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Juve  Inter   Milan       e le altre 17 stelle                 

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Risultati GIORNATA Serie A 

                     

18/01/2026 giornata 21 Goal Goal
Bologna Fiorentina 1 2
Cagliari Juve 1 0
Cremonese Verona 0 0
Lazio Como 0 3
Milan Lecce 1 0
Napoli Sassuolo 1 0
Parma Genoa 0 0
Pisa Atalanta 1 1
Torino Roma 0 2
Udinese Inter 0 1

    

   

       

            

Classifica PUNTI

                


Squadra Punti
1 Inter 49
2 Milan 46
3 Napoli 43
4 Roma 42
5 Juve 39
6 Como 37
7 Atalanta 32
8 Bologna 30
9 Lazio 28
10 Udinese 26
11 Sassuolo 23
12 Torino 23
13 Parma 23
15 Cremonese 23
14 Cagliari 22
16 Genoa 20
17 Lecce 17
18 Fiorentina 17
19 Pisa 14
20 Verona 14

        

     

       

 

        

Risultati GIORNATA COPPA

                 

7'Giornata   

           

20-gen Inter Arsenal 0 0
21-gen Juve Benfica 0 0
20-gen Copenhagen Napoli 0 0
21-gen Atalanta At.Bilbao 0 0
22-gen Roma Stuttgart 0 0
22-gen Bologna Celtic 0 0

  

    

 

COPPA ITALIA

 

Ottavi . .

03/12/2025 Atalanta Genoa 4 0
04/12/2025 Bologna Parma 2 1
27/01/2026 Fiorentina Como 0 0
03/12/2025 Inter Venezia 5 1
02/12/2025 Juve Udinese 2 0
04/12/2025 Lazio Milan 0 0
03/12/2025 Napoli Cagliari 10r 9r
13/01/2026 Roma Torino 2 3

  

Milan ( commento partita )

Atalanta vs Milan 0-2 Diavolo rigorosamente in Champions con merito

( maggio 2021 )

 

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Alla fine lo Scudetto non è giunto, perchè per quanto ne dicano in società, l’idea ad un certo punto ha carezzato i pensieri dei dirigenti rossoneri, ma con la buonissima prestazione a Bergamo, ha legittimato non solo un posto nella Coppa più prestigiosa continentale, ma anche un onorevole secondo posto, cosa che non accadeva da dieci anni, ovvero dal primo Trionfo di Conte con la Juventus. La sfida è tra le più difficili, se non la più complicata che il “Diavolo” debba affrontare in questa Stagione, sotto diversi punti di vista. In primis per la forza dell’avversario. La creatura costruita da Gasperini, quando è in forma ed in giornata, può divenire lo spauracchio anche di Guardiola e company. Anche all’andata un secco 3 a 0 subito al Meazza fu devastante non tanto per la classifica, che vedeva il Milan ancora in vetta, ma per aver minato alcune certezze di gioco e di testa che si erano venute a creare. Altro aspetto non da poco, comunque affascinante, è giocare una sfida così importante in simultanea con le altre due avversarie dirette. Quindi calciatori e staff tenevano due occhi sulla partita e lo orecchie alla radiolina per sentire cosa accadeva a Bologna e a Napoli. L’unica carta a favore di Pioli, oltre a contare solo su se stessi, era la consapevolezza che la Dea aveva disputato una gara tiratissima quattro giorni prima e su questo, probabilmente, il mister ha puntato maggiormente le sue carte. Infatti l’andamento del match ha in parte ripercorso quanto era accaduto mercoledì in Coppa Italia con la Juventus. Il Milan vuole reggere l’urto della dinamicità bergamasca per uscire alla distanza e fare male. Infatti il 4-2-3-1 collaudato milanese è piuttosto abbottonato con i reparti ben ravvicinati e lo stesso Leao non rimane troppo distaccato in avanti e lontano dai tre trequartisti Diaz, Calhanoglu e Saelemaekers. Immancabile la coppia di mediani titolari Kessiè e Bennacer. In definitiva, a parte la mancanza del totem svedese in attacco, Pioli può schierare in ogni dove la formazione tipo. I padroni di casa partono forte tenendo palla e pressando tantissimo. Per la prima mezz’ora del primo tempo gli ospiti sono schiacciati nella propria metà campo, ma Donnarumma non dovrà compiere neppure una parata. Neppure Gollini, ma i ragazzi di Gasperini stanno dando fondo a molte energie senza concludere mai. Pioli deve aver catechizzato i suoi in modo totale. Sembra il Milan dei momenti migliori, aggressivo e con la testa. concentratissimo e reattivo. Se non giochi così contro i muscoli e la velocità degli orobici sei condannato a subire non solo una sconfitta, ma anche una valanga di goal. La Dea accumula abbondanza di minuti di possesso palla ma sterile a causa della bella disposizione dell’avversario. Il Milan non lascia spiragli e ogni duello è vinto dai rossoneri. Kessiè è semplicemente strepitoso, non solo in chiusura ma anche nella capacità di iniziare l’azione e da essere il faro della palla bollente per i suoi compagni. A dieci dal riposo, la spinta nerazzurra si affievolisce ed i rossoneri escono dal guscio. Giunti a due minuti dal the Kessiè con calma serafica smista in mediana ed una bella triangolazione veloce quanto precisa porta a sinistra Saelemaekers in corsa dentro l’area. Dinanzi a Gollini l’ala rossonera viene abbattuta da due difensori entrati con troppa irruenza ed è rigore. Kessiè lascia impietrito Gollini per il vantaggio milanista. Gasperini fa entrare nella ripresa subito Muriel, deciso a riprendersi quanto meno il pareggio che vorrebbe dire un prestigioso secondo posto, ma si vede che la Dea non è brillante come il suo solito. Le scorie della Finale di Coppa si fanno sentire ed il Milan regge l’urto, anzi pare molto disinvolto. Un tiro fuori di Muriel ed un diagonale a fil di palo di Zapata mettono i brividi a Donnarumma, ma non possiamo scordare il palo in ripartenza di Leao. La festa arriva un minuto prima del fischio finale in pieno recupero, quando su una sassata da parte di Calhanoglu, un braccio nerazzurro ferma la traiettoria. Kessiè dal dischetto fa doppietta, vittoria con tre punti e secondo posto che vuol dire rientrare dopo sette anni in Champions League. L’Atalanta vi era già, quindi nessun dramma per Gasperini.

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Milan vs Cagliari 0-0 La paura del “Diavolo” complica la Champions

( maggio 2021 )

 

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Non è più tempo di crescere, di affinare movimenti, scambi di posizione, diagonali precise, o schemi ben applicati, oggi era tempo di vincere. Il Milan scende in campo nell’ultima sfida giornaliera. Effettivamente lunedì sera si disputerà Verona-Bologna che per i rossoneri non inciderà assolutamente ma neppure per le due formazioni visto che sono salve entrambe e non hanno alcun obiettivo al quale aspirare per dare battaglia. I rossoneri tutt’altro sono già consapevoli dei risultati delle sue avversarie. La Dea ha sbancato in Liguria e staccato quindi già il pass aritmetico per la Champions. Quindi ora rimangono solo due posti. Nella sfida di sabato tardo pomeriggio la Juve con il successo sull’Inter ha raggiunto proprio il Milan, anche se dietro per gli scontri diretti, mentre il Napoli, vittorioso a Firenze ha superato di un punto ambedue. Pioli ha dunque la possibilità di fare come Gasperini. Vincere già ora e festeggiare in serata, per evitare problemi. Dinanzi avrebbe avuto un ostacolo arduo, il Cagliari, che era in piena lotta retrocessione. Il caso vuole che il Benevento proprio nel recupero si è fatto beffare dal già retrocesso Crotone permettendo ai sardi di brindare, letteralmente, nel pomeriggio la salvezza. Quale avversario migliore dunque? Brillo, senza il coltello tra i denti e senza più scopi. Orfana di Ibrahimovic davanti troviamo Rebic, ma in pratica è il medesimo schieramento disposto a Torino che ha portato al roboante 7 a 0. I padroni di casa fanno subito la partita, ma dalle battute iniziali si denota una certa lentezza di manovra e una tensione eccessiva nelle giocate mai pulite. Ti aspetti la mediana titolare tra Kessiè e Bennacer strappare palloni su palloni e alzare il baricentro della squadra, ma nulla. Attendi giocate da parte di Calhanoglu, e movimenti rapidi senza palla di Diaz e Saelemaekers, per non parlare della terra bruciata di “Turbo” Hernandez. Nulla di tutto questo. Lentezza e paura emergono inesorabili ogni minuto che passa e i sardi pian pianino escono fuori dalla loro metà campo. Il Cagliari contrappone al 4-2-3-1 un copertissimo 3-4-2-1, con le file ben serrate senza spazi e continui raddoppi di marcatura. Il possesso palla del Milan diviene in tal modo inconcludente e sterile. Nessun calciatore mostra la personalità di prendere l’iniziativa e saltare l’uomo. Infatti quando trovi l’avversario ben asserragliato nella sua metà campo, per riuscire ad andare al tiro in modo efficace, devi creare la superiorità numerica non con lo schema, ma con l’uno contro uno. Questo è mancato. Un primo tempo che vola via un pò insipido ed un secondo tempo dove ogni minuto che trascorre è un minuto in meno che il Milan ha a disposizione per vincere. Questa è una partita dove se segni il primo goal, hai quasi sicuramente il successo in mano, dato che chi hai davanti non ha il minimo desiderio e volontà di impegnarsi più di tanto per pareggiare. Ma il goal non arriva. Il problema risiede che il Milan, in tutto il match, produrrà un solo vero tiro dove Cragno dovrà compiere un parata impegnativa, mentre il suo collega Donnarumma, tiene a galla i suoi compagni con un miracolo e mezzo. Pioli sostituisce nella seconda frazione tutti e cinque gli uomini che gli è possibile, ma nulla cambia, anzi, con Meitè e Leao perde ancora più di pulizia di manovra. Arriva al 95’ minuto il fischio finale che pare quasi una condanna. Più mentale che altro, dato che a oggi è ancora in terza posizione. Pioli, purtroppo è la sua carriera che ne parla, mostra i suoi limiti nell’ultimo miglio, quando c’è il traguardo da tagliare. Quando devi raggiungere l’obiettivo si creano tensioni e come allenatore devi convogliare quelle emozioni in energia positiva e non paure e freni. Un Milan ancora in corsa ma che dovrà andare a Bergamo a fare la partita dato che Napoli e Juventus incontrano rispettivamente Verona e Bologna che non hanno obiettivi. La Dea, conoscendo Gasperini, vorrà fare del secondo posto in classifica un traguardo di alto prestigio, anche se ha di mezzo la Finale di Coppa Italia con la Juventus.

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Torino vs Milan 0-7 I magnifici sette per entrare in Champions

( maggio 2021 )

 

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Difficile commentare una partita vinta con questo scarto. E’ già arduo trovare un sette a zero in una sfida di precampionato estivo amichevole contro una squadra di un paio di categorie inferiori, ma in trasferta contro un club di Serie A è altamente improbabile. Le motivazioni si sa fanno molto la differenza nello sport, come nella vita e spesso il calcio è una perfetta vetrina di come si affronta l’esistenza di tutti i giorni. In effetti i presupposti che per il “Diavolo” la trasferta contro i granata non sia proprio una passeggiata vi sono tutti. Il Napoli ha già vinto il giorno prima scavalcandolo al secondo posto e in contemporanea sai che la tua pari punti Atalanta avrà vita facile contro il Benevento di Pippo Inzaghi. Al pari della Lazio che dovrà vedersela contro il già retrocesso Parma, senza scordare la Juventus ovviamente. Quindi i tre punti con tre giornate compresa l’attuale, ancora da disputare, sono obbligatori se si vuole andare in Champions. Allo stesso tempo, il Toro non è in una posizione di classifica di serenità tale da permettersi regali. Al contrario ha un solo punto di vantaggio sulla terzultima, anche se dovrà recuperare la sfida contro la Lazio, per nulla facile comunque. Quindi il Milan si trova davanti una potenziale formazione agguerrita pronta a dare battaglia, anche se priva del suo uomo di punta e capitano Belotti. Il Milan con la bellissima vittoria in questa città quattro giorni fa, ha acquisito tanta autostima e anche ripreso quella sicurezza di gruppo che da gennaio era andata un poco a scemare. Autorevolezza e determinazione sono scese in campo sin dal calcio d’inizio e Pioli schiera di fatto gli undici migliori a disegnare il collaudato 4-2-3-1 con Rebic punta avanzata a sostituire l’infortunato Ibrahimovic. Oggi la mancanza dello svedese non si sentirà neppure per una frazione di secondo. Complice un 3-5-2 a dir poco molle di Nicola, alla mezz’ora il match è già messo in cassaforte dal Milan. Theo Hernandez al 19’ minuto al limite dell’area sulla sinistra offensiva si inventa un diagonale a incrociare di collo pieno di rara precisione e perfezione che non lascia scampo a Sirigu. Lyanco entra in modo scomposto in area su Castillejo liberato bene dopo una rapida e precisa triangolazione dei rossoneri. Sul dischetto questa volta Kessiè non sbaglia e al 26’ minuto il Milan è meritatamente sopra di due reti. Gli ospiti abbassano un pò il ritmo gestendo la gara e il pallone ma il Torino riuscirà a impensierire una volta sola Donnarumma, per altro per un macroscopico errore di Calhanoglu, che regala in piena area di rigore palla agli avversari che sprecano un tre contro uno. Ti aspetti una ripresa dove i padroni di casa proveranno il tutto e per tutto, ma probabilmente la magia delle radioline hanno il loro effetto. In simultanea il Benevento sta perdendo a Bergamo e invece di moltiplicare le energie, i granata si rilassano. Allentano tanto la concentrazione che dopo cinque minuti dall’avvio della ripresa, Meitè ruba palla sulla trequarti piemontese e suggerisce in area a Diaz che di prima spiazza Sirigu. Se la partita era già chiusa nel primo tempo il Torino regala l’esatto opposto di quanto dovrebbe scaturire dal suo DNA storico. Dal 62’ al 79’ minuto senza troppo correre il Milan cala un altro poker di goal. Qualche piccola triangolazione ed un poco di movimento senza palla porta gli uomini di Pioli a segnare a ripetizione, tanto che alla fine i goleador stentano pure a festeggiare la rete siglata. Disarmante la poco reattività e l’assenza assoluta di corsa di tutti i granata. Certo non è colpa del Milan se l’altra squadra è già completamente negli spogliatoi. Un 7 a 0 con otto tiri nello specchio la dice lunga sulla compattezza del Torino e se si pensa che Sirigu non ha in nessuna delle reti la minima colpa, sarebbe da prendere tutti i giocatori di movimento, attaccanti compresi e metterli in ritiro sino alla stagione successiva, sempre che una gara come questa sia meritevole della Serie A. Ne beneficia il Milan che rafforza il suo secondo posto appaiato alla Dea con due giornate d’anticipo e quattro punti, per scontri diretti, sulla Juventus che è quinta.

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Milan vs Benevento 2-0 Con il Benevento cambia il vento; gioco, corsa e punti

( maggio 2021 )

 

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In un niente ecco tornato il Milan scintillante ammirato da giugno dell’anno scorso sino a questo gennaio. Certo si potrebbe obiettare che il gioco mostrato per tutto il Campionato dalla squadra dell’amico Pippo Inzaghi, calzi perfettamente per i rossoneri. Tuttavia dopo la prestazione del Milan in casa con il Sassuolo, ma sopratutto quella disastrosa in trasferta contro la Lazio che hanno portato solo due sconfitte e tantissimo malumore, questa partita al Meazza contro il Benevento era tutt’altro che semplice. Il Milan da Campione d’Inverno, si trova ora al terzo posto appaiato con corazzate come Juventus e Napoli che nella classifica avulsa le sono pure davanti relegandolo al quinto posto e la Lazio pericolosamente vicina. Il Benevento, nonostante un Girone di Andata incoraggiante, in questo di ritorno ha appena racimolato in quattordici giornate la pochezza di 9 punti, nonostante il successo clamoroso in casa dei detentori dello Scudetto. Pippo Inzaghi ha un mostruoso bisogno di punti per la salvezza visto che è al terzo posto, guardando la classifica dal fondo, in compagnia di Cagliari e Torino, che però, hanno nel proprio organico ben altra qualità. Ma questo Milan, oggi avrebbe vinto con quasi tutti. Si è visto dall’approccio alla gara sin da subito e il goal giunto appena al sesto minuto è la vetrina del Milan più sfavillante di Pioli. Nel suo 4-2-3-1 sorpresa a sinistra con Leao e conferme per il trequartista turco e a destra Saelemaekers. Il cambio di mentalità può essere anche coinciso con il ritorno in campo del campione svedese come riferimento avanzato. A quarant’anni, la sua mobilità non è elevatissima, ma se si ritrova un Leao che corre a tutta fascia anche per lui, la qualità tecnica e tattica di Ibrahimovic sa dispensare giocate come pochi. Dicevamo della rete. Sulla trequarti avversaria metà squadra è coinvolta da sinistra a destra con tutti gli uomini offensivi e in mediana in movimento. Triangolazioni e veli, con precisione e rapidità annichiliscono il 4-5-1 degli ospiti. Kessiè è bravissimo a fintare il tiro in centro area sull’assist perfetto di Saelemaekers e a lasciare alle sue spalle libertà all’inserimento compiuto da Calhanoglu che trafigge un incolpevole Montipò. Ora il Milan ha la partita nelle sue mani, ma troppo spesso negli ultimi due mesi non ha saputo gestire anche situazioni favorevoli. Ma il “Diavolo” stasera non veste i panni di Babbo Natale e usa solo il forcone. Il Benevento di Pippo Inzaghi ha il grande pregio portato su, dalla serie cadetta dell’anno precedente, di giocare a calcio a viso aperto. Lodevole, ma il concetto di equilibrio è determinante nella vita come nel calcio. La fase difensiva infatti è completamente assente. Non ci riferiamo tanto alla rete subita ma alla tattica di chiudere spazi agli avversari. Sulla tre quarti del Milan il Benevento vi arriva, anche con qualche cross e corner insidioso, ma alla fine Donnarumma dovrà compiere una sola parata. Montipò invece ingaggerà un vero duello con Ibrahimovic e chiuderà la sua porta a tutti coloro che tirano. Montipò non si capisce se esce più stanco per le parate che non per le urla verso i suoi compagni. Sono almeno tre i contropiedi che i padroni di casa sprecano in superiorità numerica. Non al 60’ minuto quando è nuovamente bravo Monitipò a respingere sulla bordata dello svedese, ma nulla può sul tapin vincente di Hernandez con lui ancora a terra. Mezz’ora da giocare per giungere al novantesimo, ma gli ospiti non riescono a costruire nulla ed il Milan continua a divertirsi. Un bellissimo Milan in una sfida che poteva essere da brividi se affrontata diversamente. Dopo un mese di 4 in pagella per Leao, oggi è uno dei migliori, per corsa, sacrificio e giocate. Guarda caso tutti hanno giocato con il medesimo spirito e la vittoria è giunta bene e facile. Un ottimo segnale per la corsa verso la Champions.

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Lazio vs Milan 3-0 Il Diavolo all’inferno, ma non il suo

( aprile 2021 )

 

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Partita quasi da dentro o fuori per entrambe le formazioni. Sopratutto per la Lazio staccata dal treno Champions di 8 punti, anche se ha il recupero da affrontare ancora con il Torino. Il Milan reduce dalla brutta sconfitta casalinga contro il Sassuolo ora è completamente immischiato nel gruppo centrale tra il terzo ed il quinto posto. Una vittoria non porterebbe in dote solamente i tre punti, ma anche il secondo posto scavalcando l’Atalanta e tanto morale ed energie mentali per il finale di Campionato. Si parte ed in meno di venti secondi i rossoneri confezionano la loro prima palla goal. Recuperano subito il pallone in mediana e partono centralmente con un delizioso scambio al limite dell’area tra Mandzukic e Calhanoglu, con il turco che spara in diagonale guadagnando solamente un angolo. Un minuto e mezzo e sono gli ospiti che costruiscono la palla goal, che però viene capitalizzata perfettamente. Verticalizzazione veloce e centrale da parte dei laziali che tagliano la mediana in due e Calabria sull’esterno si muove male e ed in ritardo su Correa. Il rapido e tecnico attaccante dribbla stretto sul suo palo Donnarumma e va in porta palla al piede. Per circa venti minuti il Milan si perde, sciogliendosi come neve al sole e solo i riflessi del suo portiere lo tengono ancora in partita pochissimo dopo. A metà del primo tempo i padroni di casa rallentano il proprio ritmo ed il Milan inizia ad uscire ma si sente troppo la mancanza di Ibrahimovic là davanti. Purtroppo Mandzukic è un lontano parente da quel formidabile atleta che abbiamo apprezzato a Torino e le ultime uscite di Leao non sono state molto entusiasmanti. Pioli non ha molte alternative e continua nel suo 4-2-3-1 che presenta altre falle. Come Bennacer nuovamente a metà regime. Per tutto il primo tempo i rossoneri vivono della solidità di Kessiè, della corsa di Saelemaekers e di qualche lampo di Calhanoglu. Fortunato il “Diavolo” che sull’ennesimo capovolgimento di fronte in un lampo la retroguardia rossonera è superata in velocità con tutta la metà campo libera e Donnarumma è trafitto. L’intervento della Var mostra un leggerissimo fuorigioco sull’ultimo passaggio laziale. Sarebbe stata la mazzata definitiva prima dell’intervallo. Che giunge comunque sei minuti dopo dalla ripresa. Il 10 turco perde palla sulla trequarti avversaria, probabilmente anche subendo un pestone, ma il Milan anche se ben posizionato è lento e poco reattivo. La Lazio si fionda rapida, ancora centralmente, verso Donnarumma. Correa sulla destra punta Tomori che supera sull’esterno e batte con un forte tiro a metà altezza il numero uno del Milan. Ancora trafitto sul suo primo palo. Il Milan spegne la luce. Inutili i cambi da parte di Pioli e la Lazio controlla senza difficoltà, anzi. Immobile prima prende un palo con un delizioso pallonetto da fuori con Donnarumma troppo lontano dalla propria porta e poi segna con un preciso diagonale sul legno lontano. Inutile a pochi minuti dal termine la traversa su calcio d’angolo da parte di Kessiè, l’unico a non mollare sino alla fine. Il Milan a prescindere dai risultati della gare è parso stanco sia mentalmente che fisicamente. E’ come se la consapevolezza di non poter più lottare per lo Scudetto lo abbia ridimensionato in un colpo solo e abbia perso quella determinazione e quella compattezza che tanto bene gli ha fatto fare nel Girone di Andata. Con questo tipo di prestazione il “Diavolo” uscirà dal paradiso Champions e anche il Benevento sabato prossimo, affamato di punti salvezza, potrebbe divenire un incubo. Tutto sta nel suo allenatore. Deve riunire i suoi ragazzi, recuperare anche a metà servizio il campione svedese e magari cambiare anche sistema di gioco se ha diverse pedine fuori forma. Il tempo c’è e i giochi sono aperti, in cinque gare dal secondo posto al sesto si passa rapidamente.

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Milan vs Sassuolo 1-2 Il Milan si ferma con il “cambio rotto”

( aprile 2021 )

 

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Dopo l’anticipo di martedì, non coinvolto nelle zone alte, il “Diavolo” è la prima a scendere in campo tra le big implicate nelle zone Champions. Tutte vicine le sfidanti, con l’Inter ora a “soli” nove punti, il Milan ha quasi l’obbligo della vittoria per non rischiare di essere assorbito da altre cinque o sei formazioni. Oltre tutto delle sei gare rimanenti, ben tre sono scontri diretti, a partire dalla prossima sfida che sarà all’Olimpico contro la Lazio. Partita che inizia con i padroni di casa tranquillamente proprietari della situazione. I meneghini hanno molta più verve degli emiliani, non fosse altro perchè il Sassuolo non ha più grandissimi obiettivi dinanzi, anche se una speranzuccia europea ancora potrebbe nasconderla. Il problema del Milan è il suo gioco oramai conosciuto, ma comunque solido e concreto, che prevede una punta davanti con tre rifinitori dietro. Quando il vertice non solo non è Ibrahimovic, ma solamente Leao, i rossoneri si trovano a giocare con un uomo in meno. Rebic a sinistra con Calhanoglu e Saelemaekers a seguire si muovono piuttosto bene, ma come contro il Genoa, Leao è indolente. Sembra muoversi svogliato sulla palla e poco convinto nell’azione che lo porta al tiro o al contrasto. Un’occasione a testa sino a quando alla mezz’ora il fantasista turco non si inventa uno dei suoi goal in stile Del Piero. Al limite dell’area a sinistra inventa una parabola a giro che beffa Consigli. Un gesto balistico di pregevole fattura che non a caso vede anche il campione svedese applaudire, fuori dal campo, alla giocata del compagno. Ma il Milan, cosa vista anche tre giorni fa contro i liguri, non ha più quella intensità e cattiveria in tutti i suoi elementi. Non a caso ad affiancare l’onnipresente Kessiè in mediana non c’è nuovamente Bennacer, ma Meitè che non è la stessa cosa. Un normale Sassuolo, che non reagisce più di tanto, alla fine del primo tempo prova ad uscire ma la retroguardia milanese è attenta. Nella ripresa il Milan gestisce senza problemi, cercando con un paio di conclusioni forti, di raddoppiare e chiudere la pratica, ma Consigli è pronto. A poco più di un quarto d’ora dal termine ecco che a bordo campo giunge Mandzukic, mossa che ti aspettavi. Ma ciò che non pensavi è che il forte attaccante ex bianconero non prende il posto di uno svogliato Leao, ma di Rebic in fascia. Allo stesso tempo Krunic sostituisce il 10. In un botto solo Pioli tira via fantasia e diminuisce ulteriormente la corsa dei suoi. De Zerbi, invece, poco prima ne cambia in un colpo solo quattro tra i quali Raspadori. Energie fresche emiliane contro uno spentissimo Milan. Gioco forza in un non nulla i padroni di casa escono letteralmente dal campo annichiliti dal Sassuolo, che senza troppo affanno segnano dal 76’minuto al 83’ minuto due volte, con il giovane italiano, ribaltando il match. I rossoneri non hanno la forza di reagire nonostante l’entrata di Diaz, Kalulu e Castillejo. Anzi sono gli emiliani che vanno vicino alla terza rete nel finale. Quando si dice che i cinque cambi sono un grosso favore alle big, questa volta è stato completamente a favore della squadra “minore”. Pioli, al quale bisogna dare moltissimi meriti per la posizione di alto livello che ha il suo Milan, in questa occasione ha portato i suoi a subire l’avversario, senza poterlo contenere ne aggredire. Certo tutta la rosa del “Diavolo” è stanca, ma è stata anche l’unica ad essere integrata nel mercato di gennaio, quindi qualche ambizione c’era ed ancora ci sarebbe. A sei giornate dal termine, la lotta Scudetto è quanto mai lontana, ma a questo punto il Milan più che guardare davanti dovrà guardarsi dietro, specie dalla prossima trasferta contro Simone Inzaghi.

