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Juve  Inter   Milan       e le altre 17 stelle                 

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Risultati GIORNATA Serie A 

                     

18/01/2026 giornata 21 Goal Goal
Bologna Fiorentina 1 2
Cagliari Juve 1 0
Cremonese Verona 0 0
Lazio Como 0 3
Milan Lecce 1 0
Napoli Sassuolo 1 0
Parma Genoa 0 0
Pisa Atalanta 1 1
Torino Roma 0 2
Udinese Inter 0 1

    

   

       

            

Classifica PUNTI

                


Squadra Punti
1 Inter 49
2 Milan 46
3 Napoli 43
4 Roma 42
5 Juve 39
6 Como 37
7 Atalanta 32
8 Bologna 30
9 Lazio 28
10 Udinese 26
11 Sassuolo 23
12 Torino 23
13 Parma 23
15 Cremonese 23
14 Cagliari 22
16 Genoa 20
17 Lecce 17
18 Fiorentina 17
19 Pisa 14
20 Verona 14

        

     

       

 

        

Risultati GIORNATA COPPA

                 

7'Giornata   

           

20-gen Inter Arsenal 0 0
21-gen Juve Benfica 0 0
20-gen Copenhagen Napoli 0 0
21-gen Atalanta At.Bilbao 0 0
22-gen Roma Stuttgart 0 0
22-gen Bologna Celtic 0 0

  

    

 

COPPA ITALIA

 

Ottavi . .

03/12/2025 Atalanta Genoa 4 0
04/12/2025 Bologna Parma 2 1
27/01/2026 Fiorentina Como 0 0
03/12/2025 Inter Venezia 5 1
02/12/2025 Juve Udinese 2 0
04/12/2025 Lazio Milan 0 0
03/12/2025 Napoli Cagliari 10r 9r
13/01/2026 Roma Torino 2 3

  

Milan (commento partite)

A: Milan vs Verona 3-1. L’ultima la pareggia il Milan e la vince Leao

( giugno 2023 )


Solo per il proprio pubblico, il Milan cerca di giocare una partita degna di essere guardata. Con la decurtazione di punti ufficiale alla Juventus e la vittoria del giorno prima dell’Inter, qualsiasi fosse stato il risultato al Meazza questa sera, i rossoneri sarebbero comunque rimasti al quarto posto. Con lo Scudetto oramai volato via dalle proprie magliette da tempo, quanto meno la consolazione di disputare nuovamente la Champions, che non dimentichiamo il “Diavolo” questo anno ha portato avanti sino alle semifinali. Nessuna novità nello schieramento e negli uomini. Per l’ultima uscita di Campionato e dell’intera Stagione, nessun calcolo da fare sugli uomini da parte di Pioli, quindi dal portiere Maignan alla punta Giroud non vi sono novità. Piuttosto è chi si affronta che ha il fuoco dentro e potrebbe dare dispiaceri per i saluti ai 70.000 tifosi che sempre hanno accolto e incitato a San Siro i propri begnamini. Il Verona si gioca la salvezza in contemporanea con quanto lo Spezia riesce a fare a Roma contro Mourinho. Infatti il 3-5-2 gialloblu parte subito aggressivo, ma dopo una manciata di minuti, i padroni di casa prendono le redini del match. Nulla di troppo adrenalinico, ma il possesso palla e il controllo del campo è in mano ai meneghini, che però faticano a trovare spazi. Il Verona pressa in ogni zona del rettangolo di gioco e dove deve, raddoppia in marcatura. Non si registrano dunque parate sia da una parte che dall’altra. Qualche tiro da fuori rossonero che non inquadra lo specchio, ma nulla più. Ci vuole la giocata del singolo oppure un errore clamoroso per sbloccare la sfida. Giunge sullo scadere della prima frazione la seconda. Su un buono scambio al limite dell’area, in palleggio Diaz viene calciato ingenuamente sulla gamba e la Var mostra all’arbitro il fallo da rigore. Dal dischetto Giroud porta avanti i suoi gelando il Verona che in questo momento sarebbe condannato alla B, visto che i liguri nello stesso lasso di tempo stanno facendo punti all’Olimpico. La ripresa si apre con un Verona che con i mezzi che possiede ci prova, ma i meneghini controllano senza troppi problemi. Tuttavia abbassano oltremisura il ritmo e le gambe e l’intensità di gioco seguono il soporifero giro palla. Così una bella corsa sulla sinistra d’attacco del Verona, dopo il 70’, porta al cross che scavalca Maignan quasi sulla linea di fondo e della traversa dove trova la capocciata vincente di Faraoni per il pareggio. Nulla di male per il Milan, che trotterella per il campo. Un calciatore non ci sta però. Leao, fresco di rinnovo e di promessa al Milan di stare insieme almeno altri cinque anni, non vuole salutare il proprio pubblico con un pareggio e una prestazione da calciatore normale. Superata la mediana a sinistra, al’85’ parte con la sua velocità e progressione palla al piede verso la porta, accentrandosi. Giunto poco fuori l’area fa partire un rasoterra sporco che è tanto in diagonale da passare tra il guantone del portiere ed il palo per il 2 a 1. Verona moralmente abbattuto a 5’ minuti dal novantesimo sarebbe in Serie B. Ciò nondimeno giunge alla radiolina, come ai vecchi tempi, il risultato che ti aspettavi dalla Roma, la sconfitta dello Spezia che lascia decidere la permanenza in Serie A nel prossimo spareggio. Poco importa allora che in pieno recupero Leao con una magia dopo uno scambio con Saelemaekers dribbla alla Maradona in area piccola difensore e portiere insaccando per il 3 a 1 finale. Salutando i propri tifosi ed anche il suo mentore Ibrahimovic che dà l’addio al calcio giocato a ben 41 anni. Pioli e soci chiudono il Campionato con quota 70 punti. Onorevole e con una Finale di Champions sfiorata. All’anno prossimo con una squadra che in coro dirigenti e tifosi, chiedono rinforzata.

 

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A: Milan vs Samp 5-1. Una manita facile per riprendersi la Champions

( maggio 2023 )


Tra le mura del Meazza pochi giorni fa, il “Diavolo” è uscito con tristezza e dubbi, per la quarta sconfitta consecutiva per mano dei cugini. La più bruciante e pesante dato che ha sancito l’eliminazione nella semifinale di ritorno dalla Champions. Senza dimenticare comunque che ad un passo dalla Finale il Milan ci è giunto, ed onore a questo è bene sottolinearlo, non era facile riprendersi subito, anche perché c’è molto da fare nelle ultime tre partite della stagione. I rossoneri sono quinti ad un -4 dalla Lazio che attualmente è quarta e occupa perciò l’ultimo posto per rientrare a giocasi la “Coppa dalle Grandi Orecchie”, anche l’anno prossimo. Al netto di eventuali penalizzazioni ( ancora in ballo ) alla Juventus che ricopre il secondo posto. Pioli, da volpone qual’è, nel suo canonico 4/2/3/1, fa scendere a San Siro i medesimi 11 usciti sconfitti, ma tra gli applausi dei propri tifosi, contro l’Inter. L’avversario è quello giusto per non solo riprendersi tre punti fondamentali per la classifica, ma anche per riaccendere l’entusiasmo nel gruppo e in tutto il Mondo Rossonero. La Sampdoria, già retrocessa e che da oramai un mese si cala nella partite con il puro spirito di allenamento, si presenta a Milano, con da titolare un’icona del Calcio Nostrano, ovvero Quagliarella, ancora a secco di reti quest’anno. I padroni di casa ci impiegano meno di 10’ minuti per portarsi avanti. Un tanto criticato Diaz nella Coppa, a centrocampo non solo ruba palla, ma parte in verticale, con un sombrero supera un avversario e con un delizioso pallonetto a sinistra apre a Leao, che di piatto sul palo opposto supera Ravaglia. I rossoneri, non ancora liberi dalle scorie di Coppa, commettono l’errore di andare al piccolo trotto e lo pagano al 20’ minuto, quando un buco clamoroso di Hernandez lascia libera la corsia difensiva a sinistra, dalla quale giunge un cross rasoterra arretrato che vede proprio Quagliarella libero di tirare e superare Maignan, coperto dai suoi difensori fermi come statue di cera. A questo punto il Milan si scuote e si accende sul serio. Prima Thiaw di testa su calcio d’angolo chiama alla grande parata Ravaglia, sul corner successivo, il bel cross di Diaz trova l’incornata vincente di Giroud al 23’. Altri 6’ minuti ed il match è chiuso. Leao viene innescato a sinistra e una volta in area il portoghese viene abbattuto vistosamente. Nuovamente il francese, dal dischetto scrive il suo nome sul tabellino. I meneghini continuano a giocare, con una Sampdoria spenta che non ha neppure voglia di partecipare. Nella ripresa senza troppo impegnarsi, una giocata da videogioco corale porta Diaz davanti alla porta solo e soletto per il poker. Tuttavia, Giroud vuole portarsi a casa il pallone come miglior giocatore della serata e di rabbia e voglia in mischia butta dentro il tiro che rappresenta non solamente il definitivo 5 a 1, ma anche la sua prima tripletta in Serie A. Dei liguri menzione unicamente a Quagliarella che per il 18° anno consecutivo và a segno in Campionato, cosa che è capitata a pochissimi. Il Milan ha fatto il suo dovere ed è, ora, in piena lotta per riprovare l’anno prossimo a giocarsi la Champions.

 

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A: Spezia vs Milan 2-0. Un secondo tempo da saluto posto Champions

( maggio 2023 )


Il Milan, dopo la sconfitta nella partita d’andata della semifinale di Champions contro i cugini, deve riprogrammare la propria mente e rituffarsi nella Serie A. Importante azzerare le proprie paure e affrontare il mach esterno in Liguria concentrandosi per i ottenere i punti che servono per giungere quantomeno quarti e rigiocare la prossima prestigiosa competizione continentale. Pioli nel disegnare il suo 4-2-3-1 deve fare i conti con le importanti defezioni come Bennacer, Messias e soprattutto Leao. Allo stesso tempo il mister consapevole della storica partita di Coppa contro l’Inter martedì sera, non può far stancare chi ha già troppi minuti sulle spalle in questa stagione. Giroud e Calabria siedono in panchina. Kalulu prende il posto come terzino destro e davanti dal primo minuto troviamo Rebic. I tre trequartisti da destra a sinistra sono Saelemaekers, Diaz e un ritrovato Origi. Ad affiancare lo stacanovista Tonali c’è Pobega. Di fatto è proprio Tonali che prima dell’8’ minuto scalda la porta degli spezzini. Con una bella percussione dalla mediana partendo d sinistra, si accentra ed una volta al limite dell’area, fa partire un bel tiro che si infrange sul palo allo destra di Dragowski. Lo Spezia copre bene il campo e lotta su ogni pallone, ma il suo 3-5-2 riesce al massimo a contenere la pressione rossonera. La gara è vivace e vede gli ospiti spingere per cercare la rete. Di certo Rebic non è il riferimento francese là davanti e la mancanza del portoghese a sinistra è palpabile. Allora ci provano dalla distanza Pobega e Hernandez, ma Dragowski respinge e tiene a galla i suoi compagni. Spezia che ha bisogno come l’aria di punti per sperare ancora nella salvezza. Nella ripresa si accende la stella Diaz che in meno di 10’ minuti crea e illumina l’attacco rossonero, ma manca chi tramuta in goal la pressione avanzata. I liguri non stanno a guardare e passato il primo quarto d’ora del secondo tempo, pian piano prendono campo e iniziativa. Complice anche i quattro cambi effettuati da Pioli. Se Giroud è un segnale che dalla panchina si vuole vincere la gara, estrema fiducia viene riposta a De Keteleare e Adli oltre a Tourè. Gli ospiti spariscono dal match e lo Spezia aggredisce sempre più l’area milanista. Dopo una serie continua di calci d’angolo al 75’ minuto, sempre dalla bandierina, la difesa davanti a Maignan è troppo statica e dalla prima conclusione che si infrange sul palo, nella ribattuta la palla viene spedita in rete. Gli ospiti accusano il colpo e il pressing alto dello Spezia impedisce qualunque reazione al Milan. A 5’ minuto dal novantesimo una perla su punizione da parte del giovane Esposito chiude le possibilità di rimonta del Milan. Sconfitta che può tagliare le gambe al morale, ma soprattutto pregiudicare seriamente il raggiungimento del quarto posto. I cambi e la fiducia concessa da Pioli ad alcuni giocatori non è stata ripagata. A fine partita i tifosi del Milan hanno tenuto a colloquio squadra e tecnico per ricompattarsi in chiave semifinale di ritorno. Da questa sconfitta il Milan potrebbe raccogliere la giusta dose di rabbia per ribaltare la doppia sfida di Champions.

 

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A: Milan vs Lazio 2-0. Un Diavolo da Champions si rilancia verso l’obiettivo

( maggio 2023 )


Tre giorni prima un Milan un po’ abulico, non troppo convinto, non con la consueta rabbia, pareggiando in casa con la penultima in classifica, perdeva due punti secchi nella mini classifica delle sei squadre in lotta per i tre posti disponibili per la prossima Champions. Mettendone in forte pericolo la prossima partecipazione. Al 4-3-3 di Sarri, i padroni di casa oppongono il solido 4-2-3-1 con la difesa titolare. Riposo a Diaz e Saelemaekers che siedono in panchina. Sulla corsia destra infatti troviamo il goleador del raggiunto pareggio al Meazza con la Cremonese. Tonale e Bennacer la cerniera di centrocampo e Krunic a supporto di Giroud, con Leao sulla sinistra a fare scorribande. Ma all’8’ minuto il portoghese, dopo uno scatto sino sul fondo campo deve lasciare il match per un fastidio muscolare. Nulla di troppo preoccupante, ma in chiave precauzionale per non perderlo per la sfida di Coppa contro i cugini, al suo posto entra il laterale belga. I milanesi, partiti già forti, costretti anche a non lasciare più punti per strada, mettono sotto i biancocelesti sin dal fischio iniziale. Al 17’ minuto una bella azione insistita sulla sinistra, porta Bennacer, ben inserito in area, a concludere e battere Provedel. Gli ospiti non riescono a reagire, per via dell’aggressività dei padroni di casa che non mollano la presa sul match. Dunque non sorprende che prima della mezz’ora giunga il raddoppio. Theo Hernandez sulla corsia sinistra si erge a forza incontenibile come quest’anno si è vista raramente. Il francese, parte palla al piede come sua consuetudine a sinistra dalla sua metà campo. Superata la mediana sterza verso il centro accelerando e giunto al limite dell’area, dopo aver tagliato la Lazio in due, esplode un terra area che non solo è potente, ma acquista una parabola a scendere imprendibile per Provedel. Dunque i meneghini vanno al riposo forti di un doppio vantaggio e nella ripresa l’unico pericolo è dare per scontato di aver già vinto la sfida. Errore che il Milan non commette. Gestisce il secondo tempo con acume e senza rischiare nulla, anzi, è certo più il Milan ad andare vicino alla terza marcatura che non la Lazio a riaprire le ostilità. Il primo tiro verso la porta da parte degli ospiti giunge ad un minuto dal novantesimo. Maignan termina la gara con i guanti pulitissimi. Merito senza dubbio della concentrazione assoluta dei ragazzi di Pioli che si rilanciano al meglio verso la conquista almeno del quarto posto e anche un ottimo viatico per l’importante scontro di Coppa con l’Inter. La Lazio troppo superficiale, dopo aver abbandonato, probabilmente volutamente, l’Europa, per concentrarsi sul Campionato, dopo aver perso con l’Inter a San Siro, perde anche con l’altra Milano e il suo secondo posto non è più così tanto blindato.

 

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A: Milan vs Cremonese 1-1. Pareggio dal sapore di sconfitta

( maggio 2023 )


Il Milan porta a casa un misero punto contro la Cremonese, che lo porta a staccarsi dal trenino della Champions League. Infatti con questo scivolone, i rossoneri si trovano a meno due punti dal quarto posto utile per la coppa più ambita, considerando le vittorie di Inter, Lazio e Juventus. La partita era iniziata subito con i diavoli vogliosi di portare a casa al risultato. Già al 11’ arriva il goal di Saelemaekers, annullato in seguito per fuorigioco dalla Var, su lancio millimetrico di Kalulu e Saelemaekers aggancia alla grande e batte il portiere ma la Var non da sconti e annulla il goal. Il Milan non demorde e continua nel suo pressing e nelle sue ripartenze. Al 17’ proprio su ripartenza fulminea di Origi che calcia in diagonale dalla sinistra, sfuma il vantaggio, perchè trova Carnesecchi che si distende e mette in angolo. Al 21’ De Ketelaere bravissimo a crederci su un retropassaggio, recupera palla in pressione e prova a saltare il portiere, che però in uscita gli toglie palla. Il Milan in questo primo tempo macina gioco e qualche buona occasione. Al 44’ traversone dalla destra di Saelemaekers per Origi, che di testa da pochi passi manda alto. Finisce il primo tempo con il Milan che ha fatto la partita, anche se per il gioco espresso, le occasioni sono state molto poche. Ciò è la conseguenza del fatto che i ritmi dal 20’ circa in poi si sono abbassati. Riparte il secondo tempo e al 60’ contropiede di Brahim Diaz che allarga a destra su Saelemaekers, il quale mette sul secondo palo per chiudere l'uno due, ma da pochi passi Brahim Diaz manda alto. Sprecata una clamorosa occasione. Al 64’ Brahim Diaz si divora ancora il vantaggio. Azione di Leao che lo serve tutto solo al centro dell'area, ma ritarda il tiro e centra l'avversario invece di appoggiare sul compagno libero. Al 77’ come un fulmine a ciel sereno arriva il goal della Cremonese per il vantaggio degli ospiti sull’unica occasione lasciata dai rossoneri. Okereke lanciato in contropiede controlla e salta sia Kalulu che Thiaw per poi insaccare a tu per tu col portiere. All’81’ il Milan prova a rimediare con Leao che si trova con la palla tra i piedi sul secondo palo da calcio d'angolo, calcia bene e sfiora il palo. La partita si accende con il Milan che cerca il pareggio e con la Cremonese che dà segnali di nervosismo. Al 92’ arriva il pareggio dei rossoneri su punizione di Messias dalla destra, Krunic di tacco la mette dentro. Finisce la partita per 1-1, pari umiliante per i rossoneri che vedono il quarto posto più lontano. Inizialmente i rossoneri hanno giocato discretamente, in ordine anche se le occasioni per segnare sono ridotte all’osso. Nel secondo tempo, a causa forse anche dei troppi cambi, la squadra è andata in confusione e presa dall’affanno di raggiungere un risultato positivo, ovvero la vittoria, è andata addirittura sotto grazie ad una disattenzione in contropiede. Il prossimo turno sarà contro la Lazio che si trova avanti in classifica e che deve consolidare il suo posto e non lascerà il campo tanto facilmente ai rossoneri.

 

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A: Roma vs Milan 1-1. Titoli di coda emozionanti, che rimandano il verdetto Champions

( aprile 2023 )


All’andata un buon Milan a San Siro conduceva per 2 a 0 avendo giocato un’ora di buon calcio. Sul finale blackout e pareggio dei capitolini. Da lì seguì un mese e oltre orribile dove sfumò il passaggio agli ottavi di Coppa Italia e anche ogni possibilità di stare in scia del Napoli. Oltre ad aver perso anche posizioni in Campionato. A fine aprile, il “Diavolo” è nuovamente una stella europea dato che dovrà disputare una prestigiosa semifinale di Champions proprio contro i cugini, ma c’è da pensare anche al Campionato. Pioli e Allegri sono appaiati assieme al quarto posto, con la Lazio più avanti e la Juventus due punti sopra. Entrambe hanno ancora l’impegno europeo prima di metà maggio, ma ora bisogna pensare solo a questa sfida. Un crocevia importante e la vittoria per entrambe potrebbe essere una spallata decisiva per mettere dietro l’avversario proprio una volta giunti sul traguardo. Quindi la posta in palio è altissima e lo si deduce in campo. Non una gara esaltante. Da subito emerge più il timore a non commettere errori. La tensione è palpabile e ciò contrae muscoli nelle gambe ma anche la testa. Si cerca sovente la giocata più sicura e semplice da entrambe le fazioni. Il 3-4-3 romanista è più un 3-4-2-1 raccolto. Con Dybala non al meglio e seduto in panchina i capitolini si devono appoggiare alle giocate di Pellegrini e Belotti a supporto del centravanti Abraham. La difesa a quattro dei meneghini non dovrà comunque fare gli straordinari, oltre ad essere quella titolare. In mediana Tonali e Bennacer a stoppare l’inizio della manovra avversaria e Leao, Krunic e Diaz a supporto di Giroud. Nessuna emozione e nessun tiro in porta nel primo tempo. Leao e Calabria tirano fuori e la più nitida azione potenziale da rete arriva dopo la mezz’ora quando Belotti in area tira a colpo sicuro ma colpisce davanti a Maignan il compagno Abraham. Comunque il portiere francese sembrava sulla traiettoria. Purtroppo, di rilevante prima del riposo c’è da segnalare le uscite per infortunio dei due difensori centrali, Kumbulla da una parte e Tomori dall’altra. Nella ripresa come possesso palla, territoriale e iniziativa sale di livello più il Milan. Saelemaekers, subentrato dopo 10’ minuti della ripresa a Diaz, coglie due volte l’assist da sinistra di Leao, ma la mira è imprecisa. La Roma ha difficoltà a imbastire azione da gioco e quando la gara pare avviarsi verso un pallido pareggio per 0 a 0, in pieno recupero De Ketelaere perde a centrocampo con troppa leggerezza un contrasto e quindi palla. Rovesciamento veloce dell’azione con un insidioso tre contro tre che porta Abraham a smarcarsi bene in area e a beffare con un preciso diagonale Maignan. Siamo al 94’ minuto e mancano appena due giri di lancetta al fischio finale. I padroni di casa commettono l’errore di abbassare la guardia e ritenere i giochi conclusi. Ma non hanno fatto i conti con la voglia di non perdere del Milan. Rilancio lungo dalle retrovie e Mancini spazza male su Leao a sinistra che crossa bene sul secondo palo, dove sbuca ultimo Saelemaekers che di piatto perfora sotto le gambe Patricio. Tutto nel finale per un pareggio comunque giusto. Anzi, ai punti i rossoneri avrebbero meritato di più, ma è significativo che entrambi i portieri non abbiano effettuato alcuna parata. Tutto rimandato alle prossime sei gare.

