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Juve  Inter   Milan       e le altre 17 stelle                 

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Risultati GIORNATA Serie A 

                     

18/01/2026 giornata 21 Goal Goal
Bologna Fiorentina 1 2
Cagliari Juve 1 0
Cremonese Verona 0 0
Lazio Como 0 3
Milan Lecce 1 0
Napoli Sassuolo 1 0
Parma Genoa 0 0
Pisa Atalanta 1 1
Torino Roma 0 2
Udinese Inter 0 1

    

   

       

            

Classifica PUNTI

                


Squadra Punti
1 Inter 49
2 Milan 46
3 Napoli 43
4 Roma 42
5 Juve 39
6 Como 37
7 Atalanta 32
8 Bologna 30
9 Lazio 28
10 Udinese 26
11 Sassuolo 23
12 Torino 23
13 Parma 23
15 Cremonese 23
14 Cagliari 22
16 Genoa 20
17 Lecce 17
18 Fiorentina 17
19 Pisa 14
20 Verona 14

        

     

       

 

        

Risultati GIORNATA COPPA

                 

7'Giornata   

           

20-gen Inter Arsenal 0 0
21-gen Juve Benfica 0 0
20-gen Copenhagen Napoli 0 0
21-gen Atalanta At.Bilbao 0 0
22-gen Roma Stuttgart 0 0
22-gen Bologna Celtic 0 0

  

    

 

COPPA ITALIA

 

Ottavi . .

03/12/2025 Atalanta Genoa 4 0
04/12/2025 Bologna Parma 2 1
27/01/2026 Fiorentina Como 0 0
03/12/2025 Inter Venezia 5 1
02/12/2025 Juve Udinese 2 0
04/12/2025 Lazio Milan 0 0
03/12/2025 Napoli Cagliari 10r 9r
13/01/2026 Roma Torino 2 3

  

Inter stagione24/25

CL FINALE: PSG-Inter 5-0. Umiliante sconfitta da tracollo

( maggio 2025 )


E’ giunta la partita più importante dell’anno. Quella che è indiscutibilmente è la più prestigiosa che una squadra di club vorrebbe giocare. Dopo una cavalcata trionfante, i nerazzurri si trovano i campioni di Francia di Donnarumma in Finale. Svuotata dalle fatiche del Campionato con tanto di delusione cocente per uno Scudetto volato via sul filo di lana, la truppa di Inzaghi ha la possibilità di farsi tornare il sorriso. Questa è la seconda Finale della autorevole competizione continentale in soli tre anni. Il tecnico piacentino recupera tutti, anche Pavard nei tre centrali dopo un mese e mezzo. Quindi il 3-5-2 è quello tipo e tra le seconde linee tutti disponibili. Almeno sulla carta, perché dalle battute già iniziali emerge che non solo i francesi hanno il controllo della sfida, ma che l’Inter cammina ed è terribilmente scollata. Sin da subito il 3-5-2, si tramuta in un 5-3-2 chiuso nella propria tre quarti, ma senza ferrea determinazione e voglia di ripartire. Così dopo un paio di assalti e dominio territoriale, con un’azione da calcetto e movimento sullo stretto senza palla, Hakimi si trova al 12’ minuto, da solo davanti ad una porta spalancata ad appoggiare la palla in rete. Dimarco tiene tutti in gioco senza marcare nessuno da centrale. I meneghini non reagiscono e continua il monologo parigino e il manifesto dell’assenza nerazzurra giunge al 20’ minuto, quando Barella cerca di controllare la sfera per guadagnare dal fondo un calcio d’angolo. Il suo marcatore francese sulla linea del fuori gli frega la palla e in un amen il PSG si trova in area interista con i centrocampisti interisti che ritornano alla metà della velocità. Dimarco si gira sul tiro e lo devia con la gamba spiazzando Sommer. Provano gli italiani ad alzare a questo punto il baricentro, complice un PSG che rifiata, ma tutto quello che ottiene l’Inter è la conquista di due calci d’angolo dove nel primo Acerbi colpisce di testa ma spara alto e centrale, mentre nel secondo è Thuram, defilato sul secondo palo a buttarla lateralmente di poco a lato con Donnarumma fermo a guardare. Ma c’è poco da illudersi, perché i parigini fanno quello che vogliono e solo la traversa con Dimarco ancora in ritardo in chiusura, impedisce al PSG di andare al riposo sul 3 a 0. Ti aspetti un’Inter diversa nella ripresa ed invece, non c’è l’ombra di un cambiamento e di una reazione. Lautaro e Barella che solitamente sono l’anima ed il cuore di questo gruppo, gli ultimi ad arrendersi e i primi a dare l’esempio, camminano come fantasmi in campo e così ecco giungere al 63’ minuto il 3 a 0 davanti a Somemr facile facile che chiude il match. Sempre che sia stato mai aperto. Inzaghi prova con le sostituzioni ma nulla cambia, anzi, sì,il risultato che giunge sempre più pesante con Kvara e al 86’ minuto Mayulu che fissano la Finale con uno storico ed umiliante 5 a 0. Il primo e unico tiro dell’Inter giunge sul 4 a 0 da parte di Thuram ad una quarto d’ora dal novantesimo. Assolutamente inspiegabile. Qualche settimana prima la stessa Inter, che sognava il Triplete, ottenuto dai parigini, aveva annullato la forza e la compattezza del Bayer Monaco e la qualità e rapidità delle giocate del Barcellona. Ebbene il PSG, che ha parzialmente entrambe questi attributi, ha azzerato completamente l’Inter che è giunta a fine ciclo, nel peggiore dei modi. Mai una Finale di Champions o di Coppa Campioni, hai visto un passivo così ampio. Ma a dirla tutta poteva finire anche con un 7 a 0. Probabilmente il Monza andato in Serie B già da mesi, avrebbe offerto una prestazione più degna di quella messa sul campo dai nerazzurri. Inter che non è stata Inter dall’inizio alla fine. Complimenti al PSG, ma come in Campionato, l’Inter ha regalato al Napoli lo Scudetto, qui in Champions, è sembrato non volerla giocare. Qualcosa è successo, e non può essere paura quella che i veterani ultratrentenni hanno subito. Il gruppo si è sfaldato negli ultimi giorni e le parole di Inzaghi che non assicura la sua permanenza fra due settimane nel Mondiale per club è qui a testimoniarlo.

 

 

 

A: Como-Inter 0-2. Vincere perdendo

( maggio 2025 )


Difficile commentare e anche introdurre una partita del genere. L’Inter è giunta a quest’ultima gara consapevole che il proprio Scudetto sulla maglia, si potrebbe scucire a prescindere dall’esito del match stesso. A Como, contro la squadra di Fabregas, che insieme alla Roma è la formazione più in forma della Serie A, se non d’Europa nell’ultimo mese e mezzo, i nerazzurri devono fare punti per sperare di agganciare o superare il Napoli che li sopravanza di un solo punto. Nello stesso identico momento anche i partenopei sono in campo al Maradona contro un Cagliari che è già arrivato matematicamente salvo. L’Inter che deve disputare fra una settimana la Finale di Champions, ha pagato tutta la stagione il doppio sforzo e anche in questa ultima Giornata deve dosare le energie. I titolarissimi sono appena tre. Sommer, Dimarco e Calhanoglu. L’approccio alla gara è comunque positivo e contro un Como arrembante e molto dinamico con qualità a partire da Nico Paz, il 3-5-2 meneghino produce giocate ispirate soprattutto dall’estro di Zalewski esterno a volte sinistro e talvolta destro. Al 20’ minuto è comunque una delle specialità della casa interista a portare avanti il gruppo di Inzaghi, ovvero il calcio d’angolo. Questa volta è la testa di de Vrij a portare avanti i Campioni d’Italia. Che sopravanzano virtualmente il Napoli in classifica. Almeno per una ventina di minuti quando giunge l’eco del goal partenopeo. L’Inter non molla e Reina in uscita disperata tocca e abbatte da ultimo uomo Taremi per un cartellino rosso che fa terminare la carriera del forte portiere un tempo prima del previsto. Nella ripresa il Como gioca comunque propositivo e alla sua maniera nonostante l’inferiorità numerica. L’Inter abbassa i ritmi e quando al 6’ minuto della ripresa Correa torna alla rete con una giocata pregevole in velocità, la gioia è strozzata in gola in tutto il gruppo nerazzurro, perché quasi in simultanea giunge la notizia del raddoppio azzurro proprio da parte dell’ex Lukaku. L’Inter continua a giocare ma oramai la testa è altrove. Soprattutto a tutte le occasioni buttate via durante la stagione per tenere lontane le altre squadre. Il match nell’ultima mezz’ora nonostante i cambi da una parte e dall’altra, scorre via in una atmosfera surreale. Il Como, non voleva perdere, dopo due mesi di risultati positivi e il traguardo dei 50 punti lì vicino. L’Inter sta vincendo la sfida, ma è consapevole che a minuti perderà il proprio Scudetto. Così infatti è. Arriva il fischio finale e non c’è vittoria più amara di questa. A Napoli si festeggia e a Como ci sono pianti, a partire da quello di Lautaro in panchina. Unica consolazione? Trasformare questa amarezza in forza e rabbia per la Finale contro il PSG.

 

 

 

 

 

A: Inter-Lazio 2-2. Due volte in testa e poi … Scudetto Volato?

( maggio 2025 )


L’Inter pareggia per 2-2 contro la Lazio e nonostante la prossima partita sia decisiva, visto il pareggio del Napoli a Parma, si può dire che i nerazzurri hanno perso un occasione d’oro di riportarsi in testa al campionato. I nerazzurri partono subito bene con il possesso palla e provano subito ad affondare ma la partita è equilibrata fino al 30’ quando arriva la prima vera occasione della partita: Dimarco raccoglie un cross di Dumfries dalla destra e calcia forte col sinistro ma Mandas respinge. Anche la Lazio si sveglia sul finire del primo tempo. Prima al 41’ con il sinistro da fuori di Isaksen dal limite dell'area: palla a lato di poco alla destra di Sommer ma la migliore occasione di tutta la partita finora capita alla Lazio è al 43’ con Isaksen, lanciato a rete, si divora l'1-0 solo davanti a Sommer, calciandogli addosso. Chance incredibile per i biancocelesti. Al 45’ però è l’Inter che va in vantaggio con Bisseck sugli sviluppi di un angolo. Il tedesco calcia in area e batte Mandas e porta momentaneamente l’Inter in testa alla classifica. Si riparte con il secondo tempo e la Lazio cerca di pareggiare. Al 69’ occasione clamorosa per Dia: la punta, imbeccata da Castellanos, si divora l'1-1 a tu per tu con Sommer calciando fuori. Tre minuti più tardi arriva il meritato pareggio per la Lazio con Pedro che su assist di Vecino, segna col sinistro. Dopo il check del Var la rete dello spagnolo viene convalidata. Ora l'Inter è di nuovo a -1 dal Napoli. Ma non finisce qui perché all’80’ i nerazzurri ritornano in vantaggio con Dumfries, sempre più decisivo: suo il colpo di testa vincente su calcio piazzato di Calhanoglu. Nerazzurri di nuovo primi in classifica. L’Inter può chiudere la partita all’82 ma spreca. Ma all’87’ arriva un rigore concesso alla Lazio per tocco di mano di Bisseck. Dopo aver consultato la Var, l’arbitro conferma il rigore che Pedro va a segnare: il destro dello spagnolo è angolato e Sommer non riesce ad arrivarci. Altalena di emozioni e per cuori forti quando al 93’ l’Inter fa un errore incredibile di Arnautovic a cinque centimetri dalla porta! Sponda di Acerbi, l'austriaco si divora il 3-2 da due passi e al 97’ viene annullato un gol ad Arnautovic per fuorigioco. Finisce 2-2 a San Siro. Ai gol di Bisseck e Dumfries pareggia due volte Pedro. Chance clamorosa sprecata per i nerazzurri che si potevano trovare in testa alla classifica con un punto di vantaggio, visto il pareggio del Napoli. Per i nerazzurri la speranza è l’ultima a morire, visto che manca una partita e i giochi sono aperti, ma prima di vedere cosa farà il Napoli, sarà anche il caso di vincere in primis le proprie di partite. L’Inter è apparsa stanca e senza benzina, un po' come prima di giocare la semifinale di Champions contro il Barcellona, poi vinta, e forse fa pensare che si punti alla vittoria finale della Coppa piuttosto che al campionato visto che questa sera è andato alle ortiche una buona occasione di mettere le mani sullo scudetto visto il risultato della diretta avversaria. L’ultima partita sarà contro il Como e li si deciderà tutto!!

 

 

 

 

 

A: Torino-Inter 0-2. Riserve da Scudetto per crederci ancora

( maggio 2025 )


Non certo facile da gestire per Inzaghi la situazione. Centrata la Finale di Champions da giocare a fine mese, è sotto l’occhio di tutti, che la squadra, principalmente i titolarissimi, ha le batterie oramai completamente scariche. Nel migliore delle ipotesi, perché diversi calciatori fondamentali presentano anche problematiche fisiche da recuperare. Quindi come una settimana addietro contro il Verona, via ad un più che massiccio cambio e degli undici titolari, ne rimane uno, cioè Bastoni. Lo schema non cambia, ma a Torino pure Frattesi non c’è, che di solito è il dodicesimo, ovvero la prima alternativa. Ma attenzione, questa non è comunque una partita come le altre, perché a tre giornate dal termine nulla è ancora scritto per l’assegnazione dello Scudetto. E’ vero che il Napoli con 3 punti di vantaggio, una rosa ampia e fresca ed un calendario decisamente più agevole, è nettamente favorito, ma i Campioni d’Italia in carica non vogliono lasciare nulla d’intentato ed essere pronti per ogni eventuale passo falso da parte dei partenopei. E in effetti l’Inter delle seconde linee partono alti e padroni della gara subito. I diversi Asllani, Zielinschi e Zalewski, o Taremi e Correa, si trovano bene dimostrano una condizione atletica brillante, grazie ad un minutaggio molto più ridotto rispetto ai diversi Barella, Calhanoglu o Lautaro. E’ evidente quando poco prima del quarto d’ora, Zalewski sulla corsia sinistra è ben imbeccato dal filtrante di Bastoni. Il polacco, con un colpo di tacco fa andare a vuoto l’intervento del suo marcatore, poi si accentra verso l’area e dal limite fa partire un tiro a giro sul palo lontano a mezza altezza imprendibile per il gigante coi guanti del Torino. Ospiti in vantaggio e sicuri di sé, almeno sino a quando dopo la mezz’ora inizia sullo stadio un diluvio che quasi impedisce la continuazione del match. Infatti poco prima del riposo è Martinez che salva su calcio d’angolo, con una parata degna del miglior Sommer edizione Barcellona. Con una pioggia fitta ma meno impetuosa, l’Inter parte bene nella ripresa decisa a chiuderla. Prima Taremi và vicino alla rete con una spettacolare rovesciata respinta da Milinkovic-Savic, ma l’azione era comunque viziata da un fuorigioco. Ma già dopo 4’ minuti ecco dalla sinistra partire un altro rasoterra dalle retrovie che vede Taremi fuggire verso la porta e abbattuto senza indugio dal portiere per un evidente rigore. In mancanza della sentenza del turco ecco dal dischetto presentarsi il suo vice Asllani che come contro il Verona non sbaglia. Meneghini avanti di due reti e ora in controllo della sfida. I nerazzurri abbassano i ritmi lasciando sovente il controllo ai granata che occupano bene il centrocampo meneghino ma senza tuttavia andare seriamente al tiro. Dall’altra parte l’Inter trova praterie che solo per la bravura di Milinkovic-Savic non si tramutano in reti. Infatti l’Inter spreca almeno tre colossali palle goal, ma bisogna dar atto alla bravura del fortissimo portiere avversario. All’ultimo minuto di recupero i padroni di casa vanno anche in goal, ma la rete viene annullata per una spinta in area prima del tiro. Inter che vince risparmiando energie per la FINALE e tiene vive le speranze Scudetto. Il massimo possibile nelle ambizioni di Inzaghi e company.

 

 

 

 

CL: Inter-Barcellona 4-3 ts. Partita d’altri tempi per raggiungere la FINALE

( maggio 2025 )


L’Inter vola in finale di Champions League battendo il Barcellona in una partita infinita con il risultato di 4-3 per i nerazzurri. La partita di andata finita 3-3 lasciava aperti molti scenari e la possibilità per entrambe di passare il turno e conquistare la finale. Inizia la partita e le squadre si affrontano a viso aperto. L’Inter è attentissima in difesa per limitare Yamal e compagni, mentre il Barcellona si tiene compatto, la linea di difesa molto alta e mantiene il possesso palla per la maggior parte del tempo. La partita è molto emozionante e giocata con intensità da entrambe le formazioni. Al 21’ sono i nerazzurri che vanno in vantaggio con Lautaro: su recupero clamoroso di Dimarco che manda in porta Dumfries, tocco morbido morbido per Lautaro e tap-in per l’1-0. Il Barcellona però non sta a guardare e va quasi subito vicino al pareggio al 24’ con un azione confusa in area Inter con Pedri che va dentro, Acerbi tocca (lamentele per un mani) e poi Olmo manda a lato. La partita prosegue con cambiamenti di fronte repentini e occasioni enormi sopratutto per l’Inter che in più occasioni si fa pericolosa. I Blugrana non stanno a guardare ma è l’Inter che concentratissima in difesa e nei recuperi manda a monte i piani di recupero degli avversari. Il primo tempo volge al termine ma al 46’ arriva il raddoppio su rigore dell’Inter con Calhanoglu che dal dischetto non sbaglia dopo il penalty concesso dal Var per un tocco di Cubarsì sul il piede di Lautaro lanciato in area. Quanta fatica per gli uomini di Inzaghi ma il primo tempo finisce con un meritato 2-0 per i nerazzurri e mette un piede in finale. Inizia il secondo tempo e sembra lo stesso copione del primo tempo con il Barcellona che tiene palla e con l’Inter che si difende ed è attenta dietro. Al 54’ il Barcellona accorcia le distanze. Azione insistita del Barcellona, palla messa dentro verso il secondo palo dove Eric Garcia è bravo a colpire mandando sotto la traversa. 2-1. Il Barcellona prende maggiore coraggio e ci prova a pareggiare al 57’ ma Sommer immenso para su Garcia. Purtroppo per i nerazzurri il pareggio arriva al 60’ su palla in mezzo verso il secondo palo, Carlos Augusto calcola malissimo il giro e si fa scavalcare: arriva Olmo tutto solo che di testa trova il pari. L’Inter è in difficoltà e si vede come al 65’ con Bisseck che perde palla, che permette la ripartenza del Barcellona ma per fortuna dei nerazzurri, gli ospiti sprecano una grossa occasione di andare in vantaggio. L’Inter sembra smarrita e abbattuta per essersi fatta recuperare ma regge. Si entra negli ultimissimi minuti a San Siro, è leggermente diminuita la spinta del Barcellona negli ultimi istanti di partita. Grande stanchezza in campo. La doccia fredda arriva all’88’ quando i catalani vanno in vantaggio: palla persa malissimo da Barella, Raphinha calcia ma viene murato da Sommer. Poi raccoglie la ribattuta e questa volta fa gol. 2-3. Sembra finita anche perché al 93’ Yamal prende in pieno un palo ma invece un minuto più tardi presi dalla disperazione, Dumfries recupera e va dentro dal centrale nerazzurro Acerbi che come un attaccante nato, gira col destro e trova il clamoroso 3-3. L’Inter la riprende e si va ai supplementari. Iniziano i supplementari ed entrambe le formazioni, nonostante la stanchezza dimostrano di esserci e di volere la finale. Al 99’ Thuram sguscia via ad Araujo e va dentro da Taremi, sponda per Frattesi che apre il mancino e fa gol e riporta in vantaggio l’Inter. Il secondo tempo supplementare inizia con il Barcellona che ha le occasioni migliori ma Yamal deve fare i conti con un super Sommer che para l’impossibile. Anche Szczesny ci mette del suo bloccando al volo il possibile 5-3 di Frattesi. Finisce la partita con l’Inter che vola a Monaco a giocarsi la Coppa contro una tra Arsenal e Psg. La partita di questa sera sarà ricordata per molto tempo sia per il gioco espresso da entrambe le formazioni, sia per i ribaltoni di risultato: è stata una partita per cuori forti e in questo caso sono i nerazzurri che ci hanno creduto di più. Però non sono tutte rose e fiori per i nerazzurri, in quanto per l’ennesima volta con la partita già in cassaforte nel primo tempo, nel secondo tempo si fanno recuperare. Dall’altra parte questa sera sono riusciti con l’atteggiamento a recuperare lo svantaggio subito. La finale è stata conquistata ma va ancora giocata e la partita di questa sera deve essere solo un punto di partenza e non di arrivo, quindi ci vorrà la massima concentrazione e umiltà perché non è stato vinto ancora nulla. Adesso l’Inter può prendersi una pausa in Coppa e sedare i bollenti spiriti europei per la meritata conquista della finale, cercando di giocarsi al meglio anche al Campionato le ultime chance di poter dire la sua nella corsa finale.