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Milan vs Genoa 2-1 Chi cerca la fortuna viene premiato … con punti Champions

( aprile 2021 )

 

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Più ci si avvicina alla fine, più ogni sfida è complicata. I punti pesano molto di più e sempre meno spazio agli errori si può concedere dato che tempo per rimediare non c’è né. Il Milan di Pioli scende in campo a San Siro contro un Genoa in una situazione di classifica abbastanza tranquilla ma non ancora tanto da poter affrontare la sfida in costume da bagno. Infatti sin dai primi minuti è partita vera. Il Milan conduce le danze e tiene palla con un certo brio. Davanti è spuntato con la mancanza di Ibrahimovic, sostituito da un troppo impalpabile Leao. Per il resto la formazione è quella tipo con i due centrali di difesa titolari, al pari dei due mediani. La linea di trequartisti abbina, con Rebic, Calhanoglu e Saelemaekers, molto dinamismo, con forza e qualità. Non è un caso che sia proprio l’esterno di sinistra a portare sopra di una rete i suoi al 13’ minuto. Su una palla vagante, spazzata via male al limite dell’area, Rebic è bravissimo a trovare non solo il tempo giusto, ma anche la coordinazione perfetta per colpire di collo pieno e indirizzare in diagonale la palla sul palo lontano dove Perin non può arrivare. Il Genoa non è tramortito e rimane in partita, con il Milan a chiudere bene e cercare varchi per ripartire. In questo si sente tantissimo la mancanza del centravanti svedese. Leao dal fisico comunque prestante, non è mai un punto di riferimento per i compagni facendo sì che il Milan giochi bene ma spuntato. La partita è aperta e il Genoa dimostra anche una certa tranquillità in campo con giocate di prima in mediana che fanno fare gli straordinari e Kessiè e Bennacer. Il Genoa a meno di dieci minuti dal riposo guadagna con caparbietà un corner sulla destra offensiva. Sugli sviluppi, un Tomori sino a quel momento impeccabile come il suo compagno di reparto, perde il contatto a centro area con Destro, scivolando e permettendo all’ex di colpire di testa per l’1 a 1. Un peccato perché i rossoneri non avevano subito più di tanto, anche se, a onor del vero, dopo il vantaggio, non erano riusciti neppure a creare più di tanto davanti. Si va al riposo con un pari che un po' di preoccupazione la mette ai padroni di casa. Questo è un turno che Pioli sa che è costretto a sfruttare pienamente. Gli avversari diretti ad un posto Champions, se non addirittura anche per il pensierino Scudetto, hanno scontri incrociati, quindi qualcuno dei punti per strada li lascerà necessariamente. Nella ripresa il Milan riprende a macinare gioco e possesso palla, ma bisogna dare merito a Ballardini che ha disegnato un Genoa ben messo in campo. Mai arroccato dietro, ma quadrato e con geometrie per uscire palla al piede di buonissima fattura. Il Milan vuole i tre punti ma si vede che fatica a concretizzare negli ultimi quindici metri la mole di gioco. Leao , più che scivolare e litigare con se stesso non fa e per una punta centrale con una squadra votata all’attacco, aver toccato solamente dieci palloni nella prima frazione è indicativo di come manchi sostanza là davanti. Pioli, non a caso poco dopo un quarto d’ora lo cambia con Mandzukic. Il peso offensivo cambia, nonostante una condizione atletica dell’ex juventino ancora da ritrovare. Eppure non è un caso che giunge cinque minuti dopo il 2 a 1 dei padroni di casa. Su di un corner alla sinistra d’attacco rossonera la palla sfila al centro e uno scoordinato Scamacca di schiena beffa il suo portiere insaccando con una bella dose di sfortuna la palla alle spalle di Perin. La fortuna ha aiutato il Milan nella rete, ma mancano ancora più di venti minuti per festeggiare la vittoria ed il Genoa con l’ingresso di un leader come Pandev trova anche maggiore ampiezza e qualità. La gara si accende con i lombardi che potrebbero sfruttare gli spazi in contropiede e i liguri che vogliono il pareggio. Tutti e ventidue, danno fondo alle proprie energie in ogni fase di gioco. Su un uscita a vuoto di Donnarumma, Kjaer e Tomori sulla linea, sulla stessa azione, si sostituiscono al proprio portiere salvando su due tiri destinati alla rete e con grinta e determinazione, con sofferenza ma tanta voglia, il Milan porta a casa i tre punti tanto agognati. Fra tre giorni c’è un altro turno in casa contro un Sassuolo, matematicamente salvo ma voglioso di avvicinarsi alle grandi.

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Parma vs Milan 1-3 Ibra croce e delizia del Milan che passa a Parma

( aprile 2021 )

 

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La bagarre per la lotta ad un posto Champions è quanto mai aperta e con la Juventus ad una sola incollatura e la Dea che segue a ruota, il Milan non può sottovalutare l’impegno emiliano. Il Parma, penultimo in classifica ha assoluta esigenza di punti e con nove partite al termine, il margine di errore è praticamente nullo per i padroni di casa. Ma il Milan, ora finalmente al completo di tutti i suoi uomini, ha ancora più fame dei gialloblu e da subito parte forte. Al quinto Kessiè va al tiro potente ma alto. Tuttavia trascorrono appena altri quattro minuti e i rossoneri si portano avanti. Bennacer allarga dalla destra verso sinistra su Ibrahimovic. Lo svedese davanti all’area è bravissimo con la finta a mettere a sedere il suo marcatore dinanzi, a fintare il tiro ed invece a indovinare il filtrante corretto in area per Rebic. Il numero 12 attaccante si veste i panni del centravanti di razza. Difende palla, si gira lasciando dietro di sé il suo difensore e fa partire una bomba dove nulla può il portiere parmense. Gli ospiti sono in completo controllo della gara e anche quando il Milan abbassa i ritmi alla mezz’ora del primo tempo, i gialloblu non creano nessun pericolo dalle parti di Donnarumma. Anzi, giunge verso lo scadere prima del riposo il doppio vantaggio ospite. Bella triangolazione di qualità dei rossoneri che portano Kessiè dentro l’area, che con un tiro basso e sporco, indirizza la sfera a fil di palo basso dove Sepe è battuto. Parma domato e tre punti sicuri già prima del riposo. Cosa che accade di sovente al Milan, l’inizio della ripresa è sin troppo blanda. Già dopo poco più di cinque minuti su un’azione insistita degli emiliani Donnarumma è doppiamente bravo a chiudere una doppia conclusione pericolosa del Parma. Al quarto d’ora ecco la svolta dell’inerzia della gara. In uno scontro normale di gioco a centrocampo avviene un fallo dove l’arbitro concede la punizione ai lombardi. L’anomalia è che il fischietto tira fuori il cartellino rosso in direzione del campione svedese. Ibrahimovic, dovrebbe aver detto una parola di troppo in direzione dell’arbitro e sconsolato si dirige verso gli spogliatoi, anche se appare sin troppo strano che Ibra a distanza abbia espresso un opinione sgradevole per un fallo a favore della propria squadra. Il Milan si trova improvvisamente in inferiorità numerica e sei minuti dopo paga pegno. Il Parma sfrutta l’occasione facendo girare la palla da sinistra a destra e quando il traversone giunge verso la linea di fondo il terzino sinistro rossonero si trova uno contro due e Pellè di testa mette palla a centro area dove Gagliolo può battere Donnarumma. Una partita in pieno controllo e messa sui binari più congeniali il Milan se l’è complicata da sola, o quanto meno il suo calciatore più esperto. Sul 1 a 2 i rossoneri con l’uomo in meno stringono i denti e corrono il doppio per colmare il vuoto. Qualche traversone insidioso mette dei brividi alla retroguardia rossonera sino al novantaquattresimo quando Dalot fa partire palla al piede un rapido contropiede. Dopo una fuga sulla destra libera il compagno Leao dinanzi a Sepe siglando il risultato finale sul 3 a 1. Tre punti pesanti per rafforzare il secondo posto e sperare ancora a qualcosa di più. Il Milan dovrà rifare a meno di Ibrahimovic per almeno due turni, che comunque non paiono proibitivi.

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Milan vs Samp 1-1 Lo stop “Nazionali” frena il Milan

( aprile 2021 )

 

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Era, ed è, un’incognita per tutte le formazioni dopo la ripresa post pausa Nazionali. Tra stanchezza, tempi di rientri dalle corrispettive Nazionali, pericolo Covid-19, ogni sfida era inprevedibile. Il Milan con una decina di giocatori fuori, ha affrontato tra le mura amiche una Sampdoria che ha potuto lavorare bene tutta la settimana senza troppe distrazioni. Nel suo consueto 4-2-3-1, il Milan nella prima mezz’ora di sfida è talmente prevedibile e lento da essere quasi sopraffatto dal 4-4-2 semplice e scolastico predisposto da un uomo di esperienza come Ranieri. Donnarumma si supera infatti ben due volte sulle conclusioni blucerchiate, mentre i rossoneri non riescono a ripartire. Ibrahimovici è lento e poco ispirato, mentre i suoi tre rifinitori dietro sono ancora più avulsi ad ogni possibile manovra offensiva. Oltre tutto, rispetto al suo standard, Kessiè appare molto appannato sia in chiusura che nei suoi inserimenti solitamente molto pericolosi. E’ specialmente Bennacer a perdere palloni su palloni. Solo verso gli ultimi cinque, massimo dieci minuti inizia ad affacciarsi il Milan con costanza nell’area avversaria, ma senza troppa convinzione e neppure pericolosità. Il campione svedese si distingue più per due falli subiti con astuzia uno dei quali verso lo scadere della prima frazione per un rigore dove l’arbitro non abbocca alla caduta. Secondo tempo che inizia con i padroni di casa che continuano a far girare la palla ma senza incidere o verticalizzare in modo veloce e pericoloso, grazie anche, bisogna sottolinearlo, all’accortezza difensiva della Sampdoria che non lascia nessun varco e tiene i reparti cortissimi. I liguri quando difendono lo fanno con tutti gli effettivi. La sfida si sblocca come non ti aspetti, ma evidentemente nell’unico modo possibile. Theo Hernandez, bravissimo quando deve essere pericoloso in attacco, dimostra quanto sia poco incline all’attenzione difensiva. Da laterale di sinistra, al minuto 57’, alleggerisce senza alcuna pressione una palla davanti all’area verso i suoi centrali senza però accorgersi che vi sono due maglie avversarie nella traiettoria. Purtroppo la sfera giunge al ragazzino Quagliarella che non si fa certo pregare e beffa di prima con un delizioso pallonetto un incolpevole Donnarumma che si trova fuori dai pali non aspettandosi un errore tanto marchiano dei suoi compagni. Manca più di mezz’ora e i milanesi si trovano sotto di una rete senza essere riusciti ancora a fare un tiro in porta e impegnare Audero. Ci pensano però gli ospiti ad agevolare il compito al “Diavolo”. Trascorrono appena 120 secondi dal vantaggio, quando Silva atterra in scivolata, inutilmente, Castillejo prendendosi il secondo giallo e lasciando i blucerchiati in inferiorità numerica. Ranieri cambiando una delle due punte si copre in un 4-4-1 che diviene presto un 4-5-0. Dal canto suo Pioli sostituisce Bennacer e Krunic con Tonali e Rebic e la forza offensiva aumenta. Gli ospiti sono schiacciati nella propria metà campo ma Audero ancora non deve compiere parate degne di nota. Quando ad un quarto d’ora Hauge subentra a Castillejo i rossoneri divengono decisamente molto più pericolosi. Spingi e rispingi e proprio il vichingo su suggerimento di Kessiè si inventa la rete del pareggio. Hauge sulla sinistra finta l’inserimento verso la porta quando poi ripiega lateralmente lasciando sul posto due difensori davanti a sé, a quel punto fa partire un tiro a giro basso che si insacca sul palo lontano di Audero. Siamo all’87’ minuto e la Sampdoria è alle corde. Il Milan ci crede e al 93’ minuto una deviazione fa sbattere la palla tirata da Kessiè sul palo, ma sarebbe stata merce troppo ricca una vittoria per nulla meritata. Un Milan che ha pagato il suo campione troppo stanco, che Pioli non si è sentito di sostituire. Due punti persi, ma anche uno conquistato per non perdere fiducia nelle partite che decideranno la volata Scudetto e Champions.

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Fiorentina vs Milan 2-3 Ibra suona la carica del Diavolo

( marzo 2021 )

 

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Un campione ed un gruppo unito credono, giustamente e orgogliosamente, alla rincorsa alla capolista. A Firenze i rossoneri fanno una gara bella e gagliarda e strappano nei novanta minuti tre punti più che meritati. I rossoneri dopo la sfortunata e ingiusta eliminazione dall’Europa League da parte del Manchester United, vogliono rigettare il guantone di sfida ai cugini per il vertice ma davanti hanno una Fiorentina che viene dalla rotonda vittoria a Benevento. Pioli sa già che la Juventus ha avuto un inatteso arresto casalingo e quale occasione migliore per allungare sulla terza e accorciare sull’Inter che non ha giocato causa Covid-19? I lombardi tengono più palla e al primo affondo vanno in vantaggio. Dalla mediana, al 9’ minuto, giunge un delizioso cross a palombella per il centravanti svedese, che stoppa e batte Dragowski. Intervento immediato della Var visto che Ibrahimovic è assolutamente solo, di almeno un metro, al momento dello stop, ma l’azione è regolarissima. I centrali difesivi hanno fatto il loro dovere a metterlo in fuorigioco, ma l’esterno di difesa destro rimane troppo alto tenendolo in gioco. Milan in vantaggio, ma solamente per otto minuti. Su una punizione da sinistra, Pulgar beffa Donnarumma all’incrocio sul suo palo. Bella la conclusione, ma non irreprensibile la risposta del numero 1 rossonero. La sfida è vivace e si mantiene tale per tutto il primo tempo. Alla mezz’ora Pezzella colpisce su calcio d’angolo il palo in stile tacco Mancini, ma Ibra gli risponde sei minuti dopo con un allettante pallonetto che supera Dragowski, ma si ferma sulla traversa. Inizia la ripresa e la Fiorentina si porta ora davanti dopo appena sei minuti. Su una bella azione da destra dei viola, la palla giunge in centro area ben stoppata e gestita da Vlahovic che fa da sponda millimetrica per il campione francese Ribery che batte con un colpo da bigliardo perfetto dove Donnarumma non può arrivare. Ci sono una quarantina di minuti da disputare ancora e dopo qualche istante di assestamento, gli ospiti riprendono a macinare gioco. Trascorrono solamente sei minuti su un calcio d’angolo Diaz è lesto sul secondo palo a trovare lo spiraglio per battere il portiere. Due a due. A questo punto l’inerzia della sfida si sposta tutta in direzione di Milano. Su un cross di esterno Ibrahimovic colpisce il palo con Dragowski che guarda impietrito la palla che aveva battezzato fuori ma con caparbietà il Milan continua spingere perchè vede la possibilità dei tre punti. Su un rovesciamento di fronte Kessiè spinge avanti al 72’ minuti i suoi compagni e la palla giunge sulla sinistra d’attacco rossonera. Calhanoglu colpisce da cecchino con un rasoterra a giro che il portiere vede troppo tardi partire coperto dai suoi difensori. Il Milan è nuovamente in vantaggio e la Fiorentina è tramortita. I padroni di casa non hanno la forza di reagire. Pioli trova anche un ottimo rientro nel secondo tempo di Bennacer al posto di un sempre troppo incerto Tonali. Con la coppia di mediani Bennacer e Kessiè la saracinesca è ben collaudata, ma sopratutto con un Ibrahimovic in grande spolvero tutto è possibile. Con un Tomori leader in difesa, un centrocampo saldo e varie possibilità offensive il Milan vince una gara non facile portandosi momentaneamente a sole sei lunghezze dalla capolista. Dopo il tonfo casalingo contro il Napoli, in troppi diedero non solo per persa la lotta Scudetto tutta milanese, ma anche in bilico un posto Champions. La vetta, ora, è a meno sei e il quarto posto ha ben otto lunghezze di vantaggio. Tutto è possibile, specie con gare affrontate con il giusto piglio e finalmente con calciatori di primo piano in campo e non più in infermeria.

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Milan vs Manchester U. 0-1 A testa alta con tanto rammarico si lascia l’Europa

( marzo 2021 )

 

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Già di per sé, incontrare una formazione forte come il Manchester United non è cosa semplice. Quando due settimane addietro ai sorteggi venne abbinata alla squadra di Pioli quella dei Red Devils, molti, anche tra i più accaniti sostenitori milanisti, si diedero per uscenti in partenza. All’atto pratico ciò è accaduto, ma sono quelle sconfitte che possono anche farti crescere. Pure questa volta, il giorno prima della sfida, di una partita delicatissima e molto impegnativa, il mister di Milanello è costretto a rivedere i suoi piani. Alle defezioni oramai croniche, si sono aggiunte quelle di Romagnoli, ma sopratutto quelle in attacco e impreviste di Leao e Rebic. Non esiste un attaccante di riserva e l’unico che c’è, siede in panchina con un mese di assenza. Per quanto Ibrahimovic possa essere forte e professionale, all’alba dei suoi quarant’anni i tempi di recupero non sono più quelli di vent’anni prima. Anche gli inglesi hanno come all’andata le loro mancanze, ma in tanto recuperano l’ex centrocampista juventino Pogba per la panchina. Nel suo 4-2-3-1, i due centrali difensivi sono Tomori e Kjaer, goleador nei tempi di recupero all’ Old Trafford. Ai loro fianchi un diligente Dalot e un “Turbo” Hernandez. A Kessiè e Meitè, che paiono gemelli, il compito di arginare le avanzate avversarie. Senza punta di ruolo è Saelemaekers a fare, come può, il punto di riferimento più avanzato alle cui spalle da sinistra a destra si muovono in costruzione Krunic, Calhanoglu e Castillejo. Dopo i primi dieci minuti di assestamento dove lo United manovra meglio, inizia ad uscire il Milan. Possesso palla ma mai per gestire la gara, ma per andare a segnare. Il Milan, anche se forte del pareggio con goal in trasferta, e pur privo di tanti uomini importanti, non si limita a contenere nella speranza di giungere al fischio finale a reti inviolate, ma inizia a fare la partita. Come all’andata nell’isola britannica, gli italiani di Milano sviluppano interessanti trame di gioco offensive. Tanta corsa e buon movimento a smarcarsi ed inserirsi, ma l’assenza di veri terminali offensivi si fa sentire. Sono almeno tre le potenziali occasioni pericolose create nel primo tempo dai padroni di casa, ma alla fine non si giunge mai al tiro o se lo si fa, le conclusioni sono sterili. Da parte loro gli inglesi sono costretti a fare almeno una rete visto che lo 0 a 0 li eliminerebbe, ma il raddoppio delle marcature dei rossoneri è sempre costante e puntuale. Donnarumma deve solo occuparsi di ordinaria amministrazione. La svolta della gara arriva ad inizio ripresa, quando entra subito Pogba. Neppure tre minuti dall’inizio del secondo tempo e il Manchester si porta in vantaggio. Azione avvolgente degli ospiti dalla sinistra alla destra. La palla si insabbia in centro area e tra Meitè e compagni non riescono a spazzare via la sfera, che giunge tra i piedi di Pogba a sinistra molto defilato ma vicinissimo alla porta. Un paio di finte e il piazzamento di Kessiè e il suo portiere non è impeccabile visto che con un tocco morbido il centrocampista trova il pertugio per la rete. Ora è il Milan che è costretto a segnare per giungere almeno ai tempi supplementari, ma si aprono anche varchi dietro. Coraggioso e volitivo, il “Diavolo” prova in ogni modo. Entra anche Ibrahimovic prima della mezz’ora del termine e l’occasione grandissima c’è l’ha proprio lui di testa. Dal cross dalla sinistra sovrasta il suo marcatore e di testa incorna benissimo, ma troppo centrale e d’istinto è magistrale il portiere dello United a deviare in angolo. L’unica vera parata dell’intero match tra i due portieri. Il Milan ci prova sino al recupero quando un atterramento sospetto sullo svedese potrebbe far chiamare il rigore, ma giunge anche il fischio finale. Il Milan esce per la sfortuna di troppe assenze, ma con la testa da grande squadra. E con la medesima mentalità potrà buttarsi nuovamente sul Campionato dove è sempre seconda in classifica.

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Milan vs Napoli 0-1 Gattuso fa lo sgambetto ai suoi ex amici

( marzo 2021 )

 

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Pioli ha ragione quando parla delle fatiche dell’Europa League. Terminare la gara il giovedì sera e rientrare dalle trasferte nella nottata-mattinata del venerdì, non lascia molto tempo per rigenerare le pile per il match domenicale. Eppure le cause della sconfitta non stanno solamente qui, considerando che l’ultima mezz’ora il Milan ha messo sotto specialmente dal punto di vista fisico il Napoli che in settimana non aveva disputato alcuna gara. La partita è tra due formazioni che sanno giocare bene a pallone ma il Milan ha come sempre il grande problema che lo affligge da inizio stagione, ovvero i troppi non disponibili. A Ibrahimovic e Bennacer, oltre al mai avuto attaccante ex Juventus, si sono aggiunti Calabria e Romagnoli. Rientrano, Theo Hernandez sulla fascia e in panchina Rebic, oltre a Calhanoglu da titolare dietro come rifinitore a Leao. Hernandez è il più dinamico, in effetti il suo appellativo di “Turbo” non è stato affibbiato a caso. Il Milan si muove bene ma pare molto leggero. Kessiè si vede che è stanco, quanto meno nella mediana non è scintillante come il suo solito. Non potrebbe anche essere diversamente dati i chilometri e l’energie profuse da inizio e stagione e senza risparmiarsi specie nelle ultime uscite. Pare molto fragile davanti. Il turco è da mesi che ha perso la sua fantasia ed il suo tocco magico da numero 10, ma anche a sinistra Krunic e a destra Castillejo non sembrano girare a mille e capaci di sfondare nelle loro fasce. Il problema comunque più grande è il centravanti davanti. Leao non è neppure lontanissimo parente del campione svedese, anche se l’unico vero tiro in porta del Milan nel primo tempo è opera sua. Tutt’altra cosa avere in campo Ibrahimovic che sa prendere posizione davanti, coprire la palla e concludere oppure smistare ai compagni che gli ruotano attorno come pochi altri. Leao è spesso indolente, passeggia per il campo senza mostrare la medesima grinta dei compagni, seppur dotato di qualità tecniche di primo piano. Così è il Napoli che riesce a manovrare a metà campo indisturbato e impegnare Donnarumma che risponde sempre presente. A inizio ripresa il portiere della Nazionale nulla può sull’inserimento in area di Politano. L’azione da sinistra a destra dopo quattro minuti dal fischio d’inizio del secondo tempo dei partenopei è molto efficace quanto bella. Colpevole la retroguardia milanista a non scalare a dovere e Hernandez che si ferma nella rincorsa sull’esterno offensivo azzurro che può andare al tiro e battere Donnarumma. Il Milan ha ancora tutto il secondo tempo per raddrizzare la sfida, ma Pioli aspetta anche troppo per inserire energie fresche. Ospina e nuovamente Donnarumma negano la rete l’uno per il pareggio e l’altro per il raddoppio. Caso da moviola a due minuti dal novantesimo, quando Bakayoko tocca in uscita dall’area il polpaccio di Theo. Nonostante la visione della moviola da parte dell’arbitro, il direttore di gara giudica il contatto ininfluente oppure assente lasciando qualche dubbio sulla sua decisione. Il mancato penalty scalda gli animi e volano proteste; Gattuso ammonito, ma anche Rebic che lascia in pieno recupero i suoi compagni in inferiorità numerica, cosa che per poco non porta al raddoppio del Napoli su bellissima conclusione al volo da parte di Osimhen che sfiora il palo. Inutile il forcing finale del Milan, più di nervi che di lucidità. Sapere che l’Inter aveva già fatto il suo nel pomeriggio, ha portato all’estremo la tensione di vedere fuggire a nove lunghezze i cugini, dopo aver comandato per più di metà della stagione il Campionato. Ancora i giochi per lo Scudetto sono apertissimi, ma con la sconfitta in questo incontro casalingo, pure il Napoli si è fatto sotto per un posto Champions, con Juventus e Atalanta addosso come rapaci. Quanto meno la Roma per il Milan è stata inchiodata a Parma. I rossoneri avranno giovedì il match durissimo a San Siro contro gli inglesi che verranno a Milano per ribaltare il pareggio casalingo. Pioli dovrà pulire la mente e i muscoli dei suoi in quattro giorni se vorrà accedere ai quarti di finale di Europa League e solo dopo pensare alla rincorsa in Campionato partendo da Firenze.

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Manchester U. vs Milan E.L. 1-1 Giovani “Diavoli” fanno paura in Inghilterra

( marzo 2021 )

 

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Questa è la partita vetrina del Milan di Pioli post lockdown da giugno dell’anno scorso. Quando tutto ti è avverso, oggettivamente la sfida pare proibitiva, ecco che la prestazione degli undici rossoneri in campo è a dir poco esemplare. A Pioli mancano ben sei se non sette, se teniamo presente anche il capitano Romagnoli, titolari. E tra questi annoveriamo i big più forti quali Ibrahimovic, Rebic, Theo Hernandez ed il numero 10 fantasista turco. Anche il Manchester United ha defezioni importantissime, tra le quali spiccano i fortissimi Pogba e Cavani e Rashford ma mentre Solskjaer ha ancora qualità immensa da mettere in campo, il bravo Pioli è costretto ad inserire già dal primo minuto ragazzi come Dalot e Meitè che sino all’altro ieri hanno fatto mettere le mani nei capelli a tutti i tifosi del “Diavolo”. Ebbene dal primissimo minuto sino al fischio finale gli italiani sono scesi sull’isola non come vittima sacrificale, ma con spirito di conquista, un pò come Roma Imperiale in Terra d’Albione qualche secolo fa. Non è un caso che nei primi quindici minuti ai rossoneri vengano tolti dall’arbitro due reti. Sulla prima nulla da dire visto il fuorigioco piuttosto evidente, ma sullo stop e tiro di prima che s’insacca alle spalle di Henderson solo il fischietto sloveno ha visto un tocco di mano da parte di Kessiè. Rimane un grossissimo dubbio sull’annullamento. Una decisione importantissimo che si spera non debba pesare in chiave ritorno dato che il goal in trasferta pesa il doppio. Una squadra con così tanti problemi d’organico, davanti ad una formazione così importante in uno stadio famoso come l’Old Trafford, si sarebbe abbattuta. Invece no, il Milan ha continuato a giocare come se nulla fosse accaduto. In effetti gli inglesi non riescono a capirci molto. Tengono un pò più palla, ma appena si avvicinano alla tre quarti milanese sono assaliti dagli assatanati ragazzi di Pioli. Kessiè è in una condizione fisica e mentale devastante. Raddoppia e triplica per tutta la gara senza sosta, in modo energico ma anche intelligente e la stessa lucidità la mostra anche in fase di costruzione. Sopperisce con la sua forza alla leggerezza di compagni a centrocampo come Diaz o Saelemaekers. Ma sono tutti i giocatori rossoneri ad essere in palla. Propositivi e generosi, senza un attimo di sosta. Il gioco e la manovra c’è ma di grandi parate Henderson non ne deve effettuare, ancora meno Donnarumma che a parte qualche uscita non deve fare. In una di queste, però a vuoto, a cinque minuti dal riposo, i padroni di casa si divorano una palla goal. A porta vuota Maguire colpisce a meno di un metro il palo. Rete che deve attendere solamente cinque minuti dalla ripresa per essere segnata. Lancio dalle retrovie del Manchester e Tomori perde Diallo che si trova così a metà strada tra il centrale di difesa ed il suo portiere, battendolo di testa in pallonetto. Il Milan ha altri cinque minuti di sbandamento e scoramento, ma in seguito riprende a macinare gioco, anche se non molto concreto visto che veri pericoli non ne crea. A venti dalla fine i Red Devils rischiano loro di raddoppiare ma il Milan è a testa bassa. Non ci sta e nei limiti dei suoi calciatori, continua a spingere sino ai tempi di recupero. Leao, sino a questo momento un pò avulso dalle trame offensive, guadagna un corner con caparbietà, sul quale Kjaer è bravissimo a svettare e superare un non perfetto Henderson. Pareggio più che meritato per il gioco espresso a prescindere dalle condizioni con il quale il Milan si è presentato. Basti pensare che in panchina Pioli aveva a disposizione appena sette calciatori, dei quali cinque di movimento. Dopo la bruciante sconfitta nel derby, il Milan è tornato di gamba e di grinta quello che abbiamo da mesi apprezzato. Se riuscirà a ripetersi e superare l’ostacolo inglese, la finale europea potrebbe non essere solamente un sogno. Ora testa al Campionato, dato che a San Siro ci sarà il Napoli.

