzini rispetto ai due centrali de Ligt e Chiellini. Rabiot e Locatelli a coprire la mediana e tre fantasisti come Cuadraro, Dybala e Morata a supportare il capocannoniere delle Serie Vlahovic. Nel consueto 3-5-2 di Inzaghi, schieramento titolare tranne per lo spostamento in difesa di Skriniar al centro al posto del convalescente de Vrij e D’Ambrosio a destra nel suo ruolo. Importantissimo ritorno in campo di Brozovic davanti alla difesa, come cervello della squadra. La trovata di Allegri ha subito i suoi effetti. La Juve dal fischio iniziale comanda immediatamente le operazioni. Possesso palla, verticalizzazioni e corsa. Gli scontri più o meno proibiti, ma comunque mai intenzionali sono all’ordine delle giocate e iniziano a fioccare i cartellini gialli, tanto che Rabiot e Lautaro rischiano il rosso per doppia ammonizione. Handanovic in uscita respinge malissimo e la palla impennandosi ricade in mezzo alla mischia e prende la traversa. Il portiere e capitano nerazzurro si rifarà più tardi su due bordate respingendo di pugno le conclusioni forti ma centrali. L’Inter non riesce ad imbastire una sola azione di gioco offensivo, e salgono sugli scudi i tre difensori e l’onnipresente Brozovic a raddoppiare e a cercare di abbassare i ritmi che la sua squadra non riesce a mantenere. Quando sembra che il primo tempo si possa avviare al riposo, così non sarà. Ingenuità di Morata dentro la propria area di rigore. Pestone visto dalla Var ai danni di Dumfriess e rigore. Calhanoglu sbaglia e nella carambola successiva la sfera finisce in rete ma l’arbitro annulla per presunta spinta del turco. Di fatto così è, ma la Var fa ripetere l’esecuzione del penalty per l’ingresso anticipato di de Ligt che partecipa attivamente alla mischia successiva. Questa volta il 20 interista non sbaglia. Polemiche infinite ma si entra negli spogliatoi. Ripresa dove i padroni di casa spingono il più possibile e tra Vlahovic e Zacaria altre tre occasioni chiare da rete i bianconeri le creano, ma tra la mira sbagliata e la sfortuna di un palo pieno da parte dello svizzero, la serata dice no alla Juventus. Inzaghi si rifugia in cambi conservativi e sul finale sia Correa che Vidal sprecano due contropiedi piuttosto facili. Tuttavia al novantesimo nonostante gli assalti bianconeri l’Inter la spunta prendendosi i tre punti che comunque una Juventus, obiettivamente aveva cercato maggiormente e meritato di più. Per matematica l’Inter si rilancia, ma per quanto visto in campo, ne esce meglio comunque la squadra di Allegri che può guardare al futuro vicino e lontano con più serenità e speranza. Inzaghi non può essere così ingenuo da pensare di poter vincere le gare con un mezzo tiro in porta da qui a fine stagione.
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A: Juve vs Salernitana 2-0. Mezz’ora di gioco per toccare il podio
( marzo 2022 )
Dopo la bruciante eliminazione dalla Champions, c’era bisogno di un approdo affidabile per ricaricare le pile dell’autostima. Quale porto più sicuro del Campionato per la regina degli Scudetti italiani, per di più giocando tra le mura amiche con l’ultima in classifica? La Juventus riprese il suo cammino in Serie A senza più subire sconfitte proprio contro i granata di Campania nel Girone di Andata. Il suo cammino quindi da inizio dicembre è stato costellato unicamente da risultati utili. I bianconeri scendono infatti in campo vogliosi di recuperare posizioni davanti e a dar la carica c’è il vecchio capitano di mille battaglie a dirigere la difesa, ovvero Chiellini. La prima mezz’ora dei padroni di casa è devastante e non è un caso che al 5’ minuto i bianconeri siano già in vantaggio. L’azione è sullo stretto sulla zona destra offensiva della “Vecchia Signora”. La palla passa tra coloro che hanno i piedi più educati, infatti Cuadrado da esterno passa a Vlahovic in mezzo all’area che stoppa e disegna il filtrante per l’inserimento di Dybala che sterza di colpo nell’area piccola beffando il suo marcatore e non perdona sul primo palo Sepe. A differenza di altre partite, la Juventus non si addormenta e ha voglia di giocare, divertirsi e segnare. Prima del raddoppio di testa da parte di Vlahovic, siglato al 29’ minuto la Juventus costruisce almeno quattro nitidissime palle da goal sbagliate più per imprecisione che per bravura dell’avversario. Ma lo spirito è quello giusto, quanto meno sino al raddoppio. Di testa i padroni di casa si siedono un pochino e la Salernitana, sino a quel momento mai pervenuta inizia a tirare fuori la testa dal guscio ed affacciarsi dalle parti di Szczesny che comunque sino alla pausa del thé rimarrà inoperoso. Tutt’altra musica nella ripresa. Allegri deve cambiare Chiellini per Rugani e dopo meno di un ora di gioco Morata fa rifiatare il 10 argentino che non ha tutti i novanta minuti nelle gambe. La Salernitana nella ripresa cambia volto, grazie anche al calo evidente dei torinesi. Szczesny deve superarsi almeno un paio di volte su bordate precise da parte degli ospiti. Dal canto suo, i piemontesi gestiscono il match cercando di colpire in contropiede, ma anche Sepe chiude la porta mantenendo viva la gara. Alla fine nonostante gli sforzi della Salernitana, il match non è mai stato veramente con il risultato in bilico. Un’ottima prima mezz’ora di gioco è bastata ai ragazzi di Allegri per prendersi i tre punti per la rincorsa al vertice. Non che l’ostacolo della cenerentola della Serie A, fosse di quelli più impegnativi, ma ogni gara và giocata e nasconde le sue insidie. Ora Allegri ha rafforzato la sua quarta piazza, ma sopratutto ha mantenuto inalterato il distacco dalle prime due. Meglio di ogni previsione però è la vista sul podio della medaglia di bronzo. Il tracollo dell’Inter, che non riesce più a vincere, ha permesso alla Juventus di avvicinarsi ad un solo punticino e alla prossima giornata dopo il ritorno dalle Nazionali, i bianconeri ospiteranno proprio la “Beneamata” con obiettivo sorpasso. Un traguardo che a Natale era a dir poco inimmaginabile. Colpe dell’Inter, ma anche tantissimo merito a questa Juventus che ha trovato una sua dimensione di concretezza Allegriana come ai bei tempi. Senza dimenticare che qui, non c’è più la qualità di Pogba e Pirlo in mezzo al campo e ne siamo lontani anni luce.
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C.L.: Juve vs Villareal 0-3. Un finale da fine dei giochi
( marzo 2022 )
Se nel nostro Campionato il gioco a “risparmio energetico” porta risultati, in Europa, porta ad abbandonare i sogni di gloria. Siamo alla sfida di ritorno degli ottavi di Champions e la Juventus ha da vincere una gara dopo il pareggio per una rete a testa per accedere ai quarti. Allegri prova la carta dei tre centrali con Rugani e Danilo ad affiancare de Ligt. La mossa attuata dal tecnico toscano porta ad avere Cuadrado e De Sciglio sulle fasce con Locatelli, Arthur e Rabiot a giostrare in mediana davanti alla difesa e anche a supportare la coppia d’attacco costituita da Morata e Vlahovic. Il primo tempo dà ragione alle scelte sia tattiche che di uomini prese d’Allegri. I padroni di casa hanno un evidente predominio territoriale ma anche di gioco. Il Villareal rimane chiuso e compatto cercando solo di rimessa di portare danno dalle parti di Szczesny. Ma sono gli juventini ad andare vicinissimi alla rete in almeno quattro occasioni. Cuadrado pennella un traversone perfetto dove Morata è bravissimo a trovare il tempo dello smarcamento e l’impatto di testa con il pallone, ma questa volta, a differenza di sabato contro la Sampdoria, centra troppo bene il portiere, che si supera in una bella parata e svanisce l’occasione. Poco dopo sarà proprio lo spagnolo a far ripartire il contropiede appoggiando sulla trequarti avversaria la sfera al serbo. Vlahovic si porta a spasso due difensori e prova da fuori area il bolide a giro, ma nuovamente Rulli risponde presente. Siamo al 20’ minuto e sembra fatta, quando questa volta dalla sinistra, è De Sciglio a crossare basso per l’inserimento nell’area piccola da parte di Vlahovic. Il serbo è perfetto ad anticipare il suo marcatore e colpire di prima e d’esterno. La palla si impenna e questa volta supera il portiere, ma la traversa nega la rete. Sul rovesciamento di fronte quasi gli spagnoli da fuori beffano i padroni di casa, ma la palla anche qui non inquadra lo specchio. Che non sia serata lo dimostra sempre Vlahovich dopo la mezz’ora. Sul cross dalla destra, la palla rimbalza a terra prima che il serbo possa colpire bene e ad un metro dal portiere di testa appoggia la sfera sui guantoni di Rulli che può respingere in qualche modo. La Juventus va negli spogliatoi, ma rientrando perde la volontà di giocare per fare male e gioca più nell’attesa di approfittare dell’episodio favorevole. Purtroppo Emery attua la stessa filosofia e il suo “sottomarino giallo”, scompare dai radar della Juventus. I portieri divengono inoperosi tanto quanto gli attaccanti. L’episodio, effettivamente accade, ma è anche figlio dei cambi di Emery dopo 20’ minuti dall’inizio della ripresa, che rende un po' più intraprendente il Villareal. In un inserimento palla al piede in area a poco più di 10’ minuti dai supplementari, Rugani, sbaglia il tempo dell’anticipo e non prendendo palla, colpisce maldestramente la gamba dell’avversario. Sul dischetto, Moreno da pochissimo entrato è bravo ad angolare il tiro, perché Szczesny, distendendosi sulla sua sinistra la prende, ma la devia in porta. Allegri gioca il tutto e per tutto e butta dentro Dybala, Bernardeschi e Kean, ma il risultato è solo confusione e a 5’ dal termine arriva il colpo del k.o. su corner, con la linea di difesa immobile. La Juventus si scioglie e arriva la parata in scivolata di mano da parte di de Ligt con conseguente rigore segnato. Juve eliminata ancora una volta agli ottavi da una formazione non certo più forte. Un bel colpo per morale, immagine e finanza. Ora solo testa alla rincorsa in Campionato, per sfruttare l’unico lato positivo di questa bruciante ed anche inaspettata eliminazione.
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A: Samp vs Juve 1-3. Impronta Allegri e la differenza Szczesny
( marzo 2022 )
La Juventus ha trovato oramai il suo sistema di gioco e soprattutto ritrovato il suo storico DNA alla voglia di vincere a prescindere da tutto il resto. Concretezza assoluta è il dogma del suo mister e dopo un Girone di Andata costellato da alti e bassi, a dire il vero da molti più bassi, sta girando totalmente al Girone di Ritorno. Trasferta delicata questa a Marassi per i bianconeri perché devono sicuramente consolidare il terzo o quarto posto, ma se vogliono guardare più in alto sono costretti a conquistare i tre punti. Un 4-4-2 solido più che di alta fantasia schierato da Allegri, con la sua nuova punta di diamante offensiva serba, che si accomoda in panchina in vista del ritorno di Champions. Kean ne prende il posto. La partita non è di quelle che che ti fanno sobbalzare il cuore e gli ospiti si trovano anche un po' impacciati ad essere loro a costruire trame offensive. La Sampdoria, che gioca speculare è contratta e cerca di fare anche parzialmente la partita, ma entrambe preferiscono giocare sulle ripartenze approfittando dell’errore dell’avversario. Così infatti fa magistralmente la Juventus. Azione quasi fotocopia che ha portato allo scadere al successo in Coppa Italia a Firenze la banda bianconera. Contropiede veloce con superiorità numerica quattro contro tre. Cuadrado dalla destra mette in mezzo un traversone basso nell’area piccola e il difensore asiatico Yoshida, nel tentativo di spazzare via la palla velenosa, anticipa in scivolata anche il suo portiere ed insacca per il vantaggio ospite. Il più classico degli autogoal. La sfida, perciò al 23’ minuto, si mette in discesa ed anche nel modo migliore per i piemontesi che prediligono avere spazi per far male. La Sampdoria, se non vuole andare incontro all’ottava sconfitta in queste prime dieci partite del Girone di Ritorno deve aumentare i giri delle giocate e molta più cattiveria. La la determinazione di non mollare mai è più nella testa e nelle gambe degli antagonisti. Di fatto la sfida si chiude poco dopo la mezzora quando Kean destreggiandosi in area con la palla tra i piedi, si fa travolgere da dietro per un rigore ineccepibile. Morata da dischetto spiazza perfettamente Falcone. Liguri abbattuti, ma vi è ancora tutta una ripresa da disputare. I padroni di casa a poco più di un quarto d’ora dal termine hanno la grande occasione di riaprire il match. Su di un cross basso in area, Rabiot, come il più inesperto dei debuttanti si sovrappone sulla traiettoria del traversone con le braccia aperte ed il tocco, anche se involontario è evidente. Candreva batte e la sua palla a metà altezza sta per insaccarsi. Szczesny che ha indovinato la traiettoria, si è buttato troppo presto e sta per essere superato, ma con la mano di richiamo para e salva i suoi. Un intervento prodigioso, che vanifica a tutti gli effetti la rete di Sabiri su punizione a 6’ minuti dal termine, deviata dalla barriera che spiazza il portiere juventino. Con il recupero i torinesi potrebbero andare in affanno sugli assalti disperati che i blucerchiati potrebbero effettuare negli ultimi dieci minuti abbondanti, ma ci pensa nuovamente lo spagnolo a tranquillizzare i milioni di tifosi juventini. Da un cross dalla destra, Morata da posizione impossibile, quasi sulla linea di fondo, sul secondo palla, di testa vola in cielo e schiaccia la palla che sbatte sui piedi di Falcone che la butta in tal modo maldestramente dentro. Tre tiri in porta e tre reti, ma nessuna sofferenza. Allegri è giunto al quindicesimo risultato utile consecutivo e questa volta Vlahovic non c’entra. É la Juventus che ha trovato la sua dimensione e la vetta non è così lontana.
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A: Juve vs Spezia 1-0. Minimo sforzo con vista Scudetto
( marzo 2022 )
È di Morata il gol che permette alla Juventus di rimanere al quarto posto in solitaria, più sei dall’Atalanta, diretta inseguitrice e che le permette restare attaccata al treno delle tre capoliste. Lo Spezia arriva da una lunga serie di risultati negativi ma arriva comunque con la voglia di mettere i bastoni tra le ruote alla rincorsa juventina. Inizia la partita e già nei primi minuti la Juventus cerca di mantenere il pallino del gioco ma lo Spezia rimane compatto e ben attento. Lo Spezia difende molto bene. Al 18’ su grande iniziativa sulla corsia di destra da parte di Cuadrado, che scarica per Arthur, la conclusione del brasiliano viene murata dalla difesa dello Spezia. Ma al 21’i bianconeri approfittano di un errore in uscita dello Spezia: Locatelli serve sulla corsa Morata che batte Provedel con un preciso piazzato. Sbloccato il risultato, i bianconeri amministrano ora la sfera con precisi passaggi rasoterra in attesa del giusto varco per affondare. Al 31’ prova a distendersi la Juventus, con Morata che prova a servire in profondità Vlahovic. Pallone troppo potente che il serbo non riesce a controllare. Al 38’ ci riprova Locatelli crossa dalla trequarti, Vlahovic si avventa sul pallone ma viene anticipato da un attento Provedel, che fa sua la sfera con le mani. Finisce il primo tempo con una Juventus che cerca di arrotondare il punteggio e lo Spezia che sembra aver accusato il colpo. Nella ripresa al 48’ occasione per lo Spezia: palla all’interno dell’area di rigore per Gyasi. De Ligt fa buona guardia sullo spezzino, che comunque era in posizione irregolare. Due minuti dopo al 51’ buon colpo di testa da parte di Gyasi, para Szczesny. Prima chiara occasione da gol per lo Spezia. Al 53’ si rifa vedere Morata che un tiro dal limite cerca di impensierire la difesa dello Spezia ma non ci riesce. Al 71’ buona occasione per lo Spezia con il mancino di Manaj che finisce di poco fuori. All’82’ altra chance per lo Spezia di pareggiare su punizione ma il tiro di Verdi viene murato e si salvano i bianconeri. La gara rimane in equilibrio fino alla fine ma purtroppo per lo Spezia non riesce a pareggiare. Finisce la partita con la vittoria della Juventus anche se un pareggio sarebbe stato più giusto. Il gioco della Juventus è stato molto difensivo e si è vista, come per molte squadre, molta stanchezza e poche idee di gioco. Ciò nonostante con il risultato rimediato si è dimostrata ancora una volta cinica e concreta nel conquistare la vittoria, mentalità che deriva dal suo allenatore. I bianconeri non parlano di scudetto, ma in fondo ci sperano perché sulla carta, a parte lo scontro diretto con l’Inter, è tra le prime quattro che ha il calendario più agevole.
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C.I.: Fiorentina vs Juve 0-1. Juve Allegriana e fortunata
( marzo 2022 )
La Juventus vince per 1-0 su autogol nella semifinale di Coppa Italia contro la Fiorentina e ipoteca il passaggio alla finale, grazie al gol segnato fuori casa. La Fiorentina nel ritorno dovrà assolutamente vincere per rimanere in corsa, cosa non facile giocando in casa della Vecchia Signora. Allegri schiera un 4-4-2 con la coppia in attacco Kean e l’ex viola contestato Vlahovic mentre la Fiorentina si schiera con un 4-3-3. La Fiorentina tra le due contendenti già dai primi minuti appare quella con più voglia di vincere. Si fa vedere già al 6’ con un destro di Saponara troppo debole e centrale dove Perin controlla. Ci riprova Biraghi al 12’ con una conclusione deviata che arriva debole tra le braccia di Perin. La squadra viola è partita nettamente meglio. Al 14’ e 17’ ci prova per ben due volte Bonaventura ma Perin è attento. Al 25’ altra azione molto pericolosa di Ikonè che si fa 50 metri palla al piede, entra in area e calcia di poco a lato del palo. La prima e unica azione della Juventus nel primo tempo arriva al 28’. Recuperato il controllo della sfera, Locatelli prova a lanciare subito in avanti per la corsa di Kean ma arriva la provvidenziale chiusura del serbo Milenkovic. Finisce un primo tempo parco di emozioni ma che vede la Fiorentina in netto vantaggio sia fisicamente sia come azioni create. Inizia il secondo tempo e al 47’ arriva un brivido per i tifosi della Juventus con un palo di Ikonè. Fiorentina a un centimetro dal vantaggio con l’ex Lille che fa tutto bene, controlla con il tacco il lancio di Torreira e la palla però non entra. La Fiorentina cerca il vantaggio ma la Juventus regge bene. Al 77’ seconda azione pericolosa della Juventus di tutta la partita con una ripartenza guidata da Vlahovic che serve Cuadrado, il colombiano calcia sull’esterno della rete. La partita sembra terminata ma ecco il dramma per i tifosi viola. Al 91’ la Juventus strappa una vittoria immeritatamente su autogol clamoroso di Venuti su un traversone di Cuadrado. I bianconeri passano in vantaggio e si chiude la partita. Rammarico per la Fiorentina che meritava la vittoria considerando le azioni pericolose e invece per un errore vede sfumare le probabilità di andare in finale. La Juventus è riuscita a portare a casa un risultato insperato e immeritato visto che ha creato solo due azioni e il gol è arrivato da un episodio fortunato. La difesa della Juventus ha retto bene ma l’attacco si è dimostrato inesistente questa sera. Nel complesso i bianconeri hanno fatto una gara di controllo e la vittoria è stata solo una questione di fortuna. Una brutta Juventus ma cinica come spesso accade. Il prossimo impegno della Juventus sarà in campionato contro lo Spezia che arriva demoralizzato da una serie di partite negative e potrebbe portare i bianconeri sempre più vicini alla vetta visto lo scontro diretto tra Napoli e Milan e la mini crisi dell’Inter.
