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Milan ( commento partita )Milan vs Cagliari: 3-0. Nessuno come il Milan in Europa ( luglio 2020 )
Con questa vittoria, il Milan, nella speciale classifica post Covid-19, si registrano nessuna sconfitta su dodici match disputati, ben nove vittorie e tre pareggi, due dei quali con le due squadre più in forma come Napoli e Atalanta, senza dimenticare che ha strapazzato le due romane oltre alla Juventus. Praticamente gli è mancato solo il Derby e avrebbe incontrato tutte le formazioni che le erano davanti. Il Cagliari forte del successo di pochi giorni fa sui Campioni d’Italia e tranquilli per la salvezza raggiunta già da tempo vuole fare bella figura, ma dinanzi ha un Milan che se anche non ha più lo stimolo di raggiungere la Roma al quinto posto, non solo è in grande forma fisica e mentale, ma ha tanta fame di vincere. Sin dalle battute iniziali è un monologo rossonero. Praticamente Donnarumma lo si vedrà unicamente allo scadere dei novanta minuti con una bella parata. Sarà 3 a 0 ma il risultato poteva essere anche più rotondo. Al decimo minuto padroni di casa già in vantaggio, forse con un pizzico di fortuna per l’autogoal di rimbalzo sullo stinco di Klavan, ma è l’azione ad essere premiata. Scambio veloce in area con Ibra che copre sulla sinistra l’avanzata di Leao che tira un preciso diagonale che prende il palo e carambola sul difensore sardo. Una fortuna comunque cercata con continuo pressing e lotta su ogni pallone vagante. Il Milan potrebbe terminare la prima frazione con un risultato ben più ampio. Ibrahimovic sulla sinistra spreca un bel cross dalla destra da parte di Castillejo, ma è anche bravo il portiere cagliaritano. Cragno si supera però prima della mezz’ora. Su di un colpo di testa dello svedese rossonero la palla rimbalza sul braccio largo del suo marcatore ( regola comunque da rivedere visto che è innaturale saltare con le braccia strette sui fianchi ) e l’arbitro concede il penalty. Ibra tira bene sulla destra, abbastanza angolato e piuttosto forte, ma Cragno è bravissimo a mettersi la tuta di Donnarumma è bloccare la sfera tenendo ancora in partita i suoi. Spettacolare anche la traversa di Leao che al volo in mezza rovesciata in area disegna una traiettoria al pallone, degna di essere in un film, che si stampa in pieno sulla traversa a portiere battuto. Inizia la ripresa ed il Milan prima del quarto d’ora chiude la pratica in modo definitivo. Al 55’ minuto Hernandez parte dalla sua fascia come un treno direttissimo, inarrestabile, e suggerisce sulla destra per lo svedese. Ibra stoppa al limite e guarda la porta che trema sul suo bolide in diagonale quasi sotto l’angolino con Cragno che può solo osservare i pali che tremano per la paura. In questo goal c’è tutta la determinazione del leader in campo di questa bella macchina da calcio plasmata dall’altro condottiere che è in panchina. Trascorrono appena due minuti e Ibra ruba palla sulla tre quarti smista a destra per Bonaventura che senza guardare regala un bellissimo assist per Castillejo che sta giungendo centralmente dalle retrovie. Con una veronica con palla a seguire si libera del suo marcatore e con un preciso tiro a incrociare nell’area piccola spiazza il portiere per il risultato finale. Ancora un bellissimo Milan che i tifosi sperano solamente di poter vedere pari pari nella prossima e non lontana stagione.
Samp vs Milan:1-4. Un Milan da Champions, però sarà solo 6° ( luglio 2020 )
Un Milan che fa sognare, più per il futuro che per l’oggi dato che il Campionato in corso finirà la prossima giornata, in questo fine settimana. La Roma in serata, sconfiggendo il Torino ha mantenuto i suoi quattro punti di vantaggio, ma il Milan ha fatto il suo cercando di mettere pressione e vincendo a Marassi, cosa mai facile, specie contro le formazioni allenate da Ranieri. Non si può negare che la Sampdoria sembrasse essere già in spiaggia, almeno diversi suoi uomini sin dalle battute iniziali, ma comunque i rossoneri partono subito con il piede pesante sull’acceleratore e non è un caso che dopo soli quattro minuti siano già in vantaggio. Bella azione sulla sinistra offensiva, Rebic lungo la linea laterale sbilancia il suo avversario facendolo scivolare a terra, accelera e pennella un cross telecomandato per l’elevazione imperiosa di Ibrahimovic. Tutto il primo tempo è un monologo milanista. La voglia di vincere nei calciatori di Pioli è lampante e dimostra che non si vuol accontentare del gollettino di vantaggio. L’allenatore milanista sa che nei 90’ minuti tutto può accadere e pure i suoi giocatori. La partita è nelle mani degli ospiti, ma la Sampdoria inizia a riequilibrare le forze in campo, tuttavia Donnarumma rimarrà inoperoso per i primi 45’ minuti. Alla ripresa Ranieri opera subito un paio di cambi per dare forze fresche. Anche Pioli si adegua e muta il suo quasi tridente in un solido 4 – 4 – 2 ma più con l’intenzione di fare male che contenere. Eccolo infatti il goal che porta già alla quasi blindatura del match. Sponda dello svedesone ed il turco insacca, dopo un contrasto sospetto. Infatti l’arbitro inizialmente annulla la rete di Calhanoglu per fallo, ma la VAR evidenzia che il difensore non subisce carica ma scivola da solo. Conferma dunque del raddoppio. I padroni di casa sono tramortiti e pare che giochino con l’unico desiderio di andare negli spogliatoi dunque i protagonisti della precedente segnatura si ripetono sei minuti dopo ma a ruoli invertiti. Calhanoglu da trequartista al limite dell’area suggerisce per il leader rossonero che di piatto mette alla destra del portiere per il secco 3 a 0. La Sampdoria si sveglia e inizia a procurare grattacapi alla retroguardia di Pioli, orfana del suo capitano Romagnoli. Un fiscale Pasquale dopo aver visionato la VAR concede il rigore ai blucerchiati per un blocco in area di Kjaer su Bertolacci al limite della spalla contro spalla. Nulla di fatto perché è solo l’occasione per esaltare il giovane ma oramai veterano portierone della Nazionale che intuisce e para. E’ il suo quarto penalty parato in stagione, non proprio un fatto di fortuna. A tre minuti dal novantesimo a rendere meno roboante la sconfitta in casa ci pensa Askildsen che con un bolide da fuori area imparabile segna il primo goal per la sua squadra. Cinque minuti dopo, in pieno recupero, Leao non ci sta e vuole rimettere le giuste distanze tra le due formazioni e un bellissimo tiro a giro supera lateralmente il difensore che ha dinanzi, coprendo il portiere che non può fermare la sfera indirizzata in rete. Una bella prova convincete da parte del Milan che vuole uscire con la soddisfazione di una ripresa di campionato da assoluto dominatore, persino meglio in quanto numeri della meravigliosa DEA. Ibrahimovic riesce in campo a conferire rabbia agonistica e carattere ai suoi compagni, oltre a colpi di qualità da campione vero, nonostante i quarant’anni non siano tanto lontani. Un esempio per i ragazzi più giovani e tutto il Milan ne beneficia, ben orchestrato dalla sapienza e tranquillità di Pioli.
