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Juve  Inter   Milan       e le altre 17 stelle                 

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Risultati GIORNATA Serie A 

                     

18/01/2026 giornata 21 Goal Goal
Bologna Fiorentina 1 2
Cagliari Juve 1 0
Cremonese Verona 0 0
Lazio Como 0 3
Milan Lecce 1 0
Napoli Sassuolo 1 0
Parma Genoa 0 0
Pisa Atalanta 1 1
Torino Roma 0 2
Udinese Inter 0 1

    

   

       

            

Classifica PUNTI

                


Squadra Punti
1 Inter 49
2 Milan 46
3 Napoli 43
4 Roma 42
5 Juve 39
6 Como 37
7 Atalanta 32
8 Bologna 30
9 Lazio 28
10 Udinese 26
11 Sassuolo 23
12 Torino 23
13 Parma 23
15 Cremonese 23
14 Cagliari 22
16 Genoa 20
17 Lecce 17
18 Fiorentina 17
19 Pisa 14
20 Verona 14

        

     

       

 

        

Risultati GIORNATA COPPA

                 

7'Giornata   

           

20-gen Inter Arsenal 0 0
21-gen Juve Benfica 0 0
20-gen Copenhagen Napoli 0 0
21-gen Atalanta At.Bilbao 0 0
22-gen Roma Stuttgart 0 0
22-gen Bologna Celtic 0 0

  

    

 

COPPA ITALIA

 

Ottavi . .

03/12/2025 Atalanta Genoa 4 0
04/12/2025 Bologna Parma 2 1
27/01/2026 Fiorentina Como 0 0
03/12/2025 Inter Venezia 5 1
02/12/2025 Juve Udinese 2 0
04/12/2025 Lazio Milan 0 0
03/12/2025 Napoli Cagliari 10r 9r
13/01/2026 Roma Torino 2 3

  

Milan stagione24/25

A: Milan-Monza 2-0. Vittoria da saluti tristi

( maggio 2025 )


In quest’ultima Giornata il Milan avrebbe voluto salutare i suoi tifosi, tra le mura amiche in altra maniera. Non certo per il risultato in sé dato che la vittoria è giunta secondo pronostico, dato che al Meazza arrivava l’unica già retrocessa da tempo, ovvero il Monza. Nessun obiettivo, anche se uno piccolino cera effettivamente. La vittoria e il conseguente bottino dei tre punti porterebbero il Diavolo sopra il nono posto che per la prossima stagione vorrebbe dire saltare il turno di Coppa Italia di metà agosto. Che per una adeguata preparazione estiva non è affatto piacevole. Così in un San Siro rumoreggiante il Milan comanda le operazioni e la partita in sé non è neppure scialba. Al 5’ una bellissima punizione dal limite da parte di Pavlovic richiede una super parata da parte di Pizzignacco. Nel 4-2-3-1 rossonero Jovic è il terminale offensivo, ma non viene visto dai suoi compagni, anche per una sua staticità latente. Così le poche fiammate arrivano da Pulisic e Felix, ma la mira non è delle migliori. Ancor peggio quando la sfera giunge a Musah, che per generosità in termini di corsa è il primo ma difetta e non poco di tecnica di base. Infatti alla ripresa, fermi sullo 0 a 0 Jovic e Musah lasciano il posto a Chukwueze e Camarda. I meneghini sono più vivaci e specie il giovanissimo della primavera ha una gran voglia di lasciare il segno nel tabellino marcatori. Ci vuole un calcio d’angolo al minuto 64’ calciato dalla destra offensiva rossonera per sbloccare la gara. La testa è quella del più meritevole in stagione, cioè il giovane difensore centrale Gabbia. 10’ minuti dopo giunge il definitivo raddoppio su punizione firmato Felix. Deliziosa parabola a scendere che trova Pizzignacco giungere con il guantone a mezza altezza in ritardo. Il portoghese era andato già vicinissimo alla marcatura in precedenza con uno stacco di testa e una torsione del collo degna del mitico olandese Van Basten. Sembrerà un’assurdità accostarlo a un attaccante di così elevata caratura, ma Felix ha nel suo arco frecce di alta qualità. Il Monza ha corso ma non è mai pervenuto, se non ad un paio di minuto dal novantesimo quando un colpo di testa in area chiama all’intervento Maignan rimasto inoperoso per tutto il match. I saluti sono arrivati ma tra i giocatori, perché dagli spalti sono scesi solo fischi. La stagione è stata deludente nonostante il trofeo alzato al cielo a gennaio, ma si è avuta la sensazione che tanto buon materiale è rimasto inespresso. Il Milan vale molto di più di questa posizione che lo priverà di ogni competizione europea. Tuttavia anche il Napoli quest’anno non si è visto sui campi continentali, però venerdì ha vinto lo Scudetto davanti all’Inter che giocherà la Finale di Champions. Meglio guardare dunque ad un potenziale bicchiere mezzo pieno.

 

 

 

 

 

A: Roma-Milan 3-1. Quasi la fine di un incubo

( maggio 2025 )


Il Milan perde 3-1 contro la Roma, risultato abbastanza prevedibile visto che alla Roma servivano i tre punti per sperare nella Champions e stare attaccata al treno europeo, mentre il Milan arrivava dalla sconfitta nella finale di Coppa Italia e senza ambizioni per il futuro in Europa visto la posizione in classifica. La Roma inizia subito con la voglia di portare a casa il risultato e al 3’ va già in vantaggio. Sugli sviluppi del corner, la Roma passa: Soulé calcia benissimo, a effetto, per la testa di Mancini, che salta in solitudine e batte Maignan. Il Milan appare rinunciatario mentre la Roma è famelica. Al 20’ per i rossoneri ci si mette anche il rosso per Gimenez a complicare la situazione. La superiorità numerica ovviamente dà alla Roma un vantaggio notevole, perché elimina il tentativo di pressione rossonero. Milan nel suo fortino, cross per Saelemaekers ma coordinazione di testa rivedibile. Ma al 39’ la Roma si rilassa un po' troppo e il Milan si riprende il match: verticalizzazione di Pulisic per Jimenez, Svilar lo mura e la palla arriva sul destro di Joao Felix, che insacca a porta sguarnita per il pareggio rossonero. Riprende la partita con il Milan che nonostante l’inferiorità numerica si trova meglio! Ma è comunque la Roma che al 58’ va in gol con Paredes con una super punizione che scavalca la barriera e si spegne sul primo palo. Maignan non impeccabile. Nonostante i cambi, il Milan non riesce a superare la mediana, Roma sempre più padrona del campo. Il secondo gol giallorosso è stato una botta notevole per il Diavolo. Al 79’ Svilar salva la Roma dal pareggio: Fofana profondo in area per Leao, che si ritrova da solo davanti a Svilar e si fa murare dall'ottima uscita del portiere giallorosso: grande intervento da un lato, grande errore dall'altro. All’87’ la Roma chiude la partita con Cristante, che si coordina alla perfezione dopo una ribattuta di Maignan su El Shaarawy. Tris della Roma che porta il risultato sul 3-1. La Roma prosegue la corsa Champions, un punto sotto la Juve quarta. Il Milan si ritrova al nono posto e fuori dalle coppe europee. Soliti problemi per il Milan con la gamba che sembra assente ma anche la mente: paradossalmente han giocato meglio in 10, ma come sempre è mancata la voglia e la fame di vincere e portare a casa un risultato positivo più per i tifosi che per la classifica. L’ultimo impegno per i rossoneri sarà in casa contro il Monza, ormai retrocesso ed è per entrambe una partita inutile.

 

 

 

 

 

CI: Milan-Bologna 0-1. La Coppa al Bologna. Diavolo senza reazione

( maggio 2025 )


Il Bologna si aggiudica la Coppa Italia 24/25 battendo in finale per 1-0 il Milan con gol di Ndoye. Le due formazioni iniziano subito forte con il Milan che già al 4’ minuto si rende pericoloso con la giocata di Leão a liberare Jimenez che è impreciso nella deviazione. Ma il Bologna è lì e al 7’ Ferguson calcia alto dalla distanza e al 9’ Maignan deve salvare un cross velenoso di Miranda spizzato da Castro. Golosa occasione per i rossoneri al 10’ quando Skorupski è provvidenziale a respingere il tocco ravvicinato di Beukema e in particolare la girata volante sottoporta di Jovic. Grande lotta e molta circolazione di palla da parte di entrambe le formazioni. Al 23’ bella ripartenza dei rossoneri con Jimenez che viene bloccato e al 26’ conclusione invece del Bologna con Miranda che però risulta debole. A parte al 42’ con il colpo di testa di Holm parato da Maignan non c’è molto segnalare e il primo tempo si conclude con le due squadre che si annullano, giocano molto la palla e il pari è il risultato giusto per questa prima parte di gara. Inizia il secondo tempo con una sgasata di Leao ma che non produce pericoli. Al 50’ il Bologna inizia a farsi pericolosamente in avanti per cercare il vantaggio con Holm. Infatti al 53’ arriva il vantaggio del Bologna meritato: Fabbian imbuca Orsolini, scivolata di Hernandez e pallone che arriva su Ndoye che abile a crearsi lo spazio batte Maignan di potenza all’angolino. Il Milan prova a scuotersi al 62’ e al 67’ ma i giocatori rossoneri sbagliano persino i più elementari passaggi permettendo al Bologna di stare tranquillo. Al 71’ Gimenez non riesce a colpire con forza e la situazione si ribalta subito con Castro che per fortuna del Milan non inquadra lo specchio. I rossoneri non riescono ad affondare e sembrano in uno stato confusionario e apatico. Il forcing finale, se così si può chiamare visto la poca cattiveria e voglia di cercare di almeno di pareggiare non produce niente e finisce con il Bologna che si porta a casa il trofeo. Prosegue la tradizione negativa del Milan nelle recenti finali di Coppa Italia. Dopo il 2017/18 e 2015/16 anche quella di quest’anno non ha riportato la Coppa ai milanisti che poteva oltretutto ottenere il secondo trofeo stagionale, trofeo che manca ormai dal 2003. Rossoneri ko e con quasi la certezza di non partecipare in nessuna competizione europea l’anno prossimo. Il Milan non ha giocato in maniera brillante, gli assalti non sono stati efficaci e si è vista poca aggressività quando invece ci si aspettava una prestazione molto diversa, visto il buon periodo prima della Finale e la voglia di pass per entrare in Europa. Voglia e determinazione che ha avuto il Bologna che meritatamente ha portato a casa la Coppa e qualificazione all’Europa League. La stagione complicata si chiude praticamente qui per i rossoneri, nonostante in campionato manchino ancora due partite (Roma e Monza).

 

 

 

 

 

A: Milan-Bologna 3-1. Il Diavolo rimonta ancora e l’Europa si avvicina

( maggio 2025 )


Il Milan vince 3-1 contro il Bologna nell’anticipo di campionato. Il Bologna arriva a Milano con la voglia di rimanere in corsa per la zona Champions ma con un occhio alla finale di Coppa Italia contro proprio il Milan, mentre il Milan, dove in campionato non ha più niente da dire arriva in campo per provare la formazione e i meccanismi migliori in vista della finale di mercoledì contro i rossoblu. Inizia la partita e già al 13’ minuto Conceicao deve rinunciare a Tomori per infortunio e la gara inizia nel peggiore dei modi. Ma nonostante questo inconveniente è il Milan che cerca di andare in vantaggio e mettere in difficoltà il Bologna. Al 17’ Pulisic si libera bene e si mette in proprio, avanza e libera la conclusione ma Lykogiannis recupera con un tempismo perfetto e in scivolata blocca il suo tiro. Un minuto più tardi ci prova Joao Felix a mettere i brividi agli avversari ma il suo tiro viene deviato da De Silvestri che spedisce oltre il legno lontano. Ancora Milan su azione da calcio d'angolo, lo spiovente raggiunge Jovic che schiaccia di testa ma Skorupski è attentissimo e con la manona aperta blocca il pallone a un passo dalla linea di porta. Finalmente al 30’ ci prova il Bologna ma trova Maignan che salva i suoi. Finisce senza gol il primo tempo. I padroni di casa hanno avuto tre occasioni nel giro di tre minuti con Pulisic, Joao Felix e Jovic ma nessuna si è trasformata in gol. Dominguez, dall'altro lato del campo, ha provato in ogni modo a superare difesa e Maignan ma senza esito. Negli ultimi minuti si è reso pericoloso Orsolini ma la migliore occasione (un rigore in movimento) l'ha spedita in curva. Inizia il secondo tempo e al 49’ il Bologna va in vantaggio proprio con Orsolini: sponda di Dallinga che lancia Orsolini. Il numero 7 di Italiano parte alle spalle di Pavlovic che non lo recupera più, rientra e da fuori area lascia partire una conclusione che Maignan non riesce a bloccare. Il Milan cerca di reagire ma è solo al 73’ che pareggia i conti con Gimenez: entra, crea scompiglio nell'area del Bologna e poi lascia il segno e la partita è riaperta grazie al messicano a San Siro. Due minuti più tardi il Milan può andare in vantaggio sempre con Gimemez ma il gol viene annullato per fuorigioco. Al 79’ il Milan la ribalta. Prima calcia Joao Felix ma il suo tiro viene ribattuto da Beukema. Ma il primo ad arrivare poi sul pallone è proprio lo statunitense che si inserisce perfettamente e batte Skorupski per il 2-1 per i rossoneri. Al 90’ Maignan salva il Milan: il tiro di Cambiaghi era dritto verso l'angolino basso ma i riflessi del francese hanno neutralizzato questo pericolo e di fatto ha salvato i suoi dal pari. Al 92’ arriva il secondo gol del messicano che decide di fatto la gara di San Siro e cambia volto al Diavolo col suo ingresso in campo. 3-1 e partita chiusa. Il Milan rimonta per l’ennesima volta la partita e porta a casa i tre punti che per la classifica non servono a molto ma per il morale fanno tantissimo. Il Bologna a parte alcune occasioni non è riuscito ad impensierire i rossoneri, nonostante il vantaggio. Le due formazioni si affronteranno in finale di Coppa Italia mercoledì a Roma e sarà tutta un’altra partita perché c’è in ballo la Coppa.

 

 

 

 

 

A: Genoa-Milan 1-2. Vittoria in rimonta come allenamento

( maggio 2025 )


Il Milan vince di rimonta 2-1 contro il Genoa e conquista i tre punti non tanto per la classifica ma per il morale. Partita senza grosse aspettative, visto che il Milan è impegnato mentalmente a trovare l’assetto e la forma migliore in vista della finale di settimana prossima contro il Bologna in Coppa Italia e in campionato è praticamente tagliato fuori dai posti europei, mentre il Genoa, ormai salvo, non ha più nulla da dire. Il Milan parte subito bene e schiaccia il Genoa negli ultimi trenta metri. Ma sono i rossoblu che si rendono più pericolosi in varie occasioni. All’8’ Norton si infila magnificamente in area tra Hernandez e Reijnders e conclude con un sinistro a giro: mezzo miracolo di Maignan. Al 23’ di nuovo super Maignan: prima su una deviazione di Pulisic nella propria porta (riflesso eccezionale sulla linea di porta), poi sulla conclusione successiva di Messias. Milan in difficoltà. I rossoblù hanno conquistato col passare dei minuti campo e convinzione, spostando l'inerzia del match a proprio favore. Milan un po' smarrito rispetto alle fasi iniziali. Gli ultimi minuti del primo tempo sono a favore del Milan che con Pulisic cerca di segnare ma viene murato da Leali. Si conclude il primo tempo con il Genoa che ha fatto venire per ben tre volti i brividi ai rossoneri ma che sono stati salvati da San Maignan. Il Milan dopo un buon avvio si è perso per strada e in definitiva si è reso pericoloso solo nel finale con Pulisic . Riprende la partita e al 61’ è il Genoa che va meritatamente in vantaggio. Ripartenza perfetta del Genoa che si conclude con un cross di Martin per il piatto destro di Vitinha che in pratica trova il gol al primo pallone toccato. Marcatura rossonera inesistente. Il Genoa si adagia sul risultato mentre il Milan cerca di recuperare lo svantaggio. Recupero che avviene al 76’ con Leao. Ottima sgasata di Gimenez sulla destra con cross teso a centro area: Leao conclude di destro trovando la deviazione di Norton-Cuffy e insacca. Ma non finisce qui perché a distanza di solo un minuto il Milan raddoppia e va in vantaggio. Leao fugge a sinistra e cross basso, Frendrup infila la sua porta nel tentativo di anticipare Joao Felix. 2-1 per i rossoneri. Dopo sei minuti di recupero l’arbitro fischia la fine di una partita che il Milan ha ribaltato in due minuti. Sconfitta comunque immeritata per il Genoa, ma iniezione di fiducia per i rossoneri nel cammino verso la finale di Coppa Italia. Il Milan a tratti è sembrato un buon Milan ma ci vorrà ben altro per vincere la Coppa. Bene comunque l’atteggiamento mentale che sotto di un gol, i rossoneri sono riusciti a risistemare i conti e a portarsi addirittura in vantaggio. Il prossimo impegno per i rossoneri, sarà sempre con il Bologna, ma in campionato.

 

 

 

 

 

A: Venezia-Milan 0-2. Il Diavolo risorge e crede all’Europa

( aprile 2025 )


Il Milan vince 2-0 in casa del Venezia in campionato nella 35esima giornata. Le ambizioni di entrambe le squadre sono diverse: mentre per il Milan la corsa all’Europa è praticamente compromessa, il Venezia deve per forza vincere se vuole uscire dalla zona retrocessione. Inizia la partita con il Milan che deve rinunciare all’ultimo a Jovic, salvatore di Coppa Italia ( e forse della stagione), e mette in campo Abraham. Inizia la partita ed è subito Milan. Dopo appena 5 minuti va in vantaggio con Pulisic: Candé perde palla, Jimenez trova Fofana che vede il taglio di Pulisic, molto bravo a vedere il corridoio da destra al centro. Davanti a Radu, l'americano non sbaglia. Il Venezia cerca il pareggio al 22’ con Pavlovic che saltato da Yeboah, la palla arriva a Zerbin che in area si gira e cerca il primo palo col sinistro. Maignan guarda - non ci sarebbe arrivato - e la palla passa a una spanna dal palo. Il Venezia pressa e in varie occasioni va vicino al gol. Gol che effettivamente i lagunari segnano al 34’ ma viene annullato per fuorigioco. Il Milan difende basso, compatto. Leao e Pulisic stretti contro la prima costruzione del Venezia, la difesa è spesso a cinque. Al 43’ anche al Milan viene annullato il raddoppio di Pulisic sempre per fuorigioco. Sul finire del primo tempo decisivo Maignan su punizione di Nicolussi che respinge con i pugni e si va all’intervallo con il vantaggio rossonero. Riprende la partita e il Venezia ricomincia gestendo la palla, il Milan si difende ancora basso come il primo tempo e finora riesce a tenere Fila isolato. Il centravanti di Di Francesco finora tra i peggiori. Intorno al 60 iniziano il valzer dei cambi e il cambio di assetti. Al 71’ ci riprova il Milan con subito Loftus, che vince un duello di forza e crossa da destra. Gimenez arriva sul pallone ma, di testa, mette fuori. All’89’ arriva quasi il pareggio dei lagunari, la migliore occasione del secondo tempo. Zerbin calcia da centro area con il destro, stringendo da sinistra: tiro sul secondo palo, fuori di poco. Allo scadere il Milan raddoppia con Gimenez Reijnders all'ultimo minuto lo lancia nello spazio e Gimenez con un pallonetto scavalca Radu. Finisce 2-0 per i rossoneri con gol di Pulisic e Gimenez, che non faceva gol dal 18 febbraio. Conceiçao continua a sognare un posto in Europa (ma è dura, attraverso il campionato), Di Francesco resta penultimo. Il Milan ha praticamente controllato la partita mentre il Venezia si è reso poco pericoloso grazie anche alla difesa attenta avversaria. Per il Milan il prossimo impegno è contro il Genoa in campionato.

 

 

 

 

 

A: Milan-Atalanta 0-1. Una zampata della Dea allontana il Diavolo dall’Europa

( aprile 2025 )


Mancano sei Giornate al termine del Campionato e il distacco dal quarto posto è importante. Entrare dunque in Champions per il Milan, è a dir poco arduo. Tuttavia la bellissima prestazione mostrata una settimana fa ad Udine, può cambiare il finale di stagione ai rossoneri. A San Siro c’è l’Atalanta, che dopo le tre batoste consecutive, era tornata alla vittoria battendo il Bologna. Il Milan ha anche l’impegno in Coppa Italia nel derby di ritorno della semifinale, ma vincere stasera, terrebbe vicino Concencao all’Europa che conta. Formazione tipo per i padroni di casa con il centravanti messicano in panchina assieme ad Abraham e invece, Jovic, ultimamente molto ispirato dal primo minuto. La gara non è certo vibrante, né da una parte e neppure dall’altra. Nella prima frazione viene acceso a corrente alternata Leao, ma la difesa ospite lo riesce sempre a contenere. Gli ultimi minuti del primo tempo i rossoneri prendono più possesso della gara costruendo anche i presupposti per andare in rete. Situazione che continua ad inizio ripresa, quando il Milan a tratti pare prendere d’assedio la porta di Carnesecchi. Incredibile come il tiro cross di Leao da sinistra attraversi l’area piccola bergamasca e per pochi centimetri Pulisic non riesca a spingerla dentro. Quando il Milan sembra possa fare sua la sfida, un’azione veloce dei bergamaschi trova scoperta la difesa meneghina. Il cross dalla sinistra giunge a destra con Theo Hernandez, come spesso gli capita, che non si accorge dell’avversario alle sue spalle, che di testa la mette al centro, dove Ederson, sempre di testa buca Maignan. Il Milan invece di reagire, si scioglie pian piano, perdendo furore, distanze e compattezza. Così sono gli ospiti che trovano spazi in ripartenza e per due volte vanno vicino al raddoppio. Dalla panchina il mister portoghese prova a mettere tutto quello che ha di offensivo, ma Carnescecchi non dovrà compiere miracoli. Giunge il fischio finale e il Milan con la sconfitta, imprevista, perde, con ogni probabilità, la possibilità di entrare l’anno prossimo in Champions. Anche per un’Europa League, diviene dura e per vedere il Diavolo la prossima stagion in Europa, probabilmente il Milan dovrà alzare la Coppa Italia. Inter e Bologna permettendo.

 

 

 

 

A: Udinese-Milan 0-4. Questo è un vero Diavolo

( aprile 2025 )


Il Milan porta a casa i tre punti per la classifica battendo 4-0 l’Udinese. Il Milan si presenta in Friuli con inedito schema di difesa a tre con Tomori- Gabbia- Pavlovic per cercare di dare un senso ad una stagione travagliata. L’Udinese invece non ha più niente da dire e arriva da tre sconfitte. Dopo 20 secondi si capisce che il Milan è in giornata: Reijnders si ritrova solo davanti a Okoye, che devia in angolo la conclusione del rossonero. Il Milan continua ad attaccare ma le occasioni non si concretizzano. Dopo un avvio a buon ritmo, la gara scende di tono e di ritmo. Alla mezz’ora percussione di Reijnders chiuso da Solet, raccoglie Theo, ma sul suo assist rasoterra nessun compagno è pronto e l'azione sfuma. Finalmente l'Udinese si rende pericolosa con Ehizibue che calcia di destro su assist di Ekkelenkamp. Maignan si tuffa sulla destra e respinge. Il Milan mantiene l'iniziativa, ma è sterile. E l'Udinese è agevolata anche dai ritmi blandi e si difende senza affanno. Al 43’ la sblocca Leao con un destro dal limite di interno collo dal limite. Dopo due minuti il Milan raddoppia con Pavlovic di testa su corner di Pulisic raddoppia svettando su Solet. Finisce 2-0 il primo tempo. Riprende il secondo tempo e al 51’ Maignan e Jimenez si scontrano in modo violento con il portiere che viene portato con in ospedale con un trauma cranico. Al 68’ azione personale di Rejinders che cerca il tiro a giro di destro da posizione defilata, ma la palla finisce larga. Al 74’ Theo Hernandez di sinistro su assist di Abraham fulmina Okoye e chiude la gara. Al 82’ 10° gol di Rejinders che spinge in porta un docile pallone servitogli da Leao in contropiede. Finisce la partita con il poker del Milan a Udine firmato da Leao, Pavlovic, Theo e Rejinders. Per Runjaic è il 4° stop di fila. I rossoneri sbancano Udine con un rotondo 4-0, disputando quella che è senza ombra di dubbio la miglior prestazione, almeno dell’era Sergio Conceiçao. A proposito, il tecnico portoghese ha avuto il coraggio di cambiare assetto alla sua squadra, passando alla difesa a tre: più solidità in difesa, imbattuta per la prima volta dopo 9 gare, con Pavlovic rinvigorito nel ruolo di braccetto sinistro, dopo gli imbarazzi di certe gare da centrale puro; più libertà di spingere sulle fasce, soprattutto con un Theo Hernandez scatenato a tutta fascia; più tutto, in generale. Certo, l’Udinese ci mette del suo: svagata, mai in partita, la squadra di Runjaic mette in fila la quarta sconfitta in altrettante partite. Il prossimo impegno dei rossoneri sarà contro l’Atalanta in campionato.

 

 

 

 

A: Milan-Fiorentina 2-2. Ancora schiaffi per iniziare a giocare, ma l’Europa si allontana

( aprile 2025 )


Dopo le fatiche del derby di andata della semifinale di Coppa Italia, il Milan è di nuovo sul suo prato di San Siro, per un incontro difficile ed importantissimo. Dietro in Campionato e anche sotto di ben 4 punti proprio rispetto ai Viola, i meneghini occupano una poco onorevole nona piazza. Se vogliono rientrare in zona europea che vorrebbe dire almeno settimo posto con le romane coinvolte, quale occasione migliore se non vincere uno scontro diretto?. In una partita sola si rosicchierebbero ben tre lunghezze ai toscani. Allo stesso tempo per la Fiorentina, battere il Milan, vorrebbe dire allontanare definitivamente una temibile rivale. Concencao si affida ad Abraham davanti con il tridente di trequartisti titolare alle sue spalle. Musah e Fofana la cerniera mediana e si rivede Tomori come centrale affianco a Thiaw. Tuttavia, cambiano gli interpreti, ma ancora una volta l’inizio di gara da parte dei rossoneri è a dir poco da incubo. In meno di dieci minuti si ritrova sotto di due reti per totale assenza di concentrazione. Al 7’ minuto il centrocampista americano perde malamente palla davanti alla sua difesa facendo partire Gudmundsson che ubriaca Tomori e compagni e piazza al centro la palla per Kean. Thiaw per intercettarla si trova a suo malgrado a buttarla dentro. 3’ minuti dopo, la palla corre da destra a sinistra dell’attacco Viola e Dodo di prima, la passa al centro a Kean che indisturbato supera Maignan. Incredibile la dormita di Hernandez davanti a Dodo e anche dei centrali rossoneri. Ennesima volta che il Milan si trova sotto di due reti. Ed ecco che si ripete la medesima situazione. A questo punto il Diavolo prende fuoco e si accende. Iniziano a correre tutti e la Fiorentina che sino al primo quarto d’ora stava letteralmente dominando sciorinando calcio, è costretta sulla difensiva. Concencao è pronto a far uscire un disastroso Musah per l’ex di turno Jovic al minuto 23’. La mossa sveglia Abraham che inventa l’azione del goal. L’inglese, infatti dribbla secco fuori dall’area due avversari, triangola al limite con un compagno, si inserisce dentro in area non seguito da nessuna maglietta viola e davanti a de Gea non sbaglia. Gara riaperta e spettacolare. Il Milan prova a pareggiarla e la Fiorentina a chiuderla e gli ospiti prima dell’intervallo vanno pure a segno con un gran goal di Ranieri, annullato per precedente fallo su Pulisic. Nella ripresa salgono in cattedra i due portieri. Entrambi i tecnici apportano cambi e al minuto 64’ Jovic fa saltare la trappola del fuorigioco partendo senza palla dalle retrovie e trafigge da solo de Gea. L’estremo difensore toscano è superlativo almeno due se non tre volte sulle conclusioni ravvicinate dei milanisti, sbarrando la strada del goal. Allo stesso tempo Maignan salva altre tre volte miracolosamente sulle conclusioni toscane. Un 2 a 2 spettacolare che però regala un misero punticino ad entrambe che a questo punto può diventare più un regalo per le romane che possono scappare avanti per i posti europei. Specie per il Milan, che deve fare un mia culpa su questi continui approcci orrendi ai match. Se le romane faranno bottino pieno, potrà sperare di entrare in Europa solo vincendo la Coppa Italia. Inter e Bologna permettendo.

 

 

 

 

C.I.: Milan-Inter 1-1. Metà Inter rinvia la finale con il Diavolo

( marzo 2025 )



Il Derby di andata di Coppa Italia tra Milan e Inter finisce in parità per 1-1 permettendo ad entrambe di aspirare alla finale giocando un ritorno che sarà infuocato visto il risultato acquisito questa sera. La partita inizia subito con le due squadre che si studiano e controllano la situazione e ne deriva che il ritmo non è elevato. Alla mezz’ora il Milan tiene il campo con ordine e Leao e Hernandez sembrano essere in serata per sfondare sulla fascia interista. L’Inter fa un ottimo possesso palla ma non riesce a trovare spazi. Il primo tempo finisce in parità con le occasioni, due per parte. Il Milan ci ha provato con Leao e Abraham mentre l’Inter con De Vrij e Frattesi e forse è quest’ultimo che ha la migliore occasione per l'Inter all'ultimo minuto. Carlos Augusto si inserisce a sinistra e trova Thuram, che crossa. Frattesi arriva bene a rimorchio ma di testa non trova l'angolo. Maignan respinge. Il primo tempo finisce con il risultato che non si sblocca dallo 0-0. Inizia il secondo tempo e al 47’ i rossoneri vanno in vantaggio. L’ azione comincia da Reijnders e la palla passa da Alex Jimenez, che cerca Fofana al limite. La palla arriva a Abraham che, lasciato troppo solo da Bisseck, si gira e calcia col sinistro sul secondo palo. Milan avanti 1-0. Ma l'Inter reagisce subito: Barella calcia a giro dal limite, para bene Maignan tuffandosi sulla sinistra. I nerazzurri a questo punto salgono di giri per cercare di recuperare lo svantaggio che viene colmato al 66’ con il gol dell'ex Calhanoglu che calcia forte da 25 metri e Maignan è tutto tranne che perfetto. L'Inter riprende la partita: 1-1. Il Milan dopo aver subito il pareggio fatica parecchio: è chiuso nella sua metà campo, con l'Inter che attacca. Al 80’ un liscio clamoroso di Walker spalanca la porta a Zalewski, già decisivo in campionato. Maignan si riscatta con una super parata. All’84’ è ancora l’Inter con Thuram per Mkhitaryan, che calcia da solo in area. Maignan bravo a deviare in angolo. Si conclude qui la partita con il pareggio per 1-1. Il risultato è giusto anche se forse avrebbe meritato qualche cosa in più l’Inter per le occasioni nel secondo tempo create. La partita di ritorno sarà decisiva perché ci si gioca la finale. Sul piano della forma e delle motivazioni sarà molto agevolato il Milan visto che l’Inter è impegnata su più fronti ma di certo Inzaghi non vorrà perdere per strada niente, tantomeno un finale di Coppa Italia. Sarà dunque fra tre settimana una partita aperta a tutto.

 

 

 

 

A: Napoli-Milan 2-1. Questa volta la rimonta è tardiva

( marzo 2025 )



Il Napoli vince 2-1 contro il Milan in una partita che era importante per motivi diversi per entrambe le squadre: i campani inseguono l'Inter capolista, lontana tre punti: una mancata vittoria potrebbe avere ripercussioni pesantissime in ottica scudetto. Il Milan, anche se appare un'impresa disperata, non ha ancora rinunciato del tutto alla rincorsa al quarto posto: ma per rimanere in scia e proseguire a sperare, occorre vincere. È il Napoli che ci crede di più e va in vantaggio dopo poco più di un minuto: lancio lungo di Di Lorenzo dalla destra per la profondità di Politano, che batte Maignan con un sinistro preciso e potente. Malissimo la copertura difensiva di Hernandez e Pavlovic. Il Milan non reagisce e al 19’ prende il secondo gol. Buongiorno disinnesca una ripartenza rossonera e il Napoli raddoppia: Gilmour pesca in area Lukaku totalmente solo, tenuto in gioco da Walker, e il sinistro sporco del belga supera Maignan. Anche in questo caso la reazione rossonera non arriva e il Napoli inizia la fase di controllo che durerà fino alla fine del primo tempo. Il secondo inizia con il Milan che mette in campo Leao al posto di Bondo e il cambio sembra portare più pericolosità in area dei partenopei. Al 68’ viene concesso ai rossoneri un rigore per un intervento di Billing su Hernandez in area. Dal dischetto batte Gimenez ma il sinistro del messicano finisce tra le braccia di Meret, impedendo ai rossoneri di accorciare le distanze. Il Milan riesce solo all’84 a diminuire lo svantaggio: Leao arma il cross di Hernandez, che crossa basso in area piccola: Jovic si avventa, anticipa tutti e la butta dentro per il 2-1. Dopo 5 minuti di recupero finisce una partita che nella seconda parte della ripresa il Milan è riuscito a rimettere in piedi grazie ai cambi e un approccio più coraggioso. Il Diavolo è anche andato a un passo dal pareggio negli ultimi minuti. Il Napoli riesce comunque a proteggere tre punti che gli permettono di restare nella scia dell'Inter, mentre i rossoneri vedono allontanarsi non solo la Champions, ormai un miraggio, ma l'intera zona europea. Il Milan è apparso in stato confusionario soprattutto in difesa per tutti i 90 minuti e solo l’ingresso di Leao ha dato un po' di spinta al centrocampo e all’attacco. Il prossimo impegno del Milan sarà proprio contro la capolista Inter in Coppa Italia, coppa che rimane l’unico obiettivo della stagione considerata anche la sconfitta di oggi.

