|
|
Juve ( commento partita )Bologna vs Juve 1-4 Poker vincente con Asso nella manica a Verona ( maggio 2021 )
Non deve essere facile fare il proprio dovere ma sperare che altri non facciano il proprio. Quando non puoi contare solamente su te stesso perchè devi attendere degli eventi a te estranei, puoi commettere l’errore di deconcentrarti e non riuscire in quello che compete a te. Ebbene Pirlo questa volta non commette errori ne di tattica e neppure di caricamento mentale sui suoi ragazzi. La grande sorpresa è l’assenza del campione portoghese e non può essere un caso che proprio in questa circostanza il gioco corale espresso dalla Juventus, sotto la guida del giovane nuovo mister, sia il più convincente della stagione. Complice un avversario che non ha più nulla da dire, da dare e privo di obiettivi già da un paio di settimane, la “Vecchia Signora” si può permettere il lusso di una formazione iper offensiva. Sembra quasi una contraddizione disquisire di una squadra votata all’attacco senza il suo grandissimo attaccante in campo, capocannoniere e penta pallone d’oro. Eppure con il suo 4-4-2 tutt’altro che rigido, Pirlo presenta in campo Morata e Dybala davanti con Chiesa e Kulusevski a creare sulle fasce. Il primo tempo in realtà gli ospiti giocano in fase di manovra con una sorta di 2-4-4 contro uno staticissimo 4-5-1 bolognese già in vacanza. Esemplare al quinto minuto il vantaggio bianconero. Su un filtrante lunghissimo Morata che è indietro di diversi metri rispetto al difensore rossoblu, giunge nettamente prima sulla sfera che si sta andando a perdere sul fondo alla sinistra della porta difesa da Skorupski. L’ex Real Madrid di tacco serve Kulusevski che taglia nell’area piccola un filtrante dall’altra parte per il sopraggiunto Rabbiot che di prima tira e colpisce la traversa. La palla torna in campo e Chiesa a centro area non perdona. I bolognesi si mostrano fermi e per nulla reattivi in tutta la fase dell’azione e juventini che esibiscono tutta la voglia che hanno di vincere la partita. E’ vero che le motivazioni dei piemontesi sono ben diverse. La “Vecchia Signora” per raggiungere l’obiettivo posto Champions è costretta a vincere sperando che Milan o Napoli, almeno una delle due, non facciano altrettanto, altrimenti anche una goleada al Dall’Ara sarebbe priva di significato. Cosa che arriva puntualmente. La Juventus gioca bene, divertendosi per tutta la gara costruendo azioni pericolose e mettendo in luce una coralità che con Ronaldo in campo raramente si è vista. Nessuno discute il valore del campione portoghese, alcuno lo può fare, ma è indubbio che CR7 sia un accentratore offensivo. Tutte la palle devono passare da lui per la conclusione finale ed è poco partecipativo nella manovra di squadra. Pure Dybala si è finalmente espresso per il grande talento che ha sempre mostrato. Perfetta e di rara bellezza la sua azione in dribbling ubriacante che ha portato all’assist a fil di linea di porta che Morata al 29’ minuto ha dovuto solo concludere in rete di testa. Questa Juventus pare nell’ultima giornata aver trovato la sua dimensione ideale di gioco, con concretezza e sopratutto determinazione senza cali. Sullo scadere della prima frazione infatti giunge una bellissima azione di collettivo che porta Rabiot proprio al 45’ minuto a beffare di piatto e di precisione Skorupski in uscita. Partita chiusa al riposo ma trascorrono solamente un paio di minuti del secondo tempo che dal lancio di Szczesny la palla perviene a Morata sulla tre quarti della destra avversaria. Magnifico il suo controllo di prima che quasi non gli interrompe la corsa e in diagonale supera un non impeccabile Skorupski. Senza tropo infierire la Juventus gestisce la gara ed il Bologna prova a venire fuori con l’intramontabile Palacio che trascina i suoi almeno alla rete della bandiera di Orsolini all’85’ minuto, poco prima che il 10 argentino bianconero prenda il palo. 4 a 1 e bella prestazione da parte di tutti. Champions conquistata grazie al pareggio del Verona sui partenopei e magari presupposti per ripartire a settembre nella prossima stagione.
Atalanta vs Juve 1-2 FINALE COPPA ITALIA La Dea cade in Chiesa e Pirlo vince ( maggio 2021 )
Partita vera doveva essere e partita vera è stata. In primis su tutto per la presenza sugli spalti dei tifosi. Non il pienone ovviamente ma 4300 appassionati racchiudono già il sentimento per questo sport di milioni di tifosi in tutto lo Stivale se non il tutto il Mondo. Nel catino emiliano del Sassuolo gli incitamenti e i cori mettevano i brividi scaldando i cuori anche a tutti coloro che seguivano dal salotto di casa la bella Finale di Coppa Italia. Pirlo e Gasperini hanno schierato due squadre che hanno onorato il calcio italiano con una bellissima partita e omaggiato dopo più di un anno il ritorno sugli spalti della gente. Un tempo per uno con la grande differenza che quello dominato dall’Atalanta, la Dea stenta a pareggiarlo e quello a favore della Juventus, anche nel risultato appare ciò che si è visto in campo. Nel primo quarto d’ora i nerazzurri fanno invecchiare ancor di più Buffon e la sua difesa con almeno tre occasioni limpide sciupate malamente. Zapata sembra incontenibile e la manovra bergamasca è di rara intensità. Ma si sa che Gasperini ha creato in questi cinque anni la squadra dal gioco più British che c’è Italia. Buffon è attentissimo in ogni occasione e se nel primo tempo i suoi due centrali che sono tra i più bravi del nostro Campionato vanno già negli spogliatoi con un cartellino giallo a testa, un motivo ci sarà. I lombardi fanno girare sfera rapidamente da una fascia all’altra e provano continuamente l’uno contro uno, oltre agli inserimenti senza palla. Uno spettacolo da vedere, ma ha il suo prezzo da pagare questa tattica di gioco. Appena la Dea cala il ritmo diviene inefficace e rimane anche esposta ai contropiedi. Alla mezz’ora alla prima vera occasione bianconera, gli uomini di Pirlo infatti passano. Ronaldo in un normale contrasto in area cade in ma in pochi lo sottolineano, quanto sia stato bravo il portoghese anche da tergo. La palla infatti gli sta per carambolare sul braccio che lui prontamente fa sparire sotto di sè e sulla sfera vagante McKennie è il più lesto a raggiungerla e liberare sulla destra di attacco per Kulusevski. L’ex Parma dimostra tutta la sua ampia abilità balistica, battendo Gollini di prima con un tiro a giro imparabile. I nerazzurri non demordono e amplificano la loro intensità di gioco anche perchè si sentono defraudati da un risultato bugiardo e anche per via del fatto che Cuadrado sembra commetta fallo sulla ripartenza che porta alla rete. Spingi e spingi che sulla destra a quattro dal riposo giunge la sfera al limite dell’area per il bolide di Malinovskiy che perfora tutta la difesa bianconera per il meritato pareggio. Il secondo tempo inizia con una Juventus registrata meglio in campo ma sopratutto con più determinazione. I bergamaschi pian piano perdono ardore ed il loro calcio diviene non solo più prevedibile, ma anche azzerato. E’ la Juventus a fare la partita. Cuadrado e Chiesa danno l’esempio ai compagni per abnegazione e corsa. Ma è sopratutto l’ex viola a fare ammattire i difensori avversari. Sulla sinistra offensiva triangola sullo stretto con Ronaldo e fa partire un tiro a giro sulla sinistra di Gollini. Pare rete ma il palo la nega. Non trascorre molto però che Chiesa, qualche istante prima di essere sostituito per energie fresche porta in vantaggio i suoi. L’ala sinistra d’attacco di Pirlo è caparbia a rubare tempo e palla sulla linea di fondo al difensore della Dea, ritorna verso il campo e chiede la sponda da parte di Kulusevski che gli libera perfettamente lo spazio per il suo inserimento davanti a Gollini che trafigge per il 2 a 1. I lombardi provano ad alzare il ritmo ma la Juventus fa quadrato e non soffre più di tanto. I nerazzurri se non corrono e manovrano a pieni giri perdono metà della loro pericolosità. Gasperini prova dalla panchina a trovare rimedio alle energie e lucidità che vengono meno ad un quarto d’ora dal termine, ma il risultato non si sblocca. La Juventus, anche un pò fortunata in un paio di episodi ( da rivedere un contatto in area bianconera più da rigore che non nel primo tempo ), ha portato a casa la Coppa Italia. Certo non è la Champions e neppure lo Scudetto ma compresa la Supercoppa Italiana fanno due trofei in bacheca per il nuovo allenatore, che avrà ancora molto da imparare, ma meglio iniziare con qualche buona raccomandazione nel proprio curriculum.
Juve vs Inter 3-2 Lo Scudetto evita polemiche, forse! ( maggio 2021 )
Possiamo ringraziare la buona sorte e anche la squadra di Conte di aver raggiunto il successo del Campionato precedentemente a questa sfida in casa della Juventus. Le polemiche sarebbero state da leggenda in stile anni novanta tra il contatto in area tra Juliano e Ronaldo e successivo rigore in contropiede per i bianconeri. Qui si è andati oltre in tutto e per tutto. Tre formazioni si sono viste in campo. I due club calcistici ed il pacchetto arbitrale con il fischietto Calvarese. L’Inter si schiera con il suo consueto 3-5-2 con una formazione quasi tipo ma la tensione per la sfida delle sfide è rimasta sul divano del pisolino pomeridiano dato lo Scudetto già ampiamente acquisito. Gli uomini di Pirlo invece hanno ben altre intenzioni, dato che hanno praticamente l’obbligo assoluto di portare a casa i tre punti per rimanere in corsa per gli ultimi due posti Champions rimasti. Infatti alle 15 l’Atalanta con il successo a Genoa ha già matematicamente centrato il grosso obiettivo. Questa differenza motivazionale sarà ben palpabile per tutto il primo tempo. L’Inter è e rimane squadra solida ma la determinazione e concentrazione non sono al massimo livello. Nei primi 20’ minuti un paio di cross velenosissimi dei bianconeri mettono in luce la distrazione della retroguardia nerazzurra, cosa insolita dato che stiamo parlando della migliore difesa della Serie A. Ecco il primo fattaccio. Su angolo Darmian è leggermente in ritardo sul navigato Chiellini che cade in area. L’arbitro lascia correre ma la Var gli mostra il braccio di Darmian sul centrale torinese. L’entità pare minima e anche il difensore non pare immune da strattonata, ma è evidente la caduta in area. Rigore dove Ronaldo prima sbaglia, ma sulla respinta corta di Handanovic CR7 la butta dentro. La partita procede su binari ancora tranquilli ma ecco che 11’ minuti dopo Calvarese soprassiede sulla caduta in aera di Lautaro. In effetti solo la Var può mostrare l’ingenuo quanto inutile pestone da dietro di De Ligt sul “Toro”. Lukaku spiazza il portiere. Nuovamente in parità ma quando ad una manciata si secondi dal fischio del riposo, la difesa dell’Inter pare già negli spogliatoi, e ribatte svogliatamente male un traversone innocuo sulla destra, Cuadrado sulla sfera vagante da fuori area fa partire una saetta che complice la deviazione di Eriksen beffa Handanovic per il 2 a 1. Nel secondo tempo esce fuori da subito la forza dei neo Campioni d’Italia che iniziano a giocare a calcio. Evidente anche dal cambio più offensivo in fascia di Perisic per Darmian. Il forcing nerazzurro è costante ed un paio di azioni pericolose vengono sventate da una Juve concentratissima, ma la frittata la fa dopo 10’ minuti Bentancur che nella propria metà campo aggancia in corsa da dietro Lukaku per il secondo giallo. Un po' eccessiva la sanzione disciplinare che costringe Pirlo a rimappare i suoi in una sorta di 4-4-1 con l’inserimento immediato dei muscoli dell’americano per Kulusevski, che sino a quel momento aveva giocato tatticamente in modo perfetto in marcatura su Brozovic. L’Inter ha ancora più spazio per il pressing continuo, dove ha comunque la meglio la determinazione a vincere dei bianconeri. A dieci dalla fine Vecino va vicino alla rete ma Szczesny salva la porta. Nulla può all’83’ minuto quando Chiellini su pressione del gigante belga, su cross velenoso di Barella la butta dentro la sua porta. In un primo momento Calvaerese fischia fallo a Lukaku, ma le immagini della Var concedono la rete ai nerazzurri visto che è il difensore a essere in ritardo ed in caduta a commettere più fallo. Già in precedenza su Lautaro che ribadisce in rete il fischio dell’arbitro aveva fermato l’azione per fallo di Lukaku su Chiellini molto generoso. Finita qua? No perché Cuadrado sulla destra entra in area e con una finta dribbla e impatta su Perisic praticamente immobile. In realtà è il colombiano a cercare il contatto con il croato ma Calavarese urla letteralmente al Mondo di aver visto bene e la Var in tal modo non può intervenire. Cuadrado spiazza Handanovic per tre punti d’oro. La Juve sorride e spera, l’Inter ne esce delusa ma si guarda lo Scudetto sulla prossima maglia. Altri come il Napoli ne saranno meno felici, visto che con un pareggio della Juventus ed una vittoria di domenica a Firenze sarebbero stati matematicamente già in Champions.
Sassuolo vs Juve 1-3 Sassuolo sprecone contro i campioni sorretti da Buffon ( maggio 2021 )
Questa potrebbe essere stata l’ultima partita del più grande portiere nazionale tra i pali della Juventus e probabilmente tra i legni di una squadra italiana. Gigi Buffon, a ben 43 anni, ha ancora molto da dare e insegnare a calciatori che potrebbero essere benissimo suoi figli. Se Pirlo può ancora parlare ai microfoni di approdo nel dorato empireo della Champions lo deve in primis al suo vecchio compagno di club e Nazionale, oltre che alle sue altre stelle in campo. Se De Zerbi avesse avuto tra le sue file uno dei bravissimi calciatori bianconeri, specie in attacco, il risultato sarebbe stato quantomeno invertito. Gli emiliani stavano giocando per raggiungere il loro grandissimo sogno della nuova competizione europea e venivano da una serie di risultati molto positivi oltre che a prestazioni altrettanto convincenti. Tutt’altra musica si respira in casa della “Vecchia Signora” che a prestazioni deludenti ha fatto seguire anche risultati pessimi, come il 3 a 0 subito nello scontro diretto in casa con il “Diavolo” pochi giorni fa. Infatti le paure dei calciatori che il proprio allenatore evidentemente non è riuscito a dissipare in questi giorni, è palpabile ed il primo tempo è una vetrina delle incertezze dei singoli come dell’assenza di ogni struttura di gioco corale. I padroni di casa nella prima mezz’ora fanno di tutto, creano e sprecano. Sulle fasce imperversano verticalizzando molto rapidamente. Il 4-5-1 di De Zerbi, che in fase offensiva muta quasi in un 4-3-3 ha decisamente la meglio sullo scolastico 4-4-2 di Pirlo. Nulla da dire su questo classico modulo, che anzi, troppo spesso è sottovalutato perchè considerato poco moderno. Spesso sono gli interpreti a fare la differenza. I biancoverdi hanno spirito e voglia da vendere, ma sbattono contro i propri limiti tecnici, infatti a parte due o tre uomini, tra i quali svettano Locatelli in regia e Berardi davanti, gli altri hanno sempre bisogno di un tocco in più e la precisione non è tra le proprie corde. Discorso ribaltato in casa bianconera, dove il meno campione dei zebrati vale tecnicamente il migliore degli emiliani ma la determinazione e la grinta non sono di casa ultimamente. Esplicativo di ciò è il rigore netto in favore degli emiliani al quarto d’ora. Dopo aver creato già un paio di brividi alla retroguardia bianconera, Rabiot incredibilmente rientra nella propria area pressato da due avversari perdendo palla che giunge a Raspadori vicino alla porta. Bonucci, da calciatore navigato quale dovrebbe essere, invece di temporeggiare e chiudere sulla linea di fondo, affonda la gamba in scivolata buttando già l’avversario. Berardi sul dischetto si fa ipnotizzare da Buffon che quasi sembra buttarsi sulla sua sinistra già sapendo che avrebbe tirato su quell’angolo. La svolta della gara è qui, perchè questa Juventus fosse andata giustamente sotto, non si sa se sarebbe riuscita a ritrovare l’energie per risalire la china. Il Sassuolo costruisce ancora ma Boga, evidentemente, non è Ronaldo e spreca ancora. Il Sassuolo a furia di comandare la gara si sbilancia sempre più e dietro si deconcentra lasciando spazio ad un Rabbiot che non fa della furia agonistica il suo biglietto da visita. Ma sulla trequarti il centrocampista bianconera si avvicina all’area e fa partire un diagonale sporco che sbatte sul palo interno e si insacca alle spalle di Consigli al 28’. Al primo vero affondo la Juve passa. Il Sassuolo si divora nuovamente l’occasione della rete, ma non Ronaldo. Su un rilancio di testa in mediana CR7 può puntare e ubriacare sulla destra d’attacco sull’uno contro uno e spiazza il portiere proprio sul fischio dell’arbitro che conduce al riposo. Il Sassuolo nel secondo tempo la riapre con Rapsadori, ma gioco forza le maglie difensive divengono troppo larghe e Ronaldo e Dybala ci vanno a nozze, con l’argentino che al 66’ la chiude e Ronaldo che prende il palo. Finisce 3 a 1 una gara che il Sassuolo ha buttato via ma i campioni juventini hanno saputo capitalizzare. Ora la Juventus dovrà ospitare la propria nemesi che in questi giorni gli ha virtualmente scucito lo Scudetto dalla maglietta e dovrà esserci solo vittoria se le altre tre davanti faranno il loro dovere.
Juve vs Milan 0-3 Il Milan affonda i sogni Champions nella e della Juve ( maggio 2021 )
Quasi una partita da dentro o fuori. Il traguardo delle due grandi Milan e Juventus, oltre che un onorevole secondo posto, è sopratutto quello di entrare in Champions League per motivi economici e anche d’immagine e sportivi. Entrambe sono state staccate e scavalcate da Atalanta e Napoli già ampiamente vittoriose. Un vero scontro diretto dove Pioli e Pirlo quasi si giocano l’intera stagione. Il Milan viene da una vittoria molto convincente, al di là del risultato di 2 a 0 sul Benevento, per il gioco e la determinazione profusi in campo per tutta la gara. I piemontesi, a Udine hanno portato a casa solamente i tre punti e tanti dubbi sulla prestazione in sé. A 69 punti siedono sul quarto posto con il Milan dietro però negli scontri diretti, cosa che potrebbe pesare a fine stagione. La Juventus con il suo più tradizionale 4-4-2 mostra Chiesa a sinistra, la grande novità e la coppia d’attacco Morata e Ronaldo. Pioli non si discosta dal suo collaudato 4-2-3-1 con la sorpresa del talento madrileno, Diaz. Proprio queste due scelte tecniche e tattiche hanno inciso sull’andamento della gara. I padroni di casa non partono male, almeno nei primi dieci minuti, ma con l’avanzare del tempo, gli ospiti prendono le misure ed iniziano a farsi pericolosi. La Juventus crea brividi nell’area rossonera unicamente per uscite a vuoto e fuori tempo di Donnarumma. Clamorosa la chance non capitalizzata di testa da Chiellini a porta vuota. Da errori del numero uno milanista, ad un mezzo errore in di Szczesny proprio sul fischio finale prima del riposo. Su un suo rinvio di pugno non perfetto, il più lesto a raggiungere la sfera vagante è Diaz, sino a quel momento il più pericoloso e brillante tra i ventidue in campo. Stoppa di petto al limite dell’area avversaria sulla sinistra offensiva. Si sposta verso il centro e fa partire un tiro a giro imprendibile per Szczesny. Milan negli spogliatoi in vantaggio e Juventus tramortita. Ti aspetti un secondo tempo arrembante da parte dei bianconeri e l’occasione giunge dopo appena 120 secondi dalla ripresa. Sul tiro piuttosto ravvicinato da parte di Bentancur, l’estremo difensore della Nazionale para a manona aperta. Questa conclusione rimarrà l’unica nello specchio per i ragazzi di Pirlo. Il Milan non ha problemi a controllare i piemontesi, che paiono svuotati di ogni energia e desiderio di combattere. Prima della mezz’ora giunge anche l’occasione per i lombardi di chiudere già il match. Su un tiro cross, Chiellini ha il braccio completamente steso e lontano dal corpo, fermando in tal modo la traiettoria della palla. Incredibilmente Valeri non vede il fallo, ma la Var concede senza indugio il rigore. Kessiè non è freddo come al solito, ma bisogna dare i meriti anche a Szczesny di essere rimasto in piedi sino all’ultimo e ad aver indovinato la direzione del tiro. A questo punto la Juventus dovrebbe sentirsi baciata dalla fortuna e caricarsi di ottimismo, ma nonostante l’entrata in campo di Kukusevski e Dybala nulla si muove, anche se l’argentino pare il più desideroso di lasciare il segno nella partita in corso. In quattro minuto dal 78’ al 82’ arrivano i due destri che stendono la “Zebra”. Prima Rebic indisturbato centralmente davanti all’area, ha tutto il tempo di stoppare e di piatto indirizzare sotto l’angolino alla sinistra del portiere, la sfera. In seguito su punizione dalla destra d’attacco del Milan, Tomori è perentorio nello stacco e di testa a siglare il definitivo 3 a 0. Specie gli ultimi due goal sono lo specchio delle due gare. Il Milan, con umiltà, propenso al sacrificio da parte di tutti senza timori, neppure quando il suo campione svedese esce dal campo dopo una brutta e preoccupante distorsione al ginocchio, dove tutti hanno dato tutto. La Juventus che senza gioco ha mostrato ragazzi che non avevano voglia, in primis Ronaldo. Una squadra senza identità ma neppure con un minimo di grinta e desiderio di dar battaglia. Come se tutti i giochi fossero già designati. Oltre al sorpasso e al quinto posto, la Juventus ora dovrà riprendersi moralmente già fra tre giorni a Sassuolo e non sarà facile, mentre Pioli può sorridere per un gruppo ritrovato sopratutto nello spirito. Il 3 a 0 è anche un risultato altresì importante dato che porta il Milan davanti negli scontri diretti sia con la Juventus che con il Napoli. Cosa non da poco.
Udinese vs Juve 1-2 Un Regalo da tre punti per la Champions ( maggio 2021 )
La Juventus non merita ma esce con i tre punti contro l’Udinese e aggancia il duo Atalanta- Milan in seconda posizione. La Juventus arriva allo scontro con i friulani dal un pareggio non molto convincente con la Fiorentina rimediato nello scorso turno, mentre l’Udinese è in zona comfort della classifica e non ha ambizioni oggi. Nonostante l’obiettivo della Vecchia Signora sia oggi quella di vincere, la partita inizia subito in salita e con difficoltà sia di gioco che di testa. Infatti al 10’ minuto arriva il vantaggio dell’Udinese con Molina. Su punizione battuta veloce di De Paul, difesa della Juventus completamente sorpresa, il destro incrociato da Molina viene solo toccato da Szczesny. La Juventus ,nonostante lo svantaggio, prova (ma non ci riesce) a reagire alzando il ritmo di gioco ma trova poche soluzioni offensive e un’ottima Udinese che non fatica a contenere le sterili occasioni dei bianconeri. Al 27’ ci prova dalla distanza con Bentancur e sempre al 27’ con un grande stacco di McKennie al centro dell’area colpisce di testa ma l’impatto è imperfetto ed entrambi le occasioni finiscono nel nulla. Al 34’ altra occasione per Dybala, il destro dell’argentino viene deviato dal limite. La squadra juventina presidia stabilmente la metà campo friulana ma non riesce a pareggiare e finisce il primo tempo. Nell’intervallo da segnalare le lamentele della Juventus per l’arbitraggio in questo primo tempo. Il secondo tempo inizia con al 52’ un occasione per l’Udinese Okaka lavora il pallone di spalle, la carambola premia Arslam che calcio sul fondo. Al 66’ ancora l’Udinese con Larsen che supera Bentancur e lascia partire un tiro di destro che finisce non lontano dalla porta. La Juventus crea poco gioco e anche le poche azioni che crea non portano al pareggio. Ma al 82’ su punizione di Ronaldo, De Paul devia con un braccio in barriera e l’arbitro concede il rigore per la Juventus, che Ronaldo segna portando il risultato in pareggio. Ma all’89’ arriva la beffa per i friulani con il vantaggio della Juventus, sempre con Ronaldo, che su cross dalla sinistra di Rabiot, colpisce di testa e insacca, battendo Scuffet che non riesce a deviare. Finisce 2- 1 per la Juventus. Una brutta vittoria ma di vitale importanza per la corsa Champions. Ancora una volta il fuoriclasse Ronaldo, che fino al rigore sembrava non essere sceso in campo, ha regalato due gol che tengono a galla la Juventus in questa corsa verso un posto in Coppa. L’Udinese ha messo cuore, polmoni e grinta quest’oggi, tre elementi che invece avrebbero dovuto avere gli uomini di Pirlo. Non basta il possesso palla e la buona volontà, alla Juventus manca la velocità di manovra e la determinazione dei giorni migliori. Non si può sempre sperare che Ronaldo porti a casa il risultato perché anche lui oggi è apparso, come nelle prestazioni delle settimane scorse, poco incisivo, fuori dal gioco e poco brillante come del resto altri giocatori come per esempio Dybala che dovrebbe accendere la luce ma che invece la rende opaca con le sue prestazioni insufficiente. Nel prossimo scontro la Juventus incontrerà il Milan, sua diretta avversaria per la corsa Champions e dovrà mettere molto di più di oggi perché la vittoria non meritata nasconde più problemi di una sconfitta e con il Diavolo non si scherza!
