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Juve  Inter   Milan       e le altre 17 stelle                 

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Risultati GIORNATA Serie A 

                     

18/01/2026 giornata 21 Goal Goal
Bologna Fiorentina 1 2
Cagliari Juve 1 0
Cremonese Verona 0 0
Lazio Como 0 3
Milan Lecce 1 0
Napoli Sassuolo 1 0
Parma Genoa 0 0
Pisa Atalanta 1 1
Torino Roma 0 2
Udinese Inter 0 1

    

   

       

            

Classifica PUNTI

                


Squadra Punti
1 Inter 49
2 Milan 46
3 Napoli 43
4 Roma 42
5 Juve 39
6 Como 37
7 Atalanta 32
8 Bologna 30
9 Lazio 28
10 Udinese 26
11 Sassuolo 23
12 Torino 23
13 Parma 23
15 Cremonese 23
14 Cagliari 22
16 Genoa 20
17 Lecce 17
18 Fiorentina 17
19 Pisa 14
20 Verona 14

        

     

       

 

        

Risultati GIORNATA COPPA

                 

7'Giornata   

           

20-gen Inter Arsenal 0 0
21-gen Juve Benfica 0 0
20-gen Copenhagen Napoli 0 0
21-gen Atalanta At.Bilbao 0 0
22-gen Roma Stuttgart 0 0
22-gen Bologna Celtic 0 0

  

    

 

COPPA ITALIA

 

Ottavi . .

03/12/2025 Atalanta Genoa 4 0
04/12/2025 Bologna Parma 2 1
27/01/2026 Fiorentina Como 0 0
03/12/2025 Inter Venezia 5 1
02/12/2025 Juve Udinese 2 0
04/12/2025 Lazio Milan 0 0
03/12/2025 Napoli Cagliari 10r 9r
13/01/2026 Roma Torino 2 3

  

Milan

A: Milan-Salernitana 3-3. Pari dei saluti e degli abbracci del Meazza

( maggio 2024 )


Sono quelle partite strane dove con le Nazionali alle porte e nessun obiettivo da poter conquistare o difendere, sono difficili da preparare e anche da commentare. Lo sport, calcio ovviamente compreso, è alimentato dal carburante delle motivazioni. Qui non ci sono i punti in ballo per il Milan, matematicamente secondo e neppure per l’ultima e già ampiamente retrocessa Salernitana. Con la tifoseria più calda e appassionata del “Diavolo” ancora in sciopero, la gara si concentra sui saluti di due protagonisti assoluti dell’ultimo Scudetto rossonero, ovvero il bravissimo centravanti francese e il mister in panchina. Senza dimenticare il difensore centrale venuto dal nord Kjaer che parte dalle retrovie. Un Milan che sarà mezzo rivoluzionato cambierà molti uomini, dal manico sino ai calciatori in ogni reparto. I meneghini nel loro consueto abito 4-2-3-1 partono vogliosi di far bella figura e lo scopo principale di tutti è quello di mandare in rete proprio numero 9. Nei primi 10’ minuti i padroni di casa spinti da un Leao in grande spolvero vanno vicinissimi alla rete almeno tre volte, ma tra sfortuna e i riflessi tra i pali di Fiorillo, il punteggio rimane inchiodato sullo 0 a 0. Sino a quando da un traversone lungo dalla destra pare palla facile tra le braccia del portiere campano. Ed invece sulla pressione dell’esterno portoghese, la paperina è proprio dietro l’angolo, con la sfera che cade a terra, quindi persa, dalla presa dei guantoni di Fiorillo e Leao non può fare altro che ringraziare e appoggiare in rete a porta vuota. Il più facile delle sue reti milaniste. 5’ minuti e da calcio d’angolo eccolo il cioccolatino che tutto lo stadio rossonero attendeva. E che dolcetto scartato! Per la sua ultima perla in maglia milanista, Giroud dimostra tutta la sua classe ed intelligenza, anticipando il suo stretto marcatore ed in scivolata quasi in mezza rovesciata sigla il 2 a 0. Theo Hernandez è dall’inizio della gara che prova e riprova a sfondare per entrare anche lui nel tabellino dei marcatori e Leao lo accontenta fuggendo a sinistra e appoggiando arretrato in centro area a suo modo. A rimorchio l’esterno francese di piatto trova l’angolo giusto, ma la Var annulla per un fuorigioco millimetrico in avvio d’azione di Leao. La sfida continua quindi blanda con qualche occasione specie per il Milan e nella ripresa un lampo di testa di Simy la riapre al minuto 64’. La sfida si vivacizza ma sempre di testa a meno di un quarto d’ora dal novantesimo ci pensa capitan Calabria a spizzarla forte e imprendibile per Fiorillo. Pioli cambia per omaggiare chi saluta come il portiere Mirante e lo stesso Giroud e Kjaer. Anche Leao per Adli per dare più possesso palla in precedenza. Il Milan si svuota sul 3 a 1 e paga pegno per due lampi dei granata che prima accorciano e poi la pareggiano facile grazie ad una retroguardia milanese già in vacanza al mare. Poco importa che termini 3 a 3. Il Meazza ringrazia e pieno di commozione saluta i suoi eroi che non potrà dimenticare. Lo stesso Pioli, sovente criticato per alcuni errori, è l’ultimo ad essere abbracciato da tutti. Con vera riconoscenza ed affetto. Il match senza dubbio è passato in secondo piano e la festa con lacrime e sorrisi continua, con la speranza di milioni di cuori rossoneri, che la prossima stagione possa essere più ricca di soddisfazioni e dichiarate ambizioni.

 

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A: Torino-Milan 3-1. Milan in vacanza e incornato dal Toro determinato

( maggio 2024 )


Situazione non facile per Pioli, che deve tenere insieme un gruppo che non ha più traguardi da raggiungere, se non giocare per l’orgoglio e l’onore, e mantenere un minimo di credibilità dinanzi ai propri calciatori, che sanno che la loro guida sarà un’altra con ogni probabilità l’anno venturo. Spazio anche a chi ha giocato meno, come Terracciano a destra in difesa, Musah o Okafor e Jovic davanti. Quindi niente Maignan, Hernandez, Leao, Giroud e Calabria. Ma a dispetto dei nomi che scendono sul rettangolo di gioco, come spesso abbiamo sostenuto, le motivazioni, la grinta e la fame che hai e che ci metti in campo fanno la vera differenza. Per questo nonostante la presenza in mediana di Bennacer e Reijnders, non due ultimi arrivati come centrocampisti, i duelli e i rimpalli sono sovente vinti dai granata. Infatti il Torino, complice l’anticipo in Toscana che ha visto Fiorentina e Napoli, pareggiare tra loro, con i tre punti scavalcherebbe proprio i Campioni d’Italia in carica e si metterebbe in scia ad una sola lunghezza dai Viola. Gioco forza che spinti da un Zapata guerriero davanti e un Buongiorno pulito, concentrato e leader dietro, i padroni di casa aggrediscano il match con forza ma anche equilibrio. Due occasioni a testa prima del 26’ minuto che non inquadrano lo specchio, ma proprio a quel minuto, su di un cross esterno di Rodriguez, Zapata a centro area incorna bene seppur marcato superando Sportiello. Il Milan non ha spirito di reazione e una bella ripartenza a centrocampo dopo che Bennacer perde un contrasto, vede l’apertura a destra verso Bellanova che non lesina energie nella spinta in fascia. Da lui parte un bel cross nell’area piccola con Tomori e Thiaw che si accentrano insieme nella marcatura di un’attaccante granata, lasciando in tal modo Ilic libero di colpire di testa per il raddoppio al 39’ minuto. Tornati in campo nel secondo tempo, il Milan non ha neppure il tempo di abbozzare la reazione che prima del trascorrere del primo minuto, dinanzi alla propria area ancora un duello vinto di voglia dai piemontesi, porta Rodriguez dal limite avvicinarsi e calciare di potenza senza pressione e trovare quasi il fil di palo con uno Sportiello incredulo. La gara è virtualmente chiusa, ma i padroni di casa commettono l’errore di abbassare troppo il baricentro. Logica conseguenza che non aggredendo più l’avversario, il Milan abbia ora il controllo del pallone e del campo. Pulisic, sin’ora l’unico dei rossoneri a provarci, entra in area a sinistra e viene abbracciato platealmente con l’inevitabile rigore. Dal dischetto Bennacer spiazza Milinkovic-Savic. Manca ancora più di mezz’ora e l’ingresso di Leao accende un po’ la sfida con il portoghese che su di un’azione personale chiama in causa il portiere granata. Il Torino si compatta e rischia poco niente sino al fischio finale. Un Milan senza energie e obiettivi perde contro un Torino al contrario voglioso di raggiungere l’Europa. Un Milan che secondo matematicamente in classifica saluterà al Meazza i propri tifosi, conscio che l’anno prossimo ci sarà una rifondazione totale, a partire dalla guida tecnica, sino a diversi calciatori anche importanti e determinanti nello Scudetto di due anni fa.

 

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A: Milan-Cagliari 5-1. Il Diavolo libero, dà spettacolo a San Siro

( maggio 2024 )


Ancora una volta il popolo rossonero, quello più caldo e vicino accoglie i suoi beniamini in uno stato di silenzioso sciopero. Una squadra, ma soprattutto una società criticata dalla tifoseria che non accetta i troppi silenzi e certe idee non troppo chiare, specie sul futuro allenatore. Così Pioli preferisce optare per gente più fresca, lasciando i campioni più sotto bersaglio come Tomori, Theo Hernandez e Leao in panchina, non mutando forma. Nel suo 4-2-3-1, Sportiello, probabilmente da qui sino al termine del Campionato in porta al posto di Maignan. Gabbia e Thiaw centrali, con Kalulu e Florenzi terzini. Reijnders e Bennacer mediani di blocco e costruzione. Dietro alla punta Giroud tre fantasisti come Pulisic, Musah e Chukwueze. In un’atmosfera un po’ di tensione, non spinto come nei tempi migliori dal proprio pubblico, i meneghini faticano a muoversi con cattiveria e rapidità. Anche perché il Cagliari è disegnato da Ranieri in un compatto 5-3-2 che non lascia molti spazi ed è giunto qui al Meazza per strappare punti pesanti per la propria salvezza. Un po’ come è riuscito a fare sempre a San Siro contro i neo Campioni d’Italia. Ci vuole a 10’ minuti dall’intervallo una conclusione di Bennacer, dopo azione insistita in area sarda, per portare avanti i padroni di casa. Un po’ di tensioni così vengono lasciate negli spogliatoi e Pioli dal fischio iniziale della ripresa inserisce da subito Tomori, Okafor e Leao. Scelta migliore l’allenatore non poteva fare. Pian piano i meneghini prendono il sopravvento di campo e pallone e così prima da cross dalla destra Leao in corsa arriva sotto porta ma è sfortunato dato che il suo tocco di prima in velocità sbatte contro la traversa. Ma con il Cagliari ora più aperto alla ricerca del pareggio, lascia spazi dove il portoghese con la sua forza e velocità è inarrestabile. Neppure un quarto d’ora del secondo tempo che Leao parte palla al piede centralmente e resiste alla carica dei difensori e giunto sulla trequarti scarica benissimo l’assist centrale che mette Pulisic dinanzi a Scuffet che trafigge inesorabilmente. Trascorrono però solamente 4’ minuti quando la difesa milanista su un cross a rientrare dalla destra del Cagliari, è completamente immobile e non si avvede dell’inserimento in area di Nandez che tocca di prima davanti a Sportiello superandolo. Sfida riaperta, ma al 74’ una staffilata spettacolare e imprendibile di Reijnders rimette la doppia distanza tra Milan e Cagliari. I sardi non ci stanno e si sbilanciano andando anche vicinissimi al secondo goal, ma come prima i rivali, si fermano sulla traversa. Con gli ospiti sbilanciati, davanti a Scuffet ci sono le praterie e al minuto 83’ Leao viene lanciato dalla propria metà campo dritto per dritto verso il portiere avversario, che supera in dribbling e accompagna la sfera in porta per il 4 a 1. Match chiuso, ma arrotondato nel risultato finale dall’esterno statunitense 3’ minuti dopo dal un suo diagonale secco. Manita del “Diavolo” per blindare il secondo posto e riprendersi gli applausi dal proprio popolo. Libero dalle catene il Milan si è sciolto è ha dato spettacolo, contro un Cagliari che si è dimostrato comunque ostico al di là del pesante risultato finale.

 

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A: Milan-Genoa 3-3. Pareggio tra i fischi e saluti

( maggio 2024 )


Con tutti i traguardi sfumati ed una società sin troppo silenziosa in questa Stagione, la tifoseria calda del Milan ha accolto i suoi beniamini in stato di sciopero. E i ragazzi di Pioli sembra che dal fischio d’inizio abbiano accusato il colpo. Il 4-2-3-1 con assenze come Calabria, Maignan e Loftus-Cheek, parte lento e distratto contro un avversario che salvo matematicamente e in una situazione di libertà mentale gioca subito libero e voglioso di far bella figura. Così è Tomori che la fa grossa dopo neppure 5’ minuti di gioco. Un entrata in ritardo ed inutile in area provoca il rigore che porta avanti i liguri. Rossoblu che per i primi 20’ minuti mettono pressione ad un Milan lento, prevedibile e demotivato. Giroud chiama a raccolta i suoi e Pulisic risponde, da trequartista dietro proprio all’attaccante francese, colpendo con un bel tiro a giro il palo. Leao inizia ad accendersi sulla sinistra e si aprono spazi. Martinez deve chiudere la propria porta un paio di volte, ma quando giunge il minuto di recupero della prima frazione sul cross dalla sinistra, Florenzi è bravo nell’inserimento centrale e di testa pareggia. 1 a 1 all’intervallo e risultato anche giusto con un Genoa partito decisamente meglio e dopo un po’, lo schiaffo preso sveglia i meneghini che iniziano a giocare e a creare. Cosa che si ripete in modo uguale nella ripresa. Ospiti che approcciano decisamente meglio e dopo soli 3’ minuti su di un cross dalla destra offensiva ligure Ekuban di testa salta in mezzo tra Tomori e Gabbia superando Sportiello. I padroni di casa accusano nuovamente il colpo e faticano a ritrovarsi. Bennacer e Theo Hernandez, che anche nel primo tempo risultano assenti spariscono dal campo, ma anche Leao sembra fuori giri. Il Milan è in difficoltà e Pioli richiama inaspettatamente, proprio il portoghese in panchina, per un voglioso Okafor al minuto 67’. Gli basta poco al neo entrato per scappare a destra e offrire una palla deliziosa per un solo e soletto Giroud che sbaglia lo scavetto a superare il portiere e la sua palla esce a lato dalla porta incustodita. Poco male, perché da calcio d’angolo, battuto perfettamente da Florenzi, è Gabbia di testa a svettare bene e trovare il pareggio. Il Milan prende il sopravvento e con Chukwueze, il più attivo in tutta la sfida tra i suoi, crossa dalla destra trovando Giroud dall’altra parte che non solo è abile a liberarsi intelligentemente dalla marcatura ma anche bravo a coordinarsi di collo pieno e perforare sul palo opposto Martinez. Padroni di casa che ribaltano il match. Pioli invece, ribalta la difesa con gli ingressi di Kalulu e Thiaw e proprio quest’ultimo si trova nella sfortunata deviazione che porta il Genoa a 3’ minuti dal novantesimo sul pareggio finale per 3 a 3. Fischi dallo stadio per troppi giocatori svogliati, per un’assenza di ardore della squadra in diversi momenti della partita. Sono troppe effettivamente le reti incassate quest’anno dal Milan e non è una questione di bravura o non bravura dei singoli difensori. Con la Champions già in mano, c’è solo da onorare il campo e difendere il secondo posto, ma si vede che a diversi calciatori questo non interessa più di tanto.

 

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A: Milan-Inter 1-2. Stella nerazzurra su cielo rossonero cupo

( aprile 2024 )


Non doveva succedere per il tifoso milanista e sino ad ora non era mai accaduto. In un derby il tuo cugino, addirittura ospite in casa tua, battendoti avrebbe vinto lo Scudetto. Addirittura, non uno qualsiasi, ma quello degno di ricevere l’ambita “Stella” per la decina raggiunta. Entrambe le milanesi arrivano a questo appuntamento con la spia della riserva accesa, per via di una stagione lunga e impegnativa. Gli umori con il quale si avvicinano a questa stracittadina sono diametralmente opposti però. Il “Diavolo” è reduce da un pareggio in Campionato strappato con i denti a Sassuolo per 3 a 3, penultima in classifica. Ma soprattutto dalla bruciante sconfitta e conseguente eliminazione dalla Europa League contro la Roma. L’unico obiettivo, non da bacheca, ma comunque di prestigio, è arrivare secondi dietro ai cugini con il distacco più corto possibile, non perdendo questo derby che diverrebbe il sesto consecutivo. Dall’altra parte, l’Inter ha il fiato corto e si è visto al Meazza contro il Cagliari,con i sardi capaci di riagguantare la capolista ben due volte. Ma è il primo match point per lo Scudetto, quindi c’è elettricità al Meazza. Pioli ha caricato i suoi mescolando un po’ le carte. Giroud in panchina e Leao centravanti per dare profondità e ai suoi fianchi larghi Pulisc a sinistra e Musah a destra. Reijnders e Adli in mediana. Ma è la convinzione e la voglia di fare bene dinanzi al proprio pubblico che fanno partire meglio i padroni di casa. Possesso palla infatti del Milan e pressione alta, anche troppa visto che Thuram si mostra subito voglioso di partire tra le linee difensive avversarie. Inzaghi nel suo 3-5-2 opta ovviamente per la squadra tipo, con l’unica variante di Darmian sulla corsia destra al posto di Dumfries. Ma è al 18’ minuto che su calcio d’angolo l’Inter si porta avanti. Dalla sinistra Dimarco crossa sul primo palo. Pavard fa da sponda di testa nell’area piccola con Acerbi, solo e soletto che appoggia in rete. La gara si apre. Il Milan con Leao e Calabria và vicino al pareggio, ma è l’Inter ad avere tre pale goal per il raddoppio, con Thuram e Lautaro che non inquadrano neppure lo specchio con la porta praticamente spalancata. La ripresa vede dopo neppure 5’ minuti proprio Thuram portare a sinistra a spasso Tomori. L’attaccante francese si sposta orizzontalmente sulla linea dell’area e fa partire un tiro a chiudere sul primo palo con Maignan in leggero ritardo che tocca ma non può evitare il 2 a 0. Inizia la girandola di cambi su ambedue le panchine. L’Inter assapora il profumo del “Tricolore” e gestisce palla senza affondare. Il Milan vuole non perdere e mette tutto quello che ha tra uomini offensivi e voglia per riaprire la sfida. Cosa che gli riesce grazie anche ad un relax eccessivo dei nerazzurri. Leao infatti, a 10’ minuti dal novantesimo offre di testa in area piccola una palla da spingere in rete. Sommer para rimettendo la sfera in area piccola ma i suoi difensori sono inchiodati come dei pali e tre del Milan sono sulla linea di porta con Tomori il più lesto a buttarla dentro. 10’ minuti di fuoco, o più che altro di alta tensione, dato che l’Inter è a 10’ minuti dallo Scudetto della Seconda Stella e il Milan vorrebbe ritardarle i festeggiamenti. Così Theo Hernandez e Dumfries si fanno buttare fuori per colpi proibiti. Al pari di Calabria in pieno recupero che rifila su calcio d’angolo una manata a Frattesi. Giunge il fischio finale e la festa nerazzurra può iniziare, a casa dei rivali di città. Il Milan deve ripartire pensando anche alla propria prossima Stagione. Seconda Stella storica per l’Inter e primo Scudetto vinto da mister Inzaghi.

 

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E.L.: Roma-Milan 2-1. Milan spento eliminato da una gagliarda Roma

( aprile 2024 )


Con lo Scudetto svanito, anche se non matematicamente, da almeno due mesi, se non da metà Campionato, e l’uscita dal Girone della Champions, l’Europa League era divenuto il traguardo di prestigio che può valorizzare l’intera stagione. Quindi dopo la deludente prestazione, anche inaspettata, offerta a San Siro contro i giallorossi, che ne ha decretato anche la sconfitta per 1 a 0, Pioli, ma tutto il Milan, devono dare una prova di forza e delle proprie qualità. Obiettivo ribaltare la sconfitta di andata e accedere alla semifinale di questa coppa europea che non è mai entrata nella bacheca rossonera. Quindi ti aspetti un “Diavolo” infuocato sin dal fischio iniziale che aggredisca i padroni di casa e bruci l’erba. Nulla di tutto ciò accade. L’avvio è da incubo. Complice una Roma concentrata, sul pezzo, messa bene in campo, i primi 20’ minuti il Milan appare svogliato, svuotato, spento e lento. I capitolini arrivano prima su ogni pallone e all’11’ minuto è troppo lo spazio in area concesso dai meneghini per fermare e controllare la sfera da parte dei giallorossi. Così Pellegrini calcia e prende il palo. Sulla palla vagante è Mancini a ribadire in rete prima dei difensori davanti a Maignan a terra incredulo. Prova a reagire il Milan , dove Musah è il più, se non l’unico, propositivo dei suoi, che offre una palla centrale in area. Loftus-Cheek giunge bene ma il suo tiro, dopo una deviazione, sbatte sulla traversa. Dopo 20’ minuti, Lukaku viene lanciato sulla destra. Gabbia prova a sbilanciarlo, ma la differenza di massa, fa letteralmente rimbalzare sul campo il difensore meneghino. Ottimo dribbling del belga che traccia un rasoterra che Gabbia prova a respingere ma cede così la palla in area sullo spigolo a destra a Dybala. L’argentino si avvicina e con la sua alta tecnica e calcia a giro sul palo lontano dove Maignan non può arrivare. 2 a 0 e complice 1’1 a 0 dell’andata, la sfida pare archiviata. E’ Leao che riaccende le speranze del Milan. Fuggendo come un treno sulla sinistra lungo il fallo laterale, viene falciato, inutilmente da Celik da dietro e il cartellino rosso, seppur severo, può starci. Ora i milanesi hanno più di un’ora abbondante di superiorità numerica per riaprire il discorso di qualificazione. A maggior ragione, quando subito dopo De Rossi deve fare a meno di Lukaku. Il Milan prende il sopravvento subito del campo e del possesso palla, ma alla fine una doppia linea difensiva eretta dalla Roma permette ai capitolini di giungere all’intervallo ancora avanti di due reti. Nonostante Pioli ora giochi con Giroud e Jovic assieme e Leao e Pulisic come attaccanti esterni aggiuntivi, il Milan crea ben poco di veramente pericoloso. La ripresa vede un Milan con i cambi ribaltato e ancora più in confusione e una Roma che, raddoppia le marcature e si muove tanto anche per andare a fare il terzo goal. Infatti un paio di ripartenze mettono i brividi alla retroguardia ospite. Il secondo tempo il Milan non c’è in termini di lucidità e paga la serata ancora una volta non di diversi suoi giocatori. Leao ci prova sulla sinistra e di fatto è suo il cross al minuto ’84 che porta Gabbia di testa ad accorciare le distanze. Ma oramai è troppo tardi e la Roma vince con rabbia e determinazione anche la gara di ritorno, annullando con la grinta e la voglia di vincere l’uomo in meno. Ora sarà dura per il Milan, ma forse il derby potrebbe essere il vero crocevia per Pioli e non solo. O si risorge per le ultime sei partite di Campionato, oppure si affonda vedendo i cugini festeggiare la Seconda Stella. Che poteva essere rossonera.