 

 

 

 

A: Milan-Como 2-1. Altra rimonta del Diavolo

( marzo 2025 )



In un pianeta Milan, in questa stagione, costellato da alti e bassi all’ennesima potenza e tanti applausi e tantissimi fischi, una costante non è mai mancata, specie da quando siede sulla panchina rossonera Concencao, ovvero, la voglia di rimontare una partita iniziata male. Non è desiderio, presumiamo della squadra di Milanello, partire lenti e distratti, ma è un dato di fatto che il Milan, ovunque e con chiunque, si svegli e si accenda dopo aver preso uno schiaffo. Non ultima a Lecce che sotto di due reti, la và a vincere 3 a 2. Punti pesanti che rilanciano le ambizioni anche Champions. Qui a San Siro c’è il Como, che fa del bel gioco propositivo la sua arma e la sua bellezza, anche se poi, spesso, cede alla distanza e non porta a casa quanto ben seminato. Fabregas e Concencao si scherano entrambi con un 4-2-3-1, che però i lagunari interpretano molto più propositivo e di fatto gli ospiti partono per creare azioni da goal, conseguentemente lasciando possibilità alle frecce rossonere di sfruttare le praterie arretrate. Infatti è incredibile come dopo 4’ minuti una ripartenza praticamente cinque contro uno del Milan venga buttata al vento da un Musah che saltato il portiere, a porta spalancata la calci fuori. Gli ospiti, scampato il pericolo riprendono quota e dopo aver scaldato i guantoni in area piccola a Maignan, poco dopo la mezz’ora, da una azione presa in prestito dai bigini di Guardiola, nello stretto e di qualità il Como passa. E il Milan, prima del riposo deve ringraziare ancora una volta il suo estremo difensore se non capitola nuovamente. Cosa che accade dopo 4’ minuti dall’inizio della ripresa, ma la Var mostra un mezzo gomito in fuorigioco del comasco che và a segno. Il Milan tira un sospiro di sollievo e ringrazia la buona sorte che una manciata di minuti dopo è accompagnata dalla giocata in area di Reijnders che inventa con un assist il corridoio per l’inserimento di Pulisic che trafigge con un perfetto diagonale Butez, che probabilmente si era concentra troppo nel coprire il proprio primo palo. La gara è aperta e trovato il pareggio con anche l’inserimento di Abraham i padroni di casa trovano maggior peso davanti ed è proprio l’ex Roma che ad un quarto d’ora dal novantesimo, con una giocata da vero fuoriclasse, ad offrire la palla in area per Reijnders per il goal rimonta. Cosa che si ripete nuovamente con Abraham che di prima mette l’olandese dinanzi a Butez, ma la palla esce di poco. Poco male, perché nulla cambia e il Milan compie l’ennesima rimonta alla Concencao. Contro un Como a tratti spettacolare, ma non robusto e sotto i colpi di alcuni talenti rossoneri ha dovuto chinarsi. Altri tre punti che rimettono il Diavolo in zona Europa, almeno sino alle gare di Fiorentina e Roma.

 

 

 

 

A: Lecce-Milan 2-3. Il Diavolo ribalta la sorte

( marzo 2025 )



Anche una leggerissima salita, quando non si è in piena forma, fisica ma specialmente mentale e di fiducia, può tramutarsi in un passo impervio e ripido di alta montagna. E la trasferta a Lecce del Milan, proprio per lo stato in cui si trova il club meneghino, non è una gita fuori casa da prendere alla leggera. Dopo due sconfitte consecutive in Campionato, che di fatto hanno praticamente compromesso l’approdo alla prossima Champions, il Milan non può che permettersi di riprendere a vincere. E’ vero che i rossoneri possono entrare in Europa League attraverso la vittoria della Coppa Italia, ma sul suo cammino c’è in semifinale il derby, tutt’altro che una sfida scontata. Così Concencao nel suo 4-2-3-1, punta sulla coppia di difesa Gabbia e Thiaw e Walker e Theo esterni. Mediana di sostanza con Musah e Bondo con i tre trequartisti di tecnica, Leao però in panchina, dietro al centravanti messicano. Ed è proprio Gimenez ad andare in rete dopo meno di un minuto su bella azione veloce dei meneghini, ma l’attaccante al momento di ricevere l’assist da parte di Theo è oltre alla linea della palla, Così scampato il pericolo, il Lecce, su palla persa malamente dagli ospiti sulla trequarti salentina, riparte con un tre contro tre insidioso che porta al vantaggio casalingo. Il Milan è sotto e trova poco dopo la rete del pareggio, ma nuovamente la Var annulla per un leggero fuorigioco, questa volta di Gabbia su punizione ben calciata da Theo. Il Milan ci prova ma deve fare attenzione alle ripartenze dell’avversario ed il palo dei padroni di casa prima del riposo è lì a ricordarlo. Dagli spogliatoi entra subito nel secondo tempo Leao per un evanescente Jimenez. L’asso portoghese ha voglia ma è mal assistito dai suoi compagni. Il Lecce pressa e corre ancora tanto come nella prima frazione e nonostante le palle insidiose che giungono dalle parti di Falcone, sono proprio i salentini a colpire un’altra volta con un’efficace ripartenza. Milan a terra al minuto 59’. Fuori allora Bondo e Gimenez che nel frattempo aveva preso anche un palo, per Abraham e Felix, ed è proprio il fantasista portoghese con un pizzico di fortuna a deviare un cross forte e teso basso dalla sinistra che sbatte sulla gamba del difensore leccese Gallo per il più classico degli autogoal, Il Milan prende coraggio e ci sono ancora più di 20’ minuti per non perdere la sfida. Il Milan aggredisce i padroni di casa che non riescono neppure più ad imbastire un contropiede e trascorrono altri 5’ minuti, quando Pulisic viene abbattuto in area per un rigore ineccepibile. Dal dischetto lo stesso americano non sbaglia per il pari. La rimonta non è ancora conclusa e oramai la gara è a senso unico e Leao al minuto 81’ offre dalla sinistra la palla perfetta sul secondo palo per la doppietta dell’americano. Il Milan, ritorna alla sua tradizione da quando alla guida in panchina c’è Concencao, ovvero nell’andare sotto e poi rialzarsi. Tre punti sudati ma meritati. La corsa all’Europa, è ripartita.

 

 

 

 

A: Milan-Lazio 1-2. Disfatta da saluti alla Champions

( marzo 2025 )



Il Milan perde la terza partita consecutiva in campionato per 2-1 in casa contro la Lazio, diretta avversaria per un posto nelle coppe europee. La partita per i rossoneri inizia subito in salita con Dia che ci prova già dopo solo tre minuti, ma Maignan devia. Al 6’ ancora la Lazio va vicino al gol. Nuno Tavares a sinistra scappa a Jimenez e sul fondo, a due passi da Maignan, crossa basso. La palla carambola su Maignan e Pavlovic ed esce di nulla. Al 28’ arriva il meritato vantaggio per la Lazio che recupera palla e va verticale. Tchaouna per Marusic che calcia con Maignan che respinge ma Zaccagni brucia Jimenez e mette in porta per 1-0 per gli ospiti. La Lazio tiene palla e il Milan non reagisce anche con l’entrata di Joao Feliz sul finire del primo tempo. Anzi è la Lazio che cerca il raddoppio sempre con Zaccagni, ma il suo tiro va di poco fuori. Finisce il primo tempo e il tifo rossonero non gradisce, giustamente, la prestazione. Nel secondo tempo la Lazio continua a mettere i brividi ai rossoneri. Ma la partita prende quota e risulta divertente e con cambi repentini e occasioni per tutti. Al 62’ è il Milan che prova a sfondare e a pareggiare: Reijnders è bravo come sempre e la palla arriva a Gabbia che in area crossa basso. Provedel è bravo a leggere le intenzioni e deviare. Al 65’ su ennesimo contropiede della Lazio, Pavlovic entra in scivolata e fa un brutto fallo su Isaksen lanciato verso la porta. Manganiello decide per il rosso diretto: Milan in 10. La Lazio continua forte ma nonostante la superiorità numerica è il Milan che al 85’ pareggia i conti. Cross di Leao da sinistra sul secondo palo, Chukwueze di testa mette la palla sotto la traversa. Pareggio meritato. La partita sembra volgere al termine ma il Milan è troppo sbilanciato e Maignan all’ultimo minuto al 96’ per salvare l’ennesima folata pericolosa degli aquilotti provoca in area un contatto con Isaken. L’arbitro dopo il controllo Var, concede il rigore che Pedro calcia spiazzando Maignan e la partita finisce con la vittoria per 2-1 per i laziali che affossano il Milan al nono posto in classifica e affossano anche le sue speranze di un posto nelle coppe per il prossimo anno. I rossoneri hanno cercato di reagire come potevano anche in 10 uomini ma non è servito. Il prossimo impegno sarà contro il Lecce.

 

 

 

 

A: Bologna-Milan 2-1. Il Diavolo scivola male nel recupero a Bologna

( febbraio 2025 )



Ennesima sconfitta per il Milan nel recupero di campionato, contro il Bologna per 2-1 che lo allontana quasi definitivamente dalla zona coppe. Conceicao punta ancora su Joao Felix mentre lascia in panchina Pulisic. La partita inizia subito nei primissimi minuti con al 1’ dove Gimenez servito da Musah, spreca da ottima posizione concludendo alto. Si ribalta subito la situazione con il Bologna che con un cross di Dominguez, Thiaw devia e per poco non infila la sua porta. I padroni di casa del Bologna fanno la partita, con manovre ampie e con scambi veloci sul fronte dell’attacco. Il Milan sembra un po' in balia degli avversari. Altra occasione per i rossoblu al 38’ con Dominguez che si infila a sinistra superando Jimenez e invece di servire il compagno in area piccola punta Maignan e gli scarica il destro addosso. Scelta sbagliata ed il Milan si salva. Il Milan al 43’ va inaspettatamente in vantaggio: su lancio di Maignan, Gimenez spizza di testa e allunga per Leao, che supera in velocità De Silvestri e poi Skorupski in uscita. Il primo tempo si conclude con il vantaggio rossonero,forse immeritato ma nonostante questo la partita è stata molto intensa e combattuta. Riprende il confronto e anche il Bologna agguanta il pareggio al 47’. Carambola in area rossonera con Castro che infila da pochi passi : il Var controlla per eventuale mano di Fabbian ma il gol viene convalidato e si va all’1-1. Al 64’ occasione per Musah, che fugge sulla destra, compie un doppio dribbling efficace e conclude di sinistro trovando il muro di Skorupski. All’81’ occasione per il Bologna su angolo dalla destra, Casale di testa prende il palo pieno, poi sugli sviluppi dell’azione Cambiaghi di controbalzo conclude alto di un soffio. Un minuto più tardi il Milan si addormenta su una rimessa laterale avversaria e lascia giocare il Bologna: cross ancora di Cambiaghi su cui avventa Ndoye che anticipa Pavlovic e infila Maignan per il 2-1. Dopo cinque minuti di recupero termina una sfida che il Bologna vince meritatamente e porta a casa i tre punti. Il Bologna ha dimostrato di essere molto più lucido e aggressivo in fase offensiva e continua a inseguire il quarto posto mentre le ambizione rossonere probabilmente si esauriscono qui. Il Milan non ha dimostrato la stessa voglia di portare a casa il risultato e lo fa scivolare ulteriormente in classifica: ai rossoneri manca, inspiegabilmente, la mentalità e la fame di vincere. Il prossimo turno per i rossoneri sarà contro la Lazio.

 

 

 

 

A: Torino-Milan 2-1. Errori del Diavolo allontanano la Champions

( febbraio 2025 )



Il Milan ha salutato la Champions dopo il pareggio nei sedicesimi per mano del Feyenoord. Ora servono punti per rientrarvi nella prossima stagione, perché, al netto della gara da recuperare a Bologna, la classifica recita un ritardo di sei punti dal quarto posto. La sorte però sorride ai rossoneri, perché il Bologna ha perso con la terzultima nel derby emiliano. Addirittura la Lazio non và oltre al pareggio contro la penultima. Quindi il Milan ha la grande occasione di rosicchiare punti pesanti a due rivali. Allo stesso tempo, il Torino vuole cancellare la sconfitta a Bologna, dopo aver dato seguito ad un’importante collana di risultati utili consecutivi. Infatti i granata partono forte con Maignan che subito perde dai guantoni una palla facile, ma la vera papera la commette ancor prima che scatti il quinto minuto. Rilancio lunghissimo dalle retrovie granata e Thiaw copre l’uscita di Maignan, tenendo a distanza l’attaccante torinese, ma il portiere meneghino nel rilanciare lungo lo fa proprio addosso al proprio difensore con la sfera che carambola in porta, per il più classico degli autogol. Gli ospiti impiegano un po’ a riprendersi ma dal 20’ iniziano ad alzare il ritmo lasciando anche ripartenze ai padroni di casa. Milnkovic chiude miracolosamente lo specchio al tiro di Gimenez su bella imbucata di Felix, ma alla mezz’ora ecco la grande occasione. Su cross dalla destra offensiva rossonera arriva un tocco di mano in area su colpo di testa di Leao. Dal dischetto giunge Pulisic la cui conclusione non è neppure malaccio, ma è il portierone del Toro a parare quest’anno il suo quarto rigore. Ancora occasione per il Milan prima della pausa, ma pure Maignan si riscatta due volte. Nella ripresa Leao rimane negli spogliatoi e pian piano Concecao prova la carta delle due punte con due esterni offensivi. La pressione rossonera è alta e Milinkovic si supera di piede sulla conclusione di Reijnders, anche con un gran pizzico di fortuna. Felix prende il palo esterno e quando la sfortuna sembra ben appiccicata alle magliette rossonere, ecco che, su azione avvolgente e insistita del Milan, Reijnders, trova al 74’ minuto un bel tiro dalla distanza imprendibile per il forte portiere avversario. Un classico, ed ora ti aspetti la rimonta completa, ed invece giunge 2’ minuti dopo un errore da oratorio. Su fallo al limite dell’area Thiaw e compagni parlano con l’arbitro non stando davanti alla palla. Il Torino batte in una frazione di secondo e Gineitis quasi indisturbato traccia un diagonale che supera il guantone di Maignan. Milan di nuovo sotto. Altri cambi di Concecao ma il risultato non muta e il Milan perde in una trasferta che si sapeva poteva essere non facile, ma che sicuramente si è complicata da solo. Punti sicuramente gettati al vento, che rischiano a fine maggio di costare carissimo.

 

 

 

 

C.L.: Milan-Feyenoord 1-1. Il Diavolo si butta via e esce dalla Coppa

( febbraio 2025 )



Il Milan esce malamente dalla Champions League seppur pareggiando 1-1 contro il Feyernoord nel ritorno dei playoff della competizione più ambita. Il Mister rossonero mette in campo una formazione molto offensiva e mai utilizzata e il campo già dai primi secondi le da ragione in quanto solo dopo 40’ secondi il Milan è già in vantaggio e riporta in parità il conto dell’andata persa per 1-0. Gimenez, ex della partita, sfrutta una sponda di testa in area di Thiaw, e sempre di testa fa 1-0. Il Milan è partito ottimamente e continua anche nel corso nel primo tempo. Al 20’ grande palla di Gimenez per Joao Feliz, come in Coppa Italia contro la Roma ma il portoghese non calcia subito e tira alto da buona posizione e spreca il raddoppio. Anche Theo Hernandez ci prova poco dopo ma il suo tiro prende il palo esterno. Il Milan continua a macinare occasioni e possesso palla e il Feyenoord è in difficoltà. Finisce il primo tempo con un gran bel Milan, forse il migliore degli ultimi tempi ma che porta nello spogliatoio solo il risultato di 1-0 nonostante un Leao devastante e un buon Joao Felix ma ai rossoneri in area è mancato il cinismo di chiudere la partita. Riprende la partita ed è ancora Milan. Theo scambia alla grande con Leao, come ai bei tempi e dal fondo crossa basso per Gimenez ma è miracoloso Hancko che la salva in scivolata. Al 51’ arriva la doccia fredda per il Milan, con l’episodio che cambia la partita e che cambia forse la stagione dei rossoneri. Theo viene espulso per simulazione e Conceicao si ritrova a dover rimediare all’errore del suo esterno. Dal 65’ gli avversari iniziano a prendere coraggio e dopo un paio di brividi al 74’ pareggiano. Hugo Bueno, che stava per uscire, crossa bene da sinistra. Carranza, mai pericoloso finora, svetta di testa e fa 1-1. Il Milan in qualche modo cerca di rimediare ma alla fine non ha più la forza di attaccare sopraffatto dalla stanchezza e del morale sotto i piedi. Finisce l’avventura del Milan in Champions per questo anno e vendendo la classifica in campionato, anche l’anno prossimo non è proprio scontato l’ingresso nella massima competizione. Peccato per la pazzia di un singolo ma si aveva tutto il tempo per rimediare. Adesso la testa deve andare in campionato perché non è più concesso perdere i punti visto che la zona “coppe” è distante.

 

 

 

 

A: Milan-Verona 1-0. Ora il Diavolo ha una vera punta da 3 punti

( febbraio 2025 )



Dopo la brutta prova in Olanda che ha visto inaspettatamente il Milan uscire dal campo del Feyenoord sconfitto, ma nulla di irrimediabile, Concencao e giocatori tornano con la testa sul Campionato, che li vede in piena lotta per raggiungere quanto meno il quarto posto. Che come anche i muri sanno, è vitale per la gestione economica di un big club. Nel 4-2-3-1 rossonero spazio a Musah e Sottil sugli esterni offensivi, per dare riposo a Leao e Pulisic o quanto meno per avere frecce di qualità fresche nella ripresa. Gimenez ovviamente punta avanzata di riferimento. Tuttavia nei primissimi minuti è il Verona al Meazza a partire meglio e con la pressione alta, rischia di far fare nuovamente brutta figura a Maignan, che su un tiro centrale e di piatto neppure troppo insidioso, fa nuovamente effetto saponetta con i guantoni, con la palla fortunatamente, che scavalca la traversa. Sarà l’unica volta comunque che gli ospiti sporcheranno i guantoni del portiere rossonero. Pian piano, infatti i meneghini prendono il controllo totale delle operazioni. Theo sembra in giornata, ma tutti hanno corsa nelle gambe e voglia ma il Verona inizialmente partito spavaldo con un 3-5-2, si rifugia rintanato con un 5-4-1 chiuso e molto abbottonato. Serve la qualità nello stretto dei giocatori di maggior tasso tecnico rossonero per scardinare la fitta maglia veronese. Quando Reijnders e Felix trovano dalla distanza l’angolino giusto, è molto bravo Montipò a rifugiarsi in entrambe le volte in calcio d’angolo. Gimenenz sino alla mezz’ora non ha effettivamente toccato palla, marcato stretto com’è. Ma quando lo fa lascia il segno, perché alla mezz’ora scattato sul filo del fuorigioco segna con un precisissimo e beffardo diagonale sul secondo palo, ma la rete è annullata per leggero fuorigioco. Nello scadere in piena area controlla e offre l’assist centrale per il sopraggiunto Musah che spara sopra la traversa a porta spalancata. Concencao la vuole vincere così dentro subito dal rientro dagli spogliatoi, Jimenez per Walker e Leao per Sottil. Il Verona nella ripresa è ancor più schiacciato nella sua metà campo e i padroni di casa sono farciti di giocatori che possono saltare l’avversario in ogni momento. Leao è ispirato, si muove tanto e non è un caso che da vero numero 10 ad un quarto d’ora dalla fine inventa l’azione della rete partita. Si prende la responsabilità di muoversi con la palla tra i piedi fuori dall’area, esce dalla zona calda per offrire la palla a Gimenez utilizzandolo come sponda. Il messicano al limite dell’area, intelligentemente gli offre a sinistra in area nuovamente la sfera, dato che Leao si è infilato dentro e con un delizioso controllo e pallonetto d’esterno basso supera Montipò offrendo la palla solo da spingere di testa da parte di Gimenez che ha seguito ancora l’azione del compagno e davanti alla linea di porta non può sbagliare. Milan avanti ed in pieno controllo con il Verona che non ha idee e forza per cercare il pareggio. Così si giunge al fischio finale con il Milan che riesce a tornare a vincere la seconda gara di fila in Campionato. Era da metà settembre che non capitava più.

 

 

 

 

C.L.: Feyenoord-Milan 1-0. Maignan e un Milan sotto tono complicano il ritorno

( febbraio 2025 )



Dopo una campagna invernale da parte della società rossonera che ha poco da invidiare ad una sontuosa estiva, non solo il Milan ha migliorato il suo organico e non di poco, ma se ci aggiungiamo anche il nuovo tecnico portoghese, questo “Diavolo” di inizio febbraio ha poco a che fare con quello di agosto. La buona prestazione della ripresa ad Empoli, quando Concecao ha schierato tutta la sua forza offensiva ha fatto subito sognare i milioni di tifosi milanisti, ma anche convinto che nel 4-2-3-1 i quattro Gimenez davanti supportato da Leao, Felix e Pulisic sia sostenibile. Specie se in mediana è presente la coppia Fofana e Reijnders. Con Tomori in panchina, la coppia di centrali davanti a Maignan è Thiaw e Pavlovic, affiancati da Walker e Hernandez. Davanti c’è il Feyenoord che dopo aver perso una decina di giorni addietro, il proprio forte centravanti messicano in favore proprio dei meneghini, in settimana ha cambiato anche il tecnico. Insomma gli olandesi non stanno vivendo un periodo molto sereno, tutto a vantaggio dei rossoneri. Però se ci si mette del proprio a farsi del male, di certo la strada si fà in salita. Infatti dopo una buona conclusione di Felix dal limite, ma non troppo insidiosa dopo un paio di minuti, sulla ripartenza un tiro dalla distanza ma molto sulla destra difensiva milanista, trova il forte portiere meneghino o distratto o poco concentrato, perché giunge non solo in ritardo sull’intervento basso sul suo primo palo, ma con i guantoni a budino che si fanno passare sopra la sfera, per il vantaggio dei padroni di casa. Il Milan prova a reagire, ma ogni fraseggio o scatto di Leao o compagni è seguito con terrificante ferocia e concentrazione dagli olandesi. C’è più gamba e rabbia nelle chiusure e ripartenze da parte dei calciatori del Feyenoord e se qualche conclusione giunge da parte dei milanisti non è mai troppo insidiosa. Non quanto la traversa che grazia Maignan al 36’ minuto. Poco dopo è emblematico che Leao partito dalla propria metà campo senza ostacoli, riesca a farsi chiudere in recupero da un difensore proprio quando è dinanzi al portiere. Anche nella ripresa il Milan ci prova, ma la forza e la qualità che ti attendi dai quattro davanti non emerge mai. L’americano è avulso dalla manovra e come Felix, spento o disorientato. Vanno tutti a sprazzi e sono gli olandesi in rapidi capovolgimenti di fronte a far venire qualche brivido. Giunge dunque il fischio finale dove il Milan non è mai riuscito veramente ad accendersi. Se non fosse stato per l’evidente errore di Maignan, la sfida sarebbe terminata in parità, ma la papera è avvenuta dopo 3’ minuti. In tutti i novanta minuti rimanenti il “Diavolo” non ha mai bruciato il fuoco che ha dentro. Dovrà farlo fra una settimana a San Siro nel ritorno se vuole approdare agli ottavi.

 

 

 

 

A: Empoli-Milan 0-2. Milan 2.0 di qualità e vincente

( febbraio 2025 )



Il Milan deve recuperare terreno in Campionato, ma allo stesso tempo, non essendo riuscito ad entrare tra le prime otto in Champions, dovrà settimana prossima affrontare gli olandesi del Feyenoord nell’andata dei sedicesimi. Quindi per Concecao c’è da fare anche un calcolo sulle energie da distribuire tra Italia ed Europa. Dalla sua ha la fortuna di avere avuto una società che è intervenuta, questa volta, tanto e bene sul mercato. Un mercato di riparazione che è stato effettivamente di alto spessore ed ha cambiato volto ai rossoneri conferendogli molta più qualità. A destra nel 4-4-2 il veterano Walker è di altra pasta rispetto ai suoi predecessori. Per non parlare di Felix che gira attorno alla punta avanzata Abraham. Così i meneghini si possono permettere di far rifiatare in panchina Leao, Pulisic e il messicano Gimenez. In Toscana però c’è un Empoli che nonostante giochi anche discretamente bene, nelle ultime otto di Campionato ha racimolato la miseria di soli due punti, con l’incubo zona retrocessione. Infatti i primi 20’minuti sono di gioco equilibrato in mezzo al campo con nessun tiro in porta. Ci prova in seguito Felix, che si muove molto, a differenza di Abraham, ma il suo tiro dal limite è strozzato e non centra neppure lo specchio. Sale l’Empoli come possesso palla e iniziativa e a quasi a 10’ minuti dal riposo, solo un palo interno con Maignan battuto salva gli ospiti. Come nel derby che furono tre i pali benedetti dal portiere del “Diavolo”. Così si và al riposo sul pari, ma dopo 8’ minuti dall’inizio della ripresa ecco giungere una di quelle situazioni che ti modifica la sfida. Tomori, già ammonito entra fallosamente in chiusura in una corsa disperata verso la propria area. Secondo giallo ed espulsione. Il fallo è chiaro, ma forse il giocatore dell’Empoli era scattato in fuorigioco, ma la Var, per regolamenti assurdi, non può intervenire quindi Milan in dieci. Dagli spogliatoi, erano entrati Leao, Pulisic e appunto l’attaccante messicano. Un Milan a trazione anteriore che ora ha il centrale di difesa in meno ed è quindi squilibrato troppo in avanti. Ci pensa però 10’minuti dopo il difensore Marianucci a riequilibrare gli uomini in campo, con un falletto a pallone lontano inutile e poco sportivo verso Gimenez. Un uomo a testa in meno e campo più grande. Una favola per i veloci attaccanti rossoneri. E di fatto ecco che Leao al 68’ porta di testa avanti il Milan incornando sul secondo palo perfettamente di testa il delizioso cross giunto dalla destra offensiva rossonera. Al 76’ minuto una classica ripartenza in stile Milan Concecao porta Pulisic partire centralmente e offrire un assist pregevole a destra per Gimenez, che da limite salta lateralmente verso il centro il suo marcatore davanti, quel tanto per trovare lo spazio e disegnare un tiro a giro a metà altezza per il definitivo 2 a 0. Felix sbaglia ad una manciata di minuti dal novantesimo, lo scavetto in stile goal alla Roma in Coppa Italia, per il 3 a 0, ma poco importa. La qualità alzata del Milan, ha fatto la differenza e i tre punti sono giunti in stile vera big.

 

 

 

 

A: Milan-Roma 3-1. Col nuovo vestito si và in semifinale

( febbraio 2025 )



Il Milan passa in semifinale di Coppa Italia, dove incontrerà la vincente tra Inter e Lazio, avendo battuto nella gara secca la Roma per 3-1. I rossoneri scendono in campo senza Leao, molto probabilmente per scelta tecnica e vogliono dare continuità dopo aver pareggiato il derby. I giallorossi puntano molto sulla coppa e si ripresentano con i titolari dopo il turnover con il Napoli. La partita inizia con un buon ritmo e con le due formazioni che si studiano. Al 16’ è il Milan che va in vantaggio. Grande colpo di testa di Abraham sul cross da sinistra di Theo, in posizione limite dopo la respinta di Svilar sul tiro di Reijnders. La partita è molto combattiva e anche la Roma non si arrende a perdere. Al 30’ i romani prendono la parte alta della traversa con Pisilli. La Roma cerca di sfondare con ogni mezzo ma è il Milan che al 42’ raddoppia con una doppietta di Abraham, che imbeccato da Theo nelle praterie concesse dalla Roma, a freddo riesce a batter Svilar in uscita. Termina il primo tempo con il Milan in vantaggio di due reti ma con la Roma che non è stata certo a guardare e si è impegnata a cercare di rimediare il risultato. Il secondo tempo inizia con il Milan in avanti, ma la Roma accorcia al 53’ con Dobyk che sul secondo palo appoggia in rete il cross di Angelino deviato da Walker e riapre la partita portando il risultato sul 2-1. Conceicao a questo punto butta in mischia i nuovi arrivati Gimenez e Joao Felix. Al 72’ arriva il tris del Milan proprio con il nuovo acquisto Joao Felix, che fa un pallonetto solo davanti a Svilar sull’imbucata dell’altra new entry Gimenez. La Roma si illude di recuperare terreno al 76’ quando Reijnder per anticipare Pellegrini la mette nella proprio porta, ma Dovbyk a inizio azione era scattato in fuorigioco. Termina la partita con il risultato di 3-1 per i rossoneri. La Roma avrebbe meritato qualcosa in più ma il Milan ci ha creduto fino alla fine, passando in semifinale. Ottimi i nuovi acquisti del Milan che si sono subito integrati, qualche disattenzione ancora in difesa. Ottima prestazione anche la Roma che nonostante la sconfitta non ha mai mollato e ha fatto vedere un bel gioco, ma deve fare attenzione alle ripartenze. Il prossimo impegno del Milan sarà in campionato contro l’Empoli, reduce da una sconfitta pesante.

 

 

 

 

A: Milan-Inter 1-1. Il Diavolo si aggrappa ai pali e l’Inter frena

( febbraio 2025 )



Il Derby di Milano tra Milan e Inter finisce con un pareggio per 1-1, pareggio che lascia ad entrambe un punto per la classifica. L’Inter parte subito forte con il possesso palla, mentre il Milan cerca con pazienza di stare concentrato per non subire il gioco degli avversari. Al 7’ i nerazzurri vanno in vantaggio ma il gol è viziato da fuorigioco e i rossoneri si salvano. Il Milan però non sta guardare e cerca con le ripartenze e in contropiede di sorprendere i cugini. L’Inter continua a far girare palla con i suoi tre centrali, mentre il Milan attende ben disposto in campo chiudendo gli spazi con grande attenzione. Al 33’ altro gol in fuorigioco annullato all’Inter che grazia ancora il Milan dallo andare in svantaggio. Ma al 45’ la sblocca inaspettatamente il Milan. Leao si lancia nello spazio e calcia imbeccato da Theo: Sommer respinge ma lascia lì dove arriva Reijnders che spara sotto la traversa per l’1-0 dei rossoneri che chiudono il primo tempo in vantaggio. Riparte la partita e subito Lautaro si mangia il gol del pareggio con un tiro che viene respinto dai piedi di Maignan. Mentre l’Inter cerca di recuperare lo svantaggio, il Milan chiude e cerca di ripartire. Al 64’ altro gol annullato per i nerazzurri e sono tre questa sera. La gara è apertissima con l’Inter che risulta alquanto sfortunato come al 67’ con Bisseck che prende il palo su bella azione. Ritmi alti per entrambe le formazioni, ma la fortuna questa sera è dalla parte del Milan. Al 83’ su corner, Thuram arriva, colpisce come può tra ginocchio e coscia e colpisce il palo interno!Sembra finita ma nel recupero al 91’ arriva il terzo legno dei nerazzurri questa volta su zuccata di Dumfries. Poi è ancora l’olandese a sfiorare il palo dopo una deviazione di Frattesi su cui si immola Maignan. Ma la partita non è ancora finita e la fortuna gira finalmente a favore dei nerazzurri, regalando al 93’ il meritato gol del pareggio. Palla dentro di Bisseck verso il secondo palo, sponda dell’ultimissimo arrivato Zalewski che accomoda per De Vrij che fa gol. Termina la partita sul risultato di 1-1. L’Inter avrebbe meritato la vittoria, anche alla luce di alcuni episodi non giudicati a favore dalla Var, e considerando che 3 pali e 3 gol annullati per fuorigioco rappresentano la superiorità dei nerazzurri sulla squadra avversaria. Dall’altra parte il Milan si è comportato in modo egregio applicando un ottimo fuorigioco e avendo trovato questa sera in Tomori e Pavlovic due ottimi difensori. I prossimi impegni delle due compagini saranno rispettivamente per l’Inter il recupero in campionato contro la Fiorentina che in questo momento non fa sconti a nessuno, mentre il Milan si troverà ad affrontare in Coppa Italia la Roma.

 

 

 

 

C.L. Dinamo Z-Milan 2-1. Primo tempo inguardabile e questa volta non la ribalta

( gennaio 2025 )



Verdetto amaro per il Milan contro la Dinamo Zagabria, con i rossoneri che perdeno per 2-1, nell’ottava e finale giornata della prima fase della Champions League. I rossoneri proseguiranno nella competizione ma dovranno fare i play-off avendo terminato al 13esimo posto in classifica a quota 15 punti. Un grosso rammarico visto che la Dinamo era alla portata dei rossoneri. Il primo tempo del Milan risulta veramente inguardabile e da film dell’horror. I rossoneri non riescono a giocare e subiscono il gioco della Dinamo. Al 19’ la Dinamo va meritatamente in vantaggio. Gabbia in un classico giro palla vuole fermare la palla sotto la suola ma inciampa e regala palla a Baturina che punta Maignan, in uscita al limite dell’area e lo batte per l’ 1-0. Al 39’ il Milan rimane in 10 per l’espulsione di Musah, altra tegola per la non brillante prestazione di rossoneri. A fine primo tempo Baturina sulla trequarti trova Kulenovic sul filo del fuorigioco, tenuto in gioco da Theo. Il suo destro, solo davanti a Maignan finisce fuori di niente. Al 53’ il Milan riesce a pareggiare: verticale di Tomori per Pulisic che in area, a difesa schierata, si gira e trova l’angolo. Mezza papera del portiere Nevistic e gol per il pareggio per 1-1. Al 60’ Pjaca riporta avanti la Dinamo. Servito in area da sinistra, bruci Tomori, troppo passivo e incrocia forte col sinistro sul secondo palo. Imparabile. Il Milan perde una partita giocata male, peggio in 11 che in 10 dopo l’espulsione di Musah. Cannavaro toglie la qualificazione agli ottavi ai rossoneri. Il sorteggio di venerdì deciderà per Conceicao la Juventus o il Feyenoord. La vittoria della Dinamo Zagabria sul Milan è stata una grande sorpresa per molti, ma ha dimostrato la forza della squadra croata. La Dinamo ha giocato con più intensità e ha meritato la vittoria. Il Milan, invece, ha mostrato le solite difficoltà nel creare occasioni da gol e ha subito meritatamente la sconfitta. La nota positiva è aver passato il turno seppur ai play-off, la negativa è la prestazione dei rossoneri anche in vista del turno in campionato contro i cugini dell’Inter.