 

 

 

 

 

A: Inter-Verona 1-0. Vittoria di economia, ma il Napoli non scappa

( maggio 2025 )


A prescindere dalla forza dell’avversario questa gara non era affatto semplice, per diversi motivi pesanti. I Campioni d‘Italia, nella ultime due settimane hanno percorso le montagne russe. Prima della sfida di ritorno nei quarti di Champions contro il Bayern Monaco, erano avanti di tre punti sul Napoli in Campionato. Il pareggio, valso la semifinale in Coppa europea, ha dato entusiasmo, ma ha svuotato il serbatoio di energie fisiche e mentali ai nerazzurri, così ecco arrivare tre sconfitte cocenti che hanno eliminato la “Beneamata” dalla Coppa Italia e permesso a Conte di andare sopra di tre punti. A sole quattro giornate dal termine. Addio a sogni di gloria, ma ecco ancora una volta la Coppa dalle “Grandi Orecchie”. Semifinale di andata e il livello si alza ulteriormente e così con le residue forze Inzaghi e ragazzi costringono in Spagna il fortissimo Barcellona ad uno spettacolare pareggio per 3 a 3. Grande stimoli per una prova esaltante, ma il prezzo da pagare è alto con tutti i reduci dall’impresa cotti e con il capitano letteralmente ko. Altra mazzata. Quando l’Inter deve andare in campo, la capolista partenopea ha appena vinto a Lecce portandosi ad un allungo ghiacciante di più sei. O si vince oppure si scuce lo Scudetto dalle proprie magliette. Ora in questo sabato sera al Meazza arriva il Verona che di punti ne vorrebbe anche fare, visto che la salvezza non è ancora assicurata. Con Lautaro out e Calhanoglu fuori per squalifica, Inzaghi, opta per un cambio massiccio. Una vera e propria squadra “B”. Reduci da Barcellona? Solo il centrale di destra, ovvero Bisseck. Ma perché il tedesco è già l’alternativa al vero titolare che è il francese Pavard. Nel classico 3-5-2 in porta Martinez. Ad affiancare Bisseck, de Vrij e Augusto. Sulle fasce Darmian e Zalewski. Le mezz’ale sono Zielinski e Frattesi con Asllani in cabina di regia al posto del turco. Davanti la coppia non proprio di fulmini Correa e Arnautovic. L’Inter parte padrona comunque del campo anche se il ritmo non è vertiginoso e il Verona coperto in un 5-3-1-1 attende per ripartire. Il triangolo stretto in area dopo 6’ minuti però stappa il match, perché nell’inserimento in area di Frattesi, la sfera viene intercettata da un braccio da parte di un difensore ospite. Manca Calhanoglu? Il suo sostituto, si prende la palla sotto braccio e la responsabilità del calcio di rigore e non sbaglia. Dopo più di un anno, l’albanese torna alla rete ed è di quelle pesanti, pesantissime. Perché rimarrà l’unica della sfida. Certo l’Inter creerà nella prima frazione altre tre potenziali occasioni da rete, ovvero i due colpi di testa sbucciati in area piccola dal centravanti austriaco e il tiro di Asllani che dà l’impressione della rete, ma nulla di trascendentale. Il Verona chiama alla parata Martinez dopo un quarto d’ora ma nulla più, dopo un rapido capovolgimento di fronte. Le seconde linee nerazzurre rimangono sul pezzo per tutta la partita e con un possesso palla costante e continuo che recita circa il 70%, i nerazzurri non rischiano mai veramente. Una prova di testa e di maturità da parte di un gruppo forte, seppur stanco. Il Napoli rimane a distanza di una partita e il sogno di ripetersi in Campionato non è ancora svanito. Ora l’Inter A deve riconcentrarsi per il ritorno di Champions, ma qualche seconda linea ha dimostrato di poter esserci per la partita delle partite.

 

 

 

 

 

CL: Barcellona-Inter 3-3. Spettacolo a Barcellona. A San Siro tutto può succedere

( aprile 2025 )


In meno di dieci giorni terribili, l’Inter dal sogno “Triplete”, alla concreta realtà dei “Zeru Tituli”. Dopo le tre scottanti sconfitte che hanno il sapore dell’eliminazione dalla Coppa Italia e il sorpasso in Campionato del Napoli , ora c’è l’ostacolo più difficile di tutti. In Spagna, nella semifinale di Champions, ci sono i campioni della squadra che probabilmente è, in questo momento, la formazione più forte al Mondo. Inzaghi, a parte l’infortunato Pavard, schiera il suo 3-5-2 titolarissimo dal primo minuto, con Bisseck al posto del centrale francese. Però, Thuram e Dumfries sono rientranti da un lungo stop, e Barella, Lautaro e Calhanoglu e non solo loro, non sono in pienissima forma. La giovane brillantezza dei rapidi giocolieri spagnoli, che corrono a tutta birra inventando azioni da goal impossibili, contro la matura qualità organizzativa dei nerazzurri. Se pensi ai vari Acerbi e Darmian, Yamal e non solo, fa sorridere pensare che potrebbero esser i loro figli. Ma ecco che subito in mezzo minuto, i meneghini mettono a nudo l’unico limite degli spagnoli, ovvero la difesa alta e la loro spregiudicatezza offensiva. Dumfries parte in fascia alto, crossa per Dimarco sull’altro versante e la difesa a quattro rossoblu respinge nuovamente a destra e quando l’olandese crossa a centro area basso, Thuram s’inventa un colpo di tacco sotto marcatura che và quasi a baciare il palo interno opposto coperto da Szczesny. I ragazzini di Flick non si spaventano e prendono a macinare gioco. In 10’ minuti con due rasoiate dal limite vanno vicini al pareggio, con la palla che non trova lo specchio per pochissimo con Sommer inchiodato a terra. Ma ecco che su calcio d’angolo al minuto 21’ giunge un’altra freccia all’arco interista che può far male alla corazzata spagnola, ovvero le palle alte su calcio piazzato. Acerbi infatti fa da torre per Dumfries che in mezza rovesciata in area supera l’ex portiere della Juventus. Incredibile come l’Inter sia in vantaggio per due reti. Infatti, il Barcellona non ha solo campioni, ma uomini di spessore a prescindere dalla loro giovane età. E in meno di un quarto d’ora prima del riposo, si và sul pari. Yamal prima s’inventa un goal da solo entrando e sfidando l’intera difesa meneghina. Poi su un cross Bisseck e Acerbi si fanno sorprendere. Senza dimenticare una traversa incredibile sempre presa dal genio di Yamal. L’Inter schiacciata nella propria metà campo si fa dunque riprendere senza essere poi riuscita mai a ripartire. Tuttavia la brutta notizia è l’uscita per infortunio di Lautaro ma anche il Barcellona perde il suo capitano difensivo. Taremi prende il posto del “Toro”, ma l’Inter ha capito che deve alzare il suo baricentro e armata di coraggio và subito ad inizio secondo tempo a prendere gli avversari. Non è un caso che su un calcio d’angolo conquistato al minuto 63’ Dumfries, sì ancora lui, la prende di testa per il nuovo vantaggio italiano. Neppure il tempo di esultare che dopo due giri di lancetta, su calcio d’angolo la pareggia il Barcellona. Ma a differenza dei nerazzurri, nessuna palla alta, ma uno schema con la palla che dalla bandierina và rasoterra fuori dalla cunetta dell’area di rigore con velo di Yamal e conclusione da oltre i trenta metri che prima sbatte sulla traversa e poi la palla entra dopo aver sbattuto sulla schiena di Sommer. Nuovamente in parità. Ma la sfida rimane aperta. L’Inter non è schiacciata e gioca quasi alla pari con ripartenze veloci che chiamano Szczesny quasi a fare il difensore aggiunto. Bellissima l’azione che porterebbe al terzo vantaggio interista con la conclusione vincente dell’armeno, ma è proprio suo lo scarpino in leggerissimo fuorigioco che fa annullare il goal. A 3’ minuti dal termine un’altra traversa da fuori dei padroni di casa che pressano nel finale gli ospiti. Ma i ragazzi di Inzaghi reggono e si portano a San Siro un pareggio spettacolare che lascia aperta la sfida nel ritorno.

 

 

 

 

A: Inter-Roma 0-1. Crollo da zero “Tituli”

( aprile 2025 )


L’Inter perde 1-0 contro la Roma nella 35esima giornata e perde terreno in campionato. I nerazzurri arrivano da una settimana complicata: dopo essere stati battuti sempre in campionato dal Bologna e aver perso il primato in solitaria e la sconfitta in semifinale di Coppa Italia dai cugini del Milan, si ritrovano la Roma che arriva da un filotto impressionate di risultati positivi. Inizia la partita ed è l’Inter che inizia in modo propositivo ma al 10’ altra tegola per mister Inzaghi con l’infortunio di Pavard. Al 20’ la Roma ci prova con Konè di destro di prima dal limite ma la palla va a lato. Al 22’ la Roma va in vantaggio: tiro di Pellegrini, flipper in area, la palla arriva a Soulé che sotto porta batte Sommer per 1-0 per gli ospiti. È sono i giallorossi che continuano a fare la partita. Al 26’ Pellegrini pesca Cristante solo ai margini dell'area piccola, tiraccio d'esterno lontanissimo dai pali, grande occasione sprecata dai giallorossi per il raddoppio. Un minuto più tardi altra grossa chance per la Roma con Carlos Augusto che salva a porta vuota anticipando in angolo Shomurodov sul traversone di Angelino. La Roma macina e l’Inter si sveglia solo negli ultimi minuti finali del primo tempo: al 39’ Frattesi manca lo stop in area, avrebbe avuto una palla d'oro, libera la difesa. Finisce il primo tempo con la Roma avanti col gol di Soulé, ma ha parecchi rimpianti per 2-3 occasioni nitidissime che avrebbero potuto rendere più ampio il margine. Nel finale di tempo è cresciuta l'Inter pur senza creare grossi pericoli per Svilar. Il secondo tempo inizia con la Roma che agisce sempre di contropiede mentre l’Inter cerca di limitare le sfuriate romane e non riesce a portarsi in avanti e rendersi pericolosa. Dal 65’ l’Inter inizia l’ assedio nerazzurro, Roma chiusa negli ultimi 20 metri senza riuscire a ripartire ma l’Inter non riesce a portarsi sul pareggio. Finisce il secondo tempo e la partita finisce 0-1 col gol di Soulè e stasera il Napoli può staccare i nerazzurri in vetta mentre la Roma aggancia momentaneamente il Bologna in zona Champions. L’Inter perde per la terza volta consecutiva in solo una settimana. Aver cercato di andare avanti il più possibile in tutte le competizioni non ha portato risultati positivi in quanto il carico mentale e fisico delle tante partite giocate alla fine è pesato nel momento di concludere e portare a casa il risultato finale. L’Inter sarà impegnato in un altro sforzo nella semifinale di Champions contro il Barcellona, altro importante obiettivo della stagione.

 

 

 

 

 

CI: Inter-Milan 0-3. Inter colpita e affondata. Diavolo in Finale

( aprile 2025 )


Il Milan batte 3-0 l’Inter nel ritorno della seminale di Coppa Italia. Il Milan si presenta con la migliore formazione possibile e a sorpresa il tecnico rossonero schiera Jovic dal primo minuto. Per Inzaghi le scelte sono quasi obbligate visti i tanti infortunati e i tanti impegni a cui deve far fronte. Le due squadre sono accomunate dal fatto che arrivano da una sconfitta in campionato. Dopo il minuto di silenzio per onorare la memoria di Papa Francesco, ecco il fischio dell'arbitro Doveri. Comincia il derby di ritorno di Coppa Italia dopo l'1-1 dell'andata e chi vince si conquista la finale in programma il 14 maggio, contro il Bologna o l’Empoli. Al 10’ primo squillo della partita, Darmian raccoglie una palla rimasta in mezzo al campo e si invola verso la porta di Maignan: diagonale col destro, palla fuori di poco. Al 22’ Barella allarga per l'esterno nerazzurro Dimarco che riesce a calciare nonostante i pressing, palla che finisce sulla parte alta della traversa. Si spinge fortissimo sia da una parte che dall'altra, grandi spazi a disposizione delle due squadre. Al 33’ tacco di Lautaro, palla verso il secondo palo perfetta di Barella verso Taremi che gioca alla grande di sponda su Lautaro che però perde tempo nel controllo e calcia alto! Grande chance per l'Inter. Meglio l’Inter ma al 36’ alla prima occasione capitata ai rossoneri, sono loro che vanno in vantaggio. Fofana riceve e allarga verso Jimenez, cross perfetto dell'ex Real Madrid per la testa di Jovic che sale e gira in porta! Al primo tiro in porta è avanti il Milan!Finisce con l’1-0 immeritato per i rossoneri il primo tempo. Inizia la ripresa e al 50’ Jovic fa il raddoppio. Calcio d'angolo battuto in mezzo, batti e ribatti in area Inter e alla fine arriva la zampata del serbo! 2-0 Diavolo e avvio di ripresa da incubo per i nerazzurri. Il Milan cerca di calare il tris mentre l’Inter cerca di reagire, visibilmente frastornata dal doppio svantaggio. Mkhitaryan riceve da Calhanoglu e calcia, palla fuori di poco. Nemmeno le 4 sostituzioni in un colpo di Inzaghi smuovono la situazione, e il Milan comanda gioco e possesso grazie al risultato a favore. L’Inter cerca con azioni manovrate di riportare in pari il risultato ma è evidente la stanchezza soprattutto tra i giocatori dell'Inter: scelte sbagliate, scatti abbozzati, errori di valutazione. Via agli ultimi dieci minuti con il Milan ancora padrone. Al 86’ il Milan cala il tris: Leao imbuca per l'olandese, sinistro ad incrociare che passa sotto le gambe di Martinez e 3-0 rossonero. Il Milan conquista la finale di Coppa Italia, mettendo anche in crisi i cugini nerazzurri sia sotto l’aspetto mentale per il futuro sia sotto l’aspetto fisico già parecchio compromesso. Il risultato è stato molto generoso con i rossoneri ma tutto sommato il Milan è stato bravo a concretizzare le palle gol a differenza dell’Inter che è troppo macchinosa e spreca veramente tanto. L’Inter deve subito ripartire sia di testa che di gambe perché le aspettano partite intense e decisive, la prima in campionato contro la Roma per restare in testa con il Napoli. Il Milan invece in campionato ha ben poco da dire e cercherà di trovare la quadra per portare a casa la Coppa il 14 Maggio.

 

 

 

 

 

A: Bologna-Inter 1-0. Ancora la FATAL Bologna. Il Napoli la raggiunge

( aprile 2025 )


Grande felicità per l’approdo in semifinale di Champions, dopo il pareggio casalingo contro i tedeschi del Bayern Monaco. Ma tale risultato ha un costo ed è quello delle energie spese. Oltre a Dumfries, da tempo assente, ora non siede neppure in panchina Thuram. Sopratutto, l’altro problema è che chi scende in campo non è nella sula forma migliore. Il Napoli ha vinto, seppur a fatica a Monza ed ha agguantato l’Inter in vetta alla Serie A. Se i nerazzurri vogliono rimanere da soli sul podio più alto devono quanto meno pareggiare. Considerando però il calendario da qui sino al termine, i meneghini hanno partite ben più difficili dinanzi a sé, rispetto ai partenopei. Senza dimenticare che hanno ancora la Coppa Italia e la Champions. Quindi per l’Inter sarebbe opportuno rimanere ad un più rassicurante più tre sugli inseguitori. Oltre alla fatica nelle gambe e nella testa dei ragazzi di Inzaghi, l’ostacolo si chiama Bologna, che non solo è una della squadre più informa, ma per la storia recente nerazzurra condotta dal mister piacentino, questo club emiliano non è associato a dolci ricordi di successi. Inzaghi al netto delle due assenze importanti, schiera tutti i titolarissimi, con Darmian sulla corsia destra e Correa affianco a Lautaro. La partita è intensa ma lenta e le occasioni sia da una parte e dall’altra non piovono dal cielo. La prima frazione si chiude senza reti con una grande azione da goal dei padroni di casa, salvata a Sommer battuto da Pavard e due mezze di Lautaro e Augusto. L’Inter si vede che gioca con il freno a mano e Correa non tiene un pallone e non dà certo nessun supporto di gamba ai suoi compagni. Con l’armeno ammonito, entra Frattesi, poi Dimarco e Taremi, ma i cambi non rinvigoriscono i nerazzurri. Sul finale entrano Arnautovic per uno stremato Lautaro che ha speso tanto sobbarcandosi l’intero fronte offensivo e non solo. Bisseck per Bastoni, con Augusto abbassato diviene l’ancora della capolista. Mentre Orsolini e Castro conferiscono nuova linfa ai rossoblu e proprio al minuto 94’, sul fischio finale Bisseck non chiude sul cross e devia di testa male facendo scorrere la palla in mezzo all’area andando sul secondo palo. Dimarco si gira marcando male Orsolini, che in mezza rovesciata supera Sommer e affonda l’Inter. Nerazzurri che si fanno prendere dal Napoli e ora lo Scudetto diviene un’impresa. Il sogno Triplete sta costando caro. E come sempre le seconde linee di Inzaghi tradiscono. Non è un caso che i nerazzurri prendano spessissimo rete nelle riprese, perdendo punti. Raspadori, entrato dalla panchina ha confezionato l’assist per il goal vittoria al Napoli. Bisseck, l’ha fatto per Orsolini. Inzaghi, probabilmente dovrebbe, al più presto, studiare un assetto meno dispendioso, che non richieda la solita brillantezza.

