immaginejim4

 

Juve  Inter   Milan       e le altre 17 stelle                 

disegno mezza rovesciata
JIM SQUADRE A News26 Serie A 25/26 tabellone Classifiche speciali Contatto Coppe 24/25 tabellone Stagioni
19/20 20/21 21/22 22/23 23/24 24/25

Ricerca

Risultati GIORNATA Serie A 

                     

18/01/2026 giornata 21 Goal Goal
Bologna Fiorentina 1 2
Cagliari Juve 1 0
Cremonese Verona 0 0
Lazio Como 0 3
Milan Lecce 1 0
Napoli Sassuolo 1 0
Parma Genoa 0 0
Pisa Atalanta 1 1
Torino Roma 0 2
Udinese Inter 0 1

    

   

       

            

Classifica PUNTI

                


Squadra Punti
1 Inter 49
2 Milan 46
3 Napoli 43
4 Roma 42
5 Juve 39
6 Como 37
7 Atalanta 32
8 Bologna 30
9 Lazio 28
10 Udinese 26
11 Sassuolo 23
12 Torino 23
13 Parma 23
15 Cremonese 23
14 Cagliari 22
16 Genoa 20
17 Lecce 17
18 Fiorentina 17
19 Pisa 14
20 Verona 14

        

     

       

 

        

Risultati GIORNATA COPPA

                 

7'Giornata   

           

20-gen Inter Arsenal 0 0
21-gen Juve Benfica 0 0
20-gen Copenhagen Napoli 0 0
21-gen Atalanta At.Bilbao 0 0
22-gen Roma Stuttgart 0 0
22-gen Bologna Celtic 0 0

  

    

 

COPPA ITALIA

 

Ottavi . .

03/12/2025 Atalanta Genoa 4 0
04/12/2025 Bologna Parma 2 1
27/01/2026 Fiorentina Como 0 0
03/12/2025 Inter Venezia 5 1
02/12/2025 Juve Udinese 2 0
04/12/2025 Lazio Milan 0 0
03/12/2025 Napoli Cagliari 10r 9r
13/01/2026 Roma Torino 2 3

  

Juve

A: Juve-Monza 2-0. Due reti e terzo posto ripreso per ripartire con voglia l’anno prossimo

( maggio 2024 )


E’ giunta l’ultima gara di una stagione complicata che comunque non termina senza titoli grazie alla Finale di Coppa Italia alzata in cielo, con conseguente sfuriata di Allegri e successivo esonero. Montero regala dal primo minuto spazio all’intera tesoreria di giovani bianconeri. In una sorte di 3-4-3 molto aggressivo e fatto di corsa e brillantezza. Quello che probabilmente sarà il progetto della prossima annata, che vedrà la Juventus nuovamente cimentarsi anche in campo europeo e non solo, con la partecipazione alla Champions e all’inedito Mondiale di Club. Perciò calibri come Szczesny, Bremer, Gatti, Locatelli, McKennie, Kostic e Valhovic siedono in panchina, senza dimenticare l’assenza anche di Rabiot. In porta parte Perin e ad affiancare il centrale Rugani, vi sono Danilo e il probabile ai saluti Alex Sandro. La linea a quattro di centrocampo forse è quella più in erba di tutta la Serie A, con Weah, Alcaraz, Fagioli e Illing-Junior. Con la punta d’esperienza Milik, ecco che giocano assieme e non in alternanza, due che di corsa e tecnica hanno poco da invidiare ad altri. Ovvero Chiesa e Yildiz. Davanti al proprio pubblico i giovani di Montero vogliono fare bella figura e a parte un primo spavento dove Perin si dimostra reattivo, la prima mezz’ora diviene un monologo bianconero. Fagioli prima scappa via centralmente dalla mediana e giunto al limite il suo bolide viene fermato unicamente dalla traversa. I due esterni d’attacco fanno ammattire la retroguardia monzese, che al minuto 26’ deve arrendersi alla rabbia e alla fame del Federico azzurro. Chiesa infatti, dopo uno scambio fuori dall’area a sinistra con Milik, lascia sul posto D’Ambrosio e non solo. Di forza si incunea in area scrollandosi di dosso la pressione di altri due difensori e scaraventa in rete dall’altra parte una palla imprendibile per Sorrentino. Due giri di lancetta appena e su corner battuto dalla destra offensiva da parte di Fagioli, arriva l’anticipo di testa di Sandro sul primo palo. 2 a 0 e risultato che rimane invariato sino al fischio finale. Tuttavia la partita rimane gradevole con azioni e parate da una parte e dall’altra. Specie nella ripresa quando Perin lascia il posto come omaggio all’ultima gara a Pinsoglio tra i pali, quest’ultimo compie un paio di miracoli per lasciare il proprio specchio immacolato. Al pari del suo collega monzese Sorrentino. E’ festa alla fine dopo una piacevole gara dove forse si è vista in vetrina una frizzante Juventus che potrà essere. Chiesa sarà un punto cardine per tecnica ( da ammirare il suo palo colpito da fuori in stile Del Piero ), ma soprattutto rabbia di vincere. Quella che da gennaio in poi, dopo la sconfitta a San Siro con la capolista nerazzurra, è venuta a mancare. Sarà Motta il nuovo allenatore della “Vecchia Signora”? Pare di sì e se anche lui non fosse, certamente le ambizioni da protagonista nella prossima stagione saranno ben altre per questo club per la quale la celeberrima frase “vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta” è divenuta nei decenni un dogma irrinunciabile.

 

news

 


 

 

A: Bologna-Juve 3-3. 8’ minuti d’orgoglio juventino, per non perdere

( maggio 2024 )


Dopo il successo nella Coppa Italia con conseguente innalzamento del trofeo, è avvenuta la reazione di mister Allegri che mal è stata digerita dalla società bianconera. Risultato? Esonero anticipato dell’allenatore e panchina lasciata a Paolo Montero per queste due ultime partite di Campionato. Sfida a Bologna per il terzo posto, che in termini di partecipazione alla prossima Champions, non comporta nulla, dato che entrambi i club sono già ammessi. Tuttavia è comunque prestigioso andare sul podio, ovviamente ciò vale molto di più per gli emiliani che non sono abituati negli ultimi decenni a volare così in alto. Il terremoto juventino ha lasciato evidenti strascichi tra i calciatori e i primi 20-25’ minuti sono da incubo per i piemontesi. Il Bologna vuole ardentemente il terzo posto e pressa subito alto e compatto. I reparti invece della Juventus, sono scollati e le letture dei passaggi avversari da parte dei bianconeri, tardive come lente le gambe. Dopo il primo brivido dopo un solo minuto, passano appena altri 30 secondi che i padroni di casa passano in vantaggio. Al 10’ minuto però, dopo ancora una pressione sulla trequarti torinese, arriva un cross dalla sinistra dove sono due bolognesi ad impattare di testa con i centrali di Montero in netto ritardo. Szczesny è incolpevole in entrambe le occasioni, anzi evita il 3 a 0 poco dopo, respingendo lateralmente una bordata dalla distanza. Sulla stessa azione arriva la rete successiva, ma la Var mostra il netto fuorigioco del bolognese che s’impossessa della sfera vagante dopo la respinta dell’estremo difensore. Il Bologna è padrone del campo e rallenta e accelera il gioco a piacimento. La Juventus è molle anche se tra Rabiot, Miretti e Locatelli, la voglia di non uscire imbattuti e umiliati si vede anche dalle entrate maschie sotto la pioggia. Nella ripresa gli ospiti provano subito a rimettere il carreggiata il match ma è bravo questa volta Skorupski a negare la rete. La gara però prende una brutta piega dopo 8’ minuti del secondo tempo quando ancora Calafiori deposita in rete con tanto di scavetto a Szczesny dopo una penetrazione centrale del Bologna. Siamo sul 3 a 0 e la partita è oramai archiviata. Se non fosse che il Bologna è già in modalità festa e al minuto 76’ questo rilassamento porta le proprie maglie difensive ad aprirsi troppo per uno come Chiesa che non si arrende mai. Proprio l’ex Viola si incunea in area e sigla il primo goal della sfida per i suoi. Trascorrono altri 7’ minuti e Milik, su punizione, da distanza considerevole, complice una deviazione della barriera, mette la palla sotto l’angolino dove Skorupski non può arrivare. Il Bologna non riaccende la spina e dopo 60’ secondi ecco che Yildiz di forza segna il tre pari. E quasi verso il novantesimo, la Juventus sigla il poker che sarebbe valso una rimonta quasi storica. Almeno l’orgoglio è salvo e la prima di Montero sulla panchina maggiore della sua squadra del cuore non è macchiata da una brutta sconfitta. Certo il Bologna si è un po’ buttato via nella parte finale della gara. Ma bisogna dar merito ai calciatori bianconeri di non aver smesso di giocare e ad un Fagioli ritornato in campo dopo i lunghi sette mesi di squalifica. Si può ripartire per la prossima Stagione, anche da chi dimostra un grande attaccamento alla maglia, come questa sera.

 

news

 


 

 

A: Juve-Atalanta 1-0. La più bella Juve per alzare in cielo la Coppa Italia

( maggio 2024 )


La Juventus vince la sua 15esima Coppa Italia battendo l’Atalanta per 1-0 nella finale 2023/24, giocata allo stadio Olimpico di Roma. I bianconeri partono subito forte e già al 4’ minuto vanno in vantaggio. Il gol nasce da un’azione corale: palla da Bremer recuperata in difesa che passa a McKennie che gira a sinistra per Cambiaso che è bravo a trovare Vlahovic. Il serbo a tu per tu con il portiere Carnesecchi non sbaglia e lo trafigge per il vantaggio bianconero. L’Atalanta accusa il colpo e al 9’ rischia ancora ma fortunatamente per la Dea il tiro di Gatti finisce sopra la traversa. Primo tempo tutto della Vecchia Signora che gioca con intensità e non fa ragionare gli avversari che sembrano molli e non in partita. Forse gli uomini di Gasperini sentono il peso delle troppe partite e della tensione della finale. L’unica occasione nel primo tempo per gli atalantini arriva al 44’. Dal cuore dell’area Pasalic carica il tiro e ci prova di destro ma salva in respinta Gatti. Si conclude il primo tempo con il meritato vantaggio dei bianconeri. Il secondo tempo risulta più combattuto con l’Atalanta che cerca il pareggio al 57’ su cross dalla sinistra di Djimsiti, girata di testa di Koopmeiners larga di poco oltre il secondo palo. Ma la Juventus non sta a guardare e al 64’ occasione ancora per Vlahovic. Contropiede nato da un anticipo di Miretti, Chiesa gioca per il serbo che ne scarta due e poi da posizione decentrata ci prova ma trova l’opposizione di Carnesecchi. Ancora Vlahovic, in gran serata, ci prova al 73’ su cross di Cambiaso che taglia in area e il serbo sfiora quanto basta per insaccare. Ma dopo la revisione del Var il goal viene annullato per fuorigioco. All’80 brividi per gli juventini che vengono salvati dal palo su tiro al limite di Lookman. L’ultima azione per i bianconeri che cercano di arrotondare il risultato arriva al 84’ con Miretti che in area dalla destra cerca lo specchio della porta ma centra la traversa. Finisce 1-0 e Coppa Italia che va meritatamente alla Juventus. Decisivo il gol al 4’ di Dusan Vlahovic. È il 12esimo trofeo vinto da Allegri sulla panchina bianconera, il primo nel triennio dopo il ritorno nel 2021. L’Atalanta è stata poca cosa stasera, poco reattiva e senza cattiveria come è di solito la squadra di Gasperini. Non regge neanche la scusante della mancanza di Scamacca, il migliore in questo periodo, a salvare la prestazione negativa dei nerazzurri. La Juventus sin da subito ha dimostrato grinta e voglia di portare a casa la Coppa. Ottimo Vlahovic che sembrava tornato ai primi tempi della Juventus, ma nel complesso tutta la squadra ha giocato un’eccellente partita. Allegri a dispetto di tutti si porta a casa un trofeo importante e anche la Juventus aggiunge in bacheca una coppa a dispetto della stagione a tratti complicata.

 

news

 


 

 

A: Juve-Salernitana 1-1. Figuraccia evitata solo sul finale, ma Champions conquistata

( maggio 2024 )


La Juventus infila contro la Salernitana,ormai praticamente retrocessa da settimane, il quinto pareggio consecutivo con il risultato di 1-1. Allegri nonostante la finale di Coppa Italia contro l’Atalanta non fa sconti alla Salernitana e mette in campo la miglior formazione possibile, anche per consolidare il posto in Champions, che al momento dell’inizio della partita non era ancora matematico. La Juventus parte subito bene nei primi minuti con Vlahovic ma la difesa avversaria mura bene. I bianconeri risultano imprecisi e trovano pochi spazi in mezzo al campo. Al 7’ buon recupero palla di Cambiaso sulla destra,che finisce tra i piedi di Vlahovic ma la sua conclusione da fuori è respinta sulla traversa da Fiorillo. La Juventus ci prova a portarsi in vantaggio ma è sempre molto imprecisa sotto porta e non riesce a concludere a rete. Inaspettatamente al 26’ arriva il vantaggio per gli ospiti. Dagli sviluppi di un corner di Sambia, Pierozzi di testa batte sul primo palo Szczesny, rendendo lo Stadium ancora più gelido visto lo sciopero dei tifosi della Vecchia Signora. Al 34’ i bianconeri vanno vicini al gol del pareggio con un tiro dalla lunga distanza di Bremer ma il pallone va fuori di pochissimo. Dal contropiede ben manovrato dagli ospiti che trovano velocità e spazi Ikwuemesi da solo davanti a Szczesny spreca il raddoppio. Al 43’ altra occasione per i bianconeri con Cambiaso che da fuori area prova la conclusione ma solo il palo della porta ferma il possibile goal del pareggio. Il secondo tempo inizia con la Juventus ancora a caccia del pareggio ma le azioni degli uomini Allegri sono molto lunghe e manovrate perciò non riescono a rendersi pericolosi. Dal 60’ inizia l’assedio juventino con Chiesa che cerca prima di movimentare la partita con contropiedi e scambi con Cambiaso e Locatelli ma nessun riesce a scalfire la porta avversaria. All’87 Miretti si libera dal limite dell’area e esplode del destro che finisce sulla traversa. Sul finire della partita la Salernitana che finora ha retto bene e chiuso bene gli avversari, anche con grazie ad un pizzico di fortuna, si trova però la beffa al 91’ con i bianconeri che dagli sviluppi di un corner trovano il goal del pareggio in mischia con Rabiot. Il finale diventa vibrante con la Juventus che al 95’ può portare a casa i tre punti, con un ottimo contropiede ma non trovano il goal vittoria con Miretti perché il pallone finisce di poco fuori. Al 97’ ultimissima occasione per la Salernitana con Basic in contropiede che sfiora il goal da due passi che avrebbe potuto beffare la Vecchia Signora. Si conclude 1-1 una partita che per la Juventus ha messo in luce molti aspetti negativi che si porta avanti da tutta la stagione come ad esempio la forma fisica e la scarsa attenzione nelle ripartenze degli avversari. Dall’altro canto, non per meriti suoi ma grazie all’Atalanta che ha battuto la Roma, la Juventus ritorna matematicamente in Champions con due giornate di anticipo. Poca cosa per chi aspirava a vincere il campionato!La Juventus si ritroverà proprio mercoledì contro l’Atalanta in finale di Coppa Italia, squadra in super forma, e vedremo se i bianconeri riusciranno ad aggiudicarsi almeno un titolo.

 

news

 


 

 

A: Roma-Juve 1-1. Un punto a testa in una bella gara che fa più felice Allegri

( maggio 2024 )


La Juventus dopo il pareggio rimediato a reti bianche contro il Milan, incorrono anche con la Roma in un pareggio ma questa volta per 1-1. La sfida è fondamentale per i giallorossi che hanno bisogno di punti per la Champions, mentre i bianconeri vincendo chiuderebbero il discorso. Subito, infatti, bianconeri partono forti e al 7’ arriva la prima occasione per Vlahovic che servito all’altezza del dischetto, gira ma la sua conclusione esce di un soffio.I giallorossi non stanno a guardare e al 10’ su cross della sinistra il laterale Kristensen lasciato solo dalla difesa bianconera di testa colpisce ma la palla impatta sul legno e la Juventus si salva. Non si salva invece al 15’: Lukaku si fa trovare pronto sulla respinta dopo il tiro in porta di Cristante e porta in vantaggio i giallorossi. La partita è molto dinamica con cambiamenti di fronte repentini e aperta a qualsiasi risultato. Ma è la Juventus che al 31’ riesce a rimettere in parità il risultato.Il cross dalla destra di Chiesa, trova la testa del brasiliano Bremer che svetta sui difensori avversari e porta il punteggio sull’1-1. Primo tempo che scivola via piacevolmente con entrambe le squadre che creano gioco ma nessuno riesce a trovare il vantaggio. Riparte il secondo tempo e la Juventus sembra voler chiudere i conti. Al 47’ grandissima giocata di Chiesa che salta un avversario e calcia di sinistro ma la palla si stampa sul palo. Ancora i bianconeri prima con Cambiaso, che calcia fuori e poi con un azione di Vlahovic, che non centra la porta, cercano di spostare l’equilibrio del punteggio e anche del gioco. Al 62’ Chiesa ancora pericoloso ma Svilar devia la conclusione. Due minuti più tardi, sempre Svilar risulta attento su un tiro insidioso da fuori di Rabiot. Al 67’ si rifa sotto la Roma. Pellegrini imbeccato in area, calcia da ottima posizione ma sfiora lo specchio dello porta e grazie ad una deviazione viene concesso il calcio d’angolo. Proprio sugli sviluppi del calcio d’angolo, Danilo salva miracolosamente su Kristensen. Cambio di fronte e al 79’ è Svilar che salva su Locatelli. Una grande occasione per il centrocampista che non colpisce benissimo da ottima posizione. Altro grande intervento di Svilar al 88’ stavolta su colpo di testa di Kean. Nei tempi recupero al 94’ brividi per i bianconeri. Abraham ha una grande chance ma Szczesny risponde presente e chiude la porta e mette la parola fine alla partita sull’1-1. I goal sarebbero potuti essere molti di più in quanto la partita è stata aperta e vibrante fino al termine. Alla fine il pareggio, il quarto consecutivo in A, non consente alla Signora di festeggiare aritmeticamente il ritorno in Champions, che però è sempre più vicino e può arrivare già nella prossima partita contro la Salernitana ormai già retrocessa. Il punto tiene viva anche la Roma nella corsa alla coppa più importante.