Fiorentina vs Juve 1-1 Un tempo regalato per un solo punto ( aprile 2021 )
Pirlo prova qualcosa di diverso contro la squadra che nel Girone di Andata, fu la prima, un pò a sorpresa, a far provare il sapore della sconfitta ai bianconeri. Si mette a specchio con un inedito 3-5-2 con la coppia d’attacco delle stelle che così poco si è potuto vedere in questa stagione. Dybala e Ronaldo da soli possono far paura a qualsiasi e ben nutrita difesa. La mancanza di Chiesa si sente, e non tanto per la classica sfida dell’ex di prestigio. Manca la sua carica di dinamismo e di pressare su ogni pallone. Il primo tempo degli ospiti è a dir poco imbarazzante. I cinque centrocampisti della Juventus sono statici, con nessuna idea di costruzione e anche poca forza e movimento in chiusura. Così sono i padroni di casa, desiderosi di fare punti per allontanarsi dalle zone cupe della classifica, a fare la partita. La mediana è completamente viola e con un giro palla preciso e rapido giungono spesso al tiro. In due occasioni è bravo Szczesny a rispondere presente, mentre su di un tiro violento di Pulgar, sempre da fuori area è fortunato che la palla prenda il palo e gli giunga sulle braccia. Ma è solo il preludio alla mezz’ora quando su di un cross pericoloso, Rabiot salta in modo scomposto ed il suo braccio alto prende la sfera. La Var presenta il conto e quindi il rigore. Dal dischetto Vlahovic, giunto al suo diciasettesimo centro non sbaglia, mostrando una freddezza alla Totti, con un beffardo cucchiaio centrale. La Juventus è frastornata, ma è solo il risultato di una condotta di gara praticamente assente. Nonostante questo, sull’ultima azione prima del riposo su un di una buona iniziativa centrale degli ospiti, Ramsey si trova a tu per tu con il portiere che supera con un delizioso pallonetto in scivolata, ma la palla esce di pochissimo alla sinistra del palo. Subito alla ripresa Pirlo rimedia ai suoi errori dimostrando oltre a capacità di autocritica, anche una buonissima lettura tattica della partita in corso. Con la sostituzione in avvio di secondo tempo di Bonucci con Kulusevski, ed uno scarico Dybala per un fresco Morata. Via la difesa a tre con cinque centrocampisti e ritorno al classico e ben collaudato per i suoi, 4-4-2. Tale scelta viene immediatamente premiata. Morata sulla destra dà il meglio del suo repertorio, facendo insieme sia il Cristiano Ronaldo che il Dybala. Fugge a Caceres sulla destra offensiva e con un dribbling secco lo supera all’esterno al limite dell’area e fa partire un pallonetto a giro che si insacca sotto l’incrocio più lontano nonostante Dragowski sia bravo anche a toccare la palla con le punta delle dita. Secondo tempo partito e partita che riparte in parità. Infatti ora è tutt’altra sfida. La Juventus è pimpante e corre. Ha voglia di vincere la gara, ma lo stesso desiderio è presente nei padroni di casa. La posta in palio è importante per entrambi, ma i tre punti sono ancor più vitali per gli ospiti. La Fiorentina con un pareggio stacca leggermente Spezia e Benevento che hanno già giocato e perso, mentre la Juventus si troverebbe superata da Atalanta e Milan in caso di loro successi e riagganciata anche dai partenopei. Per questo la Juventus continua a spingere, ma le azioni non sono pulite. Su un’uscita a vuoto di Dragowski, Chiellini è bravo a di testa a rimettere la palla in centro area con il portiere a terra, ma allo stesso tempo, è più lesta la difesa viola a spazzare l’aera ed il pericolo. Anche i viola rispondono con un paio di conclusioni insidiose da fuori, ma l’azione da goal più limpida giunge a pochi minuti dal termine quando Ronaldo su un cross dalla destra d’attacco, arriva di testa una frazione di secondo troppo tardi per buttarla dentro. Finisce così in parità, probabilmente il risultato più giusto per quello che si è visto sul rettangolo verde. Rimane il rammarico di un tempo, il primo, buttato via dai bianconeri. La stanchezza potrebbe essere anche un alibi, ma non in questa circostanza, dato che i bianconeri hanno mostrato ancora benzina sul finale. Pirlo dopo oramai una stagione intera, non è riuscito ancora a lavorare sull’aspetto mentale dei suoi ragazzi. Sono troppe le gare dove la concentrazione in diverse parti della gara è risultata assente e troppo poche dove in tutti i novanta minuti i suoi ragazzi si sono mostrati sul pezzo. Questo sta facendo la differenza più di ogni altra cosa e se la Champions non è cosa assodata l’anno prossimo è su questo che bisogna lavorare.
Juve vs Parma 3-1 La difesa fa Ronaldo e la Juve vince ( aprile 2021 )
La Juventus vince contro il Parma per 3-1 e riscattano la sconfitta contro l’Atalanta dello scorso fine settimana. Contro il Parma Mister Pirlo recupera il suo campione Ronaldo. Ed è proprio Ronaldo che al minuto 8 impegna i riflessi del portiere Colombi con una botta sicura. Ma anche il Parma, nonostante l’ormai quasi matematica retrocessione in B, con un colpo di testa di Pellè su sviluppo da calcio d’angolo non trova di poco la porta. Ma al 25’ su punizione arriva il vantaggio del Parma. Punizione di Brugman che passa in mezzo alla barriera e batte Buffon. Ma la Juventus non si abbatte e inizia a giocare per ribaltare il risultato. Subito al 28’ un sinistro a giro di Dybala sfiora di pochissimo l’incrocio dei pali. Al 36’ su azione insistita dei bianconeri dopo un calcio d’angolo, Bonucci di testa sfiora il gol. I tempi sono maturi per il pareggio dei bianconeri che arriva al 43’ con Alex Sandro. Da calcio d’angolo, il pallone arriva al brasiliano, che libera un sinistro potente che non lascia scampo al portiere del Parma Colombi. Riprende la partita dopo la pausa intervallo, e la Juventus al 47’ sempre con Alex Sandro si porta sul 2-1. Il brasiliano sbuca sul secondo palo e di testa batte per la seconda volta in poco tempo il portiere parmense. La Juventus dopo aver raggiunto il vantaggio, tira un attimo il fiato. Il Parma dal canto suo a parte al 60’ con un tiro debole di Grassi e al 64’ con un colpo di testa di Osorio a cui provvede con un salvataggio sulla linea di Arthur non mette in discussione il vantaggio bianconero. Al 68’ ci pensa la Juventus ha chiudere le speranze, se mai ce ne fossero, del Parma di pareggiare con il gol di De Ligt. Sempre su calcio d’angolo, colpo di testa sul primo palo di De Ligt che manda in rete per il 3-1. La Juventus non si accontenta e cerca ancora di segnare. Al 70’ con tiro di Cuadrado parato da Colombi, sulla cui ribattuta Cr7 non riesce a deviare in rete. Al 79’ altra occasione con Dybala che calcia da posizione defilata e trova l’opposizione con i piedi di Colombi. Al 82’ invece si fa pericoloso il Parma su palla inattiva, questa volta il colpo di testa di Bani finisce di poco sopra la traversa. Ultime occasioni da entrambe le parti allo scadere del secondo tempo. Al 89’ Ronaldo con tiro di destro potente termina alto e al 90’ con l’attaccante Cornelius a tu per tu con Buffon calcia sul fondo. Termina la partita e grazie alla sconfitta del Milan e al pareggio dell’Inter, la Vecchia Signora accorcia le distanze dal secondo posto e dalla vetta. Per il Parma invece è la terza sconfitta consecutiva che aggrava la situazione già tremendamente complicata. Oggi la Juventus ha riscattato in pieno la sconfitta contro l’Atalanta dimostrando di essere ancora viva. Questa è stata la partita dei difensori juventini che si sono improvvisati attaccanti, visto che anche questa sera Ronaldo e Dybala sono rimasti a secco. Una doppietta di Alex Sandro e un gol di De Ligt che tolgono i brutti pensieri al tecnico Pirlo che con il momentaneo vantaggio dei parmensi stava creando qualche problema ai suoi, visto che fino a quel momento la Juventus sembrava tutt’altro che travolgente dal punto di vista del gioco. Molto meglio la ripresa che parte in discesa grazie al vantaggio conquistato dal provvidenziale Alex Sandro dopo pochi minuti. Ottimo Cuadrado che si è dimostrato stasera uomo assist e forse il migliore in campo ,nonostante qualche errore, dopo i difensori- goleador De Ligt/ Alex Sandro. Dybala merita un’ampia sufficienza anche lui, in quanto questa sera è stato fondamentale tra le linee. Negativa la prestazione di Ronaldo tra punizioni che tira e subite inguardabili e dal fatto che non partecipa al gioco della squadra. Ma la lotta Champions è ancora viva, la prossima partita sarà con la Fiorentina, che nonostante arrivi da un periodo altalenate è sempre poco generosa con le big ma sopratutto deve pensare a non retrocedere visto che si trova a meno cinque punti dalla terzultima.
Atalanta vs Juve 1-0 La Dea è bendata per la Juventus che dice quasi addio al Tricolore ( aprile 2021 )
Dopo le vittorie contro Napoli e Genoa, la Juventus crolla contro l’Atalanta, in una delle partite forse più importanti della stagione per la qualificazione in zona Champions. L’Atalanta, ormai annoverata tra le nuove big, sorpassa in classifica proprio i bianconeri, portandosi al terzo posto in solitaria a due punti dal Milan, secondo in classifica. Che la partita sarebbe stata difficile per i bianconeri, lo si capisce già dalla mancanza per infortunio di Ronaldo ma forse nessuno si aspettava di perdere contro la Dea ed essere superati in classifica. Ma andiamo con ordine. La partita inizia in equilibrio tra le due squadre con buone manovre di gioco da entrambe le parti. La prima occasione arriva per la Juventus al 14’ con un tiro di Cuadrado da posizione decentrata che però trova preparato l’atalantino Gosens che mura il tiro. Dieci minuti più tardi ci prova Pessina che scarica un sinistro in area, che va di poco fuori a lato della porta bianconera. Partita vivace e combattuta con capovolgimenti di fronte repentini. Al 34’ occasione per Morata che cerca il colpo sotto Gollini ma ci pensa Djimisiti a spazzare anche perché sul pallone stava per arrivare McKennie. Fine del primo tempo tutto juventino, con una serie di buone occasioni ma che non portano in vantaggio i bianconeri. Risultato parziale che rimane sullo 0-0. Riprende la partita con aggressività da entrambe le parti ma con poche occasioni. Al 57’ Chiesa deve lasciare il posto a Danilo per un problema muscolare alla coscia. Al 59’ occasione per gli atalantini con Muriel che entra in area e prova un tiro di destro che sfila non troppo lontano dall’incrocio dei pali. La Juventus sembra aver accusato il colpo dell’infortunio di Chiesa e a parte alcune punizioni non riesce a mettere in pericolo la porta avversaria. Al 70’ altro tiro dell’Atalanta con Ilicic che trova la testa di Zapata in area ma non trova la porta per pochi centimetri. Gli animi si surriscaldano perché nessuna delle due riesce a prendere il sopravvento e quindi la partita si fa nervosa e aggressiva. In pochi minuti infatti vengono ammoniti tre giocatori dell’Atalanta per gioco “duro” e persino Bonucci per proteste dalla panchina. Ma per la Juventus il peggio deve ancora venire. Al 86’ bordata su punizione di Malinovskyi che il portiere juventino toglie dall’incrocio dei pali. Ma un minuto dopo arriva il gol per l’Atalanta: un tiro dal limite di Malinovskyi viene deviato da Alex Sandro che spiazza Szczesny che porta in vantaggio la Dea. Finisce con la vittoria dell’Atalanta per 1-0 il derby Champions. L’Atalanta batte per il prima volta dopo vent’anni la Juventus in campionato. La partita è stata molto equilibrata, con un possesso palla favorevole ai bianconeri. Le occasioni da gol da entrambe le parti sono state pochissime nonostante la partita sia stata molto combattuta ed intensa. Alla fine è stata decisa da un episodio a favore dei nerazzurri ma il risultato del pareggio per quello visto in campo sarebbe stato quello giusto. La Juventus era compatta ma senza idee nel punto nevralgico del gioco ovvero il centrocampo ma sopratutto in attacco i giocatori bianconeri non raggiungono la sufficienza, chi per scarsa forma fisica, vedi Dybala e Chiesa, chi per mancanza di palloni giocabili, vedi Morata che ha corso tanto ma a vuoto. La sconfitta e il conseguente sorpasso deve essere metabolizzato in fretta dagli uomini di Pirlo ma sopratutto la partita di oggi ha portato un dispendio di energie notevole da recuperare velocemente se si vuole almeno rimanere in posizione Champions perché mercoledì si gioca contro il Parma che è praticamente condannato alla retrocessione ma che potrebbe richiedere un surplus di energie per superarla e le squadre dietro, Napoli e Lazio, stanno cercando di raggiungere i posti Champions.
Juve vs Genoa 3-1 La squadra vince con il gruppo ( aprile 2021 )
Da quando il campione portoghese atterrò a Torino, sponda juventina, troppe volte è stato detto e scritto, pure a ragione, che la Juventus, era divenuta oltremisura dipendente dalle giocate e le reti di Ronaldo. Oggi la Juventus si è espressa di gruppo, in una sfida non facilissima ma ben giocata e vinta. I padroni di casa partono fortissimo e non è un caso se solo dopo 240 secondi si ritrovano già in vantaggio. Una delle pedine più importanti dello scacchiere di Pirlo mostra tutto il suo repertorio nella rete che porta i bianconeri in goal. Cuadrado sulla fascia destra punta e ripunta il suo marcatore davanti come pochi sanno fare. Lo ubriaca con finte e controfinte inserendosi in area e puntando la porta verso il limite del fondo campo. A quel punto suggerisce perfettamente per Kukusevski che di prima piazza un tiro imprendibile sulla destra di Perin. Bravissimi entrambi per la qualità delle singole giocate messe in evidenza, che fanno sembrare l’azione della rete molto più facile di quella che in effetti è. Perin preso il goal, incolpevole, tiene a galla i suoi ancora, ma nulla può al 22’ minuto quando i suoi compagni commettono un errore da dilettanti se non da oratorio. Sulla tre quarti avversaria il Genoa, a furia di arretrare la palla sino all’ultimo uomo, sul pressing asfissiante dei bianconeri, perdono la sfera sulla mediana e le frecce juventine partono rapidissime. Chiesa si allarga sulla destra e giunto in area tira bene, ma Perin è bravo a respingere sulla sinistra dove un Ronaldo troppo avanzato, colpisce come può in precario equilibrio percuotendo il palo. Ancora i difensori rossoblu sono in ritardo e sulla palla vagante giunge prima Morata che non sbaglia. Il bravo portiere ligure non può mettere le pezze ovunque, men che meno contro tre attaccanti, ma riesce a tenere in partita la sua squadra sino al riposo con ancora un paio di interventi decisivi. La Juventus ricade sul suo sbaglio più grande, ovvero considerare la sfida, sino ad ora tenuta completamente in pugno, già chiusa. Appena i ragazzi di Pirlo calano d’intensità, vengono a mancare anche corsa e concentrazione. Subito in avvio di ripresa Szczesny deve chiudere alla grande sull’azione ospite, ma nulla può al 49’ minuto quando di testa Scamacca, indisturbato indirizza di testa la palla sul palo alla sinistra del portiere. Juve in vantaggio ma ora di una sola rete e l’inerzia della gara si sposta verso il Genoa che ci crede e pressa. La Juventus si chiude bene e prova le ripartenze. La gara è bella e aperta e nell’aria si respira l’aria della rete. O del pareggio o del colpo del k.o. casalingo. Il Genoa è, come logico attendersi, sbilanciato alla ricerca di un prestigioso pareggio in casa dei Campioni d’Italia, ma a venti minuti dal termine, al mediano americano non pare vero trovarsi completamente solo dinanzi a Perin. La linea di difesa genoana ha fatto malissimo il fuorigioco, di fatto lasciando libero con metri di vantaggio McKennie che a tu per tu con il portiere firma il definitivo 3 a 1. Gara ora finalmente chiusa e messa in cassaforte, a maggior ragione ad un quarto d’ora dal novantesimo quando Zappacosta si infortuna e deve lasciare il rettangolo verde, con gli ospiti senza più cambi a disposizione. Una Juventus che con una facile vittoria, la seconda dopo quella del recupero casalingo con il Napoli, non perde terreno dalle milanesi e sopratutto risponde anche alle altre quattro dietro che vogliono il suo posto Champions. Pirlo deve riuscire a tenere alta la tensione di gioco per tutta la sfida, dato che ora mancano solamente otto giornate al termine e se, lo Scudetto è impresa ardua se non impossibile, gli altri tre posti dietro sono ancora tutti da decidere. A tal proposito, la prossima partita in casa della Dea potrebbe essere l’incrocio del futuro, per punti persi o guadagnati, ma anche per autostima di tutto il gruppo.
Juve vs Napoli 2-1 Il ritorno di Dybala, il ritorno del sorriso ( aprile 2021 )
Nella partita di recupero della terza giornata di Campionato, rinviata causa covid, la Juventus batte il Napoli per 2-1. Dopo il pareggio nel derby con il Torino, i dubbi su Pirlo da parte della Società, i problemi creati dal covid, questa sera la Juventus non può sbagliare e si vede subito da i primi minuti che vuole fare bene per mettere a tacere le critiche dell’ultimo periodo. Già al secondo minuto occasione colossale per Ronaldo che sbaglia. Su cross da destra di Danilo il portoghese davanti alla porta ha un impatto infelice con il pallone che finisce clamorosamente fuori. Subito occasione anche per il Napoli con Zielinski che riceve da Di Lorenzo ma dentro l’area tira alto. Passano dieci minuti e arriva il vantaggio della Juventus con Ronaldo. Con splendide finte Chiesa riesce a saltare prima Insigne e poi Hysaj, manda un pallone basso in area per CR7 che di prima intenzione manda in rete. Il Napoli sembra essere privo di idee tanto che è la Juventus che fa la partita. Al 34’ episodio dubbio con Chiesa che colpito in area da Lozano, reclama un rigore ma l’arbitro lascia correre nonostante le proteste anche da parte della panchina bianconera. Finale di primo tempo scoppiettante. Al 38’ ci prova con un tiro pericoloso Cuadrado a portare sul 2-0 la partita ma viene parato da Meret. Ancora al 41’ Chiesa servito in area da Morata spara alto. Ma il Napoli finalmente si sveglia. Infatti poco prima al 40’ una conclusione insidiosa di Insigne che da fuori cerca l’incrocio dei pali, fa venire i brividi a Buffon. Allo scadere del 45’ episodio dubbio anche per il Napoli che reclama un rigore per un presunto contatto in area con Alex Sandro su Zielinski ma anche qui l’arbitro lascia correre. Inizia il secondo tempo e il Napoli cerca subito di pareggiare al 48’ con un tiro di Di Lorenzo che entra in area e fa partire un destro, ma Buffon respinge attento. Unica occasione della Juventus è al 53’ su contropiede di Ronaldo e Morata , Cuadrado spreca e conclude sul fondo. Al 56’ ci riprova il Napoli, tiro di Osimhen che viene deviato in corner dalla pancia di Alex Sandro ma dopo un lungo controllo Var per un possibile rigore, l’arbitro non concede il penalty. Al 59’ su tiro mancino di Insigne, risponde il sempre presente Buffon. Nonostante tutti gli sforzi del Napoli per pareggiare al 74’ arriva la beffa che porta il gol di Dybala per il 2-0. Dybala, che rientrava dopo 3 mesi di stop, viene servito in area da Bentancur che piazza il mancino in buca d’angolo. La partita sembra finita ma all’89’ viene dato rigore per il Napoli. Chiellini colpisce in area sul ginocchio Osimhen e Mariani concede il rigore che Insigne non sbaglia battendo Buffon. 2-1 e i giochi vengono riaperti tanto che al 93’ ultimo brivido per la Juventus con De Ligt che mura Osimhen che stava ribattendo un pericoloso pallone in porta che avrebbe concesso il pari al Napoli. La partita giocata all’Allianz era valevole come uno scontro diretto per una posizione in Champions e per cercare di non perdere posizione dalle prime in classifica, e questa sera la Juventus non sbaglia portandosi ad un solo punto dal secondo posto occupato dal Milan, che non appare brillante da poter tenere la posizione e a meno 12 dalla capolista Inter che nonostante il vantaggio enorme sulle inseguitrici deve fare i conti con le proprie insicurezze di gioco spettacolare. I due fuoriclasse Ronaldo e Dybala hanno regalato un sorriso a Pirlo. Sempre ottimo, come ha dimostrato nelle ultime partite, Chiesa ma ci sono state alcune disattenzioni in difesa che il mister deve valutare e dissipare se vuole cercare di vincere tutte le partite che mancano alla fine del campionato. La prossima partita sarà sempre in casa con il Genoa che nonostante si trovi a 10 punti dal terzultimo posto, non può ancora permettersi di perdere punti importanti visto “l’assembramento” nella media- bassa classifica. Vedremo se la Juventus avrà la stessa rabbia che ha dimostrato stasera battendo il Napoli, che arrivava da una lunga serie di partite positive e non perdeva dal 21 febbraio
Torino vs Juve 2-2 Il Toro blocca la Zebra verso la corsa alla vetta ( aprile 2021 )
La Juventus ha due obiettivi in Campionato. Rincorrere ancora lo Scudetto e allo stesso tempo difendersi dalle agguerrite avversarie che ha alle spalle e vogliono assolutamente un posto Champions. Il Milan fermato a pranzo a San Siro potrebbe essere avvicinato e Atalanta e Napoli riprese dopo il loro successo nel pomeriggio. L’ostacolo potrebbe essere abbastanza semplice visto che in trasferta c’è la terz’ultima in classifica. Ma i granata sono il Toro del derby e per quanto la differenza tecnica sia evidente, rimane sempre una partita particolarissima e imprevedibile. Il Torino ha fame assoluta di punti per uscire dalle paludi della retrocessione, ma anche i bianconeri devono riscattarsi dopo il terribile passo falso casalingo contro il Benevento. Gli ospiti partono aggressivi e mettono alle corde la retroguardia di Nicola. Sfondano spesso a sinistra e nei primi dieci minuti prima Morata e poi Chiesa impegnano Sirigu. Altri tre minuti e si vede la medesima azione sempre sulla destra difensiva dei granata; triangolazione bianconera rapida e precisa, con un Chiesa in versione inarrestabile. Resiste alla carica dei difensori e defilato si presenta dinanzi a Sirigu che trafigge sotto le gambe per il vantaggio ospite. Non è trascorso neppure un quarto d’ora e la Juventus è già, meritatamente, sopra di una rete e dall’andamento iniziale della partita ti attendi una goleada da parte di Ronaldo e Soci, ed invece … Ecco che gli uomini di Pirlo ricadono nel loro più grande difetto stagionale, ritenendo la sfida in corso facile e già acquisita. L’intensità delle giocate cala vistosamente e simmetricamente sale di tono il Toro. Già prima del vantaggio un atterramento in area di Belotti lasciava qualche dubbio sulla possibilità del rigore ed un tiro sul secondo palo aveva messo i brividi a Szczesny. Il Toro inizia ad affacciarsi sulla tre quarti bianconera e dopo una rimessa a centrocampo regalata dal guardalinee ai padroni di casa, parte un’azione che trova distratta la difesa juventina. Al 27’ minuto su un tiro da fuori il numero uno bianconero respinge corto ma non lateralmente. La palla s’impenna e Sanabria è lesto a fare il Ronaldo e di testa elevarsi per spingere la palla sulla parte interna della traversa e portare i suoi al pareggio. Bianconeri inaspettatamente raggiunti e un po' confusi e si giunge al termine della prima frazione con un giusto ed onesto pareggio. La ripresa inizia con un erroraccio che rispecchia la concentrazione stagionale degli uomini di Pirlo. Non passa un minuto che il Torino si trova in vantaggio. Kulusevski, inspiegabilmente, posizionato sulla sua destra di centrocampo, alleggerisce dietro verso la difesa, ma regalando così sfera agli avversari. Sanabria non si fa pregare e sulla tre quarti si dirige incontro la porta juventina facendo partire un tiro che non trova la risposta perfetta di Szczesny. Bianconeri in svantaggio e ribaltati. Inizia una nuova partita con gli ospiti in aggressione continua nella metà campo granata. I padroni di casa non riescono più ad uscire ma combattono con ardore. Si susseguono i cross in area ma la tenacia dei ragazzi di Nicola fa sì che il muro eretto regga, almeno sino a quando al 79’ minuto Ronaldo non colpisce di testa per il 2 a 2. Fortunatamente esiste la Var, perché l’arbitro aveva annullato la segnatura e in diretta a velocità normale, il portoghese appare troppo solo ed in evidente fuorigioco. La moviola invece mostra chiaramente come sia in gioco al momento del traversone e si sia mossa male la retroguardia del Torino. Bentancur quattro minuti dopo sfiora il goal che sarebbe valso il contro sorpasso ma sul suo tiro la manona di Sirigu devia la palla sulla faccia del palo e quindi in angolo. Ma al novantesimo è il Toro a recriminare sul 3 a 2 mancato perché questa volta Szczesny si riscatta tirando via la palla da sotto la traversa sul colpo perfetto di Sanabria. E ancora in pieno recupero manda in angolo un bel calcio di punizione. Un bellissimo derby equilibrato che potrebbe costare carissimo a Pirlo e giocatori, se l’Intrer in serata sbancasse Bologna ma non solo. Ora l’Atalanta ha scavalcato la Juventus rubandogli la terza posizione ed il Napoli con il combattuto successo sull’ultima in classifica l’ha raggiunta a 56 punti al quarto posto. Combinazione vuole che mercoledì 7 aprile c’è il tanto discusso recupero tra le due formazioni e potrebbe valere come un dentro o fuori in un turno di Champions.
