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Juve  Inter   Milan       e le altre 17 stelle                 

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Risultati GIORNATA Serie A 

                     

18/01/2026 giornata 21 Goal Goal
Bologna Fiorentina 1 2
Cagliari Juve 1 0
Cremonese Verona 0 0
Lazio Como 0 3
Milan Lecce 1 0
Napoli Sassuolo 1 0
Parma Genoa 0 0
Pisa Atalanta 1 1
Torino Roma 0 2
Udinese Inter 0 1

    

   

       

            

Classifica PUNTI

                


Squadra Punti
1 Inter 49
2 Milan 46
3 Napoli 43
4 Roma 42
5 Juve 39
6 Como 37
7 Atalanta 32
8 Bologna 30
9 Lazio 28
10 Udinese 26
11 Sassuolo 23
12 Torino 23
13 Parma 23
15 Cremonese 23
14 Cagliari 22
16 Genoa 20
17 Lecce 17
18 Fiorentina 17
19 Pisa 14
20 Verona 14

        

     

       

 

        

Risultati GIORNATA COPPA

                 

7'Giornata   

           

20-gen Inter Arsenal 0 0
21-gen Juve Benfica 0 0
20-gen Copenhagen Napoli 0 0
21-gen Atalanta At.Bilbao 0 0
22-gen Roma Stuttgart 0 0
22-gen Bologna Celtic 0 0

  

    

 

COPPA ITALIA

 

Ottavi . .

03/12/2025 Atalanta Genoa 4 0
04/12/2025 Bologna Parma 2 1
27/01/2026 Fiorentina Como 0 0
03/12/2025 Inter Venezia 5 1
02/12/2025 Juve Udinese 2 0
04/12/2025 Lazio Milan 0 0
03/12/2025 Napoli Cagliari 10r 9r
13/01/2026 Roma Torino 2 3

  

Juve stagione24/25

A: Venezia-Juve 2-3. Champions all’ultimo dischetto

( maggio 2025 )


La Juventus vince 3-2 contro il Venezia e raggiunge il quarto posto e si qualifica per la prossima Champions, risultato che condanna il Venezia alla Serie B. Il Venezia parte molto forte e al 2’ va già in vantaggio. Grande ed elaborata azione del Venezia in avvio: la palla giunge a sinistra per Haps, che entra in area e crossa per Fila. L'attaccante anticipa Savona e brucia Di Gregorio sul primo palo. La Juventus pareggia subito tre minuti più tardi ma viene annullato per la Var. La Juventus al di là di qualche sporadica azione personale sembrano avere meno energia del Venezia, che arriva prima su tutti i palloni, vince la maggioranza dei contrasti e si fa vedere con più continuità in attacco. Al 25’ all'improvviso ecco il pareggio della Juve: il turco riceve da Cambiaso una rimessa laterale battuta velocemente e si presenta solo in area davanti a Radu. Bel tiro in diagonale che il portiere veneto può soltanto toccare. Partita emozionante e al 31’ Kolo Muani si libera sulla destra, entra in area e calcia in diagonale: Radu, non irreprensibile, può soltanto toccare il pallone per 2-1 della Juventus. Primo tempo scoppiettante: tre gol, uno annullato e un palo. In questo momento il Venezia sarebbe retrocesso in B, Tudor quarto e in Champions League. Riparte il secondo tempo e i bianconeri sono in completa gestione della partita: l'approccio è stato ottimo da parte della squadra di Tudor. Al 55’ arriva il pareggio del Venezia : lancio lungo per Doumbia sulla destra, il cross del centrocampista dall'interno dell'area trova Haps in arrivo dalla parte opposta, che calcia e mette alle spalle di Di Gregorio. Il Venezia trova praterie in ripartenza e al 71’ Yeboah manda in profondità Doumbia, che calcia all'incrocio da dentro l'area: parata clamorosa del portiere bianconero. Al 73’ Nicolussi Caviglia sgambetta Conceiçao dentro l'area: rigore per i bianconeri che trasforma perfettamente Locatelli, che mette alla sinistra di Radu, con il portiere del Venezia che non può arrivare. Missione compiuta per la Juve, che vince per 2-3 in casa del Venezia e conquista la qualificazione alla prossima Champions League. Decidono i gol di Fila, Yildiz, Kolo Muani, Haps e Locatelli su rigore. Il Venezia, con questa sconfitta, è matematicamente retrocesso in Serie B. Si chiude una stagione complessa per la Juventus con il raggiungimento dell’obiettivo minimo della stagione. Il prossimo impegno della Juventus sarà nel campionato mondiale, competizione nuova per tutti e chissà chi sarà il nuovo allenatore dei bianconeri!

 

 

 

 

 

A: Juve-Udinese 2-0. Di mestiere la Juve difende il quarto posto

( maggio 2025 )


La Juventus vince 2-0 contro l’Udinese e si porta al quarto posto , posto utile per la Champions. La Juventus inizia subito bene e già al 9’ con Locatelli cerca il vantaggio: nasce tutto da un bel guizzo di Conceicao sulla destra. Alla fine il portoghese scarica centralmente, lì c'è Locatelli che calcia verso la porta di prima intenzione e sfiora il palo alla sinistra di Okoye. Due minuti più tardi altra occasione con Kolo che si invola verso la porta avversaria ma Okoye copre bene il primo palo. È proprio lì che calcia il francese che si vede chiudere lo specchio e la possibilità di lanciare i suoi sull'1-0. La Juve fa la partita e si costruisce le migliori occasioni ma non basta per sfondare una difesa attenta e compatta come quella dell’Udinese. Alla fiera delle occasioni si unisce poi anche Yildiz ma è solo potenza e poca precisione. L’unico tiro in porta dell’Udinese arriva al 28’ con Ekkelenkamp: centrale, Di Gregorio blocca senza troppa apprensione. Dall’altro lato del campo Okoye scalda ancora i guantoni e blocca Cambiaso ma un’altra occasione enorme per Madama arriva al 48’, in pieno recupero del primo tempo e a un soffio dall’intervallo: Nico Gonzalez carica il tiro, Okoye non trattiene e il pallone si stampa sul palo che salva gli ospiti. Riprende la partita, il secondo tempo è la fotocopia del primo ma finalmente al 61’ la Juventus la sblocca meritatamente ma prima succede di tutto. Prima un contatto tra Solet e Conceicao fa infuriare il portoghese ma l'arbitro lascia proseguire. Allora sopraggiunge Nico Gonzalez che a sua volta spalla a spalla sempre con Solet recupera il pallone, lo cede a Yildiz che poi lo riconsegna all'argentino e lui stavolta non sbaglia col mancino. Juve avanti allo Stadium per 1-0. I friulani non giocano e non si impegnano a recuperare lo svantaggio e al 88’ la Juventus raddoppia con Vlahovic con un destro a incrociare che batte Okoye per il raddoppio bianconero su altro assist di Yildiz. Finisce la partita con la vittoria della Juventus per 2-0. Tre punti che avvicinano un altro po' la Juventus alla prossima Champions League. L'ultima giornata di campionato, a Venezia contro la squadra di Di Francesco che ancora lotta per la salvezza, sarà decisiva con la Roma è a -1 e la Lazio a -2.

 

 

 

 

 

A: Lazio-Juve 1-1. Juve forte ma ingenua e la Roma può superarla

( maggio 2025 )


Trofei in ballo non c’è né per le due squadre in questo finale di Stagione. Tuttavia per i due club, forse vi è qualcosa di ancora più importante. Il prestigioso e remunerativo approdo alla prossima Champions, che tutti sappiamo quanto faccia bene alle casse di ogni Società di Calcio. Ebbene Lazio e Juventus sono appaiate assieme alla Roma al quarto posto a quota 63 punti, ma i piemontesi hanno il vantaggi, in questo momento dello scontro diretto, quindi finisse in questo momento il Campionato, sarebbero i bianconeri a terminare al quarto posto. Il Bologna si è arreso già venerdì all’ennesima rimonta del Milan quindi qui ci si gioca un gran bel pezzo non solo di questa Stagione, ma addirittura della prossima. Perché la prossima campagna acquisti estiva per rafforzare la squadra, passa inevitabilmente anche dal flusso cassa derivante dalla partecipazione alla prossima massima competizione continentale. La giornata calda e soleggiata, fa sì che per tutto il primo tempo le due avversarie si studino. Il ritmo è buono, ma a centrocampo si annullano tant’è che salvo un tentativo al 2’ minuto da parte dei padroni di casa, nulla accade di importante. Comunque gli ospiti nel loro 3-4-2-1 tengono bene il campo e a tratti si fanno anche preferire rispetto ai laziali. Tranne Gonzalez che poco reattivo ed energico per tutta la prima frazione, viene immediatamente sostituito al riposo con il funambolico Concencao. In effetti, gli ospiti partono aggressivi e al 5’ minuto della ripresa passano in vantaggio con una bella azione partita dal basso sulla sinistra che vede McKennie crossare perfettamente al centro per un Kolo Muani incredibilmente lasciato solo che di testa insacca. Partita in discesa per i torinesi? No, perché passano appena altri 5’ minuti che scioccamente Kalulu dopo aver scaricato palla verso il suo portiere compie una bracciata ingenua all’avversario che gli costa il cartellino rosso. Da lì cambia il match, con i bianconeri raccolti attorno al proprio portiere a difendere il prezioso vantaggio e i biancocelesti nella metà campo ospite. Tudor con i cambi dà muscoli e centimetri ma la pressione diviene sempre più alta. Di Gregorio si supera un paio di volte e in una si fa lui stesso aiutare dal palo. Savona in area si fa bucare e ci sarebbe anche un rigore vicini al 90’ minuto per i laziali, ma la Var interviene annullandolo per un precedente fuorigioco. L’assedio continuo e prolungato porta i suoi frutti e al 96’ minuto, praticamente a gara agli sgoccioli, il cross dalla sinistra trova Vecino a spingerla quasi sulla linea di porta dentro la porta per un pareggio finale che recita 1 a 1. Un punto a testa che rimanda il verdetto quarto posto alle prossime due giornate, lasciando speranze ancora al Bologna. Ma soprattutto alla Roma che se dovesse sbancare Bergamo scavalcherebbe tutti e si porterebbe sopra di due lunghezze e solo sotto di due addirittura dalla Dea, che è attualmente terza.

 

 

 

 

 

A: Bologna-Juve 1-1. Un punto per difendere il posto

( maggio 2025 )


La Juventus pareggia 1-1 contro il Bologna in campionato. La partita si configura come uno spareggio per cercare di accedere e rimanere in zona Champions. La Juventus parte subito bene e va in vantaggio al 9’: Cambiaso vede Thuram fuori area, lo serve e il francese dopo essersi sistemato il pallone calcia deciso dalla distanza. Ferguson è in ritardo e il pallone passa sotto Skorupski che non riesce a intervenire. Juve avanti dopo nemmeno 10 minuti al Dall'Ara. Nei primi venti minuti è la Juventus che fa la partita ma al 26’ dalla bandierina, Orsolini cerca direttamente la porta di Di Gregorio ma il portiere bianconero non si fa sorprendere e prolunga oltre la traversa. Al 30’ contatto McKennie-Freuler con il giocatore rossoblù in vantaggio sullo statunitense che gli frana addosso in area di rigore. L'arbitro fa subito cenno di proseguire. Proteste del Bologna, espulso un collaboratore di Italiano ma il risultato non cambia. Al 43’ lanciato in corsa, l'argentino Nico palla al piede si è involato e al momento giusto ha calciato rasoterra battendo Skorupski. Ma l'arbitro annulla tutto per posizione di fuorigioco proprio di Nico. Finisce 1-0 per la Juventus il primo tempo della sfida del Dall'Ara. Il gol che fin qui decide la partita è quello di Thuram dopo 9 minuti di gioco. Il Bologna, dopo lo svantaggio, ha provato a trovare una reazione ma non trovando il gol del pareggio. Inizia il secondo tempo e al 54’ lo svizzero Freuler riceve palla in area, si libera di Thuram ed è più veloce di Cambiaso che sopraggiunge tardi. Calcia girandosi, ultimo tocco di Veiga che non riesce a deviare fuori. La squadra di Italiano la riapre! Entrambe le formazioni cercano di raddoppiare ed è la Juventus che ci prova con più convinzione prendendosi pericolosa. Al 76’ Alberto Costa davanti alla porta del Bologna non calcia subito, con Skorupski a terra, e poi chiude la conclusione da due passi e trova l'opposizione di un avversario. Al 94’ Cambiaghi va a un passo dal 2-1 in pieno recupero. Calcia a botta sicura ma trova la ribattuta involontaria di Beukema. Finisce 1-1 lo scontro diretto per la zona europea che non risolve niente anzi crea maggiore caos in zona perché ci sono 4 squadre in un punto. La Juventus sembra quella messa meglio ma nel prossimo fine settimana altro scontro diretto per i bianconeri contro la Lazio.

 

 

 

 

 

A: Juve-Monza 2-0. Due lampi per tre punti da Champions

( aprile 2025 )


La Juventus vince 2-0 contro il Monza nella 35esima giornata di campionato. I bianconeri devono assolutamente portare a casa i tre punti se vogliono rimanere attaccati al treno europeo, mentre il Monza, ormai retrocesso, deve cercare di portare a casa almeno l’onore. La Juventus inizia subito forte e al 5’ si fa subito pericolosa: su rimessa lunga di McKennie e sponda di Nico Gonzalez sulla quale si coordina il francese, che tenta la rovesciata: Turati respinge coi pugni. I tempi sono maturi per la squadra di Tudor e all’11 va subito in vantaggio con Nico Gonzales: l'argentino prende palla sulla destra e si accentra, poi calcia da 25 metri: pallone imprendibile alla destra di Turati. Il Monza che non ha nulla da perdere cerca di uscire ma è la Juventus che si divora il bis al 23’ con Kolo Muani che calcia dalla sinistra dell'area a porta spalancata, ma mette incredibilmente sul fondo. Al 33’ la Juventus raddoppia strappo di Thuram, che recupera palla, la porta per 40 metri e poi mette il connazionale davanti alla porta: diagonale col destro, pallone nell'angolino e Turati non può nulla. I gol di Nico Gonzalez all'11' e di Kolo Muani al 33' permettono alla Juve di chiudere in doppio vantaggio il primo tempo. Tutto facile per la squadra di Tudor contro il Monza ultimo in classifica. I bianconeri però sono costretti a giocare il secondo tempo in 10 per l'espulsione di Yildiz al 47'. Sfruttando la superiorità numerica la squadra di Nesta ha inizia grintosa il secondo tempo e cerca di schiacciare la Juve e mette diversi palloni dentro l'area, pur senza esito. Al 58’ Nico viene mandato in area da Kolo Muani, ma il portiere del Monza è bravissimo in uscita a parare con il piede. Al 67’ Di Gregorio smanaccia un punizione dalla destra, sul lato opposto il centrocampista del Monza prova a rimettere in mezzo: nessun calciatore tocca il pallone, che scivola sul fondo non distante dal palo. Al 86’ cross dall'interno dell'area di Pedro Pereira e colpo di testa del numero 10: ne esce una conclusione debole che Di Gregorio blocca con facilità. Missione compiuta per la Juve, che torna quarta in attesa dei match di Bologna e Lazio. Decidono i gol di Nico Gonzalez e Kolo Muani nel primo tempo. Partita facile contro il Monza che ormai non aveva nulla da perdere. Il prossimo impegno della Juventus sarà contro il Bologna, match europeo per rimanere nelle prime.

 

 

 

 

 

A: Parma-Juve 1-0. Tudor cade a Parma e la Juve è ora quinta

( aprile 2025 )


La Juventus porta a casa la prima sconfitta dell’era Tudor, perdendo 1-0 nel recupero di campionato rinviato a seguito della morte del Santo Padre, contro il Parma. Questa partita era fondamentale per entrambe le formazioni: per la Juventus per restare in zona Champions visto la vittoria del Bologna sull’Inter e per il Parma per allontanarsi dalla zona retrocessione. Inizia la partita e il primo pallone è per i bianconeri. Non passa un minuto e la Juve si porta a ridosso dell'area di rigore avversaria. Da lì Locatelli libera la conclusione verso il secondo palo e sfiora il legno alla destra di Suzuki. La Signora è subito pericolosa. Il Parma dopo soli 10 minuti è costretto ad effettuare due cambi per infortuni e la partita per i parmensi è in salita. Infatti è la Juventus che fa la partita. Al 19’ Nico Gonzalez recupera palla a centrocampo, Kalulu segue l'azione sulla corsia di destra e l'argentino lo serve. Il difensore prosegue palla al piede e alla fine crossa verso il cuore dell'area gialloblù dove c'è Vlahovic che col destro conclude sul primo palo e il pallone va fuori di poco. Il Parma dopo la doccia fredda iniziale per i cambi improvvisi inizia a prendere le misure e cerca di ripartire cercando di prendere in contropiede la Juventus. Sul finire del primo tempo altro infortunio per il Parma. Ed è proprio all’ultimo minuto del primo tempo, con un uomo in meno in campo, che il Parma va in vantaggio. Cross di Valeri, Pellegrino salta più in alto di tutti (soprattutto di Kelly che si è perso l'avversario) e spiazza Di Gregorio al primo minuto di recupero del primo tempo. È il decimo gol di testa subito dalla Vecchia Signora in questo campionato. Si riparte nel secondo tempo con il vantaggio del Parma e la Juventus che cerca di recuperare da subito con Kolo Muani, ma senza trovare spazi nelle linee avversarie. Al 60’ il Parma cerca il raddoppio con la difesa della Juve che si fa infilare da Sohm che entra dopo uno scambio e calcia con la punta del piede. Pericoloso ma Di Gregorio c'è. La Juventus cerca di manovrare per cercare almeno il pareggio ma non crea azioni pericolose. Finisce con la vittoria del Parma per 1-0 e a Chivu basta un gol di Pellegrino e una difesa di ferro per conquistare tre punti fondamentali in chiave salvezza e per frenare la Juventus che invece di punti ne perde e ora si ritrova a -1 dal Bologna quarto. La Juventus è apparsa spenta e sottotono e non si è mai praticamente fatta pericolosa. Il prossimo impegno della Juventus sarà contro il Monza, ormai retrocesso e potrebbero essere tre punti facili per la Vecchia Signora per restare in zona Champions ma mai dare nulla per scontrato.