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A: Empoli vs Juve 2-3. Vlahovic per tre punti pesantissimi
( febbraio 2022 )
Cosa sarebbe stata questa gara senza il nuovo acquisto del mercato invernale, ex Fiorentina? Un buon Empoli che voleva rifarsi della sconfitta di una settimana fa per mano della Sampdoria, scende in campo, praticamente con uno speculare e quadrato 4-4-2. Per Allegri scelte quasi obbligate. Il suo 4-4-2 vede Kean a fare da spalla offensiva a Vlahovic e le uniche alternative credibili in panchina sono Morata e Locatelli. Gli ospiti, che annusano un bel colpo per accorciare sulla cima milanese, nuovamente frenata negli anticipi del venerdì, parte bene. E’ subito grande occasione per Zakaria che a tu per tu con Vicario, è bravo e fortunato il portiere a deviare in angolo. Proprio quando dal 20’ i padroni di casa prendono le misure ai bianconeri, al 32’ minuto sul cross che giunge dalla fascia sinistra da parte di Rabiot , Kean è perfetto nell’elevazione e di testa porta in vantaggio i suoi. La Juve controlla ma sette minuti dopo in una mischia furibonda davanti quasi alla linea di porta, la difesa juventina non riesce a spazzare l’aria e Zurkowski riesce a trovare la zampata vincente per il pareggio. Quando i padroni di casa sembra che possano scendere negli spogliatoi per il riposo con un onesto pareggio, non hanno ancora fatto i conti con Vlahovic. In pieno recupero, pochi istanti prima che l’arbitro mandi tutti alla pausa del caffè, Cuadrado crea un bel filtrante in piena area per il serbo. L’ex viola è bravo e freddissimo con un dribbling stretto a far cadere il suo marcatore davanti e trafigge Vicario. Nel frattempo Locatelli aveva preso il posto del centrocampista Zakaria infortunato. La Juve controlla bene, ma l’Empoli è comunque vivo. La sfida è piacevole ed in una ripartenza di qualità, gli ospiti danno l’impressione che possano chiudere in anticipo il match. Siamo al 66’ minuto. Cuadrado suggerisce dalla propria metà campo a Morata, entrato al posto di Kean, ed è bravo e intelligente a trovare il filtrante giusto da sinistra verso destra per il movimento in area di Vlahovic, che davanti al portiere in uscita è bravissimo a superarlo con un delizioso pallonetto. Due perle dell’attaccante fondamentali, perché l’Empoli non molla e ad un quarto d’ora dal termine su di un azione insistita trova prima la traversa su deviazione di Bonucci e sul proseguo dell’attacco La Mantia supera sul primo palo Szczesny, non proprio irreprensibile. I padroni di casa insistono e ci provano mettendo i brividi alla retroguardia della “Vecchia Signora” e quasi La Mantia non la butta dentro da pochi passi ma Pellegrini lo anticipa quasi sulla linea di porta rifugiandosi in angolo. La Juventus regge sospinta anche dalla voglia di lottare del suo centravanti alla prima doppietta juventina. 3 a 2 in trasferta che senza Vlahovic, siamo praticamente certi, non sarebbe mai giunto. Oltre alla qualità di goleador, il serbo gioca anche per la squadra dialogando con i compagni, dando l’esempio e caricando i compagni. Già un leader in questa Juventus? Magari non ancora ma sicuramente si è calato alla perfezione nel suo nuovo Mondo e ha sposato appieno la filosofia bianconera. Si gioca solo per vincere, null’altro conta. Grazie a questa vittoria, ora la vetta dista appena sette lunghezze. Nel Girone di Ritorno, Allegri ha recuperato un punticino sul Milan, ma ben sette sulla precedente capolista che era l’Inter. Mancano ancora undici sfide per 33 punti complessivi. Davanti non sembra proprio che via sia nessuno con il desiderio di scappare via quindi con questo Vlahovic nel motore, perché non crederci? Allegri non è nuovo a recuperi al limite dell’impossibile.
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C.L.: Villareal vs Juve 1-1. Vlahovic accende subito la luce, la Juve dopo la spegne
( febbraio 2022 )
Finisce 1-1 l’andata degli ottavi di Champions League tra Villareal e Juventus. La Juventus reduce dal pareggio nel derby contro il Torino e con l’ennesima assenza di Dybala per infortunio, schiera il 4-4-2 con in attacco Vlahovic e Morata. La partita inizia e già dopo 37 secondi i bianconeri sono in vantaggio con la prima palla giocata in Champions da Vlahovic. Palla persa a centrocampo dal Villareal e con un gran lancio per il serbo, che controlla in corsa e batte Rulli con un diagonale pazzesca. La partita sembra iniziare bene per la Vecchia signora. Al 4’ buona azione in contropiede della Juve, Vlahovic prova ancora a finalizzare ma viene chiuso dalla retroguardia del Villarreal. Subito il gol nel primo giro di orologio da parte di Vlahovic, la formazione di casa prova ad organizzare la manovra ma la difesa della Juve è tutta schierata. Al 12’ occasione per Lo Celso dall’interno dell’area di rigore ma il suo tiro di mancino termina sul fondo dopo aver colpito il palo. Brividi ancora per la Juventus al 15’ sul tentativo di tacco di Danjuma ma l’estremo difensore polacco della Juventus salva i suoi con un grande intervento. Al 18’ occasione invece per Morata che su buon cross dalla trequarti da parte di Cuadrado, viene anticipato all’interno dell’area di rigore da un’ottima uscita di Rulli. Per il resto del primo tempo la Juventus controlla molto bene non lasciando altre occasioni pericolose al Villareal ma anche il Villareal dal canto suo cerca e riesce a contenere molto attentamente le timide azioni che la Juventus cerca di fare per arrotondare il risultato. Inizia la ripresa e Allegri toglie Alex Sandro e mette Bonucci. Al 47’ squillo di Morata su gran cross di Cuadrado, lo spagnolo colpisce al volo ma non centra lo specchio della porta difesa da Rulli. Al 54’ ci prova il Villareal ma Bonucci è in anticipo su Foyth e la palla è spazzata di testa in calcio d’angolo. Al 57’ ancora il Villareal con una conclusione di Moreno dall’interno dell’area di rigore, Szczesny sventa in due tempi la minaccia. Al 66’ arriva la rete del pareggio del Villarreal con Parejo. Lasciato solo all’interno dell’area di rigore, il centrocampista spagnolo batte Szczesny con una precisa zampata. Agguantato il pareggio, le due squadre si “siedono” e non creano altre occasioni pericolose rendendo la partita alquanto noiosa e fallosa da entrambe le parti. Finisce 1-1. La Juventus ha giocato un primo tempo dal punto di vista tattico quasi perfetto e la buona prestazione è durata fino al 66’, minuto del pareggio del Villareal. Gli spagnoli, forse nell’unica grave amnesia della difesa bianconera della serata, hanno pareggiato e tagliato le ali alla Vecchia Signora che pensava di avere il primo match a proprio favore. Tutto è rimandato alla gara del 16 marzo che sarà in casa bianconera, che giocando appunto in casa è plus a favore per il passaggio del turno da parte della Juventus. Per la Juventus servirà per passare il turno anche più cattiveria e qualità negli ultimi 20 metri per battere il Villareal che questa sera è sembrato, nonostante qualche difficoltà, cinico e tenace, qualità che le hanno permesso di strappare, nonostante una Juventus quasi perfetta, il pari. La prossima partita della Juventus sarà in campionato contro l’Empoli, squadra che arriva da una lunga serie di risultati negativi e che cercherà molto probabilmente il riscatto contro una grande del nostro campionato.
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A: Juve vs Torino 1-1. Equilibrio di voglia di vincere per un bel pari
( febbraio 2022 )
Non sai bene cosa aspettarti da questa partita. La Juventus con i nuovi arrivati davanti può mostrare la forza di un tridente pericolosissimo, probabilmente il più temile a livello nazionale. Il gioco dei bianconeri con Vlahovic e Zakaria è divenuto più incisivo, solido e piacevole. Il Torino, invece, sotto la guida di Ivan Juric ha acquisito una mentalità da quasi grande squadra. Il suo atteggiamento in campo è per la maggior parte delle volte propositivo e con un’ottima difesa, costruisce sempre tanto davanti, ma lascia per strada di frequente punti. Vittorie sfumate per un non nulla e pareggi equilibrati che divengono sconfitte. Ma questa sera è derby, ed il Toro vede sempre rosso quando ha una “Zebra” davanti. Juric ritrova davanti il suo uomo simbolo, ovvero Belotti, e nonostante il 4-3-3 di Allegri, non muta schieramento e si posiziona sempre con una difesa a tre e con quattro centrocampisti, due rifinitori ed una punta. Partita che da subito si dimostra vivace e gradevole. Entrambe le squadre vogliono vincere. La Juve vuole il posto Champions, e ancora sotto le ceneri cerca la via per lo Scudetto. Il Toro vuole risalire nelle parti nobili della classifica e vuole la sua stracittadina che da ben sette anni non porta a casa. I granata sfondano due volte a sinistra ma mira e forza non sono delle migliori. Anche la Juve si fa vedere ma la palla fa la barba al palo sul tiro di Rabiot. Al 13’ minuto la partita prende una piega diversa. Sul corner dalla sinistra d’attacco dei padroni di casa, Cuadrado disegna una parabola arcuata che supera tutti ma scende a ridosso del secondo palo. De Ligt è bravissimo non solo nello stacco di testa che lo vede superare ben due marcatori, ma anche a trovare l’unico pertugio per far passare la sfera tra il portiere ed il palo. Certo Milinkovic-Savic poteva chiudere meglio sulla sua area di pertinenza, ma il difensore bianconero è stato micidiale. Il Toro accusa il colpo, gestisce palla, avvolge in parte la Juventus, ma perde di cattiveria nella fase finale dell’azione. I bianconeri non faticano ad arrivare al riposo con il minimo vantaggio. Questa probabilmente è la pecca maggiore della Juventus, non aver avuto la ferocia giusta per chiudere la partita. E’ vero che il Toro non si è subito buttato in avanti lasciando praterie dietro, però con Morata, Dybala e Vlahovic davanti, qualcosa in più potevi fare. Di fatto il tridente ha creato poco anche nel secondo tempo e lo stesso Vlahovic è risultato meno lucido e brillante per tutti i novanta minuti. Così la voglia di non perdere da parte dei granata ha prevalso ed un bello scambio nella trequarti avversaria sulla sinistra offensiva, porta Brekalo, con un pregevole doppio passo a superare Cuadrado. Giunto sul fondo crossa basso in mezzo all’area, trovando la bellissima girata al volo, in mezza rovesciata del “Gallo”. Pareggio onestamente giusto e la Juventus non riesce ad alzare i ritmi e a costruire vere insidie. Il Torino è quella che ancora sino al novantesimo ci crede di più ed un paio di percoli li porta verso Szczesny, ma la partita termina sull 1 a 1. Allegri parla di buon pareggio, ma se segretamente aspiri a molto di più del quarto posto, sono due punti buttati via. Anche perché una volta passata in vantaggio, la sua Juventus non solo doveva ermeticamente chiudere ogni spiraglio, ma doveva cercare con insistenza il raddoppio. Non dimentichiamoci, però, che martedì, i bianconeri avranno anche la Champions. Il freno a mano ti si inserisce anche automaticamente.
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A: Atalanata vs Juve 1-1. Spettacolo ed equità che fa contenti tutti
( febbraio 2022 )
L’altra partita di cartello, dopo la prima contro la seconda, vedeva, la quarta contro la quinta battagliare per l’ultimo posto disponibile per la Champions. La Juventus di Allegri va in casa della temibile “Dea”, ma la “Vecchia Signora” non è quella del Girone di Andata, ma neppure quella abulica e bruttina vista a San Siro contro il Milan. Con la ex capolista nerazzurra che ha fatto un solo punto sulle ultime due uscite, la vetta non è poi così lontana. Per quanto Allegri continui a nascondersi per non far perdere concentrazione ai suoi ragazzi, se a Bergamo uscissero i tre punti, il il Milan, che ora è in testa, sarebbe solamente a sette punti. I nuovi acquisti di gennaio, degni di una grande campagna sul mercato estivo, hanno dato linfa nuova alla sua squadra, ma è sopratutto Vlahovic ad aver conferito quella cattiveria e concretezza davanti che è sempre mancata, specialmente dalla partenza del campione portoghese. Infatti, grazie a l’ex viola, Allegri può schierare tranquillamente la sua formazione con un pericolosissimo, per gli avversari, tridente offensivo composto dal serbo oltre che Morata e Dybala. Comunque supportato dietro da una robusta mediana costituita da Mackennie, Locatelli e Rabiot. Dietro respiro a Cuadrado e spazio a Danilo, ultimamente in grande spolvero. Complice un Atalanta che non sta attraversando uno dei suoi momenti migliori e l’ulteriore mancanza di giocatori importanti, tra i quali spiccano la forte punta Zapata ed il bravo portiere titolare Musso, la Juve parte nei primi venti minuti quasi all’arrembaggio. Prima Vlahovic scalda i guantoni di Sportiello, poi è Dybala che si infila tra le linee sulla destra offensiva, ma il suo tiro a giro esce di un niente sul palo opposto. I bianconeri hanno gamba e voglia e i padroni di casa fanno fatica ad arginare ma anche ad impostare. Boga, per quanto si impegni non ha le qualità fisiche e di gioco di Zapata. Ma tutta la “Dea” appare un po' arrugginita. Con l’avanzare dei minuti, la Juventus molla un po' la presa ed inizia a venir fuori anche la stessa “Dea”. Tanto che Szczesny rischia il rosso in uscita dall’area. La partita è ora più equilibrata e nel secondo tempo lo diviene ancor di più. Entrambe le squadre vogliono vincere. La Juventus aspira segretamente ancora allo Scudetto, ma entrambe non vogliono regalare il quarto posto all’altra, tanto sudato. La partita è bella e vivace. Vlahovic è ancora fermato con una grande parata da Sportiello. Per fortuna che c’era apprensione tra i tifosi bergamaschi per la mancanza del portiere titolare. Ad un quarto d’ora dal termine da una punizione dalla distanza, Malinovschyi, non nuovo a questi gesti balistici, fa partire una bomba imprendibile per Szczesny. Equilibrio rotto. La Juventus no ci sta ovviamente e Allegri opera cambi di freschezza e qualità. I padroni di casa sfiorano il colpo del k.o., ma la traversa impedisce di chiudere la gara. Un legno,che non ci fosse stato, avrebbe riportato i bianconeri al quinto posto con proprio l’Atalanta che deve ancora recuperare una sfida. Quando la partita sembra oramai segnata, in pieno recupero, sul calcio d’angolo Danilo svetta su tutti e salva i suoi da una sconfitta che sarebbe stata anche ingiusta. Un pareggio gradevole, tra due belle squadre, che spartisce equamente quanto di piacevole si è visto in campo. La Juventus di qualche giornata fa, sarebbe uscita con una sconfitta questa sera, invece oggi no e questo è il più grande merito di Allegri e della campagna acquisti. Altra mentalità e gioco che sembrano si stiano acquisendo, la porteranno lontano. Ora però la testa deve andare agli ottavi di Champions.
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C.I.: Juve vs Sassuolo 2-1. Alla fine l’ex viola la fa volare verso i viola
( febbraio 2022 )
Vlahovic decide con un gol a due minuti dalla fine il passaggio in Coppa Italia della Juventus alle semifinali, dove incontrerà proprio la sua ex squadra, la Fiorentina. La partita inizia subito in discesa per la Juventus. Già al 3’ minuto va in vantaggio. Sinistro in area di rigore da parte dell’argentino Dybala, Pegolo non può nulla. Dopo aver sbloccato subito la sfida dello Stadium, i bianconeri controllano la sfida con un preciso giro palla. Al 11’ la Juventus prova a ripartire in contropiede. Pallone sulla corsia di sinistra per Dybala, che non riesce però a trovare un compagno in area. Sfuma l’occasione. Ma il Sassuolo dal 13’ inizia a mettere in difficoltà i bianconeri con una gran botta da fuori area di Berardi, l’estremo difensore bianconero blinda la porta. Al 16’ Perin si supera su una conclusione potente da parte di Kyriakopoulos.Al 18’ conclusione a giro dal limite dell’area, Perin blocca senza problemi. Gli ospiti palleggiano e governano il possesso allo Stadium, la Juve chiude bene tutti gli spazi. Al 24’ arriva il pareggio del Sassuolo con un gran destro a girare di Traore, una conclusione su cui Perin non può nulla per 1-1. Al 34’ si fa rivedere la Juventus con un incursione sulla sinistra di Alex Sandro, il cui cross viene deviato in calcio d’angolo da Ayhan. Al 37’ Vlahovic a tu per tu con Pegolo ma l’attaccante serbo non riesce a superare l’estremo difensore dei neroverdi. Finisce con la Juventus in avanti. Riprende la partita con un occasione per Scamacca su un colpo di testa di poco alto sopra la traversa. Si salva Perin nell’occasione. Da questo momento in poi fioccano le occasioni per la Juventus. Al 50’ De Ligt si rende pericoloso con una sponda di testa all’interno dell’area di rigore senza trovare la deviazione di un compagno. Al 55’ con Mckennie di destro a giro ma il pallone si stampa sul palo a Pegolo battuto. Al 71’ Morata colpisce di destro dal limite dell’area di rigore, Ferrari si lancia in scivolata e sventa la minaccia. Due minuti piu’ tardi De Ligt colpisce a botta sicura da pochi metri trovando un palo clamoroso a porta vuota. La Juventus non molla il colpo ma il Sassuolo è anche fortunato e ben organizzato. Al 76’ lo spagnolo Morata si invola verso la porta difesa da Pegolo ma si fa ipnotizzare da quest’ultimo nel momento di concludere a rete. Il Sassuolo si rifa sotto solo verso l’80’ con un gran cross dalla destra di Muldur ma nessun attaccante del Sassuolo riesce nella deviazione vincente. Si salva la Juve. E inizia da questo momento il tiro al bersaglio bianconero per cercare di vincere. Pegolo prima su Rabiot e poi per ben due volte su De Ligt sventa la minaccia. Ma non può niente al 88’ contro Vlahovic. Il serbo si inventa da solo il gol che porta in vantaggio la Juve. L’attaccante parte dalla fascia, si accentra e batte Pegolo con un tiro che, complice una deviazione, va ad insaccarsi. E la Juventus vola in finale. La partita è stata molto combattuta da entrambe le squadre ma la Juventus è riuscita alla fine a vincere. Vlahovic si sta dimostrando un ottimo acquisto e tutta la squadra bianconera sta risentendo di questa ondata di aria fresca. La Juventus crea molte occasioni e si vede un bel feeling tra centrocampo e attacco. Forse la difesa avrebbe bisogno di più aiuto da parte dei compagni più avanzati. Il prossimo impegno della Juventus sarà contro una rimaneggiata Atalanta, che è reduce da una brutta sconfitta contro la Fiorentina in Coppa e contro il Cagliari in campionato.
