A: Udinese vs Juve 0-1. La “Vecchia Signora” Champions sul campo, ma Conference forse
( giugno 2023 )
Siamo all’ultima partita stagionale, che chiude un Campionato controverso per i bianconeri. Partiti con ben altre ambizioni, una su tutte vincere lo Scudetto, Allegri si è trovato dinanzi a due grandi problemi. Il primo direttamente sul campo. I giocatori più forti, Di Maria a parte, ma che vista l’età, ha spesso ne ha dovuto centellinare l’utilizzo, come Pogbà, Chiesa e Vlahovic mai disponibili oppure molto sotto le attese. La seconda questione, ancor più spinosa è stata quella di mantenere il gruppo in toto, il più possibile concentrato e motivato, nonostante i mesi di incubo sportivo sui punti da detrarre in classifica o anche peggio. Di fatto, per l’ultima Giornata i bianconeri a quota 69 punti sarebbero matematicamente in Champions, ma con l’ufficialità dei -10 in classifica, scivolano dal terzo al settimo posto. Che vorrebbe dire disputare la Conference League. In Friuli, c’è un Udinese che è già andata in vacanza da settimane. Un grave errore perché avendo portato a casa una serie di tre sconfitte consecutive nelle ultime tre uscite, a quota 46 punti, ha mandato all’aria la bellezza di 9 punti che le avrebbero permesso di lottare ancora per l’ottavo posto, che in caso di squalifica da parte della Uefa porterebbe in Europa proprio il club giunto ottavo. Allegri rispolvera un 3-4-2-1 aggressivo, con Bonucci a comandare i tre centrali di difesa. Locatelli e Rabiot in mediana a chiudere e costruire. Sulle fasce Cuadrado e Kostic. Chiesa e Miretti a supportare il centravanti Milik. Dopo un avvio tranquillo, i piemontesi prendono l’iniziativa e mettono nella propria metà campo i padroni di casa. Contro un Udinese non certo con il coltello tra i denti, i torinesi giocano a calcio costruendo in velocità trame di gioco. Cosa in solita per quest’annata, dove spesso la “ Vecchia Signora” ha speculato chiudendosi e giocando unicamente di ripartenza. Dalle parti della Juventus c’è voglia di chiudere il Campionato con una bella prestazione e solo un caso e la bravura di Silvestri tra i pali non permette agli ospiti di chiudere avanti il primo tempo. Come nella situazione della traversa di Bonucci sul suo colpo di testa su azione da calcio d’angolo. La gara nel secondo tempo diviene ancor più vivace, Rabiot e Chiesa, oltre a Cuadrado sono i più convinti ed è il Federico della Nazionale a portare in vantaggio la Juventus al 68’ minuto. Suo un bel tiro a giro e teso in area a chiudere un bel fraseggio di squadra. Si svegliano i friulani che ci provano due volte da fuori ma Szczesny si rifugia benissimo in angolo in entrambe le circostanze. Nonostante i cambi la Juventus ci prova a chiuderla ma specie Di Maria sciupa davanti a Silvestri un ottimo contropiede sul finale. Termina il match con la ventiduesima vittoria in questo Campionato da parte di Allegri. Troppe poche e troppe sconfitte per essere protagonisti sino alla fine. Tuttavia la partita di oggi, ha dimostrato che la qualità, anche in mancanza di pedine importanti, non manca. Anche se è vero che avere Chiesa in campo, vuol dire tanto, non solo per la rete segnata, ma per il dinamismo e la carica che l’ex viola conferisce a tutta la squadra. 72 punti e Conference League per declassamento, visto che al fischio finale, pure Atalanta e Roma hanno portato a casa i 3 punti. Il buono ed il brutto di giocare in contemporanea.
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A: Juve vs Milan 0-1. Ancora lui, Giroud regala la Champions al Milan
( maggio 2023 )
Alla penultima uscita della stagione, ecco apparire nel calendario uno dei big match storici, che spesso vuol dire scontro per lo Scudetto. Quest’anno, il Napoli ha sorpreso tutti e si è preso con largo anticipo il Trofeo Nazionale. Ma gli spunti per una gara comunque importante ci sono tutti. La Juventus, come tutti sanno, sta giocando con la penalizzazione di 10 punti e quindi è scivolata alle spalle proprio del Milan e non solo. Per rientrare nell’Europa che conta deve assolutamente battere il “Diavolo” e vincere anche nell’ultima di Campionato, nella speranza che lo stesso Milan non faccia poi tre punti. Ai meneghini basta un solo punticino qui a Torino per aggiudicarsi quanto meno il quarto posto. Pioli và sul sicuro e nel suo 4-2-3-1 sceglie la difesa titolare e in mediana, con l’assenza di Bennacer, affianca all’inamovibile Tonali, un altro combattente puro, cioè Krunic. Dietro alla punta francese, i tre trequartisti sono da sinistra a destra Leao, Diaz e Messias. Allegri come sempre in quest’annata maledetta per i colori bianconeri, fa la conta di chi è disponibile e valuta anche le loro condizioni. Quindi niente Vlahovic davanti e al suo posto Kean. Difesa a tre. Centrocampo a quattro con Kostic e Cuadrado a fare anche da pendolini sulle fasce. Locatelli e Rabiot centrali. Quasi un tridente davanti con Di Maria e Chiesa a giocare dietro a Kean. La gara non decolla, ma l’intensità non manca. Gli ospiti tengono più palla e cercano di costruire, ma la Juventus non lascia spazi e cerca di far sbagliare l’avversario per ripartire, cosa che nella prima mezz’ora riesce anche bene. Cuadrado và al tiro da fuori troppo libero prima del quarto d’ora ma Maignan respinge. Un’iniziativa personale in contropiede di Kean mette in crisi tutta la difesa rossonera, ma sul suo passaggio arretrato il Campione del Mondo argentino non solo arriva male in scivolata sulla palla tirando alto, ma probabilmente tira via la sfera al compagno dietro di lui, Kostic, messo decisamente meglio per calciare dinanzi alla porta completamente spalancata. Il Milan cerca di costruire trame di gioco ma sbatte contro il pressing aggressivo dei piemontesi. Ci vuole la giocata del singolo in queste situazioni per sbloccare la partita e ciò avviene quasi al 40’ minuto. Dalla destra Calabria scende e pennella un bel traversone arcuato che trova Giroud bravo a smarcarsi da Gatti. Il francese si alza in cielo e incorna di testa con la giusta precisione e forza, mandando la sfera a lambire il palo dove Sczcesny non può giungere. Grande gesto tecnico di Giroud che arriva a 12 reti in Campionato superando le 11 dell’anno scorso. Nella ripresa ti attendi una Juventus arrembante, ma tra il morale sotto i tacchi per via delle vicissitudini societarie e la continua fragilità di gioco e mancanza di giocatori chiave in campo, fanno sì che i padroni di casa costruiranno una vera sola occasione per pareggiare. In pieno recupero, dopo il novantesimo quando su corner Danilo, il capitano che è sempre l’ultimo a mollare colpisce ma quasi sulla linea viene salvato il vantaggio rossonero. Vittoria legittimata anche da due contropiedi del Milan sciupati malamente da Leao e Saelemaekers per chiudere la gara anticipatamente. La Juventus che sul campo sarebbe stata quanto meno terza, ora per via della penalizzazione, che per quanto a oggi si apprende, non potrà essere levata, ma anzi potrebbe aumentare, può giocarsi gli ultimi 3 punti a disposizione per entrare in Europa League invece che che in Conference. Giroud, piuttosto, dopo aver regalato lo Scudetto l’anno scorso a Pioli con reti pesantissime, oggi gli dona i punti necessari per giocare per il terzo anno consecutivo la Champions. In tempi di grama, con più di un occhio al bilancio, vale quasi come uno Scudetto. Almeno per le proprietà.
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A: Empoli vs Juve 4-1. Juve, sconfitta ancor prima di scendere in campo
( maggio 2023 )
Nel calcio, nello sport in generale, che poi è un traslato della vita quotidiana di tutti i giorni, le motivazioni sono fondamentali, probabilmente sono tutto. Senza quelle non si accenderebbe neppure il motore per alzarsi al mattino. I bianconeri vanno in trasferta in Toscana per fare punti contro un Empoli che già salvo matematicamente, sa comunque giocare bene al pallone e gli piace farlo. La “Vecchia Signora” fuori da ogni Coppa, sia nazionale che continentale, ha solo queste ultime tre gare di Campionato, per chiudere la stagione. L’obiettivo è quello di blindare il posto Champions, e possibilmente chiudendo con un dignitoso secondo posto. Per l’ennesima volta, però, Allegri deve fare il dottore in psicologia verso tutto il suo Gruppo, ma in questa circostanza con uso pesante di tranquillanti. Lungi da noi esprimere opinioni su quanto è stato commesso o non commesso dalla dirigenza bianconera. Noi parliamo solo di calcio giocato, ma un quarto d’ora prima di scendere sul rettangolo di gioco, la squadra viene a conoscenza della decurtazione di 10 punti. Cosa che fa slittare automaticamente la Juventus dal secondo posto, addirittura dietro la Roma al settimo posto. Senza scordare che ci sono altre questioni ancora da risolvere in tribunale e la stessa Uefa potrebbe escludere, a prescindere dall’Italia, il club a partecipare alle prossime competizioni continentali, qualunque esse siano. Con questo spirito la Juventus inizia la partita e bisogna ammettere che il 3-5-2 piemontese non fa male nei primi 12’ minuti . Il pressing è alto e la squadra vuole mettere sul campo la rabbia che ha in corpo. Và pure a segno dopo una traversa che con la palla che rimbalza in campo viene insaccata in mischia da Gatti. La Var annulla per evidente spinta di Bremer su Vicario. 3’ minuti dopo, Milik, da giocatore esperto e navigato qual’è, commette un ingenuità in area di rigore abbattendo un toscano. Dal dischetto Caputo non sbaglia. Ospiti tramortiti e passano altri soli 3’ minuti che su un batti e ribatti in area la difesa è ferma e nonostante il primo intervento di Szczesny, l’Empoli raddoppia. Ci sono ancora 70’ minuti da giocare e tutto è possibile. Tuttavia, ha ragione Allegri nel post gara, quando dichiara che i calciatori non sono delle macchine, e l’emozioni accendono, come spengono il fuoco. Si giunge infatti al riposo senza percepire la minima reazione bianconera. Allegri spera che con l’ingresso di Chiesa e Paredes per i due giovani scesi in campo dal primo minuto, la squadra riprenda a correre. Sembra di sì, ma dopo appena 2’ minuti ci pensa Alex Sandro a scompigliare tutti i piani di rimonta. Perde nella propria metà campo palla sotto la pressione avversaria e per Caputo è un gioco da ragazzi superare da solo Szczesny. 3 a 0 e gara chiusa. Allegri prova anche la carta Di Maria e Kean, ma l’unico a dannarsi l’anima è Federico Chiesa che infatti a 5’ minuti dal novantesimo và a segno, giusto per soddisfazione personale. Infatti la squadra già con la testa negli spogliatoi, prende due contropiedi ed un goal per il 4 a 1 finale. Ha meritato senza dubbio di perdere la Juventus, e se si è sbagliato si pagherà, ma non è comunque sportivo far scendere degli atleti senza dare loro il motivo per il quale gareggiano. Ci sarà Juve-Milan la prossima, ma con 5 punti dal quarto posto, contando la penalizzazione, e ben quattro squadre davanti, solo la matematica può sorreggere le speranze bianconere.
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C.E.L.: Siviglia vs Juve 2-1. Juve di cuore e coraggiosa, ma sprecona perde ed esce.
( maggio 2023 )
La Juventus viene battuta dal Siviglia per 2-1 dopo i tempi supplementari e pertanto non centra la finale di Europa League. Allegri, inaspettatamente schiera la coppia Kean- Di Maria e lascia fuori Vlahovic e Milik. La partita parte subito forte in entrambe le direzioni. Al 14’ occasione per la Juventus con Fagioli che crossa per Gatti ma Bounou para. Il possesso palla è a favore dai padroni di casa ma al momento non ci sono azioni pericolose nonostante la partita sia avvincente. Al 24’ Tek prende una palla incredibile colpita di testa da Ocampos ma Szczesny la toglie dalla porta. Cambio di fronte e ci prova Rabiot che passa a Di Maria che però sbaglia lo scavetto e non trova la porta. Momenti concitati e al 29’ altra parata volante del portiere bianconero su Acuna. Al 32’ Kean prende un palo e al 35’ Szczesny respinge ancora con i pugni. Il primo tempo si conclude con un goal annullato per fuorigioco che avrebbe portato la Juventus in vantaggio. Riprende la partita e la Juventus sembra più in palla. Dopo aver sprecato un paio di occasioni, la Juventus va in vantaggio al 19’ con Vlahovic, alla sua prima giocata, facendo un pallonetto morbido di sinistro toccato da sotto che per porta il risultato sull’1-0. Al 26’ arriva il pareggio del Siviglia con Suso, ex Milan, che tira una sassata all’incrocio dei pali e questa volta Szczesny non riesce a fare il miracolo. Il confronto è tornato in parità ma il Siviglia vuole chiudere la partita e crea maggiori pericoli ai bianconeri ma Szczesny, il migliore in campo, sventa egregiamente i pericoli. Finisce 1-1 e quindi si va ai tempi supplementari. Al 4’ break di Danilo a centrocampo che dopo qualche metro con la palla al piede manda al tiro Chiesa e Buonou para in due tempi. Goal mancato, goal subito. Al 5’ si ribalta la situazione ma gli spagnoli vanno in vantaggio con una rete di testa di Lamela. La reazione della Juventus arriva due minuti più tardi con Vlahovic che però viene fermato dal portiere del Siviglia. Finisce il primo tempo supplementare sul punteggio di 2-1 ma nel secondo la Juventus cerca di rimettere in parità il risultato con Chiesa da buona posizione ma viene respinto. La Juventus cerca di dare il tutto per tutto, anche considerando che negli ultimi minuti, a seguito dell’espulsione di Acuna, ha il vantaggio della superiorità numerica. Al 17’ conclusione dal limite di Paredes che finisce fuori ma non c’è più niente da fare e la partita termina con la vittoria del Siviglia per 2-1. Il Siviglia entra in finale, dove affronterà la Roma. La Juventus questa sera ha dato tutto e si è visto, contro una squadra come il Siviglia che in Europa League è stata più volte padrona della competizione. La partita è stata molto avvincente e poteva finire anche con la vittoria dei bianconeri perché è stata sempre aperta fino alla fine. La difesa bianconera ha sofferto molto questa sera ma grazie al suo portiere ha saputo limitare i danni. Peccato per l’infortunio a Fagioli che si stava comportando molto bene e stava creando pericoli e palle per Kean. In ombra Cuadrado che forse andava sostituito prima. Adesso la Juventus deve riprendersi in fretta dalla delusione patita e consolidare il secondo posto in campionato, prima di capire se e quanto dovrà essere penalizzata.
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A: Juve vs Cremonese 2-0. Vittoria a caro prezzo, ma la Champions c’è, Uefa permettendo
( maggio 2023 )
La Juventus consolida il secondo posto in classifica battendo la Cremonese per 2-0. Allegri, contro ogni aspettativa schiera Pogba, Chiesa e Vlahovic dal primo minuto. La partita inizia subito con Pogba che si mette già in luce al 13’ con una conclusione mancina in area grigiorossa, Chiriches respinge e la palla arriva tra le braccia di Carnesecchi. Al 17’ altra occasione con il mancino di Danilo da buona posizione ancora Chriches che respinge e la palla finisce in corner dopo un’altra deviazione fortuita di Ferrari. Al 24’ da segnalare la sostituzione di Pogba per infortunio al quadricipite. Ennesimo infortunio per lo sfortunato francese che proprio oggi iniziava dal primo minuto. Al suo posto Milik che al 29’ prova un mancino senza risultato da 20 metri. Al 30’ arriva il primo tiro della partita da parte della Cremonese con Danilo che regala palla a Afena-Gyan, il tentativo da fuori è davvero debole e Perin para. La Juventus non si fa problemi e cerca il vantaggio ancora al 47’ con una gran palla di Paredes scodellata in area grigiorossa, Milik stoppa ma è bravo Carnesecchi ad opporsi. Il primo tempo finisce sullo 0-0 con una netta superiorità della Juventus ma la Cremonese si difende bene. Inizia il secondo tempo e la Cremonese lascia spazi alle manovre bianconere. Al 7’ botta di Paredes da fuori area ma Chriches devia in calcio d’angolo. Due minuti più tardi la Cremonese lascia spazio al mancino di Rabiot e Carnesecchi para con difficoltà. Al 10’ arriva il vantaggio bianconero con Fagioli. La Juventus passa sull’1-0 con un’invenzione di Fagioli: palla splendida per Chiesa sulla corsia mancina, appoggio centrale per lo stesso centrocampista che con il destro scaraventa in rete. Bianconeri avanti con l’ex di turno. La Juventus vuole chiudere la pratica e al 13’ spreca una clamorosa doppia occasione: Chiesa beffa in controtempo Ferrari, pallone rasoterra dentro per Milik e chiusura eccezionale di Chriches che respinge anche il destro secco di Chiesa in tap-in. La Cremonese concede spazi nel tentativo di pareggiare e al 32’ servito da Di Maria, Rabiot manda la palla di poco fuori dallo specchio della rete. Ma due minuti più tardi al 34’ arriva il raddoppio dei padroni di casa con Bremer. Sugli sviluppi del corner, Bremer ruba il tempo a Sernicola poi di testa insacca Carnesecchi per il 2-0. Al 40’ altra grande occasione per la Juventus: conclusione di Rabiot a botta sicura in diagonale, Carnesecchi battuto e Chriches salva tutto sulla linea. Ultimo assalto al 42’ con un grande stop di Kean su lancio lungo della difesa, parte dritto verso la porta avversaria ma non la colpisce col destro. Finisce 2-0 meritato per la Juventus. La Cremonese a fatto per ben poco per cercare di fermare i bianconeri, tirando praticamente solo una volta in porta e nel primo tempo difendendo in 10. Nel secondo tempo, la Juventus ha concretizzato le azioni, alzando i giri del motore, segnando due goal contro una squadra che aveva smesso di giocare e di difendere. La Juventus è apparsa in ottima forma fisica e ciò fa ben sperare per il ritorno contro il Siviglia in Europa League. Le prestazioni dei giocatori di punta come Vlahovic e Chiesa sono nettamente migliorare. Spiace per l’ennesimo infortunio di Pogba, ma la Juventus ha dimostrato di avere le spalle larghe nelle difficoltà e giocatori giovani e bravi per affrontare l’ennesima mancanza di un fuoriclasse come il francese e per affrontare le partite fondamentali per chiudere degnamente il campionato e raggiungere la finale di Europa League.
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C.E.L.: Juve vs Siviglia 1-1. La Juve è come i “Gatti”. Cade sempre in piedi
( maggio 2023 )
Juventus che attualmente è seconda in classifica, ma ancora con la penalizzazione aperta sia in Italia, che in Europa. Allegri, come sempre da inizio stagione, ricco di assenze o giocatori non con i novanta minuti, specie tra i big, deve tenere ben motivato un gruppo, che in definitiva, non sa bene per quali obiettivi scende in campo. Qui allo Stadium, c’è a far visita la regina della Competizione. Il Siviglia che ha già vinto l’Europa League più di chiunque altro. I bianconeri da quasi un decennio non affrontano una semifinale continentale, che persero miseramente sotto la conduzione di Antonio Conte, che poi vinse lo Scudetto dei record con oltre 100 punti. A dispetto dei mille problemi che attanagliano il Mondo bianconero, i ragazzi di Allegri vogliono arrivare alla Finale e possibilmente vincerla. Il 3-5-1-1 con Vlahovic supportato da Di Maria, vuole far uscire il 4-2-3-1 spagnolo per colpirlo a campo aperto. Nel primo quarto d’ora il match è piacevolmente energico ed equilibrato. Rovesciamenti d’attacco immediati e tentativi da una parte e dall’altra di passare in vantaggio. La mira di italiani e spagnoli non è delle migliori. Vlahovic su cross basso dalla sinistra da parte di Kostic ha un’occasione colossale davanti alla porta. La palla supera pura il portiere e Vlahovic impatta mala e manda la sfera sopra la traversa con la porta spalancata. Praticamente i padroni di casa nel primo tempo spariscono qui e gli ospiti prendono totalmente il controllo dell’iniziativa e macinano occasioni. Sciupano davanti a Szczesny prima ma al 26’ minuto con un’azione rapida dalla loro destra, tagliano in area la difesa torinese come una lama nel burro e En-Nesyri spiazza un’incolpevole Szczesny. La Juventus rischia prima del riposo di compromettere anche il ritorno ma il Siviglia sciupa con un paio di tiracci l’occasione di raddoppiare. Dagli spogliatoi, rientra una “Vecchia Signora” ristilizzata. Con gli ingressi di Chiesa e Illing per Miretti e Kostic, si piazza in campo con un più offensivo 4-2-3-1 e gli effetti, quanto meno di aggressività e di potenziali pericoli si vedono. Gli spagnoli innanzitutto non sono più arrembanti e dalle parti di Szczesny non sono più così audaci e minacciosi. La Juventus ha voglia di non uscire imbattuta, ma difetta nella qualità dell’ultimo passaggio e nella giusta freddezza nel chiudere l’azione. Con l’ingresso a 20’ minuti dal novantesimo di Pogba per un Di Maria non nella sua serata migliore, aumenta il peso atletico dei piemontesi. All’84’ un entrata in area su Rabiot dovrebbe essere sanzionata con il penalty, ed invece nulla. Anche se confusa, la voglia di quantomeno di pareggiare da parte degli italiani è palpabile. In pieno recupero, anzi, praticamente nell’ultima azione disponibile, al 97’ minuto , su calcio d’angolo battuto dalla sinistra offensiva da Chiesa, la sua parabola trova sul palo opposto Pogba che fa da torre sul palo a sinistra con l’incornata vincente di Gatti, al suo secondo centro europeo. Una Juventus di cuore ha raddrizzato la barca e rimane a galla per il ritorno. Tuttavia a Siviglia servirà molta più ferocia e concentrazione se si vuole approdare alla finale.