Juve vs Benevento 0-1 La sufficienza porta all’insufficienza ( marzo 2021 )
Una prestazione in antitesi completa con il DNA bianconero. Questa è una di quelle partite da tredici milionario alla schedina di un tempo oramai passato. La squadra piemontese domina dall’inizio sino al fischio finale ma lascia sul campo l’intera posta in pallio. Il Benevento in questo girone di ritorno aveva segnato in otto gare appena quattro reti e subite addirittura sedici, esattamente una media di due a partita. La Juventus allena il suo portiere per tutti i novanta minuti ma non riesce a perforarlo e nella più classica delle trame di questo sport, al primo vero grande errore paga pegno prendendo il goal partita. La Juventus reduce da una convincente prova a Cagliari, dove i sardi stavano anche bene, scendono in campo tra le mura amiche con l’intento di mirare prima al secondo posto del Milan e vista la gara di San Siro dell’Inter rinviata, ridurre psicologicamente il distacco dalla capolista nerazzura. Un pò come è accaduto con la sfida contro il Porto, la Juventus comanda subito il match, ma con un ritmo non troppo alto, cosa che ne beneficia l’organizzazione di contenimento del 5-3-1-1 disegnato da Pippo Inzaghi. Come in Sardegna però, l’unico ad avere il fuoco dentro per vincere appare il campione portoghese. Sono sue le vere palle goal della Juventus, ma tra i riflessi di Montipò, la troppa frenesia di concludere in porta da solo e la caparbietà dei difensori avversari, i padroni di casa non riescono mai a metterla dentro. Pirlo ha disegnato una formazione a trazione anteriore con Morata ad affiancare Ronaldo davanti e Chiesa e Kulusevski a creare verticalizzazioni e assist. Saranno infatti più di una trentina i cross spiovuti in area ospite, ma è sempre mancata quella volontà di buttarla dentro a tutti i costi. Una gara che doveva essere una formalità si è trasformata, forse, in quella che potrebbe scucire lo Scudetto dalle maglie juventine. Tutto il primo tempo è trascorso con un paio di parate di Montipò importanti ma nulla di più. Il Benevento oltre tutto ha sempre mostrato anche la volontà di cercare di ripartire e non subire inerme la pressione degli undici di Pirlo. A spaccare il match, ma in senso contrario a quello che doveva fare, è stato il centrocampista Arthur. Nella propria tre quarti, molto defilato sulla sua sinistra difensiva, il regista che si era abbassato lateralmente sulla linea dei difensori alleggerisce con un passaggio orizzontale davanti all’area del suo portiere. Probabilmente coperto in visuale dai suoi compagni non si avvede che nell’area di nessuno c’è una maglietta bianca. E’ quella di Gaich che si avventa sulla palla, arpionandola e con molta rapidità e lucidità si gira e batte a fil di palo Szczesny. La Juventus è incredula sia per essere sotto, ma anche per l’errore da dilettante del suo uomo a metà campo più importante. Siamo al 69’ minuto quindi c’è ancora il tempo per costruire il pareggio e puntare anche alla vittoria. Davanti non c’è il Bayer Monaco, con tutto il rispetto per il Benevento, ma a parte Ronaldo e le accelerazioni di Chiesa gli altri non paiono avere l’ardore di reagire e ribaltare il risultato negativo. Proprio CR7 impegna l’estremo difensore ma è sempre ben piazzato tra i pali e Chiesa grida al rigore. Contatto che potrebbe anche esserci, ma questa volta l’ex viola non ha incontrato un arbitro benevolo, anzi che ha giudicato all’europea ovvero, se è l’attaccante a cercare il contatto ( che c’è ) invece di continuare l’azione, non fischia il fallo. Trascorrono i minuti e la Juventus è costantemente dentro l’area del Benevento che è asserragliato con si suoi ragazzi più combattivi dei padroni di casa. Questa è la motivazione della sconfitta. Una squadra ha dato nei suo uomini tutto quello che aveva, uscendone stremati, mentre molti dei ragazzi di Pirlo non parevano neppure sudati confrontandoli con quelli di Pippo Inzaghi. Chi ci mette più voglia riesce anche a colmare il gap tecnico. Se davanti la Juventus avesse avuto una big avrebbe messo più tenacia e determinazione e questa volta il goal non è giunto d’inerzia.
Cagliari vs Juve 1-3 Ronaldo risponde alle critiche tre volte ( marzo 2021 )
L’eliminazione dalla Champions ad opera del Porto è stata una brutta battuta d’arresto stagionale. Tanto drammatica a livello sportivo ed economico, quanto inaspettata. Un conto è essere eliminati da club titolati come Bayer Monaco e pari gradi, un altro da chi dovresti battere andata e ritorno senza troppi problemi. Molto pericolosa la trasferta in Sardegna. Pirlo non solo ha dinanzi una formazione affamata di punti visto che è solamente a due lunghezze dalla zona retrocessione al netto dei due recuperi del Torino, ma con la cura del nuovo mister Semplici, i sardi sono reduci da ben due vittorie ed un pareggio nelle ultime tre gare. La fame di riscatto della Juventus e di non farsi distanziare troppo dalla capolista, che un paio di ore prima aveva vinto contro il Torino, è più grande di quella di punti per la salvezza del Cagliari. I padroni di casa non sembrano neppure scesi in campo nel primo tempo, ma sono più i meriti della ferocia degli ospiti che non i demeriti dei padroni di casa. In una sola mezz’ora i bianconeri liquidano la pratica per poi gestire senza troppi patemi il match nella ripresa. Il calciatore più criticato, anche con giusta causa per la pessima prestazione in Europa, è quello che ha più voglia di dimostrare che anche i campioni sbagliano ma sanno subito rialzarsi. Spettacolare il suo goal di testa. Uno dei suoi biglietti da visita migliori, ovvero lo stacco di testa. Da un cross dalla destra, al decimo minuto Ronaldo svetta almeno mezzo metro più in alto di tutti e di capo insacca alle spalle di Cragno. Poco dopo una discesa di Chiesa sulla sinistra porta Morata davanti al portiere isolano ma sciupa regalandogli la palla tra le braccia. Ma è il campione portoghese che quest’oggi non fa sconti. Ripartenza micidiale dalla destra dei piemontesi, filtrante perfetto a tutto campo per Ronaldo che si avventa sulla sfera in area giungendoci prima di Cragno che in uscita bassa trova proprio le gambe di CR7. Rigore netto che con violenza lo stesso Ronaldo trasforma con una bordata. Siamo al venticinquesimo minuto, ma lo show del cinque volte Pallone d’Oro non è terminato. Dopo lo stacco di testa e lo scatto bruciante nello spazio, ecco la sua altra specialità, il tiro a giro dopo aver sbilanciato con le finte il suo marcatore davanti. Dalla destra offensiva bianconera, Ronaldo al trentaduesimo minuto disegna una parabola che Cragno, coperto dai suoi difensori, vede all’ultimo minuto, quando è troppo tardi per fermarla. Poco dopo la mezz’ora la Juventus ha già vinto il match con il suo calciatore più forte che dimostra sempre quanta voglia ha di primeggiare nonostante tutto quello che ha già messo in bacheca. A questo punto i bianconeri vanno un pò in letargo e nel secondo tempo iniziano ad uscire dal guscio i sardi. Szczesny deve compiere un paio di parate importanti ma su una bella azione dalla destra del Cagliari nulla può, quando a rimorchio dal fondo giunge in centro area la palla sulla quale in scivolata è lesto Simeone a impattare e battere in rete. Partita quasi riaperta a poco meno di mezz’ora dal termine. Gli isolani alzano baricentro e ritmo delle giocate, ma la Juventus stringe le file grazie anche a dei cambi per rinvigorire le proprie batterie, come McKennie al posto di uno spento Morata e Bonucci del veterano Chiellini. In una sorta di 4-4-1-1 bianconero, i rossoblu di Semplici non trovano più alcun spiraglio e nessun brivido attraversa la retroguardia di Pirlo sino al termine. Per guadagnare i tre punti, è stata sufficiente la rabbia iniziale di CR7 che più viene bersagliato dalle critiche, più è stimolato a rispondervi. Quale responso migliore se non una tripletta vincente e decisiva per la propria squadra? Ben inteso che la Juventus non è stata solo Ronaldo. Chiesa è in uno stato di forma fisico ma sopratutto mentale da vetrina, come fondamentale è anche il contributo di corsa e qualità dell’altro esterno colombiano. La difesa è stata concentrata così come il centrocampo e la corsa verso il primo posto rimane sempre aperta. Non era scontata la vittoria in Sardegna, sia per la forza dell’avversario, ma anche per via del contraccolpo psicologico post Porto. Sembra ben digerita l’uscita dalla Champions e da qui sino a fine maggio sarà una bella lotta con le milanesi per il posto più prestigioso sul podio. La prossima partita potrebbe divenire uno scatto in avanti importante visto il match casalingo contro il Benevento.
Juve vs Porto 3-2 L’amara vittoria sveglia dal sogno ( marzo 2021 )
Più che una bella avventura, la coppa dalle “Grandi Orecchie” sta divenendo un incubo per l’intero Mondo bianconero, dai tifosi, ai calciatori, dai magazzinieri sino al suo presidente. Dopo Aiax e Lione, squadre indubbiamente abbordabili per raggiungere la qualificazione al turno successivo, ora tocca al Porto divenire l’amaro indigesto che non ti aspetti. Quando dalle urne uscirono gli accoppiamenti, Lazio e Atalanta non misero le mani nei capelli, ma le probabilità di giungere ai quarti erano ridottissime. Tutt’altra musica quando alla Juventus fu abbinato il Porto. Merito della stessa “Vecchia Signora” che giungendo prima davanti al Barcellona non ha preso agli ottavi una testa di serie. Basti pensare all’imbarcata che ha preso Messi contro il Paris S.G. Ci viene da pensare a questo punto due cose. La prima è che se devo uscire, meglio farlo con un club almeno mio pari o superiore e non nettamente inferiore a me, cosa oramai di casa a Torino. La seconda è che se la Juventus si fosse scontrata contro un avversario più altolocato e pericoloso avrebbe avuto un atteggiamento mentale in campo sui 180’ minuti differente. Dopo la sconfitta subita in trasferta per 2 a 1, rimediata in coda dalla bella rete di Chiesa, in casa sarebbe bastata una sola rete per il passaggio. Con il potenziale a disposizione di Pirlo, al netto dell’assenza cronica di un certo Dybala, di fronte, se non contiamo il vecchio guerriero Pepe, che sarebbe il nostro Chiellini e pure reduce da infortunio, non si hanno campioni imprendibili. La differenza? Tutti i giocatori portoghesi hanno messo in campo nelle due gare lo spirito guerriero di Chiesa. L’ex viola che suona la carica nella rimonta nel fine settimana contro la Lazio, è quello che ci mette tutto quello che ha, che non è poco, divenendo l’esempio per i compagni. La Juve non parte male con Cuadrado che scodella subito un cross pericoloso dove Marchesin risponde alla grande a Morata. Il Porto però non è venuto a fare le barricate e va vicino al goal colpendo l’incrocio su un’azione insistita. La prima svolta del match giunge prima del 20’. Demiral entra in modo scomposto colpendo in area la gamba dell’avversario. Rigore e vantaggio portoghese. La strada diviene in salita ma non impervia. Il problema è nel motore bianconero che non gira come dovrebbe. Non c’è rabbia per lo svantaggio subito ed il Porto non ha problemi a raggiungere l’intervallo sopra di una rete. Poco male. Le cose si mettono bene, anzi benissimo nel primo quarto d’ora della ripresa. Al 49’ Chiesa dopo un appoggio di Ronaldo, forse pure involontario, in area inventa una parabola a giro che beffa Marchesin e pochissimo dopo, al 54’, Taremi per una doppia ammonizione sciocca ( la seconda per palla gettata via dopo il fischio arbitrale ) si fa espellere. Tre minuti e Chiesa in scivolata prende il palo. Altri sei minuti e Cuadrado sforna l’ennesimo cross al bacio dove nuovamente Chiesa di testa diviene CR7 e trafigge Marchesin per il 2 a 1. Risultato che porterebbe ai supplementari. Il Porto si difende con i denti e prova comunque a pungere in contropiede, ma la Juventus prima del termine dei tempi regolamentari va vicino alla rete del passaggio del turno per almeno tre volte. Ultimo Cuadrado in pieno recupero che colpisce la traversa. Inizia l’ultima mezz’ora e i bianconeri appaiono più stremati dei portoghesi che hanno disputato 40’ minuti in inferiorità numerica. Di fatto il Porto non ha problemi a gestire la squadra italiana che ha perso lo slancio del secondo tempo, guarda caso con l’esaurimento delle pile di Chiesa ed il calo di Cuadrado. A 5’ dal termine punizione beffa di Oliveira che passando sotto ad un incomprensibile Ronaldo che non tiene la posizione in barriera, insacca la palla per il 2 a 2. Ora la Juve deve segnare due reti. Di testa due minuti dopo Rabiot riaccende le speranze, ma c’è troppo poco tempo. La Champions è un discorso per l’anno prossimo. Ancora. Chiesa è sicuramente il futuro di questa squadra, ma il campionissimo Ronaldo sta mancando sempre di più divenendo quasi un freno in campo per la manovra corale. Se si pensa che l’oneroso investimento su CR7 è stato eseguito per questa imprendibile coppa, qualche riflessione in casa Agnelli sarà bene farla.
Juve vs Lazio 3-1 Juve di forza ribalta la Lazio timorosa ( marzo 2021 )
Lo sanno anche i sassi che l’obiettivo grosso della “Vecchia Signora” è la coppa dalle “Grandi Orecchie”, ma è anche nella tradizione del club vincere sempre e comunque in campo nazionale. In settimana c’è lo scontro da dentro o fuori con il Porto, dove bisognerà ribaltare la sconfitta di misura subita in trasferta. Una Juventus assente avrebbe qualche problema, ma quella vista in campo qui a Torino contro i biancocelesti di Simone Inzaghi è stata una prova generale. Pirlo e soci potevano essere distratti dalla sfida in Champions e di fatti la stella portoghese siede in panchina per non sprecare energie. Il recupero di Morata lo permette, ma di fatto i primi venti minuti sono completamente di marca laziale. La Juventus pare sotto tono. L’attacco è statico, il centrocampo sempre in ritardo nelle chiusure e la difesa troppo staccata al resto della squadra e la Lazio comanda in mediana rubando sempre palla e ripartendo. Al 14’ minuto Correa approfitta di un disimpegno di Kulesevski nella terra di nessuno e porta in vantaggio i suoi. Con Milinkovic-Savic gli ospiti hanno anche l’occasione di andare sul doppio vantaggio poco dopo ma Szczesny è pronto nella respinta. Come dicevamo, dal ventesimo scatta qualcosa nei bianconeri. Inizia a girare il motore nelle gambe ma sopratutto nella testa dei suoi calciatori. La Lazio non riesce più a fare muro a centrocampo e a farsi vedere verso la porta avversaria. Il pressing bianconero è continuo e Chiesa dimostra ai compagni la rabbia agonistica e la determinazione necessaria per vincere. Spettacolari alcune sue iniziative, ma è tutta la squadra che muta atteggiamento, con i difensori ora sempre in anticipo sugli attaccanti romani. La Lazio che aveva nella prima fase il pallino del gioco in mano, arretra e con timore perde l’inerzia della gara ed il pareggio è nell’aria, cosa che accade con precisione matematica. Morata suggerisce per Rabiot sulla sinistra che giunto ai limiti dell’area fa esplodere una mina terrificante sul primo palo che trova Reina sbilanciato aspettandosi la traiettoria della legnata sul lato opposto. Si giunge così al riposo sull’1 a 1. Nella ripresa enorme occasione iniziale degli ospiti. Su un traversone la trappola del fuorigioco scatta male e Milinkovic-Savic di testa colpisce la traversa a Szczesny battuto. Inspiegabilmente Inzaghi al 55’ opera un paio di cambi a centrocampo squilibrando momentaneamente l’assetto dei suoi e la Juventus ne approfitta. Due minuti dopo erroraccio da oratorio a centrocampo dei laziali che perdono palla per via del rapace anticipo di Chiesa che parte in contropiede in stile Lukaku e Lautaro con Morata ad affiancarlo sulla sua sinistra. I due marcatori lasciano troppo spazio a Morata che giunto in area imbeccato dall’ex viola trafigge nuovamente Reina sul suo palo. Operazione ribaltamento effettuata. Trascorrono solamente altri tre minuti e la partita è chiusa. Entrata maldestra in area di rigore da parte di Milinkovic-Savic e penalty concesso, dopo che arbitro e var avevano sorvolato su altri due casi dubbi in precedenza sempre in area laziale. Morata è glaciale nell’esecuzione per il 3 a 1 finale. La Lazio si fa vedere solamente attraverso una bella conclusione da fuori da parte d’Immobile, sino a quel momento veramente impalpabile. La Juventus ha dato una bella prova della sua forza collettiva ma anche di singoli. Lo svantaggio gli ha dato la sveglia che le serviva per cambiare atteggiamento in gara. La Lazio è una bella squadra ma quando le facce dei bianconeri hanno mutato completamento aspetto passando da disinvolte a rabbiose non c’è stata più gara. Chiesa e Morata hanno dato la carica con il loro agonismo e qualità. Per settanta minuti hanno lottato su ogni palla con ferocia, vincendo conseguentemente ciascun contrasto e gioco forza la Lazio non ha avuto scampo. Vittoria meritata in un momento cruciale della stagione e consapevolezza della strada da seguire per ribaltare anche il Porto in settimana e accedere ai quarti di finale. Un bel segnale anche in Campionato dove Pirlo mette pressione alla capolista ed anche alle altre pretendenti al trono o comunque ad un posto tra le prime quattro, che vede Simone Inzaghi un po' più lontano.
Juve vs Spezia 3-0 Le risorse nascoste vincono il secondo tempo ( marzo 2021 )
La Juventus trova tre punti pesantissimi battendo lo Spezia per 3-0. Non inizia nel migliore dei modi la partita per la Juventus che proprio all’ultimo, nel riscaldamento, deve cambiare le carte in tavola con l’infortunio di De Ligt. Pirlo si affida al giovane Frabotta, anche lui non in ottima forma a causa di una pubalgia, ma che andrà a fare reparto. Partita in equilibrio sin dai primi minuti e con un gol annullato per fuorigioco a Chiesa. I ritmi sono bassi, gli ospiti attendono i padroni di casa che tengono il gioco sopratutto a centrocampo senza impensierire il portiere spezino. Le due squadre sembrano non volere giocare, tanto che nei primi venti minuti si registra un tiro a testa per nulla pericolosi. Al 31’ ottima uscita di Provedel al limite della propria area di rigore che anticipa Kulusevski lanciato a rete. Unica occasione d’oro per la Juventus al 42’ con Ronaldo che con un tiro dalla grande distanza centra il palo. Anche il secondo tempo sembra la fotocopia del primo, senza emozioni, con la Juventus che gioca sotto tono creando preoccupazione alla panchina bianconera. Pirlo prova a dare una scossa e al 60’, inizia la svolta grazie ai cambi effettuati con l’inserimento di Bernardeschi e di Morata. Infatti dopo due minuti dalla sua entrata, Morata si rende subito pericoloso trovando lo spazio giusto e segnando l’1-0 per la Juventus, dopo che la Var ha convalidato il gol per un presunto fuorigioco iniziale. Passano dieci minuti e al 73’ raddoppio di Chiesa: su respinta del portiere Provedel il pallone finisce sui piedi del giocatore che con un ottima coordinazione manda in rete per il 2-0. Lo Spezia non riesce a trovare varchi per raddrizzare la partita e al 90’ ci pensa CR7 a mettere fine ai giochi siglando il 3-0.Il portoghese sfrutta un ottimo contropiede e fulmina Provedel. Al 95’ viene assegnato un rigore allo Spezia per un fallo di Demiral su Gyasi, ma il portiere bianconero intuisce e respinge. Finisce la partita. La Juventus, con una partita ancora da recuperare, si attesta al terzo posto. Questa con lo Spezia era una partita moderatamente ostica per i bianconeri, in quanto erano reduci dal pareggio con il Verona. Lo Spezia è una squadra che non concede spazi e anche questa sera si è visto ma non è riuscita neanche a fare un tiro in porta alla Juventus. La Juventus è apparsa stanca e stanno iniziando a pesare gli infortuni e l’infermeria non riesce a svuotarsi. Azzeccati i cambi questa sera che hanno portato alla vittoria. Ronaldo ha ormai raggiunto Pele come gol e vedremo se riuscirà a vincere la classifica capocannonieri battendo l’interista Lukaku. Al momento la Juventus vanta la miglior difesa del campionato e tiene il passo delle milanesi che devono ancora giocare. La prossima partita sarà con la Lazio in campionato, partita non facile di per sé e ancora di più dato il riposo forzato degli uomini di Inzaghi per via del caso Torino e il rinvio per Covid-19. Da non scordare che la testa sarà anche in coppa con il Porto.
Verona vs Juve 1-1 La bel Verona frena la Juve incerottata ( febbraio 2021 )
Pirlo era, giustamente, concentrato e consapevole dei rischi di questa trasferta. Due motivi essenzialmente erano nei suoi pensieri. Il primo era l’infermeria, o quantomeno il numero degli indisponibili, troppo elevato. L’altro, che i suoi ragazzi potessero avere la testa già orientata alla fondamentale partita di Champions da dentro o fuori contro il Porto. Il rischio di sottovalutare gli avversari come il Verona od il prossimo come lo Spezia c’è quando un altro big match ti attende. Di fatto in panchina Pirlo può contare solamente su un giocatore di spessore, ovvero McKennie, se escludiamo il portiere Buffon, mentre gli altri sono praticamente la “Primavera”. Spesso i bianconeri hanno risolto sfide complicate e bloccate attraverso le importanti risorse sedute in panchina, ma questa volta vi è unicamente l’americano a poter dare una svolta al match, che oltretutto non è un giocatore alla Dybala o alla Cuadrado che si inventano la giocata veloce e di qualità. Ciò che però il mister della “Vecchia Signora” non ha tenuto ben presente è la qualità di calcio espressa dai gialloblu di Juric. Non è da oggi che gioca bene, ma da inizio stagione. Talvolta non riesce a portare a casa il risultato, ma affronta le sfide a testa alta cercando il fraseggio per arrivare sempre al tiro e con una buonissima cura alla fase difensiva, tanto è vero che è una delle formazioni che ha subito meno reti. La Juventus, comunque, forte di un organico di primo piano, non è scensa in campo con nessuno. Ad affiancare l’onnipresente Ronaldo c’è Kulusevksi che gli ruota alle spalle. Più che un 4-4-2 Pirlo disegna quasi un 3-5-1-1 con Chiesa e Bernardeschi sulle fasce a fare da pendolini tra difesa e attacco e Bentancur, Ramsey e Rabiot a fare da cerniera di centrocampo. In questo modo gli ospiti mettono da subito pressione altissima ai padroni di casa, di fatto schiacciandoli nella propria metà campo per i primi 10 minuti. Il Verona non solo non riesce ad uscire, ma neppure a ripartire e nel primi minuti e si respira aria di rete per i bianconeri, ma non sono troppo concreti e tiri e cross sono intensi ma non precisi. Al primo contropiede dopo meno di dieci minuti è Szczesny, però a fare la grande la parata, deviando con la manona aperta la palla sul palo. Da lì cambia la sfida. La Juventus si accorge che questo Verona ha armi pericolose e si fa più guardinga, abbassando il proprio baricentro in mediana e non più sulla tre quarti avversaria. Così facendo i ragazzi di Juric che disegnano un solido quanto fluido 3-4-2-1, prendono campo e fiducia giungendo al riposo con un meritato 0 a 0. Nella ripresa una fiammata dopo quattro minuti porta la Juventus immediatamente in vantaggio. Ramesy imbuca bene per Chiesa sulla sinistra. In fascia l’ex viola mette il turbo e giunto in area vede il portoghese libero al centro che di prima beffa un’incolpevole Silvestri. Da sottolineare la bravura di CR7 che prima che la palla arrivi a Chiesa, si trova nascosto dietro la linea difensiva gialloblu, ma leggendo l’azione prima di tutti, scatta bruciando i suoi marcatori che si accorgono troppo tardi del pericolo. La Juventus avrebbe ora il match in mano ma ricommette l’errore di ritenere già in cassaforte la sfida. Abbassa i ritmi e gestisce ma senza chiuderla e neppure creando le situazioni per farlo. Invece Juric con i cambi riplasma i suoi rendendoli ancor più offensivi e meno prevedibili. Così il Verona prende in mano il centrocampo e sfonda spesso sulla sinistra con numerosi cross in area. In uno di questi Barak si alza in cielo in stile Ronaldo e predomina su Alex Sandro per l’1 a 1. Manca poco meno di un quarto d’ora e la partita è aperta, con entrambe le squadre orientate a non accontentarsi. Tuttavia è ancora Szczesny a deviare a cinque dal termine un bolide sulla traversa. Pareggio esattamente come all’andata e occasione persa di agganciare momentaneamente il “Diavolo” al secondo posto e rischio di vedere la capolista allontanarsi ulteriormente. Ma a Verona non è e non sarà facile per nessuno.
Juve vs Crotone 3-0 Ronaldo dà la caccia alle milanesi ( febbraio 2021 )
La Juventus riscatta i due ko consecutivi con Napoli in Campionato e con il Porto in Champions League, battendo il Crotone con un sonoro 3-0. Cristiano Ronaldo con una doppietta nel primo tempo e con un gol di McKennie nel secondo tempo indirizzano la vecchia signora al terzo posto in classifica in solitaria con una partita di recuperare. La partita inizia subito con un’occasione del crotonese Reca, il pallone, da traversone di destra, non esce di molto dalla porta protetta da Buffon. Al 10’ con un tiro al volo, Kulusevski prova la conclusione da posizione defilata ma il suo tentativo non centra il bersaglio. Al 14’ azione solitaria di Messias che calciando dalla distanza tira sopra la traversa. Dal 18’ inizia l’assalto Juve al fortino crotonese: Danilo recupera in area un pallone e dà il via al contropiede, suggerisce in area per Ramsey che però svirgola e calcia a lato. Al 28’ occasione per Ronaldo che spedisce di poco a lato della porta su perfetto cross di Chiesa. Pochi minuti dopo al 33’ sugli sviluppi del calcio d’angolo con un sinistro al volo di De Ligt il pallone sfiora il palo. Ma i tempi sono maturi per gli uomini di Pirlo per portarsi in vantaggio. Infatti al 40’ di testa Ronaldo firma il gol, dopo che la Var ha convalidato il gol. In pieno recupero al 47’ arriva la doppietta di Ronaldo, che su colpo di testa non sbaglia e insacca per il 2-0. Il secondo tempo inizia ma il Crotone non riesce a sbloccare il risultato negativo e a parte un tiro di Messias nei primi minuti non si fa praticamente più vedere dalle parti di Buffon. Al 63’ episodio dubbio su una spinta in area su Ronaldo ma l’arbitro ritiene tutto regolare. Passano solo tre minuti e la Juventus ipoteca la partita con il terzo gol. McKennie sfruttando un rimpallo in area dopo il colpo di testa di De Ligt, insacca sotto la traversa con precisione. La partita prosegue con altre occasioni per la Juventus ma non riesce a fare poker. Dopo le difficoltà iniziali, se così si possono definire, la Juventus ha preso in mano la partita. I bianconeri hanno costruito tanto e la vittoria è stata meritata. Come con il Milan, il Crotone, ultima in classifica, dopo aver subito il primo gol si è sciolto e la Juventus ha potuto dilagare. La Juventus si è rialzata dopo due infelici partite e sembra ritornata in salute. Positivi segnali da chi come McKennie, Kulusevski e Morata, quest’ultimo che sta stringendo i denti o dal rientrate Ramsey, non apparivano in gran forma nelle ultime prestazioni. Chiesa si dimostra un talento inarrestabile e Ronaldo riesce da grande campione a dare la spinta in più quando c’è bisogno. Oggi contava solo vincere per la Juventus per portarsi a ridosso delle milanesi e così ha fatto. La prossima partita sarà con il Verona, che nonostante le defezioni per infortunio di Chiellini e Bonucci e con la squalifica di Danilo, Mister Pirlo dovrà cavarsela anche questa volta se vuole rimanere in scia. Ma non parliamo di anti-Inter, perché forse ci dimentichiamo che è ancora la Juventus la regina del campionato italiano e non lascerà il titolo tanto facilmente.