 

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A: Sassuolo-Milan 3-3. Un pari spettacolare, ma di errori e stanchezza

( aprile 2024 )


Questa sfida in Emilia, è senza dubbio più importante per le sorti del Campionato per i biancoverdi che non per i rossoneri. Con il pareggio della Juventus e anche del Bologna, rispettivamente terza e quarta forza della Serie A, il Milan non ha troppo di che preoccuparsi, sia per il proprio secondo posto, e men che meno per un prossimo ingresso alla Champions. Al contrario, il Sassuolo, è penultima, ma con oramai la Salernitana condannata, seppur non dalla matematica, gli emiliani sono con i propri 25 punti gli ultimi reali del trenino che lotta per la permanenza nella massima categoria. Quindi con sette gare ancora da disputare, il Sassuolo ha l’obbligo di fare punti con ogni squadra che incontra. Di fatto l’aggressività dei padroni di casa è agevolata da un Milan che ha la testa senza dubbio alla prossima gara di giovedì in trasferta a Roma per il ritorno di Europa League. Non solo il 4-2-3-1 di Pioli è statico e lento dal fischio iniziale, ma i tanti cambi forzati oppure voluti per dare riposo a chi aveva già giocato in Coppa, presentano un “Diavolo”, con appena veri quattro titolari, cioè Hernandez e Thiaw in difesa e Leao e Loftus-Cheek davanti. Troppo poco e si vede. Dopo 10’ minuti Pinamonti e Laurienté mettono in crisi la difesa davanti a Sportiello che si vede superato ben due volte. Subito il 2 a 0, i meneghini iniziano a giocare e vanno anche in rete, ma Chukwueze è in leggerissimo fuorigioco. Al 20’ minuto, si accende Leao, che sino ad ora era quello che aveva provato ad illuminare con qualche assist per i compagni. Sulla sinistra, punta l’area passando in mezzo a due marcatori alla sua maniera e con un bel tiro a mezza altezza beffa Consigli. Gara riaperta e molto divertente. Il caldo si fa sentire per entrambe le squadre e chi perde sfera a metà campo, poi fatica parecchio a recuperare. Si và dunque negli spogliatoi con i rossoneri sotto di una rete, ma nuovamente in partita e con la sensazione che se accelerassero veramente potrebbero fare male alla difesa emiliana in ogni istante. La ripresa si apre con le due squadre entrambe vogliose una per pareggiare e l’altra per chiuderla. Così sono i bianconverdi ad approfittare di un altro posizionamento errato della linea arretrata milanese per portarsi nuovamente avanti di due reti con Laurienté. Siamo al 53’ minuto, quindi c’è ancora tanto tempo. In 5’ minuti svolta la gara. perché al 59’ minuto i padroni di casa si divorano una grande occasione in un contropiede quattro contro due che non porta neppure al tiro verso Sportiello. Rovesciamento di fronte e Leao, ancora lui, parte a sinistra e di esterno offre un cross in mezzo all’area che Consigli respinge in centro come può, ma sulla palla vagante Jovic, sino a quel momento non pervenuto, non può sbagliare. Dal 4 a 1 a 3 a 2 cambia il Mondo. Complice anche i cambi di Pioli, con Pulisic, Reijnders, Giroud, Okafor e Gabbia, quest’ultimo per un inguardabile Kjaer, il Milan, mette alle corde il Sassuolo. I padroni di casa gli ultimi 15-20’ minuti sono alle corde e faticano anche a tenere palla. Nuovamente Chukwueze và in rete ma ancora per un nulla in fuorigioco. Ci pensa Okafor al minuto 84’ in mischia a scaraventare in rete in mezza volé la palla in rete per il 3 a 3. Il Milan ci prova nell’assalto finale per vincerla, ma dopo 6’ minuti di recupero arriva il fischio finale. Nulla di troppo preoccupante, se non fosse che per giovedì contro la Roma sono state perse energie aggiuntive, anche se molte prime linee sono entrate alla fine. Il Sassuolo un’altra volta ha perso due punti per strada e potrebbero risultare fatali.

 

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E.L.: Milan-Roma 0-1. De Rossi incarta Pioli e il “Diavolo”

( aprile 2024 )


Non è una partita di Campionato, ma come ai bei tempi, una bella sfida tutta italiana in una competizione intercontinentale in una fase eliminatoria avanzata. Già l’anno scorso il Milan aveva assaporato questa portata. Era il derby di semifinale di Champions, che non fu digerito molto bene, visto che i rossoneri ne uscirono sconfitti nel risultato e nella prestazione in entrambe le occasioni. Qui al Meazza si disputa la partita di andata dei quarti di Europa League. Pioli come sempre, dall’inizio dell’anno deve fare i conti con la difesa in emergenza. Recuperato Thiaw, gli affianca come centrale Gabbia. Per il resto il 4-2-3-1 è quello titolarissimo. Come De Rossi schiera subito l’arsenale pesante con la coppia offensiva Dybala e Lukaku dal primo minuto con anche l’ex del Milan “Il Faraone”. E sarà proprio lui una delle chiavi del match, perché non solo spingerà per tutta la gara, ma farà da asfissiante marcatore supplementare sul giocatore più talentuoso e pericoloso dei meneghini. La Roma infatti parte subito bene e con pressione alta ma ragionata. Non si scopre, ma allo stesso tempo tiene la difesa alta. La palla la gestisce, contro ogni aspettativa la squadra di De Rossi. La cosa non sarebbe neppure male per il Milan, se non fosse che i padroni di casa non trovano gli spazi per ripartire. Anche se all’8’ minuto il primo tiro è da parte di Rejnders, che dalla distanza troverà Svilar attento. Di fatto il mediano olandese del Milan, sarà l’unico praticamente ad impegnare il portiere giallorosso. Al quarto d’ora parte nello spazio Lukaku in sospetto fuorigioco e scarica centralmente al limite dell’area dove parte un tiro che chiama alla paratona Maignan che si rifugia in angolo. Dalla stessa bandierina la difesa rossonera è poco reattiva e Manicini sopraggiunge da dietro colpendo di testa all’angolino basso alla destra di Maignan, per il vantaggio capitolino. Il Milan prova a reagire, ma nella prima frazione più di una serie di angoli insidiosi non crea. L’attacco del Milan è statico e poco illuminato. L’intero pacchetto non gira. Quando non si accende il portoghese sulla sinistra, i rossoneri divengono prevedibili. Leao che ha incantato nell’ultimo mese e mezzo, rifacendo salire in Campionato e non solo la squadra di Pioli è letteralmente spento. Questo anche grazie alla bravura del tecnico avversario che ha studiato una pressione in anticipo costante e intensa su di lui. Loftus-Cheek e Giroud sono statici e non fanno neppure da riferimento per i compagni. Pulisic prova sulla destra a scappare ma predica nel deserto. Così gli ospiti non devono dannarsi l’anima più di tanto per difendere il vantaggio. Anzi, se la giocano anche per cercare il raddoppio, e su questo Lukaku è in una serata stile Inter di Conte, bravo a far salire i compagni difendendo palla spalle alla porta e smistando per i centrocampisti che gli arrivano vicino di gran passo. Solo negli ultimi 20’ minuti del match il Milan và vicino al pareggio, grazie agli inserimenti di Adli al posto di un poco energico Bennacer e di Chukwueze a destra. Adli illumina e con un tiro cross insidioso trova una parabola che Svilar devia sulla traversa e in angolo all’ultimo. Ma è a 4’ minuti dal novantesimo che Chukwueze in doppio dribbling supera tre avversari in area sulla destra e scarica dietro a due passi dalla porta con Giroud che gira al volo bene, ma la palla si impenna troppa e si stampa sulla traversa. Un pizzico di sfortuna non ha permesso al Milan di trovare il pareggio prima del fischio finale, ma a dispetto di un ultimo periodo di gran gioco e grandi risultati, ci si attendeva di più da tanti giocatori. Il Milan si è acceso troppo tardi. Ma nulla è compromesso. Se Leao e non solo lui a Roma fra una settimana, torneranno quelli veri, tutto è ancora aperto per la qualificazione alla semifinale.

 

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A: Milan-Lecce 3-0. 3 punte per 3 punti e 3 goal

( aprile 2024 )


Il Milan vince e convince e si diverte pure battendo il Lecce con netto 3-0. Esame superato quindi a pieni voti per il modulo super offensivo proposto da Pioli. I rossoneri si preparano in questo modo nel migliore dei modi al primo round del derby Europeo contro la Roma. Il Milan schierato parte subito con il piede sull'acceleratore e al 6’ è già avanti. Puliscic nel ruolo di Loftus Cheek e Chukwueze incassa subito, con il nigeriano che apparecchia per l’americano che con un sinistro a giro dal limite dell’area firma il suo goal numero 10 in campionato e il vantaggio per 1-0 del Milan. I rossoneri schiacciano i salentini per chiudere già il conto e al 20’ cementano il vantaggio sul 2-0 con il solito Giroud che si gira in area e devia la palla in rete. Il Lecce prova a rimettersi in corsa e poco dopo sfiora la traversa con un colpo di testa di Gonzalez, con Maignan battuto. Nel finale del primo tempo arriva però l’episodio che taglia le gambe agli ospiti: l’arbitro giudica grave fallo di gioco l’intervento a gamba alta di Krstovic su Chukwueze ed espelle il giocatore facendo rimanere il Lecce in dieci. I salentini subiscono il colpo finale ad inizio ripresa con il tris di Leao. Adlli imbecca Leao sulla corsa, il portoghese arriva a tu per tu con Falcone e lo infila in uscita. Forti proteste per una ginocchiata di Theo sulla testa di Almqvist nell’azione prima del goal ma l’arbitro convalida il 3-0. Al 64’ proprio Theo cerca il poker ma trova la traversa. Unica fiammata del Lecce al 76’ con un contropiede di Almqvist che rientra di sinistro e scaglia un tiro potente su cui però Maignan è reattivo. Si conclude una partita facile e che si è messa subito nei binari giusti per i rossoneri che hanno anche risparmiato le energie per l’Europa. La vittoria da morale ma in Europa contro la Roma sarà di sicuro un’altra storia. Il Milan vola momentaneamente a più nove sulla Juventus, complicando la classifica del Lecce che mantiene solo tre punti di vantaggio sulla terzultima.

 

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A: Fiorentina-Milan 1-2. Un pugno in più dell’avversario e il Milan vince per k.o.

( marzo 2024 )


Al Franchi sai che che sarà una partita strana. In seguito al dramma dell’improvvisa scomparsa del Direttore Generale, che ne ha fatto saltare giustamente la gara con l’Atalanta prima della pausa Nazionali, non sai che squadra ti troverai dinanzi. Una “Viola” con il morale a terra, oppure inferocita che vuole regalare in memoria del suo dirigente una partita di altissimo livello? Sospinta pure da un pubblico ancor più caloroso! Pioli non ci bada molto e punta su di un propositivo e offensivo 4-2-3-1. Senza Theo in fascia a sinistra, presenta la certezza Florenzi che chiude con Thiaw, Tomori e Calabria la linea difensiva. In mediana Bennacer e Reijnders e a supportare l’immancabile Giroud, Leao a sinistra, Loftus-Cheek dietro e Chukwueze a destra per dare anche un po' di riposo all’esterno statunitense. I primi 20’ minuti sono completamente di targa rossonera. E i padroni di casa devono solo ringraziare la bravura del proprio portiere se non vanno sotto almeno una rete. Tutto il reparto offensivo milanista ha almeno una grande possibilità a testa per andare a segno. Sono infatti almeno quattro le palle da rete create e più o meno sciupate dagli ospiti. Leao è il trascinatore che accelera, crea spazi per i compagni e offre assist. E’ un Milan voglioso di fare la partita, di segnare e di tenere ancora vivo il Campionato. Con la Juventus che è da pochissimo caduta a Roma, c’è la grande possibilità di allungare a +6 per blindare il proprio secondo posto e magari sognare ancora una rimonta impossibile contro i cugini. Appena rifiata, il “Diavolo” rischia però grosso. I meneghini, infatti quando nella fase centrale del primo tempo rallentano, perdono le distanze, corsa e pressione. Così in 10’ minuti i toscani creano tre palle da goal, ma sulla propria strada trovano un attentissimo Maignan. Sul finale dei primi 45’ minuti, è Leao a scaldare nuovamente i guantoni di Terraciano. Si và dunque al riposo stranamente sullo 0 a 0, più per bravura dei due portieri che per demerito dei rispettivi attacchi. Parte la ripresa e accade tutto il contrario. Tre azioni da goal nei primi 7’ minuti e questa volta non ci sono i guantoni a rimediare ai buchi delle difese. Al 48’ è Leao che fa ripartire il Milan, si propone a destra in area e con una magia di tacco mette la palla a centro area che sbilancia letteralmente la difesa viola. Così Loftus si trova ad un metro dalla linea di porta, con il tempo di aggiustarsi sfera e colpire spiazzando Terraciano già a terra. Nemmeno il tempo di festeggiare che con un paio di giri d’orologio, la difesa rossonera si apre come le acque del Nilo dove Duncan si inserisce e batte da limite Maignan. Pareggio, che a sua volta dura altri 2’ soli minuti. Questa volta è la retroguardia toscana a mostrare completamente i portoni spalancati, dove il treno Leao si incunea palla al piede e scartando in velocità Terraciano deposita la palla in rete. Milan in vantaggio e se lo vuole tenere. Gestisce palla e solo sul finale rischia qualcosa. Un paio di volte, specie con la bordata di Florenzi, và vicino alla rete della chiusura del match, ma è Maignan due volte a chiudere la saracinesca e a portare il Milan a -11 dall’Inter. Uno svantaggio ancora ampio, ma sufficiente per sognare. Nel frattempo il secondo posto a otto Giornate dal termine sembra assicurato.

 

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A: Verona-Milan 1-3. 3 goal per 3 punti e allungare sulla Juve

( marzo 2024 )


Il Milan battendo 3-1 il Verona si porta a casa tre punti utili per consolidare il secondo posto in classifica e allungare sulla Juventus che con il pareggio rimediato vede i rossoneri allontanarsi a più tre. Il Verona che era a caccia di tre punti per la salvezza ha combattuto fino all’ultimo ma non è servito a portare a casa un risultato positivo. Già al 4’ minuto i rossoneri si fanno pericolosi con un calcio di punizione dalla sinistra, Tomori arriva prima di tutti ma calcia fuori col piattone. I rossoneri cercano di affondare il Verona sulle fasce ma i padroni di casa difendono bene e ripartono in contropiede. Al 20’ ancora il Milan vicinissimo al vantaggio con Okafor, che calcia al volo sugli sviluppi di un angolo ma Mantipò devia sulla traversa. Al 23’ altra traversa con Pulisic che di destro stampa centralmente. Il Verona cerca con tiri da fuori di farsi vedere ma senza troppo sbilanciarsi. Solo sul finire del primo tempo al 44’ arriva il vantaggio rossonero con Theo. Il francese parte dalla sinistra, vince un paio di rimpalli e calcia di esterno da posizioni defilata. Al 50’ il Milan consolida il risultato sul 2-0 di Pulisic. Il sinistro di Okafor, su clamoroso errore di Dawidowicz che perde palla, che viene parato da Montipò, arriva il tap vincente dello statunitense, che si conferma in ottima forma e con i 12 goal segnati finora questa stagione si configura come la sua migliore in carriera. Il Verona però non demorde. Al 58’ il solito Noslin, migliore in campo del Verona, colpisce di testa ma finisce di poco alto. Ma è ancora il Verona con Swiderski che gira col sinistro e calcia ma Maignan blocca. I tempi sono maturi e al 65’ arriva una gran rete di Noslin che buca Maignan con un destro dal limite dell’area e riapre la partita. Al 71’ il Milan però cerca di calare il tris ma l’occasione viene sciupata da Leao. Filtrante di Giroud, il portoghese ruba il tempo al difensore e calcia a giro e manda la palla fuori di poco. Dieci minuti più tardi arriva il goal che chiude la partita. Chukwueze calcia col sinistro la volo da fuori area e buca Montipò per il 3-1. Al 91’ il Verona cerca di accorciare lo svantaggio ma Maignan para in spaccata. Si conclude una gara molto aperta che poteva finire con qualsiasi risultato ma è stato il Milan che ha fatto il bottino pieno. Il Verona ha giocato un’ottima partita e ha tenuto il campo molto bene ma contro un Milan, libero di mente e atleticamente fresco nonostante l’impegno in settimana in Europa League, non è riuscito a impensierire i rossoneri. Bene Pulisic, si è rivista la coppia Theo- Leao sulla fascia come ai vecchi tempi. Piccole disattenzioni in difesa ma i rossoneri hanno reagito senza grossi problemi. Il Milan deve approfittare di questo periodo di pausa per le nazionali per poi ripartire in vista dei fitti impegni che da fine marzo impegnerà tutto il mese di Aprile con grosse sfide e importanti verdetti riguardante l’Europa.

 

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E.L.: Slavia P.-Milan 1-3. Come all’andata, dopo l’uomo in più il “Diavolo” ha la strada in discesa

( marzo 2024 )


Anche se non con una prestazione stellare, l’andata al Meazza, il Milan l’aveva vinta con un 4 a 2 abbastanza rassicurante per la gara di ritorno. A Praga il Milan è quello titolare anche perché con un secondo posto conquistato in Campionato, con il sogno Scudetto oramai svanito da tempo ma pur sempre un posto Champions quasi assicurato, il grande obiettivo della Stagione in corso è la conquista di questa coppa continentale, mai entrata in bacheca. Ma come all’andata la fisicità esplosiva dei padroni di casa mette subito alle corde i meneghini. Con un retropassaggio di alleggerimento da parte della difesa rossonera, chiamano in causa Maignan, che se l’allunga un po' troppo e al momento di rilanciare viene investito dall’attaccante dello Slavia. Rimasto a terra accuserà il colpo e verrà sostituito dopo circa 10’ minuti. Quando avviene l’episodio che muta il destino immediato dell’incontro. Anche questo come all’andata. L’entrata irruenta su Calabria al 17’ minuto a metà campo porta all’espulsione del capitano dello Slavia e quindi all’inferiorità numerica. I padroni di casa non cambiano atteggiamento, anche perché sono costretti a segnare almeno due reti per raggiungere quanto meno i supplementari. Perciò mantengono un assetto spregiudicato rischiando non solo sempre l’uno contro uno, ma sguarnendo la difesa che di fatto è sempre con lei a sopportare l’uomo mancante. Così è il portiere di casa che salva da ultimo uomo due volte a goal fatto, con Pulisic prima e Leao dopo che gli si presentano davanti. Ma nulla può al 32’ minuto quando una bella triangolazione pulita a sinistra porta Pulisic a ricevere sfera a destra in area. Con la freddezza dei grandi, finta e dribbla il primo difensore e con un colpo da bigliardo la mette sul palo lontano. Vantaggio rossonero e 3’ minuti dopo, altra triangolazione in modalità allenamento porta Loftus-Cheek a buttarla dentro praticamente sulla linea in stile azione da calcio a cinque. Se oramai la pratica non fosse oramai archiviata, ci pensa Leao al limite dell’area, nei tempi di recupero della prima frazione. Con classe e potenza disegna una traiettoria con effetto a giro che fa insaccare la sfera quasi sotto il sette lontano. Si và al riposo con il Milan avanti di tre reti, che sommate alle due di vantaggio del match di San Siro, porterebbero lo Slavia Praga a segnare almeno ben cinque reti, con l’uomo in meno contro una squadra nettamente superiore, in soli 45’ minuti. Di fatto la ripresa diviene una sorta di sgambata per il Milan ma anche per i padroni di casa, con l’unico sussulto a 5’ minuti dal novantesimo quando arriva dal pena entrato, la rete della bandiera praticamente quasi fotocopia di quella segnata dal portoghese rossonero. Milan in scioltezza che approfitta subito della superiorità numerica e ora può pensare ai quarti di Finale di Europa League, oltre ad un secondo posto tutto da difendere in Italia.