 

 

 

 

A: Milan-Parma 3-2. All’ultimo respiro arriva la vittoria

( gennaio 2025 )



Si arriva qui a San Siro dopo la vittoria, sempre al Meazza, strappata con le unghie in Champions che porta oltre ad una posizione dentro le migliori otto, anche tanto entusiasmo. Fervore che i tifosi rossoneri attendono in questa gara di Campionato all’ora di pranzo domenicale. Concencao schiera il suo miglior 4-2-3-1, con le novità a destra come terzino di Calabria, e la coppia di centrali davanti a Maignan Gabbia e Pavlovic. Il Parma si schiera quasi a specchio e contiene l’aggressione iniziale rossonera anche con un pizzico di fortuna. Tra Gabbia e Leao sono almeno due le grandi occasioni sciupate dai meneghini nei primi 20’ minuti. La conduzione del match è nelle mani milaniste, ma è chiaro sin dalle prime battute, che gli emiliani non sono venuti a San Siro per fare le barricate e così dopo qualche potenziale brivido in difesa, al 24’ minuto, nuovamente Hernandez si fa beffare in una ripartenza non chiudendo a dovere e Cancellieri dalla destra al limite, trova il tiro a giro basso che supera Maignan. Il Milan accusa il colpo e fatica ad imbastire una vera reazione e anche a costruire nitide azioni da rete. Così ci pensa il portiere del Parma a 10’ minuti dal riposo, a dare una mano al Milan. Suzuki, infatti, nella sua area piccola, travolge inutilmente in uscita Pavlovic spingendolo apertamente. Rigore solare che Pulisic trasforma per il pareggio che rimarrà sino agli spogliatoi. Sorpresa di Concencao a inizio secondo tempo. Infatti non rientrano Theo e Leao e al loro posto vi sono Bennacer e il giovane Bartesaghi. Il Milan la vuole vincere ma fatica, anche perché Morata spesso cade nella trappola del fuorigioco. Dopo poco più di 10’ minuti da inizio ripresa escono Fofana e Morata per la velocità di Chukwueze e la fisicità in attacco di Abraham. Ma l’inglese non si vedrà in campo e proprio l’esterno destro al minuto 80’, perde in mediana una palla velenosa. Il Parma, come in altre occasioni parte con numerosi uomini nella metà campo rossonera e dopo una bella chiusura disperata di Maignan, la palla carambola sulla scivolata di Delprato. 3’ minuti prima Concencao aveva spedito anche Jovic in campo per una formazione ovviamente ultra offensiva. Però a 10’ dal termine i milanesi si trovano sotto. Ad un minuto dal novantesimo, su un’azione caparbia rossonera la palla aerea arriva a sinistra sull’imperioso stacco di testa di Pavlovic per il pareggio, che tuttavia viene annullato per fuorigioco dello stesso centrale. Il Milan non si abbatte e nei 6’ minuti di recupero prima con un ottimo movimento smarcante Reijnders si trova davanti a Suzuki che fredda sul suo primo palo. Al 95’ minuto, infine, in mischia è la gamba di Chukwueze a buttarla dentro per l’ennesima rimonta targata Milan-Concencao. Tanti errori dietro e alcuni giocatori non concentratissimi, ma Pavlovic e Calabia, che parevano da mesi ai margini del progetto hanno trascinato i compagni ad un successo importante, in chiave prossima partita, che sarà derby.

 

 

 

 

C.L.: Milan-Girona 1-0. Leao fa sognare gli ottavi

( gennaio 2025 )



Il Milan batte 1-0 il Girona nella settima partita del super torneo di Champions League, vittoria ottenuta grazie al suo miglior giocatore Leao. Il Milan arriva da una brutta prestazione in campionato dove ha subito una sconfitta dalla Juventus, giocando molto male e senza aggressività. Questa sera c’era bisogno di portare a casa punti per cercare di arrivare nelle prime otto per evitare i sedicesimi che comporterebbero due partite in più nel calendario già fitto del Milan. I rossoneri iniziano subito a pressare alto, costringendo il Girona a ripiegare nella propria metà campo. Leao sfiora il vantaggio con un gran tiro da fuori area, ma il portiere spagnolo si supera. Al 24’ Morata recupera palla a centrocampo e serve Reijnders che verticalizza subito su Leao che scatta sulla fascia e mette in mezzo dove trova Theo che impatta male il pallone e colpisce la traversa. Al 29’ altro palo per i rossoneri questa volta con Musah. Ma c’è anche il Girona ma Maignan blinda per ben due volte la porta. Al 37’ Leao la sblocca, Bennacer stoppa un contropiede del Girona e lancia Leao, che porta a spasso la difesa del Girona, poi sterza e batte Gazzaniga con un sinistro potente. Nei minuti di recupero, terza parata di Maignan che salva il risultato sul 1-0. Il Girona nel secondo tempo cerca il pareggio con insistenza, ma il Milan si difende con ordine. Il Milan controlla il pallino del gioco e nel secondo tempo cerca di gestire il vantaggio non scoprendosi. Il Girona prova il tutto per tutto per pareggiare ma alla fine il Milan ottiene la vittoria. Vittoria fondamentale per le proprie ambizioni in Champions League. Leao si è confermato decisivo, mentre la squadra ha mostrato una buona organizzazione tattica e una difesa attenta. Il Girona ha comunque lottato ma non è riuscito a trovare la via del gol. Il Milan si trova al sesto posto in classifica ed ha buona possibilità di passare nelle prime otto. Il prossimo impegno sarà contro il Parma in campionato.





 









A: Juve-Milan 2-0. Il Diavolo sparisce e la Vecchia Signora torna a vincere

( gennaio 2025 )



E’ una delle partite sempre più interessanti della Serie A, dai tempi dei tempi. Uno dei nostri “Classici”. Sia il Milan che la Juventus sono in ritardo rispetto alla capolista e non solo. E se vero che manchino ancora diverse giornate alla fine del Torneo, i punti che le distanziano dalla vetta e la solidità e caparbietà del Napoli non sembrano lasciare spiragli di speranze sia a Concencao e Motta. Tuttavia i punti a disposizione sono fondamentali per entrambe per inserirsi nella zona Champions. Oltretutto i bianconeri devono riscattare la rimonta subita in Supercoppa Italiana. Sia Concencao che Motta devono fare i conti con l’infermeria e anche con defezioni importanti. I padroni di casa sono senza centravanti e usano Gonzalez come falso nove dato che come punta avanzata non ha le caratteristiche fisiche di Vlahovic, così come la mancanza del figlio del mister milanista è una carta d’imprevedibilità in meno. Dall’altra parte i rossoneri hanno perso per squalifica Morata e per infortunio recente sia Pulisic che Thiaw. Il primo tempo parte lento e tutte e due le squadre sono guardinghe ma nella fase centrale entrambe vanno vicine alla rete creando in mischia i presupposti per portarsi avanti, ma le difese e i portieri sono attenti e sbrogliano la situazione. Uno 0 a 0 che profuma di quattordicesimo pareggio per i piemontesi. Ma nello spogliatoio Motta deve aver parlato con i suoi ragazzi dato che entrano immediatamente in campo con piglio aggressivo e ritmo delle giocate molto più accelerato. Il Milan si abbassa subito tantissimo e Maignan deve chiudere le sviste dei suoi compagni, ma a furia di insistere la Juve passa al 59’ minuto. Azione avvolgente dalla destra alla sinistra e quando Royal arriva in ritardo a sinistra sulla chiusura sulla botta di Mbangula, devia la traiettoria del pallone mettendo fuori causa Maignan. Il Milan non si sveglia e la Juve non commette l’errore di addormentarsi così 5’ minuti dopo dopo una palla persa da Fofanà in mediana, i centrocampisti di casa partono come razzi verso la porta di Maignan e quando la sfera giunge a sinistra a Weah, Tomori non chiude bene e la conclusione trova Maignan piantato a terra per il raddoppio bianconero. Inutili i cambi disperati di Concencao. Il Milan non produrrà nessuna vera o presunta occasione da goal e Motta torna a vincere, anche in uno scontro diretto. Un secondo tempo inguardabile da parte di tutti i rossoneri, poco spiegabile.













A: Como-Milan 1-2. Ancora una rimonta di carattere

( gennaio 2025 )



Il Milan si porta a casa i tre punti vincendo 2-1 contro il Como nel recupero della 19esima giornata di campionato, rimandata per gli impegni dei rossoneri in Supercoppa Italiana. Il Milan arriva da un pareggio opaco contro il Cagliari, mentre il Como si è rivelata, nonostante il penultimo posto in classifica, una squadra ostica sotto tutti i punti di vista. Il Como infatti inizia subito nel primo quarto d’ora ad essere più pericoloso rispetto al Milan, con quest’ultimo che appare molto disattento e poco reattivo. Dopo la mezzora di gioco, è ancora il Como che fa la partita, applicando una pressione alta e vedendo spesso la porta avversaria. Il Milan invece fatica ad uscire dalla propria area perché succube della pressione dei comaschi e inanella molti errori tecnici di impostazione nelle ripartenze. Finisce il primo tempo con il Como che ha approcciato meglio e con cattiveria la partita, al contrario dei rossoneri che fanno un passo indietro rispetto alla già non brillante prestazione contro il Cagliari. Riparte lo scontro ed è il Como che al 60’ va in vantaggio. I comaschi sono bravi ad approfittare degli enormi spazi lasciati dal Milan. Caqueret a controcampo lancia Diao sulla destra, l’esterno fugge verso Maignan, non trova praticamente opposizione da parte di Hernandez che lo fa tirare e il rasoterra finisce sul primo palo di Maignan portando in vantaggio i padroni di casa. Il vantaggio dura però 11 minuti perché al 71’ su angolo dalla sinistra, torre di Gabbia, Goldaniga alza di testa e Theo trova un sinistro al volo beffardo con una conclusione che sbuccia la palla che genera una traiettoria che si infila in rete per il pareggio. I rossoneri raddoppiano nel giro di 5 minuti: Abraham verticalizza per Leao, che supera Butez in uscita con uno scavetto e fissa il risultato sul 2-1 per il Milan. Il Como non demorde e vuole il pareggio e ci prova all’86’ con un cross basso di Kempf per Cutrone, che devia a botta sicura in area piccola ma Maignan compie un miracolo prendendola con la gamba. Nei minuti di recupero altro brivido per i rossoneri con Belotti che sbaglia clamorosamente su un passaggio perfetto per la sua testa. Finisce 2-1 per il Milan, che si porta a casa tre punti immeritati visto la brutta prestazione con molti errori e poche palle giocabili. Ma è il risultato positivo che conta e i rossoneri hanno portato a casa l’obiettivo. Il prossimo impegno sarà contro la Juventus, già battuta recentemente in semifinale di Supercoppa Italiana, ma in campionato sarà un’altra storia.











A: Milan-Cagliari 1-1. Stanchezza e muro sardo frenano il Diavolo

( gennaio 2025 )



Il mister Conceicao è alla sua terza panchina rossonera e anche al debutto in Campionato, eppure, per l’impatto che ha avuto sul mondo Milan, pare che si sia insediato da molti mesi. Grazie alla sua energia e carica, il Milan ha già alzato una Coppa, battendo, e pure in rimonta, sia la Juventus che l’Inter, entrambe favorite. Mica roba da niente. Così dopo i festeggiamenti, la missione è ribadire la stessa fame anche qui al Meazza contro il Cagliari. Anche perché la vetta è molto lontana, seppur ci siano due gare da recuperare, ma il primo obiettivo è recuperare terreno per entrare in zona Champions. I meneghini partono con la miglior formazione possibile e con un aggressivo e corto 4-3-3. Thiaw e Tomori sono divenuti i baluardi centrali titolari e torna anche Calabria come terzino, seppur sia Maignan il capitano. Musah, Fofana e Reijnders la cerniera di centrocampo e Morata davanti è supportato ai fianchi da Pulisic e Leao. Muscoli, velocità e tecnica per scardinare il 4-4-1-1 sardo che non è venuto a San Siro per fare la vittima sacrificale. Infatti la prima occasione è proprio degli ospiti, ma la mira di Viola davanti a Maignan è imprecisa. Sale il Milan che per 20’ minuti mette sotto assedio l’area cagliaritana, ma Caprile risponde sempre. Scemata alla mezz’ora la spinta milanese, sale il Cagliari e una splendida conclusione a giro dal limite chiama alla parata spettacolare, quanto miracolosa di Maignan che fa sì che si vada negli spogliatoi sullo 0 a 0. A inizio ripresa i padroni di casa entrano con rinnovato spirito guerriero stringendo l’avversario nella propria trequarti. Pulisic da poco dentro l’area tira d’esterno e con Caprile fermo a terra, la palla sbatte sulla parte alta della traversa. Poco male, perché al 6’ minuto della ripresa Theo pesca benissimo in area a destra Pulisic che tira anche da posizione molto defilata. La palla sbatte tra palo e portiere e torna in mezzo all’area e Morata da falco rapace si fionda superando il suo marcatore e porta avanti i meneghini. Partita in discesa? Macché! Forse di testa i rossoneri inconsciamente ritengono di aver superato l’ostacolo più grande e si rilassano. Trascorrono appena 4’ minuti dalla rete di Morata, quando Fofana prima perde palla banalmente in mezzo al campo e poi ciondola nel recupero, avviando il contropiede sardo in superiorità numerica quattro contro tre. Il Milan arretra e Zortea molto a destra e dal limite prova il diagonale, né troppo forte e neppure tanto insidioso. Maignan se prima aveva mostrato una parata da numero uno al Mondo, ora commette una vera paperata facendosi superare dalla palla che si insacca sul palo lontano. Tutto da rifare. Conceicaco con il passare del tempo prova la carta già utilizzata contro l’Inter e affianca Abraham a Morata. Entrambi hanno l’occasione davanti al portiere ma è più bravo Caprile a chiudere lo specchio e quando una punizione in pieno recupero da parte di Theo sembra sfondare la porta, è troppo centrale e Caprile respinge con i guanti. Il muro sardo regge all’assedio rossonero e il Milan, voglioso ma anche stanco deve accontentarsi di un solo punto. Un pizzico di sfortuna e anche i muscoli provati non hanno regalato la vittoria. Ma lo spirito non è mancato e questo è già un segnale positivo.









SCI: Inter-Milan 2-3. Ancora una rimonta del Diavolo. La Coppa è del Milan

( gennaio 2025 )



Una Finale e sopratutto giocata in un derby, è una partita secca e speciale, dove tutti i valori e i pronostici sono azzerati. Però, e qui c’è un però, è indiscutibile che la squadra di Inzaghi si presenti all’evento come favorita. E’ più forte sulla carta e ha una struttura di gruppo e di gioco oramai consolidata. Il Milan viene da una stagione costellata da alti e bassi che è costata due settimane addietro, anche meno, la panchina al mister Fonseca. Al suo posto Concencao ha già compiuto un mezzo miracolo ad eliminare una rivale forte ed importante come la Juventus. Qualche giorno in più e lo stesso Milan in campo contro i cugini parte molto più solido in questa sfida. Stessa gamba feroce ma ancor più compatto, tant’è che il gioco a memoria dei nerazzurri non riesce quasi mai. Il Milan nel suo 4-2-3-1 pressa alto ma senza buchi dietro. Tomori sembra quello dello Scudetto, portando avanti la sua linea difensiva. E’ vero che dalle parti di Sommer nella prima frazione non giunge un solo tiro in porta, ma le situazioni nelle quali il Milan fa venire i brividi alla retroguardia interista, non mancano. L’Inter con una transazione rapida e di qualità giunge al tiro pericolosa con Dimarco il cui tiro di esterno pare imprendibile, ma Maignan vola e devia in angolo. Una sorta di equilibrio si viene a formare ma nel minuto di recupero del primo tempo, il Milan si addormenta e l’Inter è rapida e bella a colpire, con l’armeno che fugge a sinistra e arrivato al limite porge centrale per Taremi che apre a destra per Lautaro che fa sedere Thiaw e Theo per trafiggere Maignan sul primo palo. C’è né per abbattere un Toro, e che dire dell’avio del secondo tempo, quando dopo neppure due giri di lancetta, de Vrij con un splendido lancio imbecca Taremi che è bravo a eludere il fuorigioco avversario e con un tocco raffinato gelare Maignan. Un uno due da abbattere chiunque, ma non questa squadra in formato Conceicao. E quando Aslani, entrato dopo l’infortunio del regista turco, perde una palla velenosa sulla propria trequarti, Mkhitaryan è costretto al fallo al limite. Dimenticavamo, che è appena entrato un certo Leao. Ebbene è Hernandez a calciare una punizione deliziosa che beffa Sommer. 2 a 1 e partita al 52’ minuto riaperta. Il Milan crea dalle due alle tre palle goal più che nette dove Sommer e Bastoni si immolano. L’Inter spreca il 3 a 1. Tutto può accadere, ma a 10’ dal termine, Leao fugge ancora, determinato a spaccare il match e la difesa dell’Inter, tutta è spazzata via e Pulisic non sbaglia. Parità. L’Inter ha la palla del 3 a 2 con Dumfries, ma Thiaw prima e Maignan dopo chiudono lo specchio. Quando in pieno recupero c’è l’ombra dei rigori, ecco ancora l’asso portoghese bruciare a destra centralmente l’area nerazzurra e offrire su di un piatto d’argento la palla della vittoria ad Abraham. Inter è sconfitta sul filo di lana da un Milan coraggioso che non ha mai mollato, pure davanti alle due reti di svantaggio. Cambia l’allenatore quest’anno, ma l’Inter perde ancora con il Milan nello stesso modo. Troppa supponenza e poca ferocia. I cambi e l’atteggiamento dei ragazzi di Conceicao hanno premiato il Milan. I cambi dell’Inter hanno indebolito la squadra, di testa e di gamba. Ha vinto la Coppa chi l’ha meritata di più sul campo e nel proseguo della stagione questo potrà essere un volano immenso per il “Diavolo”. L’Inter ha sprecato energie e perso due uomini importanti come Thuram e Calhanoglu, ma se vuole vincere qualcosa, deve saper anche dare di sciabola e non solo di fioretto.









SCI: Juve-Milan 1-2. Il Diavolo cattivo di Conceicao è in Finale

( gennaio 2025 )



Qui c’è la seconda semifinale della SuperCoppaItaliana. Uno dei più classici incontri nostrani, ovvero Juventus contro Milan. Favorita? Difficile a dirsi dato che entrambe hanno manifestato in questa stagione diverse difficoltà e infatti dalla vetta a poco meno del giro di boa di Campionato sono piuttosto distanti. La Juve ha la malattia della pareggite, visto che 11 gare con un solo punto su 18 giocate in Serie A, sono troppe, seppur le altre 6 siano solo vittorie. E che dire del Milan? Fonseca ha salutato pochi giorni prima di Capodanno e un altro portoghese siede sulla panchina rossonera. Oltretutto con idee calcistiche completamente differenti. Se il primo disegna un calcio propositivo fatto di possesso e controllo e costruzione attraverso geometrie, il secondo è molto “Mourinhiano”, ovvero combatto, strappo e colpisco con ferocia per vincere. Quindi con un cambiamento così rapido e perentorio la stessa Juventus non ha idea di cosa trovarsi dinanzi, ma al fischio iniziale ecco che si capisce subito che gara sarà. Di duelli fisici a tutto campo e nessun risparmio di energie da entrambe le fazioni. Tanti errori tecnici da una parte e dall’altra, ma un’intensità agonistica ai massimi livelli. Il 4-5-1 bianconero con Vlahovic punta di riferimento avanzato, sbatte inizialmente contro il 4-3-3 rossonero, privo di Leao a sinistra sostituito altissimo da Jimenez, che affianca Morata e Pulisic davanti. A rompere il gioco juventino e far ripartire veloce i tre davanti dovrebbero essere i tre centrocampisti, Reijnders, Bennacer e Fofana, ma in tutto il primo tempo il Milan non riuscirà neppure ad avvicinarsi dalle parti di Di Gregorio, neppure con un cross insidioso. E quando la Juventus al 21’ minuto parte, fa male. Infatti da sinistra in mediana Mbangula con forza scappa via e traccia a destra un diagonale per Yildiz che taglia fuori un inguardabile, ancora lui, Theo Hernandez. Thiaw, che probabilmente non si aspettava un buco di quella portata da parte del francese. Il centrale è in ritardo sul turco che davanti a Maignan lo perfora sul suo palo con un bolide sotto l’incrocio. Il Milan fatica a capire come offendere anche se i reparti sono corti e la Juventus gioca tranquilla e poco prima del riposo chiama ancora in causa Maignan che risponde presente. Un brutto Milan solo di corsa e senza alcuna idea, non pare possa avere speranze di ribaltare il match, invece, aiutato anche da una Juventus non troppo battagliera, entra nella ripresa con più rabbia e dopo qualche minuto và vicino al pareggio con un Hernandez che da pochi metri spara alto incredibilmente. La Juventus non capisce che deve cercare di alzare i ritmi e la concentrazione, anzi dopo 20’ minuti di gioco Motta cambia Vlahovic e Mbangula con Cambiaso e Gonzalez. La mossa non dà i frutti sperati, ed invece quella precedente di Conceicao, di inserire la doppia punta e Musah danno più peso ai suoi. Così ecco il primo aiutino bianconero, quando dopo un azione insistita in area piemontese, Locatelli entra incomprensibilmente da dietro, in area, su Pulisic che stava pure uscendo e il rigore c’è. Lo stesso americano sul dischetto non sbaglia. Siamo al minuto 71’ e la frittata è completa 4’ minuti dopo, quando sulla corsia destra Musah quasi sulla linea laterale crossa. Gatti è sfortunato che con la gamba distesa devia la traiettoria del tiro. Ingenuo Di Gregorio ad essere già in centro area a prendersi con i guantoni il traversone, lasciando scoperta completamente la porta. 2 a 1 e la Juventus è tramortita e incredula. Non reagisce , non ha testa e cuore per farlo, ed invece il Milan continua a combattere e và vicinissimo alla terza rete con Pulisic, ma il suo scavetto questa volta è fermato da Di Gregorio. In pieno recupero un cross in area rossonera porta Gatti alla conclusione davanti a Maignan, ma c’è Gabbia a chiudere. E’ finita e Motta deve chiedersi perché ancora una volta la sua squadra non è riuscita a chiudere una sfida che aveva in mano. Il Milan, seppur in modo un po' confuso, ha messo cuore, rabbia e gamba e ha reagito ai suoi problemi, meritandosi il derby in Finale.











A: Milan-Roma 1-1. Pareggio altalenante dei saluti

( dicembre 2024 )



Da tempo ogni partita disputata dai rossoneri poteva essere quella decisiva per il futuro del tecnico del “Diavolo”. Due momenti chiavi furono il derby e la sfida di Champions contro i campioni dell’ex Ancelotti. Fonseca aveva vinto entrambi con merito e con scelte coraggiose. Anche in queste ultime uscite, le voci di un avvicendamento sulla panchina di Milanello non erano scemate, tutt’altro. Al Meazza a far visita ai rossoneri, arriva la Roma che si è risollevata grazie al poker inflitto al Parma. Fonseca fa a meno dei giocatori chiave come Pulisic e Leao e torna dal fischio iniziale Theo Hernandez. Il Milan parte bene e vivace ma i giallorossi prendono quota e con una bella azione si trovano davanti a Maignan che sarebbe anche superato dal tiro di Dovbyk, se non fosse il palo a respingere la palla fuori dalla porta. Scampato il pericolo e siamo al minuto 16’ Fofana avvia l’azione del vantaggio milanista dalla sua trequarti, partendo palla al piede. Superata la mediana scarica sulla sua sinistra avanzata per Morata che ripassa la sfera allo stesso Fofana centralmente dianzi all’area romanista, che nel frattempo aveva seguito l’azione e a sua volta libera a destra per Reijnders che in area supera di prima Svilar. Un paio di minuti dopo quasi il Milan si ripete in un’azione fotocopia, ma questa volta non giunge il goal, cambiando il seguito della sfida. Infatti al 23’ minuto è a dir poco splendida l’azione che porta al pareggio con Dovbyk che sulla sinistra offensiva giallorossa in area, di spalle, offre di tacco al volo centralmente l’assist per la conclusione, sempre al volo e altrettanto spettacolare, da parte di Dybala che trovando il palo alla destra di Maignan lo trafigge per il pareggio. La gara è aperta e spettacolare sino alla fine. Forse da entrambe le parti certi meccanismi difensivi non funzionano al meglio, vista la facilità con la quale si giunge al tiro da entrambe le parti. A questo punto salgono in cattedra entrambi i portieri. Maignan e Svilar sventano almeno due volte a testa due goal già fatti quindi non tanto errori degli attaccanti, ma applausi ai due portieri che così facendo mantengono il risultato di 1 a 1 sino al fischio finale. Finale amaro che porta a fine match, anche al definitivo esonero del mister Fonseca che per proteste su un potenziale rigore per i suoi ragazzi era già stato allontanato dalla sua panchina anzi tempo. Un segnale anticipato di quanto sarebbe accaduto successivamente nel post gara. Un altro portoghese siederà sulla panchina del “Diavolo” e avrà nel giro di una settimana la possibilità di vincere già il suo primo trofeo con il Milan. Possibilità non lasciata all’oramai ex tecnico Fonseca.











A: Verona-Milan 0-1. Sufficienza da 3 punti

( dicembre 2024 )



Il Milan vince in trasferta contro il Verona per 1-0 e guadagna tre punti fondamentali per non perdere posizioni in classifica. I rossoneri con il minimo sforzo si portano a casa in questo modo un risultato prezioso. Fonseca punta ancora sui giovani Jemenez e Terraciano mentre in attacco, causa forfait di Morata, schiera Abraham. La partita inizia ma già dai primi minuti si capisce che sarà una sfida noiosa e con molti falli che rende il gioco spezzettato. Durante tutto il primo tempo il copione non cambia con il Milan che prova a sfondare, ma non trova soluzioni e seppur il Verona non sia arrenda non è capace di creare pericoli. Il primo tempo è noioso e avaro di emozioni. Due i momenti davvero degni di nota che si sono rivelati due tiri rispettivamente di Susvol per il Verona e di Terraciano per il Milan, entrambi pericolosi ma i portieri sono attenti a sventarli. Per il resto, ritmi blandi, sopratutto dagli ospiti che non sono stati in grado di trovare soluzioni offensive. I rossoneri sono lenti e prevedibili mentre il Verona controlla. Fonseca nel primo tempo dopo circa mezzora perde per infortunio anche Leao, presumibilmente per problemi muscolari. Inizia il secondo tempo ed è il Milan che riesce ad andare in vantaggio al 56’ con Reijnders. La gara si sblocca grazie ad un’intuizione di Fofana che ancora una volta si trasforma da mediano in suggeritore: fornisce un assist per Reijnders che di destro infila Montipò. Al 63’ il Milan cerca di raddoppiare con Jimenenz che si libera al tiro con un ottimo spunto e conclude sul primo palo ma Montipò mette in angolo. La partita prosegue ma senza altre occasioni né da una parte né dall’altra e si conclude con la vittoria dei rossoneri per 1-0. Tre punti che fanno respirare il Milan in classifica ma che non guariscono i problemi che affliggono il Diavolo. Il Milan nonostante in linea di massima ha meritato di vincere, non ha convinto. Gli unici che si salvano questa sera sono Fofana e Reijnders che hanno tenuto insieme la squadra. La difesa non ha subito alcun pericolo. I giovani Terracciano e Jimenez si sono dimostrati vogliosi di fare bene. Le note positive però non sovrastano la negatività di atteggiamento e la poca voglia di alcuni elementi nell’affrontare gli impegni che nonostante il risultato positivo della serata il Milan si porta dietro da alcune settimane. A tutto si aggiunge l’ennesimo infortunato, questa volta Leao, elemento indispensabile per i rossoneri. Il prossimo impegno dei rossoneri sarà in Campionato contro la Roma, altra scontenta del nostro Campionato.









A: Milan-Genoa 0-0. Pareggio con pizzico di sfortuna e tanti fischi

( dicembre 2024 )



Il Milan impatta per 0-0 contro il Genoa perdendo la possibilità di limare lo svantaggio accumulato nelle scorse partite, anche alla luce dei risultati favorevoli ai rossoneri rimediati ad esempio dalla Juventus che ha pareggiato contro il Venezia. Fonseca, nonostante la vittoria in Champions, non è soddisfatto dell’atteggiamento della squadra tenuto nell’ultima partita e mette in campo due giovani del Milan Futuro, Liberali e Jimenez. La partita inizia con un buon Milan che crea gioco e arriva spesso al tiro ma non è abbastanza cinico da fare gol. Il Genoa si difende bene e non crea praticamente nessuna azione degna di nota. Anche il Milan dall’altra parte tiene un ritmo molto basso, fa circolare bene la palla ma è sempre sotto porta che manca il guizzo finale che gli permetterebbe di andare in vantaggio. Al 22’ dopo aver chiesto invano due rigori, Milan vicino al vantaggio prima con un destro di Reijnders deviato da Miretti appena sopra la traversa e poi con un sinistro al volo di Chukwueze sul cross di Jimenez. La partita prosegue e il primo tempo si chiude senza reti e con occasioni sporadiche per i rossoneri. Il secondo tempo vede l’ingresso di Morata al posto di Abraham. Al 47’ cross di Chukwueze, la spizza Royal ma Leali con un colpo di reni la toglie dalla porta, impedendo il vantaggio ai rossoneri. Il Milan continua a macinare gioco ma è sempre sotto porta che manca il colpo finale per andare in vantaggio. Gli attaccanti rossoneri non trovano la porta, prima al 69’ è Leao che non centra lo specchio e poi al 75’ Morata in contropiede salta Badelj ma poi col sinistro non trova la porta nonostante fosse metto in ottima posizione. Al 78’ Reijnders pesca in area Morata che con il destro centra in pieno la traversa con la porta quasi spalancata!La partita prosegue ma senza reti e finisce così la partita tra Milan e Genoa sullo 0-0. I rossoneri escono fischiati dai propri tifosi. Il Milan stasera è apparso in forma dal punto di vista della “gamba” e del gioco ma non è stato aggressivo sotto porta. Ottimi i due giovani sopratutto lo spagnolo in prestito dal Real, Jimenez. Nel complesso la squadra di Fonseca non ha giocato male, il problema è stato di atteggiamento poco voglioso e cinico sotto porta. La classifica per i rossoneri si allunga e vede scappare i primi posti. Il prossimo turno sarà contro il Verona e mister Fonseca dovrà strigliare per l’ennesima volta i suoi giocatori visto che non è più possibile concedere punti agli avversari.













C.L.: Milan-Stella Rossa 2-1. Solo alla fine, ma arrivano i 3 punti

( dicembre 2024 )



Missione 3 punti, questo contava per i rossoneri, non solo per proseguire il cammino verso la fase ad eliminazione diretta, ma anche per raggiungere un piazzamento tra le prime otto che vorrebbe dire accedere direttamente agli ottavi. A San Siro una vecchiai conoscenza, quella Stella Rossa che decenni fa, fece male al Diavolo in quella Coppa Campioni. Ma questa Stella Rossa fa meno paura, non fosse altro che per i soli 3 punti conquistati sino ad ora. Però tutti fatti nell’ultima Giornata battendo lo Stoccarda, quindi per gli ospiti è probabilmente una delle ultime occasioni per non uscire anzi tempo dalla competizione. Fonseca schiera tutti titolari, ma per non farsi mancare nulla ecco le prime tegole sulla testa poco prima della mezz’ora. Sino a quel punto una paio di scatti di Leao e nulla più, ma anche un brivido preso da Maignan dopo un quarto d’ora quando a portiere battuto un’azione insistita degli ospiti porta la palla a stamparsi sulla traversa. Ma dicevamo delle tegole. In 2’ minuti si fanno male per problemi muscolari Loftus-Cheek e Morata. Dentro Chukwueze con Musah spostato al centro e Abraham in attacco. I meneghini si svegliano e iniziano veramente a farsi pericolosi dalle parti di Gutesa, specie con l’ex romanista. Ma è sempre l’uomo di maggior talento di Fonseca che ha le carte per far svoltare un match, come quando a 3’ minuti dal riposo è bravissimo a smarcarsi e inserirsi in area. Il portoghese infatti, raccoglie un bel lancio dalle retrovie agganciando la sfera perfettamente con il destro e in un battito di ciglia di sinistro la butta nell’angolino del primo palo. Abraham avrebbe un paio di minuti dopo anche l’occasione del raddoppio prima di andare negli spogliatoi ma è bravo Gutesa a rifugiarsi in angolo. Come accaduto a Begamo, nella ripresa i padroni di casa calano il ritmo e conseguentemente gli ospiti trovano più coraggio e più iniziativa e non è un caso che con la loro pressione alta rubano palla nella trequarti rossonera e infilano Maignan al minuto ’67. Nella circostanza è stato molto superficiale e leggerino davanti alla difesa Musah. Il Milan non può sciupare un’occasione del genere in casa e prova a vincerla esponendosi anche a contropiedi. Ci vuole l’ingresso del giovanissimo Camarda che a 3’ dal novantesimo si smarca su un cross dal limite e di testa chiama alla paratona Gutesa che smanaccia la palla sulla traversa. Per un attimo la sfera stessa danza davanti alla porta e Abraham è il più rapido nel giungervi e a buttarla dentro per il definitivo goal della vittoria. Non un Milan spettacolare e non tutti i suoi attori sono stati forse all’altezza delle aspettative, ma contava vincere e l’obiettivo è stato raggiunto. Il Milan è praticamente passato, ora bisogna vedere se ai sedicesimi o direttamente agli ottavi.















A: Atalanta-Milan 2-1. Non basta metà partita al Milan per fermare la Dea

( dicembre 2024 )



Nell’anticipo serale del venerdì si scontrano Atalanta e Milan e il risultato finale è a favore dei bergamaschi che si portano a casa i tre punti, vincendo 2-1 e infilando la nona vittoria consecutiva in campionato e agguantando momentaneamente il primato in classifica. I rossoneri invece con questa sconfitta falliscono di raggiungere la tanto ambita zona Champions. Il Milan inizia subito aggressivo, e dopo soli 15 secondi va vicino al gol merito di una verticalizzazione improvvisa che nel giro di tre passaggi permette a Pulisic di presentarsi davanti alla porta avversaria difesa da Carnesecchi che respinge con fatica. Il Milan pressa e va in vantaggio con Morata, ma il gol viene annullato per fuorigioco. La partita ha dei cambi repentini velocissimi e al 12’ la Dea va in vantaggio proprio con ex di turno De Ketelaere. Punizione di sinistra e colpo di testa vincente del belga che sovrasta Hernandez e mette in rete per l’1-0, con vibranti proteste dei rossoneri per fallo sul francese ma la Var convalida la decisione dell’arbitro. Al 22’ il Milan raggiunge il pareggio sull’asse di sinistra: Hernandez verticalizza per Leao che supera Bellanova in velocità e crossa basso e teso per l’accorrente Morata che mette la palla nel sacco. Il primo tempo risulta molto divertente come ci si aspettava e giocato su ottimi ritmi. Poche le fasi di ristagno. Il Milan è stato coraggioso ed abile a trovare varchi mentre l’Atalanta è andata meglio nella manovra e nella circolazione del pallone, quindi nel primo tempo, il pareggio è il risultano corretto. Inizia il secondo tempo e Fonseca deve fare i conti con l’infortunio di Pulisic e inserisce Loftus-Ceek. In questo avvio di ripresa c’è una fase di studio e le squadre tendono a scoprirsi di meno rispetto al primo tempo dove i capovolgimenti di fronti erano ripetuti. I ritmi restano bassi durante tutto il secondo tempo e la partita è meno divertente perché entrambe le squadre non vogliono rischiare e scoprirsi. Al 79’la Dea si risveglia e riparte veloce di contropiede con Samardzic che scarica per Lookman che mette in difficoltà Maignan con destro rapido. All’87’ proprio Lookman porta avanti i nerazzurri. Su angolo dalla destra, Kolasinac spizza al centro area e la palla arriva a Lookman , che passa alle spalle di Emerson e a due passi da Maignan lo infila di testa per il 2-1 per i padroni di casa. Al 93’ Maignan compie un miracolo su Retegui, che di contropiede secco si invola in solitaria, ma il portiere francese lo mura evitando il 3-1. L’Atalanta si porta a casa i tre punti e scavalca momentanea il Napoli. Milan punito nei minuti finali di un secondo tempo soporifero in cui entrambe le squadre davano l’impressione di accontentarsi del pareggio. Non c’è pausa per due formazioni che dovranno subito pensare alla Champions.