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A: Atalanta vs Juve 0-2. Juve corsara a Bergamo per il secondo posto
( maggio 2023 )
La Juventus conquista il secondo posto in classifica battendo 2-0 l’Atalanta su un campo non facile e con i bergamaschi che si giocano il pass per le Coppe Europee. La Juventus parte subito forte stimolata anche dal fatto che vincendo raggiungerebbe il secondo posto in solitaria, considerando la sconfitta della Lazio incassata contro il Milan. L’Atalanta però non sta a guardare perché si gioca per la prossima stagione europea e quindi prova da subito a prendere il controllo della partita. Ma anche la Juventus continua a premere ma i bergamaschi si difendono bene. Al 22’ un errore in disimpegno di Koopmeiners regala il pallone a Di Maria. L’argentino prova a piazzare il mancino sul secondo palo ma il pallone è largo di un metro. Al 25’ palo di Scalvini che prende il tempo ad Iling su corner e schiaccia di testa sul palo esterno. Graziata la Juve in questa occasione. Al 33’ azione concitata in area bianconera con un paio di tentativi di conclusioni atalantine. Alla fine è Rugani a contrastare il tiro di Ederson. Finale di primo tempo con i padroni di casa che premono per andare in vantaggio. Al 46’ velo di Scalvini che manda in tilt la Juve. Koopmeiners libero in area serve Pasalic che di prima intenzione conclude alto. Il secondo tempo inizia con la Juventus in attacco e al 56’ va in vantaggio con Iling. L’inglese recupera il pallone, premia la sovrapposizione di Rabiot che mette in area. Maehle anticipa Milik ma il pallone arriva a Iling che la mette sotto la traversa e segna il suo primo gol in Serie A. 1-0 per la Juventus. I padroni di casa non reagiscono e si rifanno vedere solo al 75’ con un pallone toccato da Muriel per l’olandese che conclude potente ma centrale ma si oppone Szczesny che respinge. La Juventus mantiene alta l’attenzione e non concede niente agli avversari. L’Atalanta non riesce a creare occasioni per il pareggio. Anzi al 89’ i bianconeri vanno vicini al raddoppio con Vlahovic che a campo aperto prova incrociare il mancino ma gli si oppone Sportiello che respinge. Un minuto più tardi si ribalta la situazione e Zappacosta prende il palo esterno da tiro improvviso da posizione quasi impossibile. Ultimi minuti concitati con al 95’ in uscita Szczesny non riesce a trattenere il pallone in presa alta ma svirgola poi Toloi sul fondo. Al 98’ su contropiede lanciato di Chiesa che premia Vlahovic. Il serbo si sistema il pallone sul mancino e lo piazza sotto l’incrocio per il raddoppio della Juventus. Finisce la partita con la vittoria dei bianconeri per 2-0. La Juventus ha vinto una partita importante contro una diretta avversaria per un posto in Europa. Ottimo Iling, altro giovane lanciato da Allegri, che anche in questa partita ha fatto molto bene, come anche nella precedente. Vlahovic si sta ritrovando con calma e anche Chiesa e Pogba stanno prendendo sicurezza a centrocampo, come la sta riprendendo in difesa Rugani. La prossima partita sarà in semifinale di Europa League contro il Siviglia, squadra forte dal punto di vista europeo ma non imbattibile.
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A: Juve vs Lecce 2-1. Vittoria da secondo posto con giovani e rientri
( maggio 2023 )
Dopo ben un pareggio e tre sconfitte in Campionato, con in mezzo anche il k.o. in Coppa Italia per mano dell’Inter, è tornata al successo la “Vecchia Signora”. Solo sulla carta l’impegno è abbordabile. A far visita in Piemonte è il Lecce che ha bisogno di punti per mettere al sicuro la propria salvezza. Infatti i pugliesi scendono in campo con un aggressivo 4-3-3, ben chiuso dietro ma pronto a far partire le proprie frecce veloci. Allegri si affida alla freschezza dei giovani Fagioli e Miretti, ma anche alla qualità e all’esperienza di Di Maria e Bonucci e nel suo 3-5-2 Vlahovic è il terminale offensivo sul quale si appoggia l’intera squadra. Dopo un discreto ritmo ma senza troppi sussulti, ecco che da calcio di punizione la sblocca Paredes al 15’. Da fuori aria il 32 bianconero traccia una parabola bassa che aggira la barriera e si insacca là dove neppure i guantoni stesi di Falcone possono giungere. Il Lecce accusa parzialmente il colpo, ma pian piano cerca di uscire dalla sua metà campo, anche perché non può più permettersi di giocare di rimessa. Così si aprono anche gli spazi per i padroni di casa. Bellissima l’azione che porterebbe al 2 a 0 juventino. Di qualità tutta una ragnatela di passaggi verticali porta Fagioli sul centro destra al limite dell’area che scodella con un cucchiaio una palla sulla sinistra per l’accorrente Miretti che in scivolata di rabbia insacca. Purtroppo la Var annulla per un leggero fuorigioco di quest’ultimo. Gli ospiti, scampato il pericolo acquisiscono fiducia che iniziano a insidiare la porta difesa da Szczesny con cross nell’area piccola velenosi. In uno di questi Danilo salta in modo scomposto e dopo il suo tocco di testa giunge quello di mano con il braccio molto esteso in alto. Ceesay dopo una lunga rincorsa insacca dal dischetto per il pareggio. 1 a 1 che dura appena 3’ minuti. Nuovamente Kostic sulla sinistra scappa via e giunge sulla sua corsia all’altezza del centro area. Crossa teso parallelo alla porta e Vlahovic si smarca bene arretrandosi e di mezza volè e di collo pieno insacca sul palo alla destra di Falcone. Torinesi nuovamente avanti che possono gestire il secondo tempo. A differenza di altre volte, la Juventus nella ripresa, nonostante il vantaggio, non si mette a far girare sfera per addormentare la partita, ma gioca comunque per rimpinguare il bottino. Miretti si brucia davanti a Falcone una palla d’oro e Danilo, su calcio d’angolo, colpisce il palo a portiere battuto. Il Lecce ha comunque il merito di non disunirsi e rimanere dunque in partita. Le scorribande di Banda sulla sinistra offensiva pugliese mettono in crisi spesso sia Cuadrado che Bremer ma i bianconeri sono concentrati. Anche fortunati quando di testa il Lecce sul finale và vicinissimo al pareggio, ma la sfera giunge addosso a Szczesny, quasi senza accorgersene. Chiesa e Pogba entrati al 73’ minuto sprecano un paio di contropiedi, ma specie il francese con tre giocate di valore fa capire quanto possa essere mancato a questa Juventus. Giunge dunque il successo che momentaneamente porta la Juventus al secondo posto e con un Pogba che si sta ritrovando, Allegri può non solo guardare con fiducia alla conquista del posto Champions, ma anche alla semifinale di Europa League.
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A: Bologna vs Juve 1-1. Pareggio di qualità che fa crescere i giovani
( aprile 2023 )
La Juventus porta a casa un pari per 1-1 contro il Bologna, in una gara partita subito in salita. Al 10’ il Bologna va in vantaggio su rigore. Orsolini cade in area dopo un tentativo di intervento di Danilo. L’arbitro fa continuare ma viene richiamato dalla Var che assegna il rigore. Orsolini batte e infila il portiere bianconero per il vantaggio bolognese. La partita prosegue con un ottimo possesso palla del Bologna che sembra aver preso forza dal vantaggio. La Juventus è invece molto contratta. Dal 20’ la Juventus però inizia a macinare gioco e azioni e sale in cattedra il centrocampo juventino. Al 27’ doppia occasione ravvicinata di Fagioli, Skorupski prima con la mano e poi con i piedi salva il vantaggio della sua squadra. Al 30’ rigore, anche questa volta su segnalazione della Var, questa volta per i bianconeri per un contatto in area su Milik. Ma sfuma il pareggio perché, il rigore tirato dalla stesso Milik, viene parato e anche sulla ribattuta il portiere rossoblu fa miracoli e salva nuovamente il risultato. Il match risulta molto combattuto con occasioni da entrambe le parti e nel finale del primo tempo il Bologna si fa sfuggire il raddoppio con Barrow. Inizia il secondo tempo e ci si aspetta una Juventus più aggressiva ed invece è il Bologna che fa la partita e che cerca il secondo gol. La Juventus prova a cambiare e inserisce forze nuove e al 60’ arriva, forse immeritatamente, il pareggio con Milik. Il polacco trova il pallone in area, pallone che arriva grazie al pressing a centrocampo , Milik lo calcia di potenza in porta, battendo Skorupski. Il Bologna accusa il colpo e viene schiacciato nella sua metà campo con la Juventus che continua ad applicare un ottimo pressing a centrocampo. Passato il 70’ la Juventus molla le redini del gioco e il Bologna si rifa sotto pericolosamente in più occasioni obbligando i bianconeri nella loro area. La gara risulta molto in equilibrio e molto aperta con le due squadre che si alternano nella gestione del gioco. Al 84’ palla in profondità di Aebischer che supera Gatti con un tunnel in area ma calcia a lato per battere Szczesny. Al 86’ uscita goffa di Skorupski che si scontra con Soumaoro e Vlahovic, il fantasista da due passi calcia a lato. Al 91’ gran palla di Zirkzee per Cambiasso, conclusione del terzino che Szczesny mette in angolo. Ribaltamento immediato di campo con Medel che rischia l’autogol. Risultato finale 1-1. Nel primo tempo la Juventus ha retto bene e creato gioco ma senza grosse occasioni, mentre nel secondo ha rischiato troppo. Le sostituzioni hanno dato vitalità alla Juventus anche se ha lasciato troppo spazio agli avversari, tema che Allegri dovrà rivedere e migliorare. Il prossimo appuntamento della Juventus sarà contro il Lecce, che deve cercare di vincere per non cadere in zona retrocessione.
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A: Juve vs Napoli 0-1. Sfortuna finale per uno Scudetto al Napoli
( aprile 2023 )
La Juventus colleziona la terza sconfitta in campionato contro il Napoli per 1-0 concedendo praticamente lo scudetto ai partenopei. La Juventus arriva dalla conquista della semifinale in Europa League mentre il Napoli arriva dalla sconfitta contro il Milan in Champions. La Juventus parte bene e già al 3’ Miretti sterza e scarica per Kostic. Frenata, poi suggerimento a rimorchio per Locatelli che calcia ma schiaccia troppo il tiro. Al 10’ si affaccia il Napoli su punizione di Olivera su cui prova ad arrivarci Anguissa, ma esce Szczesny e fa sua la sfera in presa alta. Partita frenetica in questo primo tratto. Al 11’ tiro di Cuadrado che dalla parte dalla destra, rientra sul mancino e calcia: Meret respinge con i pugni. L’azione prosegue, Locatelli scodella per Milik sul secondo palo ma viene anticipato in calcio d’angolo. La partita è in mano ai bianconeri che premono. Anche al 14’ doppio cross Kostic poi Locatelli ma due volte Kim respinge i traversoni dalla sinistra di Kostic: arriva di testa Locatelli dal limite ma Meret è attento in presa centrale. Al 16’ altro contropiede di Milik, Rabiot in verticale per Kostic che arriva velocissimo e crossa sul secondo palo: Milik schiaccia di testa. Tiro debole e para Meret. Solo al 19’ il Napoli si fa pericoloso con un colpo di testa Kvaratskhelia ma ci mette i guantoni il polacco per alzare sopra la traversa il colpo di testa. Al 36’ occasione per il Napoli con Osimhen che fa passare per Lozano che vola in contropiede. Non serve Kvaratskhelia che calcia ma trova davanti a sé l’opposizione di Locatelli. Al 38' punizione Kvaratskhelia da posizione defilata cerca direttamente la porta, salva Danilo ben appostato sul primo palo. Finisce il primo tempo con l’ultima occasione per i bianconeri Locatelli dal limite dopo la chiusura su Lozano che fa scattare a destra Cuadrado: si va da Milik, poi ancora Locatelli allarga per Kostic con una grandissima apertura. Il serbo cerca il dribbling, ne prova un altro ma viene chiuso. Riprende la partita che risulta molta combattuta su entrambi i fronti ma è il Napoli che nella prima parte del secondo tempo cerca di segnare. Al 51’ doppia occasione per il Napoli Rugani e Rabiot pasticciano, regalando palla a Ndombele. Dal limite non serve Kvara ma cerca il tiro, si immola Locatelli. Da calcio d’angolo, pallone profondo per Olivera e Kim che schiaccia di testa ma trova Szczesny. Al 70’ inizia l’assedio del Napoli prima Elmas imbuca, tacco Di Lorenzo e ancora Elmas per Osimhen: vince il duello fisico con Gatti, tiro rasoterra che scheggia il palo. In seguito su calcio d’angolo di Zielinski, di testa Osimhen colpisce con forza ma Szczesny blocca centralmente e per finire Di Lorenzo la disegna dalla destra, lui passa dietro a Rugani e Gatti e colpisce di prima: pallone alto. La Juventus cerca di rispondere all’80 con Fagioli che riconquista palla su Anguissa, raccoglie Milik: sinistro in diagonale che esce di poco alla sinistra di Meret. Al 83’ e al 90’ segna la Juventus ma entrambe le azioni vengono annullate. La partita sembra volgere al termine sullo 0-0 ma al 94’ ci pensa Raspadori a regalare la vittoria ai napoletani. Elmas pesca Raspadori sul secondo palo, tiro al volo che batte Szczesny. Il primo tempo ha visto una Juventus più aggressiva e convinta anche se nel secondo tempo ha avuto le occasioni migliori per vincere, gioia negata per ben due volte. Il Napoli come sempre ha creato tanto gioco ed è venuto fuori alla distanza. Nel complesso i bianconeri hanno fatto un’ottima partita e sono stati molto attenti. Peccato nel finale aver preso un gol immeritato. La Juventus in settimana affronta la semifinale di ritorno in Coppa Italia contro l’Inter finita 1-1 e questa sera ha sprecato molte energia contro il Napoli, ormai campione d’Italia.
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C.C.: Sporting Lisbona vs Juve 1-1. Pareggio da semifinale europea
( aprile 2023 )
La Juventus resiste e con il pareggio per 1-1 contro lo Sporting Lisbona si porta a casa la semifinale di Europa League. Si partiva con l’1-0 in favore dei bianconeri e già al 9’ la Vecchia Signora vuole chiudere la pratica. Infatti su corner dalla sinistra di Chiesa sponda di Bremer, in area e dopo un batti e ribatti con Coates che non riesce ad allontanare arriva il tocco vincente in mischia del numero 25 Rabiot su assist di Alex Sandro per il vantaggio bianconero. Ma per i bianconeri il Lisbona non sembra accusare il colpo e al 20’ su rigore Edwards calcia basso e centrale dopo aver intuito il movimento di Szczesny sulla sua sinistra e rimette la partita in parità. Il gol rimette fiducia nei portoghesi che provano a mettere pressione. Al 35’ su corner dalla sinistra di Pedro Goncalves colpo di testa di Diomande che anticipa Bremer e palla di un soffio a lato alla sinistra del portiere bianconero. Al 38’ prova a insistere la Juventus che conquista un paio di angoli in pochi minuti che prova ad attaccare con 4-5 uomini in area. Sul secondo tentativo con un pugno allontana Adan. Al 43’ rinvio con brivido in area di Szczesny su Trincao che intercetta il rinvio ma la palla finisce in fallo laterale. Finisce il primo tempo che risulta molto combattuto a centrocampo e il pari al momento è il risultato più giusto. Riprende la partita e già al 3’ punizione per lo Sporting con Pedro Goncalves, palla in area dove si accende una mischia e Danilo libera in fallo laterale ma viene segnalato un VAR per un possibile tocco con la mano di Miretti ma si gioca, nessun contatto. Al 10’ passaggio da Di Maria a Cuadrado, ottimo tempo di inserimento e cross per Vlahovic che era troppo avanti con il corpo e impatta male sul pallone da due passi. La Juventus continua ad essere molto attenta e cerca di reggere lo Sporting che continua a premere per poter segnare e andare in vantaggio in modo da raggiungere i supplementari. Al 42’ incredibile palla gol fallita con il piattone destro da due passi di Coates. Ottimo spunto di Edwards che dal fondo pesca il compagno ma libero da marcatura alza la mira. Al 45’ altro brivido per i bianconeri, pennellata di Arthur Gomes in area sul palo più lontano dove impatta male sul pallone Coates. Sono ultimi minuti di sofferenza per i bianconeri ma finalmente al 50’ l’arbitro decreta la fine e il passaggio della Juventus alla semifinale dove affronterà gli spagnoli del Siviglia. La Juventus ha controllato molto bene la partita ma lo Sporting è stato veramente molto impreciso nelle conclusioni. I bianconeri hanno creato poche azioni ma sono stati bravi a coprire e a non concedere palle agli avversari. Ottimo Rabiot, autore del gol ma negativa, ancora una volta la prestazione di Vlahovic. Oltre al raggiungimento della semifinale, oggi i bianconeri devo festeggiare anche per la restituzione dei 15 punti in classifica che li porta saldamente al terzo posto. Peccato che questa decisione sia arrivata troppo tardi perché il prossimo impegno della Juventus è in campionato con il Napoli e sarebbe stata tutta un’altra storia!
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A: Sassuolo vs Juve 1-0. Non bastano 20’minuti di vera Juve. Il Sassuolo vince
( aprile 2023 )
Dopo l’imprevisto rallentamento delle milanesi, la Juventus ha la grande possibilità di recuperare punti importanti anche se si dovesse presentare l’eventualità della penalizzazione con un -15 punti in classifica. Allo stesso tempo Allegri non può non considerare l’impegno di settimana prossima in Europa League che non sarà certo semplice. Dovrà difendere a Lisbona la rete di vantaggio segnata a Torino. Per questo i calibri pesanti rimangono in panchina e dal fischio iniziale il 3-5-2 prevede Gatti, oramai inamovibile insieme a Bremer e Danilo dinanzi a Perin. Barbieri e Kostic sulle fasce e Fagioli e Rabiot interni a supportare Paredes in regia. Milik e Vlahovic la coppia d’attacco. La sfida non è lenta, ma le due squadre si annullano nella zona di centrocampo. Al termine del primo tempo si possono annotare solamente un paio di conclusioni dei padroni di casa che sorvolano la traversa, quindi portieri completamente inoperosi. Certamente i piemontesi hanno fatto ben poco per condurre la gara e portarsi a casa l’intera posta in palio. Nella ripresa i padroni di casa intravedono la possibilità di fare il colpaccio considerando la vena non proprio ispirata dell’avversario dinanzi. Così gli emiliani partono subito forti e con pressione altissima. Pian piano la Juventus non riesce che a spazzare via il pallone dalla propria area. Perin deve intervenire almeno in un paio di occasioni e su una carambola i bianconeri rischiano l’autorete, ma il palo li grazia. Poco dopo, al 64’ minuto su una palla vagante in area Fagioli, sfortunatamente per liberare, manda la sfera in mezzo dove la ferma Defrel che è lesto a girarsi e battere Perin. A questo punto la gara diviene ancora più bella. Allegri con i cambi inserisce Di Maria, Chiesa, Cuadrado e Pogba, oltre a Miretti. Infatti su corner battuto dal campione argentino giunge il colpo di testa di Rabiot che chiama all’intervento strepitoso Consigli. Nuovamente Di Maria và vicino alla rete del pareggio, ma la sua conclusione sorvola di poco la traversa. La Juve spinge per evitare la sconfitta, ma allo stesso tempo lascia campo libero alle ripartenze emiliane. I padroni di casa sciupano due contropiedi in superiorità numerica per chiudere definitivamente il match. La rete di vantaggio comunque resiste sino al fischio finale dell’arbitro. Una Juventus con qualche rincalzo e la testa già alla Coppa, ha fatto perdere tre punti importanti per la risalita in classifica ad Allegri.
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C.EL.: Juve vs Sporting Lisbona 1-0. Difesa e portieri d’acciaio per un vantaggio alle semifinali
( aprile 2023 )
La Juventus passa contro lo Sporting Lisbona per 1-0 nei quarti di finale di andata dell’Europa League, con qualche difficoltà. Rispetto alle sfide precedenti l’asticella dell’avversario si alza e anche Allegri compie dei cambiamenti. Come previsto rinuncia a Vlahovic per varare un 3-4-3 che ha bisogno di un centravanti più collaborativo nei ripiegamenti come Milik, con Di Maria a destra e Chiesa a sinistra e la coppia Cuadrado-Kostic sugli esterni. I bianconeri partono bene. Dopo 12 minuti Chiesa su lancio di Di Maria controlla di destro e calcia di sinistro, costringendo Adan ad allungarsi in tuffo. Lo stesso Chiesa poco dopo spreca una bella cavalcata di Rabiot. Ma la Juve col passare dei minuti fatica a mantenere le distanze e lascia l’iniziativa allo Sporting. I Bianconeri soffrono in mezzo al campo e lo Sporting inizia a creare occasioni pericolose. Alla mezzora Szczesny para prima una conclusione ravvicinata di Coates e poco dopo di Pedro Gonçalves, il regista con il vizio del gol (e dell’assist) attorno a cui ruota la manovra d’attacco portoghese. Prima dell’intervallo c’è anche un salvataggio quasi sulla linea di Kostic su Mendes, ma la Juve in difficoltà si preoccupa per ben altro: Szczesny si ferma, si tocca il petto, scuote la testa e richiede l’intervento dei medici, allarme rientrato rapidamente ma viene sostituito da Perin. Nella ripresa la Juve sembra comunque scossa, ma per sua fortuna anche lo Sporting rallenta. I cambi e il ritorno al 3-5-2 originario fanno bene ai bianconeri, che rischiano poco. Al 73’ su un cross di Di Maria da destra il portiere Adan manca clamorosamente il pallone, Vlahovic riesce nella deviazione di testa, Coates respinge sulla linea e Gatti irrompe per il tocco vincente del vantaggio . In pieno recupero tocca così a Perin fare la doppietta di miracoli , salvando su Goncalves e Bellerin un vantaggio che è minimo, ma è pesante. Nel ritorno fra una settimana sarà durissima per i bianconeri, oltretutto nella bolgia di Lisbona, mantenere i nervi saldi e il vantaggio acquisito questa sera ma avendo due risultati su tre ci sono buone speranze di raggiungere la semifinale. Il prossimo impegno prima del ritorno sarà contro il Sassuolo per cercare di restare nel treno delle Coppe anche in campionato.