 

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A: Milan-Empoli 1-0. Una zampata per 3 punti e 2° posto

( marzo 2024 )


Con lo Scudetto oramai diventato obiettivo per la prossima Stagione, c’è un Campionato ancora da terminare bene, con non solo il posto Champions da blindare, ma anche un onorevole e prestigioso secondo posto da poter prendersi. Allo stesso tempo settimana prossima c’è il ritorno degli ottavi di Europa League, che seppur agevolati dal doppio vantaggio, la gara a San Siro dell’andata ha mostrato uno Slavia Praga tutt’altro che arrendevole. Così Pioli, nel suo 4-2-3-1 lascia a riposo lo stacanovista francese davanti, per il serbo. Allo stesso tempo, causa squalifica la stella portoghese in attacco a sinistra è sostituita da Okafor. Anche Adli riposa ben sostituito dal ritrovato Bennacer affiancato in mediana da Reijnders. I meneghini schiacciano subito nella propria trequarti l’Empoli, che visto i soli 25 punti sono giusto sopra la soglia retrocessione, quindi necessitano oramai di punti in ogni campo dove scendono. Così Nicola schiera i suoi ragazzi in un falso 4-3-3 che in situazione di chiusura è un più veritiero 4-5-1. Gli esterni di attacco rossoneri sono i più ispirati e le iniziative tra cross e tiri arrivano proprio da Pulisic e Okafor. Passato il primo quarto d’ora d’assalto, i toscani sembrano prendere le misure e alzano il baricentro. Maignan non sarà mai impegnato, ma gli azzurri riescono a mantenere a distanza gli attacchi meneghini. Anche perché Jovic pare molto avulso dalla manovra. Senza Leao e Giroud in campo, il Milan perde molto dei suoi punti di riferimento ed imprevedibilità. Il serbo è statico in area e non esce neppure a cercare palloni da giocare. Quando sembra che ci si trascini verso gli spogliatoi con un pallido pareggio a reti inviolate, ecco che Bennacer apre con i tempi perfetti a sinistra per Okafor che fa il Leao spingendo sino quasi al fondo linea e crossando basso e arretrato in mezzo all’area. Pulisic, accentratosi, arriva sul pallone e tira di prima e aiutato da una deviazione, mette fuori causa il portiere per la rete del vantaggio. Goal che viene annullato immediatamente per fuorigioco di Okafor, ma la Var, mostra chiaramente che l’esterno milanese è tenuto in gioco e quindi i padroni di casa possono andare al riposo avanti di una rete. La ripresa non è altro che un controllo costante della gara da parte dei rossoneri. L’Empoli seppur ordinato ed equilibrato non riuscirà mai ad andare al tiro veramente in modo pericoloso. Solo sul finale un colpo di testa dell’ex entrato dalla panchina Destro, mette i brividi al popolo del Meazza, ma la sua conclusione è centrale e facile preda di Maignan. Il Milan ha in effetti la colpa di aver solo un paio di volte abbozzato delle ripartenze per andare a siglare la seconda rete. In questi casi conviene sempre chiudere il match per evitare errori e sbavature, come quella di Thiaw che per poco manda in rete l’Empoli per troppa leggerezza. Sta di fatto che basta quell’azione sul finale del primo tempo per regalare al “Diavolo” non solo i tre punti ma anche il momentaneo secondo posto. Che comunque non sarebbe la “Seconda Stella” che si sperava di conquistare ad inizio Campionato, ma un bel passo avanti rispetto al quinto posto dell’anno precedente. Ora testa al ritorno di Coppa, obiettivo da centrare assolutamente.

 

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E.L.: Milan-Slavia P. 4-2. Sviste e amnesie, non fermano Leao che trascina il “Diavolo”

( marzo 2024 )


Il Milan vince 4-2 nell’andata degli ottavi di Europa League contro lo Slavia Praga. Ottimo solamente il risultato perché la prestazione dei rossoneri è stata alquanto deludente contro una squadra abbordabile e che ha giocato per la maggior tempo con 10 uomini. Ma procediamo con ordine. Pioli schiera la stessa formazione vista in campionato contro la Lazio con la sola modifica di Reijnders al posto di Bennacer. Nel primo quarto d’ora di gioco lo Slavia è ben organizzato in difesa e occupa molto bene gli spazi ed in attacco cerca di muoversi con coraggio ma è evidente che la squadra di Praga è tecnicamente inferiore ai rossoneri. I rossoneri sembrano distratti e svogliati e commettono errori pesanti come al 12’ che lasciano totalmente libero Diouf che fortunatamente per i padroni di casa liscia la conclusione al volo o come al 15’ con Gabbia che sbaglia la marcatura e permette a Doudera di concludere. I rossoneri non sembrano aggressivi e producono solo passaggi poco convincenti. Il gioco è lento ma la partita potrebbe cambiare al 26’ con l’espulsione di Diouf per un fallo su Pulisic. Ma neanche con l’uomo in più i rossoneri riescono ad svegliarsi. Inerzia che viene interrotta dal vantaggio di Giroud al 34’ che scivola alle spalle di Zima e infila la porta ceca di testa. Ma il vantaggio dura pochissimo perché due minuti più tardi Doudera trova il goal con un fantastico destro al volo su rinvio sbilenco di Reijnders. A questo punto il Milan si rianima. Prima ci provano di testa Leao e Gabbia e poi al 44’ ci riesce Reijnders con destro violento da fuori area a riportare il Milan in vantaggio. Il tris viene servito al primo minuto di recupero con colpo di testa di Loftus-Cheek su angolo di Florenzi. Tre a uno e i giochi sembrano fatti ma non è così perché al 20’ del secondo tempo i cechi accorciano con il destro di Schranz che sancisce il 3-2. Il Milan ritorna la squadra contratta del primo tempo e non mancano le azioni pericolose da parte dello Slavia. Ma per fortuna la sfida si rimette sui binari rossoneri a cinque minuti dal novantesimo grazie ancora una volta a Leao che si beve Vlcek e indirizza in porta uno scavetto deviato leggermente dal piede di Pulisic. Finisce la partita con una vittoria per 4-2 per il Milan ma nel complesso i rossoneri non hanno di che sorridere. I rossoneri devono solo biasimare se stessi in quanto hanno lasciato spazio e il pallino del gioco agli avversari che nonostante l’evidente inferiorità tecnica e l’uomo in meno hanno messo in seria difficoltà il Milan. Il ritorno, fra una settimana, pertanto non sarà di sicuro una passeggiata per gli uomini di Pioli, nonostante i due goal di vantaggio se i Diavoli scenderanno in campo con l’atteggiamento mostrato questa sera. Il prossimo impegno in campionato invece sarà contro l’Empoli, che deve cercare di fare punti per uscire dalla zona pericolosa della retrocessione.

 

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A: Lazio-Milan 0-1. Diavolo bruttino, ma sfrutta l’episodio per vincere avvcinando la Juve

( marzo 2024 )


Dopo il punto raccolto nelle ultime due gare ed aver in tal modo detto addio ad ogni sogno Scudetto, la trasferta a Roma contro i biancocelesti è un bel banco di prova. Contro il 4-3-3 di Sarri che deve cercare di raccogliere punti per l’Europa, Pioli non muta il suo 4-2-3-1 con Kjaer e Gabbia centrali, coperti ai lati da Florenzi e Theo. Adli e Bennacer in mediana e nulla di nuovo nel reparto offensivo. Ma sono i padroni di casa a partire meglio. Al 7’ minuto su corner la deviazione di piatto al volo di Vecino fa gridare lo stadio al goal, ma la palla esce di un niente dalla porta con Maignan impietrito. Lo stesso portiere poco dopo, in seguito ad un’incomprensione con Florenzi, in uscita bassa devia la palla, ma frana sull’attaccante laziale, ma l’arbitro giudica il tutto come un normale scontro di gioco. I rossoneri sono lenti e un po’ scollati, arrivando sempre dopo sulle palle vaganti. Leao non è mai innescato e l’unico dei meneghini che prova a creare qualcosa è Pulisic ma sembra predicare nel deserto, anche se è suo l’unico tiro verso lo specchio del Milan nella prima frazione, poco prima della pausa. Partita povera di emozioni con i lombardi contratti e poco propositivi, tutto il contrario di quanto visto al Meazza contro l’Atalanta. La ripresa parte con i rossoneri più in partita, ma dopo 10’ minuti ecco arrivare l’episodio chiave che decide, indirettamente il match. Dopo uno scontro di gioco sulla trequarti milanese, due giocatori rimangono a terra, uno per parte. La palla giunge dalle parti di Pellegrini in mediana che chiama l’attenzione dell’arbitro per fermare la gara e prestare le dovute cure, accompagnando la sfera in fallo laterale. Pulisic non si avvede dello scontro, avvenuto alle sue spalle e pressa il laziale fregandogli la sfera. Pellegrini lo abbraccia e lo fa cadere prendendosi l’ammonizione, la seconda, con conseguente espulsione. Inutili le spiegazioni verso la terna arbitrale. Per regolamento il gioco lo deve fermare l’arbitro e il blocco plateale di un avversario è da cartellino giallo. Certo che la Var poteva intervenire e far richiamare l’arbitro sulla sua decisione, ma da regolamento stesso, probabilmente questa situazione non rientra tra le casistiche. Il calcio però non è un freddo algoritmo e il buon senso dovrebbe prevalere. In tal modo i padroni di casa si trovano a giocare più dell’ultima mezz’ora con l’uomo in meno e in una partita in perfetto equilibrio, questo pesa tanto. Pioli intravede la possibilità del colpaccio e inserisce uomini freschi e proiettati all’attacco. Anche Sarri provvede ai cambi. La gara è spigolosa e accesa. Il Milan và vicino alla rete ma è bravo Provedel su Loftus-Cheek. Leao và anche in rete, ma è in fuorigioco. Immobile si divora una rete da solo davanti a Maignan, ma poco prima del novantesimo, dopo un batti e ribatti in area laziale è Okafor a buttarla dentro. Per nervosismo e poca attenzione anche dell’arbitro giungono altre due espulsioni biancocelesti, troppo eccessive. Una gara divenuta brutta dove il Milan riesce a raccogliere il massimo. Tre punti che lo fanno avvicinare alla Juventus, per la conquista almeno del secondo posto.

 

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A: Milan-Atalanta 1-1. Un bel Milan con un grande Leao sbatte contro il muro bergamasco

( febbraio 2024 )


Dopo la sconfitta con un pesante 2 a 4 a Monza e alcune partite che hanno visto successi risicati e con tanti, troppi goal incassati, a San Siro si presenta un’Atalanta che fa paura. Nel Girone di ritorno la squadra di Gasperini non solo ha un ritmo pari alla capolista, con 5 vittorie su 5 gare disputate, ma tutte giunte con almeno due reti di scarto. Quindi uno stato di forma notevole ed un attacco micidiale che può mettere in crisi un reparto arretrato meneghino che fa acqua un po' da tutte le parti. Se i bergamaschi si presentano con un offensivo 3-4-1-2, Pioli non stravolge il suo 4-2-3-1. Davanti a Maignan, la coppia di centrali Gabbia e Thiaw, protetti ai fianchi da Hernandez e Frattesi. In mediana la qualità di Adli e la corsa di Bennacer, con i tre trequartisti titolari a supportare la punta francese. Neppure 3’ minuti e il portoghese si accende e brucia il muro difensivo atalantino alla sua maniera. Sulla sinistra punta due difensori superandoli in mezzo, con tecnica, forza e grinta e una volta entrato in area fa partire un tiro tanto a giro quanto potente che non lascia scampo a Carnesecchi. Il Milan è concentrato e comanda le operazioni. Gli ospiti provano a farsi pericolosi, ma i milanesi non lasciano spazi e Maignan dovrà solo smanacciare lontano un tiro cross basso. Quando sembra che si debba andare al riposo con i padroni di casa in vantaggio, ecco un ingenuità su azione da calcio d’angolo. Giroud, nel tentativo di rilanciare via la palla, calcia un po' troppo alto l’avversario con il piede. La Var richiama l’arbitro che concede il rigore per il pareggio. Un rigorino generoso, dato che non sembra ci sia un impatto tra il piede ed il petto ( e non il viso ) così energico. Ma con le norme attuali, può anche essere concesso. C’è tutto un secondo tempo ancora da giocare ma vi è solo una squadra in campo che con energia e volontà cerca sino alla fine la vittoria. Quella è il Milan che con tutti suoi effettivi cerca di demolire il muro che pian piano i bergamaschi allestiscono. Gasperini, vista la difficoltà a creare si copre ancora di più. Loftus-Cheek e Calabria vanno vicinissimi alla rete con tiri potenti che Carnesecchi con estrema bravura riesce a neutralizzare. La più ghiotta arriva dopo l’ennesima invenzione di Leao che offre con un preciso cross ad uscire la palla perfetta a Pulisic. L’americano controlla benissimo al volo e immediatamente calcia di prima sfiorando il palo lontano dove Carnesecchi non sarebbe mai potuto giungere. Arriva inesorabile il fischio finale dell’arbitro che sancisce il pareggio. Un solo punto, ma tante certezze in più per i ragazzi di Pioli. Alla vigilia nessuno si sarebbe aspettato una “Dea” in così tanta difficoltà. A stento è riuscita a reggere al “Diavolo” che ha spinto specie nel secondo tempo. Se non fosse giunto il rigore, probabilmente, oltre al morale ritrovato, il Milan avrebbe preso anche i tre punti. Il posto Champions non pare in discussione e non dovrebbe esserlo neppure la terza piazza, sempre che il Milan non rubi alla Juventus il secondo. Un Leao ed un Milan così fanno ben sperare per il proseguo del Campionato, ma sopratutto per l’Europa League.

 

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E.L.: Rennes-Milan 3-2. Bruttino, sconfitto, ma passato. Ora deve cambiare marcia

( febbraio 2024 )


Il Milan perde 3-2 contro il Rennes nel ritorno dei play-off di Europa League ma la sconfitta, per i rossoneri, risulta indolore perché forte del 3-0 conquistato nella gara di andata che porta i rossoneri agli ottavi, dove oggi conoscerà la sua avversaria. La partita inizia subito a ritmi elevati con i francesi che sperano di recuperare lo svantaggio rimediato all’andata. Il Diavolo cerca di ripartire in contropiede ma è il Rennes che al 12’ va in vantaggio con Bourigeaud. Il centrocampista del club francese riceve palla fuori area e fa partire un destro ad incrociare che supera Maignan. Dieci minuti più tardi il Milan con Jovic pareggia i conti. Va via per vie centrali Reijnders, che serve Theo Hernandez. Il terzino francese crossa in mezzo e pesca l’attaccante serbo che di testa supera Mandanda. La partita prosegue ma senza grosse occasioni né da una parte né dall’altra e finisce il primo tempo sul risultato di 1-1. Al 55’ i francesi ritornano in vantaggio su calcio di rigore. Kjaer cerca di anticipare Terrier e tocca il suo avversario, che si lascia cadere a terra. L’arbitro concede il rigore e dal dischetto Bourigeaud segna. Quattro minuti più tardi il Milan rimette in pari il punteggio ancora una volta con Leao. Il portoghese da metà campo in progressione, dribbla mezza difesa, compreso il portiere e sigla il 2-2. Dieci minuti più tardi su check del Var per un tocco di mano di Jovic, l’arbitro decreta un altro rigore a favore del Rennes. Dal dischetto va ancora Bourigeaud che spiazza di nuovo Maignan per il definitivo 3-2 per il Rennes. Finisce la partita senza altri sussulti con la vittoria dei francesi che hanno si recuperato lo svantaggio dell’andata ma il Milan ha saputo reggere e limitare i danni. La partita è stata frenetica perché il Rennes ci ha provato in tutti i modi a recuperare per poter accedere agli ottavi ed è stata aiutata involontariamente dai rossoneri che hanno regalato due rigori (anche se dubbi) agli avversari. Il Milan può gioire per la conquista di un posto agli ottavi ma non mancano i campanelli di allarme per Pioli. Si è visto, nonostante il goal, un Leao in debito di ossigeno e di forma. Inoltre la difesa ha concesso troppo agli avversari regalando due rigori anche se dubbi, per disattenzione. Il centrocampo non ha fatto molto filtro e non ha saputo recuperare molte palle per gli attaccanti che hanno avuto poche occasioni. Il prossimo impegno del Milan sarà in campionato contro l’Atalanta che in questo momento è una delle squadre più in forma del campionato e pertanto i rossoneri dovranno sistemare in questi pochi giorni i problemi sia fisici che tattici che sia con il Rennes che con il Monza sono emersi.

 

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A: Monza-Milan 4-2. Il Milan perde partita, il secondo posto e forse il sogno Scudetto

( febbraio 2024 )


Nella vicina Brianza, il “Diavolo”, và alla caccia del secondo posto in classifica. Dopo la più che convincente vittoria in Europa League contro i francesi, che ha praticamente spalancato le porte degli ottavi di Finale, l’entusiasmo in casa Milan è alle stelle e anche il sogno Scudetto non è stato abbandonato. Nonostante il successo limpido della capolista che ha virtualmente ha allungato su Juve e Milan, i rossoneri con i tre punti in casa del Monza, possono tenere il ritmo della capolista e allo stesso tempo approfittare del passo falso dei bianconeri e superarli prendendosi il secondo posto. Pioli, date le fatiche di giovedì opta per un massiccio ricambio. Nell’antico e collaudato 4-2-3-1, quasi tutto il fronte d’attacco è nuovo. Riposo quindi per Giroud, Leao e Pulisic. In mediana Bennacer e Adli. La novità in difesa è il rientro di Thiaw. I padroni di casa tengono bene il campo, ma come si è visto dalle ultime uscite, tendono nel loro 3-4-3 a rimanere piuttosto raccolti, non costruendo più di tanto davanti, ma allo stesso tempo non subendo molto. Così la gara scorre via lenta ed un po’ noiosa. Il primo sussulto è alla mezz’ora con i rossi di Palladino che vanno vicinissimi al vantaggio con un colpo di testa che scheggia l’incrocio con Maignan battuto. Lo scontro che porta Di Gregorio, a lasciare il campo poco prima della pausa del thè, cambia la gara. Il Milan è con la testa già negli spogliatoi, e su una normale incursione in area del Monza, Thiaw commette un inutile fallo da rigore, che Pessina realizza spiazzando Maignan. Milan sotto, ma visto il corposo recupero concesso per via del soccorso al portiere dei padroni di casa, i rossoneri vanno negli spogliatoi sotto di un’altra rete. Su un lancio lungo sulla destra offensiva monzese, Bennacer buca la chiusura e Thiaw si fa saltare come un birillo, mostrando uno stato di forma impresentabile. Florenzi così si trova dall’altra parte in ritardo nella chiusura su Mota, che trova un tiro a giro sul palo lontano coperto da Maignan. Subito nel secondo tempo, dal rientro dagli spogliatoi, Pioli mostra di crederci nella rimonta e dentro Pulisic, Leao e Reijnders, per degli impalpabili Okafor, Chukwueze e Adli. Ma neppure il tempo di caricare la squadra che Jovic, per una manato a palla lontana si fa scioccamente espellere. Sotto di due reti e anche con un uomo in meno, Pioli, deve ricorrere ancora al talento e alla classe dell’irrinunciabile Giroud, con assetto tattico mutato. Di fatto a parte il portoghese in evidente difficoltà per stanchezza, i cambi conferiscono il giusto atteggiamento mentale al Milan. Sono proprio i due talenti subentrati, Giroud e Pulisic a rimettere in sesto la gara. Con un Monza con la testa già vittorioso, prima al 64’ minuto, dalla destra Pulisic prolunga di testa in area che trova la zampata vincente del francese. A soli 2’ minuti dal novantesimo, è lo stesso americano a costruirsi la rete da destra del pari. Orgoglio Milan si direbbe. Ma i rossoneri non hanno neppure il tempo di esultare che su un veloce rovesciamento il Monza colpisce e si porta nuovamente avanti. Il Milan prova a sbilanciarsi per la caccia nuovamente al pareggio, ma questa volta i padroni di casa non commettono l’errore di gestire palla e la chiudono sul 4 a 2 in contropiede. Che occasione persa dal Milan. Ora la vetta è lontana ben 11 punti e potrebbero anche divenire di più con il recupero tra Inter e Atalanta. Solo la matematica tiene vive le speranze Scudetto oramai. Ma ciò che è peggio per Pioli, è avere avuto la conferma di avere delle seconde linee non sempre all’altezza delle prime. Tuttavia con i tanti impegni, è impensabile possano giocare sempre gli stessi. Ora ci sarà la Coppa per recuperare fiducia.