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A: Juve vs Verona 2-0. Due goal nuovissimi e si può sognare in grande
( febbraio 2022 )
La Juventus vince 2-0 contro il Verona, sfruttando al meglio le spese per i nuovi acquisti fatti nel mercato di gennaio. Infatti grazie a Vlahovic e Zakaria, i bianconeri portano a casa i tre punti che le permettono di posizionarsi quarta in classifica, sorpassando proprio l’Atalanta prossima avversaria in campionato. Allegri sceglie il tridente Dybala- Vlahovic- Morata. Nei primissimi minuti la Juventus è imprecisa ma già al 7’ si rende pericolosa con Vlahovic che tira verso la porta ma Montipò para. Ma al 13’ Montipò non può nulla contro il pallonetto del serbo che lo scavalca portando in vantaggio la Juventus. Il Verona prova a reagire al colpo subito ma gli uomini di Allegri sono attenti e vogliono mettere al sicuro il risultato. Al 26’ bella discesa sulla destra di Dybala, che offre un buon pallone in area per Vlahovic. Il serbo prova a girarsi in area ma viene chiuso all’ultimo da Ceccherini. I bianconeri, vista la scarsa pericolosità del Verona, abbassano il ritmo della partita, provando a gestire la sfera in questo finale di tempo. Al 37’ Vlahovic ad un passo dalla doppietta riceve un ottimo pallone dalla sinistra da Morata, ma non è preciso nella deviazione. Al 40’ prima azione pericolosa del Verona con Danilo che chiude tempestivamente una triangolazione a ridosso dell’area di rigore da parte della formazione ospite. Finisce il primo tempo senza altre occasioni pericolose. Il secondo tempo inizia e al 48’ ci prova il Verona con Lasagna. L’attaccante prova a superare Szczesny che, attento, devia la conclusione in calcio d’angolo. Al 57’ ci prova ancora il Verona con il francese Tamaze con una conclusione di controbalzo. Palla alta sopra la traversa. Tre minuti dopo al 60’ arriva il raddoppio della Juventus con il nuovo acquisto Zakaria. Lo svizzero si invola a tu per tu con Montipò e batte il portiere del Verona. Al 64’ la Juventus cerca il tris con Dybala ma sul tiro dell’argentino Montipò fa un miracolo e para. Al 68’ il Verona prova a ridurre il distacco ma trova sulla strada Danilo, che chiude tutto ancora una volta. Al 69’ altra parata di Monitpò su tiro insidioso di Rabiot e al 78’ ci prova con Vlahovic che su ottimo traversone di De Sciglio che per questioni di millimetri non trova la deviazione vincente. Sempre Vlahovic al 87’ con un diagonale di destro ma para Montipò. Sullo scadere la Juventus cerca di fare tris prima con una conclusione di Mckennie e poi con Kean ma senza riuscire ad arrotondare il risultato. Finisce 2-0 per i bianconeri. Vittoria meritata anche se il Verona ha fatto ben poco per cercare di mettere in difficoltà la Vecchia Signora. Nonostante i nuovi acquisti siano arrivati da pochi giorni si vede che c’è una buona intesa tra i giocatori e hanno portato (forse)il tanto sospirato equilibrio che vuole il mister Allegri tra i vari reparti sopratutto tra centrocampo e difesa, quest’ultima oggi ha visto un Chiellini sicuro e un Danilo altrettanto decisivo nei recuperi. La Juventus ritorna in corsa per un posto Champions, che fino a qualche partita fa, era un miraggio e incontrerà nel prossimo turno proprio l’Atalanta, reduce da una brutta sconfitta contro il Cagliari, che sarà pure in difetto visto che mancherà il portiere titolare e alcuni pezzi da novanta come Zapata. Ma prima ci sarà la partita di Coppa Italia contro il Sassuolo per rodare ancora meglio i nuovi meccanismi dei bianconeri.
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C.I.: Juve vs Samp 4-1. Pressing e voglia di vincere per 90 minuti
( gennaio 2022 )
Questa Sampdoria, in pieno travaglio tecnico e societario, con un allenatore temporaneo in attesa del ritorno di Gianpaolo come traghettatore sino al termine della stagione, non era un avversario che potesse mettere troppa ansia alla Juventus. Ma come sempre è l’atteggiamento che fa la differenza. Devi essere bravo a rendere realmente facile, quello che sulla carta si presenta come tale. Il passaggio del turno in Coppa Italia è giunto, ma molto più importante di questo obiettivo è la modalità con la quale si sono aperte le porte dei quarti di finale. Allegri disegna un 4-4-2 che si trasforma quasi da subito in una sorta di 4-2-4 o ancora meglio in un 2-4-4, tanto è feroce il pressing altissimo dei padroni di casa. Nella prima frazione, ma quasi per tutta la gara, Perin rischia il congelamento per l’inattività totale e la solitudine. La Sampdoria anche se parte con un equilibrato e anche propositivo 3-5-2, è schiacciata nella sua metà campo, se non addirittura nella sua trequarti e ben presto si trova con dieci uomini dietro la linea della palla solo per spazzare via i pericoli. Sicuramente la guida tecnica non collaudata e i meccanismi di squadra assenti non agevolano i blucerchiati, ma la grinta da parte dei liguri non si discute. Ciò nondimeno è ancor maggiore la determinazione su ogni pallone dei bianconeri. Davanti a Perin, la coppia centrale è costituita da Danilo e Rugani, affiancati ai lati da De Sciglio e Sandro. Torna Cuadrado, ma più avanzato e Locatelli, Arthur e Rabiot chiudono la mediana. Davanti Kulusevski supporta Morata. Falcone deve fare gli straordinari per tenere in partita i suoi, ma quando la palla gira vorticosamente davanti o dentro la tua area è solamente questione di tempo prima di subire la rete. Non su azione però. Al 25’ minuto il colombiano, dal limite, su punizione perfora la barriera che non solo commette l’errore di aprirsi, ma anche leggermente devia quel tanto la sfera da impedire al portiere di intervenire. Due minuti e dopo un altro pressing feroce che permette ai piemontesi di rubare palla a centrocampo, i bianconeri si presentano davanti all’area avversaria quattro contro tre e Morata segna. La Var, però richiama l’arbitro facendogli notare il fallo precedente di Rabiot. Altre occasioni juventine, ma si va al riposo con il vantaggio di una sola rete. Bastano però 7’ minuti della ripresa per andare sul 2 a 0, grazie al perfetto stacco di testa da parte di Rugani su bel cross dalla destra d’attacco. I torinesi tirano un po’ il fiato e guarda caso, anche senza volerlo, la difesa bianconera si trova sguarnita al 63’ minuto, sul traversone che dalla sinistra libera sulla destra Conti che traccia un perfetto diagonale a mezza altezza di collo pieno che piega il guanto a Perin per riaprire la gara. Aperta, ma subito chiusa 4’ minuti dopo da parte di Dybala. Pressing nell’area della Samp da parte dei centrocampisti bianconeri che rubano palla e l’argentino sigla il 3 a 1 senza difficoltà, esultando e caricando lo stadio anche se praticamente vuoto. Ciliegina sulla torta da parte di Morata con il rigore realizzato al 77’ minuto. 4 a 1, ma impietosi e veritieri i numeri a favore della banda di Allegri. Grandissimo possesso palla, ma addirittura 15 tiri a 1 in porta e 14 angoli a 0 parlano chiaro, così come i 27 cross contro solo i 6 sampdoriani. Dominio totale, sul campo, di tecnica, di gioco, ma soprattutto di testa, perché devi avere voglia di giocare con questa concentrazione e aggressività tutta la partita. Quello che i tifosi juventini si augurano è di vedere questo approccio in ogni match.
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A: Juve vs Udinese 2-0. Juve Allegriana solida e vincente
( gennaio 2022 )
C’è da risalire la china, questo tutto il Mondo bianconero di Torino lo sa. Bruciante è stata la sconfitta nella partita secca valevole per la Super Coppa Italiana contro i rivali storici nerazzurri di Milano. Le attenuanti non sono mancate, visto che la capolista scendeva a San Siro con la formazione tipo, mentre tra le file juventine numerose ed importanti erano le assenze. A ben vedere nonostante la sconfitta, c’è più da brindare con il bicchiere mezzo pieno, dato che la banda di Allegri si è arresa solamente e letteralmente all’ultimo secondo, dopo 120 minuti di combattimento. In casa, contro i bianconeri friulani, si rivedono dal primo minuto Szczesny tra i pali, ma sopratutto Cuadrado e de Ligt, oltre che Dybala. Kean prende il posto dell’immotivato, quanto meno in questo mese di gennaio, Morata. Saranno subito questa coppia d’attacco a indirizzare la gara a favore dei padroni di casa. L’Udinese di Cioffi non giunge sotto la “Mole” per fare la vittima sacrificale ed il suo 3-5-2 vuole fare anche male, affidandosi alla forza e qualità offensiva del duo Beto e Deulofeu. Daltra parte i friulani devono recuperare un po' di credibilità dopo le sei reti incassate in casa da parte dall’Atalanta. Ma dopo un inizio in controllo da parte dei piemontesi, senza però troppi sussulti, al 19’ minuto si dipana una bell’azione corale fatta di triangolazioni dalla mediana, che vede la palla giungere in area, con Kean che è bravissimo a fare, di prima, da sponda per il vicino compagno di reparto. Dybala si trova, con un buon movimento centralmente, davanti a Padelli che supera inesorabilmente. Gli ospiti non subiscono il colpo, ma non riescono ad imbastire nessuna azione degna di nota, se non un tiro da fuori a meno di dieci minuti dal riposo sul quale Szczesny non ha nessun problema nel bloccare la sfera. Molto solido e compatto il 4-4-2 juventino dove la concentrazione della mediana comandata da un combattivo McKennie non lascia nessun spiraglio. Seppur non spettacolare la Juventus è concreta e sul pezzo. All’avvio di secondo tempo Allegri sostituisce un non troppo brillante Kulusevski assieme ad Arthur con la qualità di palleggio di Bernardeschi e Locatelli. I padroni di casa, infatti, piuttosto che mettere ferocia nel chiudere la partita andando a cercare con decisione la rete del doppio vantaggio e della sicurezza, puntano al possesso palla e a far girare a vuoto l’avversario. Seppur pericoloso come atteggiamento, la scelta tecnica fa sì che l’Udinese arriverà solo al termine della sfida a creare una vera azione da rete. Ma al 79’ minuto sarà proprio l’americano ad aver regalato il 2 a 0 della tranquillità. Allegri fa entrare dopo dieci minuti della ripresa De Sciglio per Pellegrini. L’ex terzino rossonero si dimostrerà da subito molto propositivo e sovente si presenta sul fondo, sulla sua corsia sinistra a pennellare interessanti cross. A dieci dal termine, ecco quello giusto per l’incornata di McKennie che spedisce la palla nell’angolino lontano dove Padelli non può arrivare. Gara chiusa e tutto sommato meritatamente vinta contro un avversario che poteva e voleva fare punti. Allegri da sempre è un fautore del pragmatismo nel calcio. Non gli interessa cercare l’orpello per incantare. Vuole vincere, come è nel più intimo spirito di questo club. Non ha rischiato effettivamente nulla dietro e pure Rugani, che in Super Coppa ha lasciato molto a desiderare, ha fatto la sua buona figura. Tre punti incamerati che vogliono dire, al momento, aver agguantato l’Atalanta che ha due partite in meno ancora da disputare. Il tanto criticato 10 argentino, comunque, nonostante le numerose assenze per problemi fisici, seppur non ricoprendo il ruolo di centravanti è il goleador della sua squadra, sia in Italia che nelle sfide europee. Su questo forse bisognerebbe anche ripartire.
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A: Roma vs Juve 3-4. La Juve cade, affonda e ribalta la Roma
( gennaio 2022 )
La Juventus conquista tre punti d’oro al termine di una gara incredibile. Grande prova di carattere da parte dei bianconeri che, rimontano un pesante svantaggio ed escono dall’Olimpio con una vittoria importante per la classifica. La Roma inizia la partita in attacco e già al 11’ va in vantaggio con un preciso colpo di testa di Abraham da calcio d’angolo. Il vantaggio però dura poco. Al 18’ ci pensa Dybala a pareggiare i conti con una splendida conclusione dal limite dell’area di rigore. Al 30’ tegola per la Juventus che perde per infortunio Chiesa. Il ritmo cala e anche il pressing della Roma. Infatti solo al 39’ la Roma spinge e con un traversone dalla destra da parte di Maitland-Niles. Szczesny para in presa alta il lento cross. Al 42’ ci prova Kulusevskyi che raccoglie il cross di De Sciglio e prova a deviare verso la porta dei giallorossi. Pallone che termina sul fondo. Finisce il primo tempo e inizia il secondo con la Roma che si rende subito aggressiva. Al 48’ arriva il raddoppio della Roma. Mkhitaryan calcia potente verso la porta difesa da Szczesny e, complice una deviazione sfortunata di De Sciglio, si insacca alle spalle del portiere polacco. Al 53’ arriva il tris romano con una magia su calcio di punizione di Lorenzo Pellegrini, la Roma trova la terza rete del match. Al 58’ ci prova di Dybala a risvegliare la squadra bianconera con una conclusione al volo che però non crea problemi alla retroguardia giallorossa. Al 69’ inizia la rimonta della Juventus con Locatelli tutto solo in area devia in porta con un perfetto colpo di testa un cross di Morata. Al 74’ arriva il pareggio dei bianconeri su un tiro rimpallato si avventa Kulusevski che mette in rete, gol convalidato dopo un lungo controllo alla Var. Tre minuti dopo la Juventus mette la freccia per il sorpasso con il quarto gol segnato da De Sciglio, che bravo a controllare di petto, mette un destro ravvicinato in gol. Ma le emozioni non finiscono qui perché poco dopo viene concesso un rigore alla Roma per un tocco di mano di De Ligt, che viene espulso per doppia ammonizione. Ma Pellegrini dal dischetto fallisce il pareggio con la parata “ipnotica” del portiere bianconera. Nonostante i 6 minuti di recupero termina la partita con 4-3 per la Juventus. Negativa la prestazione della Roma che in otto minuti di follia subiscono ben tre gol contro una Juventus non in forma e poco aggressiva e permettono alla Vecchia Signora di tenere il passo dell’Atalanta e del quarto posto. Ottima prova di carattere per i bianconeri, anche se dal punto di vista del gioco si è visto poco e sopratutto è mancata anche la concentrazione nell’area piccola visto che due gol della Roma sono arrivati da calci da fermo. La prossima partita per i bianconeri sarà la Supercoppa italiana contro i campioni d’Italia dell’Inter che in campionato, con una partita in meno, stanno viaggiando a mille. Partita difficile anche per la assenze di Cuadrado, Chiesa e De Ligt ma essendo una partita secca non si può fare pronostici perché le variabili motivazionali e fisiche in una finale sono tante.
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A: Juve vs Napoli 1-1. Pioli fa tripletta a Mourinho
( gennaio 2022 )
La Juventus è dietro in classifica e ha bisogno assoluto di fare punti e tanti in questo Girone di Ritorno, per recuperare ciò che ha perso in quello di Andata. Quale occasione migliore allora di farlo se non negli scontri diretti? In novanta minuti secchi puoi recuperare tre punti sicuri su chi ti sta davanti. A Torino viene a far visita un Napoli con evidenti defezioni, ma pur sempre pericoloso. Non è un caso che la squadra partenopea sia stata davanti da sola o assieme ai rossoneri per buona parte delle prime diciannove sfide. Anche se l’arrivo dei primi freddi ne ha bloccato la marcia riportandolo al terzo posto. Podio più basso vorrebbe così avvicinare Allegri che se vincesse lo porterebbe a soli due punti da Spalletti. Al 4-5-1 azzurro, i bianconeri rispondono con un 4-3-3 offensivo ma che diviene anche piuttosto coperto trasformandosi in un 4-5-1 in fase di non possesso palla. I padroni di casa non partono affatto male e se a Mckennie, Locatelle e Rabiot è affidato il ruolo di fare muro davanti alla difesa e far ripartire l’azione, davanti Bernardeschi da una parte e Chiesa dall’altra, affiancano Morata. Spagnolo che per tutta la gara apparirà un po' spento, forse a causa delle sirene provenienti da Barcellona. Lo statunitense e il Federico Nazionale, sono i più attivi e nei primi venti minuti, entrambi mettono i brividi alla retroguardia napoletana. Ma al primo vero affondo, gli ospiti passano. Un bel taglio sulla destra d’attacco partenopea, trova il bell’inserimento di Politano, che è bravo a difendere la sfera ed appoggiare a Mertens. Appena entrato in area, ma piuttosto defilato, sguscia in dribbling e fa partire un insidioso diagonale rasoterra che passa tra diverse gambe e supera Szczesny. Juventus sotto e gli incubi iniziano a serpeggiare nelle menti dei tifosi bianconeri. Altro che sogni di rimonte, qui si rischia già in partenza di abbandonare ogni sogno di gloria se si dovesse partire con una sconfitta. Potrebbe essere più un pugno da k.o. per il morale e la determinazione futura. Su un tiro da fuori napoletano però Szczesny risponde presente rifugiandosi con il guantone in angolo. La Juve è frastornata ma scende in campo nel secondo tempo con rinnovata cattiveria. Il Napoli si abbassa anche troppo, ma è causa della voglia bianconera di non soccombere. Sono di fatto i suoi due uomini migliori a riportarla a galla. A meno di dieci minuti della ripresa, Cuadrado sulla destra, dalla difesa vede il movimento senza palla dell’americano che è bravo ad involarsi verso l’area ospite. Sul suo cross la palla viene respinta fuori dall’area. Chiesa arriva come un falco sulla palla e calcia con violenza. La fortuna vuole che una leggera deviazione di un difensore azzurro devi quel tanto la palla che la porta lontano dal guantone di Ospina. Pareggio e rinnovato vigore tra le file bianconere ritrovato. La Juventus moltiplica gli sforzi e cerca in tutti i modi di vincere la sfida. I tre punti sono moneta pesante e valgono qui il doppio. Allegri inserisce anche energie fresche al 65’ minuto come Bentancur e Dybala. Successivamente anche Kean per un avulso Morata. Il Napoli negli ultimi venti minuti non può far altro che contenere la voglia di segnare bianconera. Tuttavia è più l’orgoglio e la determinazione dei calciatori juventini a costruire pericoli, perché di fondo non c’è una vera trama di gioco a supportare tanto desiderio. Chiesa e Mackennie su tutti trascinano, ma anche Dybala dimostra con un bel pressing e un gran tiro da lontano di crederci. Il forcing finale porta solo ad un colpo di testa da parte di Kean terminato alto. Arriva il fischio finale che porta alla causa bianconera solamente un punto. Bicchiere mezzo vuoto? Si se si guarda la classifica che poteva già da subito apparire migliore. Bicchiere anche mezzo pieno, e decisamente visto che davanti c’era il Napoli. Che se pur incerottato, è sempre stato davanti alla Juventus quest’anno e non per caso. All’andata Allegri uscì sconfitto, ora no e la cattiveria e forza di volontà di reagire allo svantaggio, ma anche il buon approccio alla gara iniziale, lasciano ben sperare per il proseguo del Campionato. Un punto solo? Si certo, ma anche uno scontro diretto da giocare in meno da qui al termine.