 

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A: Milan vs Lecce 2-0. Doppio Leao per l’aggancio Champions

( aprile 2023 )


Il Milan vince 2-0 contro il Lecce, rimanendo nella scia dei posti per la Champions. Il Milan esaltato dalla qualificazione alle semifinali di Champions League, battendo il Napoli, cerca conferme anche in campionato. Il Milan inizia subito bene e cerca di fare la partita. Dal contro suo il Lecce lascia l’iniziativa al Milan ma i rossoneri non riescono tuttavia a trovare la giocata vincente. Al 15’ rigore non dato dalla Var per un atterramento di Hernandez in area da contatto dubbio. Al 20’, praticamente l’unica azione del Lecce che fa venire i brividi per il Milan: su cross dalla destra d’attacco, Krunic liscia l’intervento quindi ne approfitta Banda che a botta sicura calcia ma colpisce il palo. Per tutta la partita i ritmi sono bassi con il Milan che prova ad aggirare la difesa del Lecce con il possesso ma gli ospiti chiudono bene e puntano su sterili ripartenze. Prosegue la partita che risultata spezzettata dai falli e il gioco del Milan sembra lento e prevedibile ed in questo modo diventa difficile trovare soluzioni. Al 40’ schema da calcio d’angolo con Tonali e Messias che scambiano, il numero 8 crossa sul secondo palo per il portoghese Leao che di testa sblocca finalmente il match. Riprende la partita e il secondo tempo inizia con ritmi più alti con il Lecce che cerca di pareggiare ma il Milan prova a colpire in contropiede. Come nel primo tempo il Milan prova a gestire il possesso e cerca verticalizzazioni per far male al Lecce ma senza troppa convinzione. Al 65' i ritmi ritornano bassi con il Milan che prova ogni tanto qualche fiammata a caccia del raddoppio. Al 69' azione di Rebic che verticalizza per lo spagnolo Diaz che controlla e calcia, tiro poco potente, para Falcone. Al 72' recupera palla Rebic che serve Leao, il portoghese dribbla e vince un rimpallo ritrovandosi in area davanti a Falcone, seppur in posizione defilata. Prova lo scavetto peccando di superficialità ma il tiro è fuori. Al 75’ il portoghese Leao si mette in proprio in un’azione di contropiede arriva fino in fondo e con una conclusione in diagonale batte Falcone. Risultato finale di 2-0 e si conclude praticamente la partita con il Milan che vince meritatamente il match contro un Lecce che non ha praticamente mai impensierito la squadra rossonera. Il Milan dopo la partita difficile contro il Napoli, quest’oggi si è comportato bene anche se il Lecce era ben poca cosa. Il Milan con tutta calma questa settimana può rifiatare e si può preparare per la prossima partita contro la Roma che risulta essere uno scontro diretto per la posizione in Champions.

 

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C.C.: Napoli vs Milan 1-1. Come all’andata, il solido “Diavolo” annulla la capolista. E’ semifinale

( aprile 2023 )


I Campioni d’Italia in carica lasciano ai probabili futuri “Sculettati”, appunto solo il “Tricolore” della stagione in corso, perché si aggiudicano con merito la semifinale di Champions. Al sorteggio quando al Napoli fù abbinato il Milan, in molti tra i tifosi e non solo dei partenopei, si lasciarono scappare un sorriso. In quel periodo i meneghini avevano grossi problemi di gioco, risultati e convinzione, mentre i partenopei volavano a suon di reti e vittorie in ogni dove. Il Milan scende ora al Maradona con il vantaggio del 1 a 0 conseguito nell’andata a San Siro. Una vera bolgia attende il “Diavolo” ma Pioli ha blindato mentalmente i suoi. Il 4-3-3 dei padroni di casa parte fortissimo, spinto dal proprio pubblico e forte del ritorno del proprio centravanti Osimhen, anche se non poteva disporre del forte difensore centrale Kim e del centrocampista espulso all’andata. Tuttavia nei primi 15’ minuti di forcing impetuoso del Napoli il 4-2-3-1 eretto da Pioli è di puro acciaio. Pressato sino a quasi al limite della propria area dinanzi a Maignan, il Milan si compatta in un 4-5-1 perfetto che impedisce ogni possibile conclusione avversaria. Di fatto la collezione di angoli produrrà unicamente un paio di tiri fiacchi fuori dallo specchio. Appena gli azzurri abbassano il ritmo, i rossoneri hanno la possibilità di potersi distendere. Al 20’ ecco che al primo affondo, in tre passaggi il Milan entra in area e Leao viene maldestramente abbattuto, anche se dopo aver scaricato la sfera a destra verso Diaz. Rigore ma Giroud viene ipnotizzato da Meret. Momento decisivo che potrebbe compromettere la partita, ma gli ospiti non si perdono d’animo dopo l’occasione sciupata. I ragazzi di Spalletti conducono la gara, tengono palla e campo ma non riescono a sfondare da nessuna parte. Fanno solo il gioco dei milanesi, che infatti in un altro rovesciamento di fronte vedono Giroud andare vicino alla rete, ma Meret di piede gliela nega. Giro palla continuo del Napoli, ma che al 42’ minuto, davanti all’area del Milan dà la svolta alla gara. Passaggio orizzontale intercettato e Leao parte come un treno dritto per dritto e supera in più di metà campo tre napoletani. Giunto in area quasi sul fondo non tira verso Meret, ma appoggia a centro area dove Giroud indisturbato porta avanti i suoi. Il Maradona è ammutolito. Kvaratskhelia, il più attivo tra i suoi nella prima frazione, anche se fumoso, nella ripresa con due magie giunge davanti a Maignan per due volte, ma difetta in mira e di poco non inquadra la porta. La pressione si alza da parte dei padroni di casa. Forzatamente, dato che ora al Napoli occorrono almeno due reti per raggiungere i supplementari. Sono bravissimi tutti i calciatori di Pioli a gestire ogni zona del prato verde. Calabria vince quasi tutti i duelli con Kvara ma a metà tempo su un cross da destra rasoterra, Tomori è sfortunato quando la palla sbatte sul suo braccio dietro la schiena dopo essere entrato in scivolata. Rigore ma sul dischetto Kvara, non supera Maignan. Occasionissima persa dai padroni di casa per riaprire i giochi. In pieno recupero si riaccende la fiammella della speranza per i 60 mila sugli spalti. Su una conclusione ravvicinata prima Maignan respinge lateralmente, poi a poco più di 1’ minuto dal fischio finale Osimhen pareggia. Ma è troppo tardi, l’1 a 1 permette al Milan di passare, con pieno merito, il turno. Tra le due partite è stato più tosto, deciso e concreto del Napoli. E’ vero che ci sarebbe stato un rigore precedente per il Napoli, ma la storia della gara non sarebbe cambiata a nostro parere. Una milanese è in semifinale. Si attendono i cugini questa sera.

 

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A: Bologna vs Milan 1-1. Altro pareggio, in mezzo ai quarti di Champions

( aprile 2023 )


Che avesse ragione sotto un certo punto di vista Sarri, non lo discutiamo. Troppi incontri ravvicinati e importanti distolgono energie fisiche e mentali. Di fatto la Lazio ha iniziato a volare in Campionato da quando è uscita dall’Europa. Pioli ha un ritorno di Champions contro il Napoli da disputare settimana prossima allora adotta un ampio, se non addirittura totale , turnover. Solo Maignan è il titolare, e forse Saelemaekers. Nel 4-2-3-1 rossonero rivedono spazio dal fischio d’inizio, calciatori che hanno avuto pochissimo spazio in questa stagione. La linea a quattro difensiva prevede Florenzi e Touré sugli esterni e Kalulu e Thiaw centrali. In mediana riposo agli stacanovisti Tonali e Bennacer ed ecco la cerniera inedita Pobega e Vranckx. A supportare Origi da sinistra a destra Rebic, che è il capitano, De Ketelaere e Saelemaekers. Tanti cambi fanno sì che al primo affondo dopo neppure un minuto di gioco, i padroni di casa passano in vantaggio. Da sinistra a destra vincono i duelli e sulla palla rasoterra in centro area Sansone è il più lesto di tutti. Ospiti tramortiti che impiegano un buon quarto d’ora per alzare il numero di giri del motore. Le urla di mister Pioli dalla panchina spronano il pressing dei suoi e dal 20’ minuto in avanti i meneghini prendono il sopravvento sul campo e sul controllo della sfera. Skorupski è bravo su Rebic di testa e su Saelemaekers su punizione ma nulla può a 5’ minuti dal riposo quando Pobega, salito molto come tono nel mach, da limite dell’area fa partire un tiro di collo pieno che sbatte sulla faccia interna del palo alla destra del portiere. Si và dunque al riposo con un Milan che ha raddrizzato la partita. La ripresa vede un certo equilibrio iniziale. Gli emiliani non si fanno più schiacciare come nella seconda parte della prima frazione e cercano di tenere lontano il Milan e allo stesso tempo di colpirlo in contropiede. Ma a sua volta i meneghini hanno corsa e birra e Maignan non dovrà certo compiere miracoli sino al termine della sfida. Pioli in due step interviene mettendo non solo forze fresche ma anche i titolari che possono dare la svolta. Al 57’ minuto corsie esterne a Calabria e Messias, ma sopratutto a 20’ minuti dal novantesimo Pioli la vuole vincere dando spazio all’estro e l’imprevedibilità di Diaz e le accelerazioni di Leao. Gli ospiti creano i presupposti per passare almeno quattro volte e un tocco, forse di mano in area, manda su tutte le furia il gruppo milanista. Tra Skorupski e difensori, il Bologna regge e riesce a portarsi a casa un pareggio importante che lo tiene in alto e all’ottavo posto vicino all’Atalanta per sperare ancora all’Europa. Il Milan, in parte con la testa alla sfida di Champions, rischia di compromettere il cammino per entrarvi l’anno prossimo. La sfida di martedì contro il Napoli ci dirà se avrà avuto ragione Pioli.

 

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C.C.: Milan vs Napoli 1-0. Il Napoli costruisce, il Milan colpisce

( aprile 2023 )


Eccoci allo scontro tutto italiano che conta di più per Spalletti e Pioli. Dieci giorni fa al Maradona, il “Diavolo” si impose nettamente calando quattro assi e ammutolendo le certezze dei probabilissimi nuovi Campioni d’Italia. L’assenza del forte centravanti “Mascherato” tra le file degli azzurri, sicuramente si fece sentire, ma più di tutto fu l’approccio differente in campo delle due squadre che sentenziò un 4 a 0 senza appello. Ma con uno Scudetto più che in tasca, i partenopei avevano già la testa, al netto delle smentite, a questa sfida con il Milan. Pioli parte con il più collaudato degli assetti. Niente difesa a tre ma una bella blindatura a quattro con Kjaer ad affiancare Tomori come centrale e Calabria e Hernandez terzini. Tonali e Bennacer in mediana e a supportare Giroud davanti, da sinistra a destra Leao, Krunic e Diaz. Che il Napoli sarebbe stato differente rispetto a quello di Campionato tutti se lo aspettavano, ma il primo quarto d’ora il “Diavolo” è parso essere avvolto tra le fiamme dell’Inferno. Almeno tre palle goal nitide create dagli ospiti e sventate per un soffio tra difensori e portiere e la poca precisione. Tomori è parso quasi imbarazzante nella fase iniziale, ma tutto il Milan sembrava non essere neppure sceso in campo. Più che demeriti al Milan bisogna fare i complimenti al Napoli il cui unico limite è stato quello di abbassare pressione e ritmi dopo i primi 15’ minuti. Una volta superata la bufera i padroni di casa hanno incominciato a respirare. Il Napoli ha continuato a mantenere la palla e l’iniziativa, ma senza più spaventare i settantamila di San Siro. Così anche il pressing del Milan è riuscito a bloccare la manovra di qualità azzurra per poi ripartire come al 24’ minuto, quando Leao da solo, in mediana vince un rimpallo e parte dritto come un treno superando in mezzo due avversari e una volta giunto in area sulla sinistra davanti a Meret il suo diagonale termina di un nulla fuori sul palo lontano. La gara è equilibrata e oramai i meneghini hanno preso le misure e fanno girare a vuoto il Napoli, costringendolo a sbagliare come al 40’ minuto. I rossoneri intercettano la sfera davanti la propria area e partono veloce con un Diaz che sulla propria trequarti lascia sul posto due napoletani e avvia il contropiede. Giunti dall’altra parte apre a destra per Leao che rigira centralmente per Diaz che a sua volta vede a sinistra l’inserimento di Bennacer che di prima batte sul primo palo dove Meret giunge con il piede ma solo per deviare la traiettoria del pallone in rete. Ospiti in bambola e rischiano due volte nel recupero prima del riposo, ma ringraziano la traversa su colpo di testa di Kjaer dopo un corner. Nella ripresa il Napoli ci prova ma è nervoso e quando sembra che il pareggio possa arrivare un superlativo Maignan chiude la porta. Sono almeno tre gli interventi da grande portiere. Anguissà oltretutto in 5’ minuti dal 70’ al 75’ minuto per due falli, il secondo discutibile, su Hernandez fa terminare la gara ai suoi compagni in dieci e anche Kim per proteste e conseguente cartellino giallo salterà il ritorno. Dopo la paura iniziale il Milan si è ritrovato, compattato e ha colpito. 1 a 0 che vale tanto per il ritorno, ma un Napoli con un Osimhen in più potrebbe concretizzare le occasioni costruite. Ancora tutto aperto, sicuramente il “Diavolo” sarà accolto da una bolgia infernale.

 

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A: Milan vs Empoli 0-0. Testa alla Champions e Empoli in stile fortino blocca sul pari.

( aprile 2023 )


Dopo il poker di forza calato a Napoli nella scorsa Giornata nell’antipasto del doppio confronto di Champions proprio contro i partenopei, il Milan torna a giocare in Serie A al Meazza. Spazio a Origi davanti e riposo anche a Leao sostituito da Rebic. Allo stesso modo minuti di panchina rigenerativi anche per il 10 spagnolo il cui posto è preso da Pobega. Cambi necessari per far rifiatare i calciatori più importanti è che hanno dato tanto sino a questo punto della stagione. L’Empoli, forte dell’importante successo contro il Lecce che ha conferito una bella spinta in chiave salvezza, scende a San Siro con la tranquillità di chi non è all’acqua alla gola e con il 4-4-2 molto serrato si pone a protezione del proprio portiere. Perisan dovrà rispondere bene prima del quarto d’ora sulla conclusione ravvicinata di Rebic e sul proseguo dell’azione a sinistra sul bolide di Hernandez. Ma è Rebic che ha sulla coscienza una rete sbagliata perchè con lo specchio aperto spara dritto addosso proprio a Perisan. Origi non ne azzecca una e per tutto il primo tempo i sostituti non si dimostrano all’altezza dei titolari che siedono in panchina. Così si và al riposo con il risultato di 0 a 0. I toscani si sono difesi con ordine senza interessarsi più di tanto della fase offensiva e ciò è bastato per contenere i fraseggi d’attacco milanisti, un po' troppo lenti e prevedibili. Nella ripresa i meneghini aumentano la pressione e anche la velocità delle giocate. L’Empoli serra maggiormente le file per reggere all’urto del “Diavolo”. Dopo un’ora di gioco Pioli mette mano alla squadra e mette dentro i calibri pesanti e i rossoneri chiudono nella trequarti i toscani. Cross e tiri procurano quasi due rigori. Diaz mette scompiglio nelle maglie difensive empolesi e chiama alla grande parata Perisan. Giroud in 20’ minuti sfiora la rete ma difensori e portiere si rifugiano in angolo. Ad una manciata di secondi dal novantesimo lo stesso attaccante francese và anche a segno ma l’urlo di gioia dello stadio viene fatto strozzare dalla Var che evidenzia il tocco di braccio di Giroud nella battuta a rete. Anche Florenzi và a colpire il palo sul suo diagonale. Nonostante l’assalto finale il muro dell’Empoli regge e così con lo 0 a 0 il Milan sciupa un’occasione per blindare il posto Champions. Le romane, e la Dea possono farsi ancor più pericolose per i tre posti rimanenti. Tuttavia è comprensibile che la testa sia rivolta verso i quarti di coppa contro la capolista.

 

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A: Napoli vs Milan 0-4. Poker da Champions, per la Champions

( aprile 2023 )


Quando ci furono i sorteggi dei quarti di Champions, quanti milanisti si son messi le mani nei capelli quando hanno visto i partenopei come avversari? La macchina da goal perfetta costruita da Spalletti, che ha già quasi vinto il titolo nazionale prima di Pasqua e ha incantato anche in Europa, mettendo sotto club come il Liverpool, faceva parecchio paura. Ebbene l’antipasto dei quarti della “Coppa dalle Grandi Orecchie” è questa sfida di Campionato. I Campioni d’Italia in carica sanno che gli azzurri campani saranno i prossimi “scudettati”, solo la matematica non li ha già incoronati. Ma vista anche la caduta dei cugini di città, c’è un posto per la prossima Champions da aggiudicarsi e tra Juventus, Inter, le romane e la “Dea”, sono sei squadre per soli tre posti rimanenti. Il Napoli privo della sua stella avanzata rispolvera da titolare Simeone, mica tanto un ripiego. Pioli invece dalle Nazionali si trova privo di Kalulu ma è ben coperto da Kjaer. Così i meneghini tornano in un ben conosciuto e collaudato 4-2-3-1. Tutto come da programma, tranne la scelta di avere Krunic trequartista e Diaz spostato sulla corsia destra. Scelta così azzeccata da divenire la vera ammazza gara. I partenopei partono sciolti, ma senza troppa veemenza, mentre i milanesi mostrano chiaramente che sono ancora loro i Campioni in casa nostra. Corto, risoluto e determinato il “Diavolo” non concede nulla e si vede che c’è tanta birra e voglia nelle gambe come nella testa degli ospiti. Dopo uno squillo da parte di Simeone che non inquadra la porta inizia il monologo rossonero. La mediana rossonera tra Tonali e Bennacer, con l’aggiunta di Krunic recupera palle su palle e non fa passare uno spillo, mentre Leao e Diaz entrano negli spazi aperti della difesa azzurra, grazie anche al lavoro oscuro di Gioud. Così in meno di 10’ minuti dal 16’ il Milan si prende il match. Diaz fugge come il miglior Figo sul binario destro e traccia un assist rasoterra per Leao che taglia centralmente e con un delizioso scavetto supera Meret. I rossoneri capiscono che possono fare male e non mollano la presa e con una bella azione avvolgente, porta al 25’ Bennacer a crossare da sinistra in mezzo all’area. Il funambolico 10 spagnolo alla corte di Pioli, stoppa in area piccola, mette a sedere il suo marcatore e grazie anche ad una piccola deviazione sigla il raddoppio. I padroni di casa sembrano svegliarsi e provano a riaprire la gara ma Maignan risponde presente su un paio di conclusioni. Si nota in area la mancanza di Osimhen e Simeone e compagni non coprono l’area d’attacco come il capocannoniere della Serie A. Così gli ospiti tornano dal riposo con il vantaggio di due reti, ma invece di speculare su quanto già raccolto, continuano a cercare di segnare. Una bella ripartenza già dopo una manciata di minuti porta Giroud a sfiorare la rete. Al 59’ minuto Tonali, recupera l’ennesimo pallone in mezzo al campo e apre d’esterno per Leao sulla sua fascia sinistra che brucia come una locomotiva e scatena un missile che passa sopra la testa di Meret piegato in due. Partita ufficialmente chiusa , ma Saelemaekers, 8’ minuto dopo si mette la maglietta di Maradona e in mezzo a cinque difensori supera con un tunnel Meret. Il belga quasi si ripete prima del novantesimo. Probabilmente il Napoli era già proiettato nella doppia sfida di Coppa, con uno Scudetto in tasca, ma questo Milan ha tolto molte certezze a Spalletti e non solo. Peccato per Pioli e soci che sia arrivato questo poker quando mancano appena dieci Giornate alla fine. Ma ci sarà un quarto di Champions aperto ad ogni pronostico, ora.