 

news

 


 

 

A: Juve-Milan 0-0. Sportiello chiude la porta alla “Vecchia Signora”

( aprile 2024 )


Non più valida per la conquista dello Scudetto, è comunque una delle “classiche” a livello nazionale e non solo. Non è mai banale la sfida tra Milan e Juventus, e comunque, è lo scontro tra la seconda e la terza della nostra Serie A. Entrambe vi arrivano con un po’ di affanno, nelle gambe e nella testa. Oltre tutto i bianconeri in settimana hanno disputato un’impegnativa partita di Coppa Italia contro la Lazio che li ha visti passare il turno nonostante la sconfitta per 2 a 1. Allegri dunque deve far riposare alcuni dei suoi ed infatti McKennie ma soprattutto Chiesa siedono in panchina. Pioli ha ben più grattacapi da risolvere. Dopo la batosta dell’ennesimo derby perso, con regalo ai cugini di Scudetto speciale con “seconda stellina” annessa, la linea di difesa è tutta da inventare, ben più di altre occasioni, per via delle ammonizioni ed espulsioni assunte contro i nerazzurri. Quindi senza Calabria, Theo e Tomori, e gli infortunati Kjaer e Kalulu, la coppia di centrali è Gabbia e Thiaw. Florenzi è spostato a sinistra al posto di Hernandez e Musah a destra al posto di Calabria. Per farla bene la frittata, ci si è messo anche l’infortunio all’ultimo di Maignan, con Sportiello quindi tra i pali. Bisogna però dire che i sostituti, nei loro limiti, sono stati tra i migliori dei rossoneri durante il match. La prima mezz’ora è di una noia soporifera. Ha più il controllo della palla e del campo la squadra di Allegri, ma brividi alla retroguardia milanese non ne giungono. Se non in pieno recupero quando da calcio di punizione Vlahovic trova il pertugio giusto con la palla che sta quasi raggiungendo l’angolo basso, se non fosse per Sportiello che si dimostra non solo ben piazzato ma anche molto reattivo rifugiandosi in angolo. Nulla però a confronto con la sua doppia parata su tiri ravvicinati in apertura di ripresa. Il Milan davanti è completamente spento ed il primo tiro veramente pericoloso, ma che non inquadra la porta è di Loftus-Cheek al minuto ’66. Bennacer per Pioli e Chiesa per Allegri innescano benzina Super nelle due squadre. Il centrocampista rossonero chiude e riesce a far ripartire finalmente Leao e Giroud davanti, anche se non giungeranno mai ad una vera conclusione. Il Federico azzurro, su entrambe le fasce fa impazzire gli esterni di Pioli che non lo tengono mai. Vlahovic sostituito da Milik, porta quest’ultimo ad incornare bene di testa ma ancora una volta Sportiello para bene a terra sulla linea di porta. Tardivo l’ingresso di Chukwueze a destra per un Pulisic mai pervenuto questo pomeriggio. Ma i due giovani classe 2023 inseriti da Pioli, fanno perdere misure e sostanza alla sua formazione che negli ultimi 10’ minuti non riesce più ad uscire dalla propria metà campo. E quando Sportiello si fa sfuggire la palla tra i guantoni in uscita piuttosto semplice, sulla ribattuta di Rabiot sicura in porta, il tiro viene respinto sulla linea da Thiaw, in modo a dir poco provvidenziale. Di nuovo Milik di testa la prende bene, ma la sfera esce di poco sfiorando il palo, con l’estremo difensore rossonero che non può che abbracciare il suo stesso palo. Un punto a testa, che serve più al Milan per tenersi stretto il secondo posto. Ora se il Bologna dovesse vincere potrebbe agganciare la Juventus, ma se anche la stessa Roma dovesse farsi sotto vincendo, il posto Champions, allargato ai primi cinque posti, non dovrebbe comunque essere in dubbio per i ragazzi di Allegri.

 

news

 


 

 

C.I.: Lazio-Juve 2-1. Sconfitta, ma la Juve è in Finale

( aprile 2024 )


La Coppa, di qualsiasi formato sia, è tutt’altra cosa rispetto ai tornei stile Campionato. Quando c’è un’andata ed un ritorno, la sfida si gioca letteralmente sui 180 minuti. I primi 90 minuti sono stati bianconeri e Allegri si presenta nel match di ritorno contro i biancocelesti di Tudor forte di un doppio vantaggio. Quindi i capitolini devono fare la partita e rimontare perlomeno due reti per giungere ai supplementari. I piemontesi però, nel loro 3-5-2 non stanno abbottonati in avvio, anzi, tengono palla e pressano bene. Consci forse di una difesa non proprio ermetica nell’ultimo periodo. Ed infatti dopo 11’ minuti, nel vero primo affondo dei padroni di casa, i bianconeri pagano dazio. Un normale cross da calcio d’angolo e Alex Sandro si fa letteralmente sovrastare da Castellanos che di testa supera Perin. Quindi la gara è ora ben riaperta, seppur la Lazio debba ancora segnare un goal per pareggiare la sconfitta subita a Torino. La Juventus però non è impaurita e gioca apertamente e prima della mezz’ora confeziona una bellissima azione con McKennie che entrato in area a sinistra cede la palla nell’area piccola a Vlahovic che arriva a spingerla in modo velenoso verso la porta. Mandas è altrettanto reattivo e bravo a respingerla d’istinto di piede. Seppur intensa la sfida non offre grandissime azioni da rete. La Juventus ha i due attaccanti mal serviti e tutto il movimento di palla a centrocampo dei padroni di casa non viene mai trasformato in concretezza dentro l’area juventina. Anche se a 2’ minuti dal riposo, un filtrante a sinistra è mal gestito da Danilo e Castellanos si trova dinanzi a Perin che in uscita bassa chiude bene lo specchio all’attaccante laziale. Occasione sprecata sul finale di primo tempo, ma ne occorrono altri 3 di minuti alla Lazio per segnare. Questa volta l’azione è veramente di alto livello e c’è poco da rimproverare al posizionamento dei piemontesi. In tre passaggi in una rapida e precisa ripartenza i biancocelesti presentano in area ancora Castellanos che in diagonale sigla la propria doppietta e con il 2 a 0 bilancia la sconfitta del match di andata. Forse Bremer poteva chiudere meglio ma bisogna pur dar meriti all’azione veloce e di qualità dell’avversario. Sta di fatto che ti attendi una Lazio sull’onda dell’entusiasmo e gli ospiti impauriti ed in balia delle folate dei padroni di casa. Ed invece la Juventus rimane solida e tutta di un pezzo. Di più, è la Juve che nella ripresa tiene più l’iniziativa e cerca di creare la rete per non andare ai supplementari e chiuderla dentro i novanta minuti. Vlahovic ha due grandi occasioni. Sulla prima è stoppato praticamente sulla linea di porta da Marusic e nella seconda dopo essersi liberato bene in area calcia, ma il suo diagonale esce di poco a lato. Giungono forze fresche e proprio da queste la Juventus al minuto 83’ attinge alla rete del passaggio del turno. Cross dalla sinistra e tutto a destra come quinto, raccoglie e calcia forte verso la porta Weah che trova sulla linea di porta Milik, a buttarla dentro. Lazio che con Immobile entrato al posto di Castellanos è veramente spuntata davanti è tramortita e sino anche nel recupero non riuscirà a giungere neppure una volta al tiro verso Perin. Sconfitta per 2 a 1 la Juventus, paga un paio di distrazioni, ma tiene i nervi saldi e la calma di chi sa di essere più forte. E con merito si prende la Finale di Coppa Italia, che giocherà contro la vincente tra Atalanta e Fiorentina. Un trofeo sarebbe comunque un ottimo viatico per ripartire con fiducia nella prossima Stagione.

 

news

 


 

 

A: Cagliari-Juve 2-2. Sardi grintosi avanti, ma la Juve risponde prendendoli

( aprile 2024 )


In questa strana stagione bianconera, piena di infortuni e indisponibili importanti, che l’ha vista comunque rivaleggiare testa a testa per lo Scudetto con i nerazzurri, sino a gennaio, la Juventus ha ancora degli obiettivi fondamentali da raggiungere. Una finale di Coppa Italia da prendersi, ma per il prestigio e soprattutto per le casse della proprietà, un posto Champions da raggiungere. Che l’anno prossimo, grazie ai punti Uefa dei club italiani, saranno ben cinque la nostre formazioni schierate nella Coppa dalle “Grandi Orecchie”. Quindi alla “Vecchia Signora” basta una manciata di punti per qualificarsi matematicamente in queste ultime sei sfide di Campionato. A sbarrargli la strada c’è un mastino di esperienza consolidata come mister Ranieri, che è riuscito nel Girone di Ritorno a plasmare il suo Cagliari come voleva. Non a caso proprio nel Girone di Ritorno, la classifica la vedrebbe lottare addirittura per un posto europeo. Il 3-5-2 con Chiesa e Vlahovic davanti se la deve vedere con il 3-4-3 subito aggressivo dei padroni di casa. In fase di non possesso palla si plasma in un 5-3-1-1, ma gli isolani vogliono punti e si fiondano appena possono dalle parti di Szczesny. Non a caso nelle ultime due gare ha pareggiato a San Siro contro la capolista 2 a 2 rimontandola due volte. E ha vinto di rimonta 2 a 1 contro l’altra nerazzurra, semifinalista di Europa League. Luvumbo è una vera spina nel fianco nella linea a tre della difesa ospite, agevolato anche da una lentezza eccessiva del centrocampo bianconero. Così a furia di spingere alla mezz’ora giunge da cross esterno un tiro ravvicinato che Szczesny respinge come può, ma sulla stessa azione su un colpo di testa cagliaritano in area, c’è un tocco di mano di Bremer, che seppur involontario ha il braccio largo e devia la palla. Dal dischetto i padroni di casa si portano in vantaggio. Trascorrono pochi minuti e ancora Luvumbo scappa via in velocità a Gatti e giunto in area viene steso in uscita bassa da Szczesny che viene ammonito e anche trafitto per la seconda volta dagli undici metri. La Juve reagisce e poco prima dell’intervallo Chiesa fila via a destra e offre praticamente sulla linea di porta la palla a Vlahovic che non sbaglia. Ma l’ex viola al momento di ricevere lui sfera era leggermente in fuorigioco. Allegri inserisce subito in avvio del secondo tempo Yildiz per un impalpabile Alcarez, ma è il Cagliari a pressare ancora, almeno sino al 60’ minuto, quando la sua forma cala vistosamente. Su punizione Vlahovic accorcia al 61’ minuto e i piemontesi prendono letteralmente in mano la sfida. Il Cagliari ha speso tutto ma con grinta e determinazione difende con i denti nella propria metà campo. La Juventus termina l’ultimo quarto d’ora letteralmente all’assalto con praticamente con un 3-3-4 iper offensivo. La mossa coraggiosa e corretta di Allegri porta i suoi frutti. Rabiot recupera palla al minuto 86’ nella trequarti sarda e la stessa giunge a Yildiz a sinistra che crossa a metà altezza in modo forte e velenoso. Dossena nel tentativo di anticipare Milik davanti al proprio portiere la insacca nei più classici degli autogol. La Juventus ci prova ancora per vincere, ma gli isolani reggono e strappano un punto importante per la propria salvezza. Un punto e metà buona prestazione per la Juventus che vede ora più vicino il traguardo Champions, rivali permettendo.

 

news

 


 

 

A: Torino-Juve 0-0. Un tempo a testa, ed un punto per parte

( aprile 2024 )


Derby della Mole, da tempo oramai sempre nelle mani dei bianconeri. E’ quasi un decennio che i granata non battono i cugini e anche con questo triennio con in panchina Juric, in cinque scontri sono giunte solo delusioni. Entrambe comunque, a dispetto della rivalità cittadina, hanno ancora i propri obiettivi da raggiungere. Con la Roma e il Bologna che possono strappare il terzo posto e magari anche il posizionamento Champions alla Juventus, la squadra di Allegri non può permettersi altri arresti improvvisi. Allo stesso tempo i granata hanno ancora delle residue possibilità di entrare in zona Europa per la prossima Stagione, ma servono punti. A partire bene sono i bianconeri che per 20’ minuti mettono in forte crisi la retroguardia del Torino. Poco prima del 10’ minuto Chiesa sulla corsia destra, con una delle sue progressioni, giunge quasi sul fondo e serve in centro area una palla deliziosa per il compagno di reparto. Vlahovic giunge all’impatto con la sfera con i tempi giusti, ma con la porta quasi spalancata trova il palo a sbarrargli la strada della rete. Dopo un’altra conclusione, è ancora Vlahovic, servito da Gatti sempre dalla corsia destra, a trovarsi a tu per tu con Milikovic-Savic. Ad avere la meglio è la grande mole del portiere granata, che chiude lo specchio in uscita bassa, anche con un pizzico di fortuna, dato che la palla tirata dall’attaccante serbo, stava per passargli sotto le gambe, ma colpendogli sotto il polpaccio, la stessa viene deviata in angolo. La pressione degli ospiti con il trascorrere dei minuti viene a diminuire, così i padroni di casa possono respirare, ma i granata nella prima frazione non si vedranno mai dalle parti di Szczesny. Si apre quindi il secondo tempo e dagli spogliatoi, il Torino pare trasformato. E’ subito aggressivo e con la difesa alta non fa neppure ripartire gli avversari. La pressione è alta e và in apertura anche in rete, ma l’azione è viziata da un evidente fallo in area su Kostic. La gara è più bella nel secondo tempo, aperta. Il Toro gioca finalmente con la grinta e la forza che da sempre lo caratterizzano. Ma la Juventus è attenta, equilibrata e sempre pericolosa quando imbastisce i suoi contropiedi. Un paio di occasioni a testa, ma tra la mira o la bravura dei due portieri, il risultato non si sblocca. L’ultima possibilità c’è la il Torino di testa in area piccola, in pieno recupero, ma la palla sorvola la traversa. Nettamente meglio la Juventus nel primo tempo. Più equilibrato il secondo tempo, con il Torino che ha creato e costruito di più. Forse il risultato giusto, di una bella sfida giocata da entrambe le squadre per vincere e ne ha guadagnato lo spettacolo e il coinvolgimento. Un punto a testa che non cambia molto per Allegri, in qualità di qualificazione Champions. Mentre per il Torino è troppo poco per rilanciarsi in chiave europea.

 

news

 


 

 

A: Juve-Fiorentina 1-0. 3 punti per rinforzare il 3° posto.

( aprile 2024 )


Dovrebbe essere la norma vedere la “Vecchia Signora” uscire da uno scontro in campionato, specie tra le mura amiche, vittoriosa. A ben vedere, però nelle ultime nove Giornate, il successo era giunto appena una volta. Cosa che di fatto ha tagliato fuori ogni discorso Scudetto, ed anzi ha fatto perdere anche il secondo posto, andato attualmente e pare ben saldo, al Milan. Dopo la convincente prestazione settimanale in Coppa Italia contro la Lazio, terminata con un buon 2 a 0, Allegri ha caricato i suoi per riprendere il cammino anche in Campionato. C’è un posto Champions da blindare per mille motivi, sportivi ed economici. A Torino giunge un avversario piuttosto scomodo, visto che sono tra i più agguerriti rivali, ovvero la Fiorentina, che però anch’essa ha disputato una gara tirata nella Coppa Italia, oltretutto il giovedì e non il mercoledì. Così i padroni di casa mettono subito in chiaro i propri intenti. I bianconeri vogliono i tre punti e partono fortissimi subito. Una mezz’ora devastante da parte dei bianconeri che schiacciano non solo nella metà campo i toscani, ma vincono ogni duello, ogni contrasto impadronendosi in modo totale del match. Cosa che porta a due reti annullate per fuorigioco dopo cross in area veramente per poco. Il primo di McKennie è evidente. Il secondo dopo che la palla sbatte sulla traversa, arriva la zampata vincente ma Bremer è in fuorigioco un attimo primo. I piemontesi potrebbero subirne il contraccolpo, dopo tanta pressione e sentirsi essere colpiti dalla sfortuna, non riuscendo ad andare a segno per questione di centimetri. Ma al 21’ minuto, sempre da calcio d’angolo, arriva il colpo di testa in area di Bremer che prende il palo, la sfera torna in campo e questa volta Gatti in posizione regolare non deve fare altro di appoggiarla in rete, con la linea di difesa toscana completamente immobile a guardare. Verso la mezz’ora giungerebbe anche il 2 a 0 ma l’assist che perviene dallo statunitense, perfetto per tocco in goal di Vlahovic, è anch’esso viziato da una leggerissima posizione di fuorigioco dello stesso McKennie. La spinta della Juventus diminuisce ed escono gli ospiti che non impensieriscono mai Szczesny sino al riposo. Nella ripresa dopo 5’ minuti un affondo di Kostic porta ad una deviazione viola che modifica la traiettoria della sfera che sfiora quasi il palo lontano difeso da Terracciano dove mai sarebbe riuscito ad intervenire. Da qui però con anche il sopraggiungere dei cambi, la Juventus perde campo e forza e i toscani alla distanza prendono le redini della sfida cercando di rimettere in discussione un partita che vista la prima mezz’ora pareva segnata. Invece i padroni di casa faticheranno anche solo ad imbastire un contropiede efficace, nonostante l’impegno e la corsa di Yldiz. Nell’ultimo quarto d’ora infatti la Fiorentina và vicinissima alla rete del pareggio. Ma nel primo tentativo Szczesny è superlativo a toccare con le punta delle dita della mano di richiamo la palla tirata da Gonzalez che era destinata all’incrocio, ed invece sbatte sul palo. Successivamente su un’azione insistita viola, un tiro nell’area piccola con Szczesny già a terra da una parte e la difesa aperta, prende la traiettoria giusta per infilarsi in rete, ma viene respinto da un altro fiorentino. Troppo tardi si sono svegliati i toscani e la Juventus riprende a vincere anche in Campionato, allungando sul Bologna che la inseguiva e rafforzando il proprio terzo posto.