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A: Juve vs Cagliari 2-0. Bruttina ma concreta, battagliera e vincente
( dicembre 2021 )
Dopo la vittoriosa trasferta a Bologna, non affascinante sotto il punto di vista della manovra e della qualità del gioco, ma molto utile per classifica e morale, veniva a Torino, un disperato Cagliari. I sardi penultimi in Serie A e che nelle ultime due uscite hanno racimolato zero punto, zero reti messe a segno e ben otto incassate, non dovrebbero rappresentare avversario da far tremare i tifosi bianconeri. Il discorso di Allegri che fa nel pre partita ma segue un concetto che da tempo ribadisce, ruota attorno allo spirito che i suoi ragazzi devono mettere in campo. Il mister toscano si sa che non è un allenatore amante in modo viscerale dell’estetica del calcio, ma bada al sodo. Il risultato è tutto ciò che conta e a febbraio allenatore, giocatore e società tireranno le somme di dove e come saranno in Italia ed in Europa. Ma tutto passa dai tre punti fondamentali contro il Cagliari. Che non sia una formalità è una realtà, dopo aver visto come sono stati buttati al vento i due punti nel pareggio contro il Venezia. I padroni di casa partono subito forti con tanta grinta e determinazione. Mazzarri cerca di contenere con un coperto e quadrato 4-4-1-1 che nei primi venti minuti è più un 4-6 nella propria metà campo. I piemontesi si schierano con un offensivo 4-3-3 nonostante l’assenza dei due talenti Dybala e Chiesa. Bentancur, Arthur e Rabiot devono fare legna in mezzo la campo e far ripartire rapidamente l’azione offensiva, mentre al tridente da sinistra a destra composto da Kean, Morata e Bernardeschi è affidato il compito di capitalizzare in goal la mole di gioco. Tanta pressione genera dopo circa dieci minuti un palo di testa da parte di Kean, bravissimo ad impattare la sfera, ma poco fortunato nell’esito finale. Praticamente con la consueta spinta anche di Cuadrado in fascia, gioca quasi a quattro davanti la squadra di Allegri ma non riesce a sfondare. Verso metà della prima frazione la spinta zebrata inizia ad affievolirsi un po’ e gli isolani possono respirare e alzare leggermente il baricentro avventurandosi sporadicamente nella metà campo bianconera. Quando pensi che si vada al riposo sul pareggio a reti inviolate ecco lo spunto del singolo fa la differenza. Bernardeschi, il più vivace sino a quel momento dei juventini, taglia il campo sulla destra. Giunto sulla tre quarti, supera in velocità e classe due uomini accentrandosi e al limite dell’area fa partire un tiro a giro di collo pieno che viene leggermente deviato da un difensore cagliaritano. Scostamento sufficiente a trasformare un tiro comunque prevedibile in un assist perfetto per il colpo di testa di Kean, quasi involontario, che spiazza l’incolpevole Cragno. Nella ripresa la Juventus sbaglia a cercare di controllare una gara non ancora chiusa. Un paio di occasioni potenziali i padroni di casa le creano, ma il vantaggio di una sola rete, infonde coraggio ad un Cagliari che si sveglia e prima sciupa con Dalbert una clamorosa occasione davanti a Szczesny, poi è lo stesso portiere a salvare capre e cavoli con una prodezza a mano aperta, deviando un colpo di testa di Pedro che si stava insaccando sotto la traversa. Dal possibile pareggio a sette minuti dal termine arriva la rete del raddoppio e della tranquillità. La segna l’ex viola Bernardeschi, di nuovo lui, che dalla sinistra entra in area e tira un diagonale che supera Cragno. Tre punti dovevano essere e tre punti sono giunti. Certo tutti si aspettavano una gara già chiusa dopo una mezz’ora, e se non fosse stato per il balzo felino di Szczesny, magari stavamo ora parlando di un bruttissimo pareggio. Ma che la Juventus continui ad avere problemi di gioco e gestione della gara è evidente. Sta di fatto che ora, complice, in simultanea, il pareggio dell’Atalanta, a fine girone di andata il fatidico ed ambito quarto posto dista ora solamente quattro punti. E c’è tutto un Girone di Ritorno da disputare. Le somme si tirano sempre in fondo e chi vince ha ragione, non chi gioca bene e perde.
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A: Bologna vs Juve 0-2. Morata al Cuadrado per una Juve Allegriana
( dicembre 2021 )
Allegri aveva chiesto ai suoi tanta umiltà perché in primis è nel DNA del club juventino quello di combattere sempre con il coltello tra i denti e poi, con molta sincerità, il mister toscano ammette che il Bologna, in questo momento potrebbe essere anche una diretta rivale. Nonostante le ultime due sconfitte i rossoblu, sono squadra piuttosto tosta. Se sbaglia partita diviene una formazione perforabilissima, ma se rimane sul pezzo può far male a chiunque e una vittoria porterebbe gli emiliani ad una sola lunghezza proprio dai piemontesi. Senza Chiesa e Dybala, i suoi giocatori qualitativamente più forti, Allegri si affida ad solido ma anche imprevedibile 4-2-3-1 con Morata vertice alto supportato da tre costruttori di gioco come Arthur, Bernardeschi e Kean, mentre a McKennie e Rabiot è affidato maggiormente il compito di copertura. Mihailovic sceglie la coppia di attacco Barrow ed il recuperato Arnautovic, anche se non in forma perfetta. Ma i piani dei padroni di casa vengono dopo 6’ minuti subito stravolti. Recupero della palla nella propria metà campo da parte degli ospiti che con tre triangolazioni si trovano lanciati nell’area avversaria. Morata da centrale, dal limite scarica a destra su Bernardeschi che gli restituisce un filtrante in mezzo all’area piccola. Lo spagnolo lascia i due difensori centrali fermi come statuine e sbucato davanti a Skorupski, lo supera con un forte diagonale. Vantaggio a freddo ed il Bologna nonostante mantenga un buon possesso palla non ha le idee per scardinare la “Vecchia Signora”. La pressione aumenta ma gli emiliani non riescono neppure a giungere al tiro. Da un cross dalla sinistra ci prova Arnautovic di testa, ma da fermo non riesce ad imprimere forza e per Szczesny è uno scherzo bloccare in aria il pallone con le due mani. Molto più fortunato prima del riposo, il numero uno bianconero quando Svanberg stoppa di spalle la sfera in area e in rovesciata va vicinissimo al pareggio, ma il suo tiro esce di poco a lato, sulla destra di Szczesny che rimane impietrito sull’altro palo. La ripresa si apre con un Bologna un po' più volenteroso, anche se ha completamente la polvere da sparo bagnata in attacco. Più che la forza e la pressione aggressiva degli emiliani, pare che i torinesi bianconeri siano un po' a corto di fiato e abbassino sin troppo il proprio baricentro. I rossoblu collezionano calci d’angolo e cross, ma Szczesny non dovrà mai compiere parate, anche per merito dei suoi due mastini Bonucci e de Ligt che sono concentratissimi e bloccano sul nascere ogni possibile tiro. Al 66’ minuto giunge l’occasione per il pareggio ma quando Dominguez si trova davanti Szczesny, l’estremo difensore zebrato è attento nella respinta. Per la regola del goal sbagliato e goal subito, ecco che trascorrono appena 180 secondi che Cuadrado dimostra un’altra volta perché sia un calciatore così fondamentale per la causa della Juventus. Lanciato sulla destra punta il suo avversario, lo supera in accelerazione e al limite dell’area fa partire una saetta con una palombella a cadere sul palo lontano dove Skorupski non può giungere. Ci sono ancora più di venti minuti di partita, ma il Bologna si scioglie e non mostra di avere le possibilità per raddrizzare il match. La Juventus ha la gara in mano e sciupa in contropiede almeno due o tre palle goal. Ma l’obiettivo di Allegri è stato raggiunto appieno. Non bellissima da vedere, ma quanto mai solida, la sua squadra ha combattuto sino alla fine senza lasciare possibilità di segnare al suo contendente. A chiuso le ostilità proprio quando il Bologna esercitava il suo massimo sforzo. Una Juventus, concreta e determinata a raggiungere la vittoria che le permette di tenere il passo della Roma e di guadagnare così tre punti d’oro sull’Atalanta che nel pomeriggio era caduta in casa proprio contro Mourinho. La Juventus con questi tre punti rivede da vicino il quarto posto.
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A: Venezia vs Juve 1-1. Esce Dybala e pian pianino anche la Juve.
( dicembre 2021 )
La Juventus, giunta meritatamente agli ottavi, anche con il grande valore aggiunto come prima nel proprio Girone di Champions, si può ributtare completamente nel Campionato. Da qui al termine del Girone di andata, mancano solamente tre partite. Tre sfide contro tre squadre abbordabili, da 9 punti. Il primo avversario è il Venezia in laguna. Un’ occasione d’oro per accorciare la distanza dalla vetta da qui a fine anno. Allegri disegna il suo 4-4-2 in un mascherato 4-4-1-1 o anche in un 4-2-3-1, perché di fatto la punta centrale è Morata e Dybala gli gira attorno, ma vi sono sugli esterni anche calciatori particolarmente offensivi che puntano l’uomo e possono andare al tiro o crossare come Cuadrado e Bernardeschi. Locatelli e Rabiot lavorano in mediana come regia e recupero palla. Gli ospiti partono subito con un forcing totale, complice anche un Venezia che entra in campo sin troppo timoroso. Il 4-4-2 di Zanetti per il primo quarto d’ora è realisticamente un 5-5 nella propria metà campo. In effetti nei primi 20’ minuti i piemontesi chiudono i padroni di casa nella loro tre quarti e piovono cross e calci d’angolo a ripetizione andando anche vicino in un paio di occasioni al vantaggio. Tegola, ennesima, per il campione argentino e anche capitano dei bianconeri che al 12’ minuto deve lasciare il rettangolo di gioco per problemi fisici. Al suo posto Allegri ha il coraggio di inserire Jorge che quanto meno ha il pregio dell’impegno. I lagunari, passata la sfuriata e la pressione costante della “Vecchia Signora”, iniziano ad alzare il baricentro e non giocare più solamente tutti dietro la linea della palla. Cerca di rubare sfera in mediana e ripartire. Quando il match pare più in equilibrio ecco la stoccata della big. Pellegrini scende sulla fascia sinistra, salta il suo marcatore e crossa, come aveva già fatto in precedenza per la punta spagnola. Morata nell’anticipo mostra il meglio del suo repertorio perché di prima colpisce perfettamente sul primo palo beffando difensori e portiere. Ora il Venezia non può più permettersi di giocare di rimessa ed è costretto a salire lasciando metri dietro per le ripartenze bianconere. In una di queste, un bel velocissimo contropiede fa sì che Cuadrado si presenti sulla destra in area ma il suo diagonale esce di un nulla, sfiorando il palo opposto dove Romero non sarebbe mai giunto. Ecco però che la Juventus ricommette il suo errore più diffuso. Ritiene, almeno mentalmente, di aver già in tasca il match. Invece i lagunari entrano nella ripresa con più coraggio e quindi anche propositivi. Trascorrono solamente 10’ minuti del secondo tempo e su azione insistita del Venezia la palla giunge al limite dell’area e Aramu da fuori fa partire un tiro a giro a metà altezza che sfiora quasi il palo e dove Szczesny, anche allungandosi tutto, non arriva a fermare. Siamo al pareggio, ma c’è ancora tantissimo da giocare. La Juve alza i giri delle proprie giocate, ma il Venezia erge un muro e vuole difendere questo 1 a 1 con i denti. Bernardeschi ha l’occasione d’oro per il nuovo vantaggio bianconero, ma sul suo bolide in area Romero è bravissimo a respingere, anche fortunato perché il violento tiro non fosse stato così centrale non gli avrebbe lasciato scampo. L’ultimo quarto d’ora Allegri mette mano alla squadra inserendone tre più freschi, ma le idee confuse e la frenesia non produrranno nulla che possa portare alla rete. La rincorsa alla vetta, o quanto meno ad un buon posizionamento Champions per l’anno prossimo dovrà aspettare, perché questi sono senza dubbio due punti buttati via, che potranno pesare alla fine del Campionato.
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CL: Juve vs Malmoe 1-0. Un goal, un minuto post gara e primo posto
( dicembre 2021 )
La Juventus batte il Malmo per 1-0, e passa come prima del girone agli ottavi visto il pareggio del Chelsea contro lo Zenit, quando a Torino la sfida era già conclusa. Il Malmo non ha niente da perdere/guadagnare e quindi la partita è una formalità per la compagine di Allegri. Questo atteggiamento di rinuncia degli svedesi si vede già nei primissimi minuti. Al 6’ imbucata di Dybala per il compagno di reparto Kean che scatta sul filo del fuorigioco, controlla, ma calcia sull’esterno della rete. Kean sembra in serata e al 10’ cerca di sfondare ma arriva Diawara che blocca . La Juve con il possesso palla cerca di impaurire il Malmo, ma gli svedesi si difendono ordinatamente. Al 18’ gli sforzi dei bianconeri vengono premiati con il gol di Kean. Grande cross di esterno sinistro da destra di Bernardeschi per Kean che di testa anticipa Diawara in uscita. Il Malmo si risveglia dal torpore e al 23’ si vede il portiere della Juventus, che questa sera è Perin, che con la sua uscita provvidenziale anticipa Birmancevic che si era inserito su lancio lungo tra Bonucci e Rugani. Al 33’ ottima uscita di Rugani, in scivolata ad anticipare Colak ed evita una situazione complicata in area. Ancora Malmo che ci prova prima con tiro di Innocent che termina in fallo laterale e con un cross di Winter che però non trova nessuno in area per il gol. Allo scadere del primo tempo si fa rivedere la Juventus con un bel contropiede. Arthur trasmette a Kean che non trova il tempo per concludere ma passa al brasiliano che però calcia a lato in equilibrio precario. Il secondo tempo inizia come il primo con la Juventus che crea gioco. Ottimo Rabiot che ci prova più volte ma senza risultato. Al 58’ l’azione più pericolosa di Rabiot che con una conclusione violenta con poco angolo da dentro l’area. Ma il pallone va sull’esterno della rete. Al 66’ occasione per Kean che servito da Morata in ottima posizione, non riesce a battere Diawara sul suo palo. Al 71’ ancora un tiro di Bernardeschi. Il suo diagonale mancino da fuori potente e angolato non viene trattenuto da Diawara ma Kean con angolo ridotto non riesce a ribadire in rete. Al 82’ Kean si divora un altro gol. Incursione di Rabiot che arriva al limite e calcia. Errore di Diawara che non trattiene ma rimedia col riflesso su Kean che si era avventato sulla sfera. Ultima occasione per la Juventus all’86’ con Cuadrado che servito in area da Morata calcia altissimo. Nel complesso la partita dei bianconeri questa sera è stata discreta, ottimi alcuni giocatori come Kean e Rabiot ma si è vista poca cattiveria nel concludere in rete. Ciò ha portato la formazione ad aver sbagliato tante occasioni/gol. Contro un Malmo che praticamente non si è reso pericoloso, la squadra bianconera è stata sempre in bilico visto che l’1-0 è un risultato che non da mai garanzie di vincere la partita. Quindi per le prossime partite servirà agli uomini di Allegri una maggiore precisione ed essere più cinici sotto porta perché squadre come il Venezia, prossima avversaria in campionato, non fanno sconti neanche alla Vecchia Signora.