A: Inter-Parma 3-1. Qualità con distrazioni finali

( dicembre 2024 )



L’Inter torna in campo dopo il poco più del quarto d’ora giocato a Firenze, con gara rinviata per il malore al giocatore Bove. Inizia dunque un periodo ristretto e massiccio di partite tutte ravvicinate e anche dal peso specifico non trascurabile. I nerazzurri se dovessero in questo primo anticipo del venerdì far bottino pieno, riavvicinerebbero la capolista che ospita una buonissima Lazio. Ma a San Siro arriva un Parma di qualità che proprio nell’ultima Giornata ha battuto i biancocelesti per 3 a 1. Gli emiliani sono in una zona di classifica piuttosto tranquilla occupando la fascia esattamente centrale della Serie A e al Meazza si dispongono con un attento 4-2-3-1 pronto a chiudere e ripartire verso Sommer. I meneghini nel loro canonico 3-5-2 sono con i titolari, tranne Bisseck e de Vrij che non faranno rimpiangere Pavard e Acerbi. Con un ritmo non forsennato, ma costantemente concentrato e attento i nerazzurri comandano da subito il match iniziando ad affacciarsi sempre più dalle parti del portiere parmense. I padroni di casa vanno anche in rete con Lautaro, ma Dumfries sulla destra è scattato precedentemente in fuorigioco. Con l’armeno, Thuram e Lautaro i nerazzurri sprecano dalle tre alle quattro palle goal, anche se parte del merito bisogna darlo anche alla reattività dell’estremo difensore emiliano, che però a 5’ minuti dal riposo, nulla può sulla magia dell’esterno sinistro interista. Infatti Dimarco compie una magia in area, quando a sinistra riceve palla che fa scomparire di tacco mettendo fuori causa la difesa avversaria e trafigge Suzuki. Il Parma và al riposo sotto di una rete, ma anche se è vero che poteva subire già in precedenza il goal, è altresì innegabile che poteva sfruttare meglio un paio di ripartenze. Nella ripresa i padroni di casa non commettono l’errore di staccare presto la spina e concentrati cercano di chiudere la sfida senza rischiare nulla dietro. All’8’ minuto magia dell’armeno che in mediana pesca perfettamente l’inserimento di Barella senza palla tra le maglie dei difensori ospiti. Il centrocampista ex Cagliari si incunea in area, si ferma e fa andare a vuoto l’estrema ultima scivolata del difensore davanti e piazza di qualità la palla sul palo lontano coperto da Suzuki. L’Inter sta bene e continua a produrre calcio e a creare. Tutti i compagni assistono Lautaro che vogliono torni al goal. Ma l’argentino nella ripresa sia di testa che di piede non è molto fortunato questa sera. Lo è invece al minuto ‘66 Thuram che è lesto sul secondo palo a spingere in rete l’appoggio di testa di Bisseck dal primo palo. Sul 3 a 0 i meneghini giocano con spettacolo a anche con cinque cambi ma all’81’minuto una ripartenza rapida del Parma produce un’autorete di Darmian che chiude male assieme ai suoi compagni di reparto. Poco male, il match è terminato e con una vittoria che può mettere pressione a quelle che stanno lottando per il vertice.







C.I. Milan-Sassuolo 6-1. Un Diavolo di Milan và ai quarti

( dicembre 2024 )



Il Milan si porta a casa l’accesso ai quarti di Coppa Italia, battendo 6-1 il Sassuolo. Il Milan scende subito in campo voglioso di chiudere la partita e centrare l’obiettivo del passaggio del turno. Al 12’ va già in vantaggio con Chukwuwze, che servito in profondità da Reijnders, arriva a tu per tu con Satalino e insacca alle sue spalle per 1-0 per i rossoneri. Passano cinque minuti, scambio tra Leao e Abraham al limite, dal contrasto la palla finisce sul piede di Reijnders che fa partire una botta che si infila in rete per il raddoppio del Milan. Il Milan non lascia tregua al Sassuolo e al 21’ cala il tris. Cambio di gioco dalla sinistra, al limite dell’area Abraham gira per Chukwueze che sbuca dalla destra, che tutto libero fa partire un tiro verso la porta ospite e insacca ancora, segnando in questo modo una doppietta. Il Milan vuole subito chiudere la pratica e al 23’ cala il poker. Lotfus Cheek serve in profondità la verticalizzazione di Leao e anche lui ha gioco facile a infilare la difesa ospite e Satalino. La partita prosegue ma di fatto il primo tempo chiude i giochi a favore del Milan. Il secondo tempo vede ancora il Milan in avanti e porta il risultato sul 5-0. Al 56’ pochi istanti dopo un’occasione di Musah, respinta da Satalino, Pulisic cerca la conclusione da fuori prendendo il palo con un tiro a giro:la palla torna in campo dove Tomori non arriva per la deviazione, così la palla finisce a Calabria che insacca il quinto gol rossonero. Al 59’ arriva il gol della bandiera del Sassuolo. Assolo sulla destra di Antiste, che si libera di Terracciano che entra a vuoto, crossa la centro per Mulattieri che anticipa tutti e infila Torriani per il primo gol della squadra ospite. Al 62’ i rossoneri rispondono subito alla rete ospite, lanciato verso la porta da Okafor è Abraham a firmare il 6-1. Termina 6-1 con un risultato tennistico alla Sinner la partita e proietta il Milan ai quarti dove incontrerà la vincente tra Roma e Sampodoria. I rossoneri questa sera non hanno lasciato spazio agli avversari sul piano del gioco e hanno chiuso velocemente e con voglia di fare bene la partita. Ottimi tutti i giocatori impegnati da mister Fonseca, ma non bisogna dormire sugli allori perché già venerdì si riparte con un altro incontro in campionato contro la lanciata Atalanta che è in ottima forma.











A: Lecce-Juve 1-1. Non basta un tempo alla Juve per vincere

( dicembre 2024 )



La Juventus pareggia 1-1 anche in campionato contro il Lecce. Il Lecce reduce dalla vittoria contro il Venezia cerca continuità, mentre la Vecchia Signora deve fare i conti con l’emergenza infortunati, ben 9. La partita inizia ed è subito Juventus. Al 6’ Thuram a porta praticamente sguarnita e da due passi colpisce malissimo il pallone che carambola sul palo alla destra di Falcone, che viene battuto e poi si perde oltre la linea del fondo. Grandissima occasione per i bianconeri che però non viene sfruttata. Il Lecce non sta a guardare e mette pressione agli avversari. Al 16’ a causa di un errore della difesa giallorossa e su ottimo recupero della Juventus, Conceicao dalla distanza centra il palo. La Juventus continua ad essere pericolosa e al 24’ va anche in vantaggio con Weah, ma il gol viene annullato per un fuorigioco, lasciando il risultato in parità. Il Lecce nonostante la forte pressione dei bianconeri non rinunciano a farsi avanti e a cinque minuti dall’intervallo una incomprensione tra Cambiaso e Perin in area favorisce Morente che però non riesce ad approfittarne. Il primo tempo finisce in parità anche se avrebbe meritato la sfortunata Juventus il vantaggio visto le azioni create. La gara riparte ed è aperta. Il Lecce incassa i colpi della Juventus che però non è abbastanza cinica sotto porta e il Lecce riparte bene. Al 68’ Cambiaso riesce a sbloccare la gara con un tiro in porta che viene deviato da Gaspar e che beffa Falcone che non può fare nulla. Juventus pertanto in vantaggio per 1-0.Un minuto dopo la Juventus con Koopmeiners cerca il raddoppio ma la sua conclusione è respinta in angolo. Al 76’ la Juventus inizia a soffrire con Krstovic che crea scompiglio in area bianconera. Il Lecce non molla e continua a proiettarsi in avanti provando a sorprendere la Juventus. Al 87’ un traversone quasi raggiunge Rebic ma Perin è attento e lo anticipa. Nei tempi di recupero arriva l’assalto finale. Al 91’ Locatelli si immola con il petto e respinge la prima conclusione che poi Perin a mano aperta salva di nuovo. Ma al 93’ arriva la beffa per i bianconeri: Rebic servito da Krstovic riporta la situazione in parità e finisce la partita tra Lecce e Juventus con il pareggio per 1-1. Il Lecce ha meritato il pareggio e vengono giustamente premiati perché ci ha creduto fino alla fine e hanno comunque tenuto testa ai bianconeri, seppur quest’ultimi molto incerottati e sfortunati sotto porta. Dall’altra parte la Juventus deve prendersela con sé stessa in quanto ha avuto ghiotte occasione per raddoppiare e chiudere la partita. Il pari scontenta molto i bianconeri anche per questo ragione. Il prossimo impegno dei bianconeri sarà in casa con il Bologna, squadra che soffre di alti e bassi.













A: Milan-Empoli 3-0. Nella nebbia il Diavolo accende i fari e vince

( dicembre 2024 )



Sulla carta poteva essere una gara abbastanza agevole. Ai fatti non lo era in effetti. Il Milan in Campionato ha perso molto terreno, a partire dalla sfida da recuperare a Bologna. Ma anche l’ultima Giornata che ha visto i rossoneri pareggiare al Meazza contro la Juventus attraverso un conduzione di match a dir poco oculata, ha lasciato i più, interdetti e stupefatti. Con quelle davanti che hanno tutte vinto, il Milan ha sciupato un’occasione d’oro per accorciare su una rivale davanti, creando poco o nulla per tutta la sfida. In mezzo c’è stata la partita di Champions controversa. La trasferta a Bratislava ha visto la squadra di Fonseca vincere nella ripresa grazie anche ai giocatori come Leao inseriti direttamente dagli spogliatoi. Quindi i meneghini hanno raddrizzato la propria classifica in Europa. Ora tocca farlo qui in Italia e quale occasione migliore se non davanti ai propri tifosi e contro l’Empoli? Toscani che non vanno affatto sottovalutati visto che hanno messo già in difficoltà altre big e sono la quarta difesa del Torneo. Oltre al fatto che a centro classifica con un’eventuale successo qui a Milano, agguanterebbero proprio i padroni di casa. Fonseca nel suo 4-2-3-1 parte sul sicuro con i rientri di Leao e Morata davanti e della difesa a quattro di Coppa, rimane solo Theo. E il Milan, senza bruciare l’erba, comunque parte bene al comando delle operazioni. Nessun svarione a centrocampo o dietro e i veloci giocatori azzurri non hanno mai il tempo di ripartire. Con padronanza i milanesi si avvicinano sempre più alla porta di Vasquez, scaldando i motori con tiri di poco a lato, sino a quando dalla destra la sfera arriva al limite dentro l’area. Leao si gira e tira e la palla viene carambolata sulla sinistra offensiva rossonera dove è ben piazzato Morata che di prima la butta dentro. Siamo al minuto 19’ e i padroni di casa si portano meritatamente avanti, più per la gestione della gara che per le occasioni limpide da goal costruite. L’Empoli si vede solo un colpo di testa che supera la traversa, e mentre la nebbia cala con insistenza sullo stadio, il Milan ci vede bene e tiene la partita in pugno. L’Empoli non riesce a venirne a capo neppure in quei pochi momenti che si trova la sfera tra i piedi, perché i ragazzi di Fonseca sono corti, compatti e vogliosi di vincere. Si ha sempre la sensazione che se il Milan trova il varco giusto possa fare male e infatti ad 1’ minuti dal riposo ecco un’altra pressione alta con la palla che da destra arriva a centro area bassa e questa volta è Reijnders a prenderla in pieno stile in mezza volè, che non lascia scampo a Vasquez, sul palo lontano. Si parte dunque con il Milan nella ripresa rilassato con il doppio vantaggio. Anche troppo tranquillo dato che una percussione a sinistra dei toscani dopo 8’ minuti si schianta sulla traversa a Maignan battuto. E’ il segnale della sveglia che riporta i padroni di casa concentrati e desiderosi di vincere. Con l’Empoli che prova ad aumentare la propria trazione anteriore, gioco forza lascia più campo nelle retrovie e al 69’ minuto è bravo Musah a partire e tagliare in mezzo al campo aprendo poi a sinistra per Reijnders. L’olandese taglia verso il centro dell’area con Leao, che correndo invece a sinistra si porta via i due difensori agevolando la prenotazione verso l’area del centrocampista che sigla dal limite la sua doppietta personale. E’ quindi tempo di cambi e di far riposare qualcuno sul 3 a 0 con la gara archiviata. L’Empoli è già sul pullman per il viaggio di ritorno e Abraham và vicinissimo al poker. Un buonissimo Milan si rilancia anche in Campionato, in attesa di assistere a chi davanti deve ancora scendere in campo.















CL: Aston Villa-Juve 0-0. Incerottata, ma indenne in Inghilterra

( novembre 2024 )



Finisce 0-0 tra Juventus e Aston Villa nel quinto turno di Champions League. Motta deve far fronte anche alla solita emergenza infortuni con la lista di indisponibili in infermeria che si è allungata a otto elementi. La partita parte subito molto equilibrata con la Juventus che cerca di conquistare metri di campo anche se non riesce ad impensierire davvero il portiere avversario Martinez. Le due formazioni si equivalgono per buona parte del primo tempo senza creare occasioni pericolose né da una parte né dall’altra. La prima vera conclusione della partita arriva al 36’ ad opera di Watkins ma è attento il numero uno della Juventus a respingerla. Arriva praticamente immediata la replica della Juventus al primo tiro in porta dell’Aston Villa ed è di Weah ma la conclusione termina alta sopra della traversa di Martinez. La partita sembra accendersi e al 42’ Conceicao dribbla e supera un avversario, calcia col sinistro, da posizione leggermente defilata, ma non inquadra bene la porta e Martinez blocca il pallone sul primo palo. Al primo minuto di recupero brivido per la Juventus con Digne che scheggia la traversa da calcio su punizione al limite dell’area. Finisce senza reti il primo tempo caratterizzato da ritmi non elevati e poche occasioni nel complesso. Il secondo tempo inizia su ritmi più elevati. Al 48’ Conceicao scatenato supera prima Digne, poi Rogers e alla fine dal fondo prova a cercare Koopmeiners con un colpo d’esterno che finisce sul braccio di Torres, ma non ci sono gli estremi per il calcio di rigore perché era attaccato al corpo. Al 65’ miracolo del portiere argentino dell’Aston Villa che para sulla linea di porta il colpo di testa di Conceicao. L’arbitro indica il suo orologio e la goal line technology ha confermato che il pallone non ha oltrepassato la linea, quindi il risultato rimane invariato sullo 0-0. Al 71’ dopo l’intervento provvidenziale di Martinez, dall’altro lato del campo è Locatelli che salva sulla conclusione di McGinn. La Juventus si salva all’ultimo e l’Aston Villa chiude la gara con tanti rimpianti per un questo gol annullato a Rogers per un fallo precedente su Di Gregorio in area. Nessun gol, un punto a testa e un altro pareggio sul cammino della Juventus in Champions League. L’unico che si salva della serata è Conceicao. Sarebbe stata una beffa perdere per una gara che la squadra di Thiago Motta non meritava di perdere, ma nemmeno di vincere. Quindi il pareggio risulta il risultato più giusto. La Juventus perde anche Savona, che diventa così il nono infortunato della rosa. Il prossimo impegno della Juventus sarà in campionato contro il Lecce.











CL: Inter-Lipsia 1-0. Fatica ma vittoria raggiunta

( novembre 2024 )



L’Inter ha l’obiettivo, non troppo velato, che è quello di puntare ad entrare a fine Girone di Champions, tra le prime otto, con il grande vantaggio di passare direttamente agli ottavi saltando le due sfide dei sedicesimi. Inter quasi titolare contro il Lipsia. Ad affiancare Lautaro davanti c’è Taremi, mentre con Acerbi e Frattesi aut, de Vrij è il centrale con ai suoi lati bastoni e Pavard. Calhanoglu in regia con Barella e Zielinski interni. Dumfries e Dimarco esterni. Il Lipsia si dispone con un 4-4-2 solido ed è un avversario difficile da interpretare, visto che nonostante delle buone gare disputate in Europa è ancora a zero punti, tuttavia è seconda nel Campionato tedesco. I nerazzurri partono forti nella metà campo germanica e arrivano dalle parti di Gulacsi con facilità. Ma la precisione sotto porta non è quella del primo tempo vista a Verona e la bravura del portiere e dei suoi difensori fanno il resto. Fino a quando al minuto 27’ Dimarco dalla destra, molto fuori dallo spigolo dell’area del Lipsia, calcia una punizione velenosa a centro area. De Vrij la spizza ma una deviazione involontaria del difensore Lukeba mette fuori causa il proprio portiere per il vantaggio interista. A fine primo tempo Pavard si accomoda in infermeria per problemi muscolari ed entra Bisseck. L’Inter apre la ripresa con un’altra grande occasione da rete con Dumfries ma non è giornata da goleada. Così passano i minuti nella ripresa ed è palpabile l’area di tensione che si respira in tutto lo stadio per una partita ben controllata, ma non ancora archiviata e quindi ancora aperta. Infatti eccolo l’erroraccio a 20’ minuti dal termine che rischia di costare tantissimo. Calhanoglu perde palla nella propria trequarti, prova a chiudere ma il Lipsia arriva comunque al tiro. Bravo Sommer a distendersi sulla sua sinistra a respingere. Di fatto è l’unica occasione creata dai tedeschi che ci provano a cercare il pareggio, vista solo la rete unica di svantaggio. Ma così facendo lasciano anche spazi per le ripartenze nerazzurre, che hanno inserito anche nel frattempo Thuram. I meneghini sprecano altre due o tre potenziali occasioni per chiuderla e quando vicini al novantesimo Thuram ruba palla in area e offre al centrocampista armeno la palla per il 2 a 0 che avviene, l’arbitro annulla per fallo dell’attaccante francese che non sembra ci sia stato. Alla fine è bastata un’autorete per avere la meglio sul Lipsia. L’Inter si è presa i tre punti, forse con un pizzico di sofferenza di troppo, ma anche senza rischiare più di tanto dietro, rimanendo, dopo cinque giornate del Torneo l’unica squadra con la porta immacolata. Il prossimo turno sarà sempre con una tedesca, ma sarà ben più alto il livello di difficoltà, dato che la trasferta sarà presso il Bayer Leverkusen.







CL: S.Bratislava-Milan 2-3: Leao entra e il Diavolo vola

( novembre 2024 )



Lasciata l’aria un po’ dimessa del Campionato, dopo il deludente pareggio al Meazza contro la Juventus, il Milan torna sui campi d’Europa. Alla quinta gara e dopo aver già affrontato calibri pesanti come Liverpool, Bayer Leverkusen e nientemeno che sua maestà Real Madrid, il calendario offre la possibilità ai rossoneri di fare bottino pieno nelle prossime quattro giornate. Partendo da questa trasferta nella freddina Bratislava. Lo Slovan è l’ultima nella classifica Champions, con 0 punti all’attivo, appena 2 le reti realizzate e ben 15 quelle incassate. Quale miglior occasione per il Milan di portarsi a quota 9 punti? Fonseca visti gli impegni di livello e molto ravvicinati, opta per un massiccio cambio di calciatori. Si rivede come terzino destro Calabria e la coppia di centrali è costituita da Pavlovic e Tomori. Recuperato Pulisic, ma perso Morata, nel 4-2-3-1 la punta avanzata è Abraham. Sorprende la panchina di Leao e la presenza dall’inizio in fase offensiva di Okafor e Chukwueze. E’ quest’ultimo il giocatore più attivo dei meneghini sin dalle battute iniziali, che vede gli italiani al comando della gara, sia in termini di possesso palla che di campo. Tuttavia, gli ospiti non riescono a trovare spazi perché i padroni di casa sono ben rintanati nella loro metà campo e chiudono ogni perugio. Infatti ecco che rischia di arrivare una doccia gelata al quarto d’ora quando parte un contropiede micidiale da parte del Bratislava, ma quando Maignan è dribblato e il pallone sta per entrare in porta, Pavlovic che ha letto perfettamente l’azione, in scivolata la salva sulla linea. Scampato il pericolo il Milan si rifà sotto e al 20’ minuto, Abraham dalla mediana pesca l’inserimento di Pulisic sulla destra che entrato in area traccia un diagonale sporco che non lascia scampo al portiere. Neppure il tempo di festeggiare, ovvero dopo 3’ minuti, è incredibile come il Milan perda palla nella metà campo avversaria e lasci partire un uomo, e non solo uno, senza marcatura verso Maignan. Reijnders non ha lo sprint per raggiungerlo e Maignan è superato da uno scavetto. Pareggio che gela testa e gambe dei rossoneri che non riescono a creare nulla da qui al riposo. Dagli spogliatoi Okafor, impalpabile, lascia spazio alla freccia portoghese, che però ciondola sin troppo in campo, non certo aiutato dai compagni, almeno sino a quando, nuovamente Abraham, lo vede al minuto 68’ partire in area sulla sinistra e Leao con un delizioso pallonetto di esterno riporta avanti i suoi. Trascorrono altri 3’ minuti e questa volta il Bratislava, è in clima natalizio offrendo un retro passaggio ad Abraham che davanti al portiere non sbaglia. Il Milan gestisce, ma a 1’ minuto dal novantesimo becca un tiro imparabile dalla distanza, probabilmente con l’azione viziata da un doppio fallo avversario. Non è stata una gara spettacolare e neppure troppo convincente sotto il punto di vista della prestazione. Ma quello che contava era vincere e ciò è stato ottenuto con pieno merito. Il tanto criticato Leao, è stato quello che ha di fatto portato i 3 punti per la Champions. Goal pesanti.







A: Milan-Juve 0-0. Insipido pareggio senza emozioni

( novembre 2024 )



Davanti c’è un Napoli e un quartetto insolito, a parte i Campioni d’Italia in carica, che corrono alle spalle della capolista azzurra. I bianconeri vogliono dar seguito alla bella vittoria nel derby della Mole, ma Motta deve fare i conti con i numerosi infortuni post Nazionale. Con Milik da inizio a stagione ai box, e ora l’out di Vlahovic, la “Vecchia Signora” si trova senza attacco, anche perché pure Weah, che poteva essere l’eventuale alternativa come riferimento avanzato, è tornato anche lui acciaccato e quindi non può che partire dalla panchina. Quindi i bianconeri vengono a San Siro nella tana del “Diavolo” con un realistico 4-6, perché sono Koopmeiners e McKennie a scappare dal centrocampo per andare centralmente dalle parti di Maignan. Almeno questo sarebbe l’intenzione del tecnico dei piemontesi. Fonseca da questo punto di vista ha molte meno gatte da pelare, visto che ha tutti al completo, seppur Pulisic, sia quello che è tornato malconcio dalla pausa e quindi siede inizialmente in panchina e nel 4-2-3-1 rossonero, la sua fascia offensiva destra è occupata da Musah. A prescindere dai diversi uomini in campo una cosa è certa, questa partita ha molta più importanza per il Milan. Con l’Inter che aveva già vinto un paio di orette prima la sua sfida, i rossoneri si trovano molto indietro nella classifica e per quanto il mister portoghese ostenti ancora fiducia per la corsa allo Scudetto, Napoli, Inter, ma anche Atalanta, Lazio e Fiorentina che si trovano manciate di punti sopra, non regaleranno nulla. E la stessa Juventus a quota 25 punti, 7 in più dei meneghini, appare lontana. Non aiuta il sapere che il Milan ha ancora il match da recuperare contro il Bologna. E vedersi a quota 18 punti, con l’Inter a 28, non aiuta il morale. Dovrebbe solo conferire ai milanisti una rabbia necessaria per approfittare ampiamente di questo scontro diretto. Con il sostegno dei propri quasi settantamila sostenitori al Meazza, vincere vorrebbe dire fermare una rivale e portarsi vicinissimi a lei, sempre considerando una potenziale vittoria a Bologna quando si giocherà il recupero. Le aspettative per assistere ad una grande partita, quindi ci sono tutte. La Juventus vuole tenere il passo delle primissime e allo stesso tempo quasi escludere dalla corsa per il Titolo una rivale, mentre per il Milan è l’occasione per rilanciarsi. Risultato? Una partita bloccata già dai primissimi minuti. Praticamente un noioso ripetersi di duelli finiti a centrocampo in parità che non porterà a nessun guizzo degno di nota. E quindi neppure a nessuna vera azione da rete con entrambi i portieri che quasi non sporcheranno i propri guantoni. Novanta minuti di tattica e lentezza. Pochissimo movimento senza palla. Nessuno spazio dove infilarsi e poca qualità nelle giocate. La gara scorre via e quando l’arbitro dopo 4’ minuti di recupero, dovuti alle sostituzioni e a nient’altro, sancisce la fine delle ostilità, San Siro accoglie il fischio finale con una bordata di fischi. Un punto che fa anche comodo a Motta, vista la trasferta comunque insidiosa e soprattutto considerando le tante assenze. Il Milan ha deluso per voglia, intensità e idee. Un’occasione buttata via. E non si dia sempre la colpa a Leao, che qualche scatto l’ha pure provato, ma predicare nel deserto è noioso, come lo è stata questa partita.



















A: Verona-Inter 0-5. Dopo lo spavento l’Inter vince a valanga

( novembre 2024 )



E’ sempre un’incognita la partita dopo il rientro dalle Nazionali, almeno per quanto concerne le big che annoverano tra le loro file tantissimi giocatori di livello. Così Inzaghi, che è un mister assai scrupoloso, è costretto a suo malgrado a dar spazio a quelle che si possono definire seconde linee. Con Lautaro febbricitante e di ritorno dal Sud America la sorpresa più grande è il ritorno dal primo minuto di Correa a far coppia davanti con l’inossidabile Thuram. Spazio anche a Bisseck nei tre di difesa. Con Canhanoglu ancora una volta acciaccato dopo la Nazionale, è il turno in regia di Asllani, che ricordiamo che dall’ultima pausa, anche l’albanese era rimasto fuori un mese per infortunio. Riposo anche a Dimarco con Augusto al suo posto in fascia sinistra. Insomma è un’Inter farcita di calciatori con pochissimi minuti sulle gambe ed è sempre un rischio. E lo si vede in avvio quando il Verona, spavaldo si fionda nei primi 5’ minuti dalle parti di Sommer, prima impegnandolo a due passi e poi colpendo quasi l’incrocio dei pali dopo una bella azione che bucava la difesa a sinistra dell’Inter. A questo punto si svegliano i meneghini, che pareggiano un minuto dopo i legni con un colpo di testa di Correa che si stampa sulla traversa, anche se Montipò era sulla traiettoria. Ma è solo il segnale della grandinata che da lì a poco inizierà a piovere sul portiere dei padroni di casa. In meno di 10’ minuti la partita è archiviata a favore dei nerazzurri. Al 17’ minuto con triangolo di qualità in area del Verona, Correa fa velo e si inserisce a destra con Thuram che lo vede e gli offre la palla che l’argentino con lo scavetto trasforma nel vantaggio meneghino. 5’ minuti dopo da centrocampo è Correa che traccia un filtrante centrale dritto per lo scatto di Thuram che brucia i due difensori centrali e davanti a Montipò lo dribbla e segna il 2 a 0. Altri 3’ minuti e si ripete un’azione fotocopia, con Bastoni dalla propria trequarti che lancia centralmente di nuovo il francese che supera i suoi marcatori centrali troppo distanti e lenti e Montipò è ancora superato per il 3 a 0. Match praticamente risolto, ma con un Verona in bambola, l’Inter anche senza troppo insistere, prima del riposo si trova con altre due reti all’attivo. Asslani al 31’ dalla destra offre arretrato il passaggio giusto per de Vrij, che sostituisce l’infortunato Acerbi, e sigla di collo il poker. A 4’ minuti dalla pausa c’è Bisseck in area del Verona che difende di spalle la sfera, si gira e in caduta calcia trovando l’angolino alla sinistra di Montipò. Il match è anche matematicamente archiviato e la ripresa è solo una girandola di cambi per far riposare Barella, Thuram e Bastoni. Spazio a Frattesi, Buchanan, Zielinski e Arnautovic, con Correa che in pieno recupero, dal limite prende il suo secondo legno. Interessante annotare che nel secondo tempo l’Inter sperimenta la difesa a quattro per una fase di contenimento una volta che si trova con un ampio vantaggio. Il Verona è stato troppo leggero in difesa e ha pagato l’atteggiamento eccessivamente aggressivo. L’Inter dopo lo spavento iniziale anche con diverse riserve, ha con facilità conquistato i tre punti tenendo a riposo giocatori importanti per la prossima sfida di Champions. Quello che voleva Inzaghi.













A: Inter-Napoli 1-1. Pari Scudetto

( novembre 2024 )



La partita è il big match della Giornata 12, ma se fosse avvenuta nel Girone di Ritorno sarebbe stata, con ogni probabilità la sfida che poteva decretare la vincitrice del Tricolore. Quindi troppo presto con altre ben ventisei partite da disputare. Tuttavia è molto indicativa. In un modo o in un altro da qui uscirà una capolista. O Conte, come da sua dichiarazione ne esce appunto ancora da prima della classe, ovvero con un pareggio o una vittoria, oppure sarà la squadra d’Inzaghi con un successo, a scavalcare il Napoli e a issare la propria bandiera sopra tutte le altre. A tal proposito, Conte forte di un gruppo che non deve sopportare le fatiche fisiche e mentali degli impegni infrasettimanali di Coppa, mette tutta l’artiglieria pesante con tre linee compattissime in formato 4-3-3, miscelate perfettamente tra qualità, velocità e tanti muscoli. Inzaghi, che aveva optato per un ricambio con l’Arsenal mercoledì, schiera i suoi undici titolari, con Acerbi nuovamente centrale davanti a Sommer. I padroni di casa partono bene ma faticano a trovare spazi, Lautaro e Thuram corrono ma in mezzo alle maglie azzurre non hanno un momento di respiro e quando Pavard dopo una bella manovra nerazzurra si trova dentro l’area è Buongiorno in scivolata a chiudere lo specchio. Dove non giungono i difensori partenopei, c’è sempre attento Meret, specie su Dimarco. Ecco però che da squadra concentrata e quadrata come la vuole il suo mister, il Napoli sfrutta una palla inattiva al 23’ minuto. Su corner, un bello schema porta avanti gli ospiti con i difensori nerazzurri in ritardo sulla chiusure. L’Inter inizialmente accusa il colpo, e Calhanoglu quasi regala dietro la palla per il 2 a 0, con Lukaku che serve un assist al bacio, ma Acerbi fa il Buongiorno con più di dieci anni in meno. Il turco si rifà alla grande quando a 2’ minuti dal riposo, spara una fucilata di esterno con parabola a scendere che piega il guantone a Meret per il pareggio. Con la sfida nuovamente messa in equilibrio, la “Beneamata” parte nel secondo tempo con un ritmo molto più alto e per un 20’ minuti mette alla corde i campani. Acerbi è sempre sontuoso nell’anticipo su Lukaku e i meneghini dopo aver scaldato i guantoni a Meret e preso il palo con Dimarco, hanno la grande possibilità di passare avanti su calcio di rigore, per intervento leggermente scomposto e in ritardo su Dumfries. C’è mister sentenza sul dischetto e questo pesa molto come pallone. Tanti chili che si infrangono sul palo interno, con il primo penalty sbagliato in Serie A dal 10 interista. Il match rimane sempre aperto, ma nonostante i cambi, ben cinque apportati da Inzaghi, la compagine meneghina, perde pian piano mordente e ritmo. Mentre il Napoli non solo respira ma proprio sul fischio finale ha la palla della vittoria con Simeone. Risultato probabilmente giusto tra due forti e belle squadre. Ringraziano tutte le altre che avevano già fatto il proprio dovere.









A: Juve-Torino 2 a 0. Troppa Juve per questo Toro.

( novembre 2024 )



Un derby, è sempre una stracittadina speciale, anche come in questo caso, che oramai da qualche decennio, mica un giorno, è sempre sbilanciato in termini di forza e qualità unicamente da una parte. Nei derby di Genova, Milano e Roma, c’è sempre un certo equilibrio, con una supremazia una stagione da una parte e una dall’altra. Qui a Torino no. Il Torino si carica sempre ma arriva spesso sin troppo nervoso e poco sciolto, mentre la Juventus con il suo maggior tasso tecnico alla fine della gara ha la meglio. Dopo le belle sfide disputate a Udine e in Francia in Champions, i bianconeri sono ad affrontare questa sentita partita. Il Torino si posiziona con un 3-5-2 sulla carta contenitivo e pronto a colpire in contropiede. Il 4-5-1 bianconero ha dal fischio iniziale subito il controllo del match. Vlahovic è il perno d’attacco. I centrali difesivi davanti a Perin sono Gatti e Kalulu. I due terzini sono più che difensori, degli attaccanti di spinta laterali. E’ proprio Cambiaso esterno di sinistra, che al 18’ minuto parte palla al piede dalla mediana e di forza e velocità và via in mezzo ai granata. Entra in area e fa partire una bolide che Milinkovic-Savic respinge come può. La difesa torinista è piazzata malissimo e Weah sulla destra offensiva bianconera è liberissimo di appoggiarla in rete. La Juventus non schiaccia il Torino e prova a farlo giocare. Cosa che porta i padroni di casa ad avere spazzi in ripartenze enormi. Il Torino dalle parti di Perin fatica ad arrivarci, ma quando si affaccia nell’area avversaria, trova nei due centrali un muro invalicabile. Determinata e concentrata, la Juventus non concede nulla, ma proprio niente ai granata, costruendo anche altre potenziali occasioni da rete. Vlahovic si muove molto ma pare un po’ avulso dalla manovra dei suo compagni. La Juventus è intelligente nella ripresa, non subisce nulla e gestisce il match rimanendo sempre in attesa di colpire per chiuderla. Motta opera dei cambi e quando Conceicao rileva l’attaccante serbo, entra da funambolo, mettendo in crisi, ancor di più la retroguardia del Toro. Non è un caso che da una sua accelerazione, a 6’ dal novantesimo, giunga un perfetto cross in area sull’altro versante che premia l’inserimento indisturbato di Yildiz che di testa schiaccia spiazzando da due passi un’incolpevole Milinkovic-Savic. Un Torino inesistente non ha potuto nulla contro una Juventus giovane e piena di energia e qualità che quando trova la giornata di assoluta concentrazione dà l’impressione che può affrontare chiunque anche in Europa. Non a caso è una della squadre con l’età media più bassa, ma all’energia dei giovani riesce ad abbinare anche uno spirito e una tecnica in certe individualità che sanno fare la differenza.