 

 

 

 

CL: Inter-Bayern M. 2-2. Semifinali di carattere e maturità

( aprile 2025 )


L’Inter si porta a casa la semifinale di Champions League, nonostante il pareggio per 2-2 rimediato nel ritorno dei quarti di finale contro il Bayern ma forte della vittoria dell’andata per 2-1 e pertanto si aggiudicano il passaggio. Il Bayern deve recuperare lo svantaggio dell’andata e inizia subito forte. I bavaresi fanno girare molto palla e sta spesso nella metà campo avversaria ma i nerazzurri chiudono bene e cercano di ripartire. Alla mezz’ora due occasioni per l’Inter. La prima al 29’ su punizione di Dimarco, tocco di Acerbi che diventa quasi buono per Thuram che però non impatta di un centimetro sul secondo palo; la seconda al 32’ su botta da fuori dopo un'azione manovrata molto bene dall'Inter, palla fuori davvero di poco. Anche il Bayern ci prova al 37’ con un azione che porta Muller praticamente tutto solo a calciare, si salva in corner la squadra di Inzaghi. Poi Kane non sfrutta l'uscita a vuoto di Sommer sul calcio d'angolo successivo. Finisce un primo tempo tosto per l'Inter con il Bayern gioca forte ma per il momento regge la difesa nerazzurra. Inizia il secondo tempo e al 50’ l’Inter ci prova con una palla dentro di Dimarco, Bastoni devia e il portiere del Bayern salva i suoi. Due minuti più tardi il Bayern va in vantaggio con Kane. L'inglese controlla in area servito da Goretzka, Dimarco lo guarda e lascia troppo spazio, l'ex Tottenham incrocia e porta avanti il Bayern. Ma l’Inter con Lautaro al 58’ pareggia i conti: azione confusa dopo il corner di Dimarco, Lautaro raccoglie una palla corta e spara in porta per l’1-1. Al 61’ i nerazzurri vanno in vantaggio con Pavard. Sempre su corner perfetto di Calhanoglu, Pavard salta in testa a Kim e gira in porta e il risultato si mette sul 2-1 per i nerazzurri come l’andata. Partita molto combattuta e al 76’ il risultato cambia ancora. Cross verso l'inglese Dier appostato sul secondo palo, stacco di testa "spinto" dal vento e da il gol del 2-2 rimettendo in bilico la partita. Negli ultimi minuti brivido per l'Inter. L'inglese Kane calcia male e manda alto. Ancora 6' di recupero e di sofferenza per i nerazzurri. All’ultimo minuto di recupero il Bayern spinge con tutti gli uomini possibili ma Sommer salva su Muller e finisce la partita con il risultato di 2-2 che permette all’Inter di raggiungere la semifinale che giocherà contro il Barcellona. Partita molto tirata dell’Inter e molto dispendiosa tanto che nell’ultimo quarto d’ora i ragazzi di Inzaghi erano stanchi e sulle gambe. Si sapeva che non sarebbe stata una partita facile ma non al punto di uscire con le gambe “rotte”. Il problema grosso adesso sarà mantenere il ritmo anche in campionato, cosa non facile visto il dispendio di questa sera e il fatto che il prossimo impegno sarà contro il Bologna, squadra tosta e che i punti di vantaggio sul Napoli che insegue sono solo tre.

 

 

 

 

A: Inter-Cagliari 3-1. Questa volta l’Inter non si distrae, troppo

( aprile 2025 )


Ci risiamo. Partita sulla carta abbordabile per la capolista. Sulla vecchia schedina sarebbe da segnare un facile 1 fisso. Eppure, anche Inzaghi non è tranquillissimo. Non è questione di poca sicurezza nella propria forza, che non è certo in discussione. Tra acciacchi, infortunati e uomini non in piena forma e con un’autonomia a livello di minuti in campo ridotta, l’Inter non è al pieno del suo potenziale. L’onore di essere a metà aprile, ancora su tutti i fronti, ha un alto onere. Reduce dalla dispendiosa trasferta in Germania, peraltro vittoriosa, qui a San Siro arriva un Cagliari, che anche se non è in una situazione disperata di punteggio, a sette Giornate dalla fine del Campionato, non è che si può definire tranquillamente salva. I sardi sono ad un più sei rassicurante dalla zona retrocessione, ma basta poco per scivolare nel baratro e non riuscire più a salire. Allo stesso tempo, l’Inter è consapevole che non può assolutamente permettersi passi falsi qui al Meazza dato il fiato sul collo del Napoli. Lo Scudetto è gioco tra le due squadre e il calendario di Conte da qui alla fine è nettamente in discesa. Se non bastasse, i partenopei non hanno altro che queste ultime sette sfide di Serie A, mentre i nerazzurri hanno già mercoledì prossimo il ritorno contro il Bayer Monaco per raggiungere le semifinali di Champions, mentre la settimana dopo, dopo la delicata trasferta a Bologna in Campionato, ci sarà il ritorno tutto da giocare nel derby di Coppa Italia. Per cui Inzaghi deve mettersi con la calcolatrice e fare i conti delle batterie di ciascuno dei suoi ragazzi. Così fuori il trittico difensivo di Coppa, ma dentro Bisseck, de Vrij e Augusto. Nei cinque di centrocampo titolari Dumfries infortunato è sostituito da Zailewski, mentre l’armeno da Frattesi. Affianco a Lautaro il gigante austriaco. E dopo un avvio tranquillo, ma autoritario dei meneghini, è proprio Arnautovic prima del quarto d’ora a sfondare letteralmente la difesa e la porta dei sardi. L’Inter senza strafare il primo tempo, gioca bene, rischiando una volta su una ripartenza dove è bravo Sommer, dopo essere scivolato mentre stava uscendo a ripiegare e chiudere lo specchio sulla conclusione diagonale dell’attaccante sardo. Scampato il pericolo, i padroni di casa continuano a macinare con sicurezza gioco e potenziali occasioni. Al minuto 26’, questa volta l’austriaco si veste i panni dell’uomo assist e offre di prima dalla corsia sinistra un delizioso filtrante per l’inserimento del 10 argentino che con uno scavetto altrettanto raffinato, supera Caprile. Quindi con pieno merito la Beneamata chiude anche in questa occasione il primo tempo con un rassicurante doppio vantaggio. Nelle ultime due giornate, era accaduto uguale. Però contro l’Udinese abbassa i ritmi subendo il goal che riapre il macth ma a stento la porta sino alla vittoria. A Parma è andata peggio e gli emiliani vanno sul 2 a 2 con pieno merito rischiando pure di vincerla. Ti aspetti nella ripresa, senza che Inzaghi adoperi immediatamente cambi, che l’Inter abbia imparato la lezione, ed invece ... . Bastano 3’ minuti di ritmo basso e baricentro arretrato da parte dei meneghini, che il Cagliari, con Piccoli, che salta in area piccola di testa indisturbato, la riapre. Fantasmi ed incubi appaiono all’orizzonte, ma un calcio d’angolo battuto dalla sinistra offensiva da Dimarco 7’ minuti dopo, trova la testa di Bisseck per un rassicurante 3 a 1. Da qui Inzaghi inizia con gradualità a dare respiro ad alcuni dei suoi. Con Arnautovic e Zailewski, che escono per affaticamenti, l’Inter và a ritmo lento, lentissimo, ma quanto meno con concentrazione. Il timore, più che di prendere goal è di avere nuovi infortunati, ma questo non accade e Inzaghi può ritenersi soddisfatto per i tre punti conquistati e la non troppa fatica fatta per ottenerli. Perché il Bayer Monaco, verrà al Meazza per ribaltare l’andata. Tutto è nella testa e nelle gambe dell’Inter.

 

 


 

CL: Bayern M.-Inter 1-2. Prima regge e poi colpisce

( aprile 2025 )


Grande prestazione dell’Inter che nella partita di andata di Champions contro il Bayern porta a casa una vittoria per 2-1, mettendo un piede nella semifinale. La partita inizia subito forte in mezzo al campo fin dai primi secondi. Tatticamente, nel Bayern è Guerreiro a fare il trequartista centrale con Sané e Olise larghi alle spalle di Kane. Al 7’ arriva il primo brivido per l’Inter. Mancino a giro del francese, palla deviata di un soffio a lato. I tedeschi fanno girare palla e pressano altissimi quando c'è l'Inter in possesso. Avvio grintoso comunque da entrambe le parti. Al 20’ imbucata splendida per Guerreiro che calcia ad incrociare, Sommer in due tempi evita il gol. Al 26’ palla persa di Pavard che di fatto serve Olise, bravo ad eludere tutta la difesa dell’Inter e ad apparecchiare per l'inglese tutto solo a 4 metri dalla porta. L’Inter finalmente inizia a prendere le misure e inizia a macinare occasioni. Al 38’ l’Inter va in vantaggio su azione splendida dell'Inter che si chiude con il tacco di Thuram per Lautaro: esterno del Toro che finisce sotto l'incrocio. Finisce il primo tempo con il vantaggio degli ospiti. Inizia il secondo ed è a squadra di Inzaghi che tramite il possesso dal basso manda a vuoto il pressing aggressivo del Bayern. Al 60’ il Bayern spinge con più convinzione ma l'Inter si chiude bene. Verso la fine della partita l’Inter si deconcentra e inizia a sbandare. All’80 sbandata di Bisseck che lascia tutto solo Laimer: palla dentro per Kane che schiaccia il destro, a lato. L’Inter continua a vacillare sotto i colpi dell’avversario e al 85’ il Bayern pareggia i conti approfittando proprio degli sbandamenti dell'Inter dietro. Laimer raccoglie sul secondo palo e rimanda dentro dove pesca Muller tutto solo che accomoda il pallone in porta. La partita sembra finita ma all’88 ecco che l’Inter si riporta avanti. Carlos Augusto lanciato nello spazio da Barella si prende il fondo e manda forte in mezzo: arriva Frattesi che in qualche modo tocca e manda in porta. L'Inter batte il Bayern all'Allianz Arena, dopo quattro anni che i bavaresi non perdevano una gara europea in casa. Forse il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto ma va dato atto all’Inter di averci creduto fino alla fine. Il ritorno sarà comunque una gara apertissima. Il prossimo impegno dell’Inter sarà in Campionato contro il Cagliari altra tappa di questa lunghissima stagione.

 

 


 

A: Parma-Inter 2-2. Questa volta l’Inter si è fatta rimontare

( aprile 2025 )


Trasferta importante e fondamentale per la squadra d’Inzaghi. Al contrario della scorsa Giornata, questa volta, sulla carta è la capolista meneghina ad avere il turno favorevole rispetto alle due più prossime inseguitrici. L’Inter và a Parma che sta lottando per la salvezza, mentre il Napoli và, sempre in Emilia, ma in casa del Bologna che vuole difendere il suo posto Chmapions. Il problema dell’Inter sono i tanti impegni ravvicinati e importanti. Dopo il pareggio in settimana nel derby di andata di Coppa Italia, quindi tutto rimandato fra tre settimane in quello di ritorno, si và a scontrarsi contro la squadra dell’ex Chivu. Ma la testa non può che andare anche verso il prossimo impegno, non da poco, dei quarti di Champions contro il Bayer Monaco. Inzaghi, squalificato, disegna il suo 3-5-2 con Bisseck al posto di Pavard, e Asllani al posto di Barella squalificato. Sulle corsie esterne dal primo minuto Dimarco e ancora Darmian per l’indisponibile Dumfries. La ThuLa si ricompone davanti e i milanesi partono padroni del campo anche se a ritmo non elettrico. Anzi, un contropiede rapido dei padroni di casa chiama al miracolo Sommer, ma una bella azione avvolgente al quarto d’ora di gioco, da sinistra a destra schiaccia il Parma nella propria area e Darmian spara sul primo palo portando avanti i suoi. Il Parma però c’è e il suo 4-3-3 aggressivo mette in evidenza una fragilità di filtraggio nerazzurro insolito e Sommer è ancora bravissimo a sventare, anche se l’Inter costruisce ancora, ma non inquadrando la porta o quando lo fa, come Lautaro trova Suzuki lesto come un gatto. Proprio sullo scadere della prima frazione, la trappola del fuorigioco emiliano non funziona correttamente e l’armeno si infila bene e offre la palla a Thuram che davanti al portiere, più che bravo è fortunatissimo, perché ciabattandola disegna una parabola imprevista a pallonetto che si insacca, nonostante l’intervento disperato del centrale parmense. Inter che và al riposo avanti e sul 2 a 0. Peccato, che quasi se non peggio di una settimana fa, non rientra dagli spogliatoi. Chivu opera tre cambi e i suoi sono più aggressivi e decisi, prendendo il controllo del match. L’Inter, che ha fatto entrare dagli spogliatoi Augusto per l’acciaccato Bastoni, arretra e non accenna neppure ad un minimo di ripartenza. Come se avesse il serbatoio di energie fisiche e mentali svuotate. Mentre il Parma gioca e crede nella rimonta, l’Inter quasi sparisce dal campo e gioco forza in 9’ minuti, dal 60’ al 69’, arrivano due colpi dei padroni di casa che mettono la sfida nuovamente in parità. L’Inter fa uscire Calhanoglu, Lautaro, Asllani e Dimarco per Frattesi, Correa, Zalewski e Arnautovic, i nerazzurri perdono ancor più incisività e fantasia. Nessuna energia supplementare, anzi è il Parma che in contropiede và vicino alla terza marcatura. L’Inter nella seconda parte di gara non è mai arrivata al tiro in porta, ma ha rischiato. Una tenuta solo parziale della partita si era già vista domenica scorsa a San Siro contro l’Udinese, ma oggi è stato nettamente peggio. Un punto solo che può permettere al Napoli di avvicinarsi ad una solo lunghezza. Con l’Inter che avrà ora un calendario molto più difficile. Questa vittoria buttata via potrebbe costare tanto se non tutto per la lotta Scudetto.

 

 


 

A: Inter-Udinese 2-1. Metà partita basta all’Inter per mettere pressione al Napoli

( marzo 2025 )


Strane combinazioni costruisce il calendario di luglio della Serie A. In un momento cruciale del Campionato nella stessa domenica, alle ore 15 gioca la terza in classifica in trasferta in un campo difficile. Subito dopo la capolista in casa in una sfida abbordabile e un attimo seguente la seconda e più prossima inseguitrice in un match casalingo ma contro una big. Ecco, l’Inter si trova questo tardo pomeriggio in mezzo sapendo che l’Atalanta ha perso a Firenze e quindi con un successo in questa partita al Meazza contro i friulani, con otto giornate ancora da disputare, i bergamaschi sarebbero virtualmente fuori dalla lotta per il titolo. Nove punti sarebbero un margine difficile da recuperare, anzi dieci visto che l’Inter ha vinto entrambi gli scontri diretti. Ma l’obiettivo grande è vincere per mettere una forte pressione al Napoli che deve giocare al Maradona contro i cugini milanesi. Infatti, anche se Inzaghi ha un occhio di riguardo per i prossimi impegni ravvicinati di Coppe ( italiana ed europea ), l’Inter parte feroce mettendo lì nella propria area i bianconeri. Anche se mancano i titolari Bastoni, Barella, Dumfries e Lautaro, ma recuperato Dimarco, i nerazzurri con un Frattesi in grande spolvero creano nella prima mezz’ora almeno cinque palle goal. E non è un caso che Arnautovic prima e Frattesi poi, ne siglano due mandando al riposo la “Beneamata” avanti di due reti. Grande possesso palla, aggressione immediata a centrocampo e uscita palla al piede e qualità di fraseggio di alto livello riempiono di applausi l’intero stadio. L’Udinese è parsa sin troppo timida e sulle sue, quasi una vittima sacrificale. Tuttavia iniziata la ripresa, l’Inter giggioneggia troppo e non ha voglia di chiuderla definitivamente e gli ospiti entrano in campo con ben altro spirito prendendo l’iniziativa, il possesso palla e il campo. I cambi di Inzaghi non aiutano. Prima Correa per Arnauovic che ha giocato bene lasciano un Thuram sin troppo isolato. In seguito con fuori Calhanoglu, Frattesi e Dimarco assieme per Asllani, Barella e Bisseck, l’Inter si sfilaccia ancor di più e non trova neppure le giuste distanze. I meneghini vanno in affanno e Sommer sale in cattedra con una prodezza su un tiro da fuori. Ma quando Soulet, un difensore, parte da centrocampo indisturbato e arrivato al limite dell’area spara prendendo la mira con grande calma senza pressione, Sommer non può far altro che raccogliere da sfera da dentro la porta. Siamo al minuto 71’ e il match che pareva oramai una formalità diviene ad alta tensione, tant’è che Sommer deve ancora superarsi e Inzaghi per proteste si prende prima un giallo e poi un rosso. Ma alla fine i nerazzurri la portano a casa con un po’ troppo tormento. La testa staccata per gestire le energie ha fatto tirare troppo il freno a mano ai padroni di casa e quasi buttano via i tre punti che nei primi 45’ minuti si erano ben guadagnati. Il successo è arrivato e ora la palla passa al Napoli e Inzaghi, se non tutto il popolo nerazzurro, tiferanno per il Milan, che mercoledì sarà avversario nelle semifinali di Coppa Italia.

 

 


 

A: Atalanta-Inter 0-2. Inter in formato Champions per lo Scudetto

( marzo 2025 )


La sfida è tra le due contendenti, vicine geograficamente, di colore di maglia, ma anche di idea propositiva di calcio. Non a caso sono le due squadre più europee a livello nazionale e si affrontano a Bergamo i due migliori attacchi della Serie A. Di gran lunga gli attacchi più prolifici con 63 reti a testa con la coppia Retegui e Lookman a quota 35 goal, contro i 23 della TuLa di Inzaghi. C’è però una grande differenza tra le due squadre in quanto sono ben 17 i calciatori andati a segno con Inzaghi, contro gli 11 del Gasp, segno di grande partecipazione offensiva da parte di tutto il gruppo. E’ l’ultima sfida della ventinovesima Giornata e potrebbe decidere molto, più a livello psicologico che di punti in palio. Specie considerando che le altre avendo già giocato hanno fatto passi falsi importanti. Conte che poteva scappare a Venezia si fa bloccare sullo 0 a 0 e quindi niente pressione sulle due nerazzurre. La stessa Juventus, perdendo malamente a Firenze si toglie definitivamente dalla lotta Scudetto. Quindi un pareggio tra le due lombarde terrebbe tra le prime tre le distanze inalterate. Ma il successo di Gasperini permetterebbe di agganciare in vetta la capolista e il Napoli costruendo un trittico in testa a quota 61 punti. Tuttavia una vittoria di Inzaghi darebbe uno scossone mentale alla fuga perché darebbe un più 3 sulla seconda partenopea, e un più 6 sulla terza bergamasca. Cosa accade? Dal via l’Inter si proietta con la massima concentrazione nella metà campo avversaria non facendo toccare palla ai padroni di casa per un quarto d’ora e costruendo un paio di azioni da goal, una delle quali vede Lautaro da perfetto numero 10 offrire la palla del vantaggio a Thuram che la spreca e la butta sul palo. Nella parte centrale esce l’Atalanta e ci vuole un colpo di reni di Sommer per tirare fuori la sfera da sotto la traversa dopo l’incornata di Pasalic. Il match è intenso in ogni parte del campo ed entrambe vogliono costruire per portarsi in vantaggio, senza però lasciare spazi alle ripartenze dell’altro che sarebbero fatali. Così si và al riposo con un pareggio con le reti candide. Si parte e dopo 5’ minuti di gioco l’Inter si trova a battere un calcio d’angolo, con la gara che viene sospesa per un malore di un tifoso, proprio sotto la bandierina del corner. Più di 6’ minuti di attesa e quando Calhanoglu batte l’angolo, la difesa bergamasca è ancora ferma alla sosta e Augusto indisturbato la butta dentro. Inter in vantaggio che gestisce senza soffrire troppo. Gasperini ci prova con i cambi ma anche Inzaghi adotta le contromisure. La partita rimane aperta almeno sino a quando Ederson al minuto 81’ per proteste continue, si fa buttare fuori dall’arbitro per due cartellini gialli consecutivi. I meneghini trovano spazio e al’ 87’ minuto Barella in area offre a destra la palla a Lautaro per il raddoppio. Poco importa che Bastoni per un fallo poco dopo, pareggi il numero di giocatori in campo per squadra. Anche negli 11’ minuti abbandonati di recupero l’Inter spreca l’occasione per il 3 a 0, ma certifica una prova da vera squadra che vuole il Tricolore. La pressione l’ha esaltata e gli ha permesso di vincere il suo primo vero scontro diretto. Nel momento, oltretutto, più caldo della Stagione. Senza dimenticare che l’Inter, a differenza dell’Atalanta, in settimana aveva anche disputato una gara di Champions da dentro o fuori. Complimenti alla mentalità che Inzaghi ha conferito alla sua creatura.