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Verona vs Milan 0-2 Le difficoltà esaltano il gruppo

( marzo 2021 )

 

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Il Milan sbanca a Verona per 2-0, vittoria non certo scontata in questo periodo per i rossoneri. La partita è fondamentale per tenere a distanza le inseguitrici. Pioli però deve fare i conti con una squadra stanca e non pienamente in fiducia sopratutto dovuto al fatto di aver pareggiato in extremis con l’Udinese in casa nel turno infrasettimanale ed è ancora alle prese con diversi infortuni. L’avversario Verona è ostico tanto che l’andata le due squadre avevano pareggiato 2-2 e i veneti non perdono da un mese. Avvio di gara vivace. Le squadre si affrontano a viso aperto con diversi duelli fisici. Al 9’ rischio per il Milan. Su retropassaggio impreciso di Tomori con la testa verso Donnarumma, Lasagna prova ad approfittarne ma è attento il portiere rossonero a rimediare. Al 15’ grande cross di Calabria dalla destra e colpo di testa nell’area di rigore di Leao che spedisce alto sopra la traversa. Al 27’ arriva il vantaggio del Milan con Krunic. Sinistro a giro favoloso su punizione da posizione decentrata del bosniaco che sorprende Silvestri. Finisce il primo tempo senza altre emozioni rilevanti. Si riprende e al 50’ il Milan mette al sicuro il risultato sul 2-0 con Dalot. Tocco centrale lungo l’area di Saelemaekers, Dalot finta di colpire il pallone, lo lascia scorrere, elude la marcatura dei difensori e poi lascia partire un destro chirurgico che si insacca sotto la traversa. Continua il secondo tempo e continua anche la buona gestione della partita da parte dei rossoneri, che addormentano la partita con un possesso di palla intelligente. Al 77’ le uniche azioni di nota dei veronesi che mettono un po' di pressione al Milan. Con un sinistro pericoloso di Dimarco da posizione defilata viene deviato da Calabria e termina poco distante dal palo. E sempre nello stesso minuto su corner di Dimarco, il difensore veronese Ceccherini con un colpo di testa manda il pallone di poco a lato dalla porta. La partita e le emozioni terminano qui e il Milan mantiene saldamente la seconda posizione in classifica, aspettando il risultato della capolista Inter impegnata questa sera con l’Atalanta. La squadra di Pioli, seppur con parecchie assenze importanti , offre una prova di carattere vincendo contro una squadra bene organizzata come il Verona. I rossoneri hanno capitalizzato al meglio le occasioni che le sono capitate durante la partita. Ottimo possesso di palla per i rossoneri e nervi saldi nonostante le pressioni, visto che la Juventus aveva vinto contro la Lazio e con una partita in meno si sta facendo pericolosamente sotto. Paradossalmente le tante assenze e le difficoltà delle ultime settimane dovute alla stanchezza di un campionato per tutti logorante hanno ricreato un gruppo più saldo e determinato a restare unito e a vincere la partita non facendo sentire la mancanza di pezzi da “novanta” come Ibrahimovic. Krunic oggi si è dimostrato in piena forma e sembra avere trovato una posizione a lui congeniale nei moduli di mister Pioli. Kessie è sempre il migliore: gioca per due (o forse fa reparto da solo!!)e occupa militarmente il centrocampo. La vittoria è stata voluta, difesa e meritata. Tre punti che valgono oro ma non si può dormire sugli allori e si deve subito pensare ai prossimi impegni e a recuperare gli infortunati. Nei prossimi impegni il Milan dovrà affrontare squadre difficile e impegnative prima fra tutte il Manchester in Europa League e poi il Napoli dell’amico milanista Gattuso. Vediamo se il Milan riuscirà a cantare ancora in modo corale come quest’oggi o steccherà!

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Milan vs Udinese 1-1 I bianconeri friulani danno una mano al Diavolo

( marzo 2021 )

 

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Il Milan agguanta il pareggio contro l’Udinese nei tempi di recupero. La squadra rossonera è costretta per l’ennesima volta a rinunciare per infortuni ad alcuni uomini chiave come Ibrahimovic e Calhanoglu e agli affaticati Calabria e Tomori che avevano ben fatto nella precedente partita vinta contro la Roma. L’Udinese arriva da una bella vittoria contro la Fiorentina e schiera un 3-5-1-1 per contrastare la corsa del Milan verso la Champions. Infatti il Milan già dai primi minuti cerca di scardinare la retroguardia ospite che però è molto compatta e raccolta nella propria metà campo. I due portieri nel primo tempo non vengono mai impegnati. Al 39’ l’unica azione degna di nota del primo tempo è del Milan. Una progressione dello spagnolo Castillejo, che entra in area e da la sveglia al portiere Musso che para di piede. Il Milan macina chilometri ma l’Udinese si copre bene e non lascia passare gli avversari. Nel secondo tempo Tonali esce per infortunio per lasciare il posto a Meite. Al 48’ l’Udinese sfiora il gol. Su retropassaggio sciagurato di Theo Hernandez, Pereyra anticipa Donnarumma, trova il fondo e crossa per Nestorovski, che di testa trova il salvataggio clamoroso di Romagnoli appostato sulla linea di porta. Brividi per i rossoneri ma subito al 51’ con un sinistro a giro da fuori area del neo entrato Meite costringe il portiere Musso a deviare in angolo. E proprio sul corner di Castillejo, che arriva un’altra occasione per il Milan, con un colpo di testa di Kessie sul primo palo ma Musso risponde ottimamente parando. Ma ecco che al 68’ arriva il gol inaspettato dell’Udinese. L’incornata vincente arriva da parte del centrale bianconero Becao. Donnarumma, forse con la visuale coperta da Nestorovski, non riesce a respingere una conclusione non esattamente irresistibile. Becao è al secondo gol in campionato, il primo segnato sempre ai rossoneri. E si giunge ai tempi di recupero. Al 96’ su fallo di mano di Larsen in area di rigore, l’arbitro concede il penalty ai rossoneri. Sul dischetto Kessie non sbaglia e porta in parità il risultato. Il pareggio è il risultato giusto, che accontenta solo l’Udinese perché pareggiare a San Siro è sempre un successo e fa felice le dirette avversarie del Milan per corsa in Champions. Infatti con questo pareggio e la vittoria di Juventus, Atalanta e Roma, le inseguitrici rosicchiano due punti ai rossoneri che ora si trovano a 53 punti. Altra nota negativa della serata per il Milan è l’ennesima tegola per mister Pioli che dovrà presumibilmente rinunciare per la prossima partita a Tonali che accusa l’ennesimo infortunio muscolare e allunga la panchina degli infortunati. La squadra di Pioli è apparsa stanca e prive di idee dalla trequarti e peccato per l’infortunio a Tonali che nelle ultime partite si era comportato bene. Merito anche all’Udinese che era ben chiusa e che ha impedito ai giocatori rossoneri di penetrare in area. La squadra è apparsa meno veloce del solito e poco incisiva nei duelli. Peccato per il gol subito perché comunque anche il Milan non ha concesso spazi agli avversari. La “coperta” milanista purtroppo è corta,o si difende o si attacca in quanto lo stato di forma e giocare ogni tre giorni non aiuta a recuperare energie mentali e fisiche per fare entrambe le cose. Prossima partita con il Verona, che ha messo in seria difficoltà le grandi, come la Juventus che la scorsa settimana ha pareggiato contro i veronesi. Quindi non sarà facile espugnare il Bentegodi per i rossoneri che dovranno fare attenzione alle inseguitrici che si stanno facendo sempre più vicine e fare i conti con le pesanti assenze.

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Roma vs Milan 1-2 Il Diavolo risorge e rimane in scia dei cugini

( febbraio 2021 )

 

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Non era un momento facile per la compagine condotta da Pioli. Reduce da prestazioni non esaltanti sia dal punto di vista del risultato che della qualità di gioco espresso, il Milan non solo ha perso punti e il primo posto, ma anche sicurezza nei propri mezzi. Determinazione e grinta per tutto l’arco della sfida , oltre ad una coesione di gruppo, ha permesso ai rossoneri di primeggiare per tutto il Girone di Andata, ma in questo mese di febbraio qualcosa si è sfaldato, o quanto meno, la stanchezza di tante partite ravvicinate, iniziate con i preliminari di Europa League, ha iniziato a far pagare il conto. Trasferta delicata questa a Roma contro i giallorossi. I capitolini arrivano da prestazioni continuamente altalenanti. Capaci di vincere con chiunque ma anche di perdere e male, pure con le ultime della classe; è una vera incognita. Il “Diavolo” ha l’occasione di allungare sulle due inseguitrici più ravvicinate, dato che la Juventus è stata bloccata sul pari a Verona e la Roma la si inchioderebbe a ben otto lunghezze di distanza. Allo stesso tempo una sconfitta ti porterebbe addosso proprio Fonseca con Pirlo alle spalle, con tutta la valanga di critiche e dubbi conseguenti. La risposta del Milan è in campo sin dalle battute iniziali. Con un Tomori in più ed un Romagnoli a riposo per rigenerare le batterie, l’altra novità è Tonali affianco a Kessiè. L’ex bresciano sta prendendo pian pianino confidenza con il ruolo baricentrico e fondamentale che ha in un club di così alto spessore. Il primo tempo dei rossoneri è quasi al limite della perfezione. Rischiano poco o nulla, ma creano una valanga di occasioni, un pò con tutti i suoi elementi. Tre reti annullate per fuorigioco, due per gli ospiti ed una per i padroni di casa, ma tra Ibrahimovic e soci, sono almeno quattro o cinque le occasioni da rete, compresa una traversa su calcio piazzato a Lopez battuto. Estremo difensore della Roma che più che per le parate, si evidenzia per rilanci sbagliati e pericolosi. La bravura del Milan sta nel coprire perfettamente il campo e a non a lasciare spazio all’iniziativa della Roma . Nel suo collaudato 4-2-3-1 i meneghini pressano alto e rubano palla in mediana con facilità e costanza e le verticalizzazioni sono sempre velenose con un Rebic estremamente ispirato. Il primo tempo sembra giungere al termine a reti inviolate, con gli ospiti che meriterebbero un ampio vantaggio, quando una entrata inutile quanto insensata di Fazio su Calabria fa intervenire la Var. Il pestone al 42’ minuto del difensore sull’esterno italiano è sulla linea dell’aria di rigore ed evidente, assegnando conseguentemente il penalty. Kessiè si presenta sul dischetto, nonostante la presenza anche dello svedese, e non sbaglia. Milan al riposo in vantaggio. L’ 1 a 0, meritatissimo, a prescindere dal fatto che sia giunto tramite rigore, dura appena cinque giri della lancetta. Veretout dalla tre quarti offensiva penetra in area e lascia partire un fendente preciso sulla cui traiettoria Donnarumma poco può fare. Parità raggiunta, ma questo Milan sembra essere quello tosto dell’Andata, che non molla mai e otto minuti dopo Rebic è bravissimo a stoppare a sinistra e velocemente girarsi. Con un diagonale trafiggere Lopez. Nuovamente lombardi davanti. Il Milan perde i pezzi, dopo il turco, anche lo svedese e lo stesso Rebic lasciano il campo per affaticamenti e botte che saranno accertati nei prossimi giorni. La sfida rimane bella e apertissima con la Roma alla ricerca del 2 a 2 ed il Milan del 3 a 1 e sono infatti i rossoneri ad andare più vicini alla segnatura, legittimando in questo modo il successo in trasferta contro una diretta concorrente. Oltre ai tre punti, il Milan riacquista la consapevolezza di se stesso e non vede la capolista fuggire via. Una sfida difficile sotto diversi punti di vista affrontata e superata meglio di così non si poteva. Nel fra in settimanale l’Udinese scenderà al Meazza ma questo “Diavolo” ritrovato fa più paura che aver paura.

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Milan vs Stella Rossa E.L. 1-1 Un pari di qualifica, come l’ultima Champions

( febbraio 2021 )

 

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Il passaggio agli ottavi di Europa League è giunto, ma con molta più fatica di quanto ci si aspettasse all’inizio. Forte di un pareggio con doppia rete in trasferta, i rossoneri avevano due risultati su tre a loro favore. Pioli nel suo 4-2-3-1 fa riposare in panchina pezzi da novanta come Ibrahimovic, Rebic e Theo Hernandez e si affida alla vena creativa di Chalhanoglu alle spalle di Leao con affiancati a sinistra Krunic e a destra Castillejo. In mediana a fare coppia con l’onnipresente Kessie c’è l’ex granata Meitè. Dietro Romagnoli e Tomori formano la barriera centrale davanti a Donnarumma. Il Milan parte bene ma allo stesso tempo guardingo per evitare di riaprire il discorso qualificazione dato che la Stella Rossa, già all’andata, aveva mostrato un piglio aggressivo e tanta velocità offensiva. Neanche dieci minuti dall’inizio che i padroni di casa si trovano in vantaggio. Su un tiro da limite un difensore nel tentativo di proteggersi blocca la traiettoria del tiro stesso. L’arbitro, vista la dinamica dell’azione molto rapida lascia correre, ma dagli scontri diretti, la Var entra in funzione anche in questa competizione, e la moviola mostra come vi sia il penalty. Kessiè nuovamente non sbaglia e italiani in vantaggio. Ora gli uomini di Stankovic sono costretti a segnare non più una sola rete, ma almeno due senza più subirne se vogliono approdare agli ottavi. I meneghini sbagliano a pensare che la pratica sia chiusa. Il Milan abbassa troppo il ritmo di gara ma anche il baricentro. Tutto il contrario degli avversari che schiacciano il piedone sull’acceleratore, allo stesso tempo anche i rossoneri nella propria metà campo. In un quarto d’ora dopo aver subito la rete su rigore, i serbi prima si vedono annullare una rete in mischia per una deviazione involontaria di braccio, successivamente colgono su di una spettacolare punizione l’incrocio dei pali con Donnarumma che ringrazia, ma nulla può al 24’ minuto sul diagonale di Ben El Fardou. Nuovamente non impeccabile nella marcatura Romagnoli, come su Lukaku nel derby. Troppa distanza dall’attaccante, specie in corsa, come se il capitano rossonero fatichi a leggere i tempi dell’azione e conseguentemente quelli dell’intervento in chiusura o di stoppaggio. Ora è tutto ancora aperto. Il vantaggio del Milan rimane, ma basterebbe anche un goal di rapina, di sfortuna o di rimbalzo subito all’ultimo minuto come all’andata, per eliminare Pioli dall’Europa. Certo non sarebbe un danno enorme in termini economici, vista la disparità di introiti rispetto alla Champions, ma visto il periodo non proprio dei migliori in Campionato e dopo essere usciti dalla Coppa Italia ai quarti, sempre nel derby, sarebbe una mazzata dal punto di visto psicologico ed il morale ne risentirebbe parecchio. Il Milan annusa il pericolo e riprende in mano le redini della sfida senza creare troppi pericoli, anche perchè Leao è veramente inconsistente là davanti. Tutt’altra musica nel secondo tempo quando entrano subito Rebic e Ibrahimovic. Non che il portiere serbo debba fare miracoli, ma lo svedese qualche tiro insidioso lo fa esplodere, ma sopratutto un paio di assist che mettono davanti alla porta i compagni che non concretizzano. Tuttavia il miracolo lo compie Donnarumma con una parata ai limiti della fisica che lascia il risultato in parità. L’espulsione a 20’ minuti dal termine per doppia ammonizione di Gobeljic, placano gli ardori degli ospiti. Complessivamente un doppio pari con rete in questi sedicesimi permettono al Milan il passaggio del turno. Missione compiuta con qualche brivido di troppo, ma senza eccessivi sforzi, anche se appare evidente uno stato di forma non eccellente. Ma l’ultima Champions il Milan la vinse con le ultime cinque sfide senza successi nei novanta minuti. Un buon segnale?

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Milan vs Inter 0-3 Tre reti e tre parate portano l’Inter a +4

( febbraio 2021 )

 

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Senza dubbio è molto riduttivo sintetizzare la vittoria della “Beneamata”, con un semplice tre tiri e tre parate, ma nonostante un risultato rotondo, il Milan ha avuto un momento dove il pareggio è stato annullato da un grande Handanovic. Il Milan reduce da una bruttissima sconfitta in Liguria contro lo Spezia, ed anche un pareggio un po' amaro contro la Stella Rossa in Europa League, sta mostrando un calo atletico e di spinta caratteriale che da giugno dell’anno scorso l’avevano trasformata in una macchina che non sapeva fare altro che vincere. Purtroppo invece è in una fase di rendimento generale al ribasso, come se l’intero gruppo stesse rifiatando. Conte può solo ringraziare i rimproveri, dovuti, per l’uscita totale dalle Coppe, grazie alla quale ha potuto concentrare tutte le energie per la preparazione della partita di Campionato. Infatti gli ospiti del derby partono fortissimo schiacciando per i primi venticinque minuti il “Diavolo” nella propria metà campo. Pressing alto, possesso palla continuo e verticalizzazioni rapidi non lasciano alcun spiraglio d’iniziativa ai rossoneri. Il goal del vantaggio è nell’aria e giunge già al quinto minuto. Kjaer prima è bravo a chiudere sul cross basso di Lukaku, ma sul successivo traversone alto la palombella disegnata dal belga è perfetta per il colpo di testa indisturbato di Lautaro. I nerazzurri hanno almeno un altro paio di occasioni limpide per raddoppiare, ma il Milan è in partita e regge il colpo. Non a caso alla mezz’ora la sfida si mette in equilibrio. Hernandez va vicino al pari con un diagonale in mischia che sfiora il palo a portiere battuto. Si chiude il primo tempo con le due squadre che negli ultimi dieci minuti rispondono colpo su colpo. Pioli negli spogliatoi carica a molla i suoi che hanno subito la possibilità di segnare. Handanovic in meno di un minuto non compie tre parate, ma tre veri miracoli cancellando dal tabellone le firme Ibrahimovic due volte e una di Tonali. Il Milan ha messo nella proprio metà campo l’Inter nei primi cinque minuti della ripresa e non poteva essere diverso. Non scordiamoci che i rossoneri sono stati per tutto il Girone di andata in completa solitudine al comando. Si sa che però il calcio non è matematica. Nel momento di massimo sforzo profuso dal “Diavolo”, la Lula di Conte colpisce ancora. A metà campo l’Inter è lesta a rubar palla e Hakimi sulla destra parte come una freccia, suggerisce al limite dell’area in zona centrale ad Eriksen che con il contagiri assiste l’inserimento a sinistra di Perisic che giunto sul fondo arretra il passaggio in area piccola per l’accorrente Lautaro che di prima trafigge Donnarumma. Raddoppio dell’Inter che taglia un po' le gambe ai cugini. Da parte loro i rossoneri non demordono ma anche se pressano ancora molto hanno perso quella veemenza iniziale e la convinzione di potercela fare a raddrizzare il match. In fondo c’è ancora più di mezz’ora da disputare. Tuttavia l’attuale capolista mette fine alle ostilità con la terza rete al 66’ minuto. Transizione nerazzurra in mediana che vede Lukaku partire palla al piede centralmente. Romagnoli fatica a tenerlo e anche se lo fa allargare alla destra di Donnarumma, il belga senza curarsi della fatica della corsa, trova la lucidità di un tiro a giro imprendibile per l’estremo difensore milanista. L’Inter rifiata e arretra il baricentro nella propria metà campo. Il Milan aumenta il suo possesso palla ma a parte una collezione di cross dove giungono sempre per primi i difensori di Conte, perviene ad un vero solo tiro pericoloso per Handanovic che si rifugia in corner. Termina la sfida con un pesante passivo per Pioli che si prende un 3 a 0 troppo pesante e che non racconta la realtà del match. L’Inter ha meritato senza dubbio la vittoria, ma il Milan ha combattuto bene e meritava indubbiamente un passivo inferiore. Handanovic ha evitato il pari e la Lula ha chiuso la partita. Il Milan aveva perso molto male contro lo Spezia, ma qui ci sono stati lampi di ripresa. La nuova capolista ha confermato la fame che ha di vincere e nel girone di ritorno, giunto alla quarta sfida, ha fatto quattro vittorie con dodici rete messe a segno e appena una subita. Sono numeri, per ora da Conte in Campionato.

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Stella Rossa vs Milan E.L. 2-2 Vittoria mancata e infortunio arrivato

( febbraio 2021 )

 

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Doveva essere un po' il campo di prova prima del big match di domenica prossima contro i cugini. Una sfida che da oltre un decennio non si presentava così ad alta quota e quindi ogni particolare è stato studiato da Pioli. Non si voleva sottovalutare l’avversario, pur consci che fosse di caratura nettamente inferiore, alla stregua di un nostro Crotone, fanalino di coda della Serie A, ma allo stesso tempo la volontà era anche quella di preservare energie e uomini. Pioli ne cambia sette di titolari e giustamente si danno minuti a chi ha avuto meno spazio e deve carburare. Mandzukic parte dunque dal primo minuto come centravanti boa a fare da vice Ibrahimovic. Alle sue spalle da sinistra a destra Rebic, Krunic e Castillejo. In mediana energie fresche come Meitè e si dà un rodaggio di recupero a Bennacer. Kessiè rimane in panchina a raffreddare il motore che ha girato a mille sin da agosto. Linea di difesa a quattro con Romagnoli affiancato dall’ex Chelsea e Kululu e Hernandez sugli esterni. Con Donnarumma tra i pali in definitiva sono solamente quattro i titolarissimi, ma sulla carta è una formazione che non dovrebbe avere problemi di sorta a liquidare la pratica. L’obiettivo infatti è di giungere già quasi matematicamente agli ottavi, visto che dopo il derby ci sarà il ritorno e poi l’impegnativa trasferta a Roma ed in questo trittico ci si potrebbe giocare l’intera stagione. Il Milan parte bene ma anche i serbi sono in partita. La sfida è da subito molto vivace con i padroni di casa che compensano il deficit tecnico con molto agonismo, anche sopra le righe. Non a caso il loro allenatore è una vecchia conoscenza come Stankovic, guarda caso in profumo di derby. I rossoneri confezionano anche due reti ma giustamente annullate, la prima per un leggero tocco di braccio, la seconda per fuorigioco. Ma questo vuol dire anche che hai il piglio giusto. Entrambi i portieri sono impegnati in tiri da fuori, ma la tegola cade su Bennacer. A sei minuti dal riposo il terzo infortunio stagionale lo fa accomodare in panchina. Sicuramente nella stracittadina mancherà, ma il Tonali che è entrato al suo posto si mostrerà il migliore tra i suoi. Non a caso la pressione alta dei rossoneri porta alla sbavatura difensiva della Stella Rossa. Pankov nel tentativo di bloccare il traversone basso dalla destra d’attacco milanista, anticipa il proprio portiere pronto a raccogliere la facile palla, insaccandola nel più classico degli autogoal. Milan al riposo in vantaggio, che, però, dura appena sette minuti. Su un cross in area, Romagnoli nel girarsi è sfortunato ed ingenuo nel tenere il braccio troppo largo ed è inevitabile il penalty che porta le squadre in parità. Il Milan non ci sta e pressa molto. Lo sforzo in meno di dieci minuti è premiato da una discesa classica di Hernandez che viene spallato un po' troppo energeticamente in area di rigore. Nuovo tiro dal dischetto dove è lo stesso Theo a presentarsi e a spiazzare Borjan. A meno di mezz’ora dal termine i milanesi sono in vantaggio in trasferta, un risultato non disprezzabile in chiave ritorno. Cerca anche il terzo goal il Milan ma Mandzukic, non solo pare lontanissimo dal grande calciatore visto a Torino, ma emerge nella sua staticità assoluta, la sua quasi assenza prolungata dai campi da quasi un anno. Tra lui e Leao impalpabile, entrato nella ripresa per far rifiatare Rebic l’attacco rossonero diviene inconsistente, quindi meglio gestire la partita, tanto più che l’ultimo quarto d’ora la Stella Rossa è in inferiorità numerica dovuta alla giusta espulsione di Rodic già graziato in precedenza. La partita sta giungendo al termine quando sull’ultima azione il Milan si fa beffare da calcio d’angolo. Il cross dalla destra trova Pavkov bravissimo non solo a girare di testa ma anche fortunato a disegnare una palombella a pallonetto che si insacca nell’angolo opposto. Finisce in parità, quindi la pratica non è conclusa, ma rimane tutt’altro che difficile. Ora testa a San Siro, che c’è in ballo lo Scudetto in famiglia.