A: Cagliari-Milan 3-3. Il Diavolo paga la Champions in Sardegna

( novembre 2024 )



Dopo la festa in Europa, bisogna ricalarsi nella realtà di paese. Fonseca, non a caso ha dichiarato, davanti a molti scettici, che è molto più complicato preparare una gara in Italia contro un “Monza”, che non una stellare trasferta nel più difficile dei campi, come quello del Real Madrid. In Sardegna il Milan scende con il suo consueto vestito fatto di quattro difensori, tra cui la coppia di centrali Thiaw e Pavlovic, con esterni Royal e Hernandez. In mediana Fofana e Reijnders e i tre trequartisti Leao, Pulisic e Chukwueze. Dopo l’infortunio in allenamento, la punta centrale titolare Morata non è a disposizione e con Abraham, non ancora al meglio, parte davanti il giovanissimo Camarda. I padroni di casa si sà che quando giocano sulla propria isola, si trasformano sospinti dal calore dei suoi tifosi e disposti praticamente a specchio dinanzi al forte “Diavolo”, partono senza paura all’attacco, guadagnando immediatamente un calcio d’angolo. Sulla cui battuta, la difesa rossonera respinge a sinistra fuori la palla, ma Zortea dal limite dell’area, trova un diagonale che passa in mezzo a selve di gambe impedendo a Maignan di vederla neppure partire. Meneghini subito sotto, ma non certo spaventati, e seppur senza un gioco impetuoso reagiscono con un possesso palla e territoriale sempre più schiacciante. Se al sedicenne Camarda non puoi chiedere i movimenti davanti dell’esperto capitano della Spagna, ci pensano gli altri talenti milanisti. A furia di occupare la metà campo cagliaritana, sulla trequarti avversaria, Reijnders con un delicato pallonetto, trova lo spunto smarcante a sinistra di Leao che entrato in area defilato, a tu per tu con il portiere lo scavalca con un pallonetto per il pareggio. La gara è aperta con i padroni di casa che vogliono vincerla e tornano anche in vantaggio, ma la Var, impietosa e giusta, annulla per fuorigioco. Con i sardi generosi e sbilanciati, Leao trova la prateria a 5’ minuti dal riposo. Bel lanciato da un filtrante dalla mediana, il portoghese sfreccia in mezzo a due difensori rossoblu e supera in dribbling il portiere per il 2 a 1 del Milan. Prima degli spogliatoi, il Cagliari esulta ancora per il pareggio, ma ancora una volta la Var, ne sentenzia l’annullamento per fuorigioco. Cosa che non può fare dopo 8’ minuti dall’inizio del secondo tempo, quando una difesa milanista imbambolata, nuovamente sul binario a sinistra, fa entrare Zappa, come una lama nel burro che trafigge sul suo palo Maignan. Non c’è da parte del Milan quella concentrazione che si è vista in Spagna, manca il fuoco. Fonseca inizia dopo un’ora di gioco con i cambi e proprio uno di questi si dimostra più che azzeccato. Quando al 69’ minuto Pulisic, non proprio nel vivo della gara, ma comunque volenteroso nelle chiusure, entra sulla destra in area e calcia forte in diagonale, Sherri si distende e smanaccia come può. Abraham entrato da 6’ minuti, è bravo e intelligente a leggerne prima la possibile traiettoria e smarcandosi, arriva sottoporta per il nuovo vantaggio milanista. Tuttavia, il Milan prova a gestirla e a non a chiuderla, mentre il Cagliari ci prova e ci crede ed è premiato quando ad un minuto dal novantesimo, il cross dalla sinistra offensiva sarda, giunge a destra, ancora una volta dalle parti di Theo, in netto ritardo sulla chiusura su Zappa, che trova al volo in mezza volé un eurogol imprendibile per Maignan. Termina 3 a 3 una bella gara giocata in modo gagliardo dai sardi, e meritatamente quanto meno pareggiata. Il Milan ha pagato lo sforzo fisico, ma ancor più mentale, avuto martedì contro il Real Madrid. Troppi errori dietro e non è un caso che tutte le reti siano venuti dalle parti del suo capitano francese. Quando proprio Leao, sigla la sua prima doppietta in questa stagione.







C.L.: Inter-Arsenal 1-0. Inter all’opposto di sè stessa, ma vincente.

( novembre 2024 )



L’Arsenal non sarà il Mancester City di Guardiola, ma gioca bene e di gran qualità e in queste tre partite di Champions, al pari proprio dei nerazzurri, ha 7 punti, frutto di due vittorie ed un pareggio. E, come i meneghini non hanno ancora subito una rete. Inzaghi, anche in chiave Napoli, lascia a riposo chi nelle ultime gare ravvicinate ha giocato maggiormente. Quindi in panchina siedono Dimarco, Barella, Thuram e l’armeno oltre che Bastoni. Spazio dunque a Taremi dal primo minuto, come a Calhanoglu in regia, Bisseck tra i centrali, Dumfries e Darmian in fascia e Frattesi e Zielinski interni di centrocampo. I padroni di casa partono fortissimo e proprio l’esterno olandese da fuori prende la traversa a portiere battuto. Poco dopo è Calhanoglu dalla distanza che và a lambire il palo. Tuttavia, gli inglesi non si spaventano e forti di un ritmo di calcio veloce e preciso prendono il possesso della gara, con traversoni insidiosi. A stappare la partita ci pensa una punizione sul fischio del riposo, perché la palla giunta in mezzo all’area dell’Arsenal viene contesa tra un inglese e Taremi e il giocatore dell’Arsenal, anche se involontariamente, la prende di mano. Dal dischetto il 10 turco un’altra volta si dimostra implacabile e porta avanti i suoi. La ripresa vede il 3-5-2 Inzaghiano, indossare gli abiti dell’umiltà mettendosi in un 5-3-2 che diviene anche un 5-4-1, all’occorrenza. Il 4-3-3 dell’Arsenal produce traversoni in quantità industriale e anche la collezione di calci d’angolo degli inglesi diviene impietosa. Una mole di pressione continua avversaria che vede l’Inter, a differenza di quanto accade del Nostro Campionato, concentratissima in fase di contenimento. Sommer compie una vera sola ed unica parate importante su un tiro dal limite a giro e Dumfries e Bisseck, una volta a testa si immolano sulle conclusione ravvicinate inglesi. Difficile quanto sia stata voluta la tattica di contenimento e quanto sia stata imposta dall’offensivo 4-3-3 britannico, sta di fatto che l’Inter termina il match senza subire goal e questo le permette di farsi bastare il calcio di rigore di Calhanoglu per portarsi a ben 10 punti in classifica, con vista già sugli ottavi. Anche se è presto per dirlo. Non è stata un’Inter spettacolare, ma concreta e sul pezzo per tutta sfida certamente, oltre che cinica. Esattamente l’opposto di quanto avviene in Serie A, quando costruisce valanghe di palle goal contro chiunque sprecandone altrettante e subendo contropiedi assurdi per sbilanciamenti incomprensibili. Ma Inzaghi ha ragione nel continuo cambio di uomini. Tante e troppe le partite e ravvicinate, oltre che sempre determinanti per gli obiettivi a lungo termine. Ora testa al big match. Che Inter si vedrà? Quella contro l’Arsenal? O quella sciupona contro Juve o Venezia? Oppure una via di mezzo?







C.L.: Real M.-Milan 1-3. Il Diavolo Reale come hai bei tempi dell’era Berlusconi

( novembre 2024 )



Il Milan ritorna indietro nel tempo e nella partita più difficile della Champions contro il Real Madrid portano a casa una vittoria, impensabile alla vigilia della partita, per 3-1. Fonseca schiera dal primo minuto a sorpresa Musah e Leao, mettendo a tacere le voci di dissapori tra l’allenatore e il portoghese. Già al 12’ i rossoneri vanno in vantaggio. Angolo da sinistra per il Milan, calcia Pulisic, in mezzo all’area Thiaw gira di testa in porta davanti a Militao per l’1-0. Il Real non si scompone e reagisce in 30 secondi con una occasione prima per Mbappè e poi per Vinicius ma Maignan para due volte. Il Real macina possesso palla mentre il Milan si difende bene. Al 23’ i Blancos pareggiano il risultato su rigore con Vinicius, rigore causato da un brutta entrata di Emerson Royal. La partita rallenta un po', con il Real che tiene sempre il pallone ma il Milan regge bene ed è concentrato sulla partita. Al 39’ il Milan si riporta in vantaggio. Grande giocata da attaccante di Leao: si gira in area e calcia, Lunin risponde ma Morata è più lesto e di tap-in fa il 2-1 con la difesa del Real praticamente ferma. Al 43’ brivido per i rossoneri con Mbappè che attraversa tutto il campo dopo che i rossoneri hanno perso palla, calcia in zona di Thiaw ma Maignan respinge bene.Si va nell’intervallo con il vantaggio meritato rossonero per 2-1. Nel secondo tempo il Milan cerca di allungare più volte, agendo principalmente di contropiede sia con Leao che con Pulisic ma senza calare arrotondare il risultato. Il Real, invece, cerca di pareggiare con tiri dalla trequarti ma i rossoneri sono attenti sia in difesa che in porta. Al 73’ è il Milan che cala finalmente il tris: Leao parte a sinistra e trova Reijnders che batte in area Lunic. Il Real non ci sta e prova a ribaltare la sconfitta ma senza riuscire a bucare la rete: prima le viene annullato un gol per fuorigioco e nei minuti finali per fortuna dei rossoneri in porta c’è Maignan para tutto. Infatti al 91’il miglior Maignan della serata para in extremis un colpo di testa di Brahim, a cui d’istinto dice no. Al 94’ invece è Abraham che salva il Milan deviando di testa un tiro pericoloso. Finisce 3-1 per i rossoneri che si portano a casa tre punti. Tutto il Milan questa sera ha reso onore alla sua fama, forse perché i giocatori avevano la motivazione e l’ambizione di giocare contro i più forti al mondo. Merito anche a Fonseca che ha saputo far riposare Leao nelle scorse partite nonostante le rimostranze esterne e di aver messo in campo giocatori che questa sera hanno fatto un ottimo lavoro. Adesso c’è da recuperare e mantenere lo spirito di sacrificio e voglia di vincere anche in campionato già da sabato contro il Cagliari.













C.L.: Lille-Juve 1-1. Juve dominante, ma non basta. Prestazione comunque positiva

( novembre 2024 )



Dopo il passo falso di Stoccarda, la Juventus fa un mezzo passo avanti ottenendo solo un punto, pareggiando 1-1 contro i francesi del Lilla. La partita inizia su buoni ritmi con la Juventus che già nei primi dieci minuti cerca il vantaggio. Al 13’ primo squillo di Vlahovic che parte in posizione regolare e calcia di prima intenzione ma la palla esce di poco oltre il secondo palo. Al 24’ la Juventus va in vantaggio con Koopmeiners ma purtroppo l’azione del vantaggio viene annullata per fuorigioco di Vlahovic. Al 27’ è il Lilla che va inaspettatamente in vantaggio con David: su ripartenza dei francesi con Zhegrova che supera Cabal, trova in verticale David che buca la difesa bianconera e a tu per tu con Di Gregorio non sbaglia. La Juventus però non si deprime e cerca in tutti i modi di porre rimedio al risultato negativo. Ci prova con Vlahovic per ben due volte, poi ci prova anche Yildiz ma nonostante l’assedio, i francesi si dimostrato attenti e fortunati. Al 41’ altro gol annullato a Koopmeiners sempre per fuorigioco ma la Juventus va nell’intervallo dimostrando di essere viva nel ribaltare il risultato. La Juventus, infatti, riprende nel secondo tempo ancora più aggressiva e combattiva e mette pressione al Lilla. Il Lilla dal canto suo deve ringraziare il suo portiere che questa sera sta parando l’impossibile. Al 60’ anche se su rigore, la Juventus pareggia i conti per 1-1 con Vlahovic che dagli undici metri non sbaglia. Entrambe le formazioni cercano di vincere la partita e portare a casa i tre punti, ma sono i portieri i veri protagonisti del finale con Di Gregorio che salva al 78’ e all’83’ il risultato di parità su disattenzioni della sua difesa. Mentre il Lilla si salva nei minuti finali grazie al suo portiere al 93’ e alla poca precisione un minuto dopo di Koopmeiners. La Juventus si porta a casa un solo punticino che almeno muove la classifica. La Juventus avrebbe meritato sicuramente di più per le occasioni avute e per la mole di gioco costruita ma con in altre partite sono mancati cinismo e concretezza. In difesa si sono fatti ancora errori individuali e a centrocampo ogni tanto si spegne la luce. La prossima partita della Juventus sarà in campionato ,il Derby della Mole, ovvero contro il Torino e vedremo se Motta riuscirà a dare continuità alle cose positive viste questa sera.















A: Inter-Venezia 1-0. 3 punti con brivido all’ultimo secondo

( novembre 2024 )



D’accordo che l’Inter dai tempi dei tempi, si è sempre portata dietro questo alone di pazzia, ma i suoi tifosi devono essere allenati dal punto di vista cardiaco. Inzaghi non vuole rischiare e inserisce i suoi 11 titolari più in forma, con Acerbi e sopratutto il 10 turco nuovamente seduti in panchina, anche se con molto minutaggio ridotto. Contro una squadra abbordabile, in casa propria e consapevoli che chi ti sta davanti ha già perso, sai che con i 3 punti di questa sera, ti metti in scia ad una sola lunghezza dall’attuale capolista. Ancor più importante in questo momento, dato che il prossimo match di Campionato, prevede proprio lo scontro diretto al Meazza. I calcoli però li devi fare anche con l’avversario che è atipico. Nel più classico stile di Di Francesco, il Venezia è una compagine che non si arrende mai, concede molto dietro ma sa costruire pericoli contro chiunque. Non a caso si dispone a specchio contro i Campioni d’Italia senza nessun timore reverenziale. Ogni nerazzurro ha sempre un uomo addosso, sin dall’impostazione dal basso, ma i meneghini prendono possesso del campo e del gioco sin da subito e iniziano a macinare gioco. Sopratutto creano palle goal in quantità senza però cogliere il bersaglio grosso. Tra Lautaro, Barella e sopratutto Thuram sono almeno quattro o cinque le occasioni buttate via nella prima frazione. Arriva anche la rete nel classico stile Inter, cioè con Bastoni che apre a Dimarco che offre l’assist arretrato per l’armeno che insacca, ma il ginocchio dell’esterno sinistro della Nazionale è in fuorigioco. Tanta mole di gioco non concretizzata rischia di costare caro, dato che a 5’ dal riposo, è il Venezia che entra con troppa facilità in area interista e Sommer si trova sulla linea di porta a compiere il miracolo. Così il Venezia ci crede e nella ripresa parte fortissimo rispondendo colpo su colpo agli attacchi meneghini sin da subito. Sommer da una parte e Stankovic dall’altra divengono protagonisti. Specie il figlio d’arte che difende i pali dei liguri nega tutto, ma nulla può sull’incornata rabbiosa del “Toro” su assist ancora di Dimarco. Siamo al 65’ minuto e ora i padroni di casa conducono di una rete. Vantaggio acquisito, ma non partita chiusa e messa in cassaforte. Inzaghi opera cambi e si rivede Calhanoglu in regia che con tiri e aperture di alto livello, mostra quanto manchi a questa squadra. Nonostante ciò a 25’ minuti dal novantesimo, l’Inter è ancora in grado di sciupare almeno tre occasioni d’oro. Thuram conquista palle avanti con tutti, ma questa sera non è serata. Manca la cattiveria che ci ha messo Lautaro, che nel frattempo è andato a sedersi in panchina per rifiatare. Così arrivano i tempi di recupero e sull’ultima, letteralmente, azione, giunge il cross che porta al pareggio dei lagunari. Quanto la Var ha tolto all’Inter per millimetri, ovvero una rete e un rigore per parata di mano di un difensore ospite, lo ridà con gli interessi alla “Beneamata”, annullando l’1-1 per fallo di mano dell’attaccante lagunare. Inter vincente, ma una sfida che doveva terminare con almeno tre o quattro reti di scarto rimane in bilico sino all’ultimo secondo. Un difetto che si sta ripetendo con una regolarità preoccupante. Potevano essere altri 2 punti persi per strada. Deconcentrazione? Presunzione? Oppure incapacità di gestire un vantaggio perché questa squadra conosce solo il modo di attaccare, senza nascondere la palla? Forse si pensa di poter attaccare 100’ minuti in continuazione per 60 match all’anno?







A: Monza-Milan 0-1. Un tempo a testa ma un Reinders in più per il Diavolo

( novembre 2024 )



La classifica del Milan piange e non poco, anche per via della sfida non disputata a Bologna, che è stata anche determinante per due assenze che sono pesate tantissimo contro la capolista Napoli tre giorni fa. Ed oggi si è visto. Infatti Theo e Reijnders sono stati tra i migliori in campo. Il Monza che non gioca male ma non fa punti incontra un Milan arrabbiato e voglioso di ripartire. Sono i brianzoli a decollare bene e forte e dopo neppure 7’ minuti si portano avanti con una buona azione corale. La Var però giudica troppo energico, ad inizio della azione stessa, il modo con il quale Bondo si libera di Hernandez e quindi annulla. Il 3-4-3 porta il Monza ad avere una superiorità sulle fasce e infatti arriva spesso al cross dai lati dove Maldini, và vicinissimo al volo con il suo inserimento in area intelligente, alla rete del vantaggio. Maignan è fortunato a osservare la palla che esce dall’altro lato di pochissimo. Ma è bravissimo da 10 e lode in pagella a rispondere in tuffo su di un colpo di testa ravvicinato. Tanta foga e sbilanciamento in attacco da parte dei monzesi che porta a creare, fa emergere la coperta corta. Difatti porta i padroni di casa ad essere scoperti nelle potenziali ripartenze avversarie. Così dopo che Okafor si mangia una rete dopo un quattro contro tre a favore degli ospiti, a 2’ minuti dal riposo, il Milan si presenta con ben quattro uomini contro solo due difensori brianzoli. Sul colpo di testa di Morata, il difensore centrale ci mette una pezza di schiena, ma con la palla che ritorna in area in cielo, è Reijnders di testa a insaccare di testa. La ripresa vede un Milan concentrato che non subisce praticamente nulla, anche perché nel primo tempo il Monza ha profuso il massimo sforzo e quando anche Maldini, alla distanza si spegne, sono i rossoneri ad andare vicini alla rete del raddoppio. Theo oggi, bravissimo anche nelle chiusure si propone con forza davanti alla sua maniera ma Turati dice no, come quando Leao entrato nell’ultima mezz’oretta, si beve metà squadra avversaria per farsi chiudere in aera proprio da Turati. Milan che con i rientri dei due squalificati e Pulisic ritrova idee e qualità e anche la vittoria. Certo il Monza non è la squadra di Conte, ma i rossoneri hanno saputo soffrire quando c’era bisogno di farlo e hanno saputo colpire nel momento giusto mettendo a nudo i difetti dell’avversario. 3 punti che valgono molto, perché questa è anche la prima vittoria raccolta lontano dal Meazza e fanno respirare un gruppo ed un allenatore sin troppo bersagliato dalla critica. Milan che ora dovrà ripetersi anche in Coppa.









A: Udinese-Juve 0-2. Tornano giovani, titolari e determinati e i 3 punti

( novembre 2024 )



Troppi pareggi per questa Juventus, che se è vero che è l’unica della Serie A, a non aver conosciuto sin’ora l’amaro sapore della sconfitta, è altresì innegabile che di pareggi come quello di tre giorni fa in casa contro il Parma, ne sono giunti troppi. Causa? Poche occasioni d’attacco create e ultimamente una difesa quasi colabrodo, al contrario delle prime cinque, sei uscite, cosa che non può essere motivata unicamente all’assenza del pur forte centrale Bremer. Però Danilo in questa delicata trasferta torna in panchina e Kalulu e Gatti sono la coppia centrale davanti a Di Gregorio. Motta ripesca il giovane Savona, così come la solidità tanto voluta sul mercato di Koopmeiners, con Locatelli davanti alla difesa e i talenti freschi e pieni di energia di Yildiz, Weah e Thuram. Ed è proprio l’energia profusa dai piemontesi a colpire immediatamente. La Juventus diviene da quasi subito padrona della gara e del campo e non è un caso che prima del 20’ minuto siano i ragazzi di Motta a passare. Thuram và via in accelerazione e tunnel sul suo marcatore entrando in area sulla sinistra e lascia partire un diagonale tanto preciso quanto forte che sbatte sulla parte interna del palo opposto tornando con forza in campo e sbattendo sulla schiena del portiere per il più classico degli autogol di un estremo difensore. Dunque si vede una timida reazione dei padroni di casa che 1’ minuto dopo chiamano in causa Di Gregorio che si rifugia in angolo. Tuttavia quella dell’Udiense è una reazione estemporanea perché è la Juventus a tornare a macinare gioco. Vlahovic, come sempre perno centrale dell’attacco è anche sempre confusionario e difficilmente và alla conclusione pulita, ma combatte come un leone. Più incisivo il funambolico Yildiz che a 8’ minuti dal riposo entra in velocità sulla sinistra e tira forte sul palo che questa volta torna in campo ma sulla destra dove sopraggiunge il terzino Savona che piazza un piatto preciso sul palo alla destra di Okoye su cui nulla può visto che è coperto dai suoi difensori. Si và negli spogliatoi con il match virtualmente chiuso, perché nella ripresa, nonostante alcuni cambi, la Juventus non stacca la spina. E’ vero che Lucca di testa colpisce la traversa a Di Gregorio battuto, ma sono più i torinesi a sciupare alcune occasioni per la terza marcatura, vedi Koopmeiners e Vlahovic. Gli undici di Motta, non solo tornano a vincere, ma anche a convincere per determinazione, compattezza e solidità. Non è un caso che la porta sia tornata inviolata dopo le 6 reti e tante altre occasioni lasciate agli avversari nelle ultime due uscite. Gli interpreti sono importanti, ma spesso è l’atteggiamento a fare la differenza e oggi si è visto. Questa è la Juventus di Motta che può ambire in alto.

















A: Empoli-Inter 0-3. L’Inter sfrutta l’espulsione per inseguire la vetta

( ottobre 2024 )



La pressione è di quelle alte. Primo la capolista già avanti di ben quattro lunghezze, il giorno prima a San Siro, inaspettatamente vincono contro i cugini portandosi in tal modo ad un provvisorio e già preoccupante +7 proprio sui nerazzurri. Seconda pressione deriva dal derby d’Italia che di fatto la squadra di Inzaghi ha buttato al vento. Brava la Juve a crederci, ma di fatto a 20’ dal termine, avanti di due reti e dopo aver sciupato l’impossibile, andare a non vincerla vuol dire aver gettao via altri due punti. Che quest’anno e siamo solo alla nona partita giocata, non è la prima volta. Inzaghi cambia qualcosina rispetto a domenica senza stravolgere ovviamente lo schema. Pavard in panchina per Bisseck, con de Vrij a prendere il posto dell’acciaccato Acerbi, Darmian al posto di Dumfries sulla corsia destra e bocciatura ulteriore per Asllani come vice Calhanoglu dove viene preferito Barella con l’armeno e Frattesi da interni di centrocampo. La ThuLa davanti. Ma la trasferta è tutt’altro che semplice visto che davanti c’è un Empoli che gioca bene ed è una delle migliori difese della Serie A, tant’è che ha incassato quasi la metà delle reti dei Campioni d’Italia. Il Napoli è uscito vincitore due gare fa da questo stadio, ma la storia della sfida raccontava di un equilibrato pareggio. Così l’Inter parte a ritmi bassi e i padroni di casa sono compatti e concentrati, tant’è che il primo affondo è proprio dei toscani che chiamano in causa Sommer anche se non in modo impegnativo. Gli ospiti prendono con calma le misure all’avversario e iniziano ad affacciarsi nell’area dell’Empoli con insistenza. Darmian và anche in rete, ma la Var mostra come nei rimpalli vincenti in area la sfera sia stata spostata dalla mano del nerazzurro. L’Inter pressa ma fatica a trovare spazi, tuttavia, quello che la Var ha tolto ai milanesi, lo restituisce alla mezz’ora con gli interessi. Alla mezz’ora infatti una brutta entrata sulla caviglia di Thuram costringe i toscani a giocare la restante ora con l’uomo in meno. Bravo l’Empoli a chiudersi bene sino al riposo senza subire praticamente nulla, ma sconcertante il rilassamento interista. Atteggiamento che però in apertura di secondo tempo cambia la squadra d’Inzaghi. Seppur l’Empoli rientra dagli spogliatoi più equilibrato per far fronte all’inferiorità numerica, l’Inter parte con un altro piglio e mette all’angolo i padroni di casa. Non è un caso che dopo 5’ minuti i nerazzurri passino in vantaggio. E’ Frattesi che trova a destra, in area, il pertugio giusto per andare al tiro, la cui traiettoria è deviata portando la sfera quasi all’incrocio opposto imprendibile per il portiere. Così come al 67’ minuto, dopo altre occasioni, Lautaro in area fa da sponda a Frattesi che trova di precisione l’angolo basso alla destra di Vasquez. Vasquez che quasi a 10’ minuti dal novantesimo, sbaglia a impostare centralmente, così l’Inter in pressione alta, conquista la palla e Barella offre sul piatto d’argento al suo capitano la palla del definitivo 3 a 0. Gara archiviata, spazio alle sostituzioni e sopratutto missione 3 punti raggiunta. Il Napoli così non è fuggito più del dovuto, ma senza dubbio l’espulsione ha agevolato il compito all’Inter. C’è poco da festeggiare perché fra quattro giorni sarà nuovamente Campionato e tutto può cambiare in meglio o in peggio. Per tutti.





A: Milan-Napoli 0-2. Le assenze e la poca qualità affondano il Diavolo

( ottobre 2024 )



Il Milan perde 2-0 contro la capolista Napoli, nel big match della decima giornata di Serie A. I rossoneri tornano in campo dopo il rinvio della partita con il Bologna, mentre il Napoli cerca questa sera di consolidare il primato in classifica. Fonseca schiera dal primo minuto Okafor rinunciando ancora una volta a Leao, oltretutto il mister portoghese deve rinunciare a parecchi giocatori tra squalifiche da scontare e infortuni da recuperare. I partenopei invece schierano la miglior formazione. È il Napoli che parte subito a mille e già al 3’ minuto è ad un passo dal vantaggio: punizione battuta dalla destra velocemente e cross di Kvara che conclude di prima intenzione ma viene murato da Lukaku. Il vantaggio arriva due minuti più tardi. Gli azzurri passano e lo fanno con poca difficoltà: Rahmani verticalizza per Anguissa che a sua volta lancia Lukaku che si libera con forza di Pavlovic e infila Maignan. Il Milan subito in difficoltà sopratutto in fase di uscita e impostazione e la mancanza di un registra si fa sentire. Da segnalare anche molti errori individuali. Il Milan nonostante tutto cerca di pareggiare in un paio di occasioni con Musah, ma è il Napoli che 43’ raddoppia. Kvara si mette in proprio e trova il gol: il georgiano sfugge a Emerson Royal, poi al raddoppio di Fofana e trova un sinistro sul palo lontano molto ben eseguito che in parte sorprende Maignan. Finisce un primo tempo giocato su buoni ritmi. Inguardabile la difesa del Milan e ottima l’abilità del Napoli di sfruttare gli errori altrui anche se al Milan va dato atto di aver giocato una buona parte della partita a cui è mancato solo lo spunto finale. Il secondo tempo sembra iniziare bene per i padroni di casa con Morata che al 47’ accorcia le distanze ma per fuorigioco il gol viene annullato lasciando invariato il risultato. Il Napoli cerca di ribattere in contropiede ma a differenza del primo tempo, il Milan appare più attento. All’83 Leao ci prova con un destro potentissimo ma Meret alza in angolo e due minuti più tardi anche Pulisic ci prova ma il pallone va di poco sopra la traversa. Il secondo tempo finisce e il Napoli conquistata meritatamente i tre punti, sopratutto grazie all’ottimo lavoro nella fase difensiva effettuato nel secondo tempo per proteggere il risultato acquisito nel primo tempo. Il Milan scivola così a -11 dai campani e vede allontanarsi la vetta. Sono tante le attenuanti per i padroni di casa dimezzati dalla assenze ma ciò non toglie che l’approccio alla partita dei rossoneri è da dimenticare. Nonostante la mole di gioco creata dal Milan, i giocatori non sono stati in grado di capitalizzare sotto porta per cercare di riportare almeno il risultato in parità. Il prossimo impegno del Milan sarà contro il Monza che lo scorso anno ha creato non pochi problemi ai rossoneri.











A: Juve-Parma 2-2. La difesa scricchiola e la vetta si allontana

( ottobre 2024 )



La Juventus, dopo il pareggio contro l’Inter per 4-4, porta a casa un altro pareggio, questa volta per 2-2 contro il sorprendente Parma, neo promossa in A. E’ infatti il Parma che già dopo tre minuti sblocca la partita andando in vantaggio con Delprato che con un colpo di testa spiazza Di Gregorio. Gli ospiti continuano l’assalto ma anche la Juventus al 13’ cerca con McKennie di riequilibrare il punteggio ma senza riuscirci. Al 31’ è proprio l’americano, sempre di testa servito da calcio d’angolo di Weah, che insacca per l’1-1. Appena due minuti dopo il gol del pareggio bianconero è il Parma che si riaffaccia nella metà campo avversaria e al 38’ è Sohm, su assist di Mihaila, che porta il risultato sul 2-1 a favore dei parmensi. Finisce un primo tempo molto combattuto, con la Juventus che supera il Parma come possesso palla ma che non riesce a trovare spazi nelle linee degli avversari. Riprende la partita e la Juventus inizia nel migliore dei modi il secondo tempo pareggiando al 49’ con Weah. Thuram prende palla a centrocampo e per vie centrali avanzate, resiste agli avversari, smista a destra per Conceicao che crossa al centro dell’area dove trova Weah, che non sbaglia e porta il risultato sul 2-2. La Juventus vuole portarsi a casa i tre punti e ci prova con Vlahovic, Conceicao ma sotto porta risultano imprecisi per chiudere in gol. Al 67’ Yildiz crossa e il pallone spiove sul secondo palo dove si lanciano sia Vlahovic che McKennie ma nessuno dei due riesce ad impattare il pallone, complice una provvidenziale deviazione di Suzuki. La Vecchia Signora non demorde e continua a creare occasioni ma il Parma regge bene e addirittura al 83’con Charpentier prova il colpaccio. Danilo si perde l’avversario che si ritrova a tu per con Di Gregorio ma il numero uno bianconero ipnotizza l’avversario e alza il muro. Le squadre sul finire sono lunghissime e i contropiedi repentini. Gli ultimi 4 minuti sono da cardiopalma per entrambe le formazioni. Al 91’ occasione per il Parma con Almqvist: Gatti mura il suo tentativo ma è l’ennesimo brivido per la Juventus. Al 94’ sono invece i bianconeri ad un passo dal 3-2 con Vlahovic, ma è provvidenziale il salvataggio quasi sulla linea di Delprato. Si conclude con il punteggio di 2-2 una gara rimasta aperta fino all’ultimo. La Juventus con questo pareggio e con la vittoria dell’Atalanta scivola al quarto posto in classifica. Le due squadre non si sono risparmiate ma hanno mostrato molte lacune. La Juventus ha pagato molto in difesa lasciando spazio agli avversari di segnare senza troppo difficoltà e in attacco soprattutto Vlahovic non ha messo cattiveria sotto porta nel guizzo finale per segnare. Motta porta a casa un altro pareggio e porta a casa la consapevolezza che ha ancora molto da lavorare, soprattutto sui meccanismi difensivi. Bene comunque il carattere della sua formazione che per ben due volte ha saputo riequilibrare il risultato. Il prossimo impegno della Juventus sarà in casa dell’Udinese, altra brutta gatta da pelare





A: Inter-Juve 4-4. Spettacolo e Inter nuovamente sprecona

( ottobre 2024 )



Solitamente il Derby d’Italia è sempre stata una partita molto bloccata e tattica, non priva in sé di emozioni ma a memoria d’uomo un pareggio con ben otto reti nei tempi regolamentari è difficile ricordarselo. Il Napoli aveva già allungato ulteriormente mettendo pressione sia ai bianconeri che ai nerazzurri rispettivamente terzi e secondi. Imperativo per entrambi era dunque vincere per non perdere ulteriormente terreno dalla capolista. Entrambi gli allenatori però, a differenza di Conte non solo devono fare i conti con i calciatori reduci dalle fatiche europee, ma anche degli infortunati importanti. Motta deve fare a meno dei forti difensore Bremer e centrocampista Koop. A Inzaghi è andata ancora peggio con il cervello turco ai box e il coordinatore della difesa Acerbi out. Senza contare che pure il sostituto a centrocampo Aslani è rientrato ma ancora acciaccato. Quindi la Juventus si presenta al Meazza con la coppia di centrali Kalulu e Danilo e al posto dell’ex centrocampista atalantino, il nazionale Fagioli. Vlahovic unica punta con gli inserimenti a turno di Conceicao, Weah e McKennie. L’Inter nel suo consueto 3-5-2 trova in de Vrij il naturale sostituto di Acerbi e Zielinski al posto del fantasista e metronomo Calhanoglu. Per il resto squadra titolare. Partita che parte forte con nerazzurri che si trovano avanti dopo un quarto d’ora su rigore. Danilo entra in ritardo su Thuram e Zielinski non sbaglia dagli undici metri. Poco meno di 10’ minuti e una difesa incomprensibilmente ferma e statica dei meneghini regala non solo il pareggio, ma addirittura il vantaggio ai piemontesi che prima con Vlahovic e poi con Weah la ribaltano. L’Inter non si perde d’animo e se al 35’ minuto è Mkhitaryan a inventarsi un’azione da centrocampo per il pareggio, 2’ minuti dopo è Kalulu a calciare in area Dumfries regalando il secondo rigore che l’ex partenopeo non sbaglia. Gara apertissima che si chiude nella prima frazione con i padroni di casa avanti per 3 a 2. I milanesi partono fortissimi nel secondo tempo e creano palle goal. Cosa che al 53’ minuto si concretizza con Dumfries che trova il diagonale vincente da destra verso sinistra che buca Di Gregorio, che nella stessa azione non era stato impeccabile nell’uscita sul traversone. Il portiere juventino si fa con gli interessi nel quarto d’ora successivo. Infatti dopo il 4 a 2, i nerazzurri per un quarto d’ora spingono moltissimo creando almeno quattro se non cinque palle goal nitidissime, ma tra i difensori e il portiere bianconero la quinta rete è negata. La Juventus quindi regge all’urto e al colpo del definitivo ko e trova al 71’ minuto con Yildiz, entrato da poco, il goal che riapre la sfida. L’Inter perde palla sulla trequarti bianconera e si trova con Dumfries che controlla male Yildiz che con un preciso diagonale batte Sommer. Cosa che si ripete 11’ minuti dopo con la doppietta di Yildiz che permette con orgoglio e forza alla Juventus di pareggiare una sfida importante che pareva persa. L’Inter subisce un’altra volta una rimonta dopo aver sprecato molto. E’ un dato di fatto che i Campioni d’Italia non sanno controllare una partita ma non possono permettersi di giocare ogni match a mille all’ora creando più di dieci palle goal a sfida consapevoli che tanto delle reti le incasserà. Lo spettacolo è stato altissimo, ma la capolista “se ne và”.