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A: Lazio vs Juve 2-1. Più Sarri che Allegri. La Lazio stoppa la “Vecchia Signora”
( aprile 2023 )
Due filosofie di gioco praticamente all’opposto si scontrano. Talvolta prevale una e talvolta l’altra. Questa volta ha la meglio decisamente la fluidità costruttiva di manovra di Sarri, sul pragmatico cinismo di Allegri. Juventus e Lazio si scontrano in questa 29° Giornata per ottenere punti valevoli per posti Champions. Ovviamente i bianconeri hanno sempre questa assurda ( per i tempi decisionali ) sentenza non ancora espressa che potrebbe penalizzarla e non di poco in classifica. Al netto di ciò si scontrano la seconda e la terza della Serie A che vedono, attraverso i loro allenatori, il calcio in modo assolutamente diverso. Il primo tempo a prescindere dal pareggio per 1 a 1 con il quale vanno al riposo, è il manifesto di ciò. I padroni di casa tengono per tutti i primi 45’ minuti, il pallino della gara in mano. La palla è praticamente sempre tra i loro piedi e l’unica retroguardia messa sotto pressione è quella ospite. Dopo almeno tre potenziali occasioni costruite in area juventina ben disinnescate da una difesa piemontese ben concentrata, giunge il discusso vantaggio biancoceleste al 38’ minuto. Dal cross dalla sinistra, Milikovic-Savic stoppa e sembra spingere Alex Sandro per liberarsi e la sua successiva conclusione batte Szczesny. In effetti il forte centrocampista laziale pare da dietro dare una leggerissima spinta, ma lo stesso Sandro, con un volo sin troppo plateale e troppo enfatizzato, inganna l’arbitro e la rete viene convalidata. Il 3-5-2 bianconero che sino a quel momento, aveva solamente contenuto il 4-3-3 “sarriano”, dopo neppure 240 secondi trova il pareggio. Attraverso una delle armi preferite della Juventus, il calcio piazzato. Da corner la rabbia juventina porta un muro di uomini davanti a Provedel che prima respinge di piede e poi si deve arrendere all’assalto di ben quattro juventini su di lui con i propri difensori fermi come omini del subbuteo. La ripresa rivede da subito i padroni di casa cercare attraverso la manovra costruita di portarsi nuovamente in vantaggio. Al 52’ minuto è splendida l’azione, infatti, che sigla il 2 a 1. Anderson a destra fugge e non crossa alto al centro colme tutti si aspettano, ma rasoterra arretrato per Luis Alberto che con una magia di tacco, da il bel 10 che porta sulla maglia, libera a sinistra Zaccagni che di prima batte sul palo lontano Szczesny. Gli ospiti sono colpiti e rischiano di capitolare nuovamente poco dopo, ma la Var e guardalinee annullano la rete ancora di Zaccagni per fuorigioco. La Lazio abbassa un po' i ritmi e la Juventus specie con l’ingresso a sinistra di Chiesa inizia a costruire potenziali pericoli. Di fatto però Provedel non dovrà effettuare la ben che minima parata e la Lazio con il fischio finale si porta a casa tre punti d’oro. Sarri con l’uscita dalle Coppe Europee ha iniziato a volare e sta blindato il posto Champions per l’anno venturo. La Juventus è stata sin troppo rinunciataria e ha costruito davanti ben poco. Non è questione di uomini perché Di Maria ha dato prova, come sempre, della sua immensa classe ed efficacia, così come l’impegno di Vlahovic non è mancato. E’ l’approccio troppo speculativo di Allegri che quando affronti una big in forma probabilmente non paga.
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C.I.: Juve vs Inter 1-1. Derby d’Italia mai banale, in tutto, anche in Coppa
( aprile 2023 )
Ci si arriva a quest’andata di Coppa Italia con animi differenti dalle due parti. Ma anche con aspettative diverse. La Juventus forte di una risalita in Campionato notevole, gioca oramai con la consueta concretezza di Allegri che bada al sodo senza sprecare un briciolo di energia per orpelli inutili. I bianconeri vengono da due vittorie consecutive in Serie A contro l’Inter e una terza per Inzaghi sarebbe deleteria, anche per tutto il Mondo nerazzurro. Il dilemma interista è se impegnare risorse mentali e fisiche in questa partita comunque di cartello e che può portare ad alzare un Trofeo, oppure preservare energie per la trasferta a Salerno essenziale per recuperare punti per giungere nei tre posti liberi per la prossima Champions. A parte Perin e Gatti, il resto degli undici piemontesi sono i titolari. Inzaghi invece oltre ad affidare la porta della Coppa Italia al capitano per età, ovvero Handanovic, troviamo tra i tre centrali D’Ambrosio a destra con Darmian avanzato in fascia. A sinistra riecco Dimarco e davanti riposo a Lukaku e via libera alla coppia Lautaro e Dzeko. 3-5-2 da entrambe le parti, ma mentre quello dei padroni di casa è alquanto aggressivo, quello ospite è palesemente rivolto a cercare di non commettere errori, quindi mentre la Juventus ha da subito corsa e voglia, l’Inter è timorosa e contratta. La prova è che dopo poco più di 3’ minuti la coppia d’attacco torinese confeziona un contropiede che taglia dalla mediana la difesa in linea milanese. Sul diagonale preciso, ma non forte di Dimaria, Handanovic si stende bene sulla sua destra e con le punte dei guantoni devia in angolo. Dopo un inizio più ad appannaggio dei padroni di casa, gli ospiti prendono le misure del match ed anche una buona dose di coraggio, confezionando alla mezz’ora la miglior palla da goal del primo tempo con un Brozovic che si fa parare la conclusione rasoterra da un bel riflesso di Perin. C’è voglia di vincere da entrambe le parti e l’impegno e l’intensità sprigionate dalle due squadre non cala neppure nella ripresa. L’Inter tiene bene il campo ma non concretizza il possesso palla e con i cambi effettuati dopo più di un’ora di gioco da entrambi i mister, la cosa giova più ad Allegri. Dal 70’ minuto i nerazzurri perdono il controllo della gara e la Juventus crea i presupposti per andare avanti e al 83’ minuto ci riesce. Su cross dalla sinistra funziona bene lo scambio degli esterni. Infatti raccoglie a destra Cuadrado che punisce la difesa troppo stretta al centro dell’Inter battendo Handanovic. L’Inter è abbattuta moralmente ma può ringraziare gli avversari che non hanno il cinismo e la cattiveria giusta per chiudere la gara. Così ecco che in pieno recupero un cross della disperazione trova a destra il buon colpo di testa di Dumfries che supera di fisico Kostic e trova Bremer in centro area colpire maldestramente la palla tra testa e braccio. Rigore e Lukaku sotto i fischi della tifoseria opposta è glaciale. 1 a 1 ma il belga sbaglia ad esultare verso chi lo aveva fischiato e si prende il doppio giallo, quindi espulsione e salterà il ritorno. A fine gara ecco il classico battibecco immancabile tra i due mondi. Cuadrado e Handanovic si spiegano inizialmente civilmente e dopo in modo troppo accesso, con conseguente espulsione. Raggiungendo il belga nei prossimi non convocabili. Tutto quindi nel finale un pareggio comunque giusto e che lascia tutto aperto per il ritorno.
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A: Juve vs Verona 1-0. Kean regala altri punti pesanti ad Allegri
( aprile 2023 )
Solo sulla carta certe gare sono facili. Mancano undici incontri alla fine del Campionato e anche una trasferta difficilissima per una piccola diviene vitale per fare punti salvezza. Il Verona, terza dal fondo vede a 5 punti la prossima Serie A che si chiama Spezia. I bianconeri, con ancora la sentenza che deve essere aggiornata e/o confermata oppure annullata, è sulla carta seconda in classifica, specie dopo aver espugnato il Meazza a casa dell’eterna rivale nerazzurra. Riposo a Di Maria e Vlahovic che siedono in panchina e spazio dal primo minuto a Milik e Kean. Il 3-4-3 ospite parte più forte del 3-5-2 dei padroni di casa. I primi 20’ minuti sono infatti di colore blu con due tentativi che fanno venire i brividi a Szczesny e ai suoi difensori. Il dinamismo del Verona mette in difficoltà il gioco piemontese ma la seconda parte della prima frazione vede i padroni di casa farsi vivi su punizione. Una delle quali, complice una deviazione del tiro da parte della barriera avversaria vede il pallone sbattere quasi all’incrocio con il portiere oramai impossibilitato alla parata. Si và dunque al riposo con un pallido 0 a 0. 10’ minuti da quando si riprende il gioco e la Juventus si porta avanti. Con una manovra da centrocampo, non veemente ma ordinata e pulita, attraverso la qualità di tre passaggi di fila dalla mediana, allargano la maglia difensiva veronese e portano Kean, a colpire libero in centro area per l’1 a 0. La Juventus si compatta e regge all’urto di reazione degli ospiti. Szczesny è bravissimo due volte a negare al Verona la rete del pareggio e nonostante gli ingressi di Di Maria e Vlahovic, i torinesi non riescono a far sparire il pallone. Il Verona ci prova ma si apre anche ai contropiedi bianconeri, tant’è che a 180 secondi dal novantesimo Bremer si divora la rete che avrebbe chiuso definitivamente il match. Poco male con la consueta razionalità e concretezza di Allegri la Juventus si porta a casa con una rete da tre punti, consolidando la sua risalita in classifica a prescindere dalla penalizzazione. Una prova di carattere e maturità da parte dei bianconeri che confermano quanto il gruppo sia concentrato e coeso nel suo obiettivo.
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C.E.L.: Friburgo vs Juve 0-2. Finalmente Vlahovic, e sono quarti di finale
( marzo 2023 )
Incontro facile sulla carta, ma come sempre è l’approccio con il quale si affronta la gara che fa la vera differenza. Il club tedesco, è la prima volta che affronta una formazione italiana e all’andata un risicato 1 a 0 non racconta esattamente l’andamento della sfida. Tant’è, i bianconeri hanno in questo ritorno in trasferta il vantaggio di passare il turno anche con un pareggio. Il Friburgo tecnicamente è palesemente inferiore ai piemontesi, ma come sempre Allegri deve fare i conti con le numerose defezioni che sono di qualità. In campo davanti a Szczesny Gatti subentra all’infortunato Sandro. Fasce titolari con l’instancabile Kostic a sinistra e Cuadrado a destra. Fagioli, Rabiot e Locatelli i tre centrali in mediana. Davanti Kean ad aiutare Valhovic. Il Friburgo consapevole della superiorità italiana non si fionda allo sbaraglio nella metà campo juventina, ma gioca le sue carte e cerca di sfruttare le palle inattive, dove parzialmente le qualità di palleggio contano meno. Di fatto su una di queste su un bel colpo di testa, Szczesny deve impegnarsi non poco a deviare la palla che sia stava insaccando nell’angolino basso alla sua sinistra. Questo poco dopo 20’ minuti di studio tra le due compagini. Prima della mezz’ora sembra che il periodo nero di Vlahovic non possa che prorogarsi all’infinito. Su cross dalla sinistra, in mischia è lesto e bravissimo a girarsi e in mezza volè a insaccare. L’urlo liberatorio viene strozzato poco dopo dalla Var per un millimetrico fuorigioco nella precedente mischia. Il serbo lotta su ogni pallone vagante ma l’occasione più ghiotta giunge poco prima della pausa. Su azione insistita della Juventus che da sinistra prosegue a destra, Gatti, ben liberato in area da Fagioli tira ma in mischia la sfera viene deviata dal difensore Gulde intervenuto in scivolata in modo scomposto. La Var evidenzia il fallo e l’arbitro ammonisce il tedesco ( secondo giallo e quindi espulsione ) e concede il tiro dal dischetto. Con il peso di un macigno Vlahovic si appresta al tiro e quanto è stato sfortunato l’ultima volta con il palo a portiere spiazzato, ora è fortunato con il suo tiro centrale che passa tra le gambe del portiere. La ripresa dunque è completamente in discesa. Doppio 1 a 0 tra andata e ritorno e superiorità numerica portano i bianconeri a gestire il match con soporifera tranquillità. Anche troppa e sul campo non si vede che i tedeschi giocano in dieci. I padroni di casa ci provano e vanno vicini anche al pareggio su una mischia dove Szczesny è veramente prodigioso a respingere da due passi una conclusione destinata a insaccarsi. Allegri vista la maggior pressione avversaria, inserisce energie fresche e si mette a quattro dietro. Sul finale si aprono gli spazi e Federico Chiesa, dalla sinistra salta un uomo, rientra e di rabbia spara in porta ma il portiere devia sulla traversa. Nel finale del recupero, Rabiot porge a centro area la palla nuovamente all’ex viola, che con due tocchi controlla e mira all’angolino basso alla destra di Flekken. 2 a 0 e con poco sforzo i quarti di Europa League sono raggiunti. Un passo per una strada veloce per la prossima Champions. Ma domenica ci sarà l’Inter, un’altra strada per i tre posti ancora disponibili.
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A: Juve vs Samp 4-2. Juve tre punti da secondo posto o quasi zona Europa
( marzo 2023 )
Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Certo l’occasione è di quelle da non farsi scappare. In casa affronti l’ultima in classifica che ha evidenti problemi, specie in fase offensiva. Nonostante la caparbietà con la quale combatte che è riuscita a trasmettere il suo allenatore Stankovic, i 12 punti raccolti, prima di questa sera, quindi in 25 partite disputate e gli appena 11 goal messi a segno sono indicativi dello stato nel quale versa la formazione blucerchiata. Davanti a Perin ritroviamo centrale nella difesa a tre Bonucci. Il centrocampo non è certo da urlo. Sulle fasce Allegri conferma l’inamovibile Kostic a sinistra mentre a destra rispolvera De Sciglio. Ad affiancare in mediana Rabiot, i giovani Fagioli e Barrenechea. Miretti collega i cinque di centrocampo con la punta Vlahovic. Causa indisponibili, dalla panchina Allegri può contare come uomini di spessore capaci di dare una svolta alla gara solamente su Cuadrado e Locatelli. Tutto sommato la Juventus parte con il piglio giusto e al 10’ minuto passa in vantaggio. Da corner Bremer fa pesare il suo stacco aereo e incorna perfettamente. Gara in discesa e senza troppo sforzo diviene ancora più facile quando nuovamente di testa giunge al 26’ minuto il raddoppio. Pennellata da destra di Miretti e il centrocampista francese non perdona. I padroni di casa sono in carrozza, ma alla mezz’ora escono troppo dalla gara e da l campo. In due minuti subiscono il pareggio. Difesa troppo blanda e prima Augello e poi Djuricic trafiggono Perin. I piemontesi che pensavano di avere chiuso già la sfida si ritrovano dunque al riposo con un 2 a 2 subito in rimonta. Dagli spogliatoi entrano proprio il colombiano e il regista italiano mettendosi dietro a quattro ma con i terzini che possono spingere. La Juventus è quella che cerca ovviamente con più forza il successo, ma deve fare attenzione ad una Sampdoria che lotta e può far male come ha già dimostrato. A rimettere le cose a posto ci pensa ancora il centrocampista francese. Dopo una bella triangolazione al limite bianconera, Rabiot controlla, forse anche parzialmente con il braccio, e con una bordata dentro l’area non lascia scampo a Turk. Poco dopo potrebbe richiudere la pratica la “Vecchia Signora”. Per atterramento in area di Cuadrado, Vlahovic si presenta sul dischetto, ma il suo periodo certamente poco fortunato si manifesta in tutta la sua enfasi, quando la sua conclusione a portiere battuto, si stampa perfettamente sul palo. Legno preso anche successivamente da parte del colombiano. Il match sul 3 a 2 rimane quindi aperto sino ai minuti di recupero. Nuovamente Vlahovic dimostra quanto la sfortuna lo segua come un’ombra. In area piccola trova la traversa ma sulla respinta ci pensa Soulé a ribadire in rete per il poker finale. Tre punti che portano Allegri al secondo posto solitario e se venissero confermati i 15 punti di penalità, a soli 4 dai bergamaschi che coprono attualmente il settimo posto.
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C.E.L.: Juve vs Friburgo 1-0. Di Maria, stella bianconera della vittoria
( marzo 2023 )
La strada più comoda per raggiungere la prossima Champions League, considerando la possibile decurtazione dei punti in Campionato, è quella di alzare al cielo la Coppa dell’Europa League. Oltre al prestigio intrinseco di conquistare comunque un trofeo prestigioso. Ebbene all’andata degli ottavi Allegri si trova l’ostico Friburgo che fa del gioco fisico e spigoloso il suo dogma. Al 4-3-3 tedesco si oppone il 3-5-1-1 italiano, con le fasce di corsa e qualità coperte da Cuadrado e Kostic. Di Maria come sempre libero di svariare sul fronte d’attacco con Vlahovic punta avanzata da riferimento e catalizzatore di palloni ma anche di difensori avversari. Difesa titolarissima e mediana costituita da Rabiot, Locatelli e Miretti. I padroni di casa, che sulla carta sono certamente più forti degli ospiti, dimostrano immediatamente all’avvio del match, quanto vogliano vincere. Subito pressione altissima e nella prima mezz’ora sono almeno tre o quattro i pericoli veri e tangibili costruiti dai piemontesi. Rabiot dopo neppure 2’ minuti và vicino alla rete ma neppure il portiere Flekken si rende ben conto come abbia deviato la sfera. Poco dopo lo stesso centrocampista francese và in effetti in rete con una bordata da fuori. L’arbitro però aveva fermato un istante precedente il gioco per presunto fallo sulla trequarti tedesca. Il fischietto, erroneamente ha giudicato falloso il contrasto di Locatelli che ruba palla, ma le immagini mostrano chiaramente come il centrocampista italiano sia entrato pulito sulla sfera. Gli assalti bianconeri non perdono d’intensità e i tedeschi faticano ad arginare i pericolosi traversoni che spiovono nella propria area. Vlahovic continua il suo periodo nero a livello di mira, ma di certo l’impegno non manca. Di Maria fornisce come al solito assist illuminanti, ma nulla è sufficiente per riuscire a mandare al riposo la “Vecchia Signora” in vantaggio. Occorrono nella ripresa appena 8’ minuti al Campione del Mondo argentino per far felici i milioni di tifosi della Juventus. Kostic, come sempre dirompente sulla sua fascia sinistra traccia un cross potente quanto tagliato perfettamente e Di Maria, liberatosi bene in mezzo all’area incorna di forza e qualità di testa per l’1 a 0 bianconero. Vantaggio più che meritato e pure sofferto perché anche se il Friburgo non sia mai riuscito a portare vere insidie dalle parti di Szczesny, ha combattuto su ogni pallone. I tedeschi vanno nell’unica svista bianconera pure in rete ma annullata per un tocco precedente di braccio in area. Allegri gestisce le forze con i cambi e l’unico vero sussulto lo provoca Federico Chiesa che entrato al 67’ minuto, si ferma dopo un quarto d’ora. Il problema è ora al ginocchio destro. La sfortuna continua a non abbandonare l’ex viola. Allegri lo mette punta a giocare da fermo vista l’impossibilità di ulteriori cambi. La Juventus ha vinto e convinto, probabilmente con più fatica del previsto, ma al ritorno sarà un’altra battaglia.
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A: Roma vs Juve 1-0. Juve sconfitta attaccata al palo
( marzo 2023 )
La Juventus cade 1-0 contro la Roma e mentre i giallorossi salgono al quarto posto in zona Champions e si riprendono dalla sconfitta contro la Cremonese, i bianconeri scendono all’ottavo posto in classifica, considerando i 15 punti di penalizzazione. Inizia la partita e il primo quarto d’ora è poco emozionante ma molto combattuto a centrocampo, caratterizzato da molti scontri. La prima vera occasione del match arriva al 20’ con Spinazzola che si lancia nell’area della Juventus ma sbaglia in maniera clamorosa la conclusione. Nuova opportunità per la Roma la 26’ con Dybala che si posiziona bene e di sinistro impegna il portiere bianconero con una parata non semplice. Due minuti più tardi si fanno i vedere gli ospiti con Fagioli che viene servito da destra cerca di caricare il tiro ma viene stoppato da Matic. Occasione clamorosa per la Juventus ad un minuto dall’intervallo con Rabiot che impatta benissimo su cross di Danilo e impegna Rui Patricio in una super parata che con l’aiuto del palo impedisce il vantaggio bianconero. Dopo un primo tempo sottotono nel secondo cambia la musica. Al 53’ ci pensa Mancini a portare in vantaggio i padroni di casa con un bellissimo goal dalla distanza. Prende fiducia la Roma e pochi minuti più tardi impensierisce nuovamente la difesa bianconera. Al 60’ arriva la reazione della Juventus con Cuadrado che scheggia il palo da un tiro potente. Al 76’ è Smalling a tentare il raddoppio su colpo di testa ma viene schermato da un intervento miracoloso del portiere bianconero. All’83 altro legno per i bianconeri questa volta per via di un rischiato autogol di Mancini, che da calcio d’angolo devia la palla verso la sua porta. Il palo salva nuovamente tutto. Clamoroso episodio al 90’ con protagonista Kean che appena entrato si fa espellere per fallo di reazione. Dopo sette minuti di recupero con la Juventus che continua ad attaccare per pareggiare termina la partita con la vittoria della Roma. Il risultato più giusto, visto anche i tre pali presi dalla Juventus, era forse il pareggio ma le motivazioni della Roma hanno superato quelle dei bianconeri. La partita nel complesso è stata equilibrata ma la Juventus paga un atteggiamento troppo passivo di alcuni giocatori come Vlahovic che anche questa sera non è riuscito a creare a azioni e a trovare una posizione in campo per agevolare il lavoro dei centrocampisti bianconeri. La reazione della Juventus, dopo il vantaggio romanista, si è vista ma un po' per sfortuna e un po' per poca convinzione non è riuscita a strappare il pareggio che si meritavano. La prossima partita della Juventus sarà negli ottavi di Europa League contro il Friburgo, squadra non certo agevole visto che in campionato è posizionata a meno cinque dalla vetta e che ha un atteggiamento molto combattivo. Quindi servirà la miglio Juventus dal punto di vista caratteriale per portare a casa un risultato positivo.
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A: Juve vs Torino 4-2. Juve da combattimento contro un grande Torino
( febbraio 2023 )
Fanno quattro vittorie consecutive e non era una cosa scontata se si pensa che la prima del Girone di Ritorno, in casa, i bianconeri persero contro il Monza. Questa sera è derby e anche molto speciale. Con la sentenza dei 15 punti in corso, i granata scavalcherebbero i rivali storici di città e guadagnerebbero punti preziosi per un posto europeo della prossima stagione. Per questo il 3-4-3 di Juric parte subito aggressivo. Dopo neppure un paio di giri di orologio, gli ospiti sono avanti. Difesa bianconera distratta e zampata vincente di Karamoh. Il 3-5-2 impostato da Allegri con Di Maria a girare libero sul fronte d’attacco a supporto di Vlahovic si trova subito a rincorrere il match. Kostic e Cuadrado sulle fasce e Rabiot a fare da chioccia in mezzo per Fagioli e il debuttante Barrenechea. Saranno proprio i due esterni a confezionare al 15’ minuto il pareggio. Kostic, imprendibile con il suo spunto e le sue finte, crossa un delizioso traversone che supera tutti e giunge a destra dove il colombiano di potenza non sbaglia. I granata non si spaventano e continuano a mantenere il campo splendidamente. Anzi il pareggio dona più agonismo al Torino che prende il sopravvento in mezzo al campo e prima fa paura con un bel tiro a giro a Szczesny che si rifugia in angolo. Ma al 43’ minuto un’altra azione veloce fatta di rapidi e precisi passaggi porta Sanabria a colpire di prima mandando la sfera a lambire il palo rasoterra alla sinistra di Szczesny, dove non può giungere. I granata pensano di essere già felici e rilassati negli spogliatoi al riposo con un bel meritato vantaggio, ed invece non hanno fatto i conti con il carattere Juve. Nei soli 120 secondi concessi di recupero, da corner, il capitano Danilo di testa colpisce il palo e la palla grazie alla tecnologia viene monitorata dentro. Inizia la ripresa con le due formazioni che vogliono vincerla, testimonianza sono anche le due traverse colpite una per parte a portieri battuti, tuttavia se i granata hanno sino ad ora girato a mille, a poco più di 20’ minuti dalla fine entrano calibri pesanti sullaltra sponda. Chiesa ma sopratutto, come prima volta in stagione Pogba. Il tasso tecnico e atletico si alza sul versante bianconero e trascorrono appena un paio di minuti che su corner giunge la classica rete dell’ex. I ragazzi di Allegri hanno ribaltato la partita, che rimane ancora aperta, almeno sino al minuto 80’ quando da un altro calcio da fermo, questa volta è Rabiot a buttarla dentro. Poker nel derby e ora la Juventus, oltre a tanta autostima al netto dei 15 punti o no di penalizzazione, guarda con ottimismo anche la Serie A. Con la Roma che perde con l’ultima in classifica, il quarto posto non è poi così una chimera, anche con eventuali 15 punti in meno.