 

 

 

 

 

A: Juve-Lecce 2-1. 3 punti da terzo posto, momentaneo

( aprile 2025 )


La cura Tudor sin ora ha dato carattere e determinazione ai calciatori bianconeri. Spettacolo, magari poco, ma più sicurezza in campo e voglia di lottare per la vittoria sino alla fine, questo sì. Ed è ciò che più di ogni altra cosa ha sempre contraddistinto il DNA della Vecchia Signora. Quale opportunità migliore questa che in casa propria la Juve ospita la quartultima. Quinta in classifica, con i tre punti, scavalcherebbe per una serata in un colpo solo, la terza e la quarta, visto che sono tutte ad un punto una dall’altra. Destino vuole che proprio nella stessa Giornata, di domenica la terza e la quarta, ovvero Atalanta e Bologna si scontreranno tra loro, quindi in un modo o in un altro i piemontesi rosicchieranno punti e posizione a qualcuno, ottenendo il successo. Certo i salentini, visti i soli due punti di vantaggio dalla zona calda e anche il successo del Venezia che ha agguantato l’Empoli, necessitano di punti ovunque se vogliono calpestare i campi della Serie A anche l’anno venturo. Tuttavia, a prevalere, sin dal fischio iniziale è la fame dei bianconeri e non è un caso che neppure dopo due giri di orologio completi, che i padroni di casa passano. Il 3-4-2-1 bianconere avvolge subito il Lecce e Vlahovic al limite fa da sponda per l’inserimento in area a sinistra di Koopmmeiners che trafigge con un forte e preciso diagonale sull’altro palo Falcone. La reazione è immediata degli ospiti che dopo un paio di minuti prima prendono un palo con un tiro da fuori, e sul proseguo dell’azione è bravo Di Gregorio a rifugiarsi in angolo. Passato lo spavento, la Juventus riprende a macinare gioco che appare più fluido e allo stesso tempo più rapido. Sono tutti molto coinvolti nella manovra offensiva e Vlahovic è il punto di riferimento avanzato della squadra. Bella e cristallina, l’azione al minuto 33’ che porta al raddoppio. Pare un azione da rugby con cinque giocatori torinesi che avanzano in linea con la palla, passandosela bene e veloce tra le maglie leccesi e quando in area Vlahovic l’appoggia arretrata per Yildiz, il 10 turco la mette all’angolino basso di prima dove Falcone non può arrivare. Così in scioltezza i piemontesi chiudono senza problemi la prima frazione con il doppio vantaggio. Nella ripresa il Lecce prova subito con energie fresche, ma la Juventus non rischia praticamente nulla se non quando a 2’ minuti dal novantesimo, su un calcio di punizione, la testa di Baschirotto, trova la palla che và a sbattere sul palo e entra per mettere un po’ di brividi ai tifosi della Vecchia Signora. Ma questa Juventus di Tudor non và nel panico e chiude i minuti finali senza affanni e con questi tre punti scavalca, temporaneamente due contendenti per un posto Champions. Magari anche per un onorevole podio finale.

 

 

 

 

A: Roma-Juve 1-1. Pareggio solido per lottare ancora per la Champions

( aprile 2025 )


Finisce con un pareggio 1-1 tra Roma e Juventus il posticipo. La Roma arriva da un buon momento e la Juventus si appresta alla seconda prestazione con il nuovo allenatore Tudor. Sfida con vista sulla Champions: i giallorossi puntano all'aggancio, i bianconeri cercano l'allungo. La Juventus inizia subito bene nei primi minuti. Lo statunitense sale bene e appena vede la porta lascia partire un rasoterra che però non sorprende Svilar. Il portiere giallorosso si allunga e manda in angolo. La Juventus continua a tenere palla nella metà campo giallorossa, l'ultima lunga azione manovrata finisce con un tentativo di Yildiz di rimettere il pallone al centro dell'area, ma trova solo i guantoni di Svilar. Al 24’ bella azione offensiva della Roma che finisce con il guizzo di Dovbyk che trova il varco perfetto per Cristante: il centrocampista calcia ma sulla sua traiettoria trova la deviazione di Kalulu. Al 28’ il portiere della Roma salva la squadra di Ranieri dal colpo di testa di Nico Gonzalez che avrebbe portato avanti Tudor all'Olimpico. Il guanto di Svilar prolunga quanto basta il pallone che si stampa sul palo! La Roma si salva. Al 37’ lampo dell'esterno giallorosso El Shaarawy che gira subito di testa un bel suggerimento alto e la sua conclusione si stampa sul palo alla destra di Di Gregorio. Il portiere della Juve era sulla traiettoria. Al 40’ Celik sbaglia in rinvio, troppo centrale e soprattutto sul piede di Locatelli che si è fatto trovare nel posto giusto nel momento giusto. Mancino al volo, Svilar spiazzato e finisce il primo tempo con la Juventus in vantaggio. Si riparte con il secondo tempo dal vantaggio della Juventus e al 49’ Shomurodov la riapre. L'uzbeko di testa batte Di Gregorio (da calcio d'angolo) e riapre la gara dell'Olimpico dopo pochi minuti dall'inizio della ripresa. La partita prosegue su ritmi non elevati e senza grosse occasioni. Termina 1–1 e entrambe le formazioni si portano a casa un punto. Risultato giusto ma un po' meglio la Juventus sul piano delle occasioni. Il pari da fiducia nel proseguimento degli obiettivi di entrambe le formazioni. Il prossimo impegno della Juventus sarà contro il Lecce.

 

 

 

 

A: Juve-Genoa 1-0. Tudor riporta letteralmente la sua Juve alla vittoria

( marzo 2025 )


La pausa Nazionali rappresenta un momento critico per quegli allenatori che sono in bilico. E questa volta è capitato al mister del club, che al vertice, meno di tutti ha mai amato cambiare il suo timoniere con la stagione in corso. Eppure i due schiaffoni senza reazione subiti dalla “Vecchia Signora” contro Dea e Viola, hanno portato alla definitiva rottura con l’allenatore Motta. Amore che a dire il vero non è mai sbocciato neppure troppo, tra il mister e il tifoso bianconero, ma neppure con i suoi calciatori. Come traghettatore, in queste ultime nove sfide di campionato, perché la Juventus è uscita da tutto, è giunto un mastino che già conosce l’ambiente, ovvero Tudor. Che in pochi giorni non può aver ribaltato tutto, ma quantomeno ha lavorato sulla testa dei ragazzi. Cambio di modulo e di approccio alla sfida. Difesa a tre rivoluzionata, con Gatti e Veiga e Kelly. Centrocampo a quattro con Gonzalez e McKennie sugli esterni e Locatelli, capitano affiancato dalla fisicità di Thuram. Davanti tridente con Vlahovic centravanti e Koopmeiners e Yildiz liberi di svariare. Ma quel che più conta è l’approccio al match e la concentrazione è totale, o quanto meno, maggiore di quanto visto nelle precedenti partite. Anche perché a Torino, viene a far visita un Genoa in forma che con la guida dell’ex Vierà, ha trovato solidità e una posizione in classifica centrale che lo tiene lontano dalla zona europea, ma anche a un rassicurante più 12 punti dalla zona retrocessione. Quando Pinamonti mette paura in contropiede, è esemplare e significativo il recupero di Gatti. E’ palpabile la tensione dei padroni di casa che non hanno che l’obiettivo vittoria quest’oggi, davanti ad un pubblico, il proprio pubblico, che nei ben sette goal incassati ultimamente, l’ha sommersi di fischi. Allora ci pensa Tudor, concentratissimo e dentro la sfida a raccogliere davanti alla sua panchina la sfera uscita dal campo e porgerla immediatamente al suo giocatore, accelerando la rimessa laterale con la palla conseguentemente tra i piedi del 10 turco che sulla destra entra in area e ubriaca i due marcatori che ha dinanzi e scaraventa di potenza sull’altro angolo la palla in rete. Juventus quindi a metà primo tempo sbloccata e più tranquilla che non commette l’errore di abbassare la tensione. Il Genoa ci prova ma trova i bianconeri sempre sul pezzo e De Gregorio non dovrà compiere parate miracolose. Invece è Leali a tenere viva ala gara sino all’ultimo salvando almeno tre volte sulle conclusioni di Locatelli e soci. Significativo che la Juventus sino al novantesimo non cerchi solo di contenere e gestire, ma cerchi con forza la rete del raddoppio. Questa è la più grande differenza tra la Juventus di Motta e Tudor, anche se è una sola partita. La Juventus ha continuato a mantenere la concentrazione e la gamba per vincere. E non poteva essere diversamente, dato che il Bologna aveva allungato un attimo primo e si era portato a più 4 dai bianconeri nella serrata lotta per il quarto posto. Obiettivo di Tudor è assolutamente l’ingresso nella prossima Champions. E’ l0unica via per fr pensare alla Società che può essere più di un Caronte.

 

 

 

 

A: Fiorentina-Juve 3-0. Juve a caduta libera senza reazione

( marzo 2025 )


La Juventus perde 3-0 contro la Fiorentina nella 29esima giornata di campionato. La partita è valevole per un posto in Europa. Mentre la Fiorentina arriva dal passaggio del turno in Conference League molto tirato, la Juventus arriva in campo dopo la bruttissima partita e la conseguente sconfitta in campionato contro l’Atalanta per 4-0 rimediato in casa e deve spazzare via le pesanti nubi che aleggiano sul suo allenatore. Inizia la partita e la Juventus tiene il possesso palla e i ritmi bassi, mentre la Fiorentina cerca le ripartenze in contropiede. Al 15’ la Viola va subito in vantaggio e segna sugli sviluppi di calcio d'angolo : Gosens ci prova di testa, Veiga respinge corto e il tedesco ribadisce alle spalle di Di Gregorio col sinistro. La Juventus accusa il colpo e al 18’ i padroni casa raddoppiano. Fagioli serve profondo per Mandragora, che, solo davanti a Di Gregorio, lo batte con un sinistro preciso. La partita prosegue con molto possesso, tanti passaggi brevi in mezzo al campo, ma nessuna reazione di carattere della squadra di Motta, che non crea pericoli a De Gea e così finisce il primo tempo. Il secondo tempo inizia con la Juventus che cerca di accorciare il risultato ma al 53’ è la Fiorentina che cala il tris. Fagioli manda in profondità l'islandese Gudmundsson, che, giunto al limite dell'area, calcia a giro e infila Di Gregorio nell'angolino. La Juventus non reagisce e accusa il pesante colpo del 3-0. E’ la Fiorentina che controlla il gioco e la palla e la Vecchia Signora sta a guardare. La formazione di Motta non da nessun segno di reazione, limitandosi a tenere il pallone a ritmo bassissimo e cosi ci si avvia verso la fine della partita. Finisce la partita e la squadra di Palladino vince 3-0 e rilancia le ambizioni europee della sua squadra. Per Motta invece si apre una lunga e complicata pausa per le nazionali in cui la società bianconera dovrà decidere il suo futuro e se dovesse continuare sulla panchina della Juventus dovrà cercare delle soluzione onde evitare le figuracce rimediate negli ultimi due turni di campionato e cercare di rimanere attaccata alla zona Coppe. La prossima partita dei bianconeri sarà contro il Genoa.

 

 

 

 

A: Juve-Atalanta 0-4. Troppa Dea per questa Juve

( marzo 2025 )


Alquanto paradossale la situazione della Juventus e del suo allenatore. Mai sbocciato il vero amore tra il mister ex “Triplete nerazzurro” e la tifoseria bianconera, storicamente amante della concretezza e dei risultati più che della filosofia e bel gioco fine a sé stesso. E con una società che ha investito tanto sia in estate che in inverno le uscite anticipate sia nella Coppa Italia che in Champions per mano di avversarie inferiori è stata mal digerita. Così come i tanti pareggi fatti registrare in Campionato. A quasi metà marzo un bilancio lo si può anche fare. Quindi è un disastro totale? Parrebbe di sì, ma le cinque vittorie consecutive della “Vecchia Signora” in Serie A, ha riportato in alto i piemontesi. Complice il rallentamento delle prime tre, addirittura la Juventus si è trovata quarta ma sopratutto ad appena 6 punti dalla capolista, che recentemente ha anche battuto nello scontro diretto. Ed ora, nuovamente tra le mura amiche ecco un altro scontro diretto. Perfetto per andare al terzo posto, occupato dall’altra nerazzurra lombarda e mantenere così il distacco immutato dalle prime due che, avendo già giocato il proprio match, avevano fatto bottino pieno. Ma il 3-4-3 atalantino è venuto a Torino per continuare a coltivare il sogno Scudetto, più che legittimo e quando il 4-2-3-1 bianconero si trova poco prima della mezz’ora sotto per un rigore per fallo di mano, effettivamente concesso molto generosamente agli ospiti, invece di caricarsi di rabbia e reagire, si scioglie. Una gara sino a quel momento in equilibrio che non aveva regalato chissà quali colpi di scena, si stappa. La Juventus và in bambola completa e da Locatelli agli altri susseguono errori di concentrazione e frustrazione che spalancano le strade dei contropiedi alle frecce bergamasche. E’ solo grazie alla bravura di Di Gregorio che prima del riposo l’Atalanta non chiude la prima frazione con un raddoppio. Ma pronti vià subito nella ripresa quando ti aspetti una Juventus arrembante e furiosa, invece è demoralizzata e senza vigore, così la Dea raddoppia in meno di un minuto entrando nella difesa bianconera come una lama nel burro. La gara è finita perché i padroni di casa proprio non ne hanno, più di testa che di gamba. Così al 66’ minuto arriva la terza rete firmata Zappacosta. Emblema di questa sfida è Vlahovic, subentrato da 120 secondi ad un nullo Kolo Muani, quando al 77’ minuto nella propria trequarti, scivola nel rilancio in avanti e offre in modo quasi comico l’assist perfetto ad un Lookman che non perdona davanti a Di Gregorio. Poker calato a Torino, cosa che non capitava dagli anni sessanta. La Dea sogna, mentre la Juventus come in incubo si sveglia dal suo sogno Scudetto e torna alla fredda realtà.

 

 

 

 

A: Juve-Verona 2-0. 3 punti per essere solo a -6 dalla vetta

( marzo 2025 )


La Juventus sale a meno 6 dalla vetta della classifica, battendo 2-0 il Verona, che vede pericolosamente la zona retrocessione a 4 punti. La Juventus parte subito bene e fa molta pressione sulla difesa del Verona, con un possesso palla praticamente totale della squadra di Motta. Il Verona dall’altro canto cerca di usare la sua aggressività nei confronti dei portatori di palla bianconeri ma è la Juventus che al 12’ cerca il vantaggio con Gatti che sfiora il palo. Due minuti più tardi miracolo di Montipò su Thuram che scongiura il vantaggio bianconero. I bianconeri sono stabilmente con 10 uomini nella metà campo del Verona che resiste ma non riesce a ripartire. Il punteggio non si sblocca nel primo tempo nonostante le tantissime occasioni per i bianconeri, tutte respinte da Montipò, il migliore in campo. Riprende la partita ed è sempre il portiere del Verona che è protagonista e non permette agli avversari di segnare. Dopo un grande avvio del secondo tempo, il ritmo si abbassa con il Verona che si difende con ordine e la Juventus che fatica a portare a termine l’assedio del fortino veronese. Ma al 72’ la pressione della Juventus trova finalmente e meritatamente la via del gol: Cambiaso servito da Locatelli sulla sinistra serve al centro Thuram che batte Montipò per l’1-0. La Juventus vuole raddoppiare ma è sempre Montipò che non lo permette. Ma al 90’ arriva il raddoppio con Koopmeiners che batte Montipò sotto le gambe e segna il gol del 2-0 e chiude la partita. Finisce con la quinta vittoria consecutiva della squadra di Motta la gara tra Juventus e Verona. Decisive le reti di Thuram e Koopmeiners. I bianconeri sono di nuovo quarti, a meno sei dalla vetta e a più due sulla quinta Lazio. La Juventus non ha fallito la prova giocando molto aggressiva anche se il Verona, a parte il portiere, non ha opposto resistenza alla cavalcata bianconera. Fischi e contestazione non sono ancora mancati, ma sognare lo Scudetto, ora si può. La prossima partita della Juventus sarà più impegnativa contro l’Atalanta diretta concorrente in classifica.

 

 

 

 

C.I.: Juve-Empoli 3r-5r. Dopo l’Europa altra Coppa saltata inaspettatamente

( febbraio 2025 )


E’ stata dura assorbire l’uscita dalla Champions. In sé non perché non si possa essere eliminati anche ai sedicesimi, ma perché con la gara di andata terminata a proprio vantaggio 2 a 1, in Olanda la Juventus si è fatta ribaltare perdendo 3 a 1 per mano di un buon PSV, ma non certo da un avversario superiore. Dopo la quarta vittoria consecutiva in Campionato, che ne ha rilanciato anche le prospettive e non solo per il quarto posto, ecco la Juventus scendere in campo tra le mura amiche contro l’Empoli. I toscani, al contrario arrivano all’appuntamento dopo ben quattro sconfitte di fila e con il terzultimo posto che, ad oggi, la condannerebbe alla retrocessione. Per questo gli azzurri schierano molte seconde linee. A differenza dei bianconeri che approfittano della partita non complicatissima per mettere alla prova anche qualche idea differente di gioco, senza dubbio più offensiva. Cosa testimoniata dalla presenza in campo dal primo minuto nel 4-2-3-1 piemontese di giocatori come Gonzalez, Kolo Muani e Vlahovic assieme. Senza scordare altri come McKennie, Koopmeiners, Thuram e Cambiaso che sovente sono proiettati in attacco. Ma nonostante un assortimento di tutto rispetto, la gara non decolla, i ritmi sono bassi e il portiere ospite non è che debba sudare freddo per via dei pericoli. Basta un’Empoli ordinato nel suo 3-5-2 a gestire i padroni di casa, che sono lenti e prevedibili, tant’è che al minuto 24’ quando la Juventus cerca di uscire dalla sua trequarti con palla a terra, la sfera viene intercettata dalla pressione alta dei toscani. Fin qui il primo errore, che può capitare, anche se i bianconeri hanno un bagaglio tecnico molto superiore. Quello che non è accettabile è che Maleh possa avvicinarsi ed entrare in area tranquillamente con i difensori centrali che arretrano sulla propria porta, impedendo a Perin pure di vedere partire il diagonale che infatti si infila all’angolino. Juve tramortita e anche salvata in pieno recupero della prima frazione da un palo interno, che era goal, se la palla non fosse stata indirizzata nuovamente in campo dalla Dea bendata. Nella ripresa Motta si priva di Kelly in difesa e Koop a centrocampo, per Locatelli e Yildiz per una sorta di 3-4-3 e al 66’ minuto, un’invenzione di potenza e classe di Thuram porta i padroni di casa al pareggio. Che ci provano con Vlahovic a chiuderla nei tempi regolamentari, ma la mira non è quella giusta. Si passa dunque ai rigori con due errori fatali dal dischetto per i bianconeri, contro i quattro centri perfetti dei toscani. Empoli per la prima volta nella storia in semifinale di Coppa Italia e Juventus che abbandona per deconcentrazione e demeriti propri la seconda competizione. Anzi la terza, perché anche nella Super Coppa Italiana, Motta fu eliminato da un Milan che in quel momento, a gennaio, era terribilmente in difficoltà ed inferiore. Motta, ma non solo lui devono riesaminare certi approcci ai match. Questo sta costando tanto in questa stagione. C’è un Campionato ancora aperto dove la Juventus può ambire ancora in alto, a partire da questa domenica, ma potrebbe anche cadere in disgrazia se lo spirito determinato storico della “Vecchia Signora” emerge solo una volta ogni tanto.