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A: Juve vs Genoa 2-0. La qualità riaccende la Juve
( dicembre 2021 )
La Juventus centra il secondo successo di fila battendo il Genoa per 2-0. Subito nei primi minuti occasione per la Juventus, Kulusevski triangola con Dybala. Il tocco dell’argentino in area è anticipato dalla difesa del Genoa. Al 6’ altro tiro di Bernaderschi, Bentancur sbatte sulla difesa ospite, il pallone giunge a Bernardeschi il cui sinistro si spegne alto. Dopo tre minuti, ecco la Juventus che passa in vantaggio con Cuadrado. Il colombiano sorprende Sirigu direttamente da calcio d’angolo. Traiettoria che si insacca all’incrocio. La Juventus nonostante il vantaggio, cerca di mettere al sicuro il risultato, cercando il secondo goal. Al 12’ Locatelli se ne va a sinistra e scodella un pallone sul secondo palo dove arriva Cuadrado. Tenta il dribbling ma viene fermato dalla difesa. Tre minuti dopo, Morata verticalizza per Bernardeschi, che se la porta sul destro e calcia. Attento Sirigu sul primo palo. Il Genoa sembra non essere in partita e la Juventus continua a provarci per aumentare il vantaggio. Al 32’ punizione di Cuadrado a premiare il colpo di testa di De Ligt. Para Sirigu. Al 37’ De Ligt di testa impegna i riflessi di Sirigu, poi Morata sulla respinta calcia ancora addosso a Sirigu. Finisce il primo tempo e inizia il secondo tempo sempre con la Juventus che cerca il 2-0. Al 51’ controllo e tiro a giro col sinistro di Dybala. Pallone che esce di un soffio. Al 53’ ancora un occasione per Morata che entra in area e calcia in diagonale col destro, trovando i guantoni di Sirigu. Al 66’ doppia occasione per i bianconeri, ci prova prima Dybala e poi Cuadrado, su entrambi si oppone Sirigu. Al 82’ arriva il gol di Dybala che chiude la partita. Bernardeschi suggerisce per Dybala che in diagonale dentro l’area battezza l’angolino. Finisce la partita con il Genoa che praticamente non crea nessuna occasione per mettere in difficoltà la Juventus, un po’ come era successo nella partita precedente con la capolista Milan. Nonostante la pochezza degli avversari per la Juventus era importante vincere e di cercare di tenere la concentrazione per tutta la partita. Oggi i bianconeri sono riusciti con questa vittoria a rimettere un po’ in sesto la classifica. Infatti la Juventus supera la Roma, e si porta al quinto posto con la Fiorentina. L’unico appunto che si può fare oggi è il fatto che ci sono state occasioni e solo a dieci minuti dalla fine i bianconeri sono riusciti a mettere in cassaforte il risultato con il doppio vantaggio. Le prossime avversarie prima della sosta natalizia (Venezia, Bologna e Cagliari) magari non saranno così arrendevoli come questo Genoa. Mercoledì per la cronaca, la vecchia Signora deve giocare in Coppa, e sarà molto probabilmente una passeggiata contro il Malmoe in Champions solo per consolidare il passaggio agli ottavi.
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A: Salernitana vs Juve 0-2. Juve a tutta Dybala per risalire
( novembre 2021 )
Siamo tutti d’accordo, il test che la Vecchia Signora aveva dinanzi, non era di quelli più probanti. L’ultima in classifica, che detiene anche il poco invidiabile primato, di peggior attacco e peggiore differenza reti, non dovrebbe far paura. Ma a questa Juventus, con tutte le problematiche di campo e fuori dal campo che nel corrente periodo sta attraversando, tutto può divenire un ostacolo insormontabile. Allegri però ha compattato bene i suoi mentalmente isolandoli da ogni spiffero esterno. Con l’assenza di Chiesa e McKennie, nel 4-4-2 bianconero, ritrovano spazio dal primo minuto, Kulusevski, ma anche Bernardeschi e Kean. Dietro riecco il capitano di mille battaglie Chiellini. L’avversario è attendista e Colantuono disegna un prudente 5-3-1-1 pronto però a cercare di fare male ad una difesa torinese che sino a qui, non ha dimostrato di essere completamente impermeabile. Gli ospiti prendono da subito in mano la gara. La palla è sempre tra i piedi juventini, che tra Dybala, Cuadrado, Bernardeschi e Kulusevski non difettano di qualità. Nel primo quarto d’ora la pressione è altissima e almeno tre potenziali occasioni da rete sono state create, ma nella conclusione finale c’è stata poco convinzione e cattiveria. Quella che non è mancata al 10 argentino al 21’ minuto. Scambio al limite dell’area, rapido e preciso tra Dybala e Kulusevski con Dybala che quasi scivolando va a tracciare un tiro teso che va a insaccarsi alla sinistra di Belec. Prova a reagire la Salernitana, ma tranne un colpo di testa di Simy uscito fuori di poco non crea nulla. E’ la Juventus che continua a manovrare, anzi, prima della pausa della tisana, i piemontesi raddoppiano, su azione insistita da punizione con Chiellini che ribadisce in rete. La Var annulla per fuorigioco precedente di Kean. Ecco la nota stonata, è proprio l’attaccante della Nazionale, nuovamente poco reattivo, lontano dalla grinta e la voglia che ti aspetteresti da un giovane, sopratutto dalle sue ampie qualità tecniche e fisiche. In conclusione per l’ennesima volta, piuttosto indisponente. Sarà un caso che dopo poco più di un’ ora di gioco venga sostituito da Morata. Allegri la vuol chiudere, infatti i campani vanno anche vicino al pareggio prendendo un palo con Szczesny battuto. Allo spagnolo occorrono appena quattro minuti per segnare il definitivo 2 a 0. Una vera magia sottoporta che beffa sotto le gambe Belec. Dybala, scivolando, in pieno recupero si permette anche di sbagliare un rigore, per fallo in area ai suoi danni. Una buona Juventus vince con merito assoluto, non subendo mai nulla, tranne quel legno sull’unica azione concessa. Tre punti importanti, senza dubbio per la classifica, ma specialmente per il morale e per scrollarsi di dosso le mille preoccupazioni che attanagliano in questo periodo tutto l’entourage juventino. Non c’è nulla di meglio di una vittoria convincente. Dopo gli schiaffoni presi in Inghilterra, ma ancor di più dopo la sconfitta interna contro la Dea, anche i granata della Campania potevano apparire il Bayer Monaco. Non c’è il tempo di rallegrarsi, perché fra quattro giorni verrà il Genoa a far visita, ma da qui sino al temine del Girone di andata, Allegri beneficerà di un calendario favorevole, che potrebbe mutare in positivo la classifica al giro di boa. Grazie anche ad un Dybala che si sta dimostrando trascinatore.
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A: Juve vs Atalanta 0-1. La Vecchia Signora è ancora in ginocchio davanti alla Dea
( novembre 2021 )
Dicevamo dopo la disastrosa, sotto tutti i punti di vista, prestazione in Champions, che la testa del Mondo juventino, intero, era rivolta completamente verso il big match casalingo contro Gasperini e la sua Dea. Ci si attendeva una reazione forte ed intensa da parte dei padroni di casa, per orgoglio senza dubbio dopo il poker subito in Inghilterra. Più pragmaticamente Allegri ha una possibilità enorme, in novanta minuti, di spazzare via nubi e agguantare il quarto posto, che dista, prima di questa sfida, quattro punti a Bergamo. Il 4-4-2 più solido e concreto di cui può disporre Allegri si contrappone al grintoso 3-4-3 offensivo e battagliero dei nerazzurri. Un grosso vantaggio per i padroni di casa è incontrare la Dea dopo un suo turno europeo. Facendo del suo calcio fisico un dogma, paga sempre dazio successivamente, l’Atalanta ed il 3 a 3 contro lo Young Boys è stato al quanto dispendioso sia dal punto di vista muscolare che mentale. Infatti la Juventus non parte male. I suoi interpreti sono i titolari e la grinta è subito palpabile da parte dei padroni di casa. Dybala si accende immediatamente, ma davanti si trova una squadra concentrata e che pare non abbia risentito della fatica europea. Grandissima occasione per Chiesa. Imbeccato in contropiede si invola dalla sinistra verso Musso, ma dentro l’area è strepitoso il recupero di Toloi che in mezza scivolata da dietro gli prende palla senza commettere fallo e fa ripartire i suoi. E’ emblematica quest’azione per dipingere l’attuale situazione bianconera. L’arma più efficace che ha nel proprio repertorio la Juventus, ovvero Chiesa che punta a tutto campo il portiere avversario, viene recuperato. Infatti ecco che alla prima occasione, l’unica a dire il vero degli ospiti, la Juventus paga il conto. Palla persa malamente con passaggio orizzontale lenta ed imprecisa a centrocampo. Intercettata dai mediani bergamaschi, avviano subito Zapata in area. L’attaccante di Gasperini, si trova libero da marcatura perché i bianconeri stavano salendo con la squadra e con forza fa esplodere una bordata che si infila sotto la traversa. Rimarrà l’unico tiro in porta della Dea, ma basterà. La Juventus non demorde, i ragazzi di Allegri si impegnano, su questo non si può discutere, ma che sia un’annata storta lo si capisce anche in questi novanta minuti. Il mister deve fare a meno di McKennie e Chiesa per infortunio, che per dinamicità erano stati i migliori in campo. I padroni di casa continuano a tenere un buon possesso palla, ma solo il centrocampista francese riesce ad impegnare da fuori Musso, che è bravissimo a deviare a fil di palo la palla. Anche Kean subentrato al mediano americano per una Juventus a trazione anteriore, non si vedrà mai, se non per delle palle perse. In queste partite, il Ronaldo che inventa e si costruisce l’azione da goal da solo, gli anni passati ha risolto tante brutte situazioni. E’ il gioco che manca ed anche un pizzico di fortuna. Chiedetelo alla traversa in pieno recupero colpita da Dybala su punizione con Musso fermo. La partita termina con appena tre tiri in porta nella gara ed una rete, ma ben nove ammoniti. Numeri che parlano di un match tirato fisicamente, ma dalla qualità tecnica non esaltante. Nel DNA bianconero c’è sempre stata la determinazione di giocare l’intera gara con l’umiltà e la garra di una piccola, con però la qualità dei propri campioni. In questa Juventus, oltre alla mancanza di una vera identità di gioco, mancano le giocate dei grandi calciatori. Se ci si mette nell’impasto anche la testa certo non libera dei calciatori, è difficile per Allegri, ma per chiunque, fare uscire dalle sabbie mobili questa squadra. Così facendo, non solo l’idea scudetto si allontana ancora, ma anche l’approdo al quarto posto. Ci sono ancora tantissime gare da giocare, ma deve avvenire la svolta, altrimenti i punti di distacco aumenteranno. Ora l’Atalanta che rappresenta la quarta forza del Campionato è volata a più sette lunghezze dai bianconeri e le due lepri potrebbero tornare a un sonante più quattordici. In quattordici partite, è enorme la distanza accumulata per un club come quello piemontese.
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C.L.: Chelsea vs Juve 4-0. Batosta umiliante che potrebbe fare bene
( novembre 2021 )
Se proprio doveva succedere, meglio in questa partita che in altre. Una bruttissima Juventus, probabilmente la peggiore della stagione, o quasi visti i pessimi scivoloni subiti contro le piccole in Campionato. Allegri si presenta in Inghilterra forte del passaggio agli ottavi già strappato grazie alle quattro vittorie in quattro gare del Girone. I blues inseguono. La lotta dunque è per aggiudicarsi il primo posto. Ma nella testa dei giocatori, e di tutto il Mondo Juventus, ne siamo certi, al netto delle dichiarazioni, c’era già la concentrazione per la difficile gara in casa contro l’Atalanta. Il Chelsea, non dimentichiamolo è la squadra detentrice del Torneo, quindi la più forte in Europa. Tre gare fa a Torino, con una prova di solidità totale, la Juventus vinse, soffrendo, ma meritando. Questa sera sin dalle battute iniziali si è vista una squadra distratta. 4 goal presi non dicono tutto. Il migliore dei bianconeri è stato il portiere e a ruota i due centrali difensivi, quindi è mancata tutta la squadra. Il primo tempo è scivolato via sotto la pressione costante degli inglesi che al 25’ minuto passano su mischia da calcio d’angolo. Vantaggio meritato più per il potenziale offensivo espresso che per le limpide e chiari azioni da rete. Sino quel momento la Juventus aveva gestito tutta la fase difensiva, chiudendo anche in estremis. Ebbene, trascorrono appena due minuti e gli italiani rischiano di pareggiare. Locatelli imbecca Morata che scavalca il portiere, scontrandosi. La palla sta per entrare in porta, ma Tiago Silva dimostra quanto sia uno dei più forti centrali del Mondo da diversi anni, con una spettacolare rovesciata degna di Pelé, annullando un goal già fatto come se fosse una Var. Dimostrazione che se avesse voluto, la Juventus poteva, e sicuramente doveva, giocare una partita diversa. Magari non alla pari, ma quasi. Scampato il pericolo i padroni di casa si mettono nuovamente a spingere e solo una prodezza di Szczesny su un diagonale potentissimo evita il raddoppio. Tutti negli spogliatoi. Il problema maggiore è che la mediocre Juventus, sotto di una rete, vista nella prima frazione, in confronto a quella della ripresa si dimostrerà quasi brillante. Neppure un quarto d’ora di gioco e la Juventus si trova sotto di altre due reti. Un secco 3 a 0, che descrive, ora, più correttamente il match. Allegri cambia l’impossibile, ma chi subentra, come Dybala o Kean non riesce neppure ad entrare in partita. Al 95’ giunge, giusto per le statistiche il poker. Infatti era da ventuno anni che non capitava una sconfitta europea di tali proporzioni e per rimanere in ambito della “Coppa Campioni”, bisogna risalire ad oltre cinquanta anni fa. L’avversario era indiscutibilmente più forte, ma qui è subentrata la mancanza di vere motivazioni. Se perdi contro l’Empoli, il Verona o il Sassuolo perché non hai la determinazione giusta, come pensi di cavartela contro i Campioni d’Europa? Il lato positivo? Non hai compromesso nulla, perché agli ottavi c’eri già ed anche giungere primi non ti mette al sicuro di non incontrare subito un ostacolo impervio. Non hai peso punti su nessuno e potrebbe dare lo schiaffo giusto a dei calciatori un po' smarriti che devono credere maggiormente sulle proprie possibilità. Bisogna fare tesoro di queste situazioni e ciò sarà lavoro per mister Allegri.
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A: Lazio vs Juve 0-2. Allegri inscatola Sarri e lo raggiunge
( novembre 2021 )
Razionale solidità pragmatica contro fantasia e spettacolo offensivo. O più semplicemente Allegri contro Sarri. E’ la Lazio ad ospitare a Roma i bianconeri ed è forte di una classifica che li vede davanti ai rivali piemontesi di esattamente tre punti. La vetta è distante minimo già undici punti, ma la lotta ai primi posti per entrare nel dorato tempio della Champions è più che mai aperta. Per Sarri l’occasione di tenere la sua ex squadra lontana e distante dai primi quattro posti è quanto mai propizia. Così come per Allegri vincere vorrebbe dire non solo tre punti da mettere in cassaforte, ma agguantare in un turno solo una diretta rivale, accorciare sicuramente con altre che stanno dinanzi, visto gli altri scontri diretti al Meazza e a Firenze, ma anche rinvigorire l’autostima dei propri calciatori che dopo appena dodici giornate hanno assaporato già quattro volte l’amaro gusto della sconfitta e solamente in cinque occasioni il dolce sapore dei tre punti. La Lazio parte intraprendente, con buone geometrie, un gradevole possesso palla ma senza mai entrare in area. Il 4-3-3 offensivo dell’estroso allenatore biancoceleste è smussato davanti. Pesante è l’assenza della punta Immobile. Lo si è visto in Nazionale, cosa che ci costerà probabilmente l’ansia di attendere la primavera per gli spareggi mondiali. Il 4-4-2 bianconero, che in fase di non possesso palla, si trasforma in un solidissimo 4-5-1 se non addirittura in un 4-6, non solo blocca sul nascere ogni trama del 4-3-3 ma mette pressione alta già in fase di costruzione. I piemontesi non sono arroccati nella propria metà campo, ma come vuole il suo mister, un blocco granitico che si muove all’unisono. E’ vero che non crea pericoli davanti a Reina, ma di fatto lo stesso dicasi di Szczesny. Lo scossone alla gara avviene dopo 20’ minuti di tranquillo equilibrio. Morata sta per agguantare palla in area sulla sinistra offensiva juventina. Castaldi, sotto l’esame attento della Var, in scivolata tocca prima lo spagnolo e probabilmente neppure il pallone, facendolo cadere. Rigore dove un glaciale Bonucci indovina il tiro a fil di palo, nonostante Reina si allunghi bene sulla traiettoria. Siamo al 23’ minuto e praticamente la gara dei padroni di casa termina qui. La Lazio è letteralmente ingabbiata dalla compattezza avversaria. I guantoni del numero uno piemontese, tranne per un passaggino da fuori da parte di Milinkovic-Savic escono dopo i novanta minuti intonsi. Il possesso palla dei padroni di casa è quanto mai sterile, per incapacità proprie, non avendo il proprio riferimento avanzato e capitano, ma soprattutto per la baravura dei torinesi di chiudere ogni spiraglio e bloccare ogni trama all’origine. E’ la Juventus infatti a costruire in ripartente letali i presupposti per chiudere la gara. Bella ma alta la mezza rovesciata di Morata. La Lazio deve giocare per almeno pareggiare, ma è chiara la sensazione che si potrebbe giocare anche un’ora in più ed il goal non arriverebbe comunque, a differenza della Juventus che ha l’unica colpa di non avere la cattiveria giusta per chiuderla. Cosa che ha, a meno di dieci minuti dal termine, Chiesa. Sulla propria trequarti in modo energico i bianconeri recuperano la palla e in due secondi Chiesa è lanciato verso l’area avversaria sulla propria sinistra. Supera Reina allargandosi verso la bandierina, rientra in area e Reina, nel tentativo di anticiparne il tiro, entra in scivolata, mancando però la sfera e prendendo l’esterno della Nazionale. Rigore netto e questa volta Bonucci spiazza proprio Reina. Lazio in ginocchio e potrebbe capitolare ancora su contropiede micidiale di Kean, subentrato a Morata se Reina non ci mettesse una pezza. Juventus che approfitta appieno dell’occasione e non solo vede più vicino il quarto posto, ora solo distante 4 punti, ma tutto sommato anche la cima innevata delle lepri. Bella prova di maturità per i ragazzi di Allegri, che li vorrebbe vedere sempre così, affamati, concentrati e cinici, senza sprecare energie in virtuosismi inutili.