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C.E.L.: Nantes vs Juve 0-3. Ottavi raggiunti con Di Maria condottiero della miglior Juve
( febbraio 2023 )
Dopo la pioggia fitta di critiche scesa in seguito al pareggio, anche sfortunato, contro i francesi, è uscito il sole e l’arcobaleno. L’Iride prende il nome argentino di Di Maria. Che fosse stato in più occasioni il faro illuminante di questa Juventus si era già visto a inizio stagione. Da Campione del Mondo oltretutto da protagonista, è un calciatore di qualità assoluta, dal punto di vista tecnico ancora uno dei migliori in Europa. Lo dimostra al 4’ minuto quando Fagioli sulla trequarti francese vince un contrasto e accentrandosi verso l’area avversaria, libera a destra per l’esterno sud americano. Di Maria non ci pensa due volte e di prima traccia una parabola imprendibile per Lafont che porta la sfera ad insaccarsi quasi sotto l’incrocio più distante. Juventus ora avanti considerando il doppio confronto. I francesi provano a riorganizzarsi, ma meno di un quarto d’ora dopo il match è chiuso. Ancora Di Maria, sulla destra entra in area e con finte e doppie finte mette a terra due difensori praticamente sulla linea di porta. Sulla sua successiva conclusione, l’arbitro giudica l’intervento con il braccio, da terra, di Pallois volontario. Rigore ed espulsione diretta. Dal dischetto il numero 22 è glaciale e porta sul 2 a 0 gli italiani. A questo punto i padroni di casa spariscono dal match. Tredicesimi nel proprio campionato, è evidente la troppa differenza di valori sul rettangolo di gioco e con l’uomo in meno neppure un miracolo potrebbe mutare il destino della gara. Potrebbe anche dilagare la formazione di Allegri, ma la poca precisione e la sfortuna non aumentano il vantaggio piemontese. Proprio allo scadere prima del riposo, un palo a portiere battuto preso da Kostic sta ancora adesso vibrando. Il secondo tempo è pura accademia e forse per la prima volta la Juventus si sta divertendo in campo. Lafont, tra i pali è l’unico dei padroni di casa a non volersi arrendere ed evita almeno altre due o tre volte di accrescere il passivo. Tuttavia al 78’ minuto giunge la tripletta, assegnata dalla tecnologia, di Di Maria. A 10’ minuti dal novantesimo, i piemontesi tirano i remi in barca e complici i normali e giustificati cambi apportati da Allegri, gli ospiti si fermano. Non a caso a 5’ minuti dal termine arrivano i primi due tiri del Nantes verso lo specchio avversario. Juventus che vince, convince e passa il turno. Oggi si saprà chi affronterà in Europa League Allegri. Di certo la “Vecchia Signora” si proietta verso la possibilità di conquistare un titolo, anche di una certa importanza. Non dimentichiamo che alzare l’Europa League regala il passaporto per la Champions, e con la penalizzazione ancora in corso, sarebbe una vera strada da percorrere.
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A: Spezia vs Juve 0-2. Tutto il contrario della Coppa, punti e pragmatismo
( febbraio 2023 )
Dopo il pareggio in Europa League, è scesa una pioggia quasi torrenziale sulla Juventus, specialmente sul suo allenatore. Nulla da eccepire sul fatto che un risultato casalingo per 1 a 1 contro la formazione 13° in Francia, non è di quelli che ti aspetti. Se, come abbiamo fatto, andiamo ad analizzare la sfida, tre legni presi dai piemontesi, altre occasioni, un rigore che poteva essere concesso in pieno recupero, e la rete subita praticamente sull’unica occasione concessa, anzi regalata, la Juventus poteva vincere quella partita e un 3 a 1 poteva rispecchiare meglio l’andamento del match. Allegri, alla vigilia della sfida in Liguria, ha chiesto che rispetto al Nantes, i suoi ragazzi fossero molto più concreti e cinici. Ebbene alla richiesta gli undici in campo hanno risposto alla lettera. I bianconeri espugnano il campo dello Spezia per 2 a 0 con praticamente soli due tiri nello specchio della porta avversaria. Si rivede in campo Cuadrado dopo un periodo si stop per infortunio e Kean è la spalla davanti di Vlahovic. Perin in porta e sarà lui l’artefice di questo successo. Dopo i primi 20’ minuti di equilibrio a centrocampo, gli ospiti salgono di tono e dopo aver preso il sopravvento del rettangolo di gioco e della palla, al 31’ minuto i piemontesi passano. Paredes in regia apre a sinistra per Kostic, che come è oramai un suo marchio di fabbrica, offre un ottimo assist al centro da rete che Kean non sbaglia. Anche se a dire il vero, prendendo al volo in modo un po' sporca la palla, riesce a indirizzarla dove il portiere non può giungere. Gara in discesa? Non proprio, perché lo Spezia cerca subito di reagire e la Juventus arretra il baricentro, ma nonostante qualche brivido si giunge al riposo con il vantaggio ospite. Gara comunque tutt’altro che chiusa, dato che lo Spezia mette sotto i bianconeri da subito nella ripresa. La difesa e il centrocampo di Allegri si compattano e respingono ogni tentativo d’assalto dei padroni di casa. Nel momento migliore spezzino, però giunge la perla del giocatore di qualità maggiore in campo. Di Maria entrato nel secondo tempo, si inventa un diagonale da lontano velenoso e beffardo per il 2 a 0 a poco più di 20’ minuti dal novantesimo. Rete più che mai propizia, perché la Juventus cala, anche per via delle fatiche di coppa di appena tre giorni prima. Lo Spezia nonostante le due retti di passivo, vede il contendente in difficoltà e preme davanti. Sono almeno due le parate decisive di Perin che toglie dal tabellone due reti ligure. Una Juventus da combattimento che ha retto all’impeto dell’antagonista e con quel poco creato si è portata a casa l’intera posta in palio. 3 punti che la tengono agganciata al secondo posto all’Inter, al netto sempre della sentenza. Pragmatica e determinata come la vuole il suo mister.
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C.E.L.: Juve vs Nantes 1-1. Sfortuna, arbitro e poca attenzione, fanno sfumare una vittoria europea
( febbraio 2023 )
Si conclude con un pari per 1-1 per la sfida tra Juventus e il Nantes valida in Europa League per l’andata degli ottavi. Allegri in fase iniziale sceglie di schierare il tridente mentre il Nantes schiera un 5-3-2. Di Maria ci prova subito a portare in vantaggio i bianconeri con un sinistro dal limite ma la conclusione viene respinta. Al 12’ sempre l’argentino vede il taglio verso l’interno di Chiesa da sinistra e lo serve che passa per Vlahovic posizionato davanti alla porta e siglare il goal del vantaggio è facilissimo. 1-0. Il Nantes sembra non essere minimamente scosso dal vantaggio bianconero e sembra intorpidito. La Juventus si posiziona bene e non ha difficoltà in difesa e riparte grazie all’ottimo tridente. Al 28’ ancora un tentativo dalla distanza di Di Maria, che trova nuovamente la respinta di Lafont. Al 31’ l’estremo difensore viene graziato anche da un errore di Vlahovic che su un cross dalla sinistra di Alex Sandro, un suo difensore (Girotto) sporca la traiettoria del pallone con una deviazione, il centravanti è poco agile sulla ribattuta non perfetta del portiere. Portiere che nega il goal anche allo scadere su punizione a Paredes allontanando di pugno. La partita cambia tutto allo scoccare dell’ora di gioco. Al 60’ la Juventus potrebbe raddoppiare ma concede la ripartenza ai francesi su un passaggio sbagliato di Fagioli: Paredes scivola e apre il varco favorendo la verticalizzazione dei francesi, con Bremer poco più avanti, mentre Blas è già dalla parte opposta e incrocia di sinistro superando Szczesny per il pareggio. I bianconeri non ci stanno, si portano nella metà campo avversaria e due minuti più tardi colpiscono due legni con Chiesa: il pallone prima sbatte sulla traversa interna, poi sulla linea (dentro solo per metà) e ancora sul palo alla sinistra del portiere. Al 66’ direttamente da calcio d'angolo, altro legno della Juve: Lafont scavalcato dal sinistro del Fideo che sbatte sulla traversa. Al 71’ si rifa vedere il Nantes con Moutoussamy che con un sinistro dalla distanza mette qualche brivido per Szczesny. Ultimi minuti da cardiopalma e di contestazione. Al 95’ su colpo di testa del brasiliano Bremer in area piccola sul cross di Cuadrado si intravede un netto tocco con la mano di Centonze, l'arbitro va a rivederla ma decreta che Bremer ha spinto l’avversario. Finisce la partita con un pareggio discusso e amaro. Si deciderà pertanto tutto in Francia al ritorno la prossima settimana. L’inizio della partita sembrava indirizzarsi su un altro binario ma nella parte finale del match, invece, i bianconeri, si sono sbilanciati in avanti alla ricerca del successo, hanno addirittura rischiato su qualche ripartenza avversaria. In campionato i bianconeri andranno ad affrontare lo Spezia che dovrà vincere per cercare di non retrocedere e quindi non sarà una passeggiata da affrontare prima del ritorno in Coppa.
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A: Juve vs Fiorentina 1-0. Concretezza e vittoria per risalire
( febbraio 2023 )
La Juventus si porta a casa tre punti preziosi vincendo 1-0 contro la Fiorentina e con questa vittoria allontana una diretta avversaria. La Juventus schiera il tridente Di Maria- Vlahovic- Chiesa. La partita inizia subito aggressiva da entrambe le parti. La gara è molto aperta ma è della Juventus la palla più nitida al 23’ con Kostic che però non centra la porta da buona posizione all’interno dell’area di rigore. Il match si sblocca al minuto 34: cross di Di Maria e colpo di testa vincente di Rabiot, con Terraccino che respinge ma ormai il pallone ha superato la linea di porta portando in vantaggio i padroni di casa. La risposta dei viola arriva al 36’ su cross di Biraghi, prova ad allontanare Locatelli ma il pallone termina sui piedi di Ikone. Tentativo in porta da due passi ma lo stesso Locatelli prodigioso da terra a deviare in angolo. Finisce il primo tempo con la Juventus in vantaggio con merito. Nella ripresa la prima vera occasione è ancora bianconera: Vlahovic raddoppia al 59’ su assist di Locatelli, ma la rete viene annullata dal Var per fuorigioco millimetrico dell’attaccante serbo. Al 69’ altra buona occasione per Kean entrato pochi minuti prima al posto di Vlahovic. La Fiorentina cerca di rimediare allo svantaggio e si fa pericolosa con un cross dentro l’area specialmente dopo l’inserimento di Jovic, ma i viola non impensieriscono più di tanto Szczesny. All’80’ Italiano manda in campo anche Cabral puntando così sul doppio centravanti e arriva anche l’occasione migliore per il pari con Jovic, che di testa manda di poco a lato al minuto 82’. All’88 la Fiorentina pareggia con un bel tiro da fuori di Castrovilli, ma l’arbitro annulla dopo una verifica al Var perché l’azione è viziata dal fuorigioco millimetrico di Ranieri a inizio azione. Finisce la partita con la vittoria per 1-0 della Juventus. Un altro successo dei bianconeri senza prendere goal che può far felice il tecnico Allegri. I bianconeri hanno avuto buone occasioni per arrotondare il risultato ma hanno cercato di non scoprirsi troppo perché la partita è sempre stata molto combattuta e la Fiorentina soprattutto nel finale ha messo pressione per il pareggio. La Vecchia Signora doveva forse chiudere prima i conti, senza arrivare alla fine con un po' di apprensione, ma nel complesso la squadra è stata equilibrata e nonostante non abbia creato molte occasione da goal, non ha nemmeno subito. La prossima partita della Juventus sarà in Europa League contro il Nantes, squadra francese di medio- bassa classifica, incontro sulla carta abbordabile per gli uomini di Allegri.
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A: Salernitana vs Juve 0-3. Juve di nuovo umile e cattiva, vince e convince
( febbraio 2023 )
Allegri, sempre al netto della possibile penalizzazione di ben 15 punti, l’aveva descritta come una trasferta da scontro diretto. Di fatto se ai 38 punti sul campo vengono detratti i presunti 15 di penalità, la “Vecchia Signora” scenderebbe a quota 23. I campani, a quota 21, con una vittoria supererebbero i bianconeri nella classifica modificata. Il mister toscano è probabilmente riuscito ad inculcare ai suoi ragazzi lo spirito giusto per affrontare le partite del Campionato, con la ferocia giusta per riguadagnare ciò che è stato tolto, o potrebbe essere tolto. Un 3-5-2 dinamico e aggressivo quello degli ospiti con Vlahovic supportato da Di Maria che è libero di svariare ed inventare su tutto il fronte offensivo. I padroni di casa partono aggressivi e di buona gamba, ma si trovano dinanzi una Juventus che non molla un centimetro e non si vergogna di giocarsela alla pari sotto il punto di vista atletico e temperamentale. Pochissime le azioni potenzialmente pericolose, anche se i duelli a metà campo non mancano, sino al bel filtrante di Di Maria al 25’ minuto a premiare l’inserimento in area di Miretti. Ingenuo l’intervento da tergo del difensore che invece di prendere la palla, colpisce la gamba del piemontese. Rigore ineccepibile che Vlahovic tira in modo perfetto ed imparabile. La Juventus non molla la presa e sembra tornata quella robusta e impenetrabile che ne avevano fatto la difesa più impenetrabile della Serie A. I campani ci provano ma a parità di agonismo, è troppa la differenza tecnica e prima di andare al riposo giunge la batosta del 2 a 0. Dalla destra Rabiot scodella in area, la difesa salentina rinvia corto e centrale e Vlahovic, nel tentativo di tirare al volo verso lo specchio, sbuccia la palla che giunge sulla sinistra e Kostic è il più lesto ad anticipare portiere e difensori e quindi a buttarla dentro. Inizia la ripresa e la gara praticamente termina subito. Neppure due giri delle lancette dell’orologio che a metà campo i padroni di casa si fanno intercettare un passaggio velenoso orizzontale da Fagioli, subentrato a Miretti per infortunio. Lo stesso Fagioli verticalizza d’esterno benissimo per Vlahovic che supera il portiere con un diagonale forte e preciso. La Salernitana, complice una Juventus che abbassa il baricentro e cerca di gestire il match, cerca di creare pericoli dalle parti di Szczesny, ma senza prendere mai la porta. La Juventus sorniona invece và vicino al poker ben due volte. Prima con un pregevole tiro da fuori che trova solo la traversa a portiere superato, mentre successivamente, Chiesa libera a destra Kean che colpisce il palo pieno. Juventus che con il giusto atteggiamento vince e convince ampiamente. Sarà stata pure agevolata dagli errori della Salernitana, ma dovuti anche al gioco umile e determinato messo in campo dai ragazzi di Allegri. Con la classifica normale, sarebbero terzi in solitaria ad appena due lunghezze dall’Inter.
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C.I. Quarti: Juve vs Lazio 1-0. Allegri usa la Coppa per ripartire in Campionato
( febbraio 2023 )
Una Juventus concreta si porta a casa con il risultato della vittoria per 1-0 contro la Lazio, il passaggio alle semifinali dove incontrerà gli eterni rivali dell’Inter. Allegri schiera, finalmente, la coppia dei Chiesa-Vlahovic mentre Sarri risponde con il solito tridente, Immobile- Felipe- Zaccagni. Il primo tempo è una fase di studio con entrambe le compagini molto chiuse e attente. La Juventus fa qualcosa in più avanti ma cerca sempre di scoprirsi molto. Al 15’ Kostic ci prova con un’azione personale a portare in vantaggio la Juventus ma Maximiano in extremis salva in tuffo. La Lazio si fa viva solo al 33’ con il solo Felipe che però conclude troppo centralmente. Al 44’ viene rotto l’equilibrio con il vantaggio dei bianconeri. Su cross dell’ottimo Kostic, colpo di testa di Bremer che appoggia in rete, dopo l’uscita a vuoto del portiere laziale. Si conclude il primo tempo povero di emozioni con la parte laziale che ha fatto tanto controllo del campo mentre la Juventus ha fatto molto palleggio ma con poche occasioni. La Lazio torna in campo vogliosa di pareggiare i conti, si allargano le maglie bianco azzurre,e la Juventus prova l’affondo ma senza pericolosità come nel primo tempo. Al 50’ Cataldi su punizione firma il primo vero tiro laziale in porta ma Perin è attento. Al 64’ Kean lanciato in area in velocità trova Maximiano che para con difficoltà, vanificando il doppio vantaggio bianconero. La Lazio insiste ma non incide e la Juventus cerca di addormentare il gioco. La partita si conclude con una Juventus assai più intraprendente e una Lazio inefficace. Il risultato rimane fermo pertanto sul 1-0 permettendo con un minimo sforzo ai bianconeri di guadagnarsi le semifinali. La Juventus, nonostante la scarsa resistenza incontrata questa sera da parte della Lazio, può ritenersi soddisfatta sia per il passaggio del turno, sia per aver ritrovato alcune pedine fondamentali. Il duo Chiesa-Vlahovic sta creando le basi per fare bene: stasera Chiesa cercava spesso il compagno, che però deve ingranare e ritrovare lo smalto migliore che solo la continuità nel giocare può dare. Ottimo Kostic che è forse risultato il migliore in campo oltre a Bremer che ha segnato. La squadra bianconera, rispetto alla partita con il Monza, è sembrata molto concentrata nel tenere palla e non ha subito praticamente nulla. Il prossimo impegno che aspetta i bianconeri sarà in campionato con la Salernitana che è proprio dietro in classifica a soli due punti dalla Vecchia Signora e che quindi, magari vorrà tentare il sorpasso.
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A: Juve vs Monza 0-2. Come all’andata il M onza è bestia nera bianconera.
( gennaio 2023 )
La Juventus viene battuta anche nella gara di ritorno per 2-0 contro il Monza. La partita inizia subito con la Juventus che ci prova con Paredes che prova a spaventare il Monza ma il portiere De Gregorio allunga in corner. Il Monza risponde e passa in vantaggio con Caprari ma il gol viene annullato per un fuorigioco millimetrico. Kean cerca di spaventare il portiere monzese con un tiro da fuori ma gli ospiti sono più concreti e al 18’ il goal degli ospiti questa volta è buono. Machin trova un corridoio vincente per Ciurria che alle spalle di Kostic sigla 1-0 per gli ospiti. Il serbo cerca di farsi perdonare dall’errore su verticale di Rabiot, ma trova la chiusura provvidenziale di Pablo Marì. I brianzoli si confermano implacabili e raddoppiano prima della fine del duplice fischio. Palla banale persa da di Di Maria, e grandissima azione di Carlos Augusto, che scarta facilmente Bremer e premia il movimento di Mota, bravo a saltare Szczesny per il 2-0 con cui si conclude il primo tempo. Nell’intervallo Allegri fa cambi massicci e all’inizio i bianconeri hanno l’occasione per riaprire il conto, ma su deviazione di Carlos Augusto da corner di Bremer arriva con qualche secondo di ritardo per il goal. Allegri butta nella mischia anche Milik e la Juventus crea palle goal, prima con Locatelli, poi su sinistro di Milik, prima di negare anche al gioia del goal a Di Maria. L'estremo difensore del Monza sembra avere due braccia in più quando piomba anche sul tentativo di Rabiot da dentro l'area, sulla respinta poi Bremer (in fuorigioco) insacca sul tocco di Milik rendendo vana l'esultanza dello Stadium. Nell'occasione Milik, tra l'altro, si infortuna e lascia il campo, con la Juve che resta in 10. Piove sul bagnato per Allegri, costretto a incassare la seconda sconfitta stagionale contro il Monza. Il primo tempo dei bianconeri non è stato all’altezza dei valori in campo con i giocatori che hanno fatto molti errori individuali, che hanno permesso di far segnare ai monzesi regalando la vittoria al Monza per 2-0. Nel secondo tempo i bianconeri hanno cercato di reagire ma hanno trovato un ottimo portiere dei monzesi che era super concentrato nel sventare gli attacchi bianconeri. La Juventus a tratti è apparsa sofferente e alcuni giocatori sembravano aver tirato in remi in barca vista la penalizzazione in campionato. Allegri, suo malgrado, deve anche gestire al meglio la situazione extra- sportiva oltre a fare i conti con una squadra poco attenta non tanto nel gioco quanto nei singoli, che commettono errori che hanno permesso anche oggi alla squadra avversaria di vincere. Il prossimo impegno sarà un dentro o fuori in Coppa Italia, non facile, contro la Lazio, quest’ultima reduce da una serie positiva e quindi non sarà facile raggiungere la semifinale.