 

news

 


 

 

C.I.: Juve-Lazio 2-0. Due punte per due reti e vedere la Finale di Coppa

( aprile 2024 )


La storia della “Volpe e l’uva” è ben conosciuta, ma qui per entrambi i due club, questa partita ha una valenza importantissima, cosa che in effetti a inizio stagione, non si sarebbe detta. Sia la Juventus che la Lazio, sono andate ben oltre sotto le rispettive ambizioni quest’anno. Fuori dai giochi Scudetto da circa un mese e mezzo i piemontesi, e praticamente da subito i romani. Quest’ultimi hanno cambiato anche l’allenatore da pochissimo dopo l’eliminazione dalla Champions. La Juventus, senza Coppe internazionali, aveva tutto il tempo per concentrarsi sul Campionato, cosa che ha fatto alla perfezione sino a gennaio,ma poi certe realtà tecniche e tattiche hanno fatto emergere i veri valori. Sta di fatto che Juventus e Lazio si scontrano in questa semifinale di andata della Coppa Italia, entrambe con l’intento importante di poter alzare un Trofeo e salvare in qualche modo una stagione che altrimenti risulterebbe molto deludente. Anzi per i biancocelesti dato che sono fuori dalla zona Champions e lottano anche per un posto europeo, sarebbe il tagliando sicuro anche per la prossima Europa League. Questa voglia di vincere si vede subito dal fischio iniziale. C’è gamba e pressione in ogni zona del campo da parte di entrambe le squadre. Scontri e duelli specie nella metà campo per lanciarsi verso la porta avversaria ogni istante. Questo porta anche a tanta frenesia e poca lucidità. Come quando in area di rigore Vecino, quando sta per spazzare via il pallone non si avvede del ritorno da dietro di Cambiaso, calciandolo involontariamente. Rigore per i padroni di casa che però non fanno neppure in tempo ad esultare perché la Var lo toglie per fuorigioco proprio di Cambiaso. Come se fosse un segnale funesto i piemontesi perdono la concentrazione e gli ospiti prendono non solo le misure ma anche territorio e sovente si fanno vedere dalle parti di Perin, che al minuto 38’ rischia grosso battezzando fuori un colpo di testa di Luis Alberto che però si stampa quasi all’incrocio. Come spesso è avvenuto quest’anno, la Lazio gioca calcio e manovra benissimo in mediana e sulla trequarti altrui, ma è allo stesso tempio totalmente fumosa davanti, a prescindere dagli interpreti. Così è Rabiot che scalda i guantoni del portiere laziale in pieno recupero. Nella ripresa la Juventus entra in campo molto più tonica e trascorrono appena 3’ minuti quando Cambiaso parte palla al piede dalla propria area superando la pressione di un attaccante biancoceleste. Da lì trova un’autostrada che lo porta sino a quasi a metà campo e con un semplice filtrante imbecca il corridoio giusto per Chiesa che di piatto non sbaglia. Imperdonabile errore di disposizione dei romani che neppure 20’ minuti dopo lasciano ancora aperte le maglie difensive con McKennie che apre in area per Vlahovic che dopo un paio di finte sbilancia il suo marcatore dinanzi e trafigge per il 2 a 0 il portiere capitolino. La Lazio affonda e anche con i cambi non trova energie e lucidità per reagire. Anzi è la Juventus, anche grazie ai cambi che và per due volte vicino alla terza rete che avrebbe praticamente chiuso la pratica anche in chiave partita di ritorno. Comunque dopo la sconfitta di sabato in Campionato proprio per mano della Lazio, è stata non solo una bella rivincita, ma un tassello importante, anche psicologicamente per i ragazzi di Allegri, per farli dare al massimo da qui sino alla fine della stagione.

 

news

 


 

 

A: Lazio-Juve 1-0. All’ultima azione, ma questa volta la Juve la perde

( marzo 2024 )


Si riprende dopo la pausa delle Nazionali. Come sempre Allegri deve fare a meno di pedine importanti. Una su tutte il suo centravanti Vlahovic. A Roma contro l’inedita Lazio di Tudor che ha sostituito il dimissionario Sarri, il mister bianconero schiera un aggressivo, quanto meno sulla carta, 4-3-3, per sorprendere l’avversario che di fatto è un’incognita. Si rivede in fascia dopo quasi un anno di assenza un fedelissimo di Allegri, ovvero De Sciglio, che non avrà certamente i novanta minuti nelle gambe. Con il capitano sull’altro versante, la coppia di centrali davanti a Szczesny è Bremer e Rugani. La linea a tre di centrocampo è costituita da Miretti, Locatelli e Rabiot. La prima pressione viene portata dai tre davanti, con la punta centrale Kean ai cui lati trova Chiesa e Cambiaso. Un azzardo visto che la prima mezz’ora è praticamente è di predominio biancoceleste. Come spesso è capitato ai capitolini dell’aquila, il possesso palla e il dominio territoriale non latita, ma quello che manca è la concretezza negli ultimi dieci metri. Con Immobile che parte in panchina e non è più quell’animale d’aria di una volta, i padroni di casa costruiscono i presupposti per andare in vantaggio, ma non trasformano in tiri limpidi la mole di gioco offensiva creata e proposta. Così quando la pressione alta dei laziali dopo il 35’ minuto viene meno per fisiologico calo, esce la corsa bianconera. E’ Chiesa l’uomo che mette più paura, specie quando parte in fascia. E verso il sopraggiungere della pausa negli spogliatoi, arriva la più grande occasione degli ospiti, ma vanificata da una bella parata. Chiude in crescendo la Vecchi Signora e allo stesso modo apre la ripresa con i primi 10’ minuti con i padroni di casa in difficoltà. Tant’è che sembra che i piemontesi possano sfondare ma in qualche modo la difesa laziale regge nelle mischie in area. Dopo i cambi avvenuti direttamente negli spogliatoi da parte di Allegri, vedi De Sciglio e Miretti per Iling Junior e Mckennie, con il trascorrere dei minuti il mister toscano per stanchezza deve cambiare l’intero trio offensivo. La Juve l’ultima mezz’ora si schiera con un più abbottonato 4-5-1. Ma mentre Tudor trova nei propri cambi più padronanza del campo, Allegri con l’ingresso di Yldiz, Sekulov e Weah, non solo si fa schiacciare troppo, ma non riuscirà mai a ripartire una volta. La Lazio senza neppure troppa foga spinge la Juve nella propria metà campo creando tiri che escono di poco. Quando in pieno recupero la gara sembra oramai avviata ad un pareggio che serve a poco ad entrambe, ecco che all’ultima azione, il cross dalla sinistra offensiva laziale, trova ferma la linea di difesa bianconera e Marusic di testa sbuca dal nulla e trafigge Szczesny per l’1 a 0 finale. Si chiude un marzo orribile per la Juventus che deve solo ringraziare un grande Girone di Andata per essere ancora terza ed in piena zona Champions. Ma con l’ennesima sconfitta, il Milan può allungare davanti e le altre dietro possono avvicinarsi pericolosamente.

 

news

 


 

 

A: Juve-Genoa 0-0. Solo verso la fine la Juve si accende, ma non sa più vincere

( marzo 2024 )


Lo Scudetto, anche se non matematicamente, è oramai volato via. Tutto nell’ultimo mese. In effetti nelle ultime sette partite di Campionato, la “Vecchia Signora” ha racimolato la miseria di sei punti, ovvero un andamento da retrocessione. Allegri ha il suo bel da fare per tenere viva la concentrazione e la fame che ha fatto volare, oltre alle aspettative, i bianconeri molto in alto. Così con una lotta serrata per il secondo posto con il Milan, la Juventus è a caccia di punti più che altro per blindare il posto Champions, che oltre al prestigio, conferisce un enorme liquidità nelle casse dei club. La Roma che ricopre il quinto posto è a ben dieci lunghezze più in basso. In Piemonte giunge l’arrembante Genoa di Gilardino, che sa giocare a calcio e ha messo in difficoltà più di una squadra di livello. Il 3-5-2 bianconero parte subito molto aggressivo pressando sino alla trequarti avversaria la formazione ligure, ma passata l’iniziale fase di timidezza degli ospiti, il Genoa riesce a scrollarsi di dosso la pressione juventina. Anzi, il primo tiro nello specchio è prima del 10’ minuto, proprio dei ragazzi di Gilardino, che chiamano in causa Szczesny. La Juventus quando ha la palla tra i piedi evidenzia un’assenza di idee e di trame offensive. Quando si accendono Vlahovic e Chiesa davanti, è solo per palle recuperate in mezzo la campo e a rapide ripartenze. Tuttavia i genoani sono bravissimi a richiudersi rapidamente e a raddoppiare le marcature. Si giunge alla pausa del the con i padroni di casa che non riescono fare un vero tiro in porta. La ripresa è più viva da subito, ma manca negli undici di Allegri quella lampadina che possa illuminare una giocata vincente. Passano i minuti ed entrambi i tecnici apportano cambi. Allegri chiude infoltendo l’attacco e giocando con Yldiz, Kean e il serbo davanti e Rabiot in regia entrato anch’esso dalla panchina dopo l’infortunio. Gilardino cerca di contenere ma non snatura la sua creatura consapevole che farsi schiacciare troppo nella propria metà campo, sarebbe un suicidio tattico. Nell’ultimo quarto d’ora i padroni di casa scheggiano il palo esterno, ma dopo un paio di colpi di testa di Vlahovic che finiscono alti da buona posizione, dopo un uno-due al limite dell’area è Kean che con una staffilata sporca sembra arrivare alla rete, ma è un palo pieno che gli nega il goal. La spinta si affievolisce e nei tempi di recupero nulla più accade, come invece spesso è accaduto in questa Stagione. Un punto solo che rischia di far perdere anche il secondo posto. Con il Milan che se vincesse a Verona si porterebbe ad un più tre punti. La stessa vittoria del Bologna fa avvicinare pericolosamente gli emiliani che ora sono a sole a cinque lunghezze più in basso. E con il Milan, il Bologna e la stessa Roma, la “Vecchia Signora” deve ancora scontrarsi nel Girone di Ritorno. Se pure Vlahovic nel finale si fa espellere scioccamente per proteste inutili e reiterate, Allegri ha sempre più problemi a tenere il proprio Gruppo sul pezzo. Fortuna che vi è la pausa Nazionali, così il mister toscano può ricompattare la sua Juventus.

 

news

 


 

 

A: Juve-Atalanta 2-2. Gara combattuta, ma un punto che fa perdere il secondo posto

( marzo 2024 )


Finisce 2-2 tra Juventus e Atalanta e pertanto si aggiudicano un punto a testa che non serve a nessuna delle due formazioni: la Juventus con questo pareggio perde il secondo posto in classifica venendo scavalcata dal Milan, mentre i bergamaschi restano al sesto posto. Allegri schiera Chiesa- Milik in attacco, avendo Vlahovic squalificato e a centrocampo McKennie per l’indisponibilità per infortunio di Rabiot. Così la Juventus cerca di rialzarsi dopo aver ottenuto una sola vittoria nelle ultime sei partite giocate. Gasperini invece punta su Scamacca e Koopmeiners. Chiesa apre la partita con uno spunto dalla sinistra e con un cross trova l’inserimento di Miretti ma è attento Carnesecchi nella respinta. Le due squadre commettono tanti errori e in campo c’è un po' di confusione. Mentre l’Atalanta costruisce gioco, la Juventus si difende e ci prova con le ripartenze. La partita si svolge pertanto molto a centrocampo e le punte di entrambe le formazioni non hanno palloni da giocare. La Juventus ci prova per ben due volte anche su punizione a spostare l’equilibrio del risultato ma colpisce in entrambe la barriera. Ma è proprio su calcio piazzato al 35’ che l’Atalanta va in vantaggio: la punizione viene giocata veloce da Pasalic che con uno schema cerca e trova Koopmeiners, il quale di sinistro batte Szczesny. La Dea chiude in vantaggio per 1-0 il primo tempo. Il secondo tempo inizia con Chiesa che prova a scuotere la Juventus con un sinistro da buona posizione che finisce di poco fuori. Gli avversari non stanno a guardare e ci prova Scamacca con un destro dalla distanza ma il portiere avversario è attento. La Juventus fatica a rendersi pericolosa ma in quattro minuti ribalta il risultato. Al 66’ arriva il pari grazie ad una grande azione dalla sinistra di Chiesa che cerca McKennie che a sua volta scambia con Cambiaso che è bravo ad inserirsi e a battere di destro Carnesecchi. Passa qualche minuto e al 70’ arriva il raddoppio per i padroni di casa. Juventus ancora in avanti con il cross di Illing che è preda di Mckennie che appoggia di petto per Milik che batte di sinistro Carnesecchi. Ma i bianconeri non posso gioire perché al 73’ Djimsiti trova l’inserimento di Koopmeiners che di sinistro batte in rete per il pareggio 2-2. Al 93’ l’unica occasione nitida per la Juventus ma Kean e Gatti si ostacolano a vicenda su colpo di testa e permettono all’Atalanta di portare a casa un punto. Il pareggio allunga la serie senza vittorie per entrambe le formazioni. La Juventus deve migliorare molto in difesa perché spesso i giocatori bergamaschi erano lasciati un po' troppo liberi di orbitare in area mentre a centrocampo e attacco hanno fatto un buon lavoro anche se la squadra sembrava a tratti un po' scollata tra i tre reparti. Il pari si è dimostrato il risultato più giusto perché nessuna delle due formazioni ha cercato di portarsi a casa la partita. Il prossimo impegno della Juventus sarà contro il Genoa che galleggia a metà classifica e nonostante sia in una posizione “confortevole” è comunque sempre una formazione tosta da affrontare.

 

news

 


 

 

A: Napoli-Juve 2-1. Juve giovanissima, coraggiosa che paga l’inesperienza.

( marzo 2024 )


La Juventus perde 2-1 contro il Napoli rimanendo distante dalla vetta di 12 punti, punti che potrebbero aumentare a 15 visto che l’Inter deve ancora giocare. La partita inizia subito su grandi ritmi con occasioni golose per entrambe le formazioni. La prima grande chance del match capita alla Juventus. Chiesa ruba palla a Olivera e scappa sulla destra, cross sul secondo palo per Vlahovic che colpisce di testa sfiorando il palo. Al 24’ risponde il Napoli. Cross dalla destra, Traorè svirgola la conclusione ma il suo tentativo diventa un assist per Di Lorenzo, che va al tiro e non manca di molto lo specchio. La partita è molto combattuta con frequenti ribaltamenti di fronti. Al 34’ arriva un palo per la Juventus con un filtrante in profondità per Vlahovic che da posizione defilata supera Meret ma il tocco sotto si stampa sul palo. Al 42’ il Napoli sposta l’equilibrio del risultato portandosi in vantaggio. Cross di Di Lorenzo, Bremer allontana di testa proprio sui piedi di Kvara che al volo batte il portiere juventino sul primo palo. Finisce un primo tempo molto piacevole e aperto con ritmi alti. Il più pericoloso è stato Vlahovic con almeno tre nitide palle gol ma è il Napoli ad essere in vantaggio. Riparte il secondo tempo e la Juventus cerca in più occasioni di pareggiare il conto. Gli sforzi bianconeri vengono premiati solo all’81’ con un goal di Chiesa. Diagonale potente e preciso del 7 bianconero che di destro infila la sfera all’angolino basso. Ma non c’è pausa per i bianconeri. Al 86’ viene concesso un rigore ai partenopei per un pestone del nuovo giovane entrato Nonge. Szczesny respinge il rigore a Osimhen ma sulla ribattuta arriva più veloce di tutti Raspadori a insaccare per 2-1, facendo esplodere il Maradona. Al 92’ la Juventus si divora il pareggio. Sugli sviluppi di un corner, Yildiz conclude verso la porta con Rugani che prova a correggere in rete dentro l’area piccola ma spedisce alto. Termina la partita con la vittoria per il Napoli. Altra sconfitta per la Juventus, che continua il suo periodo negativo. Sola una vittoria nelle ultime sei gare. Questa sera di sicuro non meritava la sconfitta anche perché i bianconeri hanno creato più occasioni e sia Vlahovic che Chiesa hanno giocato un’ottima partita. Purtroppo l’inesperienza e la disattenzione di alcuni giovani giocatori che Allegri ha messo in campo, hanno concesso la vittoria al Napoli. Il prossimo turno dei bianconeri è alquanto insidioso visto che giocherà contro l’Atalanta.