 

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A: Milan-Rennes 3-0. Il “Diavolo” ha ipotecato gli ottavi di Finale

( febbraio 2024 )


Il Milan vince il primo round in Europa League contro il Rennes per 3-0 e vede più vicini gli ottavi della competizione. Il Milan inizia subito bene e già al 6’ arriva la prima occasione. Leao controlla il pallone con uno stop e conclude a botta sicura a tu per tu con il portiere ma il tiro sbatte contro la traversa. Il Milan continua ad attaccare ma i francesi cercano con la loro fisicità di arginare l’offensiva rossonera. All’11’ altra occasione per i padroni di casa. Loftus- Cheek sfugge via sulla fascia e mette al centro un pallone sul quale arriva Musah ma non centra la porta. Al 31’ arriva il vantaggio meritato per i rossoneri. Gran cross di Florenzi dalla destra che pesca Loftus-Cheek che si gira benissimo e beffa il portiere dei francesi sull’angolino basso. Il Rennes cerca il pareggio ma i rossoneri reggono bene e finisce il primo tempo con i rossoneri in vantaggio. Inizia il secondo tempo e al 48’ arriva il raddoppio del Milan ancora con Loftus-Cheek. Su calcio d’angolo battuto da Florenzi e con Kjaer a fare da sponda per il centrocampista inglese che piazza il secondo goal che porta il risultato sullo 2-0. La partita si chiude al 53’ con il terzo goal dei rossoneri. Azione molto bene orchestrata fra Leao e Theo Hernandez, il duetto porta il portoghese al tiro e timbra il ritorno al goal e il tris per il Milan. Il Milan cerca di abbassare i ritmi del gioco forte del vantaggio ma nonostante il largo vantaggio al 72’ cerca anche il poker. Pulisic si libera dell’avversario e conclude in area di rigore ma Mandanda para, poi il pallone arriva ad Okafor e il portiere del Rennes salva ancora il risultato. Il Milan controlla fino alla fine il risultato e il Rennes non riesce ad rendersi pericoloso e non tenta neanche di accorciare le distanze in vista del ritorno della prossima settimana in casa sua. Finisce pertanto 3-0 per il Milan che mette una buona ipoteca sul passaggio del turno. Pioli ha rinunciato al turnover, considerando che la competizione europea è abbordabile per la squadra rossonera e che ormai il campionato è dei cugini nerazzurri. Si è rivisto in campo Thiaw, che tornando dopo 6 mesi dal lungo infortunio può far respirare alcuni uomini in difesa che in questi mesi hanno fatto gli straordinari come Kjaer. In attacco torna a segnare Leao che nonostante l’assenza dei goal ha sempre dato il massimo. Loftus- Cheek si è fatto trovare pronto e anche Pulisic, a differenza della partita in campionato con il Napoli dove sembrava un po' anemico, ha giocato un’ottima partita. Un po' sottotono Giroud ma è comprensibile visto la sua instancabile voglia di fare che ha dimostrato in questi mesi. I giochi non sono ancora chiusi ma se il Milan si presenta anche in Francia con questo atteggiamento e forma, gli ottavi sono suoi. Prima deve concentrarsi sul campionato perché il secondo posto è molto vicino e il Monza, nonostante nelle ultime prestazione non sia brillante, è sempre una squadra da non sottovalutare.

 

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A: Milan-Napoli 1-0. Basta un “Theo” per vincere e rimanere in scia della vetta

( febbraio 2024 )


Il Milan vince contro il Napoli 1-0 in una partita che certifica come i rossoneri siano la terza potenza del campionato. Il Napoli inizia meglio la partita e già al 9’ Kvaratskhelia fa quello che vuole sulla destra, salta Theo e serve al centro Simeone, che però non riesce a deviare la sfera in porta. Il Napoli tiene palla ma il Milan è bravo a reggere e alla prima occasione, che poi si rivelerà l’unica del primo tempo per i rossoneri, va in vantaggio. Al 25’ Leao imbuca Theo Hernandez con una gran palla in profondità e il francese la mette dentro con il sinistro e porta avanti il Milan. Un minuto dopo il Milan cerca di raddoppiare con il destro a giro di Leao dal limite dell’area ma Gollini vola e blinda la porta. Il primo tempo si conclude con il vantaggio del Milan. Il Napoli è stato più creativo e propositivo nel creare azioni ma il Milan è stato più concreto. Si inizia il secondo tempo con il Milan che cambia Calabria per Florenzi, uscito per l’ennesimo infortunio delle stagione nelle file dei rossoneri. È proprio il nuovo entrato che crea una grande occasione al 47’, servito da Adli, scarica un destro da fuori, ma Gollini blocca in due tempi salvando gli azzurri con un po' di fortuna. Al 55’ il Napoli va vicino al pareggio con Simeone, che approfitta di un grave errore di Bennacer in fase di disimpegno e calcia alto. Al 60’ ci prova Politano con un gran tiro a giro con il sinistro e la palla va di poco fuori. Al 70’ super occasione per il Milan con Leao che si costruisce un’azione da solo e conclude col destro da fuori ma la palla va a lato di poco. Allo scadere del 90’ brivido finale per i rossoneri. Su cross dalla sinistra di Lindstrom, Simic colpisce il proprio palo nel tentativo di anticipare l’avversario. Poi Maignan salva su Politano in angolo. Finisce con la vittoria dei rossoneri che si portano a meno uno dalla Juventus, anche se quest’ultima deve ancora giocare. Il Milan è stato cinico e concreto e ha saputo sfruttare le poche occasioni che il Napoli ha lasciato ai rossoneri. Il Napoli ci ha messo tanta corsa ma non è riuscito a rimediare allo svantaggio. Nei rossoneri bene l’autore del goal che sembra abbia ritrovato lo smalto dei tempi migliori. Nonostante non abbia segnato ottimo anche Leao che mette sempre pressione agli avversari. La difesa ha subito qualche sbavatura ma è a centrocampo che il Milan mostra più problemi dove troviamo in calo Pulisic e Bennacer non ha ancora trovato la forma migliore e come nella partita precedente ha fatto errori per scarsa concentrazione e forma. Non c’è tempo per festeggiare per i rossoneri che saranno impegnati in Europa League contro il Rennes e poi subito in campionato contro il Monza.

 

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A: Frosinone-Milan 2-3. Tre punti d’oro per Pioli, di rabbia e voglia

( febbraio 2024 )


Il Milan questa sera ha la grande occasione di rimettere un po' di pressione su quelle due davanti e quindi, di conseguenza, rimettersi a caccia del sogno Scudetto. Tra le due litiganti, ovvero Inter e Juventus, il Milan ha voluto con forza essere la terza che gode. Missione riuscita, anche se non senza difficoltà. La trasferta in sé non è proibitiva, dato che che i meneghini giocano sul campo del Frosinone. Che non si trova in una bruttissima situazione di classifica, ma ha un trend piuttosto negativo considerando le ultime uscite. I ragazzi di Di Francesco però sono quelli che più di molti altri giocano a calcio. Difettano di concentrazione sui novanta minuti e non sono lo stereotipo della difesa blindata, ma giocano per costruire azioni da calcio. Infatti il 4-3-3 mette subito apprensione alla retroguardia rossonera che rischia in avvio per un’eccessiva sicurezza nella costruzione dal basso. La sfida è aperta ed entrambi costruiscono azioni per andare in rete. Tuttavia la miglior qualità dei calciatori di Pioli fa la differenza e dal cross dalla sinistra di Leao, molto ispirato a cercare l’uno contro uno e la profondità, trova l’imperioso stacco di testa di Giroud che schiaccia nell’angolino basso dove Turati non può arrivare. Ospiti in vantaggio ma quando la sfida sembra già indirizzata ecco il colpo sfortunato. Involontariamente su di un traversone dalla destra basso dei padroni di casa, a cambiare la direzione della sfera ci pensa la mano di Leao. Dal dischetto Soule non sbaglia, anche se Maignan quasi ci arriva. Il match è aperto ed in parità vede entrambe le squadre alla ricerca del nuovo vantaggio, aiutate da due difese anche non attentissime. La dimostrazione avviene dopo 20’ minuti del secondo tempo. Pioli da poco aveva inserito Bennacer e Okafor per Reijnders e Cheek. Proprio all’algerino scappa in area Mazzitelli che con un diagonale sporco beffa Maignan non proprio irreprensibile. Ma il Milan c’è e non ci sta ad uno stop che vorrebbe dire molto in termini di classifica e morale. Al 72’ minuto da azione da calcio d’angolo sulla sinistra offensiva del Milan arriva il cross di Adli che trova ancora Giroud a destra bravissimo a superare il suo marcatore. Questa volta il francese non cerca la porta ma offre l’assist centralmente per l’arrivo in tuffo di Gabbia per il pareggio. L’inerzia della sfida è dalla parte dei rossoneri. Pioli ci crede come tutta la squadra e butta dentro anche Jovic per un 4-2-4 completamente a trazione anteriore. Da un traversone dalla sinistra d’attacco rossonera, al minuto 81’ l’appena entrato ex attaccante “Viola” approfitta in area piccola di un rimpallo tra due difensori del Frosinone. Gara ribaltata e Milan ora nuovamente in vantaggio. Il Frosinone ci prova, ma trova un “Diavolo” con il fuoco in corpo che non molla un solo centimetro e chiude il match sul 3 a 2 senza subire rischi. Vittoria doveva essere, e vittoria è stata. Con fatica, ma anche tanto cuore. In attesa del derby d’Italia, Pioli si avvicina a Inzaghi e Allegri.

 

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A: Milan-Bologna 2-2. Spettacolo ed emozioni a San Siro da due belle squadre

( gennaio 2024 )


Il Milan di questi tempi è piuttosto ritrovato e te lo attendi in gran spolvero, con idee, gambe e pure sprazzi di bel calcio. Il Bologna osannato per alcune sue individualità e per la manovra bella da vedere quanto efficace nei prime tre, quattro mesi, nell’ultimo periodo è parso smarrito, forse non abituato a stare sotto i riflettori e non in grado di gestire posizioni da Champions e tanti applausi. Quindi l’incognita al Meazza è che Bologna il “Diavolo” si troverà dinanzi? Quello che lotta con le grandi e ha anche eliminato dalla Coppa Italia l’Inter, oppure quella pasticciona delle ultime uscite? Pioli è tornato all’equilibrato 4-2-3-1 con tutti i suoi effettivi, o quasi. Visto che Gabbia affianca Kjaer come centrale di difesa. La sfida si presenta subito molto equilibrata con i rossoblu che vogliono fare la propria gara a viso aperto e il Milan vuole a tutti costi accorciare in classifica con quelle davanti per riagganciarsi al treno Scudetto. Infatti prima del 20’ minuto un’accelerazione a sinistra di Leao, porto il portoghese alla bordata in area ma il portiere è bravo a respingere. Sulla palla che è uscita dall’area giunge Calabria, la cui conclusione a giro esce di pochissimo dall’incrocio dei pali. Entrambe cercano di prevalere sull’altra ma c’è sostanziale equilibrio. Da un lancio lunghissimo dalla porta emiliana, la sfera giunge sulla destra a Zirkzee. Siamo verso la mezz’ora di gioco e la difesa tarda a coprire bene. Sulla prima e seconda conclusione in mischia la retroguardia rossonera ci mette una pezza. Tuttavia l’azione del Bologna è insistita e la sfera che era giunta in area piccola a sinistra, torna a destra sui piedi delicati dell’attaccante belga che anche per via della leggera deviazione di Hernandez, la sua conclusione pur da zona molto defilata, beffa Maignan sul suo primo palo, non proprio irreprensibile. Il Milan ci prova a cercare il pareggio e la grande occasione avviene al 36’ minuto quando Kjaer viene colpito da un mezzo calcio in area da un bolognese. Difficile capire anche alla moviola quanto sia fallo del difensore emiliano che vuole spazzare via il pallone e quanto lo svedese abbia abbassato la testa. L’arbitro dopo qualche minuto di analisi opta per il rigore, ma Giroud si fa ipnotizzare da Skorupski. I padroni di casa non si abbattono e 3’ minuti dopo imbastiscono una gran bella azione. Pulisic vede il movimento smarcante in corsia di Caloria che offre un bel assist nell’area piccola forte e teso che Loftus-Cheek tramuta nella rete del pareggio. Si apre il secondo tempo con immediatamente una possibilità di andare in vantaggio per entrambi. Zirkzee beffa Kjaer con finte ma a porta spalancata spara alto. Poco dopo su una palla in area bolognese mal rinviata, Reijnders dal limite calcia un bel tiro di precisione a giro che si stampa quasi perfettamente sull’incrocio alla sinistra di Skorupski. La partita è aperta e entrambe la giocano per vincere. Pioli e Motta ( espulso per troppe proteste nel primo tempo in occasione del rigore concesso ai milanesi ), optano per energie fresche. Ma Jovic fa rimpiangere uno stanco e provato Giroud. Ci vuole la giocata del singolo cosa che avviene ad un quarto d’ora dal termine. Dalla propria trequarti Leao parte palla al piede a sinistra e semina tutti come una Formula 1 contro delle utilitarie. Giunto in area emiliana viene vistosamente abbattuto dal difensore con una bracciata sul viso del portoghese. Sul dischetto si presenta Hernandez che colpisce il palo e sulla ribattuta insacca, ma da regolamento viene annullata la rete. Come in occasione del primo tempo, poco dopo il rigore sbagliato, il Milan si scuote e trova la giocata per andare in goal. Pure nello stesso modo. Non Pulisic ma Leao a destra apre per l’inserimento senza palla non di Calabria, ma di Florenzi che crossa in mezzo all’area per il colpo di testa imperioso di Loftus-Cheek che piega i guantoni di Skorupski. Siamo al minuto 83’ è i padroni di casa sono in gestione. I cambi di entrambi i mister si dimostreranno determinanti. Motta inserisce Orsolini, esperto di mille battaglie che al novantesimo, con un doppio passo in area calcia da destra a sinistra sul secondo palo. Terraciano, giovane in erba, arriva tardi sulla chiusura e trattiene per la maglia l’attaccante bolognese che poteva impattare sulla sfera solo e soletto davanti alla porta. La Var concede il rigore e Orsolini non sbaglia per il definitivo 2 a 2. Partita emozionante che lascia un po’ di amaro in bocca ai rossoneri, ma tante sfide il Milan le ha risolte proprio sul finale, quindi ci può stare di essere frenati allo stesso modo.

 

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A: Udinese-Milan 2-3. All’ultimo respiro in Friuli il “Diavolo” si avvicina alla vetta

( gennaio 2024 )


Il Milan centra la quarta vittoria di fila in casa dell’Udinese con un 3-2 in rimonta. I rossoneri partono subito forti con un ottimo possesso palla ma l’Udinese è ben chiuso. Al 15’ Leao trova un pertugio per servire Giroud: in area a tu per tu con Okoye calcia di potenza ma è bravissimo il portiere a respingere. Al 18’ ancora Giroud che con tocchi corti dei suoi compagni cerca di rigirarla verso la porta ma senza trovare il vantaggio. Al 24’ la prima azione dei padroni di casa con Lucca che in area piccola viene anticipato dal un attento Kjaer. Al 32’ il risultato cambia in favore degli ospiti. Leao trova in verticale Theo Hernandez, cross arretrato per Loftus- Cheek che apre l’interno e piazza il pallone nell’angolino che segna il vantaggio per i rossoneri. A causa dei cori razzisti la partita viene momentaneamente sospesa ma fortunatamente per coloro che amano il calcio riprende e al 41’ arriva il pareggio con Samardzic che riceve, finta il tiro col sinistro e lascia sul posto Kjaer. Poi calcia e la piazza nell’angolino.1-1 e palla al centro. Ancora Samardzic al 43’ che ci prova dalla distanza ma coglie l’esterno della rete. Nella ripresa al 51’ Leao si rende pericoloso in area ma la difesa friulana spazza via. Al 58’ Pulisic disegna sulla testa di Giroud con un traversone della destra. Il francese svetta alto e colpisce ma Okoye si allunga e blocca il pallone. Al 62’ Thauvin prova a passare in mezzo a Reijnders e Theo Hernandez. Il francese si impappina con la palla tra i piedi e passa Thauvin che davanti a Maignan battezza il tiro sotto la traversa per il 2-1. Il Milan soffre e solo grazie a Maignan e Gabbia in diverse occasioni, non aumentano il distacco. Il Milan si risveglia solo dopo le sostituzioni. Ed è proprio Jovic che pareggia i conti all’83. Cross di Theo Hernandez, Giroud la gira e coglie la traversa. Pallone sulla riga ma arriva Jovic che insacca. La partita volge al termine e sembra tutto andare verso il pareggio ma nei minuti di recupero il Milan ci crede e al 93’ i rossoneri si portano a casa i tre punti. Su calcio d’angolo, sponda di Giroud sul secondo palo per Okafor che controlla e batte Okoye da pochi passi. Finisce 3-2 per i rossoneri. Merito al Milan di averci creduto fino alla fine e di aver avuto un grande cuore. Pioli grazie a cambi, come non mai azzeccati, raggiunge la 100esima vittoria in campionato. Il Milan cercherà nel prossimo turno contro il Bologna di portare avanti la striscia positiva di questo ottimo periodo.

 

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A: Milan-Roma 3-1. Tra deluse la spunta il gruppo di Pioli

( gennaio 2024 )


Entrambe le squadre arrivano a questo appuntamento dopo la cocente eliminazione dalla Coppa Italia. Il Milan battuto dai bergamaschi e la Roma, molto più bruciante nel derby cittadino. E i giallorossi, a differenza dei rossoneri, hanno meritato la sconfitta dopo non essere riusciti a creare nulla nella sfida contro la Lazio. Il Milan ha già comunque avviato un trend positivo in Campionato, dopo la bella vittoria in Toscana contro l’Empoli, mentre la Roma, falcidiata da uno stato di forma fisico della squadra forse pure peggiore di quello dei meneghini, giunge da un solo punto in due match. Tutte e due le squadre a San Siro non possono accontentarsi del pareggio e di fatto la gara si presenta immediatamente vivace. Schema antico per i padroni di casa che tornano ad un equilibrato ma estroso 4-2-3-1 con Theo rientrato nel suo ruolo naturale di terzino sinistro. I capitolini si schierano con un aggressivo 3-5-2 con il rimpatrio al Meazza da avversario di Lukaku. La miglior pulizia di idee dei lombardi porta all’11’minuto ad un pregevole giro palla dai piedi buoni al limite dell’area giallorossa, con Pulisic che da destra la lascia a Reijnders che appoggia centralmente ad Adlì. Il centrocampista è bravissimo a fintare il tiro mettendo letteralmente a sedere il difensore che ha dinanzi. Gli si apre praticamente lo specchio della porta e con il suo tiro a incrociare rasoterra perfora un incolpevole Svilar. La gara è ancora aperta e se la Roma prova a costruire qualcosa, ma con un’articolazione del giro palla non certo fluida e incisiva, il Milan ha la possibilità di chiudere in ripartenze, come quella che vede la locomotiva Hernandez, da zona a dir poco defilatissima colpire con una bordata il palo. La pressione ospite produrrà un tiro sulla destra in area pericoloso ma che vede un Maignan attento e bravo a rifugiarsi in angolo. La ripresa mostra il Milan in gestione e dopo una decina di minuti chiudere virtualmente la sfida. Adlì dalla trequarti sinistra apre benissimo in area sul versante opposto e il colpo di testa di Kjaer è l’assist perfetto in mezzo all’area piccola per l’onnipresente Giroud che a due passi non può sbagliare. Gara in mano ma a 20’ minuti dal termine un’ingenuità di capitan Calabria la riapre. Infatti il terzino destro italiano aggancia all’interno dell’area il piede di Pellegrini che si stava muovendo orizzontale e il fallo da rigore è ineccepibile. Dal dischetto Paredes non sbaglia ed è strano che non sia andato il belga a calciarlo. Ci sono ancora minuti a sufficienza per vedere una Roma arrembante alla caccia del pareggio, ma i cambi di Pioli danno ancor più solidità e freschezza alla sua squadra che non và mai in affanno. Complice una Roma confusionaria e che gioca unicamente sulle sponde di Lukaku che si muove sempre spalle alla porta per smistare ai sui compagni che arrivano per calciare. Il Milan è attento e al minuto ’83 una doppia magia la chiude veramente. Theo parte alla sua maniera a sinistra e usa Giroud come sponda. L’attaccante francese è splendido nel servirlo di spalle, sotto marcatura con un colpo di tacco che passa sotto le gambe del suo difensore. L’assist è perfetto per l’inserimento di Theo che dentro l’area lascia partire un terra-aria imprendibile che sembra spacchi la porta tanta è la violenza. C’è tempo, dopo il 3 a 1 di vedere una bella parata in angolo di Maignan ed anche un palo a Svilar battuto da parte di Musah che come uno slalolimista aveva superato mezza Roma. Un buon Milan ha vinto di qualità e quantità contro una Roma non brillante, anche se combattiva. Ora i rossoneri blindano il proprio terzo posto e tengono il passo della capolista. Nella speranza che le due davanti compiano passi falsi.

 

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C.I.: Milan-Atalanta 1-2. La “Dea” elimina il “Diavolo” dalla Coppa Italia

( gennaio 2024 )


Il Milan perde 2-1 contro l’Atalanta, nei quarti di finale di Coppa Italia e lascia una competizione e un trofeo che poteva benissimo conquistare visto le avversarie superstiti. Le due squadre iniziano subito con il freno tirato e nei primi dieci minuti non arrivano clamorose occasioni ed anche dopo 25 minuti regna l’equilibrio tra Milan e Atalanta. I rossoneri portano avanti il solito fraseggio e gestiscono il possesso alla ricerca di spazi per piazzare l’occasione giusta ma la Dea è sempre in agguanto e attenta per ogni possibile ripartenza. Al 35’ gli ospiti arrivano ad un passo dall’1-0 con una sponda di De Ketelaere per De Roon che non riessce a trovare l’impatto giusto. Primo pericolo per il Milan. Ma al 45’ arriva, su ripartenza dei rossoneri, il guizzo vincente di Leao a sbloccare la partita che con un tiro chirurgico riesce a colpire Carnesecchi per il vantaggio rossonero. La palla al centro, ma è già tempo di pareggiare i conti. Con una grande reazione della Dea, il risultato si porta sull’1-1 con il goal di Koopmeiners che riceve un assist prezioso da Holm. Si chiude il primo tempo con il risultato di parità, dopo che il Milan ha rischiato di andare sotto nell’ultimo minuto, salvato da Calabria che sventa un attacco di Pasalic per ben due volte. Riprende la partita e al 59’ dopo un controllo della Var, viene assegnato un calcio di rigore per i nerazzurri per un contratto tra Miranchuk e Jimenez in area. Dal dischetto non sbaglia Koopmeiners e porta il risultato sul 2-1 per la Dea. L’Atalanta forte del vantaggio al 63’ con il belga De Ketetaere arriva ad un passo dal 3-1 sfruttando una buonissima palla di Ruggeri dalla sinistra. Il tiro però non ha forza e finisce tranquillamente tra le braccia di Maignan. La partita volge lentamente verso la fine e il Milan, come per tutti il secondo tempo, non trova spunti per portare a casa il risultato e per riportare in parità la partita ed andare agli eventuali supplementari. All’ultimo minuto del recupero aspra contestazione per un possibile rigore non dato dalla Var ai rossoneri che fa concludere la partita con la vittoria dell’Atalanta che troverà in semifinale la Fiorentina. Il risultato più giusto sarebbe stato il pari, in quanto ai punti le due compagini risultano sia per tiri che per occasioni uguali. Il Milan ha fatto un ottimo possesso palla, ma non è riuscito ad avere la forza di creare occasioni pericolose, nonostante una squadra che soprattutto nel secondo tempo, dopo vari cambi era prettamente offensiva con Leao, Jovic, Giroud. Molto probabilmente è mancato il centrocampo che nonostante la mole di lavoro creata non trovava i suoi attaccanti, considerando il fatto che la formazione nel secondo tempo era poco equilibrata. Il Milan esce pertanto dalla competizione e dovrà concentrarsi sul prossimo impegno in campionato con la Roma.