C.L.: Young Boys-Inter. Nel finale i titolari entrati regalano i 3 punti

( ottobre 2024 )



L’Inter allunga in classifica Champions vincendo sullo scadere 1-0 contro gli svizzeri dello Young Boys. Mister Inzaghi applica un pesante turnover, un po' per costrizione visto i numerosi infortuni della squadra nerazzurra e visto gli impegni ravvicinati che la sua squadra deve affrontare in questo periodo. La partita inizia subito a ritmi molto bassi con le due squadre che si studiano e applicano molto possesso palla. Al 20’ è la squadra di casa che cerca di aumentare i giri del motore sopratutto con Hadjam e l’Inter, nonostante qualche sbandata mantiene il risultato in parità. Al 31’ grande azione di Taremi che imbeccato da Carlos Augusto pesca di prima con il tacco Bissek ma il centrale tedesco a tu per tu con il portiere avversario gli calcia addosso, sprecando un golosa occasione di portarsi in vantaggio. Tre minuti più tardi sugli sviluppi di una punizione, Dumfries svetta di testa ma manda di poco alto. Al 44’ brivido per l’Inter, con Lakomy che con un tentativo coraggioso manda la palla oltre la traversa. Si chiude il primo tempo con il risultato di parità. Inizia il secondo tempo e i nerazzurri portano a casa un rigore. Purtroppo Arnautovic dal dischetto sbaglia, facendosi parare il rigore e si resta piantati sul risultato di parità. Al 60’ il palo pieno preso da Monteiro che si libera in area e va il tiro, salva dallo svantaggio i nerazzurri. Risponde Dimarco con un collo esterno che manda la palla sull’esterno della rete. L’Inter sembra stia crescendo e recupera meglio palle ma lo Young Boys non sta a guardare e si fa vedere pericolosamente in area per cercare di portare a casa il risultato. Infatti nei dieci minuti finali Males, prova a scardinare la porta nerazzurra ma è sempre troppo impreciso nell’ultimo tocco. Al 90’ arriva un presagio di come finirà la partita. Zieliski si divora il vantaggio, fa un clamoroso errore e spara in curva tutto solo un rigore in movimento. Ma non è finita. Al 94’ all’ultimo respiro passa l’Inter e si porta a casa i tre punti. Tacco di Lautaro per Dimarco, palla tesa in mezzo dove arriva Thuram che fa 1-0 a pochi secondi dalla fine. Si conclude così una partita che sembrava sulla strada del pareggio ma che alla fine grazie a un’azione corale dei suoi campioni, permette all’Inter di portarsi a casa il premio dei tre punti. L’Inter, nonostante la vittoria, non è apparsa in buona salute, a tratti erano in balia degli avversari, sopratutto nel primo tempo e sul finire della partita. Il turnover non ha funzionato al meglio, visto che alla fine per portare a casa il risultato ci hanno dovuto pensare i titolari. Il prossimo impegno sarà contro gli eterni rivali della Juventus, che nonostante la sconfitta in malo modo subita in Champions, venderanno cara la pelle.









C.L.: Milan-Bruges 3-1. Fonseca cambia marcia e parte in Champions

( ottobre 2024 )



Fermo al palo, il Milan nella Champions o parte ora in casa contro i belgi del Bruges, oppure anche con altre cinque gare da disputare è quasi come dire addio. Dopo infatti le due toste partite contro Liverpool e Bayer L. tradotte in zero punti, il calendario, Real Madrid a parte, è in discesa. I rossoneri contro il 4-4-2 belga schierano un offensivo 4-3-3 con il ritorno in campo dal primo minuto degli anarchici Tomori, Hernandez e Leao, con il francese investito anche della fascia da capitano. Con una mediana di tutta sostanza e qualità composta da Reijnders,, Loftus-Cheek e Fofana, il tridente davanti è piuttosto convincente e affilato con Morata a fare da centravanti d’area e ai suoi lati due veloci tiratori e crossatori di qualità come Leao e Pulisic. Tuttavia sono gli ospiti nei primi 10 minuti a far tremare i 50 mila del Meazza. Tre volte Maignan deve dire di no in tutti i modi, piedi e guantoni ai tiri avversari e dove proprio non vi arriva lui, ci pensa la traversa a salvare il “Diavolo”. Passato il temporale i padroni di casa prendono le misure e al minuto 34’ su corner è molto fortunato a trovare sulla sua strada un Mignolet tra i pali non proprio in giornata. Infatti la parabola calciata dalla bandierina sulla corsia di sinistra offensiva meneghina pare innocua, ma nel rientrare verso la porta trova il portiere cadere a vuoto sulla palla e farsela insaccare bassa dopo che ha toccato terra. Il Milan dovrebbe accelerare il suo gioco, anche perché la nuova formula a Campionato della competizione richiede non solo punti, ma anche una buona dose di reti all’attivo, invece i milanesi trotterellano senza accelerare nonostante a 5’ dal riposo la Var mandi negli spogliatoi anzitempo Onyedika. Ci pensa il Bruges ad aumentare i giri del motore subito nella ripresa mettendo alle corde il Milan in superiorità numerica e trovando il pari infatti dopo 6’ minuti dall’inizio del secondo tempo. I padroni di casa non si sbloccano allora ci pensa Fonseca. Fuori Loftos-Cheek e Leao per due incursori esterni come Okafor e Chukwueze. Questo al minuto 60’ e proprio Okafor, un minuto dopo, in stile Leao và sul fondo in area a sinistra e appoggia centralmente arretrato per l’accorrente Reijnders che la piazza di fino in porta per il nuovo vantaggio. I rossoneri ora hanno più birra in corpo. Altri 10’ minuti e sulla destra è ora Chukwueze a penetrare in area per scaricare centralmente arretrato nuovamente per il centrocampista olandese che si replica per la sua doppietta. 3 a 1 e gara messa in cassaforte e c’è anche spazio per il debutto di Camarda. Un esordio in Champions da ricordare visto che con neppure 17 anni sulle spalle è l’italiano più giovane che abbia mai esordito nella più prestigiosa competizione europea. Andando anche a segno di testa, ma purtroppo con la Var che lo pizzica in fuorigioco. Vincere era la cosa più importante e grazie all’allenatore portoghese il Milan è partito anche in Champions. Successo però, macchiato dall’atteggiamento non proprio di gruppo di Leao.





C.L.: Juve-Stoccarda 0-1. Incredibilmente brutta questa Juve che perde in stagione per la prima volta

( ottobre 2024 )



Battuta di arresto per la Juventus in Champions League che viene sconfitta per 1-0 dai tedeschi dello Stoccarda. È lo Stoccarda a meritare i tre punti , considerando che questa sera la Juventus ha giocato la peggior partita dell’era Thiago Motta. Il primo tempo inizia subito con lo Stoccarda che è subito aggressivo e controlla il gioco. La Vecchia Signora è disattenta e perde palla anche nei passaggi più semplici. I Tedeschi mettono subito le carte in tavola dai primi minuti mostrando di non avere paura. La Juventus cerca di prendere spazi ma è lo Stoccarda che al 29’ cerca di andare in vantaggio con una ripartenza fulminea con Millot che serve Devimovic sulla destra in area: conclusione al volo di destro con Perin che tocca quel tanto che basta per mandare il pallone sul palo e salvare il risultato. Il pressing super offensivo dello Stoccarda mette in grosso affanno i bianconeri che non riescono a produrre gioco. Al 41’ altra grande parata di Perin sulla verticalizzazione con lo scavetto di Stiller dentro l’area per Undav, che di testa colpisce centrale a pochi passi e impegna ancora una volta il portiere bianconero. Primo tempo di sofferenza per la Juventus che porta a casa un solo tiro contro i 12 degli avversari. Riprende la partita è lo Stoccarda va meritatamente in vantaggio al 48’ con una rete di Undav, che servito con un lancio lungo da Mittelstandt che non viene seguito da Danilo, porta il risultato sul 1-0. Il gol sfortunatamente viene annullato per un fallo di mano dello stesso Undav e si ritorna sullo 0-0. Lo Stoccarda non si arrende e solo un grande Perin salva il risultato: prima al 60’ su un calcio al volo di Demirovic e pochi minuti dopo, con un riflesso che manda il pallone in corner, impedisce la rete a Millot. Al 66’ prima occasione per la Juventus su conclusione al limite di Thuram, Chabot appostato quasi sulla linea di porta, respinge e salva lo Stoccarda. Lo Stoccarda inizia a calare il ritmo e la Juventus cerca di svogliatamente di approfittarne. Al 79’ bella combinazione di Cambiaso – Weah che crossa per Yildiz ma è decisivo l’intervento del difensore dello Stoccarda. All’86’ sale in cattedra ancora una volta Perin che para un rigore, su fallo di Danilo. Al 92’ arriva la doccia fredda per la Juventus con lo Stoccarda che va in vantaggio. Grandissima combinazione tra Millot e Tourè che salta Kalulu e batte Perin. Dopo 8 minuti di recupero i tedeschi vincono meritatamente in casa della Juventus grazie al gol di Tourè. Brutto passo indietro per la formazione di Thiago Motta che quest’oggi non ha creato praticamente nessuna occasione e solo una grande prestazione di Perin ha impedito che il risultato sia contenuto sull’1-0. Tutti i reparti non hanno fatto niente per portare a casa il risultato ed è mancata la voglia di vincere. Per il prossimo impegno in campionato la Vecchia Signora non si potrà permettere di non giocare come in questa partita perché l’avversario è l’Inter che non si farà di sicuro sfuggire la possibilità di battere una diretta concorrente per lo scudetto.







A: Roma-Inter 0-1. A pezzi l’Inter vince di squadra e tiene il secondo posto

( ottobre 2024 )



L’Inter espugna l’Olimpico battendo la Roma per 1-0, restando nel treno delle prime in classifica che nell’ottava giornata hanno tutte portato a casa i tre punti, Lazio a parte. Ma è una vittoria amara per i nerazzurri visti gli infortuni di Acerbi e Chalanoglu nella prima mezz’ora di gioco entrambi per problemi muscolari, dimostrando ancora una volta, che il calendario sportivo è diventato molto impegnativo e insostenibile anche per una squadra attrezzata come l’Inter. Il primo tempo è caratterizzato da cambi di campo repentini ma senza grosse occasioni. Al 14’ botta da fuori di Mikhitaryan che si stampa sulla parte alta della traversa. La partita prosegue con tanta lotta ma poche palle pericolose ma nonostante questo la partita si gioca su ritmi alti e risulta piacevole per i continui duelli tra i vari giocatori. Si conclude il primo tempo a reti inviolate e con poche emozioni. Nel secondo tempo la musica cambia e l’Inter inizia a creare occasioni.Al 51’ Barella ci prova da fuori ma senza trovare il gol. Le squadre si chiudono bene e sono molto attente. Ma è proprio un clamoroso errore da parte della Roma che porta in vantaggio al 60’ l’Inter. Errore di Zalewski che perde palla e spalanca la ripartenza di Frattesi: palla dentro lasciata li da Celik, accorre Lautaro che spara e buca Svilar per 1-0 per i nerazzurri. Al 65’ Frattesi pesca in area Thuram, cross teso per Dimarco dall’altra parte ma Celik cancella lo 0-2. La Roma si fa vedere al 69’ con un tiro insidioso di Dybala ma Pavard si immola e manda in angolo. Al 76’ l’Inter prova ancora il raddoppio, con Dumfries che scappa via sulla destra, entra in area e calcia forte sul palo lontano: Svilar va giù in tempo ed evita lo 0-2. Ancora Svilar che salva nuovamente su Thuram. All 85’ ancora il portiere della Roma che tiene a galla la sua squadra e dice ancora una volta no al tentativo di Dumfries di arrotondare il punteggio. La Roma cerca di trovare il pareggio nei minuti finali con Suolè, ma Sommer è attento e blinda la porta e il risultato. Decide la partita il gol di Lautaro. Risultato meritato dai nerazzurri visto che hanno creato più occasioni pericolose, mentre la Roma nonostante l’ottima partita ha visto poche volte la porta avversaria. All’Inter va recriminato però di non aver chiuso la partita, nonostante le occasioni create e non si può permettere di arrivare a fine partita con il patema di essere raggiunta. Preoccupano gli infortuni nel centro nevralgico del gioco nerazzurro, ovvero a centrocampo, in vista dell’impegno di Champions e sopratutto nel prossimo turno di campionato dove troverà l’eterna rivale della Juventus. 









A: Juve-Lazio 1-0: Sofferta ma meritata vittoria da primo posto

( ottobre 2024 )



Con diverse defezioni importanti, dalla difesa al centrocampo come Koop senza dimenticare l’attacco, Motta per la ripresa in Campionato si deve affidare nuovamente a dei giovani come Savona o lo stesso Thuram dal primo minuto. Non una cosa di certo straordinaria, visto che la prima ad agosto fu ancora più ricca di esordienti. A Torino viene a far visita una Lazio solida e creativa che ha una grandissima occasione, dato che in classifica è terza assieme proprio ai bianconeri. Bianco celesti raccolti in un 4-5-1 pronto a colpire anche di rimessa e ad ingabbiare il gioco dei padroni di casa. Cosa che per 20’ minuti riesce più che bene. Infatti il 4-3-3 piemontese non riesce a produrre molto davanti, anche se allo stesso tempo non subisce nulla dalle parti di Di Gregorio. Serve qualcosa che per accendere la sfida e destabilizzare l’equilibrio tattico e di forze che si è instaurato nel match. Ecco l’azione che parte sulla sinistra dalla difesa. E’ Kalulu che si sgancia sulla fascia, riceve e scambia in mediana. L’ex rossonero, non si accontenta e si propone centralmente e ricevendo benissimo la palla, scardina in tal modo la linea a quattro laziale. Romagnoli in scivolata disperata cerca al limite dell’area di chiudere impattando col suo piede la sfera, ed invece Kalulu è il più lesto e viene abbattuto con conseguente ed inevitabile cartellino rosso per il centrale romano. A questo punto la gara cambia completamente trama e l’equilibrio salta totalmente. La Lazio è aggredita da ogni parte e si compatta per resistere sino alla fine. La Juventus ora trova gli spazi e le giocate dove in precedenza non vi erano. Vlahovic inizia una sua lotta personale con la porta avversaria, ma non solo lui. Anzi nella ripresa, quando non trova sulla sua strada Provedel, a botta sicura e forte trova in pieno la traversa. Colpi di testa con la sfera che esce di un non nulla impediscono ai padroni di casa di passare in vantaggio. Quando oramai sembra che per la Juventus debba giungere il quinto pareggio su otto partite, su un cross facile dalla sinistra al minuto ‘85, Gila, con l’intento in scivolata di intercettare la sfera, la devia nella propria porta con Provedel che si era già buttato in area per bloccarla facilmente. Il più classico degli autogoal regala la quarta vittoria alla Juventus. Con merito i bianconeri hanno portato a caso i tre punti, ma sino all’espulsione è stata una sfida molto più difficile. Se la squadra di Motta conferma la sua capacità non solo di non subire reti, ma addirittura anche di non subire alcun tipo di azione pericolosa avversaria, è anche vero che fatica a costruire azioni da goal. Almeno sino a quando non la sblocca. Tuttavia i numeri non mentono e anche se provvisoriamente, Motta ha agganciato in vetta Conte, mettendo in tal modo un po' di pressione domenica alla capolista.



A: Milan-Udinese 1-0: In 10 il Diavolo da soffrire e vincere

( ottobre 2024 )



Dopo la pausa Nazionale riecco il Milan in campo per ripartire e cercare di accorciare il ritardo verso chi gli sta davanti. Troppi i punti persi in modo anche poco comprensibile per strada, non ultimi quelli a Firenze con anche i casi dei rigori mal gestiti dai calciatori rossoneri. Fonseca dopo la sconfitta in casa dei “Viola”, lascia in panchina calibri come Leao, i due inglesi e deve fare a meno anche dello squalificato Hernandez. Spazio ad alcune seconde linee come Terracciano e Royal come terzini e Pavlovic centrale a fianco di Thiaw. Madiana di forza e qualità con Fofana e Reijnders e dietro a Morata, Pulisic affiancato da Okafor e Chukwueze. Ma come sempre a prescindere da chi và in campo è l’atteggiamento che fa la differenza e contro una tosta e fisica Udinese che ha anche ben due punti in più dei meneghini in classifica, i padroni di casa partono subito forti con autorevolezza e qualità. Possesso palla e voglia di vincere ogni duello in ogni zolla del prato verde, ma anche controllo pressoché totale a livello territoriale da parte del Milan producono pressione e ripartenze ficcanti e insidiose da parte dei rossoneri ad ogni palla persa da parte dei friulani. E così infatti dopo una bella e forte accelerazione di Okafor sulla fascia sinistra, giunge l’azione al 13’ minuto a livello rugbystico che porta la palla dalla sinistra alla destra con Chukwueze che di prima supera sul palo lontano Okoye. Vantaggio meritato e ben gestito che non lascia spazio ai bianconeri. Gli ospiti la palla non la vedono ma poco dopo la mezz’ora ecco che la gara cambia trama con il classico degli episodi. Sbavatura difensiva, la prima della linea a quattro dei milanesi e sul lancio dalle retrovie c’è solo Reijnders ad inseguire l’attaccante diretto verso Maignan e le loro gambe accidentalmente si incrociano prima di entrare in area con conseguente espulsione dell’olandese. Fonseca non opera cambi ma riassetta i suoi trasformando il 4-2-3-1 originale in un 4-4-1. La fortuna arriva ad un paio di minuti dal riposo quando la rete del pareggio di testa dell’Udinese viene annullata per un fuorigioco millimetrico. La ripresa vede gli ospiti aggressivi che con il proprio 3-5-2 avvolgono i padroni di casa che nel frattempo cambiano Okafor con Musah. Il Milan sa soffrire ma anche farsi pure pericoloso davanti con un paio di ripartenze mal gestite che possono costare caro. Infatti la gara di Abraham dura appena 5’ minuti quando ha il tempo di mangiarsi una palla goal già fatta e anche a farsi male alla spalla nella stessa azione. La sfida è ancora dunque aperta e in pieno recupero ecco su azione insistita dell’Udinese, il pareggio. Ma ancora una volta la Var interviene in favore del Milan e annulla un altro pareggio per fuorigioco ancor più impercettibile all’occhio umano. Il Milan resiste e porta a casa una vittoria importante per punti, ma anche per come è stata ottenuta, ovvero con spirito di sacrificio da parte di tutti e anche un successo di squadra, senza singole individualità. La strada giusta per ripartire anche per il prossimo impegno in Champions.









A: Fiorentina-Milan 2-1. Il Diavolo inciampa su se stesso

( ottobre 2024 )



Il Milan perde 2-1 contro la Fiorentina nella settima giornata di campionato, perdendo il treno delle prime e portandosi a meno cinque dalla prima in classifica. Dopo una fase di studio iniziale senza grandi accelerazioni, è il Milan che controlla di più la palla ma con grande prudenza. Al 15’ cross dalla destra di Emerson Royal, preciso per la testa di Morata che manda la palla di poco a lato. Al 20’ la Fiorentina prova ad andare in vantaggio su rigore, ma Maignan ipnotizza Kean e non le permette di segnare. Al 31’ Leao si mette in proprio, sfugge a Bove e Cataldi e scarica un sinistro potente ma De Gea mette in angolo con un intervento molto complicato. Il Milan produce ma è la Fiorentina che passa in vantaggio con l’ex di turno Adli: il francese si libera, molto facilmente, di Pulisic e trova un destro basso che picchia il palo lontano e si insacca con Maignan immobile. Al 44’ altro rigore ma questa volta per il Milan. Ma anche De Gea azzecca l’angolo, si distende benissimo e devia in angolo il rigore di Theo Hernandez. Finisce il primo tempo con il vantaggio della Fiorentina e con i portieri che hanno limitato il punteggio. Si riprende una partita con poche emozioni e al 55’ viene concesso un altro rigore al Milan ed stavolta è Abraham a fallire a causa di un super De Gea. Al 60’ arriva il pareggio del Milan con Pulisic. Cross profondo sul secondo palo di Hernandez su cui si avventa Pulisic, che sfugge ad Adli e di piatto destro la piazza sul palo lontano al volo. La Viola però non ci sta a pareggiare e si rifa avanti per portare a casa il risultato e il Milan soffre. Al 73’ rimessa lunga di De Gea, Tomori salta a vuoto, Kean serve Gudmundsson che con un destro potente infila Maignan per il 2-1 per i padroni di casa. All’86 ci prova il Milan a pareggiare i conti con un sinistro insidioso di Chukwueze, De Gea si allunga e devia: intervento complicatissimo perché la palla era rimbalzata davanti. Ultima occasione per la Fiorentina che al 94’ con Kean centra in pieno la traversa. Finisce 2-1 per la Fiorentina dopo un finale nervoso e convulso che permette ai toscani di portare a casa i tre punti. Il Milan nonostante fosse più fresco rispetto alla Fiorentina, non è stato in grado di mettere in difficoltà né sul piano fisico né del gioco gli avversari. Menzione speciale per i portieri delle due formazioni che hanno parato 3 rigori dimostrando ancora una volta il loro potenziale. Il Milan è apparso molto nervoso anche considerando il fatto che la Fiorentina teneva bene il campo e ha concesso poche ripartenze ai corridori del diavolo. Ancora distrazioni dei rossoneri in difesa sopratutto sulle fasce che non tornano come dovrebbero. Il Milan dopo la sosta incontrerà l’Udinese che è davanti proprio ai rossoneri in classifica e che ultimamente sembra si esalti contro le big.













A: Juve-Cagliari 1-1. Primo goal subito e vittoria sfumata

( ottobre 2024 )



Nella gara della settima giornata di campionato, la Juventus pareggia inaspettatamente per 1-1 contro il Cagliari. Si parte con il possesso della Juventus ma con il Cagliari che si mostra molto aggressivo. La Juventus in pochi minuti macina occasioni ma è su rigore che al 14’ che va in vantaggio. Rigore segnato con freddezza dal solito Vlahovic. Due minuti più tardi i bianconeri hanno l’occasione per raddoppiare con Koopmeiners ma senza riuscirci. La partita è molto dinamica e anche il Cagliari crea problemi con le ripartenze anche se non mette molta pressione alla difesa avversaria. Al 26’ ci riprova Koopmeiners ma il suo sinistro viene respinto da Scuffet. La Juventus dopo una mezz’ora ad alto ritmo cerca di abbassare i giri e controllare la situazione con il possesso palla nella metà campo avversaria. Il Cagliari rimane composto nella propria formazione e il primo tempo si conclude con il vantaggio della Vecchia Signora. Il secondo tempo inizia come il primo con la Juventus che si porta più volte davanti al portiere cagliaritano ma in più occasioni gli uomini di mister Thiago Motta non trovano il raddoppio. Al 59’ è il Cagliari che preme: Luvumbo calcia da dietro dentro l’area ma trova la deviazione di Gatti appostato davanti a Di Gregorio. Al 72’ invece ci prova Vlahovic con una conclusione mancina di controbalzo, potente ma centrale ma Scuffet è attento a non dare spazio al raddoppio avversario. La partita si fa combattuta e al 76’ altra occasione per gli ospiti di casa con una punizione tagliata di Marin da sinistra, Gatti si abbassa all’ultimo, ma Di Gregorio tiene il pallone. Ancora Vlahovic, il migliore in campo, due minuti più tardi perde l’occasione a tutta porta per mettere in cassaforte il risultato, sbagliando un tiro sottoporta. A due minuti dalla fine dei tempi regolamentari, arriva la doccia fredda per i bianconeri, che concedono un rigore agli avversari. Marin pareggia i conti battendo De Gregorio. La partita, nonostante i tempi regolamentari, diventa infuocata. Al 95’ incredibile occasione per il Cagliari con una conclusione dal limite di Obert che prende il palo pieno. Al 97’ Obert invece salva a pochi passi dalla linea in anticipo su McKennie. Ultima occasione all’ultimo minuto per Fagioli che su calcio d’angolo tira direttamente in porta e prende in pieno l’incrocio dei pali. Finisce 1-1 con la Juventus che si stacca dalla prima in classifica e con il Cagliari che si porta a casa un punto prezioso per la salvezza contro una big del campionato. La Juventus butta via una partita tenuta in pugno per la maggior parte del tempo ma che non è stata in grado di chiudere in più occasioni. La Vecchia Signora subisce anche il primo gol. La difesa ha concesso poco o nulla ma gli errori dei singoli sia sottoporta che in difesa lasciano l’amaro in bocca e due punti persi all’ultimo. Il prossimo impegno della Juventus dopo la pausa sarà contro la Lazio, squadra che si trova esattamente con lo stesso punteggio in classifica.











A: Inter-Torino 3-2. 3 goal, 3 punti e 2 amnesie pericolose

( ottobre 2024 )



Che i Campioni d ‘Italia in carica siano forti, nessuno lo ha mai messo in dubbio, se non addirittura, che siano proprio loro, su tutti, a decidere se rivincere o perdere lo Scudetto anche quest’anno. La squadra d’Inzaghi arriva dal poker inflitto alla Stella Rossa in Champions e dopo la vittoria per 3 a 2 a Udine, dove ha creato tanto, ma con qualche errore in difesa di troppo. A San Siro giunge un Toro arrabbiato per la buona gara disputata in casa ma persa 2 a 3 contro al Lazio. A pari punti in classifica con i nerazzurri, i granata se la vengono a giocare a Milano quasi ad armi pari, forti di una solidità ottima e una capacità di far male sempre e ovunque. I nerazzurri riportano davanti la ThuLa dal primo minuto e a centrocampo l’unica novità è Frattesi per l’infortunato Barella. Dietro Bisseck a sinistra e Bastoni a destra con Acerbi centrale. I padroni di casa partono con il loro possesso palla che prova a mettere lì i piemontesi che accettano di buon grado, ma senza soffrire più di tanto, forti di un 5-3-1-1, pronto anche a colpire. Infatti, nonostante una padronanza assoluta della palla e del campo, sono proprio gli ospiti a scaldare per primi i guantoni di un portiere. Poca la pressione posta dai centrocampisti interisti fuori dall’area e Sommer su un bolide da lontano deve superarsi. L’Inter fatica a trovare lo spiraglio giusto, sia per la bravura del Torino, che per un giro palla troppo lento. Gli spiragli si aprono quando sull’ennesima sponda di Thuram, l’attaccante francese, mostrato bene dalla Var, viene colpito molto duramente sopra la caviglia in modo pericoloso. Il giallo iniziale di Maripan si trasforma in rosso. Siamo al 20’ minuto e il Torino si dispone in un 5-3-1 con Zapata a dar battaglia davanti. I meneghini approfittano della superiorità numerica e avvolgendo i granata dai lati butta dentro cross velenosi di qualità dove Thuram in 10’ minuti di testa in area è bravissimo a farne due, in mezzo ad altre occasioni. Ma l’Inter di quest’anno non è impermeabile e appena abbassa la guardia paga pegno. Neppure il tempo di festeggiare il doppio vantaggio, che Bisseck, appena battuto il Torino da centrocampo, davanti all’area commette la frittata con ingenuità e perde palla. Dietro Bastoni e Acerbi sono messi male e in ritardo nella chiusura su Zapata che davanti Sommer non sbaglia. I granata ci credono nella rimonta anche in inferiorità numerica e si battono, ma l’Inter riprende possesso del match e continua a creare. Serve però il quarto d’ora della ripresa, quando dopo una bella incornata di Lautaro dove Milinkovic-Savic nuovamente risponde presente, Thuram sul pallone vagante davanti alla porta la colpisce sporca mettendo fuori causa il portierone granata. Ora è finita la sfida. Gli ospiti ci provano, ma è più l’Inter a trovare spazi per il quarto goal. Ecco però che a 6’ minuti dal novantesimo Zapata, infaticabile, nell’ennesima sgroppata verso la porta avversaria, si fa male ed esce dopo diversi minuti di stop partita. Così la sfida riparte con l’Inter che stacca la spina e con un pallone buttato in area dei nerazzurri, la difesa pasticcia nel buttarla fuori e Calhanoglu colpisce sul piede in ritardo e provoca un rigore evitabilissimo. Vlasic non sbaglia anche se Sommer la tocca. Ultimi minuti di ansia con l’Inter che però rimette la testa sulla gara e anzi in contropiede spreca ancora palle goal. Per quello creato tre reti segnate son poche e ancora una volta due regaloni riaprono un match che doveva essere chiuso. L’Inter è forte e sa giocare, ma non sa proprio gestire il match abbassando i ritmi. Un peccato che si porta dietro da tempo. Troppi e tanti i goal subiti e in Italia, specialmente, vince la difesa blindata.









A: Genoa-Inter 2-2: Distratta e punita, l’Inter butta via i 3 punti

( agosto 2024 )



Il precampionato di solito non dà grandi e veritiere indicazioni su una squadra, ma il fatto che i Campioni d’Italia abbiano sempre subito goal in ogni partita, qualcosa potrebbe aver indicato al suo allenatore. Inzaghi nel suo 3-5-2, speculare a quello dei liguri, si affida al gruppo che gli ha regalato il suo primo scudetto da mister. Forse l’unica novità è Bissek come terzo centrale di destra al posto di Pavard. Come l’anno scorso, i rossoblu di Gilardino sono molto messi bene in campo, ostruendo efficacemente le trame offensive nerazzurre. Da subito le redini della sfida sono tra i piedi dei milanesi, ma il giro palla è lento. Ci pensa Thuram ad accendere la gara con un lampo che Gollini controlla. Ma alla prima vera distrazione i nerazzurri pagano caro l’errore. Su di una punizione da fuori area, regalata da Acerbi, Sommer la legge male e arretra troppo sulla linea di porta senza riuscire a deviare la palla in angolo, che invece sbatte sulla traversa e rientra in campo con Bissek e Acerbi in ritardo in chiusura e in scivolata Vogliacco insacca. A questo punto l’Inter aumenta i giri del motore e dopo 9 minuti il giro palla più rapido paga. Quando sulla destra Barella riceve la sfera tra i piedi, di prima crossa perfettamente a centro area dove l’attaccante francese impatta in cielo benissimo di testa lasciando Gollini fermo a guardare la sfera insaccarsi. L’Inter prima del riposo ha ancora un paio di occasioni splendide ma spreca. Nella ripresa l’energie diminuiscono e forse i cambi di Inzaghi sono pure tardivi. Ma alla fine punta sul tridente, perdendo due palleggiatori in mezzo al campo come il turco e l’armeno per la frizzantezza di Frattesi e la pericolosità di Taremi. E di fatto proprio questi due costruiscono in una pregevole azione centrale l’assist nell’area piccola per il delicato pallonetto sul portiere da parte di Thuram. La Var, che precedentemente aveva correttamente tolto un rigore su Thuram che non c’era, ed una rete dopo una raffinata azione all’Inzaghi con i due quinti che danno l’assist e la rete, questa volta convalida. A 9’ minuti dal novantesimo i meneghini l’hanno ribaltata con merito. Inzaghi allora toglie uno stremato Lautaro, che non ha neppure fatto la preparazione estiva, per un Asllani che ha il compito di nascondere la palla. Ma Il Genoa ci crede e l’Inter non sa tenere il pallino della sfida facendo girare a vuoto i liguri. Così un generoso ma scoordinato Bissek su un cross in area interviene male, in pieno recupero, ciccando di testa la palla e colpendola con il polso. La Var concede il rigore e Messias prima si fa parare il tiro da Sommer, ma poi ribadisce in rete per il 2 a 2 finale. L’Inter si butta via contro un Genoa mai domo, ma pur privo, rispetto all’annata scorsa dei suoi due attaccanti titolari e non solo. Una falsa partenza che evidenzia come l’Inter di Inzaghi , alla sua quarta stagione, non abbia ovviato al suo più grande difetto. O gira sempre a mille all’ora, oppure diviene altamente vulnerabile. Con una stagione da forse 60 e più partite, è impensabile essere sempre al massimo di testa e di gambe e non basta avere due uomini per reparto, specie se poi alla fine ci si affida sempre agli stessi.













































A: Milan-Torino 2-2: 10’ miuti finali da Diavolo, per non finire all’inferno

( agosto 2024 )



Qual è il Milan, quello spento, mal messo in campo e con pochissime idee di quasi novanta minuti, oppure, quello generoso, di carattere e anche impetuoso degli ultimi 10’ minuti? Fonseca si affida a Jovic davanti come punta centrale, Leao e Chukwueze sugli esterni. Pulisic centrale a fare quasi da trequartista e Bennacer e Loftus-Cheek in mediana. Dietro l’unica novità è Saelemaekers come terzino sinistro al posto di Hernandez. Ma davanti al Milan, c’è un Torino plasmato dal nuovo allenatore Vanoli, molto quadrato e granitico, che non è venuto a San Siro per fare da comparsa. Il Milan è prevedibile e dietro mostra ampi spazi dove le folate dell’ex Inter Bellanova metto in crisi la retroguardia meneghina. Così proprio alla mezz’ora da una sua accelerazione arriva il suo colpo che sbatte sul palo alla sinistra di Maignan con la palla che danza tra i piedi di Thiaw sulla linea di porta e la tecnologia è priva di emozioni e veritiera, concedendo la rete per autogoal. Il Milan fatica a trovare spazi, perché i granata pressano e raddoppiano, come se girassero il doppio dei padroni di casa. Così sono i due portieri a rendersi protagonisti, con Maignan che evita il raddoppio su Zapata e Milinkovic-Savic il pareggio su Leao prima della pausa. Giusto il portoghese è l’unico che si salva in questo Milan confusionario, cosa che in precampionato non è apparso. Nell’ultima mezz’ora , nella ripresa, Fonseca fa entrare i calibri pesanti come Morata, per un’impalpabile Jovic, Hernandez e Rejnders. Pian piano i padroni di casa prendono in mano la gara, ma faticano a creare veri pericoli dalle parti del mastodontico portiere torinista. Siamo però al 68’ minuto quando un buco sulla destra difensiva rossonera porta ad un cross a palombella nell’area piccola che scavalca Maignan e trova Zapata incredibilmente solo e soletto per l’appoggio di testa. Stadio Meazza in silenzio e incredulo. La propria squadra è sotto al debutto di due reti e non manca molto alla fine. Peggio ancora non sembra possa avere le qualità per uscire senza sconfitta. Ma quando le speranze sembrano venire meno ecco che un tiraccio da fuori del centrocampista olandese ad un passo dal nantesimo, trova la deviazione di prima di Morata che beffa Milinkovic-Savic. Ci sono ben 8 minuti di recupero e i rossoneri mettono sotto i granata che hanno speso tantissimo per tutta la sfida. Gli ultimi minuti è un vero arrembaggio nell’area ospite e quando Musah da non molto entrato la mette a mezza altezza dentro, un difensore torinista la liscia, ma Okafor, entrato anche lui al minuto 83’, la prende di forza al volo e insacca per un 2 a 2 finale che pareva irraggiungibile. Il Torino forse ha buttato via una grande possibilità di vittoria prestigiosa, ma i cambi di Fonseca hanno ribaltato letteralmente il match. A questo punto il Milan puà prendersi di buono la reazione e la voglia di non perdere, tuttavia gli errori tattici e di uomini sono evidenti. C’è di positivo che vi è tutta una stagione per crescere. Avversari permettendo.

















































A: Juve-Como 3-0. Bella, forte e vincente. Da quanto tempo non accadeva!