 

 

 

 

A: Cagliari-Juve 0-1. Piedino in Champions con occhio allo Scudetto

( febbraio 2025 )


Dopo Empoli, Como e Inter, la Juventus batte per 1-0 il Cagliari e salgono da soli in zona Champions con due punti di vantaggio sulla Lazio. La partita inizia subito nel migliore dei modi per la Juventus. Al 12’ infatti va in vantaggio. Errore in impostazione del Cagliari e la Juventus la sblocca: Vlahovic pressa il colombiano che non spazza e si fa passare dietro il pallone. Sull’uscita di Caprile, il serbo lo scarta e poi in diagonale mette dentro. I bianconeri non fanno respirare gli avversari. Al 22’ Yildiz, servito da un lancio lungo, taglia da sinistra, controlla con la testa e poi conclude in diagonale di destro: Caprile devia in angolo in uscita. Al 24’ di nuovo protagonista il portiere del Cagliari, che mura Conceicao da pochi passi, servito da un errore di Augello. La partita prosegue con tante occasione non sfruttate di Motta per il raddoppio ma i sardi sono stati sottotono per tutto il primo tempo. Inizia il secondo tempo di personalità dei bianconeri, che continuano a gestire il ritmo della gara e il possesso palla. Grandi contrasti e lotta su tutti i pallone adesso, ma nessuna occasione né da una parte né dall’altra. Al 77’ Vlahovic non sfrutta una clamorosa occasione per il raddoppio: lanciato in campo aperto da Douglas Luiz, Vlahovic pur disturbato da Luperto con una spinta, riesce a calciare, ma spara addosso a Caprile. Al 93’ Kolo Muani da destra serve il turco al limite: conclusione al volo e il portiere del Cagliari respinge con un gran riflesso sul primo palo. Basta il gol al 12’ di Vlahovic alla Juventus per battere il Cagliari e ottenere la quarta vittoria consecutiva in Serie A. La squadra di Motta, che ha sprecato un sacco di occasioni per raddoppiare, adesso è quarta da sola, con 2 punti di vantaggio sulla Lazio e si piazza in buona posizione per dire la sua nella corsa Scudetto, visto lo zoppicare delle dirette avversarie Napoli e Inter che si scontreranno nel prossimo turno.

 

 

 

 

C.L.: PSV-Juve 3-1. Ripresa spenta e Europa salutata

( febbraio 2025 )


La Juventus perde contro il Psv per 3-1 nella gara di ritorno dei playoff di Champions League e nonostante il risultato favorevole ai bianconeri all’andata per 2-1, non è bastato per passare agli ottavi, obiettivo stagionale della squadra di Torino. Motta parte con Conceicao, Mckennie e Nico Gonzales alle spalle di Kolo Mauni. Parte meglio il Psv che deve recuperare lo svantaggio dell’andata e poco dopo 10 minuti Motta si trova costretto a rivedere la formazione per l’uscita di Veiga, ennesimo infortunio della stazione nel reparto. Ma nella sfortuna entra Cambiaso che si dimostra tra i più pericolosi in area avversaria. La Juventus forte del risultato dell’andata altera momenti di gestione e fiammate sulla fasce. A destra Conceicao manda spesso in tilt la difesa biancorossa. Intorno al quarto d’ora non riesce ad approfittarne Kolo Muani, che sul cross dell’ex del Porto non trova la porta di testa. L’altra occasione migliore del primo tempo arriva sempre a Kolo ma non riesce la deviazione sottoporta. Il Psv non sta a guardare ed è molto attento a non concedere troppi spazi alle ripartenze della Juventus. Perisic non inquadra la porta dal limite e si immola Kelly. Nel secondo tempo è proprio Perisic che con una gran giocata di Lang, fredda Di Gregorio con un diagonale di destro chirurgico per 1-0. Partita sempre più aperta e spaccata. De Jong non trova De Jong il colpo del ko ed invece arriva la risposta bianconera: Weah con un bolide dalla distanza non lascia scampo a Benitez e pareggia i conti. Al quarto d’ora dalla fine il solito Perisic inventa e dopo un appoggio volante a De Jong, il Psv si riporta in vantaggio con Saibari 2-1. Si va pertanto ai tempi supplementari e al 98’ ecco il gol che condanna i bianconeri, ormai stremati. Sugli sviluppi di un calcio di punizione da metà campo Bakayoko, servito in area sulla destra mette in mezzo e trova la deviazione di Gatti. Di Gregorio compie il miracolo sul compagno ma nulla può sul tap-in di Flamingo. La Juventus reagisce e stavolta è la sfortuna a fermarla: prima del mini intervallo sul cross da sinistra di Mbangula, Vlahovic colpisce il palo a pochi passi da Benitez. È l’ultima grandissima occasione e finisce la partita per 3-1 per il Psv. La Juventus è l’ennesima italiana fuori dalla competizione, dopo Milan e Atalanta. La Juventus ha dato tutto ma non è servito. Peccato perché anche se con qualche errore, meritava il passaggio agli ottavi. Adesso la concentrazione per i bianconeri deve andare al campionato visto che se si vuole riprovarci l’anno prossimo bisognerà fare punti in classifica.

 

 

 

 

A: Juve-Inter 1-0. Juve tenace e Inter ko

( febbraio 2025 )


Il derby d’Italia, sempre non è mai una partita normale, per la grandezza delle due squadre ma anche e soprattutto per la rivalità che le accende. La Juventus con una vittoria ha la possibilità di agguantare la Lazio al quarto posto che ha pareggiato con la capolista Napoli. Allo stesso tempo, ancor più gustosa sarebbe il successo per l’Inter che con i tre punti supererebbe i partenopei issandosi in vetta alla classifica sola e soletta. E di fatto Inzaghi schiera il suo 3-5-2 migliore al netto di Thuram che con l caviglia malconcia che ha, è già un miracolo che possa sedere in panchina. Al suo posto Taremi che sino a qui non è cha abbia lasciato molto il segno. La Juventus fa risedere Vlahovic in panchina con Kolo Muani riferimento avanzato nel 4-5-1 bianconero e Concencao e Gonzalez sulle fasce a dar fastidio a Dumfries e Dimarco. Nessuno vuole pareggiare e di fatto il primo tempo è uno spettacolo di occasioni da rete con continui capovolgimenti di fronte, anche se dopo il primo quarto d’ora l’Inter prende piuttosto chiaramente il sopravvento sul gioco, sul campo, sul possesso palla e sulla pericolosità. Il primo tempo termina sullo 0 a 0 ma più per la poca concretezza meneghina. Saranno più del doppio le azioni pericolose da goal costruite dai nerazzurri, ma alla fine solo pochissime le conclusioni a rete. Tra Dumfries, Bastoni e Lautaro almeno quattro erano le reti che dovevano essere realizzate. Se la prima frazione fosse terminata con un 4 a 2 per gli ospiti probabilmente nessuno avrebbe avuto da ridire. La Juventus, probabilmente capita l’antifona, alza il suo livello di intraprendenza e coraggio immediatamente in avvio di ripresa creando azioni su calcio d’angolo a ripetizioni. L’Inter arretra il baricentro facendo fatica a ripartire e soprattutto a riprendere la matassa del gioco. E quando l’Inter d’Inzaghi impostata per costruire, non vi riesce, fatica anche a gestire e contenere. In molti tra gli interisti appaiono in sofferenza e così dopo un’oretta di gioco ecco un triplice cambio, ma è subito evidente che Thuram non è il solito straripante corridore. Così al 74’ minuto Kolo Muani, sino ad allora ben contenuto da Acerbi, si destreggia in area difendendo la palla in mezzo a tre avversari, con la sfera che carambola a destra e Concencao è lucido e freddo a piazzarla in rete. Inter colpita e anche se nell’ultimo quarto d’ora Inzaghi butta dentro anche Correa piazzandosi con il 3-4-3, combinerà ben poco. Anzi è Dumfries a salvare sulla linea il 2 a 0 juventino. La Juventus quindi vince con forza e carattere contro un’Inter un’altra volta sciupona e disattenta. Anche stanca. Se Milan e Juventus hanno migliorato le proprie rose a gennaio, l’Inter di certo accusa sempre più la sua rosa di età troppo avanzata e un tipo di gioco molto dispendioso a livello atletico. Il Napoli per l’ennesima volta ringrazia e Inzaghi deve pur porre dei correttivi tattici e caratteriali alla sua creatura.

 

 

 

 

C.L.: Juve-PSV 2-1. Brillante e cocciuta vince l’andata

( febbraio 2025 )


La Juventus vince 2-1 contro il PSV nella gara di andata dei playoff di Champions Leaugue. I bianconeri arrivano dalla vittoria in campionato e cercano di dare continuità nelle vittorie. La Juventus parte subito molto bene, cercando di andare in vantaggio ma il Psv non sta certo a guardare e cresce a tal punto da impensierire in ben due occasioni De Gregorio. La partita è piacevole con cambi repentini di campo e con occasioni per entrambe le formazioni. Al 34’ arriva il vantaggio dei padroni di casa con McKennie, anche se il gol è in gran parte merito di Gatti. Gatti arriva sul fondo, scarica verso il centro in area, ma nessun compagno riesce a trovare la zampata vincente. Il Psv allora prova ad allontanare ma lo fa male ed è proprio Gatti a ritornare sul pallone e con un colpo di petto la appoggia per McKennie che calcia potente sotto l’incrocio dei pali. La Juventus finisce in vantaggio per 1-0 dopo i primi quarantacinque minuti con McKennie. Il Psv nel corso del primo tempo spaventa un po' i bianconeri con De Jong e Saibari ma nessun grosso pericolo per De Gregorio. Sul finale del tempo Nico Gonzalez prova a raddoppiare ma Benitez para. Riprende la partita e al 50’ è ancora la Juventus che cerca di portare la situazione sul 2-0 con Mbangula ma il portiere del Psv è bravo a sventare il raddoppio bianconero. Al 56’ arriva invece il pareggio del Psv con Perisic. Il croato stoppa bene un pallone in area, se lo sistema, ipnotizza Kelly che è a due passi ma non interviene e poi libera la conclusione sul primo palo. Il rasoterra batte Di Gregorio per l’1-1. All’82 arriva il raddoppio della Juventus. Nasce tutto da un recupero palla di Gatti che poi innesca Conceicao. Grande percussione in avanti del portoghese che raggiunge il fondo campo e da lì suggerisce indietro rasoterra trovando Mbangula che è il più veloce ad avventarsi sulla respinta di Benitez nell’area piccola e a spedire il pallone in rete. Juventus di nuovo avanti. Finisce con una vittoria per i biancoenri il primo round dei playoff di Champions League contro il Psv. Al gol di McKennie nel primo tempo risponde Perisic nella ripresa ma poi Mbangula regala una vittoria importante a Motta con una buona prestazione di tutta la squadra. Il prossimo impegno della Juventus sarà in campionato contro gli eterni rivali dell’Inter.

 

 

 

 

A: Como-Juve 1-2. 3 punti e basta

( febbraio 2025 )


La Juventus passa a Como nell’anticipo di Campionato vincendo 2-1 e si porta a casa i tre punti. Dopo la vittoria contro l’Empoli, si trova davanti il Como che, nonostante la classifica non le sorrida, gioca un ottimo calcio. La partita inizia subito a ritmi elevati con sconvolgimenti di campo repentini. Al 13’ Nico Paz va vicino al gol con un calcio rasoterra preciso che impegna Di Gregorio in una salvataggio che manda la palla in angolo. Si ribalta l’azione ed è la Juventus che ci prova a sua volta con Nico Gonzales. Partita brillante e piacevole ed è ancora il Como che al 23’ con De Cunha che libera un mancino da oltre 20 metri ma De Gregorio prolunga oltre la traversa. Al 34’ la Juventus va in vantaggio con una ripartenza perfetta. Angolo per il Como, i bianconeri recuperano palla con Weah che innesca Nico G., che a sua volta premia la corsa di Kolo Muani che segna ancora e porta avanti la sua squadra. Il Como però riporta meritatamente la situazione in parità ad una manciata di secondi prima dell’intervallo. Angolo per il Como, il pallone spiove in area, colpo di testa di Smolcic che viene respinto da Koopmeiners che poi si allontana col pallone ma Cutrone glielo porta via, si gira e contro crossa dal lato opposto. La palla raggiunge la testa di Diao che batte Di Gregorio sulla traversa interna che poi entra per il gol del pareggio. Il secondo tempo inizia subito con il Como in avanti che sembra voglia portarsi a casa i tre punti ma sono i dieci minuti finali da cardiopalma per le due formazioni. Prima la Var al 82’ non concede un rigore per il Como, causato dal Gatti, mentre all’89 sempre su rigore per una entrata di Butez su Gatti va in vantaggio la Juventus con Kolo Muani, che segna una doppietta. Ma il Como non ci sta a perdere e reagisce immediatamente. Con una ripartenza si porta subito sotto la porta difesa da Di Gregorio, Dossena di testa colpisce la traversa e fa venire i brividi ai bianconeri. Finisce così la partita con la Juventus che si porta a casa i tre punti, anche se il pareggio sarebbe stato più giusto visto che il Como ha sempre tenuto i ritmi alti e creato più occasioni, peccato per le disattenzioni. La Juventus invece con un minimo sforzo di contenimento e con ripartenze al momento giusto è riuscita a portare a casa il risultato. Il prossimo impegno dei bianconeri sarà nei playoff di Champions contro il Psv.

 

 

 

 

A: Juve-Empoli 4-1. Dorme e poi reagisce e vince

( gennaio 2025 )


In apparenza potrebbe apparire semplice una partita di questo genere, con una delle nostre più classiche big che affronta in casa una delle squadre che devono lottare per non retrocedere. Tuttavia la Juventus è reduce dalla brutta, per come è giunta, sconfitta in Campionato al Maradona. Ma sopratutto tre giorni prima la sfida casalinga contro il Benfica ha visto uscire la squadra bianconera al fischio finale, sotto i fischi dei propri tifosi per un’altra brutta sconfitta, ma in Champions. Con lo Scudetto oramai volatilizzato, l’obiettivo minimo è giungere tra i primi quattro, ma non è una tappa così semplice visto che pare che le prime tre posizioni siano oramai acquisite e Lazio, Bologna, Fiorentina e Milan lottano per lo stesso scopo. Così spazio ad una Juventus solida ma anche estrosa con Ylidiz e Gonzalez a supporto della punta Kolo Muani. Ma anche l’Empoli ha i suoi obiettivi, in primis fare punti dato che il Verona e il Lecce vincendo nei loro anticipi l’hanno scavalcata. E di fatto i toscani partono bene e aggressivi nel loro 3-4-2-1 e conquistano al 3’ minuto un angolo che trova la difesa bianconera completamente ferma e distratta. La palla scorre da destra verso sinistra con De Sciglio che indisturbato la mette sotto le gambe a Di Gregorio da due passi. I padroni di casa accusano il colpo e l’Empoli gioca con maturità e al quarto d’ora rischia di ripassare quando su un azione in area in stile calcetto obbliga Di Gregorio all’uscita bassa ma fallosa per un rigore che fortunatamente, per i piemontesi, la Var non convalida per un precedente fallo di mano empolese. Lo scampato pericolo sembra svegliare i torinesi che pian piano prendono vigore e si scuotono quel torpore iniziale che li appannava. Infatti gli ultimi 20’ minuti della prima frazione sono tutti di marca juventina con tiri da fuori e ravvicinati che se non trovano lo specchio trovano un attento Vasquez. La ripresa inizia senza cambi, segnale che Motta crede nella sua formazione iniziale e fa bene, perché dopo una buona gestione territoriale, al 61’ minuto lanciato in area Kolo Muani, l’attaccante resiste alla spallata del difensore e trafigge sulla sinistra sul suo primo palo Vasquez in una uscita precaria. Trascorrono appena 3’ minuti e Yildiz sulla trequarti avversaria sulla sinistra va via magnificamente in mezzo a due empolesi e appoggia centralmente per un compagno, che arrivato al limite dell’area fa partire un tiro tanto forte quanto impreciso, che però ha la fortuna di sbattere sulla gamba del compagno Kolo Muani che così spiazza Vasquez. La Juventus è in vantaggio e quando sembra che l’Empoli possa farsi pericolosa perché i bianconeri calano il ritmo, arriva un fallo a centrocampo di Maleh per la sua seconda ammonizione. Toscani negli ultimi 10’ minuti in inferiorità numerica e prima Vlahovic e poi Concencao ne approfittano segnando entrambi un goal in pieno recupero. Una vittoria in rimonta e non questa volta una Juventus rimontata. Un segnale di radicale cambiamento?