 

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A: Udinese vs Milan 3-1. Febbre da Champions? Crollo del “Diavolo” a Udine

( marzo 2023 )


Quando non te lo aspetti arriva più forte e doloroso il colpo del k.o. Dopo i sorteggi della Champions, competizione nella quale i rossoneri hanno sempre dato il massimo e fatto vedere ottime cose a prescindere dall’avversario dinanzi, c’è la delicata trasferta in Friuli. Ma il posto per rigiocare la Champions la prossima stagione lo devi conquistare. Perso virtualmente oramai lo Scudetto, o vinci contro il Napoli ai quarti e poi semifinali e finale di Champions, oppure devi chiudere il Campionato tra il secondo e il quarto posto. Pioli ha parlato bene alla squadra e vuole il massimo impegno. Quello non certo profuso nelle ultime due uscite, al Meazza contro la Salernitana e a Firenze, che hanno prodotto solamente un punticino contro i campani. Indisponibili Giroud e Hernandez, si rivede da titolare e anche da capitano il totem svedese. Ballo-Tourè si occuperà della fascia sinistra. A prescindere dagli uomini sin dal fischio iniziale è palpabile un atteggiamento non certo feroce da parte dei rossoneri. Al contrario il 3-5-2 friulano è alquanto aggressivo e a ritmi sostenuti. Il 3-4-2-1 milanista è scollato e piuttosto statico. Tutti i giocatori attendono la palla sul piede. Manca energia e voglia di giungere prima e cattivi sulla sfera, quello che ha poi portato il “Diavolo” a vincere lo Scudetto l’anno scorso. Questo approccio costa caro al 9’ minuto, quando un passaggio lento dalle retrovie sulla corsia sinistra viene intercettato da Samardzic che anticipa un Tomori che oltre ad essere lentissimo legge male dall’inizio l’azione. Il centrocampista friulano si invola in area, imbambola Tomori che lo ha seguito e quando sta per tirare, sopraggiunge nella mischia Pereyra che tira all’improvviso in modo sporco che spiazza un Maignan fermo sui blocchi di partenza. Gli ospiti provano a scrollarsi questo torpore di dosso, ma faticano. Sembra che corrano con la zavorra, mentre i padroni di casa vincono sempre i duelli fisici nell’uno contro uno. Ibrahimovic ci prova su punizione ma il tiro và alto. Gli unici propositivi sono Diaz e Leao che tentano con accelerazioni e scambi ad accendere il Milan, ma sembra che predichino nel deserto. Il portoghese con un tiro a giro impegna Silvestri in angolo e ad una manciata di minuti dal 45’ un suo palleggio in area trova il braccio largo di un avversario. La Var mostra chiaramente il fallo da rigore. Sul dischetto Ibrahimovic prima sbaglia, facendosi parare la conclusione da Silvestri, ma la Var, aiuta nuovamente i meneghini. Un giocatore dell’Udinese entra in area primo del dovuto e successione è parte attiva dell’azione quindi si ribatte il penalty. Al secondo tentativo lo svedese spara un bolide centrale di cattiveria per l’1 a 1. Che dura neppure 100 secondi. L’Udinese arrabbiata prima del riposo che sta per giungere insiste in un azione corale. Da sinistra la palla giunge in centro e Beto fa lo Giroud, tiene a distanza Thiaw che lo marca con troppa sufficienza e beffa Maignan, ancora immobile. Nella ripresa ti aspetti il Milan cattivo e voglioso di ribaltare la gara. Di fatto i ragazzi di Pioli ci provano ma manca la benzina. Più che nelle gambe, nella testa. Così i padroni di casa hanno gioco facile a gestire gli ospiti. Pioli con l’inserimento di Rebic e Krunic ritorna al 4-2-3-1, ma nulla cambia, anzi, giunge il 3 a 1 friulano. Thiaw perde palla a sinistra e non recupera, palla al centro e un tiro cross a uscire sulla destra trova l’inserimento indisturbato di Ehizibue, con Maignan che non può far nulla. Gli altri cambi del Milan non porteranno nessun assalto e l’Udinese torna a vincere esattamente dopo 6 mesi in casa, dopo aver liquidato i cugini milanesi con il medesimo risultato. Brutto Milan, che così non può far certo paura a Spalletti ai quarti, ma pure rischia il quarto posto in Italia.

 

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A: Milan vs Salernitana 1-1. Occasione persa per i punti Champions

( marzo 2023 )


Con lo Scudetto oramai virtualmente scucito dalle magliette, il Milan ha due obiettivi importantissimi. Passato con pieno merito l’ottavo di finale di Champions contro la squadra di Antonio Conte, ha le carte in regola per fare ancora della strada nella prestigiosa e ricca competizione continentale. Allo stesso tempo il “Diavolo” deve anche non perdere di vista le sfide in casa propria. Fondamentale per l’immagine del club e anche per le casse è entrare nei primi quattro posti per assicurarsi la partecipazione alla prossima “Coppa dalle Grandi Orecchie”. Pioli e soci hanno il grande vantaggio di chiudere la Giornata e sapere dei risultati delle sfidanti per i tre posti rimanenti. Dopo i passi falsi delle romane e delle due nerazzurre lombarde, i rossoneri in casa contro i campani guidati da Paulo Sousa, hanno la grande possibilità di agganciare i cugini al terzo posto ( secondo nel caso di penalità alla Juventus ). Senza imminenti impegni extra nazionali, Pioli non deve fare calcoli di gestione forze e schiera il meglio di ciò che ha a disposizione. Assimilato il nuovo schema 3-4-2-1, davanti a Maignan, Thiaw è divenuto inamovibile perno centrale, con Tomori traslocato a sinistra e Kalulu confermato a destra. Fasce a Hernandez e Saelemaekers, con mediana costituita dalla coppia Krunic e Bennacer. A supportare l’unica punta Giroud, ci sono gli scatti di Leao e la tecnica e rapidità di Diaz. La Salernitana si schiera a specchio, e mostra subito un atteggiamento compatto e aggressivo su tutto il rettangolo di gioco. I padroni di casa mantengono il controllo della sfida, il possesso palla e spingono ma faticano a trovare lo specchio. Spettacolare poco prima della mezz’ora la rovesciata di Giroud, non nuovo a certe acrobazie. Ma la palla sorvola la traversa. Poco prima era stato Leao a fare venire i brividi alla retroguardia avversaria. Sfidanti che non stanno certo a guardare. Su un retro passaggio di Bennacer troppo corto, è la difesa rossonera ad andare in difficoltà. Altro errore di copertura dei difensori e Maignan è prodigioso come il miglior Franco Baresi a stoppare davanti all’area l’attaccante campano. In pieno recupero, lascia la firma Giroud che su corner, prende giusto lo spazio dal suo marcatore e gira di testa per il vantaggio dei meneghini. Ripresa che il Milan gestisce senza difficoltà cercando senza sforzo il raddoppio, ma la Salernitana, in modo sornione è pronta ad approfittare di ogni sbavatura milanista. Cosa che avviene dopo circa un quarto d’ora della ripresa. Scala male la linea difensiva milanese e sul traversone basso dalla sinistra, Dia è completamente da solo davanti a Maignan e non può sbagliare. Pioli interviene immediatamente e usa i calibri pesanti Origi e Ibra oltre al belga. Per due volte Ochoa deve tirare letteralmente fuori dalla porta la palla. In mezzo la Var annulla un rigore concesso precedentemente dall’arbitro per presunto fallo in area su Bennacer. Al 98’ minuto giunge il fischio finale e due punti persi. Il cammino è ancora lungo, ma come per gli altri gli errori potrebbero costare caro al termine del Campionato.

 

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C.C.: Tottenham vs Milan 0-0. Un diavolo tra le migliori 8 d’Europa

( marzo 2023 )


Il Milan pareggia contro il Tottenham 0-0 nel ritorno degli ottavi di Champions League e grazie alla vittoria nell’andata per 1-0, si porta a casa meritatamente dopo 11 anni la qualificazione ai quarti di finale. Il Milan nonostante il vantaggio dell’andata sembra più motivato e al 18’ ha la sua prima clamorosa occasione con Messias, che con uno schema da calcio di punizione si trova tutto solo in area e calcia purtroppo di destro in diagonale ma la palla va fuori. La partita prosegue senza grosse occasioni. Il Milan è meglio messo in campo, è attento e bene ordinato nella manovre che le permette di macinare gioco mentre il Tottenham riesce a sfondare il muro rossonero solo al 35’ con un inserimento centrale, palla a Kane in area, tiro e deviazione di Thiaw con grande riflesso di Maignan che dice no col piede. Finisce il primo tempo con un ottimo Milan che controlla e con i padroni di casa che sembrano non avere idee. Il secondo tempo vede ancora il Milan più propositivo. Al 51’ tripla occasione rossonera: Brahim Diaz in area vince un rimpallo e calcia, ma Forster copre e respinge. Poi palla a Theo Hernandez che calcia sul muro, quindi a Rafael Leao che tira largo. Al 64’ timido accenno degli Spurs con tiro di Hojbjerg sul primo palo, Maignan alza le mani e devia in angolo. Al 67’ scambio tra Rafael Leao e Theo Hernandez, palla dentro per Brahim Diaz che non tira subito: palla che arriva a Giroud che cerca la girata sul primo palo, ma Forster la fa sua. Al 77’ si complica ulteriormente la partita del Tottenham che si ritrova in 10 per l’espulsione di Romero. All’87’ ancora il Milan con una botta dalla distanza di Bennacer ma il portiere para a terra. Brivido nel finale per il Milan al 94’ con Maignan che salva tutto con una parata fantastica su colpo di testa su punizione che permette ripartire in contropiede ma Origi stampa la palla sul palo. Finisce la partita e i rossoneri volano ai quarti. Il Milan ha meritato di andare avanti a discapito di un Tottenham in crisi anche questa sera. Ottima partita della difesa milanista che ha chiuso bene e ottimo il supporto del centrocampo nel creare manovre e l’attacco si è anche sacrificato nel coprire. Nel complesso, rispetto ad altre partite è emerso un atteggiamento di sacrificio e di voglia di vincere cosa che, nonostante lo scudetto sia sfumato, dovrebbero utilizzare anche in campionato per stare nelle prime posizioni e per giocare il prossimo anno ancora la Champions. Il prossimo impegno in campionato del Milan sarà contro la Salernitana, squadra piccola ma tosta e servirà la grinta e la convinzione di questa sera per portare a casa i tre punti.

 

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A: Fiorentina vs Milan 2-1. Milan non all’inglese, con la testa agli inglesi

( marzo 2023 )


Per quanto ne dica mister Pioli, non è facile far staccare dalla testa dei propri calciatori, l’importantissimo impegno di Champions successivo ad un match che non potrà più regalare uno Scudetto, con ogni probabilità. Confermata la difesa a 3 con stranamente Thiaw centrale e Tomori spostato a sinistra. Nel 3-4-2-1, gli esterni sono Messias e Hernandez mentre la mediana è nuovamente quella titolare con la coppia Tonali e Bennacer. A supporto della punta avanzata francese non essendo disponibili Diaz per infortunio e Leao per squalifica, Pioli schiera dal primo minuto Rebic e De Ketelaere. Tuttavia, pare sin dalle prime battute iniziali un Milan diverso. Più compassato, meno rabbioso e desideroso di bruciare la benzina per raggiungere la vittoria. Così dopo una decina di minuti di tranquillità, il 4-3-3 di Italiano prende il sopravvento. La supremazia a centrocampo è viola e rimarrà tale per almeno tutta la prima frazione. Gli attacchi toscani arrivano troppo facilmente sulla trequarti meneghina e Maignan almeno tre volte deve mettere i guantoni su tiri dal limite piuttosto insidiosi. Miracoloso il doppio salvataggio su azione insistita viola che porta l’ex Bonaventura a calciare un diagonale sporco nell’area piccola. Prima Maignan devia la palla di piede, ma quando la sfera sembra possa entrare in porta, quasi sulla linea in scivolata disperata Tomori salva e Tonali si rifugia in angolo. I pericoli rossoneri portati dalle parti di Terraciano nel primo tempo si riassumono su un tiro al volo da sinistra di Giroud su bel traversone dalla destra di Messias. Troppo poco per guadagnarsi il vantaggio, cosa che meriterebbero i padroni di casa. Cosa che avviene subito in avvio di secondo tempo. Sono trascorsi appena due giri di orologio quando Ikonè scappa sulla destra a Tomori e giunto in area lo stesso Tomori frana da tergo addosso al numero 11 viola. Dal dischetto Gonzalez spiazza Maignan. Vantaggio meritato, ma a questo punto per una decina di minuti abbondante si vede un buon Milan che reagisce e confeziona un paio di occasioni per pareggiare. Su calcio d’angolo Giroud spizza la palla di testa ma Terraciano è bravo a respingere. Successivamente un lancio lunghissimo dalle retrovie trova e premia l’inserimento senza palla energico del capitano rossonero che a tu per tu con il portiere gli spara addosso. La partita è aperta perché la Fiorentina cerca anche il raddoppio impegnando ancora Maignan. I cambi al 66’ minuto apportati da Pioli invece di produrre un aumento della spinta, ne diminuiscono al contrario l’intensità. Bakayoko, Origi e Ibra non hanno il passo, al momento, per dare battaglia. Così i toscani escono persino alla distanza e i una ripartenza ben disegnata raddoppiano. Inutile in pieno recupero il goal di Theo Hernandez che scaraventa di rabbia un bolide sotto l’incrocio. Una prestazione inaspettata da parte del Milan. Certo la Fiorentina ha disputato una bella gara, ma i rossoneri non sono stati gli stessi per grinta, determinazione e concentrazione visti al Meazza contro la “Dea”. Se la testa era già in Inghilterra, speriamo di rivedere il vero Milan.

 

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A: Milan vs Atalanta 2-0. Altra vittoria convincente e senza subire goal

( febbraio 2023 )


Il Milan chiudeva alla prima sfida di febbraio un gennaio nerissimo. Da candidata a lottare sino al termine con il Napoli per lo Scudetto, al derby di campionato perso e male sembrava oramai tutto irrecuperabile. Sulle gambe tutti, mancanza di di idee, di grinta e determinazione, difesa da colabrodo. Pioli dal dopo derby ha messo mano alla sua creatura sia in termini mentali che tattici. La difesa a tre e una ritrovata compattezza e aggressività ha portato solo successi, compreso quello in Coppa contro gli inglesi guidati da Antonio Conte. Maignan dopo oltre quattro mesi torna titolare tra i pali. Ma questa sera ogni portiere avrebbe fatto una bella figura. Basti pensare che i bergamaschi nella prima frazione non andranno mai al tiro una volta neppure lontano dallo specchio. I padroni di casa sono subito cattivi e non lasciano spazio al 4-3-3 nerazzurro. Giroud in una mezza volè di prima sfiora l’incrocio già dopo soli 6’ minuti. Gli ospiti non riusciranno mai a ripartire tanta è la tenacia rossonera in mezzo al campo. Tonali e Krunic dominano in mediana. Leao e Diaz accorciano in chiusura ma sono sempre vicini anche alla propria punta francese. Hernandez, con questo nuovo schieramento non è frenato come prima dai compiti assidui in fase difensiva e si vede bene quanto questo sia positivo al vantaggio milanista. Cross verso la boa avanzata. Giroud appoggia perfettamente dietro per Hernandez che di sinistro colpisce fortissimo di collo pieno. Il tiro sbatte a metà altezza sul palo e tornando indietro sbatte sulla schiena del portiere per il più beffardo degli autogoal. Vantaggio comunque meritato che potrebbe anche essere già più ampio prima del riposo se un paio di contropiedi fossero stati gestiti meglio. Si inizia il secondo tempo ed il Milan non si accontenta. L’Atalanta ci prova ad avvicinarsi dalle parti di Maignan, ma c’è un vero muro a centrocampo. Quantità ma anche tanta qualità. I rossoneri non solo sono bravissimi a distruggere ogni iniziativa avversaria sul nascere, ma ogni palla presa cerca di sfruttarla per verticalizzare rapidamente e poter rimpinguare i propri goal all’attivo. Solo al minuto 86’ i padroni di casa riusciranno a chiudere questa sfida. Ma prima almeno quattro volte tra Giroud, Leao e Messias i rossoneri sono andati vicinissimi alla rete. Imprecisione, troppa adrenalina e poca freddezza, hanno mantenuto in partita i bergamschi. Dicevamo però che a 4’ minuti dal novantesimo un assist veloce e centrale di Leao premia l’inserimento senza palla di Messias che con un delizioso piccolo pallonetto supera Musso in uscita bassa. Oltre al 2 a 0 c’è da festeggiare anche il rientro in campo da maggio della scorsa stagione del totem svedese. Gran bella partita disputata dal Milan. Dominante su un’Atalanta che non ha mai avuto la possibilità di giocarsela. Questo è un bel Milan che agguanta al secondo posto i cugini. Peccato aver smarrito la via e con un Napoli così in fuga a ben 18 punti di vantaggio non potersela più giocare per difendere lo Scudetto sulla maglietta.

 

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A: Monza vs Milan 0-1. Grinta e fame da Campioni d’Italia vincono in Brianza

( febbraio 2023 )


Che fosse un Milan diverso da quello mostrato dalla Befana, si era già visto in Campionato contro il Torino, ma soprattutto nella sfida di Champions contro gli inglesi guidati da Conte. Ebbene le due gare, terminate con il successo rossonero, entrambe per 1 a 0, quindi anche senza subire reti, sono state un buon viatico per questa trasferta delicata e importante. Una sorte di derby per mille motivi. Senza dubbio la vicinanza tra San Siro e Monza, ma specialmente per la storia della presidenza e dirigenza dei padroni di casa che hanno fatto la storia del “Diavolo”. Palladino ha trasformato i suoi e basti dire che lanciati verso l’ottavo posto, sono l’unica squadra imbattuta in questo 2023. Hanno trovato equilibrio, ma anche aggressività nel loro 3-4-3. Pioli si affida al nuovo look tattico. Difesa a 3 con Thiaw a sinistra titolare. Krunic e Tonali in mediana, mentre Messias e Hernandez in fascia. Diaz e Leao a supportare dietro o ai lati la punta che non è Giroud, ma Origi. Ma sono i brianzoli nei primissimi minuti a spaventare i Campioni d’Italia e Tatarusanu si deve rifugiare due volte in calcio d’angolo. Pian pian i meneghini prendono le misure all’avversario, ma anche al proprio nuovo schieramento. Alzano i giri del motore ma anche il proprio baricentro. I brianzoli dopo i primi 5-10 minuti arrembanti, perdono spinta e rischiano sulle azioni rossonere. Tonali è dominante a centrocampo, ma sono notevoli pure le galoppate e di qualità di Messias. Il brasiliano ex Crotone, alla mezz’ora certifica la sua partita di sostanza con un tiro forte e imprendibile per Di Gregorio, che ci arriva anche, ma in ritardo. Il Milan controlla e non subisce il ritorno dell’avversario. La ripresa è ancora più bella e accesa. I ragazzi di Palladino non ci stanno e vogliono non uscire sconfitti. Da una parte o dall’altra sembra che prima o poi si possa segnare. Hernandez prima e De Keteleare e Saelemaekers poi si divorano due grandissimi contropiedi. In mezzo anche un palo e altre occasioni potenziali monzesi. Le sostituzioni di Palladino e Pioli sono orientate entrambe a cercare uno la rete del pareggio e l’altro il raddoppio per chiudere il match. Ebbene nonostante l’assalto finale del Monza, nulla muterà. I Campioni d’Italia, con una prova convincente, per gioco, corsa e determinazione si rilanciano e ora sono secondi, temporaneamente agguantando a 44 punti sia Juventus che i cugini.

 

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A: Milan vs Tottenham 1-0. Il miglior Milan del 2023 mette un piede ai quarti di Champions

( febbraio 2023 )


Dopo il brodino preso in campionato contro il Torino, il Milan negli ottavi di finale di Champions contro il Tottenham, vincendo 1-0, si mangia una bella fetta di torta che porta ai quarti e si porta a casa un pass importante per giocarsela al meglio nel ritorno a Londra. La partita inizia subito con il Milan che parte bene e la voglia di fare premia subito gli uomini di Pioli con la rete di Diaz già al 7’ minuto. Su lancio dalle retrovie, Theo Hernandez è bravo a leggere il passaggio, sovrasta fisicamente Romero, palla deviata in mezzo su Forster che si oppone, ma Diaz impatta e il portiere del Tottenham fa un miracolo ma non basta perché lo spagnolo si tuffa rapace dentro la porta segnando il vantaggio per i rossoneri. Durante tutto il primo tempo il Milan tiene bene il campo nonostante gli avversari cerchino di alzare i giri del motore ma senza risultati. Gli inglesi ci provano anche con tiri da fuori ma il portiere rossonero è attento. Sul finire del primo tempo unico brivido per i rossoneri. Bella parata di Tatarusanu su destro di Son, ma è fuorigioco. Sulla respinta Kulusevski aveva colpito la traversa. Finisce il primo tempo con il vantaggio meritato dei rossoneri. Nelle ripresa il Milan si posiziona bene in campo e lo copre e il Tottenham non riesce a rendersi pericoloso. Anzi è il Milan a sfiorare il raddoppio con due colpi di testa nel giro di pochi secondi: al 78’ con il subentrato De Ketelaere che liberato da uno splendido Giroud, manda a lato di poco e al 79’ tocca a Thiaw, ma il colpo di testa del tedesco finisce fuori di pochissimo da ottima posizione. La partita si conclude con la vittoria dei rossoneri. Peccato non aver raddoppiato perché questa sera la squadra di Conte non è praticamente scesa in campo e un’occasione del genere non capita sempre. Il Milan prosegue la sua guarigione di testa e fisico e questa vittoria porta più tranquillità e fiducia sia ai giocatori e che a mister Pioli. Ottima la prestazione di Thiaw che cresce ad ogni partita. A sprazzi si è rivisto il Leao dei tempi migliori con i suoi scatti da centometrista e anche Theo Hernandez sembra aver ritrovato le sue folate sulle fascia tanto importanti per il gioco del Milan. De Ketelaere inizia a far vedere che è un giovane di talento e Giroud dall’altra parte della medaglia come età sembra essere un giovane visto il sacrificio e l’aggressività che questa sera mostrava nel recuperare palloni a tutto campo, cosa non scontata per un “vecchietto” come lui. Il Milan si ributta nel campionato per prendersi un posto in Champions, contro il Monza, squadra che si sta comportando molto bene e sarà una partita difficile.