 

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A: Empoli-Milan 0-3. Rossoneri, belli e compatti come alla prima di agosto

( gennaio 2024 )


Il Milan vince 3-0 la prima partita del 2024 in Campionato contro l’Empoli. I toscani devono cercare di fare punti per uscire dalla zona retrocessione, ma anche i rossoneri, sapendo già il risultato negativo della diretta inseguitrice Fiorentina non possono sbagliare. Il Milan inizia subito nel migliore dei modi e all’11 va già in vantaggio con Loftus Cheek. Su accelerata di Leao sulla sinistra, il portoghese passa all’inglese che tutto solo di destro non sbaglia per il vantaggio dei rossoneri. Il Milan gestisce il gioco e l’Empoli non si propone. Al 31’ il Milan raddoppia con Giruod su rigore per un tocco di mano in area di Maleh. Primo tempo a favore del Milan, che gioca palla in modo molto organizzato e con l’Empoli che non reagisce e praticamente non riesce a vedere la porta avversaria. Il Milan riprende il secondo tempo, forte del doppio vantaggio, commettendo alcuni errori di costruzione che permettono all’Empoli di acquistare fiducia e di farsi avanti. Al 51’ arriva il primo squillo della partita dei toscani con Baldanzi, ma para facile Maignan. Al 62’ Pulisic colpisce di testa ma Caprile respinge e manda sopra la traversa, facendo sfumare il terzo goal per i rossoneri. I padroni di casa sembrano reagire e al 66’ Cambiaghi ruba palla a Leao, crossa in area ma prontamente spazza Kjaer. Due minuti più tardi ancora Cambiaghi ma il tiro ancora a lato. Il Milan soffre e al 71’ rischia con una super giocata di Cancellieri sulla sinistra, tiro forte in porta dove respinge Maigna: sul rimpallo altra conclusione di Caputo che termina in calcio d’angolo. I toscani si fanno vedere ancora un paio di volte ma senza trovare il goal e all’89’ arriva la doccia fredda per l’Empoli con il terzo goal dei rossoneri. Da calcio d’angolo dell’Empoli riparte Pulisic in contropiede che si fa tutto il campo, scarica per Traore che batte Caprile e segna il suo primo goal anche in campionato, dopo aver segnato il suo primo goal in rossonero in Coppa Italia. Termina la partita e il Milan si porta a casa i tre punti. Vittoria meritata per i rossoneri, anche se il risultato è un po' largo perché l’Empoli avrebbe meritato qualcosa in più nel secondo tempo. Tutta la squadra rossonera ha giocato discretamente bene, tenendo il campo. Da segnalare l’ennesimo infortunio per i rossoneri, questa volta di Florenzi. Il Milan si trova ben saldo in terza posizione e stacca la Fiorentina a più sei. Per l’Empoli invece sfuma la possibilità di superare Cagliari e Verona e rimangono in penultima posizione. Il Milan non può prendere fiato e gioire della vittoria perché torna già in campo mercoledi contro l’Atalanta per i quarti di Coppa Italia. In campionato invece troverà la Roma.

 

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C.I.: Milan-Cagliari 4-1. Giovani “Diavoli”, fanno sorridere Pioli

( gennaio 2024 )


Eccoci alla prima uscita del Nuovo Anno. Con le critiche che giungono da mesi una partita sì e una partita no, Pioli, in questa gara di apertura della Coppa Italia, si trova dinanzi ad un bivio. Usare i soliti titolari, evidentemente stanchi e magari di testa già proiettati al Campionato, o spolverare giovani anche un po' acerbi, ma vogliosi di fare? Napoli e Inter, anche se in modo diverso, hanno già lasciato la Coppa Italia, anche per mancanza di spirito vero nelle loro sfide. Quindi il mister decide per rivoluzione totale. Solo tre titolari in campo. Hernandez, Reijnders e Calabria, ma solo l’italiano nella sua corretta posizione tattica. Infatti dopo mesi di 4-3-3, anche se tutti della seconda linea, ci si posiziona nel vecchio dispiegamento 4-2-3-1. Theo centrale insieme al giovane Simic e Jimenez, ancor più in erba come terzino sinistro al posto del campione francese. In mediana due dai piedi buonissimi come Adlì e Reijnders. A supportare l’unica punta Jovic, tre brillantissimi Romero, Traorè e Chukwueze. Dopo i primi 10’ minuti dove il quadrato 4-4-2 sardo mette un po' in difficoltà la nuova truppa milanista e Mirante in porta deve compiere d’istinto una prodezza su colpo di testa di Petagna, i padroni di casa prendono sicurezza e confidenza. I tre trequartisti puntano sempre l’avversario e sopratutto Jimenez, per corsa e intraprendenza non fa quasi rimpiangere in corsia Hernandez. Adlì recupera e illuminante e il suo diagonale apre a sinistra per Jovic che traccia anche lui il giusto diagonale, ma Radunovic para a terra. C’è tanta voglia da parte dei ragazzi del Milan. La scommessa di Pioli è già vinta, perché è decisamente un Milan pimpante che corre e si danna l’anima, magari un po' confusionario in alcune giocate, visto che specie i tre trequartisti sono troppo innamorati della palla e abusano di finte e controfinte. Intanto il Cagliari si stanca a inseguire i giovani demoni e al 29’ minuto da sinistra, da centrocampo, Hernandez crossa perfettamente a destra per Jovic che stoppa bene in equilibrio precario, complice il buco del suo marcatore e batte al volo Radunovic per l’1 a 0. Milan avanti e sulle ali dell’entusiasmo. Il Cagliari si sgonfia un po' e al 42’ minuto, nella propria metà campo perde palla, facendo partire la locomotiva Hernandez che taglia tutto il rettangolo di gioco alla sua maniera imprendibile e giunto al limite dell’area libera a destra benissimo Jovic che tira verso la porta quasi in scivolata e complice una mezza papera del portiere sigla la sua doppietta. Cagliari abbattuto e neppure 5’ minuti della ripresa che in mischia, con caparbietà dei soliti giovani rossoneri, dentro l’area Tarorè la butta dentro mentre sta cadendo a terra. Gara chiusa e le uniche emozioni le dà Leao che vuole segnare per sbloccarsi, cercato con insistenza dai compagni. A 3’ minuti dal novantesimo, da un tiro da lontano arriva la rete della bandiera sarda, con Mirante beffato da una deviazione. Ci pensa il portoghese a rimettere in pieno recupero le giuste distanze con un tiro basso a giro dalla sinistra. Pioli ora sa che che può avere delle brillanti alternative. Quarti raggiunti e entusiasmo globale ritrovato, anche per la rincorsa al Campionato.

 

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A: Milan-Sassuolo 1-0. Spauracchio emiliano superato e rilancio al terzo posto

( dicembre 2023 )


Sembrerà strano, ma oramai per entrambe le milanesi, vedere il Sassuolo al Meazza, è quasi un incubo. Non solo i biancoverdi mettono a San Siro in difficoltà enorme le due milanesi, ma ne escono ultimamente anche da vincitori. Tranne Tomori indisponibile, con Hernandez ancora una volta spostato al centro affianco a Kjaer con Calabria e Florenzi nei loro ruoli da terzini, la squadra è quella tipo. Certo Leao e Bennacer recuperati dopo infortuni, non sono ancora al meglio, ma il loro peso in campo si sente. I padroni di casa sentono il fiato sul collo della Fiorentina, che vincendo il giorno prima hanno agganciato proprio i rossoneri al terzo posto. Così i meneghini partono fortissimi e i tre davanti pressano altissimi appoggiati dalle altre due linee cortissime. In un quarto d’ora creano almeno tre palle goal con una che è anche arrivata, ma annullata per evidente fuorigioco. Quando dopo 20’ minuti la pressione rossonera si affievolisce, gli ospiti iniziano a respirare e a farsi vedere anche davanti. Poco dopo la mezz’ora, il solito Berardi, dalla sua mattonella preferita, ci prova da fuori con un velenoso tiro a giro e a scendere. Maignan è bravissimo con le punta dei guantoni a smanacciare sopra la traversa. Il Milan ci prova ma anche gli emiliani hanno fame di punti, vista la situazione non proprio rosea in classifica. Ancora una volta il Milan và in rete, ma Leao è in fuorigioco. Il portoghese è il più cercato, ma è evidente che il suo smalto attuale non è il solito. Manca di esplosività e coordinazione, ma non lesina in impegno e voglia. Tuttavia il Milan non è solo Leao. I centrocampisti si muovono tanto e sono sempre lì a ridosso dell’area del Sassuolo. A meno di un quarto d’ora dall’inizio del secondo tempo ecco che arriva la giocata giusta di Bennacer che vede l’imbucata perfetta di Pulisic che taglia in diagonale dentro l’area emiliana. Tressoldi in scivolata intercetta l’assist rasoterra ma Pulisic vi arriva comunque e supera Consigli. Padroni di casa in vantaggio che non hanno problemi a reggere la reazione del Sassuolo, che di fatto è poca cosa e si concretizza in un paio di tiri da fuori che sono ordinaria amministrazione per Maignan. Anzi sono i lombardi ad andare più vicini alla rete per il raddoppio. Senza troppi sforzi il Milan controlla e porta a casa con la rete dell’americano tre punti d’oro che le permettono di rimanere al terzo posto solitario e di accorciare sulla capolista. Che è ancora lontana, ma ci sono ancora tante partite da giocare. Un buon Milan in crescita, per compattezza e spirito.

 

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A: Salernitana-Milan 2-2. Solo pareggio in casa dell’ultima in classifica

( dicembre 2023 )


L’obiettivo del Milan, è dare seguito alla bella prestazione vincente al Meazza contro il Frosinone. Riassemblata la squadra titolare dopo tanti infortuni, Pioli scende in Campania con un aggressivo 4-3-3. Si parte e gli undici meneghini, tranne ovviamente il portiere, si riversano nella metà campo dei padroni di casa mettendo subito in apprensione la loro retroguardia. Ma la squadra dell’ex Pippo Inzaghi ha fame di punti per ritornare in scia salvezza. E risponde agli ospiti impegnando severamente Maignan. La partita è aperta ma al 17’ minuto sono i lombardi a passare avanti su corner. Da sinistra la sfera giunge a destra a Leao che si porta sul fondo con una sua bella accelerata, traccia un teso rasoterra a due passi dalla linea di porta dove Tomori è il più lesto a spingerla dentro. Partita in discesa per i rossoneri? Assolutamente no. I ragazzi di Inzaghi non si scoraggiano e piano piano prendono il sopravvento nei singoli duelli. Il Milan del primo quarto d’ora sparisce e i campani corrono il doppio e manovrano bene. Maignan almeno due volte è chiamato in causa in modo importante. Al 41’ si salva su corner. Tuttavia, dallo stesso calcio d’angolo, la linea difensiva milanese è statica e di testa la Salernitana trova anche meritatamente il pareggio. La ripresa è piuttosto vivace ed entrambe non si accontentano di spartirsi il punticino. Prima Inzaghi perde il suo attaccante Dia, ma in al 63’ minuto è Tomori che si blocca sulla propria retroguardia. Nella stessa azione i padroni di casa ne approfittano e rapidamente si portano al limite dell’area e con un tiro insidioso Candreva trova impreparato sul proprio palo Maignan. Salernitana ora avanti e a gestire la gara. Pioli che aveva lasciato nell’intervallo Kjaer per il giovane Simic, perde l’altro centrale. Dunque Hernandez deve tornare al centro della difesa, dove ha già dimostrato di non trovarsi proprio a suo agio. Il Milan è scoordinato e anche demotivato nella ricerca del pareggio e mostra il fianco anche alle ripartenza dei salernitani. Al 70’ Pioli prova la carta Jovic che ha già mostrato nelle ultime uscite di essere in ottima risalita. Invece di prendere il posto di Giroud, che è stato molto in ombra per tutto il match, l’affianca davanti in una sorta di 4-2-4. Lo stesso Jovic è bravo in un cross e reattivo a colpire due volte nella stesso traversone, ma altrettanto brillante è la doppia risposta dell’estremo difensore avversario. Al 90’, però la coppia d’attacco confeziona la rete del pareggio. Con il francese che fa la torre di testa per il colpo vincente al volo di Jovic. In pieno recupero Calabria avrebbe di testa anche l’occasione del 3 a 2, ma Costil è bravo a respingere in angolo. Sarebbe stata comunque moneta troppo ricca. Per occasioni create il 2 a 2 finale è il risultato più giusto. Purtroppo il Milan non ha mantenuto concentrazione, testa e gamba per tutta la sfida, ma come sempre bisogna fare i conti anche con la squadra che ha si dinanzi. Ora il rischio è rivedere le proprie rivali in classifica guadagnare terreno.

 

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A: Milan-Frosinone 3-0. Carattere, gioco e voglia portano al rilancio in Campionato

( dicembre 2023 )


Archiviata la prima fase della Coppa europea, bisognava vedere come era stata digerita l’eliminazione dalla Champions. Dalla partita disputata dai ragazzi di Pioli davanti al proprio pubblico, pare che abbia prevalso più la soddisfazione di aver vinto in rimonta in Inghilterra contro il Newcastle, che non la delusione di essere scivolati indietro in Europa League. Guardare il bicchiere mezzo pieno, spesso fa una grande differenza. Pareggiare o perdere in terra d’Albione, avrebbe non solo comunque privato il Milan dalla partecipazione, ma anche di un ulteriore abbassamento della propria autostima e consapevolezza dei propri mezzi. Il Milan è rimasto in Europa e a quanto pare anche in Campionato. Il ritorno di Leao, anche se non al 100% sulla zona d’attacco sinistra, con Pulisic dirottato nella sua originale d’esterno offensivo di destra, ha subito dato un altro slancio ai rossoneri nel loro aggressivo avvio di partita. 3’ minuti sono bastati ai meneghini contro il 3-4-2-1 brianzolo di Palladino per creare una gran palla goal e poi passare in vantaggio. Grande azione di Rejnders che palla al piede da fuori area, salta tre difensori, proiettandosi verso Di Gregorio, e beffandolo sotto le gambe con un tiro di punta che anticipa la chiusura dell’ultimo difensore del Monza. Inventiva, tecnica e fortuna giunta per caparbietà sono il sunto dell’azione dell’olandese. Ma anche della gara dei padroni di casa. Il ritorno di Theo Hernandez come terzino sinistro non solo ha fatto guadagnare un binario di eccellenza al Milan, ma sopratutto una copertura davanti a Maignan degna di questo nome. Con la coppia ritrovata di Tomori e Kjaer da centrali, ogni tentativo degli undici di Palladino si infrange contro di loro. Il Milan è su ogni pallone, forse un po' debole in fase di interdizione a centrocampo, ma bisogna dare merito ai brianzoli di saper tenere campo e palla molto bene. Tuttavia la concentrazione dei milanesi è tale che Maignan dovrà compiere una vera parata solo nella ripresa, quando il risultato era già stato messo in cassaforte. Infatti dopo una fase centrale di primo tempo dove gli ospiti provano a reagire, i rossoneri, colpiscono al 41’ con una bella azione insistita e avvolgente della squadra di Pioli e si conclude con un’accelerazione di Leao a destra e suo suo cross tagliente rasoterra che attraversa tutta l’area piccola, trova la spinta vincente del giovanissimo Simic. Per inciso subentrato a Pobega per l’ennesimo infortunio muscolare. Di Gregorio era già stato bravo in precedenza a rispondere ad un paio di conclusioni e dopo il 2 a 0, poco prima di entrare negli spogliatoi, pure fortunato sul bel tiro a giro di Pulisic che colpisce la parte interna della traversa con il portiere statico e incredulo. Nella ripresa il Monza gioca e tiene palla e dominio territoriale ma è alquanto sterile grazie al lavoro di copertura dell’intero Milan. Come dicevamo Maignan dovrà compiere una bella parata ma in ripartenza il Milan impegnerà seriamente almeno altre tre volte Di Gregorio, che comunque non potrà impedire a Okafor di calare il tris dopo una bellissima azione corale del Milan, iniziata in mediana da Bennacer, rifinita con classe da Rejnders e gestita di intelligenza di prima da Giroud che serve la palla goal a Okafor da poco entrato. Purtroppo la gara dell’attaccante durerà meno di un quarto d’ora per altro stop muscolare. Il Milan vince 3 a 0 con pieno merito dopo una prestazione ricca di tanta voglia di fare bene e accorciare con chi le sta davanti. Il Campionato è ancora lungo e tutto può accadere ancora.

 

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C.L.: Newcastle-Milan 1-2. Milan corsaro e vincente, ma scende in Europa League

( dicembre 2023 )


Il Milan batte il Newcastle per 2-1 nell’ultima partita della fase ai gironi della Champions League 23/24. Stasera il Milan si gioca tutto ed era costretto a vincere anche solo per andare in Europa League in quanto per accedere agli ottavi deve sperare in una sconfitta del Psg. La partita nel primo tempo non è molto emozionante. Il Milan, forse per la tensione di dover assolutamente vincere per rimanere in Europa, non riesce ad impostare azioni. Al 20’ salvataggio miracoloso di Tomori, che risulterà il migliore in campo, che quasi sulla linea evita che Almiron metta dentro il pallone. Il Milan sembra quasi rassegnato e non crea azioni degne di nota tanto che al 33’ va addirittura in svantaggio. Una botta di destro del brasiliano Joelinton, appena dentro l’area manda il pallone sotto la traversa per 1-0 dei padroni di casa. Il secondo tempo riparte con un orecchio alla partita del Psg, che prima va in svantaggio ma in cinque minuti riporta il risultato in parità. Il Milan si risveglia, forse perché vede l’opportunità europea e al 60’ ottiene il pareggio. A pochi passi dalla porta, Pulisic mette in rete facilmente dopo la deviazione di Giroud. Al 69’ miracolo di Maignan che devia sulla traversa un bel tiro da fuori area di Bruno Guimaraes. Il Milan cerca di vincere e al 79’ davanti a Dubravka, Leao spara sul legno e si mangia il goal del raddoppio. Raddoppio che arriva al 84’ con Chukwueze, appena entrato, che trova il tiro a giro perfetto per battere il portiere degli inglesi. Nei minuti di recupero prima con Theo Hernandez che non sfruttando la mancanza di Dubravka dalla porta e poi con Tomori che colpisce il palo non riescono a portare il risultato sul 3-1. Finisce con la vittoria del Milan e considerando il pareggio del Psg, permette ai rossoneri di restare in Europa, seppure nella competizione inferiore ma non meno importante, visto che c’è sempre un trofeo che si può aggiungere in bacheca. Timido il primo tempo per il Milan che non riesce a costruire azioni offensive, mentre i padroni di casa si sono dimostrati molto più aggressivi e decisi, non soltanto nel pressing alto ma anche nel tenere bene il centrocampo. Meglio i rossoneri nel secondo tempo, forse per paura di fare una figuraccia, che hanno cercato di costruire azioni che gli hanno permesso di ribaltare lo svantaggio iniziale e di vincere la partita. Si conclude per quest’anno l’avventura dei rossoneri in Champions, in un girone equilibrato ed incerto fino alla fine. Vedremo nel nuovo anno e nella nuova competizione europea, se i rossoneri riusciranno a proseguire nel cammino europeo fino alla fine.

 

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A: Atalanta-Milan 3-2. La “Dea” infrange i sogni al “Diavolo”

( dicembre 2023 )


Il Milan perde l’ennesima partita per 3-2 contro l’Atalanta, confermando i continui alti e bassi di una squadra che quest’anno non riesce ad avere una continuità di risultati. Questo ha portato i rossoneri al terzo posto in classifica, con un distacco notevole dalla seconda in classifica la Juventus di ben sette punti. I rossoneri devono tenere un occhio alle spalle visto che le dirette avversarie posso portarsi a due punti dal terzo posto. L’Atalanta inizia subito bene ma De Ketelaere sbaglia clamorosamente due goal nei primi 20 minuti della partita. Al 27’ il Milan va vicino al goal con un tiro di Tomori, ma Musso blocca il pallone. Il Milan non crea molte occasioni ed è l’Atalanta che si fa sotto cercando di andare in vantaggio. Vantaggio meritato che arriva al 38’ con un tiro di Lookman deviato da Tomori che beffa Maignan. Il Milan riprende la partita e pareggia subito nei minuti di recupero del primo tempo con Giroud che su colpo di testa da corner batte Musso. Riparte il secondo tempo e l’Atalanta entra meglio in campo e con più voglia di vincere rispetto ai rossoneri. Al 55’ i padroni di casa ritornano in vantaggio con Lookman su assist di De Ketelaere. Malissimo la marcatura sul nigeriano lasciato libero di trafiggere Maignan. L’Atalanta si rende più volte pericolosa e solo grazie ad un enorme Maignan si salva. All’80’ inaspettatamente i rossoneri pareggiano con Jovic. Su cross basso di Pulisic, l’ex viola non sbaglia a porta spalancata. I rossoneri, nonostante il pareggio raggiunto, si innervosiscono, forse perché non riescono a fare gioco e continuano a fare falli per spezzare la partita. Al 93’ infatti viene espulso Calabria e si ritrovano in dieci. Al 95’, approfittano del delicato equilibrio in difesa, i nerazzurri calano il tris con un colpo di tacco di Muriel che batte Maignan. I rossoneri provano per la terza volta a rimediare al risultato un minuto più tardi con un tiro di Tomori ma senza risultato. Si conclude la partita con una meritata vittoria dell’Atalanta e che vede il Milan uscire da Bergamo con una sconfitta che mette in luce la difficoltà dei rossoneri di creare azioni e la poca continuità nei risultati. A questo ritmo e visto quello sostenuto delle avversarie il Milan deve mettersi il cuore in pace e cercare di pensare ai vari impegni volta per volta perché oggi forse la testa era rivolta alla partita di Champions da dentro e fuori che si giocherà mercoledì. I rossoneri inoltre devono essere meno nervosi e compattarsi meglio nelle difficoltà e cercare un gioco corale cosa che non sempre avviene, come questa sera che solo i singoli come Maignan, Giroud e Jovic hanno permesso di non fare una figuraccia.