 

 

 

 

C.L. Juve-Benfica 0-2. Brutta figura e ottavi sfumati

( gennaio 2025 )


Dopo una discreta prestazione in campionato contro il Napoli nonostante la sconfitta, la Juventus perde anche in Champions League 2-0 contro il Benfica con una prestazione brutta sotto tutti i punti di vista. I portoghesi meritano i tre punti e faticano il giusto e nei momenti più opportuni affossano la Vecchia Signora nelle ultime posizioni dei playoff della competizione. Per la prima volta in stagione Motta lascia Koopmeiners per scelta tecnica in panchina, ma la sorpresa è Weah terzino destro a completare con McKennie la coppia di laterali difensivi adattati. Davanti torna Vlahovic. Il Benfica inizia subito a premere e già dopo trenta secondi Angel Di Maria si invola sulla destra. Passa un minuto e Schjelderup spaventa i bianconeri, ne passa un altro e il portiere del Benfica Trubin salva sul colpo di testa di Mbangula della Juventus. Ritmo altissimo e difese sotto pressione con le squadre propositive nell’aver voglia di portare a casa i tre punti. Al 6’ Perin imita il collega murando Schjelderup, ma al quarto d’ora un ennesimo infortunio colpisce la Signora questa volta si tratta di Kalulu che lascia il posto a Locatelli. Il fuori ruolo è lui però è l’altro centrale Gatti che al 16’ spalanca la porta al Benefica con un pessimo tempismo sul lancio lunghissimo di Ausnes: Bah serve tutto solo Pavlidis e lo 0-1 si concretizza per i portoghesi con questo tap-in. Con il risultato sbloccato il Benfica non necessita di forzare e attende ma la Juventus mostra il lato peggiore di sè con tentativi confusi e cross sbagliati. Il primo quarto d’ora della ripresa trascorre anonimo ma poi pian pian una sempre imprecisa Juventus prova a creare qualcosa, svegliata da un tiro pericoloso di Yildiz che colpisce l’esterno rete. Nonostante una relativa vivacità che contraddistingue il secondo tempo la Juventus non produce occasioni da gol davvero pericolose. Mentre la Juventus si incastra su se stessa azione dopo azione, gli innegabili spazi lasciati ai portoghesi portano al bel raddoppio del Benfica con Kokcu che all’81’ firma una bella azione corale di ripartenza, chiudendo la partita con il risultato di 2-0 per il Benfica. La Juventus si è dimostrata brutta, includente e poco aggressiva. l’unica nota positiva è aver passato il turno ed essere approdata ai play-off ma dove non sarà facile superare il turno se i bianconeri avranno questo atteggiamento. Il prossimo impegno sarà in campionato perché non c’è pausa e affronterà l’Empoli.

 

 

 

 

A: Napoli-Juve 2-1. Ribaltata dalla capolista, arriva il primo ko

( gennaio 2025 )


Questione di probabilità certamente, ma in questo modo e in questo momento fa decisamente più male. La Juventus che aveva scientificamente centellinato l’energie in Champions, si trova in una trasferta ancor più difficile, ovvero sul campo della capolista condotta dall’ex tecnico Conte. La grande sorpresa nei bianconeri non è nella disposizione tattica, sempre strutturata in un 4-5-1, ma nella presenza in attacco non di Vlahovic ma del nuovissimo acquisto Kolo Muani. Conte che avendo esclusivamente il Campionato, e quindi non ha da fare i conti con il consumo di energie da parte dei suoi ragazzi, mette il campo la sua squadra migliore. Il primo tempo si avvia divertente ed equilibrato con gli ospiti che hanno immediatamente, con Yildiz, una mastodontica occasione ma è bravo Meret a chiudergli lo specchio nell’area piccola. Con Anguissa di testa e Politano da fuori i padroni di casa mettono i brividi alla retroguardia piemontese. Quando sembra che il primo tempo si stia avviando negli spogliatoi sullo 0 a 0, a 2’ minuti dal 45’, ecco che un’azione insistita dei bianconeri porta Anguissa ad anticipare al limite dell’area in scivolata, ma così facendo, involontariamente passa la sfera a Kolo Muani che si gira di prima e trafigge da due passi Meret. Una doccia gelata per tutti, ma non per la capolista. I partenopei iniziano il secondo tempo con forza e padronanza assoluta e in una ventina di minuti la ribaltano. Ad inizio ripresa il forcing azzurro porta Lukaku a salire in cielo e di testa quasi a buttarla dentro, ma Di Gregorio è spettacolare nella respinta di manona quasi dentro la linea di porta, ma nulla può quando al 57’ minuto Lukaku difende in area spalle alla porta e apre a destra per Politano che crossa delicatamente sull’altro palo per la testa di Anguissa. Il Napoli è padrone totale del match e la Juventus è totalmente sparita dal rettangolo verde e così, al 66’ minuto quando Lukaku al limite apre centralmente in area per l’inserimento intelligente del centrocampista scozzese, Locatelli entra scomposto e lo atterra per un rigore solare che lo stesso attaccante belga realizza. Sul 2 a 1 il Napoli controlla senza alcuna fatica, anche perché gli avversari non hanno la forza fisica, tattica e mentale per recuperare la partita. Meret nella ripresa non dovrà adoperarsi in nessun intervento, neppure una singola uscita alta su cross insidioso. Strane anche le sostituzioni di Motta che in una gara da recuperare sostituisce un’attaccante per un attaccante. Dopo l’Atalanta, il Napoli, anche con la Juventus, trovatosi sotto inizialmente, la vince. Un segnale da veri campioni. La Juventus assapora per la prima volta in questa stagione in Campionato, l’amaro sapore della sconfitta. La vetta è lontanissima, ma rischia di diventarlo anche il quarto posto. Forse ha ragione Motta quando dice che il Napoli è favorito dai meno impegni che deve sostenere, ma Allegri con una squadra nettamente migliore l’anno precedente andava decisamente meglio.

 

 

 

 

C.L.: Bruges-Juve 0-0. Mezzo sorriso per i 16°, ma gli 8° si allontanano

( gennaio 2025 )


Dopo la vittoria contro il Milan in campionato, la Juventus riprende a soffrire del male stagionale che la affligge ovvero la “pareggite”, in quanto anche contro il Bruges in Champions League porta a casa un pareggio per 0-0. La prima frazione di gioco è stata caratterizzata da un grande equilibrio in campo. Entrambe le squadre si studiano a lungo, cercando di trovare la giusta chiave per sbloccare il match. La Juventus tiene il pallino del gioco ma fatica a creare occasioni da rete per passare in vantaggio. Il Bruges dal canto suo si difende con ordine cercando di ripartire in contropiede. Dopo i primi 45 minuti Bruges- Juventus non si sblocca dallo 0-0. Nessun tiro in porta né occasioni pericolose, solo due conclusioni larghe di Jutglà e di Douglas Luiz. Riprende la partita e al 49’ il portiere della Juventus perde tempo nel rinvio servendo un avversario. Il pallone giunge a Jutglà poco dentro l’area che, però, in diagonale calcia a fil di palo. Al 52’ Mbangula scappa sulla sinistra e mette in mezzo: Nico Gonzales incespica a pochi metri dalla porta e alza il pallone, sul quale si avventa Douglas Luiz, che calcia altissimo con un tocco sotto troppo poco deciso. Al 71’ altra occasione per la Juventus cross morbido di Conceicao da destra, sul secondo palo Koopmeiners, da pochi metri colpisce di testa ma mette a lato. Il Bruges non sta a guardare e al 74’ si divora il vantaggio con una girata del neoentrato Nilsson all’altezza dell’area piccola, che finisce alta sopra la traversa. Finisce 0-0 la sfida della settima giornata della fase campionato di Champions League ma nonostante il risultato finale non sia stato dei più brillanti, il pareggio a reti inviolate contro il Bruges ha permesso alla Juventus la qualificazione di Champions League e la Vecchia Signora può ritenersi soddisfatta per aver raggiunto l’obiettivo prefissato. Un po' meno soddisfatta per il gioco che è risultato lento e poco concreto. Il prossimo impegno della Juventus sarà in campionato contro il Napoli, capolista della classifica e ci vorrà la miglior Juventus per batterli.

 

 


 

A: Juve-Milan 2-0. Il Diavolo sparisce e la Vecchia Signora torna a vincere

( gennaio 2025 )


E’ una delle partite sempre più interessanti della Serie A, dai tempi dei tempi. Uno dei nostri “Classici”. Sia il Milan che la Juventus sono in ritardo rispetto alla capolista e non solo. E se vero che manchino ancora diverse giornate alla fine del Torneo, i punti che le distanziano dalla vetta e la solidità e caparbietà del Napoli non sembrano lasciare spiragli di speranze sia a Concencao e Motta. Tuttavia i punti a disposizione sono fondamentali per entrambe per inserirsi nella zona Champions. Oltretutto i bianconeri devono riscattare la rimonta subita in Supercoppa Italiana. Sia Concencao che Motta devono fare i conti con l’infermeria e anche con defezioni importanti. I padroni di casa sono senza centravanti e usano Gonzalez come falso nove dato che come punta avanzata non ha le caratteristiche fisiche di Vlahovic, così come la mancanza del figlio del mister milanista è una carta d’imprevedibilità in meno. Dall’altra parte i rossoneri hanno perso per squalifica Morata e per infortunio recente sia Pulisic che Thiaw. Il primo tempo parte lento e tutte e due le squadre sono guardinghe ma nella fase centrale entrambe vanno vicine alla rete creando in mischia i presupposti per portarsi avanti, ma le difese e i portieri sono attenti e sbrogliano la situazione. Uno 0 a 0 che profuma di quattordicesimo pareggio per i piemontesi. Ma nello spogliatoio Motta deve aver parlato con i suoi ragazzi dato che entrano immediatamente in campo con piglio aggressivo e ritmo delle giocate molto più accelerato. Il Milan si abbassa subito tantissimo e Maignan deve chiudere le sviste dei suoi compagni, ma a furia di insistere la Juve passa al 59’ minuto. Azione avvolgente dalla destra alla sinistra e quando Royal arriva in ritardo a sinistra sulla chiusura sulla botta di Mbangula, devia la traiettoria del pallone mettendo fuori causa Maignan. Il Milan non si sveglia e la Juve non commette l’errore di addormentarsi così 5’ minuti dopo dopo una palla persa da Fofanà in mediana, i centrocampisti di casa partono come razzi verso la porta di Maignan e quando la sfera giunge a sinistra a Weah, Tomori non chiude bene e la conclusione trova Maignan piantato a terra per il raddoppio bianconero. Inutili i cambi disperati di Concencao. Il Milan non produrrà nessuna vera o presunta occasione da goal e Motta torna a vincere, anche in uno scontro diretto. Un secondo tempo inguardabile da parte di tutti i rossoneri, poco spiegabile.







A: Atalanta-Juve 1-1. Bella partita avvincente, ma ancora un x

( gennaio 2025 )


Finisce con un pari per 1-1 in campionato tra Atalanta e Juventus. Entrambe le formazioni arrivano da numerosi impegni e si ritrovano per giocare il recupero della 19esima giornata di campionato rimandato a causa dell’impegno in Supercoppa Italiana di entrambe le compagini. Inizia la partita e la Juventus aspetta e si chiude indietro e prova a sfondare in ripartenza. All’8’ arriva il primo tiro dell’Atalanta da parte di Lookman ma la conclusione è piuttosto centrale e non potentissima e Di Gregorio para facile. La Juventus avanza e bisogna aspettare il 22’ per vedere il primo tiro nella porta di Carnesecchi. La Dea in mezz’ora gioca meglio rispetto agli avversari con Lookman che cerca sempre di calciare per portare in vantaggio la propria squadra. Al 34’ bella azione manovrata della Juventus con McKennie dal limite dell’area a impegnare Carnesecchi. L’ Atalanta continua a macinare gioco e la Juventus fatica a ripartire. Al 44’ l’occasione più grande della Juventus arriva sul sinistro di Nico Gonzales che sistema il pallone e conclude sfiorando il palo destro della porta avversaria. Sul finire del primo tempo Yildiz prova a sorprendere il portiere avversario ma non trova il gol. Il secondo tempo continua con continue ripartenze da una parte e dall’altra ma è la Juventus che al 54’ va in vantaggio con Kalulu. Il difensore avanza fino in fondo seguendo la corsa di McKennie che gli serve il pallone con i tempi giusti, perfetto come il suo inserimento e il tiro che batte Carnesecchi. Ma l’Atalanta vuole e cerca il pari e si fa più volte pericolosa. Gli sforzi vengono premiati e il pari arriva con il gol di Retegui al 78’. Prima Cambiaso non riesce a coprire bene la sinistra, poi l’atalantino batte Savona e trova la piazzata giusta di testa. A questo punto entrambe le formazioni danno il massimo per cercare di vincere la partita ma si conclude sull’1-1. La squadra di Motta per la settima volta vanifica una situazione di vantaggio e perde altri due punti. Entrambe le squadre hanno patito i numerosi impegni ma nonostante tutto la partita è stata molto combattiva. Il prossimo impegno dei bianconeri sarà contro il Milan, vincitore della Supercoppa Italiana e che ha battuto proprio i bianconeri in semifinale.








A: Torino-Juve 1-1. Cuore e grinta granata per il 12° pari bianconero

( gennaio 2025 )


Si ritorna in Campionato per la “Vecchia Signora” e davanti al proprio cammino c’è quella squadra che dà sempre tutto e anche qualcosa in più, ovvero il Torino. La Stracittadina è qualcosa che và al di là dei singoli valori tecnici, che come accade oramai da diversi decenni, pendono in netto favore verso la Juventus. Ma si sa, che, dove non arriva la qualità più raffinata, può arrivarci il cuore e la grinta. E così già in avvio di gara si presenta un “Toro” in formato battagliero. Tanta corsa e aggressività da parte del 4-4-1-1 dei padroni di casa, ma quando già all’8’ minuto Yildiz si accende, i granata vengono colpiti e affondati. Infatti il 10 turco è veramente bravo al limite dell’area sulla destra offensiva bianconera, nel liberarsi di due marcatori come se fossero birilli. Appena trovato in un amen, il pertugio, c è ancor più abile a calciare forte e preciso sul primo palo, beffando il pur lunghissimo Milnkovic-Savic. Ospiti avanti e gara in discesa per loro. Infatti i ragazzi di Motta, che hanno Gonzalez come vertice offensivo, possono trovare spazio nelle ripartenze. Cosa che accade e giunge anche il raddoppio proprio da parte dell’ex Viola, ma lo stesso era in fuorigioco, al momento di ricevere sfera. La Juventus pare controllare, ma non ha la forza di far male, anche per via delle numerosissime assenze su tutto il fronte. Tant’è che Koopmeiners, il capitano, deve giocare come faro della squadra e Motta sulla sua panchina ha solamente cinque giocatori di movimento. Così, seppur con molta confusione, i granata iniziano a creare i presupposti di potenziali pericoli e quando i padroni di casa affondano sulla propria sinistra, la palla giunge al limite a Vlasic risponde per qualità alla rete di Yildiz. Imparabile per Di Gregorio la palla calciata da Vlasic, coperto dai propri difensori. Un pareggio giunto in pieno recupero nella prima frazione. Così nella ripresa il Torino rientra con rinnovato spirito battagliero e per un buon 20’ minuti la Juventus fatica ad imbastire una vera azione. Ma quando alla distanza la gamba dei granata inizia a perdere velocità e reattività, la Juventus conquista campo e Milinkovic-Savic deve rispondere con i guantoni almeno tre volte. Talvolta la retroguardia granata è in grande difficoltà e fatica pure a spazzarla via dalla propria area. Ma la spinta dei juventini non riesce a spezzare l’incantesimo della pareggite e quando giunge al 94’ minuto il fischio finale, sono certo molto più lunghi i musi dei bianconeri, per questo nuovo ed ennesimo pareggio.










SCI: Juve-Milan 1-2. Il Diavolo cattivo di Conceicao è in Finale

( gennaio 2025 )


Qui c’è la seconda semifinale della SuperCoppaItaliana. Uno dei più classici incontri nostrani, ovvero Juventus contro Milan. Favorita? Difficile a dirsi dato che entrambe hanno manifestato in questa stagione diverse difficoltà e infatti dalla vetta a poco meno del giro di boa di Campionato sono piuttosto distanti. La Juve ha la malattia della pareggite, visto che 11 gare con un solo punto su 18 giocate in Serie A, sono troppe, seppur le altre 6 siano solo vittorie. E che dire del Milan? Fonseca ha salutato pochi giorni prima di Capodanno e un altro portoghese siede sulla panchina rossonera. Oltretutto con idee calcistiche completamente differenti. Se il primo disegna un calcio propositivo fatto di possesso e controllo e costruzione attraverso geometrie, il secondo è molto “Mourinhiano”, ovvero combatto, strappo e colpisco con ferocia per vincere. Quindi con un cambiamento così rapido e perentorio la stessa Juventus non ha idea di cosa trovarsi dinanzi, ma al fischio iniziale ecco che si capisce subito che gara sarà. Di duelli fisici a tutto campo e nessun risparmio di energie da entrambe le fazioni. Tanti errori tecnici da una parte e dall’altra, ma un’intensità agonistica ai massimi livelli. Il 4-5-1 bianconero con Vlahovic punta di riferimento avanzato, sbatte inizialmente contro il 4-3-3 rossonero, privo di Leao a sinistra sostituito altissimo da Jimenez, che affianca Morata e Pulisic davanti. A rompere il gioco juventino e far ripartire veloce i tre davanti dovrebbero essere i tre centrocampisti, Reijnders, Bennacer e Fofana, ma in tutto il primo tempo il Milan non riuscirà neppure ad avvicinarsi dalle parti di Di Gregorio, neppure con un cross insidioso. E quando la Juventus al 21’ minuto parte, fa male. Infatti da sinistra in mediana Mbangula con forza scappa via e traccia a destra un diagonale per Yildiz che taglia fuori un inguardabile, ancora lui, Theo Hernandez. Thiaw, che probabilmente non si aspettava un buco di quella portata da parte del francese. Il centrale è in ritardo sul turco che davanti a Maignan lo perfora sul suo palo con un bolide sotto l’incrocio. Il Milan fatica a capire come offendere anche se i reparti sono corti e la Juventus gioca tranquilla e poco prima del riposo chiama ancora in causa Maignan che risponde presente. Un brutto Milan solo di corsa e senza alcuna idea, non pare possa avere speranze di ribaltare il match, invece, aiutato anche da una Juventus non troppo battagliera, entra nella ripresa con più rabbia e dopo qualche minuto và vicino al pareggio con un Hernandez che da pochi metri spara alto incredibilmente. La Juventus non capisce che deve cercare di alzare i ritmi e la concentrazione, anzi dopo 20’ minuti di gioco Motta cambia Vlahovic e Mbangula con Cambiaso e Gonzalez. La mossa non dà i frutti sperati, ed invece quella precedente di Conceicao, di inserire la doppia punta e Musah danno più peso ai suoi. Così ecco il primo aiutino bianconero, quando dopo un azione insistita in area piemontese, Locatelli entra incomprensibilmente da dietro, in area, su Pulisic che stava pure uscendo e il rigore c’è. Lo stesso americano sul dischetto non sbaglia. Siamo al minuto 71’ e la frittata è completa 4’ minuti dopo, quando sulla corsia destra Musah quasi sulla linea laterale crossa. Gatti è sfortunato che con la gamba distesa devia la traiettoria del tiro. Ingenuo Di Gregorio ad essere già in centro area a prendersi con i guantoni il traversone, lasciando scoperta completamente la porta. 2 a 1 e la Juventus è tramortita e incredula. Non reagisce , non ha testa e cuore per farlo, ed invece il Milan continua a combattere e và vicinissimo alla terza rete con Pulisic, ma il suo scavetto questa volta è fermato da Di Gregorio. In pieno recupero un cross in area rossonera porta Gatti alla conclusione davanti a Maignan, ma c’è Gabbia a chiudere. E’ finita e Motta deve chiedersi perché ancora una volta la sua squadra non è riuscita a chiudere una sfida che aveva in mano. Il Milan, seppur in modo un po' confuso, ha messo cuore, rabbia e gamba e ha reagito ai suoi problemi, meritandosi il derby in Finale.