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A: Milan vs Torino 1-0. L’umiltà e la coesione dell’anno scorso riportano alla vittoria

( febbraio 2023 )


Era un mese fa inoltrato, esattamente la prima gara dell’anno, quando il Milan assaporò le gioie dei tre punti. Dopo in Campionato arrivarono due pareggi e ben tre sconfitte consecutive, pesantissime che praticamente stanno scucendo lo Scudetto dal petto dai ragazzi di Pioli. Senza dimenticare le brutte sconfitte in SuperCoppa Italiana per mano dei cugini, e l’eliminazione proprio qua a San Siro agli ottavi di Coppa Italia da parte del Torino. Granata che oggi riscendono al Meazza, in piena corsa posto Uefa, ricchi di certezze e condizione. Il contrario dei rossoneri, che dopo il non incoraggiante esperimento nel derby, Pioli, ripropone la difesa a 3. Questa volta però non è un 3-5-2, ma uno speculare, rispetto ai piemontesi, 3-4-2-1, con Saelemaekers e Hernandez sulle corsie esterne, due mediani e Leao e Diaz ad aiutare in mezzo al campo e a supportare l’unica punta Giroud. Ma più che il posizionamento tattico è la convinzione a fare la differenza e così si nota immediatamente un Milan più aggressivo, più voglioso di combattere in ogni zona del rettangolo verde. Dopo neppure 2 minuti infatti, Diaz, pennella a sinistra un assist per Theo che entrato defilato in area spara quasi in curva. Il Toro risponde e corre tanto, il suo pressing è alto e ben coordinato, ma i padroni di casa, non si nascondono, e con un velo di umiltà si mettono ad affrontare ogni duello come una provinciale. Probabilmente ricordandosi, che la scorsa Stagione, fu proprio questa sua qualità ha portargli lo Scudetto. Nella prima frazione il Torino gestisce meglio la palla e cerca di costruire qualcosa in più e quasi a pochi minuti dal termine una scivolata imprevista di Kjaer davanti a Tatarusanu porta il Torino avanti, ma nuovamente il numero uno rossonero sbroglia la situazione. La ripresa vede da senza indugio un Milan ancor più deciso a conquistare il match. La gara è apertissima ed è evidente che non terminerà con un tranquillo 0 a 0. I meneghini pressano con il collettivo altissimi e in un quarto d’ora costruiscono almeno un paio di occasioni nitidissime. Ci vuole però la qualità per vincere quando c’è equilibrio. A poco meno da mezz’ora dal termine, questa si chiama Hernandez con un perfetto cross da sinistra forte quanto arcuato e la testa di Giroud che salta in alto e con una torsione eccellente piazza la palla sul palo opposto dove neppure gli oltre due metri di Milinkovic-Savic possono giungere. Il Milan è avanti, ma continua a combattere e si mangia il raddoppio con Hernandez dopo un contropiede di squadra magistrale. Il Torino proverà da fuori a cercare il pareggio, ma il Milan c’è e si porta a casa meritatamente la vittoria. Oltre ai tre punti che servono come l’aria per un posto Champions, si è rivisto il Gruppo unito che lotta insieme. La miglior risposta a tutte le critiche uscite nelle ultime settimane.

 

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A: Milan vs Sassuolo 2-5. Sassuolo ancora barbaro invasore al Meazza

( gennaio 2023 )


Il Milan subisce un’altra battuta di arresto perdendo in casa contro il Sassuolo per 5-2. Il Milan parte subito bene e al 7’ si porta in vantaggio con Giroud ma viene annullato per un millimetrico fuorigioco. Il Sassuolo inizia a carburare e il Milan fatica a difendersi tanto che al 18’ i neroverdi vanno in vantaggio. Su tiro cross di Berardi, Defrel da due passi a porta vuota sigla il vantaggio. Il Milan subisce il colpo e il Sassuolo ne approfitta e al 21’ raddoppia con Frattesi che in diagonale mette sull’angolino destro battendo il portiere rossonero. Il Milan cerca di reagire e al 23’ accorcia le distanze con Giruod, che su cross di Calabria, mette di testa sotto l’incrocio dei pali battendo Consigli. Partita molto combattuta e al 29’ ancora il Sassuolo che fa tripletta su calcio d’angolo con un colpo di testa di Berardi. Il Milan si innervosisce e non riesce a rimontare lo svantaggio che potrebbe riaprire la partita. Riprende il secondo tempo e il Sassuolo si procura al primo minuto un rigore che gela ancora di più le velleità di rimonta dei rossoneri. Laurietè trasforma per 4-1. Al 54’ altro gol annullato per il Milan che su punizione di Tonali, insacca Rebic, ma Giruod è in fuorigioco, nonostante la palla fosse stata deviata da Obiang. Si accendono ancora di più gli animi e la partita diventa nervosa e il gioco ne risente. All’80’ arriva la cinquina del Sassuolo con Herinque che trafigge, su assist ancora una volta di Berardi, il portiere milanista. Il Milan limita i danni con Origi che un minuto più tardi mette la palla nel sette. Finisce con 5-2 per il Sassuolo e il Milan che porta a casa l’ennesima figura in pochi giorni dopo essere stato battuto per 4-0 anche dalla Lazio. Anche in questa partita, come in quelle precedenti contro Inter e Lazio, il Milan non ha saputo reagire non tanto fisicamente ma quanto mentalmente. Questo problema si vede sopratutto in difesa dove alcuni giocatori non sono in forma e a centrocampo dove non c’è compattezza con la linea difensiva. Di conseguenza la squadra subisce molto e il portiere rossonero non è tranquillo. Pertanto ogni volta che si affacciano gli avversari è un goal a sfavore dei rossoneri. A differenza di altre partite in questa con il Sassuolo, il Milan ha creato palle goal e si è visto atteggiamento migliore e non arrendevole. Il Milan ha le capacità di rialzarsi ma deve trovare uno schema più compatto tra i vari reparti, sacrificando anche giocatori che nella scorsa stagione hanno fatto bene e non si discutono ma che in questo momento non sono all’altezza, come ad esempio Calabria in difesa o Tonali a centrocampo. La prossima partita sarà il Derby contro l’Inter per giocarsi un posto in Champions, visto che il campionato ormai sembra quasi assegnato e vedremo se e come mister Pioli riuscirà a risollevare il Diavolo.

 

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A: Lazio vs Milan 4-0. Ancora più in discesa, poker subito e Scudetto scucito

( gennaio 2023 )


La speranza per il “Diavolo” che con il termine del Girone di Andata, specie dalla ripresa a gennaio, dopo la lunga pausa, che con le diciannove sfide di Ritorno, ritorni anche il Milan dell’anno scorso. Dopo l’uscita dalla Coppa Italia e la brutta sconfitta per mano dei cugini in SuperCoppa, con ben tre reti incassate, senza scordare i due pareggi con Roma e Lecce che hanno quasi il sapore della sconfitta, i rossoneri scendono all’Olimpico contro una Lazio motivata. Come contro i pugliesi e l’Inter, il Milan non parte cattivo e subisce rete già ad avvio gara, esattamente dopo 4’ minuti. Azione pulita in stile sarriano. Zaccagni dalla sinistra suggerisce a centro area un bel rasoterra tagliente. Due veli biancoazzurri mettono Milinkovic-Savic in posizione ideale per battere a rete a fil di palo dove Tatarusanu non può arrivare. Completamente assente il sistema difensivo rossonero. L’unica risposta del Milan è un bel tiro da fuori di Tonali, ma sono i padroni di casa a gestire palla e campo e di fatto al 38’ minuto chiudono già il match. Sulla destra offensiva laziale un bel taglio premia l’inserimento senza palla di Marusic che aggira Dest con troppa facilità e và al tiro molto defilato. La sfera passa sotto Tatarusanu, colpisce il palo opposto e tornando in campo impatta su Zaccagni che la spinge dentro. Nella ripresa ti attendi un Milan arrembante, ma nonostante le sostituzioni apportate da Pioli, manca energia ai Campioni d’Italia. Saelemaekers, Origi e De Ketelaere non muteranno quanto già visto con in campo Messias, Giroud e Diaz. Una buona occasione estemporanea a mezz’ora dal termine capita a Leao, ma è già bravo il portoghese a lanciarsi sulla palla scodellata dalla sinistra da Saelemaekers. 5’ minuti dopo la vetrina di questo Milan è l’azione che porta al rigore che Alberto non fallisce per il 3 a 0. Kjaer sbaglia dalle retrovie, il passaggio smarcante sulla fascia destra. Riparte subito la Lazio con una prateria apertissima. Tatarusana è troppo attaccato tra i pali non leggendo da subito i potenziali pericoli dell’azione. Sul rasoterra a centro area Kalulu entra male e in ritardo su Pedro, abbattendolo. Oramai scollati e senza forze per reagire, ne di testa e di muscoli, la Lazio controlla e senza sforzo arriva al 75’ a siglare il poker con un Calabria che si fa saltare sulla sua fascia come un debuttante e la sfera giunge a centro area con i centrali meneghini fermi come pilastri. Anderson non ha problemi a superare Tatarusanu. Il Milan più brutto dell’intera gestione Pioli, riesce a rendere ancora meno delle ultime già scarse uscite. Pancia piena? Crollo post Mondiale? Troppe voci di mercato? Tutto è possibile. Ma il Milan dell’anno scorso che ha vinto con merito lo Scudetto, non era in campo questa sera. Non c’è nulla del Gruppo coeso, mai domo e grintosissimo che abbiamo apprezzato, nonostante i giocatori siano gli stessi. C’è un Girone di Ritorno da giocare più la Champions. Pioli ha i mezzi per ridare fiducia, orgoglio e vita a questo Milan, ma lo Scudetto oramai a 12 punti dal Napoli è una chimera.

 

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A: Lecce vs Milan 2-2. Altro pari dal sapore di sconfitta e il Napoli scappa

( gennaio 2023 )


Non è ancora terminato il Girone d’Andata che pare già che i Campioni d’Italia in carica si stiano scucendo lo Scudetto dal petto da soli. I meriti della cavalcata degli undici di Spalletti sono indiscutibili, ma se gli avversari li aiutano questo è un altro discorso. Il post Mondiale sta evidentemente portando le proprie scorie. Dopo aver vinto la prima sfida e recuperato ben 3 punti sulla capolista, sfruttando la vittoria dei cugini contro il Napoli, il “Diavolo” ha buttato via l’impossibile. Dopo Inter-Napoli, il Milan aveva ridotto le distanze a soli 5 punti dalla vetta. In una ipotetica tabella di marcia, dopo altre due sfide il Milan oggi doveva trovarsi a sole 3 lunghezze, forte di due vittorie contro Roma e Lecce e approfittando di un pari del Napoli contro la Juventus. Invece, rispetto ad un calcolo teorico, dai -3 in una settimana il Milan si trova a ben -9 punti. Con in mezzo pure la sciagurata eliminazione in Coppa Italia, agli ottavi, per mano del Torino. Dopo il 2 a 2 casalingo contro la Roma, dove comunque un buonissimo Milan stava meritando per circa 86’ minuti di gioco, a Lecce, si è visto uno dei peggiori dell’era di Pioli, specie nel primo tempo. Se i rossoneri chiudono la prima frazione con un passivo di sole due reti devono ringraziare la buona sorte e l’imprecisione dei pugliesi. Due buone occasioni dei meneghini, piuttosto occasionali, contro ben cinque nitidissime dei padroni di casa. Svogliato, senza energie, distratto. Questo il Milan dei primi quarantacinque minuti. Kalulu lontano parente del giovane centrale degno del miglior Tomori. Tatarusanu che certamente non sta dando al reparto la medesima sicurezza di Maignan. Ma non è stato il singolo, ma il gruppo a mancare. Da Theo Hernandez e Leao che fanno il binario di sinistra più forte probabilmente d’Europa a rimanere statico e prevedibile. Giroud abbandonato solo e soletto davanti. Solo Diaz ha provato con un paio di guizzi a inventare qualcosa. Nel secondo tempo, il Milan, con qualche cambio apportato da Pioli, sia in termini di uomini che tattico, come Origi ad affiancare il francese davanti, ha raddrizzato la barca con due reti firmate da Leao e Calabria. Un buon approccio nella ripresa ha evitato la sconfitta, ma grazie anche all’evidente calo fisico dei leccesi, che avevano speso tanto, se non tutto nel primo tempo. La lotta per lo Scudetto diviene ora molto in salita, non tanto per il distacco, ma per gli evidenti problemi emersi in questo gennaio. E mercoledì vi è la Supercoppa Italiana contro i cugini. Altro impegno importante, in mezzo a mille altri. Vincere potrà essere un volano per riaccendersi. Perdere potrebbe essere l’inizio di un tracollo.

 

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C.I.: Milan vs Inter 0-1. Milan, un supplemento di fatica e delusione. Subito fuori dalla Coppa Italia

( gennaio 2023 )


Il Milan cade rovinosamente in casa contro il Torino per 1-0 dopo i tempi supplementari archiviando per questo anno la partecipazione in Coppa Italia. La partita inizia subito con ritmi discreti ma senza occasioni. Al 12’ occasione per i granata con Lukic ma Tatarusanu para. Le due squadre si affrontano con parecchio agonismo ed intensità ma ciò che traspare è che i rossoneri sono poco incisivi nella parte offensiva. Al 25’ tiro di Dest deviato da un avversario che innesca una palombella ma trova Milinkovic-Savic bravo a mettere il pallone sopra la traversa. Al 26’ sul corner di Tonali il belga De Ketelaere colpisce di testa ma trova il palo. Il Milan è aggressivo e pressa molto ma il Torino si difende bene anche se i rossoneri non riescono ad impensierire più di tanto i granata. Il primo tempo prosegue con tanto gioco in mezzo al campo ma nessuna occasione. Il secondo tempo inizia e al 48’ i granata si fanno subito sotto ma senza risultato. Al 49’ ci prova il Milan con una conclusione di sinistro di Pobega ma Milinkovic respinge e poi anticipa De Ketelaere. I rossoneri sembrano calati fisicamente e giustamente Pioli inizia i cambi mettendo alcuni giocatori freschi come Leao e Messias. Proprio quest’ultimo ci prova subito e sfiora il gol con una conclusione defilata di destro. Al 70’ gli uomini di Pioli si trovano in vantaggio numerico grazie all’espulsione di Djidji. Ma nonostante questo sembra che i padroni di casa non riescano a concretizzare questo vantaggio perché come per il primo tempo il Milan è bravo a creare molto gioco ma le manca la zampata finale per fare goal. Al 92’ Theo Hernandez si fa pericoloso da sinistra ma Milinkovic-Savic mette in corner che non si concretizza e decretando la fine della partita e il passaggio ai tempi supplementari. Il primo tempo supplementare inizia con una buona combinazione tra Giroud e Leao ma non viene sfruttata. Al 96’ Leao ci prova da lontano con il destro ma il portiere granata respinge. Al 99’ Dest ci riprova di destro, come aveva fatto Leao ma ancora Milinkovic-Savic respinge. Termina il primo tempo supplementare e inizia il secondo e al 114’ arriva la doccia fredda per i rossoneri con il goal del Torino. Su un ottimo contropiede granata, Adopo finalizza il perfetto passaggio di Seck per il vantaggio. Il Milan nei pochi minuti residui cerca di pareggiare almeno per andare ai rigori ma senza convinzione. Termina la partita con i rossoneri eliminati agli ottavi di Coppa Italia e con il Torino che passa ai quarti. Dopo il pareggio contro la Roma in campionato dove i rossoneri si sono “mangiati” la vittoria, anche questa sera si è visto un Milan con alcune difficoltà sia fisiche che mentali. Il Torino non ha fatto nulla per meritarsi la vittoria ma non ha rubato niente ai rossoneri. I Campioni d’Italia, quando calano fisicamente sopratutto in velocità e aggressività subiscono le poche occasioni che lasciano agli avversari e rischiano di perdere, come questa sera oppure di farsi raggiungere come con la Roma in campionato. A questo Milan che crea tanto gioco manca la freddezza di segnare e forse la tranquillità in difesa visto che seppur Tatarusanu sia un buon portiere non riesce ad infondere una sicurezza totale ai suoi compagni. Alcuni giocatori come Leao, Giroud e Hernandez stanno pagando la stanchezza del mondiale e la squadra ne risente, tanto che nonostante fossero in 10 gli avversari, sembrava che il Milan giocasse con degli uomini in meno. La prossima partita del Milan sarà contro il Lecce e vedremo se Pioli riuscirà con il mini-ritiro ad instillare in questi giorni un poco di fuoco “diavolesco” per far si che i giocatori sotto porta incendino con i loro goal la porta avversaria.

 

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A: Milan vs Roma 2-2. Il Milan s’Interizza e butta via una vittoria sul finale

( gennaio 2023 )


Magari nessuno se n’era accorto, ma già tre giorni fa a Salerno, forse qualche avvisaglia ci fù. Dilapidate occasioni su occasioni per segnare la definitiva terza rete del vantaggio, il Milan rischiò su di una svista di buttare alle ortiche una vittoria ampiamente guadagnata. La Salernitana riaprì la sfida nell’unica vera occasione che creò, ma i rossoneri tennero botta. A San Siro arriva una temibile Roma che già fece lo scherzetto prima di Natale tra queste gradinate ai cugini. Pioli però ha forgiato un Milan di carattere e convinto. Non a caso sono i Campioni d’Italia in carica. Ebbene, nonostante un tridente da paura formato da Zaniolo e Dybala che affiancano Abraham, i giallorossi non creeranno alcun pericolo dalle parti di Tatarusanu per quasi novanta minuti. Il problema è proprio quel quasi sino al termine della sfida. Nessuna sorpresa negli undici titolari schierati nel canonico 4-2-3-1 da Pioli. I padroni di casa partono subito forte e il suo binario sinistro mette immediatamente paura a tutta la tifoseria romanista. Leao come sempre negli spazi è incontenibile e le potenziali occasioni da rete si sviluppano. Non giungono veri e propri tiri in porta per mezz’ora, ma sono i meneghini a fare la partita. Alla mezz’ora nondimeno, non sarà un’azione manovrata a portare avanti i lombardi, ma un calcio d’angolo, cosa quasi insolita per il “Diavolo”. Su corner battuto sulla destra d’attacca rossonera Kalulu a fil di prato di testa anticipa tutti e piega le mani a un non irreprensibile portiere. Roma che nonostante alzi il baricentro non riesce a creare pericolo alcuno al Milan, che chiude in tal modo la prima frazione in vantaggio. Nella ripresa i Campioni d’Italia mantengono la conduzione del match. Abbassano correttamente i ritmi della sfida senza però staccare la spina e la mossa è quanto mai logica e corretta, dato che la Roma con i cambi aumenta le bocche da fuoco ma allo stesso tempo rischia di lasciare campo e praterie ai corridori avversari. Come accade al 76’ minuto quando dalla propria trequarti i meneghini recuperano sfera e sulla sinistra ripartono veloci. Tre passaggi e mandano a rete sulla destra Pobega, con un rovesciamento di fronte da scuola calcio. Gara terminata? Sembrerebbe, anche perché Pioli inserisce gente come Gabbia per tutelarsi anche sulle palle alte. Ma il destino vuole proprio che a 4’ minuti dal novantesimo su calcio d’angolo la difesa rossonera sia già a festeggiare negli spogliatoi con Ibanez che svetta su tutti e vanifica il tuffo di Tatarusanu. La Roma prende entusiasmo e il Milan perde lucidità e sangue freddo. In pieno recupero Dybala è furbo a farsi fare fallo al limite dell’area. Sulla punizione Matic ancora indisturbato batte forte ma Tatarusanu ribatte d’istinto. Così come d’istinto Abraham è il più lesto a colpire per un 2 a 2 che sa proprio di beffa. Sulla carta un pareggio con la Roma di Mourinho può anche essere accettato, ma quando hai la vittoria in pugno, sai di aver perso due punti che pesano anche il doppio.