Porto vs Juve 2-1 Champions La speranza è in Chiesa ( febbraio 2021 )
Se il campanello d’allarme era suonato cinque giorni fa a Napoli, dove Pirlo si era insabbiato, nella grinta degli uomini di Gattuso, qui la porta a Porto è stata sfondata. In Campania il risultato emerse per l’errore di Chiellini e anche un pizzico di sfortuna, ma fu sicuramente ingiusto. Ieri sera, invece, la sconfitta maturata in Portogallo, è frutto di poca energia e determinazione della Juventus e solo Chiesa ridimensiona il passivo, che a guardare bene, in chiave ritorno non è affatto disprezzabile. Quello che lascia interdetti, non è il 2 a 1 subito, ma come è emerso. Una vecchia conoscenza del nostro campionato , l’allenatore, ex Lazio, Parma e Inter, Conceicao, schiera i suoi con un modulo classico 4-4-2 speculare a quello degli italiani. La differenza però è nella caratura degli interpreti, dove spicca un vecchio, in tutti sensi, amico di CR7, Pepe. I bianconeri hanno delle assenze pesanti come Cuadrado ed Arthur, ma ciò che manca da subito è il piglio da grande squadra che sa cosa vuole ed è risoluta ad ottenerlo. Infatti non si arriva al doppio giro d’orologio che Bentancur in area appoggia senza troppo guardare verso Szczesny. Purtroppo tra i due c’è in agguato Taremi, che come l’istinto da rapace di Pippo Inzaghi, si avventa sul pallone e in scivolata anticipa tutti e porta in vantaggio i suoi. Ci sta l’errore ed è meglio commetterlo subito all’inizio, dato che hai un’intera partita a disposizione per rimediare. Ebbene la Juventus pare tramortita e senza idee per andare a far male dalle parti di Marchesin. Il suo gioco è prevedibile e chi dovrebbe fare la differenza come il campionissimo di casa e pure Kulesevski, incespicano su se stessi. Le maglie bianconere si muovono e tengono palla, ma sono più i passaggi all’indietro che non le verticalizzazioni pericolose. Il porto ha gioco facile ad imbrigliare le trame avversarie. La Juventus, che è almeno due spanne più in alto per qualità tecnica rispetto ai lusitani gioca con il fioretto, mentre i padroni di casa usano la sciabola. Seconda in classifica a ben 10 punti dallo Sporting, il Porto, nel proprio campionato nazionale, non ha proprio una difesa che si potrebbe definire ermetica, eppure i talenti nostrani, non riescono mai a superare l’uomo. C’è molta più determinazione e grinta negli uomini di Conceicao. Tutti lottano assieme e le magliette bianco blu sono leste e precise nei ripiegamenti. L’arbitro, cosa assai consueta nei match di coppe continentali, gestisce la gara in tipico stile inglese, lascia giocare e sorvola su entrate al limite, decise e pulite ma che fanno volare in modo troppo accentuato i calciatori. Nei contrasti i portoghesi hanno sempre la meglio mentre gli arancioni cadono sovente. Il secondo tempo è il remake del primo. Pronti via e Pirlo e soci sono rimasti ancora negli spogliatoi. Azione semplice, con una triangolazione in area alla prima avanzata e Marega è davanti a Szczesny per il raddoppio. La Juventus è stordita. Rumina calcio ma rischia più lei la terza rete che il contrario. La svolta della sfida avviene al 63’. Un McKennie tutt’altro che brillante, cosa assai insolita, lascia il posto a Morata. Grinta e velocità, come un additivo, entrano nel motore della Juventus. Il porto si chiude di più e fatica anche a ripartire. Non che i bianconeri assaltino la porta lusitana, ma quanto meno c’è un altro spirito. Non a caso da un traversone di Rabiot dalla fascia sinistra a otto minuti dal termine, giunge di prima intenzione Chiesa che di piatto al volo disegna una traiettoria strana che lascia di sasso Marchesin. 2 a 1 e morale sollevato degli ospiti, che alzano ulteriormente il baricentro e la pressione che produce un quasi rigore sul fischio finale ai danni di Ronaldo, spento come non mai. Sarebbe stato un possibile pareggio, sin troppo natalizio per la Juventus vista in campo, ma basterà un solo goal per passare il turno e davanti non avrà certo il Bayer Monaco. Dipenderà a marzo a Torino che Juventus scenderà in campo. Quella assente, presuntuosa e delicata in Portogallo, o quella bella e cattiva vista nell’ultima sfida del Girone di Champions contro il Barcellona?
Napoli vs Juve 1-0 Il più esperto tradisce la “Vecchia Signora” ( febbraio 2021 )
Napoli in piena crisi e Juve che vola alto facendo paura a chi, attualmente, le sta davanti. Gattuso in bilico da almeno un mese su una panchina che scotta, e Pirlo ora osannato a “Maestro” di calcio come tecnico. La moderazione è un lusso raro specie nei giudizi. Pirlo dopo la caduta al Meazza contro Conte disputò un mese fa la Supercoppa Italiana contro i partenopei vincendola per 2 a 0 e da lì un crescendo di prestazioni solide ha portato la Juventus a combattere in maniera credibile ancora su tre fronti. Il Trofeo vinto contro il Napoli fu il risultato di una sfida di concentrazione e compattezza di squadra con Szczesny sugli scudi e Insigne che sbagliò il rigore dell’1 a 1. Questà è stata un’altra partita, in tutto e per tutto. Il Napoli uscito malamente dalla Coppa Italia, triturata nel gioco e nel morale nel doppio confronto con la la Dea, arriva anche dalla bruttissima sconfitta a Genova ad opera del non più giovane Pandev. La Juventus sulle ali dell’ottimismo e dei recenti successi in serie, scende in campo con la giusta consapevolezza di ciò che vuole. L’unica arma che ha il Napoli, almeno in questo periodo, è la voglia di un gruppo unito di dimostrare di essere con il proprio mister e di valere di più di quanto abbiano evidenziato gli ultimi risultati. Oltretutto Gattuso ha parecchie defezioni, tra le quali pure l’ottimo Ospina. Meret lo sostituirà più che dignitosamente risultando il migliore tra i suoi. Il primo tempo scorre equilibrato con gli ospiti comunque ad avere più l’iniziativa, seppur non facendosi mai pericolosi. Le due mediane e le due difese hanno la meglio degli attaccanti avversari. Ma tanta stabilità di sfida viene spezzata dal più esperto giocatore in campo alla mezz’ora. Il centrale difensivo italiano ex compagno di squadra in nazionale e a Torino del proprio allenatore marca in modo troppo scomposto in piena area di rigore. La Var richiama l’attenzione dell’arbitro Valeri. Sul cross da sinistra con il braccio completamente allargato, non solo tiene a distanza Rrhamani, ma gli regala una bella manata sul volto. Penalty indiscutibile e solare che questa volta Insigne non sbaglia come un mese fa. Palla a sinistra e portiere a destra. Un freddo glaciale scende sui torinesi eppure c’è ancora un’intera ora abbondante da disputare, ma il Napoli, pur nelle sue difficoltà arriva al riposo senza soffrire la corazzata zebrata. Il secondo tempo gli ospiti scendono in campo con molta più convinzione e da subito mettono nella propria metà campo gli azzurri. La pressione è costante da parte di tutta la squadra bianconera e nei 45’ minuti della seconda frazione più altri sei di recupero, sono almeno quattro le nitide palle goal create dai juventini. Morata e Ronaldo vengono stoppati da un Meret superlativo che para di guantoni, di corpo e di piede. Questione di centimetri e certe conclusioni sarebbero state reti e qui staremmo a disquisire di altro. Quando però facciamo i complimenti ad una Juventus ritrovata che sa essere solida e cinica con spesso Szczesny o Buffon determinanti, lo stesso si può dire dell’antagonista. La Juventus non meritava decisamente di perdere questa gara. Un regalo di Chiellini ha spianato la vittoria dagli undici metri a Gattuso. Che Pirlo si lamenti del penalty e dell’ingiustizia dell’andamento di gara fa un poco sorridere, visto che in Coppa Italia, la semifinale di andata contro l’Inter, solamente due regaloni (rigore compreso generoso), tre settimane fa spianarono la strada alla finale di maggio. Eppure si parlò di una Juve che ribaltò i nerazzurri, mentre il pareggio sarebbe stato il risultato più equo. Il “Maestro” dovrebbe andare a scuola da Gattuso che non ha problemi, quando è il caso, ad ammettere la forza di chi gli sta dinanzi e di essere stato favorito nell’occasione dalla dea bendata. Ci sta di perdere giocando anche discretamente bene. Si dice che quando crei e gli attaccanti sbagliano davanti al portiere c’è qualcosa che non va. Ma la prestazione non la puoi misurare in centimetri. Poteva ribaltare nel secondo tempo lo svantaggio iniziale e solo la bravura del portiere contro e la caparbietà della sua difesa non lo ha permesso. Meglio perdere non meritando se sei forte, perché nove volte su dieci la vinci una gara giocandola così, mentre al contrario la fortuna ti sorride una volta e le altre nove si gira dall’altra parte.
Juve vs Inter 0-0 C.I. Juve in finale e Inter ferma senza reti ( febbraio 2021 )
Si sapeva che sarebbe stata un’impresa nerazzurra proibitiva e così è avvenuto. La situazione paradossale è che il cambio di rotta della Juventus è accaduto proprio contro l’antica rivale meneghina. Era una Juve che non giocava male, ma discontinua nella stessa partita e con una difesa sin troppo perforabile. Dalla sconfitta di un mese fa in Campionato contro l’Inter, la “Vecchia Signora” è divenuta meno fantasiosa davanti, ma assai più arcigna in mediana con difensori bravi ed ora raramente puntati in velocità sull’uno contro uno. Sa gestire palla effettuando pressione alta oppure chiudersi benissimo e ripartire. A San Siro sappiamo che i due regaloni fatti dall’Inter avevano già indirizzato il passaggio alla finale della Coppa Nazionale. Gli uomini di Conte dovevano segnare almeno due reti a Torino e privi di Vidal e Sanchez, mancano alternative offensive ed in mediana per fare la differenza e dare respiro a chi da troppo tempo tira la carretta. Eriksen sulla sinistra affianca Brozovic e Barella nei tre di centrocampo. Hakimi sulla destra diviene l’arma in più per i lombardi rispetto all’andata e sarà lui, per tutto il corso del match ad essere l’unica vera spina nel fianco della retroguardia bianconera. Lukaku non andrà mai al tiro, ma è strepitoso nel stoppare e smistare per i compagni. Barella e il marocchino sono gli uomini più tonici di Conte, mentre Eriksen, pulito nelle sue giocate ed efficiente, non brilla però per fosforo, cosa che si sapeva. Ma per dare fastidio a questa Juve 2.0 “Pirliana”, ci vuol ben altro. Energia e giocate veloci. Se il primo quarto d’ora sono i padroni di casa a gestire sfera nella metà campo avversaria, dal ventesimo sono gli ospiti a alzare i giri del motore e mettere sotto i juventini. Ma tranne sporadiche occasioni, vedi la freccia Hakimi, raramente la Juventus va in sofferenza. Mentre Conte chiede a Lukaku e Lautaro di pressare i difensori bianconeri in fase di non possesso palla, Ronaldo trotterella per il campo mantenendo lucidità ed energia per quel che gli serve. Il canovaccio della gara diviene l’Inter alla ricerca della rete e Juve ben coperta e con la qualità dei suoi interpreti, da Kulusevski a CR7, per segnare. Diverrà una partita nella partita quella tra il campione portoghese ed il capitano nerazzurro. Se l’Inter può sperare sino a pochi minuti dal termine di riaprire le possibilità di accedere alla finale di maggio della Coppa Italia, lo deve al suo portiere. Handanovic in almeno tre occasioni è superlativo su Ronaldo. Bravissimo ad accelerare e puntare i difensori interisti, il portoghese da solo mette paura. Altre due volte sono i De Vrij e soci ad immolarsi sulle sue conclusioni tanto forti quanto precise. La Juve da la sensazione di controllare la gara a suo piacimento e di poterla chiuderla come e quando vuole. E’ anche vero che all’Inter non basterebbe l’1 a 0, ma almeno il 2 a 0 per eliminare l’avversario, e l’eventuale rete subita porterebbe ai supplementari. Il secondo tempo non cambia la storia del match e Buffon oltre a liberare l’area da cross insidiosi, non deve operare miracoli. L’Inter arriva abbastanza bene sul fondo ma la Lula non è nella giornata migliore per creare azioni veramente insidiose. Merito anche della marcatura veramente precisa di Demiral e De Ligt ma anche dei centrocampisti che non lasciano varchi tra i reparti. Appena un interista entra in possesso di palla in fase offensiva nella metà campo torinese, ha immediatamente due magliette bianconere a mordergli le caviglie. Si arriva al termine della sfida con un impietoso 0 a 0 dove ha la meglio la più efficace difesa del Campionato rispetto all’attacco più prolifico sempre della Serie A. La Juventus ora è attualmente in corsa su tutti e tre i fronti, mentre a Conte e Club non resta che puntare tutte le proprie carte sullo Scudetto. Probabilmente brucia di più l’eliminazione dall’Europa pre natalizia, ma se il primo posto in Campionato non arrivasse, sarebbe da considerare un insuccesso stagionale dei calciatori e allenatore? Secondo noi si, perché la squadra c’è e Pioli è l’esempio che con meno risorse sta riuscendo a far rendere tutti al meglio.
Juve vs Roma 2-0 Solidità Allegriana con giocate alla Pirlo ( febbraio 2021 )
Una Juventus camaleontica che a seconda della situazione e dell’avversario si veste per la guerra o per il ballo di fine anno oppure entrambe le situazioni nella stessa sfida. Ha perfettamente ragione l’allenatore bianconero a definire la sua creatura vista contro i capitolini, molto “Allegriana”. Non può essere una coincidenza che questo spirito di assoluta dedizione, concentrazione e solidità di gruppo sia coincisa con il ritorno in pianta stabile del leader di difesa Chiellini. Non un centrale moderno capace a impostare l’azione con i piedi buoni, ma un vero marcatore e condottiero che sa trasmettere la giusta mentalità ai compagni e la carica per non cedere neppure un centimetro agli avversari. Una bella gara dove i padroni di casa hanno messo sul prato tutta la loro qualità tecnica, ma anche la solidità con un centrocampo che dopo diversi sperimenti da parte dell’allenatore ha trovato in Arthur e McKennie due certezze assolute, quasi imprescindibili. Con due linee tra difesa e mediana finalmente ermetiche dopo un Girone di Andata dove le reti subite erano troppe per pensare di volare alto, la Juventus sa benissimo che se non prende goal, davanti ha uomini in grado di segnare sempre e sulle fasce altri calciatori capaci di sfondare contro chiunque, come nel caso del vantaggio zebrato. Sandro, con una delle sue percussioni va via sulla sinistra, smista verso il centro davanti all’area di rigore per Morata. Da buon scudiero e giocatore altruista, appoggia l’assist per il compagno di reparto che mostra tutta la sua classe. Stop a seguire di prima con la suola del piede destro e con la rapidità di un falco di sinistro fa partire un diagonale velenosissimo che si insacca a fil di palo sulla sinistra di Lopez. Siamo prima del quarto d’ora e c’è tutta una partita da giocare. La Roma tiene palla e non ci sta a perdere ma deve confrontarsi con gli uomini di Pirlo che giocano come se non fossero in vantaggio. Ora i piemontesi possono serrare le file e ripartire a piacimento. Se la Juventus è un 4-4-1-1 in fase di chiusura, ma anche un 5-4-1, si trasforma in ribaltamento di fronte in un 4-3-3 perfetto per uomini come Chiesa e Morata. I padroni di casa lasciano l’iniziativa ai laziali che chiudono nella proprio metà campi i bianconeri ma allo stesso tempo aprendosi a pericolosi contropiedi. Proprio quello che voleva Pirlo. Se da una parte rischi qualcosina nell’essere assediati, dall’altra hai gli spazzi per far male e allo stesso tempo fai meno chilometri e quindi bruci meno energie, indispensabili per un periodo con così tanti match ravvicinati. In effetti Szczesny non dovrà compiere miracoli, ma solo interventi di ordinaria amministrazione. E’ la Juventus, infatti, ad andare vicinissima alla rete, due volte con Ronaldo. Un suo bolide dalla destra è deviato sulla traversa a portiere battuto. In un’altra una veloce ripartenza porta il portoghese a far partire di collo pieno in corsa un bel diagonale dove Lopez respinge in tuffo con i pugni. Il secondo tempo non muta il canovaccio della gara. Roma ad alzare il ritmo e la pressione alta e Juventus ben ermetica e prontissima a chiudere la sfida. A venti minuti dalla ripresa iniziano i cambi. I lupacchiotti buttano dentro i calibri da novanta come Dzeko per pareggiare, mentre i zebrati fanno rifiatare chi ha corso di più inserendo qualità e velocità per raddoppiare come Cuadrado sulla fascia e Kulusevski alle spalle di CR7. Sono proprio i due neo entrati a confezionare l’azione del 2 a 0 definitivo. Sulla destra come sua abitudine il colombiano sforna una bellissima apertura per lo svedese macedone, che crossa teso basso in area piccola. Ronaldo è lì pronto ad approfittarne, ma la difesa romana per liberare insacca nella propria porta. Ancora più in salita la gara per Fonseca. La Roma stringe d’assedio la Juventus, ma tutti gli uomini di Pirlo sono anche capaci a soffrire, cosa che un mese fa sembrava non essere nelle corde della squadra. Quando c’è da spazzare , la retroguardia juventina non si fa pregare e anche dopo una svariata serie di cross nell’area torinese, veri pericoli Szczesny non li subirà. La Juventus è parsa con i pregi di determinazione e sacrificio riconosciuti oramai alla capolista, ma con ancor più qualità e quantità di varianti dalla panchina. Pirlo terzo in classifica alle spalle di Milano ora penserà al ritorno di Coppa con la “Beneamata”.
Samp vs Juve 0-2 Cinica concretezza da Scudetto ( gennaio 2021 )
Ranieri a fine gara ammette la superiorità degli avversari, che sulla carta obiettivamente nessuno può negare, ma anche la poca determinazione avuta dai suoi nei contrasti, nella marcatura e nel pressing. Demerito dei padroni di casa, ma anche merito degli ospiti che fanno muro alto contro ogni possibile iniziativa blucerchiata. La Juventus dopo la sconfitta in Campionato contro gli storici rivali nerazzurri di Milano, hanno fatto seguire non solo vittorie nette, ma anche atteggiamento alla gara mutato. Il disegno che aveva dipinto Pirload inizio stagione per i suoi calciatori, con un calcio offensivo e molto propositivo, ma rischioso, è divenuto ora molto più solido, magari meno pittoresco, ma sicuramente più cinico. Anche questa sfida, come quella in Campionato con il Bologna o Coppa Italia contro la Spal, ha mostrato una concentrazione assoluta per tutta la sfida e la giusta determinazione per condurre la sfida senza subire nulla. La Sampdoria reduce da tre vittorie nelle ultime quattro giornate, non è mai riuscita a prendere l’iniziativa, ma allo stesso tempo non ha mai affondato un pressing convincente per ripartire in contropiede. La Juve di Pirlo nel suo 4-4-2 non è mai statica. In chiave offensiva porta almeno tre o quattro uomini in area avversaria, come quando al 20’ minuto passa avanti con Chiesa. I liguri provano ad uscire sulla loro tre quarti, ma la mediana bianconera è subito in pressione alta e ruba palla suggerendola a Ronaldo centralmente in velocità davanti alla cunetta dell’area. Il portoghese apre a destra sull’accorrente Morata che fa partire un cross basso tagliente ad uscire molto pericoloso dove come una freccia a sinistra giunge l’ex viola che non sbaglia. Anche se Audero non ha dovuto compiere vere parate, gli ospiti hanno sempre dato l’idea della pericolosità e quando si gioca con l’idea di segnare in modo costante, è una questione di probabilità e di tempo, ma la rete giunge, specie quando la qualità non manca. Voglia e tecnica più elevata portano quasi all’equazione della vittoria. La Sampdoria non riesce a reagire perché la Juventus non commette l’errore di staccare la spina. Nel recente passato la lezione di essere stati ripresi dopo aver segnato, è stata assimilata dai giocatori di Pirlo. Infatti sono proprio gli ospiti a impensierire un paio di volte con Ronaldo i genovesi, ma non riescono a chiudere subito la sfida. Della partita in trasferta della Juventus, l’unica pecca da muovere probabilmente è solo quella di dover aspettare il pieno recupero per essere praticamente certi di aver spento l’ardore dell’avversario. Non che i ragazzi di Ranieri abbiano mai impensierito troppo Szczesny. Vi riesce un paio di volte solo l’esperto Quagliarella, ma una volta è Chiellini a chiudere in angolo a sinistra e da destra il tiro da quasi la linea di fondo vede il portiere torinese pronto alla risposta. Al 91’ minuto, gioco forza, la Sampdoria in cerca del pareggio è sbilanciata e lascia aperta un’autostrada per il velocissimo Cuadrado. Il colombiano parte a destra in un due contro uno ed entrato in area appoggia palla al liberissimo Ramsey che a porta vuota non può sbagliare. 2 a 0 e distacco immutato dalla capolista che tre ore prima aveva vinto a Bologna. Una Juventus magari non spettacolare, ma sempre al comando del match e che non subisce mai l’intraprendenza avversaria sono aspetti molto positivi, al di là dei tre punti in classifica. Ora la testa cambia direzione spostandosi verso la rivincita in Coppa Italia contro i nerazzuri di Conte.
Juve vs Spal 4-0 C.I. Poker giovanile da semifinale ( gennaio 2021 )
Dopo i successi in Supercoppa contro il Napoli e in campionato contro il Bologna,la Juventus raggiunge in semifinale di Coppa Italia l’Inter battendo la Spal nei quarti di finale. Come era prevedibile tutto facile per i bianconeri che rifilano un secco 4-0 alla Spal. Mister Pirlo applica parecchio turnover anche se chi ha giocato ieri sera non si può definire seconda linea. Senza Ronaldo e Bentacur non convocati e con l’infortunio di Dybala, Pirlo schiera la linea verde con i giovani Fagioli e Dragusin sin dal primo minuto. Coppia di attacco Morata- Kulusevski. Gia’ al 16’ la Juventus va in vantaggio su rigore con Morata. Rabiot va giù in area dopo un contrasto con Vicari. L’arbitro inizialmente da un giallo al centrocampista juventino per simulazione ma richiamato dal Var, rivede la sua posizione e assegna il rigore alla Juventus che con Morata non sbaglia. Poco dopo la mezz’ora di gioco, al 33’, è il giovane juventino Frabotta che regala il 2-0 alla Juventus, che sfruttando una serie di deviazioni raddoppia. Nel finale del primo tempo Floccari cerca di svegliare la Spal e spaventare Buffon ma non ci riesce. Nella ripresa Pirlo toglie Bernardeschi e inserisce un altro giovane Di Pardo. Nonostante il vantaggio di due reti e la poca se non inesistente pericolosità della Spal, sono i bianconeri che vogliono aumentare il vantaggio. Il portiere della Spal Berisha sventa più volte gli attacchi della Juventus, prima su Kulusevski, poi su Morata e Ramsey. Ma è al 78’ che finalmente la Juventus riesce a segnare con un tiro di Kulusevski, il 3-0. Rientra Alex Sandro dopo il periodo di stop per il covid e Pirlo si gioca anche il giovane Da Graca. Nel finale la Juventus con Chiesa cala il poker segnando allo scadere della partita. Il 4-0 punisce fin troppo pesantemente la Spal, ma la Juventus si è dimostrata ancora una volta concentrata e decisa fin dal primo minuto a puntare dritta verso l’obiettivo di passare il turno. Nonostante la squadra bianconera fosse praticamente inedita, Pirlo può ritenersi soddisfatto dei nuovi meccanismi di gioco che ha permesso a lui e ai suoi uomini di continuare la corsa anche in Coppa Italia. Pirlo a fine partita, come molti altri allenatori, si è soffermato sulle troppe partite ravvicinate, praticamente ogni tre giorni, sostenendo però che se una squadra vuole essere al top e restare ad alti livelli deve farci l’abitudine a giocare con questi ritmi. Una nota che fa sorridere vista la linea verde applicata questa sera, il dubbio sul rinnovo di Buffon, che oggi compie 43 anni. Tornando al presente,il prossimo impegno della Juventus sarà in campionato contro la Sampdoria prima di affrontare in Coppa Italia l’Inter di Conte.
Juve vs Bologna 2-0 Tre punti sulla partita e sulla capolista ( gennaio 2021 )
Dopo la brutta prestazione a San Siro che ha portato ad una meritata sconfitta contro l’Inter, quanto inaspettata, il cielo su Torino e sull’allenatore della “Vecchia Signora” si era riempito di nubi grigie e minacciose. Poca concentrazione, assoluta mancanza di determinazione e cattiveria agonistica. Subito vi è stata in mezzo alla settimana la possibilità di rifarsi, ma anche di cadere in un baratro di insicurezze. Il 2 a 0 inflitto al Napoli di Gattuso, con la conquista della Super Coppa Italiana è stata figlia di una compattezza di squadra ritrovata. La gara non è stata scintillante, tanto che l’andamento del match, per occasioni create, era da risultato in equilibrio. Ma la Juventus ha dimostrato di avere ancora tanta fame di vittoria. Oggi a Torino contro il Bologna di Mihajlovic non solo ha vinto con il medesimo risultato, ma ha anche convinto sia sul piano della forza di volontà che per la qualità di manovra. Se gli emiliani rimangono in partita sino a poco meno di venti minuti dal termine, lo devono esclusivamente al loro portiere. Skorupski offre una prestazione da dieci in pagella. Non che i bianchi, ovvero il Bologna, dato che gli juventini giocano con una maglia blu, non cerchino di segnare. Ma tra Arthur, McKennie e Bentancur ogni palla che passa dal centrocampo è preda loro. Allo stesso tempo dai loro piedi si aprono azioni per altri giocatori di qualità come Bernardeschi, Kulusevksi, oltre all’onnipresente campione portoghese. Probabilmente l’uomo in più è comunque la freccia colombiana che guarda caso era assente nella delicata trasferta al Meazza. La Juventus parte con un bel possesso palla con un suo 4-4-1-1 che si trasforma a seconda delle occasioni in un ampio 4-5-1 oppure in un offensivo 4-3-3, se non un addirittura in fase di assalto in area avversaria in un 3-2-5. Dopo un’interessante iniziativa ospite, sono proprio i padroni di casa a passare. L’ex Barcellona una volta in possesso della sfera al limite dell’area fa partire un tiro sulla cui traiettoria Skorupski ci sarebbe anche se non ci fosse la deviazione di un suo difensore che lo spiazza totalmente. Siamo al quarto d’ora quindi tutto è ancora aperto, ma più trascorre il tempo, e più il Bologna si perde nella compattezza dei piemontesi. Praticamente sino al termine della prima frazione Szczesny non deve sporcarsi i guantoni, mentre il suo collega di reparto a difesa degli altri pali deve compiere dei veri miracoli per lasciare il risultato solamente con un minimo passivo. Le ripartenze dei bianconeri sono micidiali, ma su Ronaldo, e Bernardeschi Skorupski sfodera parate da vero campione. Sicuro sempre anche quando stai pensando già alla rete gonfiata. Inizia dunque il secondo tempo e la Juventus rischia di pagare le troppe occasioni limpide o meno gettate al vento. Da un onesto 3 a 0 del primo tempo rischia nel primo quarto d’ora di essere nuovamente in parità. Più per merito comunque del Bologna che negli spogliatoi deve essere stato ben strigliato dal suo allenatore. Szczesny è bravissimo in un paio di occasioni, specie sulla deviazione a colpo sicuro, ma involontario, proprio di Cuadrado. Il colombiano sulla destra macina chilometri su chilometri ma è tutta la Juventus a correre tanto e bene. La partita è bella ed è chiaro che il risultato cambierà. Per un’azione pericolosa degli ospiti sono almeno tre quelle create dai torinesi. A spegnere le velleità emiliane ci pensa il texano di centrocampo. Su corner è bravo l’americano a prendere il giusto tempo e di testa battere lo strepitoso Skorupski che sino al termine della sfida riesce ancora a compiere parate da vero numero uno. Il tabellino recita ben undici tiri in porta della Juventus contro i soli due del Bologna e con portieri in una giornata normale il risultato sarebbe stato almeno un rotondo 5 a 1. Vittoria bella e convincente con le due milanesi che frenano bruscamente. Con la partita da recuperare con il Napoli la vetta è vicinissima.