( agosto 2024 )



Rivoluzionata, ma in tutto. Dalle fondamenta. Thiago Motta centra poco come idea di calcio con mister Allegri, ma anche gli interpreti sono praticamente tutti quanti nuovi, se si considerano sia i nuovi acquisti che le seconde linee della scorsa stagione divenute titolari, come Cambiaso, Gatti, Weah e Yildiz. Motta non vuole prime donne ma un gruppo coeso, giovane e esplosivo, quello che di fatto si è visto in campo alla prima di Campionato davanti al proprio pubblico dinanzi all’esordiente Como. Due i reduci titolari rispetto alla vecchia Juventus di Allegri. In regia Locatelli e davanti Vlahovic. 4-5-1 per i padroni di casa che parte compatto a studiare un nuovo avversario che non si conosce molto, ma guidato da Fabregas potrebbe anche nascondere delle insidie. Quello che emerge subito è un’aggressività dei bianconeri non frenetica, ma decisa e programmata, talvolta effettuata con pressione alta, talvolta abbassando il baricentro e dopo un bel colpo di testa di Vlahovic uscito di poco, quasi alla mezz’ora ecco che dalla destra Weah da metà campo scodella sull’altra fascia trovando il nuovo compagno Mbangula, schierato a sorpresa da Motta. Tanta fiducia è subito ripagata, infatti l’esterno sinistro si accentra dal limite superando il suo marcatore orizzontalmente e trovando lo spazio per far partire un rasoterra velenoso che quasi bacia il palo dove Reina non può giungere. Il Como prova a manovrare ma arrivato nella metà campo dei padroni di casa non trova il minimo spazio e deve sempre tornare in dietro. I comaschi quando provano a partire con manovra da portiere sono subito aggrediti e perdono più volte immediatamente la palla in posizione pericolosa e in una di queste Vlahovic è sfortunato nel suo diagonale respinto dal palo a porta vuota. Ma la gara nei minuti di recupero della prima frazione di fatto si chiude perché giunge il raddoppio. Ancora azione rapida con la sfera che si muove veloce da destra a sinistra e Yildiz giunto sul fondo la crossa basso in area. Vlahovic al centro fa sfilare per Weah che di collo pieno la sbatte sulla traversa. La palla però rimbalza dentro la linea di porta come segnala subito la tecnologia. Juve umile e vogliosa ma con le idee chiare che non attende gli eventi ma la sua fortuna se la và a cercare. Nella ripresa è un attenta gestione della partita con la ricerca comunque di un’altra rete. Questa è una delle più grandi differenze rispetto alla Juve di Allegri. Nessuno tira i remi in barca in attesa del fischio finale. Infatti mentre Vlahovic và in goal in apertura di primo tempo incornando di testa da vero centravanti, è scalognato perché la rete gli viene annullata per un precedente fuorigioco di Cambiaso al principio dell’azione stessa. Il 9 serbo della “Vecchia Signora”, che lotta come un leone, certifica la sua bella iettatura con un altro palo preso di testa, ma al novantesimo ci pensa Cambiaso da fuori sulla destra a inventarsi un goal alla Pirlo. Una grande bella Juventus giovane, ma con la testa matura che non ha lasciato scampo ad un Como sin troppo spavaldo e fragile per la Serie A. Il nuovo portiere bianconero, ex Monza, praticamente esce senza voto e la dice lunga sulla compattezza di squadra che ha impedito ogni piccola possibilità di far male da parre degli undici di Fabregas. Parte bene e forte la nuova Juventus di Motta.













































A: Parma-Milan 2-1. Ancor più fragile e sconfitta dolorosa

( agosto 2024 )



Una settimana fa, non fu un brillante esordio. Per quasi novanta minuti il Torino giocò meglio per organizzazione della manovra, per intensità e determinazione. Il 2 a 0 sino a quel momento incassato, venne mascherato dalle due reti finali, con bella reazione, che portò ad un pareggio quasi insperato. Si parlò di orgoglio e carattere. A Parma, se qualche passo avanti si è visto in fase propositiva, ancor più passi indietro si sono visti in fase difensiva. Nel suo 4-2-3-1 a sinistra invece di Saelemaekers rivediamo Theo Hernandez e davanti, come centravanti Okafor dal primo minuto al posto di Jovic. Ma pronti via, neppure 2’ minuti completi che i meneghini si trovano sotto. Gli emiliani partono bene a sinistra, sfondando e il cross rasoterra taglia in diagonale tutta l’area trovando il colpo vincente, con Hernandez in ritardo in chiusura. La reazione del Milan nel primo tempo, se c’è, è ben dissimulata e si concretizza unicamente in un’accelerazione di Leao che mette al centro pericolosamente ma la difesa parmense sbroglia la matassa. Se gli ospiti vanno negli spogliatoi solo con un passivo di una rete deve ringraziare il suo miglior acquisto e giocatore sino ora in campo. Plavlovic affianca come centrale Tomori e negli ultimi 10’ minuti chiude e tampona almeno tre contropiedi micidiali dei padroni di casa, due dei quali si possono definire goal letteralmente divorati. Bruttissimo Milan che però parte bene nella ripresa con Reijnders che finalmente come trequartista si accende e dal limite colpisce con un bel tiro a scendere in pieno la traversa. Ora i rossoneri ci sono in campo, anche se la punta centrale è avulsa dalla manovra, con Okafor che lo si può ricordare unicamente per un tiro strozzato a centro area. E’ sempre Leao quello che accende la lampadina, ma è più una sua iniziativa che un frutto di una manovra corale. Infatti dopo 21’ minuti del secondo tempo il portoghese và via due volte con le sue finte a sinistra appoggiandosi anche su Hernandez e giunto in area appoggia nell’area piccola dove Pulisic deve solo metterla dentro. Il Milan che aveva pressato bene e ha trovato il pareggio, opera poco dopo due cambi facendo uscire Calabria e Musah per i due nuovi acquisti Royal dietro e a centrocampo Fofana. La mossa non paga, perché se il Parma và vicino alla rete, anzi ci và, ma in fuorigioco, al 77’ minuto si apre un autostrada a destra dopo un appoggio a centrocampo sbagliato di Leao. La difesa del Milan è ancora sbilanciata e Hernandez in ritardo dalla sua parte e quando arriva il taglio rasoterra in area dalle due fasce Cancellieri trafigge Maignan. Il Parma controlla nel finale, senza soffrire troppo e si porta a casa i tre punti con merito. Una fase difensiva orribile se non addirittura inesistente è costata la prima sconfitta stagionale al “Diavolo”. Ma siamo appena alla seconda giornata con quattro reti incassati e poco costruito davanti. Fonseca avrà anche pure le sue colpe, ma il gruppo storico è quello di sempre, con innesti di qualità. Partire inseguendo dall’inizio non è così semplice quando il tuo obiettivo dichiarato è vincere.

















































A: Inter-Lecce 2-0. Compitino svolto con diligenza per la prima vittoria

( agosto 2024 )



Alla prima davanti al proprio pubblico, l’Inter ha l’amaro in bocca per la vittoria sfumata in pieno recupero in casa del Genoa per via di una ingenuità. Il Lecce si presenta dinanzi agli oltre settantamila di San Siro in un coperto 4-5-1 ma senza l’idea di farsi schiacciare. I padroni di casa ritrovano Pavard come centrale di destra al posto del giovane tedesco e davanti ad affiancare Thuram, niente capitano argentino, ma Taremi. L’Inter a prescindere da chi scende in campo gioca a memoria e dopo neppure 5’ minuti dal fischio iniziale ecco che và in goal attraverso la più classica manovra Inzaghiana. Da sinistra Dimarco accelera e crossa a centro area. Taremi spizza di testa e la palla giunge a destra dove Darmian la butta dentro. Sembra il prologo per una goleada ed invece l’Inter certo crea delle potenziali occasioni per andare a segno, ma giochicchia troppo. Chiude quindi la prima frazione davanti di una rete con un paio di altre possibilità ma senza chiamare veramente in causa i guantoni del portiere avversario. Anche la ripresa vede un’Inter padrona del campo e del match, ma senza quel furore per uccidere la sfida. Thuram ha il tempo di divorarsi un goal su bel assist di Barella ma lo stesso attaccante francese al minuto 67’ viene, al momento di colpire di testa, letteralmente placcato in area in stile rugby. Rigore ineccepibile con Calhanoglu che si dimostra un’altra volta una sentenza. Raddoppio dell’Inter. Inzaghi, raggiunto il doppio vantaggio fa respirare i due esterni inserendo Augusto e Dumfries, oltre che Frattesi per Barella. L’Inter gestisce e con Asllani negli ultimi 10’ minuti al posto del turco in regia, nasconde la sfera e Arnautovic fa riposare anche Thuram. Sullo scadere arriva la prima parata di Sommer che devia un tiro da fuori in angolo. Troppo tardiva la reazione del Lecce perché la gara è finita. L’Inter riprende a vincere ma è evidente che per il gioco spumeggiante di Inzaghi, serve un altro ritmo, un’altra intensità e velocità. Sono giunti i tre punti e non poteva essere diversamente in casa contro una neopromossa che dovrà lottare per salvarsi. La forza e la sicurezza della big è evidente ma traspare un velo pericoloso di quasi supponenza, di certezza dei propri valori che soffoca la fame di vincere in ogni centimetro del campo. Atalanta e Juventus hanno impressionato nella prima Giornata proprio sotto questo aspetto e alla prossima la “Beneamata” ospiterà proprio i bergamaschi. Servirà un altro piglio contro la “Dea”, ma forse ci sarà anche in campo Lautaro e si sa quanta energia il 10 nerazzurro sappia conferire ai suoi compagni.

























































A: Verona-Juve 0-3. Stessa vittoria di forza e convinzione. In testa da sola

( agosto 2024 )



A chiudere la seconda Giornata c’era lo scontro al vertice tra coloro che vincendo potevano essere l’unica squadra a rimanere a punteggio pieno. I padroni di casa annusano con il proprio 3-4-3 aggressivo la grande impresa, dopo aver rifilato un sonante 3 a 0 al Napoli di Conte. Infatti i giallo blu partono subito fortissimo correndo come assatanati su ogni pallone. 10’ minuti di forcing da parte dei padroni di casa che però non mette minimamente in ansia il 4-5-1 bianconero. Gatti e Bremer centrali coperti ai lati dall’ex Cabal e il giovane Savona, si trovano una bella cerniera di centrocampo con Locatelli in regia che ha qualità ma anche tanta corsa e Vlahovic rimane sempre vicino al resto della squadra a fare da elastico. Quindi dalle parti di Di Gregorio, nonostante la sfuriata nel primo quarto d’ora da parte degli avversari non giungerà alcun pericolo. Appena cala il ritmo forsennato del Verona, realisticamente non sostenibile nel lungo periodo, ecco uscire il maggior tasso tecnico della “Vecchia Signora”. Prima Locatelli impegna da fuori Montipò, poi pesca in area Vlahovic che prolunga a destra per Savona ma in fuorigioco. Ma è solo il prologo alla rete del vantaggio ospite al minuto 28’. Transizione juventina in mediana con sempre Locatelli che ruba sfera in modo energico, ma pulito. Due passaggi centrali e Vlahovic entra in area e tira in porta un istante prima che i tre difensori lo chiudano. La Juve è padrona del campo e non solo gli esterni di centrocampo spingono ma addirittura i due terzini e da una corsa all’altra delle due fasce, giunge la rete al minuto 39’ di Savona che si fa tutta la corsia destra per poi mettere di testa una dolce palombella sul palo opposto. Nella ripresa il Verona non ha neppure il tempo di imbastire una reazione per recuperare il match, dato che un’entrata in area scomposta ed inutile dopo appena 5’ minuti, procura un ineccepibile rigore che Vlahovic non sbaglia per la sua doppietta personale. Il resto del secondo tempo è pura accademia per la nuova capolista solitaria che permette al Verona il primo e unico tiro verso la propria porta ad una manciata di minuti dal novantesimo. Due gare e due vittorie a dir poco convincenti, molto simili tra loro, per gioco e atteggiamento tattico e mentale, che hanno prodotto anche il medesimo e ampio risultato vincente. Dopo due giornate è già in una mini fuga? Ovvio che no, però i numeri seppur solo su due gare, dicono che è l’unica squadra ad aver già mantenuto la propria porta inviolata, e probabilmente quella che ha mantenuto più in vacanza anche il proprio portiere. Se aggiungiamo che è quella che ha segnato di più, creando anche il doppio di occasioni rispetto a quelle effettivamente concretizzate, iniziano ad essere segnali importanti.























































A: Inter-Atalanta 4-0. Prima Inter da doppia stella, schianta la Dea

( agosto 2024 )



Seconda vittoria consecutiva senza subire gol per l’Inter, che dopo aver battuto il Lecce nello scorso turno di campionato, batte anche l’Atalanta per 4-0 e si porta momentaneamente in testa alla classifica al pari del Torino con 7 punti, in attesa degli acerrimi rivali della Juventus che vincendo riprenderebbero il comando della classifica. Altro risultato negativo, il secondo di fila, per i bergamaschi che dopo essere stata sconfitta proprio dai granata perdono malissimo anche la Meazza e restano a quota tre. L’Inter va subito in vantaggio al 3’ minuto con Thuram che pescato bene da Mkhitaryan prova a proporre un pallone al centro, Djimsiti si oppone ma la sua deviazione mette fuori causa sul primo palo Carnesecchi. Al 10’ arriva subito il raddoppio, che taglia le gambe ai bergamaschi. Una prodezza sensazionale di Barella vale il 2-0: un sinistro al volo da fuori area che Carnesecchi riesce soltanto a sfiorare. L’Inter a questo punto controlla e solo timidamente l’Atalanta si fa sotto al 15’ con destro da fuori di Zappacosta che Sommer respinge ma a Retegui non riesce il tap-in. Al 27’ Thuram prende un palo facendo sfumare il 3-0. L’Atalanta nonostante buone azioni non riesce ad accorciare le distanze. Nella ripresa l’Inter entra subito forte e al 47’ cala il tris. La difesa dell’Atalanta è ferma, Thuram, approfitta della disattenzione avversaria e con una zampata brucia Carnesecchi. I milanesi sfiorano più volte il poker e al 56’ ci pensa ancora Thuram a chiudere i conti. Su azione prolungata dell’Inter, con sponda di Thuram e poi di Mkhitaryan, la palla ritorna al francese che ancora una volta come un rapace in area di rigore, punisce la difesa dell’Atalanta, ancora una volta disastrosa questa sera. Nel finale da registrare un gola annullato per fuorigioco a Dimarco e una grande occasione sprecata da Arnautovic. Ottima prestazione dei nerazzurri di Milano che si portano a casa i tre punti meritatamente. Inesistente la squadra avversaria che ha molto da lavorare per ricostruire l’armata che è sempre stata, inserendo nei meccanismi i nuovi acquisti. L’Inter al contrario si è dimostrata compatta, con una buona gamba e una buona tenuta fisica, nonostante il clima caldo umido delle serata. Nonostante tutto, la squadra di Inzaghi non deve dormire sugli allori perché le partite sono tante e non sempre troverà la strada facilitata come questa sera. La prossima partita dei nerazzurri, dopo la sosta per le Nazionali, sarà con il Monza.























































A: Lazio-Milan 2-2. Buon pareggio con la migliore prestazione sino ad ora

( agosto 2024 )



Finisce 2-2 tra Milan e Lazio, risultato corretto considerando lo svolgimento della partita. Il Milan si presentava all’Olimpico con l’obiettivo di riscattarsi, dopo che nelle prime due giornate di campionato ha racimolato un punto contro il Torino e perso contro il Parma. Con Fonseca già nel mirino della critica, ci si aspetta una reazione. Reazione che nel primo tempo, nonostante la scelta di lasciare a riposo Theo Hernandez e Leao, si è vista. Infatti già al 8’ minuti gli ospiti vanno in vantaggio con Pavlovic: corner di Pulisic, colpo vincente di testa del serbo per 1-0. Entrambe le squadre tengono un buon ritmo per tutto il primo tempo. La partita scorre tranquilla. Il Milan fa possesso palla ed è più propositivo, La Lazio non si rende praticamente pericolosa mentre il Milan cerca di allungare il vantaggio solo al 43’. Una gran giocata di Okafor, che poi allunga il pallone per Pulisic, il cui assist per Loftus- Cheek sembra buono ma l’inglese non ci arriva e sfuma il 2-0 ma si conclude il primo tempo con il meritato vantaggio dei rossoneri. La Lazio nel secondo tempo entra subito grintosa e vogliosa di recuperare. Il Milan inizia ad essere distratto soprattutto in difesa e perde palle insidiose in impostazione ma per sua fortuna la Lazio è imprecisa nel momento di concludere sotto porta. Ma è solo questione di tempo il pareggio dei Laziali. Infatti al 62’ su ottima azione della squadra di Baroni arriva il gol di Castellanos, che su assist di Tavares, a pochi passi della porta non può sbagliare. Il Milan accusa il colpo e 4 minuti più tardi arriva il 2-1 per la Lazio con Dia. Tavares brucia Royal e serve bene il compagno Dia che anticipa Pavlovic e mette in rete. Fonseca cambia le carte in tavola inserendo Leao, Theo e Abraham e i cambi gli danno ragione perché al 72’ Leao pareggia i conti su sponda del nuovo acquisto Abraham. La partita volge al termine con entrambe le formazioni che cercano di portarsi a casa i tre punti ma finisce giustamente 2-2. Un discreto Milan nel primo tempo, ma deludente nel secondo tempo che si fa infilare due gol in pochi minuti. Nel primo tempo si sono visti alcuni meccanismi di Fonseca funzionare ma alcuni giocatori nel primo tempo non hanno seguito il resto della squadra. Infatti nel secondo tempo, con lungimiranza, la Lazio ha approfittato delle distrazioni in difesa, che erano già emerse nelle partite precedenti ed è andata addirittura in vantaggio. Nonostante il poco tempo a disposizione Abraham si è dimostrato un ottimo giocatore e già in sintonia con Leao. Fonseca deve pertanto rivedere e ricalibrare l’aspetto difensivo e trovare la giusta quadra del cerchio in vista anche delle tante partite che dovrà affrontare. Il prossimo impegno, dopo la pausa, per i rossoneri , sarà contro il Venezia, piccola ma tosta.



















































A: Juve-Roma 0-0. Juve rallentata da una Roma concentrata

( agosto 2024 )



Il posticipo serale tra Juventus e Roma finisce con le reti inviolate e con poche emozioni. La Juventus doveva cercare di mantenere la testa in solitaria della classifica, mentre la Roma cercava la prima vittoria stagionale in campionato, ma nessuna delle due squadre ha portato a casa il proprio obiettivo pareggiando per 0-0. La prima parte del primo tempo risulta una fase di studio tra le due formazioni, caratterizzata da falli tattici, contropiedi mal orchestrati e molta concentrazione in campo. Dopo la pausa ristoro per il gran caldo, la Roma alza un po' il suo baricentro, la Juventus fa più possesso palla ma nonostante questo non sono da segnalare palle gol né da una parte né dall’altra. La prima timida occasione della Juventus arriva al 43’ con Vlahovic che con un tocco sporco su tiro al volo costringe Svilar al tuffo per deviare in angolo. La Roma chiude il primo tempo in attacco e la difesa della Juventus sembra un po' in affanno ma l’unica vera occasione rimane quella dei bianconeri al 43’. Il tecnico bianconero visto lo scarso risultato e la scarsa continuità nelle azioni mette i nuovi arrivati della stagione Koopmeiners e Conceicao. Ma il risultato non cambia. Da una parte all’altra si sbaglia molto, anche controlli apparentemente elementari. L’ultimo mancato da Vlahovic che tarda a servire Conceicao per una potenziale ottima occasione di passare in vantaggio, scatena la rabbia dei tifosi dello Stadium. Al 70’ ci prova Yildiz con una conclusione che viene deviata in angolo. La Juventus preme ma sbaglia sempre l’ultimo passaggio mentre la Roma si è chiusa e tende a difendersi solamente senza cercare di portare a casa il risultato. I giallorossi che si sono rintanati nella loro area, difendono con ordine ma la Juventus spinge ma non crea occasione pericolose. All’87’ break della Roma ma Bremer va in anticipo su Dybala al limite dell’area piccola, impedendo all’argentino di segnare. Al 90’ ancora la Roma con Angelino che con un tiro da fuori va molto vicino al gol. Termina giustamente sullo 0-0 la partita. Risultato che rispecchia le poche occasioni create dalla due formazioni, che non hanno cercato minimamente di portare a casa i tre punti. Un punto a testa che non fa male a nessuno ma che ha messo in luce che la Roma, nonostante l’ottima attenzione in difesa, deve cercare di creare gioco anche per gli attaccanti. La Juventus, che nelle prime due partite sembrava una corazzata già lanciata e ben oliata, nonostante i tanti nuovi innesti e il nuovo allenatore, questa sera ha dimostrato che grazie al gioco molto difensivo dell’avversaria hanno difficoltà a creare azioni da gol ma siamo solo alla terza di campionato e le partite sono tante. Il prossimo impegno dei bianconeri sarà contro l’Empoli, dopo la pausa nazionali.



















































A: Empoli-Juve 0-0. Con i titolari, una Juve più lenta e prevedibile sbatte contro l’Empoli

( settembre 2024 )



Le partite post pausa Nazionale sono sempre un’incognita. Motta dopo il pareggio contro la Roma a reti inviolate, nel suo 4-2-3-1, tranne il suo portiere prelevato dal Monza, schiera dal primo minuto i pesanti nuovi acquisti dai quali ci si attende molto. Quindi Kalulu terzino destro, mentre Luiz, Gonzalez e Koopmeiners sono il reparto nuovo di centrocampo. I padroni di casa, con il loro 3-4-3 molto dinamico e compatto, lascia volentieri l’iniziativa ai piemontesi, ma cercando sempre di non schiacciarsi troppo dietro. I bianconeri infatti hanno da subito un buon possesso palla, ed anche una certa padronanza territoriale, ma il giro palla, oltre ad essere lento è anche piuttosto prevedibile, così i toscani non devono impazzire più di tanto per non soccombere ai cross juventini. Si và dunque al riposo con l’unica vera azione da goal verso il 37’ minuto quando Gatti, su calcio d’angolo schiaccia bene e con forza di testa, ma non troppo angolato, permettendo a Vasquez di mettere in mostra i suoi ottimi riflessi. Nella ripresa gli ospiti cambiano inizialmente ritmo e schiacciano nei primi 10’ minuti i toscani nella propria metà campo. Di fatto Vasquez deve compiere un miracolo dal tiro che gli arriva da due passi. Con il passare dei minuti la spinta bianconera si affievolisce e Vlahovic pare sempre più solo e anche poco e mal servito. Motta negli ultimi 20’ minuti inserisce le energie fresche dei suoi giovani che tanto bene avevano fatto da titolari nelle prime due giornate. Tuttavia l’Empoli non perde le distanze e aumenta anche i suoi potenziali contropiedi, tant’è che in pieno recupero crea una grande azione da goal con Gatti e Perin che si rifugiano in calcio d’angolo. Troppo poco quello messo in campo dagli undici di Motta. L’Empoli, concentrato per tutta la partita, è riuscito a non farsi schiacciare troppo e a disinnescare gli inserimenti dei trequartisti bianconeri. L’inserimento dei nuovi acquisti e di fatto quelli che saranno i titolarissimi nel proseguo della stagione, hanno bisogno di tempo per entrare in forma ma sopratutto di assimilare le idee di gioco del proprio mister, che predilige molto movimento senza palla. Due punti persi? Forse ma è anche il normale prezzo da pagare lungo il cammino per diventare una forte squadra che vuole vincere.



A: Milan-Venezia 4-0: Mezz’ora da favola con poker e vittoria convincente

( settembre 2024 )



Una partita, alla quarta Giornata, che per Fonseca e i suoi ragazzi è già un crocevia per non perdersi l’amore dei propri tifosi. Che a dire il vero non è mai mancato neppure nei momenti più bui. In casa, davanti a settantamila sostenitori, nel suo 4-3-3, Fonseca cala da subito i suoi nuovi assi. Royal terzino destro, con Gabbia a d affiancare il nuovo leader della difesa Pavlovic. A centrocampo i muscoli di Fofana affiancati da Reijnders e Loftus-Cheek. Ad attaccare i fianchi della difesa veneziana Pulisic e Leao, con l’ariete Abraham al centro. Il Venezia parte coperto con un 5-4-1, ma non passano tre giri di lancetta che i meneghini passano avanti. I tanto criticati Theo e Leao, scaricano la loro voglia di dimostrare quanto hanno a cuore questa maglia confezionando un’azione alla loro maniera sulla corsia sinistra. Pressing alto a rubare palla, con il portoghese che fugge e serve di tacco in area il francese che scaraventa un insidioso tiro cross basso che Joronen accompagna dentro nella propria porta. Meno di un quarto d’ora e su calcio d’angolo è Fofana a spizzare di coscia e ginocchia in mischia la sfera in rete. Il Milan non si ferma e ha voglia di continuare a giocare. A dire il vero il Venezia in chiave propositiva non si muove neppure male, anche se pericoli veri dalle parti di Maignan, non giungeranno praticamente mai. Il problema delle squadre di Di Francesco, è quello di occuparsi in modo efficace della fase offensiva, trascurando assai l’aspetto difensivo. Così al 25’ minuto in una bella azione veloce il portiere ospite non solo non trattiene la palla su un tiro dal limite, ma per raggiungerla abbatte l’ex attaccante della Roma per un rigore che Pulisic non sbaglia. Altri 4’ minuti e questa volta è Leao a sinistra ad essere agganciato in area per il secondo calcio dal dischetto. In questa occasione è Abraham ad essere invitato dai compagni a calciare dal dischetto e spiazza il portiere per un poker in meno di mezz’ora. La gara è segnata ma rimane viva. Il Milan, anche se con meno ardore, pure nella ripresa continua a giocare e a divertirsi. Gli ospiti vanno anche in rete ad un quarto d’ora dal termine, ma la Var annulla per un precedente fallo ad inizio della stessa azione che porta pure all’espulsione del centrocampista del Venezia. 4 a 0 con voglia e carattere che rappresenta la migliore risposta della squadra al suo mister e a tutto il Mondo Milan. Con questa convincente vittoria i rossoneri possono avvicinarsi con meno timori e rinnovata fiducia ai due importanti impegni, ovvero il Liverpool in Champions, ed il derby in Campionato.







A: Monza-Inter 1-1: La testa altrove e l’Inter rischia la sconfitta

( settembre 2024 )



Nel posticipo serale della Domenica, l’Inter porta a casa in extremis un punto pareggiando 1-1 contro il Monza. I nerazzurri buttano via l’occasione di portarsi in testa alla classifica in solitaria ma ci pensano i brianzoli (e non solo) a far perdere la vetta alla formazione milanese. Nesta schiera Maldini e Caprari a supporto di Djuric, mentre Inzaghi risponde con Lautaro e Thuram di punta lasciando in panchina Calhanoglu e Barella, mettendo al loro posto Asllani e Frattesi. Al 6’ errore di Maldini in disimpegno, Dimarco cerca la porta di prima intenzione, ma la sua conclusione termina a lato: lo stesso trequartista brianzolo risponde con un tiro centrale, bloccato senza difficoltà da Sommer. All’8’ grande occasione per l’Inter, ma Lautaro non trova la porta su colpo di testa da ottima posizione. L’avvio sembra promettente, ma il duello si spegne presto. Al 26’ i nerazzurri hanno un’altra opportunità ma la deviazione volante di Frattesi non trova la porta. Le due squadre ci provano, ma gli errori individuali sono parecchi e si chiude il primo tempo sullo 0-0. Si riparte con il secondo tempo ma la musica non cambia. L’Inter non trova sbocchi e allora Inzaghi prova a fare un po' di cambi sostituendo addirittura Lautaro. Il ritmo sembra aumentare. Asllani ci prova con una diagonale al 65’ a cui risponde al 69’ Djuric di testa, ma si è bloccati sullo 0-0. Al 74’ il mister campione d’Italia, prova a mettere in campo Arnautovic e Correa, schierandosi con il tridente. I nerazzurri schiacciano i padroni di casa nella loro metà campo, ma è il Monza a passare in vantaggio all’81’, quando Izzo crossa dalla destra e Mota brucia Pavard, insaccando alle spalle dell’incolpevole Sommer. Passano solo 7 minuti e Carlos Augusto si sgancia dalla sinistra, mette in mezzo per Dumfries, che irrompe e deposita in rete per l’1-1. Al 91’ Frattesi si inserisce ma il suo tiro finisce altissimo e al 96’ anche il calcio di punizione di Pessina termina alto e mette fine alla partita. I Campioni d’Italia sono stati poco incisivi e spenti per tutto lo svolgimento della partita e solo dopo 80 minuti non particolarmente emozionanti la gara si accende ma grazie ai padroni di casa che vanno in vantaggio. Gli uomini di Inzaghi sono apparsi stanchi, svogliati e poco aggressivi e nonostante il Monza fosse disposto bene e non abbia praticamente creato grosse preoccupazioni alla porta nerazzurra, l’Inter non è stata in grado di portare a casa i tre punti. Da rivedere per l’Inter l’assetto e i meccanismi di gioco perché con tutte le partite che ci saranno in questa stagione calcistica, non si può sempre contare sugli stessi. Il prossimo impegno in campionato oltretutto sarà con i cugini del Milan nel Derby, che nell’ultima partita sembravano in ripresa, ma prima ancora ci sarà il primo impegno nella nuova Champions League contro il Manchester dove non è più permesso fare calcoli essendo cambiata la formula del torneo e quindi si deve quasi obbligatoriamente portare a casa un risultato positivo.













































C.L.: Juve-PSV 3-1. Come all’esordio in Campionato, anche in Champions, concreta e vincente

( settembre 2024 )



La creatura di Motta, che deve ancora prendere forma, scende in campo davanti ai Campioni olandesi del PSV che vengono da ben cinque partite in Olanda con cinque successi. Dopo due anni, la tensione a Torino è palpabile e dopo due pareggini un po' desolanti in Serie A, l’attesa è tanta. I bianconeri si schierano con un solido 4-1-4-1 con Locatelli in regia davanti alla difesa e Vlahovic come punta centrale. In fase offensiva i padroni di casa mutano pelle in un 4-3-3. Ma a prescindere dall’assetto tattico, l’atteggiamento, come sempre fa la differenza. Concentrati e compatti i padroni di casa partono chiudendo le scorrerie dei giovani olandesi, che di birra nelle gambe ne hanno da vendere. Ma proprio come era capitato alla prima sfida di Campionato contro il Verona, quando la “Vecchia Signora” aveva fatto inizialmente sfogare l’avversario, lo colpisce e poi l’affonda. Infatti dopo aver fatto girare un po' a vuoto gli olandesi, al 21’ minuto dal limite dell’area a sinistra Yildiz si inventa una rete imprendibile in stile Del Piero. Lo stadio applaude, e il PSV accusa il colpo, tant’è che 6’ minuti dopo arriva il raddoppio firmato McKennie. Un uno due che taglia le gambe agli ospiti che non riescono ad imbastire una reazione. Nella ripresa ecco che Vlahovic seppur non assegno, crea l’assist per il terzo goal dopo soli 7 minuti del secondo tempo, siglato dal neo acquisto Gonzalez. La partita ovviamente è indirizzata e una partenza così in Champions era difficilmente preventivabile. Il PSV continua a giocare ma sempre mostrando il fianco alle ripartenza juventine, ma anche con i cambi giustamente apportati da Motta, la tensione dei padroni di casa cala e in pieno recupero giunge la rete degli olandesi che è la prima subita da inizio stagione da parte della retroguardia bianconera. Il match si chiude dunque sul 3 a 1 con un certo disappunto proprio sulla rete finale incassata che mostra quanto non si possa mai abbassare la guardia. Comunque un ottimo inizio quello della Juventus in questa nuova formula Champiions che simula almeno nella fase iniziale un vero campionato europeo di alto livello.



C.L.: Milan-Liverpool 1-3. Gli inglesi risvegliano all’Inferno il “Diavolo”

( settembre 2024 )



Il Milan viene battuto 3-1 nella prima partita della nuova Champions League dal Liverpool, sconfitta che lascia solo preoccupazioni, non tanto per la sconfitta, visto che gli avversari erano superiori, ma per lo stato confusionario dell’allenatore Fonseca e per l’apatia dei giocatori in campo. Eppure nei primi minuti il Milan parte benissimo. Già al 4’ minuto i rossoneri vanno in vantaggio: grandissima azione in velocità condotta e conclusa da Pulisic che con un tiro a rasoterra batte il portiere avversario. Ma è solo un fuoco di paglia perché al 11’ Salah centra la traversa e da ufficialmente il via alla partita e al tracollo del Milan. Infatti al 24’ su cross dalla sinistra svetta Konatè che anticipa Maignan e mette il pallone in rete, pareggiando. Il Liverpool continua il suo assalto prima al 27’ con Jota che sbaglia incredibilmente il tiro davanti a Maignan e poi al 30’ Salah ritrova ancora la traversa per fortuna dei rossoneri. Il Milan non riesce a superare la propria metà campo se non con lanci lunghi che sono però preda degli avversari. Al 42’ arriva meritatamente il vantaggio per gli ospiti. Altro cross, stavolta dalla destra, che trova Van Dijk e il difensore olandese spedisce il pallone in rete per il 2-1 per il Liverpool. Inizia il secondo tempo e il Milan è costretto a cambiare portiere, con l’esordio del diciannovenne Torriani. Il Liverpool continua a macinare gioco mentre i rossoneri sembrano mentalmente e fisicamente da un’altra parte. Al 66’ arriva il contropiede fulmineo dei Reds condotto da Gakpo e concluso con un facile tap- in di Szoboszlai che portare il risultato sul 3-1. Il Milan prova a reagire con l’ingresso di Abraham ma si vede chiaramente che la squadra non ha idee. Finisce 3-1 e con i cori e la contestazione della Curva Sud che chiede alla squadra di tirare fuori gli attributi dopo aver vinto solo una partita su cinque in questo avvio di stagione. Leao chiamato ad essere uno dei protagonisti non entra mai in partita come lo stesso Morata. In difesa Fonseca prova a cambiare le carte in tavola durante lo svolgimento della partita ma il cambio non cambia la situazione. Fofana spesso è lento e poco incisivo negli interventi e la mancanza di movimento da parte di tutti i giocatori rende complicata la costruzione del gioco. Oltretutto il portiere Maignan, che alterna errori banali a grandi interventi, si conferma fragile dal punto di vista fisico. Pertanto sono da risolvere tanti problemi sia fisici che mentali ma anche di schema di gioco che in vista del Derby di domenica, Fonseca dovrà sbrogliare se non vuole finire travolta dai cugini nerazzurri. 





