 

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A: Milan-Frosinone 3-1. Contratto inizialmente, poi il Diavolo vola

( dicembre 2023 )


La sconfitta in Champions, per mano dei tedeschi del Borussia, aveva lasciato strascichi di polemiche. Non solo per aver perso, ma per la prestazione molto al di sotto delle aspettative, con zero reazione nei momenti di difficoltà e per l’immancabile guaio muscolare. Al Meazza si presenta un Frosinone forte di un gioco corale di alto livello che può e ha messo in difficoltà tutti quanti sino ad ora. Pioli opta nel suo 4-3-3 con ben tre centrali di difesa non disponibili, per la coppia Tomori e Hernandez. Al posto del forte e veloce terzino sinistro francese, l’esperto italiano Florenzi a sinsitra. Il centrocampo è muscolare con Loftus-Cheek e Musah con Reijneders ad inventare ed accelerare. Davanti senza Leao e Giroud, a comporre il tridente con Pulisic, la rapidità di Chukwueze e la classe di Jovic. I meneghini sanno bene di essere sotto esame e la prima mezz’ora di gioco dei padroni di casa è alquanto contratta senza lampi particolari. Jovic inventa un bell’assist per l’inserimento di Musah che colpisce il palo interno, ma l’azione era viziata dal fuorigioco dello statunitense. La gara si accende negli ultimi 5’ minuti del primo tempo. Tomori in fase d’impostazione al 41’ minuto rallenta lo scarico e si fa rubare la palla. L’attaccante del Frosinone giunto in area si fa ipnotizzare da un grande Maignan in uscita. Per la legge del calcio, da goal sbagliato a goal subito. Infatti un minuto dopo, su ribaltamento di fronte, la sfera carambola in area avversaria impennandosi. Jovic non aspetta il rimbalzo e in mezza volé al volo perfora la porta. Quasi il Milan, sulle ali dell’entusiasmo rischia di andare negli spogliatoi sul 2 a 0, ma la conclusione esce di poco. Tuttavia, occorrono appena 7’ minuti della ripresa per mettere in banca il match. Profondo e precisissimo il rinvio di Maignan che pesca Pulisic partire in linea con tre difensori. L’americano resiste e protegge la sfera dalla pressione dei marcatori, si sposta a destra e con un tiro alto quasi a pallonetto insacca per il 2 a 0. Milan in piena fiducia e anche in totale controllo della partita. Al 74’ giunge, su schema da bandierina, il terzo goal. Tomori appoggia in rete la palla. Il Frosinone prova a scuotersi ma la rete su cross insidioso che beffa tutti, compreso Maignan, giunge troppo tardi per riaprire la sfida. Il Milan riprende dunque quota in classifica, rimanendo in scia della capolista bianconera e avvicinandosi ai cugini che devono ancora scendere sull’ostico prato dei Campioni d’Italia in carica. Tre punti e ritrovata serenità e fiducia per le prossime sfide nazionali e continentali.

 

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C.L.: Milan-Borussia D. 1-3. Sconfitta che potrebbe costare carissimo

( novembre 2023 )


Recuperate pedine importanti, come Giroud e Loftus-Cheek, rispetto alla sfida di sabato al Meazza in Campionato, il Milan si lancia in questa gara con un obiettivo unico. Prendersi con la vittoria anche ottime possibilità di passare il Girone. 4-3-3 aggressivo per Pioli che parte subito fortissimo con pressione alta, possesso palla e occupazione della metà campo tedesca. Così in 5’ minuti giunge una buona occasione e con Chukwueze, dopo una doppia finta il suo tiro sbatte in piena area, la parata di braccio, ma non del portiere. Rigore piuttosto limpido che però Giroud, calcia male tra forza e angolazione e il portiere respinge lateralmente. Rigore sbagliato, e 4’ minuti dopo, Calabria, stende in piena corsa sulla sua fascia l’esterno del Borussia, e rigore procurato. Purtroppo Maignan indovina e quasi ci arriva, ma questo penalty è decisamente tirato meglio. I meneghini accusano il colpo, e a differenza di quanto accaduto con il PSG non c’è reazione. Tutto il contrario. Senza troppo faticare, gli ospiti trovano spazi, gestione palla e potenziali ripartenze per fare ancora male. Il Milan è scollato nei reparti e manca intensità. Hernandez fa il compitino e Giroud pare il fantasma di se stesso. Adlì prova qualche apertura, ma sono in pochi a farsi vedere, tra questi Calabria e Chukwueze. Proprio sul loro binario al 37’ giunge il pareggio con Chukwueze, che sulla corsia destra si libera, entrato in area piuttosto defilato, passa in mezzo a due difensori e supera il portiere sul palo lontano, aiutato anche dalla deviazione di un polpaccio tedesco. Quasi sul recupero della prima frazione Calabria, su assist dalla sinistra di Pulisic, ha di testa la palla buona per il ribaltone, ma non inquadra la porta. Poco male, c’è tutto un secondo tempo da disputare e ti attendi un Milan rinvigorito dal pareggio attenuto e pronto all’assalto per la conquista dei tre punti. Invece il Borussia, con calma olimpica, tiene il campo con sicurezza e padronanza e dopo 5’ minuti altra tegola per Pioli. Sullo scatto a chiudere Thiaw si fa ancora male ( problema ennesimo muscolare ) e al suo posto entra Krunic come centrale di difesa a far coppia con Tomori. Gli effetti si vedono. In 10’ minuti dal 58’ al 69’ minuto giunge l’uno - due che fa stramazzare i paroni di casa a terra. Prima il rigore di Giroud e poi un altro infortunio, in una squadra sempre decimata e falcidiata da problemi fisici, abbatte moralmente i ragazzi di Pioli. Il 3 a 1 è la testimonianza di questa resa incondizionata verso le avversità. Poco importa che Jovic entrato sul finale colpisca di testa un palo a portiere battuto. Se per questo anche i tedeschi prendono una traversa con Maignan superato. Con la Fiorentina un lampo di Hernandez aveva portato alla vittoria, ma poco altro. Questa sera si è vista una squadra in diversi elementi demotivata. Calabria, Adlì e Chukwueze, sono quelli che si sono salvati, per impegno e spirito di iniziativa. Una sconfitta che certamente non era in programma. Il Milan nonostante i soli cinque punti raccolti in cinque giornate, è incredibilmente ancora in corsa. Deve assolutamente vincere in Inghilterra con il Newcastle e il PSG non deve fare punti con il Borussia già qualificato, ma non certo del primo posto. Girone equilibrato ma quanto rammarico per partite buttate via come questa.

 

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A: Milan-Fiorentina 1-0. Un lampo, tanta umiltà e voglia di vincere

( novembre 2023 )


Il dopo pausa Nazionale è sempre un’incognita, per lo stato di forma dei calciatori e gli infortunati. Per Pioli, la costante è sempre quella di vivere in piena emergenza. Tra squalifiche ed infermeria, il totem davanti francese è a casa, e la freccia portoghese dal fisioterapista. I muscoli di Loftus-Cheek, non sono al meglio e siedono in panchina per precauzione, anche in chiave prossima sfida Champions determinante per il cammino europeo. Quindi il 4-3-3 rossonero non è solo privo di importanti titolari, ma anche di altre valide riserve, tant’è che il mister farà debuttare negli ultimi 10’ minuti il quindicenne Camarda, il più giovane calciatore della Serie A. Con la difesa titolare, almeno quella, a centrocampo Reijnders inventa e Musah e Pobega mettono centimetri e corsa. I tre davanti si appoggiano sui lampi dello statunitense Pulisic e la speranza del risvegli dell’ex della gara Jovic e anche di Chukwueze. Il 4-2-3-1 toscano che è formato da giocatori di buona qualità pressa subito alto e la mancanza della qualità e velocità solita del Milan si sente subito. I toscani sono spuntati davanti e creano nella prima frazione solo cross non pericolosi ed un paio di tiri potenzialmente insidiosi, ma fuori dallo specchio. Solo i lampi di Reijnders illuminano qualche giocata rossonera, anche se al 22’ minuto, dopo un rimpallo al limite dell’area, Pulisic è bravo nel controllo e nella conclusione forte e immediata, ma troppo centrale, che trova Terracciano pronto nella deviazione in angolo. Gli ultimi 5’ minuti del primo tempo sono di marca rossonera e Terracciano si supera sul colpo di testa di Pobega. Quando sembra che ci si avvii verso gli spogliatoi per il riposo sullo 0 a 0, ecco che Musah vince un contrasto in mediana. La sfera giunge a Jovic, che è bravissimo di prima e d’esterno a premiare l’inserimento centrale in area di Hernandez. Parisi, sulla marcatura è in ritardo e da dietro lo spinge per un rigore piuttosto limpido. Dal dischetto lo stesso francese non sbaglia in pieno recupero. La ripresa il Milan combatte subito su ogni palla, e spreca con Jovic davanti a Terracciano la palla del 2 a 0. Così la Fiorentina negli ultimi 20’ minuti ci prova in tutti i modi. Maignan, già prodigioso in avvio in uscita bassa, sul finale si supera con una super parata sulla linea che nega letteralmente il pareggio ai “Viola”, che già avevano colpito un palo esterno e sfiorato lo stesso legno poco prima con il portiere battuto. Una vittoria strappata con molta umiltà dai ragazzi di Pioli. Carattere e combattività che hanno colmato le pesanti assenze. Quindi il Milan riparte in Campionato e guarda con fiducia, alla prossima gara europea. Tutto è ancora aperto su ogni fronte. Milan e Juventus sono avvisate.

 

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A: Lecce-Milan 2-2. Vittoria, buttata via. E’ forse un saluto allo Scudetto?

( novembre 2023 )


Il Milan è reduce dalla sua più bella prestazione stagionale contro l’avversario oltretutto più forte sino ad ora incontrato, non c’è ne voglia l’Inter. Dopo il 2 a 1 inflitto al PSG dell’ex portiere Donnarumma, che rilancia le ambizioni europee dei rossoneri, in questa trasferta nel salentino ora sono le ambizioni per la conquista della “Seconda Stella” a dover ripartire. Infatti dopo l’indigesto arresto al Meazza per mano dell’Udinese, il Milan ha visto la Juventus e l’Inter scappare un po' troppo avanti. I pugliesi si schierano in un 4-3-3 che nasconde un un più coperto 4-3-2-1 che vuole attendere i rossoneri alti per ripartire. Pioli deve fare a meno per precauzione del forte centrocampista Loftus-Cheek che contro i francesi aveva speso tantissimo. Così anche per preservare un po' di energie, i meneghini si posizionano in un conosciuto e rassicurante 4-2-3-1, con la coppia mediana di quantità, Pobega e Krunic. Imprescindibile Giroud e anche il portoghese in fascia. Ma Proprio Leao deve salutare i compagni al 10’ minuto. In seguito al secondo scatto un fastidio muscolare lo porta negli spogliatoi anzitempo e al suo posto entra Okafor. Sulla sinistra ci pensa dunque un sempre più in forma Hernandez che scende alla sua maniera sul binario e da copione, 2’ minuti prima della mezz’ora, giunto sul fondo scarica in mezzo all’aria piccola dove impatta perfettamente Giroud per il vantaggio milanista. I padroni di casa accusano il colpo e infatti in una bella transizione gli ospiti puntano in un quattro contro quattro la retroguardia leccese e Reijnders, con una bella finta si prende lo spazio per mirare e calciare e battere Falcone. Doppio vantaggio e match in completo controllo, seppur dagli spogliatoi Pioli deve rinunciare anche al suo terzino destro, di fresca chiamata in Nazionale, per l’ennesimo problema muscolare. C’è anche il tempo per Reijnders in un contropiede tre contro due di cogliere il palo esterno. Nonostante il riempirsi dell’infermeria il match pare segnato anche se i salentini non demordono e complice un calo progressivo dei lombardi, i padroni di casa accorciano le distanze. Su calcio d’angolo, al minuto 66’, avviene la stessa, identica, amnesia che aveva portato Skriniar a segnare per il PSG. A questo punto il “Diavolo” và letteralmente all’Inferno e và in balia dell’ardore dell’avversario. Trascorrono appena altri 4’ minuti, ed il Lecce trova il pari. Il Milan sparisce dal campo e non c’è cambio o riassetto tattico che tenga per fargli riattaccare la spina. Sul pari gli ultimi minuti della sfida sono da incubo per i ragazzi di Pioli. Il Lecce coglie pure un palo e Giroud per eccessive proteste si prende il rosso per doppia ammonizione saltando quindi la delicata gara interna contro l’insidiosa Fiorentina. In pieno recupero il Lecce segna anche uno spettacolare goal dalla super distanza con un Maignan colto impreparato ma graziato dalla Var. Che infatti annulla per un precedente pestone ai danni di Thiaw. Milan che rischiava il secondo k.o. consecutivo, ma essere stati raggiunti dopo un doppio vantaggio chiuso nel primo tempo, ha il sapore quasi della sconfitta. Non è la prima volta quest’anno, ma neppure nella scorsa stagione. Oltre ai problemi muscolari troppo frequenti che non sono da associare alla casuale sfortuna, c’è da lavorare sulla testa dei calciatori. Il livello di concentrazione deve essere sempre massimo per tutto il tempo che dura il match. I punti si perdono per strada e altri li raccolgono. Le gare sono ancora tante fortunatamente, ma rischia anche il distacco di aumentare progressivamente. Anche il Napoli ora può scavalcare il Milan.

 

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C.L.: Milan-PSG 2-1. Il miglior “Diavolo” della stagione rimonta il PSG ed è in corsa Champions

( novembre 2023 )


Dopo l’inaspettata e bruciante sconfitta casalinga contro l’Udinese, Pioli aveva ragione a volere una gara vicina e di così alto livello. Non solo una sfida di Champions, ma la sfida più importante. Perchè contro le stelle dei Campioni di Francia, contro l’ex portiere Donnarumma, ma sopratutto perché con soli 2 punti sino ad ora conquistati nelle prime tre uscite europee, un’eventuale sconfitta avrebbe quasi sancito l’eliminazione. Pioli recupera Pulisic e Theo Hernandez, oltre a Loftus-Cheek in mezzo al campo. Niente esperimenti tattici, ma un compatto e offensivo 4-3-3, con il tridente portoghese-francese-USA, avedersela contro il 4-3-3 avvesario. La gara è subito accesa e veloce, ma anche di qualità. La concentrazione di tutti i rossoneri è massima e testa e gambe sono di un livello da Champions. Non è solo questione di uomini, ma di atteggiamento in campo. Poco importa che i meneghini vadano sotto su calcio d’angolo per una dormita che ha lasciato Skriniar, l’ex interista, battere di testa Maignan, al 9’ minuto. Il Milan si era già fatto vedere dalle parti di Donnarumma, sbagliando mira e Leao, spronato dalle tante critiche post Campionato, dimostra 3’ minuti dopo allo svantaggio, quanto effettivamente vale. Da metà campo taglia centralmente resistendo alla carica dell’avversario per diversi metri, senza perdere lo slancio. Sempre in corsa apre benissimo a destra per Giroud che arrivato in area spara in porta. Donnarumma è altrettanto bravo a respingere. La sfera si impenna nell’area piccola e Leao che ha impostato e seguito l’intera azione, in rovesciata spiazza tre difensori fermi sulla linea e il portiere. E’ 1 a 1. I francesi si svegliano e tra un bravissimo Maignan in uscita, un Mbappè non con la mira giusta e la traversa su bel tiro da fuori da parte di Dembelè, gli impediscono di tornare nuovamente avanti. Ma lo stesso Milan in rovesciamenti di fronte potrebbe farlo, ma si và negli spogliatoi con un giusto pareggio. Equilibrio che dura appena meno di 5’ minuti. Su azione insistita e veloce dei padroni di casa, Leao e Hakimi cadono in area davanti alla porta. Probabilmente la retroguardia parigina si distrae pensando ad un intervento arbitrale, che invece non perviene. La sfera, giunta sulla corsia sinistra è preda di Hernandez, che scodella forte e preciso in mezzo all’area dove lo stacco di Giroud è imperioso e vincente per il 2 a 1 rossonero. La partita cambia. Il PSG non si aspettava di andare presumibilmente sotto e non riesce a reagire. Merito del Milan che lo mette sotto. Pressano tanto i milanesi e se prima del novantesimo non si è giunti sul 3 a 1, bisogna fare un applauso ad un paio di strepitose parate di Donnarumma. Specie sulle spettacolari conclusioni di Hernandez su punizione e Okafor con un tiro a giro. Loftus-Chhek, domina in mediana ed è una vera forza della natura. Anche a causa sua, ma non solo, dalla panchina sono costretti a cambiare metà squadra per i tanti ammoniti. Skriniar e compagni sono costretti alle maniere forti per arginare Leao e soci. Proprio il portoghese, il migliore dei tanti bravi rossoneri questa sera, deve lasciare il campo prima del fischio finale, per una brutta entrata del ex centrale interista. Poco importa, il Milan resiste senza soffrire troppo agli ultimi assalti parigini. Nella ripresa Maignan non dovrà fare parate e il 2 a 1 di gran qualità portato a casa da Pioli, in un colpo solo, come un passaggio di spugna leva lo sporco dell’opaca prestazione di sabato. Il Milan si rilancia pienamente in Champions e può diventare una leva per ripartire anche in Campionato, che è ancora lunghissimo.

 

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A: Milan-Udinese 0-1. Pioli sbaglia Milan e l’Udinese ringrazia

( novembre 2023 )


Se un segno non vuol dire nulla, se un secondo è un indizio e un terzo è quasi una prova, quando giungi a dieci, bè non puoi parlare più di casuale sfortuna. Tanti sono gli infortunati del Milan, e quindi non disponibili alla corte di Pioli. Anche per questo al Meazza, il mister prova a disegnare un nuovo “Diavolo”, che non può prescindere da Giroud e Leao, ma può farli lavorare meno. Per questo i rossoneri con la terz’ultima in classifica che in dieci di Campionato non ha ancora vinto una volta, si schiera con un 4-4-2, non propriamente classico. Con la defezione anche di Hernandez, c’è Florenzi al suo posto. Leao e Musah sugli esterni. In mediana Krunic a far diga e Rejinders a inventare. Affianco all’attaccante francese davanti c’è a far coppia l’ex viola Jovic. In fase di attacco però salgono o Calabria o Florenzi, portando Leao in linea con i due davanti, quindi trasformando il 4-4-2 in una sorta di 3-4-3. Tuttavia, sin dalle battute iniziali emerge una certa confusione in campo da parte dei padroni di casa. Nella prima frazione si prova solamente con le accelerazioni del portoghese. Il 5-3-2 friulano è compatto e non sdegna di ripartire, anzi, il primo brivido della sfida giunge su una ripartenza bianconera. Calabria e Musah ci provano due volte da fuori, ma Silvestri è sempre attento. Giroud non vede palla e si vede che con Jovic non c’è alcuna minima intesa. Il problema è con lo stesso Jovic, i meneghini sembrano giocare con un uomo in meno. Non vince un contrasto ed ogni sfera che giunge dalle sue parti diviene troppo facilmente preda dell’avversario. E’ lampante che non sia per nulla in condizione. D’accordo che in settimana c’è la gara cruciale con il PSG in Champions e bisogna ruotare per gestire l’energie, ma per far riposare Giroud pare chiaro che questa non sia la soluzione migliore. Non a caso dal rientro dagli spogliatoi Okafor ne prenderà il posto, visto che Pioli si è accorto dell’errore, ma purtroppo, non rientra neppure Krunic per infortunio, l’ennesimo. Adli si piazza al centro. La gara nella ripresa è ancor più scintillante e si creano potenziali occasioni da una parte e dall’altra. Dopo un quarto d’ora di gioco ecco la sbavatura. Adli e compagni chiudono in area in due l’incursione dell’attaccante friulano che cade per un rigore molto generoso. Pereyra spiazza Maignan. Il Milan è in confusione ma ci prova. L’Udinese serra i ranghi e prova a chiuderla. Manca la cattiveria per far male. Lo dimostrano le occasioni sciupate da Rejinders e Okafor in area. Florenzi ci prova due volte e anche Giroud di spalla impegna Silvestri. Il “Diavolo” si sveglia troppo tardi e solo nei minuti finali, ma l’incubo della terza sconfitta non svanisce. Davanti ad un Meazza che protesta non tanto per la sconfitta, ma oggi per la pessima prestazione, il Milan vede i cugini volare via a più 6 punti. Con il Napoli alle proprie spalle e anche la Juventus che può scappare. Il turno era favorevole al Milan visti gli scontri in calendario, ma invece di guadagnare punti, ne ha persi. Probabilmente ha ragione Pioli quando afferma che ben venga ora una gara tosta come quella contro i francesi. Può essere la leva per ripartire, perché se sembrano tanti 6 punti, sono molto di più le 27 Giornate di Campionato che devono ancora essere giocate. Bisognerà non perdere più anche altri giocatori per strada durante la Stagione.