 

 


 

CL: Inter-Feyenoord 2-1. Giusto approccio per giungere ai quarti

( marzo 2025 )


Il vantaggio conseguito nella sfida di andata contro un avversario di caratura inferiore, era già un bel biglietto da visita per passare ai quarti, ma due aspetti non lasciavano tranquillo Inzaghi.La partita in Campionato contro la già quasi retrocessa Monza, faceva capire che appena la soglia di concentrazione si abbassa, la partita ti può scivolare di mano. Seconda considerazione, le energie fisiche sono veramente al lumicino e anche se è lodevole che i nerazzurri siano ancora in gara su tutti fronti e da protagonisti, ciò ha un prezzo da pagare. Ovvero la moria di uomini che sono in infermeria. E nonostante un discreto turnover, all’ultimo minuto pure de Vrij deve dare forfait con il richiamo del solido ma non freschissimo Acerbi, al centro della difesa. Torna Sommer tra i pali con Bisseck e Pavard ai lati, quindi riposo, più che meritato a Bastoni. A centrocampo Calhanoglu in regia con Mikhitaryan e Frattesi interni. Augusto e l’inossidabile Dumfries sulle fasce con l’olandese per la prima volta capitano. Davanti a dar aiuto a Thuram, Taremi che ha molto da dover riscattare. Gli olandesi devono fare la partita e il loro 4-3-3 fatto di intensa corsa potrebbe dare più di un problema, ad un’Inter non al meglio. Ed invece, sono i meneghini che iniziano con la giusta mentalità di fare proprio il match. Pressing alto e occupazione totale del campo senza lasciare possibilità di ripartenze all’avversario. Dopo aver scaldato i guantoni al portiere olandese, già all’8’ minuto l’Inter passa avanti con Thuram che parte a sinistra, si accentra, e una volta giunto al limite dell’area fa partire un tiro teso ma a anche a giro che và ad insaccarsi quasi sotto l’incrocio sul palo lontano. L’Inter continua a fare la gara, ma un intervento scomposto nella propria area da parte del regista turco, regala il rigore che poco prima dell’intervallo riporta la sfida in parità. Ma dopo un bel pressing in avvio, Taremi viene abbattuto in area per un rigore, questa volta a favore dei nerazzurri e Calhanoglu si fa perdonare siglando il 2 a 1 dal dischetto. Thuram per una simulazione viene ammonito e poco dopo vuol farsi perdonare andando in area in slalom in stile Alberto Tomba e scaraventando la sfera sulla traversa. L’Inter è passata oramai e purtroppo per strada a 6’ dal termine perde Acerbi e Frattesi per leggeri affaticamenti. Inzaghi inserisce due della primavera. Una buona gara non sottovalutata dall’Inter ha regalato al Mondo nerazzurro i quarti contro un Bayer Monaco che tra andata e ritorno ne ha fatti cinque all’altro Bayer, che per inciso nella prima fase era stata l’unica a battere la “Beneamata”. Ci vorrà un’Inter quasi perfetta per i campioni tedeschi. Nel frattempo però ci sarà la sfida Scudetto con l’Atalanta e altro ancora.

 

 


 

A: Inter-Monza 3-2. Che incubo, ma l’Inter si sveglia

( marzo 2025 )


Dopo una serie di partite, sempre molto ravvicinate, ma sopratutto intense, ecco una gara quasi di allenamento, giusto per rifiatare. Questo devono aver pensato i calciatori nerazzurri. Davanti al proprio pubblico, al Meazza arriva l’ultima in classifica, che nelle ultime giornate ha unicamente perso e incassato una valanga spropositata di goal. Insomma, il Monza, che pare già proiettato alla retrocessione non dovrebbe creare grandi grattacapi alla prima della classe. Ma Inzaghi non si fida e vuole staccare le avversarie che, al contrario della sua squadra, hanno incontri difficili. Così il mister piacentino schiera nel suo 3-5-2 il meglio di ciò che ha a disposizione. Con i quattro di fascia non al meglio, Bastoni, come a Napoli e in Coppa è dirottato sull’esterno sinistro al posto di Dimarco. Acerbi ne prende il posto dietro, con de Vrij centrale e a destra Pavard. Thuram in panchina per la coppia Lautaro e Aranutovic. Nesta, ritornato sulla panchina dei brianzoli si dispone a specchio e porta i suoi ragazzi a pressare tanto e a stare compattissimi. Così il fraseggio, non proprio fulmineo dei padroni di casa non diviene incontrollabile per gli ospiti. Certo Arnautovic di testa scalda i riflessi di Turati e i suoi guantoni. Poi a metà del primo tempo, su calcio d’angolo Lautaro la butta dentro di cattiveria ma la Var annulla per un’impercettibile precedente tocco delle dita sulla sfera. L’Inter cerca di accelerare le giocate pressando sempre più alto, senza pensare con la medesima concentrazione alla fase di copertura, così al minuto 32’, alla prima vera ripartenza monzese, de Vrij e soci si fanno beffare da un uno-due bello ed efficace con Birindelli che davanti a Martinez trova l’angolo lontano. L’Inter non ci crede e invece di arrabbiarsi diviene più contratta e senza la cattiveria giusta. Così al 43’ l’ex Baldé parte a sinistra, punta la difesa nerazzurra che arretra troppo lasciandolo calciare da fuori area uno splendido tiro che si insacca quasi all’incrocio. Sta per chiudersi la prima frazione e l’Inter è sotto di due reti contro il Monza. Incredibile. Però il secondo schiaffo pare abbia svegliato i suoi, perché un minuto e mezzo dopo, prima che giunga il riposo, a sinistra Bastoni lascia per l’armeno che scodella tutto a destra per Dumfries che di testa, salito in cielo, la piazza in centro dove Arnautovic in tuffo, sempre di testa, la riapre. Goal pesante perché permette ai padroni di casa di andare negli spogliatoi solo sotto di un goal. Dagli spogliatoi, Inzaghi riporta Bastoni a sinistra ma da centrale, con Acerbi centrale puro e fuori Pavard e de Vrij, per Augusto, esterno puro, e Bisseck centrale di destra. Risistemata la difesa, e di fatto nel secondo tempo il Monza non riuscirà più a farsi pericoloso dalle parti di Martinez, l’Inter può pensare ad attaccare. Lo fa non a testa bassa, ma con più brillantezza di gamba e di testa. Dopo aver assediato a tratti la trequarti brianzola, ecco che da sinistra arriva il cross al minuto 64’ che Bisseck rimette centrale fuori dall’area. Lautaro la lascia di spalle sfilare per Calhanoglu che tira una rasoiata imprendibile sull’angolo basso a destra di Turati. E’ pareggio, ma non ancora completata la rimonta. Dentro Correa e Thuram, anche perché l’argentino deve entrare al posto dell’appena inserito Zielinski, che in 3’ minuti si infortuna. Con tre attaccanti puri l’Inter è sempre nell’area avversaria e quando Turati al minuto 77’ sembra aver compiuto un miracolo a tirare fuori la palla dal colpo di testa deviato di Lautaro, giunge la tecnologia fredda e imparziale a decretare che la palla è effettivamente entrata. Inter ora in vantaggio, che ha anche il tempo 5’ minuti dopo, di sciupare il poker che avrebbe chiuso il match definitivamente, ma la conclusione di Thuram da due passi sbatte contro il palo. L’Inter controlla sino al fischio finale e con i tre punti allunga momentaneamente sul Napoli. Che fatica però. Senza la giusta determinazione l’Inter ritorna normale, questo ha insegnato Inter-Monza. I ragazzi d’Inzaghi l’avranno appreso?

 

 


 

CL: Feyenoord-Inter 0-2: Maturità d’Europa per vedere i quarti

( marzo 2025 )


L’Inter vince contro il Feyenoord 2-0 negli ottavi di finale della Champions. I nerazzurri sono un po' in difficoltà in difesa e a centrocampo con gli uomini contati a causa degli infortuni. La partita inizia subito con un occasione per il Feyenoord: Osman scappa e gira col mancino, Martinez si accartoccia e manda in angolo. La squadra di Van Persie costruisce sugli esterni con Moussa e Osman, entrambi pericolosi e l’Inter appare in difficoltà. Nel corso della prima parte del primo tempo continua il momento di difficoltà dell'Inter ma per fortuna il portiere Martinez risponde alle incursioni avversarie con grande sicurezza. L’Inter ad un certo punto prende le misure e dalla mezz’ora inizia a creare preoccupazioni agli avversari tanto che al 38’ Thuram sblocca il risultato. Palla dentro di Barella, Tikus attacca il secondo palo e gira con l'esterno mandando in porta e porta in vantaggio la sua squadra. Si chiude così il primo tempo con l'Inter avanti di un gol grazie a Marcus Thuram. Da segnalare la bella punizione di Asllani negli ultimi secondi della prima frazione alzata sopra la traversa da Wellenreuther. Inizia il secondo tempo è al 50’ l’Inter raddoppia con Lautaro. Zielinski raccoglie una respinta corta e va subito dal Toro: stop e bordata sotto la traversa per il 2-0 in favore dei nerazzurri. Per tutta la ripresa l’Inter è padrona del campo a differenza del primo tempo che era in fase di rodaggio del nuovo assetto e un po' appanata. Il Feyenoord si rifà sotto al 56’ con Moder pescato a centro area calcia di prima e colpisce la parte superiore della traversa. Al 63’ i nerazzurri possono calare il tris su rigore ma Zielinski sbaglia il possibile tre a zero. La partita prosegue con tanti scontri e tanti ammoniti e il gioco risulta molto spezzato. Si conclude con la vittoria dell'Inter per 2-0 il primo round degli ottavi di finale della Champions. Nonostante gli infortunati e lo stato di emergenza la squadra di Inzaghi è riuscita a portare a casa una vittoria che mette le basi per il possibile passaggio del turno. Ma non c’è tempo di gioire perché gli uomini nerazzurri dovranno cercare di difendere il primo posto in classifica in campionato contro il Monza.

 

 


 

A: Napoli-Inter 1-1. Napoli di forza riprende l’Inter in ginocchio

( marzo 2025 )


E’la partita dello Scudetto, anche se ancora vi sono molte giornate da disputare da qui a fine maggio. L’Atalanta ha già giocato e, contro ogni pronostico, la macchina da goal di Gasperini si è inceppata con la penultima in classifica, che non fa della difesa impermeabile la sua dote migliore. Quindi al Maradona la prima meneghina và a trovare la seconda campana e un solo punticino le divide. Un pareggio terrebbe tutto fermo tra le prime tre della classe facendo magari un favore alla Juventus che con un successo contro il Verona, tutt’altro che impossibile, arriverebbe a soli 4 punti dai bergamaschi e appena a 6 dalla capolista nerazzurra. Inzaghi e Conte schierano i propri ragazzi con uno speculare 3-5-2, ma si nota una brillantezza migliore nelle gambe dei padroni di casa sin da subito. Si rivede dal primo minuto Thuram, affianco a Lautaro, ma il francese è anni luce di distanza dalla sua consueta esplosività. Dall’altra Lukaku è sempre bravo a coprirla e a far salire Raspadori e compagni. Le due squadre si annullano e serve una giocata fuori dagli schemi abituali per sbloccare il match. Al 22’ minuto arriva un fallo a favore degli ospiti qualche metro dal limite dell’area. Dimarco, sul campo di quello che fù uno dei più grandi esecutori dei calci da fermo di tutti i tempi, in suo onore calcia di sinistro, mettendo la palla ad aggirare la barriera, con la sfera che si và a depositare in rete, là dove Meret, non potrebbe mai giungere. In vero stile Maradona. La sfida si accende e il Napoli alza ritmi, intensità e velocità delle giocare. L’Inter fa quadrato e chiude ogni spazio e cerca in contropiede di far male. Si và negli spogliatoi con i lombardi avanti di una rete e in questo momento con un più 4 punti dal Napoli che la insegue. Il Napoli, sospinto dal suo caloroso tifo, assale l’Inter sin dalla battuta da centrocampo dell’inizio del secondo tempo e l’Inter fatica anche a imbastire una sola azione di ripartenza. I guai per Inzaghi, quelli veri, arrivano dopo 6’ minuti di gioco nel secondo tempo. Dimarco, per problemi muscolari deve lasciare e con lui anche un acciaccato Canhanoglu. Al posto del turco l’ex di turno Zielinski e Pavard, che è un destro naturale, al posto dell’esterno sinistro. L’Inter perde distanze e compattezza. Ci impiega molto a registrare la nuova difesa e l’ex Politano imperversa a sinistra. Acerbi e compagni faticano a chiudere le falle, non aiutati da un centrocampo che pare distante. Correa e Frattesi, al posto di Thuram e l’armeno non daranno nessun contributo ne di corsa e neppure di qualità. Gioco forza, l’Inter è travolta dall’impeto partenopeo che a 3’ minuti dal novantesimo giunge al più che meritato pareggio e nello scadere ha anche la palla del ribaltone, ma il tiro viene smorzato da Acerbi davanti al proprio portiere. Termina 1 a 1 ma l’impressione evidente che l’attuale capolista sia sulle gambe ed è una serie di partite che non c’è gara che perda almeno un calciatore. Il Napoli è molto più fresco e con ancora 33 punti a disposizione, tutto e il contrario di tutto può accadere.

 

 


 

C.I.: Inter-Lazio 2-0. L’Inter di riserva si regala un derby in semifinale

( febbraio 2025 )


Ardua sarà stata la scelta di Inzaghi nello studiare questa partita. Dare retta al cuore o alla ragione? Si sa quanto il mister piacentino adori questa Coppa e quanto ci tenga a vincerla. D’istinto sarebbe sicuramente portato a schierare la formazione titolarissima, al netto delle numerose assenze. Ma superati i cinquanta un po’ di raziocinio prende il sopravvento e sabato nel tardo pomeriggio, c’è la sfida delle sfide. Di quelle che potrebbero decidere realisticamente lo Scudetto. Come lo fù nella scorsa stagione quando la sua Inter prevalse sulla Juventus e allungò in classifica prendendo il largo. Quindi per i quarti di Coppa Italia, contro la sua ex Lazio che a sua volta ci tiene a proseguire il cammino nel Torneo, nel consueto 3-5-2 si leggono solo due titolari, ovvero Dimarco nella fascia sinistra e Pavard tra i tre centrali. Martinez è in campo, ma non è il Lautaro, ma bensì il portiere. Davanti c’è la coppia Arnautovic e Taremi. In mezzo in regia Asllani affiancato da Zielinski e Frattesi. Con tanti cambi ovvio che il più oliato 4-2-3-1 quasi titolare laziale abbia maggior padronanza della situazione. Ed infatti l’Inter anche se prova ad impostare, perde spesso palla sul centrocampo avviando ripartenze insidiose avversarie. I primi 20’ minuti infatti i brividi li prova unicamente Martinez, ma l’Inter, come nell’ultima di Campionato, sfrutta un calcio d’angolo al 39’ minuto per orientare il match a proprio favore. Su schema studiato, Arnautovic rimane fuori area e la sfera respinta dalla difesa biancoceleste arriva proprio dalle parti dell’attaccante austriaco che da 25 metri, al volo tira di collo pieno disegnando una rete da cineteca. I nerazzurri, una volta in vantaggio si galvanizzano e proprio Arnautovic diviene il trascinatore come carica agonistica e tenacia. Nel frattempo già a metà del primo tempo Dumfries è dovuto entrare per un altro infortunato, ovvero Darmian. A inizio ripresa la Lazio mette pressione ma Inzaghi si copre con un solido 4-4-2 e quando Calhanoglu, Bastoni e Correa entrano si alza anche il livello tecnico e proprio sull’argentino giunge il fallo da rigore che il turco realizza per il raddoppio e la chiusura del match. Inzaghi ha ottenuto la semifinale con i cugini rossoneri e senza spremere troppo Lautaro e altri big. Non una cosa scontata, specie considerando il valore della squadra di Baroni che avrebbe meritato di più, ma ha dovuto arrendersi alla qualità di Arnautovic e Zielinski, i migliori tra le file interiste. Ora per l’Inter testa alla partitissima al Maradona.

 

 


 

A: Inter-Genoa 1-0. Stanca ma c’è Lautaro a dare la caccia la Napoli

( febbraio 2025 )


L’Inter ha la gara casalinga contro un buon Genoa che con la guida in panchina di Vierà ha ritrovato qualità e compattezza, oltre che punti, tant’è che nel Girone di ritorno potrebbe ambire all’Europa. I nerazzurri hanno da buttarsi alle spalle la scottante sconfitta in casa della rivalissima Juventus, che è valsa il mancato superamento del Napoli al vertice. Inzaghi però, recuperato Acerbi, oltre alla perdita di Thuram in attacco, perde per un mese Sommer tra i pali e quindi via la debutto con la maglia nerazzurra di Martinez. Anche Canhanoglu siede in panchina per Asllani in campo dal primo minuto. I padroni di casa hanno voglia di riscatto e partono forti assediando l’area avversaria, ma la spinta con il passare dei minuti và a scemare pian pianino e all’arrivo della pausa caffè, il portiere del Grifone non dovrà compiere una sola parata. L’Inter è visibilmente stanca e la sua manovra è prevedibile e farcita di tante sbavature. La voglia di costruire azioni da rete c’è, ma manca la lucidità e la freschezza necessarie. Taremi, che prende il posto direttamente dagli spogliatoi durante il riposo dell’infortunato Correa, non è Thuram, e si vede e il Genoa regge e cerca anche di ripartire. Gli ultimi 20’ minuti, anche grazie ai cambi di Inzaghi, la pressione interista aumenta notevolmente. Barella prende l’incrocio dei pali a Leali battuto, per l’ennesimo legno colpito. Martinez nel frattempo su un uscita disperata salva i suoi sul colpo di testa ravvicinato di Ekuban. Quando la manovra interista pare impacciata, una delle armi più efficaci nerazzurre è rappresentata dai calci piazzati. Così al minuto 78’ ci pensa su calcio d’angolo la testa del “Toro” a buttarla dentro, grazie anche ad una leggera deviazione. Lautaro che è l’anima di questa squadra anche quando le gambe non girano al meglio. Il Genoa ci prova a non perderla, ma gioco forza, è costretta a lasciare campo libero dietro e l’Inter con Lautaro e Darmian, ha ben tre occasioni nitide per chiuderla definitivamente, ma le sciupa. Tuttavia è bastata la frustata di testa del suo capitano per vincere e prendersi per una notte la testa della classifica. In attesa della gara della capolista partenopea.

 

 


 

A: Inter-Fiorentina 2-1. Vendicata la sconfitta e Napoli avvicinato

( febbraio 2025 )


L’Inter vince 2-1 contro la Fiorentina in campionato, portandosi a meno uno dalla vetta, vetta occupata dal Napoli. I nerazzurri arrivano da una sconfitta pesante per3-0 causata proprio dai viola, nel recupero di campionato infrasettimanale a seguito della sospensione della partita per malore di Bove. Pertanto l’Inter deve rimediare al brutto stop e inizia subito bene questa sera. I padroni di casa iniziano sia da subito con un possesso palla continuo con la Fiorentina che è in balia dell’avversaria e del pressing nerazzurro. Al 13’ rovesciata spettacolare di Barella in area che però termina di poco a lato, fa capire ai viola che l’Inter vuole portare a casa i tre punti. Al 16’ è ancora Inter: su sponda di testa di Bastoni, Carlos Augusto colpisce il palo con una sforbiciata di sinistro. È un assedio dell’Inter in area viola. Al 25’ su sviluppi del calcio d’angolo, il colpo di testa di Lautaro finisce dritto sulla traversa. Al 29’ l’Inter passa meritatamente in vantaggio su autogol di Pongracic dopo un tocco di Lautaro, ma nonostante le polemiche da parte della Fiorentina per il calcio d’angolo concesso visto che la palla era uscita, i nerazzurri passano in vantaggio per 1-0. Nonostante il vantaggio l’Inter continua ad essere costantemente nell’area avversaria e si rende sempre pericolosa ma la beffa arriva al 43’ quando la Fiorentina pareggia su un rigore discutibile per fallo di mano in area di Darmian. Finisce il primo tempo in parità. Riprende la gara e l’Inter al 53’ passa di nuovo in vantaggio con un gol di Arnautovic di testa su assist di Carlos Augusto. Errore di De Gea che vede il pallone in area ma non esce. Ma è sempre e solo Inter anche al 63’ quando Lautaro sfiora di testa ma non insacca. La partita prosegue con l’Inter che cerca di il tris, mentre la Fiorentina sta impassibile a guardare e non prova ad agguantare neanche il pareggio. Finisce 2-1 in favore dell’Inter la partita. La Fiorentina non ha minimamente cercato di creare preoccupazioni ai padroni di casa e non riesce a subissare il successo ottenuto proprio con l’Inter in settimana. L’Inter dal canto suo ha meritato di vincere perché entrata con l’atteggiamento giusto e con la voglia di vincere a differenza dalla partita precedente dove sembrava una squadra svogliata e stanca. Ora l’Inter ha finalmente una settimana di riposo e potrà preparare con calma il big match contro l’eterna rivale della Juventus.