C.L.: M. City-Inter 0-0. Come nella Finale, ma senza sconfitta finale

( settembre 2024 )



L’Inter si porta a casa un ottimo punto pareggiando 0-0 contro il Manchester City nella prima partita della nuova Champions League. I nerazzurri arrivano da un brutto pareggio in campionato contro il Monza e si trovano davanti la squadra che li ha purtroppo battuti nella finale della Champions 2023. La squadra di Guardiola manovra subito un buon possesso palla e allarga sulle corsie esterne, mentre l’Inter attende attenta in difesa. Il City gioca molto avanzato e l’Inter cerca di ripartire. Al 16’ ottimo contropiede dei nerazzurri orchestrato dalla coppia Barella-Bisseck: Taremi serve poi Thuram che però spreca calciando debolmente a lato. Il City preme ma risulta poco preciso sotto porta. Al 29’ golosa occasione per l’Inter su sbaglio del portiere del City che serve Darmian ma il tentativo di prima dell’azzurro viene salvato sulla linea. Al 36’ City ad un passo dal gol: svarione di Bastoni che si dimentica il pallone, Haaland viene servito da fuori e calcia sporco con il mancino ad un centimetro dal palo. Al 41’ ottima azione dell’Inter che porta ancora una volta al tiro Thuram, ma il francese apre troppo il destro e la palla finisce fuori. Poco dopo altra occasione per gli ospiti con Carlos Augusto. Riprende il secondo tempo e per l’Inter inizia subito bene con una palla meravigliosa in profondità di Taremi per l’esterno Darmian che si ritrova davanti a Ederson ma tocca clamorosamente all’indietro, facendo sfumare il vantaggio per la propria squadra. Molto bene l’Inter in questo avvio della ripresa che come nel primo tempo cercano di ripartire in contropiede. Al 69’ arriva un’azione bellissima nello stretto degli uomini di Guardiola che manda Foden al tiro in area ma Sommer si accartoccia e blocca sicuro. La partita si scalda e al 76’ su sgroppata di Dumfries sulla destra, cede una palla sporcata in mezzo su cui arriva Mkhitaryan che manda di poco alto. Tre minuti più tardi ci prova il City con una mancino dalla distanza di Gvardiol, ma ancora Sommer si distende bene ed evita il gol. La partita volge la termine ma il City ci prova ancora all’87’ prima con Rodri sul fondo, poi Foden tra le braccia di Sommer. Il pressing del City sale ma l’Inter e’ brava a reggere. Al 89’ altra azione manovrata del City, cross dentro per Gundogan che tutto solo colpisce di testa ma indirizza centrale proprio verso Sommer. Ultimo brivido incredibile per i nerazzurri al 94’ , arriva ancora con Gundogan che per fortuna mette alto. Finisce 0-0, concedendo ad entrambe le formazioni un punto in classifica generale. Risultato tutto sommato giusto. Non era facile per gli uomini di Inzaghi ma hanno lottato e hanno sfruttato i pochi spazi che gli avversari hanno lasciato. Peccato gli ultimi minuti da brividi ma nel complesso la formazione nerazzurri si è dimostrata attenta e compatta. Anche gli attaccanti, purtroppo a secco questa sera, hanno supportato ottimamente il centrocampo, con Barella onnipresente, e la difesa, dove Acerbi ha saputo per l’ennesima volta arginare il fenomeno del City Haaland. Da oggi l’Inter si può concentrare sul Derby contro il Milan di domenica e dovrà cercare di recuperare energie, nonostante i cugini non navighino in ottime acque, perché è pur sempre un Derby e va giocato nelle migliori condizioni fisiche e mentali!























A: Juve-Napoli 0-0. Difese da bunker che azzerano gli attacchi

( settembre 2024 )



Si potrebbe pensare che il risultato finale di una partita per 0-0 sia il frutto di una gara monotona e senza emozioni. Per altri è la conclusione di un match praticamente perfetto senza sbavature ed errori da entrambi gli schieramenti. Ebbene, abbiamo di fronte due squadre che hanno l’ambizione di lottare apertamente per la conquista dello Scudetto e quindi è una delle sfide più attese. Il Napoli di Conte si presenta in Piemonte per testare il suo attacco e la grinta riassimilata grazie alle cure del suo magistrale tecnico. I bianconeri di Motta dopo due pareggi in Campionato a reti inviolate, vogliono dare un segnale forte e chiaro a se stessi e anche alle altre pretendenti al Titolo. Quasi uno schieramento speculare quello messo in campo dalle due squadre. Dove Vlahovic da una parte e Lukaku dall’altra sono le punte singole d’attacco supportate da un centrocampo a cinque dove Locatelli nella Juve e Lobotka tra i partenopei sono i registi bassi a chiudere e far ripartire l’azione. Difese a quattro concentrate e ben serrate. In oltre Yildiz per Motta e Kvara per Conte, rappresentano quella qualità tecnica, di velocità e d’inventiva non programmata che possono dare quell’imprevedibilità che nessuna pre programmazione può essere studiata a monte. Tutto questo equilibrio tattico e di forze in campo produce un annullamento totale. Dopo un avvio lento e di studio da una parte e dall’altra con il passare dei minuti vengono alzati i numeri dei giri dei motori. Dalle difese partono trame di azioni offensive rapide e di qualità, ma ogni volta che i rispettivi attacchi si affacciano verso le difese avversarie, ecco che le retroguardie hanno sempre la meglio. Difensori e centrocampisti in fase di chiusura dimostrano una caparbietà e lucidità nelle chiusure che non lascia scampo a chiunque si proponga per andare al tiro. Così nella prima parte di gara solo due tiri fuori dallo specchio sono degni di nota perché fanno effettivamente venire i brividi. C’è un sostanziale equilibrio totale che si ripropone nella ripresa. Di fatto da parte dei portieri non vi sono parate ne miracolose e neppure troppo impegnative. Napoli e Juventus provano con improvvisi rovesciamenti di fronte e scambi di corsie a destabilizzare l’antagonista producendo qualche varco dove infilarsi. Ma nulla avviene, i continui raddoppi di marcatura e la bravura dei singoli difensori, tutti, ha sempre la meglio. Non a caso sia Motta che Conte sostituiscono i propri uomini offensivi, e non è che Vlahovic, Lukaku e Kvara siano proprio dei calciatori che non vedano la porta. La partita rimane aperta sino alla fine ma nulla la sblocca e lo 0-0 è il risultato giusto. Potrà essere parsa una sfida non spettacolare, ma vi sono stati innumerevoli uno contro uno, certo qualche errore nell’ultimo passaggio, ma concentrazione totale, tatticismo e determinazione hanno avuto la meglio. La voglia di vincerla tra padroni di casa e ospiti, non è mai venuta meno, ma Motta e Conte sono maestri nel blindare le proprie difese. Se una o l’atra avesse commesso una sbavatura e fosse andata sotto, gli equilibri sarebbero saltati e la storia della sfida sarebbe anche mutata radicalmente, magari con un pirotecnico 3-3. Tuttavia la bellezza di una partita non sta solo nel numero di reti segnate. E’ stato un pari di qualità tra due club dalle grandi ambizioni.









































A: Inter-Milan 1-2. Il Diavolo si rilancia nel derby, affondando l’Inter

( settembre 2024 )



Dopo sei derby consecutivamente vinti con pieno merito dai nerazzurri, si potrebbe pensare anche alla cabala e alla questione delle probabilità, ovvero che oramai doveva toccare ai rossoneri ad aggiudicarsi la stracittadina meneghina. Ma più di ogni altro match tra le due milanesi, in questo i rossoneri per diversi motivi giungevano pienamente con gli sfavori dei pronostici. L’Inter, Campione d’Italia e con giocatori maturi e schemi ampiamente collaudati, oltre ad essere dotata di calciatori dal tasso tecnico ancor più elevato rispetto ai rivali giocano in casa, dinanzi al proprio pubblico e sono reduci da un bel pareggio in Inghilterra contro il fortissimo City di Guardiola. Il Milan si avvicina a questa delicata sfida con le macerie sulla testa dovute aella bruttissima sconfitta casalinga per mano del Liverpool. Già Fonseca in panchina sentiva le braci sotto i piedi, dopo il 3 a 1 incassato in Champions, le voci sul suo esonero imminente si sono fatte più acute. Insomma, morale e serenità agli antipodi per le due squadre. Fonseca sorprende tutti con mosse che lasciano dubbi e perplessità. Il nuovo e forte difensore Pavlovic in panchina per lasciare spazio a Gabbia affianco a Tomori. Ma sopratutto in campo dal primo minuto Pulisic, Leao, Morata e Abraham per uno schieramento che di fatto diventa quasi subito un 4-2-4 aggressivo ad andare a prendere i cugini nella loro metà campo. I padroni di casa vengono in avvia sorpresi e non è un caso che al 10’ minuto i rossoneri passino. L’armeno nella sua trequarti, controlla con troppa sufficienza una sfera che gli viene soffiata da un sanguigno Pulisic che si infila nella difesa nerazzurra lenta e con le maglie larghe superando un’incolpevole Sommer. Era già la terza incursione velenosa degli ospiti dalle parti di Sommer. Per l’ennesima volta dall’inizio di questo Campionato, i Campioni d’Italia approcciano al match con supponenza e ritmo basso e poca cattiveria. Pagato dunque il conto. La sfida è ovviamente ancora aperta e tutta da giocare. Gioco forza i nerazzurri si trovano, ancora una volta ad inseguire e quindi alzano il ritmo delle proprie giocate. Lautaro combatte e smista e prova anche la conclusione, ma è proprio da lui che ricevendo prima palla da Dimarco, che arriva l’assist di intelligenza e caparbietà di nuovo all’esterno sinistro della Nazionale, che in area non sbaglia il diagonale battendo Maignan sul palo lontano. L’Inter chiude in crescendo il primo tempo ed è un peccato per gli undici di Inzaghi. Perché una volta rientrati dagli spogliatoi, la rabbia agonistica e la lucidità è solo dalle parti del Milan che parte fortissimo mettendo subito paura a Sommer e a tutto il pacchetto difensivo. L’Inter è lenta e stanca. Sarà per il giorno in meno di recupero dalle rispettive sfide di Champions? Può essere visto che Inzaghi dei cinque di centrocampo ne tiene solo uno, Dimarco che in coppa infatti si era riposato. Ma i vari Aslani, Frattesi e l’ex centrocampista del Napoli, non danno il contributo sperato. Tutt’altro dato che i rossoneri si trovano praterie dove inserirsi palla al piede tagliando in due il centrocampo nerazzurro. E’ solo un caso che ad un minuto dal novantesimo giunga non su azione, ma su calcio d’angolo il colpo di testa vincente di Gabbia per il 2 a 1 finale. Gabbia, che per inciso ha chiuso meravigliosamente un paio di volte salvando Maignan. L’Inter è sui nervi ma rischia due volte in contropiede di subire la terza rete. Il Milan inaspettatamente non solo vince, ma merita ampiamente i tre punti, con le scelte audaci del proprio allenatore. Inzaghi deve eseguire un bel lavoro mentale sui suoi ragazzi. Non basta vincere per essere il più forte, perché ogni gara ed ogni stagione fa storia a sé. A questa Inter da agosto, manca il fuoco dentro sia per lottare in fase di difesa e non subire reti, sia per fare male davanti. Il Milan può ripartire con rinnovata fiducia e serenità. L’Inter deve capire cosa vuol fare della sua Seconda Stella.































A: Milan-Lecce 3-0: Cattiveria concentrata per prendersi la vetta

( settembre 2024 )



Una settimana fa in casa rossonera, tutto era un disastro. Dalla mancanza di gioco, ma anche di idee e di carattere. Un allenatore allo sbando che nessuno seguiva e pronto ad essere sostituito. I casi Theo e Leao isolati dal gruppo e svogliatissimi. Il derby, come nell’anno dell’ultimo Scudetto, ha dato benzina al “Diavolo” per alimentare le proprie fiamme. Così dinanzi ad un San Siro stracolmo di propri tifosi, Fonseca e i suoi ragazzi, vogliono dare seguito alla bella e convincente vittoria nella stracittadina. Nel 4-2-3-1, con Gabbia confermato al fianco di Tomori, troviamo in mediana i muscoli di Fofana e la qualità di Reijnders. Con Abraham punta centrale, tre trequartisti di gamba e qualità come Pulisic, Morata e Leao, con il portoghese nobilitato dalla fascia di capitano. Ma i pugliesi non sono venuti al Meazza per fare la vittima sacrificale e infatti, classifica alla mano confrontata con le prestazioni messe sul campo, hanno meno punti di quanto meriterebbero. E nei primi 10’ minuti il loro 4-3-3 mette un po' in difficoltà i padroni di casa. Gli ospiti tengono bene il campo e non hanno timore anche in fase di costruzione della manovra. Almeno sino al minuto 38’ quando dai piedi di Leao, su punizione, parte una dolce palombella a superare da sinistra la barriera che trova il colpo di testa vincente di Morata. La sfida si è sbloccata, ma anche il Milan che sul binario di sinistra crea il raddoppio 2’ minuti dopo. Sfera conquistata in mediana, Leao si allunga a sinistra e sulla trequarti offre un assist al bacio che premia la corsa esterna di Hernandez che lascia alle sue spalle il suo marcatore e calcia un bolide sotto la traversa sul primo palo che non lascia scampo al portiere. Altri appena 2’ minuti e giunge la terza rete che rispecchia bene lo stato d’animo attuale del Milan. Di forza Morata sulla trequarti ruba palla e si invola centralmente in area, appoggia a destra ad Abraham che colpisce il palo. La palla torna in campo ma è sempre il Milan a giungere prima sulla sfera e và subito al tiro con Falcone che respinge a guantoni aperti, ma in mezzo all’area, dove Pulisic come un rapace è il più lesto a ribadire in rete. Quasi di nuovo sull’asse sinistro il Milan prima della pausa rischia di calare il poker, ma questa volta il bolide di Theo sorvola la porta. La ripresa è una gestione della gara con la naturale rotazione di alcuni uomini da parte di Fonseca. Maignan non rischia praticamente nulla se non qualche intervento su tiri da lontano. Così una sfida che doveva essere la conferma di un bel derby, è stato anche qualcosa di più. Oltre alla qualità si è vista la ferocia di una squadra che quando ha deciso di vincere il match non ha dato scampo al suo avversario. Leao capitano, spesso criticato per le sue passeggiate prolungate sul campo, è stato un esempio anche per volontà, oltre che per estro e tecnica che ben già conosciamo. Tre reti e miglior attacco della Serie A, con la propria porta nuovamente immacolata. Tre punti che permettono al Milan di agguantare momentaneamente il Torino alla vetta. I momenti cupi delle prime gare di Campionato paiono un lontano ricordo e può essere anche linfa per riprendere quota in Champions.





A: Udinese-Inter 2-3: Lautaro con doppietta colma i buchi in difesa

( settembre 2024 )



L’Inter porta a casa i tre punti battendo 3-2 l’Udinese e portandosi allo stesso punteggio delle capoliste Milan e Torino, quest’ultima con una partita in meno. I nerazzurri arrivano proprio dalla cocente sconfitta contro i cugini nel Derby ma anche i friulani arrivano dallo stesso risultato contro la Roma. La partita inizia subito con il fulmineo gol di Frattesi per i Campioni d’Italia. Dopo 43 secondi i nerazzurri sono già avanti: imbucata di Darmian e Frattesi va col suo solito inserimento per l’1-0. Partenza fortissima per la squadra di Inzaghi che si è subito riversata nella metà campo dell’Udinese. Al 9’ altra chance per Lautaro che spreca tutto. Palla gol per l’argentino arrivata dal mancino di Calhanoglu, il Toro arriva tutto solo ma di testa manda clamorosamente a lato. Ancora Inter che cerca il doppio vantaggio e spreca varie occasioni per chiudere la partita come al 21’ con Thuram che fa a sportellate con Kabasele, arriva al tiro da dentro l’area ma Okoye para. La partita prosegue con l’Inter che domina il gioco e spreca occasioni, ma verso il 30’ i nerazzurri calano il ritmo e iniziano a dare spazio agli avversari. Infatti arriva il pareggio al 35’ dell'Udinese: palla morbida di Zemura, Kabasele spizza quanto basta per spiazzare Sommer e per pareggiare i conti. L’Inter soffre ma al terzo minuto di recupero del primo tempo Lautaro si sblocca in modo molto fortunato: palla dentro di Dimarco, serie di deviazioni e alla fine arriva il Toro che riporta in vantaggio la sua squadra. Riprende la partita e il secondo tempo inizia come il primo con l’’Inter che segna subito con Lautaro. Imbucata verso Thuram che pesca il compagno al momento giusto: bordata in porta dell’argentino, doppietta e 1-3. L’Inter gioca un gran calcio e prende il controllo del campo con ottime giocate ma nonostante il vantaggio per 3-1 e altre occasioni sprecate permette all’Udinese di accorciare le distanze all’83. Lucca scappa via, prende profondità e arriva davanti a Sommer e freddissimo fa il 2-3 riaprendo la partita. Nei minuti finali l’Udinese ci crede ma i nerazzurri non cedono e si portano a casa i tre punti. L’Inter quest’oggi ha dimostrato ancora una volta i suoi limiti ovvero “chi si ferma è perduto”. I nerazzurri sono bravissimi e compatti nel creare gioco e far girare la palla creando tantissime occasione da gol, ma nel momento in cui calano i giri permettono agli avversari di portarsi in avanti, vanificando gli sforzi fatti ad alto livello per 70 minuti. Si è visto che la difesa inoltre se messa sotto pressione dall’avversario è troppo stagionata per tenere ritmi alti: infatti nonostante l’Udinese abbia avuto poche occasioni nette 3, grazie al lavoro ottimo del centrocampo e all’attacco dell’Inter che hanno macinato chilometri e tenuto palla, ne ha concretizzate 2 perché appunto la difesa nerazzurra risulta poca reattiva. La prossima partita dell’Inter in campionato sarà proprio contro il Torino che potrebbe essere addirittura davanti ai nerazzurri, in quanto in questa turno non ha ancora disputato la sua gara. Prima, però, l’Inter dovrà affrontare il secondo turno della Champions League contro la Stella Rossa.

























A: Genoa-Juve 0-3. Doppietta di Vlahovic e Juve in testa

( settembre 2024 )



Dopo tre pareggi consecutivi, alcuni anche piuttosto deludenti, i bianconeri di Motta, a Marassi avevano l’obbligo di vincere e quindi anche approfittare dei passi falsi della altre contendenti al Titolo. Clima surreale in Liguria, dato che per i beceri fatti accaduti in settimana tra tifoserie nel derby della Lanterna in Coppa Italia, il match tra rossoblu e bianconeri, è stato deciso che si disputasse a porte chiuse. Quindi per i piemontesi vi sono tutti i presupposti per fare bene qui in trasferta. Niente clima caldo di uno stadio che spinge la propria squadra e anche un avversario che non può reggere i novanta minuti visto l’impegno sostenuto in settimana. Al 3-5-2 di Gilardino, gli ospiti rispondono con un solido 4-2-3-1, dove la mediana composta da Fagioli e McKennie fa da scudo ai quattro bravi difensori. Koopmainers affiancato a sinistra da Yildiz e a destra da Gonzalez, formano il trittico dinamico e di qualità a supporto dell’unica punta serba. Ma i ritmi non sono spaventosi e il primo tempo scorre via senza troppi sussulti, da una parte e dell’altra. L’unico brivido giunge ad un paio di minuti dall’intervallo, quando un tiro cross dalla destra d’attacco bianconera sfila a due passi dalla linea di porta, anche smanacciato da Gollini. Contro una squadra che occupa bene tutto il campo come quella genoana, il gioco bianconero deve farsi più rapido e meno prevedibile. Se la difesa è un bunker, l’attacco fatica a costruire, almeno sino a quando la formazione di Motta non stappa la gara e si porta avanti. Sino ad ora è accaduto così. Nelle ultime tre partite di Campionato sono giunti tre 0 a 0. Nelle prime due di Campionato, e anche in quella di Champions, una volta sbloccata la sfida e segnato il primo goal, la Juventus ne ha segnati altri due. Una giocata del singolo o una palla inattiva la Juventus se riesce a sfruttarla bene, mette definitivamente in discesa la gara. Infatti ecco che dopo neppure due giri di lancette d’orologio, una palla innocua in area di rigore ligure, si trasforma nella miccia d’accensione, perché De Winter, d’istinto e assolutamente inutilmente, và a toccare la palla con la mano a mezz’area. Vlahovic dal dischetto è implacabile. Il Genoa accusa il colpo e perde le distanze. Gli ospiti si galvanizzano e accelerano le proprie giocate. Non è un caso che l’ex centrocampista di Gasperini, da puro trequartista, imbecchi 7’ minuti dopo, a sinistra in area il serbo, che con un preciso e forte diagonale ad incrociare perfora ancora una volta Gollini. Con la sfida archiviata, i bianconeri vanno a nozze e continuano, anche grazie ai cambi, a macinare gioco e palle goal. Il primo tiro sul quale deve intervenire Perin giunge a 3’ minuti dal novantesimo, ma 2’ minuti dopo una bell’azione corale da sinistra verso destra, arriva il colpo di piattone di prima vincente del giovane Conceicao. Ancora un 3 a 0. Sei gare e nessuna rete subita al passivo. Quello che lascia più sorpresi non è solo la porta inviolata, ma l’assoluta difficoltà che hanno tutti gli avversari a costruire palle da goal. Contro questa Juventus si fatica ad andare al tiro. Quando poi la Juventus in un modo o nell’altro si trova in vantaggio, la sconfitta per chi gli è contro, è segnata. Nel puro DNA bianconero da sempre. Così, in attesa dei granata, del Napoli e dell’Empoli, Motta e il suo gruppo comandano la Serie A in solitudine.











































C.L.: Inter-Stella Rossa 4-0. Poker calato nel secondo tempo per un buon cammino Champions

( settembre 2024 )



L’Inter cala il poker vincendo 4-0 nella seconda partita della Champions League contro la Stella Rossa e portando a casa i primi tre punti pieni, dopo che nella prima giornata aveva pareggiato contro il City. L’Inter si porta pertanto a quattro punti in classifica generale a ridosso delle migliori. La Stella Rossa invece rimane a zero punti considerando che nella prima partita ha subito la sconfitta contro il Benefica. La partita inizia subito con l’Inter in avanti, alla quale nei primi minuti viene già annullato, giustamente, un gol in fuorigioco. I nerazzurri continuano a spingere e hanno voglia di portare a casa il risultato. All’11 arriva il vantaggio dei nerazzurri: punizione dal limite guadagnata da Mkhitaryan, Calhanoglu calcia forte sul palo del portiere e sblocca il risultato, anche se decisiva è stata una leggera deviazione di Krucic, ex Milan, ma poco importa. Conta che i padroni di casa vanno meritatamente in vantaggio. Al 20’ altro gol annullato all’Inter che stasera sembra in grande forma. Al 29’ brivido per un’occasione della Stella Rossa che finisce di poco a lato, ma per il resto è l’Inter che crea e sbaglia il raddoppio più volte. Verso la fine del primo tempo altro brivido per i nerazzurri con Sommer che riesce a respingere in qualche modo il tiro insidioso degli avversari. Riprende la partita con l’Inter che si trova un po' in difficoltà in quanto sembra soffrire particolarmente la Stella Rossa a livello fisico. Oltretutto i nerazzurri nel primo tempo hanno gioco ad un ritmo molto elevato concedendo poche ripartenze agli avversari. Al 59’ l’Inter raddoppia, dopo che un minuto prima aveva sbagliato una grossa occasione con Zielinski. Taremi che ruba palla a un pessimo Krunic, che passa ad Arnautovic che deve solo spingere in porta per il 2-0. La partita prosegue con l’Inter che sforna continue occasioni e con la Stella Rossa sembra non capirci molto e non reagisce e commette continui errori agevolando gli avversari. Al 72’ Lautaro chiude la gara calando il tris. Erroraccio di Spaijc che regala palla a Taremi che invita per il Toro che fa gol. La partita sembra già chiusa ma grazie ad un rigore rimediato da Lautaro all’81’, i nerazzurri si portano a quattro grazie a Taremi che trasforma e segna il suo primo centro con la maglia dell’Inter. Tutto facile per i padroni di casa che portano a casa i tre punti ossigeno per la classifica e per il morale. Gli uomini di Inzaghi hanno dimostrato che se gestiscono la partita e non lasciano spazi gli avversari, nonostante la Stella Rossa non fosse un avversario temibile come il City nella scorsa partita, possono portare a casa tranquillamente il risultato. Ottimo il turnover applicato questa sera con tutti i giocatori che si sono mossi bene ed erano vogliosi di fare del loro meglio. Il prossimo impegno per i nerazzurri sarà contro il Torino in campionato prima della pausa nazionali.































C.L.: Bayer L.-Milan 1-0. Ultima mezz’ora di bel Milan. Troppo poco per evitare la seconda sconfitta

( settembre 2024 )



Seconda sconfitta in due gare per il Milan in Champions League, questa sera per 1-0 contro il Bayer Leverkusen, che mettono il Milan in fondo alla classifica a zero punti complicando il cammino dei rossoneri nella massima competizione. Il Bayer inizia molto bene la partita rendendosi pericoloso già nei primissimi minuti, con il Milan che si salva solo grazie al suo portiere Maignan. Nella prima parte della partita il possesso è tutto dei padroni casa che muovono la palla e si fanno spesso pericolosi. Il Milan sembra in difficoltà anche se è ben ordinato e chiuso nella propria metà campo. Al 21’ per fortuna dei milanisti viene annullato un gol al Bayer di Boniface, il migliore finora, per fuorigioco. Nei primi 30 minuti il possesso pertanto il gioco è a favore del Bayer con 6 tiri a zero per i tedeschi e 24 azioni contro il Milan che si difende soltanto. Il Milan cerca le ripartenze ma è il Bayer che continuamente si fa pericoloso come ad esempio al 38’ con Wirtz che accelera e vai via a sinistra, sul suo cross Maignan devia in area, arriva per primo Frimpong che calcia alto. Si chiude un primo tempo con il pieno controllo del Bayer e il Milan che prova a ripartire senza successo. Si riparte subito con un buon ritmo nel secondo tempo con Theo che perde palla in uscita, Wirtz è bravo a saltare Tomori, poi calcia forte ma centrale. Maignan para e non era poi così facile. Al 51’ il Bayer passa meritatamente in vantaggio 1-0. Azione sulla destra, avviata da Garcia, che libera Frimpong. Maignan fa un’altra parata ma, sulla respinta, Boniface devia in porta da un metro. Il Milan sembra svegliarsi e inizia a giocare e farsi pericoloso. Al 56’ Pulisic libera Reijnders in area, Tijani non si accorge di essere solo e perde il tempo di gioco, poi arriva a calciare e il portiere dei tedeschi fa una gran parata. Anche il Bayer però cerca il doppio vantaggio ma nessuna delle due raggiunge l’obiettivo. Il Milan crea occasioni anche doppie come all’82’ con Theo che tira da fuori e prende la traversa. Sulla respinta, Morata di testa mette fuori nonostante fosse facile. Dopo il gol di Boniface, il Milan è la squadra migliore in campo con tante occasioni ma con troppa imprecisione sotto porta e un po' di sfortuna. Il Milan preme e Fofana è tra i migliori e Morata ha cambiato la partita però purtroppo per il Milan a Leverkusen finisce 1-0. Primo tempo tutto tedesco, dopo il gol il Milan attacca e merita il pari ma nonostante le tante chance di cui due di Morata, una di Reijnders e un tiro di Loftus e la traversa di Theo porta a casa zero punti. Boniface e Maignan sono stati i migliori, bene Fofana e Morata anche se non erano al 100%. Il prossimo impegno del Milan sarà in campionato con la Fiorentina.





































C.L.: Lipsia-Juve 2-3. Forza e coraggio di una rimonta in 10.

( settembre 2024 )



Nella seconda giornata della Champions League la Juventus si porta a casa tre punti battendo il Lipsia per 3-2 e portandosi a punteggio pieno in testa alla classifica. La partita, nonostante il risultato, per i bianconeri è stata molto sofferta. Già nei primi dieci minuti la Vecchia Signora è costretta a cambiare due dei suo giocatori Bremer e Nico per infortunio. I tedeschi provano a prendere in mano la partita anche se il ritmo rimane abbastanza basso. Le difese sono molto concentrate ma al 30’ il Lipsia va in vantaggio. Grandissima ripartenza dei tedeschi che stavano per subire un gol, Gulacsi si salva su una deviazione ravvicinata di Vlahovic e il pallone raggiunge velocemente la metà campo. Openda serve in profondità Sesko che giunto libero in area di rigore, controlla con il destro e scarica il sinistro sotto la traversa per il vantaggio per i padroni di casa. Il ritmo comunque rimane basso fino alla fine del primo tempo con la Juventus che mantiene un ottimo possesso palla a metà campo e il Lipsia che non ha problemi a difendersi ma le due formazioni non creano occasioni da gol. Nella ripresa la Juventus parte subito forte con Koopmeiners che al 49’ prende in pieno il palo. I tempi sono maturi per il pareggio e al 50’ la Juventus concretizza la pressione di inizio secondo tempo con una bella girata del serbo Vlahovic, che anticipa Orban sul cross di sinistra di Cambiaso e di contro balzo col sinistro batte Gulacsi. Ma il Lipsia non vuole rassegnarsi e Openda con un’incredibile ripartenza facendosi 40 metri con la palla, calcia una prima volta dal limite e sulla respinta ci riprova e colpisce il palo alla sinistra di Di Gregorio. Ed è proprio il portiere bianconero che al 58’ viene espulso per aver fermato un’azione potenziale da gol con un uscita su Openda. Momento difficile per gli ospiti che al 65’ subiscono il raddoppio del Lipsia su calcio di rigore per un tocco evidentissimo di braccio in area di Douglas Luiz. Segna Sesko per il 2-1. Al 68’ la Juventus recupera una palla al Lipsia al limite con Vlahovic che calcia sotto l’incrocio opposto e fa un gran gol e il 2-2. Partita frenetica e con cambi di gioco repentini e al 71’ altro palo per il Lipsia che vede sfumare il vantaggio. All’80 altro miracolo dell’ex Milan Kalulu che devia una conclusione di Nusa, proteggendo la propria porta. Al 83’ arriva inaspettatamente il vantaggio dei bianconeri con Conceicao che con un grandissimo slalom in area, salta l’avversario e calcia a giro sul secondo palo. La partita volge al termine con al 95’ l’ultimo brivido per i bianconeri con Xavi Simons che serve al centro per Andre Silva che calcia a botta sicura ma Cambiaso salva a pochi metri della linea. Finisce con la vittoria sofferta ma fortemente voluta della Juventus per 3-2, nonostante l’inferiorità numerica. Il pareggio sarebbe stato forse il risultato più giusto ma la Juventus ci ha creduto e ha concretizzato le poche occasione che i tedeschi hanno lasciato. Ottimo Kalulu in difesa e Vlahovic, bene anche il centrocampo e nel complesso la squadra di Motta ha saputo vincere e anche convincere. Il prossimo impegno sarà in campionato contro il Cagliari e per mantenere anche li la testa della classifica serviranno i tre punti.





















Il Calore famigliare di Piantedo



Cavillare di calore in un paese come Piantedo pare un azzardo, visti i suoi due mesi e mezzo invernali al freddo, privi di sole, ma se sono le persone che vi abitano a scaldare i cuori e la fantasia, non c’è ghiaccio che tenga. Questo luglio appena trascorso, nelle prime serate del giovedì, iniziate il giorno 9 e conclusasi il 30 dello stesso mese, si sono succedute quattro veglioni magici dal sapore dei bei tempi dove valori, semplicità e spensieratezza emergevano su tutto. Con le dovute precauzioni dovute al virus che ancora attanaglia il Mondo intero, alle 20.30 dei quattro giovedì, presso la Biblioteca di Piantedo, sopra la fontana e sotto l’imponente campanile, si sono udite per una mezz’oretta delle bellissime “FAVOLE SOTTO LE STELLE”. Copertine stese a terra, morbidi cuscini ed una dozzina di bimbi con i loro peluche del cuore si sono ritrovati con i loro genitori, tutti assieme ad ascoltare le più famose o coinvolgenti favole che accompagnano a braccetto i primi sbadigli primi di addormentarsi. Tanto è stata la festa che i tre quarti d’ora successivi ai racconti, i bimbi invece di prendere sonno si sono scatenati in corse ed inseguimenti in piazzetta sotto lo sguardo vigile degli adulti. Insomma, adulti per modo di dire, visto che anche i genitori assaporavano il candido suono delle magiche avventure fiabesche accompagnato dal sottofondo musicale con ogni sera uno strumento differente. Il tempo è stato clemente, con la luna che ha quasi sempre fatto capolino sulle teste degli astanti, e a fine lettura neppure una dolce camomilla ha assopito la voglia di giocare da parte dei bimbi da uno agli ottant’anni. Tutti insieme in piazzetta uniti dalla voglia di sognare, dalla bellezza degli sguardi cristallini dei bimbi che non sanno mentire, che sono spontanei e pieni di vita e tanto possono insegnare agli adulti che troppo spesso dimenticano cosa veramente dona la felicità. Un bambino che stringe la mano ad un altro, che prima di quella sera non ha mai visto e conosciuto, per vivere assieme un’esperienza, è il segnale di un Mondo che può e deve essere migliore di quello che troppo spesso leggiamo sui giornali. Questo Mondo di favole, ma anche reale fatto di persone che non guardano alle differenze religiose, culturali o sociali, ma attraverso i propri bimbi si sentono una sola famiglia è qui a Piantedo e che possa essere un esempio di quello che serve ovunque.