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A: Juve vs Atalanta 3-3. Un punto di grinta e gioco per ripartire dalle incertezze di classifica
( gennaio 2023 )
Partita emozionante quella che si è giocata tra Juventus e Atalanta finita 3-3 con continui ribaltoni di risultato. Sia la Juventus che l’Atalanta arrivano dall’impegno di Coppa Italia ma nonostante il poco recupero sopratutto gli ospiti già dai primi minuti si dimostrano più in forma. Subito infatti l’Atalanta, grazie anche un errore del portiere bianconero Szczesny, va in vantaggio. Boga apre per Lookman che calcia forte in area sul primo palo, Szczesny ci mette i pugni ma la palla entra in rete per l’1-0. La Vecchia Signora deve reagire ma non è facile visto che gli orobici si dimostrano aggressivi e continuano ad insistere in attacco. Al 18’ Di Maria si affaccia nell’area atalantina e prova a calciare defilato ma il portiere atalantino para. La Juventus preme e l’Atalanta si difende e al 24’ concede, su un intervento per sventare un attacco di Fagioli, il rigore che viene segnato da un ottimo Di Maria, che porta in parità il risultato. La Juventus riprende animo e al 34’ va in vantaggio con Milik che un destro al volo su perfetto cross di Fagioli firma il 2-1. L’Atalanta non si scompone e cerca il pareggio che raggiunge nei primi minuti del secondo tempo. Al 2’ minuto Danilo perde un pallone banalissimo, un imbucata vincente di Lookman per Maehle permette ai nerazzurri di pareggiare i conti. Con la Juventus colpita a freddo, l’Atalanta tenta il colpaccio e al 8’ va in vantaggio. Cross preciso dalla sinistra di Boga e colpo vincente sulla sinistra di Lookman per il 3-2 per gli ospiti. I bianconeri non si scompongono e al 20’ su punizione, Danilo imboccato da un assist di tacco di Di Maria, sigla il pareggio per 3-3. La partita prosegue con entrambe le squadre che cercano di portare a casa i tre punti. Al 33’ forse l’occasione più ghiotta capita a Miretti che all’altezza del dischetto tira debolmente e spreca il vantaggio. La partita prosegue con l’Atalanta che sembra più in forma ma la Juventus non concede più nulla agli avversari e la partita finisce con un pareggio. Questa sera per i bianconeri non era facile portare a casa un risultato positivo considerando la possibile batosta dei meno 15 punti per fatti non sportivi ma legati alla gestione societaria. Nonostante questo la Juventus, come una fenice, riesce comunque a rialzarsi e l’ha fatto contro una squadra come l’Atalanta che si dimostra sempre ordinata, fisica e compatta. Come nelle partite precedenti sono stati gli errori dei singoli giocatori juventini a modificare la partita. Ma dall’altro canto c’è anche da elogiare i singoli come Di Maria che questa sera si è dimostrato un campione del mondo con giocate spettacolari e anche Fagioli che questa sera ha preso in mano la squadra. In difesa Bremer sta recuperando le buone cose che si vedevano ai tempi del Torino e pertanto nonostante il pareggio Allegri si può dimostrare soddisfatto della prestazione e della reazione ali eventi calcistici e extra. Il prossimo impegno della Juventus sarà in campionato con il Monza e vedremo se anche in campionato, come già capitato in settimana in Coppa Italia, la Vecchia Signora farà dimenticare la partita di andata persa contro i brianzoli.
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C.I.: Juventus vs Monza 2-1. Juventus raggiunge i quarti senza fatica con la linea giovani
( gennaio 2023 )
Missione compiuta per la Juventus che battendo 2-1 il Monza raggiunge i quarti di finale dove incontrerà la Lazio. La Juventus arriva da una sconfitta in campionato rimediata contro la capolista Napoli mentre il Monza arriva da una vittoria sudata contro la Cremonese. La Juventus inizia subito forte e dopo 10 minuti è già in vantaggio. Magnifica azione dei bianconeri con Kean che riceve un traversone perfetto da McKennie e insacca per il vantaggio bianconero. Il Monza però non abbandona la partita nonostante i padroni di casa cerchino in qualche modo di arrotondare il risultato ma senza convinzione. Al 25’ arriva a sorpresa il pareggio del Monza su calcio d’angolo. Tiro di Colpani e Valoti insacca superando il portiere bianconero Perin. I bianconeri ci provano in chiusura del primo tempo con un tiro dalla distanza di Soulè ma niente di fatto. La prima parte della partita termina con un pareggio senza grosse azioni degne di nota. Inizia il secondo tempo e i bianconeri accusano un po' l’alzamento del ritmo da parte del Monza ma nonostante questo sprecano le occasioni migliori per andare in vantaggio come al 49’ con Kean che prova il tap-in ma è in netto fuorigioco. La partita prosegue molto equilibrata e priva di grosse occasioni da goal. Dopo una buona mezz’ora di stand by, sono i bianconeri che iniziano a mettere in campo le carte per vincere la partita mettendo i pezzi da novanta come Chiesa e Di Maria. E la scelta dei cambi ad un quarto d’ora dalla fine premia i padroni di casa. Prima con Kean subito in gol di testa, ma in posizione di fuorigioco, quindi con Chiesa che al 78’ resiste a una carica di Antov, entra in area e fa partire un destro a girare che si infila alle spalle di Cragno. Per l’ex viola è il ritorno al gol che porta la qualificazione ai quarti. Finisce la partita con il 2-1 per la Juventus. Dopo una settimana difficile per i bianconeri, sia in campo con la sconfitta rimediata a Napoli sia per le vicende societarie, la squadra ha risposto in modo convincente considerando che schierava tre giocatori classe 2003, un 2001 e un 2000 frutto tutti del vivaio juventino che hanno dimostrato e segnato forse un nuovo inizio verde per la Vecchia Signora. Questa virata verso la linea-verde sta forse portando la squadra sulla strada giusta del rinnovamento anche in campo e non solo in società. Allegri può ritenersi inoltre contento per aver ritrovato Chiesa, cosa non scontata visto l’infortunio e la sfortuna che perseguita il giocatore. La Juventus pertanto si affaccerà in campionato domenica sera con molte certezze in più anche se non sarà semplice mettere i bastoni tra le ruote all’Atalanta. Il prossimo impegno in Coppa Italia invece sarà i primi di febbraio contro la Lazio.
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A: Napoli vs Juve 5-1. Napoli cala il poker sullo Scudetto, Juve demolita
( gennaio 2023 )
Alla penultima del Girone d’Andata, parlare di sfida Scudetto pare un azzardo, eppure si scontrano la prima, che ha dominato sino ad ora in Italia, ma anche fuori, con una delle due seconde che è in netta crescita. Oltre tutto sono agli antipodi per idea calcistica e numeri. Spalletti, predilige il gioco costruttivo, di qualità, veloce e offensivo. Per la serie tiro il più possibile e a valanghe di reti vinco. Nonostante questo i partenopei hanno comunque la seconda miglior difesa. Allegri, come è sua natura è concreto. Vinco non subendo goal, tanto primo o poi una ne segno. Di fatto vi sono 7 punti di distacco tra Napoli e Juventus, e si scontrano il miglior attacco in assoluto, uno dei più prolifici a livello europeo, e la miglior difesa italiana e probabilmente anche continentale. Una partita chiave è stata decisa dal miglior attacco, per la serie la miglior difesa è proprio l’attacco. Un 5 a 1 che non lascia molto spazio ai però, eppure, questa Juventus è piaciuta di più rispetto alle ultime due striminzite vittorie contro Cremonese e Udinese. Quanto meno nel primo tempo. Dopo una prima fase di studio i padroni di casa passano in vantaggio prima del quarto d’ora. Su una bella respinta di Szczesny, Osimhen è il più lesto a ribadire in rete. Il Napoli è rilassato a questo punto, ma sin troppo, un passaggio della retroguardia direttamente a Di Maria, porta l’argentino a dribblare davanti all’area e tirare una bordata telecomandata che a Meret battuto và a colpire quasi l’incrocio dei pali. Gli ospiti prendono coraggio e per una ventina di minuti, a tratti mettono sotto i campani, senza incidere però più di tanto e al 39’ minuto il Napoli riparte. Osimhen porta a spasso la difesa e appoggia per Kvaratskelia che batte indisturbato un’incolpevole Szczesny. Allegri cambia il 3-5-2 in un 4-4-2 e neppure il tempo di festeggiare che i piemontesi tornano in gara. Sulla pressione insistita degli sopiti, la difesa azzurra pasticcia e non riesce a liberare. L’uno due tra Locatelli e Di Maria, porta il Campione del Mondo a tracciare un rasoterra a giro che non lascia scampo a Meret. Ma se il Napoli và negli spogliatoi in vantaggio, deve ringraziare il proprio portiere, perché in pieno recupero Chiesa funambolico inventa un cross insidiosissimo che la difesa partenopea quasi, per spazzare, lo trasforma il autogoal. Reattivissimo Meret a salvarsi. Secondo tempo che potrebbe essere equilibrato, ma quando al 55’ minuto, su corner il Napoli segna il 3 a 1 con un gran tiro da fuori, la gara è praticamente terminata. Troppa fluida e ricca di energia la manovra partenopea e troppo preoccupata e contratta quella bianconera. Altri 10’ minuti e giunge il poker su regalo della difesa juventina che permette un cross facile e Osimhen di testa in mezzo a due difensori batte Szczesny. Altri 7’ minuti e Elmas complice una deviazione chiude con una manita. Allegri a 20’ minuti abbondanti dal termine alza bandiera bianca. Tira fuori i migliori come Chiesa e Di Maria per preservare energie per altre lotte future. Il Napoli manda nuovamente a -10 la più credibile delle sfidanti e annuncia così anche alle milanesi e romane che per quest’anno dovranno lottare per un posto Champions, nulla più.
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A: Juve vs Udinese 1-0. Difesa impenetrabile e vittoria da secondo posto
( gennaio 2023 )
I detrattori del gioco di Allegri, a prescindere dai suoi cinque scudetti e due finali di Champions conquistati in bianconero, hanno sempre meno argomenti per criticare. Partita male, anzi malissimo in Stagione, pian piano la “Vecchia Signora” si sta ritrovando. A Torino viene a giocare un avversario ostico, quell’Udinese che sovente qualche sorpresa l’ha lasciata. Entrambi adottano il 3-5-2 ma anche in questa sfida il mister toscano deve attingere dalle secondo linee per colmare le defezioni. Per un Alex Sandro recuperato, Rugani deve sostituire al centro della difesa Bremer. Miretti nuovamente dal primo minuto e perno di centrocampo. La lieta notizia che Di Maria parte dall’inizio come appoggio alla punta Kean. Di fatto il Campione del Mondo, non gioca sulla fascia ma è libero di svariare in tutta la zona d’attacco. Ed è un bel vedere vista la sua grazia a smistare palloni. Come sempre i bianconeri non brillano per rapidità e intensità di giocate, ma la partita da subito è nelle mani dei padroni di casa. I friulani non riusciranno mai, nell’intero match a dar fastidio dalle parti di Szczesny. Questo è un gran merito perché in un modo o in un altro la formazione piemontese riesce a produrre azioni da rete. La prima frazione abbastanza equilibrata vede comunque due buonissime possibilità di passare in vantaggio per i torinesi ma tra la precisione non eccelsa e la bravura di Silvestri si và al riposo sullo 0 a 0. Nel secondo tempo complici i cambi predisposti da Allegri, i padroni di casa crescono sotto tutti i punti di vista. Fagioli, Paredes, Milik, Chiesa e Soulè conferiscono ancor più dinamicità alla manovra. L’Udinese l’ultima mezz’ora si ritrova schiacciata nella propria metà campo senza poter ripartire mai. Oramai sta divenendo una costante. Un primo tempo di gestione senza soffrire e un secondo tempo in crescendo a comandare le operazioni. Strategia pericolosa ma che sta dando i suoi frutti. Come contro la Cremonese gli ultimi minuti di assalti finali mandano in sofferenza la retroguardia avversaria e alla fine deve capitolare. Questa volta non è un calcio da fermo, ma una bella azione che vede la linea di difesa friulana ad essere statica. Chiesa a sinistra scatta dalla retrovie bene e salta la trappola del fuorigioco, stoppa bene e di collo mette in mezzo all’area dove Danilo, completamente indisturbato appoggia in rete. A soli 3’ minuti dal novantesimo, come vuole la legge bianconera. Ennesima gara vinta 1 a 0 e porta inviolata che probabilmente ne fa la miglior difesa continentale. Una rete basta per conquistare i tre punti con una difesa di ferro. Ed il secondo posto, momentaneamente, è di Allegri. Milan e Napoli sono avvisate.
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A: Cremonese vs Juve 0-1. Vittoria di sacrificio e profuma di filotto importante
( gennaio 2023 )
Anche la Juventus riprende facendosi mille domande dopo questa lunga pausa forzata. Tuttavia l’estrema emergenza neppure pone questi quesiti a mister Allegri. Se prima del 13 di novembre gli indisponibili alla corte allegriana erano numerosi ed importanti, ora la situazione è pure peggiorata. Non vi è reparto senza importanti defezioni. Sul campo della Cremonese, che si pone con un coperto 5-3-2 che diviene in fase offensiva un 3-5-2, i piemontesi si schierano a specchio. In porta ritrovano Szczesny e nei tre di difesa il primo assente è Alex Sandro. A centrocampo all’assenza cronica di Pogba, si aggiungono quelle pesanti sulle corsie esterne quali Di Maria e Cuadrado. Davanti neppure in panchina Vlahovic. Quindi, quando negli undici titolari che scendono in campo dal primo minuto, inizi a leggere Gatti, Fagioli, Soulè e Miretti, non ti pare di avere dinanzi una squadra corazzata. Giocatori bravi, di prospettiva e anche di gamba ma ancora campioni a divenire e quindi difficilmente gli uomini che ti regalano i punti. Di fatto la qualità in campo delle giocate e delle manovre tra le due compagini si equivalgono. I padroni di casa è vero che sono penultimi in classifica, ma più di ogni altra squadra delle venti che disputano la Serie A, è quella che ha raccolto meno, molto meno, se andiamo a vedere il gioco espresso. I giovani bianconeri sono quelli più brillanti e nel primo tempo ci provano tutti con tiri da fuori, ma mettono solo i brividi a Carnesecchi. I ragazzi di Alvini non lesinano sulla corsa e neppure sulla volontà di andare a fare male dalle parti di Szczesny, ma al pari dei giovani juventini la precisione difetta. La gara è piacevole e dinamica, ma veri tiri in porta non arrivano perché le conclusioni, seppur velenose non inquadrano la porta. Ai padroni di casa vengono annullati due goal per fuorigioco di centimetri e la spinta nel secondo tempo produce anche due pali, il primo dei quali grida ancora l’urlo del “goal”, dato l’estremo difensore polacco della “Vecchia Signora” sarebbe stato battuto. Insomma, la Juventus, seppur in crescendo nella ripresa, ringrazia la buona sorte e Allegri getta nella mischia i quattro unici giocatori che siedono in panchina che possono darti la svolta, ovvero Chiesa, con l’incognita stato di forma, Paredes, Kean e Rabiot. Il francese è quello che a 1’ minuto dal novantesimo con una sua progressione darà la scossa al match. Atterrato fuori dall’area di rigore, il vice campione del Mondo regala la classica punizione beffarda allo scadere. La qualità di Milik fa il resto con un tiro che vede Carnesecchi in ritardo e sfortunato con la sfera che sbatte sul palo interno. I minuti di recupero non vedranno nessun pericolo verso Szczesny e con l’ennesimo successo con una sola rete all’attivo ma sopratutto nessuna subita, la Juventus, cinica, non bellissima, ma concreta rafforza il suo terzo posto. Come vuole il suo allenatore. In attesa che possano scendere in campo i pezzi da novanta.
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A: Juve vs Lazio 3-0. La concretezza di Allegri, schianta l’estetica di Sarri
( novembre 2022 )
Sesto successo di fila in campionato per la Juventus che batte per 3-0 la Lazio nell’ultima partita del 2022. I tre punti permettono ai bianconeri di superare proprio i laziali in classifica al terzo posto. La Lazio si presenta un po' rimaneggiata mentre Allegri schiera un 3-5-2 con Kean punta. La Juventus inizia subito con la voglia di chiudere positivamente la stagione e già al 5’ su ripartenza bianconera col pallone tra i piedi di Kean, il giocatore tenta la conclusione da posizione defilata ma la sfera finisce fuori. Al 11’ parata in due tempi provvidenziale: la squadra di casa prova ancora a sbloccare la gara, stavolta con Fagioli, ma non a sorprendere il portiere della Lazio. Al 13’ sale la Lazio con Felipe Anderson che aspetta una palla verticale: Bremer interrompe l’avanzata. Al 40’ altra ripartenza della Lazio innescata da Romero che prima scambia con Felipe Anderson, poi cambia gioco e lancia Pedro in profondità. Lo spagnolo calcia in porta cercando la giocata, ma finisce alta sulla traversa. Al 44’ perde palla Milinkovic a centrocampo, Rabiot ne approfitta per lanciare Kean: l’attaccante scavalca Provedel col pallonetto e gonfia la rete per il 1-0. La partita nel primo tempo è stata molto equilibrata giocata sopratutto a centrocampo con poche occasione. Il goal di Kean ha rotto gli equilibri in favore dei bianconeri e già nel secondo tempo la bilancia pende a favore della Juventus. Al 54’ raddoppia sempre Kean sfruttando un errore di Provedel: il portiere mette i pugni su tiro di Kostic, ma non blocca la sfera. Il giocatore non si fa attendere, arriva a rimorchio va in porta per il 2-0. I biancocelesti non trovano spunti e alla Juventus resta il pallino del gioco. Al 90’ Milik cala il tris, servito da Chiesa chiudendo di fatto la pratica. Allegri e i suoi giocatori in questo mese e mezzo hanno pazientato e sono stati capaci di recuperare la brutta partenza e l’eliminazione dalla Champions. La Juventus si è dimostrata in crescita anche in questa partita e con la pausa per i Mondiali e il meritato posizionamento al terzo posto in classifica, può respirare e vivere con serenità questo stop forzato e preparare con tutta calma il ritorno del campionato. Inoltre il recupero degli infortunati eccellenti può procedere con una certa linearità e senza fretta, visto le ottime prestazioni mostrate in questo finale. A gennaio, alla ripresa, la Juventus inizierà con la Cremonese e vedremo se i bianconeri riusciranno a mantenere l’imbattibilità della difesa e a migliorare ulteriormente in classifica.
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A: Verona vs Juve 0-1. Allegri gioca male? Ma la sua Juve è alla quinta vittoria di seguito
( novembre 2022 )
Quinto successo di fila in campionato per la Juventus che batte di misura il Verona per 1-0. I tre punti permettono ai bianconeri di raggiungere il terzo posto a soli due punti dalle seconde Milan e Lazio. La partita inizia con i gialloblu in attacco già dal 3’ minuto con Sulemana, che su pallone respinto malamente da Danilo, calcia di collo esterno dal limite sfiorando il palo. La Juventus cerca di contenere e respingere l’aggressività dei veronesi e la manovra bianconera risulta lenta e con molti errori individuali. Al 16’ Cuadrado sbaglia in uscita per Fagioli, riparte il Verona. Pallone a destra per Lasagna che sterza e calcia di sinistro: blocca in presa Perin. Un minuto più tardi altra occasione per il Verona con Kallon che scappa via a sinistra, crossa profondo per Lasagna che fa da sponda al centro per Djuric. L’attaccante è anticipato in extremis dal grande salvataggio di Danilo. Al 21’ la prima occasione per gli ospiti con Milik che su lancio millimetrico dalla difesa di Bonucci lo pesca in movimento alle spalle della difesa, controlla e calcia di sinistro ma para Montipò. La partita prosegue senza grosse occasione da entrambe le parti. Al 37’ azione manovrata da parte della Juventus. Fagioli scarica per Cuadrado che gliela ridà, suggerimento per il tiro al volo di Locatelli che apre l’interno e trova i guantoni di Montipò. Al 43’ buco nella difesa della Juve, con Bremer anticipato di testa. Locatelli in scivolata spalanca la strada a Lasagna che serve Sulemana. Davanti a Perin manda clamorosamente a lato, ma Di Bello segnala il fuorigioco. Finisce il primo tempo con un pari giusto per il gioco e le occasioni che le due squadre hanno creato. Il secondo tempo prosegue con una paio di occasioni su calcio punizione per i veronesi. Al 48’ la punizione viene scodellata sul secondo palo e Dawidowicz anticipa Cuadrado ma manda di pochissimo a lato. Al 51’ sempre su punizione di Kallon ancora per il difensore Dawidowicz, si gira e spedisce alto sopra la traversa. Al 58’ si fa rivede la Juventus con Rabiot che sguscia via a destra, cross basso per Kean che in spaccata non ci arriva. Al 60’ arriva il vantaggio dei bianconeri. Infiocchettano l’azione Rabiot e Milik. Il polacco per il francese, che verticalizza per Kean: davanti a Montipò non sbaglia. Al 72’ la Juventus cerca di arrotondare il vantaggio con Bremer che viene liberato dal tacco di Miretti ma Bremer se la allunga troppo e viene fermato dall’uscita di Montipò. Al 75’ su mancata concessione di un rigore per un tocco di braccio di Danilo genera una partita tesa e fallosa. Al 84’ Bonucci alza la gamba e Verdi cade a terra. Di Bello assegna rigore inizialmente, poi va a controllare il VAR e cambia decisione. Contro fallo sul capitano della Juventus. Saltano gli schemi nel finale. Squadre lunghe, bianconeri in difesa del vantaggio. Al 90’ doppia chance da corner: prima Bremer liscia sul secondo palo, poi Paredes la rimette per Di Maria che al volo sfiora il gol. Finisce la partita con una vittoria importante per la Juventus sia per la classifica che per il morale. La partita dal punto di vista tecnico non è stata molto interessante. La Vecchia signora appare in crescita, considerando anche che ha un’ottima di difesa che anche in questa gara non ha lasciato segnare gli avversari. Peccato che manchi una partita alla fine del campionato perché i bianconeri sono apparsi più sereni e ottimisti. L’ultima partita, prima della pausa mondiale, risulterà alquanto interessante perché la vedrà fronteggiare la Lazio, che si trova a soli due punti sopra i bianconeri al secondo posto e battendola, avvenimento non impossibile, si può posizionare in modo che a gennaio sia in pole position per una ripartenza positiva.