 

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A: Napoli-Milan 2-2. Il “Diavolo” fa e disfa la gara. Un pareggio spettacolare ma che li allontana

( ottobre 2023 )


Finisce con un pari per 2-2 il match serale tra Milan e Napoli, confermando i rossoneri al terzo posto a tre punti dalla vetta. Il Milan parte subito grintoso considerando il fatto che non si può permettere un ulteriore passo falso dopo le sconfitte contro la Juventus in campionato e il Psg in Champions. Già al 2’ minuto occasione per Giroud che su tiro di Musah sporcato dalla difesa finisce sui suoi piedi che controlla e calcia al volo ma il Napoli si salva. Da entrambe le parti il ritmo risulta molto alto e intenso rendendo la partita molto combattuta sin dai primi minuti. Al 22’ arriva il vantaggio per gli ospiti. Su azione manovrata del Milan con Reijnders che verticalizza per Pulisic il quale rientra e crossa trovando l’inserimento di Giroud che di testa batte Meret che nonostante un grande intervento non evita il goal. Il Napoli non si abbatte e cerca in contropiede di pareggiare il conto. Ma al 30’ il Milan raddoppia sempre con Giroud. Azione insistita con Musah che lancia il cross a Calabria, palla all’attaccante che si impone di testa e firma la doppietta. Il Napoli sembra aver accusato il doppio vantaggio dei rossoneri, i quali, cercano il tris prima al 40 con Reijnders e poi al 45’ con Musah ma senza segnare. Inizia il secondo tempo e il Napoli si riprende e accorcia subito le distanze al 49’ con Politano. Su sbaglio di Pellegrino, esordiente in serie A, che si fa anticipare e dribblare troppo facilmente da Politano che con un gran tiro batte Maignan per il 2-1. La partita è molto combattuta su entrambi i fronti, con il Milan che cerca di difendere il vantaggio e il Napoli che cerca di pareggiare. Al 63’ la spuntano i padroni di casa che pareggiano su punizione con Raspadori. I ritmi si mantengono alti con le squadre che cercano di vincere. Nei minuti finali, quando ormai i giochi sembrano fatti, ci provano entrambe a portare a casa il risultato, prima ci prova al 90’ il Milan con un cross che attraversa tutta l’area, spizza Jovic, arriva il capitano rossonero Calabria che da due passi sbaglia il nuovo vantaggio rossonero. Dopo ci prova il Napoli con Kvara che dribbla secco Calabria ma Maignan salva con i piedi. Finisce con un pari per 2-2, risultato corretto per i valori e le occasioni viste in campo questa sera. Il primo tempo è stato a favore del Milan, il secondo del Napoli. Entrambe le squadre hanno messo molto energia e la partita è risultata molto combattuta fino alla fine. Il Milan si è fatto rimontare e non è riuscito a chiudere la partita quando poteva. Il Napoli al contrario ci ha creduto fino alla fine. Nel Milan da segnalare l’ottima prestazione di Calabria e Giroud ma non altrettanto bene hanno fatto Leao e Theo Hernandez, sopratutto quest’ultimo che nelle ultime partite giocate è un lontano parente del pendolino sulla fascia. Il Milan questa sera ha perso due punti preziosi, anche perché i partenopei sono stati aiutati nella ripresa da errori dei rossoneri, permettendogli di pareggiare. Altre note negative della serata per i rossoneri sono gli infortuni, 3 anche questa sera e il malumore di alcuni attori importanti e vitali per questa squadra come Leao e Giroud. Il prossimo impegno dei rossoneri sarà contro l’Udinese che necessita di punti e il Milan deve cercare di non fare gli errori di questa sera per stare nelle prime della classifica.

 

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C.L.: PSG-Milan 3-0. Milan k.o. brutto, ma ancora tutto da decidere il Girone

( ottobre 2023 )


Il PSG delle stelle francesi, si trova prima della sfida contro i rossoneri a 3 punti nel Girone, dietro al Newcastle, ma davanti ai meneghini che sono fermi a 2 punti, frutto dei due pareggi a zero reti. Con i tedeschi del Dortmund ultimi ad un solo punto, è un gruppo di quattro squadre molto compatto, dove l’ultima può chiudere il Girone anche come prima. Così come il contrario. Pioli affronta a specchio i forti francesi in terra di Francia, quindi con il suo 4-3-3. Riposo a Calabria ed in campo al suo posto, Kalulu sulle tracce a destra di Mbappé. Hernandez nuovamente a sinistra e centrali Tomori con Thiaw. I tre davanti sono i titolari, invece a centrocampo la sorpresa è Krunic centrale al posto ella regia di Adli e Musah come interno. Entrambe non devono perdere, ma sarebbe meglio per ambedue cercare di far bottino pieno. Quindi con queste premesse, potrebbe scaturirne un pareggio per equilibrio di intenti. Le forze in campo sono quasi livellate, visto che stelle di primissimo livello mondiale, come Messi e Neymar non sono più alla corte del PSG. Tuttavia con vecchie conoscenze come gli ex interisti Hakimi e Skriniar, ma non solo, il tasso tecnico dei francesi è superiore a quello degli italiani. Dopo i primi 20’ minuti di sostanziale equilibrio, la qualità di palleggio e di velocità dei padroni di casa emerge e poco dopo la mezz’ora Mbappè, dopo aver già fatto paura poco prima, entra in area sulla sua sinistra offensiva, si accentra puntando Tomori, che fa letteralmente sdraiare a terra a furia di finte. A quel punto fa partire un tiro velenoso che passa proprio tra le gambe del centrale e lascia di sasso Maignan. L’unica arma che adotta il Milan è il portoghese, con le sue accelerazioni che prima del vantaggio parigino avevano visto una sua bella conclusione dalla distanza ma non nello specchio. I padroni di casa sono più compatti e girano ad un ritmo superiore così che i rossoneri non riescono ad imbastire una vera reazione. Finisce il primo tempo ed inizia la ripresa con una Calabria in più ed un Thiaw, già ammonito, in meno, ma la storia della gara non cambia. Troppe palle perse e già dopo una manciata di minuti del secondo tempo, a campo aperto i francesi raddoppiano, ma la Var, correttamente annulla per un fallo a centrocampo. A quel punto da Maignan la palla giunge sulla destra direttamente a Pulisic che si trova in area quasi da solo davanti al portiere, ma invece che tirare verso lo specchio, cerca l’assist al centro per Giroud, sprecando l’unica, grande, vera occasione per segnare del Milan. Così paga il prezzo più alto al 53’ minuto, giungendo veramente il raddoppio con la difesa milanista statica e il “Diavolo” si trova con il morale sotto le braci. Nessun contrattacco degno di questo nome e a prescindere dalla forza dell’avversario è sembrata una resa troppo rapida, visto che, considerando i tempi di recupero ci sono quasi ancora una quarantina di minuti da disputare. L’unico che rimane sul pezzo è Maignan che si rifugia sul palo per evitare un tracollo, che comunque giunge ad 1’ minuto dal novantesimo con ancora i rossoneri fermi e assolutamente non reattivi. Leao ha provato un paio di volte ad accendersi, ma non ha trovato spazi e con un altro velocista come Hakimi sulla sua strada non è facile come in Campionato con praterie libere. Un 3 a 0 pesante, ma che, se vogliamo vedere il lato più positivo della situazione, con la sconfitta del Newcastle, è vero che il Milan ora è ultimo, ma a sole due lunghezze da due squadre. Se gli inglesi avessero vinto in casa contro i tedeschi, i punti dalla seconda, che sarebbe stato il PSG sarebbero divenuti ben quattro. C’è da cambiare marcia in Europa, ma ora c’è da leccarsi anche le ferite velocemente, perché domenica si scende al Maradona dai Campioni d’Italia in carica.

 

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A: Milan-Juve 0-1. Un “Diavolo” distratto si fa battere dalla “Signora” operaia e intelligente

( ottobre 2023 )


La capolista ha un trittico di alto spessore nel giro di una settimana. Juventus e Napoli in Campionato e tra le due super sfide, niente meno che il PSG in Champions, con l’obbligo contro i francesi di non sbagliare visti i soli due punticini racimolati nelle prime due uscite. Premessa d’obbligo per spiegare, probabilmente un atteggiamento alla gara, certamente propositivo da parte del Milan, ma non veemente e aggressivo come in altre occasioni. Se Pioli deve fare a meno dei primi due portieri e anche del suo terzino Hernandez, Allegri nel disegno della squadra di luglio, può fare affidamento su quattro titolari, ossia Szczesny in porta, Bremer in difesa e Locatelli e Rabiot in mezzo. Dopo il caso doping Pogba, Allegri e società hanno dovuto gestire anche la situazione scommesse di Fagioli. Pedine perse in corso d’opera per la causa bianconera. Tra infortuni e squalifiche il 3-5-2 piemontese non è costellato di stelle di primo livello. Di fatto il 4-3-3 rossonero prende subito il comando delle operazioni, ma ad un ritmo non elevato. Il fraseggio milanista è pulito ed ordinato, ma anche prevedibile. Le opzioni sono palla sulla corsia sinistra per far correre Leao, oppure usare Giroud come sponda per gli inserimenti dei compagni. Verso il quarto d’ora ecco la più grande azione da goal dei padroni di casa. Il portoghese sul filo del fallo laterale sinistro lascia sul posto Gatti e compagni, con una magia si accentra e serve Giroud che è bravissimo a coprire palla e a girarsi sotto marcatura e tracciare un diagonale che Szczesny con le punte delle dita è un gigante a far uscire dalla porta per un soffio. Sembra il preludio ad un dominio meneghino, ed invece gli ospiti serrano le file e fanno muro, contro il quale sbatte la rete di passaggi rossonera. Dal 25’ minuto la sfida diviene più equilibrata e i torinesi non si accontentano più di contenere, ma cercano con più frequenza la verticalizzazione rapida ed il tiro. Dopo un paio di brividi, ecco che a 6’ minuti dal riposo avviene la svolta della gara. Viene fatto partire Kean sulla destra d’attacco bianconera e l’attaccante azzurro punta e supera troppo facilmente Thiaw che lo trattiene vistosamente. Fallo da ultimo uomo e cartellino rosso automatico. Il difensore milanista certo è stato ingenuo, ma tatticamente il “Diavolo” era messo malissimo visto che non si può lasciare un uno contro uno a tutto campo senza aiuti nelle vicinanze. Dove era Tomori? Pulisic deve lasciare per l’equilibrio della squadra che si riassetta in un quadrato 4-4-1. Superiorità numerica che per poco non si concretizza già in un vantaggio bianconero poco prima della pausa quando sul cross dalla sinistra Kean anticipa due centrali rossoneri e manda fuori di un non nulla. La ripresa inizia con un possesso palla ospite e un contenimento agevole dei rossoneri. Allegri inizia a immettere forze fresche e ricordiamo che in panchina ha i due titolarissimi Chiesa e Vlahovic. Al 63’ una pressione a centrocampo troppo blanda da parte della mediana milanista permette a Locatelli dalla distanza di mettersi bene la palla sul piede giusto e mirare. La fortuna aiuta gli audaci e sulla traiettoria del suo tiro, giunge la deviazione di coscia di Krunic che spiazza un incolpevole Mirante, che come terzo portiere all’alba dei suoi quaranta anni, nega sul finale almeno due volte il raddoppio dei piemontesi. La Juventus, con umiltà, conscia dei suoi limiti tecnici vince in casa della capolista che a parte il derby aveva solamente vinto sino ad ora. Piena di assenze una Juventus senza stelle o quelle poche a disposizione a mezzo servizio, si trova ora a sole due lunghezze dalla nuova capolista nerazzurra e ad un solo punto dai loro cugini. Senza coppe, Allegri non è che possa nascondersi sempre dalla lotta Scudetto. Invece pare proprio che le Coppe, abbiano tolto qualcosa in termini di concentrazione ed energia a questo Milan, che poteva mandare una rivale a ben 7 punti di distanza ed al contrario, ora se la trova addosso e piena di entusiasmo.

 

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A: Genoa-Milan 0-1. Un finale da tre punti pesanti e da fuga Scudetto

( settembre 2023 )


Il Milan piega per 1-0 il Genoa a quattro minuti dalla fine, grazie ad un goal di Pulisic e vola in vetta alla classifica capitalizzando nel migliore dei modi il mezzo passo dell’Inter in casa con il Bologna. Stasera succede letteralmente di tutto in un finale pazzesco con i due portieri espulsi e con i rossoneri che si salvano all’ultimo con Giruod schierato in porta e che risulta decisivo anche nel ruolo di portiere. Ampio turnover per il Milan che lancia dal primo minuto un inedito tridente composto da Chukwueze, Jovic e Okafor. Il Genoa invece schiera un 4-4-1-1 più accorto. La prima frazione di gara non porta grandissime emozioni, ma porta in dote al Milan la pessima notizia che Theo Hernandez, diffidato, si fa ammonire per un fallo su Frendrup e salterà dopo la sosta l’attesa sfida contro la Juventus. Il Genoa dal canto suo vota il partito del contenimento intasando tutte le linee di passaggio rossonere senza concedere occasioni lampanti al Diavolo. Ne consegue che i primi 45’ minuti è senza grossi scossoni e proprio per questo Pioli decide di cambiare le carte in tavola già ad inizio ripresa inserendo Pulisic e Leao chiamati a cambiare il passo della partita ma il risultato non cambia. I rossoneri applicano un palleggio ragionato e prolungato ma i Grifoni rispondono con una fase difensiva dispendiosa ma efficace. Il primo vero lampo della partita arriva al 65’ dal portoghese Leao che si arrampica sul cross di Florenzi e di testa impegna Martinez che risponde alla grande. Pioli inserisce anche Giroud con il francese che va completare un inedito 4-4-2. Nel quarto d’ora conclusivo però succede letteralmente di tutto. Maignan vola sulla rosoiata di Dragusin e salva tutto con una strepitosa parata. Si ribalta il fronte e il Milan va in vantaggio con Pulisic che in girata al 86’ segna l’1-0, goal confermato dopo un lungo consulto Var a causa di un sospetto controllo di braccio dell’americano. Ma il meglio deve ancora venire. A pochi secondi dalla fine sull’ultimo assalto genoano, Maignan stende Ekuban colpendolo con una violenta ginocchiata e viene espulso. Il Milan è costretto a chiudere tra i pali con Giroud a causa dell’utilizzo di tutti i cambi. Giruod si ritrova subito a dover difendere la porta rossonera sulla punizione di Gudmundsson che fortunatamente per i rossoneri si stampa sulla traversa. Il francese però si prende tutto il merito del risultato finale con, al 104’ di una partita infinita, un volo anticipato prima su Puscas e poi sullo stesso Gudmundsson e questo doppio intervento provvidenziale permette ai rossoneri di ripartire. Si chiude la partita con la vittoria del Milan. La partita è stata povera di azioni pericolose da goal da entrambe le parti, tanto possesso palla e forse il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio in quanto le due formazioni si sono annullate. Il Milan questa sera è stato molto fortunato nei minuti finali. Il prossimo impegno dei rossoneri sarà contro la Juventus che li cercherà di mettere in difficoltà anche alla luce del calendario che il Milan dovrà affrontare vari impegni decisivi, sopratutto in Champions, ogni tre giorni e dovrà centellinare le forze.

 

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C.L.: Borussia D.-Milan 0-0. Peccato, un solo punto, ma il “Diavolo” è in piena corsa

( settembre 2023 )


Il Milan nella seconda giornata di Champions League porta a casa un punto pareggiando per 0-0 contro il Borussia D., rendendo la situazione del girone alquanto instabile anche alla luce della sconfitta del PSG contro il Newcastle. La partita inizia subito forte al 4’ con una occasione per il Milan con Reijnders che si libera dell’avversario e cerca di lanciare Pobega ma quest’ultimo viene fermato al momento del tiro. Gli avversari non stanno a guardare e due minuti più tardi un cross di Bensabaini pesca Malen ma l’olandese tira male. Il Milan si difende e cerca ma non trova spazi per ripartire. Al 28’ altra occasione per il Borussia con Malen che si gira bene, calcia fuori ma il tiro conclude fuori a lato di poco del palo rossonero. Al 35’ ancora i tedeschi con Brandt che stoppa un pallone al centro dell’area di rigore ma prova una rovesciata senza inquadrare la porta. Il Borussia continua a farsi pericoloso ed il Milan non riesce a costruire gioco. Al 45’, però, doppia occasione proprio per i rossoneri con Leao che ne semina due ma il suo cross non trova nessun in area e con Theo Hernandez che prova il tiro da fuori ma non vede la porta. Finisce così il primo tempo, con poche emozioni e con poche idee da entrambe le formazioni. Riprende la partita e al 54’ grande occasione per i rossoneri: dopo un’infilata di Pobega, Leao pesca Pulisic ma l’americano trova una grande parata di Kobe. Il Milan cerca di avanzare con il possesso palla e con fitto palleggio ma il match non si smuove, anzi la partita vive di sprazzi a causa delle diverse interruzioni per falli e palle perse. All’81’ occasione per il Milan su punizione che porta Leao al cross ma Theo H. non prende la mira con il suo colpo di testa. All’86’ altra enorme occasione per i rossoneri. Su grandissima azione degli uomini di Pioli che portano Chukwueze davanti a Kobel ma l’esterno spreca male. La partita si accende solo nel finale con qualche occasione in più e con più velocità ma non basta a rompere lo zero a zero, risultato che forse alla luce dei fatti va stretto al Milan. Il primo tempo è stato molto timido da parte dei rossoneri ma anche nel secondo tempo non possono bastare le fiammate finali per portare a casa la vittoria. Nel complesso la squadra non ha giocato male e non ha subito ma è mancata l’aggressività per portare a casa il risultato. Ennesimo pareggio senza reti in Champions per il Milan che si ritrova a due punti e terzo nel girone. La prossima partita in Coppa sarà contro il PSG, che arriva da una sconfitta, e si spera che il Milan diventi più grintoso nel portarsi a casa la vittoria contro i francesi.

 

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A: Milan-Lazio 2-0. Milan, secondo tempo di carattere e vetta mantenuta, anche con i cambi

( settembre 2023 )


Il Milan mantiene il primato in classifica in comproprietà con i cugini dell’Inter, battendo in casa la Lazio per 2-0. I biancocelesti devono cercare di vincere per mantenere una continuità dei risultati dopo aver battuto il Torino nel turno infrasettimanale, mentre il Milan deve rimanere in testa al campionato cercando di dosare le forze visto gli impegni ravvicinati, impegni che riguardano anche l’avversaria Lazio. Pioli ritrova in porta Maignan e a in attacco la coppia Leao – Giroud, mentre a centrocampo ripropone Adli da titolare. La partita inizia con la Lazio che ci prova al 13’ in contropiede con un sinistro di Felipe Anderson che finisce sull’esterno della rete. Primo tempo povero di emozioni. Al 33’ tentativo di Leao con Provedel che devia in corner e al 45’ l’unica grande occasione del primo tempo tocca inizialmente al Milan con Giroud che con un destro chiama al riflesso Provedel e sulla respinta del portiere laziale arriva Reijders che con il tacco colpisce il palo. Risponde subito la Lazio con Castellanos che scambia con Felipe Anderson ma calcia centrale. Finisce il primo tempo a San Siro con i biancocelesti che reggono per i primi quarantacinque minuti, arrivando all'intervallo sul giusto risultato di zero a zero. Nella ripresa però la musica cambia e la squadra di Sarri inizia a sentire ed essere travolta dalle volate rossonere. Al 60’, infatti, passa avanti il Milan con Pulisic che con mancino trasforma in rete un cross morbido di Leao. La Lazio offre poco in risposta al vantaggio rossonero, diventando ancora più timida e commettendo tanti errori in fase di costruzione e subendo il ritmo aggressivo del Milan. Al 73’ Provedel ancora provvidenziale a respingere il destro violento di Musah. Sul corner seguente colpo di testa di Tomori ma centrale. Unica azione dei laziali arriva al 76’ con Pedro appena entrato che si mette in proprio calciando con il sinistro ma è attento Maignan. Un minuto più tardi ancora il portiere laziale salva la sua squadra su azione di Pulisic. Ma all’88’ i rossoneri chiudono la partita con Leao che semina Casale arriva sul fondo e mette in mezzo per Okafor che non sbaglia il 2-0 e chiude la pratica. Grande prova di maturità e di pazienza per i rossoneri che hanno saputo limitare e attendere una Lazio che sopratutto nel primo tempo era ben messa in campo, anche se un po’ leggera davanti mancando Immobile. Nel secondo tempo è uscito il ritmo della squadra di Pioli che andava ad una velocità superiore agli avversari e con la Lazio che accusava ogni attacco rossonero. Da sottolineare la capacità di Leao che quando è in forma riesce ad essere decisivo anche senza segnare, come i due assist confezionati per entrambi i goal. Unico dispiacere della serata per i rossoneri l’infortunio a Loftus- Cheek. La prossima partita per i rossoneri sarà in Champions contro il Borussia fuori casa, partita che il Milan deve cercare di portare a casa il risultato se vuole rimanere in corsa.