Milan vs Atalanta:1-1. Il Diavolo va a braccetto con la DEA ( luglio 2020 )
Sembra un mondo fa quando l’Atalanta rifilò una manita in casa propria al Milan, ma era solamente il girone di andata. I bergamaschi erano già la straripante DEA di oggi che può sognare di tutto, dallo scudetto ( oramai sfumato ) alla Champions, ma questo Milan non è quello arrendevole e senza anima di allora. Forgiato dal pensiero calcistico di gruppo di Pioli, è un vero Diavolo ed in campo questa sera si è visto, non tanto nel risultato in sé, ma nella prestazione complessiva. Finisce 1 a 1, risultato giusto, frenato nello spettacolo solo dalla stanchezza di un mini torneo accelerato con la centrifuga che non risparmia muscoli, fiato e testa. Siamo dinanzi alle uniche due squadre che non hanno subito sconfitte dalla ripresa, con i migliori attacchi e buonissime difese, ovvero il top Nazionale e non solo. Gli ospiti partono bene con il loro calcio veloce e di qualità, ma il Milan sta bene e pressa a sua volta alto, permettendo continui capovolgimenti di fronte. Non sono certo due squadre dall’atteggiamento attendistico, ma entrambe vogliono condurre le danze e portare a casa i tre punti. Il Milan per cercare di non far fuggire la Roma ed il quinto posto che vuol dire niente preliminari e l’Atalanta per mettere pressione alla Juventus e ridurre temporaneamente il gap a sole tre lunghezze. A sbloccare il match è Calhanoglu che pennella una punizione a giro dalla sinistra dell’area di rigore che si insacca sotto l’incrocio opposto della porta difesa da Gollini. Una vera perla degna dei piedi di Baggio o Del Piero. Il turco alla sua centesima partita con i rossoneri si regala un vero gioiello, ed è la sua ottava rete in campionato, in barba a chi a inizio stagione lo criticava. Gli ospiti non ci stanno e la reazione è veemente ma si scontrano contro altri calciatori che non regalano un solo centimetro. A metà primo tempo una percussione di Malinovskyi lo porta a cadere in area in un normale scontro di gioco. Sarà Biglia, ingenuamente e pericolosamente ad entrare con forza con i tacchetti sulla gamba dell’avversario ancora a terra. La VAR decreta il giusto rigore e grazia il centrocampista milanista con un solo giallo. Ma oggi Donnarumma festeggia la sua duecentesima presenza con il Diavolo e quale migliore regalo se non parare magnificamente il penalty? La DEA sciupa il pareggio facile ma non rimane scossa, continua con insistenza la ricerca del goal, lasciando possibili varchi ai meneghini. Pareggio che arriva un pò carambolescamente con un’azione di sfondamento centrale, simile a quella che aveva portato al rigore. Freuler si lancia palla al piede nell’area avversaria, calcia ma come un flipper impazzito la palla rimbalza tra i difensori e giunge sulla sinistra a Zapata che ad un passo dal portiere lo trafigge con un diagonale imparabile. Siamo al 34’ minuto e poco dopo un’altra azione veloce porta Freuler dinanzi a Donnarumma, ma questa volta il portiere della Nazionale chiude la porta e anche il primo tempo sul pareggio. Parità che giungerà sino al termine della partita. Un occasione limpida a testa, con Gomez da una parte e Bonaventura dall’altra ( che colpisce il palo ) spiegano un equilibrio di forze giusto e la vittoria nell’ultima mezz’ora della stanchezza da entrambe le parti. Neppure i cambi riescono a sbilanciare le forze in campo da una parte o dall’altra. Se sono attualmente le due squadre migliori sotto tutti i punti di vista, dai numeri che si prendono in considerazione sino alla qualità del gioco espresso, è anche logico che il risultato in campo sia stato equo. La Juventus ringrazia, perchè ora gli basterà un pareggio per chiudere la pratica, almeno con la DEA, sempre che Inter e Lazio vincano altrimenti sarà già scudetto con un punticino contro al Sampdoria.
Sassuolo vs Milan: 1-2. In Coppa sulla Via Emilia ( luglio 2020 )
Prima il Parma, poi il Bologna e ora lo scontro con la più vicina in classifica, il Sassuolo. Potesse il Milan giocare sempre contro squadre emiliane, sarebbe prima indiscussa in Campionato. Ad onor del vero con sette vittorie e due pareggi sulle ultime nove gare, è di fatto in testa con la DEA nella speciale classifica Covid-19. Il Milan sta bene, grazie a Pioli che sa di calcio, ma è soprattutto una bella persona che si fa amare dai suoi calciatori, con cui parla e sa stimola le corde giuste per farli crescere e rendere al meglio. A proposito, la Società A.C. Milan ha confermato per le prossime due stagioni il mister italiano lasciando perdere la strada estera o qualsiasi altra soluzione. Dinanzi ad una gestione così perfetta, con tanto di eccellenti risultati sul campo, di ambiente e di gestione, sarebbe stato l’ennesimo errore di valutazione, come fu l’esonero di Gattuso. Tornando alla partita, si sono affrontate due formazioni che sono tra le più in salute del momento. Giocano bene di squadra, sono in forma fisica molto buona e si divertono. Ovviamente i meneghini annoverano tra le loro fila elementi dal tasso tecnico nettamente superiore e una stella di primo piano come lo svedesone. Proprio Ibra sarà determinante per tutta la partita e non solo per la sua doppietta risolutrice. I padroni di casa partono bene, con le loro manovre avvolgenti e rapide, ma gli ospiti sono altrettanto tonici e ben organizzati, tant’é che Donnarumma non è troppo impegnato. La svolta avviene poco prima del 20’, quando su un errato disimpegno degli emiliani, il tuttofare Kessiè intercetta e smista per il turco dalle qualità di rifinitore invidiabili che pennella un cross a giro dalla destra che vede il movimento perfetto di Ibrahimovic che di testa insacca. Il Sassuolo perde le file delle sue trame ed il Milan gestisce cercando però di arrotondare il risultato, con lo svedese nuovamente vicino alla rete alla mezz’ora. A circa cinque minuti dal riposo su una punizione dalla destra in area dei biancoverdi un entrata maldestra di Calhanoglu sull’attaccante avversario regala il rigore dettato dalla VAR per evidente tocco del pallone con il braccio. Caputo salito al quarto posto della classifica marcatori alle spalle di Lukaku non sbaglia spiazzando il portiere della Nazionale. Ma il recupero è fatale al Sassuolo. Troppo leggero e distratto dietro, permette in contropiede al turco di entrare quasi al limite dell’area palla al piede, che trova il tempo e la precisione giusta per il rasoterra per Ibra che si trova dinanzi a Consigli da solo. Per la stella è un gioco da ragazzi saltarlo e insaccare per l’ennesimo vantaggio dei rossoneri. La frittata non è completa però. Nella foga di rimettere a posto il risultato, il Sassuolo pressa forsennatamente e Bourabia, proprio sul fischio dell’arbitro entra malissimo ed inutilmente su Rebic. Ammonizione sacrosanta, ma che si somma al precedente cartellino giallo, causando così l’espulsione e tutto il secondo tempo in inferiorità numerica per i padroni di casa. Il Sassuolo rimane offensivo giocando con tre mediani dietro a due punte e a quattro dietro. Prova per dieci minuti a chiudere il Milan nella propria metà campo, ma i meneghini sono tranquilli e compatti e con il trascorrere del tempo gli emiliani non reggono più la fatica con l’uomo in meno ed è il Milan che con un palo ed un altro paio di occasioni sventate da Consigli a legittimare il suo ennesimo successo. Un gruppo affiatato e di qualità che vince e convince. Se si pensa come era la classifica prima del lockdown del Milan ed oggi, neppure il più ottimista tifoso si sarebbe aspettato questa posizione e qualificazione continentale con tanta tranquillità.