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A: Juve vs Inter 2-0. Juve di rabbia e concreta affonda l’Inter sciupona
( novembre 2022 )
Derby d’Italia, spettacolo assicurato. Non sempre le giocate sono state di altissimo livello, oppure non tutte le stagioni sono state così ricche di campioni in campo, ma mai sono mancate le emozioni tra le due rivali storiche, Juventus e Internazionale. Allegri e Inzaghi si giocano tantissimo. Specie il mister della “Beneamata” ha la possibilità di proiettarsi sul podio agguantando Atalanta e Lazio al terzo posto. I bianconeri possono rilanciarsi nella classifica, scavalcando proprio i nerazzurri, ma anche moralmente e di convinzione, per il proseguo del Campionato. Come sempre Allegri deve inventarsi la formazione per via delle assenze pesanti. La grande novità, al di fuori di chi scende sul prato verde, è lo schieramento adottato dai padroni di casa. Difesa a tre con Bremer, recuperato all’ultimo, con Danilo e Sandro ai lati. Centrocampo a cinque, con due corridori come Cuadrado e Kostic sulle fasce. Locatelli in regia con Rabiot, Miretti e Fagioli a fare da cerniera in mediana e uno dei tre a turno a fare anche da supporto al centravanti di riserva Milik. Per un Vlahovic in tribuna, quanto meno Allegri può fare affidamento in panchina, per la parte finale di gara, di calciatori del calibro di Chiesa, Bonucci e Di Maria. Squadra tipo per Inzaghi nel suo 3-5-2, al netto delle assenze di Brozovic e Lukaku. Sin dalle primissime battute, sono gli ospiti a comandare le operazioni. I piemontesi sono piuttosto abbottonati e la ragnatela di passaggi nerazzurri non riesce ad essere così rapida e pericolosa come Inzaghi vorrebbe. Tuttavia il primo tempo è completamente targato Inter. Szczesny non dovrà compiere miracoli nei primi 45’ minuti, ma sono almeno sei le occasioni da reti potenziali create dai milanesi. Tre sono veramente nitide. Lautaro dopo un buon giro palla al limite dell’area bianconera tira di prima ma non trova la porta con Szczesny immobile. Così come l’estremo difensore juventino ringrazia la pessima mira di Dzeko, quando su corner il bosniaco impatta bene di testa ma la sfera esce di un non nulla. Ma la più limpida delle occasioni per passare in vantaggio ai nerazzurri, è poco prima della pausa caffè. Barella sulla destra vola via, e crossa basso e forte in centro area. Dumfries sceglie bene l’inserimento ma la sua scivolata non è fortunata. Con la porta spalancata, manda la sfera alta. Nella ripresa il copione non pare mutare, anzi, visto che già dopo neppure due giri d’orologio, Canhanoglu al limite dell’area avversaria, accelera bene prendendo il tempo al suo marcatore davanti e fa partire un siluro a scendere che Szczesny è bravissimo a smanacciare sulla traversa, rifugiandosi in angolo. La pressione nerazzurra è continua, ma i padroni di casa, reggono bene l’urto e 5’ minuti dopo la traversa colpita dal turco, la storia della gara cambia completamente. Da corner interista, la retroguardia bianconera spazza via sulla propria sinistra. Kostic và via alla marcatura di Barella e corre come un treno sulla sua fascia. La difesa interista arretra, ma non stringe bene le maglie e Rabiot, che ha seguito l’azione e colpendo molto lateralmente la palla, la indirizza sul palo lontano dove Onana non può fare nulla. Torinesi inaspettatamente avanti, ma oltre alla rete acquisiscono tanta sicurezza e le energie si moltiplicano, tanto quanto i nerazzurri si innervosiscono e perdono concentrazione e distanze. Ora i ragazzi di Allegri sono ancora più aggressivi e ad ogni palla non perfetta interista, rubano sfera e ripartono ad ogni occasione. Và anche in rete su corner con Danilo, ma la Var, annulla per un tocco involontario della mano. Inzaghi corre ai ripari e con Correa e le corsie nuove si schiera con un ultra offensivo 3-4-3, costruendo i presupposti per pareggiare due volte, ma anche esponendosi ai contropiedi. Kostic a sinistra inventa un bolide che Onana è bravo ad allungare sul palo. La partita è apertissima. La rete da una parte o dall’altra è nell’aria. Lautaro su filtrante perfetto di Correa spreca sul piede di Szczesny e Dzeko spreca l’ultimo passaggio che avrebbe messo nuovamente Martinez libero di tirare. Sul rovesciamento di fronte, un bel contropiede juventino porta al raddoppio di Fagioli, complice la deviazione disperata di Gosens che spiazza Onana. L’Inter non ha la forza e la testa per riassestare il match nei 10’ minuti finali. Allegri sorride e Inzaghi perde l’ennesimo scontro diretto e non può essere un caso.
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C.L.: Juve vs PSG 1-2. Bella prova, ma sconfitta da Europa League
( novembre 2022 )
Nonostante la sconfitta per 2-1 contro il Psg, la Juventus approda all’Europa League, in virtù della sconfitta contro il Benfica rimediata dal Maccabi che era la diretta avversaria dei bianconeri nella corsa ad un posto nell’Europa minore. La Juventus subito entra in campo motivata per cercare di vincere e già nei primi minuti ci prova con Milik ma trova l’opposizione della difesa del Psg. Il Psg cerca di controllare il gioco ma la Juventus sembra più determinata. Al 8’ Kostic in allungo a sinistra, il cross arretrato viene respinto dalla difesa sui piedi di Locatelli che di destro di prima intenzione tira e il pallone non esce di molto. Il Psg non sta a guardare e al 14’, forse immeritatamente, su errore di Gatti che buca l’anticipo, Mbappé raccoglie, sterza e dal limite disegna un diagonale che fa palo goal con Szczesny battuto. Ma la Juventus non si scompone e cerca di ripartire già al 17’ con Locatelli che con un destro a giro da posizione defilata che sfiora l’incrocio dei pali. Al 22’ ci prova anche Cuadrado con un dribbling e pallone sul sinistro ma il pallone va fuori di poco. La partita in questa prima mezz’ora è veramente molto piacevole con la Juventus che non molla a differenza delle recenti prestazioni in cui non reagiva. Il Psg si rivede al 33’ con tiro di Messi che viene respinto dal portiere bianconero. Al 39’ finalmente il risultato viene portato in pareggio con un goal del timoniere Bonucci. Locatelli sventaglia per Cuadrado, che di testa la rimette in mezzo. Donnarumma sfiora ma c’è Bonucci sul secondo palo e in spaccata la mette dentro. 1-1. Il primo tempo finisce con un pareggio, anche se per le azioni viste in campo, la Juventus avrebbe meritato qualcosa di più. Riprende il secondo tempo e dopo alcune timide azioni del Psg, la Juventus vuole vincere e cerca in tutti i modi di segnare. Al 57’ occasione per Cuadrado su tiro-cross del colombiano che viene respinto con i guantoni da Donnarumma. La Juventus inizia ad essere stanca e a sbagliare alcuni passaggi. Infatti al 60’ su errore in ripartenza della Juve, ne approfitta il Psg con Mbappé che punta e salta Cuadrado. Destro a giro rasoterra parato da Szczesny. Al 69’ arriva la doccia fredda per i bianconeri con il goal di Nuno Mendes che ci mette due minuti a segnare. Su assist di Mbappé, si presenta davanti a Szczesny e lo fredda in diagonale. 2-1 per il Psg. I ritmi da questo momento si mantengono bassi e l’unica azione degna di nota arriva al 84’ con Chiesa, tornato dopo 10 mesi, su scontro con Sergio Ramos. L’esterno bianconero va giù in area ma per l’arbitro non è rigore. Finisce la partita e l’avventura in Champions per i bianconeri. Questa sera comunque si è vista una Juventus che ha giocato bene, vogliosa e rabbiosa di far bene, alcuni suoi uomini in grande spolvero come Locatelli e Cuadrado, e un giocatore ritrovato come Chiesa che in pochi minuti ha creato scompiglio negli avversari. Peccato per gli errori personali per inesperienza e per stanchezza di alcuni elementi bianconeri. Anche se il risultato di questa sera è una sconfitta, mister Allegri può, vista l’ottima prestazione contro il Psg, vedere la speranza di recuperare anche in campionato già subito contro una diretta avversaria per i piani alti della classifica come l’Inter che incontrerà nella prossima partita.
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A: Lecce vs Juve 0-1. Juventus convalescente ma vincente, quello che serviva
( ottobre 2022 )
Allegri lo ha dichiarato nel pre gara: “L’eliminazione dalla Champions, brucia e pesa, ma questa rabbia dobbiamo portarcela dentro per tutto il resto del Campionato e recuperare punti”. Ci sono momenti nei quali degli orpelli non ti deve interessare nulla. Però il mister della “Vecchia Signora” deve fare anche i conti con una infermeria chilometrica. Sono dieci i giocatori non disponibili e ai titolarissimi assenti come Di Maria, Chiesa, Bremer e Pogbà, si aggiunge anche Locatelli e Vlahovic. C’è quindi poco da inventarsi e Gatti, Soulè e Miretti partono gioco forza da titolari. Il centrocampo è affidato, obbligatoriamente ai più esperti McKennie e Rabiot, che avrebbero anche necessità di tirare il fiato. Come sulle fasce Cuadrado e Kostic devono sempre fare gli straordinari. Specie il colombiano, che parte nel 4-4-2 come terzino basso, ma poi accompagna sempre l’azione sulla sua fascia destra come se fosse un quinto di centrocampo. Basti dire che Miretti supporta in attacco Milik, che non avrebbe neppure i novanta minuti nella gambe. Il risultato di questa formazione stanca ed un po' raffazzonata è una Juventus, lenta nel movimento palla, che comanda le operazioni, ma senza incidere davanti. Dopo i primissimi minuti, il Lecce, schierato con un 4-5-1 ben coperto ma veloce e combattivo pronto a cogliere ogni sbavatura degli ospiti, non ha problemi a gestire la pressione ospite. Di fatti i primi 45’ minuti scorrono via senza sussulti. Un paio di tiri verso la porta leccese e un’unica quasi occasione a 3’ minuti dal riposo, quando Rabiot di testa in mischia colpisce bene ma non angola tantissimo e Falcone stendendosi sulla sua sinistra respinge lateralmente. La Juventus deve e vuole fare di più per recuperare terreno in Campionato che la vede a ben dieci lunghezze dalla vetta, anzi tredici, dato che il Napoli, capolista, ha da un paio d’ore triturato il Sassuolo. Infatti, quella che entra nella ripresa è un’armata bianconera più decisa, rabbiosa e volitiva. Sarà che al posto del mediano statunitense, entra un dinamico Fagioli in mezzo al campo. A tratti i padroni di casa sono schiacciati non nella propria metà campo, ma addirittura nella propria tre quarti con due file difensive da cinque uomini ciascuna. Iniziano a piovere occasioni ma la mira e un pizzico di sfortuna non aiutano la “Vecchia Signora”. Come quando in area Milik, da solo, si trova sbilanciato e troppo avanzato rispetto alla traiettoria della palla e la colpisce di tacco troppo debolmente e Falcone fa in tempo a buttarsi sulla sfera e bloccarla a terra, nonostante l’intervento in scivolata di Cuadrado. Allegri butta dentro altre riserve, ma dalle energie fresche come Kean, che rileva Miretti e affianca Milik e Ling-Junior per uno stanco Kostic sul binario sinistro. Un minuto dopo, al 73’ minuto, proprio sulla fascia sinistra si sviluppa l’ennesima azione offensiva torinese. Fagioli si trova la palla sul suo piede destro, spostato sulla sinistra, nella classica mattonella di Del Pieo, e allo stesso, identico, modo di “Pintirucchio”, pennella una parabola a giro spettacolare, che sbatte sulla parte alta del palo lontano, che lascia tutta la difesa e il portiere del Lecce, fermi e di sasso. Scoppia la felicità del giovane centrocampista, ma anche di tutta la panchina bianconera. Tuttavia la gara non è terminata ed il Lecce, che non ha nulla da perdere aumenta la pressione e alza il baricentro. Gli ospiti arretrano e cercano di sfruttare le ripartenze per raddoppiare, senza riuscirvi e la buona sorte, almeno per la sponda juventina, salva Allegri questa volta ad un minuto dal novantesimo, quando un diagonale dentro l’area colpisce in pieno il palo alla sinistra di Szczesny, che per tutta la gara non aveva dovuto compiere neppure una mezza parata. Partita vinta e solo sulla carta facile, perché sino ad ora nelle cinque gare casalinghe disputate in casa, i leccesi avevano perso all’ultimo istante alla prima Giornata con l’Inter e le altre quattro pareggiate 1 a 1. La Juventus, con la forza obbligata dei giovani si prende tre punti importanti.
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C.L.: Benfica vs Juve 4-3. Addio Champions, ora solo orgoglio per l’Europa League
( ottobre 2022 )
Fatale è stato il Benfica per la Juventus che perde 4-3 e dice addio alla competizione Europea più importante. La Juventus e il Benfica iniziano subito a viso aperto già dai primi minuti. Al 3’ i portoghesi ci provano già ad andare in vantaggio con un cross di Joao Mario dalla destra, Cuadrado di testa anticipa Ramos che indisturbato poteva colpire a rete. Ma i bianconeri non stanno a guardare e all’8’ McKennie imbuca per Vlahovic, che cerca il suggerimento per Kean ma il pallone troppo corto e allontana Antonio Silva. La partita sembra in parità nei primi 10 minuti, con il Benfica che fa girare palla e la Juventus che riparte in contropiede. Ma improvvisamente i bianconeri spengono il motore sia fisico e sia mentale e salgono in cattedra i portoghesi. Al 12’ su malinteso Danilo-Bonucci: non interviene nessuno dei due, ne approfitta Rafa Silva che ruba palla e si inserisce. Conclusione in diagonale, poi, troppo larga. Al 18’ arriva il vantaggio per i padroni di casa su calcio d’angolo corto, Enzo Fernandez scodella in mezzo per Antonio Silva che sbuca davanti a Gatti e batte Szczesny. La Juventus si scuote un po' e riesce subito ad agguantare il pareggio. Al 22’ su calcio d’angolo di Cuadrado, sponda di Danilo per Vlahovic che prima di testa viene murato da Vlachodimos, poi insacca su ribattuta. L’arbitro annulla inizialmente per fuorigioco per la posizione influente di Kean ma il check del VAR che convalida il gol,non a Vlahovic bensì a Kean. È 1-1. Quattro minuti più tardi arriva la doccia fredda con il rigore dato al Benfica: Aursnes viene fermato in area di rigore dal tocco di mano di Cuadrado. Joao Mario esegue un rigore perfetto e spiazzato Szczesny. La Juventus cerca ancora una volta di mettere il risultato in carreggiata ma al 35’ arriva il 3-1 per il Benfica. Pallone allargato per Joao Mario, che la rimette bassa per Rafa Silva: colpo di tacco indisturbato e Szczesny battuto. Il secondo tempo riprende e al 50’ Bonucci perde palla in uscita, il Benfica riparte subito col pallone in area per Rafa Silva. Tocco sotto e doppietta per il 4-1. La Juventus ha poche idee e il quarto goal le ha tagliato le gambe e nonostante il vantaggio il Benfica continua a macinare gioco. Al 75’ occasione Rafa Silva che si divora la tripletta l’attaccante: cross di Joao Mario, di prima manda alto da buona posizione. Al 77’ la Juventus accorcia con una gran giocata a sinistra di Iling, cross per Milik che in girata battezza l’angolino. Al 79’ McKennie scappa ancora via a sinistra Iling, cross smanacciato da Vlachodimos sui piedi di Soulé. Tiro respinto, poi McKennie non sbaglia sulla respinta. Risultato sul 4-3 e la Juventus prende coraggio per cercare il pareggio. Ma al 86’ la Juventus che era tutta in avanti per un corner, Iling buca la scivolata e spalanca il campo a Rafa Silva. Davanti a Szczesny prende il palo, poi Ramos non riesce a ribadire in rete. Ultima occasione per i bianconeri con Iling a sinistra, galoppata e cross a rimorchio per Soulé che colpisce di destro ma non trova la porta. Finisce la partita e anche l’avventura in Champions per i bianconeri. La Juventus si è complicata la partita con il rigore e ha reagito solo alla fine quando il Benfica era sicuro di portare a casa il risultato. I bianconeri sono apparsi per l’ennesima volta stanchi e privi di idee di gioco, poco reattivi sia mentalmente che fisicamente. La squadra non si può definire gruppo perché ognuno sembrava giocasse per sé. Pesano di sicuro gli infortunati importanti, come Chiesa e Pogba, ma forse pesa di più il fatto che i giocatori sembrino non seguire più le direttive dell’allenatore. La prossima partita sarà in Campionato contro il Lecce, ennesima partita spartiacque di questa stagione bizzarra per la Vecchia Signora.
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A: Juve vs Empoli 4-0. Juventus da Juve e diviene tutto facile, con poker.
( ottobre 2022 )
La più bella “Vecchia Signora” della stagione, ovvero dopo undici gare di Campionato e quattro di Coppa. Non è il risultato in sé, ma la prestazione dei ragazzi di Allegri a balzare agli occhi. E’ la prima volta, quest’anno che giungono due vittorie consecutive. Un bottino tra il derby della Mole e quest’oggi, di 6 punti, che permettono alla Juventus di scavalcare temporaneamente l’Inter. Il 3-5-2 bianconero se la deve vedere con la vivacità del 4-4-2 dell’Empoli. Una decina di giorni addietro, i padroni di casa avrebbero sofferto la brillantezza e la garra dei toscani. Ma quella vista contro i blu di Paolo Zanetti, è una vera Juventus con tutti i crismi del suo DNA. Tecnica, determinazione, ferocia e voglia di vincere ogni contrasto e in ogni centimetro del campo. Soprattutto non solo come singoli giocatori, ma come gruppo, dove un compagno ha sempre un aiuto vicino. Tutto quello che è venuto meno sin da metà agosto. I toscani vengono qui in Piemonte per dare seguito alla bella sfida giocata e vinta contro il Monza, ma davanti hanno una squadra affamata di successi. Lo si vede dal primo minuto. Cuadrado e Kostic aggrediscono le fasce in alto e Vlahovic e Kean sono ben supportati dai tre di centrocampo con Locatelli da metronomo e interni McKennie e Rabiot. Nei tre di difesa Rugani e Danilo affiancano Bonucci. I piemontesi sono cortissimi e dopo qualche minuto di assestamento il baricentro dei padroni di casa è alto. Kean dimostra nei primissimi minuti quanto sia desideroso di ripagare la fiducia del suo allenatore e di scrollarsi di dosso quella patina di “balottelliana” flemma, puntando un’intera difesa, ma la retroguardia riesce a portarlo molto sull’esterno. C’è gamba, forza e tanta volontà e così, all’8’ minuto, sul bel cross a giro, basso e teso da parte di Kostic, proprio Kean è lesto e bravo a smarcarsi e impattare bene sul primo palo non lasciando scampo a Vicario. I torinesi continuano a macinare gioco ma gli ospiti pian piano cercano di uscire dal proprio guscio e approfittare di qualche svarione avversario. Come alla mezz’ora quando il colombiano difende male palla sulla sua corsia e permette all’Empoli di andare pericolosamente al tiro ma Szczesny risponde bene e Rugani spazza. La gara è aperta e merito all’Empoli che ci prova, anche se per due volte prima della pausa i bianconeri hanno la possibilità di portarsi sul 2 a 0, ma di testa o di piede, la mira e Vicario impediscono di raddoppiare. Unico rammarico di una gara giocata bene dai padroni di casa, perché l’incubo dei suoi tifosi è quello che nella ripresa si sciolga e si faccia riprendere. Invece questa Juventus è di un’altra pasta. Altri 45’ minuti di spessore, di concretezza e rabbia da parte di tutti. Di fatto il bel primo tempo anche disputato dai toscani svanisce, dato che l’Empoli, affondato al 55’ minuto dal colpo di testa del centrocampista statunitense, su calcio d’angolo, sparisce dal rettangolo di gioco. Senza frenesia, ma con tranquilla padronanza dei propri mezzi, il gruppo di Allegri gestisce senza problemi, ma cercando comunque la rete e non permettendo più ai toscani di rendersi pericolosi. Anche Milik e Miretti, entrati a far rifiatare i compagni vanno vicini alla marcatura, ma negli ultimi dieci minuti di partita, ci pensa Rabiot con una doppietta a calare il poker e chiudere ogni ostilità. Una bel match, vinto bene con tutte le caratteristiche che deve avere e ha sempre avuto nella sua storia questa squadra. Il Campionato è veramente riaperto per Allegri e soci, tutto sta nel vedere se i diversi che sono davanti scivoleranno. Tuttavia il grande rammarico è la Champions. E’ vero che i miracoli nel calcio sono dietro l’angolo, ma questa Juventus non poteva scendere in campo un paio di settimane fa contro il Maccabi? E’ un vero peccato che la strada per gli ottavi sia altamente compromessa, con solo tre punti in quattro gare.
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A: Torino vs Juve 0-1. Juventus alla “Toro”, vince il derby e può ripartire
( ottobre 2022 )
Settimana molto difficile, probabilmente, la più complicata da inizio stagione questa per Allegri, i calciatori e tutto il Mondo Juventus. Dopo la brutta sconfitta a San Siro contro il Milan che ha portato la “Vecchia Signora” a ben dieci punti dalla vetta e all’ottavo posto, è giunta la ancor più brutta disfatta in Champions per mano del Maccabi, inaspettata, quanto meritata. Che oltretutto ne sancisce quasi l’eliminazione dalla coppa più prestigiosa e remunerativa, con le conseguenze sportive ed economiche che ne deriveranno. Polemiche e ritiro. Si riparte in Campionato e partita forse più insidiosa non può esserci, dato che è il derby della Mole. Avversario ostico, sempre e comunque, a prescindere dalla differenza tecnica tra le due squadre. Se la Juventus gioca come in Champions, contro la determinazione dei granata non potrà che finire male. Juric schiera i suoi con un aggressivo 3-4-3, mentre Allegri con un ampio 3-5-2. In difesa i due esterni sono Danilo e Sandro con il centrale che è il fischiatissimo dai tifosi avversari Bremer, con Bonucci che siede in panchina. Sulle corsie di centrocampo a dar manforte dietro, ma sopratutto a fornire cross avanti sono a sinistra Kostic e a destra l’onnipresente Cuadrado. Mckennie e Rabioti gli interni di centrocampo a far da scudo all’uomo in regia Locatelli. Ad affiancare Vlahovic non c’è Milik dal primo minuto ma Kean. Dopo una ventina di minuti di studio, dove le due squadre sono corte e si annullano con il pressing, i bianconeri salgono in cattedra e alzano il baricentro costringendo i granata ad arretrare il proprio a difendersi nella propria metà campo. Sale in cattedra allora Milinkovic-Savic che alla mezz’ora nel giro di un minuto salva per tre volte sugli attacchi juventini. Vlahovic è il trascinatore degli ospiti, e nonostante il risultato non si sblocchi e la porta avversaria sembri stregata, non si perde d’animo. Praticamente gli ultimi 20’ minuti del primo tempo sono completamente a tinte bianconere. Ciò nonostante, si và al riposo con il risultato di pareggio a reti inviolate. La Juventus continua con un buon pressing, ma quando ci prova c’è sempre l’estremo difensore del Torino a dire di no. Il primo tiro in porta dei padroni di casa giunge quasi dopo un’ora di gioco ma è un tiro strozzato che Szczesny non ha alcun problema a bloccare a terra. Il Toro si vede per circa 10’ minuti, complice anche una Juventus che deve rallentare il suo ritmo per respirare. Incredibile la palla che Kean si mangia davanti alla porta su splendido passaggio rasoterra di Kostic. Un Kean comunque molto più in partita e voglioso rispetto ad altre gare. Sta di fatto che al 73’ entra Milik al suo posto per aumentare il peso offensivo. Vuoi per la casualità o per un’effettiva forza d’urto superiore su corner la Juventus passa. Dalla destra d’attacco degli ospiti, Cuadrado scodella una palla insidiosa che a centro area Danilo è bravo a spizzare sul secondo palo. Tutta la difesa granata è tagliata fuori e Vlahovic è lesto e intelligente a sbucare dalle retrovie non cadendo nella trappola del fuorigioco e insaccare quasi in scivolata la palla non solo dell’1 a 0, ma anche della vittoria. I granata hanno con il recupero una ventina di minuti per scongiurare la sconfitta, ma non produrranno nulla di preoccupante per la retroguardia juventina. I bianconeri non mollano un centimetro e gestiscono la pressione avversaria senza patemi e si portano a casa i tre punti. Vittoria importante per la classifica certamente, ma sopratutto per una prestazione sul campo convincente sotto diversi aspetti. Forse per la prima volta quest’anno la Juventus gioca con la stessa intensità tutta la partita, dall’inizio sino al fischio finale. Crea palle goal e non subisce praticamente nulla. Riuscirvi in un momento difficilissimo, potrebbe essere il turbo per ripartire bene.