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Spezia vs Milan 2-0 Diavolo “speziato” ed indigesto affonda in Liguria

( febbraio 2021 )

 

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Avevamo parlato di Giornata pro capolista. Le sue più vicine e attrezzate inseguitrici, oltre ad aver sprecato in settimana energie preziose nella Coppa Nazionale tra di loro, avevano scontri di caratura e difficoltà alquanto elevata, mentre il Milan scendeva in un campo non facile ma abbordabilissimo. Dal post lockdown questo è stato il Diavolo meno “indiavolato” visto nei novanta minuti. Dal fischio iniziale a quello finale, non una possibilità per la capolista di segnare, ma neppure di creare la situazione per farlo. Tanti meriti all’avversario, senza dubbio, che proprio in questa settimana è passato di proprietà. Altri americani sono entrati nella Serie A e sembra che siano riusciti, con la loro solo presenza a dare una vitalità da Champions ai liguri. Che lo Spezia di Italiano giocasse bene e fosse bello anche da vedere lo si sapeva da tempo, ma se all’andata finì con un secco 3 a 0 a San Siro per i rossoneri e vi sono più del doppio di punti di differenza, un motivo ci sarà stato in queste già 21 partite disputate. Lo Spezia non vince in casa da tempo immemore e lo stesso, al contrario si può dire del Milan, che non perde fuori da un anno esatto. Il pronostico non è segnato ma quasi, almeno questi sono i freddi numeri a dichiararlo nel pre partita. Ebbene il campo è la realtà e mentre lo Spezia azzecca la partita perfetta, il Milan non gioca e fa la sua peggiore prestazione. I migliori in campo sono Donnarumma e Ibrahimovic, mentre tutti i bianconeri sono da valutare dal 7 in su, tranne il portiere Provedel, che non dovrà effettuare il men che minimo intervento. Zero tiri in porta per la capolista che sin qui ha praticamente segnato, ed anche con due reti almeno, in ogni occasione. Capita il match dove perdi e non ti gira nulla nel verso giusto, ma dominato in tutto e per tutto da un avversario tecnicamente inferiore in ogni reparto lascia interdetti. Magari è anche meglio per il Milan, perché è stato così sotto livello da non essere neppure vero. Italiano con il suo 4-3-3 fa muovere i suoi per novanta minuti come se fossero delle batterie inesauribili e senza alcun timore reverenziale partono con triangolazioni perfette da dietro e rapidissime. Il sud americano Agudelo, ricorda come mezza punta gente alla Ruben Sosa o Carlos Aguilera. Uno spettacolo di tecnica, agilità e grinta su ogni pallone. Quella che è mancata più di tutto proprio alla capolista. I padroni di casa manovrano e tengono palla sin dall’inizio creando con cross e tanto movimento situazioni pericolose nella trequarti rossonera e nella prima frazione vanno vicini alla rete con un bolide in area dove il portiere della Nazionale si supera in tuffo. Il Milan tranne due colpi di testa su calci da fermo che escono dallo specchio della porta spezzina non si vede nella metà campo bianconera. A centrocampo è molle e solo Romagnoli e Kjaer sembrano sul pezzo e chiudono ovunque. I tre tre quartisti dietro allo svedese non creano e non coprono ma è dal 10 turco che ti aspetti l’assist e l’invenzione, ma risulta essere tra i peggiori in campo, alla pari del difensore esterno Dalot che impazzisce sulla marcatura di Saponara o compagni in ogni occasione. Theo Hernandez prova a partire e sarebbe anche la sua partita visto che con la sua forza e rapidità potrebbe tagliare la difesa altissima di Italiano e servire su di un piatto d’argento la palla vincente del contropiede a Ibra. Il fatto è che i liguri sembrano tutti con il turbo di Theo e raddoppiano e triplicano ogni possesso palla del Milan. Bennacer non è ancora tornato ai suoi livelli e tutto il filtro è sulle spalle di Kessiè, ma sono troppe le magliette bianconere da affrontare. Spingi spingi e dopo 11’ minuti dalla ripresa i padroni di casa passano con una triangolazione in area dove i difensori rossoneri sono fermi come birilli. Alla pari del terra area che dopo altri 11’ porta lo Spezia sul 2 a 0. Il Milan con i cambi sembra possa mutare le sorti della sfida, ma tranne qualche sportellata di Ibra non capita nulla, anzi sull’ultima azione solo l’incrocio dei pali salva Donnarumma. Troppo irriconoscibile il Milan di Pioli per essere vero. Ora l’Europa League e poi sarà derby, lì sapremo la verità.

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Milan vs Crotone 4-0 Doppia doppietta da vetta

( febbraio 2021 )

 

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I rossoneri mantengono il primato in classifica battendo il Crotone a S. Siro e il vantaggio di due punti sull’Inter. Il primo tempo inizia al 6’ con un gol annullato a Calabria per un fuorigioco precedente di Ibrahimovic. Le squadre sono messe bene in campo e solo al 25’ Rebic di contropiede crea un’azione pericolosa per il Milan, ma Leao e Saelemaekers pasticciano sul pallone e ne consegue un tiro impattato male. Il Milan inizia a trovare dei piccoli spazi e al 30’ arriva il gol numero 500 di Ibrahmovic. Lo svedese scambia con Leao, e a tu per tu con Cordaz da posizione defilata la piazza con il piattone destro. Il Milan, nonostante il gol fatica a trovare il ritmo, forse dovuto ai carichi atletici effettuati in settimana o forse dovuto al Crotone che risulta in questo primo tempo essere una squadra ordinata e attenta nonostante lo svantaggio. In questo primo tempo i due portieri vengono chiamati in causa solo un paio di volte e nonostante un buon possesso palla del Crotone non riesce a pareggiare. Il secondo tempo riprende con un cambio per il Milan. Esce lo squalificato Saelemaekers ed entra Castillejo, cambio effettuato appunto per evitare il doppio giallo al fumantino Saelemaekers. Al 61’ , poco prima di essere sostituito da Calhanoglu, Leao piazza un destro ma con un miracolo il portiere Cordaz para. Al 64’ il Milan mette in cassaforte il risultato portando il vantaggio a due gol. Theo Hernandez conquista la linea di fondo e apparecchia per lo svedese, che a porta scoperta ringrazia e spinge in rete. Non ancora paghi del risultato, i rossoneri dopo cinque minuti al 69’ fanno il 3-0 con Rebic. Con un incornata vincente del croato,su tiro da calcio d’angolo, mette in rete. Un minuto dopo al 70’ ancora Rebic mette in gol per il 4-0. Calhanoglu mette in mezzo per il croato che indisturbato mette in rete. La partita si conclude al 70’, unica nota da segnalare l’ammonizione di Calabria, che salterà la prossima partita e di Romagnoli. Gli uomini di Stroppa che sono ultimi in classifica praticamente non sono riusciti ad ostacolare il Milan, che conoscendo i risultati delle dirette avversarie aveva l’obbligo di vincere per mantenere il primo posto. I rossoneri rimangono al primo posto con una prova convincente sopratutto nella ripresa. Il Crotone ha giocato una gara dignitosa per un tempo, ma si è sciolta al secondo gol dello svedese del Milan. Al termine delle partita Mister Pioli può ritenersi soddisfatto. Da un lato perché ha mantenuto il primato dall’altro per le note positive giunte dai suoi uomini in campo. Primo fra tutti il nuovo ruolo di Leao come trequartista che lo ha reso più partecipe al gioco e più pericoloso. Senza dimenticare il sempreverde Ibrahimovic che con i suoi 501 gol si conferma un grande campione che sarà difficile fermare. Qualche scricchiolo in difesa, ma niente di preoccupante , considerando il fatto che praticamente tra infortuni e squalifiche non si è ancora compreso quale sia la difesa titolare. La prossima partita dei rossoneri sarà con lo Spezia prima di iniziare con le partite decisive per la lotta per lo scudetto e a quel punto vedremo se il sacrificio dei giocatori e la qualità dei singoli porteranno lontano questa squadra.

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Bologna vs Milan 1-2 Vittoria rigorosamente col brivido

( gennaio 2021 )

 

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Due k.o. consecutivi, brucianti quanto brutti nelle prestazioni. Dopo il secco 3 a 0 subito dalla Dea in Campionato e la rimonta per opera dei cugini in Coppa Italia con conseguente eliminazione dalla competizione, le polemiche per un altro passo falso potrebbero essere dietro l’angolo. Cosa che non è mai mancata agli undici di Pioli, a prescindere dalla qualità delle manovre e dal risultato finale, è stato sempre l’impegno e la dedizione durante l’intera gara. In questo sabato, tra le tre big storiche nazionali, è la prima a scendere in campo, con la possibilità di mettere pressione a Inter e Juventus con il segnale che la capolista vuole andare in fuga. L’approccio alla partita è, sin dal calcio di apertura, proprio questo. Ci sarà un motivo perché il Bologna ha meno della metà dei punti dei rossoneri, e nelle ultime dieci sfide ha assaporato una volta sola la vittoria! Schemi speculari per le due formazioni, ma la qualità e la dinamicità sono di livello differente. Gli ospiti tengono palla e manovrano con tranquillità nella metà campo emiliana alternando il possesso con le fiammate in verticale forti di un Ibrahimovic che sa fare sponde in tutti modi per i compagni come pochi altri sono in grado. Dopo una traversa su punizione di Theo Hernandez, dove il suo traversone è divenuto una pericolosissima palombella verso l’incrocio, a metà della prima frazione in un inserimento rapido di Leao il difensore lo atterra maldestramente e rigore senza dubbi e interventi del Var. Lo svedese si presenta sul dischetto ma viene ipnotizzato da Skorupski che indovina la traiettoria sulla sua destra. Tuttavia sulla ribattuta bassa Rebic non solo è il più rapido, ma anche il più lucido e freddo e insacca la palla vagante per il vantaggio rossonero. La capolista al 26’ minuto ha già dato un segnale a tutte le avversarie, e anche se è sopra di una rete grazie ad un rigore, è il frutto di una supremazia territoriale, di gioco e di pericolosità. L’ultimo quarto d’ora del primo tempo diviene quasi spettacolare. I ragazzi di Mihailovic crescono di intensità, alzano il baricentro e per due volte non giungono al pareggio perché sbattono sul Donnarumma che non a caso è il portiere degli “Azzurri”. Il Milan non sta certo a guardare e per due occasioni dove rischiano di subire la rete dell’1a 1, anch’essi si avvicinano al goal del raddoppio. Inizia la ripresa e il finale del primo tempo, con il Bologna alla ricerca del pari con il Milan invece della rete della chiusura delle speranze avversarie, si ripresenta in tutta la sua vivacità. Negli spazi il Milan intravede il colpo del k.o., ma a meno dieci minuti della ripresa deve ringraziare l’intervento aereo scomposto di Soumaoro. Il difensore nel tentativo di anticipare Ibrahimovic di testa su una palla aerea, si fa rimbalzare la palla sulla mano. Questa volta il centravanti svedese lascia il penalty al più glaciale compagno in mediana e difatti Kessiè raddoppia per i suoi. Partita in congelatore perfetta per la compattezza dei rossoneri. Iniziano i cambi e ancora c’è una buona parte della seconda frazione da disputare ma Hernandez a dieci dal termine riaccende le speranze del Bologna. Tanto bravo nelle sue percussioni palla al piede a tagliare il centrocampo di tutti gli avversari, diviene un pericolo per i suoi quando perde palla. Palacio e Poli, appena entrato approfittano dell’errore dell’esterno milanista e confezionano la rete che dimezza lo svantaggio. Il Milan nonostante l’entrata di uomini freschi non riesce a riprendere i giusti giri del motore e subisce la pressione dei padroni di casa. Donnarumma rimane ben in partita deviando verso lo scadere un bel colpo di testa in angolo. Troppi pochi minuti per i bolognesi per creare altre occasioni da rete ed il Milan giunge ad un’importante vittoria in trasferta che gli permette di tenere lontane le sue due più temibili inseguitrici che fra pochi giorni consumeranno diverse energie fisiche e mentali tra di loro quando si affronteranno per l’andata della Coppa Nazionale.

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Inter vs Milan C.I. 2-1 Ibra fa e disfa e Eriksen regala le semi

( gennaio 2021 )

 

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La Coppa Italia è snobbata? Se ai quarti di finale, in partita secca c’è un derby, tutto diviene speciale. A San Siro le due cugine meneghine hanno sempre dato spettacolo perché a prescindere dalla forza di una o dell’altra, entrambe storicamente hanno sempre voluto vincere. Da un decennio, oltre tutto, non capitava di avere sotto la “Madunina” la prima e la seconda del Campionato di Serie A affrontarsi in Coppa in un dentro o fuori. In chiave Campionato potrebbe essere quasi un fastidio ma Pioli e Conte vi arrivano dopo due prestazioni “domenicali” non esaltanti. Una delle due dovrà essere eliminata. Potrebbero entrambe portarsi uno strascico di polemiche e musi lunghi. Dopo la sconfitta pesante casalinga contro l’Atalanta perdere il derby di Coppa risulterebbe un segnale di stanchezza e flessione per il Milan. Per l’Inter in seguito ad uno scialbo 0 a 0 a Udine, diverrebbe la seconda eliminazione dopo quella europea, rimanendo l’unica delle grandi ad essere in corsa solo per il Campionato. Classico 3-5-2 per Conte che inserisce Darmian e Perisic sulle fasce, Kolarov dietro per Bastoni e Sanchez per Lautaro davanti. Anche Pioli fa riposare qualche big, come Rebic, Calabria, Catillejo o Krunic, facendo debuttare sin dall’inizio il neo acquisto Meitè in mediana affianco a Kessiè. La partita è di buon ritmo sin dall’inizio. I rossoneri appaiono come sempre ben compatti nel proprio 4-2-3-1 con il centravanti Ibra a fare da faro in attacco. Come spesso capita agli uomini di Conte, fanno la partita ma con un giro palla non molto rapido, per merito anche del pressing continuo e a tutto campo dei cugini. I cross iniziano ad aumentare in area milanista, ma Tatarusanu non fa rimpiangere il titolare portiere della Nazionale. Romagnoli e Kjaer come Tomori subentratogli dopo venti minuti, chiudono bene gli attaccanti avversari. Tatarusanu si supera in spaccata di piede su una bella girata ravvicinata di Lukaku che emerge sul capitano milanista. L’Inter insiste ma per una rete sbagliata, anche se sarebbe più opportuno parlare di grande parata, ne subisce una. Dopo un tiro iniziale di Leao da fuori area uscito non lontano dalla porta, da un’azione insistita del Milan dopo una punizione, Ibra dimostra quanto sia bravo nel gioco del bigliardo. Con grande freddezza e tecnica, in area di rigore nerazzurra, controlla in mischia e fa partire un diagonale di rara precisione. La palla passa sotto le gambe di Kolarov e colpendo il palo interno si insacca alle spalle di Handanovic immobile e incredulo che al primo tiro in porta prenda goal. Non è la prima volta, anche se il portiere non ha colpe e bisogna solo dare merito alla perla del campione svedese. Sembra di rivivere il derby di Campionato di autunno ed ora il Milan alla mezz’ora, ha la sfida in discesa. Può chiudersi a centrocampo facendo paura ad ogni possibile ripartenza. L’agonismo sale e l’Inter non ci sta a subire lo svantaggio, ma non trova grandi spiragli nella retroguardia rossonera. I portatori di palla o chi la deve ricevere tra i nerazzurri sono costantemente raddoppiati ed in uno di questi raddoppi sin troppo energici avviene il cambio della sfida. Lukaku sulla fascia offensiva subisce una brutta entrata da parte di Romagnoli, seguono proteste e l’intervento anche da lontano di Ibrahimovic a istigare il gigante belga, che reagisce alla provocazione verbale in malo modo. Testa a testa tra i due pesi massimi non eticamente edificante e cartellini gialli per entrambi. Si va negli spogliatoi con il Milan in vantaggio e tanto nervosismo. Hakimi per Darmian sulla fascia destra e l’Inter nel secondo tempo accelera le giocate e la pressione ed inizia la partita di Tatarusano che mostra quanto sia bravo. La seconda svolta avviene al 58’ minuto quando Ibra inseguendo a centrocampo Kolarov, commette un’inutile fallo da dietro prendendosi il secondo giallo. Uomo in meno e 4-4-1 per Pioli. I nerazzurri aumentano ancora di più la pressione ma Tatarusanu chiude la saracinesca, sino a quando a 20’ dal termine Leao entra in scivolata su Barella spostandogli il piede d’appoggio. Rigore dettato dalla Var e Lukaku di rabbia porta in pari i suoi compagni. Pioli si copre mentre Conte trasforma con i suoi cambi la sua Inter in uno offensivo 4-3-1-2 con il cileno da trequartista e Eriksen al posto di Brozovic davanti alla difesa come regista basso. In pieno recupero, dopo l’infortunio dell’arbitro Valeri, è il danese a regalare la rete su punizione che porta alla semifinale. Ibra ha messo in difficoltà i suoi ma è stato un Milan combattivo sino alla fine, anche se l’inerzia della gara era sempre dalla parte dei cugini. Sarà derby sino a fine stagione.

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Milan vs Atalanta 0-3 Il Diavolo travolto dalla Dea, ma indolore

( gennaio 2021 )

 

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Gasperini si era lamentato prima della sfida con la capolista per i soli due giorni di riposo dopo il recupero giocato giovedì contro l’Udinese, partita che doveva essere disputata ad inizio dicembre scorso. Per fortuna che l’Atalanta doveva giungere al Meazza stanca o quanto meno con una tenuta atletica non da novanta minuti. Il Milan parte piuttosto bene con autorevolezza da prima delle classe, ma dopo qualche attimo di studio, inizia a salire in cattedra la maestra del calcio veloce e telecomandato che già l’anno scorso fece paura pure alla corazzata di Guardiola e non solo in Europa. Il Milan di Pioli, ma non soltanto il suo, grazie al mercato anche di gennaio, da anni non annoverava una panchina così nutrita di possibilità e di qualità. Pioli non se la sente di inserire affianco a Kjaer il neo acquisto inglese Tomori dal Chelsea, e preferisce il giovanissimo, ma già testato Kalulu. Fa esordire tuttavia, dal primo minuto, come debuttante con la maglia rossonera, il mediano arrivato da qualche giorno dal Torino Meitè. In questo modo rivoluziona probabilmente troppo i meccanismi di pressing e ripartenze del suo collaudato 4-2-3-1. Con le triangolazioni rapide e precise dei bergamaschi, Pioli ha optato per un centrocampo più forte fisicamente e atto a filtrare tutto per poi permettere a Leao a sinistra e Castillejo a destra di supportare lo svedesone. Dal decimo del primo tempo la sfida diviene quasi un monologo atalantino. Donnarumma si supera già in una occasione ma al 26’ minuto deve arrendersi non per colpa sua. Come sempre un giro palla veloce sulla tre quarti del Milan da parte della Dea porta dalla sinistra a far partire un cross sul secondo palo. Kalulu è posizionato malissimo in marcatura e Romero lo anticipa battendo il portierone meneghino. Il Milan non perde la testa, non è nella sua natura e con un paio di occasioni, tramite lanci lunghi ha la possibilità di rimettere in parità la sfida. Allo stesso tempo l’Atalanta dà sempre la sensazione che ogni volta che manovra per dirigersi verso la porta avversaria può creare pericoli importanti. Zapata e Ilicic sono immarcabili, non dando mai punti di riferimento sia per i difensori che per i centrocampisti milanisti. Il secondo tempo Pioli registra la sua formazione sostituendo il neo acquisto ex granata con il fantasista Diaz ricomponendo il suo classico due mediani a copertura dei tre fantasisti dietro a Ibrahimovic. Neppure il tempo di scaldare i motori nel secondo tempo che l’accoppiata Kessiè e Kalulu commettono un fallo tanto insensato, quanto inutile. Al 52’ chiudono a sandwich Ilicic che era in area spalle alla porta. Fallo di rigore dove lo stesso Ilicic si presenta sul dischetto e batte Donnarumma che indovina perfettamente la traiettoria ma la palla gli passa appena sotto il corpo. Il Milan è frastornato e l’Atalanta ha gioco facile negli spazi che il Milan inizia a concedere. Zapata prima di testa va vicino al goal e poi solo il palo gli nega la rete a Donnarumma battuto. A venti dal termine i due esterni offensivi lasciano il posto ai compagni feroci d’attacco di Ibra. Per un Leao impalpabile e mai in partita entrano Rebic e l’appena giunto alla corte di Pioli, il peso massimo Mandzukic. Il croato ex juventino va vicino alla rete ma in contropiede a 13’ minuti dal novantesimo, Zapata in un contropiede tre contro due chiude il match battendo sul suo palo Donnarumma. Il Milan ha perso la sua seconda gara contro un avversario non solo forte che oltretutto riusciva a girare il doppio della velocità, ma può sorridere per il mancato aggancio in diretta da parte dei cugini che a distanza di trecento chilometri si arenavano sullo 0 a 0.

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Cagliari vs Milan 0-2 Ibra copre l’emergenza facendo volare il Diavolo

( gennaio 2021 )

 

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Pioli ha dovuto far ricorso un’altra volta al mescolo per girare nel suo pentolone le pietanze milaniste. Altre assenze degli ultimi giorni si sono aggiunte per via del Coronavirus. Il fantasista turco oltre al turbo di fascia sinistra Hernandez, insomma, non proprio pedine secondarie nello scacchiere rossonero, non sono convocabili. Senza scordare i già assenti Leao e Rebic in attacco e Bennacer in mediana. Ma per quattro calciatori forti che vengono a mancare, c’è un campione che torna per tutti i novanta minuti. Un certo Ibrahimovic che a quaranta anni non solo mette a disposizione tutto il suo carisma, classe ed esperienza, ma anche il suo fisico e lo spirito da ragazzino a sgomitare. Come al settimo minuto dal fischio di apertura, quando su filtrante delizioso da parte di Diaz, accelera in area superando il difensore, mettendosi davanti a lui con la porta spalancata. Tamponamento leggero ed inevitabile che causa il rigore. Ingenuo Lykogiannis a farsi superare e ad essere costretto a far cadere l’avversario, allo stesso tempo furbo e scaltro nel leggere l’azione lo svedese. Kessiè si defila nonostante la sua ottima media realizzativa dal dischetto, ma questa volta Ibra non sbaglia. I padroni di casa non hanno fatto in tempo a scendere in campo che si trovano sotto. Questo è uno dei diversi pregi del Milan post lockdown di giugno. Tutti i calciatori rossoneri, a prescindere dall’avversario sono subito sul pezzo. Non hanno bisogno di carburare durante il match e la cosa più sbalorditiva e che non hanno mai cali di concentrazione durante tutta la sfida. Magari diminuisce l’intensità agonistica e atletica perchè vengono meno le energie, come è normale che sia, ma la testa sulla partita è sempre presente. E’ così che il Cagliari per tutto il primo tempo non riesce ad imbastire una sola azione pericolosa, lasciando praticamente in piena solitudine il portiere della Nazionale. Eppure i sardi, vista la loro precaria situazione in classifica con già quattro sconfitte nelle ultime quattro partite, hanno bisogno di punti come l’aria. Il Milan pare una macchina oliata alla perfezione e gira automaticamente a memoria. Nonostante i numerosi cambi a partita ogni uomo sa cosa fare. Gli ospiti gestiscono palla facendosi anche pericolosi e senza soffrire mai. Si entra in campo per la ripresa e attendi i sardi con il coltello tra i denti ma nuovamente il settimo minuto è fatale agli isolani. Bellissimo lancio di Calabria, il migliore in campo insieme allo svedese, che pesca sulla sinistra l’inserimento in area di Ibrahimovic che trafigge Cragno. Doppio vantaggio e padroni di casa abbattuti. Il Milan potrebbe anche dilagare se non ci fosse il palo a fermare il bel tiro di Calabria da fuori ma finalmente anche Donnarumma dopo un’ora di inattività deve fermare in uscita bassa il tiro ravvicinato di Simeone. La partita è più aperta con il Cagliari costretto a ribaltare il 2 a 0, ma a poco più di 15’ minuti dal termine, recupero a parte, Saelemaekers si fa ammonire per la seconda volta ingenuamente e Pioli si trova nuovamente a rivedere la sua squadra vista l’inferiorità numerica. Il forcing rossoblu aumenta e Cerri appena entrato, va due volte vicino al goal, ma Donnarumma prima e la mira poi lasciano il tabellino delle marcature cos’ì com’è, ovvero con un unico nome scritto due volte. Doppietta di Ibrahimovic e prova comunque collettiva esemplare per attitudine, determinazione e compattezza. Il Milan segna sempre tanto e subisce poco, ciò lo consacra già quasi Campione d’Inverno, che solo i cugini possono evitargli, ma a Bergamo sarà un’altra gara per Pioli, visto le ulteriori defezioni per squalifiche e infortuni, specie in difesa. Ibrahimovic sa anche comunque all’occorrenza spazzare la propria area di rigore.

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Milan vs Torino 0-0(5-4rig.) E come l’anno scorso avanti all’ultimo rigore

( gennaio 2021 )

 

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Che sia stata vista sempre come un impiccio per le big italiane è risaputo. Ma mai come ora la Coppa Italia, considerando il periodo particolarissimo che stiamo affrontando e gli impegni sportivi concentrati in pochi giorni, si poteva gestire in un altro modo. Milan e Torino, che si sino affrontate in Campionato solamente tre giorni fa, si rivedono qui a San Siro per gli ottavi di Coppa Italia. Le energie di entrambe sono rivolte ovviamente per il Campionato. I rossoneri per la lotta Scudetto, mentre i granata per la salvezza. I due allenatori sono quindi costretti a far rifiatare i titolari che da settembre hanno macinato troppi chilometri. Quattro almeno i titolarissimi del Milan che siedono in panchina e dal primo minuto un Ibrahimovic che deve mettere minuti sulle gambe dopo un mese e mezzo abbandonate di stop forzato. Allo stesso tempo Giampaolo è costretto dalla situazione drastica in classifica a inserire sette seconde linee. Una premessa non da poco e per far capire che se 0 a 0 è stato dopo 120 minuti, un contributo è dovuto anche alla mancanza di abitudine dei giocatori di muoversi assieme. Ciò che non è venuto meno è stato l’impegno da parte di tutti. Il Milan ha pressato da subito altissimo dai difensori ai centrocampisti. Solo lo svedese era, come era auspicabile, più statico ma sempre piuttosto illuminante come suggeritore per i compagni. Il Torino è chiuso nella sua metà campo in un 4-5-1 con Zaza spesso troppo isolato e senza avere la personalità e la qualità del suo capitano Belotti. Praticamente il primo tempo scivola via senza troppi sussulti, anche perché in tutte le occasioni costruite dai rossoneri, con Diaz e Leao molto mobili, la difesa granata è quanto mai concentrata. Anche il Torino in un paio di occasioni si fa vedere dalle parti di Tatarusanu, che comunque non fa rimpiangere il suo compagno e portiere della Nazionale. Nel secondo tempo un paio di fiammate rossonere non sono ripagate dalla buona sorte. Due pali fermano il possibile vantaggio dei padroni di casa e salvano Milinkovic-Savic. C’è ancora una mezz’ora buona al novantesimo ed il Toro, si limita al contenimento ed il Milan, nonostante qualche avvicendamento, non riesce ad imprimere quel cambio di ritmo che occorrerebbe per avere la meglio di un avversario così ben arroccato nella propria metà campo. I due pali che per pochi centimetri potevano tramutarsi in goal divengono la vera sentenza dei supplementari. Esattamente come un anno fa giunge una mezz’ora in più che alle 23 di sera in pieno gennaio al Meazza, vogliono dire muscoli già stanchi e provati che devono lavorare a temperature ben sotto i zero gradi. Tra il freddo, la stanchezza dei ventidue in campo e la testa che va anche agli impegni di Campionato oltre al timore di infortuni fa muovere le squadre notevolmente con il freno a mano tirato. Cosa che si poteva già studiare all’atto della programmazione della manifestazione, ossia quanto meno risparmiare i trenta minuti aggiuntivi e passare direttamente alla lotteria dei calci di rigore. Tiri dal dischetto che giungono anche essi come ai quarti di un anno fa. Anche in questa edizione la migliore precisione del Diavolo fa volare il Milan al turno successivo condannando il Toro all’eliminazione. Perfetti i cinque rigoristi rossoneri che evidentemente sono andati a scuola di Kessiè che è quasi sempre preciso. Rincon invece è l’artefice del penalty sbagliato, ma bisogna anche dare i meriti alla bella parata di Tatarusanu che emula Donnarumma. In una partita giocata a tratti anche bene, ma con evidente stanchezza da entrambe le parti, è stato premiato il Milan che accede ai quarti di Coppa Italia e quindi rimanere a combattere su tutti e tre i fronti, come una grande squadra deve fare.