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A: Juve vs Fiorentia 1-0. Viola abbattuti allo scadere dalla Juve al Cuadrado
( novembre 2021 )
Allegri, da uomo pratico e concreto qual’è, vuole trasmettere questa sua idea di vita e di calcio ai suoi ragazzi. Dopo aver fatto solamente un punto nelle ultime tre sfide di Campionato, ma aver già staccato il pass per gli ottavi di Champions, c’è da rimettersi a correre alla domenica, perché la vetta è a ben sedici punti, ma anche la lotta per i primi quattro posti sarà serrata. A Torino viene a far visita un’ottima Fiorentina, con un Vlahovic in profumo proprio di “Vecchia Signora”. La Juventus parte molto bene nella fase iniziale del primo tempo, con una pressione altissima che mette in crisi il reparto arretrato ospite. Morata è ispiratissimo e fa quasi reparto da solo. Retti i primi quindici, massimo venti minuti, inizia ad uscire dal guscio la Fiorentina. Appena, infatti, il numero di giri bianconero cala, l’avversario ha modo non solo di respirare con tranquillità, ma di farsi anche pericoloso. Di fatto la seconda parte della prima frazione è completamente di marca viola. Dalle fasce i toscani imperversano con diversi cross tagliati in area molto pericolosi. Anche se Perin non deve effettuare parate importanti, i brividi ai difensori piemontesi, scorrono sulla schiena. De Light è bravissimo a contenere l’uomo più pericoloso davanti, ovvero Vlahovic, che di fatto si vede unicamente per un colpo di testa terminato a lato. Caso da moviola proprio allo scadere del primo tempo, quando su di un cross dalla sinistra offensiva l’attaccante viola buca l’intervento di testa, e alle sue spalle, Danilo si trova la palla che gli rimbalza sulla mano. Giusto non concedere il fallo da rigore. Episodio che avrebbe incanalato la partita verso uno specifico binario. Cosa che accade invece nella ripresa. Sostanziale equilibrio nella fase introduttiva del secondo tempo, senza troppi sussulti da una parte o dall’altra. Gli ospiti forti anche di una buonissima classifica, che li vede addirittura sopra ai padroni di casa, nientemeno di tre lunghezze, con solidità e ben organizzazione tattica, controllano senza patemi la voglia di vincere della Juventus. A cambiare volto alla gara, ci pensa in sei minuti il difensore centrale Milenkovic. Per due entrate fallose, effettuate dal 66’ al 73’ minuto, si guadagna correttamente gli spogliatoi anticipatamente. Toscani in un uomo in meno e poco dopo, torinesi con un colombiano in più sulla fascia. Prende corpo un match completamente differente. I viola sono schiacciati nella propria metà campo. Chiesa, che già con la sua accelerazione a metà campo aveva costretto il difensore al suo secondo brutto fallo subendo il secondo giallo, si accende. Due occasioni sul suo piede, la seconda è sfortunata, perché entrato in area sulla destra con una sua classica percussione di forza, esplode una sassata che si stampa sulla traversa, con Terracciano che neppure aveva visto partire la sfera. Terracciano che salva almeno in un paio di occasioni i suoi. Quando però la gara si sta avviando verso un pareggio a reti inviolate, ecco che a rompere gli equilibri, ci pensa la qualità del singolo, come tantissime volte avviene. Cuadrado sulla destra punta l’avversario e defilatissimo traccia un diagonale velenosissimo che passa tra il piede di Terracciano ed il suo primo palo. Siamo già in pieno recupero e la rete del vantaggio segnata così vale più che doppio. L’allenatore viola Vincenzo Italiano dovrà ringraziare l’ingenuità del suo difensore centrale che ha rotto l’equilibrio venuto a crearsi. Ha vinto la squadra che non solo ha più talenti, ma ci ha creduto maggiormente. La rincorsa verso il vertice è riniziata, nel frattempo, particolarmente, agganciando la Fiorentina.
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C.L.: Juve vs Zenit 4-2. La “Zebra”, in Europa è un cavallo di razza
( ottobre 2021 )
Grande prestazione dei bianconeri di Allegri. Stessi giocatori di sempre, medesimo schema che oscilla a seconda della situazione di gioco tra un solido e compatto 4-4-2, ad un offensivo 4-3-3, ma testa e gambe differenti. Quattro gare di Champions e quattro vittorie. Dal primo minuto sin verso quasi al termine della gara è stata una Juventus affamata e cattiva come quella che il suo allenatore vorrebbe vedere in ogni partita, comprese quelle, ovviamente del Campionato. Tanto ardore si tramuta sin da subito su una pressione alta e nei primi dieci minuti si vede solo il portiere avversario. Dopo già un paio di azioni pericolose, il fantasista argentino coglie il palo dopo un bel dribbling. E’ il terzo legno in tre partite. Più fortunato un minuto dopo, quando su un azione simile, a centro area di controbalzo tira verso l’angolo alla sinistra di Kritsyuk, siglando l’1 a 0. I padroni di casa continuano a giocare e a creare, anche con un mobile Morata, ma lo Zenit, che ha anche una discreta qualità, quanto meno offensiva, mette in luce quanto sia un periodo sfortunato quello bianconero. Un tiro da fuori area molto defilato, al 26’ minuto trova la deviazione di testa involontaria di Bonucci, che proietta la sfera proprio sotto l’angolino alla sinistra dell’incolpevole Szczesny. E’ un’altra Juventus però quella di Champions e non c’è spazio per demoralizzarsi. Testa bassa a cercare ancora una volta il vantaggio, ma sul colpo di testa di Chiesa è bravo a parare Kritsyuk, mentre in mischia Morata al 36’ minuto la butta anche dentro ma è in leggero fuorigioco. Si riparte nella ripresa con Allegri che crede nei suoi undici titolari, e fa bene. Dybala, nuovamente lui, subito pericolosissimo con un tiro a giro. Al 57’ minuto, in una delle sue percussioni, Federico Chiesa, entra in area sulla sinistra e passando in mezzo a due difensori, viene frenato inginocchiandosi a terra. Per l’arbitro è rigore e Dybala festeggia in stile Platini la sua doppietta personale. La gara non è certo chiusa, e gli ospiti per circa una decina di minuti mettono un po' di pressione nell’area bianconera, ma i ragazzi di Allegri sono sul pezzo e non mollano un centimetro e ne approfittano per colpire di rimessa. Mckennie al 71’ su una sua bordata dopo un bell’inserimento palla al piede colpisce la traversa, ma sarà Chiesa 2’ minuti dopo a chiudere la pratica con un bel diagonale vincente. Zenit non più così arrembante e Morata all’81’ minuto su un bel rovesciamento di fronte rapido colpisce di piatto superando il portiere in uscita per il 4 a 1. Allegri dà un po', a pratica chiusa, di riposo ad alcuni suoi calciatori e in fase di rilassamento, in pieno recupero, giunge l’inutile rete del finale 4 a 2. Vittoria e sopratutto qualificazione già raggiunta matematicamente. Bisognerà solo stabilire se il Chelse, a tre punti di distacco, potrà insidiare il primo posto bianconero nel Girone. Ora testa totalmente al Campionato, visto che gli ottavi sono già serviti in tavola e se la “Vecchia Signora” di Coppa sarà la medesima in Serie A, tutto potrebbe anche essere ancora aperto.
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A: Verona vs Juve 2-1. Il Verona fa ricadere la “Vecchia Signora”
( ottobre 2021 )
Ti aspetti la reazione della grande squadra, dopo una bruciante sconfitta casalinga, ed invece! In un quarto d’ora la Juventus, il club più attrezzato per vincere il Campionato, anche al netto della tardiva e improvvisa partenza del campione Ronaldo, cade per la quarta volta dopo sole udici partite. E’ bastato un quarto d’ora di intensità ai padroni di casa per mettere al tappeto i bianconeri. Un buon Verona di qualità ci mette da subito tutta la grinta possibile, cosa che sta mancando agli undici di Allegri ed il primo goal subito è lo specchio della situazione attuale juventina. Arthur, che dovrebbe ora essere l’arma ritrovata in più dei piemontesi sulla propria tre quarti, è pressato stretto e arretrando appoggia dietro senza quasi guardare verso la propria retroguardia. Come se non avesse seguito l’azione precedente, Arthur non si avvede che gli attaccanti avversari sono ancora tutti in area. Perciò il suo retropassaggio diviene un filtrante perfetto per Barak che costringe Szczesny alla difficile respinta, sulla quale però è Simeone a giungere per primo per mettere la palla in rete. Siamo appena al 10’ minuto, quindi c’è ancora tutta una gara da disputare, ma dopo altri 240 secondi, la strada del match per i torinesi diviene sempre più in salita. Il Verona scappa sulla sinistra difensiva bianconera. La palla giunge fuori area sui piedi di Simeone che si mette la numero 10 di Dybala e inventa una parabola sul lato opposto coperto da Szczesny, proprio sotto l’angolino. Juventus al tappeto. Il Verona non ha grosse difficoltà a reggere l’urto della reazione bianconera, visto che ci mette molta più cattiveria agonistica. Praticamente l’unica vera azione da rete per riaprire i giochi giunge proprio da Dybala, ma non su azione manovrata, ma su un rimpallo favorevole a centrocampo su disimpegno errato dei padroni di casa. La palla giunge al fantasista argentino che dalla destra inventa un tiro a giro dove Montipò non potrebbe mai giungere, ma è salvato dall’incrocio dei pali. Sono già due legni a portiere battuto in due partite di seguito colpiti dal 10 bianconero. Segno anche del momento sfortunato della squadra di Allegri. Già con Milan e Inter il Verona era passato in vantaggio, ma alla distanza è crollato facendosi ribaltare. La speranza di Allegri è che possa riaccadere la medesima situazione. Nel secondo tempo il mister della “Vecchia Signora” fa entrare McKennie, Kulusevski, Locatelli e Bernardeschi, ma dopo l’ennesimo tiro a giro di Dybala, bisogna aspettare l’80 minuto per la riapertura del match. Dopo una bella triangolazione sulla tre quarti veronese, la sfera giunge sui piedi del centrocampista americano che con violenza la scaraventa in rete alle spalle di Montipò. Montipò che dice no ad una bella conclusione da fuori, sempre del più ispirato, Dybala. Ma il Verona non sta facendo le barricate e non soffre alle corde come era avvenuto con le due milanesi. Anzi, in contropiede, va vicinissimo al 3 a 1 per due volte. Come contro il Sassuolo, la Juventus non reagisce e non gioca coralmente da squadra e giunge il fischio finale con la seconda sconfitta di seguito. Il Verona l’aggancia a 15 punti e a centro classifica, con un potenziale distacco di 16 lunghezze dalla testa, solo la matematica può permettere ad Allegri e soci di pensare ancora allo Scudetto. Anche se a oggi, sarebbe anche difficile lottare per accedere ad un posto Champions.
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A: Juve vs Sassuolo 1-2. Due sassi per colare a picco
( ottobre 2021 )
La Juventus nella decima giornata di campionato subisce una sconfitta nei tempi di recupero contro il Sassuolo, allontanandosi ulteriormente dalla vetta della classifica. La Juventus veniva da un buon pari , seppur su rigore, contro la rivale di sempre, l’Inter, ma anche il Sassuolo veniva da un’ottima prestazione contro il Venezia ma considerando che non aveva mai vinto in casa della Juvenuts, oggi ha fatto un miracolo. Allegri mette in porta Perin per far riposare Szczesny e in campo il trio Morata- Chiesa- Dybala. Inizia la partita e la Juventus cerca nei primi dieci minuti già il vantaggio. Già al primo minuto Bonucci, su punizione di Chiesa, cerca di infilare il portiere del Sassuolo ma si trova in fuorigioco. Al 2’ e 6’ minuto anche Morata fallisce il vantaggio sempre viziato da posizioni di offside. I bianconeri sono partiti fortissimi e il Sassuolo non riesce a entrare in partita. Al 7’ altro cross pericoloso di De Sciglio che obbliga Consigli a spedirla oltre la traversa. Al 12’ proprio De Sciglio, che nelle ultime partite aveva fatto molto bene, deve essere sostituito per infortunio. Solo al 19’ sembra che il Sassuolo voglia partecipare alla partita con un tiro mancino a giro di Berardi dal limite su cui si supera Perin che allunga in corner il pallone alla sua destra nonostante il rimbalzo ravvicinato. Ma è la Juventus che si presenta ancora pericolosa al 21’ con un lancio di Bonucci per Dybala che di testa apparecchia per Morata ma viene anticipato dal portiere del Sassuolo. Al 36’ altra occasione per la Juventus, dopo un contrasto vinto da Locatelli, l’argentino Dybala controlla al limite, si libera, e calcia col mancino che scheggia il palo alla desta di Consigli. Ma ecco che sul finale del primo tempo al 44’ arriva la (prima) beffa per i bianconeri con il vantaggio del Sassuolo. Su imbucata di Defrel per Frattesi che tutto solo batte Perin. Inizia il secondo tempo e al 55’ su punizione calciata da Dybala in area, girata del brasiliano Alex Sandro il pallone va alto sulla traversa e sfuma il pareggio. Tre minuti dopo al 58’ salvataggio di Ayhan che si immola sul destro incrociato a botta sicura di Cuadrado. La Juventus continua a martellare e un minuto dopo al 59’ ancora su conclusione di prima intenzione da dentro l’area di Dybala, Consigli dice no ma fa sponda di testa di Cuadrado per Chiesa la cui zuccata finisce alta sulla traversa. Al 63’ gol annullato a Morata per un contrasto precedente di Cuadrado su Traore. Al 76’ arriva il pareggio con gol di McKennie che uno stacco di testa vincente su una punizione a giro in area da Dybala insacca in porta. La partita sembra finire ma inaspettato arriva al 95’ il gol in contropiede che concede la vittoria al Sassuolo. Su lancio di Berardi per Maxime Lopez che a tu per tu batte Perin col pallonetto. Finisce il match con una sconfitta immeritata per la mole di gioco e occasioni che la Juventus ha creato. A differenza delle altre partite dei bianconeri, dove le occasioni per segnare erano pochissime ma venivano massimizzate con il gol e la vittoria della partita, quest’oggi, al contrario ci sono state molte occasioni ma poca concretezza. Gli uomini di Allegri sono mancati nell’ultimo passaggio nonostante i migliori centravanti della Juventus fossero in campo. Inoltre nel finale si è visto un calo di concentrazione e lucidità, come se fosse l’ultima partita di campionato quando si è scarichi mentalmente e fisicamente dovuto forse anche alle troppe partite giocate, che ha portato il Sassuolo a vincere la partita.
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C.L.: Zenit vs Juve 0-1. Pochi goal, ma sempre tante vittorie
( ottobre 2021 )
La Juventus raggiunge il punteggio pieno nel suo girone di Champions League, ipotecando quasi matematicamente il passaggio al turno successivo ovvero gli ottavi( serve solo un punto), battendo per 1-0 lo Zenit. Mister Allegri ritrova Morata dal primo minuto e sceglie di affiancargli Chiesa e Bernardeschi. In difesa viene confermato De Sciglio che aveva fatto bene nella partita di campionato contro la Roma. Rientra anche De Ligt a far coppia con Bonucci in difesa. Lo Zenit, reduce da una sconfitta in campionato, si presenta con il modulo 4-3-3 con Claudinho in attacco. Proprio Claudinho si rende pericoloso al 18’ minuto che su un pallone perso da Bernardeschi, il giocatore dello Zenith Malcom recupera e passa a Cluadinho che con un tiro ad effetto centrale trova la porta difesa dal portiere Szczesny che con affanno respinge. La partita prosegue senza nessuna emozione tanto che il primo tiro pericoloso dei bianconeri arriva al 40’ con Chiesa che riceve palla al vertice dell’area, esplode un destro a giro che però termina largo alla sinistra del portiere dello Zenit. Al 44’ occasione su colpo di testa in area per lo Zenit che Szczesny para senza difficoltà. In questo primo tempo la Juventus è stata padrona del campo ma non è mai stata pericolosa. Inizia il secondo tempo e la Juventus inizia ad alzare il ritmo. Al 51’ ci prova McKennie che su verticalizzazione di Morata prende palla al limite del fuorigioco, ma davanti al portiere dello Zenit non riesce a superarlo. Alzando i ritmi la Juventus inizia a scoprirsi e al 53’ lo Zenit rischia di andare in vantaggio con Claudinho che su passaggio di Malcom taglia al centro dell’area ma in scivolata Bonucci salva il risultato. Al 57’ altro tiro Claudinho che riesce a superare De Sciglio, tira sul secondo palo destro ma la palla esce di poco. La Juventus a questo punto sale in cattedra e inizia a creare palle goal. Al 63’ con un’occasione per Cuadrado che non riesce ad arrivare sulla palla per poco, al 70’ il tiro di Morata finisce di poco alto e al 74’ il colpo di testa di McKennie finisce largo. I tempi sono maturi per il gol che arriva al 86’ con Kulusevski, entrato al posto di uno spento Bernardeschi. Su passaggio di De Sciglio dalla sinistra che manda al centro, dove trova la testa di Kulusevski che spizza sul secondo palo. Il pallone tocca il montante e poi va in rete per il vantaggio della Juventus. Termina la partita con il quarto 1-0 consecutivo a favore della Juventus tra campionato e coppa. Merito alla squadra di Allegri che, come nelle partite precedenti, capitalizza una delle rare occasioni per andare in rete e si porta a casa la partita con il minimo sforzo, praticamente non giocando. Prossimo impegno contro l’Inter, eterna rivale per la corsa allo Scudetto.
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A: Juve vs Roma 1-0. La Signora punta ora al vertice
( ottobre 2021 )
La Roma esce sconfitta contro la Juventus nell’ottava giornata di campionato per l’ennesima volta visto che negli ultimi dodici incontri contro la Vecchia Signora era riuscita a vincere solo una volta. I giallorossi devono dimostrare di poter far parte delle big, confermando il buono stato di salute, mentre la Juventus, orfana di Dybala, De Ligt, Morata e Rabiot, deve continuare la “rimonta” dopo un inizio molto difficile in campionato. Inizia la partita e al 6’ bellissimo cross di Pellegrini sul secondo palo per Mancini che di testa cerca di battere il portiere juventino Szczesny che si fa trovare pronto respingendo sicuro. La Roma vuole portarsi in vantaggio e dopo due minuti su ottima azione di Zaniolo che serve Pellegrini di sinistro manda la palla non molto alta. Ma la Juventus è in agguato e alla sua prima vera occasione va in vantaggio con Kean. Su cross di De Sciglio, l’attaccante svetta in area e batte il portiere giallorosso e porta in avanti la sua squadra. Al 20’ brutta tegola per il tecnico romanista Mourinho che si vede costretto a cambiare Zaniolo, che fino a quel momento aveva giocato una buona partita, per un problema muscolare e a far entrare El Shaarawy al suo posto. La partita prosegue con la Juventus che cerca di abbassare il ritmo forte del vantaggio e la Roma che non riesce a rendersi minimamente pericolosa. Al 37’ un bel cross di Vina a servire Abraham che colpisce bene ma Szczesny si fa trovare pronto. Al 41’ Abraham salta un paio di avversari bianconeri e cade nel contatto con De Sciglio ma nel proseguo Szczesny abbatte Mkhitaryan ma la palla arriva ad Abraham che segna. L’arbitro però fischia un rigore per la Roma per l’impatto Szczesny/Mkhitaryan di fatto annullando il gol regolare di Abraham. Viene battuto il rigore da Veretout ma Szczesny intuisce e para. Finisce il primo tempo con accese discussioni da parte della Roma per l’episodio gol/rigore non dato/dato. Riparte la partita e al 48’ magnifica rovesciata di Bernardeschi su cross di De Sciglio para Rui Patricio che non trattiene e Kean come un falco piomba sulla respinta fallendo però il 2-0 mandando in alto il pallone. Al 53’ episodio dubbio con Chellini che tocca Pellegrini in area, ma il check var non ravvisa niente e l’arbitro Orsato lascia proseguire. Al 72’ ultima occasione della partita per la Roma con Vina, che con un abile dribbling, tira da dentro l’area ma il colpo viene deviato di pochissimo, quel tanto da non permettere alla Roma il meritato pareggio. Finisce praticamente qui la partita tra Juventus e Roma. Il match va a favore della Juventus per un gol a zero anche se il pareggio per quello visto in campo sarebbe stato più giusto. La Juventus ha massimizzato praticamente l’unica occasione che ha avuto facendo gol e dimostrando che nonostante l’inizio lento, dovuto anche ai calciatori nuovi e ai cambi in corsa(vedi Ronaldo), è ancora lei la squadra da battere. Ottima la difesa che nelle ultime quattro partite non ha preso gol anche se la squadra bianconera ha sofferto le ripartenze della Roma, ma ha saputo reggere agli impatti anche grazie al del fatto di avere giocatori offensivi votati al contropiede ma che aiutano anche in difesa. Szczesny, dato per “bollito” fino ad un mese fa, ha dimostrato di trovarsi pronto, parando il rigore. La Roma ha fatto il suo dimostrando che può comunque fare male e competere per una posizione in Champions. La Juventus è attesa ora in Champions, dove ha già vinto due partite e può chiudere agevolmente la pratica, e poi in campionato con l’acerrima nemica di sempre l’Inter che in campionato nelle ultime prestazioni non ha brillato e in Champions deve impegnarsi al massimo se vuole passare il girone.