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C.L.: Maccabi vs Juve 2-0. Impotenza assoluta quasi salutando la Champions
( ottobre 2022 )
Crollo totale della Juventus in Champions che perde 2-0 contro il Maccabi Haifa, complicando la strada verso il passaggio del girone. La partita inizia subito con la Juventus in difficoltà. Al 3’ gran cross dalla sinistra di David, Pierrot colpisce di testa tra Rugani e Bonucci ma trova la respinta con i pugni di Szczesny. Il Maccabi continua a inviare pericolose palle in area e al 7’ arriva il vantaggio con Atzili. Su cross dalla sinistra di Cornud, Atzili colpisce di testa indisturbato e batte Szczesny. La Juventus non reagisce e al 11’ l’Haifa sfiora la traversa con Chery. Riparte forte il Maccabi. Atzili si presenta al limite e posiziona il mirino nell’angolino. Sinistro preciso respinto dal gran intervento di Szczesny. Un timido accenno di ripresa dei bianconeri arriva al 27’ su punizione di Paredes in mezzo, di testa Rugani impegna Cohen nell’uscita. L’azione prosegue, Bonucci cerca Milik in area ma il pallone è troppo lungo. Al 33’ lancio lungo per Milik, che tiene in campo il pallone e scarica per Alex Sandro. Destro del brasiliano deviato in angolo, ma l’arbitro ferma tutto per un fuorigioco precedente del polacco. Un minuto più tardi si rifà sotto il Maccabi con Cornud che scodella in mezzo dalla sinistra per Atzili, che si coordina in semi-rovesciata ma manda di poco a lato. Al 42’ arriva il raddoppio dei padroni di casa sempre con Atzili. Lavi sradica il pallone dai piedi di Cuadrado e dà il via alla ripartenza di Pierrot. Pallone allargato su Atzili il cui mancino si spegne all’incrocio. Nei tempi di recupero buona occasione per accorciare lo svantaggio su cross dalla sinistra per Vlahovic che di testa impegna Cohen nel miracolo. Sulla ribattuta Milik, a porta sguarnita, incespica sul pallone e fallisce clamorosamente. La Juventus torna in campo nel secondo tempo più motivata. Al 48’ Rabiot si invola a tu per tu con Cohen ma tarda troppo a calciare e viene rimontato dal grande intervento di Lavi. Al 54’ su calcio d’angolo di Cuadrado per la testa di Rugani, che impegna Cohen ad un grande intervento. Il Maccabi controlla il risultato e la Juventus cerca di accorciare le distanze ma senza convinzione. Al 61’ Vlahovic allarga per Cuadrado e poi va a ricevere in mezzo il traversone. Colpo di testa centrale, para Cohen. I bianconeri spingono alla ricerca di un gol che riaprirebbe la partita ma commettono troppi errori nell’ultimo passaggio. L’Haifa, forte del vantaggio dei due goal, non permette alla Juventus di rimettere in sesto la partita. Finisce con una brutta e meritata sconfitta per quello visto in campo, sia come atteggiamento mentale sia come gioco, per la Juventus. Una prestazione dunque da cancellare. Il Maccabi sembrava la squadra adatta per rialzare il morale dopo la sconfitta contro il Milan rimediata in campionato e per spazzare le nubi nere che sembrano diventare meno fitte ma che dopo stasera con la prestazione negativa si è creata la notte più fonda degli ultimi anni per i bianconeri. Il tempo per rimediare molto probabilmente c’è ma bisogna vedere quanta pazienza avrà la dirigenza nei confronti dell’allenatore e se i giocatori, che sotto l’aspetto mentale sembrano spenti, seguiranno il timoniere Allegri nella tempesta e che li porterà al derby con il Torino e li vedremo che se la nave naufraga definitivamente oppure si aprirà uno spiraglio di speranza. Altra tegola da segnalare per Allegri, l’infortunio di Di Maria, che complica ancora di più il cammino.
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C.L.: Juve vs Maccabi 3-1. 3 punti per correre avanti, ma passi indietro per crescita
( ottobre 2022 )
La Juventus guadagna i primi tre punti in Champions battendo il Maccabi Haifa per 3-1. La Juventus parte subito aggressiva con un pressing molto alto e con un ottimo possesso palla. Al 10’ Kostic cambia fascia per Cuadrado. Finta e controfinta poi scarico per Vlahovic, che apre all’interno ma trova l’ottima risposta di Cohen nell’angolino. Al 12’ Di Maria dà una palla geniale in profondità a Vlahovic, che aspetta e serve Kostic. Il serbo sterza, non calcia e serve ancora Vlahovic ma nonostante la porta scoperta, calcia a lato. I bianconeri continuano a premere scoprendosi, lasciando al 22’ un occasione in contropiede al Maccabi portata avanti da Chery ma il tiro dal limite di Tchibota si infrange sul muro bianconero. Ma a parte questa occasione la Juventus continua a macinare gioco. Al 29’ Rabiot vince un contrasto e fa carambolare il pallone verso Di Maria. Sinistro dal limite in precario equilibrio che sorvola la traversa. Due minuti più tardi altra occasione bianconera Rabiot mette in mezzo un pallone dalla sinistra, pescando McKennie sul dischetto del rigore. L’americano non aggancia bene e fa sfumare l’occasione. Al 36’ gli sforzi dei bianconeri si concretizzano nel vantaggio. Di Maria in verticale per Rabiot, che entra in area e disegna un sinistro potente sotto la traversa. Nulla da fare per Cohen. Il primo tempo finisce con la Juventus in attacco e meritatamente in vantaggio per 1-0. Al 50’ arriva il 2-0 su altra invenzione di Di Maria, Vlahovic davanti a Cohen pesca l’angolino e firma il raddoppio. La Vecchia signora si lascia un po' andare, lasciando spazi agli avversari. Infatti al 61’ si fa vedere il Maccabi, con il neo entrato Atzili che sfiora subito il gol, calciando a botta sicura dentro l’area ma trovando la respinta della difesa. Un minuto più tardi un intervento miracoloso del portiere bianconero, che ci mette la mano togliendo il pallone dall’angolino sul tiro di Atzili, vanifica l’accorcio del risultato. Ma al 75’ arriva il 2-1 del Maccabi,su imbucata di Chery, Bremer si fa cogliere alle spalle da David che supera Szczesny in uscita e riapre i giochi. Gli ospiti rinvigoriti, premono per il pareggio prendendo un palo al 81’ su punizione direttamente verso la porta dalla sinistra, pallone che si stampa sul palo. Ma al 83’ la Juventus cala il tris con Rabiot che su calcio d’angolo sul primo palo di Di Maria, anticipa tutti e si merita la doppietta. Al 89’ Kean cerca il quarto gol ma calcia addosso al portiere. Allo scadere dalle partita l’Haifa trova ancora un palo con Atzili e di seguito sempre su un tiro per calciato ma è bravo a parare Szczesny. Finisce con una vittoria meritata della Juventus, anche se nella seconda parte del secondo tempo il Maccabi ha impensierito un po' la difesa dei bianconeri, anche perché i ritmi bianconeri erano di molto calati appagati forse dal doppio vantaggio. In definitiva ottima prestazione di Rabiot e Di Maria, uomini determinati, ma nel complesso tutta la squadra ha giocato bene e tenuto il campo. La qualificazione è ancora aperta visto il pareggio tra Benfica e PSG. Adesso gli uomini di Allegri si devono concentrare in campionato se vogliono riprendere le dirette avversarie, iniziando da sabato con il Milan, che arriva da una brutta e preoccupante sconfitta.
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A: Juve vs Bologna 3-0. Allegri e la sua Juve, forse, partono ora
( ottobre 2022 )
Un Bologna convalescente sotto la recente guida tecnica di Tiago Motta, non è certo un banco di prova difficile e proibitivo, ma non lo era neppure il Monza prima della sosta, quindi, questa Juventus è stata per attitudine, voglia e gioco, probabilmente la migliore vista da inizio stagione. La Juventus torna a vincere dopo un mese di digiuno contro il Bologna per 3-0. I bianconeri partono subito aggressivi già al primo minuto con Alex Sandro che allarga per Kostic, che crossa a rimorchio per Locatelli. Il destro di prima intenzione termina alto. Al 13’ altra occasione su cross dalla trequarti di Kostic a pescare in area McKennie ma tutto solo, l’americano colpisce centrale, para Skorupski. Al 18’ ancora Kostic dalla sinistra, e ci riprova McKennie di testa ma il tentativo viene smorzato dalla difesa e raccoglie comodamente il portiere del Bologna. Finalmente al 24’ gli sforzi dei padroni di casa vengono premiati. Prima gioia in maglia Juve per Kostic. Vlahovic dà il via al contropiede percorrendo tutto il campo poi allargando per il connazionale, che prende la mira e col mancino incrocia perfettamente per l’1-0. La Juventus vuole chiudere la pratica al 30’ con Alex Sandro che va via a sinistra e la mette sul secondo palo per Milik. Tiro al volo a botta sicura del polacco respinto da un miracolo di Skorupski. Il Bologna non reagisce e si fa vedere solo al 40’ con un colpo di testa De Silvestri, a cui viene lasciato troppo spazio libero, che colpisce di testa indisturbato ma non riesce a dare forza al pallone e para Szczesny. Finisce il primo tempo con i bianconeri in partita. Reinizia la partita sempre con la Juventus che cerca di arrotondare il risultato. Al 51’ Kostic crossa a rimorchio per Milik, che di prima intenzione calcia ma spara alto da buona posizione. Ci riprovano al 57’ su punizione di Locatelli che va a pescare l’inserimento di Danilo, ma di testa non trova la porta. Due minuti più tardi, gli sforzi della Vecchia Signora vengono premiati con il 2-0 su splendida azione della Juventus in contropiede. McKennie cross sul secondo palo per Vlahovic che di testa batte Skorupski. Il Bologna è tramorito e al 62’ la Juventus cala subito il tris con Milik, che conta i passi e dal limite disegna un tiro sotto la traversa. Nonostante il vantaggio per 3-0 i bianconeri continuano a macinare azioni. Al 67’ Milik manda in porta Vlahovic, che davanti a Skorupski sceglie il pallonetto ma spara a lato. Al 69’ Alex Sandro suggerisce per Rabiot, che inizialmente si incarta ma riesce con un guizzo a passare ma il destro è ribattuto in angolo. Al 70’ angolo di Paredes, Milik di testa sul primo palo coglie in pieno la traversa. Unica occasione del Bologna al 83’ con un tiro di Orsolini. Finisce la partita con la Juventus in attacco e che meritatamente si porta a casa il risultato di 3-0. Il Bologna questa sera non è assolutamente riuscito a mettere in difficoltà la Juventus, considerando anche la bravura degli giocatori juventini che questa sera non hanno sbagliato nulla. I bianconeri erano aggressivi, vogliosi di vincere, tatticamente ben messi e attenti. Non hanno lasciato spazio agli avversari e hanno creato parecchie occasioni. Ottimi Milik e Kostic e anche la difesa che non ha subito nessuno occasione pericolosa. La Juventus ha riacceso i motori e vedremo nei prossimi match contro Macabi Haifa in Champions e contro i campioni d’Italia del Milan, se c’è abbastanza carica da poter proseguire positivamente la stagione.
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A: Monza vs Udinese 1-0. Juve, se anche Di Maria ti lascia, sei messa proprio male
( settembre 2022 )
Se le prestazioni sino a qui viste della Juventus, non sono state molto brillanti, a prescindere dal risultato finale, quella di oggi in Brianza, è stata forse la peggiore sin qui fatta. Allegri, squalificato dopo la rissa finale con la Salernitana, ha la grande occasione di accorciare con chi sta davanti in classifica. Infatti in trasferta, è l’ultima della Serie A ad ospitarla, ovvero il Monza che ha un solo punto e ha esonerato il suo allenatore Stroppa, per far gestire la squadra al secondo, il giovane Palladino. Peggior attacco e peggior difesa, l’hanno condannata a fanalino di coda. Palladino ha disegnato un 3-4-3 di copertura, ma pronto a far partire contropiedi. La Juventus invece nel suo 4-3-3 affianca alla punta Vlahovic, Di Maria a destra e Kostic a sinistra. Il problema semmai è a centrocampo, dato che a proteggere ai lati il centrale Paredes, c’è Mckennie e il giovane Miretti. I brianzoli sono carichi e compatti, sotto la guida del nuovo tecnico. Contro dei bianconeri piuttosto statici e senza idee, infatti sono i padroni di casa tenere il pallino del gioco. La sfida nel primo tempo non è molto entusiasmante, ma inaspettatamente i ragazzi di Palladino tengono bene il campo. Compito non impossibile dato che gli ospiti sono in assenza d’idee. La partita è senza vere occasioni da goal e priva di spunti emozionanti, ma la svolta avviene a 5’ minuti dal riposo. Di Maria, il talento argentino, sotto la pressione del suo marcaturo, al limite del regolamento, compie sotto lo sguardo attento di arbitro e Var un gesto di reazione tanto plateale quanto evidente, ovvero una gomitata di frustrazione in pieno petto al suo marcatore. Espulsione diretta senza appello. La Juventus si schiera immediatamente in un 5-3-1, probabilmente in maniera decisamente troppo prudente e conservatore. L’uomo in meno sicuramente è una lacuna non da poco, ma nonostante gli indisponibili alla corte di Allegri, la rosa bianconera è superiore a quella del Monza. La ripresa inizia senza mutamenti, ma La Juventus sembra un poco più attiva, ma nulla che vada ad infastidire Di Gregorio, alla difesa dei pali monzesi. Anche Perin, dall’altra parte non deve compiere parate importanti. I padroni di casa sanno comunque allargare bene il campo e sfruttare l’uomo in più. Di fatto, così facendo, al 74’ minuto, l’ennesimo traversone in area bianconera, porta avanti i brianzoli. Cross dalla destra d’attacco monzese che giunge nell’area piccola. Gytkjaer si smarca tra i due difensori centrali piemontesi e in quasi scivolata insacca dinanzi ad un Perin immobile. La Juventus è colpita. Prova una reazione ma Di Gregorio sino al termine della sfida non dovrà effettuare miracoli. Kean, entrato sul finale, ha la grande possibilità di testa per il pareggio,ma la palla giunge dritta dritta tra i guantoni dell’estremo difensore monzese. I bianconeri si bruciano anche, incredibilmente, un contropiede in superiorità numerica. Non bastano neppure i 9’ minuti di recupero, per creare grattacapi alla retroguardia di casa. Il Monza, dunque, trova la sua prima vittoria in Serie A nella sua storia. Lo fa contro la più titolata squadra nazionale. Grande merito alla voglia di vincere del Monza, ma la Juventus ci ha messo del suo. La quasi sconfitta casalinga contro il Sassuolo, è stata solo l’avvisaglia della sconfitta di oggi. Dopo sette gare di Campionato e due di Champions, sono giunte solo due vittorie, nella prima di Serie A contro il Sassuolo, e nella quarta sempre di Serie A contro lo Spezia. Risultati pessimi che fanno a gara con la qualità di gioco ancora peggiore. Allegri ha obiettivamente una lista di defezioni importante, per classe e quantità, ma ha anche responsabilità e molto lavoro da fare, tempo permettendo.
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C.L.: Juve vs Benfica 1-2. Juve, segni troppo presto, per più spegnerti avanti
( settembre 2022 )
La Juventus cade rovinosamente in casa 1-2 contro il Benefica nella seconda giornata di Champions League, restando a secco di punti e ultima nel girone. La Juventus inizia la partita con grinta con la voglia di chiudere subito il discorso. Al 5’ va subito in vantaggio con Milik. Paredes disegna una punizione in area per Milik, che di testa la gira in diagonale sul palo più lontano. I bianconeri cercano di allungare il vantaggio cercando di segnare in più occasioni il secondo gol. Al 10’ Kostic la mette in mezzo, allontana la difesa sui piedi di Paredes che calcia di prima ma trova l’opposizione della difesa. L’azione prosegue: Cuadrado scodella sul secondo proprio per Kostic che di sinistro sfiora il palo. Al 18’ altra azione pericolosa con Vlahovic in verticale per Miretti che entra in area e crossa forte in mezzo. Ma Milik non può arrivarci. Il Benfica non reagisce e sembra sotto attacco. Al 19’ Paredes in mezzo, sponda di McKennie di testa per Cuadrado che colpisce a tu per tu con Vlachodimos che manda fuori ma era comunque fuorigioco. Al 27’ il Benfica inizia la sua rimonta: Neres la disegna sul secondo palo per Ramos, che sbuca alle spalle di Bonucci ma non la angola e per fortuna Perin para. Al 39’ brividi per i bianconeri con Rafa Silva che con un destro a giro dal limite sbatte sul palo. Al 41’ Miretti pestando un piede a Ramos regala il rigore agli avversari che Joao Mario realizza portando il risultato in parità. Finisce il primo tempo con la Juventus che improvvisamente ed inspiegabilmente dopo i primi 25 minuti di grande agonismo e aggressività spegne il motore e fa emergere il potenziale dei portoghesi ai quali concedono il pareggio. Il secondo tempo inizia con il Benfica subito propositivo ma anche la Juventus cerca prima con Vlahovic e poi con Milik di riguadagnare il vantaggio ma trova un’attenta difesa portoghese. Al 55’ arriva la doccia fredda per i padroni di casa con il vantaggio per il Benfica. Fernandez passa con troppa facilità e serve in area Gonçalo Ramos. Perin fa un miracolo, ma non può nulla sulla respinta di Neres. I portoghesi continuano a mettere in sofferenza i bianconeri e solo un ottimo Perin riesce a limitare i danni. Al 63’ intervento miracoloso di Perin, che respinge il violento tiro dalla distanza di Rafa Silva e al 68’ Perin mette ancora i guantoni su Neres per salvare. La Juventus sembra a questo punto risvegliarsi e cerca almeno il pareggio. Al 72’ tiro-cross di Kean che si stampa sulla base del palo. Sulla respinta, Di Maria calcia a giro ma trova i guantoni di Vlachodimos. Al 83’ viene annullato giustamente un gol a Vlahovic per fuorigioco. Ultima occasione di pareggiare i conti capita a Bremer. Il brasiliano viene servito in area ma davanti a Vlachodimos calcia alto sprecando una clamorosa occasione. Finisce con una sconfitta per 2-1 la partita dei bianconeri. Che fosse difficile battere il Benefica, lo si sapeva perché sia in campionato che in Champions non aveva ancora perso, ma non è sembrata una squadra imbattibile. La Juventus, nonostante la buona volontà perché forse meritava il pareggio, e complica il suo passaggio del girone in Champions. Preoccupa la tenuta mentale dei giocatori. Dopo un avvio sprint in cui sono andati in vantaggio, i bianconeri hanno spento la luce e hanno iniziato ad arretrare e a rinchiudersi nella propria area nonostante il Benfica non desse segnali di voler pareggiare il conto. La squadra di Allegri soffre in difesa e ha concesso parecchi tiri dal limite perché il centrocampo non riesce a proteggere e quindi a ritornare per aiutare la difesa. Fisicamente appaiono stanchi ed inoltre mancano alcuni elementi di valore come Chiesa e Pogba che potrebbero fare la differenza. La prossima partita della Juventus, prima della pausa in campionato, sarà con il Monza che nonostante sia ultima in classifica e che finora non ha espresso gioco ma sarà galvanizzata dal cambio allenatore, potrebbe mettere in difficoltà ancora di più la serenità precaria e mentale della Vecchia Signora che è costretta a vincere se non vuole aprire definitivamente la porta della crisi.
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A: Juve vs Salernitana 2-2. Rimonta strozzata, ma il caos finale nasconde i problemi
( settembre 2022 )
Partita molto combattuta quella disputata tra Juventus e Salernitana che finisce in pareggio per 2-2 con parecchie polemiche su alcuni episodi chiave. La Juventus arriva da una sconfitta, forse immeritata, in Champions mentre la Salernitana arriva da 4 risultati consecutivi positivi. Entrambe le squadre partono forte ma è la Juventus che nei primi 15’ minuti cerca subito il vantaggio. Al 6’ Miretti in dribbling salta due avversari e calcia rasoterra davanti a Sepe ma para il portiere della Salernitana. Sempre Miretti, due minuti più tardi, ci prova con un cross che passa a Kean ma Sepe si immola. La Juventus mette pressione ma è la Salernitana che al 19’ va in vantaggio. Buco di Cuadrado, che si fa scavalcare dal pallone e permette a Mazzocchi di entrare in area. Sinistro in mezzo, Candreva sul secondo palo insacca. I bianconeri nonostante lo svantaggio cercano di recuperare ma la Salernitana si chiude bene. Al 39’ Kean imbuca per il serbo Vlahovic, che insacca nell’angolino ma l’arbitro annulla tutto per fuorigioco. Il primo tempo sembra volgere al termine con la Vecchia Signora che al 45’ su contropiede il colombiano Cuadrado entra in area e prova a servire Vlahovic ma sbaglia e recupera molto bene la difesa. Ma non finisce così. Al 46’ arriva una doccia gelata per la Juventus con un rigore assegnato alla Salernitana. Paredes buca l’intervento, Dia si invola verso l’area e crossa per Piatek. Tiro deviato con la mano da Bremer. L’arbitro va a vederlo al VAR e lo concede e Piatek da dischetto non sbaglia portando la sua squadra in vantaggio per 2-0. Inizia la ripresa con la Juventus che deve cercare subito di segnare se vuole rimettere in carreggiata la partita. Ed infatti già al 47’ su calcio d’angolo in area, Bremer di testa trova Dylan che salva col corpo. Ma al 51’ Kostic crossa in area, Bremer rimasto su la schiaccia in porta per il 2-1. I bianconeri continuano a mettere in difficoltà la Salernitana per cercare di pareggiare già dopo pochi minuti. Al 51’ Vlahovic scatta in verticale, aspetta un po’ per il cross poi la mette in mezzo. Fazio la devia sul palo anche se l’arbitro Marcenaro ferma tutto per fuorigioco. Questo secondo tempo è tutto bianconero. Al 65’ ancora Vlahovic che con un mancino a giro ma riesce a rinviare in qualche modo Sepe. Al 75’ golosa occasione per pareggiare. Passa il pallone in area, Cuadrado a porta sguarnita centra il difensore. L’azione prosegue, Vlahovic se la porta sul destro e calcia in porta ma il tentativo finisce di poco a lato. Al 79’ un tiro timido di Dia potrebbe mettere in difficoltà Perin ma blocca sicuro. È un assalto verso la porta della Salernitana ma senza trovare il pareggio. Al 91’ arriva un rigore per la Juventus: Alex Sandro viene steso in area da Vilhena e per l’arbitro è rigore che viene tirato da Bonucci. Sepe intuisce il suo rigore, ma poi Bonucci insacca sulla ribattuta per il 2-2. Ma la partita non è finita. Al 95’ Milik di testa da calcio d’angolo la ribalta in rete per il vantaggio juventino ma Marcenaro annulla la rete per un presunto fuorigioco di Bonucci che, secondo il regolamento, è parte attiva dell’azione. Finisce la partita con un pari tra le due formazioni e con un parapiglia con 3 espulsi juventini tra i quali l’allenatore Allegri. Nel primo tempo della Juventus si è dimostrata disattenta regalando palle giocabili agli avversari e poco precisa nelle azioni. Alcuni elementi ma nel complesso tutto la squadra non era concentrata. Nel secondo tempo è emersa la cattiveria e con la disperazione di non voler perdere sono riusciti a recuperare lo svantaggio e quasi a vincere. La Juventus è risultata ancora fragile in difesa e alcuni giocatori come Kean forse non andrebbe messo da titolare. Mister Allegri dovrebbe fare un po' di turnover intelligente su giocatori di una certa età come su Cuadrado che questa sera è apparso stanco. Come sempre ottimo Vlahovic che ci prova in tutti i modi, bene Milik nel secondo tempo e anche il giovane Miretti che si è dimostrato un ottimo giovane. Allegri ha ancora molto da lavorare e la strada è in salita considerando che già mercoledì lo aspetta il Benefica, primo nel suo campionato e nel girone di Champions e ha sempre vinto in questa stagione.