 

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A: Salernitana vs Milan 1-2. Il Diavolo non conosce pausa e riprende, vincendo, con forza e determinazione

( gennaio 2023 )


La prima partita dopo una pausa così lunga è un inedito per tutti e per una big, le trappole sono dietro l’angolo. Il Milan è in trasferta a Salerno. I padroni di casa, non si trovano in una situazione di classifica pericolante, tutt’altro, però è vero che hanno chiuso novembre con sconfitte e l’ultimo successo risale a fine ottobre. I Campioni d’Italia in carica, che annoverano, come consuetudine, una seconda squadra tra gli indisponibili, scende in campo con le ruggini del Mondiale, ma con la determinazione che lo contraddistingue da sempre, marchio di fabbrica dei rossoneri targati Pioli. I campani partono fortissimi e il loro 5-3-2 nelle battute iniziali si tramuta più in un offensivo 3-5-2. L’atteggiamento spavaldo e generoso produce un paio di traversoni velenosi dove la retroguardia rossonera è attenta. Tomori e Kalulu centrali sono coperti da Hernadez e il recuperato capitano Calabria. La mediana è quella titolarissima composta da Bennacer e Tonali e si vede per tutta la sfida. Leao, Diaz e Saelemaekers inventano da sinistra a destra per il vice campione del Mondo francese. Tanta corsa e spinta da parte dei granata, è commisurata però a tanta imprecisione che viene pagata carissima. Prima del 10’ minuto Leao è innescato in contropiede. Il portoghese è bravo a superare e resistere alla carica dei due centrali ma in equilibrio precario non angola abbastanza e l’estremo difensore ha la meglio di piede. E’ solo l’avvisaglia. I granata non annusano il pericolo e pagano in 5’ minuti il loro atteggiamento spregiudicato. Uno e due; al quarto d’ora gli ospiti sono avanti di due reti. Al 10’ minuto Tonali sopra la mediana imbecca Leao a sinistra. Ochoa esce male dai pali e il portoghese lo supera con un diagonale beffardo. Di nuovo il mediano della Nazionale tira due volte da dentro l’area e al secondo tentativo è rete. I padroni di casa spariscono dal campo ed è solo un caso se il primo tempo termina solamente con gli ospiti avanti di due reti. La Var annulla anche una rete a Diaz nella ripresa per fuorigioco e annulla una frettolosa espulsione ad un granata. Scelte che tengono vivo il match. Pioli infatti nella ripresa, giustamente, regala minuti a chi ha avuto meno spazio e il suo Milan non perde di efficacia. Senza strafare crea alcune occasioni, ma Ochoa è bravo in diverse occasioni, specie all’82’ minuto quando due volte consecutive dice di non al 3 a 0. La regola del goal sbagliato tramutato in goal preso si verifica quindi sul rovesciamento di fronte, quando Bonazzoli raccoglie a sinistra perfettamente il cross dalla sinistra. Tra i minuti che mancano al novantesimo e gli 8’ abbondanti di recupero, vi è ancora un quarto d’ora di gioco e sul 2 a 1 è tutto ancora aperto. Il Milan, con diverse seconde linee dentro come Gabbia, Dest e Vranckx, non si scompone e la squadra di Nicola non avrà mai la possibilità di andare al tiro e avvicinarsi al pareggio. Al contrario, i milanisti si fanno ipnotizzare almeno tre volte dal bravo portiere messicano avversario. 2 a 1, tre punti e tante conferme. La partita ha raccontato di un Milan sempre sul pezzo, al comando delle operazioni e solo il risultato è stato striminzito. Pioli ha avuto la conferma che questa anomala pausa Natalizia-Mondiale, non ha scalfito il DNA della sua creatura. Ora il Napoli è già avvisato.

 

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A: Milan vs Fiorentina 2-1. Il finale è sempre del “Diavolo”, successo ancora in extremis

( novembre 2022 )


Partita emozionante quella di chiusura dell’anno per via del Mondiale, qui a San Siro. Il Napoli ha vinto, anche se con molte difficoltà e si è portato momentaneamente a +11 dai rossoneri. Anche i cugini con il successo a Bergamo hanno agguantato temporaneamente al secondo posto Lazio e Milan. Sarri oltretutto, ancora deve vedersela con Allegri in serata. Quindi per Pioli e soci c’è solo un obiettivo da centrare, ed è quello dei tre punti. Al Meazza scende una Fiorentina che dopo la sconfitta casalinga contro l’Inter, ha portato a casa tre successi su tre gare, sta bene e vuole chiudere prima della grande sosta, molto bene. I piani del “Diavolo” paiono subito realizzarsi. Neppure due giri d’orologio che una sponda magnifica di Giroud passata la mediana avversaria, lancia dritto per dritto la freccia Leao, che non sbaglia piazzando un bel piatto a giro basso imprendibile per il portiere. Padroni di casa subito in vantaggio, ma dopo qualche minuto di assestamento, gli ospiti crescono e la dimostrazione è la bell’azione che porta Biraghi a sinistra a calciare forte e colpire in pieno il palo. L’intensità della sfida cresce e così è nell’aria, una rete ma non è chiaro da quale parte. Il Milan si abbassa per avere spazio nelle ripartente, ma è anche costretto a farlo, perché la pressione viola è veramente alta. Occasioni potenziali a testa, ma in mischia, al 27’ minuto arriva Barak a calciare forte e rasoterra che non lascia scampo a Tatarusanu. Si và dunque negli spogliatoi con il risultato di pareggio. 1 a 1 che nella ripresa potrebbe anche soddisfare i toscani, ma non certo i meneghini che andrebbero a quattro giornate dall’ultima di andata con il Napoli quasi già Campione d’Inverno con i 10 punti di lunghezza. Pioli è costretto a vincerla, ma gli ospiti vedono che c’è anche la possibilità di fare il bottino grosso. Il Milan si spinge avanti anche grazie al doppio attaccante, con Origi a dare una mano a Giroud, ma la Fiorentina non si chiude. Pressa bene e riparte. Di fatto in due occasioni Tomori compie due veri miracoli. Al 58’ minuto il difensore centrale entra alla disperata sul centrocampista toscano dentro l’area proiettato davanti a Tatarusanu. Il tocco del milanista sul viola c’è, ma anche con la Var, non mostra chiaramente se avviene prima o dopo il tocco sulla palla da parte di Tomori che devia appunto la sfera in angolo. La viola sciupa un’altra occasione in contropiede, ma anche il Milan. Tuttavia a 2’ minuto dal novantesimo, Tatarusanu è oramai superato da un tiro dal limite, ma nuovamente Tomori, legge benissimo l’azione e sulla linea respinge lontano. Dal possibile vantaggio della Fiorentina, al momento Milan. 5’ minuti di recupero ed è oramai noto che i finali sono sempre del “Diavolo”. Pressione a centrocampo del Milan, grazie anche ai diversi innesti operati da Pioli, e al 91’ una palla scodellata al centro, vede l’uscita maldestra del portiere su Rebic, la palla carambola davanti alla porta ed è il più classico degli autogol beffa. La protesta degli ospiti è vibrante per un presunto fallo in mediana dove il Milan ruba palla e riparte, ma la rete non viene annullata. Probabilmente il Milan è stato anche fortunato. Sicuramente la Fiorentina meritava quanto meno il pareggio, ma un dato di fatto è certo. Seppur non brillante, il Milan alla fine riesce a vincere con la forza della volontà, come spesso gli è sempre capitato. Lo Scudetto l’anno scorso è stato vinto anche e soprattutto con questa qualità. Nella difficoltà il “Diavolo”, si cerca la fortuna da solo.

 

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A: Cremonese vs Milan 0-0. No Giroud, no Goal partita. Pareggio di stanchezza

( novembre 2022 )


Pareggio amarissimo per il Milan contro la Cremonese per 0-0 che porta i rossoneri a meno otto dalla capolista Napoli e vede pericolosamente avvicinarsi le dirette inseguitrici. La partita doveva confermare e consolidare il secondo posto ma visto il risultato e la prestazione non è stato così. Pioli a causa di squalifiche, infortuni e le tante partite giocate opta per un massiccio turnover. La partita inizia subito con il Milan che cerca di sfondare la barriera avversaria. Al 9’ il tiro dalla distanza di Brahim Diaz termina centrale tra le braccia di Carnesecchi. Il Milan continua a spingere e crea in poco tempo parecchie occasioni come al 23’ su cross in mezzo di Messias per Brahim Diaz che arriva in scivolata ma la palla si alza sopra la traversa o al 25’ su incornata di Rebic da pochissimi passi che termina larga. La Cremonese si fa vedere al 29’ su cross di Escalante che viene spazzato prontamente dalla difesa rossonera. Tantissime occasioni in questo primo tempo per i rossoneri che però non riescono a mandare in rete per il possibile e meritato vantaggio. Al 36’ su incornata di Thiaw ancora una grande parata di Carnesecchi che nega il goal ai rossoneri. Al 40’ altra respinta provvidenziale con i pugni del portiere di casa su conclusione di Messias. Il primo tempo è tutto degli ospiti rossoneri che però creano tanto gioco ma manca la cattiveria per l’ultimo guizzo vincente. Il secondo tempo riparte con i rossoneri sempre alla ricerca del goal e al 56’ Origi vince un rimpallo e sblocca il match con una grande rete che però viene annullata dal Var per un fuorigioco dello stesso attaccante belga. Da questo momento la partita si spegne nonostante i cambi massicci da entrambe le parti. Al 68’ su cross di Leao che diventa un tiro ma Carnesecchi è attento e nega il goal. La partita si assesta lentamente e i ritmi calano e diventa molto nervosa soprattutto da parte dei rossoneri che vedono sfumare i tre punti. Al 94’ unica occasione della Cremonese su tiro di Buonaiuto dal limite che termina centrale nelle braccia di Tatarusanu. Ultimo minuto con il Milan che ci prova con Lazetic ma la conclusione termina alta sopra la traversa e si chiude la partita sullo 0-0. La Cremonese esulta mentre il Milan deve rivedere, forse, i piani di rimanere la rivale del Napoli per la corsa scudetto perché oltre al distacco che si fa più importante anche l’atteggiamento verso le medio- piccole delle ultime prestazioni non è da grande squadra. I rossoneri, nonostante un ottimo possesso palla, non sono riusciti ad essere cinici sotto porta. Il primo tempo è andato meglio del secondo ma i giocatori erano imprecisi e non ci sono state occasioni offensive importanti. Nonostante la Cremonese abbia messo un muro difensivo con 10 giocatori e il migliore in campo è risultato il portiere, con le potenzialità rossonere che ben si conoscono come Leao, i diavoli non sono stati in grado di pungere minimamente gli avversari. Ancora negativa la prestazione di Leao e anche di De Ketelaere ma non complesso la squadra è apparsa svogliata e poco “cattiva”. L’ultima partita prima della pausa mondiale verrà giocata contro la Fiorentina che è una squadra che se è in giornata può creare preoccupazioni ai rossoneri. 

 

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A: Milan vs Spezia 2-1. Milan, sciupone, ma mago Giroud regala la vittoria

( novembre 2022 )


Il Milan, sulle ali dell’entusiasmo per gli ottavi di Champions ritrovati dopo nove anni, scende in campo tra le mura amiche in una sfida abbordabile. Lo Spezia non pare un ostacolo insormontabile, dato che il suo attacco e la sua difesa sono entrambe in fondo alla classifica delle venti squadre di Serie A. Più che i liguri, a fare pressione è la vittoria della capolista appena avvenuta in casa dell’Atalanta che porta temporaneamente a più nove il Napoli dal Milan. Un bel solco da recuperare. Gotti schiera il suo Spezia con un coperto 5-3-1-1 con Maldini, figlio e nipote della grande stirpe milanista, a far da supporto a Nzola. Pioli nel suo 4-2-3-1, regala un po' di riposo in mediana a Tonali, costruendo la cerniera a centrocampo con Bennacer e Krunic. Si affida al tridente Leao, Diaz e Messias come supporto a Origi, con Giroud che rifiata in panchina. Dopo una decina di minuti di controllo della partita da parte dei padroni di casa, la manovra rossonera inizia a divenire più veloce e ficcante. Con il numero di giri aumentato da parte del motore rossonero, arrivano a ripetizione anche le occasioni nitide da rete. Dragowski si supera come può almeno in tre occasioni e sulla bordata di Bennacer può dare un bacio all’incrocio dei pali che lo salva. Nulla può sull’inserimento senza palla sulla sinistra di Hernandez ben imbeccato da Bennacer. Theo controlla di petto e di sinistro batte in uscita Dragowski. Lo Spezia non ha la forza di reagire e potrebbe capitolare nuovamente almeno un altro paio di volte ma ancora Dragowski è reattivo sulle conclusioni dei meneghini e nuovamente il legno, questa volta la traversa, dice di no al tiro di Leao. Si và negli spogliatoi con il Milan in vantaggio, come da pronostico, ma non con il match chiuso, come invece poteva essere se la mira ed anche un pizzico di fortuna avessero arriso maggiormente ai padroni di casa. Pioli subito dagli spogliatoi alterna Bennacer con Tonali e il Milan gestisce la gara ma ad un ritmo più basso. Probabilmente anche troppo basso e lo Spezia alza la testa iniziando a guadagnare campo. Così al 59’ minuto, Maldini, scappa via in un contrasto in area rossonera sulla sinistra d’attacco ligure e con un delizioso tiro a giro, porta i suoi al pareggio lasciando Tatarusanu e tutto lo stadio ammutoliti. A mezz’ora dalla fine, una gara che doveva essere già blindata e porta in porto, è compromessa e il miraggio di ben otto punti di distanza dalla capolista, inizia ad insinuarsi nelle teste dei milanisti. Pioli immette energie fresche, con De Ketelaere, Rebic e Giroud, al posto di Diaz, Messias e Origi. Le giocate rossonere sono forzate e imprecise dettate dalla fretta e dal nervosismo. Tonali era anche già andato in goal grazie ad uno splendido tiro da fuori, annullato però dalla Var per via di un precedente fallo a centrocampo all’inizio dell’azione stessa. I minuti scorrono e l’incubo di una vittoria buttata via è sempre più opprimente. Tuttavia lo Spezia, per via della pressione altissima del Milan, perde palla davanti all’area e Tonali dalla destra crossa benissimo sul palo lontano dove c’è ben appostato mister “Goal Pesanti”. Giroud si inventa molto defilato, una mezza rovesciata, sotto stretta marcatura che non lascia scampo a Dragowski. Milan in vantaggio e vittoria conquistata. Poco importa per l’assurda espulsione di Giroud per la doppia ammonizione per via della maglietta tolta. Bisogna festeggiare, l’ennesimo successo, strappato con i denti da un “Diavolo” che combatte sempre sino all’ultimo.

 

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C.L.: Milan vs Salisburgo 4-0. Il “Diavolo” cala il poker per gli ottavi

( novembre 2022 )


Vittoria per 4-0 per il Milan contro il Salisburgo che le permette di accedere agli ottavi di Champions dopo 9 anni di assenza. I rossoneri dovevano vincere e così hanno fatto. La partita inizia subito con il Milan aggressivo. Già al secondo minuto su recupero alto di Bennacer che appoggia per Theo Hernandez che parte alla sua maniera e calcia in diagonale, il palo gli nega la gioia del gol. I diavoli spingono subito alla ricerca del goal e tengono ritmi altissimi e al 14’ gli sforzi iniziali vengono premiati con il vantaggio. Sugli sviluppi di calcio d’angolo battuto da Tonali, il francese Giroud svetta più in alto di tutti e porta i rossoneri sul 1-0. Nonostante il vantaggio i rossoneri continuano a macinare azioni. Al 21’ sugli sviluppi di rimessa laterale riceve in area Giroud che non riesce a difendere palla ma la respinta della difesa finisce sui i piedi di Bennacer che calcia al volo, conclusione alta. Al 23’ azione di contropiede guidata dal francese Theo che dopo una serie di passaggi scambia con Giroud che prova a mandarlo in porta, il controllo del 19 non è dei migliori e l’azione sfuma sul più bello. Al 25’ annullato il gol di Giroud per fuorigioco sempre su passaggio di Theo. Al 27’ prima azione corale degli ospiti che porta ad un contatto in area rossonera con Kalulu, gli austriaci vorrebbero il rigore ma dopo un controllo al Var, l’arbitro fa proseguire. Al 37’ recupero palla del Salisburgo che vince un rimpallo dopo un contrasto di gioco con Kalulu, il numero 13 calcia in porta, attento Tatarusanu. Il Salisburgo prende coraggio e al 44’ ci riprova su contropiede con Seiwald che va via a Bennacer e crossa in mezzo per il numero 9 che calcia in porta da distanza ravvicinata ma trova l’opposizione di Tatarusanu. Inizia il secondo tempo e il Milan raddoppia subito al 46’ su contropiede guidato da Kalulu che offre a Rebic che stoppa e crossa, appoggia di testa per Krunic che a sua volta di testa appoggia in rete per il 2-0. Il Milan nonostante il doppio vantaggio continua a spingere e tiene alto il ritmo del gioco. Al 57’ contropiede rossonero guidato da Leao che sterza verso l’area e attraversa tutto il campo da parte a parte esitando a tirare, alla fine sceglie il cross rasoterra respinto male dalla difesa sul quale arriva prima di tutti il 9 rossonero Giruod che firma il tris e doppietta personale. Il Milan forte del 3-0 controlla la situazione senza troppo affanno. Al 65’ cross teso di Theo Hernandez sul quale si avventa in spaccata il portoghese Leao con la traiettoria si impenna per sua sfortuna sulla traversa. Il Salisburgo cerca di reagire e al 77’ su tiro improvviso di Kjaergaard del Salisburgo per poco non batte Tatarusanu. Altro pericolo scampato per i rossoneri anche al 80’ su azione corale che porta alla conclusione Seiwald, attento Tatarusanu in tuffo, sul proseguo dell’azione ci riprovano gli ospiti ma conclusione alta. La difesa rossonera è attenta alle timide sfuriate degli austriaci. La partita volge al termine e arriva il poker dei rossoneri al 90’ con Messias che lanciato in contropiede punta l’area salta l’avversario e conclude a giro, segnando il quarto gol dei rossoneri e concludendo la partita. Il Milan questa sera si porta a casa meritatamente la partita e il biglietto per gli ottavi, dove potrebbe essere considerata, insieme ai cugini dell’Inter, la squadra outsider per l’atteggiamento mentale e corale che mette sempre in campo. Stasera hanno giocato tutti bene, la difesa ha fatto il suo dovere e gli attaccanti, come Giroud, si sono dimostrati pronti nel mettere a segno le folate dei compagni come Theo Hernandez. Un po' sottotono Leao che ha comunque il merito di aver portato la croce per questi mesi. Adesso, indipendentemente da come andrà il sorteggio, gli ultimi sforzi e la concentrazione deve andare al campionato per cercare di non perdere terreno dalle dirette avversarie prima della pausa Mondiale.

 

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A: Torino vs Milan 2-1. Il “Diavolo” si fa incornare dal Toro

( ottobre 2022 )


Sconfitta meritata per il Milan che perde 2-1 contro il Torino. In questo modo i rossoneri perdono terreno dalla capolista Napoli e si posiziona nella parte di classifica più “trafficata” con molto squadre in pochi punti. La partita inizia bene per il Milan. Già al 3’ occasione per Leao: recupera palla Pobega che appoggia per Brahim che lancia il portoghese che a sua volta controlla la palla di testa, fa rimbalzare la palla e calcia, conclusione a lato. Al 5’ altra occasione per i rossoneri sempre con Leao, su un’altro recupero di palla alto del Milan con Brahim Diaz che arriva dentro l’area e serve il portoghese che deve solo calciare il pallone ma sbuccia la conclusione. Il Milan continua a spingere e fa un pressing alto e con velocità ma i centravanti rossoneri sono imprecisi. Il Torino non si scompone e prende le misure. Al 18’ Pellegri prende il tempo a Tomori, calcia forte e teso sul primo palo, attento Tatarusanu che devia in angolo. Sugli sviluppi di calcio d’angolo muove la palla il Torino, azione che porta alla conclusione il giocatore granata Schuurs , tiro centrale, blocca Tatarusanu. Il match è in equilibrio e dopo un’avvio grintoso del Milan i ritmi si abbassano. Al 35’ su calcio di punizione di Lazaro da posizione defilata, sul cross svetta il difensore granata Djidji che con una conclusione angolata batte Tatarusanu per l’1-0. Due minuti più tardi al 37’ uno due terribile del Torino che con un azione corale che pesca il centrocampista granata Miranchuk che batte Tatarusanu con un tiro in diagonale. Finisce sul 2-0 per il Torino il primo tempo, risultato non veritiero per come si è sviluppata la partita. Inizia il secondo tempo e il Torino continua nel suo pressing che non permette al Milan di imbastire azioni pericolose per cercare di rimettere in sesto il risultato. Il Milan ha accusato il colpo e il Torino chiude e riparte con attenzione. Il Milan ci prova già nei primi minuti della ripresa con Origi ma le conclusioni sono imprecise. Al 66’ il Milan riesce ad accorciare le distanze su lancio delle retrovie su pasticcio tra Buongiorno e Milinkovic, ne approfitta il brasiliano Messias che segna a porta vuota. I rossoneri provano a spingere per il pari ma la partita fino alla fine risultata spezzettata e con molti falli da entrambi le parti. Al 90’ sugli sviluppi di calcio d’angolo ci prova Giroud di testa, conclusione fuori e si chiude la partita con 2-1 per il Torino. Forse il pari era il risultato più giusto. Il Milan dopo un’ottima partenza, forse convinto di aver vita facile con i granata, si è seduto sulle proprie posizioni e non è riuscito, merito anche della forma fisica ottima e aggressività del Torino, a creare azioni da goal. Pioli, giustamente, ha applicato il turnover in vista della partita di Champions del dentro-fuori contro il Salisburgo. La squadra non è apparsa lucida e i rossoneri hanno concesso troppo. Si è visto poca vivacità e poco movimento senza palla. Ma niente è perduto perché il campionato è lungo e mercoledì il Milan gioca una partita fondamentale per tornare in Champions nella fase degli ottavi che manca dal 2014.