 

news

 


 

 

A: Juve-Frosinone 3-2. All’ultimo respiro, come all’inizio, vince, ma troppa fatica

( febbraio 2024 )


Sembrava che il mondo bianconero dovesse chiudere questo febbraio con l’ennesima delusione, ed invece chi ci ha creduto sino alla fine è stato premiato. Ma andiamo con ordine. I ciociari vengono da tre sconfitte consecutive e nonostante rappresentino sin da inizio stagione una delle realtà che propone calcio offensivo migliore, delude e non poco in chiave difensiva. E ciò spesso ne ha compromesso le gare e conseguentemente la classifica che ora necessita di punti per non farsi risucchiare nella corsa salvezza. I bianconeri hanno quasi ammainato bandiera bianca in ottica Scudetto, proprio per quello raccolto nelle ultime quattro partite. Il misero bottino di due punti, frutto di due pareggi contro Empoli e Verona e due sconfitte contro Udinese e Inter. Allegri nel suo 3-5-2 manda il meglio che ha e si affida al tandem d’attacco titolare Chiesa-Vlahovic. Quello che vuole il mister è una pulizia mentale dai suoi ragazzi. Servono punti per stare in alto e non perdere posizioni Champions e dimenticarsi della capolista che è sempre più lontana. Ebbene i suoi rispondono immediatamente presente. Neppure 3’ minuti ed una bella azione di Mckennie sulla destra offre l’assist che Vlahovic non spreca per il vantaggio juventino. Frosinone subito colpito, ma non affondato. Passano i minuti e gli ospiti prendono fiducia e campo e nel giro di un quarto d’ora ribaltano il match. Prima al 14’ minuto Cheddira con una incornata imperiosa sfonda la rete dopo una bell’azione sulla destra dei ciociari. Stadio ammutolito che inizia a vedere i fantasmi di un’altra giornata no. E di fatto i giocatori di Di Francesco si muovono bene. Non è un caso che al 27’ minuto da bella azione sulla sinistra in tre passaggi la palla arriva in mezzo all’area a Brescianini che non lascia scampo a Szczesny. Altra marcatura troppo leggerina. La Juventus però deve ringraziare la vena realizzativa del suo centravanti serbo. Dal 2 a 1 ospite giunge il pareggio appena 5’ minuti dopo. Infatti quando la palla arriva sui piedi di Vlahovic, l’attaccante ci impiega pochissimo a stoppare e tirare a giro infilando la sfera sul palo lontano. C’è tutta la ripresa per prendersi i tre punti, ma gli ospiti non si vogliono far schiacciare e per il primo quarto d’ora tengono palla e anche iniziativa. Sembra quasi una scelta dei piemontesi per aver campo e colpire in contropiede. Dopo un’ora di gioco Allegri interviene sulla squadra e inserisce energie fresche e con un Chiesa in meno che non si è mai acceso una volta il baricentro bianconero si alza di almeno dieci metri. Gli ultimi 20’ minuti sono un assalto al centrocampo del Frosinone ma il portiere ciociaro non dovrà compiere vere parate. Tra cross e calci d’angolo sono numerose le palle insidiose che viaggiano nell’area di rigore ospite. Ultimo calcio d’angolo, all’ultimo minuto di recupero concesso. Se la palla esce o viene bloccata dal portiere il match si può considerare concluso. Ma Vlahovic trasformato in uomo assist, prolunga la palla a destra dove Rugani molto defilato sul secondo palo, trafigge l’estremo difensore sotto le gambe per il 3 a 2 finale. Troppe le due reti subite e troppo pochi i tiri diretti dentro lo specchio avversario. Ma oltre ai 3 punti fondamentali per la classifica e per evitare cadute morali, c’è da sottolineare una volontà combattiva ritrovata sino all’ultimo secondo. Seppur con tanta confusione, il carattere in certe situazioni è importante e i ragazzi di Allegri lo hanno.

 

news

 


 

 

A: Verona-Juve 2-2. Un pari da -9 dallo Scudetto. E il “Diavolo” bussa alla porta

( febbraio 2024 )


Un febbraio da incubo per Allegri e i suoi ragazzi. Da una classifica che cinque partite fa recitava che i bianconeri erano anche a +1 sulla squadra di Inzaghi, ad un -7 senza appello, che dopo questo ennesimo pareggio inaspettato è divenuto un drammatico -9. Per quasi due terzi del Campionato la “Vecchia Signora” ha lottato praticamente alla pari con la capolista e anche e meglio del Milan. Ma tutto quello che di buono si era visto sembra svanito. Un maleficio? Da osservatori di calcio, diciamo assolutamente no. Bella la Juventus di Allegri, quest’anno non lo è mai stata. Grintosa, cattiva e decisa sino all’ultimo certamente sì. Eppure ha sempre fatto emergere che quando anche solo un pizzico di determinazione veniva a mancare, subiva l’avversario, a prescindere dalla sua forza. A Verona gioca con il suo 3-5-2 con l’unico intento di tornare a vincere. Tuttavia c’è da tenere presente anche la fame di punti dell’avversario. I padroni di casa che sono terzultimi ci credono eccome alla salvezza e spesso non hanno neppure giocato male le loro partite. La sfida si dimostra vivace e con la voglia di andare a fare male da una parte e dall’altra. Al 10’ minuto su corner del Verona, la difesa piemontese spazza via, ma Folorunsho trova al volo dalla distanza, un tiro da cineteca che supera all’angolino lontano un’incolpevole Szczesny. Gli ospiti accusano il colpo ma anche se con poca lucidità abbozzano alla reazione. Poco prima della mezzora giunge il colpo fortunato. In area, il tiro forte e teso a mezza altezza di Kostic, viene deviato, seppur involontariamente, ma in mode evidente da una mano di un difensore gialloblu. Dal dischetto questa volta Vlahovic scarica tutta la sua rabbia e segna riportando sul pari il match. C’è un’ora abbondante di gioco e ti attendi la grande squadra che sull’onda della forza, dell’orgoglio e del vento della rimonta della sfida alla portata, aggredisca la partita. Invece, specie in avvio di ripresa è il Verona più volte ad andare a dar fastidio dalle parti di Szczesny. Tant’è che al minuto 52’, un’azione rapida dei padroni di casa porta il portiere bianconero ad essere trafitto sul proprio palo. Ancora una volta gli ospiti, grazie anche ad un disimpegno sin troppo leggero dell’avversario, trovano la forza di pareggiare. La pressione alta bianconera intercetta palla nella trequarti veronese e in un amen la sfera giunge in area a Rabiot che con chirurgico diagonale batte Montipò. Allegri anche con i cambi prova a vincerla. Sarà in pieno recupero, che Chiesa, con un guizzo dei suo, riesce ad andare vicinissimo alla rete che avrebbe significato tanto, se non tutto. Il suo tiro sul primo palo viene deviato di piede con un grande riflesso da Montipò. Qui sta la differenza della Juventus che vinceva tutte le gare e questa che ha fatto appena due punti nelle ultime quattro uscite. La partita in sé è stata molto simile ad altre. Ma una difesa più blindata, primo non avrebbe subito due reti. Secondo, la stessa conclusione sul finale sarebbe entrata e avrebbe fatto incamerare tre punti nascondendo certe lacune di gioco. A mente fredda forse la Juventus era più in alto dei suoi reali valori e molti successi giunti nei minuti finali, non rispecchiavano l’andamento del match. Alla lunga, se non avviene una crescita di squadra, non si può campare di questo. E se l’Inter ora sembra irraggiungibile, il Milan la può ora anche superare.

 

news

 


 

 

A: Juve-Udinese 0-1. Inaspettata sconfitta, dal sapore di resa Scudetto

( febbraio 2024 )


La Juventus và a chiudere la Giornata 24 con molta pressione sulle spalle. Con tutte le altre che hanno già disputato le proprie gare, non solo i piemontesi se vogliono ancora tenere vivi i sogni Scudetto, sono costretti a vincere questo match, ma devono anche guardarsi alle spalle, dato che con i tre punti conquistati al Meazza dal Milan contro il Napoli, i rossoneri, ora bussano alla porta bianconera ad una sola lunghezza. Sulla carta l’avversario non è di quelli che farebbero urlare all’impresa batterlo, visto che i friulani, in 23 sfide, ne hanno vinte appena 2. Allo stesso tempo però la propria fisicità e compattezza, è dimostrata dai ben 13 pareggi, quindi non sono squadra così facilmente superabile. Allegri nel suo 3-5-2 deve fare a meno della sua punta principale ritrovata, ovvero Valhovic. Quindi in campo da subito Chiesa, affiancato davanti dall’esperto Milik. Danilo ancora ai box, sostituito dall’oramai quasi titolare Gatti. Sulle fasce la forza dei giovani Weah e Cambiaso. Terzetto di centrocampo titolare. L’Udinese si schiera quasi a specchio, ma i padroni di casa non partono affatto male e mettono già in avvio pressione alla retroguardia friulana, che deve affidarsi alle uscite provvidenziali del proprio portiere. Quando sembra che la “Vecchia Signora”, con la calma delle grandi squadre possa nell’arco dei novanta minuti prendersi il match, grazie ad un guizzo dei suoi giocatori, ecco che arriva il colpo che non ti aspetti. Al 25’ minuto, punizione dalla destra offensiva friulana con palla che giunge a centro area piccola. La difesa bianconera non riesce a spazzare, con Alex Sandro che colpisce male e praticamente consegna la sfera a Giannetti che fredda lo Stadium. I padroni di casa ovviamente non ci stanno e con le folate di Chiesa e Cambiaso creano i presupposti per il pareggio prima del riposo. Ad un passo Milik al tocco vincente sotto porta. Come Rabiot che chiama in causa Okoye dalla distanza. C’è tuttavia tutto il secondo tempo per i torinesi, ma allo stesso tempo anche l’avversario non starà a guardare. L’Udinese nella ripresa farà muro, non tanto a chiudersi in difesa a sperare che la sfera non entri, ma con i propri muscoli a impedire le giocate bianconere. I minuti che trascorrono inesorabili giocano a favore degli ospiti che devono solo contenere l’aggressione juventina. Due o tre giocate da rete effettivamente i ragazzi di Allegri le creano. Il colpo di testa ravvicinato di Milik fa urlare tutto lo stadio alla rete, ma è sfortunato nella sua incornata troppo perfetta e centrale che colpisce direttamente il portiere. Lo stesso Milik và effettivamente in goal, ma la sua gioia è strozzata in gola. La Var mostra che la sfera su calcio d’angolo battuto da Chiesa, esce nella traiettoria oltre la linea di fondo. Ad una decina di minuti dal novantesimo giunge l’ultima grande occasione che avrebbe non solo pareggiato la gara, ma conferito nuova linfa ed energia ai bianconeri per ribaltare la partita nei minuti finali, come è avvenuto tante volte. Ma Yildiz arriva sulla sfera crossata benissimo in centro area, un attimo troppo tardi. Non una brutta Juventus, che costruisce più che in altri match, che paga un’unica distrazione. Non avrebbe meritato la sconfitta, ma quante sfide, ha portato a casa per grinta e tenacia, ma che sarebbero stati dei pareggi per quello visto sul campo? Sfortuna sì, ma come affermerà Allegri nel post partita, la giovane età di molti porta a non saper gestire e affrontare con la giusta lucidità i momenti difficili. Per crescere bisogna anche passare da queste fasi. Nel frattempo l’Inter scappa a +7. Crederci ancora o puntare solamente ai punti Champions?

 

news

 


 

A: Juve-Empoli 1-1. Milik tradisce la “Vecchia Signora” e la rallenta

( gennaio 2024 )


Molto peggio di un’autorete. Sulla carta una gara piuttosto abbordabile, visti anche i recenti approcci alle sfide della banda di Allegri, può divenire tremendamente complicata anche solo per un episodio. Il mister toscano deve fare sempre i conti con gli indisponibili, spesso importanti, come Danilo, Chiesa e Rabiot. Straordinari per un ritrovato e tirato a lucido Vlahovic affiancato in attacco dall’esperto Milik. E’ proprio il serbo da calcio da punizione piuttosto lontano a scaldare lo stadio e anche i guantoni di Caprile in apertura. La Juventus vuole i tre punti per sfruttare il momentaneo vantaggio in classifica sull’Inter che ha in questo momento due partite in meno da recuperare e in virtù proprio dello scontro diretto alla prossima Giornata. Ma poco dopo il quarto d’ora in una palla vagante in mezzo al campo per troppa generosità l’ex centravanti del Napoli si avventa sulla sfera in fase di rientro con troppa foga in scivolata. Fallo e cartellino giallo immediato. La Var, però richiama l’arbitro evidenziando l’entrata a piede a martello sulla gamba dell’avversario e la conseguente mutazione del giallo in rosso diretto. Padroni di casa con l’uomo in meno. Allegri non cambia assetto tattico e il serbo davanti deve cavarsela da solo, con qualche bozza d’aiuto dai saltuari inserimenti dei centrocampisti. Un match che i bianconeri avevano in piena gestione diviene un bel rompicapo. I toscani affamati di punti salvezza, prendono coscienza della possibilità di uscire da Torino con qualcosa e sfruttano la superiorità numerica con un buon possesso palla non solo fine a se stesso, ma per aggirare ai fianchi la Juventus e cercare di andare dalle parti di Szczesny che infatti prima del riposo deve intervenire su due belle conclusioni degli ospiti. Prima della pausa caffè, è Miretti con un suon inserimento ad andare vicino alla rete, ma il suo tiro non inquadra la porta e termina molto alto. I padroni di casa hanno faticato a gestire il campo con l’uomo in meno lasciando troppa iniziativa ai toscani. Gara difficile che i piemontesi possono, stando così le cose, risolvere a proprio vantaggio, più con l’episodio che con il gioco manovrato. Come da un calcio da fermo. 5’ minuti del secondo tempo e ciò avviene. Calcio d’angolo dalla destra d’attacco bianconera e la palla carambola in mezzo all’area piccola proprio dalle parti di Vlahovic che è bravo e lesto in mezza volè a battere di rabbia in rete. La Juventus si compatta ancora di più e il serbo si carica davanti ogni palla vagante e rientra facendo a sportellate con tutti cercando di aiutare anche i compagni in mezzo al campo. L’Empoli tiene l’iniziativa ma non trova varchi, almeno sino al minuto 70’, quando Baldanzi dal limite dell’area trova un tiro rasoterra che pare sporco e neppure troppo forte. Allo stesso tempo è preciso e velenoso, passando tra una selva di gambe di giocatori che ostruiscono la visuale a Szczesny, che abbozza il tuffo ma non può che guardare la sfera insaccarsi all’angolino basso alla sua sinistra. Situazione di parità. Allegri immette energie fresche ma l’unico che crea qualche brivido con le sue serpentine in area empolese è il giovane turco, ma nulla di più. Anzi, per spingersi alla ricerca della vittoria, i padroni di casa sul finale rischiano pure la sconfitta per un paio di contropiedi micidiali che Weah e Szczesny, frenano all’ultimo. Ha ragione Allegri, non si può pretendere sempre e comunque di vincere. Certo che anche in inferiorità di un uomo, in casa contro la penultima della Serie A, qualcosa di più dalla squadra che è in vetta ti attendi. Un pareggio non preventivato, ma è nel bello del Campionato lungo. Talvolta arrivi al successo in sfide dove non te lo aspetti e altre volte avviene il contrario.

 

news

 


 

A: Lecce-Juve 0-3. Ancora Vlahovic e Allegri è in testa

( gennaio 2024 )


Questa Juventus non è più da diverse partite quella che vinceva le sfide senza convincere pienamente. Una rete e poi tutti a difenderla, anche rischiando più del necessario. Il concetto di bunker inespugnabile rimane, ma la volontà di proporsi di più e a prescindere dal vantaggio acquisito è in netta crescita. A Lecce, complice la saltata gara della capolista per impegni di SuperCoppa Italiana, che ha arrestato così ben otto squadre di Serie A, può portare la “Vecchia Signora” in testa da sola. I pugliesi non si trovano in una situazione di classifica drastica, ma hanno racimolato appena un punticino nelle ultime quattro uscite, quindi non vogliono fare da comparsa, specie davanti al proprio pubblico, anche se dinanzi devono affrontare la corazzata piemontese. Di fatti i padroni di casa tengono botta con impegno, corsa e anche disciplina per tutto il primo tempo, creando qualche fastidio dalle parti di Szczesny e lasciando un paio di opportunità sporche davanti agli avversari. Tuttavia i leccesi non hanno fatto i conti con la stella ritrovata in attacco di Allegri, che per inciso, nella quale il mister toscano non ha mai smesso di crederci anche quando sbagliava reti facili a porta vuota. Con Chiesa ancora non a disposizione, ad affiancare il serbo davanti c’è il giovane Yildiz, dal primo minuto. Dopo quasi un quarto d’ora dall’inzio del secondo tempo, da una ripartenza ben orchestrata da McKennie, uno dei migliori nella prima frazione e anche negli ultimi match, porta l’attaccante turco al tiro. Falcone respinge come può lateralmente e i bianconeri sulla propria sinistra offensiva riconquistano la palla e la scodellano a destra in area trovando la girata sporca in mezza volè di prima di Vlahovic che lascia Falcone piantato a terra e incredulo a vedere l sfera insaccarsi alle proprie spalle. Partita stappata da parte della nuova capolista che non intende fermarsi e dopo neppure una decina di minuti ecco giungere il raddoppio. Cross di Kostic dalla destra e Mckennie trova l’angolo opposto e la palla che sta quasi per insaccarsi a fil di palo, viene comunque sospinta in rete dalla scivolata del serbo che firma così la propria doppietta. Su corner a 5’ minuti dal novantesimo, di testa la chiude definitivamente Bremer. Una gara giocata con sapienza, forza e solidità con la tranquillità di chi sa che prima o poi riuscirà a fare proprio il match, da parte dei ragazzi di Allegri. Il gioco stesso è in netto miglioramento e la facilità con la quale ultimamente la squadra non giunge più al successo con un misero goal di scarto ne è la miglior testimonianza. Ora l’Inter dovrà recuperare la sfida dell’undicesima giornata e se vorrà riprendersi la testa della Serie dovrà conquistare per forza i tre punti e contro un’Atalanta in gran forma, non sarà semplice. Nel gioco di guardie e ladri, ora la pressione di Allegri è girata tutta ad Inzaghi. Questa Juventus non è facile da spostare dal trono, una volta che lo conquista definitivamente.