Juve vs Napoli 2-0 La Juve non sbaglia con il Trofeo in palio ( gennaio 2021 )
Risultato un po' troppo pesante per gli azzurri di Gattuso, ma che premia la formazione che ci ha creduto di più e ha combattuto maggiormente per tutti i novanta minuti. I campani arrivano dalla schiacciante vittoria per 6 a 0 sulla Fiorentina, mentre i piemontesi dalla bruciante ed inattesa sconfitta a San Siro contro l’Inter. Dunque ha molto da perdere Pirlo che è stato subito messo sotto accusa per la prestazione opaca al di là del risultato al Meazza, ma questo diviene combustibile per i calciatori bianconeri che vogliono rifarsi immediatamente dopo tante critiche. Parte subito con la pressione alta la “Vecchia Signora” non lasciando spazio e tempo agli avversari per imbastire da dietro una manovra ragionata. La Juventus con il suo 4-4-1-1 è molto coperta in fase di non possesso palla, ma diviene rapidamente offensiva con praticamente un 2-4-4 quando si presenta dalle parti di Ospina. L’uomo in più dei torinesi è senza dubbio il terzino di fascia colombiano. Cuadrado ha una voglia matta di riprendersi le settimane saltate per via della quarantena da Covid ed è una continua spina sul fianco sinistro del Napoli. Non che i partenopei non vogliano attaccare, sono tutti mobili e la corsa per attaccare gli spazi non manca. Però è la Juventus che rimane sempre molto compatta, serrando bene le linee tra i reparti, quindi i giocolieri azzurri si trovano sistematicamente con il raddoppio e non è impresa facile superare sempre due uomini. Arthur; Bentancur e McKennie sono una saracinesca in mediana e Chiesa e Kulusevski hanno più il compito di supportare Ronaldo, che di suo è quello che ci prova sempre giunto sulla tre quarti avversaria, ma la mira non è delle migliori. Corsa e pressing, tanti scatti, ma le difese hanno sempre la meglio sulle iniziative degli attaccanti, le due coppie di centrali, Bonucci e Chiellini da una parte e Koulibaly e Manolas dall’altra riescono sempre a stoppare inserimenti e conclusioni. Quando non ci riescono loro, in porta sono presenti due signori che sanno fanno bene il loro mestiere. Un’unica vera grande occasione capita a Lozano. Su di un bel cross dalla sinistra, il fantasista di fascia destra campano anticipa nell’area piccola il suo marcatore, ma a due, tre metri Szczesny è a dir poco prodigioso nel salvare il risultato quasi allo scadere della prima frazione. Il secondo tempo parte con un ritmo ancora più alto. Qui ci sono 45’ minuti che significano tantissimo per il proseguo della stagione perché c’è il primo Trofeo da alzare e per la bacheca oltre che per il morale significa molto. Una cosa è certa, quando in palio c’è una Coppa, un calciatore su tutti non manca mai all’appello e lo ha la Juventus. Bernardeschi entrato al posto dell’acciaccato Chiesa si presenta subito sul pezzo ma è Ronaldo a dannarsi l’anima e a dar battaglia su ogni pallone con ferocia come se fosse un ragazzino. Anche troppo dato che lo scontro con Ospina potrebbe essere anche sanzionabile con un giallo, cartellino che giunge ad un quarto d’ora dal termine. Ma tanta esuberanza si accompagna anche a lucidità quando su un corner bianconero dalla sinistra è lestissimo a trafiggere Ospina per il vantaggio juventino. Su una deviazione di testa la linea di difesa azzurra si muove male e il campione portoghese si trova liberissimo in area piccola per colpire in mezza volè di prima il portiere napoletano. Gli uomini di Gattuso sono colpiti a freddo, ma sino ad ora è stata più la Juventus a cercare l’azione per fare male, ma l’occasione per rimettere in sesto la gara al Napoli gli viene concessa dalla Var. Mertens è lesto e furbo a mettere la gamba davanti a quella del centrocampista statunitense prima che colpisca la palla in area di rigore per spazzare. Insigne sul dischetto tradisce in freddezza i suoi a dieci minuti dal termine spiazzando Szczesny, ma angolando troppo e la sfera accarezza il palo esterno. Gattuso per l’assalto finale inserisce tutte le bocche da fuoco che possiede trasformando il suo 4-2-3-1 in un 2-4-4. Giunti in pieno recupero un tiro dal limite dell’area juventina con una deviazione sta per insaccarsi spiazzando Szczesny, ma il suo riflesso di piede evita il pareggio. Dall’uno a uno al contropiede bianconero proprio sul fischio finale che porta ad un tre contro due con Cuadrado che serve a porta vuota la palla a Morata da poco entrato per il 2 a 0. Negli episodi decisivi i ragazzi di Pirlo hanno avuto la freddezza e la rabbia di far bene, cosa che è mancata ai calciatori di Gattuso. Nona Super Coppa Italiana per la Juventus e ora testa nuovamente al Campionato dove Cristiano Ronaldo già dà la carica ai suoi.
Inter vs Juve 2-0 L’Inter alza la “Cresta” e la Juve esce in “Barella” ( gennaio 2021 )
La Juventus che non ti aspetti così come l’Inter. I torinesi, stanchi, assenti e sopratutto senza mordente e stimoli per dare battaglia. Non rassegnati ma senza fame, come se la vittoria potesse arrivare da sola d’inerzia, cosa che spesso in questa stagione è avvenuta grazie ai colpi dei suoi campioni. I nerazzurri, che in diverse occasioni hanno mostrato sprazzi del loro potenziale, sopratutto offensivo, hanno giocato la sfida con la determinazione che solitamente hanno nel proprio DNA gli antichi rivali. Non solo grinta, ma stranamente molta lucidità e testa nelle giocate, nella gestione della palla e dei momenti della gara. Sopratutto l’Inter è stata diversa, nel bene, nella tenuta nel tempo. Quest’anno, a prescindere dalla vittoria, mai è stata sul pezzo dal fischio iniziale al fischio finale dell’arbitro. La Juventus non parte neppure male, con pressing e buon giro palla, ma davanti ha undici giocatori con il fuoco dentro e con la giusta lucidità. Handanovic deve compiere la parata importante all’11’ minuto su una sassata dal limite dell’area dalla destra. Sulla sua ribattuta Chiesa rimette in mezzo e Ranaldo insacca, ma l’ex viola è in netto fuorigioco. Il portiere meneghino dovrà compiere un’altra parata notevole e sudare freddo a tre minuti dal novantesimo. In mezzo tanta Inter, troppa per questa Juve distratta, cosa anomala dato che certe sfide la “Vecchia Signora” non le sbaglia mai. Trascorre un solo minuto dall’occasione bianconera che i padroni di casa passano in vantaggio. Azione avvolgente con i centrocampisti che avanzano. Vidal allarga a destra per Barella che con una finta sbilancia il difensore che ha davanti e come in Coppa Italia, crossa perfettamente per i suoi compagni. Lautaro nel suo salto è troppo in anticipo, mentre Vidal dietro di lui trova il tempo giusto e di testa spiazza un Szczesny impietrito. C’è ancora un’intera gara da disputare ma i Campioni d’Italia in carica mostrano il fianco ai propri avversari per tutto il primo tempo. Sino al riposo la Juventus ha in campo davanti, è bene precisarlo, potenziale offensivo da big europea, Morata, Ronaldo e Chiesa, che sono sempre bloccati dai tre difensori De Vrij, Schriniar e Bastoni. Ma è a centrocampo che la Juventus soffre. Non riesce a coprire e ostacolare le trame offensive nerazzurre, ma neppure imbastire azioni degne di nota. I bianconeri hanno dalla loro solamente un giro palla sterile, mentre l’Inter è concentrata e pronta a trasformarsi come una lama nel burro. Sono almeno tre le azioni da rete sprecate dai milanesi con la Lula. Ogni volta che da centrocampo l’Inter parte verso la porta avversaria dà la sensazione di poter fare molto male. Pirlo non è riuscito a prendere le contro misure e a sette minuti dalla ripresa giunge il raddoppio. Bastoni dalle retrovie, vede il taglio sulla destra di Barella, lasciato troppo libero dai due difensori. Lancio perfetto e il centrocampista della Nazionale parte verso Szczesny . Entrato in area con una bordata sotto la traversa firma il 2 a 0 e la chiusura del match. Ci sarebbe ancora tutto un secondo tempo e l’Inter ha già mostrato in più occasioni di non avere il sangue freddo, ma questa sera la concentrazione è totale. Entrano Kulusevski e McKennie oltre a Bernardeschi per i bianconeri. Solitamente i primi due sanno dare un contributo importante per la propria squadra ed in effetti la pressione degli ospiti aumenta ma nulla di preoccupante per Handanovic e compagni. Solo a tre minuti dal termine l’estremo difensore interista deve distendersi sulla sua destra per evitare il goal delle paure, ma anche Hakimi al 92’ potrebbe calare il tris nerazzurro in contropiede. La Juve ora vede la capolista a sette lunghezze entrambe con una partita in meno da disputare, ma anche un ridimensionamento della propria forza. Al contrario dell’Inter che agguantando provvisoriamente i cugini in vetta hanno vinto e convinto per la prima volta contro una big in uno scontro diretto.
Juve vs Genoa 2-2 C.I. (3-2t.s.) La primavera distratta va avanti ( gennaio 2021 )
La Juventus si qualifica a fatica ai quarti di Coppa Italia, dopo aver patito contro l’ostacolo Genoa. Nonostante i due tecnici, Pirlo per la Juve e Ballardini per il Genoa abbiamo applicato un massiccio turnover, la partita è stata a tratti piacevole. La gara si mette subito in discesa per la Juventus che già al secondo minuto va in vantaggio con un gol di Kulusevksi che su passaggio di Chiellini, quest’ultimo rientrato proprio stasera dopo un lungo stop, controlla bene in area e batte Paleari di sinistro. Nonostante il vantaggio, la Juventus vuole mettere al sicuro il risultato e per venti minuti è un continuo assalto alla porta dei genoani. Gli sforzi degli uomini di Pirlo sono ripagati al 23’ con il raddoppio di Morata. Grande palla di Kulusevski di prima sulla corsa di Morata, lo spagnolo entra in area e non perdona con il sinistro. Ma al 28’ finalmente si fa vedere il Genoa che fino a questo momento sembrava rimasto al caldo delle terre liguri e non nel freddo stadio di Torino. Cross dalla destra di Goldaniga, Czyborra anticipa Dragusin di testa e fa secco Buffon per il 2 a 1 per la Juventus. Il primo tempo prosegue con alcune buone azioni della Juventus che cerca di aumentare il vantaggio, due gol annullati per fuorigioco e con il Genoa che non si fa rivedere in area avversaria. Inizia il secondo tempo con la Juve che cerca di gestire il possesso e centra con Pjaca la traversa al 53’. I ritmi di questo secondo tempo sono molto bassi. Al 74’ arriva il pareggio del Genoa. Con un gran destro di Melegoni da fuori area, Buffon si tuffa ma non ci arriva. Il gol del Genoa arrivato un po’ a sorpresa non da la scossa alla Juventus e nonostante l’ingresso di Ronaldo si va ai tempi supplementari. Nei primi minuti dei supplementari il portiere del Genoa Paleari si supera sia su tiro di Morata, sia su un colpo di testa pericoloso di Rabiot. Ma al 104’ arriva il gol di Rafia per il 3 a 2 per la Juventus. Al debutto con la prima squadra, l’ex giocatore del Lione trova il suo primo gol in maglia bianconera con una conclusione in mischia dopo una bella azione di Morata, che era andato via a sinistra. Termina il primo tempo supplementare con le squadre stanche, ma con il vantaggio della Juventus. Al 108’ pericolo per la Juventus. Su corner del Genoa, svetta Radovanovic di testa ma sulla linea c’è Arthur che evita il gol. Al 111’ ancora una parata di Paleari su conclusione di Kulusevksi. Il finale di partita, si contraddistingue per le ammonizioni sia da una parte che dall’altra e nulla più. Si conclude una serata di luci e ombre per la Juventus, nonostante l’ottimo risultato raggiunto nei tempi supplementari. Le luci sono riferite più ai singoli che alla squadra. In primis Kulusevksi , che oltre al gol, ha fornito parecchi assist e creato gioco, Morata che è sempre nel punto dove ti aspetti che sia pronto a fare gol e alla nuova leva Rafia che meglio di così non poteva iniziare la sua avventura in bianconero. La squadra nel complesso, dopo un buon avvio, è apparsa stanca e poco attenta e reattiva in difesa: il Genoa ha concretizzato le uniche due occasioni che si sono create durante tutta la partita. Merito al Genoa di aver recuperato ma demerito alla Juventus che in ampio vantaggio si è fatta recuperare. I bianconeri dovranno incontrare in campionato l’Inter, anche lei provata dai tempi supplementari , sperando che nonostante la stanchezza delle due squadre, sia una bella partita e che la Juventus presti maggiore attenzione perché giocatori come Lukaku e Lautaro sono indubbiamente più forti del Genoa delle riserve.
Juve vs Sassuolo 3-1 Con fatica il Sassuolo è piegato in 10 ( gennaio 2021 )
Il risultato è il medesimo di tre giorni fa, quando i bianconeri si imposero a San Siro contro la capolista, riaprendo ampiamente, per se stessi, il discorso Scudetto. Certo mancano ancora due sfide, dopo questa vittoria con il Sassuolo, al giro di boa, ma se si fosse usciti dal Meazza con una sconfitta si sarebbe visto il Milan fuggire a ben 13 punti. Tanti anche considerando il match da recuperare, comunque con un Napoli di Gattuso bello tosto. E’ vero che il 3 a 1 inflitto agli attuali migliori della classe è stato roboante dal punto di vista mediatico, tuttavia sfidiamo chiunque, ad inizio Campionato, ad asserire che il Milan avrebbe distaccato così tanto i Campioni in carica. Ma il Milan di tre giorni fa era ridotto ai minimi termini per quanto concerne gli uomini a disposizione di Pioli e non bisogna dimenticare che anche per questo ha avuto gioco facile, seppur una volta andata in vantaggio, i rossoneri erano riusciti, in mezzo alle loro difficoltà di organico, pure a pareggiare momentaneamente. Stesso copione contro gli emiliani. Una discreta Juventus si muove bene e verticalizza facendo paura, ma il Sassuolo non è venuto a fare la comparsa a Torino. E’ aggressivo e gioca egli stesso per fare la partita ed il suo giro palla mette in difficoltà sovente il pressing dei padroni di casa. Non che il Sassuolo si faccia pericoloso, almeno nel primo tempo, ma la Juventus crea solo un paio di pericoli e nulla di più. La svolta avviene proprio sullo scadere della prima frazione. Un bruttissimo fallo ai danni di Chiesa, a centrocampo, evidenziato ulteriormente dalla Var ,trasforma giustamente, il giallo in rosso. In pieno recupero si mangia la rete del vantaggio Kulusevski. Si riparte con il secondo tempo con De Zerbi che schiera i suoi in un solido, ma non unicamente difensivistico 4-4-1 che si trasforma nel caso in un 4-3-1-1. Juve con l’uomo in più, ma anche con Dybala e McKennie in meno usciti per infortunio ( a rischio per il big match contro l’Inter ). Trascorrono solamente 5’ minuti e i bianconeri si trovano in vantaggio. Un diagonale da lontano dalla destra, preciso, quanto fortissimo da parte di Danilo, non lascia scampo a Consigli. Con il vantaggio acquisito, seppur di misura e sopratutto con la superiorità numerica, i calciatori di Pirlo, psicologicamente abbassano la propria tensione agonistica e di concentrazione. Ricadono nuovamente nel loro errore di questa Stagione. Danno per acquisito un risultato favorevole troppo presto. Tant’è che non ti accorgi neppure che l’avversario sta giocando in dieci. Infatti il Sassuolo prende sempre più campo e in meno di dieci minuti trova il pareggio con Defrel bravo a bruciare la chiusura di Bonucci. 1 a 1 e tutto da rifare per la “Vecchia Signora”, che alza la testa e si rimette a macinare gioco ed occasioni. Ronaldo se ne divora una da quasi dilettante e Chiesa è sfortunato con il palo, ma Consigli era sulla traiettoria. Ammirevole l’atteggiamento tattico del Sassuolo che non retrocede più di tanto, dando quasi la sensazione che cerchi di contenere e allo stesso tempo provare il colpaccio. Ma la difesa emiliana, sino a quel momento perfetta, su un filtrante da sinistra a destra in piena area piccola, lascia scorrere la palla dove indisturbato giunge Ramsey per il nuovo vantaggio juventino all’82’. Con il recupero ci sono ancora una decina di minuti ed il Sassuolo non ci sta, ma questa volta i piemontesi non ricadono nella trappola della sonnolenza e Ronaldo in un feroce contropiede al 92’ minuto sigla il definitivo 3 a 1. La Juventus ha vinto e dalla ripresa dopo la sosta natalizia vi è sempre riuscita, ma è sovente questa mancanza di attenzione e tensione in tutti i novanta minuti. Talvolta non riesce poi il recupero, specie se l’avversario è tosto quanto il Sassuolo e magari in parità numerica.
Milan vs Juve vs 1-3 Il Diavolo cade in Chiesa ( gennaio 2021 )
Eccoci al big match tra Milan e Juve, che insieme all’altra squadra della “Madunina” vale il “El Clàsico” spagnolo. Scontro importantissimo per entrambe le formazioni. Inter e Napoli nel pomeriggio hanno perso quindi quale occasione migliore per la capolista, allungare e mandare i Campioni in carica torinesi lontanissimi a ben 13 punti al netto della sfida da giocare ancora contro il Napoli? Allo stesso tempo Pirlo con un vittoria potrebbe portarsi a sette lunghezze che se supportata da un’ulteriore successo nel recupero contro i partenopei, vorrebbe dire solo quattro punti in un botto solo. Insomma , una partita che non direbbe nulla in chiave definitiva per il Campionato, ma delineerebbe una sua storia ben precisa. A San Siro per il Covid, mancano all’ultimo minuto due assenti importanti per entrambe. I piemontesi devono fare a meno di Cuadrado e Sandro, mentre i lombardi Rebic e il mediano di scorta. Considerando le due differenti rose e sopratutto le già numerose assenze del Milan, Pioli si deve inventare la squadra, non a caso si trova costretto a schierare affianco a Kessiè un esterno come Calabria. Il Milan gioca alla sua maniera e risponde colpo su colpo alla Juevntus, ma quando Chiesa sale in cattedra, per il Diavolo giungono solo batoste. Chiesa già al quarto d’ora accarezza l’idea della rete, ma su un’azione insistita degli ospiti un suo tiro al volo di collo pieno colpisce perfettamente il palo a Donnarumma battuto. Poco male per la Juventus, perché l’ex viola è il più ispirato e dannatamente esplosivo questa sera. Si inventa sulla destra un’azione con Dybala. Triangola con il 10 argentino che con una magia di tacco libera il suo movimento senza palla davanti al portiere della Nazionale che non può compiere il miracolo. Bianconeri in vantaggio. Un Milan a dir poco rabberciato ha il pregio però di non sbriciolarsi dinanzi all’evidente superiorità qualitativa ed energetica degli avversari. Sale di tono ed intensità la manovra dei padroni di casa e allo stesso tempo la Juventus non ha la sua tradizionale ferocia a chiudere le partita, specie quelle così fondamentali. Anche se non pericolosissimo dalle parti di Szczesny, il Milan dimostra di potersela giocare e riaprirla, cosa che accade a 4’ minuti dal riposo. Evidente svista dell’arbitro che non vede l’entrata di Calhanoglu fallosa a centrocampo. Così il Milan riparte rapido con palla a sinistra per Hernandez che fugge come un treno verso l’area juventina. Quando tutti pensano che stia per tirare scarica verso il centro dove Calabria di piatto e con precisione assoluta manda la palla quasi sotto il sette con Szczesny impietrito. 1 a 1 e tutti a prendersi il thè. Il Milan con la sua umiltà e voglia terribile di stare in alto rientra in campo benissimo e mette in difficoltà gli ospiti per il primo quarto d’ora, legittimando il momentaneo pareggio. L’equilibrio viene nuovamente spezzato dall’iniziativa personale dell’esterno destro nazionale. Chiesa punta l’area ed entra lateralmente facendo un movimento tipico alla CR7. Nulla da fare per il portierone milanista. Siamo al 62’ e poco dopo la Juve fa entrare energie fresche e di grande spessore come Kulusevski e Mckennie. Questa è la fine della partita del Milan. Pirlo si gira verso la panchina è ancora gente come Bernardeschi, mentre Pioli, per rinvigorire le sue file e ribaltare le sorti della sfida si deve anche affidare a ragazzi poco più avanti della primavera come Maldini e Colombo. L’orgoglio della capolista c’è e anche il desiderio in campo di non accettare il 2 a 1, ma la differenza di passo e di qaulità con il trascorrere dei minuti diviene troppo lampante. Donnarumma è anche bravo in un paio di occasioni a tener accesa la speranza per i suoi, ma una bella discesa sulla destra dei due nuovi entrati menzionati, chiude ogni possibilità ai rossoneri di non uscire imbattuti. Pensare che Ronaldo non è stato neppure in una grande serata, ma quando una formazione, come la Juventus, può annoverare tra le sue file tantissimi giocatori forti e anche dei campioni e potenziali tali, c’è poco da fare. Il Milan è giunto a questa sfida da capolista con merito ma senza cercare alibi, aveva troppe assenze e già ad inizio stagione avevamo sottolineato come la panchina non fosse troppo lunga e anche di livello. Nonostante questo Pioli esce ancora da capolista e con la consapevolezza che i suoi ragazzi anche nelle difficoltà più intense non si arrendono mai e danno il tutto per tutto. Pirlo, invece, inizia a pensare da grande, come la squadra che allena.
Juve vs Udinese 4-1 Vittoria senza portieri ( gennaio 2021 )
Bella partita, più aperta di quanto il risultato racconti. Dopo l’ultima sfida disputata lo scorso anno che ha visto i Campioni d’Italia cadere inaspettatamente, per la prima volta in questa stagione, con un secco 3 a 0 contro i “Viola”, scendono in campo contro l’Udinese, che in passato qualche scherzetto lo ha fatto alla “Vecchia Signora”. A centrocampo si combatte da entrambe le parti moltissimo, ed ogni palla persa si può trasformare in una potenziale occasione da goal. Come la bella rete degli ospiti nata da una trama veloce dalla mediana. La Var, fortunatamente esiste, riuscendo a cogliere un tocco di braccio iniziale di De Paul. Brivido passato da parre dei bianconeri che alla mezz’ora colpiscono con il loro campione portoghese. Pressing feroce sulla metà campo avversaria da parte della Juventus che strappa palla agli ospiti. La sfera giunge a CR7 che dalla sinistra punta in area, si sposta verso il centro e fa partire un tiro a metà altezza che gira perfettamente alla sinistra di Musso. Padroni di casa in vantaggio che gestiscono non lasciando possibilità ai friulani che devono andare negli spogliatoi sotto di una rete. Questa volta Pirlo ha catechizzato i suoi ragazzi, che troppo spesso, una volta acquisito il risultato, seppur minimo, si addormentano troppo, abbassando ritmo e concentrazione. La Juventus, rientra in campo come se fosse ancora in parità e ciò è un bene perché a centrocampo continua a rubare il tempo agli avversari e con la qualità che ha sulla sua tre quarti diviene devastante. Trascorrono infatti solamente 240 secondi e la sfida si mette veramente in discesa per i torinesi. Ronaldo verticalmente suggerisce un perfetto filtrante per un rapido Chiesa che si infila sulla sinistra ed in diagonale trafigge Musso. Tre minuti dopo i padroni di casa potrebbero chiudere definitivamente la partita, ma sulla rete caparbia di Ramsey, da terra è evidente un tocco di mano dello stesso centrocampista, seppur involontario. L’Udinese è viva ma anche sfortunata. Due traverse a Szczesny battuto gli negano la possibilità di riaprire il match, ma a venti dal termine Ronaldo, sempre lui, firma con la sua doppietta la fine delle ostilità, proprio in mezzo ai due legni ospiti. Nuovamente l’Udinese perde la palla a metà campo sulla pressione e aggressività juventina e quando in area giunge la sfera a questo campionissimo non si può che pagare dazio. I padroni di casa gestiscono ma al 90’ minuto giunge la rete friulana con la difesa, tutta in blocco, oramai già negli spogliatoi a festeggiare. Poco male visto che oramai il match è concluso, anzi no, dato che in pieno recupero, in un’altra verticalizzazione questa volta è Dybala a presentarsi davanti a Musso superandolo con un bel diagonale morbido per il definitivo poker. Una bella gara dove i bianconeri piemontesi si sono dimostrati a centrocampo letali. Il pressing è stato continuo e asfissiante da parte dei padroni casa ed ha avuto gioco facile contro un’Udinese volitiva davanti ma veramente poco preparata in fase di contenimento. Raramente si vedono dei buchi, anzi delle voragini su palla persa in fase di costruzione e gli uomini offensivi di Pirlo ci sono andati a nozze. Curioso notare che ogni azione veramente pericolosa da rete, da entrambe le parti, si è in definitiva tramutata in goal, se contiamo anche le due segnature annullate. E quando ciò non è accaduto è stato per i legni. Quindi bravi gli attacchi, ma le difese erano un po' ballerine, vuoi da una parte per la vittoria in pugno e dall’altra per il desiderio di rimontare e quindi rimanere un po' scoperti. La Juventus con questa vittoria importante, seppur prevedibile, torna in piena zona Champions e fra tre giorni ha la possibilità di ributtarsi a capofitto anche nella lotta Scudetto dato che deve andare a far visita alla capolista, l’unica formazione di Serie A ancora imbattuta.