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Milan vs Torino 2-0 Il Milan riparte con la forza della serenità

( gennaio 2021 )

 

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In molti si sarebbero aspettati una prova del riscatto in seguito alla bruciante ed evidente sconfitta, dopo quasi un anno, subita in casa tre giorni fa per opera della storica rivale torinese detentrice del Titolo. Un’altra squadra della “Mole”, viene a far visita qui al Meazza per saggiare lo spirito del “Diavolo”. Ebbene il Toro non è la Juventus, ma la qualità tra le file dei granata non manca ed essendo in piena zona retrocessione, ha bisogno di punti come l’aria che si respira, anche sul campo della capolista. Non c’è storia sin dal primissimo minuto però nella sfida. Il primo tempo è un continuo dominio rossonero, anche se Sirigu non dovrà effettivamente compiere interventi di nessun tipo. E’ il gioco del Milan che spinge i piemontesi ad arretrare sempre di più il baricentro. Il 3-5-1-1 disegnato da Giampaolo dopo una decina di minuti diviene un arretrato 5-4-1 con Belotti da solo e talvolta anche lui ripiegato sulla seconda linea di difesa. Ibra scalpita in panchina dopo tante settimane di digiuno agonistico, e anche il fantasista turco è ai box, ma i compagni non li fanno rimpiangere. I padroni di casa si muovono compatti e all’unisono. Il portatore di palla, ha sempre un compagno vicino sul quale scaricare sfera, che si tratti di difesa, centrocampo od attacco. Appena il Torino prova ad imbastire qualsivoglia trama di gioco, sin dal suo portiere, vi sono magliette rossonere pronte ad aggredire le caviglie avversarie per rubare palla e fare male. Testimonianza sono anche le 6 ammonizioni ricevute lungo il novanta minuti dai meneghini. Falli non scaturiti da recuperi in estremo per ovviare ad un buco di copertura, ma bensì dalla troppa foga per mangiarsi l’avversario. Il Torino , che per suo inprinting, è lui stesso aggressivo e combattivo nelle discese d’attacco e chiusure con Lukic, Rincon, Verdi, ma sopratutto con Singo e Belotti, si trova dinanzi giocatori che non solo sanno dare del tu alla palla, ma che ci mettono ancora più tigna nel contrasto e nell’arrivare prima sulla palla vagante. Hernandez al 25’ dalla sinistra fa partire la sua locomotiva e taglia in due la mediana, giunto quasi all’area di rigore scarica al centro, lateralmente, per Diaz che da rifinitore, di prima, verticalizza immediatamente per il movimento smarcante lineare di Leao, che trafigge Sirigu. Il Toro è scornato, ma non quanto ancora undici minuti dopo, deve capitolare per il raddoppio del “Diavolo”. Diaz si trasforma in Baggio sulla destra e semina in dribbling avversari, entra in area e trova il contrasto della gamba di Belotti. Rigore concesso dalla Var, anche se qualche dubbio rimane nonostante la moviola. Kessiè, come sua abitudine è più freddo del suo compagno campione svedese. Il Toro, per merito di un Belotti che non ci sta, alza il ritmo e va vicino alla rete, prima dell’intervallo, un paio di volte. Prima è provvidenziale una chiusura davanti a Donnarumma da parte di Kjaer, poi è la traversa a negare la rete a Rodriguez su punizione. Il secondo tempo si apre al quinto con un possibile penalty per fallo di Tonali su Verdi in area. Belotti, già pronto a mettere la palla sul dischetto, tuttavia viene stoppato dalla Var perchè le immagini mostrano quanto sia stato Verdi a calciare la gamba del mediano milanista, che infatti verrà anche sostituito per infortunio. Il Milan, scampato il pericolo, controlla senza affanni, sciupando con Leao un paio di contropiedi che avrebbero chiuso in modo definitivo le ostilità. Donnarumma dovrà solo effettuare una parata importante al 90’ minuto su un bolide da fuori area deviato. Tre punti, allungo sicuro su almeno delle due prime rivali dato che si sfideranno in questa giornata ed anche il ritorno in campo per cinque minuti di Ibrahimovic. L’arresto contro la Juventus è già alle spalle e Pioli, come sua abitudine, riesce a trasmettere quella tranquillità mentale ai suoi ragazzi, che in campo si tramuta in furore agonistico, oltre che consapevolezza dei propri mezzi.

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Milan vs Juve vs 1-3 Il Diavolo cade in Chiesa

( gennaio 2021 )

 

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Eccoci al big match tra Milan e Juve, che insieme all’altra squadra della “Madunina” vale il “El Clàsico” spagnolo. Scontro importantissimo per entrambe le formazioni. Inter e Napoli nel pomeriggio hanno perso quindi quale occasione migliore per la capolista, allungare e mandare i Campioni in carica torinesi lontanissimi a ben 13 punti al netto della sfida da giocare ancora contro il Napoli? Allo stesso tempo Pirlo con un vittoria potrebbe portarsi a sette lunghezze che se supportata da un’ulteriore successo nel recupero contro i partenopei, vorrebbe dire solo quattro punti in un botto solo. Insomma , una partita che non direbbe nulla in chiave definitiva per il Campionato, ma delineerebbe una sua storia ben precisa. A San Siro per il Covid, mancano all’ultimo minuto due assenti importanti per entrambe. I piemontesi devono fare a meno di Cuadrado e Sandro, mentre i lombardi Rebic e il mediano di scorta. Considerando le due differenti rose e sopratutto le già numerose assenze del Milan, Pioli si deve inventare la squadra, non a caso si trova costretto a schierare affianco a Kessiè un esterno come Calabria. Il Milan gioca alla sua maniera e risponde colpo su colpo alla Juevntus, ma quando Chiesa sale in cattedra, per il Diavolo giungono solo batoste. Chiesa già al quarto d’ora accarezza l’idea della rete, ma su un’azione insistita degli ospiti un suo tiro al volo di collo pieno colpisce perfettamente il palo a Donnarumma battuto. Poco male per la Juventus, perché l’ex viola è il più ispirato e dannatamente esplosivo questa sera. Si inventa sulla destra un’azione con Dybala. Triangola con il 10 argentino che con una magia di tacco libera il suo movimento senza palla davanti al portiere della Nazionale che non può compiere il miracolo. Bianconeri in vantaggio. Un Milan a dir poco rabberciato ha il pregio però di non sbriciolarsi dinanzi all’evidente superiorità qualitativa ed energetica degli avversari. Sale di tono ed intensità la manovra dei padroni di casa e allo stesso tempo la Juventus non ha la sua tradizionale ferocia a chiudere le partita, specie quelle così fondamentali. Anche se non pericolosissimo dalle parti di Szczesny, il Milan dimostra di potersela giocare e riaprirla, cosa che accade a 4’ minuti dal riposo. Evidente svista dell’arbitro che non vede l’entrata di Calhanoglu fallosa a centrocampo. Così il Milan riparte rapido con palla a sinistra per Hernandez che fugge come un treno verso l’area juventina. Quando tutti pensano che stia per tirare scarica verso il centro dove Calabria di piatto e con precisione assoluta manda la palla quasi sotto il sette con Szczesny impietrito. 1 a 1 e tutti a prendersi il thè. Il Milan con la sua umiltà e voglia terribile di stare in alto rientra in campo benissimo e mette in difficoltà gli ospiti per il primo quarto d’ora, legittimando il momentaneo pareggio. L’equilibrio viene nuovamente spezzato dall’iniziativa personale dell’esterno destro nazionale. Chiesa punta l’area ed entra lateralmente facendo un movimento tipico alla CR7. Nulla da fare per il portierone milanista. Siamo al 62’ e poco dopo la Juve fa entrare energie fresche e di grande spessore come Kulusevski e Mckennie. Questa è la fine della partita del Milan. Pirlo si gira verso la panchina è ancora gente come Bernardeschi, mentre Pioli, per rinvigorire le sue file e ribaltare le sorti della sfida si deve anche affidare a ragazzi poco più avanti della primavera come Maldini e Colombo. L’orgoglio della capolista c’è e anche il desiderio in campo di non accettare il 2 a 1, ma la differenza di passo e di qaulità con il trascorrere dei minuti diviene troppo lampante. Donnarumma è anche bravo in un paio di occasioni a tener accesa la speranza per i suoi, ma una bella discesa sulla destra dei due nuovi entrati menzionati, chiude ogni possibilità ai rossoneri di non uscire imbattuti. Pensare che Ronaldo non è stato neppure in una grande serata, ma quando una formazione, come la Juventus, può annoverare tra le sue file tantissimi giocatori forti e anche dei campioni e potenziali tali, c’è poco da fare. Il Milan è giunto a questa sfida da capolista con merito ma senza cercare alibi, aveva troppe assenze e già ad inizio stagione avevamo sottolineato come la panchina non fosse troppo lunga e anche di livello. Nonostante questo Pioli esce ancora da capolista e con la consapevolezza che i suoi ragazzi anche nelle difficoltà più intense non si arrendono mai e danno il tutto per tutto. Pirlo, invece, inizia a pensare da grande, come la squadra che allena.

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Benevento vs Milan 0-2 Milan rigorosamente tosto e battagliero

( gennaio 2021 )

 

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Qui a Benevento si presenta un Milan abbastanza rabberciato considerando infortuni e squalifiche, ma quello che rimane sempre presente, a prescindere da chi entra in campo, è lo spirito compatto e battagliero del gruppo, il vero elemento distintivo della squadra di Pioli. Trasferta non facile per il Diavolo. Per l’ennesima volta, il Milan disputa una sfida già consapevole del risultato da tre punti dei cugini, che temporaneamente gli soffiano il primato in classifica, ma sopratutto, perché affrontano una formazione che sta molto bene, di gioco, di gamba e di testa, che si trova ben posizionata nella parte sinistra del tabellone. Come di consueto i lombardi scendono con il loro granitico ma anche imprevedibile 4-2-3-1, dove Kessiè e Tonali fanno diga in mediana e Rebic, Calhanoglu e Diaz hanno il compito d’inventare per se stessi o per la punta che è il bravo ma discontinuo Leao. Il Milan, cosciente di avere limiti di rosa ed energie in questo momento della stagione, gioca molto compatto e senza accelerare troppo, ma al 15’ minuto un pasticciaccio da serie B dei padroni di casa sblocca la sfida. Su un disimpegno maldestro, sulla palla vagante in area si avventa un rapace Rebic che anticipa il difensore che lo abbatte letteralmente. Rigore sacrosanto, che fa imbestialire il Benevento per un possibile calcio di rigore non concesso un attimo prima. Kessiè è freddo ed implacabile dal dischetto spiazzando Montipò. Partita in discesa ed in peno controllo nonostante un roboante palo che fa alzare gli occhi al cielo Pippo Inzaghi sulla panchina. La svolta della partita avviene a poco più della mezz’ora. Tonali sulla tre quarti entra male con il piede quasi sul ginocchi di un avversario. Per l’arbitro è giallo, ma per la Var diviene rosso. Una brutta entrata pagata forse troppo cara, ma sta di fatto che ora il Milan, seppur in vantaggio ha un’ora buona da affrontare in inferiorità numerica. Anzi doppia inferiorità, visto che là davanti il giovane e talentuoso Leao fa quasi arrabbiare i compagni. Il Milan è schiacciato e la sua punta non tiene su la squadra e neppure aiuta a centrocampo, tanto che durante la partita pure Donnarumma lo richiama. La pressione del Benevento è palpabile, ma il Diavolo riesce a rientrare negli spogliatoi indenne ed ancora in vantaggio. Ti aspetti la sostituzione proprio dell’irritante punta rossonera, quando quattro minuti dalla ripresa proprio Leao si inventa un goal da campione. Su una palla buttata un po' la da Rebic sulla sinistra, il portiere è molto incerto sul tempo di uscita e Leao, con il suo passo felpato, solo apparentemente lento giunge sulla sfera, si gira su stesso e fa partire un delizioso pallonetto che coglie Montipò a mezza strada che può solo sfiorare con il guanto. In definitiva due erroracci del Benevento e due goal del Milan che è sempre pronto a cogliere ogni piccolo difetto altrui e capitalizzarlo. Ma la grande virtù dei ragazzi di Pioli è saper combattere come un unico uomo. Un blocco granitico che quando decide di serrare le file riesce a chiudere ogni spazio. Il Benevento con l’uomo in più tira e crossa perché non ci sta, ma il Milan non cede e quando non giungono i difensori, in porta c’è sempre un attento Donnarumma. I padroni di casa hanno anche la possibilità di riaprire il match su rigore a mezz’ora dal termine, ma Caprari non solo spiazza il portiere della Nazionale, ma anche la porta. Il Benevento continua ad attaccare, ma non ha più l’ardore e sopratutto la convinzione di prima, anzi, sulle ripartenze è il Milan ad essere poco fortunato. Sia il turco che Kessiè, su tiri da fuori prendono lo stesso palo alla destra del portiere, che avrebbe chiuso le ostilità. Poco male, comunque, dato che il 2 a 0 in trasferta vale i tre punti per rimanere capolista, in attesa del big match prossimo contro i Campioni d’Italia in carica. Un Milan come sempre umile e arcigno come pochi. Pioli sa riuscire a far mantenere massima concentrazione per tutta una sfida partita dopo partita e non è un pregio da poco.

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Milan vs Lazio 3-2 Sino alla fine, il Diavolo vola alto a Natale

( dicembre 2020 )

 

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E’ il solito Milan, che lotta sino a quando l’arbitro non fischia la fine e questo è uno dei suoi pregi più grandi. Quello probabilmente che ne sta decretando il titolo, di Natale, come “capolista”. Se la scorsa giornata i rossoneri sono i primi ad andare a segno, qui sono gli ultimi. Non cosa da poco. I cugini di città, nella sfida delle 18.30 hanno espugnato Verona, ciò vuol dire che solamente una vittoria dei padroni di casa potrà mantenergli la testa della classifica. Il “Diavolo”, ha dalla sua la forza del gruppo, che riesce a colmare le numerose assenze. Nuovamente Kululu deve partire da titolare come centrale di difesa affianco a Romagnoli, così come la coppia di mediani a centrocampo, è quella di scorta. Niente Bennacer e Kessiè, ma dentro Tonali e Krunic. Ibrahimovic ancora fuori è sostituto da Leao, , come terminale offensivo, sostenuto da Rebic recuperato all’ultimo minuto sulla sinistra, Saelemaekers sulla destra e Calhanoglu proprio dietro da puro tre quartista. Dieci minuti e i milanisti sono in vantaggio grazie proprio a Rebic. Il turco sulla sinistra batte il corner dove l’esterno alto di sinistra è bravissimo a smarcarsi. Nel saltare è altrettanto abile a coordinare la torsione del collo angolando la sfera verso il palo irraggiungibile da parte di Reina. Trascorrono appena cinque minuti e giunge il raddoppio. Rovesciamento rapidissimo del Milan, con un Rebic in formato Hernandez. Giunto in area tira forte, ma Patric in scivolata ravvicinata blocca la traiettoria del tiro. Riparandosi però il viso con il braccio e penalty convalidato sia dall’arbitro che dalla Var. Il 10 è implacabile dal dischetto. La Lazio fatica a reagire, anche se mantiene le redini del gioco ed il possesso palla. A riaprire le ostilità ci pensa l’ingenuità della panchina del Milan che è costretta a giocare partite importanti senza esperienza alcuna. Kalulu su di un semplice corner per marcare strettamente Correa, lo scalcia sulla caviglia involontariamente disturbandolo sul controllo palla. Calcio di rigore regalato. Immobile sbaglia sul dischetto, ma probabilmente è più corretto dire che si supera Donnarumma allungandosi sulla sua destra. La palla deviata dal portiere sbatte sul palo ma ritornando in campo trova in Luis Alberto lestissimo a buttare dentro la palla. Match riaperto. Il Milan, che era in pieno controllo, si trova ora alle strette, con i laziali che chiudono nella loro metà campo la capolista. Anche il secondo tempo è quasi un monologo verde pistacchio, il colore alternativo dei biancocelesti, che è premiato dal suo capocannoniere. Immobile, infatti si fa perdonare con una bella girata che non perdona il suo portiere compagno di Nazionale, oggi avversario. A mezz’ora dalla fine le due squadre sono nuovamente in parità, ma l’equilibrio viene disatteso dall’allenatore ospite. Inzaghi sostituisce ad un quarto d’ora dal termine due pilastri come il capitano e Milinkovic-Savic. Gli ospiti perdono anima e quadratura e come un tappo aperto di una bottiglia di Spumante, i padroni di casa si rianimano con Rebic ed Hernandez. Sulla sinistra Theo si trasforma in una locomotiva inarrestabile ed il Milan va vicino al terzo goal almeno in un paio di occasioni prima del novantesimo. La Lazio, ora spenta regge l’urto, ma al 92’ minuto, praticamente all’ultima possibilità prima di festeggiare il natale, Hernandez incorna perfettamente di testa superando Luis Alberto e siglando una delle reti più pesanti. 3 a 2 in una sfida in pieno equilibrio, giunto, è il caso di dirlo, all’ultimo attimo e fiato in corpo. Ha vinto chi ha voluto maggiormente di più i tre punti. Nelle sue difficoltà Pioli ha creato un gruppo che non molla mai, anzi, i diversi ostacoli hanno reso più coesa l’intera squadra, che rema tutta compatta, verso un unico obiettivo. Se Pioli fa il pompiere, c’è Ibra. Che anche dalla tribuna urla a grande voce la parola “Scudetto”. Per ora arriva quello di Natale, che non fa alzare trofei, ma chi ad agosto avrebbe detto che a questo punto il Milan sarebbe stato davanti a tutti?

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Sassuolo vs Milan 1-2 Mai una vittoria così rapida

( dicembre 2020 )

 

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Il Milan di Pioli si sta confermando una squadra dei record. Dal post lockdown nei principali campionati continentali, innanzitutto, è l’unica comitiva a non aver ancora conosciuto sconfitta nel proprio paese. Altissimi valori, non solo di punti, ma anche di reti realizzate e con costanza, dato che difficilmente non segna meno di due goal a sfida. Ma questo 6 secondi e 79 centesimi, diviene il goal più veloce della Serie A, primato che durava da diciannove anni. Dire che i rossoneri sono andati in vantaggio al primo minuto è riduttivo. Meno di 7 secondi per battere da centrocampo e palla al piede creare un’azione che porta al goal, è roba da fare invidia al Mondo delle Formula 1. Calhanoglu parte dalla mediana in piena accelerazione puntando l’area avversaria, nello stesso istante il movimento senza palla di Leao sulla sinistra è da centro metrista ed il perfetto assist del turco lo smarca dinanzi a Consigli che viene battuto. Ospiti in vantaggio e la dice lunga sulla voglia di arrivare in alto del Diavolo. L’approccio alla sfida è stato determinato e dimostra una preparazione alla competizione sino ai minimi dettagli. Questo lavoro di equipe tra staf tecnico, dirigenza e talenti in campo riesce a colmare quell’assenza di campioni di grido che magari altre avversarie hanno. Ci stiamo dimenticando che l’unica vera stella, seppur di ben 39 anni che annovera tra i suoi il Milan, è hai box e vi sono anche altre mancanze, tra difesa e centrocampo si fanno sentire. Titolare, gioco forza, deve scendere tra i centrali Kalulu, che pure è adattato. Ma i milanesi non lasciano respiro al bel Sassuolo, che in effetti nel mese in corso, ha perso punti e smalto. Rispetto ad altre formazioni che fanno dell’aggressività e velocità di manovra il punto di cardine, come appunto i biancoverdi emiliani, o i nerazzurri lombardi, il Milan disegnato da Pioli si sa adattare alla situazione. Riesce ad essere aggressivo e girare a mille quando serve e quando è in grado di farlo, ma sa combattere con umiltà e tenacia quando l’indicatore delle batterie si avvicina pericolosamente alla riserva. A guardare i numeri, il Sassuolo ha tenuto molto palla e creato potenziali pericoli, ma in definitiva il Milan ha saputo gestire benissimo il vantaggio lampo. Anzi il 10 rossonero và pure in goal in una bella azione di contropiede, ma annullato per fuorigioco. Poco male perché a metà della prima frazione il match è bello che chiuso a favore degli ospiti. Theo Herrnandez si dimostra un’altra volta un fuoriclasse che, se manterrà la testa sulle spalle, potrà divenire uno dei calciatori top player mondiali. Da calcio d’angolo a favore degli emiliani, al 26’ minuto, Diaz fa partire sulla fascia sinistra il compagno che praticamente si lancia da solo come in autostrada coprendo in rettilineo due terzi della lunghezza del campo, con la difesa di casa completamente sguarnita ed impreparata. Nonostante la sgroppata, Hernandez, trova la lucidità per servire verso il centro dell’area un assist a fil di prato perfetto per l’accorrente Saelemaekers che segna senza problemi. Il classico 2 a 0 da Milan che se da una parte Donnarumma riesce a mantenere in un paio di occasioni, è anche vero che lo stesso Milan potrebbe incrementare in altri contropiedi. Solo allo scadere, più precisamente a otto dal termine compreso tutti il recupero, giunge la rete di Berardi su punizione, grazie anche ad una deviazione, che potrebbe riaprire le ostilità. Anche questo, in definitiva, dimostra essere un pregio del Milan. Stanca e magari colpita a freddo, senza più energie e i cambi principali già effettuati, una squadra potrebbe andare un po' in panico. Invece la solidità di gruppo e mentale ha fatto sì che l’eventuale arrembaggio del Sassuolo non producesse nessun pericolo. I tre punti sono giunti, con diversi calciatori importanti non disponibili, oltre tutto in un campo non facile. Un successo che vale doppio.

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Genoa vs Milan 2-2 I ragazzini del Diavolo sbagliano ma non mollano

( dicembre 2020 )

 

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Il Milan frena ancora ma porta comunque casa un buon risultato vista la prestazione opaca della serata. Dopo il 2-2 con il Parma raggiunto in extremis, ottiene lo stesso score con il Genoa. I rossoneri mantengono la testa della classifica ma adesso l’Inter è a meno uno. Anche se l’obiettivo dichiarato della società è di tornare in Champions, essere al primo posto non guasta! A Genova i rossoneri non sono brillanti ma comunque sono da ammirare per la reazione nel recuperare per ben due volte il risultato. Mister Pioli ha gli uomini contati e parte in difesa con il giovane Kalulu e in attacco con Rebic e Leao. Il Genoa, nonostante la sconfitta contro la Juventus, è carico per aver messo in difficoltà i bianconeri. Il primo tempo inizia con i rossoneri subito aggressivi. Questo atteggiamento, però, dura poco perché la partita diventa un allenamento oltremodo soporifero. Si deve aspettare il 37’ per vedere una palla pericolosa . Il genoano Destro con un tiro a rasoterra, manda di pochissimo fuori. Un minuto dopo risponde Rebic che un triplo dribbling da favola, trova la gran risposta di Perin. Queste sono le uniche due azioni degne di nota di un primo tempo che finisce così senza infamia né lode. Il secondo tempo, per fortuna, inizia in modo più coinvolgente. Subito al 47’ miracolo di Donnarumma sullo stop e girata di Shomurodov. Il portiere respinge il tiro ma sulla ribattuta si avventa Destro che spinge in rete per il vantaggio genoano. Subito al 53’ arriva il pareggio dei rossoneri con Calabria. Con un destro potente del terzino destro, da lontano batte Perin. Altra emozione per Destro. Al 60’ con un colpo di testa su cross millimetrico di Ghiglione, batte nuovamente il portiere rossonero e riporta nuovamente in vantaggio la sua squadra. Il Milan non si scoraggia e al 83’ raggiunge il pari. Sugli sviluppi di un corner, una zampata vincente del giovane Kalulu su una palla vacante in area, riporta il risultato in parità. Nel finale manca l’acuto per stappare la vittoria. Il Milan questa sera ha dimostrato che le assenze pesano e un po' di stanchezza si fa sentire. Un calo normale per le partite ravvicinate e per gli infortuni che colpiscono il Diavolo, ultimo quello di Theo Herrnandez. Il Milan ha messo tutto in campo e sono riusciti a riprendere il risultato. Ma non sempre la forza di volontà è sufficiente, se manca la brillantezza fisica da parte di molti giocatori che oltretutto non sono stati molto impiegati durante questo ciclo infernale di partite, come ad esempio Leao e Rebic. Altro problema emerso è che ancora una volta, come con il Parma, due tiri dell’avversario, due gol. E fa poca nota che i difensori si sono trasformati in attaccanti salvando il risultato, se poi deludono quando si tratta di fare il proprio dovere di difensore. Infatti i gol concessi sono state proprio due disattenzioni di Calabria e Kalulu che non sono stati in grado di marcare il genoano Destro. Non vengono coperti molto bene gli spazi a centrocampo da uno spento Tonali ,che se pur inesperto ha grandi doti e gli attaccanti non hanno palle giocabili e non se le creano neanche: infatti sia Leao che Rebic ieri sera non sono pervenuti. I rossoneri dovranno essere bravi a stringere i denti fino a Natale anche se il Sassuolo e la Lazio non capitano certo nel periodo migliore.