 

 


 

A: Fiorentina-Inter 3-0. Inter svuotata e affondata

( febbraio 2025 )


Eccola di nuovo, la possibilità di agganciare la capolista, grazie al recupero di Campionato. Nell’era moderna, da quando siede sulla panchina nerazzurra Inzaghi, questa è la terza volta. Tre anni fà, l’Inter perse e male a Bologna, cedendo il Tricolore ai cugini. Nuovamente quest’anno contro il Bologna la “Beneamata” non è andata oltre al pareggio prendendosi un solo punticino e non avvicinando così in modo deciso i partenopei. Ora c’è la trasferta a Firenze che non sarà di novanta minuti ma di 73’ minuti, dato che si riprenderà il gioco dall’istante nel quale venne interrotta la sfida per il malore di Bove. I toscani hanno il grande handicap di aver stravolto e non di poco, attraverso il mercato di gennaio, il proprio gruppo. Quindi Palladino non ha avuto possibilità di schierare i cinque nuovi acquisti e allo stesso tempo non ha più cinque giocatori, anche di peso come l’ex capitano Biraghi, partiti verso altri lidi. Quindi il mister della “Viola” ha un gruppo molto ridotto e per ovviare a carenze strutturali, opta per un rassicurante e guardingo 4-4-1-1, molto abbottonato ma pronto a ripartire con la forza di Kean in attacco. Inzaghi, che vincendo aggancerebbe Conte, opta per una squadra parzialmente titolare. Bisseck al posto di Pavard tra i tre centrali e Augusto per Dimarco e Frattesi per Barella. Il 3-5-2 meneghino prende subito possesso della palla e del campo, ma in modo lento e molto prevedibile e nei primi 20’ minuti succede poco o nulla se non un paio di tiri dalla distanza da parte degli ospiti. Alla mezz’ora l’Inter passa anche abbastanza casualmente su azione successiva da palla da fermo, con la girata ravvicinata di Augusto, ma l’ex Monza era in un fuorigioco. L’ennesima rete annullata per fuorigioco pare demoralizzare i nerazzurri, che già non troppo presenti con il giusto ardore nel match, sembrano staccare un po’ la spina e i padroni di casa alzano baricentro e velocità mettendo prima Kean e poi Dodò davanti a Sommer, e l’Inter è fortunata ad andare negli spogliatoi in parità. Nella ripresa ti aspetti ben altra Inter ed infatti è così. Ovvero passando i minuti è un’Inter ancor più peggiore, lenta, svogliata e con idee talmente trite e ritrite e pure senza ritmo che la Fiorentina dopo neppure dopo un quarto d’ora della ripresa, si porta avanti con un tiro di Ranieri con la linea difensiva interista immobile. Così come 9’ minuti dopo Sommer non vede quasi neppure insaccarsi la conclusione di Kean. Inzaghi, sotto di due reti, gioca a questo punto la carta delle quattro punte, ma la sua squadra non riuscirà ad imbastire neppure una vera azione da goal. A chiudere il match definitivamente ci penserà Dimarco ad un giro di lancette dal novantesimo quando regalerà letteralmente la palla a Kean con un retro passaggio assurdo, che davanti a Sommer lo trafiggerà per la terza volta in serata. Una bella Fiorentina decisa e grintosa, oltre che compatta, ha demolito un’Inter a dir poco svogliata e inguardabile. Fra tre giorni il caso riproporrà, ma al Meazza, la sfida in Campionato. Sarà una Fiorentina con i nuovi acquisti, ma l’Inter sarà quella vera? Nel frattempo Conte avrà ringraziato i toscani.

 

 


 

C.L. Inter-Monaco 3-0. Lautaro e l’Inter incornano il Monaco

( gennaio 2025 )


L’Inter, come in Campionato, non si è mai nascosta neppure fuori dai confini nazionali. Il primo obiettivo in questa innovativa formula Champions, era di superare il mini campionato continentale in queste otto partite, passando direttamente agli ottavi entrando quindi tra le prime otto. Dopo sette sfide la “Beneamata” si era già spianata la strada con un ottimo quarto posto. Quindi al Meazza sarebbe bastato anche un solo pareggio per arrivare quantomeno ottava, a prescindere dai risultati di tutte le altre. Però se vuoi raggiungere un fine, devi puntare ancora più in alto. Per questo contro il Monaco, Inzaghi schiera la sua squadra tipo con Asllani nuovamente sostituto del 10 turco. Il Monaco arriva a San Siro sicuro dei sedicesimi, ma con una vittoria contro i nerazzurri potrebbe ambire al passaggio diretto agli ottavi. Tuttavia i meneghini partono fortissimi all’attacco e Thuram, in grande spolvero lanciato in area da Lautaro, viene abbattuto per un rigore piuttosto chiaro. Non c’è Calhanaglu e sul dischetto si avvicina il capitano che scarica centrale e di forza per il vantaggio interista dopo soli 4’ minuti. L’Inter continua a costruire e gli esterni sono inarrestabili, così quando Thuram in progressione supera Mawissa, il difensore centrale lo abbraccia prima di entrare in area buttandolo giù per un rosso lampante. La strada è in discesa ma l’Inter non si rilassa e continua a macinare gioco e al 16’ giunge la doppietta dell’argentino che sfrutta una bella azione insistita dei suoi. Doppio vantaggio e con un uomo in più, i milanesi conducono il match senza troppa fatica e senza rischiare praticamente nulla. Nell’ultima mezz’ora Inzaghi ne fà riposare tre e al 67’ minuto quando l’armeno se ne và via a centrocampo, conclude la sua azione con un forte tiro che il portiere del Monaco respinge di lato, dove giunge per primo ancora Martinez, per la sua tripletta in Champions. C’è spazio sul finale, per un giovanissimo della primavera per festeggiare gli ottavi di Champions. Venerdì i sorteggi e le probabilità dicono anche derby italiano tra Milan e Juventus. Ma la testa dei nerazzurri deve già ritornare alla Serie A, con un derby che in questa stagione ha solo fatto piangere.

 

 


 

A: Lecce-Inter 0-4. La calma dei forti per restare in scia del Napoli

( gennaio 2025 )


La trasferta in terra salentina, in apparenza per l’Inter potrebbe apparire non insormontabile. Tuttavia ci sono dei fattori, oltre ovviamente all’avversario, che remano contro i Campioni d’Italia in carica. Primo la gestione delle energie. Atalanta vittoriosa a Como con grande fatica, la sconfitta della Juventus, la vittoria casalinga del Milan all’ultimo secondo. Sono i segnali della fatica che stanno accusando tutte le squadre impegnate su più fronti. E l’Inter è sicuramente una di queste e si vedono le scorie sui muscoli dei ragazzi di Inzaghi. In oltre la vittoria in rimonta della capolista ha rimesso ben 6 punti di distacco sull’Inter, la più prossima inseguitrice, perciò pressione mentale non certo trascurabile. Se l’Inter non vuole far scappare il Napoli, deve vincere. Così senza ancora alcune pedine a disposizione, Inzaghi opta per Frattesi, Darmian e Augusto dal primo minuto, con Asllani a riposo per Zielinski come regista arretrato. I padroni di casa si schierano con un aggressivo 4-3-3, ma in puro stile di Giampaolo, la cura difensiva non è la più studiata. Così il Lecce al 6’ minuto, perde palla davanti all’area sulla propria destra. Thuram quindi punta il suo marcatore ubriacandolo e entrato in area cede di esterno al centro per l’inserimento di Frattesi, che porta avanti i nerazzurri. I padroni di casa non si accorgono della propria difesa alta e con ampie feritoie e Thuram si divora da due passi il 2 a 0 e due fuorigioco minimi annullano una rete ad Augusto e una a Frattesi. Poco male, perché ci pensa Lautaro al 39’ minuto entrato in area di poco sulla destra, a scaraventare di potenza un terra-aria sotto la traversa imprendibile per Falcone. Con de Vrij ammonito, dagli spogliatoi Inzaghi inserisce Bisseck centrale e l’Inter passa i primi 10’ minuti addormentata e a svegliarla ci pensa il Lecce che prova a riaprirla con pressione alta, possesso palla e cross insidiosi. Annusato il pericolo, l’Inter al 57’ minuto con Zielinski alla Calhanoglu lancia da trequartista a destra Lautaro che di tacco serve Dumfries in area che resiste ad una carica e con un tiro a giro supera Falcone. I salentini sono abbattuti e 4’ minuti dopo arriva l’uscita a valanga di Falcone in area su Frattesi per un rigore chiaro. Thuram, infischiandosene della classifica cannonieri, cede la palla a Taremi che non sbaglia dal dischetto. Sul 4 a 0 il resto della gara è pura amministrazione e cambi, anche se una brutta botta su Barella mette in apprensione Inzaghi e compagni. L’Inter vince e convince e risponde da grande all’altra grande. Il Campionato vede una corsa con tre squadre, anche se Inter e Napoli sembrano avere qualcosa in più della Dea.

 

 


 

C.L.: Sparta Praga-Inter 0-1. Sprecona sino all’ultimo ma ora è 4°

( gennaio 2025 )


L’Inter vince a Praga per 1-0 e mette un piede e mezzo nelle otto Big d’Europa. Basta un punto alla squadra di Inzaghi per qualificarsi tra le grandi e passare direttamente agli ottavi, che le permetterebbero di non giocare due partite in un calendario già fitto di impegni. L’Inter domina il match subito dall’inizio. Al 12’ va in vantaggio con Lautaro. Un traversone di Bastoni forte va verso il secondo palo, Lautaro arriva, schiaccia con il destro e di rimbalzo manda sotto la traversa, portando avanti l’Inter e segnando un gol spettacolare. I nerazzurri controllano la partita , creando alcune occasioni da gol ma senza troppa convinzione. Il possesso palla è ampiamente a favore dei nerazzurra, che dimostrano una maggiore solidità difensiva e una maggiore incisività in attacco rispetto agli avversari. Lo Sparta Praga dal canto suo cerca di manovrare e di fare girare palla ma i ritmi rimangono bassi e nessuna delle due formazioni sembra voler accelerare la partita. Si chiude senza recupero un primo tempo avaro di emozioni, se non per il gran gol di Lautaro. Nella ripresa, lo Sparta Praga scende in campo decisamente più convinto e rischia di sorprendere l’Inter nei primissimi secondi. La squadra ceca prende coraggio e spinge con più convinzione rispetto alla prima frazione di gioco ma nonostante questo i padroni casa faticano a creare pericoli per la porta avversaria. Si conclude con la vittoria dell’Inter per 1-0. La difesa nerazzurra risulta impenetrabile, anche se non ha corso pericolo e si porta a casa il risultato e i tre punti. Inzaghi può ritenersi soddisfatto della prestazione dei suoi ragazzi e l’Inter si conferma in Champions e si avvicina sempre di più agli ottavi di finale della competizione. Lautaro sembra avere ritrovato sotto porta il guizzo vincente ma tutta la squadra, questa sera, ha controllato bene la partita, dimostrando superiorità tecnica e non concedendo spazi agli avversari. Il prossimo impegno dei nerazzurri sarà in campionato, competizione nella quale l’Inter può dire ancora tanto per il titolo, e si scontrerà contro il Lecce.

 

 


 

A: Inter-Empoli 3-1. Inzaghi tiene botta a Conte

( gennaio 2025 )


Dopo il mezzo passo falso compiuto nel recupero di tre giorni prima contro il Bologna, l’Inter è costretta a vincere per rispondere alla capolista che con una grande partita ha battuto a Bergamo l’altra nerazzurra. Tre punti pesantissimi guadagnati di forza dal Napoli, che profumano tantissimo di Scudetto. Quel tricolore che la “Beneamata” non ha così voglia di farsi scucire dalla propria maglietta. L’ostacolo non è di quelli insormontabili, ma la poca vitalità vista al Meazza contro gli emiliani e i continui problemi fisici di diversi interpreti non possono far dormire bene Inzaghi che infatti dal primo minuto rinuncia a Bastoni, Acerbi, Mkhitaryan, Calhanoglu e Thuram. Le chiavi del centrocampo sono ancora affidate al giovane Asllani che ha molto deluso nel pareggio contro i rossoblu, al pari di Zielinski, anche lui titolare. L’Empoli, anche se non è in una situazione di classifica drammatica, è pur vero che nelle ultime cinque uscite ha raccolto la miseria di un punticino. Così in un 3-4-2-1 molto raccolto, i toscani si chiudono a riccio nella propria metà campo per ripartire in contropiede, cosa che nella prima frazione non riuscirà mai a fare, ma riuscirà però a contenere la pressione interista, che con un possesso palla infinito e un’occupazione territoriale totale, produrrà solamente una bella girata di Lautaro che Vasquez miracolosamente respingerà, ed un palo esterno sempre del “Toro”, più un paio di conclusioni da lontano, alte, di Barella. Pochino per passare in vantaggio. Nella ripresa il giro palla nerazzurro è più rapido e incisivo, cosa che erode i muscoli toscani che infatti al 55’ minuto non riescono a chiudere al limite su Lautaro che fa partire un tiro forte a mezza altezza che piega i guantoni di Vasquez per l’1 a 0. L’Inter controlla e su calcio d’angolo sulla destra offensiva meneghina, al 79’ minuto, è Dumfries, imperioso, a buttarla di testa dentro, ma appena i padroni di casa abbassano la tensione, ecco che l’ex Esposito li punisce al 84’ minuto. Ma 5’ minuti dopo in tre passaggi verticali, la sfera giunge a Thuram che firma il definitivo 3 a 1. Tre punti fondamentali per non perdere di vista la capolista e per riconquistare un po’ di sicurezza e cattiveria. Anche se il Napoli di Conte, non avrà le coppe in settimane, mentre Inzaghi dovrà far recuperare i suoi ragazzi per l’importante trasferta di Champions mercoledì.

 

 


 

A: Inter-Bologna. Il fatal recuper con il Bologna

( gennaio 2025 )


Chi non muore si rivede. Tre anni fa, probabilmente l’Inter si giocò lo Scudetto nel recupero contro il Bologna. Certo, la sfida si disputò in Emilia e non a San Siro, e sopratutto, verso la fine del Campionato stesso e non come adesso all’inizio del Girone di Ritorno. Eppure i nerazzurri hanno il primo dei match point per prima avvicinare la capolista Napoli e nel secondo recupero superarla. Quindi tutto è nelle mani dell’Inter. Tuttavia l’ostacolo non è dei più facili. Il Bologna nell’ultimo periodo si è ritrovato come gruppo e gioco e nell’ultima sfida si è fatta agguantare sul pari nei tempi di recupero dalla Roma su calcio di rigore. Inzaghi è praticamente costretto a schierare gli undici di tre giorni addietro e si vede. Ritmo lento e quasi svagato, mancanza di birra e freno a mano tirato. Al contrario degli emiliani che partono fortissimo con un pressing non solo altissimo ed intenso, ma anche letteralmente uno contro uno sino dalle parti di Sommer. Così dopo aver sfiorato la rete impedita dal palo su tiro da fuori, con deviazione di Sommer, gli ospiti passano al 15’ minuto. Ancora un cross, una chiusura tardiva al limite dei centrocampisti nerazzurri e sul tiro centrale arriva il piede di Castro più lesto della gamba di de Vrij. L’Inter si sveglia e dopo 4’ minuti pareggia con Bastoni che intercetta a metà campo come un mediano, parte Thuram che dentro l’area serve dietro Dimarco di tacco che lascia partire un diagonale da sinistra che Skorupski smanaccia sull’altro lato dove c’è però l’altro esterno olandese a buttarla dentro. I padroni di casa prendono d’assedio gli emiliani, con qualità, ma poca cattiveria tant’è che è Sommer a salvare ancora. Ma nel minuto di recupero del primo tempo, l’Inter riparte alla sua maniera e Zielinski lancia a sinistra perfettamente Dimarco che traccia un rasoterra a centro area per il rapace e sempre indomito Lautaro che non sbaglia. Quindi i meneghini partono nella ripresa in vantaggio, ma non mostrano la giusta cattiveria nel chiuderla e pagano dazio al 64’ minuto quando Dimarco spizza male di testa in area regalando sfera al Bologna, che và al tiro ancora indisturbato e la difesa devia la palla nella propria porta spiazzando Sommer. Inzaghi prova con cinque cambi, ma deludono tutti. Uscendo Lautaro per Taremi che per inciso si divora un goal e mezzo, l’Inter perde la sua anima battagliera. Aslani inesistente e fragile in mezzo al campo non porta ad un Frattesi voglioso e combattivo. Gli esterni inseriti non produrranno un solo cross e arriva inesorabile il fischio dell’arbitro a sancire un pareggio che profuma di sconfitta e fa respirare l’aria dell’occasione importante mancata. Ancora una volta l’Inter non chiude la partita e sfumano i 3 punti. Conte sorride, Inzaghi molto meno.

 

 


 

A: Venezia-Inter 0-1. Stanca, ma concreta, l’Inter riparte ed è ora seconda

( gennaio 2025 )


Non era facile superare la cocente sconfitta subita per mano dei cugini, che è valso il mancato bottino del primo Trofeo stagionale. Difficile dal punto di vista mentale, perché quando sei favorito e perdi in uno scontro dove c’era una Coppa, ti porta una forte delusione dentro e anche tanti dubbi sulla tua effettiva forza. Ma poi, l’impegno è costato tanta fatica e tempo non dedicato alla preparazione, oltre alla perdita di tre giocatori importanti, uno per reparto. Eppure, ora tornata in Campionato, l’Inter è quasi obbligata a centrare la vittoria. La sfida non è proibitiva, dato che dinanzi c’è la penultima in classifica. Tuttavia il Venezia sta vivendo un ottimo stato di forma. Tant’è che nelle ultime cinque disputate, ha vinto lo scontro diretto con il Cagliari, ha pareggiato 2 a 2 con la Juventus e solo all’ultimo ha ceduto 1 a 0 contro la capolista guidata da Conte. I lagunari si posizionano a specchio difronte agli undici di Inzaghi che hanno effettivamente dal primo minuto solo cinque titolarissimi. Asllani in regia e Taremi affianca in attacco Lautaro. I nerazzurri partono a ritmo basso, forse anche per gestire l’energie all’inizio di un ciclo di ferro fatto da ben sei match in appena diciotto giorni. Il giro palla è costante e si sviluppa molto più a destra che a sinistra. Augusto non sale praticamente mai, ma in compenso Dumfries pare più ispirato, anche se è il suo compagno di fascia a sbloccarla. Asllani da trequartista trova Lautaro, che al 16’ minuto ha già coperto tutto il campo almeno due volte dando l’esempio ai suoi compagni. In area, il “Toro”, è bravo e lesto ad agganciare e in una frazione di secondo e calciare forte. Sul tiro Stankovic è bravo a respingere lateralmente, ma c’è Darmian che la butta dentro. Partita sbloccata ma il Venezia, pur senza costruire veri pericoli resiste e rimane in partita. Anche nella ripresa i meneghini non cambiano copione e gestiscono con intelligenza, ma non la chiudono e sprecano occasioni anche limpide. Frattesi, entrato al posto dell’ammonito regista albanese, il cui posto al centro è occupato da Zielinski, si divora almeno due goal mezzi fatti. L’Inter chiude con Arnautovic e Thuram davanti e Dimarco interno per mancanza di centrocampisti. Il Venezia a tratti, gli ultimi minuti, chiude gli ospiti, ma tra un palo e Sommer, con caparbietà l’Inter riesce a strappare vittoria e tre punti. A pensarci bene, delle quattro che hanno disputato la Super Coppa Italiana, Inzaghi è l’unico che ha vinto e l’Atalanta ha rischiato di perdere a Udine. Vincere quando le batterie sono scariche vale doppio e qui oltre al successo è giunto anche il sorpasso sulla “Dea”, che vuol dire secondo posto e pressione sul Napoli.