Milan vs Bologna: 5-1.Passeggiata per l’Europa mangiando Bologna ( luglio 2020 )
Nessun scivolone, nessuna sconfitta post Covid-19. Otto partite, e ben sei vinte, anche nettamente e soli due pareggi. Venticinque le reti segnate e appena nove quelle incassate. Sarebbe in testa alla classifica assieme alla DEA. Complimenti ad un signore di nome e di fatto che siede con lucidità e tranquillità sulla sua panchina, che ha trasmesso idee, semplicità e compattezza ad un gruppo che prima del suo arrivo stava andando alla deriva. La partita contro gli undici dell’ex Mihailovic ne è la vetrina. Parte immediatamente forte il Milan che vuole assolutamente il 6° posto ai danni di Napoli e Roma che vorrebbe dire Europa League immediata, senza alcun preliminare, che pesa tanto in questo periodo calcistico compressato dagli impegni. La pressione è alta ed il pallone è gestito rapido dalle maglie di casa. Bellissima l’azione che porta al vantaggio dei ragazzi di Pioli. Sulla sinistra, al decimo, si fionda come un treno, che è una sua specialità, “turbo” Hernandez, arriva sul fondo crossa basso e teso verso il centro dell’area. Velo dell’esperto Ibra per l’accorrente sul lato opposto Saelemaekers, che trafigge Skorupski. Il Bologna, come preventivato per via della sua posizione in classifica tranquilla e senza aspettative, non morde e quasi appare svogliato, in antitesi con il carattere del suo mister che vorrebbe sempre undici leoni in campo. Il Milan di suo ha fame e voglia di divertirsi e migliorarsi nel gioco come in graduatoria. La pressione alta dei padroni di casa porta il portiere di casa a rinviare breve e male addosso agli avversari e Calhanoglu al 24’ minuto raddoppia. Poco dopo un’altra bella trama rossonera porta al tiro da fuori area Kessiè che piazza un preciso rasoterra che si stampa sul palo alla sinistra di Skorupski. Il Milan è in pieno controllo della partita, ma dal possibile 3 a 0 che avrebbe già chiuso la pratica, ad un minuto dalla pausa caffè arriva un autentico capolavoro da parte di Tomiyasu; si accentra in area dalla destra sbilancia in velocità il suo marcatore, si accentra leggermente, e fa partire una fucilata che accarezza le ragnatele dell’incrocio dei pali alla destra di Donnarumma. Si va dunque negli spogliatoi non con una partita messa in congelatore, ma riaperta. Potrebbero aleggiare brutti pensieri, considerando il ribaltone accaduto ai cugini tra queste mure proprio contro i rossoblu. Tuttavia il Milan non si fa prendere dall’ansia, è tonico, è voglioso e pure arrabbiato per un risultato bugiardo che premia gli ospiti più dei loro meriti. Detto fatto. Trascorrono appena 240 secondi e arriva la terza marcatura. Maglie del Bologna aperte come una coperta tarlata da decenni e Bennacer entra come una lama nel burro dritto per dritto in centro area e trafigge senza remore Skorupski. Il Milan non si accontenta, si vede che gli piace stare in campo, correre e divertirsi. Aiutato da un Bologna formato vacanza passano otto minuti e su suggerimento sullo stretto da parte dello svedesone, la palla giunge a Rebic in area, che protegge di fisico, si gira con forza e tira una bomba che quasi butta giù porta. E’ poker a più di mezz’ora dal termine. Il Milan gigioneggia senza rischiare nulla, tranne su una punizione rasoterra degli ospiti che vede la palla passare sotto la barriera ed un Donnarumma in posizione a respingere con il corpo. Sarà praticamente il suo unico intervento. Non l’ultimo brivido, dato che divertirsi per divertirsi, lo scopo è sempre quello di andare in rete ed una bella azione dei meneghini sulla destra porta Calabria in pieno recupero a segnare la manita ad un furioso Mihailovic, che nel ritorno a casa non sarà certo tenero con i suoi. Se il Milan l’anno prossimo, sarà questo, con questo gruppo e questo allenatore, senza troppi ennesimi ribaltoni, l’Italia avrà senza dubbio un’arma in più per farsi valere a livello Continentale.
Milan vs Parma: 3-1. Soffre, corre e vince il Milan formato Europa ( luglio 2020 )
Un bel Milan contro un Parma tonico e dinamico si aggiudica tre punti fondamentali per inseguire la qualificazione in Europa League. Parte subito forte la formazione di casa, intenta a far capire, tra le mura amiche, seppur vuote, chi comanda. Si rivede in grande spolvero un bel Biglia in regia, affiancato da altri piedi buoni come quelli di Bonaventura e Calhanoglu a suggerire per l’esperto svedese ed il giovane Leao. Pressione alta, determinazione e voglia di segnare fanno sì che le maglie rossonere siano sempre sulla tre quarti avversaria e le occasioni, limpide o comunque potenziali si susseguono. La più chiara si presenta al 20’ minuto quando su calcio d’angolo il capitano in elevazione supera il suo marcatore, schiaccia a terra la palla che va a stamparsi sull’incrocio dei pali. Due minuti dopo su passaggio di Ibra, Bonaventura va in rete, ma giustamente annullata per fuorigioco. I milanesi non demordono e continuano nella loro pressione alta ed i tiri pericolosi vicino alla porta difesa da Sepe aumentano, ma i gialloblu sono ben organizzati e con il trascorre del tempo iniziano ad emergere dalla loro metà campo per via del calo di corsa del Milan. Così verso lo scadere del primo tempo, un grande contropiede di Gervinho mette tanta paura, ma al 44’ minuto un altro rovesciamento di fronte, trova scoperta la retroguardia meneghina e con rapidità gli emiliani entrano come una lama in profondità sulla destra, palla in dietro per l’accorrente Kurtic che con un tiro preciso a sinistra di Donnarumma porta in vantaggio il Parma, proprio prima del fischio dell’arbitro. Incredibilmente Pioli si trova al riposo con il proprio gruppo sotto di un goal. Parte il secondo tempo e la partita si presenta subito bella e combattuta. Il Parma determinato a non farsi schiacciare e a rispondere colpo su colpo, e Milan che vuole con rabbia e decisione ribaltare l’inaspettato goal subito. Dopo un paio di potenziali contropiedi emiliani pericolosi, Kessié, nuovamente lui, cambia la sua maglia da mediano di rottura in maglia da trequartista offensivo. Da centrocampo parte in progressione palla al piede dalla sinistra, si accentra e da oltre venti metri, fa partire un tiro di collo pieno, di rara bellezza e precisione, che a metà altezza accarezza il palo interno sulla sinistra del portiere che non può far altro che guardare la palla gonfiare la propria rete. Gli ospiti sono tramortiti e faticano a reggere al furia rossonera e non passano più di altri 240 secondi per il rovesciamento totale della sfida. Punizione di Calhanoglu dalla sinistra sulla tre quarti che trova nuovamente Romagnoli bravissimo in elevazione. Questa volta nessun legno si frappone tra il capitano ed il goal. E’ il 2 a 1 che porta il Milan in vantaggio. Partita ancora più bella, il Milan non si accontenta del meritato vantaggio ed il Parma non vuole perdere senza averle provate tutte per evitare la sconfitta. E’ chiaro che la sfida non terminerà con questo risultato. I gialloblu vanno vicino al pareggio ben due volte, ma una volta la traversa, ed un’altra un miracolo del portiere della Nazionale non fanno capitolare i suoi. Tuttavia a meno di un quarto d’ora dal termine Pioli può stare più tranquillo sulla panchina, grazie al fantasista Calhanoglu che grazie a Bonaventura, si trova al limite dell’area libero di mirare l’angolino alla destra di Sepe e fissare il risultato sul 3 a 1. Il Parma prova ancora un paio di sortite ma il portierone e la difesa non permettono ai grintosi avversari di riaprire i giochi. Con un Kessié in formato Seddorf tutto è possibile per un bel gruppo compatto che merita quello che suda in campo.