 

news

 


 

A: Juve-Sassuolo 3-0. Juve d’assalto a caccia della vetta

( gennaio 2024 )


Dopo la vittoria dell’Inter di qualche giorno fa, il distacco dalla capolista era momentaneamente salito a 5 punti. La Juventus che oramai non si nasconde più di tanto, vuole tornare ad una distanza minima per mettere la pressione giusta al momento giusto. Ecco perché il 3-5-2 bianconero parte bene ed aggressivo, ma molto compatto. Il Sassuolo gioca aperto senza barricate come è nelle sue corde, tant’è che è stata l’unica squadra nel Girone di Andata a battere la “Vecchia Signora”, al pari della “Beneamata”. Ma questa Juventus è diversa da quella di inizio autunno. E’ molto decisa e consapevole delle sue qualità. Ecco che infatti, prima del quarto d’ora gli emiliani escono male palla a terra sulla loro corsia sinistra all’altezza della mediana. In due passaggi i padroni di casa si trovano davanti all’area biancoverde. Spostato sulla destra poco fuori dalla linea dell’area di rigore, Vlahovic si porta il pallone sul sinistro e traccia un tiro a giro in stile Berardi che trova Conisgli non pronto e troppo fuori dalla porta. Il portiere emiliano sfiora la sfera che si insacca alle sue spalle. La gara è in discesa per i piemontesi e la controllano senza grosse difficoltà. Szczesny verso la mezz’ora dovrà solo stendersi bene alla sua sinistra per respingere lateralmente una bordata da fuori. Poco dopo però giunge la perla da fermo del marcatore. Punizione sulla destra d’attacco juventina, fuori dall’area. Parte il sinistro di Vlahovic che disegna una parabola a scendere forte e a giro che mira il pallone verso l’incrocio. Consigli nuovamente pare in ritardo e scomposto sulla smanacciata e non riesce ad evitare il raddoppio. Nella ripresa gli emiliani provano a riaprire il match e quasi Berardi, dopo una bella azione costruita in velocità dagli ospiti, partiti dalla propria trequarti, ci riesce. Tuttavia, non ha fatto i conti con Szczesny che respinge la sua bordata con grande maestria. I cambi di Allegri conferiscono ancor più gamba ai piemontesi, e come al solito Chiesa nelle sue galoppate offensive mette sempre in apprensione la retroguardia avversaria. Proprio l’esterno d’attacco ex viola, sigla la chiusura definitiva delle ostilità raccogliendo un passaggio laterale di Locatelli e trafiggendo Consigli ancora una volta vicino alla parata ma sfortunato nell’evitare la terza rete. Una buona Juventus, trascinata dai suoi attaccanti titolari, ad ogni gara dimostra una crescita di collettivo e solidità. Anche il gioco, spesso molto criticato, mostra progressi e le tre reti dopo le ben dieci segnate tra ottavi e quarti di Coppa Italia, sono lì a dimostrare che è una squadra che non si accontenta più di segnare prima o poi una rete e successivamente difenderla. Un’ottima risposta alla capolista. Anzi, considerando lo stop dell’Inter per via della Supercoppa Italiana, il prossimo turno i bianconeri potrebbero trovarsi virtualmente in testa se vincessero a Lecce. La pressione sulla formazione meneghina guidata da Inzaghi aumenterebbe non poco al ritorno in Campionato contro la Fiorentina.

 

news

 


 

C.I.: Juve-Frosinone 4-0. 4 Goal per festeggiare le 400 panchine di Allegri

( gennaio 2024 )


Traguardo non da tutti per il tecnico della “Vecchia Signora”. Con questo quarto di Finale di Coppa Italia, mister Allegri, firma le sue ben “quattrocento” panchine a dirigere la Juventus. Solo Trappattoni e Lippi hanno numeri maggiori. Ma si sa che per il mondo bianconero “Vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta”, quindi al terzo anno della sua seconda stagione, è ora anche per Allegri dopo i ben 5 Scudetti e 3 Coppa Italia vinte a Torino, riprendere ad arricchire la bacheca. Quale occasione migliore, questa visto che per giungere alla semifinale della Coppa Nazionale, dove già attenderà la Lazio dopo Pasqua, c’è l’ostacolo Frosinone. Non certo insormontabile, ma ostico e non privo d’insidie. Chiedetelo ai Campioni d’Italia in carica, che sono stati eliminati subito agli ottavi con un secco poker. Tuttavia il Napoli di questa stagione, al suo secondo allenatore, non è neppure lontano parente di quello ammirato ovunque l’anno scorso. Nel suo 3-5-2, con un occhio anche alla lotta con l’Inter in Campionato, Allegri inserisce qualche seconda linea, come Perin in porta, Gatti in difesa, Weah in fascia a centrocampo e soprattutto Milik e Yildiz davanti. Locatelli in regia e Miretti e Mckennie a proteggergli i fianchi. E’ proprio il giovane interno italiano all’8’ minuto a penetrare in area ed essere abbattuto in scivolata. Milik ringrazia e dal dischetto spiazza Cerofolini. I padroni di casa controllano e gli ospiti nel loro pur offensivo 3-4-3 produrranno un paio di tiri telefonati per Perin. Nessun problema per i bianconeri che hanno il possesso palla, ma anche un evidente padronanza della situazione e quando al 38’ minuto dalla propria metà campo, il marcatore sin qui del match, dalla destra sventaglia avanti a sinistra per Mckennie, l’americano da fuori area, temporeggia, finta e poi disegna un assist a palombella degno di Pirlo, che premia l’inserimento dello stesso Milik che davanti al portiere, tutto solo lo beffa con un tunnel. Gara chiusa, e se non lo fosse ci pensa dopo solo 3’ minuti della ripresa, Locatelli. Azione avviata dal basso dal portiere ospite che lascia la palla al limite dell’area al suo compagno ma nessuno si avvede che Locatelli è venuto a pressare altissimo, ruba palla e appoggia a Milik per la sua tripletta. Frosinone fuori partita e al 61’ minuto, dalla destra, nuovamente Mckennie ha tutto il tempo dalla trequarti avversaria, di alzare la testa e crossare perfettamente nell’area piccola a sinistra dove Yildiz può sfoggiare la sua tecnica e al volo, in mezza sforbiciata calare il poker sulla gara. Girandola di cambi per far giungere il novantesimo, ma già nel primo tempo era chiaro che la sfida fosse segnata. Troppo sul pezzo questa Juventus per distrarsi e regalare un possibile trofeo d’alzare ad altri. Troppo fragile e poco grintoso il Frosinone. Bella e matura con seconde linee giovani e non che non sono più riserve. Utilizzate con una certa continuità, sono figure titolari che ampliano il raggio di scelta all’allenatore. Con la semifinale presa, ora Allegri e giocatori si ripiomberanno nella caccia all’obiettivo grosso, Inter permettendo.

 

news

 


 

A: Salernitana-Juve 1-2. In pieno recupero Vlahovic regala vittoria e pressing alla capolista

( gennaio 2024 )


Era stato profetico mister Allegri, quando dopo la schiacciante vittoria per 6 a 1 contro i granata tre giorni prima, aveva dichiarato che a Salerno sarebbe stata tutta un’altra storia. Di fatto anche in questa sfida la “Vecchia Signora”, si è trovata a rincorrere l’avversaria. I padroni di casa partono forte perché all’ultimo posto hanno fame di punti e nell’ultimo periodo hanno trovato consapevolezza dei propri mezzi e fiducia per la permanenza anche la prossima stagione nella massima categoria. Così la retroguardia bianconera è messa non alle strette, ma impegnata certamente. Senza Chiesa i piemontesi perdono un po' di furore e carica agonistica, oltre che imprevidibilità. Gli ospiti hanno un buon possesso palla, ma piuttosto sterile e per i campani non è impresa titanica bloccare le avanzate bianconere. Vlahovic si muove ma non è servito e Yildiz probabilmente sente il peso della maglia da titolare. Così una bella azione corale sulla destra offensiva campana, vede i due a sinistra di Allegri in ritardo sulla chiusura. Al limite dell’area juventina, la Salernitana gira bene la palla e velocemente e Maggiore al 39’ minuto la piazza a giro dove Szczesny, non può giungere. Se in Coppa Italia i granata erano andati avanti per evidente regalo juventino, qui la storia è differente. La Salernitana è avanti perché è stata più cattiva quando si è proposta in azione d’attacco. Allegri inserisce forze fresche subito uscendo dagli spogliatoi, ma il regalo più grande lo commette Maggiore che per generosità, dopo 7’ minuti del secondo tempo, commette un fallo evitabile, sulla doppia finta di Rabiot. Cartellino giallo, che sommato al precedente fa anticipare il rientro negli spogliatoi all’autore del vantaggio granata. In inferiorità numerica i padroni di casa aumentano i giri del motore e cercano di compensare rimanendo corti e non chiudendosi troppo. La manovra juventina diviene più veloce e ampia e proprio al 65’ minuto, utilizzando tutta l’ampiezza del rettangolo di gioco, la palla girando da destra verso sinistra, trova Iling da solo in area, che scaraventa di rabbia il pallone in rete per il pareggio. Ovvio che la Juventus cerchi con insistenza ora la rete dei tre punti ma i padroni di casa non si limitano a difendere e ci provano anch’essi con un paio di sortite. Quando oramai la caparbietà campana sembra che li abbia premiati, un’uscita difensiva a sinistra della difesa della Salernitana, porta al cross perfetto in centro area dove Vlahovic sale al cielo e incorna magnificamente per il 2 a 1. Siamo già nei minuti di recupero, il tempo preferito per i punti pesanti della squadra di Allegri e i tre punti sono arrivati. Per la Juventus è stata dura, ma la distanza dalla rivale davanti così è rimasta minima e vi è ora tutto un Girone di Ritorno da disputare.

 

news

 


 

C.I.: Juve-Salernitana 6-1. La “Vecchia Signora” si scopre giovane e vincente

( gennaio 2024 )


L’obiettivo grosso del Mondo bianconero, per quanto non venga ammesso, è la caccia al Campionato, ma contro la Salernitana in casa c’è l’ottavo di Coppa Italia. Allegri sceglie la strada via di mezzo tra la squadra titolare e le seconde linee. Nel 3-5-2 spazio ad un attacco di qualità ed esperienza con Milik e Chiesa. Rabiot e Locatelli a far girare bene Cambiaso, Miretti e Illing. I tre centrali davanti a Perin sono Rugani, Gatti e il capitano Danilo. I campani provano il colpaccio al primo minuto e ringraziano il retropassaggio di Gatti in mezzo all’area che serve il pallone a Ikwuemesi, che da solo davanti a Perin non sbaglia. I ragazzi di Allegri si guardano sbigottiti, ma tutt’altro che demoralizzati. Così trascinati da un Chiesa in formato “Mondiale”, l’ex Viola, brucia avversari sia a destra che a sinistra. Da una sua iniziativa arriva al 12’ minuto un suo traversone dalla sinistra che trova l’appoggio di testa di Cambiaso a destra in mezzo all’area per l’accorrente Miretti che in mezza scivolata porta subito al pareggio. Gatti vuole rimediare alla svista e quasi si procura un rigore, ma la Var mostra che è solo una punizione dal limite. Poco importa, al 34’ minuto si ribaltano i ruoli e da cross dalla destra è Cambiaso in area a sinistra in mezza volé a ribaltare il match. La Salernitana perde ardore e quasi prima del riposo giunge la terza rete, ma è bravo il portiere granata. 3 a 1 chè è rimandato al 54’ minuto, quando su corner, la risposta corta del portiere su colpo di testa di Danilo arriva praticamente addosso a Rugani, che la butta dentro. Con la gara in mano Allegri inserisce altri giovani di belle speranze che lo ripagano ampiamente. Ad un quarto d’ora dal novantesimo giunge anche il più classico degli autogoal e quando la partita sul 4 a 1 pare finita a 2’ minuti dal novantesimo è Yildiz che con una serpentina in area sulla sinistra salta due avversari, con un’altra finta supera un altro difensore e con un tiro secco a incrociare sul primo palo segna il 5 a 1. Gran perla, quasi a livello di quella di Weah che, in pieno recupero, con un tiro da fuori trova l’angolino alla sinistra di un impietrito Fiorillo. 6 a 1 finale che certifica la voglia e la qualità della rosa juventina. Giovani di alto spessore quasi pronti per il grande palcoscenico ed una costanza di utilizzo. La Coppa Italia è stata l’antipasto per la prossima di Campionato, per la sfortuna della Salernitana che sarà ancora la rivale della “Vecchia Signora” domenica. L’Inter è avvisata.

 

news

 


 

A: Juve-Roma 1-0. Corto muso per accorciare sull’Inter

( dicembre 2023 )


L’obbiettivo della Juventus, dopo il pareggio della capolista, era solo uno. Quello di vincere ed accorciare a sole due lunghezze sull’acerrima rivale che attualmente le sta dinanzi. A Torino è salita la Roma, squadra ostica e poco prevedibile. Sicuramente sulla carta i due davanti che schiera Mourinho fanno paura, tra Lukaku e il grande ex Dybala. Ma questa Juventus di Allegri, giunto al suo terzo anno sulla panchina per la seconda volta, pur non farcita di campioni internazionali, ha dimostrato sul campo di essere tosta. Bianconeri e giallorossi si schierano entrambe con un 3-5-2 e la partita si dimostra subito piacevole. La Roma con Cristante con una sua conclusione da fuori prende il palo e grazia Szczesny che non ci sarebbe arrivato. Entrambe provano a cercare la via della rete. Vlahovic è bravissimo in area a resistere al suo marcatore. Si gira e piazza un tiro pericolosissimo a due passi da Patricio. Sulla traiettoria si intromettono due difensori. Anche Yildiz ci prova con una sua percussione, ma il tiro è strozzato. Quando sembra che una conclusione bianconera dal limite dell’area stia per insaccarsi, con Patricio battuto, la testa di un difensore giallorosso, salva sulla linea. Partita aperta nel primo tempo con i padroni di casa comunque più pericolosi ma si entra negli spogliatoi sul pari a reti inviolate. Situazione che dura un niente nella ripresa. Due minuti e la Juventus parte cattiva a sinistra. Rabiot scambia con Kostic che vince un rimpallo e rilascia al limite nuovamente al francese che si appoggia su Vlahovic che di tacco lo smarca davanti a Patricio. Rabiot, che fa solo reti pesanti, non sbaglia e porta avanti la “Vecchia Signora”. Ora la Roma è costretta a fare la gara apertamente se non vuole perderla e questa è la situazione preferita dai bianconeri che aumentano il livello di aggressività e concentrazione. In un tutto il secondo tempo l’unico brivido lo proverà Szczesny, quando un tiro d’esterno dalla destra da parte di Dybala uscirà di poco dallo specchio. Gatti, Bremer e Danilo aiutati da un vero e proprio muri a centrocampo, non faranno passare uno spillo. Lukaku per tutta la sfida non è stato pervenuto e il merito và ascritto all’ottimo sistema difensivo costruito da Allegri. Milik e Chiesa entrati nella ripresa sono l’arma per chiudere anche la gara. Con gli ospiti che devono aggredire l’area bianconera propongono praterie nelle ripartenze. Al minuto 83’, Chiesa a sinistra se ne và alla sua maniera e offre a Mckennie la palla del 2 a 0, che però fallisce. Poco importa, per l’ennesima volta alla Juventus basta una sola rete e una difesa d’acciaio per portare a casa la vittoria. Ora l’Inter è solo a 2 punti di vantaggio e il “Titolo d’Inverno”, simbolico ma esaustivo della situazione, è tutto da assegnare alla Befana.

 

news

 


 

A: Frosinone-Juve 1-2. Vlahovich entra e regala il goal vittoria per rimanere in scia Inter

( dicembre 2023 )


Seconda trasferta consecutiva per la “Vecchia Signora”, quasi dello stesso livello d’insidiosità avuta a Marassi contro il Genoa. Contro una piccola ma non troppo, che gioca a calcio e che non con l’acqua alla gola per punti, è libera di testa e può fare la sua partita senza avere troppo da perdere. Allegri nel suo 3-5-2 sempre molto coperto, deve fare sempre la conta degli assenti, e purtroppo inserirvi anche il Federico Chiesa che è sempre quello che è capace d’innestare la marcia in più per i suoi compagni. Si affida allora all’esperienza di Milik davanti e la freschezza e la tecnica sopraffina del giovanissimo Yildiz. Ed ha ragione il mister toscano. Come sempre sorniona la Juventus concede campo per farsi aggredire, senza rischi e poi ripartire. Al 12’ minuto ecco che dalla sinistra il talento in erba punta in area tre difensori del Frosinone come nulla fosse. In un fazzoletto li supera come birilli e sul primo palo non lascia scampo a Turati. I piemontesi, come da copione, si portano avanti e gestiscono il match forti di una difesa titolare ritrovata, anche se al 27’ minuto per infortunio Sandro deve lasciare il rettangolo di gioco. Al suo posto Allegri può contare su un sempre pronto Gatti, quindi i bianconeri non ne risentono troppo. Tuttavia il centrocampo degli ospiti inizia a non riuscire più tenere palla e filtrare come prima. Merito della pressione dei padroni di casa che aumenta e mette in difficoltà il sistema difensivo juventino. Dal rientro dagli spogliatoi il Frosinone parte ancora più convinto ed una bella azione sulla destra mette in luce la staticità dei ragazzi di Allegri che si fanno perforare da un bel taglio in area, che premia l’inserimento senza palla di Baez che supera con il suo tiro l’uscita disperata di Szczesny. Allegri subito dopo opera un triplo cambio e tra questi la carta Vlahovic, senza privarsi della saggezza tattica di Milik in fase offensiva. Il Frosinone, complice anche gli enormi sforzi dovuti affrontare nella storica vittoria agli ottavi di Coppa Italia ai danni dei Campioni d’Italia in carica, calano nell’ultimo quarto d’ora. La Juventus prende campo e iniziativa totale con i padroni di casa che non hanno più energie per reggere la pressione. Prima al volo dal limite, McKennie prende in pieno la traversa a Turati battuto, poi al 81’ minuto, l’americano, è lasciato completamente libero di crossare dalla destra e trovare il colpo di testa, veramente bello ed efficace per elevazione e coordinazione, di Vlahovich. Nuovamente i bianconeri davanti e Vlahovic và ancora in rete in una rapida ripartenza, ma la Var lo pesca in leggerissimo fuorigioco. Ma non occorre una sua doppietta alla Juventus per portarsi a casa i tre punti e tornare a mettere pressione all’Inter che dovrà ancora scendere in campo.