 


A: Juve-Fiorentina 2-2. E’ tornata la pareggite. Vittoria buttata via

( dicembre 2024 )


Ultima partita dell’anno solare e la Juventus, tardata in Campionato rispetto ad ambizioni Scudetto ospita la Fiorentina che l’appaia in classifica anche con una gara in meno. Una sfida da sempre sentita, specie dai toscani e Motta vuole vincerla per non perdere terreno dalle prime tre. Nel suo 4-5-1 ci sono sorprese di uomini. In difesa i terzini sono McKennie e Savona, mentre a centrocampo trovano spazio Mbangula e Thuram. In panchina siedono Cambiaso, Danilo, Fagioli, Luiz, ma sopratutto Yildiz e Gonzalez, molto probabilmente per avere qualità in seconda battuta per spaccare un eventuale gara in equilibrio. La Viola si affida nel suo 4-5-1 alla vena realizzativa del suo bomber Kean, un altro ex del match. La partita è equilibrata ma sono più i padroni di casa a tenere l’iniziativa e quando al 20’ minuto Thuram parte dopo la mediana centralmente, palla al piede, quasi non crede ai suoi occhi nel trovarsi un’autostrada aperta verso la porta avversaria e il francese a due passi da de Gea non sbaglia. I bianconeri gestiscono ma quando al 38’ minuto dalla fascia destra della Juventus Adli trova lo spazio per crossare troppo indisturbato, trova sull’altro palo ben tre giocatori fiorentini appostati ad un metro da Di Gregorio. Kalulu e company sono in netto ritardo e Kean è bravo di testa a svettare e pareggiare. Composta e signorile la sua non esultanza davanti al pubblico che lo apprezza anche se ora è avversario. Prima del riposo, Vlahovic è bravo a smarcarsi in area a sinistra e a tirare una bordata a due passi che solo miracolosamente de Gea respinge a guantone aperto. Poco male, visto che trascorrono solo tre giri di lancette d’orologio dall’inizio del seconto tempo, per vedere nuovamente i padroni di casa in vantaggio. Questa volta è Koopmeiners, da puro trequartista, ad imbeccare in area il giusto movimento smarcante di Thuram, che agevolato da un rimpallo, si trova la palla sul piede in corsa e davanti a de Gea non sbaglia. I toscani subiscono il colpo a freddo e i piemontesi gestiscono andando vicini in un paio di situazioni alla rete del ko, specie con Gatti di testa, ma non prendono lo specchio della porta. A furia di non chiuderla con la dovuta cattiveria, ecco che a 3’ minuti dal novantesimo su di una palla scodellata in area juventina, con una serie di rimpalli, la sfera da destra giunge sulla sinistra d’attacco viola e Sottil tira una bordata al volo sotto l’incrocio imparabile per Di Gregorio. Conceicao proprio al novantesimo ha la palla del definitivo 3 a 2, bravo a smarcarsi e farsi suggerire il passaggio in area, ma è ancora una volta più bravo de Gea a rispondere di piede. La Juventus butta via così una gara che avrebbe anche meritato di vincere ma ha ottenuto solo il suo undicesimo pareggio. Se non la chiudi e non tieni alta la tensione, puoi andare incontro a queste situazioni. Le tre davanti scappano.










A: Monza-Juve 1-2. Soffre ma sconfigge la pareggite

( dicembre 2024 )


La Juventus tiene il passo delle dirette avversarie, vincendo anch’essa per 2-1 contro l’ultima in classifica il Monza. Entrambe le formazioni sono rimaneggiate dagli infortuni e da squalifiche. Ma la Vecchia Signora, avendo a disposizione più campioni mette comunque una formazione top, al contrario del Monza che deve rinunciare ad un importante elemento come Maldini, fuori per squalifica. La partita inizia su alti ritmi e con stravolgimenti di campo repentini. La prima grossa occasione arriva per la Juventus che già al 6’ ci prova con Nico Gonzales che piazza il mancino ma la palla rimbalza male e perde potenza ed è facile preda per Turati. La Juventus perde palla e il Monza parte in ripartenza, la palla arriva sul piazzato Caprari che sfiora il palo alla sinistra di Di Gregorio. La Juventus è tutta avanti ed è ancora l’argentino Gonzales che alla fine di un batti e ribatti in area sfuma il vantaggio su colpo di testa ma con un colpo di reni Turati prolunga oltre la traversa. Al 14’ la Juventus la sblocca su calcio d’angolo. Alla battuta di Koopmeiners che trova l’inserimento di McKennie che con una zampata coi tempi giusti spedisce il pallone in porta. Juventus avanti subito e meritatamente. Il vantaggio della squadra ospite dura solo 8 minuti. Dalla sinistra arriva il cross preciso di Carboni che raggiunge Birindelli che al volo piazza la conclusione che lascia immobile Di Gregorio. La gara si riapre ma i ritmi calano e solo al 39’ si riaccende la gara con il raddoppio della Juventus. Nasce tutto da un cross di Savona che McKennie ha rimesso in mezzo. Il pallone raggiunge Locatelli che non lo gestisce ma non lo perde e alla fine ci si avventa Nico Gonzales che da due passi non sbaglia il raddoppio. Il nuovo vantaggio rischia però di durare pochissimo. Il Monza prende a pallonate l’avversario ma il muro bianconero non cede e si conclude il primo tempo con il risultato di 2-1 per la Juventus. Inizia il secondo tempo e il Monza inizia come ha finito il primo tempo premendo per pareggiare, ma senza raggiungere l’obiettivo. I ritmi sono elevati e anche la Juventus non sta a guardare e cerca di calare il tris. È un botta e risposta per tutto il secondo tempo tra le due formazioni. Alla fine la spunta la Juventus e si porta a casa i tre punti ma il Monza ha dato filo da torcere fino alla fine schiacciando ripetutamente la Juventus nella propria metà campo. Il Monza si stabilizza ultimo in classifica mentre i bianconeri rimangono sul treno della Champions. I bianconeri hanno sofferto le ripartenze ma grazie ad ottimo Nico Gonzales e Yldiz hanno portato a casa il risultato. Il prossimo impegno della Juventus sarà contro la Fiorentina, viola che hanno dimostrato ultimamente di essere in grande forma.










C.I.: Juve-Cagliari 4-0. Nessun pari, ma i nuovi si fanno in quattro

( dicembre 2024 )


La Juventus cala il poker contro il Cagliari e vince 4-0 nell’ottavo di finale di Coppa Italia, passando il turno dove incontrerà l’Empoli nei quarti. La prima palla pericolosa è degli ospiti già al primo minuto con Lapadula che si inserisce tra due centrali bianconeri e calcia rasoterra. Di Gregorio attento e reattivo risponde con i piedi. Al 23’ la Juventus viene bloccata da un salvataggio di Wieteska su tiro di prima di intenzione di Yildiz. La partita è molto combattuta, ma sono i bianconeri che hanno le occasioni migliori. Al 27’ è Conceicao che si mette in proprio. Da una progressione sulla destra, il portoghese si accentra e libera il tiro a giro: ne nasce una grande occasione per la Juventus con la palla che sfiora il secondo palo. Al 36’ altro buon momento per il portoghese dalla Juventus che conclude ancora ma stavolta Scuffet si oppone. La Juventus sullo scadere del primo tempo va meritatamente in vantaggio. Mbangula riceve il pallone, Vlahovic è in area ben piazzato ma non centra la porta. Alle sue spalle arriva Yildiz, che evita così la ripartenza del Cagliari, vede Vlahovic e lo serve, il serbo si gira e calcia. Il pallone bacia il palo interno e poi entra in porta per l’1-0 per i bianconeri. Si riparte con il vantaggio della Juventus firmato dal serbo Vlahovic e al 53’ è ancora la Juventus che segna questa volta con Koopmeiners su calcio di punizione, punizione guadagnata da uno dei migliori in campo della Juventus Yildiz. La Juventus non si accontenta del 2-0 e cerca in tutti i modi calare il tris. Ai bianconeri vengono annullati due gol, uno al 55’ e uno al 71’, entrambi segnati dal Vlahovic, anch’esso uno dei migliori in campo questa sera. Ma non è solo il serbo che prova a calare il tris. Ci prova anche Conceicao al 62’ ma è bravo il numero 1 del Cagliari a parare. Finalmente all’80’ arriva il tanto cercato gol che porta il risultato sul 3-0 per i bianconeri. Conceicao riceve la palla in verticale da Nico Gonzales, avanza e poi al momento giusto si accentra e batte Scuffet. Ad un minuto dalla scadere del novantesimo arriva il 4-0 per i bianconeri con Nico Gonzales che riceve la palla e scappa verso la porta avversaria. Vede Scuffet fuori dai pali e con un pallonetto elegante lo batte. Si chiude l’ottavo di finale di Coppa Italia meritatamente in favore dalla Juventus. Il Cagliari dopo un buon primo tempo in cui aveva limitato i danni reggendo fino quasi al 45’, non ha saputo fare altrettanto nel secondo tempo, dove è emersa la superiorità e la voglia di vincere dei bianconeri. Ottimi tutti i giocatori di Motta che erano molto vogliosi e aggressivi nel portare a casa il risultato e l’accesso ai quarti. Vlahovic si è confermato in grande forma, Yildiz e Conceicao hanno detto legge in tutto il campo. Il prossimo impegno della Juventus sarà in campionato contro il Monza, squadra ultima in classifica ma che non è da sottovalutare visto che dovrà fare obbligatoriamente punti.





 







A: Juve-Venezia 2-2. Un pareggio nel recupero con l’ultima in classifica

( dicembre 2024 )


La Juventus torna in Campionato dopo la gloriosa prestazione in Champions. Una partita quella di Coppa che ha visto primeggiare i bianconeri sul forte Mancester City di Guardiola, grazie ad una condotta di gara ricca di solidità e concentrazione sino al fischio finale. Ora questo atteggiamento il mister lo vuole vedere anche a livello Nazionale. Ancor di più visto il distacco in classifica rispetto alle prime ancor più aumentato dato che nel pomeriggio, sia Atalanta che Napoli, ovvero le prime due, hanno conquistato i 3 punti in trasferta. Quale occasione migliore per i ragazzi di Motta quella di ospitare nel proprio fortino l’ultima in classifica? Motta premia i due americani visti in palla concedendogli una maglia da titolare e i padroni di casa partono con il piglio giusto, con molta voglia di aggredire l’avversario e portare i 3 punti in saccoccia. L’atteggiamento positivo è premiato ampiamente prima del 20’ minuto quando da un calcio d’angolo Thuram svetta di testa sul primo palo prolungando la palla sul secondo palo dove è appostato perfettamente e in agguato Gatti per il tap-in vincente. Piemontesi avanti che però inspiegabilmente e magari inconsciamente, staccano pian piano la spina dal match e calano con la tensione agonistica e l’attenzione. I lagunari prendono fiducia e alla mezz’ora vanno vicinissimi al pareggio quando dopo un azione insistita dal limite dell’area prendono la parte alta della traversa. La Juventus, nuovamente su palla inattiva segna con Yildiz, ma la Var annulla per fallo di mano dello stesso turco. Dagli spogliatoi entra una Juventus non arrabbiata e il Venezia acquisisce sempre più coraggio e consapevolezza che la partita non è persa e giunge dopo meno di un quarto d’ora dall’inizio della ripresa il pareggio con una difesa juventina immobile e distratta. I torinesi non ci stanno ma la voglia di vincere non è supportata da adeguata lucidità e chiare idee. Vlahovic combatte ma è troppo solo nella manovra e la girata di Luiz è spettacolare ma non precisa. Koopmeiners, impalpabile per tutta la sfida ha lasciato il posto proprio a Luiz al 66’ minuto e Motta negli ultimi 10’ minuti inserisce energie fresche con Locatelli, Fagioli, Gonzalez e Conceicao, ma sempre in mischia a 8’ minuti dal novantesimo arriva la doccia gelata degli ospiti che porta sotto i bianconeri. Ci vuole un fallo di mano nei tempi di recupero di un difensore del Venezia dopo respinta di Stankovic a dare la possibilità di non perdere il match. Vlahovic si prende la responsabilità e spiazza dal dischetto il portiere. Dopo il Bologna la Juve chiude con il medesimo 2 a 2 preso con i capelli oltre al novantesimo. Un pregio quello di non arrendersi, ma perché non tenere la concentrazione per tutta la partita vista contro gli inglesi, anche con squadre sulla carta abbordabili? 10 pareggi che vogliono dire almeno la metà che potevano essere e dovevano essere vittorie. Cioè 10 punti regalati al vento, tradotto, la Juventus con più attenzione poteva essere la capolista solitaria.






C.L.: Juve-M.City 2-0. Carattere e solidità fanno volare Motta.

( dicembre 2024 )


A centro classifica la Juventus e il Mancester City si giocano non tanto il passaggio alla fase ad eliminazione diretta, ma il raggiungimento dell’ottavo posto che farebbe saltare due partite dei sedicesimi. Tuttavia, sia Guardiola che Motta non stanno attraversando uno dei loro miglior periodi. Gli inglesi infatti da un mese a questa parte stanno perdendo o pareggiando praticamente con tutti, tra giocatori invecchiati e anche scarichi di rabbia agonistica, mentre gli italiani non perderanno, ma pareggiano in ogni match. Entrambe le squadre con una sola punta in attacco, sono un po’ contratte e sanno che la posta in palio è elevatissima. Il primo campanello lo suona Yildiz alla sua maniera,quando verso il 20’ minuto dal limite sulla sinistra si accentra e fa partire un tiro secco velenosissimo che lambisce il palo lontano coperto da Ederson. A quel punto tocca ad un grande Di Gregorio a non far capitolare i piemontesi. Infatti De Bruyne inventa un assist micidiale per Haaland che a tu per tu con il portiere italiano, prova lo scavetto incrociato, ma già a terra Di Gregorio con una manata chiude lo specchio. La gara è accesa e aperta e continua nella ripresa. E’ l’8’ minuto del secondo tempo quando Vlahovic fa il Vlahovic. Sul traversone da fuori arriva Gatti che tira, ma la difesa del City respinge fuori e dal cross dalla sinistra successivo, lo stacco dell’attaccante di Motta, in mezzo a due difensori inglesi, è imperioso e di testa schiaccia forte e angolato. Ederson ci arriva con il guantone, ma troppo tardi, perché la palla è entrata. A quel punto senza fare barricate, la Juventus serra le file e si mette a protezione alta della sua porta cercando di non farsi schiacciare troppo. Per una ventina di minuti gli ospiti hanno il comando della gara, ma la retroguardia bianconera fa onore alla sua tradizione e quando i difensori italiani non ci arrivano, ecco che sale in cattedra Di Gregorio con una parata bellissima su un tiro da fuori destinato quasi all’angolino. A raffreddare il motore degli inglesi ci pensa una splendida ripartenza ad un quarto d’ora dal novantesimo quando sul cross morbido dalla destra in area trova la mezza rovesciata di McKennie tanto spettacolare quanto efficace per il definitivo raddoppio. Juventus tenace, concentrata e vincente che la rilancia fortemente nella classifica della Champions e può essere una leva importante per interrompere il virus della pareggite acuta anche in Campionato.









A: Juve-Bologna 2-2. Solo il cuore alla fine salva la Juve

( dicembre 2024 )


La Juve dopo due pareggi consecutivi deve riprendere a correre perché il treno Scudetto non è lì che l’aspetti e tanto meno quello di un posto Champions per la prossima Stagione. I bianconeri scendono in campo sapendo che le due nerazzurre lombarde che già le stanno davanti in classifica, hanno giocato e fatto bottino pieno e allo stesso tempo domenica lo scontro diretto della capolista contro la Lazio, porterà via punti a una delle due che sempre la sopravanzano in graduatoria. Motta come da inizio Campionato deve fare sempre la conta dei presenti, ma ritrova Vlahovic davanti come terminale del suo 4-5-1. La coppia di centrali davanti a Perin è composta da Gatti e Kalulu con Danilo e Cambiaso sugli esterni. Ma proprio quest’ultimo dopo neppure un quarto d’ora di gioco deve lasciare il campo per infortunio. Tuttavia il problema maggiore è una condotta di gara da parte dei bianconeri assai approssimativa. Per una mezz’ora buona i piemontesi non sembrano neppure entrati in campo e sono presi di infilata dal Bologna. Gli emiliani corrono di più e comandano le operazioni. Prendono un palo dopo neanche 10’ minuti a Perin battuto e Kalulu rischia tanto da ultimo uomo. Giocando così i padroni di casa non solo non creano nulla, ma rischiano di essere sopraffatti, cosa che accade poco prima della mezz’ora quando gli emiliani sfondano sulla destra e si portano avanti. Cosa che di fatto sveglia almeno i bianconeri che prima della pausa vanno al tiro con Fagioli e in pieno recupero finalmente Vlahovic riesce a impegnare per la prima volta Skorupski che risponde presente. C’è tutta una ripresa per ribaltare la sfida, ma davanti c’è una squadra che non sta mollando e il nervosismo di Motta gli costa il rosso da parte dell’arbitro e dopo 7’ minuti dall’inizio del secondo tempo gli ospiti entrano centralmente nella difesa torinese e Pogeba con un delizioso scavetto supera Perin. Pare calare il sipario sul match con una Juventus sotto di due reti e apparentemente incapace di creare azioni da rete, oltre senza più il proprio timoniere in panchina. Ci pensa allora Koopmeiners al 62’ minuto a dare la sveglia ai suoi compagni e nuova speranza. Infatti l’ex centrocampista di Gasperini inserendosi in area perfettamente, raccoglie di prima il cross basso dalla destra da parte di Danilo accorciando lo svantaggio. Il Bologna inizia ad accusare anche la stanchezza dell’impegno infrasettimanale di Coppa Italia, che non ha avuto invece la Juventus. Gli ospiti non riescono più a ripartire e tendono solo a contenere gli assalti confusi, ma generosi dei padroni di casa. Entrano dalla panchina Thuram, Yildiz e Mbangula per dare qualità e peso offensivo ed è proprio quest’ultimo a inventarsi, in pieno recupero un tiro a giro dal limite imprendibile per il pareggio finale. Una partita strana e difficilmente decifrabile quella della Juventus. Un’ora di non gioco inspiegabile, anche considerando qualche assenza. La reazione e l’evitata sconfitta sono punti senza dubbio positivi, ma perché il Bologna meritava in casa della “Vecchia Signora”, di essere in vantaggio? Con tutti i problemi che hanno anche gli emiliani?