Juve vs Fiorentina 0-3 Vacanze natalizie in anticipo che ti fanno Viola ( dicembre 2020 )
Già il pomeriggio non era stato dei migliori visto che la sentenza ultima sulla sfida Juventus vs Napoli assegnata per 3 a 0 a tavolino per i padroni di casa era stata annullata con conseguente partita da disputare sul campo. Da un 3 a 0 a favore cancellato, ad uno poche ore dopo subito nei novanta minuti disputati. Chi lo avrebbe detto che la Fiorentina, quart’ultima e in piena discesa sarebbe riuscita a sbancare la Torino bianconera? Sopratutto considerando che nelle sei sfide sino ad ora giocate con Prandelli sulla panchina toscana, sono giunti appena tre miseri punticini, figli di tre pareggi a altrettante sconfitte. Una combinazione di fattori ha permesso questo inattesissimo risultato, da tredici milionario, sempre che esista ancora la schedina. Una delle migliori viola della stagione, per dinamismo, concentrazione e aggressività ha affrontato una Juventus, a definirla bonariamente come ha fatto il suo allenatore nel post gara, troppo molle. Deconcentrata sin dall’inizio, questa è stata la vera mina vagante che ha portato al k.o. casalingo. In tre passaggi, al terzo minuto gli sopiti sono andati in rete. Un verticalizzazione rapida ma anche semplice dove il terminale offensivo toscano Vlahovic si è inserito in velocità in mezzo tra i due centrali bianconeri come se fossero quasi delle sagome e con freddezza e pregiata tecnica, in diagonale supera con uno scavetto Szczesny. I padroni di casa non se l’aspettavano e paiono tramortiti, ma mai quanto Cuadrado che non frena la sua foga che pagata con l’ammonizione da parte dall’arbitro, la Var la giudica, giustamente, da rosso. Juve dopo 17’ minuti si trova sotto di una rete, di un uomo e di morale, e nonostante Pirlo cerchi di darle una sorta di quadratura con un solido 4-4-1, il primo tempo trascorre con Dragowski che non deve fare miracoli. Anzi sono gli ospiti che trovano spazi per far male, ma non concretizzano e si chiude la prima frazione 0 - 1. Il secondo tempo è un’altra Juventus, più nella gara, vogliosa di ribaltare il risultato, ma in definitiva è più Ronaldo che cerca di costruire qualcosa. Gli episodi non sono certo favorevoli alla “Vecchia Signora” questa sera. Due falli da parte di Valero, potrebbero portare ad una doppia ammonizione riequilibrando le forze in campo, così come un paio di falli in area potrebbero essere giudicati da penalty. Ronaldo sconta probabilmente una sua disposizione troppo facile a lasciarsi cadere al minimo contatto e alcuni rigori concessi nelle scorse partite un po' troppo a cuor leggero, questa sera pagano dazio. Così la Fiorentina, fa muro senza disdegnare il contropiede, cosa che al quarto d’ora del termine porta al raddoppio. Dalla sinistra uno scatenato ex Caceres brucia per l’ennesima volta la sua fascia, Biraghi si invola e fa partire un traversone basso bello teso. Buco di Bonucci che mette fuori tempo Sandro che colpisce male buttando la palla nella propria porta. Cinque minuti dopo, quasi la stessa azione e Caceres nel cross basso sempre da destra, anticipa Sandro per il pesante 3 a 0. Partita terminata con dieci minuti di anticipo. Tutti i calciatori di casa hanno approcciato al match pensando di averlo già vinto prima di giocarlo, cosa che nel Mondo Juventus è inammissibile. Anche gli uomini più esperti come Bonucci, hanno deluso con errori nelle marcature, negli appoggi e nella tempistica degli interventi. L’unico che è sembrato mettercela tutta, non accettando le sorti del risultato è stato, come spesso accade, CR7. Giunge la prima sconfitta in Campionato in questa stagione, brutta e non prevedibile, ma se si vuole guardare il bicchiere mezzo pieno, se doveva accadere, quale momento migliore? C’è la pausa di una decina giorni, quindi il tempo di analizzare i motivi del blackout, recuperare energie mentali e fisiche e studiare alternative di gioco.
Parma vs Juve 0-4 La Zebra si mangia il Parmacotto ( dicembre 2020 )
Se dalla prima azione capisci che siamo di fronte ad una serata dove è chiaro che non ci sarà partita, l’allenatore della formazione vincente non può che esserne soddisfatto. Nonostante, in un contropiede isolato, la prima vera occasione da rete capiti ai padroni di casa, la Juventus parte con velocità ed idee chiare per far sua la partita senza sé e senza ma. La manovra degli ospiti avviene attraverso una fluidità di schemi. Tutti coprono bene il campo, mantenendo la giusta distanza tra i reparti. Le maglie bianconere, ops, correggiamoci, sono arancioni in questa trasferta, talvolta sono tutte in trenta, trentacinque metri, ma nella tre quarti avversaria. Non è uno schema fisso quello adottato da Pirlo, ma muta sembianza a seconda della tipologia d’azione. Ma pare prevalente in questa sfida dominata dall’inizio alla fine con un possesso palla superiore anche al 60%, una sorta di 3-2-3-2. Quando Buffon è attento e reattivo sul tiro incrociato di Kucka, al quarto d’ora, lo stesso non si può dire della retroguardia emiliana sul primo goal della “Vecchia Signora”. Sandro sulla sinistra è un continuo martello sin dal calcio d’inizio. Sta larghissimo e con la sua qualità, rapidità e accelerazione è una spina nel fianco della linea di difesa parmense. Per l’ennesima volta prende palla lungo il fallo laterale. Punta verso l’area e fa partite un filtrante teso rasoterra che taglia tutta l’area, andando a prendere dall’altra parte un liberissimo Kulusevski. L’ex della sfida, di prima e di piatto crea una parabola bassa a giro che si infila tra il guantone di Sepe ed il palo. Non festeggia per rispetto ai suoi ex compagni dell’anno passato, ma da il via alla goleada dei Campioni d’Italia in carica. Questo vantaggio è significativo della mentalità della squadra bianconera. Quasi un’azione rugbystica. Dal cross da sinistra sino al tiro giunto dalla destra erano ben sei le maglie arancioni in linea quasi perfetta pronte a far male. Ciò a portato il Parma ad accentrarsi lasciando scoperta l’altra zona dl campo. Siamo al 23’, ma trascorrono appena altri tre minuti, per il raddoppio firmato Cristiano Ronaldo. La sua specialità dove è veramente il numero uno è messa in mostra in questo stacco di testa. Perfetto il traversone, sempre dalla sinistra, a centro area e CR7 in mezzo a due difensori svetta almeno mezzo metro più in alto di tutti, scegliendo il tempo giusto per battere il portiere. A metà del primo tempo gli ospiti sono meritatamente sul 2 a 0. Non è tanto per il numero di occasioni create che è giustificato il doppio vantaggio, ma per l’approccio alla sfida, da grande squadra che non lascia respiro a chi ha dinanzi. Se alla qualità dei giocatori che la Juventus mette in campo, abbina una costante intensità ed una velocità di passaggi, diviene quasi una matematica logica la vittoria. Potrebbe chiudere già sul 3 a 0 prima del riposo, ma i centimetri salvano Sepe sulla deviazione di Bonucci. Pronti via, e quel risultato diviene realtà quando assistito sempre sulla sinistra, dopo appena un minuto dall’inizio del secondo tempo, il campione portoghese, entra in area, resiste al contrasto del suo marcatore e incrocia un diagonale sul quale Sepe non può fare nulla. Partita terminata con un seconda frazione ancora tutta da giocare. Gli ospiti controllano e rischiano solo in un colpo di testa sul quale nuovamente Buffon è bravissimo nel respingere a terra quasi sulla linea, ma è troppo poco da parte del Parma per impensierire la corazzata bianconera. Anzi, a cinque da termine, Morata, come un giocatore di bigliardo, fermo in area raccoglie di testa un traversone dalla sinistra mirando l’angolino alla destra dell’estremo difensore per il definitivo poker. Una delle più belle Juventus di Pirlo, in stile di quella che è uscita dal Camp Nou ampiamente vittoriosa pochi giorni fa. Novanta minuti interi di gioco, mentalità, e divertimento, con tre punti per mettere pressione a chi sta davanti, per ora in Campionato.
Juve vs Atalanta 1-1 Il rigore della vittoria mancata ( dicembre 2020 )
Nel match valevole per la dodicesima giornata di Campionato, Juventus e Atalanta portano a casa un punto ciascuna, frutto del pari 1-1. Gli argentini indisciplinati delle due squadre, Dybala e Gomez, iniziano entrambi dalla panchina. Per i primissimi minuti sembra una sfida tra vecchie glorie ma di serie B, Pessina e Ronaldo rischiano di segnare ma non riescono a fare tesoro delle distrazioni delle difese. All’11’ McKennie, Ronaldo e Morata non riescono a mandare in gol la palla su cortese omaggio dei Bergamaschi. Poi la partita sale di livello tecnico. Atalanta che ribatte ogni colpo. La Juventus che va ad intermittenza, con uno spento Cuadrado ma con McKennie molto attivo. Ma poi arriva un faro come Chiesa, che al suo primo gol stagionale, spara da fuori area un pallone forte e preciso per l’1 a 0 per la Juventus. La reazione nerazzurra non si fa tardare, anche se con scarsi risultati o forse per la bravura di Szczesny che prima su Zapata e poi sia su Malinovskyi e sia su Pessina, impedisce il pareggio della Dea. Inizia il secondo tempo, entra Gomez al posto di Pessina. Quasi subito Chiesa raddoppia ma viene annullato. Al 12’ arriva il pari dell’Atalanta: Freuler tiracchia e il portiere le da una mano per il parecchio. Al 15’ l’arbitro Doveri diventa Babbo Natale e fischia un rigore contro l’Atalanta, per trattenuta leggera di Hateboer su Chiesa. Gollini para facilmente il basso pallone fiacco di Ronaldo. Gollini si esalta ancora su Morata, Gosens in acrobazia va invece vicino al gol per la Dea. La partita da bella diventa bellissima. Muriel per Zapata, Alex Sandro per Chiesa. In certi momenti c’è persino più Atalanta che Juventus. La cronaca è frenetica, ma il tasso tecnico è ottimo, Gomez si impegna ma non è fresco. Mancano 5’ minuti ed entra Dybala per Morata. Ultima occasione per la Juventus con una punizione di Ronaldo, ma il bellissimo tiro finisce alto. Il pari fra Juventus e Atalanta in fondo è giusto, contando il fatto che le due squadre nonostante siano diverse per gioco sono molto simile come rendimento. Entrambe si sono battute al massimo, con poche scorrettezze e con molto vigore. Dopo due vittorie consecutive la Juventus viene fermata con un pareggio. E’ pur vero che giocavano contro una squadra forte come l’Atalanta che tiene un grande ritmo. Ma forse Pirlo doveva fare un po’ di turnover, considerando il fatto che le seconde linee in un’altra squadra sarebbero titolari: Cuadrado non è pervenuto e Morata, nonostante un’ottima partita, appariva innervosito e poco preciso sotto porta. Per una volta poi, Ronaldo è stato un uomo in meno: sbagliare il rigore ci sta ma non è stato propositivo per tutta la partita come di solito fa. Note positive invece vengono da Chiesa, che sta entrando sempre più nei meccanismi di gioco, da Mckennie che si conferma un ottimo giocatore. La prossima partita dei bianconeri sarà con il Parma, squadra che viene da tre pareggi consecutivi e come dice il detto non c’è due senza tre e il quarto viene da sé e che dopo un avvio non proprio dei migliori tiene bene il campo e si difende bene e ha delle ottime ripartenze. La Juventus quindi dovrà mettere in campo i giocatori più freschi, come Dybala che sanno fare bene negli spazi stretti che presumibilmente lascerà il Parma.
Genoa vs Juve vs 1-3 Vittoria Rigorosamente di Ronaldo ( dicembre 2020 )
Dopo la strabiliante vittoria rotonda in casa del Barcellona, la Juve ha un’altra trasferta, ma di caratura molto più abbordabile, almeno sulla carta. La Juventus risponde a Napoli e Inter con il risultato positivo di 3-1 contro il Genoa che permette alla squadrone di Pirlo di mantenere la posizione a 23 punti e quindi terzo posto in classifica con il Napoli. La settimana non poteva finire meglio per i bianconeri che, dopo il derby e il Barcellona, battendo anche il Genoa, portano a casa la terza vittoria utile consecutiva per una stagione che sulla carta può portarle grandi soddisfazioni. Primo tempo che parte subito in quarta per la Vecchia Signora con un gol annullato a Rabiot che mette in rete ma toccando con la mano. La Juve insiste e Mckennie prova il gol di testa, ma viene parato da Perin. Per tutta la durata del primo tempo la Juventus tiene il Genoa nella sua trequarti, ma il Genoa si difende bene e per i bianconeri è difficile penetrare. Il portiere Perin viene bersagliato continuamente, ma senza correre troppi rischi, tanto che il primo tempo si chiude con ben otto calci d’angolo a zero per Juventus e più del 70% di possesso palla per i bianconeri. La ripresa sembra la fotocopia del primo tempo, ma Dybala al 57’ riesce finalmente a sbloccare il risultato. Su passaggio di Mckennie, Dybala controlla e di sinistro sul primo palo batte il portiere. Ma la gioia per il primo gol stagionale in campionato di Dybala dura poco: dopo un gol annullato a Chiesa per fuorigioco, alla prima occasione del Genoa e al primo errore della Juventus, va in rete con Sturaro, ex Juve. Il Genoa resiste ma a poco meno di 10 minuti dalla fine i genoani cedono: Rovella stende in area Cuadrado e dal dischetto segna Ronaldo. E dal dischetto, sempre Ronaldo, all’89’ sancisce il 3-1 per la Juventus, rigore causato da un pasticcio di Pellegrini che appoggia a Perin il pallone sul quale Morata si avventa e viene travolto dal portiere. Buona prestazione per i bianconeri che continuano a prendere velocità e condizione fisica. Soddisfazione per il tecnico Pirlo che vede il giusto atteggiamento e una famelica voglia di vincere,con un Dybala in più, che sembra aver ritrovato la fiducia dopo mesi di oblio. Ennesimo encomio a Ronaldo che in 100 partite con la Juventus festeggiate ieri, porta il suo score di gol a 79, tenendo una media impressionante e che lo porta, purtroppo o per fortuna a seconda dei casi, ad essere giocatore centrale e fondamentale per il gioco di Pirlo. Unico neo della squadra, a nostro avviso, sono i cali di tensione e di concentrazione. Troppo gioco e poca resa e incisività sotto porta. Non è possibile che una squadra come la Juventus, che incontrava una delle ultime in classifica si faccia beffare con un gol nell’unica occasione avuta degli avversari per una distrazione di un suo giocatore, Alex Sandro che praticamente è stato impegnato solo in questa occasione. E troppa la mole di lavoro di tutta la squadra per riuscire a fare un gol regolare su azione e che mette in sicurezza il risultato solo grazie ai rigori a pochi minuti dalla fine. Il successo al Marassi porta direttamente ai sorteggi per il prossimo turno di Champions, dove la Juve incontrerà il Porto e alla prossima partita con l’Atalanta di mercoledì, squadra ostica ma che può aiutare a capire se la strada intrapresa è quella giusta.
Barcellona vs Juve 0-3 Sfida tra alieni, vince la Juventus e Ronaldo ( dicembre 2020 )
Impresa della Juventus al Camp Nou: 3-0 firmato dalla doppietta su rigore di Ronaldo e, in mezzo, dal gol di McKennie. I bianconeri, alla miglior prova stagionale, conquistano così il primato del girone G e un sorteggio più favorevole verso gli ottavi. Gia’ dai primi minuti si vede che la Juventus questa sera è in grande spolvero: non passano neanche 10 minuti dal calcio di inizio che Ronaldo prova il colpo, purtroppo troppo centrale parato da Ter Stegen , su passaggio di McKennie in area. Un minuto dopo una conclusione violenta di Danilo non trova la porta. Al dodicesimo minuto rigore su Ronaldo, ottenuto dal portoghese che punta Araujo che lo butta giù nel corpo a corpo. Ronaldo lo batte al centro spiazzando Ter Stegen. Passano i minuti ma la Juventus non molla il colpo. Al ventesimo grande azione della Juve, Cuadrado scodella in area per McKennie che tutto solo in area colpisce in sforbiciata ed il 2-0 per la Juventus. La presenza di Buffon si percepisce solo al ventiduesimo quando su un tiro di Messi dal limite manda in calcio d’angolo. Due minuti dopo si ribalta la situazione con un intervento nettamente irregolare di mano del bosniaco Pjanic in area che impatta un tiro di Morata. Sembrava evidente il penalty, ma lascia correre l’arbitro. Per rivedere ancora Buffon si deve aspettare il 36' con un grande triangolazione tra Messi e Jordi Alba, conclusione da dentro l’area dell’argentino ma blocca in due tempi Buffon. Il primo tempo finisce con un contrasto Messi-McKennie in area Juve: lo statunitense sfiora da dietro l’argentino che calcia debole su Buffon. Check del Var: tutto buono. Si riparte al Camp Nou con un tiro mancino violento da fuori di Messi ma Buffon senza problemi para in due tempi. Al 49' mano di Lenglet in area. Con un clamoroso intervento col braccio del difensore francese che anticipa McKennie. Poi parata strepitosa di Ter Stegen su Ramsey. Manca il secondo giallo per il francese e viene dato rigore per la Juventus. Perfetto il portoghese Ronaldo che spiazza Ter Stegen. 3-0 per la Juventus. Finalmente al 58' il Barca si fa pericoloso: punizione di Messi per la testa di Griezmann. Il pallone sbatte sulla parte alta della traversa e termina sul fondo. Al 65’ conclusione di collo dal limite di Messi, respinta da Buffon. Poi De Ligt anticipa Brathwaite da dietro. Ma ravvisata una posizione irregolare. Al 73'evidente fallo dell’olandese De Ligt in area Juve ma il francese Griezmann era in netta posizione irregolare. L’arbitro assegna il rigore e poi, richiamato dal Var, concede la punizione a favore della Juve. Sugli sviluppi del corner tocca Ronaldo e poi Bonucci spinge in rete. Ma il difensore è in offside. Gli ultimi minuti sono un susseguirsi di tiri da parte di Messi verso la porta della Juventus ma senza risultati. Finisce sul 3-0 per Juventus. La sfida fra alieni è vinta da Cristiano e la vittoria al Camp Nou resta una rarità: il Barça non perdeva in casa in Champions dal 2013. I tre gol di scarto sono un’enormità: mai nessuna italiana li aveva segnati. L’allenatore Pirlo forse in questa notte ha visto davvero la nuova Juventus. Il Barcellona sarà stato anche in fase discendente ma certi segnali vanno oltre. Il progetto Juve-Pirlo può funzionare, che la strada può essere giusta e che parta proprio da Barcellona?
Juve vs Torino 2-1 La Zebra alla fine affonda il Toro ( dicembre 2020 )
La differenza di classifica parla chiaro. La Juventus, momentaneamente è al terzo posto, come il Torino guardando la classifica in senso opposto. Eppure si sono spartite un tempo ciascuno, come è nel loro carattere stagionale. I bianconeri sembra che necessitino di una batosta per svegliarsi andando a chiudere le sfide in crescendo. Tutto il contrario dei cugini della Mole, che sovente, quest’anno, partono bene nelle sfide per poi crollare di fisico e di testa nei secondi tempi. Ai granata è capitato giusto due settimane fa contro l’Inter, meritatamente in vantaggio di due reti sino a mezz’ora dalla fine, ma anche contro la Lazio, oppure con il Sassuolo. Se durassero la metà dei novanta minuti regolamentari, Giampaolo, sarebbe in piena zona Europa, ed invece ... I Padroni di casa probabilmente sanno di questa pecca granata quindi se la prendono comodo nel primo tempo. Saranno stati i complimenti successivi alla bella prestazione, di qualità e solida, ricevuti in settimana dopo la netta vittoria in Champions, ad abbassare la tensione tra i calciatori bianconeri. Non è un caso che nel calcio d’angolo al nono minuto, come gli omini del Subbuteo i difensori zebrati sono fermi e assolutamente non reattivi nei rimpalli che fanno giungere la sfera a Nkoulou, che nell’area piccola, da due passi, trafigge Szczesny. Ma è grazie al forte estremo difensore che la Juventus non va negli spogliatoi con un passivo superiore. Bravissimo, nella parata a manona aperta a fermare il tiro in contropiede di Zaza. Ma altre due belle ripartenze del Toro mettono i brividi ai padroni di casa. Nel suo 4-4-2 disegnato da Pirlo con Dybala ad affiancare Ronaldo, c’è possesso palla, ma sterile e poco movimento da parte di tutti. E’ come se fossero entrati scarichi in campo sin dal primo minuto, cosa che non accade nella ripresa. Complice un avversario che invece di essere ancor più battagliero, conscio di potersi portare a casa una prestigiosa vittoria nel derby contro i Campioni Nazionali e quindi rilanciarsi in classifica, nella ripresa la Juve inizia a macinare più gioca e mantenere una pressione costante nella metà campo ospite. Di fatto il baricentro della formazione di Giampaolo, non solo arretra in modo vistoso, ma non riesce neppure più a tenere un pallone o imbastire un’idea di ripartenza. Il secondo tempo è un’altra Juventus. L’uomo decisivo questa volta non è CR7, ma in mancanza di Morata per squalifica, lo è il colombiano. Con Pirlo che lo usa come terzino, ma libero di svariare molto in fase offensiva sulla fascia destra, è tornato ad essere un perno imprescindibile in ogni match. Una costante di rifornimento per i suoi compagni d’attacco. Già prima del quarto d’ora Cuadrado va in rete con un bolide da fuori area. Tutti festeggiano, ma non la Var che mette in luce un chiaro fuorigioco di Bonucci al momento del tiro. Il Torino si difende praticamente davanti a Sirigu che è sicuro e decisivo su di una incursione di Chiesa. I minuti trascorrono, mancano meno di quindici minuti al termine e si gioca unicamente nella metà campo granata. La Juventus usa la testa, la velocità e la determinazione sino alla fine, avendo il grande merito di non farsi prendere dalla frenesia. Così su un corner dalla destra battuto rapidamente indietro da Dybala, sempre Cuadrado fa partire uno dei suoi perfetti cross a giro in area dove si muove malissimo la difesa ospite. Sono ben quattro magliette bianconere a poter colpire di testa contro appena due granata. Vi arriva Makennie per il pareggio. Siamo al 77’ ma vi è solo una squadra che gioca per vincere e viene premiata ad un minuto dal termine, con un’azione fotocopia, dove cambia solo il marcatore, Bonucci. A Pirlo basta solo il secondo tempo per avere i tre punti, ma non sempre si ha davanti il Torino al quale fanno decisamente male gli spogliatoi.
Juve vs Dinamo Kiev 3-0 Chiesa sale in cattedra e la Juve vola ( dicembre 2020 )
Quando le aspettative sono alte, se giochi normale, facendo il tuo, la critica diviene pesante. Stiamo parlando di Chiesa, strappato al termine del mercato estivo dopo un lunghissimo corteggiamento. Le sue qualità tecniche sono indiscutibili, e ancora meno lo sono quelle atletiche. I dubbi sorgevano sul lato della personalità. Il vero problema, non è il giocatore o lo squadra, è la fretta che tutti hanno di ottenere immediatamente il massimo. Vale per il calciatore come Chiesa, così come per il suo allenatore Pirlo. La Juventus, già qualificata per gli ottavi, scende in campo contro la Dinamo non per fare un semplice allenamento, ma per crescere come gioco, per collaudare schemi e movimenti e per riscattare l’ennesimo passo falso compiuto in campionato. I padroni di casa con il loro 3-5-2 plastico e non rigido sono molto ordinati fin dalle battute iniziali. La Dinamo Kiev nel suo offensivo 4-3-3 vista la pressione costante dei bianconeri rimane inchiodato per una prima mezz’ora in un coperto e difensivo 4-5-1. Ma in tanto ordine di giocate serve sempre il lampo, l’iniziativa del singolo per scardinare una linea protettiva ben serrata. Così è l’ex viola a salire in cattedra e scaldare già da subito i guantoni di Bushchan che è bravo e sicuro almeno in altre tre occasioni. Quando, però, al 21’ minuto Sandro, da esterno di sinistra, fa partire un bel traversone a media altezza con curvatura precisa per Chiesa, in area il 22 schiaccia di testa rubando il tempo al difensore. La palla è forte ma anche centrale e questa volta il portiere non è impeccabile nella presa facendosela carambolare addosso. Vantaggio più che meritato per la “Vecchia Signora” e lo stesso Ronaldo va vicino alla segnatura trovando sul suo bolide la traversa piena. Se bisogna trovare un difetto alla partita della Juventus è solo quello di aver abbassato il numero di giri prima di averla chiusa. Infatti negli ultimi dieci minuti del primo tempo, con il risultato ancora in bilico, i padroni di casa perdono d’intensità e Szczesny diviene protagonista in un paio di occasioni. Non è stata la forza dell’avversario a mettere preoccupazione alla retroguardia bianconera, ma gli stessi difensori con svarioni dovuti alla poca concentrazione. Il secondo tempo è comunque sempre in mano alla formazione di Pirlo e Chiesa nonostante non entri ufficialmente nel tabellino dei marcatori, propizia entrambe le segnature. Al 57’ minuto, grazie ad una sua iniziativa personale sulla destra, mette il turbo e con una accelerazione da scattista, lascia sul posto il suo marcatore, entra in area verticalmente sul lato destro d’attacco e fa partire un cross basso e teso per l’avvoltoio Morata. In scivolata colpisce la sfera che carambola tra lui e un difensore. Sulla linea, per sicurezza giunge Ronaldo che l’appoggia dentro la porta per il raddoppio. Nota a margine, il campione portoghese, con questo che è uno dei suoi goal più banali e semplici, ha siglato la sua 750° rete personale. Ad un passo oramai dalla leggenda del calcio Pelè che si trova a quota 767 reti ufficiali in carriera. Per CR7 non sarà così complicato segnarne almeno ancora diciotto prima di ritirarsi definitivamente. Ovviamente non può esserci partita di Champions senza che non lascia la sua firma Morata. L’ex Atletico ringrazia Chiesan al 66’ per il passaggio in area. Lui è bravissimo a destreggiarsi e battere secco Bushchan per il definitivo 3 a 0 che racconta piuttosto bene la gara. Una buonissima prova corale dove sono spiccate alcune individualità ed ora palla al Campionato.