Napoli vs Milan: 2-2. Pari in campo, ma Gattuso batte l’amico Pioli ( luglio 2020 )
Bella partita, dal primo all’ultimo minuto, palpitante tra due delle squadre più in forma del campionato. Dopo l’Atalanta, come gioco espresso, stato di forma e mentale, arrivano queste due formazioni e successivamente Sassuolo e Verona. Napoli, forte di un trofeo già conquistato con sudore e merito e conseguente qualificazione in ambito Europeo, sta sviluppando gioco, partita dopo partita, consapevolezza e brillantezza. I rossoneri, nonostante le diverse vicissitudini societarie, in campo non sembrano neppure sfiorati dalle chiacchiere e dimostrano un’unione d’intenti per raggiungere la qualificazione continentale che prima della pausa forzata sembrava insperata. Strano caso di questi due allenatori gentiluomini, spesso criticati perché non fanno delle recriminazioni e del loro urlare ai microfoni il proprio biglietto da visita. Gattuso e Pioli hanno ereditato panchine bollenti in corso in questa stagione, ambedue riuscendo a ripulire dal fango gli spogliatoi e mettendo in vetrina l’argenteria lucida e splendente. Entrambe le formazioni scendono in campo per prendersi la vittoria, ma è il Napoli che pressa alto, fa girare la palla velocemente e con qualità, non permettendo agli ospiti di dettare gioco e neppure di ripartire. Per i primi 20 minuti è un assedio partenopeo ed è solo grazie alla bravura del portiere della Nazionale che gli ospiti rimangono a galla. Sono almeno tre le occasioni limpide da rete create dal Napoli, ma per due volte è proprio Donnarumma a impedire ai suoi di andare sotto, grazie a due grandi parate. La legge del goal sbagliato che si tramuta in goal subito è quanto mai azzeccata. In una rapida azione i rossoneri trovano l’inaspettato vantaggio. Rebic da trequartista dal limite della cunetta dell’area vede con la coda dell’occhio l’inserimento sulla sinistra di Hernandez e con un cross teso lo serve. L’ala di prima, al volo, fa partire una bomba che piega le mani ad Ospina. Il Napoli aveva fatto la partita sino a quel momento ed il Milan era in chiara difficoltà a costruire, ma anche a contenere. Il vantaggio dei milanesi spegne un poco l’ardore degli azzurri che comunque continuano a macinare gioco. Passa quasi un quarto d’ora e la punizione di Insigne velenosa da fuori area, cade a palombella dinanzi a Donnarumma che vedendola all’ultimo la respinge a terra come può. La palla torma in area e Di Lorenzo insacca portando i suoi al meritato pareggio. Il proseguo del primo tempo è più equilibrato, anche se l’iniziativa è sempre in mano ai padroni di casa, ma quanto meno i ragazzi di Pioli tengono meglio il campo e non rischiano più brividi di paura. Il secondo tempo inizia come il primo, con il Napoli che fa gioco ed il Milan che contiene ma sino al 60’, quando Callejon trova Metens in velocità in area, che batte in mezzo ai difensori rossoneri ( con leggera deviazione di Romagnoli ), trafiggendo Donnarumma che quasi ferma sotto il suo corpo la palla, ma non riuscendo a trattenerla. Complessivamente un risultato meritato per i calciatori di Gattuso, ma il Milan di Pioli, ha dimostrato che non si perde mai d’animo qualsiasi cosa accada rimanendo comunque in partita e sfruttando le occasioni a suo favore. Come a meno di 20 minuti dal termine quando Bonaventura in area è bravo a portarsi avanti la palla e a farsi prendere con la gamba da Maksimovic. Un po' generoso, ma da regolamento il contatto avviene ed il difensore non pare toccare prima la palla. Kessié, nonostante il suo ruolo di mediano di rottura, è freddissimo sul dischetto portando il Milan al pareggio. Risultato che non muterà sino al fischio finale, come se le due formazioni per tacito accordo non desiderasserò più mettere a rischio la sconfitta, dopo aver speso già tutto sia in termini di corsa che di testa. Un punto a testa che li lascia vicini tra loro, ma la Roma grazie alla vittoria sul Brescia è sola al 5° posto con due punti di vantaggio sui napoletani e quattro sui milanesi.