 







CL: Aston Villa-Juve 0-0. Incerottata, ma indenne in Inghilterra

( novembre 2024 )


Finisce 0-0 tra Juventus e Aston Villa nel quinto turno di Champions League. Motta deve far fronte anche alla solita emergenza infortuni con la lista di indisponibili in infermeria che si è allungata a otto elementi. La partita parte subito molto equilibrata con la Juventus che cerca di conquistare metri di campo anche se non riesce ad impensierire davvero il portiere avversario Martinez. Le due formazioni si equivalgono per buona parte del primo tempo senza creare occasioni pericolose né da una parte né dall’altra. La prima vera conclusione della partita arriva al 36’ ad opera di Watkins ma è attento il numero uno della Juventus a respingerla. Arriva praticamente immediata la replica della Juventus al primo tiro in porta dell’Aston Villa ed è di Weah ma la conclusione termina alta sopra della traversa di Martinez. La partita sembra accendersi e al 42’ Conceicao dribbla e supera un avversario, calcia col sinistro, da posizione leggermente defilata, ma non inquadra bene la porta e Martinez blocca il pallone sul primo palo. Al primo minuto di recupero brivido per la Juventus con Digne che scheggia la traversa da calcio su punizione al limite dell’area. Finisce senza reti il primo tempo caratterizzato da ritmi non elevati e poche occasioni nel complesso. Il secondo tempo inizia su ritmi più elevati. Al 48’ Conceicao scatenato supera prima Digne, poi Rogers e alla fine dal fondo prova a cercare Koopmeiners con un colpo d’esterno che finisce sul braccio di Torres, ma non ci sono gli estremi per il calcio di rigore perché era attaccato al corpo. Al 65’ miracolo del portiere argentino dell’Aston Villa che para sulla linea di porta il colpo di testa di Conceicao. L’arbitro indica il suo orologio e la goal line technology ha confermato che il pallone non ha oltrepassato la linea, quindi il risultato rimane invariato sullo 0-0. Al 71’ dopo l’intervento provvidenziale di Martinez, dall’altro lato del campo è Locatelli che salva sulla conclusione di McGinn. La Juventus si salva all’ultimo e l’Aston Villa chiude la gara con tanti rimpianti per un questo gol annullato a Rogers per un fallo precedente su Di Gregorio in area. Nessun gol, un punto a testa e un altro pareggio sul cammino della Juventus in Champions League. L’unico che si salva della serata è Conceicao. Sarebbe stata una beffa perdere per una gara che la squadra di Thiago Motta non meritava di perdere, ma nemmeno di vincere. Quindi il pareggio risulta il risultato più giusto. La Juventus perde anche Savona, che diventa così il nono infortunato della rosa. Il prossimo impegno della Juventus sarà in campionato contro il Lecce.









A: Milan-Juve 0-0. Insipido pareggio senza emozioni

( novembre 2024 )


Davanti c’è un Napoli e un quartetto insolito, a parte i Campioni d’Italia in carica, che corrono alle spalle della capolista azzurra. I bianconeri vogliono dar seguito alla bella vittoria nel derby della Mole, ma Motta deve fare i conti con i numerosi infortuni post Nazionale. Con Milik da inizio a stagione ai box, e ora l’out di Vlahovic, la “Vecchia Signora” si trova senza attacco, anche perché pure Weah, che poteva essere l’eventuale alternativa come riferimento avanzato, è tornato anche lui acciaccato e quindi non può che partire dalla panchina. Quindi i bianconeri vengono a San Siro nella tana del “Diavolo” con un realistico 4-6, perché sono Koopmeiners e McKennie a scappare dal centrocampo per andare centralmente dalle parti di Maignan. Almeno questo sarebbe l’intenzione del tecnico dei piemontesi. Fonseca da questo punto di vista ha molte meno gatte da pelare, visto che ha tutti al completo, seppur Pulisic, sia quello che è tornato malconcio dalla pausa e quindi siede inizialmente in panchina e nel 4-2-3-1 rossonero, la sua fascia offensiva destra è occupata da Musah. A prescindere dai diversi uomini in campo una cosa è certa, questa partita ha molta più importanza per il Milan. Con l’Inter che aveva già vinto un paio di orette prima la sua sfida, i rossoneri si trovano molto indietro nella classifica e per quanto il mister portoghese ostenti ancora fiducia per la corsa allo Scudetto, Napoli, Inter, ma anche Atalanta, Lazio e Fiorentina che si trovano manciate di punti sopra, non regaleranno nulla. E la stessa Juventus a quota 25 punti, 7 in più dei meneghini, appare lontana. Non aiuta il sapere che il Milan ha ancora il match da recuperare contro il Bologna. E vedersi a quota 18 punti, con l’Inter a 28, non aiuta il morale. Dovrebbe solo conferire ai milanisti una rabbia necessaria per approfittare ampiamente di questo scontro diretto. Con il sostegno dei propri quasi settantamila sostenitori al Meazza, vincere vorrebbe dire fermare una rivale e portarsi vicinissimi a lei, sempre considerando una potenziale vittoria a Bologna quando si giocherà il recupero. Le aspettative per assistere ad una grande partita, quindi ci sono tutte. La Juventus vuole tenere il passo delle primissime e allo stesso tempo quasi escludere dalla corsa per il Titolo una rivale, mentre per il Milan è l’occasione per rilanciarsi. Risultato? Una partita bloccata già dai primissimi minuti. Praticamente un noioso ripetersi di duelli finiti a centrocampo in parità che non porterà a nessun guizzo degno di nota. E quindi neppure a nessuna vera azione da rete con entrambi i portieri che quasi non sporcheranno i propri guantoni. Novanta minuti di tattica e lentezza. Pochissimo movimento senza palla. Nessuno spazio dove infilarsi e poca qualità nelle giocate. La gara scorre via e quando l’arbitro dopo 4’ minuti di recupero, dovuti alle sostituzioni e a nient’altro, sancisce la fine delle ostilità, San Siro accoglie il fischio finale con una bordata di fischi. Un punto che fa anche comodo a Motta, vista la trasferta comunque insidiosa e soprattutto considerando le tante assenze. Il Milan ha deluso per voglia, intensità e idee. Un’occasione buttata via. E non si dia sempre la colpa a Leao, che qualche scatto l’ha pure provato, ma predicare nel deserto è noioso, come lo è stata questa partita.











A: Juve-Torino 2 a 0. Troppa Juve per questo Toro.

( novembre 2024 )


Un derby, è sempre una stracittadina speciale, anche come in questo caso, che oramai da qualche decennio, mica un giorno, è sempre sbilanciato in termini di forza e qualità unicamente da una parte. Nei derby di Genova, Milano e Roma, c’è sempre un certo equilibrio, con una supremazia una stagione da una parte e una dall’altra. Qui a Torino no. Il Torino si carica sempre ma arriva spesso sin troppo nervoso e poco sciolto, mentre la Juventus con il suo maggior tasso tecnico alla fine della gara ha la meglio. Dopo le belle sfide disputate a Udine e in Francia in Champions, i bianconeri sono ad affrontare questa sentita partita. Il Torino si posiziona con un 3-5-2 sulla carta contenitivo e pronto a colpire in contropiede. Il 4-5-1 bianconero ha dal fischio iniziale subito il controllo del match. Vlahovic è il perno d’attacco. I centrali difesivi davanti a Perin sono Gatti e Kalulu. I due terzini sono più che difensori, degli attaccanti di spinta laterali. E’ proprio Cambiaso esterno di sinistra, che al 18’ minuto parte palla al piede dalla mediana e di forza e velocità và via in mezzo ai granata. Entra in area e fa partire una bolide che Milinkovic-Savic respinge come può. La difesa torinista è piazzata malissimo e Weah sulla destra offensiva bianconera è liberissimo di appoggiarla in rete. La Juventus non schiaccia il Torino e prova a farlo giocare. Cosa che porta i padroni di casa ad avere spazzi in ripartenze enormi. Il Torino dalle parti di Perin fatica ad arrivarci, ma quando si affaccia nell’area avversaria, trova nei due centrali un muro invalicabile. Determinata e concentrata, la Juventus non concede nulla, ma proprio niente ai granata, costruendo anche altre potenziali occasioni da rete. Vlahovic si muove molto ma pare un po’ avulso dalla manovra dei suo compagni. La Juventus è intelligente nella ripresa, non subisce nulla e gestisce il match rimanendo sempre in attesa di colpire per chiuderla. Motta opera dei cambi e quando Conceicao rileva l’attaccante serbo, entra da funambolo, mettendo in crisi, ancor di più la retroguardia del Toro. Non è un caso che da una sua accelerazione, a 6’ dal novantesimo, giunga un perfetto cross in area sull’altro versante che premia l’inserimento indisturbato di Yildiz che di testa schiaccia spiazzando da due passi un’incolpevole Milinkovic-Savic. Un Torino inesistente non ha potuto nulla contro una Juventus giovane e piena di energia e qualità che quando trova la giornata di assoluta concentrazione dà l’impressione che può affrontare chiunque anche in Europa. Non a caso è una della squadre con l’età media più bassa, ma all’energia dei giovani riesce ad abbinare anche uno spirito e una tecnica in certe individualità che sanno fare la differenza.



 






C.L.: Lille-Juve 1-1. Juve dominante, ma non basta. Prestazione comunque positiva

( novembre 2024 )


Dopo il passo falso di Stoccarda, la Juventus fa un mezzo passo avanti ottenendo solo un punto, pareggiando 1-1 contro i francesi del Lilla. La partita inizia su buoni ritmi con la Juventus che già nei primi dieci minuti cerca il vantaggio. Al 13’ primo squillo di Vlahovic che parte in posizione regolare e calcia di prima intenzione ma la palla esce di poco oltre il secondo palo. Al 24’ la Juventus va in vantaggio con Koopmeiners ma purtroppo l’azione del vantaggio viene annullata per fuorigioco di Vlahovic. Al 27’ è il Lilla che va inaspettatamente in vantaggio con David: su ripartenza dei francesi con Zhegrova che supera Cabal, trova in verticale David che buca la difesa bianconera e a tu per tu con Di Gregorio non sbaglia. La Juventus però non si deprime e cerca in tutti i modi di porre rimedio al risultato negativo. Ci prova con Vlahovic per ben due volte, poi ci prova anche Yildiz ma nonostante l’assedio, i francesi si dimostrato attenti e fortunati. Al 41’ altro gol annullato a Koopmeiners sempre per fuorigioco ma la Juventus va nell’intervallo dimostrando di essere viva nel ribaltare il risultato. La Juventus, infatti, riprende nel secondo tempo ancora più aggressiva e combattiva e mette pressione al Lilla. Il Lilla dal canto suo deve ringraziare il suo portiere che questa sera sta parando l’impossibile. Al 60’ anche se su rigore, la Juventus pareggia i conti per 1-1 con Vlahovic che dagli undici metri non sbaglia. Entrambe le formazioni cercano di vincere la partita e portare a casa i tre punti, ma sono i portieri i veri protagonisti del finale con Di Gregorio che salva al 78’ e all’83’ il risultato di parità su disattenzioni della sua difesa. Mentre il Lilla si salva nei minuti finali grazie al suo portiere al 93’ e alla poca precisione un minuto dopo di Koopmeiners. La Juventus si porta a casa un solo punticino che almeno muove la classifica. La Juventus avrebbe meritato sicuramente di più per le occasioni avute e per la mole di gioco costruita ma con in altre partite sono mancati cinismo e concretezza. In difesa si sono fatti ancora errori individuali e a centrocampo ogni tanto si spegne la luce. La prossima partita della Juventus sarà in campionato ,il Derby della Mole, ovvero contro il Torino e vedremo se Motta riuscirà a dare continuità alle cose positive viste questa sera.










A: Udinese-Juve 0-2. Tornano giovani, titolari e determinati e i 3 punti

( novembre 2024 )


Troppi pareggi per questa Juventus, che se è vero che è l’unica della Serie A, a non aver conosciuto sin’ora l’amaro sapore della sconfitta, è altresì innegabile che di pareggi come quello di tre giorni fa in casa contro il Parma, ne sono giunti troppi. Causa? Poche occasioni d’attacco create e ultimamente una difesa quasi colabrodo, al contrario delle prime cinque, sei uscite, cosa che non può essere motivata unicamente all’assenza del pur forte centrale Bremer. Però Danilo in questa delicata trasferta torna in panchina e Kalulu e Gatti sono la coppia centrale davanti a Di Gregorio. Motta ripesca il giovane Savona, così come la solidità tanto voluta sul mercato di Koopmeiners, con Locatelli davanti alla difesa e i talenti freschi e pieni di energia di Yildiz, Weah e Thuram. Ed è proprio l’energia profusa dai piemontesi a colpire immediatamente. La Juventus diviene da quasi subito padrona della gara e del campo e non è un caso che prima del 20’ minuto siano i ragazzi di Motta a passare. Thuram và via in accelerazione e tunnel sul suo marcatore entrando in area sulla sinistra e lascia partire un diagonale tanto preciso quanto forte che sbatte sulla parte interna del palo opposto tornando con forza in campo e sbattendo sulla schiena del portiere per il più classico degli autogol di un estremo difensore. Dunque si vede una timida reazione dei padroni di casa che 1’ minuto dopo chiamano in causa Di Gregorio che si rifugia in angolo. Tuttavia quella dell’Udiense è una reazione estemporanea perché è la Juventus a tornare a macinare gioco. Vlahovic, come sempre perno centrale dell’attacco è anche sempre confusionario e difficilmente và alla conclusione pulita, ma combatte come un leone. Più incisivo il funambolico Yildiz che a 8’ minuti dal riposo entra in velocità sulla sinistra e tira forte sul palo che questa volta torna in campo ma sulla destra dove sopraggiunge il terzino Savona che piazza un piatto preciso sul palo alla destra di Okoye su cui nulla può visto che è coperto dai suoi difensori. Si và negli spogliatoi con il match virtualmente chiuso, perché nella ripresa, nonostante alcuni cambi, la Juventus non stacca la spina. E’ vero che Lucca di testa colpisce la traversa a Di Gregorio battuto, ma sono più i torinesi a sciupare alcune occasioni per la terza marcatura, vedi Koopmeiners e Vlahovic. Gli undici di Motta, non solo tornano a vincere, ma anche a convincere per determinazione, compattezza e solidità. Non è un caso che la porta sia tornata inviolata dopo le 6 reti e tante altre occasioni lasciate agli avversari nelle ultime due uscite. Gli interpreti sono importanti, ma spesso è l’atteggiamento a fare la differenza e oggi si è visto. Questa è la Juventus di Motta che può ambire in alto.











A: Juve-Parma 2-2. La difesa scricchiola e la vetta si allontana

( ottobre 2024 )


La Juventus, dopo il pareggio contro l’Inter per 4-4, porta a casa un altro pareggio, questa volta per 2-2 contro il sorprendente Parma, neo promossa in A. E’ infatti il Parma che già dopo tre minuti sblocca la partita andando in vantaggio con Delprato che con un colpo di testa spiazza Di Gregorio. Gli ospiti continuano l’assalto ma anche la Juventus al 13’ cerca con McKennie di riequilibrare il punteggio ma senza riuscirci. Al 31’ è proprio l’americano, sempre di testa servito da calcio d’angolo di Weah, che insacca per l’1-1. Appena due minuti dopo il gol del pareggio bianconero è il Parma che si riaffaccia nella metà campo avversaria e al 38’ è Sohm, su assist di Mihaila, che porta il risultato sul 2-1 a favore dei parmensi. Finisce un primo tempo molto combattuto, con la Juventus che supera il Parma come possesso palla ma che non riesce a trovare spazi nelle linee degli avversari. Riprende la partita e la Juventus inizia nel migliore dei modi il secondo tempo pareggiando al 49’ con Weah. Thuram prende palla a centrocampo e per vie centrali avanzate, resiste agli avversari, smista a destra per Conceicao che crossa al centro dell’area dove trova Weah, che non sbaglia e porta il risultato sul 2-2. La Juventus vuole portarsi a casa i tre punti e ci prova con Vlahovic, Conceicao ma sotto porta risultano imprecisi per chiudere in gol. Al 67’ Yildiz crossa e il pallone spiove sul secondo palo dove si lanciano sia Vlahovic che McKennie ma nessuno dei due riesce ad impattare il pallone, complice una provvidenziale deviazione di Suzuki. La Vecchia Signora non demorde e continua a creare occasioni ma il Parma regge bene e addirittura al 83’con Charpentier prova il colpaccio. Danilo si perde l’avversario che si ritrova a tu per con Di Gregorio ma il numero uno bianconero ipnotizza l’avversario e alza il muro. Le squadre sul finire sono lunghissime e i contropiedi repentini. Gli ultimi 4 minuti sono da cardiopalma per entrambe le formazioni. Al 91’ occasione per il Parma con Almqvist: Gatti mura il suo tentativo ma è l’ennesimo brivido per la Juventus. Al 94’ sono invece i bianconeri ad un passo dal 3-2 con Vlahovic, ma è provvidenziale il salvataggio quasi sulla linea di Delprato. Si conclude con il punteggio di 2-2 una gara rimasta aperta fino all’ultimo. La Juventus con questo pareggio e con la vittoria dell’Atalanta scivola al quarto posto in classifica. Le due squadre non si sono risparmiate ma hanno mostrato molte lacune. La Juventus ha pagato molto in difesa lasciando spazio agli avversari di segnare senza troppo difficoltà e in attacco soprattutto Vlahovic non ha messo cattiveria sotto porta nel guizzo finale per segnare. Motta porta a casa un altro pareggio e porta a casa la consapevolezza che ha ancora molto da lavorare, soprattutto sui meccanismi difensivi. Bene comunque il carattere della sua formazione che per ben due volte ha saputo riequilibrare il risultato. Il prossimo impegno della Juventus sarà in casa dell’Udinese, altra brutta gatta da pelare



A: Inter-Juve 4-4. Spettacolo e Inter nuovamente sprecona

( ottobre 2024 )