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Milan vs Parma 2-2 Diavolo di una catasta di legna

( dicembre 2020 )

 

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Pareggiare in casa con una formazione che ha meno della metà del tuo punteggio, farsi rosicchiare punti dagli agguerriti inseguitori ma uscirne rafforzati e più forti. Questo è stato il Parma per il Milan. L’undicesima giornata della Serie A si conclude con un clamoroso pareggio del Milan contro il Parma. Una prima frazione di gioco maledetta per il Diavolo. Dopo solo cinque minuti si fa male Gabbia, dopo tredici, al primo e unico tiro del Parma arriva il vantaggio del Parma. Gervinho se ne va sulla sinistra e serve Hernani completamente solo al centro. Tiro di prima e ospiti in vantaggio. Qui parte l’assedio del Milan, con i gialloblu che non varcano più la metà campo. Al Milan viene annullato un gol di Castillejo per un fuorigioco di poco centimetri. In seguito, doppio clamoroso incrocio dei pali consecutivo. Sul finire del primo tempo, ancora palo di Calhanoglu. I rossoneri dovevano essere meritatamente in vantaggio, ma si trovano invece sotto di un gol. Il secondo tempo inizia con il Milan all’attacco. Ma l’imprevedibile accade al 56’ quando segna il Parma. In contropiede la formazione ospite arriva sul fondo, cross e colpo di testa di Kurtic che mette in rete. Ma il Milan non cede nonostante il secco 2-0. Al 58’ su calcio d’angolo, Theo Hernandez salta più in alto di tutti e segna il 2-1. Il Milan continua la sua corsa cercando di portare a casa almeno un pareggio, che comunque, andrebbe stretto visto la mole di lavoro che i ragazzi di Pioli hanno fatto. Al 91’ ancora Theo Hernandez che con un tiro fortissimo da dentro l’area centra l’angolino della porta per il 2-2 che chiude la partita assurda. Se il Milan avesse vinto con 3 o 4 gol di scarto non ci sarebbe stato nulla da dire, ma invece vengono fermati da un Parma che con solo due tiri, porta a casa un pareggio prezioso. Invece, il Milan, oltre ai due gol segnati e a parecchie occasioni pericolose, si porta a casa pure un doppio incrocio dei pali, un palo e una traversa. Partita molto simile a quella con il Verona. Due punti persi o uno guadagnato? Per come si era messa la partita uno guadagnato, ma visto il dominio e il gioco, due persi. Grazie alla doppietta di Theo il Milan mantiene l’imbattibilità in campionato evitando in extremis il secondo ko a San Siro della stagione, dopo quello con il Lille in Europa League. Il pareggio fa la gioia delle inseguitrici Inter, Juventus e Napoli. Ora l’Inter si trova a meno tre e le altre a meno quattro. Per il Milan è il terzo pareggio in stagione senza il suo svedese Ibrahimovic. Prestazione ancora deludente per Rebic che non riesce ad essere incisivo come terminale offensivo. Kessie non pervenuto, forse anche per il fatto che finora ha tirato la carretta. Serata negativa anche per gli infortuni di Gabbia e Bennacer che risultano fragili dal punto di vista fisico, visto che entrambi sono continuamente martoriati da infortuni. Le note positive sono nei giovani che vengono inseriti come Kululu che gettato a freddo nella mischia dimostra di avere personalità e capacità tecniche. Per ciò che riguarda il gioco non si può rimproverare molto ai rossoneri perché se analizziamo il possesso palla e i tiri pericolosi sembra che giocasse quasi da solo. Nella partita è mancata forse un po' di fortuna ma se ripensiamo ad alcune partite che magari non meritava di vincere, forse i conti con la dea bendata si sono pareggiati. La prossima partita con il Genoa, reduce dalla sconfitta con la Juventus, ci dirà se è veramente cosi!

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Sparta Praga vs Milan 0-1 Il Diavolo piace vincere anche in “primavera”

( dicembre 2020 )

 

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Come si fa a rendere una della squadre più giovani dell’intero continente professionistico di prima fascia ancora più giovanile e sbarazzino? Molto semplice, promuovendo la personale primavera a titolari. Magia di aver fatto il proprio dovere nelle sfide precedenti. Conquistata la qualificazione già alla quinta giornata del Girone, vi sarebbe un solo obiettivo sportivo in questa sfida in trasferta, ovvero la possibilità di agguantare il primo posto in classifica ai danni dei francesi del Lille. Combinazione vuole che anche lo Sparta Praga segue la strategia del Milan. I cechi che sono la più titolata società calcistica della Nazione, sono secondi dietro di ben cinque lunghezze ai cugini dello Slavia, quindi rispetto all’ultima partita disputata in campionato ne cambia addirittura undici di elementi. Questa sfida contro il Milan in Europa League infatti per lo Sparta, non ha nessuno scopo o traguardo raggiungibile. Terza nel girone a sei punti, anche con la vittoria andrebbe a nove ad un punto dal Milan che rimarrebbe secondo. Il Milan lascia a casa i pezzi da novanta, dal portiere alla punta principale sono secondo linee, anche se potremmo annoverare tra i quasi titolari o big, gente come Tonali, Castillejo od il giovane norvegese. Quale occasione migliore per scoprire o mettere in evidenza nuovi talenti dunque? Come il difensore centrale Kalulu. E’ il Milan a fare da subito la partita, perché se anche questa appare un’amichevole, a tal proposito meglio sfruttarla come tale. Considerando la stagione anomala e altamente particolare per la dannosa e maledetta pandemia, non vi è stata alcuna possibilità di effettuare preparazione e test in estate. Men che meno per i rossoneri che ancor prima dell’inizio del Campionato ha dovuto affrontare i preliminari della competizione europea. Quindi, guadagnatosi sul campo la possibilità alla sesta giornata di effettuare esperimenti e di far riposare chi ha macinato più chilometri sino ad ora, ecco anche con i meno spremuti, il collaudato 4-2-3-1 con la mediana composta dal ex bresciano e da Krunic, che contro il Celtic stava regalando la sconfitta. Gli ospiti corrono e pressano alti e specie nel primo tempo i padroni di casa non riescono praticamente mai a giungere dalle parti di Tatarusanu. Tonali è una saracinesca in mezzo al campo e Colombo si sbatte come un leone davanti. Ma sono Castillejo e Hauge a spiccare per la loro maggiore personalità e qualità. Appaiono di una categoria superiore sia per tasso tecnico che per inventiva e dalle loro giocate pervengono i maggiori pericoli per i padroni di casa. Non a caso giunge al 23’ minuto il goal del vantaggio rossonero da parte del giovane talento nordico. Come Del Piero aveva il suo goal di fabbrica, sembra che Hauge abbia già definito il suo marchio realizzativo. Entra dalla sinistra dribblando un uomo in velocità, alza la testa e piazza di piatto un rasoterra a giro che si infila sul palo lontano del portiere. Nel corso della sfida ci proverà un altro paio di volte ma non con la stessa precisione e fortuna. Milan sopra di una rete, ma anche in classifica. Arrivano notizie interessanti sull’altro campo. Il Celtic che è ultimo in classifica sta vincendo contro il Lille. Risultato che giungerà sino al termine della sfida e porta il Diavolo anche in testa nel proprio Girone con i benefici del caso quando ci saranno i sorteggi dei sedicesimi. La partita del Milan continua anche nel secondo tempo sui binari del controllo più totale. I granata provano in un paio di occasioni a farsi pericolosi, ma Tatarusanu si mostra sicuro e la bella notizia è che il giovane Kalulu, non esibisce solamente una prestanza fisica di spessore, ma anche un’interessante precisione e pulizia negli interventi. Una delle note più positive della serata, oltre al primo posto in classifica, è proprio questo difensore che potrebbe rientrare come interessante alternativa ai titolari per farli rifiatare. Il Milan non si smentisce dunque, gli piace vincere ovunque e comunque.

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Samp vs Milan 1-2 Il Diavolo rimane a forza 5

( dicembre 2020 )

 

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Domenica sera il Milan in trasferta scendeva in campo per difendere il suo vantaggio in classifica, conscio che le agguerrite avversarie, Lazio, Juventus, Inter e Napoli, con i loro successi avevano accorciato sulla capolista. Dopo la faticosa rimonta di giovedì in Europa League, le energie sicuramente andranno centellinate a Marassi, dove un’agguerrita Sampdoria è alla caccia di punti dopo averne fatti appena due nelle ultime quattro partite. Il match è spigoloso in un campo dove la pioggia vince sulle giocate più tecniche e veloci. Il Milan tiene palla, ma la prima azione da goal capita ai padroni di casa. All’ottavo minuto, su angolo battuto dalla sinistra la retroguardia ospite non riesce a spazzare e come un flipper la sfera rimbalza nell’area piccola e su un colpo di testa, il colpo di reni a mandare nuovamente in corner da parte di Donnarumma è da vero fuoriclasse. La capolista non si spaventa e privo del suo centravanti titolare e trascinatore, non si scompone. Continua a manovrare e a metà del primo tempo ecco il lampo che potrebbe portar in vantaggio il Milan. Con un lancio di quaranta metri Hernandez imbecca perfettamente Rebic in corsa in mezzo a due marcatori. Con forza e grinta vince i rimpalli in area e la palla sta per entrare in porta, ma è bravissimo Tonelli in scivolata a farla sbattere sul palo e farla uscire mentre danzava sulla linea. Non è spettacolare il match, ma non è la paura che frena le due compagini, piuttosto il rispetto che una ha dell’altra. Nessuna vuole il pari, ma l’intera posta in palio ma quando la gara è in equilibrio basta poco per indirizzarla in un modo o in un altro. Ecco che ad un minuto dal termine per la pausa caffè, avviene l’episodio che destabilizza la parità. Su un traversone dalla destra verso sinistra, in area, Hernandez sfida in duello aereo Jankto. Theo tocca di testa e la palla va a sbattere vistosamente sulla mano del difensore. Troppo aperto il braccio ed in modo innaturale e per l’arbitro è rigore. Kessiè, ancora una volta è freddissimo e implacabile dal dischetto. Una mazzata per Ranieri andare quasi inaspettatamente sotto proprio prima del riposo, senza che il proprio portiere abbia compiuto una sola parata. Allo stesso tempo la Sampdoria, a parte l’intervento iniziale di Donnarumma, non ha creato nessun grattacapo alla retroguardia ospite. Parte il secondo tempo e ti aspetti una Samp aggressiva. L’intenzione c’è, ma il Milan è tosto, anzi solo il palo dopo appena due minuti nega il raddoppio ai rossoneri sul bel tiro d’esterno di Tonali. La Sampdoria aumenta i giri, ma allo stesso tempo lascia ampi spazi per i contropiedi avversari. Il Milan spreca almeno due occasioni limpide, ma Pioli azzecca come un indovino la mossa giusta. Toglie uno stanco e un pò spaesato Saelemaekers per un fresco Castillejo. Gli bastono appena 34 secondi per lasciare la sua firma sul tabellino marcatori. Hauge sulla sinistra si libera in dribbling e velocità, serve Rebic che suggerisce centralmente in area per il compagno appena entrato che di prima batte al volo Audero. Partita messa in congelatore al 77’ minuto? Non proprio. La stanchezza prende il sopravvento sui ragazzi di Pioli e bastano cinque minuti per accorciare le distanze ai padroni di casa. Ekdal supera Donnarumma che solo da dentro la porta riesce a fermare il pallone. Con il recupero sono circa dieci i minuti di pressione doriana che mettono a dura prova muscoli e nervi rossoneri. E’ qui che il Milan ha qualcosa in più delle altre. Quando non ne ha più riesce a tirare fuori una compattezza ancora maggiore dove gli attaccanti aiutano i difensori per la causa comune. Un gruppo unito che trova energie per superare le difficoltà. Questo, più che i campioni ha portato otto vittorie e due pareggi su dieci giornate di Campionato.

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Milan vs Celtic 4-2 La rimonta dei ragazzi inDiavolati

( dicembre 2020 )

 

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Un sonnellino pre partita può essere propedeutico al match, ma non quando lo fai a sfida iniziata. Senza nuovamente il suo campione svedese il Milan scende in campo nella sua penultima sfida di Europa League come seconda in classifica. Davanti ha i combattivi e audaci verdi del Celtic, che riporta indietro a leggendarie sfide di Coppe Campioni. I giovani ragazzi di Pioli non erano certo nati quando quelle partite si disputavano e questi scozzesi non sono dello stesso rango dei loro tempi d’oro. Allo tesso tempo nessuna adrenalina in corpo accompagna questa sera al fischio d’inizio i giovani milanisti, al contrario degli ospiti che all’ultimo posto nel Girone e con un solo punto, si giocano le ultime residue possibilità di andare avanti nella manifestazione. Al piccolo trotto il Milan tiene palla e manovra, ma al 7° minuto, avviene la frittata. Donnarumma, pensa di avere davanti a sè Kessiè, ed invece è il ripescato mediano di scorta Krunic che perde palla in area malamente per il vantaggio scozzese. I padroni di casa appaiono smarriti e increduli di essere sotto contro un avversario decisamente più debole, già sconfitto ad ottobre in trasferta per 3 a 1. Un quarto d’ora da incubo dove non solo i meneghini subiscono il raddoppio avversario, ma Donnarumma in un paio di occasioni è bravo a non far crollare i suoi in modo irrimediabile. Ed è provvidenziale, dato che al 22’, sotto di due reti Christie regala una punizione dal limite dell’area in zona centrale su un fallo inutile per un’entrata scomposta. Il centrocampista si era dimenticato che tra le file milaniste c’è un “Diavolo” di numero 10. Esemplare la sua punizione che lascia di sasso Barkas, fermo immobile tra i pali come se fosse parte della porta stessa. Il Milan si scuote e dopo solo 120 secondi Castillejo dona il pareggio. Il match diviene aperto e anche spettacolare. Entrambe vogliono segnare, ma è il Milan che crea i presupposti per chiudere il primo tempo già in vantaggio. Comunque sotto di due goal è già buona cosa essere riusciti a rimetterla in equilibrio prima del riposo. Si riprende con un Romagnoli in più per un infortunato Kjaer ( problemi muscolari ), ma sopratutto un Tonali per lo svampito Krunic. Il centravanti norvegese, scoperto dal nulla da Maldini dopo i preliminari di questa fine estate, si trasforma in Ibra con più velocità e spregiudicatezza. Dopo quindici minuti si inventa sulla destra un goal di rara bellezza. Con tenacia, classe e rapidità si avventa in area palla al piede e resiste ai rimpalli tenendosi la sfera attaccata al piede dribblando tre o quattro difensori assieme e con freddezza scocca un rasoterra che non lascia scampo al portiere. Rimonta ultimata grazie alla ferocia dei giovani guerrieri di Pioli. Hauge ne è uno degli artefici, ma non solo per il goal, ma per la sua abnegazione ad aiutare i compagni, a recuperare palla anche in difesa ed assistere in passaggi preci ed illuminanti gli altri giocatori rossoneri. Come quando sempre sulla destra in area inventa un filtrante magico per Diaz che di qualità sopraffina, con un tocco sotto, supera per il definitivo 4 a 2 Barkas. Il Celtic, come da tradizione scozzese, non ha mai mollato per un minuto, ma quando ha provato a rendersi pericoloso, Romagnoli, Tonali e lo stesso Donnarumma si sono opposti con grande vigore. Un Milan stordito al principio, trova la forza per reagire senza il suo campione rinomato, ma trovando nei fuoriclasse in erba la qualità nelle giocate come la personalità nella testa. Una prova di grande maturità per tutti i giocatori, che con questa vittoria hanno ottenuto più dei tre punti. Anche la qualificazione matematica ai sedicesimi ed un’ulteriore consapevolezza dei propri mezzi.

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Milan vs Fiorentina 2-0 Successo di allungo senza Ibra

( novembre 2020 )

 

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Sono in molti, probabilmente in troppi, tra gli addetti ai lavori e non, anche tra gli stessi tifosi rossoneri, ad associare i destini del “Diavolo” alle capacità del campione svedese. Per carità ,che sia determinante e fondamentale nel Milan nessuno lo nega, ma quale Campione, con la “C” maiuscola, non lo è? Se sei Messi, fai la differenza anche in uno squadrone farcito di campioni come il Barcellona. Non dovrebbe farla Ibrahimovic quando gioca in mezzo a dei ragazzi giovani che non hanno mai affrontato sfide ad altissimo livello? Eppure appena lo svedese non scende in campo e non giunge la vittoria, ecco che le critiche sulla presunta dipendenza da lui emerge in tutta la sua forza ed ampiezza. Giovedì, in una trasferta difficile, contro un avversario comunque ostico, l’unico in grado di infliggergli a inizio novembre una sconfitta, il Milan privo di Ibra ha portato a casa un prezioso pareggio. Nella sconfitta secca per 3 a 0 al Meazza, Ibrahomivic fu in campo. Oggi nel nitido e meritato successo contro la Fiorentina è emerso quanto diciamo dal post lockdown di luglio. Dirompente è la forza di un gruppo giovane e di qualità che ha fame di vittoria e combatte con umiltà contro chiunque. La partita contro i viola è equilibrata, come spesso accade, ma il Milan sbaglia poco, anzi molto raramente, e allo stesso tempo sa cogliere nei novanta minuti le opportunità che l’avversario sa concedere. Non è un caso che dopo tre angoli di fila degli ospiti, sia sempre la retroguardia rossonera a prevalere. Viceversa al 17’ minuto sulla bandierina di destra giunge la sfera al centro, Kessiè prolunga di testa sul secondo palo che trova il capitano completamente solo che senza sforzi, sempre di testa, appoggia in rete con Dragowski al centro della propria porta che impietrito guarda solo la sfera entrare. Trascorrono dieci minuti e giunge il raddoppio. Pezzella in scivolata prende il piede in area di Saelemaekers involato verso Dragowski. Calcio di rigore che Kessiè non sbaglia. In mezzo tra le due reti uno strepitoso palo sul tiro al volo di Vlahovic cinque minuti prima nega il pari agli ospiti. Si potrebbe sintetizzare qui la sfida al Meazza, ma anche molte altre del Milan. Cinico, attento, concentrato che sa far commettere sbavature alla squadra che ha dinanzi cogliendone conseguentemente i frutti e quando la propria tenacia ed organizzazione di gioco non bastano, la buona sorte giunge in suo soccorso. Ma il Milan, questo Milan di Pioli, la fortuna se la cerca sempre, se la crea. A cinque minuti dal riposo si può anche permettere di sciupare un secondo rigore. Calciato anche meglio questa volta dal livoriano, il portiere viola si supera tuffandosi sulla sua sinistra. Si va al riposo sul doppio vantaggio milanista. La Fiorentina, anche aumentando il suo peso offensivo, prende l’iniziativa, ma solo dopo dieci minuti della ripresa crea i presupposti per riaprire le ostilità. Ribery sulla sinistra si invola in area come un ragazzino ma Donnarumma è bravissimo a stare in piedi sino all’ultimo istante quando il campione francese non tenta il dribbling, ma il pallonetto basso, permettendo al guantone del numero 1 rossonero di stoppare la palla ed evitare la rete viola. Ultima occasione, perchè il Milan raddoppia la sua linea difensiva alta senza lasciare nessuno sbocco. Ogni cross in area rossonera è preda delle magliette di casa e quando occorre spazzare, sia i difensori che i centrocampisti non si fanno problema alcuno. Anzi è il Milan ad andare più vicino alla terza rete, due volte con il suo 10, una volta fermato dal palo ed una dalla mira sbilenca. La Fiorentina non ha i mezzi per contrastare la solidità del “Diavolo”. Feroce in ogni contrasto, dove ogni compagno aiuta nel raddoppio l’altro. Ci vuol ben altro per mettere in difficoltà il Milan, che di gruppo, porta casa tre punti ed in attesa di Napoli Roma, ben cinque di vantaggio sulle sue più dirette inseguitrici. 23 punti su 27 disponibili, mai bottino più prolifico dall’era dei tre punti per i rossoneri. Un altro indizio interessante.

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Lille vs Milan 1-1 Equilibrio di maturità

( novembre 2020 )

 

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Non mancheranno, anzi, saranno in molti a sottolineare quanto l’assenza del proprio leader svedese sia mancata questa sera in Francia al “Diavolo”. Non è giunta una vittoria, ma neppure una sconfitta. Non dimentichiamoci che tre settimane fa, il Lille, ottima formazione anche nel campionato transalpino, è stata l’unica squadra da marzo della scorsa stagione a sconfiggere i ragazzi di Pioli. Addirittura con un secco 3 a 0 e tra le mura amiche di San Siro. Il monumentale Ibrahimovic era in campo nella debacle casalinga, mentre in casa del Lille non c’era per infortunio. Hauge, il giovane attaccante venuto dal freddo nord ne prende il posto come terminale offensivo. Dietro di lui i tre fantasisti da sinistra a destra Rebic, Calhanoglu e Castillejo. La mediana vede Tonali in campo per far rifiatare lo stremato Kessiè appoggiato dal compagno di reparto Bennacer. Proprio il giovane centrocampista centrale italiano innesca con una palla persa velenosa sulla propria trequarti una possibile azione pericolosa, che si tramuta solamente in un tiro a giro che si spegne a lato con Donnarumma che controlla. Le due squadre si studiano e sono in pieno equilibrio. I rossoneri sanno che al Meazza questo gruppo gli ha fatto male, ma allo stesso tempo Galtier che siede in panchina è conscio che il successo di inizio novembre è stato anche figlio della stanchezza del Milan ed ogni match fa storia a sé. Il primo tempo scorre via tranquillo, con i padroni di casa che sudano solamente molto freddo quando un contropiede micidiale degli ospiti a metà della prima frazione porta un tre contro uno in area di rigore, ma Hauge si fa stoppare l’assist centrale che sarebbe stato quasi certamente tramutato in rete. La seconda parte del primo tempo vede il Lille prendere più campo e Donnaruma attento su un paio di conclusioni da fuori. Secondo tempo che invece parte immediatamente con il botto. Primo minuto e Tonali si inventa una giocata alla Pirlo. Dalla metà campo vede la freccia Rebic sulla sinistra partire e lo assiste con un filtrante precisissimo. Il 12 milanista si fionda in area e lungi dall’essere egoista, non tira verso il portiere ma passa la palla al centro leggermente arretrata per Castillejo che ha seguito l’azione. Maignan è trafitto per il vantaggio rossonero. Il copione della sfida cambia letteralmente. I francesi alzano i ritmi e provano a fare la partita, ma non è nelle proprie corde. Il Milan invece è attento e voglioso di chiudere il match. Sono almeno tre i potenziali contropiedi andati persi dai meneghini e nonostante i tre cambi degli uomini più offensivi da parte di Bonera, non arriva più lucidità. Manca sempre la freddezza dell’ultimo passaggio e probabilmente la stanchezza del prestigioso successo al San Paolo di domenica sera si fa anche sentire sulle gambe. Purtroppo, Bamba al 65’ minuto non è stremato quando si gira in area e fa partire un rasoterra per il pareggio del Lille. Praticamente le ostilità cessano sulla rete avvenuta da parte dei francesi. Il risultato di 1 a 1, accontenta sia gli italiani che i padroni di casa che li lasciano rispettivamente al secondo e primo posto. Lo Sparta Praga con il netto successo sul Celtic insegue ad una sola lunghezza i rossoneri che se la vedranno fra una settimana al Meazza con il fanalino di coda fermi ad un solo punticino. Se Milan e Lille vinceranno, come è altamente probabile, saranno già matematicamente sedicesimi. Un passo alla volta, ora testa al campionato, senza Ibra, ma con una squadra compatta e pronta a combattere con chiunque.

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Napoli vs Milan 1-3 Il Diavolo fa 3 mozzarelle sulla pizza napoletana

( novembre 2020 )

 

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Partita bella e combattuta. Qualità elevata da entrambe le parti e due allenatori ai quali non piace piangere mai sui propri problemi, che per inciso tutti quanti hanno lungo la stagione, e non piace mai urlare oltre a saper far autocritica. Piolie e Gattuso hanno anche un’altra cosa in comune, non vogliono far accostare le proprie squadre alle favorite per lo “Scudetto”. Eppure è lotta al vertice e probabilmente lo sarà anche nel girone di ritorno. Entrambe vogliono fare la partita ma il Napoli appare più elegante che incisivo, mentre gli ospiti, al contrario, dimostrano più determinazione nelle giocate e negli scontri uno contro uno. Uno speculare 4-2-3-1 dove risultano determinanti proprio i singoli duelli e nelle file rossonere c’è più gamba e ferocia. Bennacer e Kessiè, come di consueto si dimostrano saracinesche della mediana, e i tre trequartisti, Saelemaekers, Calhanoglu e Rebic, sono peperini di qualità sempre in costante movimento. Movimento che non difetta ad un certo Theo Hernandez, quando dopo venti minuti di gioco, si invola sulla sua fascia sinistra e pennella un cross in mezzo all’area per il ragazzino terribile del Milan. Come un virgulto ancora da sbocciare, Ibrahimovic, si avventa di testa sul pallone all’altezza del dischetto, anticipando i due difensori centrali azzurri. In torsione riesce ad indirizzare la sfera sul palo lontano sulla sinistra del portiere. Vantaggio del “Diavolo”, al quale il “Ciuccio” non ci sta affatto. Reazione che porta Donnarumma protagonista alla pari del suo attaccante svedese. Prima respinge un tiro a fil di palo stendendo la sua mole, il braccio e la manona sin dove pochi altri estremi difensori sarebbero riusciti a giungere. Poi dopo una traversa, si oppone con tutto ciò che ha a due battute ravvicinate a colpo sicuro. La partita è bella ed aperta. Gattuso arringa i suoi dato che non vuole ritrovarsi a cinque punti dalla vetta, anzi, non a sei vista la penalizzazione. Inizia il secondo tempo e il copione non varia. Milan concentratissimo a chiudere ad ogni varco già a centrocampo. Non è una difesa arroccata, ma un arma pronta colpire per arrivare rapidi verso Meret, cosa che accade dopo meno di un quarto d’ora dalla ripresa. Questa volta il traversone giunge da parte di Saelemaekers ma il mittente è sempre lo stesso. Il veloce 56 dalla sinistra viene perfettamente imbeccato dal 10 turco. Il campione svedese di testa insacca la palombella che attraversa tutta l’area piccola. Nove minuti e una leggerezza davanti all’area del Milan da parte di Kessiè, un unicum ultimamente, riapre la partita. In uscita, infatti, il forte mediano perde un contrasto e rapidamente la palla perviene a Mertens in area, che si beve Romagnoli e altrettanto lestamente batte rasoterra superando Donnarumma. Il Milan non crolla, per merito anche della superficialità del centrocampista Bakayoko. Una sua scivolata a metà campo leggermente in ritardo gli procura un secondo giallo che si trasforma per fredda aritmetica in un glaciale rosso. Napoli con un uomo in meno ed un Milan pronto ad avventarsi verso la preda, visto le praterie potenziali che i partenopei ora lasceranno agli avversari. In pieno recupero, il giovane attaccante norvegese entrato al 73’ minuto suggella il suo ingresso con un bel goal in contropiede, il suo primo in Serie A. Vittoria pesantissma in trasferta in un campo di una diretta concorrente, ne dicano Pioli e Gattuso, dopo la prestigiosa conquista nel derby. Oltretutto tre reti rifilate alla difesa, che era, quella meno battuta del Campionato, dato che sul campo ne aveva subite appena quattro. Al Diavolo piace stare in Paradiso, visto che al Sassuolo ha concesso giusto una giornata in vetta solitaria, ma a tutti quelli che dubitavano della caratura della squadra di Pioli e meritevole di alloggiare in pianta stabile nei piani alti della classifica, la partita in Campania è stata la migliore risposta. L’ultima vittoria al San Paolo, avveniva dieci anni fa, quando ci fu l’ultimo scudetto non bianconero, targato proprio rossonero. Un indizio non è una prova, ma quando si accumulano?