Milan vs Juve: 4-2. Il festival degli errori delle emozioni ( luglio 2020 )
Quante partite ci possono essere dentro ad una partita stessa? Il Milan 2.0 di Pioli, post Covid-19, ha debuttato contro la Signora in Coppa Italia, con una squadra a dir poco rimaneggiata per oltre un’ora con l’uomo in meno uscendone a Torino con un onorevole e dignitoso pareggio a reti inviolate. Per il Milan sono cinque partite di Campionato ed una di Coppa nazionale. Ben 4 vittorie e due pareggi, incontrando in queste sole 6 sfide ben due volte la corazzata bianconera e le due romane. Considerando il giocatore più rappresentativo acciaccato e le troppe voci societarie era roba da mettersi nelle mani nei capelli per i cuori rossoneri. Ebbene, dopo la DEA bergamasca, probabilmente arriva San Pioli. La Juve scende a San Siro forte non solo delle sue immense capacità, ma anche del risultato già terminato della sua contendente. La Lazio dopo le batoste prese all’Olimpico proprio dal Milan affonda nelle belle acque leccesi. La Signora con una vittoria a Milano, può mettere ben 10 lunghezze di distacco dai biancocelesti a sole sette gare dal termine. Non è matematica vittoria ma poco ci manca. Un grande potenziale essere a conoscenza del risultato a Lecce. La partita è molto equilibrata, ma non vi sono troppe occasioni da rete da entrambe le parte, anzi tiri in porta veri nella prima frazione non se ne vedono, ma verso il termine del primo tempo gli ospiti crescono come predominio territoriale e baricentro, facendo sentire il maggiore tasso tecnico. Per tutti i primi 45 minuti, il Milan, ben posizionato in campo ha retto all’urto juventino, grazie ad una bella condizione atletica, ma soprattutto ad una compattezza di squadra che ogni partita che passa, sta divenendo l’arma in più dei “Piolani”. Il termine del primo tempo a tinte leggermente bianconere, si presentano nella loro magnificenza nel primo quarto d’ora devastante degli ospiti. Dopo due minuti la capolista è in vantaggio a San Siro con una grande azione del centrocampista Rabiot. Dalla sua tre quarti palla al piede taglia il campo da destra a sinistra superando ogni ostacolo, con forza, velocità e gran classe, giunto al limite dell’area di rigore avversaria fa partire un precisissimo tiro a incrociare sull’angolo opposto alla direzione di corsa che trafigge Donnarumma. Un’azione alla Lothar Mathaus dei bei tempi. Trascorrono 6 minuti e Ronaldo approfitta di una clamorosa amnesia dei due centrali difensivi. Lancio lungo che pare facile preda di Romagnoli oppure Kjaer, che invece si ostacolano tra loro permettendo al pallone di giungere ai piedi da cecchino del campione portoghese. Partita terminata e con esso il campionato? Otto minuti e Bonucci si trova a toccare con un braccio il pallone. Rigore che Ibrahimovic non sbaglia e riapre la partita. Anzi, accende il “turbo” alla macchina milanista. I calciatori juventini erano a meno di mezz’ora dal termine già con la testa negli spogliatoi a festeggiare il mezzo scudetto conquistato e non riescono a risettarsi per riprendere a correre in campo. Da adesso in poi è un dilagarsi di furie rossonere che credono alla rimonta. Trascorrono infatti solamente 4 minuti ed è pareggio. Kessie si destreggia in area avversaria tra i difensori juventini come se fosse un numero 10 e batte di rabbia Szczesny, che un minuto dopo deve nuovamente raccogliere la palla dalla propria rete perché Rebic trova un libero Leao sulla sinistra che viene mal chiuso da Rugani e batte sul primo palo la palla in rete. In 6 minuti la capolista da un rassicurante vantaggio per due reti, si trova a perdere. Roba da far invidia alle pazzie interiste, vedi due giorni fa in casa con il Bologna. Sarri prova a rimediare con i cambi e le occasioni si succedono da una parte e dall’altra. La Juventus colpita nell’onore si butta avanti, ma il Milan è solido e controbatte colpo su colpo. E’ chiaro che un goal verrà fuori da una parte o dall’altra, ma il più motivato Milan ha la meglio a 10 minuti dal termine, quando Alex Sandro passa incredibilmente la palla a Bonaventura che non fa altro che suggerire per Rebic che di prima trafigge il portiere. Milan al quinto posto solitario in attesa di Roma e Napoli e Juventus che butta via un match point, ma ha ancora ben 7 punti di vantaggio sulla Lazio e 11 sull’Inter che per ridurli a 8 deve vincere a Verona. Mancano ancora due scontri difficili contro Atalanta e Lazio ma ci pare difficile che la Signora sbagli due volte di seguito. Il Milan invece oggi potrebbe di tutto, in positivo, però.
Lazio vs Milan: 0-3. Il Milan regala lo Scudetto ai bianconeri ( giugno 2020 )
Dovevano essere due partite ostiche per i rossoneri, con tutti i loro problemi societari e di voci che corrono negli spogliatoi e tra gli spifferi di Milanello. Eppure Pioli guarda avanti certo del bel lavoro che sta svolgendo con i suoi ragazzi. Roma e Lazio in otto giorni, roba da mettere i brividi. Ma il Covid-19 ha rimescolato le carte. Le due capitoline non sono le stesse di questo inverno, per stato di forma e per mentalità, ma identici mutamenti si possono dire, e decisamente in meglio, per i meneghini. Il suo allenatore ha sfruttato la pausa forzata per oliare gli ingranaggi e lucidare alcuni pezzi di argenteria. Fischio d’inizio, la Lazio non parte male, è dinamica e vogliosa, ma dinanzi ha un bel avversario che non molti giorni prima ha liquidato i cugini a San Siro senza sè e senza ma. La sfida è equilibrata e si svolge per di più a centrocampo, ma ecco la svolta, dopo poco più di 20 minuti. Calhanoglu fa partire un bel tiro dalla sinistra offensiva degli ospiti che sbattendo su una gamba di un difensore si impenna beffardamente creando una palombella che si insacca sotto la traversa. E’ vantaggio rossonero e la Lazio subisce il colpo. Gioca con corsa ma mancando il suo centravanti Immobile è come se mancasse il suo faro illuminante. In effetti seppur tiene la palla e la fa girare con qualità, Donnarumma non dovrà fare parate per tutta la sfida. Per di più giocate rapide sulla tre quarti per giungere ad alcuni tiri da fuori che il portiere della Nazionale controlla sempre uscire senza troppi brividi. E’ il Milan invece che è molto più grintoso sulla palla, e ogni scontro i calciatori milanesi dimostrano di avere più voglia ma anche più forza nelle gambe. Poco dopo 10 minuti dal vantaggio arriva il penalty che chiude di fatto la sfida. Sulla destra Saelemaekers, che già da alcune prestazioni sulla sua fascia si sta dimostrando un’arma aggiuntiva in più per il Milan, fa partire un cross che viene fermato dalla mano di un laziale. Dal dischetto Ibrahimovic è molto fortunato. Palla che lentamente supera la linea di porta dopo essere stata quasi fermata dal braccio del portiere. I padroni di casa sembra che non abbiano energie e idee, ma neppure motivazioni, cosa che appare insensata visto che Inzaghi e compagnia sono già a conoscenza della vittoria della capolista. Il Milan è in totale gestione della partita e chiude inaspettatamente, ma meritatamente, il primo tempo con un doppio vantaggio. L’allenatore prova a scuotere i suoi nel secondo tempo e i biancoazzurri alzano i ritmi ed il baricentro, andando dopo 5 minuti anche al goal, ma giustamente annullato per fuorigioco. I padroni di casa hanno il desiderio di riaprire il match, ma mancano le distanze e le praterie aumentano per gli ospiti. Non è un caso che a meno di un quarto d’ora dalla ripresa Bonaventura da perfetto trequartista, tiene pialla davanti all’area aspettando il binario libero per un dimenticato Rebic che si trova davanti a Strakosha, battendolo per un secco 3 a 0. I romani sono in ginocchio, manca ancora una mezz’ora più recupero, ma la partita non cambia, se non per gli errori sotto porta dei milanisti che con Hernandez si divora almeno due goal fatti dopo suoi bellissimi e poderosi inserimenti senza palla. Poteva essere ancora più rotondo il risultato, ma la vittoria alla fine è limpida e schiacciante. Incredibile che il Milan abbia mancato la vittoria proprio con l’ultima in classifica e abbia fatto meritevolmente bottino pieno con le due romane. Ora la Lazio non può che sperare che i rossoneri ripetano nella prossima giornata la medesima prestazione con uguale risultato visto che a San Siro è ospite la Juventus. Il Milan momentaneamente è sola al 6° posto in piena Europa League e dallo stato di forma e di testa non sembra che possa lasciare la sua posizione continentale alle altre inseguitrici di pari aspirazioni.