Solitamente il Derby d’Italia è sempre stata una partita molto bloccata e tattica, non priva in sé di emozioni ma a memoria d’uomo un pareggio con ben otto reti nei tempi regolamentari è difficile ricordarselo. Il Napoli aveva già allungato ulteriormente mettendo pressione sia ai bianconeri che ai nerazzurri rispettivamente terzi e secondi. Imperativo per entrambi era dunque vincere per non perdere ulteriormente terreno dalla capolista. Entrambi gli allenatori però, a differenza di Conte non solo devono fare i conti con i calciatori reduci dalle fatiche europee, ma anche degli infortunati importanti. Motta deve fare a meno dei forti difensore Bremer e centrocampista Koop. A Inzaghi è andata ancora peggio con il cervello turco ai box e il coordinatore della difesa Acerbi out. Senza contare che pure il sostituto a centrocampo Aslani è rientrato ma ancora acciaccato. Quindi la Juventus si presenta al Meazza con la coppia di centrali Kalulu e Danilo e al posto dell’ex centrocampista atalantino, il nazionale Fagioli. Vlahovic unica punta con gli inserimenti a turno di Conceicao, Weah e McKennie. L’Inter nel suo consueto 3-5-2 trova in de Vrij il naturale sostituto di Acerbi e Zielinski al posto del fantasista e metronomo Calhanoglu. Per il resto squadra titolare. Partita che parte forte con nerazzurri che si trovano avanti dopo un quarto d’ora su rigore. Danilo entra in ritardo su Thuram e Zielinski non sbaglia dagli undici metri. Poco meno di 10’ minuti e una difesa incomprensibilmente ferma e statica dei meneghini regala non solo il pareggio, ma addirittura il vantaggio ai piemontesi che prima con Vlahovic e poi con Weah la ribaltano. L’Inter non si perde d’animo e se al 35’ minuto è Mkhitaryan a inventarsi un’azione da centrocampo per il pareggio, 2’ minuti dopo è Kalulu a calciare in area Dumfries regalando il secondo rigore che l’ex partenopeo non sbaglia. Gara apertissima che si chiude nella prima frazione con i padroni di casa avanti per 3 a 2. I milanesi partono fortissimi nel secondo tempo e creano palle goal. Cosa che al 53’ minuto si concretizza con Dumfries che trova il diagonale vincente da destra verso sinistra che buca Di Gregorio, che nella stessa azione non era stato impeccabile nell’uscita sul traversone. Il portiere juventino si fa con gli interessi nel quarto d’ora successivo. Infatti dopo il 4 a 2, i nerazzurri per un quarto d’ora spingono moltissimo creando almeno quattro se non cinque palle goal nitidissime, ma tra i difensori e il portiere bianconero la quinta rete è negata. La Juventus quindi regge all’urto e al colpo del definitivo ko e trova al 71’ minuto con Yildiz, entrato da poco, il goal che riapre la sfida. L’Inter perde palla sulla trequarti bianconera e si trova con Dumfries che controlla male Yildiz che con un preciso diagonale batte Sommer. Cosa che si ripete 11’ minuti dopo con la doppietta di Yildiz che permette con orgoglio e forza alla Juventus di pareggiare una sfida importante che pareva persa. L’Inter subisce un’altra volta una rimonta dopo aver sprecato molto. E’ un dato di fatto che i Campioni d’Italia non sanno controllare una partita ma non possono permettersi di giocare ogni match a mille all’ora creando più di dieci palle goal a sfida consapevoli che tanto delle reti le incasserà. Lo spettacolo è stato altissimo, ma la capolista “se ne và”.





C.L.: Juve-Stoccarda 0-1. Incredibilmente brutta questa Juve che perde in stagione per la prima volta

( ottobre 2024 )


Battuta di arresto per la Juventus in Champions League che viene sconfitta per 1-0 dai tedeschi dello Stoccarda. È lo Stoccarda a meritare i tre punti , considerando che questa sera la Juventus ha giocato la peggior partita dell’era Thiago Motta. Il primo tempo inizia subito con lo Stoccarda che è subito aggressivo e controlla il gioco. La Vecchia Signora è disattenta e perde palla anche nei passaggi più semplici. I Tedeschi mettono subito le carte in tavola dai primi minuti mostrando di non avere paura. La Juventus cerca di prendere spazi ma è lo Stoccarda che al 29’ cerca di andare in vantaggio con una ripartenza fulminea con Millot che serve Devimovic sulla destra in area: conclusione al volo di destro con Perin che tocca quel tanto che basta per mandare il pallone sul palo e salvare il risultato. Il pressing super offensivo dello Stoccarda mette in grosso affanno i bianconeri che non riescono a produrre gioco. Al 41’ altra grande parata di Perin sulla verticalizzazione con lo scavetto di Stiller dentro l’area per Undav, che di testa colpisce centrale a pochi passi e impegna ancora una volta il portiere bianconero. Primo tempo di sofferenza per la Juventus che porta a casa un solo tiro contro i 12 degli avversari. Riprende la partita è lo Stoccarda va meritatamente in vantaggio al 48’ con una rete di Undav, che servito con un lancio lungo da Mittelstandt che non viene seguito da Danilo, porta il risultato sul 1-0. Il gol sfortunatamente viene annullato per un fallo di mano dello stesso Undav e si ritorna sullo 0-0. Lo Stoccarda non si arrende e solo un grande Perin salva il risultato: prima al 60’ su un calcio al volo di Demirovic e pochi minuti dopo, con un riflesso che manda il pallone in corner, impedisce la rete a Millot. Al 66’ prima occasione per la Juventus su conclusione al limite di Thuram, Chabot appostato quasi sulla linea di porta, respinge e salva lo Stoccarda. Lo Stoccarda inizia a calare il ritmo e la Juventus cerca di svogliatamente di approfittarne. Al 79’ bella combinazione di Cambiaso – Weah che crossa per Yildiz ma è decisivo l’intervento del difensore dello Stoccarda. All’86’ sale in cattedra ancora una volta Perin che para un rigore, su fallo di Danilo. Al 92’ arriva la doccia fredda per la Juventus con lo Stoccarda che va in vantaggio. Grandissima combinazione tra Millot e Tourè che salta Kalulu e batte Perin. Dopo 8 minuti di recupero i tedeschi vincono meritatamente in casa della Juventus grazie al gol di Tourè. Brutto passo indietro per la formazione di Thiago Motta che quest’oggi non ha creato praticamente nessuna occasione e solo una grande prestazione di Perin ha impedito che il risultato sia contenuto sull’1-0. Tutti i reparti non hanno fatto niente per portare a casa il risultato ed è mancata la voglia di vincere. Per il prossimo impegno in campionato la Vecchia Signora non si potrà permettere di non giocare come in questa partita perché l’avversario è l’Inter che non si farà di sicuro sfuggire la possibilità di battere una diretta concorrente per lo scudetto.








A: Juve-Lazio 1-0: Sofferta ma meritata vittoria da primo posto

( ottobre 2024 )


Con diverse defezioni importanti, dalla difesa al centrocampo come Koop senza dimenticare l’attacco, Motta per la ripresa in Campionato si deve affidare nuovamente a dei giovani come Savona o lo stesso Thuram dal primo minuto. Non una cosa di certo straordinaria, visto che la prima ad agosto fu ancora più ricca di esordienti. A Torino viene a far visita una Lazio solida e creativa che ha una grandissima occasione, dato che in classifica è terza assieme proprio ai bianconeri. Bianco celesti raccolti in un 4-5-1 pronto a colpire anche di rimessa e ad ingabbiare il gioco dei padroni di casa. Cosa che per 20’ minuti riesce più che bene. Infatti il 4-3-3 piemontese non riesce a produrre molto davanti, anche se allo stesso tempo non subisce nulla dalle parti di Di Gregorio. Serve qualcosa che per accendere la sfida e destabilizzare l’equilibrio tattico e di forze che si è instaurato nel match. Ecco l’azione che parte sulla sinistra dalla difesa. E’ Kalulu che si sgancia sulla fascia, riceve e scambia in mediana. L’ex rossonero, non si accontenta e si propone centralmente e ricevendo benissimo la palla, scardina in tal modo la linea a quattro laziale. Romagnoli in scivolata disperata cerca al limite dell’area di chiudere impattando col suo piede la sfera, ed invece Kalulu è il più lesto e viene abbattuto con conseguente ed inevitabile cartellino rosso per il centrale romano. A questo punto la gara cambia completamente trama e l’equilibrio salta totalmente. La Lazio è aggredita da ogni parte e si compatta per resistere sino alla fine. La Juventus ora trova gli spazi e le giocate dove in precedenza non vi erano. Vlahovic inizia una sua lotta personale con la porta avversaria, ma non solo lui. Anzi nella ripresa, quando non trova sulla sua strada Provedel, a botta sicura e forte trova in pieno la traversa. Colpi di testa con la sfera che esce di un non nulla impediscono ai padroni di casa di passare in vantaggio. Quando oramai sembra che per la Juventus debba giungere il quinto pareggio su otto partite, su un cross facile dalla sinistra al minuto ‘85, Gila, con l’intento in scivolata di intercettare la sfera, la devia nella propria porta con Provedel che si era già buttato in area per bloccarla facilmente. Il più classico degli autogoal regala la quarta vittoria alla Juventus. Con merito i bianconeri hanno portato a caso i tre punti, ma sino all’espulsione è stata una sfida molto più difficile. Se la squadra di Motta conferma la sua capacità non solo di non subire reti, ma addirittura anche di non subire alcun tipo di azione pericolosa avversaria, è anche vero che fatica a costruire azioni da goal. Almeno sino a quando non la sblocca. Tuttavia i numeri non mentono e anche se provvisoriamente, Motta ha agganciato in vetta Conte, mettendo in tal modo un po' di pressione domenica alla capolista.


 






A: Juve-Cagliari 1-1. Primo goal subito e vittoria sfumata

( ottobre 2024 )


Nella gara della settima giornata di campionato, la Juventus pareggia inaspettatamente per 1-1 contro il Cagliari. Si parte con il possesso della Juventus ma con il Cagliari che si mostra molto aggressivo. La Juventus in pochi minuti macina occasioni ma è su rigore che al 14’ che va in vantaggio. Rigore segnato con freddezza dal solito Vlahovic. Due minuti più tardi i bianconeri hanno l’occasione per raddoppiare con Koopmeiners ma senza riuscirci. La partita è molto dinamica e anche il Cagliari crea problemi con le ripartenze anche se non mette molta pressione alla difesa avversaria. Al 26’ ci riprova Koopmeiners ma il suo sinistro viene respinto da Scuffet. La Juventus dopo una mezz’ora ad alto ritmo cerca di abbassare i giri e controllare la situazione con il possesso palla nella metà campo avversaria. Il Cagliari rimane composto nella propria formazione e il primo tempo si conclude con il vantaggio della Vecchia Signora. Il secondo tempo inizia come il primo con la Juventus che si porta più volte davanti al portiere cagliaritano ma in più occasioni gli uomini di mister Thiago Motta non trovano il raddoppio. Al 59’ è il Cagliari che preme: Luvumbo calcia da dietro dentro l’area ma trova la deviazione di Gatti appostato davanti a Di Gregorio. Al 72’ invece ci prova Vlahovic con una conclusione mancina di controbalzo, potente ma centrale ma Scuffet è attento a non dare spazio al raddoppio avversario. La partita si fa combattuta e al 76’ altra occasione per gli ospiti di casa con una punizione tagliata di Marin da sinistra, Gatti si abbassa all’ultimo, ma Di Gregorio tiene il pallone. Ancora Vlahovic, il migliore in campo, due minuti più tardi perde l’occasione a tutta porta per mettere in cassaforte il risultato, sbagliando un tiro sottoporta. A due minuti dalla fine dei tempi regolamentari, arriva la doccia fredda per i bianconeri, che concedono un rigore agli avversari. Marin pareggia i conti battendo De Gregorio. La partita, nonostante i tempi regolamentari, diventa infuocata. Al 95’ incredibile occasione per il Cagliari con una conclusione dal limite di Obert che prende il palo pieno. Al 97’ Obert invece salva a pochi passi dalla linea in anticipo su McKennie. Ultima occasione all’ultimo minuto per Fagioli che su calcio d’angolo tira direttamente in porta e prende in pieno l’incrocio dei pali. Finisce 1-1 con la Juventus che si stacca dalla prima in classifica e con il Cagliari che si porta a casa un punto prezioso per la salvezza contro una big del campionato. La Juventus butta via una partita tenuta in pugno per la maggior parte del tempo ma che non è stata in grado di chiudere in più occasioni. La Vecchia Signora subisce anche il primo gol. La difesa ha concesso poco o nulla ma gli errori dei singoli sia sottoporta che in difesa lasciano l’amaro in bocca e due punti persi all’ultimo. Il prossimo impegno della Juventus dopo la pausa sarà contro la Lazio, squadra che si trova esattamente con lo stesso punteggio in classifica.

 








A: Juve-Como 3-0. Bella, forte e vincente. Da quanto tempo non accadeva!

( agosto 2024 )


Rivoluzionata, ma in tutto. Dalle fondamenta. Thiago Motta centra poco come idea di calcio con mister Allegri, ma anche gli interpreti sono praticamente tutti quanti nuovi, se si considerano sia i nuovi acquisti che le seconde linee della scorsa stagione divenute titolari, come Cambiaso, Gatti, Weah e Yildiz. Motta non vuole prime donne ma un gruppo coeso, giovane e esplosivo, quello che di fatto si è visto in campo alla prima di Campionato davanti al proprio pubblico dinanzi all’esordiente Como. Due i reduci titolari rispetto alla vecchia Juventus di Allegri. In regia Locatelli e davanti Vlahovic. 4-5-1 per i padroni di casa che parte compatto a studiare un nuovo avversario che non si conosce molto, ma guidato da Fabregas potrebbe anche nascondere delle insidie. Quello che emerge subito è un’aggressività dei bianconeri non frenetica, ma decisa e programmata, talvolta effettuata con pressione alta, talvolta abbassando il baricentro e dopo un bel colpo di testa di Vlahovic uscito di poco, quasi alla mezz’ora ecco che dalla destra Weah da metà campo scodella sull’altra fascia trovando il nuovo compagno Mbangula, schierato a sorpresa da Motta. Tanta fiducia è subito ripagata, infatti l’esterno sinistro si accentra dal limite superando il suo marcatore orizzontalmente e trovando lo spazio per far partire un rasoterra velenoso che quasi bacia il palo dove Reina non può giungere. Il Como prova a manovrare ma arrivato nella metà campo dei padroni di casa non trova il minimo spazio e deve sempre tornare in dietro. I comaschi quando provano a partire con manovra da portiere sono subito aggrediti e perdono più volte immediatamente la palla in posizione pericolosa e in una di queste Vlahovic è sfortunato nel suo diagonale respinto dal palo a porta vuota. Ma la gara nei minuti di recupero della prima frazione di fatto si chiude perché giunge il raddoppio. Ancora azione rapida con la sfera che si muove veloce da destra a sinistra e Yildiz giunto sul fondo la crossa basso in area. Vlahovic al centro fa sfilare per Weah che di collo pieno la sbatte sulla traversa. La palla però rimbalza dentro la linea di porta come segnala subito la tecnologia. Juve umile e vogliosa ma con le idee chiare che non attende gli eventi ma la sua fortuna se la và a cercare. Nella ripresa è un attenta gestione della partita con la ricerca comunque di un’altra rete. Questa è una delle più grandi differenze rispetto alla Juve di Allegri. Nessuno tira i remi in barca in attesa del fischio finale. Infatti mentre Vlahovic và in goal in apertura di primo tempo incornando di testa da vero centravanti, è scalognato perché la rete gli viene annullata per un precedente fuorigioco di Cambiaso al principio dell’azione stessa. Il 9 serbo della “Vecchia Signora”, che lotta come un leone, certifica la sua bella iettatura con un altro palo preso di testa, ma al novantesimo ci pensa Cambiaso da fuori sulla destra a inventarsi un goal alla Pirlo. Una grande bella Juventus giovane, ma con la testa matura che non ha lasciato scampo ad un Como sin troppo spavaldo e fragile per la Serie A. Il nuovo portiere bianconero, ex Monza, praticamente esce senza voto e la dice lunga sulla compattezza di squadra che ha impedito ogni piccola possibilità di far male da parre degli undici di Fabregas. Parte bene e forte la nuova Juventus di Motta.


















 





A: Verona-Juve 0-3. Stessa vittoria di forza e convinzione. In testa da sola

( agosto 2024 )


A chiudere la seconda Giornata c’era lo scontro al vertice tra coloro che vincendo potevano essere l’unica squadra a rimanere a punteggio pieno. I padroni di casa annusano con il proprio 3-4-3 aggressivo la grande impresa, dopo aver rifilato un sonante 3 a 0 al Napoli di Conte. Infatti i giallo blu partono subito fortissimo correndo come assatanati su ogni pallone. 10’ minuti di forcing da parte dei padroni di casa che però non mette minimamente in ansia il 4-5-1 bianconero. Gatti e Bremer centrali coperti ai lati dall’ex Cabal e il giovane Savona, si trovano una bella cerniera di centrocampo con Locatelli in regia che ha qualità ma anche tanta corsa e Vlahovic rimane sempre vicino al resto della squadra a fare da elastico. Quindi dalle parti di Di Gregorio, nonostante la sfuriata nel primo quarto d’ora da parte degli avversari non giungerà alcun pericolo. Appena cala il ritmo forsennato del Verona, realisticamente non sostenibile nel lungo periodo, ecco uscire il maggior tasso tecnico della “Vecchia Signora”. Prima Locatelli impegna da fuori Montipò, poi pesca in area Vlahovic che prolunga a destra per Savona ma in fuorigioco. Ma è solo il prologo alla rete del vantaggio ospite al minuto 28’. Transizione juventina in mediana con sempre Locatelli che ruba sfera in modo energico, ma pulito. Due passaggi centrali e Vlahovic entra in area e tira in porta un istante prima che i tre difensori lo chiudano. La Juve è padrona del campo e non solo gli esterni di centrocampo spingono ma addirittura i due terzini e da una corsa all’altra delle due fasce, giunge la rete al minuto 39’ di Savona che si fa tutta la corsia destra per poi mettere di testa una dolce palombella sul palo opposto. Nella ripresa il Verona non ha neppure il tempo di imbastire una reazione per recuperare il match, dato che un’entrata in area scomposta ed inutile dopo appena 5’ minuti, procura un ineccepibile rigore che Vlahovic non sbaglia per la sua doppietta personale. Il resto del secondo tempo è pura accademia per la nuova capolista solitaria che permette al Verona il primo e unico tiro verso la propria porta ad una manciata di minuti dal novantesimo. Due gare e due vittorie a dir poco convincenti, molto simili tra loro, per gioco e atteggiamento tattico e mentale, che hanno prodotto anche il medesimo e ampio risultato vincente. Dopo due giornate è già in una mini fuga? Ovvio che no, però i numeri seppur solo su due gare, dicono che è l’unica squadra ad aver già mantenuto la propria porta inviolata, e probabilmente quella che ha mantenuto più in vacanza anche il proprio portiere. Se aggiungiamo che è quella che ha segnato di più, creando anche il doppio di occasioni rispetto a quelle effettivamente concretizzate, iniziano ad essere segnali importanti.
