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Milan vs Verona 2-2 Ibra e Milan stanchi

( novembre 2020 )

 

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La fatal Verona, per i rossoneri si è quasi trasferita a San Siro. Dopo la bruciante sconfitta sempre tra le mura amiche in Europa League contro il Lille, il Milan riscende in campo al Meazza davanti alla formazione di Juric che arriva dalla bella vittoria casalinga con il Benevento ed il pareggio a Torino contro la “Vecchia Signora”. Un rivale temibile da non sottovalutare, errore che il “Diavolo” di Pioli non commette mai. Il Verona dalla non trascurabile qualità generale, fa del pressing e della corsa a tutto campo le sue armi migliori. Motivo per il quale i padroni di casa sin sono trovati subito in difficoltà. Con così tanti impegni ravvicinati la brillantezza nelle gambe dei milanisti è in calo e lo si vede dagli scontri e rimpalli persi. Dopo un brivido al quinto minuto che mette in risalto i riflessi e la bravura di Donnarumma, il portiere del Milan deve capitolare 60 secondi dopo. Da corner la palla rimbalza sulla traversa, ricade in campo e Barak è decisamente il più veloce a giungere sulla sfera e spingerla in rete. I meneghini tengono il pallino del gioco ma non riescono a raggiungere il pareggio esponendosi a potenziali contropiedi. In una punizione arriva il raddoppio degli ospiti. Su un tiro da fuori, Calabria, in modo scomposto cerca di respingere la palla, ma la devia solamente sul palo opposto difeso dal suo portiere. I rossoneri sono tramortiti e sbandano per qualche minuto, visto che nei primi venti, sono già sotto di due reti contro un avversario che sembra più tonico e cattivo. Con l’autogoal sono andati sotto per il 2 a 0 e con un autorete dimezzano lo svantaggio. Dal cross sulla destra, è bravissimo Kessiè, ad inserirsi in area e colpire di prima intenzione al volo. La palla avrebbe una traiettoria ad uscire, ma colpendo il piede di Magnani si insacca alle spalle di Silvestri. Alla mezz’ora si è 2 a 1 per gli sopiti, che reggono con caparbietà sino al riposo. La seconda frazione è un dominio totale del “Diavolo”. L’entrata di Rebic al posto di Saelemaekers aumenta decisamente il peso offensivo rossonero. A parte un potenziale pericolo in contropiede, tutti i 45’ minuti della ripresa sono un monologo milanista. Sugli scudi Silvestri che para di tutto, mortificando i tentativi di rete dei padroni di casa. Dove non arriva l’estremo difensore sopraggiunge in soccorso l’arbitro, la traversa o la poca vena realizzativa dal dischetto da parte dello svedese. Due azioni che portano alla rete, prima di Calabria e successivamente di Ibrahimovic, annullate per fuorigioco la prima, per fallo di mano la seconda. Il bellissimo colpo di testa del trentanovenne attaccante è di una mira rarissima, visto che stampa il pallone perfettamente all’incrocio dei pali alla destra di Silvestri. Fallo su Kessiè netto e Ibrahimovic a batterlo. Non c’è bisogno del miracolo, l’ennesimo, del portiere a salvare la porta veronese. La pessima mira, lucidità e freddezza di Ibra sprecano l’occasione d’oro del pari, con la palla che finisce alle stelle sopra la traversa. Il Milan, nonostante tutto, non demorde, non vuole perdere, assecondato anche dal calo fisico vistosissimo degli ospiti. Non riescono più a raddoppiare le marcature, a giungere prima sul pallone, tanto meno tenere lontane le magliette rossonere dalla propria area. Sino a quando non arriva il fischio finale dell’arbitro il Milan combatte per segnare, lo ha fatto sempre e tanto più in questa sfida e la sua caparbietà viene premiata al 93’ minuto quando questa volta il colpo di testa di Ibrahimovic non trova alcun ostacolo, se non quello della rete interna. E’ 2 a 2 e ai ragazzi di Pioli, per vincere manca solo una cosa, il tempo per farlo. Il Verona nell’ultimo quarto d’ora giocava infatti unicamente per buttare via la palla o perdere tempo. Era questione di minuti perchè capitolassero sotto la pressione del “Diavolo”. Un pareggio che è meglio di una sconfitta, ma non permette di allungare sui rivali, che per conto loro hanno avuto, comunque, le medesime difficoltà.

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Milan vs Lille 0-3 Discesa dall’Olimpo per crescere

( novembre 2020 )

 

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Spesso la medicina per stare meglio è indigesta, dal sapore cattivo e fastidiosa, ma serve. Anzi è essenziale per ripartire con più energie di prima. Ecco, la partita del Milan di giovedì 05 novembre con la formazione francese è risultata proprio questo. Non è nelle corde della formazione di Pioli sottovalutare le sfide, lo è la dimostrazione che ha vinto combattendo anche contro le squadre di caratura nettamente inferiore, in campionato come nei turni di qualificazione di Europa League. A San Siro si è presentata il Lille che è, attualmente, la seconda forza in Francia, dietro di una spanna ai campionissimi del PSG. Nove partite disputate con cinque vittorie e quattro pareggi, così come in Coppa, ne ha vinte due e pareggiata una. Come il Milan non ha ancora, prima della sfida del Meazza, assaggiato l’amaro sapore della sconfitta. I rossoneri non partono male, piglio deciso e formazione quasi titolare con Diaz a far rifiatare il 10 turco e Tonali l’altro mediano Bennacer. Ma il Lille, si dimostra squadra con gamba veloce e anche potente, non perdendo quasi mai i contrasti. La tecnica dei meneghini non emerge molto e la palla corre meno veloce e con linee di passaggio non pulite e chiare come in altre occasioni. Non è l’approccio dei milanisti ad essere superficiale, ma la minore lucidità, probabilmente dovuta alla stanchezza di troppe partite ravvicinate. Se è vero che i cugini del Naviglio hanno finito la scorsa stagione con la finale persa con il Siviglia, oltre a metà agosto, il Milan ha iniziato le partite ufficiali 2020/2021 il 17 settembre con tre sfide di preliminari in più nelle gambe. Così la poca brillantezza atletica e mentale hanno portato Romagnoli ad un falletto inutile considerato da rigore per l’arbitro. Ingenuità che a Udine stava per costare i due punti vittoria se non fosse stato per la magia di Ibrahimovic. Milan sotto dunque di rigore al 22’ minuto, ma lo svedese va vicino al pareggio con una punizione centrale che sfonda quasi i guantoni di Maignan, ma anche lo svedese appare meno tonico del solito. Kessiè e Tonali hanno il loro bel daffare a filtrare le incursioni francesi, dato che i tre tre quartisti non appoggiano la retroguardia come avviene solitamente. In questo modo dopo circa 10 minuti del secondo tempo la sfida è bella che chiusa nel giro di 200 secondi. Su un tiro velenoso dal limite dell’area, forte ma non irresistibile, Donnarumma valuta male il tempo di caduta e di presa, permettendo che il pallone gli rimbalzi tra le mani e si insacchi. I ragazzi di Pioli si riversano nella metà campo del Lille, ma indossano la tutina del sistema difensivo dell’Inter. Contropiede tre minuti dopo dal tenore rugbystico e questa volta il portiere della Nazionale non può far altro che raccogliere, incolpevolmente, la sfera dalla propria porta. Il Milan ci prova, con cambi più freschi, ma non è serata. In altre circostanze ha girato tutto bene con sfide dall’equilibrio da pareggio che per un tocco particolare si sono trasformate in vittorie. Questa terza partita del Girone europeo, non ha sorriso nei momenti chiave al “Diavolo”, che si è fatto male da solo nei goal subiti. Sconfitta rotonda e spiegabile più con la stanchezza che per altro, visto che quando ha affrontato club certamente più tosti del Lille, come Roma e Inter, i calciatori avevano più benzina nelle gambe. Uno sbandamento indolore, dato che nulla è compromesso, considerato il secondo posto in classifica con tre punti di vantaggio sullo Sparta Praga. Sarà interessante fra tre settimane, vedere il Milan in casa francese, se sarà in grado di riprendersi ciò che ha lasciato al Meazza. Nonostante il secco 3 a 0, il Lille non è parsa compagine così più forte del Milan. Potrà servire questo stop, anzi, è avvenuto nei tempi e nei modi migliori. Prima o poi, dopo ben 24 gare senza subire sconfitta, doveva accadere. Ora si riparte con ulteriore consapevolezza di umiltà e rabbia.

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Udinese vs Milan 1-2 Solidità di gruppo più la stella uguale vittoria

( novembre 2020 )

 

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Sembrerà un ovvietà disquisire positivamente di questo Milan, ma come un orologio svizzero la squadra rossonera segna sempre almeno due reti, anche nelle sfide più complicate. Allo stesso tempo è arduo che conceda diverse occasioni da rete agli avversari quindi, la vittoria è praticamente una logica matematica conseguenza. La trasferta nel freddo di Udine è la vetrina perfetta della formazione di Pioli. Non è spettacolare come il Barcellona di Messi, ma la bellezza del gioco del pallone la si riscontra anche nella gradevole tattica quadrata di una formazione. Il Milan si muove solido, non è mai statico e lento, ma allo stesso tempo non c’è distanza tra i reparti. Difesa, centrocampo e attacco è un blocco granitico unico. Non vi è un attaccante distante che aspetta palla lontano dai suoi compagni, così come i difensori non sono in balia degli assalti avversari. Il Milan, anche ad Udine, un campo ostico per tutti, mostra come si difende tutti assieme e come si attacca di squadra. Mantiene l’iniziativa da subito il “Diavolo” e dopo alcuni batti e ribatti si trova in vantaggio per una magia da uomo assist di Ibrahimovic. Lo svedese raccoglie sulla sinistra in modo impeccabile un lungo traversone dalla destra. Stoppa la palla di petto, la ferma di collo, difende dal marcatore di fisico la posizione, dando il tempo ai suoi centrocampisti di arrivare in corsa a rimorchio e regala un passaggio mirato arretrato per l’accorrente Kessiè che in velocità, giunge primo del centrale di difesa e forte di piatto spara sotto la traversa per l’uno a zero. Musso non dovrà fare parate per tutto il primo tempo, ma neppure Donnarumma si vede impegnato. In una situazione di equilibrio costante del match, si ha comunque sempre la sensazione che il Milan ha un potenziale di pericolosità offensiva nettamente superiore a quello dei padroni di casa. Udinese che si impegna e corre tantissimo e su di una sbavatura di Kessiè a centrocampo sono bravi i due centrali di difesa rossonera ad arretrare e far sbagliare i tre bianconeri partiti in contropiede. Inizia la ripresa con l’errore di Romagnoli che procura, quasi gratuitamente il penalty per il pareggio immediato dei friulani. Udinese che prende coraggio e campo per degli ospiti che si trovano un po' spiazzati per l’improvviso cambiamento di rotta del match. Con il trascorre del tempo però il maggior tasso tecnico, tattico e di personalità del Milan emerge, e complice alcuni cambi importanti come Rebic, i rossoneri ritornano a far girare la palla sulla metà campo avversaria. L’Udinese erge un fortino con grande pressing già sulla metà campo che pare funzionare visto che gli ospiti non creano effettivi pericoli alla porta difesa da Musso. Sino a quando non commette un malinteso la retroguardia dell’Udinese a sette minuti dalla fine. Un traversone dalla tre quarti non particolarmente insidioso trova un errato tempo d’intervento del difensore che sta marcando Ibrahimovic. Lo sbaglio mette lo svedese praticamente davanti, spalle alla porta all’estremo difensore che per paura di saltare sulla testa dell’attaccante rossonero e creare il fallo da rigore, si stoppa sulla schiena del centravanti stesso. Musso però ha scordato che non ha una punta comune dinanzi a sé, ma un Campione con la “C” maiuscola, che d’istinto, in caduta e rovesciata spiazza e anticipa ogni possibilità di parata mettendo la palla in rete per il 2 a 1 che sancisce l’ennesima vittoria del Milan. Un “Diavolo” non affascinante nelle manovre, ma roccioso, e forte di una sicurezza e tranquillità che lo porta a giocare l’intera sfida convinto di poterla vincere anche all’ultimo istante se occorre, grazie alle sue qualità individuali e di collettivo. Ancora più in alto e solitario in classifica senza avere le vertigini. Il Milan gioca senza la pressione di vincere ad ogni costo, ma vuole comunque prevalere perché ha fame e combatte sino al fischio finale. Forse non crea a partita occasioni da rete a ripetizione, ma non concede nulla agli avversari. Alla sesta di Campionato merita la posizione che ha, forse favorita in alcune circostanze dagli episodi a proprio vantaggio, che bisogna sottolineare, si costruisce e sa cogliere, a differenza di altre formazioni, vedesi Inter, Milan e Atalanta.

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Milan vs Sparta Praga 3-0 Al Diavolo piace stare in vetta ovunque

( ottobre 2020 )

 

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Questo Milan fa apparire tutto facile, come se le partite fossero scampagnate amichevoli estive. Qui invece si giocano i punti, la storia vera e propria della Stagione in corso. A dispetto dei ragazzi in campo la cui media di età con circa 25 anni è tra le più basse di Europa, il Milan ha una padronanza e sicurezza di gestione del match da veterana. Il carisma di Ibrahimovic si ripercuote su tutti i giovani, ma la gestione mentale ed organizzativa di Pioli fa crescere ed instilla personalità a chi deve ancora costruirsela come giocatore. Se dall’altra parte del Naviglio, c’è un allenatore che vuole uomini esperti, dall’età avanzata, capaci già da soli di vincere tutto e subito, qui c’è un progetto di grande respiro in chiave futura, ma anche presente. E la partita al Meazza contro lo Sparta Praga ne è una dimostrazione. I cechi, ancora a zero punti scendono in campo tutt’altro che rassegnati con un 4-3-2-1, ben coperto, ma pronto a far partire l’estro di due rifinitori dietro alla veloce punta Julis. Ma il “Diavolo” non fa sconti sin dal primo minuto, quando prende l’iniziativa e non la lascerà più sino al novantesimo. Questa volta Tatarusanu, a differenza di quanto visto contro la Roma tre giorni prima, non compie sviste, dato che per tutto il corso della sfida, non giungerà un solo tiro nello specchio. Cosa che invece ai rossoneri piace molto. Il vantaggio più che meritato arriva a metà della prima frazione, quando Ibra, da destra serve al limite dell’area Diaz. Perfetto dribbling secco sul difensore e tiro preciso che gonfia la rete. I padroni di casa potevano essere già avanti se avessero sfruttato con più cinismo un altro paio d’occasioni, ma i ragazzi di Pioli si stanno divertendo. Tutti corrono e si cercano, senza risparmiarsi, ma allo stesso tempo non paiono sforzarsi e bruciare energie più del dovuto. E’una caratteristica di questo Milan, tenere un ritmo brillante in modo costante durante la gara con alcune accelerazioni che fanno male. Come sul bel cross di Bennacer dove lo svedese si avventa sul pallone e viene malamente atterrato in area. Rigore indiscutibile, come fatale è la traversa sul lato opposto del portiere che gli nega la rete. Sorrisi in campo per lo sfortunato errore del campione svedese e questa è un’altra dimostrazione della serenità che è palpabile nel gruppo. Ibra rimane negli spogliatoi per gestire le forze per l’ingresso di Leao, al quale bastano appena dodici minuti per chiudere la sfida. Nuovamente il mediano Bennacer apre a sinistra per Dalot, che suggerisce un filtrante insidioso a metà strada tra difensore e portiere che proprio Leao non può far altro, con le sue lunghe leve, di raccogliere e mettere dentro. Partita in discesa, dato che il doppio vantaggio è senza dubbio un buon viatico contro le brutte sorprese che sono sempre dietro l’angolo in veste di un passaggio sbagliato, od un fallo in area, oppure una bella giocata improvvisa dell’avversario. Sparta Praga, che sembra aver perso ogni speranza, conscio di una superiorità globale dei milanesi. Meneghini che continuano a giocare e a divertirsi. Trascorrono meno di dieci minuti e Bennacer, oggi in veste perfetto di suggeritore, coglie il taglio sulla sinistra di Dalot che velocissimo si presenta dinanzi a Heca per il definitivo 3 a 0. Risultato rotondo e più che meritato, contro una formazione che è parsa poca cosa, ma più per meriti dei rossoneri che per demeriti propri. La sfumatura da sottolineare maggiormente è la facilità con la quale il Milan gestisce il match. Quasi appare un allenamento, ma l’abnegazione e la concentrazione è totale da parte di tutti, così si ottengono le vittorie senza sprechi di energie superflue, dato che i ritmi non sono tirati per l’intera sfida. 6 punti nel girone, in piena vetta solitaria, come in Campionato. Si vede che al “Diavolo” piace il Paradiso in solitudine.

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Milan vs Roma 3-3 Milan rallentato, ma che spettacolo!

( ottobre 2020 )

 

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Possibilità di allungo sulle rivali e dare già tre o quattro punti sulla seconda dopo cinque turni non era certo una situazione che si poteva immaginare. Specie perchè davanti non vi è la solita Juventus, ma il Milan, che lontano dai riflettori, gioca bene e vince come uno schiacciasassi, come se riuscisse solo a fare questo. La voglia di dimostrare che lassù il “Diavolo” non vi è per caso è tanta. Dopo il successo importante nel derby ecco un’altra prova in Campionato contro un avversario di livello, la bella Roma di Fonseca. I giallorossi giungono da due pareggi iniziali e due vittorie, ma contro la “Vecchia Signora” meritavano senza dubbio il successo. Il Milan parte forte e dopo due minuti è in vantaggio. Leao protagonista. Nella linea a tre dei centrocampisti offesivi dietro alla punta, parte da sinistra. Accelera, si accentra e fà partire un delizioso, quanto calibratissimo assist a palombella che supera la riga difensiva romanista con un Ibra che si smarca nel momento giusto e di prima, grazie alle sue abilità atletiche, supera Mirante e appoggia la palla in rete. Tutto come se fosse un gioco da ragazzi, ma è la qualità elevata degli interpreti che rende il complesso molto semplice. Il Milan gestisce palla, ma anche la Roma sa giocare. I padroni di casa l’hanno sbloccata, ma gli ospiti non ci stanno e su corner errore gravissimo di Tatarusanu che esce completamente a vuoto, smanacciando l’aria e regalando la sfera sulla testa di Dzeko che ringrazia per il pareggio. Siamo appena al quarto d’ora, ed è uno a uno. La partita prosegue piacevole con continui capovolgimenti di fronte ma le difese reggono. Parte il secondo tempo e come nella prima frazione la Roma non fa in tempo a scendere in campo che si ritrova nuovamente sotto. Ancora Leao che prende l’iniziativa sulla fascia sinistra. Parte palla al piede bruciando l’avversario, arriva sul fondo tracciando un filtrante arretrato perfetto per l’accorrente Saellemaekers che batte di prima gonfiando la rete. La Roma alza i ritmi e mette pressione alla retroguardia rossonera, ma è solo una sbavatura nuovamente di Tatarusanu a portare al pareggio.. Sul tiro di Mkhitaryan, non inarrestabile, il sostituto di Donnarumma, non controlla la palla che sfugge in mezzo all’area. Pedro e Bennacer vengono a contatto e anche con la Var è difficile valutare lo scontro. Sta di fatto che viene concesso il rigore che Veretout trasforma per il pareggio. 2 a 2 momentaneo dato che otto minuti dopo stessa soluzione del dischetto a parti invertite. Anche qui, nonostante la Var, pare piuttosto generosa la concessione, visto che il contatto tra Giacomelli e Calhanoglu è evidente quanto non propizio alla caduta del turco. Lo svedese dagli undici metri è implacabile e a dieci dal termine è nuovamente avanti la formazione di Pioli. Non c’è due senza tre recita un detto, quindi la Roma dopo aver acciuffato il pareggio già per due volte, si concede il tris. Su corner, questa volta è proprio il centravanti rossonero a svirgolare la palla che mette fuori causa tutti, tranne Kumbulla che sul palo opposto è quasi costretto a metterla dentro. Mancano cinque minuti più recupero ma è il Milan che vuole la vittoria. Prima Mirante al novantesimo respinge su Kessiè, poi solo la sfortuna fa uscire nell’ultima azione, il pallone di un soffio sul colpo di testa di Romagnoli. Un bel 3 a 3 dove due squadre forti si sono affrontate per vincere, ma il Milan ha dimostrato ancora tanta fame e sempre un livello atletico esemplare. Un pareggio che ci può anche stare sul campo, ma la sfortuna del Covid che ha bloccato in giornata il portierone della Nazionale, ha pesato non poco sul risultato, visto che due reti su tre sono artefici di errori grossolani da parte del portiere milanese. La vetta è ancora tutta per il Diavolo, e le certezze aumentano, prestazione dopo prestazione.

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Celtic vs Milan 1-3 Ovunque solo per vincere

( ottobre 2020 )

 

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Non sarà la trasferta più affascinante della storia rossonera, non è il campo del Barcellona, Real Madrid, Bayer di Monaco o Londra, ma in terra di Scozia, qui contro il Celtic, non è mai vita facile. Storicamente i bianco verdi dell’isola, sono calciatori che fanno proprio il codice dell’aggressività e della corsa a tutto campo. Basta prendere sotto gamba leggermente la sfida e gli scozzesi ti azzannano le caviglie senza che tu riesca a riprendere il giusto ritmo partita. Il Milan non è solo reduce dalla brillante vittoria nel derby, ma non conosce sconfitta già da ben 20 scontri ufficiali, tra coppe europee e Campionato. L’approccio al match da parte dei ragazzi di Pioli è subito da squadra che vuole condurre i giochi. Il Milan fa girare la palla bene grazie ad un buonissimo livello tecnico in ogni reparto con la stella svedese davanti che trascina come al solito, ma anche ad una condizione atletica notevole. I padroni di casa, corrono e vogliono aggredire in ogni zona del campo ma i rossoneri sono abili a farli girare spesso a vuoto. Così che Krunic al quarto d’ora porta avanti i suoi grazie ad un bel colpo di testa in mezzo a due difensori che beffa il portiere. Ottimo il cross sulla destra da parte di Castillejo, che possiede un piede educato e rapidità. Ibra è un faro per tutta la squadra, ma sopratutto per i tre centrocampisti offensivi dietro di lui. Manca il turco per infortunio, ma Pioli, non snobba la competizione, mette quasi la medesima formazione che ha vinto contro i cugini, a parte Tonali dal primo minuto per far rifiatare Bennacer. Il giovane ex bresciano, dal talento indiscusso, dalla fede rossonera, si ispira a Gattuso, e non a caso. Ovviamente è ancora acerbo e non sa tenere a bada la foga, ma è un motorino perpetuo che accorcia e insegue ogni avversario senza risparmiarsi, un polmone che sa comunque ragionare e stare in campo secondo i dettami del suo mister, mantenendo sempre le linee ravvicinate. Questo infatti pare una della maggiori qualità del “Diavolo”, essere un muro contro tutti ed in ogni situazione. Non crea palle goal a valanga come Inter e Atalanta ad ogni match, ma allo stesso tempo per tutta la partita, riesce a mantenere alti i ritmi e a non concedere mai il fianco a rovesciamenti di fronte. La difesa sembra quasi una camera stagna e dove non arriva Romagnoli e compagni di reparto, c’è il portiere della Nazionale tra i pali. Ma non è questo il caso, perchè Donnarumma per tutta partita rimane pressoché inoperoso, neppure nella rete subita al quarto d’ora finale su corner, dato che non è colpa sua. Niente paura, il Milan era già sul doppio vantaggio per merito del bel goal siglato da Diaz che scarta insieme in area praticamente due uomini facendoli scontrare tra loro e in diagonale trafigge Barkas per il 2 a 0 con il quale si chiude il primo tempo. Il Celtic cerca il forcing finale dopo aver accorciato le distanze, ma il giovane attaccante norvegese sullo scadere della sfida sigla il definitivo 3 a 1. Tre punti importanti fuori casa contro una formazione che darà del filo da torcere alle altre due, per portare subito in discesa il girone e magari più avanti, una volta conseguito il passaggio ai sedicesimi, far rifiatare qualcuno. Oltre alla vittoria, ventunesimo risultato utile consecutivo, è l’approccio ad ogni match che meraviglia del Milan. Sornione, combattivo, pronto a darti la stoccata vincente quando non te l’aspetti, solido come una Montagna, ma fluido nel suo agire sul campo come l’acqua. Ora palla al Campionato ma il prossimo giovedì a San Siro ci sarà lo Sparta Praga.

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Inter vs Milan 1-2 Il Diavolo in paradiso dal derby

( ottobre 2020 )

 

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I bomber hanno fatto il loro mestiere, mentre Conte non ha saputo arginare la lacuna della sua squadra che sin ad oggi ha evidenziato sin troppo in modo evidente. Parte da capolista, anzi potenzialmente, già solitaria, dato che nel primissimo pomeriggio l’Atalanta capitolava pesantemente al San Paolo. Inter un po' limitata nelle scelte per via delle defezioni causa Coronavirus, mentre Milan che recupera Romagnoli e sopratutto il faro davanti, l’ex Ibrahimovic. Pronti via e l’imperfezione della quale parlavamo prima della “Beneamata” emerge in un quarto d’ora proprio per merito dello svedese. L’Inter cerca di fare la partita, senza riuscirci per via di una pressione alta e costante delle maglie rossonere. Due palle perse e due contropiedi, portano in un amen il Milan avanti di due reti. Prima è ingenuo Kolarov a farsi rubare il tempo dall’altrettanto esperta punta avversaria, commettendo l’inevitabile rigore. Siamo appena all’undicesimo minuto, ma ne trascorrono solamente altri cinque e due passaggi rapidi in contropiede mettendo Ibra nuovamente nelle condizioni di battere Handanovic, cosa che fa inesorabilmente per la sua doppietta personale. Il Milan gioca tranquillo, senza nervosismo, ma non perché è avanti nel risultato, ma perché affronta le partite, anche questo derby, senza pressioni particolari. Con il suo 4-2-3-1 è quadrato ma allo stesso tempo imprevedibile nella creazione di manovre offensive. Kessiè e Bennacer si dimostrano, assieme una diga difficilmente superabile, ma gli uomini di Conte hanno il merito di non abbattersi, anzi, moltiplicano le energie e la seconda parte della prima frazione è tutta a tinte nerazzurre. A quasi la mezz’ora arriva a scrivere il proprio nome sul tabellino dei marcatori l’altro centravanti tanto atteso, il belga nerazzurro, che coglie al volo il bel assist di Perisic. L’Inter è in continuo controllo partita ed il Milan inizia a vacillare sulla pressione interista, ma non crolla e non perde coesione. Si va al riposo con un derby scoppiettante ed ancora apertissimo. Il secondo tempo è subito tirato con l’Inter che non ci sta a lasciare scappare via in classifica i cugini, ed il Milan compatto a fare muro a metà campo e pronto a ripartire a per chiudere la sfida. In effetti è il canovaccio di tutta la ripresa. Un paio di contropiedi da brivido fanno invecchiare Handanovic, ma la mira è errata, allo stesso tempo l’Inter crea più volte i presupposti per pareggiare. Viene anche assegnato un rigore per fallo sul belga piuttosto evidente, ma la Var mette in luce un fuorigioco precedente nello sviluppo dell’azione. L’Inter l’ultimo quarto d’ora è totalmente a trazione anteriore con Eriksen e Sanchez a supportare la LuLa. Martinez che si è mosso molto, ma con poca lucidità. Così come i due esterni Hakimi e Perisic sono a propulsione offensiva, ma non hanno tra le loro corde i tempi di chiusura, quindi i tre centrali D’Ambrosio, Kolarov e De Vrij, si trovano costantemente nella pericolosa situazione dell’uno contro uno. Il Milan controlla e nonostante la pressione continua nerazzurra, Donnarumma non deve ergersi a paladino della squadra. Poche idee e troppa frenesia esecutiva non permettono all’Inter di giungere alla rete del pareggio che avrebbe anche meritato, ed il Diavolo con la sua pulizia di trama porta a casa i tre punti, forse inaspettati per alcuni, ma non demeritati. Coraggio, un pizzico di fortuna ed una capacità di sfruttare le proprie abilità, così come di sfruttare i punti deboli altrui gli permettono di fare il poker di vittorie. Poco importa che per la prima volta in questo campionato la porta venga violata, con un Ibra ritrovato si può vincere anche subendo reti. L’Inter, come contro la Lazio è sembrata poco ordinata, molto volenterosa, ma troppo scoperta. Sopratutto stanca e per un Conte che punta tanto sulla fisicità e la corsa, avere il fiato corto è rischioso. Certo alcune assenze negli ultimi giorni hanno pesato sulle scelte di formazione e la condizione di alcuni rientrati dalle nazionali come Sanchez, non hanno aiutato, ma non siano un alibi, perché la rosa rimaneva comunque competitiva e superiore tecnicamente a quella dei cugini. Piuttosto c’è da riflettere sugli 8 goal subiti in appena quattro match. Non c’è troppo tempo per rabbuiarsi o festeggiare a seconda della sponda del Naviglio, perché c’è già l’Europa a metà settimana.