SPAL vs Milan: 2-2. Due punti persi o uno guadagnato? ( giugno 2020 )
Giochi con l’ultima in classifica in trasferta e per una big, seppur arrugginita, è praticamente d’obbligo fare bottino pieno. Ma spesso ci si dimentica dell’avversario che seppur dotato di individualità inferiori, sopperisce con la determinazione, la grinta e la corsa. Il Milan parte bene, forte anche della consapevolezza di aver raggiunto un buon equilibrio di gioco e tattico dopo le due convincenti vittorie a Lecce ed in casa contro la Roma. Sei reti segnate ed una sola subita. I rossoneri fanno la partita sin dalle battute iniziali. Possesso palla elevato e baricentro avanzato, ma in una situazione ingarbugliata nella propria area, la palla sembra non voglia essere spazzata via e Valoti batte ravvicinato un incolpevole Donnarumma. Gli ospiti non demordono seppur inaspettatamente sotto, continuano nella loro aggressione nel cercare di trovare gli spazi per andare a rete. Allo stesso tempo i ravennesi moltiplicano le proprie energie per bloccare ogni sorta di azione avversaria. Doccia gelata per la formazione di Pioli quando si trovano dinanzi ad una rete da cineteca quando Floccari dalla tre quarti lascia partire una forte palombella, precisa quanto beffarda che supera il portiere della Nazionale insaccandosi sotto la traversa vicino all’angolino. Due tiri e due centri per i padroni di casa, mentre il portiere avversario ed i difensori in genere riescono salvare di tutto. Il Milan aumenta ulteriormente la pressione senza perdere in lucidità e compattezza. Seppur immeritatamente in svantaggio, oltre tutto di due reti, gli ospiti hanno il grande pregio di continuare a giocare la partita come se si fosse in pareggio, senza frenesia, con le idee chiare, nello stile del suo allenatore. Pare una partita stregata ma a 2 minuti dal riposo, arriva l’inaspettato regalo dalla VAR. D’Alessandro entra in modo irruente e pericoloso su Hernandez sulla fascia sinistra d’attacco milanista. Dapprima l’arbitro lo ammonisce, ma richiamato dalle riprese video, ritorna sui suoi passi trasformando l’ammenda precedente in rosso diretto. I padroni di casa che fanno della corsa e dell’intensità di pressing difensivo la loro arma si ritrovano ad iniziare la ripresa con un uomo in meno. Di Biagio si rifugia su un compatto 4 4 1, con la punta che ha più lo scopo di alleggerire la pressione avversaria che far male. Il Milan inserisce pian piano forze fresche, ed insieme a Leao si rivede in campo Ibrahimovic. La qualità aumenta ma per bravura e tenacia dell’avversario e cattiva sorte, il Milan non riesce a sfondare. Solo a 11 minuti dal termine Leao riapre il match con un preciso tiro sulla sinistra del portiere che non può vedere la sfera passando sotto un groviglio di gambe. La SPAL è stremata non regge più. Capitolando in pieno recupero con il più classico degli autogoal, quando su un cross velenoso basso dalla destra Vicari nel tentativo di anticipare lo svedese in scivolata insacca nella propria rete. Applausi ad una combattiva e generosa SPAL che perde due punti pesanti per la propria speranza di salvezza, ma si dimostra viva. Ad un buon Milan si può solo rimproverare una poca precisione e concretezza, ma per quanto riguarda la mole di gioco sviluppata c’è poco da dire, visto un possesso palla superiore al 70%, 25 conclusioni contro le 3 avversarie, 17 tiri dalla bandierina contro gli appena 3, per non parlare dei cross che se non è un record per una partita, poco ci manca, con ben 49 traversoni verso l’area avversaria. Certo possono apparire come due punti persi, ma potevano essere anche tre, per una sconfitta che sarebbe stata tremendamente immeritata. Oltre al punto comunque guadagnato alla fine, che tiene staccata l’arrembante Verona che si è imposto sul Parma c’è da sottolineare la tranquillità di una formazione matura che inizia a crescere in mentalità da grande squadra, che persegue il suo obbiettivo per tutti i 90 minuti ed oltre, senza farsi travolgere dalle situazioni meno favorevoli. Ora avrà un trittico che sentenzierà il suo stato di crescita incontrando in sequenza Lazio, Juventus e Napoli.
Milan-Roma 2-0. La tranquillità di Pioli batte Roma e caldo ( giugno 2020 )
Tre squadre in campo, i 22 giocatori delle due formazioni ed il caldo afoso di San Siro. Probabilmente alle 17.15 le partite in stadi situati in zone storicamente poco ventilate è sconsigliabile. Le due squadre sin dalle prime battute mostrano un ritmo blando, un pò per scelta dei due allenatori ed in buona parte proprio per l’intensa morsa del caldo e dell’afa intensa nel tinello del Meazza. Una partita che appare per intensità, corsa e accelerazioni poco più di un allenamento. Non manca la voglia da parte dei calciatori, si nota in ogni corsa effettuata lo sforzo muscolare e polmonare degli atleti, ma la difficoltà ginnica è evidente. Quanto meno la situazione è equilibrata tra le due compagini, ma è la Roma che tiene più palla ed il baricentro più alto creando qualche cross pericoloso in area rossonera. Al 20’ proprio da uno di questi traversoni dalla sinistra d’attacco giallorossa arriva la prima vera occasione nitida da goal, quella che sarà l’unica per tutta la partita da parte degli ospiti. Dzeko eroe della difficile vittoria sulla Sampdoria con una sua spettacolare doppietta, si divora un goal di testa, la cui spizzata fa uscire lentamente la sfera vicinissima al palo sinistro di Donnarumma, che non può fare altro che guardare e ringraziare. Piano piano però gli ospiti cedono sulla corsa ed il Milan che comunque non aveva rischiato altro inizia ad uscire e mostrare una maggiore intraprendenza. Il secondo tempo è un’altra partita. Certamente il caldo delle 18.20 è meno asfissiante ma il Milan ha un approccio decisamente diverso. La palla è gestita in modo costante dai padroni di casa, che anche si avvicinano sempre di più dalle parti di Mirante. Pioli dona nuova linfa ai suoi dopo 9 minuti con due cambi e la pressione aumenta con Mirante che deve fare un paio di interventi importanti prima di capitolare sulla rocambolesca azione offensiva. La stanchezza era evidente specie tra i romanisti e Zappacosta con un suo erroraccio fa partire l’azione del Milan; il mediano Kessie si fa respingere dal portiere un forte tiro centrale e sulla respinta Rebic tira sicuro con il portiere a terra ma colpisce il palo. La fortuna lo assiste regalandogli una seconda possibilità che non sbaglia. Il Milan ora conduce per una rete a zero. Piuttosto meritatamente visto la conduzione totale nella ripresa. Fonseca prova a inserire energie nuove con i cambi, ma Pioli non sta a guardare e controbatte con giocatori freschi. Il canovaccio non muta con il Milan che tiene palla e tiene pressione alta e la Roma che appare in evidente difficoltà atletica ma anche di nervi. Gli ospiti non riescono proprio a reagire, con i padroni di casa che controllano senza difficoltà e chiudendola all’89 quando l’arbitro si trova costretto a concedere ai milanesi un penalty per un entrata scomposta ed in ritardo di Smalling su un dinamico Hernandez. Calhanoglu serra definitivamente la sfida dal discetto fissando il risultato sul 2 a 0, rendendo un defaticante i restanti 6 minuti di recupero. Il Milan senza essere travolgente, ma con la tranquillità del suo allenatore, delle sue idee chiare di gioco e di gruppo si porta a casa 3 punti importanti e non facili sulla carta, rafforzando le sue possibilità di entrare in Europa League, magari anche dalla porta principale. La Roma, già in difficoltà in casa con i blucerchiati e salvati solamente dalle magie del suo immenso centravanti bosniaco, ha mostrato la corda sulla tenuta della corsa. Compromettendo probabilmente ogni sogno di agguantare il quarto posto, che può allontanarsi ulteriormente con Atalanta e Inter che devono ancora giocare.