 

 


 

SCI: Inter-Atalanta 2-0. Inzaghi si guadagna un’altra Finale

( gennaio 2025 )


Se dovesse riuscire a vincere alla Befana la Finale, la SuperCoppaItaliana, potrebbe cambiare denominazione e prendere quello del mister della “Beneamata”. E a quanto ci tenga il piacentino, lo dimostra la formazione schierata. Infatti il 3-5-2 meneghino è composto dai titolarissimi, al netto sempre dei due indisponibili in difesa. Il suo dirimpettaio di panchina, invece, stupisce tutti, lasciando tre pezzi da novanta, trainanti e titolari nella sua “Dea” capolista, in panchina. Non solo De Ketelaere, Lookman ed Ederson, mancano dal primo minuto, ma anche Pasalic o Bellanova. Spazio a gente di qualità comunque per l’Atalanta, come Zaniolo, Samardzic e il recuperato Scalvini, seppur schierato a centrocampo. Risultato di questo approccio completamente diverso? Un primo tempo dominato dall’inizio alla fine dall’Inter. Una sola occasione, seppur gigantesca da parte dei bergamaschi capitata a due metri dalla linea di porta a Scalvini che appoggia di testa a Sommer una palla regalatagli da Bastoni. E dall’altra parte? Carnesecchi dice di no almeno quattro volte da vero campione alle conclusioni interiste aprendo un vero e proprio duello con Lautaro. I milanesi hanno il controllo del gioco in ogni senso e sia con ripartenze, verticalizzazioni centrali che dalle fasce giungono facilmente verso Carnesecchi. La “Dea” combatte ma si vede che manca di qualità. Zaniolo è annullato e il centrocampo di Gasperini non riesce ne a livello fisico che tecnico a contrastare quello d’Inzaghi. Tanto dominio e tante occasioni però non incidono sul risultato della prima frazione. Dagli spogliatoi non rientra Thuram, che si vedeva non essere al meglio, tant’è che è uno dei pochi a non essere neppure andato al tiro. Tuttavia occorrono solamente 4’ minuti ai nerazzurri di maglietta, visto che la “Dea” è in bianco, a portarsi in vantaggio. Ancora una volta arriva la rete da una palla inattiva, seppur i replay serali dimostrino che il calcio d’angolo non c’era. Dalla bandierina la palla arriva in mezzo, Scalvini salta a vuoto e solo leggermente sbilanciato e Dumfries da centravanti in mezza rovesciata insacca. Ecco che Gsperini poco dopo cala il triplice cambio pesante con l’ingresso degli assi. Siamo, però, al 61’ minuto e Lookman ha il tempo per puntare i difensori interisti in area nerazzurra, ma sono più bravi quest’ultimi a bloccarlo. L’Inter riparte in un battito di ciglia e quando a sinistra Dimarco traccia un rasoterra verso destra, un rimpallo non fa prendere la sfera al limite dell’area a Lautaro, che scorre ancora più a destra dove ancora l’esterno olandese impatta di piatto di prima, scaraventando la palla sotto la traversa, imprendibile per Carnesecchi. Una mazzata per l’Atalanta che non capitola poco dopo grazie al suo portiere che strega ancora una volta Lautaro da solo davanti a lui. Lautaro sbagliando la terza rete tiene viva l’Atalanta che non molla e costruisce e và in rete dopo azione insistita. La Var grazia i nerazzurri per un fuorigioco di un centimetro e al 90’ Sommer salva due volte nella stessa azione e l’Inter nel recupero si divora per l’ennesima volta la terza marcatura. 2 a 0 e Finale raggiunta in attesa di sapere chi tra Juve e Milan vi approderà. Gasperini non potrà più nascondersi in Campionato dato che ha dimostrato e confermato che quello è il vero obiettivo. Inzaghi e i suoi ragazzi non vogliono mollare nulla.

 

 


 

A: Cagliari-Inter 0-3. 3 reti per 3 punti

( dicembre 2024 )


L’obiettivo dell’Inter è di chiudere l’anno 2024 nel migliore dei modi, ovvero con una vittoria, che metterebbe pressione alla capolista che sarebbe scesa sul difficile campo dell’Olimpico qualche ora dopo. La trasferta, all’apparenza abbordabile, nasconde molte insidie, perché i sardi sono in un periodo che raccolgono meno di quanto la prestazione sul campo racconti. Per questo Inzaghi schiera la miglior formazione possibile, al netto delle indisponibilità in difesa. I meneghini, anche se non con un ritmo di gioco non forsennato, prendono immediatamente il comando del campo e del pallone e con Thuram e l’armeno vanno vicini alla rete con tiri da fuori. I padroni di casa pian piano prendono le misure e si chiudono bene mettendo in difficoltà la trama di passaggi nerazzurra. Calhanoglu dalla destra mette un cross sul secondo palo insidiosissimo e Lautaro ci arriva. Tuttavia è incredibile come possa averla messa fuori di testa ad un metro dalla linea di porta completamente da solo senza neppure il portiere davanti. Così la ripresa inizia con la sfida ancora in parità senza reti, come era avvenuto una settimana fa al Meazza contro il Como. E come appunto in quella gara, il secondo tempo vede la squadra Campione d’Italia approcciare con più forza e pressare ancor più alti. Il 4-5-1 sardo regge, ma dalle palle inattive giungono i maggiori pericoli interisti. Da calcio d’angolo dalla sinistra offensiva milanese, la palla arriva sull’altro versante. Raccolta al volo da Barella, la rilancia sul palo lontano dove c’è appostato Bastoni che di testa, con un pizzico di fortuna, trova una parabola stregata che porta la sfera in rete a baciare l’altro palo. Siamo al minuto ‘53 e gli ospiti sono in vantaggio. Il Cagliari non demorde, ma trova dinanzi a sé un’Inter sul pezzo che non commette l’errore di pensare di aver già chiuso il match. Così al 71’ minuto avviene l’azione fotocopia del vantaggio. Da calcio d’angolo a sinistra offensiva, la palla è scodellata a destra dove l’arpiona ancora Barella che finta e contro finta piazzando un cross sul palo lontano dove Lautaro in scivolata la butta dentro. I padroni di casa si sciolgono e non ci credono più, tant’è che dopo 7’ minuti dal 2 a 0 un tocco di mano aereo insensato di un difensore sardo, regala il rigore che dal dischetto il 10 turco non sbaglia. Partita terminata un quarto d’ora prima del fischio dell’arbitro e altro successo dell’Inter che chiude un 2024 veramente di altissimo livello.

 

 


 

A: Inter-Como 2-0. Vittoria matura contro un Como ostico

( dicembre 2024 )


L’Inter vince 2-0 contro il Como, nella partita pre-natalizia di campionato. I nerazzurri devono confermare il buon momento dopo aver eliminato dalla Coppa Italia l’Udinese e aver rifilato 6 gol alla Lazio in campionato. Il Como non perde da tre partite. La partita inizia con i nerazzurri che sono subito propositivi ma il Como si difende con ordine. I ritmi sono abbastanza blandi e nessuna delle due formazioni si rende pericolosa. Al 27’ arriva un pericolo in area nerazzurra, con un tiro rasoterra da fuori di Nico Paz che viene bloccato in due tempi da Sommer. Al 33’ invece arriva il primo pericolo per il Como. Mkhitaryan serve Dumfries in area, che è solo all’altezza del dischetto, ma l’olandese tira alto. Al 42’ altra occasione per l’Inter con Dimarco che si gira e tira di destro ma Reina blocca. Si conclude il primo tempo con un pareggio sostanzialmente giusto. Due palle gol per l’Inter e il Como che si difende con ordine e che cerca di colpire in contropiede. Riprende la partita e subito al 48’ i nerazzurri vanno in vantaggio. Angolo di Calhanoglu sul palo lontano, stacco perentorio di Carlos Augusto che colpisce di testa portando in vantaggio la sua squadra. Ma il Como non si arrende e vuole pareggiare. Al 61’ ci vuole un intervento in scivolata di Carlos A. ad anticipare il tocco vincente di Goldaniga che avrebbe permesso il pareggio ai comaschi. Sull’angolo ancora un pericolo per i padroni di casa, la palla arriva a Nico Paz che non tira di prima e la sua conclusione viene poi respinta da Sommer. Al 68’ da segnalare il possibile raddoppio dell’Inter ma a causa del fuorigioco di Lautaro non viene assegnato. Sul finire dalla gara brividi per i nerazzurri con Cutrone che però sbaglia il possibile pari. Ci pensa all’ultimo, al 92’,Thuram a fare il 2-0. Il Como perde palla, ne approfitta Thuram che entra in area e piega le mani di Reina con una botta tremenda sul primo palo. Si conclude la partita e i nerazzurri ottengono i tre punti e mantengono la posizione in classifica. Il Como ha dato filo da torcere ai nerazzurri, ma alla fine sono emersi i valori superiori dell’Inter. Ottimo possesso palla dei nerazzurri ma passare questa sera non è stato semplice perché il Como era molto attento. Sono serviti le prodezze quasi personali per sfondare il muro degli avversari ma alla fine i nerazzurri sono riusciti a portare a casa la vittoria. Il prossimo impegno li vedrà impegnati contro un’altra formazione ostica come il Cagliari.

 

 

 


 

C.I.: Inter-Udinese 2-0. Inter2 passa ai quarti con voglia

( dicembre 2024 )


L’Inter batte l’Udinese per 2-0 negli ottavi di finale della Coppa Italia e in questo modo i nerazzurri si aggiudicano il passaggio ai quarti di finale dove incontrerà la Lazio a febbraio. Inzaghi è costretto a rinunciare al suo miglior centrocampista Barella e tiene in panchina Lautaro per farlo rifiatare. La partita inizia subito con l’Inter che entra pericolosamente in area in più occasioni, favorendo anche la fallosità degli avversari. L’Inter macina gioco ma l’Udinese messa bene in campo non lascia modo ai rivali di andare al tiro. Al 30’ arriva la svolta che cambia il risultato in favore dell’Inter. Su retropassaggio sbagliato di Ekkelenkamp si fionda sulla trequarti Taremi, che si lancia verso l’area e innesca coi tempi giusti il taglio diagonale di Arnautovic: l’austriaco sfugge al controllo di Bijol e fa partire il rasoterra, insaccando alle spalle di Sava per il gol del vantaggio nerazzurro. L’Inter si dimostra più forte mentre l’Udinese sembra stia a guardare. Al 36’ grande inserimento sulla sinistra di Carlos Augusto, che entra in area e cerca la botta al volo verso la porta ma Sava respinge in angolo impedendo ai nerazzurri di raddoppiare. Nel tempo di recupero del primo tempo su corner dalla sinistra di Asllani nessuno prende la palla, che rimbalza davanti a Sava ed entra in porta. E’ il raddoppio nerazzurro che cambia il risultato poco prima del riposo. Si riparte e si deve aspettare un quarto d’ora per vedere un’azione pericolosa, questa volta da parte dell’Udinese che praticamente per tutta la partita non è pervenuta: su punizione dalla trequarti, Lucca svetta nell’area dell’Inter ma il suo colpo di testa va verso il secondo palo ed va di poco alto. La partita procede su ritmi blandi con l’Inter che prova nel finale ad arrotondare il risultato. Al 76’ su intercetto di Bisseck verticalizzazione per Lautaro che in verticale innesca il contropiede di Taremi, ma l’iraniano apre troppo di piatto e prende il secondo palo. Anche Lautaro cerca il gol in più occasioni ma l’arbitro decreta la fine e il risultato risulta 2-0 a favore dell’Inter, entrambi i gol segnati nel primo tempo. L’Inter si è dimostrata molto solida e non ha dato modo all’Udinese di creare gioco, mantenendo un ottimo possesso palla. L’Udinese non ha avuto spazi perché i nerazzurri erano attenti e padroni del centrocampo. Ottima prova di tutti gli elementi, che sono delle ottime alternative ai top player nerazzurri. L’Inter nelle ultime partite ha dimostrato di essere in ottima forma e le vittorie portano vittorie. Ma non si può dormire sugli allori e si deve subito pensare al campionato, dove incontrerà la neo promossa Como.

 

 

 


 

A: Lazio-Inter 0-6. Risposta da Campioni alle due fuggitive

( dicembre 2024 )


A chiudere questa sedicesima Giornata, c’è il big match tra le due terze all’Olimpico, tra Lazio e Inter. Entrambe reduci dalle fatiche europee, ambedue devono dare una risposta al Napoli e alla capolista Atalanta che hanno vinto in trasferta prendendosi un discreto vantaggio sul gruppo delle più dirette inseguitrici. Con Fiorentina uscita sconfitta e Milan e Juve ancorate a dei pareggi molto deludenti, rimangono solo loro due; quelle che possono rimanere attaccate al trenino della vetta. L’umore di Coppa è differente perché i meneghini sono reduci dalla loro prima sconfitta in Champions, che se è pur vero ottenuta di misura sul campo dei campioni tedeschi, è innegabile che sia arrivata dopo una prestazione opaca. Tutto al contrario dei biancocelesti che si sono imposti in Olanda contro l’Ajax grazie alla loro brillantezza fisica e compattezza di gioco offensivo. Trasferta dunque difficilissima per l’Inter e lo si vede nella prima mezz’ora quando il 4-2-3-1 laziale impedisce ai lombardi di avere non solo la palla tra i piedi, ma anche di ripartire. Nei primi 20’ minuti l’Inter fatica a gestire il match non trovando mai un pertugio o una trama d’attacco. Per merito dei ragazzi di Baroni che recuperano sfera alti e pressano in modo ordinato. Al 10’ Sommer si allunga su un tiro da fuori, ma al 21’è la Lazio che sfonda dalle parti di Dimarco. L’Inter è in ritardo nel chiudere in fascia e ancor di più nel successivo cross d’entro l’area, dove il tiro al volo del centrocampista laziale non trova la porta nerazzurra. Scampato il pericolo, pian piano i lombardi alzano il ritmo o quanto meno prendono le misure ai padroni di casa. Al 35’ arriva infatti l’episodio chiave su palla inattiva. Corner dalla destra offensiva interista e rete dopo una bella parata di Provedel. Rete annullata per fallo degli attaccanti interisti. Ma la Var si accorge di un braccio alto sul colpo di testa di Dumfries, da parte di Gigot entrato da meno di 10’ minuti al posto dell’infortunato centrale Gila. Ingenuità del difensore che permette a Calhanoglu di andare dal dischetto, ma questa volta niente palo come con il Napoli, ma una bordata centrale a spaccare la porta. Il segnale della rabbia dell’Inter che vuole vincere. Siamo al 41’ minuto e se la Lazio ha tutto il tempo per recuperare la sfida, l’Inter non commette l’errore di traccheggiare ma con i padroni di casa che cercano di portarsi avanti, colpisce subito prima del riposo. E come lo fa? Con la più classica delle azioni di Inzaghi. Il centrocampo recupera sfera, palla al quinto di destra all’altezza dell’area di rigore e di prima il quinto di sinistra, un certo Dimarco, non sbaglia il tiro incrociato superando Provedel. La Juventus e non solo, insegnano che l’Inter, pur forte, è capace di staccare la spina e farsi rimontare, ma nella ripresa i nerazzurri, sin dall’avvio non lasciano scampo ai padroni di casa. I nerazzurri sono padroni del palleggio e giocano sì in scioltezza, ma non con supponenza, ma per verticalizzare e con la Lazio che gira più lenta, demotivata e a vuoto, già dopo 6’ minuti arriva l’eurogoal di Barella con un tiro di esterno imparabile dal limite. La Lazio esce definitivamente dalla gara e 2’ minuti dopo è Bastoni a offrire l’assist a destra per Dumfries che svetta di testa per il poker. Girandola di cambi che permette all’inserimento di Augusto di segnare il quinto goal al 77’ minuto su assist pregevole di Dimarco. Nessuna sostituzione per la Thula, visto che si fa male Barella ed entra sul finale Zielinski. Ne approfitta allora Thuram al 90’ minuto che si inserisce a sinistra in area tra due difensori e calcia sul primo palo forte e preciso dove Provedel giunge in ritardo. Una vittoria schiacciante partita da un errore dell’avversario che aveva fatto bene sino a quel momento. Un segnale dell’Inter che lo Scudetto dalla propria maglietta non sarà facile da scucire per nessuna rivale.

 

 


 

C.L.: Bayer L.-Inter 1-0. Alla fine l’Inter paga la troppa accortezza

( dicembre 2024 )


Nella sesta partita del super-torneo di Champions League l’Inter non riesce a portare a casa il risultato ma solo una brutta sconfitta per 1-0 contro il Bayer Leverkusen. Inzaghi applica un grosso turnover rinunciando ad alcuni uomini fondamentali, ma del resto le partite giocate e da giocare sono tante, ed è lecito applicarlo, oltretutto considerando che l’Inter nella competizione è praticamente certa di proseguire il turno e che i giocatori in campo sono delle ottimi “secondi titolari”. La partita inizia con il Bayer che si fa pericoloso già nei primissimi minuti. Al 4’ su grande azione Tella prende la traversa mettendo i brividi ai nerazzurri. I tedeschi mantengono il pallino del gioco, anche se l’Inter cerca di portarsi più verso la metà campo. Il primo tempo risulta molto piacevole dal punto di vista tecnico e tattico ma nessuna della due, a parte i primi minuti iniziali, crea occasioni per portarsi in vantaggio. Il Bayer mantiene il gioco e aggredisce molto gli avversari, dall’altra parte l’Inter non crea azioni pericolose ma mantiene i nervi saldi e l’attenzione molto alta nel contrastare gli avversari. Si chiude il primo tempo con il pari che risulta il punteggio più giusto. Riprende la partita e il secondo tempo in avvio è sulla falsariga del primo, con il Bayer padrone del gioco e del possesso palla e con l’Inter che prova a pungere in ripartenza, ma senza convinzione. Inzaghi decide di mettere in campo Lautaro e Barella per sbloccare lo stand by in cui si è messa la partita. I tedeschi iniziano a mollare terreno permettendo alla compagine nerazzurra di guadagnare metri. È un secondo tempo avaro di occasioni da gol in quanto il Bayer controlla, l’Inter difende e nessuno rischia. Le due formazioni sembrano accontentarsi del punto a testa ma allo scadere del novantesimo arriva la beffa per l’Inter. Su corner del Bayer messo fuori, Wirtz riscodella dentro, ne nasce un’azione confusa che di fatto regala un rigore in movimento a Mukiele che segna l’1-0 per i tedeschi. Termina con la vittoria per 1-0 del Bayer. Serata amara per i nerazzurri che non fanno punti e portano a casa una sconfitta. L’Inter non ha praticamente giocato e creato occasioni da gol, come del resto anche il Bayer, ma a differenza del Bayer che ci ha creduto fino alla fine, gli uomini di Inzaghi hanno dormito troppo e cullato il risultato del pareggio durante tutta la partita e negli ultimi minuti, i più pericolosi, hanno calato gli ormeggi e permesso ai tedeschi di vincere una partita che sembra messa sul binario del pari. L’atteggiamento della squadra di Inzaghi non è stato dei migliori, forse paga del fatto di avere la qualificazione praticamente in tasca e di non voler sprecare energie, magari per il campionato, visto la battaglia al vertice che si fa più accanita. Il prossimo impegno dei nerazzurri sarà contro la Lazio in campionato.