 

news

 


 

A: Genoa-Juve 1-1. Partita all’inglese e Juve rallentata da un bel Genoa

( dicembre 2023 )


Nuovamente i bianconeri giocano una gara di Campionato in anticipo rispetto alla rivale nerazzurra. Obiettivo della “Vecchia Signora”, manco a dirlo, è la vittoria. I tre punti non solo permetterebbero ai piemontesi di scavalcare la “Beneamata” e rubarle la vetta della Serie A, ma anche e sopratutto, metterle la pressione addosso. 3-5-2 di Allegri che scende nel catino di Marassi, subito in modo agguerrito, con tanta pressione e corsa. Il Genoa di Gilardino non commette l’errore di altre squadre e non và a prendere gli ospiti nella propria metà campo, per non lasciare voragini in ripartenze, dove Chiesa e compagni potrebbero fare male. La Juventus con la vivacità di Cambiaso e Chiesa combatte su ogni pallone e prima Chiesa spara da zona molto defilata addosso al portiere guadagnando un angolo, e poi, sempre dalla destra, offre un interessantissimo traversone basso, dove Vlahovic arriva in anticipo bene sotto porta sul suo marcatore, ma la palla sorvola la traversa. Dato che i torinesi faticano a trovare spazi, ci pensano i liguri a dare una mano. In un disimpegno errato davanti alla propria area, regalano letteralmente la sfera agli ospiti che in una frazione di secondo, lanciano Chiesa in area che viene abbattuto dal portiere in uscita disperata. Lo stesso Federico, visto gli ultimi rigori mal battuti da Valhovic, si presenta sul dischetto e spiazzando il portiere, porta avanti i suoi. Ancora una volta la squadra di Allegri si porta in una gara avanti e può gestire il suo bunker cercando di colpire per chiudere la sfida. I padroni di casa non si smarriscono e per poco su di un cross arretrato in area non arrivano al tiro a colpo sicuro, ma Kostic chiude bene la traiettoria al genoano. Tuttavia, i liguri dopo pochissimi minuti dal rientro dagli spogliatoi, trovano il pareggio a seguito di un azione caparbia nell’area bianconera. La sfida si accende di duelli, specie a metà campo. La Juventus vuole vincere e Chiesa dà la carica ai suoi compagni per corsa, ferocia e intensità. Allo stesso tempo i liguri non vogliono perderla e non si rinchiudono nella propria metà campo, ma affrontano senza timori ogni avversario sull’uno contro uno, in ogni zona del campo. Una bella battaglia sportiva dove la determinazione è pari da entrambe le parti. Arriva il momento degli ultimi minuti, che nelle ultime uscite hanno portato bene ai torinesi, ma all’88’ minuto questa volta, sempre su calcio d’angolo, è bravo il portiere a sventare la rete del vantaggio su colpo di ginocchio di Bremer. Non sempre c’è Gatti che la risolve e la Juventus esce con un solo punto da questa trasferta. A differenza del Monza e non solo, Allegri ha trovato una rivale che non ha mollato sino al fischio finale e bisogna dar merito anche agli avversari se sono bravi a ostacolare i tuoi piani. Ora l’Inter potrà allungare, ma è attesa da una trasferta tutt’altro che abbordabile visto che è a casa di Sarri.

 

news

 


 

A: Juve-Napoli 1-0. Juve ancora in testa con Gatti e solidità incrollabile

( dicembre 2023 )


Il duello a distanza continua tra le due eterne rivali che si contendono la prima piazza a suon di difese impenetrabili. I Campioni d’Italia in carica, dopo la cocente sconfitta subita al Maradona da parte dei nerazzurri, con successive polemiche per un paio di decisioni arbitrali non favorevoli, salgono a Torino per riprendere quota in classifica. 4-3-3 aggressivo da subito per Mazzarri, che per i primi 10’ minuti mette lì i bianconeri. Allegri ha previsto l’avvio rabbioso dei partenopei e ha allestito un 3-5-2, a suo modo, molto attendista ma ha la sorpresa sempre pronta nelle ripartenze fulminee e le palle da fermo. All’inizio giungono cross insidiosi dalle parti di Szczesny, vedi una parata della sfera sulla linea e anche un tiro a giro di Politano che esce di poco. Ma come volevasi dimostrare, eccola lì la “Vecchia Signora” zitta e laboriosa che fa sfogare l’avversario, gli fa credere di avere in mano la partita e di poter gestire tutto il campo, quando Chiesa sfugge a sinistra, supera mezza retroguardia azzurra e porge la palla a Vlahovic con la porta spalancata. Il serbo si fa stoppare la conclusione, mangiandosi una rete già fatta. Gli ospiti prendono paura e dietro sbandano vistosamente ma sono loro in un contropiede ben gestito da Osimhen a mangiarsi il goal del vantaggio con Kvara che con Szczesny in uscita disperata, non riesce a dosare il pallonetto. Ancora Napoli, che con un batti e ribatti in area juventina la sfera giunge all’attaccante partenopeo che però spara in porta senza mirare bene e in caduta Szczesny para con la mano di richiamo in contro tempo. Si chiude quindi un primo tempo vivacissimo dove entrambe hanno cercato, ciascuna alla propria maniera, di prevalere sull’altra. Eccola al 5’ minuto della ripresa la Juventus di Allegri, nel pieno del suo DNA. Da rimessa laterale sulla fascia destra offensiva, quasi all’altezza della bandierina, giunge un delizioso, quanto preciso traversone sul palo lontano che trova Gatti saltare troppo facilmente e insaccare sul palo dove Meret impietrito a terra può solo guardare la sfera andare dentro la propria porta. La trasformista si mette ancor più i panni del lavoratore di fatica ed erge un muro che Mazzarri per 40’ minuti e oltre non riesce neppure a scalfire. A 20’ dal termine gli ospiti vanno anche in goal, su regalone di Szczesny, ma quando la palla giunge ad Osimhen, l’attaccante è in nettissimo fuorigioco. Poco importa che a dar manforte al Napoli giungano anche Raspadori e Simeone, sino al fischio finale Szczesny, non dovrà effettuare neppure una mezza parata. Esemplare il Chiesa che con grande umiltà chiude ovunque anche come terzino. Nuovamente un altro grosso ostacolo superato da parte della laboriosa Juventus di Allegri, sempre più convinta della sua forza e solidità e primo posto riconquistato. Ulteriore pressione messa all’Inter di Inzaghi che domenica sera non potrà permettersi errori se vorrà essere a fine della 15°Giornata la capolista incontrastata.

 

news

 


 

A: Monza-Juve 1-2. Compattezza bianconera sino all’ultimo secondo

( dicembre 2023 )


La scorsa stagione il Monza fu una bestia nera per la squadra di Allegri, ancor peggio del Sassuolo. Di certo la “Vecchia Signora” non vuole ricascarci, anche perché dopo il derby d’Italia, è chiara la convinzione dalle parti della Continassa, che si può lottare sino alla fine per la conquista del Campionato. E dopo appena 5’ minuti, il cross di Kostic trova Cambiaso anticipare in area il suo marcatore che lo abbraccia procurandone la caduta ed il conseguente rigore. Dal dischetto però Vlahovic si fa ipnotizzare dal bravo portiere brianzolo, veramente prodigioso sia sul tiro che sulla ribattuta. La gioia dei monzesi dura però meno di un minuto, dato che dagli sviluppi del calcio d’angolo conseguente al rigore sbagliato, Rabiot di testa è veramente imperioso su Gagliardini e porta avanti gli ospiti. Il Monza tiene palla, ma gli ospiti sono a dir poco aggressivi e compatti. Tant’è che non arrivano mai al tiro, mentre per due volte, gli stessi piemontesi vanno vicinissimi al raddoppio prima del riposo. Nella ripresa il Monza accelera le giocate, ma davanti alla trequarti bianconera sbatte contro un vero e proprio muro. Non è una trincea ad oltranza quella torinese, ma una pressione bassa. Che la palla tra i piedi dei lombardi giri da destra a sinistra, il possessore della sfera, si trova subito un bianconero addosso. Quindi i brianzoli hanno un grandissimo possesso palla, praticamente totale, ma per mancanza di guizzi personali di alto livello, ma soprattutto per la bravura difensiva dei ragazzi di Allegri, non giungeranno mai al tiro. Szczesny non si sporcherà mai i guantoni, neppure in pieno recupero quando un cross insidioso dalla destra offensiva del Monza da parte del giovane argentino Carboni, si trasforma in un tiro. Beffardo il traversone si tramuta in un tiro goal. La sfida è praticamente chiusa con i padroni di casa in pieno festeggiamento per il pareggio raggiunto. Ma non hanno fatto i conti con la squadra che per antonomasia ha il nel proprio DNA, la voglia di lottare e cercare la vittoria sino all’ultimo. Infatti i bianconeri battono da centrocampo e in due passaggi si trovano Rabiot che punta da esterno l’area avversaria, con convinzione supera il proprio marcatore troppo leggero nel contrasto, e giunto sul fondo linea scarica rasoterra a centro area. Raccoglie Gatti che prima liscia clamorosamente, ma così facendo mette fuori causa il difensore davanti e sulla seconda possibilità scaraventa con rabbia la palla in rete per il nuovo vantaggio juventino. Il Monza è a terra, ma Carboni ci riprova ancora da fuori, ma non inquadra lo specchio. Partita terminata e Juventus con grande combattività e concentrazione non solo vince, ma si prende ancora una volta, momentaneamente, la testa della Serie A. Mettendo forte pressione alla rivale nerazzurra che sarà impegnata nella difficile trasferta al Maradona. Il non gioco di Allegri, così in molti lo definiscono, porta giocatori non di altissimo livello tecnico, come proprio Gatti, a dare il massimo sempre. Così giunge la decima vittoria su quattordici partite.

 

news

 


 

A: Juve-Inter 1-1. Derby d’Italia pari in tutto, anche nel rispetto

( novembre 2023 )

 

Questa è una di quelle gare, che puoi definire, in ambito Nazionale, la gara. Un duello storico tra due rivali che non si amano, ma che si rispettano. In campo si è visto sopratutto questo. I nerazzurri, con una squadra dal punto di vista dell’organico senza dubbio molto più completa, in ogni reparto rispetto ai bianconeri, è destinata a dover vincere lo Scudetto, quindi le pressioni, per quanto Marotta e Inzaghi cerchino di scaricarle altrove, sono tutte sui meneghini. La Juventus, con tante mancanze in rosa per svariati motivi, è qualitativamente inferiore ai lombardi, ma senza le Coppe, sono lì, a soli due punti dalla capolista. Ritorno dalle Nazionali con alcune ulteriori defezioni, vedi Locatelli da una parte e Sanchez dall’altra, ma anche qualche recupero, come Vlahovic e Cuadrado. Disposizione tattica speculare con un 3-5-2 più propositivo quello interista e più di ripartenza quello bianconero. Ciò che si nota subito dall’avvio, sono i padroni di casa che pressano con forza immediatamente alti, senza però scoprirsi, mentre gli ospiti tengono sfera e palleggiano a basso numero di giri. La gara è intensa, ma non ricca di colpi di scena. Una conclusione a giro bianconera che esce di non molto dallo specchio e un un colpo di testa che Szczesny si trova tra le braccia. Le difese annullano ogni spunto offensivo del rivale e non potrebbe essere altrimenti, visto che non solo sono le meno battute della Serie A, ma tra le migliori del Continente. Ci vuole una sbavatura per permettere a una o l’altra di far veramente male. Eccola la prima quando Dumfries, al 27’ minuto, stoppa male allungandosi la palla in mezzo al campo. Vlahovic, in gran spolvero questa sera per corsa e abnegazione tattica, recupera e apre a sinistra benissimo per il compagno di reparto. Chiesa sulla fascia brucia l’erba e prende spazio su Darmian con Barella che cerca di riprenderlo. Giunto quasi sul fondo, intelligentemente serve un assist arretrato rasoterra che altrettanto saggiamente vede Vlahovic raccoglierlo, avendo diminuito la propria corsa e battere sul palo lontano di piatto, Sommer. Juventus in vantaggio e si sa che è difficile recuperare sulle squadre di Allegri. Ma occorrono appena 5’ minuti all’Inter per pareggiare. Bellissima l’azione, iniziata da Sommer che apre a destra per Darmian, che a sua volta passa a Barella sulla corsia, che lancia perfettamente Thuram sempre sul binario destro. Thuram brucia Bremer e giunto perpendicolarmente all’altezza dell’area bianconera traccia un assist rasoterra al bacio, per il movimento smarcante di Lautaro su Gatti. Il “Toro” di prima la mette sul palo lontano dove Szczesny, non può giungere. Le uniche vere azioni da rete della gara. Da qui sino al fischio finale non si è visto nessuno dei due portieri adoperarsi in parate. Attenzione, le due squadre non hanno tirato i remi in barca, ma piuttosto c’è stato come un rispetto reciproco e consapevolezza della pericolosità dell’altro. Non è prevalsa la paura di perdere. La combattività è rimasta altissima sino alla fine, ma in ogni zona del campo è sempre prevalsa la fase difensiva dell’avversario. Forse in tanto equilibrio tattico, agonistico e strategico, è mancato il guizzo del singolo, della giocata imprevedibile in stile Dimarco che sgancia un pallonetto da metà campo. Ma il risultato è giusto e complimenti sopratutto alla Juventus di Allegri che con tanti giocatori non di primissimo livello, ha tenuto testa ampiamente ad una corazzata che sa giocare a calcio e ha un centrocampo di livello europeo. Inter e Juventus rimangono quindi prima e seconda e tutto è rimandato probabilmente al Girone di Ritorno.

 

news

 


 

A: Juve-Cagliari 2-1. Vittoria e testa della classifica con il brivido

( novembre 2023 )


La Juventus chiude un filotto di cinque vittorie consecutive, battendo per 2-1 il Cagliari, confermandosi l’anti-Inter, avversario storico che incontrerà dopo la sosta per le nazionali. La partita inizia con entrambe le formazioni che si fronteggiano a viso aperto, creando buone occasioni ma senza impensierire i relativi portieri. All’8 Mckennie su calcio d’angolo sta per colpire di testa ma viene anticipato dal grande intervento di Augello. Le due squadre si dibattono con frequenti ribaltamenti di fronte. La Juventus è più propositiva e crea maggiori occasioni ma manca il guizzo finale. Come al 32’ Chiesa si inventa un filtrante perfetto per Kean che a tu per tu con Scuffet, sbaglia clamorosamente l’aggancio. Altra occasione sprecata per i bianconeri al 43’ con Mckennie che inizia l’azione, andando a raccogliere al centro area su cross di Kostic ma il pallone scivola fuori di pochissimo. Si conclude il primo tempo con alcune buone occasioni sprecate per la Juventus ma il Cagliari tiene bene il campo e non permette il vantaggio agli avversari. Riprende la partita e i padroni di casa mettono sotto assedio gli avversari. Al 46’ su sbaglio di Zappa, Chiesa punta l’area ed esplode il destro dal limite ma para a terra Scuffet. Al 49’ Miretti in profondità, Dossena respinge sui piedi di Chiesa che di destro di prima intenzione si perde di poco sopra la traversa. Altra occasione per Chiesa che su cross di Kostic trova la devizione del portiere. Su calcio d’angolo derivato dalla precedente azione Gatti sovrasta Viola di testa e sfiora l’incrocio dei pali. I tempi sono maturi per il meritato vantaggio bianconero che arriva al 60’ su punizione di Kostic che trova Bremer lasciato solo che infila di testa la porta di Scuffet. Al 69’ arriva il raddoppio su calcio d’angolo con Rugani che liberissimo in area colpisce la traversa e poi insacca. I giochi sembrano fatti ma il Cagliari cerca di rialzarsi e al 76’ sempre su un calcio d’angolo di Jankto, Dossena anticipa tutti di testa e fulmina Szczesny per il 2-1. Il Cagliari cerca il pareggio e quasi riesce nell’impresa all’82’ con Jankto che disegna sulla testa di Dossena, che gira di testa e la piazza all’angolino, Szczesny con un miracolo toglie il pallone dalla porta. I bianconeri stringono i denti e arrivano al 90’ portandosi a casa l’ennesima vittoria. La Juventus si è dimostrata compatta in tutti i reparti. Però da segnalare il calo di concentrazione che ha permesso agli avversari di pareggiare, perché troppo convinti di aver risultato in tasca. Molto bene Mckennie e la coppia Rugani- Bremer autori dei goal. Ancora in ombra Vlahovic ma in generale il reparto attacco che non segna nonostante le buone occasioni servite dal centro campo ma nella pausa ci sarà tempo e modo per cercare di presentare al meglio la squadra al big- match contro l’Inter.