Lecce vs Milan: 1-4. Determinato a vincere ( giugno 2020 ) Vai al link per vedere la sintesi della partitaTosto e voglioso dal primo minuto. Ciò che ha sorpreso più di ogni altra cosa è la tenuta atletica e mentale per tutta la sfida. Infatti, prendendo in considerazione i tre incontri di Coppa Italia e le quattro partite del recupero della 25° giornata, questa è la prima gara dove si gioca con testa e gambe per tutti i 90 minuti. Una virtù che non è certo da dare per scontata, tanto più che mancava ai rossoneri la sua punta di diamante svedese. Eppure sono ben 4 i goal segnati e altrettanti quelli che potevano essere realizzati. Per essere onesti, anche i goal potenzialmente subiti potevano divenire più del singolo rigore realizzato dai padroni di casa. Una partita vera ante Covid-19. il tabellino non lascia alcun dubbio. Seppur il Milan abbia rischiato potenziali azioni pericolose da goal, ha subito unicamente un tiro in porta contro i ben 11 effettuati, con un possesso palla superio al 61%, mentre cross e corner leggermente superiori i leccesi. Ma è dal primo minuto che il Milan è entrato in campo con il desiderio di gestire la gara e affamato di vittoria. Vuole tornare a tutti costi in Europa, perché è il blasone della maglia e la sua storia che lo richiede. Meritatamente gli ospiti vanno al riposo in vantaggio sopra di una rete dopo aver rischiato il pareggio beffa, ma anche di essere avanti di 2 goal. Partita aperta che nel secondo tempo vede i fuochi di artificio. Dopo 19 minuti della ripresa il VAR regala, è il caso di dirlo, un rigore molto generoso al Lecce che trasforma con Mancosu. I salentini non hanno neppure il tempo di festeggiare il pareggio appena raggiunto che una fiammata rabbiosa dei milanesi chiudono la partita. Bonaventura, il migliore in campo, alla faccia di chi lo dà già via dai rossoneri, riporta gli ospiti in vantaggio e Rebic due minuti dopo infligge il colpo del “K.O.”. Il Lecce è tramortito, situazione che avrebbe abbattuto chiunque. Ti trovi dopo più di un’ora di gioco ad aver riacciuffato la partita e un attimo dopo subisci in un attimo due goal. Due siluri che affonderebbero pure una corazzata. Un voglioso Leao, come non si vedeva da tempo, entrato al 68’, impiega appena 4 minuti per fissare il definitivo risultato del match sul 4 a 1. Si potrebbe alludere che l’avversario poteva essere poco probante, ma non è affatto così. Qui nelle splendide acque pugliesi, hanno lasciato punti squadroni come Inter e Juve ed il Lecce ha un dannato bisogno di punti per raggiungere il suo traguardo che è quello di rimanere nella Serie maggiore. Merito al Milan che ha combattuto sin dall’inizio per i suoi 3 punti e ha reagito con gambe e lucidità all’improvviso pareggio, con stile da grande squadra. Ovvio che il notevole maggior tasso tecnico dei meneghini non era in discussione, ma in Serie A, basta un approccio leggermente blando per permettere ad avversari molto meno dotati dal punti di vista qualitativo, di azzannarti alla porta. La Coppa Italia, nonostante l’eliminazione da parte della Juventus, aveva già dimostrato la settimana prima quanto i rossoneri fossero sul pezzo sotto tutti i punti di vista. Merito ad un Pioli, che, nonostante tutte le chiacchiere continue sul suo futuro da non riconfermato, ha compattato un gruppo che rema unito verso lo stesso scopo. L’Europa League. Ora la classifica, in attesa che giochino anche le altre appare più bella. Il Milan agguanta, momentaneamente il Napoli a 39 punti al sesto posto, che vuol dire passaggio diretto, scavalcando anche il Verona e staccandosi dalle emiliane che le sono addosso. C’è infatti per i partenopei una sfida con una diretta rivale che è il Verona e sicuri già del posto continentale per via del successo nella Coppa Nazionale, potrebbero essere molto distratti ed un pareggio tra le due formazioni non potrebbe che far sorridere la compagine rossonera. Se il Milan tiene sino ad agosto questo stato di forma , di unità d’intenti e recupera anche il suo leader in campo svedese, è solamente un peccato che sia troppo distante dal quarto posto.
Juve - Milan ( 12giu2020 ) Coppa ItaliaJUVENTUS (4-3-3): Buffon; Danilo (86' Cuadrado), de Ligt, Bonucci, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic (62' Rabiot), Matuidi (62' Khedira); Douglas Costa (62' Bernardeschi), Dybala, Ronaldo; All. Sarri MILAN (4-4-1-1): Donnarumma; Conti (88' Saelemaekers), Kjaer, Romagnoli, Calabria (88' Laxalt); Paquetà (82' Colombo), Kessié (82' Krunic), Bennacer, Calhanoglu; Bonaventura (52' Leao); Rebic. All. Pioli Ammoniti: Conti (M), Pjanic (J), Khedira (J) Espulso: Rebic (M) al 16' per rosso diretto Nonostante il rigore sbagliato da Ronaldo, la Juventus in virtu’ del 1-1 dell’andata raggiunge la finale di Coppa Italia 2020 e rimane in attesa di conoscere chi tra Napoli e Inter sarà la sua avversaria. Subito da primo minuto con un’occasione per Douglas Costa si capisce che la Juventus è piu’ in forma del Milan. Con un grande slalom sulla sinistra di Alex Sandro che salta agilmente Paqueta’ e scarica per l’accorrente Douglas Costa che tira fuori di poco. Poco dopo al 5' punizione potente dell’argentino Dybala ma la barriera devia in corner. Al 13' occasione per Ronaldo che aggancia sul secondo palo ma la sua conclusione in diagonale non è nello specchio della porta. Il Milan riesce a fatica a reggere a questi minuti di sfuriata juventina, risultando oltretutto poco preciso in elementari passaggi e non riesce a superare neanche la meta’ campo tanto che non si capisce se Buffon sia in porta o no! Figlio di questi problemi del Milan è il rigore dato alla Juventus su fallo di mano di Conti al 15’. L’ arbitro Orsato, dopo aver controllato il VAR, decreta un penalty per la Juventus. Ma Cristiano Ronaldo colpisce in pieno il palo dal dischetto. Sulla ripartenza,al 16’ Rebic si fa espellere per un intervento scomposto gamba alta su Danilo e il Milan gia’ in difficolta’ si ritrova in 10. Si deve aspettare il 24' per il primo tiro del Milan nello specchio della Juve: su cross sul secondo palo di Calabria, Conti prova la conclusione al volo che finisce alta.Al 28' Douglas Costa sfonda sulla sinistra, cross in mezzo per Ronaldo che conclude alto. Tre minuti dopo al 31' occasione per Mautidi su cross di Danilo dalla destra, spizza Ronaldo per Matuidi che conclude in porta ma è perfetta la respinta di Donnarumma. AL 39' Conclusione di sinistra da fuori area di Ronaldo, Donnarumma para rasoterra.Si deve- aspettare questi venti minuti per un’altra occasione per il Milan. Al 41' occasione per Romagnoli:Calhanoglu scodella un gran pallone in area, ma sia Kjaer che Romagnoli non riescono a girare in porta di testa. Fine primo tempo con una Juventus che crea ma non concretizza e