 

 

 


 

A: Inter-Parma 3-1. Qualità con distrazioni finali

( dicembre 2024 )


L’Inter torna in campo dopo il poco più del quarto d’ora giocato a Firenze, con gara rinviata per il malore al giocatore Bove. Inizia dunque un periodo ristretto e massiccio di partite tutte ravvicinate e anche dal peso specifico non trascurabile. I nerazzurri se dovessero in questo primo anticipo del venerdì far bottino pieno, riavvicinerebbero la capolista che ospita una buonissima Lazio. Ma a San Siro arriva un Parma di qualità che proprio nell’ultima Giornata ha battuto i biancocelesti per 3 a 1. Gli emiliani sono in una zona di classifica piuttosto tranquilla occupando la fascia esattamente centrale della Serie A e al Meazza si dispongono con un attento 4-2-3-1 pronto a chiudere e ripartire verso Sommer. I meneghini nel loro canonico 3-5-2 sono con i titolari, tranne Bisseck e de Vrij che non faranno rimpiangere Pavard e Acerbi. Con un ritmo non forsennato, ma costantemente concentrato e attento i nerazzurri comandano da subito il match iniziando ad affacciarsi sempre più dalle parti del portiere parmense. I padroni di casa vanno anche in rete con Lautaro, ma Dumfries sulla destra è scattato precedentemente in fuorigioco. Con l’armeno, Thuram e Lautaro i nerazzurri sprecano dalle tre alle quattro palle goal, anche se parte del merito bisogna darlo anche alla reattività dell’estremo difensore emiliano, che però a 5’ minuti dal riposo, nulla può sulla magia dell’esterno sinistro interista. Infatti Dimarco compie una magia in area, quando a sinistra riceve palla che fa scomparire di tacco mettendo fuori causa la difesa avversaria e trafigge Suzuki. Il Parma và al riposo sotto di una rete, ma anche se è vero che poteva subire già in precedenza il goal, è altresì innegabile che poteva sfruttare meglio un paio di ripartenze. Nella ripresa i padroni di casa non commettono l’errore di staccare presto la spina e concentrati cercano di chiudere la sfida senza rischiare nulla dietro. All’8’ minuto magia dell’armeno che in mediana pesca perfettamente l’inserimento di Barella senza palla tra le maglie dei difensori ospiti. Il centrocampista ex Cagliari si incunea in area, si ferma e fa andare a vuoto l’estrema ultima scivolata del difensore davanti e piazza di qualità la palla sul palo lontano coperto da Suzuki. L’Inter sta bene e continua a produrre calcio e a creare. Tutti i compagni assistono Lautaro che vogliono torni al goal. Ma l’argentino nella ripresa sia di testa che di piede non è molto fortunato questa sera. Lo è invece al minuto ‘66 Thuram che è lesto sul secondo palo a spingere in rete l’appoggio di testa di Bisseck dal primo palo. Sul 3 a 0 i meneghini giocano con spettacolo a anche con cinque cambi ma all’81’minuto una ripartenza rapida del Parma produce un’autorete di Darmian che chiude male assieme ai suoi compagni di reparto. Poco male, il match è terminato e con una vittoria che può mettere pressione a quelle che stanno lottando per il vertice.

 

 

 


 

CL: Inter-Lipsia 1-0. Fatica ma vittoria raggiunta

( novembre 2024 )


L’Inter ha l’obiettivo, non troppo velato, che è quello di puntare ad entrare a fine Girone di Champions, tra le prime otto, con il grande vantaggio di passare direttamente agli ottavi saltando le due sfide dei sedicesimi. Inter quasi titolare contro il Lipsia. Ad affiancare Lautaro davanti c’è Taremi, mentre con Acerbi e Frattesi aut, de Vrij è il centrale con ai suoi lati bastoni e Pavard. Calhanoglu in regia con Barella e Zielinski interni. Dumfries e Dimarco esterni. Il Lipsia si dispone con un 4-4-2 solido ed è un avversario difficile da interpretare, visto che nonostante delle buone gare disputate in Europa è ancora a zero punti, tuttavia è seconda nel Campionato tedesco. I nerazzurri partono forti nella metà campo germanica e arrivano dalle parti di Gulacsi con facilità. Ma la precisione sotto porta non è quella del primo tempo vista a Verona e la bravura del portiere e dei suoi difensori fanno il resto. Fino a quando al minuto 27’ Dimarco dalla destra, molto fuori dallo spigolo dell’area del Lipsia, calcia una punizione velenosa a centro area. De Vrij la spizza ma una deviazione involontaria del difensore Lukeba mette fuori causa il proprio portiere per il vantaggio interista. A fine primo tempo Pavard si accomoda in infermeria per problemi muscolari ed entra Bisseck. L’Inter apre la ripresa con un’altra grande occasione da rete con Dumfries ma non è giornata da goleada. Così passano i minuti nella ripresa ed è palpabile l’area di tensione che si respira in tutto lo stadio per una partita ben controllata, ma non ancora archiviata e quindi ancora aperta. Infatti eccolo l’erroraccio a 20’ minuti dal termine che rischia di costare tantissimo. Calhanoglu perde palla nella propria trequarti, prova a chiudere ma il Lipsia arriva comunque al tiro. Bravo Sommer a distendersi sulla sua sinistra a respingere. Di fatto è l’unica occasione creata dai tedeschi che ci provano a cercare il pareggio, vista solo la rete unica di svantaggio. Ma così facendo lasciano anche spazi per le ripartenze nerazzurre, che hanno inserito anche nel frattempo Thuram. I meneghini sprecano altre due o tre potenziali occasioni per chiuderla e quando vicini al novantesimo Thuram ruba palla in area e offre al centrocampista armeno la palla per il 2 a 0 che avviene, l’arbitro annulla per fallo dell’attaccante francese che non sembra ci sia stato. Alla fine è bastata un’autorete per avere la meglio sul Lipsia. L’Inter si è presa i tre punti, forse con un pizzico di sofferenza di troppo, ma anche senza rischiare più di tanto dietro, rimanendo, dopo cinque giornate del Torneo l’unica squadra con la porta immacolata. Il prossimo turno sarà sempre con una tedesca, ma sarà ben più alto il livello di difficoltà, dato che la trasferta sarà presso il Bayer Leverkusen.

 

 


 

A: Verona-Inter 0-5. Dopo lo spavento l’Inter vince a valanga

( novembre 2024 )


E’ sempre un’incognita la partita dopo il rientro dalle Nazionali, almeno per quanto concerne le big che annoverano tra le loro file tantissimi giocatori di livello. Così Inzaghi, che è un mister assai scrupoloso, è costretto a suo malgrado a dar spazio a quelle che si possono definire seconde linee. Con Lautaro febbricitante e di ritorno dal Sud America la sorpresa più grande è il ritorno dal primo minuto di Correa a far coppia davanti con l’inossidabile Thuram. Spazio anche a Bisseck nei tre di difesa. Con Canhanoglu ancora una volta acciaccato dopo la Nazionale, è il turno in regia di Asllani, che ricordiamo che dall’ultima pausa, anche l’albanese era rimasto fuori un mese per infortunio. Riposo anche a Dimarco con Augusto al suo posto in fascia sinistra. Insomma è un’Inter farcita di calciatori con pochissimi minuti sulle gambe ed è sempre un rischio. E lo si vede in avvio quando il Verona, spavaldo si fionda nei primi 5’ minuti dalle parti di Sommer, prima impegnandolo a due passi e poi colpendo quasi l’incrocio dei pali dopo una bella azione che bucava la difesa a sinistra dell’Inter. A questo punto si svegliano i meneghini, che pareggiano un minuto dopo i legni con un colpo di testa di Correa che si stampa sulla traversa, anche se Montipò era sulla traiettoria. Ma è solo il segnale della grandinata che da lì a poco inizierà a piovere sul portiere dei padroni di casa. In meno di 10’ minuti la partita è archiviata a favore dei nerazzurri. Al 17’ minuto con triangolo di qualità in area del Verona, Correa fa velo e si inserisce a destra con Thuram che lo vede e gli offre la palla che l’argentino con lo scavetto trasforma nel vantaggio meneghino. 5’ minuti dopo da centrocampo è Correa che traccia un filtrante centrale dritto per lo scatto di Thuram che brucia i due difensori centrali e davanti a Montipò lo dribbla e segna il 2 a 0. Altri 3’ minuti e si ripete un’azione fotocopia, con Bastoni dalla propria trequarti che lancia centralmente di nuovo il francese che supera i suoi marcatori centrali troppo distanti e lenti e Montipò è ancora superato per il 3 a 0. Match praticamente risolto, ma con un Verona in bambola, l’Inter anche senza troppo insistere, prima del riposo si trova con altre due reti all’attivo. Asslani al 31’ dalla destra offre arretrato il passaggio giusto per de Vrij, che sostituisce l’infortunato Acerbi, e sigla di collo il poker. A 4’ minuti dalla pausa c’è Bisseck in area del Verona che difende di spalle la sfera, si gira e in caduta calcia trovando l’angolino alla sinistra di Montipò. Il match è anche matematicamente archiviato e la ripresa è solo una girandola di cambi per far riposare Barella, Thuram e Bastoni. Spazio a Frattesi, Buchanan, Zielinski e Arnautovic, con Correa che in pieno recupero, dal limite prende il suo secondo legno. Interessante annotare che nel secondo tempo l’Inter sperimenta la difesa a quattro per una fase di contenimento una volta che si trova con un ampio vantaggio. Il Verona è stato troppo leggero in difesa e ha pagato l’atteggiamento eccessivamente aggressivo. L’Inter dopo lo spavento iniziale anche con diverse riserve, ha con facilità conquistato i tre punti tenendo a riposo giocatori importanti per la prossima sfida di Champions. Quello che voleva Inzaghi.

 

 

 


 

A: Inter-Napoli 1-1. Pari Scudetto

( novembre 2024 )


La partita è il big match della Giornata 12, ma se fosse avvenuta nel Girone di Ritorno sarebbe stata, con ogni probabilità la sfida che poteva decretare la vincitrice del Tricolore. Quindi troppo presto con altre ben ventisei partite da disputare. Tuttavia è molto indicativa. In un modo o in un altro da qui uscirà una capolista. O Conte, come da sua dichiarazione ne esce appunto ancora da prima della classe, ovvero con un pareggio o una vittoria, oppure sarà la squadra d’Inzaghi con un successo, a scavalcare il Napoli e a issare la propria bandiera sopra tutte le altre. A tal proposito, Conte forte di un gruppo che non deve sopportare le fatiche fisiche e mentali degli impegni infrasettimanali di Coppa, mette tutta l’artiglieria pesante con tre linee compattissime in formato 4-3-3, miscelate perfettamente tra qualità, velocità e tanti muscoli. Inzaghi, che aveva optato per un ricambio con l’Arsenal mercoledì, schiera i suoi undici titolari, con Acerbi nuovamente centrale davanti a Sommer. I padroni di casa partono bene ma faticano a trovare spazi, Lautaro e Thuram corrono ma in mezzo alle maglie azzurre non hanno un momento di respiro e quando Pavard dopo una bella manovra nerazzurra si trova dentro l’area è Buongiorno in scivolata a chiudere lo specchio. Dove non giungono i difensori partenopei, c’è sempre attento Meret, specie su Dimarco. Ecco però che da squadra concentrata e quadrata come la vuole il suo mister, il Napoli sfrutta una palla inattiva al 23’ minuto. Su corner, un bello schema porta avanti gli ospiti con i difensori nerazzurri in ritardo sulla chiusure. L’Inter inizialmente accusa il colpo, e Calhanoglu quasi regala dietro la palla per il 2 a 0, con Lukaku che serve un assist al bacio, ma Acerbi fa il Buongiorno con più di dieci anni in meno. Il turco si rifà alla grande quando a 2’ minuti dal riposo, spara una fucilata di esterno con parabola a scendere che piega il guantone a Meret per il pareggio. Con la sfida nuovamente messa in equilibrio, la “Beneamata” parte nel secondo tempo con un ritmo molto più alto e per un 20’ minuti mette alla corde i campani. Acerbi è sempre sontuoso nell’anticipo su Lukaku e i meneghini dopo aver scaldato i guantoni a Meret e preso il palo con Dimarco, hanno la grande possibilità di passare avanti su calcio di rigore, per intervento leggermente scomposto e in ritardo su Dumfries. C’è mister sentenza sul dischetto e questo pesa molto come pallone. Tanti chili che si infrangono sul palo interno, con il primo penalty sbagliato in Serie A dal 10 interista. Il match rimane sempre aperto, ma nonostante i cambi, ben cinque apportati da Inzaghi, la compagine meneghina, perde pian piano mordente e ritmo. Mentre il Napoli non solo respira ma proprio sul fischio finale ha la palla della vittoria con Simeone. Risultato probabilmente giusto tra due forti e belle squadre. Ringraziano tutte le altre che avevano già fatto il proprio dovere.

 

 

 


 

C.L.: Inter-Arsenal 1-0. Inter all’opposto di sè stessa, ma vincente.

( novembre 2024 )


L’Arsenal non sarà il Mancester City di Guardiola, ma gioca bene e di gran qualità e in queste tre partite di Champions, al pari proprio dei nerazzurri, ha 7 punti, frutto di due vittorie ed un pareggio. E, come i meneghini non hanno ancora subito una rete. Inzaghi, anche in chiave Napoli, lascia a riposo chi nelle ultime gare ravvicinate ha giocato maggiormente. Quindi in panchina siedono Dimarco, Barella, Thuram e l’armeno oltre che Bastoni. Spazio dunque a Taremi dal primo minuto, come a Calhanoglu in regia, Bisseck tra i centrali, Dumfries e Darmian in fascia e Frattesi e Zielinski interni di centrocampo. I padroni di casa partono fortissimo e proprio l’esterno olandese da fuori prende la traversa a portiere battuto. Poco dopo è Calhanoglu dalla distanza che và a lambire il palo. Tuttavia, gli inglesi non si spaventano e forti di un ritmo di calcio veloce e preciso prendono il possesso della gara, con traversoni insidiosi. A stappare la partita ci pensa una punizione sul fischio del riposo, perché la palla giunta in mezzo all’area dell’Arsenal viene contesa tra un inglese e Taremi e il giocatore dell’Arsenal, anche se involontariamente, la prende di mano. Dal dischetto il 10 turco un’altra volta si dimostra implacabile e porta avanti i suoi. La ripresa vede il 3-5-2 Inzaghiano, indossare gli abiti dell’umiltà mettendosi in un 5-3-2 che diviene anche un 5-4-1, all’occorrenza. Il 4-3-3 dell’Arsenal produce traversoni in quantità industriale e anche la collezione di calci d’angolo degli inglesi diviene impietosa. Una mole di pressione continua avversaria che vede l’Inter, a differenza di quanto accade del Nostro Campionato, concentratissima in fase di contenimento. Sommer compie una vera sola ed unica parate importante su un tiro dal limite a giro e Dumfries e Bisseck, una volta a testa si immolano sulle conclusione ravvicinate inglesi. Difficile quanto sia stata voluta la tattica di contenimento e quanto sia stata imposta dall’offensivo 4-3-3 britannico, sta di fatto che l’Inter termina il match senza subire goal e questo le permette di farsi bastare il calcio di rigore di Calhanoglu per portarsi a ben 10 punti in classifica, con vista già sugli ottavi. Anche se è presto per dirlo. Non è stata un’Inter spettacolare, ma concreta e sul pezzo per tutta sfida certamente, oltre che cinica. Esattamente l’opposto di quanto avviene in Serie A, quando costruisce valanghe di palle goal contro chiunque sprecandone altrettante e subendo contropiedi assurdi per sbilanciamenti incomprensibili. Ma Inzaghi ha ragione nel continuo cambio di uomini. Tante e troppe le partite e ravvicinate, oltre che sempre determinanti per gli obiettivi a lungo termine. Ora testa al big match. Che Inter si vedrà? Quella contro l’Arsenal? O quella sciupona contro Juve o Venezia? Oppure una via di mezzo?

 

 

 


 

A: Inter-Venezia 1-0. 3 punti con brivido all’ultimo secondo

( novembre 2024 )


D’accordo che l’Inter dai tempi dei tempi, si è sempre portata dietro questo alone di pazzia, ma i suoi tifosi devono essere allenati dal punto di vista cardiaco. Inzaghi non vuole rischiare e inserisce i suoi 11 titolari più in forma, con Acerbi e sopratutto il 10 turco nuovamente seduti in panchina, anche se con molto minutaggio ridotto. Contro una squadra abbordabile, in casa propria e consapevoli che chi ti sta davanti ha già perso, sai che con i 3 punti di questa sera, ti metti in scia ad una sola lunghezza dall’attuale capolista. Ancor più importante in questo momento, dato che il prossimo match di Campionato, prevede proprio lo scontro diretto al Meazza. I calcoli però li devi fare anche con l’avversario che è atipico. Nel più classico stile di Di Francesco, il Venezia è una compagine che non si arrende mai, concede molto dietro ma sa costruire pericoli contro chiunque. Non a caso si dispone a specchio contro i Campioni d’Italia senza nessun timore reverenziale. Ogni nerazzurro ha sempre un uomo addosso, sin dall’impostazione dal basso, ma i meneghini prendono possesso del campo e del gioco sin da subito e iniziano a macinare gioco. Sopratutto creano palle goal in quantità senza però cogliere il bersaglio grosso. Tra Lautaro, Barella e sopratutto Thuram sono almeno quattro o cinque le occasioni buttate via nella prima frazione. Arriva anche la rete nel classico stile Inter, cioè con Bastoni che apre a Dimarco che offre l’assist arretrato per l’armeno che insacca, ma il ginocchio dell’esterno sinistro della Nazionale è in fuorigioco. Tanta mole di gioco non concretizzata rischia di costare caro, dato che a 5’ dal riposo, è il Venezia che entra con troppa facilità in area interista e Sommer si trova sulla linea di porta a compiere il miracolo. Così il Venezia ci crede e nella ripresa parte fortissimo rispondendo colpo su colpo agli attacchi meneghini sin da subito. Sommer da una parte e Stankovic dall’altra divengono protagonisti. Specie il figlio d’arte che difende i pali dei liguri nega tutto, ma nulla può sull’incornata rabbiosa del “Toro” su assist ancora di Dimarco. Siamo al 65’ minuto e ora i padroni di casa conducono di una rete. Vantaggio acquisito, ma non partita chiusa e messa in cassaforte. Inzaghi opera cambi e si rivede Calhanoglu in regia che con tiri e aperture di alto livello, mostra quanto manchi a questa squadra. Nonostante ciò a 25’ minuti dal novantesimo, l’Inter è ancora in grado di sciupare almeno tre occasioni d’oro. Thuram conquista palle avanti con tutti, ma questa sera non è serata. Manca la cattiveria che ci ha messo Lautaro, che nel frattempo è andato a sedersi in panchina per rifiatare. Così arrivano i tempi di recupero e sull’ultima, letteralmente, azione, giunge il cross che porta al pareggio dei lagunari. Quanto la Var ha tolto all’Inter per millimetri, ovvero una rete e un rigore per parata di mano di un difensore ospite, lo ridà con gli interessi alla “Beneamata”, annullando l’1-1 per fallo di mano dell’attaccante lagunare. Inter vincente, ma una sfida che doveva terminare con almeno tre o quattro reti di scarto rimane in bilico sino all’ultimo secondo. Un difetto che si sta ripetendo con una regolarità preoccupante. Potevano essere altri 2 punti persi per strada. Deconcentrazione? Presunzione? Oppure incapacità di gestire un vantaggio perché questa squadra conosce solo il modo di attaccare, senza nascondere la palla? Forse si pensa di poter attaccare 100’ minuti in continuazione per 60 match all’anno?