 

news

 


 

A: Fiorentina-Juve 0-1. Juve d’Allegri sulla scia dell’Inter

( novembre 2023 )


La Juventus ha dopo l’Inter, la gara più difficile della Giornata numero 11. Già di per sé è in trasferta, ma per i bianconeri, quella in Toscana contro i “Viola” è sempre molto particolare. A dir poco ostica per via di una rivalità storica tra le due compagini. Non fosse altro che tranne Antonioni, i più grandi talenti nati, svezzati e cresciuti qui in centro Italia, come Baggio, o gli attuali Vlahovic e Chiesa, si sono trasferiti sotto la Mole degli Agnelli. Una buonissima Fiorentina, che naviga nella zona bassa dei posti europei, può battendo l’acerrima rivale avvicinare addirittura i posti Champions. Allo stesso tempo, i bianconeri hanno quasi l’obbligo dei tre punti se non vogliono vedere la capolista scappare troppo via, essendo l’Inter uscita vincitrice in casa dell’Atalanta. Il 4-2-3-1 propositivo dei padroni di casa si scontra contro il granitico muro formato 3-5-2 degli ospiti. La trama della gara è subito chiara. Toscani a tener palla e aggredire la metà campo avversaria e piemontesi a impedire e rompere il gioco altrui per ripartire e fare male. Così infatti avviene chiaramente al 10’ minuto. Palla persa dai “Viola” a metà campo. Rabiot è bravo a far girare la sfera e la Juventus si distende bene e rapidamente a sinistra. Kostic, come da suo repertorio in corsa non viene preso in fascia e traccia un rasoterra ben letto dal movimento in centro area da Miretti, che anticipa di piatto il suo marcatore diretto battendo al volo e di precisione Terraciano. In sé non cambia nulla nei fondamentali del match. La Fiorentina però accelera il gioco e la pressione e la Juventus serra ancora maggiormente i ranghi. Sino al riposo centrocampo e difesa piemontese sono esemplari per abnegazione e concentrazione. Dove non giungono loro, ci pensa Szczesny che con due splendide parate nega il pareggio ai ragazzi d’Italiano. Nella ripresa i toscani insistono, ma più passa il tempo e meno lucidità e precisione alberga tra i giocatori così per Bremer, Rugani e Gatti non è un’impresa aiutare il proprio portiere a mantenere la propria porta inviolata. Anzi è Chiesa in seguito ad un pallone rubato per errore della retroguardia fiorentina, ad avere la possibilità di chiudere la sfida, ma è bravo Terraciano a negarlo. La partita dunque rimane aperta sino al fischio finale, ma i padroni di casa non hanno ne la forza e neppure la qualità per scardinare l’organizzazione difensiva impostata d’Allegri. Una rete dopo 10’ minuti regala tre punti alla Juventus che le permettono di rimanere in scia della capolista. Allegri ovviamente continua a negare ogni ambizione al Titolo e ha ragione quando afferma che altre squadre sono strutturate meglio della sua per la lotta Scudetto. Inter e Napoli su tutte. Ma anche Roma e Milan ci sono. Ma rispetto a queste e anche alla Lazio, la sua squadra non ha impegni di Coppe, e ciò, per la concentrazione unicamente sul Campionato, non è un aiuto da poco. E se la capolista ha fatto quasi sino ora tutto bene e tu sei lì attaccato a soli 2 punti, quando Allegri potrà disporre anche del miglior Vlahovic e Chiesa a tempo pieno, saranno un valore aggiunto per il finale. Potranno molti criticare il gioco non spettacolare di questa Juventus, ma è concreta e solida e non mette il pulman davanti alla porta, pressa e chiude bene e una rete, almeno, la segna comunque sempre. Non è fortuna ma strategia. E i numeri dicono che funziona.

 

news

 


 

A: Juve-Verona 1-0. Juve sei prima all’ultima azione

( ottobre 2023 )


Per la serie la caparbietà è l’arma vincente. La Juventus ha due grandi alleati in questa Giornata. Il primo è quello di essere fresca senza aver dovuto impegnarsi nelle coppe, a differenza delle sue dirette rivali per lo Scudetto. Il secondo è di giocare il sabato in anticipo contro una squadra ostica ma abbordabile come il Verona, e poter mettere pressione alle milanesi e non solo, portandosi davanti a tutte in caso di vittoria. Ecco l’obiettivo grande di Allegri, in silenzio cercando di nascondersi il più possibile. Punti e vetta della classifica, almeno per il momento, e dare un segnale al Campionato. Il Verona si piazza con un 3-4-2-1 che diviene anche un 5-4-1 in fase difensiva. Con Gatti e Rugani ai lati di Bremer, la difesa a tre della Juventus è coperta da un centrocampo a cinque che vede le fasce assegnate a Weah e Kostic. Locatelli in regia con Rabiot e McKennie interni. Davanti Vlahovic e Kean terminali offensivi. E’ proprio l’attaccante italiano quello più dinamico di tutti. Svaria non solo su tutto il fronte offensivo, ma anche a centrocampo. Sua infatti l’iniziativa che lo porta a tagliare la trequarti avversaria nella prima frazione e da fuori area calciare sporco ma in modo velenoso e segnare, battendo a fil di palo Montipò. La Var annulla però per un fuorigioco corretto quanto assurdo. Kean quando raccoglie palla dal rientro del fuorigioco nella metà campo veronese è di un tacchetto scarso oltre all’ultimo difensore. La Juventus ci prova ancora ma la mira non è delle migliori e quasi rischia la beffa sulla sirena del riposo, quando da un cross dalla sinistra, la difesa piemontese respinge, ma la sfera giunge a destra da cui giunge un bolide che sta per insaccarsi, ma è attentissimo Szczesny a rifugiarsi in angolo. Questa è l’unica conclusione in tutta la gara da parte degli ospiti. Dopo il cambio di Miretti per un evanescente Weah, nella ripresa i padroni di casa non mollano la presa sulla gara. Pagano la scarsa vena di Vlahovic ma ci penserebbe ancora Kean a portare avanti i suoi compagni. Combatte e vince un duello a metà campo, suggerisce sulla destra e si fionda in area per raccogliere di testa il cross e insaccare alle spalle di Montipò. Oltre al Verona, Kean deve lottare ancora contro la Var, che gli annulla la rete per presunto fallo nel precedente duello. Decisione dubbia e di difficile valutazione, visto che l’entità del contatto è interpretativa. Il Verona si abbassa tanto e Allegri mette Chiesa, Milik e Cambiaso. Si gioca solo in una metà campo nell’ultima mezz’ora abbondante. Appare stregata la porta del Verona come se si stesse giocando nella sera di Halloween. Nonostante ci sia o il portiere, oppure una gamba di un difensore veronese a deviare un tiro o un colpo di testa e respingere la palla, i padroni di casa non si perdono d’animo. In pieno recupero Milito mette una palla d’oro a un compagno che sciupa con un pallonetto fuori misura. Al 96’ minuto, il tempo dell’ultima azione visti i 6’ minuti aggiuntivi concessi, dalla destra giunge l’ennesimo traversone in area avversaria. Milik svetta su tutti di testa e piazza la palla sul palo lontano. La sfera balla sulla linea e Montipò smanaccia via ma a mezzo metro c’è Cambiaso che la spinge dentro per una gioia irrefrenabile sua, dell’intera squadra, della panchina e di tutto lo stadio. Due punti guadagnati all’ultimo secondo pesantissimi. Allegri si piazza per una sera davanti anche alle due milanesi, solo e soletto e senza che lo dichiari, questa domenica tiferà per Roma e Napoli. Lo Scudetto è argomento che riguarda altri reciterà il mister, ma la voglia di lottare sino alla fine che hanno messo i suoi ragazzi, privi di vere stelle altisonanti, ma dalla gran voglia, è il segnale che nel Gruppo bianconero, ci si crede eccome.

 

news

 


 

A: Juve-Torino 2-0. E’ sempre derby bianconero, questa volta con attacco di scorta

( settembre 2023 )


Una stracittadina ha sempre un valore particolare per i tifosi e quindi di rimando anche per gli interpreti sul campo. Certo che se quello a Milano, Roma e anche Genova è sempre piuttosto livellato, quello che si gioca a Torino è sbilanciato da una parte oramai da decenni. La grinta del Torino raramente riesce a comare il maggior tasso tecnico della “Vecchia Signora”. Il 3-5-2 bianconero ed il 3-4-2-1 granata hanno una cosa in comune. Dei reparti completamente da inventare. Allegri ha l’attacco neppure quasi di riserva dato che sia Vlahovic e Chiesa sono indisponibili e Milik siede in panchina perché non al meglio. La coppia d’attacco, dunque, è formata da Kean e Miretti. Dall’altra parte, Juric, ha la difesa da immaginare. Chi avrà dunque la meglio? L’attacco inedito oppure una difesa innovativa? Il primo tempo non ci dirà molto. Seppur dinamica la sfida, nei primi 45’ minuti non saranno prodotte vere azioni da rete. Anzi neppure un tiro in porta e i due portieri possono andare negli spogliatoi con la divisa intonsa. A dire il vero Kean andrebbe pure in rete, con una bella giocata, ma al momento di ricevere l’assist, la Var lo pesca in fuorigioco. Da segnalare comunque la vena combattiva e anche tecnica dell’attaccante di Allegri. Probabilmente la fresca chiamata in Nazionale da parte del C.T. Spalletti, lo ha stimolato e rinvigorito, oltre ad essere già alla sua seconda consecutiva da titolare. Il secondo tempo si apre subito a favore dei padroni di casa. Sarà anche per la sostituzione apportata da Allegri che lascia in panchina Miretti, per l’esperienza e l’istinto di Milik che su corner dopo appena due giri di lancetta d’orologio, la Juventus passa. Su calcio d’angolo, Milinkovic-Savic esce per respingere la sfera male e a vuoto. C’è un batti e ribatti in area con il portiere granata a terra e Gatti di testa è il più lucido a spingere la sfera in rete. Dapprima il goal viene annullato per fuorigioco, ma questa volta la Var viene in soccorso della “Vecchia Signora” e mostra un tocco granata sul rimpallo, che cancella il fuorigioco stesso. Quindi si apre la ripresa con la Juventus in vantaggio. Il Torino ha Zapata davanti ma è mal servito. I ragazzi di Juric faticano a costruire, mentre i bianconeri non hanno problemi nel gestire il campo e togliere spazi all’avversario. Trascorre appena un quarto d’ora dal vantaggio juventino che si ripete l’azione del primo goal. Da corner ancora Milinkovic-Savic calcola male il tempo di uscita e con il pugno alto non arriva sulla sfera e proprio l’ex attaccante del Napoli di testa la butta dentro. Oramai la partita è indirizzata e per quanto i granata corrano arriveranno al tiro in porta solamente sulla sirena finale. Dopo il doppio vantaggio è più la Juventus quella che rischia di andare in rete e ancora una volta su palla alta il gigante tra i pali di Juric sbaglia l’uscita e quasi Gatti sigla doppietta. Un 2 a 0 semplice per Allegri che accorcia su un’Inter che due ore prima aveva solamente pareggiato al Meazza con il Bologna. Ora pausa per le Nazionali e Allegri avrà tutto il tempo di recuperare gli infortunati.

 

news

 


 

A: Atalanta-Juve 0-0. Punto guadagnato contro una grintosa “Dea”

( settembre 2023 )


Giocare a Bergamo non è mai facile per nessuno. Specie per le big che trovano una squadra di Gasperini non solo sempre molto ben organizzata, ma anche e sopratutto grintosissima e aggressiva per tutta la gara. Allegri nel suo 3-5-2 è obbligato davanti a far fare gli straordinari a Chiesa, ma ad affiancarlo non vi è né Vlahovic e neppure Milik, ma Kean. I padroni di casa si schierano nel loro ultra offensivo 3-4-3 che comunque nella prima frazione i piemontesi riescono a contenere piuttosto bene. Dopo un avvio tranquillo, ma non blando, la prima occasione capita sulla destra sui piedi di Zappacosta, verso il quarto d’ora, ma strozza il tiro dentro l’area piccola e la palla esce di poco al palo sulla sinistra di Szczesny, che comunque sembrava sulla traiettoria. Dopo la mezz’ora giungono due tiri da fuori della Juventus dove Musso si dimostra attento. Si chiude quindi il primo tempo non monotono, ma altresì avaro di occasioni limpide. Le due compagini si sono piuttosto annullate. Si riparte con uno svarione della retroguardia bergamasca, che su di un rilancio lungo regala praticamente la palla a Chiesa che da fuori area spreca. Praticamente i torinesi si spengono qui e complici i cambi di Gasperini, i nerazzurri salgono in cattedra e prendono totalmente dominio della sfida. L’ultima mezz’ora è un predominio incontrastato della “Dea” che spreca almeno tre occasioni da rete piuttosto chiare. Dove invece bisogna fare i complimenti alla Juventus è senza dubbio al suo portiere. Sulla punizione di Muriel che pare insaccarsi ad un filo della traversa e non lontano dall’incrocio sulla destra di Szczesny, il numero uno bianconero è strepitoso ad allungare tutto se stesso e far sbattere la palla sulla traversa e rifugiarsi in angolo. Una punizione molto ben calciata da “otto” in pagella è stata annullata da una super paratona da “nove” in pagella. La Juventus cerca di arginare sino al fischio finale l’impeto bergamasco e deve ringraziare la poca lucidità nel momento del tiro dei nerazzurri. Con fatica la “Vecchia Signora” stoppa la “Dea” strappando con tenacia ed un pizzico di buona sorte un punto. Certo le milanesi il giorno prima avevano vinto ed ora si trovano con quattro punti in più in classifica, ma loro devono ancora venirci a giocare in questo campo. C’è da chiedersi però se l’ultima mezz’ora dominante da parte dell’Atalanta è tutta farina del sacco bergamasco, oppure è stata agevolata da un atteggiamento sbagliato dei ragazzi di Allegri che a fine partita pareva piuttosto contrariato. Se si spegne Chiesa, la luce bianconera si azzera e questo è un problema, perché non puoi dipendere da un solo giocatore seppur bravo. Punta e portiere hanno fatto il loro, ma in mezzo c’è stata una squadra intera sotto le aspettative. Niente coppe questa settimana, a differenza degli altri, quindi c’è il tempo per analizzare e migliorare.

 

news

 


 

A: Juve-Lecce 1-0. Juve solida e grintosa, scavalca il Lecce ed è seconda

( settembre 2023 )


Dopo la bruttissima sconfitta patita in Emilia, per mano del Sassuolo, la fortuna vuole che appena tre giorni dopo c’è stato il turno infrasettimanale, cosa che spegne le polemiche che sarebbero durate una settimana. In casa la “Vecchia Signora” ospita lo stupefacente Lecce che per abnegazione tattica, corsa, forza e solidità ha conquistato con merito dopo cinque Giornate la terza piazza. Insieme all’Inter è l’unica tra le venti di Serie A a non aver conosciuto sconfitta ed è una delle difese meno perforate. Allegri oltre a dover raccogliere i cocci dopo il 4 a 2 di Berardi e soci, ha una bella sfida da preparare. Nel 3-5-2 bianconero turno di riposo a Vlahovic e al suo posto l’ex Napoli Milik. Spazio anche a Fagioli nei tre di centro campo e Cambiaso in corsia esterna. Rugani rileva Gatti in difesa, anche se non è una bocciatura, dato che entrerà negli ultimi 20’ minuti. Rabiot, Locatelli, ma soprattutto Chiesa sono i perni inamovibili, al pari del ritrovato McKennie, che da essere sul mercato quest’estate, è divenuto quasi un titolare inamovibile. I salentini rispondono con un compatto e aggressivo 4-3-3 e di fatto la sfida parte subito a pieno regimi con tanta corsa e intensità. Nessuno si risparmia in ogni zona del campo e bisogna dare merito ai ragazzi di Allegri che si coprono di grande umiltà battendosi ad armi pari sul terreno dell’agonismo e della grinta. E con tanto impegno fisico emerge il maggior tasso tecnico dei padroni di casa, che non permetterà mai per tutta la sfida ai pugliesi di giungere neppure vicini al proprio portiere. Szczesny, di fatto, non avrà bisogno di mettere a lavare i guanti nel post partita. Neppure un tiro da parte degli ospiti, nemmeno fuori dallo specchio. Il pressing costante a partire dagli attaccanti juventini ha impedito per tutta la gara al Lecce di esprimersi. Allo stesso tempo è la Juventus con continui inserimenti soprattutto dell’americano e di Federico Chiesa a farsi pericolosa in attacco nella prima frazione. Un diagonale dell’ex viola esce di un nulla con Falcone che sarebbe stato battuto. Al riposo si và dunque con il risultato di 0 a 0 con i padroni di casa che non rischiano assolutamente nulla, ma non creano tantissimo davanti. Merito anche del Lecce. La ripresa non muta la trama della gara. La Juventus a fare la gara e cercare spazi sugli esterni o per via centrale, con il Lecce che rimane sempre compatto, senza sbavature, ma a sua volta senza riuscire a ripartire mai o ad imbastire un’azione offensiva. Al 57’ minuto ecco che giunge il vantaggio dei piemontesi. Sempre Chiesa che da sinistra scodella in area dall’altro lato una palla insidiosa. La sfera giunge a McKennie che rimette al centro. Di testa viene rimessa nuovamente a destra a fil di palo, dove giunge con i tempi giusti, evitando il fuorigioco, Milik. Sino a lì un po’ nascosto nella manovra bianconera, l’attaccante è nel posto giusto, al momento giusto, regalando una vittoria importante ad Allegri e compagni, per ripartire verso la lotta Scudetto. Per quanto ne dica il suo allenatore, rimane comunque l’obiettivo grosso. Milanesi permettendo. Ma questa Juventus può andare lontano, seppur priva di campioni alla Pogba. Non ci devono essere svarioni come contro il Sassuolo, perché contro Udinese, Lazio, Empoli e Lecce ha vinto con pieno merito e giocato l’intero match con la massima concentrazione e forza. Così non contro Bologna e Sassuolo e ha perso per strada punti.