 

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C.L.: Dinamo Z. vs Milan 0-4. Poker come ai bei tempi, con vista ottavi

( ottobre 2022 )


Il Milan cala il poker contro la Dinamo Zagabria e con questa vittoria si mette in pole position per entrare nella fase finale della Champions League. Infatti al Milan contro il Salisburgo nell’ultima partita del girone basterà un pareggio per tornare tra le grandi d’Europa. Ma andiamo con ordine. I rossoneri iniziano subito la partita con grinta. Già all’8 il portiere della formazione croata fa un bellissimo intervento sul tacco di Olivier Giroud da pochi passi anche se il guardialinee vanifica tutto alzando la bandierina per fuorigioco. Ma il Milan non si arrende e al 10’ crea una doppia occasione prima con Kjaer che si ritrova il pallone e calcia verso la porta ma il pallone viene ribattuto da un difensore della Dinamo e poi con il pallone che termina a De Ketelaere e ancora un altra volta il tiro viene ribattuto. I rossoneri si difendono bene e la Dinamo ci prova con tiri da fuori ma senza risultati. Il Milan macina gioca e al 31’ altra occasione su colpo di testa di Olivier Giroud da posizione ravvicinata che viene respinto da un grande intervento di Livakovic. Ma il vantaggio per i rossoneri non tarda ad arrivare e al 40’ Matteo Gabbia sblocca il match grazie un incornata vincente sugli sviluppi di un calcio di punizione dalla trequarti battuto perfettamente da Tonali. Finisce il primo tempo con i rossoneri meritatamente in vantaggio e in grande serata. Riprende la partita e il Milan prova a chiudere la partita. Infatti al 50’ i rossoneri raddoppiano con la rete di Rafael Leao su azione personale del portoghese che, partito da centrocampo, si ritrova a tu per tu con Livakovic e non sbaglia. La Dinamo non reagisce e il Milan continua a spingere. Al 58’ viene concesso un rigore ai rossoneri per fallo su Tonali in area che permette a Giroud di fare il tris. I padroni di casa non reagiscono e continuano a commettere errori su errori. Infatti il quarto goal del Milan arriva su autogol. Doppia beffa per Robert Ljubicic: dopo il calcio di rigore, regala anche la rete ai rossoneri. Grande azione in velocità di Leao che prova a servire Giroud che la liscia: pallone che termina su Ljubicic e poi in rete. La partita prosegue e finisce con il Milan che gioca in scioltezza e cerca di arrotondare il risultato. Finisce 4-0 senza troppo sforzi per i rossoneri che si aggiudicano una partita importante per il cammino in Europa. Gli uomini di Pioli erano messi bene in campo e non hanno lasciato spazi di manovra agli avversari. Tutti i giocatori si sono dimostrati determinati e alcuni come Gabbia e De Ketelaere, nonostante le continue ed eccessive critiche, dimostrano di essere in netto miglioramento. La prossima partita sarà contro il Torino in campionato, squadra difficile da gestire, e poi ci sarà la partita in Champions del “dentro o fuori” contro il Salisburgo.

 

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A: Milan vs Monza 4-1. Partita dell’amicizia e dei ricordi, ma il Diavolo festeggia i tre punti

( ottobre 2022 )


Il Grande Milan di Berlusconi e Galliani, forse non tornerà mai più con i loro 29 trofei. Ma l’ex presidente e l’amministratore delegato di tante imprese storiche, ritornano al Meazza da avversari con il loro Monza. Insomma, vicini di casa che giocano contro ma in piena amicizia. Certo il duo Berlusconi e Galliani saranno combattuti non poco, ma comunque finisca ne usciranno felici. Perché Il Milan lo vogliono vedere sempre vittorioso, ma allo stesso tempo pure il Monza lo vuoi vedere uscire con punti. Pioli, non si fa intenerire da tanto romanticismo e nonostante adotti un robusto turnover, imposta una squadra che vuole assolutamente approfittare del turno agevole casalingo. Nuovamente Maignan ai box e davanti a Tatarusanu turno di riposo a Kalulu e spazio a Dest. Torna Kjaer affianco a Tomori e anche Tonali siede in panchina per rifiatare. La coppia mediana è costituita da Pobega e Bennacer. Riposo anche per Giroud, sostituito da Origi e Leao coperto da Rebic. A destra troviamo Messias e trequartista Diaz. Dopo un quarto d’ora di stallo e di partita dove le due compagini si studiano, si accende proprio l’ex Real Madrid. Come contro la Juventus, parte palla al piede dal centrocampo e trova un binario sul centro-sinistra completamente aperto. 50 metri di corsa e giunto in area, in scivolata batte Di Gregorio. Il Monza non ci sta e impegna seriamente due volte Tatarusanu, che non fa rimpiangere Maignan, ma a chiudere già nel primo tempo il match, ci pensa nuovamente il fantasista numero 10. Milan che senza sforzi giunge in area a 4’ minuti dal riposo. Origi apre per Diaz sulla destra che si libera girandosi lateralmente del suo marcatore e con un diagonale da bomber vero, sigla doppietta personale e raddoppio per il Milan. Il 3-4-3 brianzolo sulla carta è di buona qualità e anche impostato bene, ma troppo fragile strutturalmente e tatticamente in campo per affrontare la solidità rossonera. I padroni di casa gestiscono la ripresa senza sforzi apparenti e dopo venti minuti di tranquilla amministrazione ecco arrivare un rotondo 3 a 0. Messias va via sulla sua corsia destra benissimo e trova il passaggio giusto per Origi che libero da strette marcature, fa un passo avanti per avvicinarsi alla linea dell’area e praticamente da fermo fa partire un bolide che sfonda la rete quasi sotto il sette. Per l’attaccante, attualmente riserva del francese, è la sua prima rete in Italia, ma senza dubbio il suo apporto alla causa rossonera aumenterà nel corso della stagione. Avanti di tre reti trova spazio anche Varnckx nonostante una punizione alla Zico da parte di Ranocchia, possa in apparenza riaprire la sfida. Il Milan quasi come in amichevole gestisce palla e campo sino alla fine. Entrato anche Leao al posto di Rebic che non ha ancora i novanta minuti nelle gambe, su percussione da manuale da parte di Hernandez, si trova all’84’ minuto libero di calciare davanti alla porta per il poker servito. Vittoria limpida e compito svolto senza la minima sbavatura, oltre che vetta raggiunta temporaneamente. L’unico appunto, l’ennesimo, per Pioli, è il leggero infortunio per Diaz. Ma la squadra come al solito ha risposto da gruppo unito senza sentire la mancanza di tanti titolari. Ora la testa deve subito essere rivolta alla Champions, perché contro la Dinamo Zagabria è una gara quasi ad eliminazione diretta, da dentro o fuori.

 

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A: Verona vs Milan 1-2. A Verona, la fatal Tonali, per 3 punti al “Diavolo”

( ottobre 2022 )


Vittoria sudata per il Milan contro il Verona per 2-1 che permette ai rossoneri di rimanere attaccato alle fuggitive Atalanta e Napoli. La partita inizia subito con grinta da entrambi le parti. Già al 3’ Giruod ruba palla a centrocampo Tonali che serve in profondità il compagno di squadra che prova a sorprendere Montipò con un pallonetto ma la conclusione è fuori. Al 6’ risponde il Verona con un tiro di Veloso su azione dalla fascia di Verdi che con un cross forte e teso cui respinge la difesa del Milan che viene ribattuto dal centrocampista che calcia ma è pronto in presa bassa Tatarusanu. Al 9’ prima vera occasione per il Milan che passa in vantaggio. Scappa via Leao sulla fascia, cross forte e teso in mezzo sul quale arriva la sfortunata deviazione del centrocampista Veloso del Verona. Al 10’ occasione sprecata in contropiede perfetto del Milan che porta Diaz a mettere Giroud tutto solo davanti al portiere, ma il francese a porta spalancata sbaglia il tocco sotto e spreca l’occasione del raddoppio. Al 18’ azione manovrata del Verona da una parte all’altra del campo che porta alla conclusione il giocatore del Verona, che con un tiro in diagonale batte Tatarusanu, deviazione però decisiva di Gabbia sul tiro, per il pareggio dei gialloblu. Il primo tempo è molto combattuto con rivolgimenti da un’area all’altra ma con poche occasioni. Inizia il secondo tempo e al 46’ con un contropiede Verona su una palla persa da Kalulu che porta alla conclusione il numero 10 ma il tiro è di poco a lato. Al 49’ risponde il Milan con un’azione condotta da Origi che porta alla conclusione il croato che a tu per tu con Montipò si fà murare. Al 56’ clamorosa traversa del Verona su azione sulla sinistra d’attacco dei padroni di casa condotta da Verdi che pesca in area di rigore Piccoli, la traversa gli nega la gioia del gol, sulla respinta della difesa arriva una nuova conclusione che va alta di poco. La partita prosegue con molti falli che rende il gioco molto meno piacevole da vedere e spezzettato. Al 77’ il Milan spreca una doppia occasione prima con Theo Hernandez su una conclusione dalla distanza respinta da Montipò e sul proseguo dell’azione dopo una serie di passaggi Kalulu crossa per Rebic che impatta di testa ma è ancora una volta attento Montipò. All’81’ arriva il vantaggio del Milan con Tonali che di fatto chiude la partita su azione di ripartenza condotta magistralmente da Rebic che imbuca per Tonali che davanti a Montipò non sbaglia e riporta avanti il Milan. Finisce la partita e il Milan conquista a fatica i tre punti contro un Verona arrembante ed in forma fisica splendida. Il pareggio forse sarebbe stato il risultato più giusto ma i rossoneri ci hanno creduto fino alla fine, come è nelle loro corde. Ottimi i cambi effettuati da Pioli come Thiaw che ha fatto due interventi prodigiosi o come Origi che permetterà all’allenatore di far rifiatare alcuni giocatori come Giroud senza rimetterci in qualità. La squadra ha dimostrato di essere compatta anche con i nuovi innesti vedi Adli. La prossima partita sarà un derby di cuore, più per i tifosi che per i giocatori, contro il Monza della coppia Berlusconi/Galliani che hanno reso il Milan una leggenda nel mondo.

 

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C.L.: Milan vs Chelsea 0-2. Un fischio tappa le ali al “Diavolo”

( ottobre 2022 )


A differenza di molti allenatori, Pioli non si è mai nascosto dietro ai problemi di giocatori non a disposizione. Sicuramente le defezioni sono numerose, spesso inattese e il Milan deve disegnare quasi partita in partita una squadra sempre con calciatori diversi. Dopo il bruttissimo k.o. subito a Londra, che ha portato un 3 a 0 incassato senza appello, i rossoneri, pur privi di pedine importanti hanno inflitto un netto 2 a 0 alla Juventus. L’autostima è ricresciuta assieme alla consapevolezza della propria forza. Il punto nevralgico sul quale il Milan di Pioli ha sempre basato la sua squadra in ogni gara, è la coesione del gruppo. A prescindere da chi copre il ruolo, la squadra gira sempre bene. Il 4-2-3-1 è assimilato da tutti in modo assoluto e questo Milan vuole rifarsi dal primo minuto della brutta figura subita in Inghilterra. Gabbia fa coppia con Tomori davanti a Tatarusanu. Bennacer e Tonali, è la coppia titolare in mediana e in assenza del fantasista belga, dietro a Giroud gioca Diaz che pare come nuovo per entusiasmo, corsa e giocate. Leao e Krunic sugli esterni alti. Al Meazza il Chelsea si schiera con un offensivo 3-4-3. Sono i padroni di casa a condurre le danze, anche se la gara è comunque equilibrata. Sono due belle squadre forti che vogliono vincere, ma la pressione costante, intensa e altissima dei meneghini non lascia spazio agli avversari. Quando c’è una situazione di stallo, ci vuole la giocata di qualità e imprevedibile di uno degli attori della storia. In questo caso, a far pendere la bilancia da un lato non è uno dei ventidue giocatori, ma l’arbitro e un regolamento dell’utilizzo della Var assurdo. Al 16’ minuto Mount, su un filtrante preciso e ben calibrato, sfugge alla marcatura di Tomori. L’attaccante britannico si dirige di corsa palla al piede verso Tatarusanu ma Tomori leggermente, da tergo, per due volte poggia la sua mano sulla spalla di Mount nel tentativo di fagli perdere il ritmo e la concentrazione. Mossa scaltra, pericolosa e rischiosa ma che raggiunge l’obiettivo. Onore all’inglese che cerca di stare in piedi per tirare, senza buttarsi, e la sua conclusione in equilibrio precario diviene un passaggio leggero verso Tatarusanu. L’arbitro non ha dubbi e concede immediatamente il rigore ma anche il cartellino rosso per fallo come ultimo uomo. La Var non può intervenire, ma l’arbitro non poteva dalla sua posizione ben capire l’entità delle due piccole trattenute. Tomori non si capacita ma deve lasciare il campo. Jorginho spiazza Tatarusanu e il Milan si trova ora sotto di un goal ma anche di un uomo. Hernandez corre per due, come gli altri rossoneri ed il Chelsea si trova quasi in difficoltà. Al 27’ minuto Giroud di testa ha la palla buona per il pareggio, ma Arrizabalaga è fortunato vedendo la sfera uscire di poco a lato. Poco dopo la mezz’ora si chiude la gara. Un triangolo di qualità al limite dell’area milanista, porta Aubameyang davanti a Tatarusanu trafiggendolo. Pioli è combattuto se apportare modifiche e crederci ancora oppure dare per scontata la sconfitta e salvaguardare lo stato fisico di alcuni suoi ragazzi. Prima della fine del primo tempo è Diaz a lasciare il posto a Dest per un 4-3-1-1 coperto ma non arrendevole. Anche nel secondo tempo i milanesi tengono bene il rettangolo di gioco, ma il Chelsea già di per sé è una squadra qualitativamente di alto spessore e se gli regali anche un uomo, la strada è più che in salita. Il Milan in mischia ha anche la possibilità di riaprire le ostilità, ma la difesa inglese spazza via. Inizia la girandola di cambi e Tatarusanu è bravo a non aumentare il passivo. Milan che esce sconfitto a San Siro, ma tutt’altro che ridimensionato. Anzi il fuoco e la rabbia alimenteranno i motori dei calciatori nelle prossime sfide e con due successi, forse anche solo con altri 4 punti, gli ottavi sono alla portata. Così come pensare di vincere contro il Salisburgo in casa e a Zagabria contro la Dinamo, non è certo un’eresia. Complimenti ad un arbitro che ha giudicato a cuor leggero senza porsi nessun dubbio e senza considerare che avrebbe inevitabilmente indirizzato il match.

 

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A: Milan vs Juve 2-0. Prova di forza del Milan e ridimensionamento bianconero

( ottobre 2022 )


Siamo tornati ad un mesetto fa, quando il Milan era devastante e pareva insormontabile e la banda di Allegri, al contrario si disperava per la mancanza di gioco, di determinazione e risultati. Eppure alla “Classica” del calcio italiano, ci si avvicinava con ben altre previsioni. La Juventus dopo la convincente vittoria contro il Bologna, dove si era rivista la luce della cattiveria agonistica e una discreta manovra, era arrivata anche alla vittoria in Champions riaprendo le speranze per gli ottavi. Al contrario il Milan ha perso altri titolari costringendo Pioli a scelte forzate e senza una panchina lunga e di qualità. Soprattutto, i rossoneri sono reduci dalla difficile vittoria ad Empoli e la bruttissima sconfitta contro il Chelsea. Ma Milan contro Juventtus è sempre una storia a sé stante. Rispetto al 4-3-3, Allegri vuole avere più copertura e adotta un 4-4-2 con Milik e Vlahovic davanti. Pioli per un Hernandez nuovamente in campo è costretto ad affiancare a Tomori il giovane Gabbia e spostare Kalulu come terzino destro. Mediana confermata e Pobega e Diaz insieme a Leao a inventare per Giroud. La gara è subito aperta e accesa. Gli ospiti sono carichi e vogliono dimostrare di essere all’altezza dei Campioni d’Italia in carica. Nella prima mezz’ora entrambe creano un paio di occasioni a testa, ma sia Szcesny che Tatarusanu sono attenti. Cuadrado è l’anima bianconera e deve compensare un Vlahovic piuttosto abulico. Il numero 9 juventino nelle partite importanti di alto livello pare più nascondersi che prendersi sulle spalle la squadra. A differenza del Milan che oltre ad affidarsi alle fiammate dei singoli, è la forza della compattezza del gruppo a rendere i rossneri così forti e pericolosi. I padroni di casa sono anche sfortunati due volte quando Leao prende il palo una volta in mischia di tacco ed una volta tramite un tiro d’esterno dal limite. Ma la sfortuna è compensata in pieno recupero della prima frazione, quando l’arbitro non segnala l’irregolarità di Theo su Cuadrado che porterà ad un calcio d’angolo. Dal tiro dalla bandierina scaturirà un flipper in area risolto in mezza volé da Tomori. Una rete comunque voluta con rabbia dalla squadra che più tra le due ha cercato per tutti i 45’ minuti il goal. Allegri dal ritorno dagli spogliatoi deve fare a meno del giocatore più dinamico, cioè il colombiano. Di fatto i piemontesi si spengono e nonostante lo svantaggio dovrebbe proiettarli verso la ricerca assidua e determinata della rete del pareggio, sono i rossoneri a condurre le danze. I padroni di casa nella ripresa non soffriranno mai, ma anzi meritatamente vanno in goal dopo neppure dopo 10’ minuti della ripresa. Vlahovic traccia un passaggio da sinistra a destra arretrato in mediana assurdo e intercettato da Diaz. Il 10 rossonero parte veloce verso l’area avversaria. Salta uomini come birilli, che paiono più essere dei lampioni della luce. Resiste ad una carica e di forza piega i guantoni a Szcesny. 2 a 0 che atterra i torinesi. Entrambi i mister attingono alle panchine per dare riposo, ma quando Kean ad un quarto d’ora dalla fine prende il posto di Vlahovic, è la testimonianza che Allegri sta già pensando alla Coppa di settimana prossima. Questa è la differenza con il Milan. I rossoneri lottano su ogni pallone per tutta la sfida. Empoli è la testimonianza di questo atteggiamento e infatti in pieno recupero sono arrivati i punti della vittoria. Ha vinto il Milan perché l’ha cercata di più, ha gioco e tanta fame, a prescindere dagli interpreti. Allegri si deve affidare alle invenzioni dei singoli, ma non tutti hanno le qualità tecniche e di personalità di Di Maria. La Juventus rischia di trovarsi ora già a ben 10 punti dalla vetta ed il Milan ha segnalato al Napoli che lo Scudetto è ancora ben cucito sulle proprie magliette.