 

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A: Cagliari-Milan 1-3. Milan da seconda linea vince e si prende i cugini in vetta

( settembre 2023 )


Pioli per questa trasferta si abbevera nella lunga panchina a disposizione. I tanti impegni ravvicinati e i segnali di stanchezza di chi ha trascinato sino ad ora il suo Milan in campo, vedasi Leao e Giroud, gli fanno propendere verso un massiccio avvicendamento. Quindi titolari nel 4-3-3 partono ovviamente Sportiello in porta per l’infortunato Maignan, Florenzi a destra per far rifiatare Calabria. Ma soprattutto Adli in regia in mezzo al campo Chukwueze e Okafor, per dare minuti di riposo al portoghese e alla punta francese. Ranieri schiera i suoi ragazzi in un copertissimo 5-4-1 e si trova da subito schiacciato dal palleggio e dalla pressione rossonera. Palla e campo sono in mano, anzi, tra i piedi degli ospiti, ma tra mira non precisa e l’attenzione da parte della retroguardia sarda, il risultato non si sblocca. Poco prima della mezz’ora, un lampo ed un errore invece di marcatura nella difesa meneghina porta i padroni di casa inaspettatamente in vantaggio. Nulla può Sportiello contro la bordata ravvicinata di Lovumbo. I cagliaritani si caricano e moltiplicano gli sforzi per tenersi l’insperato vantaggio. Ma nell’ennesima percussione da parte di Pulisic sulla corsia sinistra offensiva, porta il portiere sardo a commettere un grave errore in uscita bassa. Infatti Radunovic si fa scappare il pallone dalle mani e non è così reattivo nel ribalzare sulla sfera e chiudere sulla ribattuta a due passi di Okafor. Trovato il pareggio al 40’ minuto, i meneghini non si accontentano di andare al riposo con la barca raddrizzata, ma cercano subito il vantaggio. Così su un bel tiro da fuori, Radunovic è bravissimo a rifugiarsi in angolo. Tuttavia, ha solo rimandato l’inevitabile, visto che dallo stesso corner, un bello schema porta dalla destra offensiva rossonera la palla a tagliare nell’area piccola e trovare l’appoggio in mischia risolutivo di Tomori, in pieno recupero. Nella ripresa il Milan controlla e Sportiello dovrà solo compiere una parata importante, ma quando la gara è già praticamente chiusa. Infatti al 60’ minuto, ancora Pulisic scende a sinistra e appoggia centralmente fuori area per Loftus-Cheek, che con una staffilata a fil di prato e a fil di palo fissa il match sul 3 a 1. Rotazione di cambi e altri panchinari in campo per Pioli, alcuni esordienti come Romero e Bartesaghi. C’è bisogno di tutti in questa fase, tanto più che fra tre giorni si rigioca e già l’infermeria è piena. Risultato pieno e carattere dimostrato in una rimonta rapida. Soprattutto senza i titolarissimi che sembravano imprescindibili. Certo il Cagliari, seppur volenteroso, non si è dimostrato un ostacolo propriamente insormontabile, però le seconde linee hanno risposto presente e per il Milan, oltre ai tre punti agguantati, è la miglior risposta.

 

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A: Milan-Verona 1-0. Vittoria da compitino, ma cugini agganciati in vetta

( settembre 2023 )


Un sette giorni non facili per Pioli e giocatori. Dopo l’arresto brusco e scottante post derby, è giunto il pareggio casalingo in Champions contro il Newcastle dell’ex Tonali. Un punto in Europa che nei programmi dovevano essere certamente tre, visto che era la sfida tra le sei previste nel Girone più abbordabile. Quindi occhi puntati su questa sfida in Campionato al Meazza, dove scende un Verona forte dei suoi 7 punti in quattro uscite. Marco Baroni viene a San Siro con i suoi ragazzi disposti con uno spregiudicato 3-4-3 pronto a giocarsela a viso aperto. Pioli disegna un 4-3-3 piuttosto dinamico e multi forma. Di fatto in fase offensiva uno dei terzini, che non sono né Calabria e neppure Hernandez, ma Thiaw e Florenzi, salgono sulla linea di centrocampo che diviene a quattro se non a cinque. In fase di non possesso le punte esterne Leao e Pulisic arretrano a dare manforte ai tre in mediana. Partita che è subito intensa ma non veloce e gli ospiti attaccano mantenendo sin dall’inizio il baricentro alto. Troppo alto e questo atteggiamento offensivo dopo neppure 8’ minuti è subito pagato a caro prezzo, specie con giocatori rapidi come il portoghese rossonero. Infatti l’americano, arretrato quasi a centrocampo, taglia in pressing, da destra a sinistra ostacolando e recuperando palla sul giocatore in uscita del Verona. La sfera giunge a Giroud che è bravissimo di prima a servire centralmente sulla trequarti Leao libero da marcatura. Così il 10 milanista sfreccia in mezzo ai due centrali troppo larghi e anche troppo lenti per recuperarlo, verso la porta avversaria. Giunto dentro l’area, Leao è bravo e freddo nel piazzare il diagonale vincente che supera Montipò. Di fatto la gara si chiude già qui. Il Verona non si abbatte e la sua grande occasione c’è l’ha prima dell’intervallo, ma sul colpo di testa dell’attaccante ospite, troppo solo tra i due centrali trova uno spettacolare riflesso di Sportiello che sostituisce tra i pali, l’infortunato Maignan. Il Verona anche nella ripresa gioca ma non creerà nulla di preoccupante. Anzi, è il Milan che con un paio di contropiedi, specie grazie ai nuovi innesti che fanno rifiatare gli stanchi Giroud e Leao, ad andare vicino al raddoppio. Bravo Montipò a tenere in gara i suoi compagni sino al fischio finale. Giungono i tre punti, ovvero il proprio dovere. Si potrebbe far partire la critica che il Milan doveva cercare con più forza quanto meno il raddoppio e chiuderla prima. Che se è vero che non ha sofferto dietro, ha anche creato pochissimo davanti. Tuttavia i tre punti sono giunti. Ricordiamoci che quattro giorni prima, sempre tra le mura amiche, contro gli inglesi, il “Diavolo” aveva costruito almeno sette e più palle goal, alcune limpidissime e anche tirato verso la porta ben più di una ventina di volta. Era finita 0 a 0 e quasi sul finale rischia di perderla. A fine Campionato valgono più i tre punti presi che la spettacolare prestazione ma senza successo. Domani si penserà al gioco più intenso, oggi, momentaneamente, il Milan è nuovamente in vetta agguantando i cugini.

 

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C.L.: Milan-Newcastle 0-0. Vittoria sfumata. Tanti tiri ma poca cattiveria. Il muro inglese regge

( settembre 2023 )


Il Milan conclude la prima partita in Champions League con un risultato di pareggio per 0-0 contro gli inglesi del Newcastle. I rossoneri reduci da uno sciagurato derby con l’Inter perso meritatamente si ritrovano subito a dover dimostrare che la sconfitta in campionato era solo un incidente di percorso e che su tante partite può capitare. Il Newcastle, con in campo Tonali, ex-beniamino dei tifosi rossoneri, deve anch’esso riprendersi da una serie di sconfitte in campionato. Pioli cambia rispetto al campionato a centrocampo e punta su Pobega e Chukwueze e ritrova Tomori in difesa, assente per squalifica nel derby. La partita inizia subito con gli inglesi molto aggressivi e che con il loro pressing sostenuto non permettono ai rossoneri di imporre il gioco. Ma al 13’ due occasioni per il Milan: prima botta di Pobega respinta da Pope e poi colpo di testa di Chukwueze su cross di Leao ma Pope respinge ancora. Il Milan aumenta i giri e aumentano anche le occasioni. Loftus-Cheek sbaglia il passaggio ma arriva Giroud al tiro ma ancora Pope mura ed evita il vantaggio rossonero. Al 15’ su corner Leao sbaglia di sinistro e non riesce a mettere in goal. Al 19’ ancora su calcio d’angolo, il colpo di testa di Theo Hernandez viene vanificato dall’attento Pope. Il Milan dopo la sfuriata cala i giri ma non rischia praticamente nulla. Al 34’ occasione per Leao all’interno dell’area che al posto di calciare, insiste nell’azione e conclude con un colpo di tacco sbagliato che comunque arriva a Pobega ma è respinto da un difensore avversario. Al 37’ altra chance per i rossoneri, su cross di Chukwueze, colpo di testa di Leao verso Giroud, che non riesce a fare la rovesciata,il pallone finisce ancora a Chukwueze che di testa manda alto. Si conclude il primo tempo con il Milan che meriterebbe il vantaggio ma sotto porta è molto impreciso e sfortunato. Il secondo tempo inizia con il Newcastle che cerca di limitare il Milan. Quest’ultimo non riesce a creare occasioni importanti. Al 64’ tiro debole di Reijnders ma Pope para senza affanni. Al 74’ occasione per Leao che di testa sul cross perfetto di Florenzi manda alto. Milan ancora pericoloso in area con Pulisic e con Theo H. ma il pallone questa sera non vuole entrare. Tegola per il Milan, nonostante questa sera non abbia praticamente parato, per l’infortunio di Maignan che viene sostituito con Sportiello. Proprio quest’ultimo all’ultimo minuto nei tempi di recupero salva il Milan, volando sulla botta di Longstaff per la possibile beffa finale. Si conclude con un pareggio una buona partita dei rossoneri che meritavano per il gioco e occasioni create la vittoria contro un Newcastle attento ma poco propositivo. I rossoneri hanno preso un punto ma potevano vincere facilmente e non l’hanno fatto. Poco male perché è solo la prima partita e la strada è lunga e imprevedibile. Dal punto di vista mentale il Milan si prende un brodino, dopo la batosta in campionato. Peccato per gli infortuni a Lotus-Cheek, il migliore fino a questo momento e per il portiere Maignan. In difesa non hanno subito niente e il centrocampo ha saputo creare gioco ma sotto porta manca quell’aggressività che ti fa portare a casa il risultato, aggressività che mancava anche lo scorso anno in alcune partite!Prossimo appuntamento in campionato contro il Verona.

 

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A: Roma-Milan 1-2. Milan in vetta da solo con forza e gioco. Roma e Lukaku k.o.

( settembre 2023 )


Un Milan in grande spolvero, con tutti i suoi effettivi disponibili e in gran forma, scende all’Olimpico contro una Roma certo galvanizzata dal grande acquisto dell’ex centravanti Inter, ma dai giocatori più forti non disponibili o comunque in panchina perché non al meglio, a partire dal suo capitano Pellegrini, oppure Spinazzola, Dybala e altri. Fatta questa premessa, nonostante i capitolini, abbiano l’occasione di accorciare subito il distacco dalla vetta, proprio contro i rossoneri, nel primo tempo, specie nella prima mezz’ora non c’è gara. Il 3-5-2 di Mourinho, volto ad imbrigliare e avvolgere l’avversario, è stritolato dal dinamico, compatto e grintoso 4-3-3 dei meneghini. Gli ospiti partono già con la sicurezza di essere più forti e di voler fare gara e prendersi i tre punti. Non è un caso che già al 6’ minuto avviene il primo evento che indirizza la sfida. Cheek, dalla mediana entra come una lama verso l’area giallorossa, si appoggia a Giroud che è bravissimo a girare di prima un filtrante sulla destra in area che lo stesso Cheek raccoglie. Il centrocampista del Milan, supera il primo contrasto e quando ha la porta spalancata impatta sul piede del portiere già a terra. La Var mostra effettivamente il contrasto, seppur involontario di Rui Patricio, che impedisce a Cheek di calciare in porta. Giroud, dal dischetto realizza il suo ottavo penalty su otto tirati da quando veste la maglietta del “Diavolo”. Insomma una sentenza per gli avversari. Sui padroni di casa cala il sipario, e se riescono a rimanere in partita sino al riposo, è solo grazie alla poca precisione dell’avversario e ad una strepitosa parata del suo estremo difensore su colpo sicuro da parte di Pulisic a due passi dalla linea di porta. Il Milan è uno spettacolo, come già visto nelle prime due uscite, che non lascia spazio a chi ha dinanzi. Interessante l’accorgimento tattico adottato da Pioli in fase di impostazione. Quando Maignan deve far ripartire l’azione, Krunic, perno centrale in mediana si abbassa per eventuale sbocco in più. Calabria, da terzino destro, si alza e ne copre il vuoto. In ogni momento della gara i meneghini sono solidi e propositivi. Corrono bene e mai a rincorrere. Attaccano lo spazio, con palla e senza palla in più uomini, ma senza lasciare il fianco ad eventuali ripartenze. L’unico che si danna l’anima nei giallorossi è Belotti che in diversi duelli costringe al fallo da ammonizione Tomori. Parte il secondo tempo e la gara sembra chiusa dopo appena 3’ minuti. Azione avvolgente del Milan che apre a destra con Calabria che si è alzato sino all’area avversaria e pennella un traversone che vede Leao marcato malissimo. Il portoghese si appoggia a mezza altezza su suo difensore e da quasi da terra, in mezza rovesciata al volo colpisce di collo pieno e insacca con un perfetto palo-goal che lascia impietrito Rui Patricio. Gara congelata ed in pieno possesso rossonero. Pioli non intravede però l’eventuale pericolo, anche se da un calciatore esperto come Tomori non ti aspetti tanta leggerezza. Dopo l’ennesimo duello con Belotti a mezz’ora dal novantesimo, il centrale inglese di difesa si fa espellere per doppia ammonizione. Complice l’ingresso di Lukaku e Spinzazzola, e l’abbassamento in un 4-3-1-1 rossonero, i padroni di casa prendono campo e iniziativa, ma il Milan copre bene. Dopo una bella parata di Maignan, la prima nel match, dopo 70’ minuti di gioco, all’81’ minuto giunge la rete che riapre la sfida su tiro da fuori di Spinazzola, deviato da Kalulu che spiazza il proprio portiere. Tuttavia, il Milan copre bene, non si scompone e mostra anche così la sua forza, impedendo alla Roma, nonostante le sponde di Lukaku di creare altri pericoli. Successo pesante in trasferta nel primo scontro tra big. Dopo la pausa sarà derby, senza Tomori dietro, ma con tanta certezza e consapevolezza dei propri mezzi.

 

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A: Milan-Torino 4-1. Nuovi e vecchi per un Milan show a San Siro

( agosto 2023 )


A far visita al Meazza, è quella squadra che agli ottavi di Coppa Italia, ovvero alla prima partita della competizione, eliminò i rossoneri. Il Torino di Juric. Il 3-4-2-1 coperto, compatto e pronto a ripartire dei granata prova a fare il colpaccio qui a Milano, ma da subito il nuovo abito cucito da Pioli, che non muta interpreti rispetto alla vincente trasferta di Bologna, prende il comando delle operazioni. Il 4-3-3 meneghino, bello sulla carta ma spesso pericoloso, perché le tre linee possono avere l’attitudine a sfilacciarsi e rimanere isolate l’una dalle altre, è un solo blocco granitico. Tuttavia è tutt’altro che monolitico. Come in Emilia, i calciatori di Pioli sono in continuo moto perpetuo, dai difensori, ai centrocampisti, sino ai tre attaccanti. I riferimenti di marcatura e zona per i granata saltano. L’unico che è un punto fermo è Krunic, centrale in mediana che è la diga affiancato dai due nuovi Cheek e Reijnders. Proprio dall’olandese arriva l’assist vincente del vantaggio milanista poco dopo la mezz’ora. Ma è bellissima tutta l’azione. Palla recuperata nella propria trequarti dai padroni di casa, proprio in virtù dall’occupazione totale del campo milanista che non lascia spiragli agli avversari. La sfera giunge subito a Pulisic che parte centralmente con forza. Giunto sulla trequarti torinista apre con il contagiri per il bravo Reijnders che da sinistra taglia a destra. L’olandese brucia il suo marcatore e giunto in area a destra traccia un cross rasoterra arretrato che sbilancia l’assetto difensivo piemontese. Giroud è troppo avanzato, ma l’americano che ha fatto partire l’azione, ha seguito con estrema intelligenza l’azione stessa e praticamente a porta spalancata insacca. Il dominio rossonero che aveva visto Leao spesso creare potenziali pericoli è sancito dal vantaggio. Che però dura appena 3’ minuti. Al 36’ infatti un tiraccio da fuori da parte dei granata trova un avversario in area in piena mischia a compiere una mezza girata sporca di collo che si insacca alla destra del guantone di Maignan. Tutto da rifare, ma a 2’ minuti dal 45’ minuto ci pensa Giroud che su un cross da sinistra si abbassa ed il suo marcatore, involontariamente si trova a toccare la palla con la mano. Rigore un po’ generoso che lo stesso francese realizza spiazzando Milinkovic-Savic. In pieno recupero la sfida si chiude grazie ad una bellissima azione in stile ultimo Scudetto. Hernandez parte all’assalto nel suo classico stile, si appoggia al limite dell’area sulla sinistra su Leao che lo vede benissimo aggirare il suo marcatore e perfettamente gli offre il passaggio filtrante tra i due difensori granata. Theo si trova così defilatissimo davanti al gigante Milinkovic, ma Hernadez con un delizioso scavetto insacca come se fosse la cosa più facile del Mondo. Si và negli spogliatoi con un rotondo 3 a 1. Gara virtualmente chiusa. Pioli dà spazio a tre nuovi e a due vecchie conoscenze come Florenzi e Kjaer facendo riposare chi ha caricato maggiormente, specie quando Giroud al 65’ minuto sempre dal dischetto realizza la sua doppietta. E’ vero che anche questo penalty è sembrato un poco generoso, visto che dopo l’accelerazione, l’ennesima di Leao, al portoghese giunto sul fondo viene effettivamente schiacciata la caviglia, ma dopo che lo stesso aveva ampiamente scaricato la palla al centro ed il suo piede era rimasto arretrato a terra. Ma anche andando tranquillo nella ripresa, il Milan ha tenuto palla e campo con i granata mai pericolosi. Anzi mai capaci ad imbastire una sola azione d’attacco. Probabilmente il Torino è stato sin troppo rinunciatario ma il Milan ha corso tanto e bene con tutti suoi effettivi. C’è una palpabile voglia da parte di tutti i ragazzi di Pioli di dare tutto e anche qualcosa in più e anche questa bella vittoria lo dimostra ampiamente.

 

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A: Bologna-Milan 0-2. Diavoli di giovani di gran qualità, ed è subito spettacolo

( agosto 2023 )


Nuovo vestito per il Milan di Pioli, sia come assetto tattico che come interpreti. A inizio mercato la partenza del perno centrale di centrocampo, futuro capitano designato di mille battaglie a divenire, aveva lasciato il segno. La partenza di Tonali lasciò sgomenti tutti i tifosi, ma ancor di più anche l’addio del responsabile tecnico Paolo Maldini. Pure la non conferma di ragazzi di assoluto valore come Diaz o di sostanza come Messias segnavano già un lavorone immenso per Stefano Pioli che doveva ricostruire una macchina ben oliata. La società ha sfruttato il sostanzioso capitale incassato dalla pesante cessione per ringiovanire mezza squadra con figure di talento e di grinta. Un’incognita per tutti, ma ma non per il mister e dopo la gara contro il Bologna abbiamo capito il perché. Il monolitico 4-2-3-1, si è plasmato in un aggressivo 4-3-3. Se davanti a Maignan il pacchetto difensivo è quello oramai consolidato, ecco che i tre di centrocampo sono il centrale Krunic con affianco i nuovissimi a destra Loftus-Cheek e a sinistra Reijnders. I tre davanti vedono l’espertissimo Giroud centravanti con a sinistra la freccia Leao e a destra lo statunitense Pulisic. Il buon Bologna di Motta, che ha perso alcune figure importanti è comunque avversario di valore e vuol partire in Campionato subito bene con un solido e quadrato 4-4-2. Infatti dopo neppure 20 secondi un bolide da fuori fa tremare la traversa dopo una deviazione di Maignan. Solo qualche attimo di assestamento e passato lo spavento, i meneghini prendono in mano le redini del gioco e per una buona mezz’ora abbondante è pure spettacolo di fluida pressione. Il 4-3-3 non è statico, ma in continuo movimento. In fase di possesso palla, i tre davanti si scambiano non solamente posizione, ma arretrano a turno verso i tre di centrocampo. Allo stesso tempo i mediani si fiondano negli spazi davanti. Al pari dei due terzini Calabria e Hernandez che giungono sovente sulla trequarti avversaria. Bellissimo infatti il vantaggio all’11’ minuto degli ospiti. Doppio movimento a sinistra ad attaccare la profondità. Pulisic a destra dopo la tre quarti a testa alta vede benissimo la chiamata sopratutto del mediano olandese e traccia un cross forte ad uscire dall’altra parte. Reijnders ci crede e poco prima del fondo riesce di prima a crossare basso, arretrato a tagliare l’area dove il navigato Giroud aveva già studiato il possibile sopraggiungere della sfera. Per il francese è un gioco da ragazzi insaccare con la difesa emiliana completamente in bambola. I padroni di casa ci provano, corrono e sono aggressivi, ma a prescindere che davanti, nel Bologna, manca qualcuno di peso, i rossoneri ci mettono il medesimo agonismo ma hanno le idee molto più chiare e dispensano giocate e scambi veloci che lasciano sovente sul posto gli avversari. Non è un caso il raddoppio 10’ minuti dopo il primo goal. Pulisic a destra parte dalla mediana verso la porta, usa Giroiud come sponda che è bravissimo a liberare di prima l’americano che da fuori area, sempre dalla destra, spara un diagonale a mezza altezza che non lascia scampo a Skorupski. Il Bologna tende a sbilanciarsi e i rossoneri trovano spazi. Occasioni da una parte e dall’altra in una partita piacevole, ma si và comunque al riposo sul 2 a 0. Nella ripresa il “Diavolo” gestisce e il Bologna non si arrende sino alla fine creando qualche grattacapo, ma nulla di più. Pioli a metà del secondo tempo dà spazio ad energie fresche e dopo un palo scheggiato dal Bologna, a 2’ minuti dal novantesimo giunge una magia di Leao che prende a sua volta il palo. Vittoria meritata contro un buon Bologna. Quello che ha stupito maggiormente nel Milan, è la facilità con la quale sono giunte le diverse giocate. Come se uomini e schemi siano da tanto tempo che girano assieme. Difficile da credere dopo meno di due mesi di allenamento. Chissà dopo mesi di partite vere come potrà giocare con questa esplosione di forza e qualità nuova, il nuovo Milan di Pioli.

 

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