Benevento vs Juve 1-1 No Ronaldo, no vittoria ( novembre 2020 )
Non è una matematica equazione, ma poco ci manca. Ronaldo, con i suoi 8 goal segnati in queste prime otto giornate, è il capocannoniere all’interno della formazione bianconera, e solamente Ibrahimovic in tutta la Serie A ha fatto di meglio. Oltre tutto le reti siglate dal campione portoghese non sono ne banali e neppure inutili. Troppo spesso hanno salvato Pirlo da un pareggio mutato in vittoria oppure una sconfitta evitata come all’Olimpico contro la Roma. Eppure qui a Benevento la “Vecchia Signora” non si è mossa male e si sono viste anche trame offensive gradevoli ed efficaci. Lo stesso Morata non ha deluso portando in vantaggio i suoi al 21’ minuto del primo tempo. Le note positivi in questa trasferta non sono mancate. Chiesa particolarmente mobile e dinamico, Morata la solita certezza al pari del suo portiere Szczesny che chiude sempre puntuale, per non parlare di Dybala che pare in netta crescita, sia sotto il punto di vista della mobilità, che nella qualità delle giocate singole o con i compagni. Eppure mancando Ronaldo, il gruppo in campo, viene ad essere privo di quella determinazione e ferocia che spesso è il valore aggiunto per portare a casa la partita. Gli ospiti partono bene ed è esemplare la giocata che determina il vantaggio bianconero. Chiesa dalla tre quarti sulla fascia destra cambia gioco tramite un traversone perfetto al limite dell’area sinistra avversaria per Morata. Lo spagnolo stoppa e con una doppia finta sbilancia il suo marcatore dinanzi che non fa neppure male portandolo un pò all’esterno, eppure l’ex Atletico incrocia il tiro sul palo opposto per il momentaneo 1 a 0. La Juventus continua a giocare bene e solo la sfortuna non riporta al goal il numero 10 argentino bianconero dopo scambi veloci e precisi con Cuadrado e Morata. I padroni di casa comunque non sono assenti e con il loro pressing continuo e tenuto ad alti livelli alla mezz’ora della prima frazione iniziano a togliere l’iniziativa e respiro alla Juventus. Così prima con Lapadula spaventano la retroguardia di Pirlo e poi Szczesny deve superarsi rifugiandosi in angolo. Ma dall’azione della bandierina scaturisce il pareggio. Rinvio non deciso della difesa e Letizia trafigge con un rasoterra in diagonale dalla destra l’estremo difensore torinese. Il tutto allo scadere del primo tempo, una costante bianconera di mollare la presa poco prima del termine delle ostilità. Il secondo tempo vede, come ci si può aspettare, una Juventus in dominio totale del campo e del possesso palla, ma senza l’estro del penta “Pallone d’Oro”, viene meno quel guizzo che fa segnare o regala una punizione pericolosa o addirittura un penalty. Montipò non deve trasformarsi in una saracinesca ed è sufficiente una difesa attentissima ed un centrocampo folto a fare muro per impedire al forcing ospite di creare vere azioni per il nuovo vantaggio. Quando può è lo stesso Benevento a tentare le assortite offensive sugli errori di costruzione bianconero. E’ lo stesso Dybala ad andare vicino alla marcatura su un suo tiro al volo rasoterra che Montipò smanaccia in corner allungandosi sulla sua destra. Questa è l’azione più pericolosa degli undici di Pirlo, che non trova nei cambi come Bentancur, ma soprattutto Bernardeschi e Kulusevski, le chiavi per sbloccare l’ennesimo pareggio. Che giunge inesorabile al 97’ minuto con la chicca delle proteste al fischio finale di Morata e conseguente espulsione. Nervosismo derivante dalla effettiva esagerata perdita di tempo dei padroni di casa. Ovviamente non è un comportamento sportivamente limpido, ma per una squadra di caratura bassa, che lotta per salvarsi, riuscire a strappare un punto contro i Campioni d’Italia, ti porta ad utilizzare ogni mezzo per non farsi beffare proprio sul finale. Non è stata una brutta Juventus, ma non continua nella sua produzione di gioco e poco affamata di vittoria, come se il successo dovesse giungere in automatico. Ed ora c’è il rischio di vedere la capolista rossonera fuggire.
Juve vs Ferencvaros 2-1 All’ultimo la Juve si è innaMORATA ( novembre 2020 )
Con ogni probabilità giungeranno critiche pesanti verso la partita disputata dai bianconeri contro la modesta squadra ungherese. Tutti quanti avevano preventivato una passeggiata in casa. Sopratutto dopo la brillante sfida disputata in campionato contro il Cagliari e a maggior ragione visto che ad inizio del mese in corso la Juventus aveva asfaltato in trasferta il Ferenvaros per quattro a uno. A memoria, bisogna ricordare che molte delle azioni pericolose e da rete dei torinesi furono in quella occasione frutto di grossolani errori della formazione di casa. Nel freddo piemontese questa volta gli ungheresi sono concentratissimi e non commettono nessuna sbavatura, raddoppiano le marcature e con un pressing asfissiante già a metà campo non fanno ragionare con la solita tranquillità gli avversari. Con il loro bloccatissimo 5-4-1 chiudono ogni piccolo varco ma non disdegnano le ripartenze, una delle quali fa veramente male visto che al 19’ minuto porta sotto la squadra di Pirlo. In effetti sino a quel momento la “Vecchia Signora” è sembrata passeggiare in vacanza nelle vie del centro a fare shopping, e non è parsa accorgersi che l’avversario questa sera non è nuovamente predisposto a fare regali pre Natalizi. Eppure l’allenatore non ha abusato di un ampio turnover. Costretto per infortuni a privarsi di Chiellini e Bonucci, la difesa è comunque di altissimo livello, così come il centrocampo, pur privo dell’estro di Kulusevski e della vivacità di Chiesa, è solido e di qualità. Davanti ad affiancare il campione portoghese, c’è un certo Dybala. Quale occasione migliore per l’attaccante argentino di mettere nelle gambe un buon minutaggio senza troppo stress se non in una partita come questa? Probabilmente tra un centrocampo sin troppo statico e privo di fantasia ed un Dybala, lontanissimo dalla sua miglior forma, riescono a mortificare non solo la Juventus come collettivo, ma pure lo stesso CR7. Ma sarà proprio Ronaldo, guarda caso, a tirare fuori dalle secche la “Zebra” della Mole. Al 32’ minuto va in rete decisamente in fuorigioco, ma trascorrono appena 120 secondi che una delle sue più classiche azioni dona il pareggio ai suoi compagni. Dalla destra, al limite dell’area, e non dalla sinistra come di sua abitudine, lascia in orizzontale sul posto il suo marcatore con una rapida accelerazione e con la stessa fulminea rapidità, scocca un secco tiro imparabile per Dibusz, sino a quel momento inappuntabile. La partita è aperta e la Juventus prende campo, ma oramai è l’intervallo. Nel frattempo il Barcellona sta vincendo, come da pronostico nell’altra sfida dello stesso Girone. La ripresa vede, complici cambi importanti, una Juve più veloce e convinta. Sono tutti consci che un successo porterebbe la matematica qualificazione agli ottavi già dopo quattro giornate. Le occasioni iniziano ad aumentare, ma gli ungheresi continuano a combattere, dato che ad un solo punto, hanno ancora più fame di risalire la china, quanto meno per giocarsi l’ingresso in Europa League. Prima Bernardeschi va vicino al goal, ma il suo fendente da lontano su una respinta in area trova l’opposizione del palo, cosa che accade più tardi anche a Morata. Ma sarà proprio lo spagnolo, grazie all’ennesima sgroppata di qualità di un’inesauribile Cuadrado a regalare il successo e gli ottavi a Pirlo. Dalla destra il colombiano, in corsa crossa e di testa Morata schiaccia di rabbia il pallone che Dibusz si trova addosso senza poter respingere. E’ troppo tardi per rimediare per il volenteroso Ferenvaros, siamo già in pieno recupero ed il match è terminato. E’ proprio qua la differenza, un giocatore di altissimo livello come Dybala dovrebbe fare la differenza, ma senza la grinta e la ferocia che dimostra sempre l’ex Atletico, si rischiano le brutte figure. Pirlo prenderà nota delle mancanze, ma anche degli ottavi già raggiunti così velocemente.
Juve vs Cagliari 2-0 Juve e Ronaldo per una vittoria totale ( novembre 2020 )
Come la partita d’esordio, anzi meglio. Infatti contro la Sampdoria nessuna rete al passivo, ma dominio assoluto e conduzione della gara dall’inizio alla fine. Solo alla prima giornata difatti era riuscita la formazione di Pirlo a mantenere la propria porta inviolata. Nel gelo di Torino, Buffon rischia l’ipotermia. I padroni di casa partono a regime medio alto senza strafare ma imprimendo da subito una grande pressione. Di Francesco, agevola il compito di Pirlo, snaturando il suo Cagliari tendenzialmente offensivo, coprendolo oltre misura con una difesa a cinque particolarmente bloccata ed un centrocampo a quattro con Pedro che prova tendenzialmente a far da rifinitore per Simeone. Così facendo la punta sarda vedrà la metà campo piemontese nella prima frazione qualche manciata di minuti. La Juve gioca veloce e avvolgente. Cuadrado, Bernardeschi, Kulusevski ed il solito portoghese sono particolarmente ispirati nelle giocate offensive, mentre Arthur e Rabiot conferiscono, oltre che la qualità, anche tanta solidità a centrocampo. Così che il rientro dopo il lungo stop del giovane e forte centrale De Light, è quanto mai dolce e riposante come una camomilla. Il modulo disegnato da Pirlo pare un semplice 4-4-2 con Morata e Ronaldo terminali offensivi, ma è altamente fluido, tanto che in un batter di ciglio in fase di costruzione si trasforma quasi in un 4-2-4 oppure in un 4-3-3, mentre in situazione di recupero palla immediatamente diviene un 4-5-1. Tutti si muovono veloci e ben consapevoli del proprio compito, ma allo stesso tempo i calciatori juventini non paiono legati a schemi rigidi che ne mortifichino le proprie attitudine e personalità. Tutt’altro. Sembrano divertirsi lasciando libero sfogo al personale estro ed è ciò che una grande squadra deve fare quando annovera tra le proprie file giocatori che sanno dare del tu al pallone. Lo stesso Bernardeschi, pare che la Nazionale gli abbia giovato. Propositivo e particolarmente mobile va anche in goal nel primo tempo, annullato, neppur a dirlo, per un fuorigioco, minimo ma esistente, di Morata. Il Cagliari non riesce ad uscire dall’assedio, allo stesso tempo la Juventus fatica a trovare lo spiraglio vincente, anche se è palese che ogni assalto potrebbe essere quello giusto. Il gioco costruttivo e pericoloso della formazione di Pirlo c’è ed in campo vi è anche un certo Cristiano Ronaldo che fa la differenza, come al 38’ minuto. Morata appoggia al limite dell’area al portoghese sulla sinistra. Finta e rifinta su due difensori in linea a fare muro, ma con la rapidità di un cobra, appena sbilanciati i due marcatori fa partire un siluro che Cragno, sino a lì sempre attento, non può fermare. Vantaggio bianconero ma CR7 dà la carica e dopo soli quattro minuti, il match è in cassaforte. Dopo l’iniziativa di Kulusevski che al 42’ porta al calcio d’angolo, è strepitoso il gesto tecnico del campione penta pallone d’oro. La palla, sul calcio d’angolo, dalla destra va tutta a sinistra, ma dopo una deviazione di testa gira più velocemente verso il fondo. Ronaldo è avanti con il corpo, ma riesce a fermare il tempo e la sua gamba si trasforma in un arpione arretrato che aggancia la sfera tirandola in porta. Al riposo con un secco 2 a 0 firmato dalla doppietta del numero 7. Di Francesco nella ripresa riporta il suo Cagliari ad un più propositivo 4-2-3-1, ma è troppo tardi. Buffon non farà nessun intervento e i bianconeri si divertiranno a sciupare alcune palle goal in contropiede. Una bella prova contro il Cagliari, in vista della possibile decisiva sfida martedì 24 novembre contro il Ferencvaros che potrebbe già sancirne il passaggio del girone. Gioco, solidità, un bello stato di forma generale da parte di tutti i calciatori, idee più chiare nelle trame di gioco ed il solito decisivo e motivatore campione portoghese. Questa Juventus che riprende dopo la sosta Nazionale, è apparsa subito con più smalto, brillantezza che da qui a Natale sarà vitale per riprendersi il posto in alto che non vuole cedere a nessun avversario.
Lazio vs Juve 1-1 Manca Ronaldo? Mancano due punti ( novembre 2020 )
Se servono indicazioni sul fatto che la Juventus, almeno quella di questo periodo, sia una squadra di un certo tipo a seconda della presenza o meno del campione portoghese, ebbene, la trasferta all’Olimpico contro gli “Aquilotti” ne è stata un’ulteriore conferma. Non tanto per il suo goal, l’ennesimo che lo ha portato a superare nella speciale classifica dei marcatori bianconeri un certo Pippo Inzaghi. In una partita di buon equilibrio è la zampata di Ronaldo, al quarto d’ora del primo tempo a portare gli ospiti in vantaggio. Cuadrado, il migliore degli uomini di Pirlo per qualità propositiva, attitudine alla chiusura e abnegazione all’assetto tattico, fa la differenza. Proprio da una bella iniziativa sulla fascia destra del colombiano, nasce il cross teso, basso nell’area piccola dove è la gamba di CR7 a svettare su tutte e impattare sul pallone che non può che essere spinto in rete per l’1 a 0. La Lazio c’è, gioca, ma la questione dei tamponi e la conseguente esclusione del portiere titolare, come del proprio faro d’attacco, “Scarpa d’Oro” in carica, si fa sentire. Il giro palla dei romani è veloce e di ottima fattura. I padroni di casa giungono bene sulla tre quarti avversaria in modo sempre molto pericoloso, ma non avendo Immobile, non trova lo sbocco davanti e le conclusioni verso la porta scarseggiano. Szczesny in pratica non dovrà effettuare parate di nessun tipo. Brava la Juventus a togliere ogni possibile varco alle trame offensive dei laziali, ma i Campioni d’Italia sono altresì pronti ad approfittare di ogni eventualità per chiudere il match. Kulusevski dimostra perchè il club abbia investito moltissimo e senza pensarci troppo un anno fa quando ancora giocava nel Parma. Con gli spazi che si aprono, l’ex giallo blu emiliano, è inarrestabile quando parte palla al piede, spezzando in un secondo le due tre quarti e trasferendo un’azione pericolosa laziale, in una altrettanto offensiva bianconera. Come allo scadere della prima frazione quando in un contropiede, Ronaldo è bravissimo dal limite dell’area a smarcarsi e far partire un tiro a giro che solo il palo nega l’esultanza al portoghese. Reina tira un sospiro di sollievo, dato che piantato a terra non può far altro che ringraziare il legno. La seconda frazione non varia il tema tattico. La Lazio fa girare la sfera nella metà campo avversaria, ma oltre a muoverla da una fascia all’altra, non riesce a verticalizzare mai. Non c’è uno spiraglio libero. Cuadrado e Danilo sono bravissimi a chiudere le fasce e Bonucci sa fare muro quando serve. Prova di generosità anche per Morata. Seppur non pericoloso come in altre circostanze sotto porta, compie un lavoro tattico oscuro per la sua squadra. In pratica trasforma un 4-4-2 in un più corposo 4-4-1-1. Raddoppia a centrocampo, ruba palla e riparte subendo spesso fallo e facendo rifiatare i suoi. Ad un quarto dal termine della sfida, giungono i cambi. Ronaldo forzato per farlo rifiatare dopo un contrasto dove la caviglia ne esce dolorante e anche Kulusevski per un più difensivo e fisico McKennie. Dybala, non proprio l’ultimo arrivato, pare un lontano parente del gioiello qual’è. Trotterella per il prato e oltre al passaggino semplice al compagno più vicino non compie. Non un contrasto vinto, un dribbling accennato o un guizzo per guadagnare una punizione o creare un’azione pericolosa. Così, complice anche all’89’ minuto dell’inserimento di Bernardeschi per uno stremato Morata, gli ospiti si chiudono sempre più. Non arrivano brividi a Szczesny, ma la pressione dei padroni di casa è totale e avvolgente, sino all’ultimissima azione, prima che l’arbitro fischi la fine delle ostilità. Correa sulla sinistra è strepitoso a sgusciare tra più bianconeri, entrare in area e scaricare per Caicedo. Con il fisico, spalle alla porta, protegge palla, si gira e velocemente fa partire un siluro che si insacca per l’1 a 1 definitivo. Un pareggio beffa, per una vittoria gettata via. Non che sia facile vincere a Roma, ma ci stavi riuscendo ed i cambi hanno diminuito l’intensità juventina.
Ferencvaros vs Juve 1-4 Passeggiata tra i regali da tre punti ( novembre 2020 )
Alla Juventus rimarranno due cose indelebili nella memoria di questa partita, se vogliamo soprassedere sull’importanza dei tre punti colti per il superamento del Girone. La prima è l’evidenza che c’è chi in difesa riesce a far peggio della retroguardia dell’Inter, la seconda, forse più importante, anche se lascia un pò perplessi, che da più di otto mesi, i bianconeri non giocavano con un pubblico numeroso sugli spalti. Per quanto lasci di stucco la scelta degli stadi aperti, con i tifosi non completamenti ammassati, ma quasi, ci ha ricordato che elemento importante per il calore del match, sia la presenza del pubblico sugli spalti. Grida, cori e incitamenti fanno la differenza. Risultato in trasferta ampio e identico a quello fatto registrare sabato in casa dello Spezia, ma partita completamente diversa. Probabilmente anche questo Spezia potrebbe fare una bella figura nel campionato ungherese. Pirlo aveva chiesto ovviamente la vittoria, che con una formazione da bassa caratura anche da Europa League, dovrebbe essere quasi scontata, ma in Champions non si può sottovalutare nussun avversario, così oltre ai tre punti d’obbligo, l’allenatore voleva vedere anche il bel gioco ed una prestazione in crescita. I suoi ragazzi hanno obbedito sin dal primo minuto con una formazione titolare che non lasciava nessuno spazio al turnover, sempre che Kulusevski e Dybala in panca per Arthur e Ronaldo non debbano essere considerate le vere prime scelte. Anche la difesa con un ritrovato Chiellini si mostra immediatamente sicura, ma è tutta la squadra, con un propositivo 4-3-3 a voler fare la partita. Due elementi, a parte la carica dirompente da Campione del portoghese sembrano, attualmente, imprescindibili. Cuadrado sulla fascia e Morata come centravanti. Infatti al settimo minuto i due costruiscono la palla che porta al vantaggio bianconero che metterà la sfida in discesa. Intelligente l’inserimento del veloce colombiano che scatta sul filo del fuorigioco sulla corsia destra. Bel rasoterra nell’area piccola che vede lo spagnolo inserirsi perfettamente per l’1 a 0. Gli ospiti sono in completo controllo del match e Ronaldo, ispirato come sempre, si divora da solo un paio di occasioni, ma c’è sempre Morata al quarto d’ora della ripresa a mettere il sigillo con la sua doppietta alla chiusura delle ostilità. Raccoglie il bel assist di Ronaldo che fungeva da terzo di destra. Per l’ex Atletico, sono già quattro le reti in Champions, e due in campionato. Se contiamo le cinque annullate per fuorigioco, corretti, ma millimetrici, bisogna dire che, arrivato come etichetta di terza scelta dopo il non approdo del centravanti del Barca e della Roma, acquisto migliore non poteva essere fatto. Il Ferenvaros si scioglie completamente e sotto la pioggia battente due errori identici tra difesa e portiere regalano la palla a Dybala davanti alla porta per un rotondo 4 a 0. A rendere meno amara la sconfitta in termini numerici ci pensa al novantesimo Boli, che di rabbia butta dentro un pallone dopo alcuni batti e ribatti della difesa torinese. Se Hakimi ha sbagliato nel retropassaggio contro il Real Madrid, è bene osservare cosa fanno i difensori per rendere la vita difficile al proprio portiere, che di suo difetta nel paleggio, ma Dubusz non ha tutte le colpe. La Juventus è tranquillamente seconda nel suo Girone e con la probabile vittoria settimana prossima, a Torino sempre contro il Ferenvaros, potrebbe essere già matematicamente passata almeno come seconda in classifica, se il Barcellona vincerà contro la Dinamo Kiev. Un bel risultato disputare gli ultimi due turni senza l’obbligo di bruciare tutte le energie e le risorse migliori. D’altra parte se i regali te li fanno, bisogna anche essere bravi a meritarseli e a coglierli.
Spezia vs Juve 1-4 La solita Juve con Ronaldo in più ( novembre 2020 )
Potrebbe sintetizzarsi così il match in trasferta della Juventus. Complicato e difficile, con un altro pareggio che si paventa all’orizzonte sino all’ingresso nel secondo tempo di Ronaldo. Due Juventus quasi diverse dovute alla presenza o meno di un calciatore. Certo il cinque volte “Pallone d’Oro” non è un giocatore comune, non solo per le sue qualità atletiche, tecniche e balistiche, ma per quello che trasmette ai propri compagni nel rettangolo verde così come la tensione di affrontarlo che instilla sugli avversari. Questa partita in trasferta è lo specchio di tale realtà. La Juventus parte forte e decisa a fare la partita, ma lo Spezia non è sceso per fare la comparsa e vuole portarsi a casa un risultato di prestigio. La presenza in panchina del portoghese porta già fortuna a Morata, che questa volta al 14’ minuto non si vede annullare la rete per fuorigioco dalla Var, che invece convalida. Illuminante il passaggio filtrante per McKennie che invece di dribblare il portiere la passa allo spagnolo che insacca a porta vuota. Dieci minuti dopo però il suo goal oltre alla linea di difesa avversaria non convalidato è immancabile. In mezzo una bella occasione per Chiesa che sfiora con il suo tiro il palo alla sinistra di Provedel. I padroni di casa, tuttavia, alzano i ritmi e mettono pressione ai Campioni d’Italia in carica. Il match è aperto con gli spezzini che usano una difesa altissima per mantenere la formazione corta e compatta e rubare palla. Gli effetti si vedono alla mezz’ora quando un’azione rapida dalla destra porta Pobega ad accentrarsi e far partire un tiro che tramite una deviazione beffa Buffon per il pareggio. Gli ospiti rimangono increduli quasi rassegnati ad un’altra partita che nonostante gli sforzi non porterà altro che all’ennesimo pareggio, dopo i tre di fila in Campionato e la bruciante sconfitta in Europa. Lo Spezia aumenta gli sforzi e il match si conclude nella prima frazione con una rete a testa. Inizio della ripresa in equilibrio e la sfida è aperta ad ogni possibilità sino a quando Ronaldo prende il posto di un non ispirato Dybala. 120 secondi e il portoghese trasforma quella che poteva essere un’altra scialba sfida in una imperiosa vittoria in trasferta. Con un bel movimento tra i due difensori centrali, troppo alti, raccoglie il bel assist filtrante, scarta in modo sublime Provedel e insacca. I bianconeri si trasformano e conducono le danze, avendo acquisito più consapevolezza e certezza di poter vincere. Manca una mezz’ora al termine del match, che al 67’ minuto viene messo in sicurezza dagli ospiti da parte di Rabiot. Bella iniziativa di Chiesa che lancia sulla fascia sinistra proprio Rabiot che si inserisce in area, con classe scarta il suo difensore e insacca sul primo palo per il 3 a 1. Lo Spezia non cede, vuole ancora stare in partita, ma nove minuti dopo Chiesa si lancia in area di rigore e viene atterrato da Bartolomei in modo ingenuo ed inutile visto che era anche spalle alla porta. Cristiano Ronaldo si prende la palla del penalty per il suo cucchiaio che beffa il portiere dal dischetto per il definitivo 4 a 1. La Juventus non subisce nessun nuovo pericolo e porta a casa una meritata vittoria. La prima sul campo dopo quella d’esordio contro Ranieri e la sua Sampdoria. Tre punti importanti che giungono, non a caso dopo il ritorno del calciatore più forte che è mancato molto nelle precedenti gare ai ragazzi di Pirlo. Come Lukaku lo è per l’Inter, o Ibrahimovic per il Milan, Ronaldo è l’overdrive della Juventus. Un giocatore fondamentale per qualunque club ed ancora di più per una “Vecchia Signora” che sta costruendo un nuovo corso.