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Milan vs Spezia 3-0 La regola del 3, reti, punti e vittorie

( ottobre 2020 )

 

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Alla ripresa della scorsa stagione il Milan totalizzò 30 punti, tutte vittorie e solo due pareggi. Fece 3 punti in più della DEA e 5 in più di Inter e Roma. Segnò ben 35 reti registrando quindi il miglior attacco distanziando sempre l’Inter ferma a 30 goal e con 12 reti subite al pari della Fiorentina era dietro unicamente alle 11 dei cugini. La differenza reti, per matematica era la migliore. Numeri da capogiro tra giugno e luglio. Molti si chiesero se in questa stagione si sarebbe ripetuto su questi eccellenti numeri. Tre partite di qualificazione europee superate, anche con difficoltà, con due vittorie ed un pareggio, risolto come sappiamo nella lunga lista di rigori. Tre sfide di Campionato e tre vittorie consecutive quindi nove punti con l’ultima contro lo Spezia con tre reti. Tre punti che la portano in vetta alla classifica con quella macchina da calcio in stile Bayer Monaco/Barcellona nella quale si è trasformata l’Atalanta. E’ pur vero che tra Bologna all’esordio, Crotone e Spezia, non ha sfidato potenze di fuoco, ma negli ultimi anni i rossoneri hanno perso punti proprio con le squadre “piccole” che tendenzialmente chiudendosi a riccio non gli permettevano di creare azioni da goal. Ora il Milan non solo ha filotto di punti, ma una buonissima costanza realizzativa e sopratutto, al pari dei partenopei sono le uniche formazioni ad aver mantenuto inviolata la propria porta. Senza tener conto che il Napoli non ha disputato l’incontro in trasferta contro la Juventus. In questo scorcio d’inizio stagione 2020/2021 il Milan è ancora migliorato. Con assenze pesanti il primo tempo è scivolato via senza che i ragazzi di Pioli riuscissero a costruire nulla di veramente pericoloso, anzi, in due ripartenze sono stati gli ospiti a mettere i brividi a Donnarumma e compagni. Certo la mancanza di Ibra e Rebic insieme si fa sentire ma non si può scordare neppure l’impegno tiratissimo avuto sino a sera inoltrata in Portogallo giovedì con rientro venerdì. Tempo di recuperare energie e allenamenti praticamente nullo. Pioli è stato costretto a far rifiatare, oltre agli indisponibili forzati, anche titolarissimi come Calhanoglu, Kessiè e Bennacer, mandando in campo dal 1’ minuto giovanissimi di buon livello ma che non hanno ancora i numeri per scardinare le difese avversarie. Il turco entrato nella ripresa si fa sentire, ammonizione a parte, con passaggi e visione di gioco. Da una sua punizione dopo 12 minuti sulla destra giunge infatti una bella palla a giro dove il gambone di Leao si allunga a spingerla alle spalle di un incolpevole Rafael. E’ un altro Milan e lo Spezia praticamente non si fa più vedere dalle parti di Gigio, specie quando Hernandez compie uno dei suoi numeri preferiti. Taglio impreciso e lento della mediana spezzina, ed il laterale sinistro del “Diavolo” come un rapace a centrocampo ruba tempo e palla, si invola come un falco verso l’area avversaria e prima di essere chiuso fa partire un teso diagonale preciso per il 2 a 0. Partita chiusa al 76’ ed ancora di più 120 secondi dopo quando su assist di testa di Kessiè, Leao deve solo spingere in porta la sfera per il 3 a 0. Risultato che chiuderà il match anche se Hernandez, su uno splendido contropiede rugbystico va vicino alla doppietta personale. Capolista inaspettata o calendario favorevole? Per ora il Milan ha fatto il suo e di più per qualità e voglia di vincere sempre nonostante impegni ravvicinati e numerosi, oltre alle assenze pesanti. Pausa nazionale e poi sarà derby, che potrà dire molto già alla quarta giornata delle ambizioni di Milanello. Vittoria significherebbe spedire già subito i cugini a ben cinque lunghezze di distanza, ma quel che più conta sarà la prestazione contro una corazzata come l’Inter per scacciare i dubbi sulle attuali vittorie contro squadre non di rango.

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Rio Ave vs Milan 2-2 – 10-11r. Il coraggio di rigore

( settembre 2020 )

 

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Dalla ripresa del “secondo” Campionato della scorsa stagione ad oggi, il Milan di Pioli, non ha visto mai la falce della sconfitta e raramente, un paio di volte la foschia del pareggio. La partita probabilmente più importante, perchè è quella che decreterà il dentro o fuori dall’Europa League, è la più brutta sfida disputata dai suoi ragazzi ma tra la volontà di non perdere e la buona sorte il Milan ha superato il turno. Il glorioso “Diavolo”, il secondo club più titolato al Mondo a livello internazionale, dopo sua maestà Real Madrid, torna finalmente a disputare competizioni continentali. Non sarà la Champions ancora, ma da un gradino alla volta si risale al piano che conta, costruendo senza troppa fretta le fondamenta per rimanere competitivi ad alto livelli a lungo. La partita non è facile sin dall’inizio. Non tanto per la caratura dell’avversario che è giunto quinto nel Campionato portoghese, di per sé molto meno competitivo rispetto ai big tra Germania, Inghilterra, Italia, Francia, Spagna e Olanda. Gioco forza i rossoneri sono privi della propria stella svedese, di Rebic e Romagnoli. Nel proprio 4 – 2 – 3 – 1 la punta di riferimento avanzata è il giovanissimo ed erede della famiglia Maldini che purtroppo dimostra, come normale che sia, quanto debba crescere ancora. Ibrahimovic, nonostante la sua età, sarebbe un punto di riferimento in qualunque squadra di vertice mondiale, per doti tecniche, fisiche e soprattutto carismatiche. Proprio sotto questo punto di vista è mancata la formazione milanese. I portoghesi fanno girare la palla velocemente ma non hanno concretezza ed il Milan a parte qualche girata da fuori del suo numero 10 non crea nulla. Il primo tempo scivola via come se quasi non fosse stato giocato. Il secondo diviene più movimentato dato che il Milan quasi casualmente si trova in vantaggio da azione da calcio d’angolo al quinto. La difesa spazza al limite dell’area e Saelemaekers ha tutto il tempo di stoppare e di collo pieno trafiggere Kieszek. Il Rio prende campo ma Donnarumma non si sporca mai i guantoni, neppure purtroppo quando non vede partire il missile al 72’ minuto di Geraldes che trova il pareggio. Prima del 90’ entrambe le squadre hanno un’opportunità di non giungere ai supplementari, ma la mira non è delle migliori. Pronti via e praticamente alla prima azione il Milan è sotto per una deviazione fortunosa di Dala che con un rimpallo non voluto su Kessiè si trova dinanzi a Gigio che rimane di sasso quando osserva il diagonale sul palo opposto insaccarsi in rete. In questo momento Pioli è fuori come già gli è capitato con Palermo e Lazio ai preliminari. Un paio di limpide occasioni vengono create ma non realizzate dai rossoneri. Quando le speranze sono oramai svanite sull’ultimo campanile in area portoghese, la Dea “Fortuna” fa saltare a vuoto lo spilungone centrale del Rio che volontariamente d’istinto devia la palla di mano. Rigore ineccepibile che con freddezza Calhanoglu realizza. 2 a 2 ai tempi supplementari e via libera alla lotteria dei rigori che saranno ben 24 con l’ultimo decisivo del turco e la parata finale di Donnarumma. Milan ai gironi di Europa League. E’ vero che mancavano due calibri da novanta, ma se appena la brillantezza e la lucidità vengono meno, la rosa mostra i suoi limiti nei cambi non all’altezza. Gli impegni saranno ora tanti e ravvicinati e il turnover sarà obbligatorio anche per il “Diavolo”. Questo potrebbe essere il suo tallone d’Achille se la buona sorte guarderà altre volte dall’altra parte.

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Crotone vs Milan 0-2 Solida anche senza Ibra

( settembre 2020 )

 

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Una trasferta in Serie A, anche con una “piccola” non è mai una partita semplice. Spesso basta un approccio troppo rilassato per rischiare di compromettere irrimediabilmente il match. Questa probabilmente è una delle caratteristiche più salienti dell’attuale Milan. A prescindere da chi sfida o dove gioca, i ragazzi di Pioli entrano in campo con le idee chiare e la volontà di dare battaglia per tutti i novanta minuti. Sin dalle battute iniziali i padroni di casa sono costretti a subire la pressione milanese ed il suo palleggio. Saelemaekers e Calabria sono quelli che sulla fascia si muovono maggiormente senza palla, aprendo le maglie difensive crotonesi e dando modo agli attacchi rossoneri di farsi sempre più pericolosi. Calhanoglu con il vizio del goal da fuori area scalda i guantoni di Cordaz. Su calcio d’angolo Kjaer schiaccia la palla a terra che rimbalzando si impenna e si stampa sulla traversa a portiere battuto. E’ un continuo pressing, non veloce o rabbioso, ma pulito ed ordinato quello del Milan, ma non riesce a sfondare, anche perché il Crotone quando difende lo fa con tutti i suoi effettivi e gli spazi sono ridotti al minimo. Alla prima sbavatura, però, i padroni di casa pagano dazio. Filtrante per Rebic che con una magia di tacco si libera del suo marcatore che lascia la gamba tesa sgambettandolo in area. Rigore ineccepibile che Kessiè con la sua freddezza abituale trasforma spiazzando Cordaz. Una mazzata per i ragazzi di di Stroppa che vanno proprio nei minuti di recupero della prima frazione in svantaggio. Infatti al quinto minuto della ripresa capitolano ancora. Una bella girata in area di Diaz porta il Milan sul 2 a 0, chiudendo praticamente le ostilità. E’ un bene per gli ospiti essere riusciti ad andare sopra con il doppio vantaggio, perché gli impegni ravvicinati, come il preliminare di Europa League giocato appena giovedì sera si fanno sentire sulle gambe. Senza contare gli indisponibili ai quali si aggiunge nella partita stessa anche Rebic che al 57’ deve lasciare il campo per una brutta botta al braccio. Il Milan abbassa il ritmo e inizia ad uscire il Crotone, ma tranne qualche cross in area su Donnarumma, veri pericoli non li corre la retroguardia rossonera. Anche nei momenti di difficoltà i meneghini del Diavolo sanno come gestire la situazione. Sa lottare ma riesce anche a far sparire la palla quando serve. I cambi di giovani come Leao o Colombo non saranno dal nome altisonante, almeno ad oggi, ma sono di qualità e imprimono nuovo vigore ed energia immediata nel motore della squadra. Lo stesso Leao in contropiede sullo scadere va vicinissimo al goal con una bella serpentina personale. Anche oggi si è visto un bel Milan solido, ben equilibrato in campo che sa avvolgere l’avversario in una ragnatela costante di passaggi non fini a se stessi, ma con il preciso scopo di giungere a disfare il suo impianto difensivo creando i presupposti per l’azione da goal. In trasferta non si è sentita minimamente l’assenza del suo campione svedese ed è un merito ad un gruppo di qualità che sa giocare di squadra piuttosto che basarsi esclusivamente sulle capacità talentuose dei singoli. Prossima partita già giovedì nell’ultimo turno preliminare di Europa League e poi a San Siro ad ospitare lo Spezia per riuscire a fare filotto e rimanere, forse, alla terza giornata l’unica formazione a punteggio pieno.

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Milan vs Bodoe Glimnt 3-2. Partita vera da Champions.

( settembre 2020 )

 

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Potrà far sorridere vedere una blasonata pluri vittoriosa formazione in ambito europeo, vedersela con una sconosciuta norvegese, eppure merito alla big di essersi guadagnato il pass per il terzo turno preliminare di Europa League. Il Bodoe giunto alla sua ventunesima partita ufficiale è non solo rodato ma anche imbattibile, dato che nelle ultime venti partite ha vinto ben diciotto incontri e pareggiati solamente due. A San Siro si disputa una sfida europea che non pare certo di una fase preliminare della Coppa meno prestigiosa. Per qualità di giocate, per intensità e spettacolo, sembra più una sfida di post gironi di Champions. Parte con sicurezza il Milan, ma il Bodoe è sceso alla “Scala del Calcio” non per fare la comparsa, bensì per andare avanti nel suo sogno continentale. Mette paura ai padroni di casa sia all’inizio che verso la fine del match. E’ veloce e sicura la compagine nordica e dopo aver suonato il campanello dalle parti di Donnarumma, al quarto d’ora passa con una bella azione ficcante sulla sinistra offensiva. Kessié è superato in corsa, cross radente e Junker di prima anticipa il suo marcatore da bomber puro superando Gigio. Il Milan non si scompone di una virgola nonostante la mancanza del suo leader svedese causa “Covid” ma anche di Rebic e del suo capitano centrale di difesa Romagnoli. A questo Milan i giocatori di qualità e ritrovati mentalmente, grazie alla cura Pioli, non mancano. Il primo fra tutti è il suo tre quartista che sa mettere palle illuminanti per i compagni, ma anche sa cosa vuol dire segnare. Un minuto appena, infatti, trascorre di svantaggio, che dal limite Calhanoglu si libera in dribbling e fa partire un bolide che si insacca in rete. E’ un Milan straripante che aumenta i giri delle giocate e giunge sempre più pericolosamente dalle parti del portiere norvegese. Sino a quando dalla sinistra giunge un bel cross in area teso raso terra che il turco smista deliziosamente per il giovanissimo Colombo che libero porta in vantaggio i suoi. Risultato ribaltato con un 2 a 1, più che meritato che al quinto della ripresa viene incrementato grazie alla doppietta personale del fantasista rossonero. Schema collaudato in allenamento da calcio d’angolo dalla destra offensiva. Palla dalla bandierina non in area ma arretrata verso la cunetta dell’area dove è appostato un furbo e solo apparentemente distaccato Calhanoglu che prende la mira come un cecchino e di prima trova il binario perfetto per un tiro secco all’angolino sulla sinistra del portiere. Il Bodoe non sta a guardare e gioca il tutto per tutto. Alza il ritmo e la benzina del Milan inizia a calare. Al 55’ Donnarumma deve capitolare su di un missile dalla distanza di Petter Houge che lo supera gonfiando la rete. Una sola rete di vantaggio, ma i padroni di casa non fanno barricate, se la giocano cercando più di chiuderla nuovamente con il 4 a 2, piuttosto che difendersi. E’ solo per merito del portiere ed i difensori del Bodoe che il Milan non riesce a segnare, ma allo stesso tempo verso gli ultimi dieci minuti compreso il recupero è Donnarumma che si supera con un miracolo e mezzo. Termina una bellissima partita con l’ennesima vittoria del Diavolo, probabilmente la più sudata dal post lockdown, che inaspettatamente dovrà vedersela nell’ultimo turno non con il Besiktas, ma con il Rio Ave che si è imposto ai rigori.

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Milan vs Bologna 2-0. Come prima, più di prima, vittoria e gioco.

( settembre 2020 )

 

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Il triste evento della Pandemia, nel periodo del lockdown ha ricompattato e rigenerato un gruppo che rischiava il tracollo, rendendolo vincente, anzi il più vincente del Continente. Se la domanda era, “quel Milan era un abbaglio dovuto al particolare momento?”, la risposta è decisamente no. In casa a San Siro, dinanzi ad un migliaio di tifosi, poca cosa, ma sempre mille in più rispetto agli ultimi sei mesi, i rossoneri non solo hanno dato dimostrazione di una prova convincente, ma soprattutto di non avere mai staccato la spina, mantenendo inalterata la voglia di vincere contro chiunque dando sfogo sul campo ad uno spirito di squadra e agonistico trascinante. Due a zero è il risultato finale, un goal per tempo come da prassi per una formazione solida ed ambiziosa. Il suo trascinatore sin dall’inizio del match è, neppure a dirlo, il suo uomo partita, lo svedesone. Ibrahimovich fa doppietta, il secondo su rigore, ma ha tra i piedi diverse volte la possibilità di fare tripletta, specie quando su di un bellissimo contropiede dribbla anche Skorupski, ma sbilanciato ed in velocità, manda alto. Non tragga in inganno il tabellino però. Innanzitutto i meneghini, rispetto a quanto accaduto alla Juventus, hanno affrontato una squadra tonica, scesa in campo bene e non da sparring partner. Il Bologna ha provato a dare fastidio alla formazione di casa, ma troppa gamba e troppa testa nei milanisti per fare veramente male e portare a casa la partita. Sulle fasce Hernandez, Castillejo, Calabria ed in seguito anche Saelemaekers imperversano con la loro velocità e tecnica. Kessiè e Bennacer sono due medianacci centrali che aiutano non poco la copertura dei quattro difensori. Quando gli emiliani provano ad alzare il ritmo e a mettere pressione al Milan, ci pensa il portiere della Nazionale. Splendida la sua parata nel secondo tempo, e fortunato sul palo a tre minuti dal termine. Il Bologna ha tirato perchè il Milan gioca e fa giocare, ma rimane comunque sempre nel controllo partita. Quando non tiene palla il gruppo di Pioli sa pressare bene e sfrutta i maggiori spazi regalati dall’avversario che avanza. Le idee di manovra sono chiare e soprattutto con una esecuzione rapidissima, cosa che mette in grossa difficoltà ogni sfidante. Il primo tempo si chiude con il vantaggio su misura grazie ad una incornata imperiosa di Ibrahimovic che sfrutta appieno uno splendido cross a giro dalla destra di Hernandez. Dietro allo svedese sono molteplici gli uomini che possono creare azioni pericolose o come suggeritori proprio per l’ariete di trentotto anni. La pratica partita è chiusa dopo cinque minuti del secondo tempo grazie alla Var che fa luce sul fallo subito da Bennacer al limite dell’area. Rigore e Ibra è glaciale dagli undici metri. Il Milan sicuro del doppio vantaggio gestisce divertendosi. Gioca con raziocinio, ma l’elemento più determinante è che non vuole accontentarsi, continua a muoversi per segnare e poco importa che lasci spazi anche ai bolognesi, è sicuro che una rete la può mettere un segno anche se la dovesse subire. Nessuna monotonia per lo spettacolo e soprattutto per i tifosi rossoneri. Tre punti resi facili dalla prestazione decisa, solida e brillante e le prossime due sfide a Crotone e nuovamente in casa contro lo Spezia, possono portare il Milan alla quarta giornata, alla vigilia del derby, con nove punti su nove e magari qualcuno di vantaggio proprio sui cugini. E’ solo l’inizio ovviamente, ma Tra Juventus e Inter chi lo sa che non ci possa essere qualcuno di ben attrezzato ad approfittarne?

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Milan-Shamrock: 2-0. Buona la prima europea, gambe e più testa.

( settembre 2020 )

 

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A vederla da fuori pari una sfida di allenamento estivo. Il Milan dalle sette Coppe Campioni sfida lo Shamrock Rovers che milita nella Prima Divisione del Campionato Irlandese e nonostante sia da nove anni che non vince il titolo, attualmente è in testa alla classifica ed è il più titolato club della Nazione, oltre ad essere quella che ha anche più esperienza continentale. Partita scontata sulla carta, ma il Milan ha terminato da un mese la stagione e ha meno di venti giorni di preparazione nelle gambe senza avere anche avuto la possibilità di smaltire le fatiche precedenti ne dal punto di vista fisico che mentale. Mentre la formazione di Dublino sta affrontando il proprio Campionato ed è in pieno clima partita con i muscoli che girano a pieno regime. Sin da subito è chiara la partita. Il maggior tasso tecnico degli uomini di Pioli permette alla formazione meneghina di far girare bene la palla, tenendo alto il baricentro e mettendo pressione costante nella metà campo avversaria. Allo stesso tempo lo Shamrock, che annovera comunque qualche prospetto interessante, ci mette molta intensità e voglia per rubare palla non disdegnando le ripartenze. In breve i biancoverdi non sono scesi in campo per compiere la vittima sacrificale. Non a caso la prima vera occasione da goal arriva proprio per i padroni di casa. Da un lancio lungo sulla destra difensiva rossonera, l’attaccante irlandese, piuttosto defilato fa partire un bel diagonale ad incrociare che mette in mostra i riflessi ed il senso della posizione di Donnarumma che respinge bene. Fortuna vuole che in area non vi siano che giocatori italiani dato che nessun altro attaccante ha avuto modo di seguire il rovesciamento offensivo. Ha la meglio comunque la qualità milanista, oltre alla sua solidità tattica e mentale. Il brivido appena passato non ha intaccato minimamente l’idea di calcio rossonera. I tre trequartisti si muovono molto e bene tra le linee, sicuri di avere nel faro davanti una certezza. Proprio il turco, da buon numero 10, sulla sinistra al limite dell’area trova il filtrante giusto per Ibrahimovic che in area trafigge sul proprio palo un’incolpevole Mannus. Non è partita facile e lo Shamrock alza il ritmo facendo perdere virtualmente l’iniziativa agli ospiti che comunque controllano bene grazie anche ad un sicuro Gigio tra i pali che quando viene chiamato in causa risponde sempre presente. Si va negli spogliatoi con il Milan in vantaggio, ma con la consapevolezza che le batterie rossonere inizieranno a perdere autonomia, mentre quelle irlandesi continueranno a pieno regime. Questo è l’ostacolo più impegnativo per gli undici di Pioli. Nella seconda frazione, il giro palla è molto buono e non è un caso che saremo abbondantemente sopra quota 60% di possesso, arma che permette al Milan di far girare a vuoto la corsa biancoverde, che non demorde creando comunque più di un fastidio alla retroguardia priva anche del suo capitano Romagnoli. L’esterno sinistro Saelemaekers è tra i più brillanti e poco importa che da lui giungeranno anche dei lisci, perché è sempre presente negli inserimenti. Il Shamrock inizia al quarto d’ora della ripresa ad accusare la stanchezza di una corsa infruttifera ed Ibra cerca di sponda di restituire al turco il regalo della rete ma al 53’ la sua rovesciata scheggia il legno. Sarà proprio Saelemaekers a fare da suggeritore per Calhanoglu che al limite dell’area di esterno fa partire a metà altezza un tiro che gira a sfiorare il palo per una palla imprendibile per Mannus. Partita quindi al 67’ chiusa e gestione delle forze senza preoccupazioni con l’esordio a 6’ dal termine del nuovo gioiello Tonali al posto di Bennacer nella mediana. Ora testa al Bologna in Campionato e giovedì prossimo per il terzo ed ultimo turno di qualificazione in Europa League contro i norvegesi del Bodo-Glimt.

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Milan vs Cagliari: 3-0. Nessuno come il Milan in Europa

( luglio 2020 )

 

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Con questa vittoria, il Milan, nella speciale classifica post Covid-19, si registrano nessuna sconfitta su dodici match disputati, ben nove vittorie e tre pareggi, due dei quali con le due squadre più in forma come Napoli e Atalanta, senza dimenticare che ha strapazzato le due romane oltre alla Juventus. Praticamente gli è mancato solo il Derby e avrebbe incontrato tutte le formazioni che le erano davanti. Il Cagliari forte del successo di pochi giorni fa sui Campioni d’Italia e tranquilli per la salvezza raggiunta già da tempo vuole fare bella figura, ma dinanzi ha un Milan che se anche non ha più lo stimolo di raggiungere la Roma al quinto posto, non solo è in grande forma fisica e mentale, ma ha tanta fame di vincere. Sin dalle battute iniziali è un monologo rossonero. Praticamente Donnarumma lo si vedrà unicamente allo scadere dei novanta minuti con una bella parata. Sarà 3 a 0 ma il risultato poteva essere anche più rotondo. Al decimo minuto padroni di casa già in vantaggio, forse con un pizzico di fortuna per l’autogoal di rimbalzo sullo stinco di Klavan, ma è l’azione ad essere premiata. Scambio veloce in area con Ibra che copre sulla sinistra l’avanzata di Leao che tira un preciso diagonale che prende il palo e carambola sul difensore sardo. Una fortuna comunque cercata con continuo pressing e lotta su ogni pallone vagante. Il Milan potrebbe terminare la prima frazione con un risultato ben più ampio. Ibrahimovic sulla sinistra spreca un bel cross dalla destra da parte di Castillejo, ma è anche bravo il portiere cagliaritano. Cragno si supera però prima della mezz’ora. Su di un colpo di testa dello svedese rossonero la palla rimbalza sul braccio largo del suo marcatore ( regola comunque da rivedere visto che è innaturale saltare con le braccia strette sui fianchi ) e l’arbitro concede il penalty. Ibra tira bene sulla destra, abbastanza angolato e piuttosto forte, ma Cragno è bravissimo a mettersi la tuta di Donnarumma è bloccare la sfera tenendo ancora in partita i suoi. Spettacolare anche la traversa di Leao che al volo in mezza rovesciata in area disegna una traiettoria al pallone, degna di essere in un film, che si stampa in pieno sulla traversa a portiere battuto. Inizia la ripresa ed il Milan prima del quarto d’ora chiude la pratica in modo definitivo. Al 55’ minuto Hernandez parte dalla sua fascia come un treno direttissimo, inarrestabile, e suggerisce sulla destra per lo svedese. Ibra stoppa al limite e guarda la porta che trema sul suo bolide in diagonale quasi sotto l’angolino con Cragno che può solo osservare i pali che tremano per la paura. In questo goal c’è tutta la determinazione del leader in campo di questa bella macchina da calcio plasmata dall’altro condottiere che è in panchina. Trascorrono appena due minuti e Ibra ruba palla sulla tre quarti smista a destra per Bonaventura che senza guardare regala un bellissimo assist per Castillejo che sta giungendo centralmente dalle retrovie. Con una veronica con palla a seguire si libera del suo marcatore e con un preciso tiro a incrociare nell’area piccola spiazza il portiere per il risultato finale. Ancora un bellissimo Milan che i tifosi sperano solamente di poter vedere pari pari nella prossima e non lontana stagione.

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