 









A: Juve-Roma 0-0. Juve rallentata da una Roma concentrata

( agosto 2024 )


Il posticipo serale tra Juventus e Roma finisce con le reti inviolate e con poche emozioni. La Juventus doveva cercare di mantenere la testa in solitaria della classifica, mentre la Roma cercava la prima vittoria stagionale in campionato, ma nessuna delle due squadre ha portato a casa il proprio obiettivo pareggiando per 0-0. La prima parte del primo tempo risulta una fase di studio tra le due formazioni, caratterizzata da falli tattici, contropiedi mal orchestrati e molta concentrazione in campo. Dopo la pausa ristoro per il gran caldo, la Roma alza un po' il suo baricentro, la Juventus fa più possesso palla ma nonostante questo non sono da segnalare palle gol né da una parte né dall’altra. La prima timida occasione della Juventus arriva al 43’ con Vlahovic che con un tocco sporco su tiro al volo costringe Svilar al tuffo per deviare in angolo. La Roma chiude il primo tempo in attacco e la difesa della Juventus sembra un po' in affanno ma l’unica vera occasione rimane quella dei bianconeri al 43’. Il tecnico bianconero visto lo scarso risultato e la scarsa continuità nelle azioni mette i nuovi arrivati della stagione Koopmeiners e Conceicao. Ma il risultato non cambia. Da una parte all’altra si sbaglia molto, anche controlli apparentemente elementari. L’ultimo mancato da Vlahovic che tarda a servire Conceicao per una potenziale ottima occasione di passare in vantaggio, scatena la rabbia dei tifosi dello Stadium. Al 70’ ci prova Yildiz con una conclusione che viene deviata in angolo. La Juventus preme ma sbaglia sempre l’ultimo passaggio mentre la Roma si è chiusa e tende a difendersi solamente senza cercare di portare a casa il risultato. I giallorossi che si sono rintanati nella loro area, difendono con ordine ma la Juventus spinge ma non crea occasione pericolose. All’87’ break della Roma ma Bremer va in anticipo su Dybala al limite dell’area piccola, impedendo all’argentino di segnare. Al 90’ ancora la Roma con Angelino che con un tiro da fuori va molto vicino al gol. Termina giustamente sullo 0-0 la partita. Risultato che rispecchia le poche occasioni create dalla due formazioni, che non hanno cercato minimamente di portare a casa i tre punti. Un punto a testa che non fa male a nessuno ma che ha messo in luce che la Roma, nonostante l’ottima attenzione in difesa, deve cercare di creare gioco anche per gli attaccanti. La Juventus, che nelle prime due partite sembrava una corazzata già lanciata e ben oliata, nonostante i tanti nuovi innesti e il nuovo allenatore, questa sera ha dimostrato che grazie al gioco molto difensivo dell’avversaria hanno difficoltà a creare azioni da gol ma siamo solo alla terza di campionato e le partite sono tante. Il prossimo impegno dei bianconeri sarà contro l’Empoli, dopo la pausa nazionali.


























A: Empoli-Juve 0-0. Con i titolari, una Juve più lenta e prevedibile sbatte contro l’Empoli

( settembre 2024 )


Le partite post pausa Nazionale sono sempre un’incognita. Motta dopo il pareggio contro la Roma a reti inviolate, nel suo 4-2-3-1, tranne il suo portiere prelevato dal Monza, schiera dal primo minuto i pesanti nuovi acquisti dai quali ci si attende molto. Quindi Kalulu terzino destro, mentre Luiz, Gonzalez e Koopmeiners sono il reparto nuovo di centrocampo. I padroni di casa, con il loro 3-4-3 molto dinamico e compatto, lascia volentieri l’iniziativa ai piemontesi, ma cercando sempre di non schiacciarsi troppo dietro. I bianconeri infatti hanno da subito un buon possesso palla, ed anche una certa padronanza territoriale, ma il giro palla, oltre ad essere lento è anche piuttosto prevedibile, così i toscani non devono impazzire più di tanto per non soccombere ai cross juventini. Si và dunque al riposo con l’unica vera azione da goal verso il 37’ minuto quando Gatti, su calcio d’angolo schiaccia bene e con forza di testa, ma non troppo angolato, permettendo a Vasquez di mettere in mostra i suoi ottimi riflessi. Nella ripresa gli ospiti cambiano inizialmente ritmo e schiacciano nei primi 10’ minuti i toscani nella propria metà campo. Di fatto Vasquez deve compiere un miracolo dal tiro che gli arriva da due passi. Con il passare dei minuti la spinta bianconera si affievolisce e Vlahovic pare sempre più solo e anche poco e mal servito. Motta negli ultimi 20’ minuti inserisce le energie fresche dei suoi giovani che tanto bene avevano fatto da titolari nelle prime due giornate. Tuttavia l’Empoli non perde le distanze e aumenta anche i suoi potenziali contropiedi, tant’è che in pieno recupero crea una grande azione da goal con Gatti e Perin che si rifugiano in calcio d’angolo. Troppo poco quello messo in campo dagli undici di Motta. L’Empoli, concentrato per tutta la partita, è riuscito a non farsi schiacciare troppo e a disinnescare gli inserimenti dei trequartisti bianconeri. L’inserimento dei nuovi acquisti e di fatto quelli che saranno i titolarissimi nel proseguo della stagione, hanno bisogno di tempo per entrare in forma ma sopratutto di assimilare le idee di gioco del proprio mister, che predilige molto movimento senza palla. Due punti persi? Forse ma è anche il normale prezzo da pagare lungo il cammino per diventare una forte squadra che vuole vincere.


 








C.L.: Juve-PSV 3-1. Come all’esordio in Campionato, anche in Champions, concreta e vincente

( settembre 2024 )


La creatura di Motta, che deve ancora prendere forma, scende in campo davanti ai Campioni olandesi del PSV che vengono da ben cinque partite in Olanda con cinque successi. Dopo due anni, la tensione a Torino è palpabile e dopo due pareggini un po' desolanti in Serie A, l’attesa è tanta. I bianconeri si schierano con un solido 4-1-4-1 con Locatelli in regia davanti alla difesa e Vlahovic come punta centrale. In fase offensiva i padroni di casa mutano pelle in un 4-3-3. Ma a prescindere dall’assetto tattico, l’atteggiamento, come sempre fa la differenza. Concentrati e compatti i padroni di casa partono chiudendo le scorrerie dei giovani olandesi, che di birra nelle gambe ne hanno da vendere. Ma proprio come era capitato alla prima sfida di Campionato contro il Verona, quando la “Vecchia Signora” aveva fatto inizialmente sfogare l’avversario, lo colpisce e poi l’affonda. Infatti dopo aver fatto girare un po' a vuoto gli olandesi, al 21’ minuto dal limite dell’area a sinistra Yildiz si inventa una rete imprendibile in stile Del Piero. Lo stadio applaude, e il PSV accusa il colpo, tant’è che 6’ minuti dopo arriva il raddoppio firmato McKennie. Un uno due che taglia le gambe agli ospiti che non riescono ad imbastire una reazione. Nella ripresa ecco che Vlahovic seppur non assegno, crea l’assist per il terzo goal dopo soli 7 minuti del secondo tempo, siglato dal neo acquisto Gonzalez. La partita ovviamente è indirizzata e una partenza così in Champions era difficilmente preventivabile. Il PSV continua a giocare ma sempre mostrando il fianco alle ripartenza juventine, ma anche con i cambi giustamente apportati da Motta, la tensione dei padroni di casa cala e in pieno recupero giunge la rete degli olandesi che è la prima subita da inizio stagione da parte della retroguardia bianconera. Il match si chiude dunque sul 3 a 1 con un certo disappunto proprio sulla rete finale incassata che mostra quanto non si possa mai abbassare la guardia. Comunque un ottimo inizio quello della Juventus in questa nuova formula Champiions che simula almeno nella fase iniziale un vero campionato europeo di alto livello.


 





A: Juve-Napoli 0-0. Difese da bunker che azzerano gli attacchi

( settembre 2024 )


Si potrebbe pensare che il risultato finale di una partita per 0-0 sia il frutto di una gara monotona e senza emozioni. Per altri è la conclusione di un match praticamente perfetto senza sbavature ed errori da entrambi gli schieramenti. Ebbene, abbiamo di fronte due squadre che hanno l’ambizione di lottare apertamente per la conquista dello Scudetto e quindi è una delle sfide più attese. Il Napoli di Conte si presenta in Piemonte per testare il suo attacco e la grinta riassimilata grazie alle cure del suo magistrale tecnico. I bianconeri di Motta dopo due pareggi in Campionato a reti inviolate, vogliono dare un segnale forte e chiaro a se stessi e anche alle altre pretendenti al Titolo. Quasi uno schieramento speculare quello messo in campo dalle due squadre. Dove Vlahovic da una parte e Lukaku dall’altra sono le punte singole d’attacco supportate da un centrocampo a cinque dove Locatelli nella Juve e Lobotka tra i partenopei sono i registi bassi a chiudere e far ripartire l’azione. Difese a quattro concentrate e ben serrate. In oltre Yildiz per Motta e Kvara per Conte, rappresentano quella qualità tecnica, di velocità e d’inventiva non programmata che possono dare quell’imprevedibilità che nessuna pre programmazione può essere studiata a monte. Tutto questo equilibrio tattico e di forze in campo produce un annullamento totale. Dopo un avvio lento e di studio da una parte e dall’altra con il passare dei minuti vengono alzati i numeri dei giri dei motori. Dalle difese partono trame di azioni offensive rapide e di qualità, ma ogni volta che i rispettivi attacchi si affacciano verso le difese avversarie, ecco che le retroguardie hanno sempre la meglio. Difensori e centrocampisti in fase di chiusura dimostrano una caparbietà e lucidità nelle chiusure che non lascia scampo a chiunque si proponga per andare al tiro. Così nella prima parte di gara solo due tiri fuori dallo specchio sono degni di nota perché fanno effettivamente venire i brividi. C’è un sostanziale equilibrio totale che si ripropone nella ripresa. Di fatto da parte dei portieri non vi sono parate ne miracolose e neppure troppo impegnative. Napoli e Juventus provano con improvvisi rovesciamenti di fronte e scambi di corsie a destabilizzare l’antagonista producendo qualche varco dove infilarsi. Ma nulla avviene, i continui raddoppi di marcatura e la bravura dei singoli difensori, tutti, ha sempre la meglio. Non a caso sia Motta che Conte sostituiscono i propri uomini offensivi, e non è che Vlahovic, Lukaku e Kvara siano proprio dei calciatori che non vedano la porta. La partita rimane aperta sino alla fine ma nulla la sblocca e lo 0-0 è il risultato giusto. Potrà essere parsa una sfida non spettacolare, ma vi sono stati innumerevoli uno contro uno, certo qualche errore nell’ultimo passaggio, ma concentrazione totale, tatticismo e determinazione hanno avuto la meglio. La voglia di vincerla tra padroni di casa e ospiti, non è mai venuta meno, ma Motta e Conte sono maestri nel blindare le proprie difese. Se una o l’atra avesse commesso una sbavatura e fosse andata sotto, gli equilibri sarebbero saltati e la storia della sfida sarebbe anche mutata radicalmente, magari con un pirotecnico 3-3. Tuttavia la bellezza di una partita non sta solo nel numero di reti segnate. E’ stato un pari di qualità tra due club dalle grandi ambizioni.
















 







A: Genoa-Juve 0-3. Doppietta di Vlahovic e Juve in testa

( settembre 2024 )


Dopo tre pareggi consecutivi, alcuni anche piuttosto deludenti, i bianconeri di Motta, a Marassi avevano l’obbligo di vincere e quindi anche approfittare dei passi falsi della altre contendenti al Titolo. Clima surreale in Liguria, dato che per i beceri fatti accaduti in settimana tra tifoserie nel derby della Lanterna in Coppa Italia, il match tra rossoblu e bianconeri, è stato deciso che si disputasse a porte chiuse. Quindi per i piemontesi vi sono tutti i presupposti per fare bene qui in trasferta. Niente clima caldo di uno stadio che spinge la propria squadra e anche un avversario che non può reggere i novanta minuti visto l’impegno sostenuto in settimana. Al 3-5-2 di Gilardino, gli ospiti rispondono con un solido 4-2-3-1, dove la mediana composta da Fagioli e McKennie fa da scudo ai quattro bravi difensori. Koopmainers affiancato a sinistra da Yildiz e a destra da Gonzalez, formano il trittico dinamico e di qualità a supporto dell’unica punta serba. Ma i ritmi non sono spaventosi e il primo tempo scorre via senza troppi sussulti, da una parte e dell’altra. L’unico brivido giunge ad un paio di minuti dall’intervallo, quando un tiro cross dalla destra d’attacco bianconera sfila a due passi dalla linea di porta, anche smanacciato da Gollini. Contro una squadra che occupa bene tutto il campo come quella genoana, il gioco bianconero deve farsi più rapido e meno prevedibile. Se la difesa è un bunker, l’attacco fatica a costruire, almeno sino a quando la formazione di Motta non stappa la gara e si porta avanti. Sino ad ora è accaduto così. Nelle ultime tre partite di Campionato sono giunti tre 0 a 0. Nelle prime due di Campionato, e anche in quella di Champions, una volta sbloccata la sfida e segnato il primo goal, la Juventus ne ha segnati altri due. Una giocata del singolo o una palla inattiva la Juventus se riesce a sfruttarla bene, mette definitivamente in discesa la gara. Infatti ecco che dopo neppure due giri di lancette d’orologio, una palla innocua in area di rigore ligure, si trasforma nella miccia d’accensione, perché De Winter, d’istinto e assolutamente inutilmente, và a toccare la palla con la mano a mezz’area. Vlahovic dal dischetto è implacabile. Il Genoa accusa il colpo e perde le distanze. Gli ospiti si galvanizzano e accelerano le proprie giocate. Non è un caso che l’ex centrocampista di Gasperini, da puro trequartista, imbecchi 7’ minuti dopo, a sinistra in area il serbo, che con un preciso e forte diagonale ad incrociare perfora ancora una volta Gollini. Con la sfida archiviata, i bianconeri vanno a nozze e continuano, anche grazie ai cambi, a macinare gioco e palle goal. Il primo tiro sul quale deve intervenire Perin giunge a 3’ minuti dal novantesimo, ma 2’ minuti dopo una bell’azione corale da sinistra verso destra, arriva il colpo di piattone di prima vincente del giovane Conceicao. Ancora un 3 a 0. Sei gare e nessuna rete subita al passivo. Quello che lascia più sorpresi non è solo la porta inviolata, ma l’assoluta difficoltà che hanno tutti gli avversari a costruire palle da goal. Contro questa Juventus si fatica ad andare al tiro. Quando poi la Juventus in un modo o nell’altro si trova in vantaggio, la sconfitta per chi gli è contro, è segnata. Nel puro DNA bianconero da sempre. Così, in attesa dei granata, del Napoli e dell’Empoli, Motta e il suo gruppo comandano la Serie A in solitudine.

















 







C.L.: Lipsia-Juve 2-3. Forza e coraggio di una rimonta in 10.

( settembre 2024 )


Nella seconda giornata della Champions League la Juventus si porta a casa tre punti battendo il Lipsia per 3-2 e portandosi a punteggio pieno in testa alla classifica. La partita, nonostante il risultato, per i bianconeri è stata molto sofferta. Già nei primi dieci minuti la Vecchia Signora è costretta a cambiare due dei suo giocatori Bremer e Nico per infortunio. I tedeschi provano a prendere in mano la partita anche se il ritmo rimane abbastanza basso. Le difese sono molto concentrate ma al 30’ il Lipsia va in vantaggio. Grandissima ripartenza dei tedeschi che stavano per subire un gol, Gulacsi si salva su una deviazione ravvicinata di Vlahovic e il pallone raggiunge velocemente la metà campo. Openda serve in profondità Sesko che giunto libero in area di rigore, controlla con il destro e scarica il sinistro sotto la traversa per il vantaggio per i padroni di casa. Il ritmo comunque rimane basso fino alla fine del primo tempo con la Juventus che mantiene un ottimo possesso palla a metà campo e il Lipsia che non ha problemi a difendersi ma le due formazioni non creano occasioni da gol. Nella ripresa la Juventus parte subito forte con Koopmeiners che al 49’ prende in pieno il palo. I tempi sono maturi per il pareggio e al 50’ la Juventus concretizza la pressione di inizio secondo tempo con una bella girata del serbo Vlahovic, che anticipa Orban sul cross di sinistra di Cambiaso e di contro balzo col sinistro batte Gulacsi. Ma il Lipsia non vuole rassegnarsi e Openda con un’incredibile ripartenza facendosi 40 metri con la palla, calcia una prima volta dal limite e sulla respinta ci riprova e colpisce il palo alla sinistra di Di Gregorio. Ed è proprio il portiere bianconero che al 58’ viene espulso per aver fermato un’azione potenziale da gol con un uscita su Openda. Momento difficile per gli ospiti che al 65’ subiscono il raddoppio del Lipsia su calcio di rigore per un tocco evidentissimo di braccio in area di Douglas Luiz. Segna Sesko per il 2-1. Al 68’ la Juventus recupera una palla al Lipsia al limite con Vlahovic che calcia sotto l’incrocio opposto e fa un gran gol e il 2-2. Partita frenetica e con cambi di gioco repentini e al 71’ altro palo per il Lipsia che vede sfumare il vantaggio. All’80 altro miracolo dell’ex Milan Kalulu che devia una conclusione di Nusa, proteggendo la propria porta. Al 83’ arriva inaspettatamente il vantaggio dei bianconeri con Conceicao che con un grandissimo slalom in area, salta l’avversario e calcia a giro sul secondo palo. La partita volge al termine con al 95’ l’ultimo brivido per i bianconeri con Xavi Simons che serve al centro per Andre Silva che calcia a botta sicura ma Cambiaso salva a pochi metri della linea. Finisce con la vittoria sofferta ma fortemente voluta della Juventus per 3-2, nonostante l’inferiorità numerica. Il pareggio sarebbe stato forse il risultato più giusto ma la Juventus ci ha creduto e ha concretizzato le poche occasione che i tedeschi hanno lasciato. Ottimo Kalulu in difesa e Vlahovic, bene anche il centrocampo e nel complesso la squadra di Motta ha saputo vincere e anche convincere. Il prossimo impegno sarà in campionato contro il Cagliari e per mantenere anche li la testa della classifica serviranno i tre punti.