 

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C.L.: Chelsea vs Milan 3-0. Metà Milan travolto a Londra, ma è ancora tutto aperto

( ottobre 2022 )


Brutta serata per il Milan che contro il Chelsea in Champions League rimedia una sonora e meritata sconfitta per 3-0. La partita per i primi quindici minuti rimane in fase di equilibrio con il Milan che prova a spingere con tanti falli ma i Blues si difendono senza difficoltà e intanto studiano gli avversari. Al 19’ si iniziano ad avvertire le avvisaglie del vantaggio dei padroni di casa con un calcio d’angolo pericoloso e al 22’ sugli sviluppi di calcio piazzato, salta indisturbato Thiago Silva, attento Tatarusanu che devia in angolo. Proprio su quest’ultimo angolo al 24’ arriva il gol di Fofana per 1-0: mischia in area di rigore rossonera che premia, dopo una serie di rimpalli, il giocatore del Chelsea che trova il rasoterra vincente. Il Milan non reagisce al colpo e al 32’ rischia ancora di subire gol con l’attaccante del Chelsea Mount ma fortunamente al momento del passaggio decisivo è oltre la linea difensiva rossonera. Al 42’ occasione per Sterling che sfrutta la sua velocità per puntare l’area di rigore mette nel mirino la porta ma salva Kalulu in collaborazione con Tomori. Al 48’ unica occasione di gol per i rossoneri. Leao va via alla sua maniera sulla fascia entra in area e serve un passaggio rasoterra per De Ketelare che tira a botta sicura trovando la respinta di Kepa sulla quale arriva Krunic che calcia a sua volta ma la palla non entra. Inizia il secondo tempo e la musica non cambia, il Chelsea fa la partita senza neanche troppo sforzo e il Milan cerca di limitare i danni come può. Al 50’ il Chelsea prova a raddoppiare con un tiro di Chalobah che sugli sviluppi di calcio piazzato battuto da Mount ci prova in acrobazia ma la conclusione è alta. Ma il raddoppio non tarda e al 56’ su azione corale del Chelsea che si sviluppa da sinistra a destra, la palla arriva a James che crossa forte in mezzo, sbaglia Tomori ne approfitta l’attaccante Aubameyang che batte Tatarusanu per il 2-0. Al 61’ arriva il tris del Chelsea che affossa i rossoneri in una serata da dimenticare. Errore in uscita del Milan ne approfitta Sterling che con i tempi giusti serve James che pur in posizione defilata batte Tatarusanu sul primo palo. I Blues da questo momento in poi controllano la partita e i rossoneri accusano il colpo e faticano a creare pericoli, abbassando notevolmente i ritmi della gara e consegnando la vittoria ai padroni di casa. Al 90’ ci prova Origi con un tiro, su cross di Dest, ma la palla finisce alta e si conclude malamente per il Milan la partita. La sconfitta complica il passaggio del girone, ma nulla è ancora deciso. Il Milan stasera è stato uno dei peggiori della stagione fin qui giocata. Hanno permesso agli avversari di ripartire con facilità e la squadra si vedeva che non era lucida e precisa merito anche del Chelsea che pressava molto. Stasera il Milan, a differenza di altre partite, non è stato in grado di reagire alle difficoltà, sopratutto dopo aver incassato il secondo gol. Non era la squadra compatta di sempre e questo, oltre alle assenze importanti, è pesato nella sviluppo della partita. I tifosi si augurino che sia solo un episodio, perché i prossimi impegni, in campionato con la Juventus, in super ripresa e in Champions in casa con il Chealsea, non sono partite facile da vincere, sopratutto considerando la scarsa forma fisica e forza mentale che questa sera emergeva negli uomini di Pioli.

 

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A: Empoli vs Milan 1-3. Il Diavolo RECUPERA punti scudetto

( ottobre 2022 )


Si ritorna dopo la pausa delle Nazionali. Il Milan era rimasto alla sconfitta immeritata ad alto livello contro i compagni di vetta partenopei. Ora i rossoneri scendono nella trasferta insidiosa ma non proibitiva contro l’Empoli. Gli ostacoli più grandi però per i Campioni d’Italia in carica sono altri. In primis la condizione fisica di diversi uomini, le defezioni per infortunio e l’obbligo già quasi di vincere dato che il Napoli, nel primo pomeriggio, con la vittoria casalinga sul Torino si è già portato a sei punti di vantaggio in vetta temporanea solitaria. Pioli, nel suo canonico 3-5-2 è quasi obbligato nelle scelte. In porta Maignan, infortunatosi in Nazionale, è sostituito da Tatarusanu. A sinistra in difesa Hernandez, invece da Ballo Touré. Scelte forzate anche davanti, data la indisponibilità di Messias a destra e Rebic appena ritornato dopo un settimane di stop. A prescindere da chi scende in campo, però i meneghini sono subito in avvio compatti, alti e aggressivi e nel primo quarto d’ora con Leao prima e Saelemaekers dopo chiamano Vicario a due importantissimi interventi. Zanetti ha schierato i suoi in un compatto 4-4-2 che si schiaccia in difesa quando è attaccato, ma si allunga velocemente davanti quando vuole ripartire. Di fatto, dopo i primi venti minuti di predominio territoriale degli ospiti, i toscani iniziano a non soffrire più e quasi a giocare alla pari. Tatarusanu deve sporcarsi i guantoni, ma poco prima del quarantesimo in un contropiede agevolato dall’infortunio di Calabria, i padroni di casa rischiano di andare in vantaggio, ma in scivolata Ballo Tourè chiude, anche se toccando con una mano involontariamente. Giustamente non viene assegnato nessun penalty. Quindi si và al riposo con il risultato di 0 a 0, ma Pioli deve fare a meno della corsia di destra visto che oltre a Calabria, anche il belga deve dire basta; entrambi per stop muscolari. Kalulu e Krunic ne prendono il posto. La gara riprende, ma i rossoneri hanno più difficoltà ad imbastire azioni pericolose. Più per merito degli avversari che per demerito proprio. I toscani oltre a coprire benissimo il campo e a non essere mai sfilacciati, corrono ovunque tantissimo. Giroud, che si impegna tanto per i compagni, ha la grande occasione su punizione, ma è sfortunato quando la sua parabola viene fermata dalla parte alta della traversa, con Vicario che ringrazia, inchiodato a terra. Sono quasi trascorsi una trentina di minuti del secondo tempo e Pioli deve obbligatoriamente salutare anche Kjaer per un nuovo infortunio. Dest entra come esterno e Kalulu si sposta al centro. Allo stesso tempo entrano Diaz per De Ketelaere, non brillantissimo questa sera, e Rebic per uno stanco Giroud. Bastano solo sei giri di lancetta al Milan per passare in vantaggio e lo fa con la scaltrezza che hanno le grandi squadre e non le piccole. Una rimessa laterale a centrocampo battuta velocemente da Tonali e anche diversi metri più avanti, vede un Leao completamente libero dimenticato colpevolmente da tutta la difesa empolese. Ricordiamo che non esiste fuorigioco nelle rimesse laterali. Subito tre difensori si lanciano sul portoghese che resiste a destra in area, all’aggressione e con una magia offre l’assist al centro che Rebic non sbaglia di prima, trafiggendo Vicario. A poco più di 10’ dal termine il Milan è in vantaggio. Già con tutte le sostituzioni fatte e ragazzi anche giovani in campo, i rossoneri gestiscono la gara sino al novantesimo. Tutto accade però nel recupero di 5’ minuti concessi. Al 92’ i toscani su punizione pareggiano e sembra terminata così la partita. Ma l’Empoli non ha fatto i conti con la voglia di vincere del Milan. Preso il goal, i rossoneri battono e si riversano in area avversaria. Sul lancio di piattone Ballo Tourè segna. L’Empoli già con la testa negli spogliatoi non ci crede. Prova nel minuto rimanente a replicare quanto fatto dai meneghini ma dalla trequarti propria, Rebic fa partire il razzo Leao che si fa tutto il campo e di pallonetto supera Vicario. In una sfida tutto sommato equilibrata per occasioni, ha vinto chi ha voluto di più i tre punti. Punti pesanti alla fine del Campionato.

 

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A: Milan vs Napoli 1-2. Spettacolo come previsto, ma il “Diavolo” non raccoglie quanto seminato

( settembre 2022 )


E’ l’ultima partita della settima Giornata. L’Udinese a pranzo è salita in vetta sconfiggendo con merito l’Inter. Nel tardo pomeriggio, i friulani vengono scavalcati dalla nuova capolista, la “Dea”, che sbancando l’Olimpico di Mourinho aveva staccato tutti. In serata il tanto atteso big match a San Siro, vede il Milan ospitare il Napoli. Vincendo, una delle due, ora a pari punti, raggiungerebbe la capolista bergamasca. Sia Pioli che Spalletti devono fare a meno dei loro uomini più importanti. Al Napoli manca il centravanti Osimhen, mentre al Milan l’ala sinistra Leao, quello che spacca le partite con le sue accelerazioni devastanti. Spalletti, che siede in tribuna per via della squalifica, inserisce come terminale offensivo Raspadori, nel suo 4-3-3, mentre Pioli Usa Krunic al posto di Leao, invertendolo talvolta con l’altro esterno belga. Il Milan parte bene, occupando il rettangolo di gioco in modo completo e senza sforzi, come di sua consuetudine. Si sente che mancano le vampate del portoghese sulla sinistra ma il Milan è solido e quadrato. Di fatto il Napoli, che tra Champions e Campionato ha già segnato in otto partite, la bellezza di 22 reti, mostrando anche una manovra efficace quanto gradevole e brillante, non riesce ad imbastire alcuna azione da rete nel primo tempo. Talvolta i partenopei sono anche schiacciati nella propria metà campo e faticano non poco a centrocampo a contenere i padroni di casa. Il Milan gioca a memoria a prescindere dagli interpreti e che sia in possesso di palla, oppure in fase d’interdizione, non vedi un giocatore rossonero fermo in attesa. E’ un unico blocco che si muove con i suoi singoli elementi all’unisono. Da questa padronanza di gioco e di campo scaturiscono due limpidissime azioni da rete. In entrambe Meret salva la situazione con due miracolosi interventi d’istinto. Sul primo Giroud, dopo uno scambio in area batte a rete ma il portiere campano di mano devia sulla traversa. Su un cross giunge un bel colpo di testa ravvicinato, anche se un po’ defilato che sembra insaccarsi, ma anche qui Meret respinge con i guantoni. Si và al riposo sullo 0 a 0, ma chi ha cercato di vincere la gara è stato il Milan sin dall’inizio e ci è andato anche vicino. Anche il Napoli è venuto al Mezza per vincere, ma davanti aveva una squadra che gli impedito di giocare a suo modo, non ostruendone le trame offensive, ma più semplicemente perché i partenopei sono stati troppo occupati a contenere l’avversario. Nella ripresa, Pioli cambia la difesa a destra, perché sia Calabria che Kjaer sono ammoniti. Entrano Kalulu e Dest. Al suo esordio al Milan lascerà subito il segno ma non piacevole. Kvaratskhelia scappa via, ma in effetti è un funambolo difficile da contenere, e Dest da dietro non prende la palla, ma il piede del napoletano. Rigore sul quale Maignan è sfortunato dato che non solo indovina la traiettoria del tiro di Politano, ma sfiora la palla che gli passa sotto il fianco. Il Milan, da grande squadra non si scompone e continua a macinare calcio come sa fare. Siamo al 55’ minuto e considerando il recupero c’è ancora una mezz’ora di tempo. Al 66’ minuto Pioli sostituisce gli esterni alti e aumenta la qualità di palleggio con l’ingresso di Diaz e Messias. Gli effetti si vedono 180 secondi dopo, quando dallo spagnolo, la sfera si allarga benissimo per la penetrazione in area a sinistra di Hernandez che scarica a rimorchio in centro area dove puntuale giunge Giroud che di piattone, di prima, trafigge Meret. 1 a 1 più che meritato. Il Napoli nel frattempo sostituisce la punta Raspadori per Simeone, più efficace nelle ripartenze. Il Milan continua a macinare calcio, ma inizia a rallentare il giro palla. La stanchezza emerge ed esce maggiormente il Napoli. Così quando Simeone al 78’ minuto riceve sfera in centro area del Milan, la gestisce bene e allarga a sinistra da cui giunge un traversone insidioso dove lo stesso giovane argentino si lancia di testa e spizzando la palla in diagonale anticipa Tomori e beffa Maignan. Napoli nuovamente avanti. Il Milan ci crede ancora, ma la sua forza d’urto non può essere la medesima d’inizio gara. Nonostante questo una bella azione fatta partire da Kalulu, porta lo stesso difensore in area partenopea a colpire in velocità senza marcatura. Il suo tiro è potente e supera anche Meret, ma è respinto dalla traversa. Qui si spengono le speranze del “Diavolo”, ma per la partita in sé. In chiave Campionato, il Napoli ha preso i tre punti, ma il Milan ha mostrato sul campo che nelle 31 gare rimanenti il suo gioco e la sua volontà sono superiori.

 

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C.L.: Milan vs Dinamo Zagabria 3-1. In testa per raggiungere gli ottavi il prima possibile

( settembre 2022 )


Il Milan cala il tris battendo la Dinamo Zagabria per 3-1 nella seconda giornata di Champions League, conquistando la prima vittoria e tre punti che portano i rossoneri in testa al girone. I rossoneri sono subito arrembanti nei primi minuti. Al 5’ azione manovrata del Milan sulla fascia destra d’attacco, scambiano Diaz e Saelemaekers, il belga crossa trovando Tonali ma la conclusione di testa finisce alta. Al 8’ ancora una buona azione di Saelemaekers che serve Giroud, il francesce lotta da terra e difende palla, si gira e calcia ma la conclusione è ancora alta. Il Milan continua a spingere ma trova l’attenta difesa della Dinamo. La prima azione della Dinamo arriva al 27’ da sinistra a destra d’attacco palla che finisce al giocatore ospite Moharrami che salta Theo e calcia ma è attento Maignan. Il Milan continua a mettere pressione agli avversari. Al 38’ ci prova Saelemaekers che riceve palla e si mette in proprio puntando l’area di rigore, rientro e tiro ma la conclusione è centrale. Al 43’ viene concesso un calcio di rigore ai rossoneri. Su scambio tra Diaz e Tomori con quest’ultimo che verticalizza per Leao, toccato in area da Sutalo, l’arbitro indica il dischetto e Giroud non sbaglia portando in vantaggio la sua squadra. In questo primo tempo ottimo Milan, un po' impreciso sotto porta. Il secondo tempo inizia nel migliore dei modi per i padroni di casa che raddoppiano al 46’ su contropiede magistrale del Milan, lancio per Giroud che appoggia per Diaz che allarga per Leao che punta e cross, arriva il belga Saelemaekers che di testa anticipa tutti e batte Livakovic. La partita sembra finire qui ma dieci minuti più tardi la Dinamo accorcia le distanze. Su manovra sulla sinistra d’attacco della Dinamo Zagabria, gran movimento di Petkovic che si gira e serve in area il compagno Orsic che da due passi batte Maignan. La partita prosegue e rimane in fase di stallo per buona parte del secondo tempo con il Milan che cerca di attaccare e la Dinamo cerca di rispondere in contropiede, ma entrambe le difese si dimostrano attente. Al 76’ i rossoneri chiudono la pratica con il terzo gol. Su azione corale da una parte all’altra del campo Saelemaekers scambia con Diaz che appoggia per Bennacer che a sua volta apre per Leao che serve Theo palla a Pobega che in diagonale firma il 3-1. Finisce la partita con il Milan che gestisce il vantaggio e la Dinamo che accusa il colpo e non reagisce. I rossoneri hanno meritato di vincere e la Dinamo non ha fatto molto per cercare di pareggiare i conti. Prima vittoria in Champions in assoluto in casa per gli uomini di Pioli che questa sera hanno dimostrato di essere una squadra compatta e crea gioco corale e micidiale se tutti i giocatori sono in forma. Ottima gestione del turnover con Saelemaekers e Pobega che si sono fatti trovare pronti in una partita importante. Alcuni elementi come Diaz sono da rivedere perché risultano soffrire la partenza da titolare. Peccato per la difesa che anche questa sera ha subito un gol sull’unica occasione che si è praticamente presentata agli avversari. La prossima partita sarà in campionato contro il Napoli che si sta dimostrando la squadra più in forma sia in campionato sia in Champions e non sarà facile vista l’assenza di Leao che avrebbe potuto dare imprevedibilità nelle azioni di attacco. Ma Pioli troverà di sicuro una soluzione per contrastare la corazzata napoletana.

 

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A: Samp vs Milan 1-2. Milan che lotta sino alla fine anche in 10, ma strappa i 3 punti

( settembre 2022 )


Trasferta ambigua questa a Marassi. La Sampdoria ha palesato limiti di gioco e di assetto tattico evidenti. Con solo due punticini in classifica e batoste prese come il poker per mano della Salernitana, che, non ce ne vogliano, non è il Barcellona, non dovrebbe essere una gara impervia per Pioli e compagni. Eppure i due punti presi dai blucerchiati sino ad ora, sono frutto di due pareggi contro squadre nettamente più forti di lei, quali la Juventus e la Lazio. Probabilmente contro le big, la Sampdoria può dare il meglio di sé. I rossoneri non smentiscono il loro credo tattico, ma Pioli, forte di una rosa competitiva e molto più ampia rispetto a quella dell’anno scorso concede turni di riposo a Tomori e Bennacer, sostituiti da Kjaer e Pobega. I meneghini tengono il campo subito magnificamente coprendolo nella sua estensione in modo esemplare e non lasciando alcun buco, ma al 6’ minuto è già spettacolo Leao. Prima della linea mediana in dribbling, supera sulla sua fascia sinistra due centrocampisti e si invola da quella parte verso l’area avversaria. Crossa basso al centro per Giroud che fa sfilare per De Ketelaere che di tacco appoggia dietro nuovamente per Leao che nel suo controllo in corsa difettoso, fa scorrere quasi involontariamente la palla verso il lato destro, dove sopraggiunge Messias che trafigge al volo, rasoterra, non un irreprensibile Audero. Ospiti subito in vantaggio. Ma la Sampdoria, come dicevamo è riuscita sino ad ora a dare il meglio di sé proprio con le big e nonostante la rete presa già in avvio, non si abbatte e gioca a viso aperto. Una bella azione porta i blucerchiati davanti all’area rossonora, ma giunti al tiro da fuori, la traversa nega la rete del pareggio. La gara è aperta ed il Milan quando riparte fa veramente paura. Tra Leao e Hernandez nessuno riesce ad arrestarli e su azione rapida Giroud colpisce a botta sicura di prima in area, ma questa volta Audero non si fa cogliere impreparato. La gara è piacevole e per una Sampdoria che tenta di giungere all’1 a 1, senza scoprirsi troppo, il “Diavolo” è pronto in ogni frangente per chiudere la gara sul 2 a 0. Cosa che gli riesce pure con una carambola del trequartista belga che finisce in rete, complice un’uscita a vuoto di Audero. La Var annulla per un fuorigioco millimetrico dell’attaccante francese. Nel frattempo Leao, sempre il più temibile tra i suoi, mostra quanto sia giovane ed inesperto quando per liberarsi dalla marcatura, rifila un’evidente quanto goffa ed inutile gomitata ad un blucerchiato. Cartellino giallo. Nella ripresa il portoghese mostra la sua età ancora giovane, quando su di un bel traversone dalla fascia destra offensiva rossonera tenta la rovesciata alta in mezzo all’area trovando però non il pallone ma la testa di un ligure. Non c’è cattiveria nel gesto ma solo il tentativo del tiro, ciò nondimeno è evidente l’intervento pericoloso e la seconda ammonizione è doverosa. Il Milan si ritrova ora a giocare buona parte del secondo tempo in inferiorità numerica, ed inizia una nuova partita. Gli ospiti fanno muro e i padroni di casa accelerano le giocate e alzano ulteriormente il ritmo della gara e il proprio baricentro. Così al 57’ minuto giunge il pareggio su di una buona azione avvolgente blucerciata che trova sul cross dalla sinistra l’anticipo di testa che beffa difensori e anche Maignan. Pioli riassetta i suoi rinforzando difesa e centrocampo e dieci minuti dopo il goal subito, giunge l’altra scelta arbitrale che indirizza la gara. Su di un cross in area ligure, nel tentativo di ostacolare il colpo di testa di Giroud, la Var evidenzia un leggero tocco di mano sampdoriano. Lo stesso attaccante francese si presenta sul dischetto e riporta avanti i suoi. Vi sono ancora 20’ minuti di sofferenza rossonera, ma la lotta è nel DNA del Milan di Pioli. Quando il pareggio sembra nell’area nella stessa azione Maignan chiude lo specchio alla grande ed in mezzo alle due parate il Milan è anche fortunato dato che la Sampdoria ha colpito il suo secondo legno. Vittoria sudata per via soprattutto dell’inferiorità numerica, ma sono quelle che danno più soddisfazione e autostima.

 

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C.L.: Salisburgo vs Milan 1-1. L’esordio snerva e si rimane attaccati al palo

( settembre 2022 )


Il Milan porta a casa un punto pareggiando per 1-1 contro il Salisburgo nella prima giornata della Champions League 22/23. Già dai primi minuti il Salisburgo si propone aggressivo cercando di andare in vantaggio al 2’ con Capaldo che però non inquadra la porta per la fortuna del Milan. All’8’ si fa vedere Giroud che recupera un buon pallone ma il tiro non impensierisce il portiere Kohn. La partita procede senza idee propositive da entrambe le parti. Ma al 28’ Bennacer sbaglia il disimpegno perdendo palla al limite. Okafor salta Kalulu con un tunnel e da dentro l’area batte Maignan per il vantaggio dei padroni di casa del Salisburgo. Il Milan cerca di reagire ma senza convinzione anche perché si trova davanti un muro di difesa ben posizionato fino al 40’ quando il pressing del Milan viene premiato con un gol da parte di Saelemaekers. L’azione parte da Bennacer, che si fa in questo modo perdonare dell’errore sul disimpegno che ha portato al vantaggio del Salisburgo, suggerimento di Leao in mezzo per il belga che in area insacca. Il primo tempo termina con il pari. Riprende la partita e il Milan ci prova al 47’ con tiro di Calabria dalla distanza che finisce sopra la traversa. Al 53’ il Salisburgo mette i brividi al Milan. Okafor salta Calabria e allarga a sinistra per Kjaergaard, che mette in mezzo per Fernardo: il brasiliano spara alto a pochi metri dalla porta rossonera. Pochi tiri da parte del Milan e anche molti errori nei passaggi che permettono al Salisburgo di tirare spesso, senza successo, verso la porta rossonera. Sullo scadere del tempo quando ormai sembra tutto in parità il Milan cerca il colpaccio. Al 91’ Theo va sul fondo a sinistra e mette in mezzo, Origi stoppa, fa perno sull’avversario ma al momento del tiro la sbuccia incredibilmente. Ma l’occasione più ghiotta per i rossoneri arriva al 94’. Cross di Leao da sinistra a rientrare e deviazione di Bernardo che si stampa sul palo. Finisce con un pari, risultato giusto per le azioni viste in campo. Dopo la vittoria contro l’Inter nel derby ci si aspettava molto di più dal Milan. I Campioni d’Italia stasera sembrava la fotocopia di quello visto con il Sassuolo la scorsa settimana in campionato. Pertanto i problemi evidenziati in quella partita continuano a persistere. Quando il Milan non è in forma perché obiettivamente giocare ogni tre giorni è snervante, il risultato che il Milan riesce a strappare è un pari grazie al fatto di avere un eccellente ed attento portiere. Il gioco ne risente, il centrocampo non ha la gamba e recupera pochissimi palloni e gli attaccanti non hanno palle giocabili davanti alla porta. Il Salisburgo ha fatto il suo dimostrando che non è in Champions per caso ma con il suo gioco di corsa e con l’attenzione sono riusciti a mettere in difficoltà il Milan portando a casa un punto prezioso. Il passaggio del turno nel girone da parte del Milan sembrava quasi scontato ed invece bisogna prestare attenzione anche a squadre come il Salisburgo oppure la Dinamo Z. che è prima in classifica battendo il favorito Chelsea. Il prossimo impegno del Milan sarà sabato in campionato contro la Sampdoria, squadra che è riuscita a mettere in difficoltà Lazio e Juventus portandosi a casa il pari con entrambe.