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C.L.: PSG vs Juve 2-1. Sconfitta che sembrava tragica, ma finisce in positivo
( settembre 2022 )
La Juventus inizia il suo cammino in Champions con una sconfitta per 2-1 contro la squadra di fenomeni del PSG. La Juventus arriva da un brutto pareggio in campionato contro la Fiorentina mentre il PSG è in piena forma con il primato in campionato. La partita inizia con le due squadre che si studiano. La prima a provarci in contropiede è la Juventus che mette in crisi la difesa parigina ma Donnarumma in uscita sistema l’errore della sua difesa. Al 5’ il Psg va su subito in vantaggio con un formidabile scambio tra Neymar e Mbappè, che castiga subito la Vecchia Signora calciando al volo in area e superando agevolmente Perin. La Juventus è frastornata ma cerca comunque di creare delle manovre per arginare le folate del PSG e per cercare di raddrizzare il risultato. Infatti al 18’ su insidioso colpo di testa di Milik su cui Donnarumma si fa trovare pronto, la palla resta lì e la diagonale di Kostic termina poi sul fondo. Ma al 21’ il Psg segna il suo secondo gol. Con impressionante lucidità, precisione e velocità Mbappè infila per la seconda volta Perin, dimostrando il suo immenso valore. Il 3-4-3 del Paris Saint Germain è molto efficace: i francesi hanno un centrocampo che corre e che, quindi, all'occorrenza si sposta in fase difensiva, con il risultato che quando la Juventus attacca si ritrova davanti 7 persone che non fanno passare i suoi giocatori. Il primo tempo termina con la Juventus che non riesce a concretizzare le poche occasioni avute, a differenza del PSG che su due tiri in porta segna due gol. Il secondo tempo inizia con la Juventus che si prova con Kostic al limite sugli sviluppi di un calcio di punizione ma para Donnarumma. Gli sforzi dei bianconeri vengono premiati al 7’ del secondo tempo con un gol di McKennie che su cross di Kostic da corner da sinistra, svetta di testa e riapre la partita. La Juventus sembra ritornata in partita e il Psg soffre. Al 10’ Vlahovic la schiaccia di testa su cross da destra, Donnarumma chiamato a un intervento complicatissimo ma para. Al 13’ ci prova l’ex Rabiot che manda di poco alto il pallone su un tiro da lontano. Il Psg cerca di reagire con il suo uomo migliore della serata Mbappè che conclude un triangolo in velocità calciando a incrociare da sinistra, ma "strozza" troppo il tiro, che esce. A dieci minuti dalla fine i bianconeri si fanno molto pericolosi con un'azione orchestrata da Kostic e Locatelli a sinistra ma ancora una volta Donnarumma ci deve mettere una pezza. A tre minuti dalla fine Perin limita i danni parando di piede un tiro a colpo sicuro di Neymar. Si conclude la partita con la vittoria del PSG anche se il risultato più adeguato sarebbe stato il pareggio. La Juventus, nonostante le difficoltà sia di forma fisica, sia per assenza di alcuni elementi importanti,sia alla corazzata di campioni messa in campo stasera dal PSG, si è comportata degnamente e meritava qualcosa di più. Stasera la Juventus ha dimostrato di essere sulla strada giusta per poter passare il turno tenendo testa e mettendo in ansia i parigini. La Juventus deve tornare cinica come lo è stato il Psg (3 tiri, 2 gol) questa sera se vuole sperare di andare avanti in Champions e recuperare in campionato. Il prossimo impegno dei bianconeri sarà agevole sulla carta contro la Salernitana, anche se dalle ultime prestazioni contro le squadre medio-piccole la Juventus ha sempre faticato e non è riuscita a portare a casa in pieno il risultato.
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A: Fiorentina vs Juve 1-1. Goal iniziale e Perin salvano una brutta Juventus
( settembre 2022 )
Non è uscita sconfitta da questa trasferta, ma senza dubbio è la più brutta Juventus vista in questo inizio di stagione. Allegri nel suo 4-3-3 schiera la difesa titolare con Danilo a fare da centrale con Bremer e Paredes subito perno principale a centrocampo affiancato da Locatelli e McKennie. Vlahovic in panchina, probabilmente sofferente dell’aria toscana, visti già i precedenti. Comunque il tridente offensivo è piuttosto spaventoso, dato che a fare da ariete avanzato c’è Milik e a sinistra Kostic e a destra Di Maria. Italiano non si fa impressionare e dispone i suoi in modo speculare. Un marchio di fabbrica dell’ultimo periodo dei bianconeri è la rete iniziale più o meno a freddo. Infatti, al primo vero affondo degli ospiti, la banda allegriana passa in vantaggio. Siamo al 9’ minuto quando Cuadrado arriva sul fondo sulla destra offensiva. Raccoglie dall’altra parte Kostic che prova un diagonale in mezza volé che sbatte a terra, si impenna e beffa portiere e difensori avversari. Milik è bravo e lesto a usare glia addominali per spingere di pancia la palla in rete. L’ennesima gara messa subito in discesa da parte della “Vecchia Signora”. Tuttavia la Fiorentina, colpita a freddo, non si perde d’animo e alza il ritmo delle giocate. Di fatto gli ospiti escono di scena a livello offensivo e Terracciano non dovrà mai più sporcarsi i guantoni. Le prove di pareggio giungono da un paio di traversoni e successive conclusioni temibili che Perin e difensori neutralizzano agevolmente. La frittata avviene poco prima della mezz’ora quando da un corner battuto in attacco dai piemontesi, ha la meglio a spazzare via la sfera la retroguardia toscana e tra rimbalzi e carambole la mediana juventina non intercetta. Parte veloce, ben servito a centrocampo Kouamé che è inseguito da due juventini. Bravo il viola a mantenere forza fisica dopo lo scatto e soprattutto lucidità nel trafiggere Perin per l’ 1 a 1. La Juventus non si scuote, anzi, si rintana e rischia grossissimo prima del fischio del riposo. Su un di un cross teso e basso dalla sinistra d’attacco dei padroni di casa, Paredes è sfortunato, ma anche poco attento a tenere il braccio piuttosto largo. La Var evidenzia come la sfera sia intercettata appunto dall’arto, anche se involontariamente. Il rigore è ben battuto, ma Perin è bravissimo a intuire prima l’angolo basso e deviare con le punta delle dita la sfera sul palo interno, con la palla che successivamente danza sulla linea per uscire dall’altra parte. Scampato il pericolo Allegri inserisce De Sciglio per dare un po’ di riposo a Di Maria subito dal ritorno dagli spogliatoi, ma soprattutto a conferire un po’ più di equilibrio al suo 11, in netta sofferenza. Così facendo i piemontesi si schiacciano ancor di più nella propria metà campo e saranno 45’ minuti di sofferenza sia per la retroguardia bianconera che per le coronarie dei tifosi bianconeri. Perin si supera su un tiro velenosissimo da fuori destinato a insaccarsi sotto la traversa. Probabilmente Allegri avrà voluto allenare i suoi alla vicina partita contro i francesi del PSG e i loro fortissimi attaccanti. Ma su cinque gare questo è già il terzo pareggio, il peggiore comunque, che sta anche piuttosto stretto ai viola.
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A: Juve vs Spezia 2-0. Vlahovic nel motore bianconero basta, per ora
( agosto 2022 )
La partita di Allegri per antonomasia. Poco sforzo per vincere, pochi rischi “veri” dalle parti della propria porta e tre punti quindi senza subire goal. Gotti predilige il suo Spezia ben coperto e dal baricentro arretrato con il suo 5-3-2 pronto a rubare palla e ripartire, ma dopo 9’ minuti deve cambiare atteggiamento. Come contro la Roma, praticamente con la funzione copia in colla. Fallo su Cuadrado, al limite dell’area spezzina spostati sulla destra d’attacco bianconera. Sulla punizione c’è il numero 9, nuovo idolo della tifoseria di casa e con la medesima forza e precisione la manda sotto la traversa, ma questa volta senza toccarla. La Juventus è tutta nell’espressione del suo centravanti. Ha fame di vittoria, non si accontenta e combatte su ogni pallone. Ha tecnica, ferocia e forza da vendere, al contrario del suo compagno laterale di sinistra. Allegri scende in campo con un 4-3-3 dove Gatti affianca Bremer come centrale di difesa. Miretti nuovamente titolare nei tre di centrocampo e ad affiancare Vlahovic davanti vi è appunto Cuadrado a destra e Kean a sinistra. Entrambi sbagliano tanto, ma mentre Cuadrado nell’impegno e nella corsa non lesina sforzi, Kean talvolta pare pure svogliato. Lo Spezia è costretto a mutare strategia ed inizia dopo la rete subita ad alzare il baricentro. L’unico vero sussulto però il tifoso juventino lo prende a 2’ minuti dalla pausa caffè. Szczesny esce male su di un cross proveniente dalla sua sinistra. La palla gli sfugge dalle mani ed è subito mischia, che la difesa bianconera risolve impadronendosi della sfera. Nel frattempo il suo portiere rotola a terra dal dolore per la caviglia girata. D’obbligo il cambio per comunque il bravissimo Perin. Che sino al termine della sfida non dovrà effettuare la minima parata. Il secondo tempo lo Spezia ci prova ad imbastire delle azioni da rete, ma la Juventus non ha la minima difficoltà a gestire le sortite liguri. Piuttosto se c’è da rimproverare qualcosa ad Allegri e a suoi ragazzi, è il non essere determinati a chiudere la sfida quando c’è la hai in pugno. Cosa che è costata già la vittoria e quindi i tre punti quattro giorni prima in casa con la Roma. Evidentemente, però, Gotti non è fornito tra i suoi calciatori a disposizione, della medesima qualità e tecnica di quelli che ha a disposizione Mourinho. Lo Spezia sino al termine della partita non riuscirà ad effettuare neppure un tiro in porta, cosa avvenuta anche a San Siro contro l’Inter. Gli ospiti hanno il giusto coraggio per provarci e di fatto diversi cross nell’area bianconera giungono, ma è sempre la retroguardia bianconera ad avere la meglio sugli attaccanti spezzini. Allegri a mezz’ora dal termine inserisce qualità e corsa affianco a Vlahovic con Kostic e Di Maria. Lo Spezia fatica infatti a salire con costanza e subisce anche un paio di ripartenze pericolosissime. Solo in pieno recupero, da una palla a centrocampo ben gestita da Miretti, i padroni di casa chiudono la gara raddoppiando. Milik, subentrato proprio a Vlahovic, firma il suo debutto, coprendo la palla in mezzo all’area e girandosi trova il diagonale vincente. Non una brillantissima Juventus dunque, ma efficace senza dubbio. Tre punti dovevano arrivare e tre punti dopo due pareggi consecutivi sono giunti. Certo che se tutti i bianconeri dimostrassero la grinta e la caparbietà del numero nove, molti problemi ad Allegri si risolverebbero automaticamente. La prossima uscita sarà a Firenze, con i viola sicuramente arrabbiati e vogliosi di rifarsi dopo la sconfitta in Friuli.
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A: Juve vs Roma 1-1. La bella Juve dura solo a metà e non basta
( agosto 2022 )
Se guardi la Juventus della prima frazione, ti viene subito da associarla alle grandi d’Europa. Per gioco e soprattutto tanta intensità. Specialmente se si considerano le mancanze eccellenti che in Champions daranno tantissimo. Contro il suo vero primo test impegnativo, Allegri davanti alla capolista Roma di Mourinho deve come sempre fare i conti con le defezioni. Per uno Szczesny tra i pali, recuperato dopo i problemi muscolari, ad affiancare Bremer troviamo Danilo. I tre di centrocampo sono Locatelli, Rabiot e Miretti, mentre a supportare dalle fascie Vlahovic vi sono Cuadrado e Kostic. Mou risponde al 4-5-1 bianconero con un 3-4-3 mascherato in fase di non possesso palla in un 5-4-1. Tuttavia, a dispetto dai moduli e dei nomi che scendono in campo, spesso a fare la vera differenza sul rettangolo di gioco è l’atteggiamento. Dal primo secondo i padroni di casa dimostrano una ferocia assoluta. Neppure una quarantina di secondi e Cuadrado è messo a terra al limite dell’area romanista. Spostati sulla destra offensiva juventina, sulla punizione ci và Vlahovic. Perfetta e imprendibile la sua palombella, che con forza si insacca sbattendo sotto la traversa lasciando impietrito non solo Patricio, ma tutta la Roma. E’ trascorso un minuto e mezzo e i padroni di casa sono in vantaggio. C’è ancora tutta una partita da disputare, ma la Juventus è padrona assoluta. In ogni zona del campo sono i piemontesi a vincere i duelli. Il colombiano, come spesso accade è quello che dimostra maggiore intraprendenza. Talvolta anche troppa, dato che sovente sulla corsia destra tenta la conclusione senza appoggiare magari a compagni meglio posizionati. L’espressione cattivissima e grintosa che ha in ogni istante Valhovic, rispecchia con quanta determinazione sono scesi i bianconeri. Szczesny dovrà fare un’unica parata per un tiro di alleggerimento da lontano da parte di Pellegrini. La Roma nonostante giochi con Abraham supportato dalla mezza punta italiana e dal grande ex Dybala, non riuscirà mai a ripartire e men che meno ad imbastire un’azione. A stento i giallorossi contengono la furia bianconera. La gara sembra indirizzata definitivamente al 25’ minuto, quando Locatelli raddoppia su assist arretrato da parte del colombiano. La var mostra però al principio dell’azione quando Vlahovic resiste al contrasto da dietro di Cristante, che la palla, rimbalzando in alto colpisce il braccio largo dello juventino. Sottigliezza, che però tiene in gioco una Roma inesistente e che nella ripresa riemergerà. I cambi di Mourinho immediati nel secondo tempo permettono parzialmente di alzare il baricentro romanista, ma più che ai meriti giallorossi, che indubbiamente ci sono perché non si sono lasciati travolgere dalla marea bianconera, vi sono i demeriti juventini per aver abbassato l’agonismo e la cattiveria. Certo Kean, McKennie o Rovella dalla panchina non sono, ad oggi, calciatori che ti danno la svolta, però nella ripresa la Juventus ha giocato consapevole della propria superiorità dimostrata nella prima frazione. Questa, forse supponenza inconscia, viene pagata a caro prezzi a 20’ minuti dal termine quando sul cross dalla sinistra verso la destra ,Dybala, in mezza rovesciata rimette la palla nell’area piccola e Abraham non sbaglia per il pareggio. La Juventus quasi non ci crede e rischia di pagare più tardi un conto ancora più salato se Milik non avesse salvato sulla linea. Pareggio che premia moltissimo la Roma e ha ragione Allegri quando asserisce che le squadre dell’allenatore portoghese vanno abbattute subito perché altrimenti non muoiono mai. Altri due punti buttati.
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A: Samp vs Juve 0-0. Un passo indietro nel gioco e due punti in meno
( agosto 2022 )
Se ad una squadra farcita di campioni o grandi giocatori, togli proprio loro, la stessa formazione diviene quasi un gruppo normale. Allegri oltre a Bonucci, Chiesa e Pogba, questa volta deve fare i conti anche con l’assenza di Di Maria, che contro il Sassuolo si è dimostrato il vero trascinatore per carisma e qualità. Il 4-3-3 previsto da Allegri vede la forza di Kostic e la velocità di Cuadrado, affiancare Vlahovich, supportati dai tre di centrocampo Mckennie, Locatelli e Rabiot. Anche nel reparto arretrato la Juventus deve metterci una pezza, con Rugani e Bremer a comporre una coppia inedita di centrali davanti a Perin. Proprio al secondo portiere bianconero, i tifosi juventini si devono aggrappare quando al 5’ minuto salva in uscita estrema deviando la palla sulla traversa evitando il goal. Danilo e Bremer si fanno in questa occasione sorprendere dall’azione veloce blucerchiata. Giampaolo disegna il suo 4-3-2-1 che pare più uno speculare 4-3-3 molto battagliero con difesa altissima e pressione dei tre davanti immediata che accorciano in fase di aggressione avversaria sino al centrocampo. La manovra bianconera lenta e prevedibile stenta a decollare e solo grazie ad un evidente svarione del terzino di sinistra ligure, Cuadrado può scappare verso Audero che è bravissimo a restare in piedi sino all’ultimo e bloccare la bordata del colombiano. Che si prende i rimproveri da parte di Vlahovic per aver tirato invece di passarla a centro area. Faticano i piemontesi a farsi pericolosi, ma molto merito và giustamente riconosciuto alla formazione di Giampaolo che non solo non lascia ragionare i bianconeri e non gli concede spazi, ma è sempre pronta a partire per colpire. Tutte e due le squadre giocano per avere la meglio sull’altra e segnare, ma tra un’area di rigore e l’altra si annullano. Ci vuole la zampata del campione, la giocata che và al di là dello schema e diviene imprevedibile per chi affronti. Il secondo tempo vede un piglio ancor più aggressivo da parte degli ospiti e Vlahovic si muove ancora maggiormente e punta sempre verso la porta, ma i centrali blucerchiati non lo mollano mai, oppure sovente lo mettono in fuorigioco. La partita sembra cambiare volto quando al 62’ minuto entra Miretti per uno spento Mckennie. Proprio il neo entrato non solo recupera una grande palla a centrocampo, ma taglia il rettangolo di gioco in diagonale a metà e offre un geniale filtrante per Vlahovic che si allarga , dribbla il suo marcatore in area e offre uno splendido passaggio rasoterra arretrato per Rabiot che non fallisce il goal. Esplode la gioia bianconera, che viene soffocata una manciata di secondi dopo per il netto fuorigioco di Vlahovic. La Sampdoria prende non solo un pizzico di paura, ma inizia ad accusare la stanchezza di un gioco fatto di grande corsa e quindi molto dispendioso. Allegri mette energie fresche, ma con Rovella e Kean non è che alzi più di tanto l’asticella della squadra a livello tecnico, di fantasia e impeto. In pieno recupero è proprio Kean a scodellare una sontuosa palla che taglia da sinistra a destra l’area della Sampdoria e Kostic al volo e di piatto sembra segnare, ma è nuovamente Audero a dire di no. Un pareggio giusto che premia più il coraggio e la determinazione dei padroni di casa, che riesce a bloccare la corazzata bianconera priva dei suoi pezzi migliori.
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A: Juve vs Sassuolo 3-0. La qualità dei grandi giocatori si fa sentire
( agosto 2022 )
Come ai bei tempi, dove sul prato verde, corrono piedi di primo livello calcistico, tutto diviene più facile. La Juventus non si nasconde, e con la sontuosa e qualitativamente elevata campagna acquisti sino a qui effettuata, vuole riprendere il cammino dei suoi Scudetti. Per farlo deve vincere e davanti c’è un Sassuolo che anche l’anno scorso ha fatto male specialmente alle grandi, “Vecchia Signora” compresa. Di fatto Allegri ha disegnato un 4-4-2 piuttosto liquido, dato che si è concessa la libertà a Di Maria di svariare sul tutto fronte offensivo per supportare la punta centrale Vlahovic. Sovente il 22 bianconero gioca da trequartista ma anche da esterno alto di destra, come dimostreranno le diverse falcate sulla fascia. Novità rispetto alla scorsa stagione? De Ligt è già un ricordo visto le precise e granitiche uscite in anticipo dell’ex Torino Bremer e tra i pali troviamo il secondo Perin, che potrebbe giocare da primo portiere in tutte le altre diciannove di squadre di Serie A. Gli emiliani affrontano la prima di Campionato senza tirarsi indietro e passati i primissimi minuti sono proprio gli azzurroverdi a disegnare trame offensive degne di nota. Per venti minuti è Perin a doversi superare su di un paio di bordate da fuori e un salvataggio sulla linea. Il 4-3-3 dinamico di Dionisi, nonostante la partenza di Scamacca è aggressivo e pericoloso, ma non ha colmato la lacuna dell’anno precedente. Macchina da goal, più di sessanta, ma con la coperta corta, anzi cortissima, visto che la differenza reti ha fatto segnare un saldo negativo. E quando davanti a te trovi giocatori di altissimo livello, loro non perdonano. Al 26’ minuto ecco la svolta quando dal preciso traversone da sinistra che sorvola tutta l’area emiliana giungendo dall’altra parte, sbuca come un quinto di centrocampo proprio Di Maria che al volo in mezza volé colpisce facendo rimbalzare la palla a terra che si impenna e supera Consigli sull’angolo opposto. Prima ufficiale con la maglietta della Juventus e subito in rete. A questo punto i padroni di casa approcciano alla partita con più scioltezza. Il Sassuolo non demorde, ma gioca troppo aperto e Di Maria ha campo per far vedere colpi di alta scuola ( da vedere e rivedere l’assist con “rabona” ). La mazzata per gli ospiti giunge a 2’ minuti dalla pausa del the. Palla a Vlahovic in profondità che spalle alla porta usa il suo peso per coprire e sbilanciare il suo marcatore. Ferrari, piuttosto ingenuo, dato che non è neppure da solo, tenta l’intervento sulla palla da dietro ma è in una situazione di precario equilibrio e cadendo trascina giù involontariamente il centravanti piemontese, che non fa nulla per stare in piedi. Lo stesso attaccante, sul dischetto, con la sassata centrale trafigge Consigli regalando il raddoppio ai suoi. Partita ancora aperta nella ripresa? Non molto dato che al 5’ minuto la difesa emiliana regala letteralmente palla a centro area proprio a Di Maria che non si fa pregare per fornire l’assist per il 3 a 0 facile facile di Vlahovic. Gara chiusa e debutto per Kostic che in mezz’oretta scarsa fa già vedere di quanta corsa e fisicità è capace. Risultato ampio e meritato, ma quando il Sassuolo ha spinto Perin ha dovuto lavorare, quindi qualcosa come filtro a centrocampo è ancora da rivedere per Allegri. Ma che bello rivedere Campioni giocare.
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