Juve vs Barcellona 0-2 la Juve va in fuorigioco ( ottobre 2020 )
A guardare il risultato, così, a freddo, pare che non ci sia stata storia nella partita. Effettivamente i Blaugrana hanno decisamente meritato la vittoria. Eppure la Juventus, nell’emergenza nella quale si è trovata ha dato tutto quello che poteva, quanto meno i giocatori. Sulle scelte tattiche qualcosa probabilmente sarà da rivedere. Non tanto come assetto o modulo, ma come studio della sfida a tavolino. Il Barcellona non ha centravanti puri ad aspettare la palla, ma come sua consuetudine, folletti che compiono magie con il pallone, oltre ad essere veloci e sempre in movimento. I vari Messi, Dembele, Griezmann o Fati sono calciatori che non lasciano punti di riferimento. In un attimo sono davanti alla porta con o senza il pallone. Senza contare che al centro del campo c’è gente che chiude e ragiona come De Jong e Pjanic. In definitiva troppo Barcellona per la Juventus, quanto meno questa versione dei bianconeri. Le attenuanti non mancano a Pirlo, visto che per un motivo o per l’altro, due pilastri della difesa non ci sono come De Ligt e Chiellini, oltre ad un Bonucci recuperato all’ultimo minuto. Oramai sta divenendo la normalità, ma insieme alla “Pulce” argentina, ai torinesi, non sta scendendo in campo neppure l’altro numero uno al Mondo, Ronaldo e davanti si sente, non tanto per le reti in sè, ma per il peso specifico che ha in campo. Sapere di avere a che fare con il portoghese mette pressione a tutta la retroguardia. Il Barcellona ha condotto le danze dal primo minuto, non schiacciando i padroni di casa, ma con il loro giro palla consueto sulla tre quarti o a centro campo sempre preciso e rapido. Colpiscono un palo all’avvio e prima del quarto d’ora sono in vantaggio con Dembele fortunato ad andare al tiro che colpisce Chiesa trasformandosi in una palombella che beffa Szczesny. Se la Juve rimane in partita sino al termine è grazie al suo portiere che chiude di tutto mutandosi in un difensore aggiunto nelle uscite. Il Barcellona è lezioso con i suoi interpreti avanzati e potrebbe segnare almeno altre tre o quattro volte, ma i bianconeri c’è la mettono tutta per chiudere le iniziative. Il problema è che sono sempre in ritardo e in recupero. Dietro gli spagnoli non sono proprio ermetici e solo la fortuna della tecnologia li salvano dalle reti prese. Morata è perfetto nelle sue tre marcature annullate per fuorigioco. Se non è un record poco ci manca, se in oltre consideriamo che siamo già a cinque urli strozzati per lo stesso motivo, qualcosa più della sfortuna l’ex Atletico c’è l’ha. Deve fare più attenzione, per quanto ha una rapidità di esecuzione esemplare, oltre ad un istinto e fiuto dell’azione pericolosa che ricorda molto il rapace Pippo Inzaghi. Dove la palla sporca giungeva c’era sempre lui a buttarla dentro. Se non fosse stata per la Var, con ogni probabilità una se non due delle reti di Morata sarebbero state assegnate, dato che a velocità normale i pochissimi centimetri oltre alla linea di difesa erano invisibili ad occhio nudo. Viene da pensare che se si fosse aggredito di più il Barca, cercando di mantenere l’iniziativa, si poteva mettere in crisi il loro punto debole che è la fase difensiva, visto che Morata ha sempre bruciato il suo marcatore di turno e allo stesso tempo non lasciare il pallino ai suoi genietti offensivi. Chiesa purtroppo non è ancora entrato nell’idea di giocare nella Juventus e non più nelle Fiorentina e se Cuadrado dietro pecca un pò, insieme a Morata e al portiere è il migliore dei suoi. Peccato che come sua abitudine cada troppo facilmente. Quasi inutile sul finale la doppia ammonizione per fallo da dietro di Demiral su Messi e veramente da superficiale il fallo evidente da rigore di Bernardeschi entrato a sette minuti dal termine, che Messi non sbaglia. Nulla è compromesso, visto che la “Vecchia Signora” rimane seconda nel Girone e obiettivamente è molto più forte delle altre due formazioni. Può essere vista come una tappa per la crescita, che deve passare anche attraverso questi dolorosi cammini.
Juve vs Verona 1-1 Il cantiere è poco fortunato ( ottobre 2020 )
Pareggiare in casa per una big contro una medio-piccola, equivale quasi ad un sconfitta. Se poi ti chiami Juventus, sei condannato a vincere sempre e comunque a prescindere dall’avversario. La cosa più sconcertante è che questo è il terzo pareggio consecutivo, dopo quello contro la Roma ed il Crotone. Bisogna fare comunque un bel distinguo. All’Olimpico obiettivamente fu Ronaldo ad evitare una sconfitta che per gioco ed occasioni ci poteva stare. A Crotone, una discreta Juventus, priva delle sue due stelle d’attacco, ha anche creato e con un pizzico in più di fortuna avrebbe potuto portare a casa il bottino pieno. Allo stesso tempo i calabresi erano reduci da tre sconfitte anche pesanti con dieci reti subite e con caparbietà sono riusciti a strappare il loro primo punto. Il Verona è senza dubbio di una caratura superiore al Crotone, ma a Torino e con un Dybala che affianca Morata ti aspetti una vittoria quasi a mani basse. Prima di Campionato a parte che ha visto l’unico successo dei bianconeri sul campo, questa partita contro i ragazzi di Juric è stata la più bella prestazione dei calciatori di Pirlo. Ovviamente giungeranno critiche per il solo punto strappato, ma le occasioni limpide sono state create. Oltretutto anche attraverso delle belle giocate di squadra, su diverse zone del campo. L’assenza di un accentratore di palloni come Cristiano Ronaldo, porta l’intera formazione a cercare ogni uomo offensivo più vicino alla porta avversaria. Non a caso tutti gli attaccanti o centrocampisti propositivi sono andati vicino alla segnatura. Da Bernardeschi, a Dybala, a Cuadrado o Morata. L’argentino ed il colombiano prendono anche due traverse piene a portiere battuto e Morata prima dello scadere va in goal con uno spettacolare pallonetto. Solo lo Var riesce a evidenziare quel centimetro di piede in fuorigioco. Non si può trascurare anche la prestazione difensiva del Verona, che seppur non si affacci praticamente mai dalle parti di Szczesny, ha creato un vero bunker difensivo nella sua metà campa, amplificato dal pressing asfissiante sui costruttori di gioco juventini. Secondo tempo da brividi, perché al quarto d’ora una palla persa a centrocampo dai bianconeri, si trasforma in un rapido contropiede che porta l’ex Favilli a segnare. Verona inaspettatamente in vantaggio e incubi per le “Vecchia Signora”. La regina degli ultimi nove campionati, non demorde e non si scompone. Esce l’ex Fiorentina, dal quale ci aspetta sempre di più viste le sue notevoli doti tecniche, ed entra il gioiello ex Parma Kulusevski. Le giocate divengono più rapide e ancor meno prevedibili e dopo la già citata traversa da parte di Dybala, ecco il goal del pareggio proprio del neo entrato. Doppia finta al limite dell’area su Faraoni che lo perde e tiro a giro sul palo lontano dove Silvestri non può arrivare. La Juventus continua a insistere perché vuole i tre punti. La difesa del Verona si stringe sempre più attorno al suo estremo difensore che risulterà essere il migliore in campo tra i suoi, ancora decisivo su Cuadrado e Dybala proprio sulla sirena. Se si vuole guardare il bicchiere mezzo vuoto, mancano due punti rispetto a quanto ci si poteva attendere. Se si analizza la partita, i progressi del gioco e della pericolosità sono notevoli, e non sempre il goal sarà negato dai legni, da un portiere in forma Mondiale o dalla punta di un piede troppo avanzata. Il cantiere è ancora aperto ma si sono viste le fondamenta di un progetto di gioco piacevole e offensivo come probabilmente ha in mente il suo mister. L’unico problema è che vi sono dei punti in palio e l’attuale capolista potrebbe già fuggire a più sei punti, con altre agguerrite formazioni che si sono rinforzate questo anno e sulle quali non sarà facile recuperare punti come nelle ultime stagioni.
Dinamo K. vs Juve 0-2 Meno Pirlo più solidità ( ottobre 2020 )
Dopo la partita d’esordio in Campionato contro la Sampdoria, vinta a mani basse, il neo allenatore bianconero non ha avuto a disposizione né tempo né modo di testare sul campo le sue idee di gioco offensive. Sono giunti due modesti pareggi a Roma e a Crotone, entrambi comunque con l’inferiorità numerica. Saremo curiosi di sapere come sarebbe andata se si fosse giocata la tanto discussa partita contro il Napoli. Ora è un altro Mondo, perchè ciò che accade in Campionato rimane nei confini nazionali, mentre la Champions spesso è un’altra cosa. Ed un’altra Juventus a Dinamo Kiev a scendere in campo. Non che Pirlo rinneghi se stesso e le sue idee di articolata manovra d’assalto, ma è consapevole che non può permettersi dopo due pareggi non esaltanti di zoppicare in un’altra sfida. Difesa a quattro ben ancorata con Cuadrado a spadroneggiare sulla fascia destra e Chiesa con più compiti di attacco sulla sinistra. In mancanza di Ronaldo e della condizione migliore di Dybala, Morata davanti è affiancato da Ramsey. Un elementare, semplice ma molto quadrato e solido 4-4-2, con interpreti a centrocampo probabilmente adattati con Bentancur e Rabiot non sfruttati per le loro potenzialità, ma soprattutto il talento di Kulusevski un poco ingabbiato. Non che l’avversario che i torinesi hanno dinanzi sia così proibitivo, ma una trasferta di Champions non è mai una partita semplice. I bianconeri giocano tranquilli, non vogliono rischiare confidando sulla propria superiorità tecnica, nonostante l’assenza dei suoi due uomini più forti. Praticamente in tutti i novanta minuti Szczesny non deve fare parate di nota donando sicurezza a tutto il reparto arretrato cosa che purtroppo dal 19’ non ha potuto più fare Chiellini per infortunio muscolare. Il portiere della Dinamo Kiev è il più pericoloso, ma ai propri danni. Nel primo tempo, Chiellini quasi involontariamente la butta dentro dopo un’uscita aerea completamente a vuoto di Bushchan, che non sarà l’unica. Il secondo tempo inizia nei migliori dei modi. Pronti, via, Chiesa con una finta e un dribbling secco crossa al centro. Ramsey protegge di corpo e di tacco serve all’indietro Kulusevski che di prima tira secco ma non angolato e fortissimo. Bushchan respinge corto e l’ex Atletico Madrid è un vero rapace a fiondarsi sul pallone e a buttarla dentro. I padroni di casa provano ad alzare il baricentro ed anche il ritmo, ma la nuova formula tattica ideata da Pirlo, non lascia spazi agli avversari e la concentrazione oltre al desiderio di portare a casa la vittoria, non permettono alla Dinamo di creare i presupposti per il pareggio. Testimonianza sono anche i tre cartellini gialli rimediati dai bianconeri. A sei minuti dal termine nuovamente Morata chiude il match definitivamente. Cuadrado sulla destra si invola, si ferma, sulla tre quarti di sua competenza, guarda al centro e fa partire un cross a giro perfetto e telecomandato per la doppietta dello spagnolo, nuovamente puntuale e preciso nell’inserimento. La Dinamo Kiev è definitivamente domata e la pratica europea archiviata con una vittoria. Tre punti pesanti già all’apertura del Girone, nessuna rete subita e Dybala rientrato con una mezz’oretta ora sulle gambe, anche se la prova non è stata delle più incisive, come era d’altra parte prevedibile. Sopratutto però è una tranquillità mentale acquisita oltre a giorni di allenamento senza polemiche e con il sorriso a permettere al gruppo di Pirlo di poter lavorare per i prossimi impegni con rinnovato ottimismo. Da fuori è facile pensare alla Juventus, ma da dentro si sa che ogni vittoria mancata è una terribile sentenza. Dopo il Campionato, fra una settimana ci sarà ospite niente meno che il Barcellona. Un bel test, nella speranza di riavere indietro un Dybala almeno al 70%.
Crotone vs Juve 1-1 Pirlo sbatte contro il palo e l’arbitro ( ottobre 2020 )
Pausa Nazionale, partita saltata contro il Napoli come tutti sappiamo, quindi è dal mese scorso che i bianconeri non giocano. L’ultima fu un pareggio strappato grazie alle qualità di Ronaldo a Roma, qui si riprende da dove è stato lasciato, un pareggio a Crotone grazie al discusso acquisto Morata. Il 9 non fa rimpiangere ne il partito “Pipita”, ma neppure la coppia stellare Dybala e Ronaldo. Tre palle avute ed un goal, un palo ed un’altra rete segnata, successivamente annullata. Ma andiamo con ordine. Pirlo fa scendere in campo i suoi con un 3-4-1-2 dove Portanova affianca lo spagnolo davanti e Kulusevski è il tre quartista che deve dettare i tempi della giocata offensiva. L’ex Parma e Morata sono i migliori dei suoi, specie il fantasista. Qualità ed inventiva da non far rimpiangere il miglior Pjanic, con l’aggiunta di giocate al doppio della velocità. Purtroppo i due predicano nel deserto dato che gli altri interpreti sembrano non sappiano cosa fare, lenti ed impacciati. Cosa che invece non sono i padroni di casa. La squadra di Stroppa, esce da tre sconfitte su tre partite con in passivo ben dieci reti subite e appena due all’attivo. Eppure sin dal primo minuto tiene il campo con personalità lungi dal fare barricate e pronto a giocarsela alla pari. Cambi di direzione rapidi e precisi, sulle fasce continui inserimenti e centrocampisti che chiudono e triangolano per gli inserimenti verso la difesa ospite. In uno di questi, al dodicesimo minuto, è ingenuo l’esperto Bonucci che entra leggermente in ritardo sull’avversario in area regalando il rigore. Questione di una frazione di secondo, ma il crotonese, come si evince dalla Var, arriva in velocità prima sulla palla e poi è stoppato dalla gamba del centrale bianconero. Simy dal dischetto compie tre finte che sbilanciano Buffon e pallone dall’latro lato. Juventus sotto. La partita è bella. Chiesa si sbraccia e si danna l’anima sulla fascia destra e al 21’ minuto Kulusevski, lo pesca perfettamente. L’ex Viola in velocità fa partire un bellissimo cross teso e a giro nell’area piccola dove Morata si fionda come un falco per il pareggio. A questo punto ti aspetti lo squadrone padrone degli ultimi nove campionati prendere in mano la situazione e spadroneggiare, ed invece nulla. I ritmi juventini rimangono i medesimi ed il Crotone raddoppia gli sforzi. Continua a giocare come nulla fosse accaduto e prima della fine del primo tempo crea i presupposti per ritornare davanti, ma la mira è sbagliata. Secondo tempo all’insegna della combattività, entrambe le formazioni vogliono portare a casa il bottino pieno e se dalla Juventus te lo aspetti come se fosse cosa assodata, è una piacevole sorpresa l’atteggiamento dei padroni di casa. Corrono tanto e bene, con le distanze giuste, aggressivi nel marcare e pressare già a metà campo e pronti a ripartire. La partita sino al 20’ è aperta con occasione di segnare da una parte e dall’altra. Ma alla mezz’ora Chiesa entra un pò ruvido con la gamba su Cigarini. Decisione molto fiscale da parte dell’arbitro, a nostro avviso era un cartellino arancione. Sta di fatto che il Crotone psicologicamente si spegne leggermente. E’ come se questo bonus della superiorità numerica gli metta più pressione e i ragazzi di Pirlo prendono in mano maggiormente la partita. Di fatto il Crotone non crea più nulla e tende a gestire la palla tra i piedi, non sfruttando i maggiori spazi. Al 63’ è fortunato Cordaz a trovarsi tra le mani il pallone che Morata sulla punizione di Kulusevski, gira sul palo. Cuadrado sulla destra diviene un vero incubo per gli avversari, entrato qualche minuto prima dell’espulsione e a dieci dalla fine da un suo tiro sbilenco giunge un inaspettato filtrante per Morata che devia quasi involontariamente in rete. La Var dopo tre minuti annulla per un millimetrico fuori gioco dello spagnolo. Qui finisce il match. Pirlo lo ha detto, serviranno partite iniziali per sperimentare e così è effettivamente sul campo. Il problema è magari questo Milan che non sa fare altro che vincere e se non ci fosse stato il Tribunale Sportivo lo svantaggio dalla capolista poteva essere ben più ampio.
Roma vs Juve 2-2 Ronaldo salva polemiche ( settembre 2020 )
Si passa anche da partite come queste per crescere. La Juventus dopo la brillante e convincente vittoria in casa contro la Sampdoria all’esordio si trova dinanzi la Roma all’Olimpico. Molto pericolosa anche perchè carica di rabbia dovuta alla sconfitta rimediata a tavolino per la svista sull’elenco dei propri giocatori. Sin dalle battute iniziali gli ospiti appaiono timorosi della aggressività dei giallorossi ed un ottimo Szczesny riesce a rimediare agli evidenti buchi della sua difesa. Alla mezz’ora però Rabiot in area lascia le braccia troppo distanti dal corpo e ferma un cross punibile con il rigore. Veretour porta in vantaggio i suoi anche se Szczesny non solo indovina la traiettoria, ma quasi la devia con il guantone sul palo. La Roma continua a macinare gioco ma sullo scadere, al 43’ minuto Ronaldo in area calcia lateralmente prendendo la mano bassa di un difensore. Rigore un pò discutibile con la nuova norma ma che sempre il portoghese con la sua abilità da cecchino trasforma riportando sul pari la partita. Illusione che dura un paio di minuti. Un errore da dilettanti permette in pieno recupero del primo tempo il nuovo vantaggio romanista. Da una punizione fuori dall’area giallorossa a favore dei bianconeri, la difesa respinge e in una manciata di secondi parte un contropiede tre contro uno finalizzato nuovamente da Veretour che supera con un rasoterra il portiere torinese. Una brutta Juventus del primo tempo, mal posizionata sia tatticamente che nei singoli uomini che sono apparsi fuori posizione. Giocare nella capitale non è mai una sfida facile e senza dubbio Pirlo non ha avuto modo e tempo di sperimentare soluzioni per cui dovrà per forza utilizzare le prime partite di Campionato come se fossero amichevoli estive, con la differenza che vi sono punti pesanti in palio. Il secondo tempo però è stato peggiore del primo e solo una Roma poco cinica non ha chiuso la partita quando poteva, dato che le occasioni pulite le ha create. Errore dell’allenatore bianconero, ma anche del suo staff in panchina è stato quello di non accorgersi di un Rabiot, già ammonito e troppo nervoso. Al secondo e terzo fallo è normale che qualunque arbitro non possa far altro che estrarre un secondo cartellino. La frittata è fatta. Sotto di un goal e a mezz’ora dalla fine anche con l’uomo in meno, in una partita dove si sta subendo dall’inizio. Praticamente una condanna matematica alla sconfitta. A meno che tra le tue file non hai un Campione con la “C” maiuscola. E la Juventus ha un cinque volte pallone d’oro che non accetta mai di non vincere. A venti minuti dalla fine Danilo sulla destra fa partire un cross tagliente che vede il portoghese intelligentemente dentro la linea a quattro di difesa romanista. Imperioso come sua specialità lo stacco di testa che spiazza Mirante per il pareggio finale per 2 a 2. Il calcio è un gioco di squadra ma quando annoveri talenti di questo calibro gli equilibri variano. La Roma deve recriminare per non aver vinto anche meritatamente, solo con la sua poca rabbia e fame di vittoria, mentre la Juventus, ma soprattutto Pirlo, deve elargire un enorme grazie al portoghese, che come avvenne nella scorsa stagione, raddrizza partite regalando punti importanti. Una brutta e mal combinata Signora ha comunque portato a casa un punto dall’Olimpico contro una bellissima Roma, anche in inferiorità numerica e questo è un pregio che non tutti possono vantare di avere. La prossima sarà a Torino contro il Napoli di Gattuso che non solo è a punteggio pieno ma con ben otto reti all’attivo e nessuna subita. Un bel test per Pirlo e giocatori.
Juve vs Samp 3-0:Pirlo la fa brillare da subito ( settembre 2020 )
Troppo facile? Probabilmente si, ma è piuttosto semplice a posteriori. Se si pensa che la rotonda vittoria per tre reti a zero è alquanto mai stretta ai Campioni d’Italia dato che poteva essere almeno doppio il distacco al termine del match, viene solo da chiedersi se Pirlo è un mago oppure ha incontrato un non avversario. Le prossime sfide ci daranno le dovute risposte, vedi la Roma all’Olimpico, ma ad oggi, come spesso capita, la verità sta nel mezzo. I blucerchiati, da subito sono apparsi timorosi, lenti, impacciati e poco reattivi sia di gamba che di testa. Eppure erano schierati dal loro esperto allenatore, un veterano come Ranieri, con un assetto prudente ma pronto a colpire attraverso rovesciamenti rapidi dovuti al pressing alto dei suoi cinque centrocampisti a supporto dell’unica punta Bonazzoli. Troppa Juventus per questa Sampdoria, sin dalle battute iniziali. Dall’inizio al termine della partita è stata un monologo della squadra di casa. Consideriamo anche che Pirlo ha avuto la “fortuna” di iniziare scontrandosi con una formazione non al meglio, ancora da assemblare sotto ogni punto di vista e quindi facilitato nel compito, ma la stessa Juventus annoverava tra le sue file anche giocatori inediti, ma soprattutto idee di calcio diverse rispetto a quelle dell’anno precedente. Poteva trovarsi essa stessa in difficoltà per meccanismi non oliati, per giocate mancate, per condizione atletica deficitaria in alcuni uomini chiave. Al contrario è parsa una squadra pronta, dove gli uomini, e gli stessi reparti si muovevano all’unisono. Pressing veloce e non lento con un giro palla rapido che non dà grandi punti di riferimento alla difesa avversaria. Ronaldo tenta lo sfondamento in area e viene stoppato? Poco male, la squadra è corta, cortissima, tant’è che quando il portoghese perde palla al 13’ minuto, c’è il centrocampista offensiva ex Parma proprio dietro che con millimetrica precisione fa partire un tiro rasoterra a giro che si infila in rete baciando il palo alla destra del portiere. Vantaggio bianconero meritato, per giocatori che si muovono con e senza palla, difendono in tanti e attaccano in molti. Quello che sorprende è la semplicità con la quale le manovre avvengono, come se fossero spontanee oppure automatiche dovute ad anni di continui allenamenti. Bella l’azione dal sapore rugbystico che porta a metà della prima frazione Ronaldo a colpire la traversa e quando i padroni di casa rifiatano, non vanno in difficoltà schierandosi a coprire bene tutto il campo, pressando bene senza sprecare energie in chilometri di corse aggiuntive. Poteva terminare anche il primo tempo con un secco 3 a 0, ma inizia il secondo tempo con la partita ancora aperta e con gli immediati tre cambi operati da Ranieri, la formazione ospite, schierata con due punte ed un quasi tre quartista, assume più incisività e pericolosità, anche se la Juventus rischierà solamente una volta sul finale, ma già quando i padroni di casa sono sul doppio vantaggio. Il 2 a 0 giunge con Bonucci al 78’ su grave incertezza della retroguardia genovese che non riesce a spazzare via dall’area il pallone. A dieci dal termine la Samp prova il tutto e per tutto e cerca di mettere pressione ai padroni di casa, che controllano senza andare mai in difficoltà. Chiudono con il portoghese che all’88’ minuto, con uno splendido diagonale ad incrociare sul palo opposto al portiere, suggella con la propria firma il risultato finale. Tre goal, tre uomini nuovissimi già inseritesi bene e soprattutto tre punti per iniziare bene e lasciare dietro la porta le inevitabili polemiche che sarebbero subito partite per una partenza falsa del nuovo e ancora acerbo allenatore.
C.L.-Juve vs Lione:2-1. Cr7 c’è ma la Juve no, eliminata ( agosto 2020 )
Il dibattito era su cosa avesse più peso tra Juventus e Lione. Ovvero la stanchezza della squadra di Sarri che ha tirato per un mese e mezzo abbondante per chiudere il campionato, oppure la mancanza di ritmo partita dei francesi di Garcia fermi da oltre cinque mesi. Sembrerebbe, dal risultato finale, la freschezza del Lione, eppure il più anziano in campo dei bianconeri è stato il più brillante dei ventidue in campo. Ti aspetti la “Vecchia Signora” nella metà campo avversaria dal primo minuto, costretta a vincere per ribaltare la sconfitta di misura rimediata all’andata, ed in effetti la pressione è costante, ma lenta e prevedibile. Qualche guizzo, individuale, ma il portiere avversario rimane inoperoso. La svolta del match e dei destini in Champions League della Juventus, avviene al decimo. Scoordinata entrata di Bentancour che rovina su Aouar che sarebbe stato probabilmente chiuso dal difensore davanti. Tocco comunque dubbio ma l’arbitro concede il rigore che viene segnato. Ora è dura perchè con la rete subita in casa, bisogna vincere almeno con due goal di scarto, quindi il risultato minimo è di almeno di tre reti senza più subirne. Il problema è che la rabbia che brucia all’interno degli “Zebrati” non si tramuta in forcing e palle goal. Solo un bel dribbling sul filo della linea di fondo a pochi centimetri dal palo a portiere saltato da parte di Bernardeschi fa gridare al pareggio, ma nulla di più, tranne Cristiano Ronaldo. E’ come se in campo ci fossero tre squadre. Juventus, Lione e CR7. Dal ventesimo della ripresa i bianconeri sono praticamente il portoghese ed ogni pericolo, sussulto e speranza passano dalla sua classe e le sue accelerazioni. Sul termine della frazione sono proprio due falli subiti da Ronaldo a portare due pericolose punizioni. Dall’ultima di questa un tocco leggerissimo di gomito ( per altro attaccato al corpo ) procura un rigore generoso quanto o ancor di più rispetto a quello concesso ai francesi. Il portoghese è implacabile e a due minuti dal riposo è pareggio. Un buon viatico per la ripresa, dal punto di vista soprattutto del morale. Si inizia il secondo tempo e insieme a Ronaldo incomincia a farsi sentire la velocità e la forza del laterale Alex Sandro, ma purtroppo gli altri torinesi svolgono poco più del compitino. Sino al quarto d’ora quando sulla destra, c’è l’invenzione del campione ( ovviamente il CR7 ). Da fermo sbilancia da oltre venticinque metri il suo marcatore che ha dinanzi e sullo stretto lo supera lateralmente quel tanto per aprirsi il varco e far partire una bomba che piega letteralmente il guantone di Lopes che devia il pallone dentro sulla sua rete. Giochi completamente riaperti e partita ribaltata, ma manca ancora una rete per la missione. Pesa molto di più il penalty concesso gentilmente al Lione che non quello benevolo alla Juventus. I cross e le punizioni in area francese aumentano, ma mancano di sprint, di velocità, anche se una volta Bonucci ed una Ronaldo impattano non male di testa, ma senza inquadrare la porta. Le squadre sono stanchissime, specie gli uomini di Garcia ed iniziano gli inserimenti di forze fresche. Probabilmente considerando le possibili cinque sostituzioni, Sarri le inserisce anche troppo tardi a purtroppo, quella chiave si dimostra un azzardo troppo grande. Dybala, non al meglio, entrato a venti minuti dal termine non si vede mai, è l’ombra di se stesso e non a caso la sua partita dura tredici minuti per l’ennesimo problema fisico. Con l’uscita del campioncino argentino escono anche le speranze di rimonta totale dei bianconeri. La pressione rimane alta ma basta un poco di ordine difensivo e una buona cerniera a centrocampo dei francesi ad annullare i potenziali attacchi juventini. Scivola così sul 2 a 1, troppo poco per passare il turno. E’ mancata forza, lucidità e temperamento negli uomini di Sarri, ma a ben vedere in tutto il Campionato Nazionale, le vittorie sono giunte per le invenzioni del portoghese, di Dybala o ancora di Higuain, non certo per una manovra corale di squadra che troppo spesso si è solo affidata alla consapevolezza di avere in rosa dei fenomeni. Se questo può bastare nel “Bel Paese”, non è sufficiente in ambito europeo. Un Lione, senza troppe stelle e con una condizione atletica deficitaria è stato sufficiente per eliminare dall’obbiettivo grosso la Juventus, che annovera tra le sue file ottimi giocatori insieme a delle stelle. Rimane lo Scudetto ( il nono consecutivo ) portato a casa, ma sarà sufficiente per la dirigenza bianconera, nella valutazione dell’operato del suo estroso allenatore?
|