 

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A: Milan vs Inter 3-2. Spettacolo a San Siro, ma festeggia solo il “Diavolo”

( settembre 2022 )


Il derby, di qualsiasi città si tratti, è sempre una sfida molto speciale. Quello più ad alta quota, tradizionalmente è sempre stato quello che si svolge sotto la “Madunina”. Il Milan è dietro di un punto ai rivali cittadini, ma sono i Campioni d’Italia che vogliono dimostrare chi è il più forte da subito. Pioli, come il suo rivale in panchina non muta assetto tattico e sceglie il suo 11 migliori e più logico con De Ketelaere che oramai ha scavalcato nelle gerarchie Diaz come trequartista. Inzaghi, invece sorprende affiancando all’irrinunciabile Lautaro, Correa invece che il bosniaco. Difesa titolarissima e sorpresa di Dimarco in panchina per Darmian. Quest’ultimo probabilmente conferisce più copertura dietro rispetto a Dimarco. I nerazzurri non partono male ma pian piano si nota una migliore copertura del rettangolo di gioco da parte del 4-2-3-1 milanista. Nel 3-5-2 interista, come sovente capita, gli esterni sono troppo spesso lontani sia nella fase di pressing alto, che nella fase di chiusura dietro. Dopo che Leao da esterno di sinistra con una sua classica giocata da fuori scalda i guantoni in allungo di Handanovic, al 21’ minuto è l’Inter, quasi inaspettatamente a passare. Dalla difesa i nerazzurri escono bene e Correa di prima serve in girata centralmente ed in mediana il “Toro”, Lautaro difende spalle alla porta la sfera come se fosse Lukaku e appoggia nuovamente dietro a Correa che è molto bravo a tracciare l’assist rettilineo per un intelligentissimo Brozovic che si inserisce verticalmente verso Maignan e lo supera con un preciso piatto a fil di palo. Difesa rossonera bucata e aperta come un budino. L’Inter è in controllo gara, ma come le capita spesso, i suoi giro palla sono lenti e prevedibili. Le distanze tra i reparti sono ampie così come non vicini sono i compagni di squadra. In questo modo avviene l’errore da matitona rossa di Calhanoglu che dalla sua sinistra per far ripartire i suoi, inventa un perfetto passaggio orizzontale a metà strada per i centrocampisti nerazzurri, ma preciso per Tonali che punta l’aria avversaria e apre all’ultimo per Leao a sinistra che beffa Handanovic sul palo lontano nonostante il capitano interista tocchi la palla con i guantoni. 7’ minuti è durato il vantaggio interista e Inzaghi e soci subiscono il colpo. Non tanto il pareggio in sé, ma il come è avvenuto. Un quarto d’ora abbondante di sofferenza interista dove il Milan non ne approfitta. L’Inter ha paura ad imbastire azioni di gioco. Diversi suoi elementi paiono fuori forma o demotivati ed il solo Brozovic è quello che cerca di fare da collante tra difesa e attacco. Dumfries si annulla con Theo, ma il Milan crea due/tre situazioni insidiose che non si concretizzano in tiri in porta. Poco male, visto che nella ripresa occorrono appena 9’ minuti al Milan per mandare in tilt tutta la linea di difesa interista. Leao a sinistra suggerisce senza essere pressato per Giroud, guardato da lontano dai tre centrali nerazzurri. Il francese lentamente e indisturbato si gira e insacca con un diagonale non forte ma beffardo. L’Inter è in bambola e bastano altre 6’ minuti per prendere il colpo del k.o. Nuovamente è Leao a irridere tutti e tre i centrali interisti bruciandoli in area piccola e in diagonale siglare il 3 a 1. Inzaghi corre ai ripari. Fuori in un colpo solo Barella, Correa e Bastoni per Mkhitaryan, Dzeko e Dimarco. Stesso modulo ma dinamicità differente. Entrano tutti e tre al 64’ minuto e l’Inter impiega soli 180 secondi per riaprire il derby. E’ proprio l’ex Roma a suggerire il filtrante a sinistra per Darmian che crossa basso al centro sul primo palo dove il bosniaco anticipa Tomori e anche Maignan. Inzia un’altra gara e per 15’-20’ minuti l’Inter di carattere e di nervi crea dalle tre alle quattro palle goal. Su di un paio Maignan è strepitoso. Specie su il tiro da fuori di Calhanoglu, che sul colpo di testa ravvicinato di Lautaro. Ma il Milan regge all’urto e si porta a casa tre punti e vittoria. Troppo fragile la difesa interista e buchi generali di tensione, di personalità e gioco da parte di molti nerazzurri. Per occasioni costruite è stato un derby equilibrato, ma ai punti, ha tenuto decisamente meglio il campo il Milan. Leao e Maignan sono stati i fautori del successo rossonero.

 

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A: Sassuolo vs Milan 0-0. Sassuolo, stanchezza e infortuni fermano il Milan

( agosto 2022 )


Il Milan porta a casa contro il Sassuolo solo un punto pareggiando 0-0 nel turno infrasettimanale valido per la quarta giornata di campionato. La partita inizia con un ottimo Milan che già all’8’ cerca di portarsi in vantaggio. Inserimento di Pobega sull’imbucata di Leao. Da posizione molto decentrata il centrocampista calcia verso la porta ma viene murato da Consigli in uscita. Poi a porta parzialmente sguarnita Leao calcia alto. Al 12’ regalo di Berardi che consegna palla al milanista Leao che si accentra e calcia da fuori. Il pallone sfila non lontano dall’incrocio. Al 21’ il Sassuolo si fa vedere in area del Milan e si procura un rigore. Su tocco di Florenzi su Kyriakopoulos forse prima sbilanciato anche da Saelemaekers, l’arbitro concede il calcio di rigore. Batte Berardi che con un calcio a mezza altezza cerca di spiazzare il portiere del Milan ma il rigore viene parato da un plastico Maignan. La partita prosegue senza grosse occasioni fino al 40’ quando su contropiede veloce del Milan condotto da Brahim Diaz, pallone a sinistra per Florenzi il cui cross viene respinto. Giroud a rimorchio calcia malamente sul fondo. Finisce il primo tempo con il pari che risulta essere al momento il risultato più giusto. Inizia il secondo tempo e le due squadre sembrano senza idee e alquanto affaticate. Al 53’ ci prova il Sassuolo con un tiro di Thorstvedt dal limite ma Maignan blocca. Un paio di tentativi imprecisi rossoneri arrivano da Leao ma il Sassuolo è attento a respingere. Il Milan appare stanco e poco propositivo e il Sassuolo privo di idee in attacco dovuto anche all’infortunio del suo miglior attaccante Berardi ma è molto attento nella fase difensiva anche se dal Milan nel secondo tempo non arrivano grandi occasioni gol. Si conclude la partita a rete inviolate con il Sassuolo che si lascia sfuggire la possibilità di battere un Milan non proprio in forma fisica e mentale sbagliando un rigore prezioso. Il pari risulta un giusto risultato. Il Milan questa sera, forse anche per il legittimo turnover che applica mister Pioli e alla serata no di alcuni dei suoi come Giroud e Tonali e all’infortunio rimediato da Florenzi, è apparso svagato e un po' sulle gambe. Dopo l’ottima prestazione di sabato con il Bologna ci si aspettava un Milan molto arrembante ed invece si è visto un Milan in difficoltà. Difficoltà che vanno risolte perché nel prossimo turno ci sarà da faticare nel derby contro l’Inter visto che i cugini nerazzurri hanno battuto 3-1 la Cremonese, mostrando che nonostante i problemi fisici dei suoi migliori uomini e non avendo un gioco corale come i rossoneri, sono riusciti agevolmente a portare a casa il risultato. Il Milan si troverà pertanto in questi giorni a dover migliorare, non tanto i meccanismi della squadra che sono ormai collaudati, ma la forma fisica e mentale, impresa difficile per le partite ravvicinate.

 

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A: Milan vs Bologna 2-0. In stile da Campioni d’Italia, vittoria senza rischi

( agosto 2022 )

 

 

Sono sempre partite insidiose quelle che sulla carta paiono molto abbordabili. Il Bologna di Mihajlovic, qui a San Siro è già venuto, riuscendoci, nelle ultime stagioni non solo a bloccare, ma anche a portarsi via bottino pieno da entrambe le sponde del Naviglio. Per far ciò gli emiliani si schierano con un 5-3-1-1 con la forza di Barrow a sostegno della tecnica e i centimetri di Arnautovic. Pioli non si discosta dal suo canonico 4-2-3-1 con Giroud, supportato da Leao, e Messias sugli esterni e De Ketelaere a fungere da trequartista in linea. Mediana e difesa titolarissima. Con piena tranquillità e la consueta determinazione, i Campioni d’Italia comandano le operazioni. Il loro gioco non è fatto di aggressione a tutto campo e asfissiante, ma di decisa e perfetta occupazione di tutto il prato verde. Quando la palla è tra i piedi degli ospiti, non sanno proprio cosa farne dato che i padroni di casa non lasciano alcun spiraglio di manovra. La cosa più sorprendente è che pare che il Milan ci riesca senza neppure troppo sforzo fisico. Non hanno fretta i rossoneri, dato che sono consapevoli che hanno più armi a loro disposizione. Talvolta si abbassano per non fare arroccare dietro l’avversario e con il pressing in mediana far partire le proprie frecce veloci, una su tutte Leao, senza dimenticare Theo Hernandez, probabilmente i due calciatori con più corsa e velocità di tutta la Serie A. Se poi ci mettiamo la classe e la testa già da giocatore fatto del nuovo acquisto belga, per il Milan diviene tutto più semplice. Vetrina del Milan di Pioli è di fatto la rete del vantaggio al minuto 21’. De Ketelaere ruba palla in mezzo al campo con ferocia e và via con classe centralmente e con naturalezza, giunto al limite dell’area emiliana, fornisce l’assist perfetto a sinistra per l’inserimento comodo di Leao lasciato colpevolmente troppo libero dalla difesa bolognese. Il portoghese è freddo nel superare Skorupski sul suo primo palo, che evidentemente si aspettava invece già il diagonale sul palo opposto. Il Milan viaggia a vele spiegate e senza difficoltà. Prima della pausa del caffè potrebbe segnare almeno altre due volte, ma da applausi è di nuovo il trequartista belga. Da vedere come il “Principe” di San Siro, il nuovo Kaka dei tifosi rossoneri, si proietti verso l’area avversaria e fornisca a Kalulu una deliziosa palombella che lo mette a tu per tu con Skorupski, che si salva in uscita bassa. Nella ripresa il copione non muta. Il Bologna vorrebbe cercare il pareggio, ma la differenza è talmente palese che il secondo goal giunto dopo nemmeno un quarto d’ora dalla ripresa è un manifesto di resa. La pressione e copertura del campo da parte dei milanisti è altamente ben equilibrata e ben fatta che al 58’ minuto la retroguardia emiliana, dalla propria difesa, per cambiare gioco dalla propria sinistra gira male e troppo corto il pallone a destra, che giunge tra i piedi di Leao. Il portoghese scodella un cross delizioso per una girata a mezza altezza, degna delle Figurine Panini da parte di Giroud. Partita chiusa e solo un palo preso da fuori con Maignan comunque sulla traiettoria, mette un brivido ai tifosi milanisti. Vittoria completa sotto ogni aspetto e se nessun goal è stato preso, questa volta non è dovuto alla bravura del proprio portiere, ma dall’organizzazione di gioco. Maignan non ha dovuto compiere nessuna parata. La maturità è una gran qualità e i Campioni d’Italia ne sono forniti.

 

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A: Atalanta vs Milan 1-1. Pareggio di alta intensità europea

( agosto 2022 )


Il primo scontro al vertice è capitato ai Campioni d’Italia. La trasferta è una di quelle più insidiose visto che andare a giocare in casa della “Dea” è sempre un’incognita. Nessuna novità per Pioli, che ancora lascia ai box Giroud e mette come punta avanzata Rebic. A far coppia in mediana c’è il ritorno di Tonali ad affiancare Bennacer. Il compatto e determinato 4-2-3-1 milanista parte subito fortissimo a Bergamo e Leao già nei primissimi secondi dimostra, scappando sulla sinistra alla sua maniera, quanto possa far male. Il 3-4-3 atalantino è sì aggressivo in proposizione, ma per le frecce rossonere pare subito un po’ troppo scoperto. La sfida è immediatamente intensissima senza un attimo di pausa. Sovente le difese hanno la meglio sugli attacchi, e dove non giungono i difensori, in uscita Musso e Maignan fanno vedere quanto sono bravi nella lettura in anticipo delle situazioni pericolose. Infatti le squadre sono cortissime e gli scontri si susseguono. Zapata fa a sportellate con Kalulu e Tomori, ma in mezzo a questi due marcatori sarebbe difficile per tutti. A Messias capita una palla d’oro, ma la sua grande generosità nella corsa è inversamente proporzionale alla sua precisione. Cosa che invece alla mezz’ora non difetta a Malinovskyi. In un bel giro palla veloce da destra a sinistra nerazzurro, il centrocampista offensivo bergamasco è bravo a dettare il passaggio fuori dall’area, smarcandosi arretrando dalla prima linea d’attacco. Difensori, ma soprattutto centrocampisti rossoneri, rimangono troppo schiacciati verso l’area piccola e si alzano troppo tardi per andare a fare muro sulla stoccata di Malinovskyi. Maignan copertissimo da tutti la vede quando oramai la palla gli passa affianco. Vantaggio dei padroni di casa ma che non turba più di tanto i Campioni d’Italia. Al ritorno dagli spogliatoi il Milan ha il pallino sempre del gioco in mano, ma non riesce a creare più di tanti pericoli dalle parti di Musso, anche se su di un angolo Kalulu svetta su tutti di testa liberissimo da marcature, ma non inquadra la porta. Prima della mezz’ora Pioli inizia a modificare qualcosa. Davanti Rebic lascia il posto alla classe ed il senso del goal di Giroud, ma soprattutto Diaz, molto spento e poco incisivo nelle azioni lascia il campo per De Ketelaere. Il Milan aumenta i giri del motore e splendido si dimostra l’assist che taglia la difesa atalantina da parte del neo entrato belga che mette Tonali davanti a Musso. L’estremo difensore bergamasco in uscita compie un vero miracolo chiudendo lo specchio della porta al centrocampista della nazionale italiana negandogli la rete. Al 66’ minuto Anche Messias e Leao vengono sostituiti da Saelemaekers e Origi. Ora sono due le punte rossonere pesanti in area orobica ma due minuti dopo non saranno loro a portare al pareggio il Milan. Prima Bennacer prova il diagonale da fuori impegnando Musso che si rifugia in angolo allungandosi sulla sua sinistra. Sullo stesso calcio dalla bandierina, è di nuovo Bennacer a raccogliere la sfera da fuori area sulla destra d’attacco rossonera. Punta a destra il suo marcatore davanti, sbilanciandolo quel tanto per prendere spazio a sinistra e immediatamente fa partire un bellissimo tiro a giro a mezza altezza che lascia Musso e difensori impietriti. Un colpo da bigliardo da fuoriclasse che colpendo il palo interno fa carambolare la palla in rete per l’ 1 a 1. Anche Gasperini nel frattempo mette mano alla sua formazione ma i padroni di casa sono costretti a giocare più di rimessa vista la pressione alta degli ospiti. Sino al termine della gara è più il Milan che ha voglia e birra nelle gambe per cercare il bottino pieno, ma arriva al 96’ minuto il fischio dell’arbitro a sancire il termine di questa bella partita combattutissima, sia a livello fisico che di qualità. Magari Pioli fa bene a parlare di due punti persi, ma contro un’Atalanta così vigorosa, in trasferta, saranno in ben pochi a prendersi la vittoria.

 

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A: Milan vs Udinese 4-2. La forza dei Campioni d’Italia, solidi e convinti

( agosto 2022 )



Si riapre il Campionato di Serie A, con l’esordio a San Siro proprio da parte di chi l’ha vinto meno di tre mesi fa. Ospite un ostica Udinese. Nonostante la buonissima campagna acquisti sino a qui condotta dai vertici rossoneri, nel suo consolidato 4-2-3-1, troviamo gli stessi nomi della scorsa stagione dal primo minuto. Difesa titolarissima e la sorpresa è in mediana, perché con la partenza di Kessiè ed il forfait di Tonali, la coppia centrale in mediana è costituita da Krunic e Bennacer. Davanti la punta non è Giroud perché parte dai box, ma un vogliosissimo Rebic supportato dal tridente Leao, Diaz e Messias. Come nell’ultima amichevole, i Campioni d’Italia, partono un poco ritratti e dopo un minuto, su corner si trovano sotto grazie all’incornata di testa di un difensore che sorprende gli statici marcatori milanisti. Ma sempre come in amichevole, i padroni di casa accendono i motori ed impiegano un quarto d’ora per ribaltare la situazione. Tutto sulla destra con Calabria che nel tentativo di raggiungere la sfera vagante in area piccola, per spingerla in rete ci scivola sopra ed il contatto con il difensore centrale friulano è inevitabile. Nonostante la Var, la decisione di assegnare il rigore non è facile, ma sul dischetto si presenta Hernandez che non fallisce, con Silvestri spiazzato. Di nuovo situazione di pareggio dopo 11 minuti, ma ne bastano appena altri 4’ di giri di lancetta, per far scendere lo stadio. Diaz si destreggia da vero fantasista al limite dell’area e libera a destra per la corsa di Calabria che crossa a metà altezza al centro dell’area dove impatta al volo in corsa perfettamente Rebic. Il Milan ora è padrone del campo. Testa, muscoli e tanta convinzione, ma si specchia troppo non aggredendo con la medesima rabbia l’area avversaria. Di fatto rischia in un contropiede rapido da parte di bianconeri, dove da solo contro due, Kalulu esce in anticipo così veloce e pulito tra i due attaccanti friulani da ricordare il grande Franco Baresi. I milanesi continuano a macinare gioco ma di fatto non tirano nello specchio e quando pare di andare tutti negli spogliatoi con i meneghini avanti di una rete, un’altra distrazione difensiva rossonera ammutolisce i settantamila del Meazza. Azione ordinata dell’Udinese, in pieno recupero, che fa passare la sfera da destra a sinistra. Il traversone sorvola l’intera area milanista e i quattro di difesa scalano tutti a sinistra. Calabria da esterno di destra si trova così a fare da centrale e Messias che dovrebbe coprirgli le spalle è in ritardo sulla chiusura su Masina che supera un’incolpevole Maignan. Si và quindi al riposo sul risultato di 2 a 2 con i portieri che non hanno mai comunque dovuto effettuare una parata. La delusione dura una manciata di secondi del secondo tempo, perché la frittata la combinano i due difensori ospiti che su un innocuo cross dalla sinistra rossonera, si fanno carambolare la palla tra loro e Diaz a due passi anticipa tutti, anche un incredulo Silvestri. I rossoneri ora hanno ancora la tranquillità del vantaggio dalla loro e per tutta la ripresa non commetteranno più una sola sbavatura. Di fatto il 3-5-2 degli ospiti non riuscirà a sortire nessun grattacapo dalle parti di Maignan. I Campioni d’Italia giocano a memoria e con la determinazione che da quasi tre anni li contraddistingue. La dimostrazione è la rete del poker che sancisce la resa dei bianconeri. Messia a venti dalla fine lotta spalla contro spalla contro Pereyra sino alla linea di fondo, che vince il contrasto ma non si avvede di essere raddoppiato da Diaz che passa al centro dove Rebic scaraventa in rete per la sua doppietta personale. Potrebbe anche fare cinquina il “Diavolo”, ma più importanti sono gli ingressi di Origi, Pobega e soprattutto dal nuovo giovanissimo belga De Ketelaere che in una ventina di minuti mostra già lampi di qualità, ma anche grinta. Il Milan parte con un chiaro segnale a tutti. Ci siamo e siamo ancora più forti.

 

 

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