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A: Torino vs Juve 0-1. La Zebra alla fine scorna il Toro
( ottobre 2021 )
Le forze in campo non sono equilibrate, data la qualità notevole della rosa della Juventus. Ma in queste prime sei gare di campionato, la classifica dimostra con fredda logica matematica che entrambe le squadre giungono al derby della Mole in perfetta parità; 8 punti per ambedue. Se vogliamo entrare più nel dettaglio, la vera forza di questo Toro, il suo grande colpo di mercato, è il mister che siede in panchina. Juric ha conferito gioco e mentalità al suo gruppo. Per le prestazioni messe in campo i granata avrebbero meritato quantomeno quattro lunghezze in più. Il Torino la vuole giocare alla pari nel suo offensivo e propositivo 3-4-3. Se solo avesse degli interpreti più all’altezza delle idee de suo tecnico sarebbero guai per tutti. La Juve, un po’ sorniona si affida alla giovane esuberanza atletica di Chiesa e Kean, dovendo Allegri ancora fare a meno di Dybala e Morata davanti. E’ proprio Kean che fa scorrere il primo brivido alla retroguardia. Rubando palla a metà campo si invola da solo in un uno contro uno sulla destra e una volta entrato in area, stanco per la lunga galoppata, traccia un diagonale che esce lontanissimo dalla zona porta. Il Toro avvolge con grinta gli ospiti, ma non riesce ad essere pungente. Un paio di tiri da fuori ma nulla di più. Il 4-4-2 di Allegri è anche conservativo. La stanchezza della battaglia contro il Chelsea si fa sentire sulle gambe, ma la testa degli juventini è ben concentrata sul campo. L’idea è di fare muro senza soffrire e ripartire. Di fatto tra Locatelli e McKennie, su due ribaltamenti di fronte, la Juventus potrebbe fare ancora male, ma nulla si concretizza. Primo tempo con una onesta parità. La Juventus opera un cambio significativo negli spogliatoi. Fuori Kean, un po’ svagato nella prima frazione, per la sicurezza in termini di qualità e corsa di Cuadrado. I bianconeri, pian piano nella ripresa prendono il sopravvento sui granata, che non riescono più ad esprimere il loro gioco grintoso e propositivo. Su incursioni juventine sono bravi un paio di volte a testa, Ansaldi in chiusura estrema, e Milinkovic-Savic con due belle parate. Tuttavia l’ultimo quarto d’ora il Torino è alle corde. Sembra che sia la formazione di Juric quella che sta pagando a fine partita gli sforzi settimanali di Champions. Spingi e spingi, a 4’ minuti dal novantesimo, giunge il vantaggio della Juventus, che farà piacere anche al CT Mancini. Chiesa, suggerisce al centro fuori dall’area a Locatelli, che prende la mira per un precisissimo tiro che lambendo il palo alla sua destra, non lascia scampo al portiere avversario. I granata vorrebbero provarci, ma questa Juventus ha ripreso il cammino Allegriano della determinazione e del forte impegno. Non a caso sarà Kulusevski ad andare vicinissimo al raddoppio cogliendo in una sua bella azione personale il palo pieno. Vittoria nel derby, contro un Torino voglioso, ma che non ha retto per tutta la gara e alla fine, ha premiato non solo la squadra sulla carta più forte, ma quella che ha voluto il successo con più decisione. La Juventus dopo tre partite vinte in Serie A, si rilancia in alto.
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C.L.: Juve vs Chelsea 1-0. La “Fede” della voglia di vincere contagia tutta la Juventus
( settembre 2021 )
A scorrere i freddi numeri post partita, si potrebbe pensare che siamo stati dinanzi ad una scialba gara, senza emozioni e senza occasioni. Quasi un’amichevole. Oltretutto quando vedi un predominio assoluto del possesso palla ( sopra al 73% per intenderci ), ritieni che non ci sia stata neppure gara. Il bello del calcio, quello sul campo e non quello dal commercialista, è che non segue regole matematiche. La Juventus, che è la big storicamente più forte all’interno dei confini nazionali, se la gioca in casa con i campioni in carica del Chelsea. Bella squadra quella inglese, che oltretutto, rispetto alla stagione passata, si è arricchita del centravanti ex Inter di nazionalità belga, ben conosciuto dalle parti di Bonucci e soci. La Juve, per recente infortunio, deve fare a meno dei suoi due punti di riferimento offensivi, titolari, niente di meno che Dybala e Morata. Allegri, già orfano a campionato iniziato del mostro sacro Ronaldo, ha una bella patata bollente da gestire. Qui ci si gioca il primato nel Girone ed è una prova di maturità importantissima. I due successi ottenuti in campionato sono stati con due squadre piccole e con non poche difficoltà. A Malmoe è stata disputata una egregia partita ma, sempre con un avversario molto più debole. Allegri da uomo pragmatico qual’è per fronteggiare il 3-4-3 offensivo inglese, si mette con la sua difesa a 4 con Chiellini che siede in panchina, un bel centrocampo a tre con Locatelli a disegnare geometrie affiancato ai lati da Bentancur e Rabiot. Davanti non avendo peso, si affida alla tecnica e velocità di Cuadrado, Bernardeschi e Chiesa. A prescindere dallo schieramento tattico, però quello che sempre conta nel calcio, ma vale anche negli altri sport e nella vita quotidiana stessa, è l’atteggiamento che si ha mentre si svolge la mansione. Ebbene, questa è stata la prima vera Juventus targata Allegri 2.0. Dal primo minuto sino al fischio finale la determinazione dei bianconeri è stata mostruosa. I Blues hanno una proprietà di palleggio superiore? La Juventus ha impedito ogni inserimento, ogni costruzione di gioco. Non ha fatto catenaccio, ma attenzione e pressing e ripartenze velenosissime. Di fatto gli inglesi non sono riusciti mai ad innescare la straripante potenza di Lukaku. Merito dei piemontesi che non hanno mai mollato un centimetro. Il Chelsea ha provato a vincere la gara, ma la “Vecchia Signora” aveva più fame. Chiesa è stata la miccia e la dinamo della squadra. Il primo tempo termina con le porte immacolate, ma l’intensità della partita è palpabile. Con eleganza e tranquillità il Chelsea ha tentato di avvolgere i bianconeri, ma i padroni di casa con rabbia e ferocia hanno creato più dei campioni in carica i presupposti per farsi pericolosi. Di fatto sono premiati, immediatamente, alla prima azione effettuata nella ripresa. Rapida verticalizzazione juventina sulla zona sinistra d’attacco. La sfera entra in possesso di Bernardeschi colto in area da Rabiot. Controllo perfetto e assist illuminante e filtrante per il Chiesa che scaraventa tutta la sua voglia di vincere assieme al pallone in porta alle spalle di Mendy. Gli ospiti accelerano le manovre d’assedio nella metà campo bianconero, ma questa Juventus ha preso il piglio di concretezza e concentrazione del suo mister. Il 4-3-3 in fase di non possesso palla, diviene una sorta di 4-6. Praticamente gli inglesi hanno dinanzi un muro invalicabile. Solo un tiro alto sopra la traversa ed un colpo di testa su angolo mettono i brividi alla retroguardia piemontese. Di fatto Szczesny per tutta la gara non ha dovuto compiere interventi, perché i suoi 10 giocatori di movimento hanno giocato con lo spirito che ha sempre distinto questa maglia. L’obiettivo di scuotere i suoi ragazzi a livello mentale, pare che Allegri l’abbia centrato. Tutto sta nel capire quanto sia duraturo l’effetto. Ora la strada agli ottavi di Champions è già in discesa, bisogna solo risalire quota in Serie A.
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A: Juve vs Samp 3-2. Vittoria a prezzo altissimo. Dybala e Morata out!
( settembre 2021 )
In questo momento al Mondo Juventus servono i punti. Come arrivino interessa poco. Bisogna risalire la china. Tempo c’è ne, perché siamo alla sesta di Campionato, ma là davanti non è che stanno ad aspettare una “Vecchia Signora” se va piano. Dopo due vittorie in trasferta tra Champions e Campionato, ancora manca il successo dinanzi al proprio pubblico. I bianconeri spingono subito il piedone pesante sull’acceleratore. Al 10’ minuto la pressione juventina porta i suoi frutti. Sul cross dalla sinistra la palla giunge fuori dall’area avversaria. Prova Locatelli il tiro ma viene ribatutto dal muro ligure. La palla ritorna al centrocampista della Nazionale, che appoggia al suo compagno Dybala. Il 10 argentino fa partire dal suo sinistro un missile basso ad effetto imprendibile per Audero. Immensa la gioia del fantasista Dybala, che dovrà, meno di un quarto d’ora dopo, spegnersi per un infortunio che lo terrà nuovamente qualche settimana fuori dai campi. Ma la Juventus c’è. E’ propositiva e cattiva al punto giusto. Chiesa e Morata, il primo a destra, il secondo a sinistra, si divorano il raddoppio. Ci penserà la Sampdoria, al 43’ minuto, a dare una mano ai padroni di casa in tal senso. Su cross di Chiesa, un tocco di braccio involontario ma decisivo a cambiare la traiettoria della palla, regala il penalty ai piemontesi. Bonucci dal dischetto è implacabile. 2 a 0 e tutti al riposo rilassati? No, perché questa Juventus se li crea i propri mostri. Neppure il tempo di esultare al doppio vantaggio che la Sampdoria torna in partita, prima della pausa. Trascorrono meno di 100 secondi e da calcio d’angolo, dal bel cross a rientrare da parte di Candreva, Yoshida la butta dentro. La Juve vuole chiudere la partita, ma per quanto la qualità anche davanti non manchi, c’è carenza di bomber vero, che annusa come un killer la porta della squadra contro la quale sta giocando. Ci penserà nuovamente la Sampdoria ad aiutare l’attacco bianconero al 57’ minuto. Su una palla recuperata in area propria, la difesa blucerchiata, non fa la cosa più semplice e ovvia, ovvero quella di spazzare l’area. I difensori vogliono uscire palla al piede dall’area piccola, perdendola e permettendo a Locatelli di impossessarsene e siglare il 3 a 1. Grande, successivamente, l’intervento a manona aperta di Audero su bordata di Morata che tiene aperte le speranze dei propri compagni. Speranze che riprendono quota a 10’ minuti dalla fine, compreso recupero, quando una discesa sulla sinistra sampdoriana, vede il cross basso arretrato, un invito a nozze, per il preciso diagonale di Candreva, che non lascia scampo a Perin, partito titolare. Ma oramai è troppo tardi per gli ospiti. Il 3 a 2 è il risultato con cui si chiude la partita. Tre punti importantissimi per Allegri e calciatori, ma ogni match appare una sofferenza. Le azioni da rete la Juventus le crea, ma con la partenza di Ronaldo, seppur accentratore, si è perso più di qualcosa in fase realizzativa e ne Kean, Morata, Chiesa o altri sono riusciti, sino ad ora, a colmare questo vuoto. Allo stesso tempo, non vi è sfida dove la difesa non dimostri la sua perforabilità. La Juventus, la sua storia innanzitutto, insegna come gli Scudetti, li vinca più quello che subisce meno reti, piuttosto di chi ne segna di più. Intanto c’è la Champions, ma non ci saranno proprio i due attaccanti titolari. Allegri dovrà far sbucare dal cilindro una bella soluzione.
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A: Spezia vs Juve 2-3. La paura del primo successo in Campionato
( settembre 2021 )
Sono occorse ben cinque giornate per fa assaporare ai milioni di tifosi juventini, la vittoria in Serie A. L’avversario non è certo di quelli più temibili, quanto meno sulla carta, ma di questi tempi, anche la corazzata di Allegri, deve fare i conti con le paure di vincere. Quando non girano gli ingranaggi come si vorrebbe, anche un rigore a porta vuota potrebbe mettere i brividi. Nel 4-4-2 piemontese, diversi sono i cambi effettuati dal mister rispetto al pareggio casalingo con il Milan. Chiellini lascia il posto a De Ligt, come Chiesa è subito in campo, al pari di Kean. Non parte affatto male la Juventus e Kean nel primo quarto d’ora è tra i più attivi, ed anche sciuponi. D'altronde non si diviene Cristiano Ronaldo in un paio di partite. Fa sorridere pensare e vedere che lo Spezia ha esattamente il doppio dei punti della “Vecchia Signora” dopo quattro gare. Ma La Juventus vuole fortemente la vittoria e prima della mezz’ora la strada verso il successo è spalancata. Sul lungo lancio da parte di Bonucci, Rabiot inseritosi bene come se fosse il centravanti boa, fa da sponda per l’accorrente Kean, giunto dalle retrovie per battere Zoet. Solo 5’ minuti e i bianconeri non possono più festeggiare. Un tiro di Gyasi sulla sinistra offensiva spezzina, grazie ad una deviazione, impedisce Szczesny l’intervento. Subisce il colpo la squadra di Allegri, ma Dybala, giocatore di grande qualità è quello che ci prova maggiormente a rimettere le cose a posto prima del riposo, senza purtroppo per la squadra, riuscirvi. Spogliatoi che mettono le ali ai padroni di casa. Dopo 4’ minuti dalla ripresa, ecco il contropiede micidiale che può tagliare le gambe alla Juventus, già piena di problemi e insicurezze. In due passaggi, Antiste si trova a puntare Bonucci in area a sinistra. Incrocia un tiro sul primo palo, che Szczesny neppure vede partire, coperto proprio dal centrale di difesa. La Juventus in questo momento è veramente dentro un incubo. Dopo la sconfitta con l’Empoli, sta giungendo quella con lo Spezia e vedi l’Inter, vittoriosa a Firenze, scappare a + 11, con il Napoli che potrebbe andare addirittura a +13. Imbarazzante oltre che difficilmente colmabile. Inizialmente la Juventus si trova un poco spiazzata, ma poi risorge e mette nella propria metà campo lo Spezia. Rischiando anche, ma pressando alto e dimostrando che la Juventus non accetta questo stato di cose. Allegri apporta dei cambi ed ecco nuovamente in campo la qualità di Locatelli e Morata. Sarà proprio il centrocampista italiano a tenere a galla a 25’ minuti dal termine i suoi compagni. Un contropiede dello Spezia porta quasi al goal, se non fosse che Locatelli, blocca praticamente il tiro avversario sulla linea a portiere battuto. Rovesciamento di campo e Chiesa mostra tutta la sua forza e determinazione a cercare la rete. Entra da sinistra, scarica al centro, la palla rimane nella folla in mezzo all’area e lui segue come un telecomando la palla. Si butta nella mischia e con energia inarrestabile ne esce con la sfera e la scaraventa in porta per il pareggio. Lo Spezia è all’angolo ed impaurito e la Juventus ha la partita in mano. Schiaccia sull’acceleratore per cercare i tre punti, i primi tre punti. Sarà De Ligt con la medesima rabbia agonistica del suo compagno ex viola, ha fissare il risultato sul 2 a 3. Carattere nel recuperare la partita? Forse si, ma anche la paura di non farcela. Sarà infatti Szczesny a negare la rete dei padroni di casa che a cinque minuti dal termine, avrebbe portato il match sul 3 a 3, tagliando le gambe agli ospiti. La Juventus è riuscita finalmente a vincere e da qui dovrebbe giocare senza guardare la classifica, pensando solamente a crescere come gioco, come solidità e come determinazione.
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A: Juve vs Milan 1-1. Juve sprecona con un Milan distratto e incerottato.