 

news

 


 

A: Sassuolo-Juve 4-2. Sconfitta con errori da dilettanti inspiegabile. Allegri avrà da lavorare

( settembre 2023 )


La “Vecchia Signora”, priva degli impegni e quindi della fatiche europee di mezza settimana, si trova a scendere sul campo sempre ostico del Sassuolo, per incamerare punti importanti per la lotta Scudetto. Il 3-5-2 bianconero se la vede con il dinamico 4-5-1 emiliano. La Juventus inizia e chiuderà la sfida con due errori da oratorio. Il primo giunge al minuto 12’ quando da rimessa laterale sulla sinistra offensiva dei padroni di casa, la palla giunge a Laurienté fuori area. L’esterno d’attacco emiliano non ci pensa due volte e spara di collo pieno una bordata che Szczesny, probabilmente ingannato anche dalla traiettoria non rettilinea cerca di respingere di pugno ed invece se la fa rimbalzare addosso non evitando la rete del vantaggio. Comunque distratta anche l’intera difesa piemontese lasciando calciare liberamente un avversario privo di alcuna pressione. A crederci è sempre Chiesa che al 21’ minuto da sinistra, corre e disegna un cross ad uscire sul palo lontano veramente velenoso. Vina, sulla linea di porta, nel tentativo di non far giungere la palla a McKennie, la spinge in scivolata dentro la sua porta. Pareggio. La gara è bella e le due squadre cercano entrambe di prendere il sopravvento sull’altra a centrocampo. Verso la fine del primo tempo, i ragazzi di Dionisi, prendono un po’ il comando delle operazioni e Szczesny si riscatta con una bellissima parata su colpo di testa ravvicinato, ma nulla può sul tiro piazzato al volo di Berardi al 41’ minuto. Troppo solo Berardi, ma anche troppo facile il gioco da centrocampo degli emiliani. Nella ripresa ti aspetti una Juventus rabbiosa e con un paio di cambi in mezzo al campo anche con più energia, ed invece nei primi 20’ minuti il Sassuolo spreca almeno quattro occasioni per portarsi sul 3 a 1 di cui una con Laurienté veramente clamorosa, dato che era un rigore in movimento. Questo spreco viene pagato. Prima Vlahovic ciabatta fuori il suo diagonale, ma al 78’ minuto, il migliore dei torinesi, chiede palla dentro l’area emiliana sulla sinistra d’attacco juventina e spara una fucilata che complice una leggera deviazione di un difensore porta gli ospiti al sospirato pareggio. Sempre e solo l’ex “Viola”. La big ha ancora un quarto d’ora per cercare di vincere la sfida, ma sono i padroni di casa a continuare a macinare gioco e appena 4’ minuti successivi al 2 a 2, ecco che su un tiro Szczesny para e respinge corto. I due centrali di difesa rimangono immobili a guardare e sulla palla vagante in cielo, Pinamonti completamente solo e con il portiere a terra insacca indisturbato per il terzo vantaggio emiliano. I padroni di casa tengono e non soffrono. In contropiede in pieno recupero colpiscono la traversa e la palla rimbalza sulla linea. Tuttavia all’ultima azione Szczesny quasi sulla bandierina sulla sinistra di difesa bianconera rilancia a destra verso Gatti per far partire l’azione. Il difensore appena pressato da un giocatore del Sassuolo appoggia dietro pensando al suo portiere che di fatto è lontano dai pali, per un’autorete che sà dell’incredibile. Finisce 4 a 2 ed il Sassuolo, aveva perso tre gare su quattro sino ad ora. Allegri dovrà lavorare tanto sulla testa dei giocatori più che su schemi e gambe. Nei novanta minuti la Juventus ha meritato la sconfitta, per meriti dell’avversario senza dubbio, ma tanto anche per demeriti propri. I margini e i tempi per migliorare ci sono, ma non può esserci solo Chiesa a lottare sempre sino alla fine.

 

news

 


 

A: Juve-Lazio 3-1. Juve bella, cattiva e vincente

( settembre 2023 )


Spesso, se non sempre, dagli stessi tifosi bianconeri, sono piovute critiche sulla qualità del gioco espresso dalle diverse Juventus gestite negli anni da Allegri, a prescindere dal risultato finale. Oggi, nell’anticipo del sabato casalingo con la Lazio, si è visto il meglio della “Vecchia Signora”. I biancocelesti sono stati annullati totalmente e per tutta la sfida in ogni zona del campo. Eppure la Lazio era reduce nell’ultima uscita da uno spettacolare trionfo, quasi a mani basse al Maradona, ai danni dei Campioni d’Italia, che avevano vinto le prime due gare. Il 3-5-2 “Allegriano”, sin dalle battute iniziali ha tolto ogni iniziativa al qualitativo centrocampo di Sarri, che si è trovato nel suo 4-3-3, con i reparti spesso lontani e scollati. Merito dell’aggressività e della compattezza dei padroni di casa. Ed il vantaggio bianconero dopo soli 10’ minuti è il manifesto dell’ampio utilizzo del campo proprio grazie ai cinque di centrocampo. Azione sulla destra veloce che porta McKennie quasi fuori dalla linea laterale sulla tre quarti avversaria. Crossa al centro con la difesa laziale lenta e sul passaggio di prima a centro area, Vlahovic è un rapace ad anticipare di collo al volo il suo marcatore e superare a fil di palo un incolpevole Provedel. I padroni di casa non abbassano il ritmo e nonostante la grande capacità di palleggio dei romani, è evidente come vadano ad un'altra velocità i piemontesi. Non è solo questione di gambe, ma sopratutto di testa. I torinesi hanno più fame, più voglia e al 26’ minuto giunge anche il raddoppio. Azione rapida dalla destra, la palla scorre orizzontale a filo dentro l’area. Tutto a sinistra Chiesa lascia partire un esterno di collo pieno che nuovamente si insacca quasi a lambire il palo a mezza altezza dove il tuffo di Provedel non può impedirne la rete. Un solo tiro verso Szczesny nella prima frazione è troppo poco per riaprire la gara. Tutt’altro dato che sono i padroni di casa a sciupare tra fine del primo tempo ed inizio ripresa un paio di occasioni. Da precisare che se la Lazio rimane in partita deve ringraziare nelle due circostanze il proprio portiere. Se la Lazio proprio non c’è la fa, ci pensa la Juventus a darle una mano. Al minuto 64’ un disimpegno troppo leggero della retroguardia juventina, porta sulla propria trequarti Locatelli, ad appoggiare dietro in modo blando sotto pressione. La palla è carpita dalla pressione laziale e quando Alberto si trova centralmente davanti all’area, con i piedi che si ritrova, è un gioco da ragazzi per lui disegnare una parabola imprendibile per Szczesny. Con i tempi di recupero ci sarebbe ancora una mezz’ora di gioco a disposizione per gli ospiti per cercare quanto meno il pareggio. Bastano però tre soli giri di orologio per rimettere due reti di vantaggio a favore della squadra di casa. Sventagliata dalla destra verso sinistra dove raccoglie l’invito Valhovic. Da solo contro tre difensori, l’attaccante bianconero ne sbilancia due davanti a sé e appena accentratosi traccia un tiro a giro, ma teso e forte, imprendibile per Provedel. Gara chiusa e verso la fine la Juventus si mangia anche il poker. Poco male, visto che la vittoria è stata chiara e limpida. L’avversario, di livello e motivato è stato surclassato e quando si è fatto pericoloso è stato unicamente per leggerezza della stessa Juventus. Una prova convincente che porta i ragazzi di Allegri a ben 10 punti dopo sole quattro gare. Punti e convinzione, nonostante la grana gigantesca “Pogba”. Attaccanti ancora a segno e una settimana libera da impegni di Coppa a differenza delle dirette avversarie, le permetteranno di crescere e macinare ancora punti per la lunga battaglia verso il Tricolore.

 

news

 


 

A: Empoli-Juve 0-2. Vittoria convincente con tegola Pogba sul finale

( settembre 2023 )


Se Milano comanda dall’alto, la Juventus, che si è candidata a prima attrice per la lotta Scudetto, soprattutto perché senza impegni europei e con la voglia di rivalsa rispetto ad una scorsa stagione a dir poca travagliata, non vuole perdere contatto con la vetta. Dopo il successo bello, ampio e ricco di determinazione all’esordio in Friuli, in casa contro il Bologna è giunto un pareggio sofferto che ha lasciato molti interrogativi. Ad Empoli si cercano risposte e il 3-5-2 di Allegri, con sempre Chiesa e Vlahovic davanti e un Kostic nuovamente in fascia, parte da subito al comando delle operazioni. Il 4-3-3 toscano è più una sorta di 4-5-1 coperto e se l’Empoli è l’unica rimasta in Serie A senza punti e senza reti all’attivo, qualche problema nelle fondamenta è presente. Ci vuole al 24’ minuto la zampata in mischia da parte del suo capitano Danilo a sbloccare la gara. Con gli ospiti avanti si aprono ancora di più le praterie. L’Empoli è poca cosa in attacco e dalle parti di Perin pericoli non ne giungeranno mai, così come tiri in porta. Semmai il difetto di questa Juventus è non riuscire a concretizzare la mole di gioco sviluppata. Se l’anno precedente vi era un approccio attendista e si cercava di coprirsi ed essere cinici per segnare nelle rare occasioni create, in queste tre gare sono tante le potenziali azioni da rete costruite. Dopo una percussione di Gatti in area, successivamente abbattuto, anche Vlahovic si fa parare il rigore. Contropiedi sprecati in diverse situazioni. Anche una rete di Pogba in mezza volè dopo sponda di Vlahovic di testa viene annullata per un predente fuorigioco dello stesso Vlahovic. Bisogna attendere l’82’ minuto per vedere chiusa la pratica quando un un’altra palla recuperata con grinta in mezzo al campo, permette ai bianconeri di lanciare nella prateria un Chiesa infaticabile che supera in velocità il portiere in uscita sulla propria trequarti alla disperata e a rischio espulsione. Chiesa cade, si rialza e a fil di palo beffa i difensori rientrati di tutta fretta. Peccato che un successo guadagnato con corsa e tanta voglia sia macchiato dall’ennesimo fastidio alla gamba da parte di Pogba. Una sola mezz’oretta giocata sul finale, in una gara dinamica ma non certo dal tasso di difficoltà elevatissimo, fa riemergere incubi di mesi di assenze da parte del fortissimo centrocampista francese. Se i migliori acquisti di Allegri in questa stagione possono essere Chiesa e Vlahovic, avuti l’anno scorso poco e a intermittenza, in mezzo la campo il peso di Pogba nella lotta al Campionato, cambierebbe gli equilibri. Con tutto il rispetto che si può avere per Miretti, Fagioli, Locatelli e lo stesso Rabiot, il francese sarebbe di un altro livello. Ma le figurine non scendono sul rettangolo di gioco e questo Allegri lo sa bene. Per ora, in attesa della ripresa dopo la sosta delle Nazionali, la Juventus ha vinto con merito e nel suo stile grintoso miscelato da giocate di livello. Rispetto all’anno scorso si intravede una coesione di squadra superiore ed un comune desiderio di raggiungere sino in fondo la conquista dei tre punti.

 

news

 


 

A: Juve-Bologna 1-1. Juve frenata da un buon Bologna e salvata dalla grinta di Vlahovic

( agosto 2023 )


Dopo la convincente vittoria in Friuli, Allegri aveva predicato calma e attenzione dal non farsi prendere da facili entusiasmi. Ebbene è stato premonitore di ciò che è accaduto, specialmente nella prima frazione. Nel 3-5-2 bianconero Perin è in porta e sulle fasce West e Cambiaso con Fagioli, Locatelli e Rabiot centrali. Coppia di attacco di velocità e grinta tra Chiesa e Vlahovic. Il Bologna che era uscito sconfitto in casa da un grande Milan, non aveva tenuto male il campo, ma era sembrato spuntato davanti e un po’ povero di brillantezza e idee. Dopo un discreto avvio dei padroni di casa, ma con sostanziale equilibrio, dal 10’ minuto, silenziosamente gli emiliani prendono con calma il sopravvento. Più gamba e pressing e la palla a metà campo viene sempre intercettata dai rossoblu. A differenza però di quanto era accaduto con i rossoneri, dal 20’ minuto i bolognesi trovano crepe nella retroguardia avversaria. Così al 24’ minuto da azione veloce e ampia la palla si trova tra i piedi di Ferguson a destra in area che spara un diagonale verso Perin che non può fermare. I padroni di casa sono increduli, e non riescono a reagire. Chiesa insiste sugli uno contro uno in fascia, ma spesso viene bloccato. I centrocampisti bianconeri sono lenti e timidi nella creazione di verticalizzazioni e si appoggiano spesso sul compagno vicino, per fare la giocata più semplice. Contro un Bologna concentrato che copre bene il campo e raddoppia sistematicamente le marcature, il fraseggio lento di Locatelli e compagni serve a poco. Di fatto si arriva al riposo con il vantaggio emiliano, che quasi rischia di raddoppiare con un tiro da fuori che scheggia il palo esterno alla sinistra di Perin. I torinesi riprendono il secondo tempo in stile trasferta di Udine. Rabbia, agonismo e forza ed il Bologna è subito schiacciato nella propria metà campo. Risultato? Pareggio di Vlahovic in mezza rovesciata che piega il guantone di Skorupski dopo 5’ minuti. Alla Var, però annullano per fuorigioco di Rabiot che si trova sulla traiettoria del tiro. Tutto da rifare, ma Vlahovic chiama a raccolta i suoi. Il match è bello e vivace e suonato l’allarme dalle parti di Thiago Motta, giunge un triplice cambio per energie fresche. Gli emiliani reggono alla forza d’urto bianconera e gestiscono la pressione. Anzi è proprio la panchina bolognese ad andare su tutte le furie per un possibile rigore non concesso che avrebbe potuto chiudere la sfida. Allegri tenta la carta Pogba e Milik e ha ragione. A 10’ dal novantesimo Pogba sulla trequarti inventa e apre in fascia per il subentrato Iling Junior che da sinistra pennella un delizioso traversone che in centro area Vlahovic di testa manda a sfiorare palo e rete a sinistra di Skorupski per il pareggio. Compresi i giusti 7’ minuti di recupero per gli intereventi della Var e i cambi, vi è ancora un buon quarto d’ora di possibilità per l’una o per l’altra di prendersi i tre punti. Di fatto la Juventus ci prova, come deve essere da copione, ma complimenti al Bologna che non si arrocca nella propria metà campo in difesa ma è sul pezzo e prova in ripartenze velenose a colpire. Giunge così il fischio finale da parte dell’arbitro. Pareggio giusto tra due squadre che ci hanno provato. Legittimo aspettarsi di più dalla banda di Allegri che negli spogliatoi a fine gara era furioso. Un tempo praticamente regalato è poco comprensibile. Specie per una big che non ha neppure le Coppe e vuole risalire e conquistarsi lo Scudetto dopo una scorsa stagione, per mille motivi, orribile.

 

news

 


 

A: Udinese-Juve 0-3. La ferocia di vincere in stile bianconero è un segnale per tutti

( agosto 2023 )


Poche chiacchiere in stile Juventus e tanta concretezza. Nessun colpo ad effetto sul mercato e i pilastri dell’anno scorso tenuti, con la speranza di recuperare quest’anno quello che doveva essere il grande acquisto la scorsa stagione in mezzo al campo, ovvero Pogba. Con un Bonucci e un Cuadrado in meno, nel 3-5-2 piemontese la difesa è quella titolarissima e se Rabiot, Locatelli e Miretti sono il trio in mediana, le novità sono subito in fascia con Weah e Cambiaso. Davanti Chiesa e un recuperato Vlahovic. Neppure il tempo di sistemarsi in campo e gli ospiti passano in vantaggio dopo appena 120 secondi. Palla persa in malomodo sulla propria trequarti dai friulani ed in due passaggi proprio Vlahovic fornisce l’assist centrale a Chiesa che dal limite spara un diagonale che passa sotto le gambe di un difensore non lasciando scampo sul palo alla destra di Silvestri. Un caso? Non proprio dato che dal calcio d’inizio è subito aggressione juventina nella metà campo avversaria. Pressing alto di gruppo e voglia di segnare e comandare. Per più di mezz’ora i padroni di casa, che si schierano con il medesimo modulo ma paiono andare a mezza velocità, non ci capiranno nulla. Non a caso giunge al 20’ minuto il raddoppio. Vero è che Vlahovic realizza dal dischetto, ma il fallo di mano in area scaturisce da un cross che colpisce un braccio largo, dopo una continua pressione insistita juventina. Anche rifiatando la Juventus non molla la presa e a testimone di ciò è il fatto che la prima parata di Szcesny giunge in pieno recupero della prima frazione su un tiro da fuori. Ma a mettere immediatamente in chiaro le cose ci pensa nuovamente Chiesa. A sinistra brucia in accelerazione il suo marcatore e sbilancia la difesa friulana fornendo di tacco l’assist dietro a sé per Cambiaso che scodella sul secondo palo una sfera da spingere solamente dentro di testa per Rabiot, complice l’uscita a vuoto di Silvestri. Il secondo tempo Allegri, che non guarda troppo agli orpelli, forte dell’ampio vantaggio, apporta cambi e abbassa la sua squadra per gestire soprattutto le forze. Escono ovviamente i padroni di casa che non ci stanno a partire in Campionato in questo modo. Szcesny dovrà superarsi almeno tre, quattro volte su tiri da fuori, mentre anche i bianconeri vanno vicini al poker in un paio di occasioni. Termina con un secco 3 a 0 in trasferta la prima uscita della “Vecchia Signora”, e di vecchio, sembra solamente aver preso il suo antico spirito determinato di voler vincere con forza e rabbia la partita. Senza le Coppe a dar fastidio in mezzo alla settimana, e con uomini recuperati che l’anno scorso sono mancati totalmente oppure solo a mezzo servizio, sta dicendo a tutti che il Napoli dovrà lottare parecchio per mantenersi cucito sulla propri maglietta lo Scudetto.

 

news