Milan che si difende come puo’. Nella ripresa al 48' ottimo spunto di Bonaventura sulla destra, cross in mezzo per Calhanoglu che di testa conclude fuori di poco. Al 57' ennesimo errore in fase di impostazione di Bennacer, recupera la Juve che serve Ronaldo, la conclusione del portoghese è deviata in corner. Al 70' Kjaer anticipa de Ligt a pochi passi da Gianluigi Donnarumma.Al 78' colpo di testa all’altezza del primo palo per Kjaer per il Milan, palla fuori di pochi metri. Al 80' Donnarumma respinge coi pugni la conclusione di Dybala. Nei tempi di recupero al 90 + 4 Tiro di Alex Sandro, Donnarumma respinge in corner. Il secondo tempo vede una Juventus che crea pochissime occasione, con un Ronaldo quasi infastidito dall’atteggiamento dei suoi compagni che sembrano attendere la fine della partita e un Milan che nonostante l’inferiorita’ numerica e tecnica riesce comunque a portare a casa un risultato positivo contro una corazzata nonostante il mancato passaggio in finale. Interviste Milan- Pioli Nel post partita della gara, la prima del calcio italiano dopo l'emergenza COVID-19, il tecnico del Milan esprime le proprie opinioni:"Nel doppio punteggio pesa il rigore dell'andata. Stasera abbiamo subìto la pressione iniziale della Juventus e siamo stati ingenui nel rimanere in inferiorità numerica. Poi però abbiamo giocato una grandissima partita: potevamo anche andare in vantaggio. Peccato".Nonostante la delusione del mancato approdo a Roma , Pioli si tiene stretta la prestazione del Milan sia all'andata che al ritorno."La differenza è stata sottile, non credo che nelle due partite abbiamo giocato peggio. Abbiamo preso goal in casa, dovevamo segnare stasera e purtroppo non ci siamo riusciti. Questa partita ci insegna che possiamo essere solidi e compatti. Ora dobbiamo ripartire"."In campionato dovremo avere più continuità di rendimento. Abbiamo disputato partite ottime, senza portare a casa il risultato. Bisogna essere più concreti, determinati e attenti. Abbiamo le qualità per finire bene, anche se ce la vedremo con avversari di tutto rispetto".
Milan i prossimi impegni.. ma con quali motivazioni? Archiviata la partita con la Juventus in Coppa Italia, l’obiettivo è acciuffare l’Europa piazzandosi per un posto in Europa League, competizione non molto amata. Il Milan il 22 giugno alle ore 19.30 incontrera’ in trasferta il Lecce. Il Milan per raggiungere l’obiettivo dopo il Lecce, avra’ il confronto con la Roma in casa, poi la trasferta contro la Spal, quindi il 4 luglio la trasferta a Roma contro la Lazio, poi la Juve a San Siro, e ancora l’uscita a Napoli. Il problema del Milan è che all’interno di esso tutti dalla dirigenza, ai giocatori, passando per il tecnico vivono alla giornata. Non c’e’ giorno che non si parli di un cambio di dirigenza, Pioli vive nell’ombra di Rangnick, e i giocatori in primis Ibrahimovic, nonostante l’infortunio, che dovrebbe essere il trascinatore della squadra, rimane misterioso sul suo futuro. Dall’altro lato ci sono giocatori ambitissimi dai clubs, come per citarne alcuni Donnarumma, Bonaventura, Romagnoli e Rebic, che stanno alla finestra in attesa di sapere i progetti della Societa’. In definitiva piu’ che all’Inferno - Paradiso dove questo Diavolo Rossonero dovrebbe stare, in questo momento è nel Limbo e ai tifosi e per la storia passata del Milan questa situazione va giustamente stretta. Vedremo a fine campionato se riuscira’ a raggiungere l’obiettivo...alla prossima! Vai al link per vedere la sintesi della partitaMilan Genoa 1-2Partita strana. La Milano rossonera ha perso in casa contro una inferiore, tecnicamente, squadra che ha messo molta grinta e determinazione. 10 sconfitte sono tante, troppe anche per un team che sta attraversando un percorso di ricostruzione e crescita. Considerando in oltre che sono solo 10 vittorie su 26 partite disputate. Il Genoa con due azioni similari ha praticamente chiuso la pratica nel primo tempo. Due attacchi precisi sulla destra molto simili. Troppo interno l’esterno sinistro di difesa rossonero che non chiude sull’inserimento laterale. Cross basso che si infila nell’area piccola e Pandev, già al 7° porta in vantaggio i suoi. Azione fotocopia sul termine della prima frazione di gioco. Con Cassata che insacca su palla rasoterra proveniente sempre dalla destra. Il Milan tiene più palla per tutta la partita e tre azioni nitide da goal le ha con Ibrahimovic sempre protagonista, che sia il finalizzatore oppure il suggeritore. Proprio lo svedese a meno di un quarto d’ora dal termine accorcia le distanze su una mezza volè rapida su una palla rimasta in area a penzoloni dopo carambole derivate da un tiro ben teso da fuori da parte di Bonaventura. Ibra sciupa un bellissimo cross dalla sinistra da parte di Calhanoglu, che permette sul filo del fuorigioco di presentarsi di testa da solo dinanzi a Perin, svelto e reattivo sulla respinta breve. Prima del doppio vantaggio genoano il bomber milanista scambia strettamente e veloce in area con Calhanoglu, ma nuovamente il portiere si dimostra concentratissimo sull’uscita bassa e reattivo che salva la propria porta permettendo ai suoi difensori di liberare. Il secondo tempo il Milan forza, gestisce, ma alla fine fatica troppo ad andare al tiro in porta. Ovvio che il Genoa si rintani e per la squadra di casa gli spazi diminuiscano ulteriormente, ma l’unica arma per scardinare una difesa stretta, concentrata e arcigna, sono le giocate veloci e di qualità. La tecnica non manca tra i rossoneri, a parte Kessié tutti i centrocampisti possiedono estro e qualità per suggerire il passaggio vincente, ma è sulla velocità che bisogna lavorare. Troppo lenta la manovra e quindi prevedibile. La voglia della squadra rossoblu ha prevalso sulla qualità del Milan. Certo giocare dinanzi ad uno stadio che pare un campetto per via delle porte chiuse non è uno stimolo, ma vale per tutti. Anche dopo il goal di Ibra, è parso che mancasse la forza, ma non la voglia, per pareggiare le sorti. L’impegno e la volontà ci sono state, ma la benzina, non solo fisica, ma anche mentale era esaurita e a parte un colpo di testa in area sempre dello svedesone, ma isolato e ben gestito, il Milan non ha creato le basi per raggiungere il 2 a 2. Un buon Genoa è bastato. Indubbiamente essere andati sotto già all’inizio ha complicato la strada ma sono soprattutto gli errori e la poca determinazione dietro che ha portato la sconfitta. Due normali azioni offensive laterali, pulite, di qualità ma non sicuramente imprevedibili o di contropiede veloci hanno svelato le crepe in fase difensiva. Non si vince solamente con la maggior qualità, ma anche con la determinazione e la forza di squadra che è venuta a mancare. Segue
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