( settembre 2021 )
Che Allegri dichiarasse che i 3 punti erano più importanti per il Milan che per la Juventus, nessuno ci credeva. Con il “Diavolo” in vetta alla classifica a ben 8 lunghezze di distacco, perdere per i bianconeri, oltre all’aspetto mentale sarebbe costato arrivare ad averne 11 di punti di distanza. Più quelli dalle altre come le romane o l’Inter, Atalanta e Napoli. In sole quattro giornate sarebbe stato veramente troppo. Sicuramente tantissimo svantaggio. Allegri si presenta con un la sua formazione tipo e si può permettere nel suo solido 4-4-2, che maschera quasi un 4-5-1 di tenere pure a riposo in panchina, la qualità e velocità di Chiesa, De Ligt, Kulusevski, Kean e Bernardeschi. Pioli per disegnare il suo biglietto da visita 4-2-3-1 non ha il mal di testa per capire chi scegliere. La formazione è quasi quella titolare che ha giocato sino ad ora, con l’unica eccezione di Romagnoli ad affiancare Kjaer, con Tomori spostato a destra al posto dell’infortunato Calabria. In panchina le uniche vere alternative credibili sono Florenzi, Bennacer e Castillejo. Gente, che con tutto il rispetto non ti cambia gli equilibri della sfida. Proprio l’assetto difensivo mutato negli uomini, costa caro subito agli ospiti. La Juve parte bene, ma anche il Milan con un pressing alto che al terzo minuto gli fa guadagnare un angolo. Battuto al centro, la difesa di casa spazza via e Hernandez appoggia di testa male la sfera a destra. I milanesi perdono la palla sulla tre quarti avversaria e Dybala è bravissimo a regalare in profondità l’assist per Morata che si trova incredibilmente tutta la metà campo avversaria libera con Hernadez che non riesce minimamente a riprendere lo spagnolo e desiste anche a fare fallo da ultimo uomo. Morata è implacabile dinanzi a Maignan, recuperato anche lui in estremo e sceso in campo con un problema alla mano. Milan sotto e Juventus che si stabilizza nella mediana con due linee compatte, e Morata a fare da vertice alto ma vicinissimo ai cinque di centrocampo. Il Milan quando sale non ha velocità, e rischia nel primo tempo altre due o tre ripartenze analoghe che potrebbero essere fatali. In un paio di tiri da fuori è bravo Maignan a deviare in angolo e Tomori almeno due volte chiude da ultimo uomo prima che Morata o Rabiot vadano al tiro con tutta la porta spalancata. Pioli non riesce a rimediare ad un assetto tattico pericoloso. Quando la sua squadra è in impostazione il pressing in mediana dei bianconeri gli ruba sistematicamente palla e la difesa diviene subito perforabile. Kessiè sembra l’ombra della forza devastante dell’anno scorso ed il solo Tonali a fare legna, oltre che a dannarsi l’anima per costruire, non può bastare. I quattro davanti, Saelemaekers, Diaz, Leao e Rebic, molto volenterosi in fase offensiva, seppur inconcludenti, non supportano come fanno di consueto, la fase di copertura. Al 36’ altra tegola per Pioli. Kjaer si accascia a terra e il Milan fa entrare Kalulu. Con Tomori al centro l’assetto difensivo ci guadagna, anche perché in fase di costruzione della manovra, sembra che il Milan così sia più a 3 che a 4 dietro. Inizia la ripresa con la Juve concentrata ed il Milan che prova a salire, ma senza rendersi pericoloso mai davanti a Szczesny. La Juve gestisce senza patemi, ma nonostante due cambi offensivi, con l’inserimento di Kean e Chiesa al posto di Morata e Cuadrado, i padroni di casa a loro volta non creano più fastidi a Maignan, ma anzi allentano pressing e concentrazione. Ne è un esempio il corner regalato ad un quarto dalla fine. Proprio da quella bandierina a sinistra di Szczesny Tonali batte una parabola perfetta per la testa di Rebic che anticipa Locatelli e socio per battere nell’angolo opposto l’estremo difensore di casa. I bianconeri, convinti di avere la partita in mano, si trovano improvvisamente in parità e consapevoli che in tal modo la classifica inizia a divenire deficitaria. Il Milan sino a quel momento incapace di fare del male rischia per due volte di ribaltare il match, ma sul tiro di Kululu dopo un bellissimo contropiede corale, Szczesny ci mette la manona deviando sopra la traversa. Un pari che galvanizzerà un incerottato “Diavolo”, ma costringerà la “Vecchia Signora” a guardarsi dentro, perché buttare via punti per concentrazione, è molto che peggio che perderli se giochi male.
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C.L.: Malmoe vs Juve 0-3. Con l’aria nuova, la Vecchia Signora risorge
( settembre 2021 )
Dopo un avvio a dir poco stentato in Campionato, dove in tre gare i bianconeri non hanno ancora assaporato il gusto della vittoria, serviva cambiare aria. Di solito si va in montagna o al mare, la Vecchia Signora è andata nel salotto buono del calcio, divenuto un suo pallino da anni; la Champions League. Trasferta non certo proibitiva, dato che davanti aveva il Malmoe. Ma non è che a parte il Napoli, l’Udinese, ma sopratutto l’Empoli tra le mura amiche, fossero ostacoli insormontabili. Se in Seria A si è puntato il dito contro, oltre al gioco, sopratutto all’atteggiamento dei calciatori in campo, qui in Svezia, alla prima gara, la Juventus ha dominato per tutta la partita. Nessun giocatore si è risparmiato, sia dal punto di vista fisico che di concentrazione. Dopo qualche minuto di assestamento, dove magari certe paure dovute alle sconfitte rimediate a livello nazionale si facevano sentire, i bianconeri prendono il controllo della gara. Non che i padroni di casa non ci siano, tutt’altro. L’impegno e la corsa a tutto campo sono continui e ammirevoli, ma la differenza tattica e tecnica è talmente palpabile che diviene chiaro sin da subito come si dipanerà la storia della partita. Nel suo 4-4-2, Allegri schiera tutti titolari con l’unica assenza di Chiesa. Sarà Cuadrado a fare l’ala destra offensiva, coperto alle sue spalle da Danilo. Dybala e Morata sono la coppia offensiva, con l’argentino responsabilizzato ulteriormente dalla fascia di capitano. Il 10 juventino è il primo esempio per grinta e voglia di vincere, recuperando anche a metà campo. Manca Chiellini ma c’è De Ligt al suo posto a far coppia con Bonucci. Ma sarà il quarto difensore di sinistra a sbloccarla. Sandro sin da subito molto propositivo e dalla gamba rapida segue l’azione dei compagni. Il colombiano sulla fascia destra si invola dopo 20’ minuti, per l’ennesima volta per tracciare un insidioso cross in area. Troppo alto per Morata ma il terzino sinistro si butta di testa a fil di prato e anticipa i due difensori centrali beffando il portiere. La Juventus è in vantaggio e si scioglie totalmente. Gli svedesi ci provano ma giunti al limite dell’area della squadra italiana, non trovano idee e neppure giocate per creare una bozza di pericolo. Merito anche della pressione continua dei ragazzi di Allegri che non mollano un centimetro in ogni zolla del campo. Così se una squadra molto più tecnica, pareggia quanto meno l’ardore agonistico dell’avversario più debole, diviene quasi matematica la vittoria. Quello che magari si potrebbe migliorare è la rabbia nel segnare, sono almeno un paio le occasioni sciupate prima del riposo. Le praterie per i centrocampisti sono aperte, ma solo un regalo al 44’ chiude la sfida. Morata con un’abbracciata in area è atterrato e Dybala dal dischetto, nonostante la scivolata, è fortunato a far passare la sfera tra le gambe del portiere. Un minuto dopo, in quello di recupero, dal lancio dalla difesa, Morata è bravo a prendere il tempo al proprio marcatore e segnare in pallonetto il definitivo 3 a 0. Secondo tempo di ordinaria amministrazione con ben cinque cambi e tra Morata e Kean a sciupare altre due o tre palle goal. Da sottolineare, però, che Szczesny chiude praticamente con la maglietta pulita e la Juventus è già in testa al suo Girone. Davanti ai bianconeri non c’era una corazzata, ma questa competizione devi affrontarla sempre al massimo, altrimenti ogni gara diviene difficilissima. Chiedete al Manchester di Ronaldo, rimontato dagli elvetici dello Young Boys!
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A: Napoli vs Juve 2-1. Vola il “Ciuccio” e affonda la “Zebra”
( settembre 2021 )
Non deve essere un alibi, fu profeta Allegri nel pre partita. Di certo non è un uomo che si rimangia le parole. E’ un dato di fatto che le Nazionali hanno pesato molto di più sui piemontesi che non sui campani. Tutti coloro che hanno giocato con le rispettive Nazionali, in campo hanno accusato durante il match affaticamenti muscolari e crampi. La Juventus, in oltre, ha dovuto privarsi anche di calciatori neppure convocati, come i sudamericani, o lo stesso ex viola. La rosa dei bianconeri è ampia e di qualità, ma ragazzi come Chiesa, Dybala o Cuadrado non li rimpiazzi facilmente. E dal primo minuto si è visto. Il Napoli parte subito fortissimo schiacciando gli ospiti nella propria metà campo senza farli uscire, collezionando calci d’angolo come se fossero caramelle. Moduli speculari, ma mentre Spalletti ha in campo un vero 4-3-3 con un tridente molto mobile e offensivo, Allegri simula il medesimo schema in un più coperto 4-5-1 con Morata a fare da faro in attacco. Bernardeschi e Kulusevski si occupano più di fasce in mediana, anche perché c’è il solo Locatelli capace di costruire gioco nel cuore della partita, dato che Mckennie e Rabiot non sono sempre ispirati in tal senso. Gli ospiti reggono l’urto dei primi 10’ minuti grazie più alla bravura dei suoi due centrali difensivi navigati. Il Napoli fa la partita, ma dato che vuole essere protagonista in assoluto, riesce anche a farsi male da solo. Da una rimessa laterale nella propria area da parte di Di Lorenzo, Manolas, controlla male vicino all’area di rigore alla destra della propria porta. Distrattamente appoggia male verso Ospina, senza accorgersi di avere addosso Morata. Lo spagnolo si avventa sulla palla e in un batter di ciglio è davanti al portiere partenopeo trafiggendolo. Lo stadio, sino a lì una bolgia azzurra, è ammutolito, così come storditi sono i giocatori napoletani. Una partita in pieno controllo diviene improvvisamente difficile. Insigne appare affaticato e sono più i passaggi errati che le illuminazioni per i compagni. La Juventus alza il baricentro e serra le file impedendo ai padroni di casa di impensierire la propria porta. Il Napoli ha il possesso palla, ma diviene lento e prevedibile, cosicché gli ospiti non solo chiudono in vantaggio il primo tempo, ma su un'altra disattenzione dei campani, vanno vicinissimo al raddoppio. Al 44’ minuto, infatti, Insigne appoggia di testa la palla per Ospina, non avvedendosi che tra di essi c’è Kulusevski, che a tu per tu con l’estremo difensore quasi lo buca sotto le gambe, ma la sfera rimane sotto il portiere. Sarebbe stata una mazzata decisiva per i padroni di casa andare al riposo sotto di due reti, senza che la Juventus avesse mai creato di sua iniziativa presupposti offensivi. Si riparte e gli azzurri di Spalletti si muovono in attacco in modo più ordinato e rapido. La Juventus è pronta a colpire in contropiede, e mai come in una gara tirata come questa, la velocità e rapidità di chi non siede neppure in panchina si fa sentire. La pressione continua nella metà campa avversaria produce gli effetti desiderati. Al limite dell’area Insigne fa partire dalla sinistra offensiva il suo classico tiro a giro che in verità è sì ben indirizzato, ma tutt’altro che irresistibile. Szczesny non blocca ne devia la palla in calcio d’angolo. Politano è bravissimo a seguire sul filo del fallo laterale la sfera e di prima intenzione traccia un diagonale sotto il portiere per il pareggio. Dopo le due papere costate il pareggio a Udine, il numero uno bianconero apre la strada alla vittoria del Napoli. I padroni di casa ci credono e hanno più birra a centrocampo. Eloquente il dato sui calci d’angolo, 13 a 1 per i campani. A 5’ minuti dal termine, proprio da un tiro dalla bandierina la Juventus affonda sotto Koulibaly. Entrato da 3’ minuti, il nazionale Kean sbaglia la porta per andare in rete, dato che sul calcio d’angolo costringe, incomprensibilmente, Szczesny al miracolo sulla linea, ma il centrale napoletano è lì a scaraventare la palla in rete. Troppo tardi e troppa poca energia mentale per i giocatori di Allegri per agguantare il pareggio. Dopo Empoli, anche Napoli porta “zero” punti. Proprio Spalletti allunga dopo solo tre giornate a +8. Più che il distacco, preoccupa la mancanza di energia e carattere, oltre che di gioco. Al netto comunque delle pesanti assenze.
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A: Juve vs Empoli 0-1. CR7 saluta e la Juve si ferma casa
( agosto 2021 )
Questi sono risultati pesanti per la schedina, esistesse ancora il Totocalcio potresti prendere un bel 13. Dopo il pareggio a Udine, anche di rimonta da parte dei friulani, il periodo non certo fortunato continua. Da un paio di giorni i compagni hanno salutato il campione portoghese e da poche ore è ritornato a casa l’ex Kean non ancora disponibile. I giocatori di altissimo livello non mancano ad Allegri ed il suo 4-4-1-1 è solido e fluido dai primi minuti. I padroni di casa partono con il piede sull’acceleratore schiacciando gli ospiti nella propria metà campo. Morata non è al meglio, così che il mister punta molto sulla rapidità e la classe di Chiesa e Dybala. Specie l’argentino ha la possibilità di far emergere tutta la sua immensa qualità non essendo più offuscata dall’ombra di Ronaldo. Vicario deve superarsi almeno tre volte sulle bordate dell’ex viola e Cuadrado sulla destra riesce ad andare via con estrema facilità mettendo scompiglio in area di rigore avversaria. Pian pianino gli ospiti prendono coraggio ed iniziano a gestire meglio il pallone senza più farsi schiacciare nella propria metà campo. Al primo vero affondo empolese giunge il vantaggio ospite. Siamo al 21’ minuto quando uno scambio rapido a centrocampo porta gli ospiti sulla sinistra difensiva juventina. Palla bassa veloce a centro area. Rimpallo e Mancuso é il piu’ lesto di tutti a girarla e superare a due passi l’incolpevole Szczesny. I padroni di casa non sono tramortiti, ma sorpresi certamente. La prontezza di manovra svanisce ed aumenta la frenesia. Sono solo le fiammate di Chiesa a metter pericolo alla retroguardia blu, ma di fatto si giunge al riposo senza che Vicario debba compiere miracoli. Allegri fa ripartire i suoi nella ripresa sostituendo un incontrista a meta’ campo con un vero 9. Praticamente si mette quasi con un 4-3-3 con Dybala libero di svariare in tutto il fronte offensivo. Andreazzoli carica i suoi e l’Empoli non si fa neppure schiacciare troppo. Mancuso e Cutrone combattono molto e tengono la propria formazione corta e non disdegnano a puntare la difesa bianconera. Qualche scontro e mischia in area ma vere occasioni da rete non riesce a crearne la Juventus. Anche Bernardeschi, Kulusevski sulle fasce aumentano qualita’ e freschezza.. Locatelli ha quasi una mezz’ora per inventare geometrie intelligenti, ma gli ospiti ci credono sempre di piu’ all’impresa e moltiplicano sforzi, corsa e raddoppi. Allegri e Chiellini parlottano in panchina capendo che non é la qualita’ che manca in campo ma la forza di carattere. Lo stesso Dybala ha mancato nettamente la sua prima senza CR7 ed invece di prendersi i compagni a carico, ha sbagliato triangoli e suggerimenti, anche se un contatto dubbio in area ai suoi danni rimane sospetto. Giunge il fischio finale da parte dell’arbitro e il tifo bianconero riempie lo stadio di fischi. Una sconfitta pesante piu’ per le certezze perse che per i tre punti. Ma chi dimentica cinque o sei stagioni fa quando la Juventus di Allegri inizio’ il Campionato con una serie di sconfitte e pareggi imbarazzanti accumulando una decina di punti di svantaggio dalla prima e diverse squadre davanti a sé! Ebbene Allegri sistemo’ testa, schemi e muscoli dei suoi ragazzi e vinse lo Scudetto con piu’ di dieci punti di vantaggio. Pazienza e il mister toscano potra’ ripetersi, … se gli avversari lo permetteranno.
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A: Udinese vs Juve 2-2. A pochi centimetri dalla vittoria
( agosto 2021 )
Non è da molto che sono terminate le Olimpiadi, dove una medaglia ti scappa via per pochissimi centimetri che anche nel calcio questo fenomeno può accadere. La prima di Allegri sulla panchina della sua Juventus 2.0 è contro i friulani che già anni fa gli fecero lo scherzetto nella fase iniziale del Campionato di sconfiggerla in casa. Al 5-3-2 dei rivali bianconeri, i gialli piemontesi contrappongono la solidità tipica del proprio allenatore. Nessun volo di fantasia nello scacchiere tattico con un robusto 4-4-2. Per Allegri sono gli interpreti a dover fare la differenza e regalare arte alla struttura portante della squadra. Come dargli torto. Con la sua mano pare che Dybala sia subito rinato in questa estate. Ma non è certo l’unico che sappia dare del tu al pallone tra i torinesi. Cuadrado, Bernardeschi e Morata non sono da meno in quanto tecnica e imprevidibilità. Di fatto al primo affondo dopo meno di 180 secondi gli ospiti passano in vantaggio. Da un cross basso e teso nel mezzo dell’area bianconero, con rapidità e scaltrezza si inserisce proprio il 10 argentino che di prima porta avanti i suoi. Non solo tecnica ma anche intelligenza perché Dybala ha saputo muoversi all’interno di una difesa comunque serrata e schierata. Partita in discesa per i piemontesi che non mollano di una virgola. Non che l’Udinese non ci provi, ma la Juventus mostra compattezza. Anche perché i campioni fanno non solo la differenza, ma inoltre riescono a strappare tanti applausi. Trascorrono 20 minuti dalla prima segnatura, che giunge anche il raddoppio. Questa volta Dybala si trasforma in uomo assist; e che assist. Dalla propria metà campo, sulla sinistra, suggerisce con un precisissimo traversone in diagonale ad uscire, sulla fascia opposta Cuadrado. Il colombiano si trova a puntare il suo marcatore che non fa neppure troppo male a spingerlo più sull’esterno. Ma Cuadrado in accelerazione comunque gli va via e la sua bordata precisa non lascia scampo a Silvestri. 2 a 0 e partita completamente in discesa per le magliette gialle. L’Udinese non molla ma questa Juventus pare troppo forte per essere raggiunta, e di fatto sono proprio gli ospiti a riaccendere le speranze dei padroni di casa. Trascorrono meno di 5’ minuti della ripresa che la difesa juventina regala un rigore su una fiammata friulana. Su uno scambio stretto al limite dell’area bianconera, Arsian va al tiro, abbastanza potente ma non certo irresistibile. Szczesny non è perfetto sulla respinta. La palla rimane nell’area piccola e nuovamente Arsian vi si avventa. Szczesny si butta per prendere a braccia allungate la sfera ma colpisce le gambe dell’avversario che come consuetudine non fanno nulla per evitare il contatto. Il penalty è evidente e Pereyra non sbaglia. Gara riaperta. Gotti ci crede e poco dopo apporta cambi alla sua formazione. Allegri non è da meno. Non dimentichiamoci che in panchina c’è uno dei due giocatori più forti al Mondo. Allegri non è Sarri o Pirlo e pure CR7 si piega alla volontà del suo mister. Per non dimenticare un certo Federico Chiesa, o Kulusevski. L’Udinese spinge, ma è la Juventus prima con Morata e poi con Bentancur ad andare vicinissima alla terza rete. Solo, ad entrambi, il palo a Silvestri battuto, nega il goal. Questione di un paio di centimetri al massimo. Ma dal possibile 3 a 1, giunge invece il 2 a 2 a 7’ dal termine. Szczesny si avventura in dribbling davanti alla sua area perdendo palla e Deulofeo segna. Goal in fuorigioco inizialmente, ma la Var poco dopo lo convalida. Certo il portiere ci mette molto del suo, ma la difesa, tutta, non solo non lo ha aiutato, ma l’ha messo in condizione di essere pressato. L’Udinese fa muro, ma in pieno recupero su un bel cross di Chiesa, ecco Ronaldo svettare su tutti e segnare il definitivo 3 a 2. Tutti a festeggiare la vittoria, ma non si sono fatti i conti con la Var, che per quanto giusta sia nel suo occhio elettronico a pescare un millimetrico fuorigioco di CR7, è un semaforo rosso alla gioia istintiva e un invito all’infarto sportivo. Se questa non è una medaglia da tre punti persa per questione di esigui centimetri?
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