 

 

 


 

A: Empoli-Inter 0-3. L’Inter sfrutta l’espulsione per inseguire la vetta

( ottobre 2024 )


La pressione è di quelle alte. Primo la capolista già avanti di ben quattro lunghezze, il giorno prima a San Siro, inaspettatamente vincono contro i cugini portandosi in tal modo ad un provvisorio e già preoccupante +7 proprio sui nerazzurri. Seconda pressione deriva dal derby d’Italia che di fatto la squadra di Inzaghi ha buttato al vento. Brava la Juve a crederci, ma di fatto a 20’ dal termine, avanti di due reti e dopo aver sciupato l’impossibile, andare a non vincerla vuol dire aver gettao via altri due punti. Che quest’anno e siamo solo alla nona partita giocata, non è la prima volta. Inzaghi cambia qualcosina rispetto a domenica senza stravolgere ovviamente lo schema. Pavard in panchina per Bisseck, con de Vrij a prendere il posto dell’acciaccato Acerbi, Darmian al posto di Dumfries sulla corsia destra e bocciatura ulteriore per Asllani come vice Calhanoglu dove viene preferito Barella con l’armeno e Frattesi da interni di centrocampo. La ThuLa davanti. Ma la trasferta è tutt’altro che semplice visto che davanti c’è un Empoli che gioca bene ed è una delle migliori difese della Serie A, tant’è che ha incassato quasi la metà delle reti dei Campioni d’Italia. Il Napoli è uscito vincitore due gare fa da questo stadio, ma la storia della sfida raccontava di un equilibrato pareggio. Così l’Inter parte a ritmi bassi e i padroni di casa sono compatti e concentrati, tant’è che il primo affondo è proprio dei toscani che chiamano in causa Sommer anche se non in modo impegnativo. Gli ospiti prendono con calma le misure all’avversario e iniziano ad affacciarsi nell’area dell’Empoli con insistenza. Darmian và anche in rete, ma la Var mostra come nei rimpalli vincenti in area la sfera sia stata spostata dalla mano del nerazzurro. L’Inter pressa ma fatica a trovare spazi, tuttavia, quello che la Var ha tolto ai milanesi, lo restituisce alla mezz’ora con gli interessi. Alla mezz’ora infatti una brutta entrata sulla caviglia di Thuram costringe i toscani a giocare la restante ora con l’uomo in meno. Bravo l’Empoli a chiudersi bene sino al riposo senza subire praticamente nulla, ma sconcertante il rilassamento interista. Atteggiamento che però in apertura di secondo tempo cambia la squadra d’Inzaghi. Seppur l’Empoli rientra dagli spogliatoi più equilibrato per far fronte all’inferiorità numerica, l’Inter parte con un altro piglio e mette all’angolo i padroni di casa. Non è un caso che dopo 5’ minuti i nerazzurri passino in vantaggio. E’ Frattesi che trova a destra, in area, il pertugio giusto per andare al tiro, la cui traiettoria è deviata portando la sfera quasi all’incrocio opposto imprendibile per il portiere. Così come al 67’ minuto, dopo altre occasioni, Lautaro in area fa da sponda a Frattesi che trova di precisione l’angolo basso alla destra di Vasquez. Vasquez che quasi a 10’ minuti dal novantesimo, sbaglia a impostare centralmente, così l’Inter in pressione alta, conquista la palla e Barella offre sul piatto d’argento al suo capitano la palla del definitivo 3 a 0. Gara archiviata, spazio alle sostituzioni e sopratutto missione 3 punti raggiunta. Il Napoli così non è fuggito più del dovuto, ma senza dubbio l’espulsione ha agevolato il compito all’Inter. C’è poco da festeggiare perché fra quattro giorni sarà nuovamente Campionato e tutto può cambiare in meglio o in peggio. Per tutti.

 

 

 


 

A: Inter-Juve 4-4. Spettacolo e Inter nuovamente sprecona

( ottobre 2024 )


Solitamente il Derby d’Italia è sempre stata una partita molto bloccata e tattica, non priva in sé di emozioni ma a memoria d’uomo un pareggio con ben otto reti nei tempi regolamentari è difficile ricordarselo. Il Napoli aveva già allungato ulteriormente mettendo pressione sia ai bianconeri che ai nerazzurri rispettivamente terzi e secondi. Imperativo per entrambi era dunque vincere per non perdere ulteriormente terreno dalla capolista. Entrambi gli allenatori però, a differenza di Conte non solo devono fare i conti con i calciatori reduci dalle fatiche europee, ma anche degli infortunati importanti. Motta deve fare a meno dei forti difensore Bremer e centrocampista Koop. A Inzaghi è andata ancora peggio con il cervello turco ai box e il coordinatore della difesa Acerbi out. Senza contare che pure il sostituto a centrocampo Aslani è rientrato ma ancora acciaccato. Quindi la Juventus si presenta al Meazza con la coppia di centrali Kalulu e Danilo e al posto dell’ex centrocampista atalantino, il nazionale Fagioli. Vlahovic unica punta con gli inserimenti a turno di Conceicao, Weah e McKennie. L’Inter nel suo consueto 3-5-2 trova in de Vrij il naturale sostituto di Acerbi e Zielinski al posto del fantasista e metronomo Calhanoglu. Per il resto squadra titolare. Partita che parte forte con nerazzurri che si trovano avanti dopo un quarto d’ora su rigore. Danilo entra in ritardo su Thuram e Zielinski non sbaglia dagli undici metri. Poco meno di 10’ minuti e una difesa incomprensibilmente ferma e statica dei meneghini regala non solo il pareggio, ma addirittura il vantaggio ai piemontesi che prima con Vlahovic e poi con Weah la ribaltano. L’Inter non si perde d’animo e se al 35’ minuto è Mkhitaryan a inventarsi un’azione da centrocampo per il pareggio, 2’ minuti dopo è Kalulu a calciare in area Dumfries regalando il secondo rigore che l’ex partenopeo non sbaglia. Gara apertissima che si chiude nella prima frazione con i padroni di casa avanti per 3 a 2. I milanesi partono fortissimi nel secondo tempo e creano palle goal. Cosa che al 53’ minuto si concretizza con Dumfries che trova il diagonale vincente da destra verso sinistra che buca Di Gregorio, che nella stessa azione non era stato impeccabile nell’uscita sul traversone. Il portiere juventino si fa con gli interessi nel quarto d’ora successivo. Infatti dopo il 4 a 2, i nerazzurri per un quarto d’ora spingono moltissimo creando almeno quattro se non cinque palle goal nitidissime, ma tra i difensori e il portiere bianconero la quinta rete è negata. La Juventus quindi regge all’urto e al colpo del definitivo ko e trova al 71’ minuto con Yildiz, entrato da poco, il goal che riapre la sfida. L’Inter perde palla sulla trequarti bianconera e si trova con Dumfries che controlla male Yildiz che con un preciso diagonale batte Sommer. Cosa che si ripete 11’ minuti dopo con la doppietta di Yildiz che permette con orgoglio e forza alla Juventus di pareggiare una sfida importante che pareva persa. L’Inter subisce un’altra volta una rimonta dopo aver sprecato molto. E’ un dato di fatto che i Campioni d’Italia non sanno controllare una partita ma non possono permettersi di giocare ogni match a mille all’ora creando più di dieci palle goal a sfida consapevoli che tanto delle reti le incasserà. Lo spettacolo è stato altissimo, ma la capolista “se ne và”.

 

 

 


 

C.L.: Young Boys-Inter 0-1. Nel finale i titolari entrati regalano i 3 punti

( ottobre 2024 )


L’Inter allunga in classifica Champions vincendo sullo scadere 1-0 contro gli svizzeri dello Young Boys. Mister Inzaghi applica un pesante turnover, un po' per costrizione visto i numerosi infortuni della squadra nerazzurra e visto gli impegni ravvicinati che la sua squadra deve affrontare in questo periodo. La partita inizia subito a ritmi molto bassi con le due squadre che si studiano e applicano molto possesso palla. Al 20’ è la squadra di casa che cerca di aumentare i giri del motore sopratutto con Hadjam e l’Inter, nonostante qualche sbandata mantiene il risultato in parità. Al 31’ grande azione di Taremi che imbeccato da Carlos Augusto pesca di prima con il tacco Bissek ma il centrale tedesco a tu per tu con il portiere avversario gli calcia addosso, sprecando un golosa occasione di portarsi in vantaggio. Tre minuti più tardi sugli sviluppi di una punizione, Dumfries svetta di testa ma manda di poco alto. Al 44’ brivido per l’Inter, con Lakomy che con un tentativo coraggioso manda la palla oltre la traversa. Si chiude il primo tempo con il risultato di parità. Inizia il secondo tempo e i nerazzurri portano a casa un rigore. Purtroppo Arnautovic dal dischetto sbaglia, facendosi parare il rigore e si resta piantati sul risultato di parità. Al 60’ il palo pieno preso da Monteiro che si libera in area e va il tiro, salva dallo svantaggio i nerazzurri. Risponde Dimarco con un collo esterno che manda la palla sull’esterno della rete. L’Inter sembra stia crescendo e recupera meglio palle ma lo Young Boys non sta a guardare e si fa vedere pericolosamente in area per cercare di portare a casa il risultato. Infatti nei dieci minuti finali Males, prova a scardinare la porta nerazzurra ma è sempre troppo impreciso nell’ultimo tocco. Al 90’ arriva un presagio di come finirà la partita. Zieliski si divora il vantaggio, fa un clamoroso errore e spara in curva tutto solo un rigore in movimento. Ma non è finita. Al 94’ all’ultimo respiro passa l’Inter e si porta a casa i tre punti. Tacco di Lautaro per Dimarco, palla tesa in mezzo dove arriva Thuram che fa 1-0 a pochi secondi dalla fine. Si conclude così una partita che sembrava sulla strada del pareggio ma che alla fine grazie a un’azione corale dei suoi campioni, permette all’Inter di portarsi a casa il premio dei tre punti. L’Inter, nonostante la vittoria, non è apparsa in buona salute, a tratti erano in balia degli avversari, sopratutto nel primo tempo e sul finire della partita. Il turnover non ha funzionato al meglio, visto che alla fine per portare a casa il risultato ci hanno dovuto pensare i titolari. Il prossimo impegno sarà contro gli eterni rivali della Juventus, che nonostante la sconfitta in malo modo subita in Champions, venderanno cara la pelle.

 

 

 


 

A: Roma-Inter 0-1. A pezzi l’Inter vince di squadra e tiene il secondo posto

( ottobre 2024 )


L’Inter espugna l’Olimpico battendo la Roma per 1-0, restando nel treno delle prime in classifica che nell’ottava giornata hanno tutte portato a casa i tre punti, Lazio a parte. Ma è una vittoria amara per i nerazzurri visti gli infortuni di Acerbi e Chalanoglu nella prima mezz’ora di gioco entrambi per problemi muscolari, dimostrando ancora una volta, che il calendario sportivo è diventato molto impegnativo e insostenibile anche per una squadra attrezzata come l’Inter. Il primo tempo è caratterizzato da cambi di campo repentini ma senza grosse occasioni. Al 14’ botta da fuori di Mikhitaryan che si stampa sulla parte alta della traversa. La partita prosegue con tanta lotta ma poche palle pericolose ma nonostante questo la partita si gioca su ritmi alti e risulta piacevole per i continui duelli tra i vari giocatori. Si conclude il primo tempo a reti inviolate e con poche emozioni. Nel secondo tempo la musica cambia e l’Inter inizia a creare occasioni.Al 51’ Barella ci prova da fuori ma senza trovare il gol. Le squadre si chiudono bene e sono molto attente. Ma è proprio un clamoroso errore da parte della Roma che porta in vantaggio al 60’ l’Inter. Errore di Zalewski che perde palla e spalanca la ripartenza di Frattesi: palla dentro lasciata li da Celik, accorre Lautaro che spara e buca Svilar per 1-0 per i nerazzurri. Al 65’ Frattesi pesca in area Thuram, cross teso per Dimarco dall’altra parte ma Celik cancella lo 0-2. La Roma si fa vedere al 69’ con un tiro insidioso di Dybala ma Pavard si immola e manda in angolo. Al 76’ l’Inter prova ancora il raddoppio, con Dumfries che scappa via sulla destra, entra in area e calcia forte sul palo lontano: Svilar va giù in tempo ed evita lo 0-2. Ancora Svilar che salva nuovamente su Thuram. All 85’ ancora il portiere della Roma che tiene a galla la sua squadra e dice ancora una volta no al tentativo di Dumfries di arrotondare il punteggio. La Roma cerca di trovare il pareggio nei minuti finali con Suolè, ma Sommer è attento e blinda la porta e il risultato. Decide la partita il gol di Lautaro. Risultato meritato dai nerazzurri visto che hanno creato più occasioni pericolose, mentre la Roma nonostante l’ottima partita ha visto poche volte la porta avversaria. All’Inter va recriminato però di non aver chiuso la partita, nonostante le occasioni create e non si può permettere di arrivare a fine partita con il patema di essere raggiunta. Preoccupano gli infortuni nel centro nevralgico del gioco nerazzurro, ovvero a centrocampo, in vista dell’impegno di Champions e sopratutto nel prossimo turno di campionato dove troverà l’eterna rivale della Juventus.

 

 

 


 

A: Inter-Torino 3-2. 3 goal, 3 punti e 2 amnesie pericolose

( ottobre 2024 )


Che i Campioni d ‘Italia in carica siano forti, nessuno lo ha mai messo in dubbio, se non addirittura, che siano proprio loro, su tutti, a decidere se rivincere o perdere lo Scudetto anche quest’anno. La squadra d’Inzaghi arriva dal poker inflitto alla Stella Rossa in Champions e dopo la vittoria per 3 a 2 a Udine, dove ha creato tanto, ma con qualche errore in difesa di troppo. A San Siro giunge un Toro arrabbiato per la buona gara disputata in casa ma persa 2 a 3 contro al Lazio. A pari punti in classifica con i nerazzurri, i granata se la vengono a giocare a Milano quasi ad armi pari, forti di una solidità ottima e una capacità di far male sempre e ovunque. I nerazzurri riportano davanti la ThuLa dal primo minuto e a centrocampo l’unica novità è Frattesi per l’infortunato Barella. Dietro Bisseck a sinistra e Bastoni a destra con Acerbi centrale. I padroni di casa partono con il loro possesso palla che prova a mettere lì i piemontesi che accettano di buon grado, ma senza soffrire più di tanto, forti di un 5-3-1-1, pronto anche a colpire. Infatti, nonostante una padronanza assoluta della palla e del campo, sono proprio gli ospiti a scaldare per primi i guantoni di un portiere. Poca la pressione posta dai centrocampisti interisti fuori dall’area e Sommer su un bolide da lontano deve superarsi. L’Inter fatica a trovare lo spiraglio giusto, sia per la bravura del Torino, che per un giro palla troppo lento. Gli spiragli si aprono quando sull’ennesima sponda di Thuram, l’attaccante francese, mostrato bene dalla Var, viene colpito molto duramente sopra la caviglia in modo pericoloso. Il giallo iniziale di Maripan si trasforma in rosso. Siamo al 20’ minuto e il Torino si dispone in un 5-3-1 con Zapata a dar battaglia davanti. I meneghini approfittano della superiorità numerica e avvolgendo i granata dai lati butta dentro cross velenosi di qualità dove Thuram in 10’ minuti di testa in area è bravissimo a farne due, in mezzo ad altre occasioni. Ma l’Inter di quest’anno non è impermeabile e appena abbassa la guardia paga pegno. Neppure il tempo di festeggiare il doppio vantaggio, che Bisseck, appena battuto il Torino da centrocampo, davanti all’area commette la frittata con ingenuità e perde palla. Dietro Bastoni e Acerbi sono messi male e in ritardo nella chiusura su Zapata che davanti Sommer non sbaglia. I granata ci credono nella rimonta anche in inferiorità numerica e si battono, ma l’Inter riprende possesso del match e continua a creare. Serve però il quarto d’ora della ripresa, quando dopo una bella incornata di Lautaro dove Milinkovic-Savic nuovamente risponde presente, Thuram sul pallone vagante davanti alla porta la colpisce sporca mettendo fuori causa il portierone granata. Ora è finita la sfida. Gli ospiti ci provano, ma è più l’Inter a trovare spazi per il quarto goal. Ecco però che a 6’ minuti dal novantesimo Zapata, infaticabile, nell’ennesima sgroppata verso la porta avversaria, si fa male ed esce dopo diversi minuti di stop partita. Così la sfida riparte con l’Inter che stacca la spina e con un pallone buttato in area dei nerazzurri, la difesa pasticcia nel buttarla fuori e Calhanoglu colpisce sul piede in ritardo e provoca un rigore evitabilissimo. Vlasic non sbaglia anche se Sommer la tocca. Ultimi minuti di ansia con l’Inter che però rimette la testa sulla gara e anzi in contropiede spreca ancora palle goal. Per quello creato tre reti segnate son poche e ancora una volta due regaloni riaprono un match che doveva essere chiuso. L’Inter è forte e sa giocare, ma non sa proprio gestire il match abbassando i ritmi. Un peccato che si porta dietro da tempo. Troppi e tanti i goal subiti e in Italia, specialmente, vince la difesa blindata.

 

 

 


 

C.L.: Inter-Stella Rossa 4-0. Poker calato nel secondo tempo per un buon cammino Champions

( settembre 2024 )


L’Inter cala il poker vincendo 4-0 nella seconda partita della Champions League contro la Stella Rossa e portando a casa i primi tre punti pieni, dopo che nella prima giornata aveva pareggiato contro il City. L’Inter si porta pertanto a quattro punti in classifica generale a ridosso delle migliori. La Stella Rossa invece rimane a zero punti considerando che nella prima partita ha subito la sconfitta contro il Benefica. La partita inizia subito con l’Inter in avanti, alla quale nei primi minuti viene già annullato, giustamente, un gol in fuorigioco. I nerazzurri continuano a spingere e hanno voglia di portare a casa il risultato. All’11 arriva il vantaggio dei nerazzurri: punizione dal limite guadagnata da Mkhitaryan, Calhanoglu calcia forte sul palo del portiere e sblocca il risultato, anche se decisiva è stata una leggera deviazione di Krucic, ex Milan, ma poco importa. Conta che i padroni di casa vanno meritatamente in vantaggio. Al 20’ altro gol annullato all’Inter che stasera sembra in grande forma. Al 29’ brivido per un’occasione della Stella Rossa che finisce di poco a lato, ma per il resto è l’Inter che crea e sbaglia il raddoppio più volte. Verso la fine del primo tempo altro brivido per i nerazzurri con Sommer che riesce a respingere in qualche modo il tiro insidioso degli avversari. Riprende la partita con l’Inter che si trova un po' in difficoltà in quanto sembra soffrire particolarmente la Stella Rossa a livello fisico. Oltretutto i nerazzurri nel primo tempo hanno gioco ad un ritmo molto elevato concedendo poche ripartenze agli avversari. Al 59’ l’Inter raddoppia, dopo che un minuto prima aveva sbagliato una grossa occasione con Zielinski. Taremi che ruba palla a un pessimo Krunic, che passa ad Arnautovic che deve solo spingere in porta per il 2-0. La partita prosegue con l’Inter che sforna continue occasioni e con la Stella Rossa sembra non capirci molto e non reagisce e commette continui errori agevolando gli avversari. Al 72’ Lautaro chiude la gara calando il tris. Erroraccio di Spaijc che regala palla a Taremi che invita per il Toro che fa gol. La partita sembra già chiusa ma grazie ad un rigore rimediato da Lautaro all’81’, i nerazzurri si portano a quattro grazie a Taremi che trasforma e segna il suo primo centro con la maglia dell’Inter. Tutto facile per i padroni di casa che portano a casa i tre punti ossigeno per la classifica e per il morale. Gli uomini di Inzaghi hanno dimostrato che se gestiscono la partita e non lasciano spazi gli avversari, nonostante la Stella Rossa non fosse un avversario temibile come il City nella scorsa partita, possono portare a casa tranquillamente il risultato. Ottimo il turnover applicato questa sera con tutti i giocatori che si sono mossi bene ed erano vogliosi di fare del loro meglio. Il prossimo impegno per i nerazzurri sarà contro il Torino in campionato prima della pausa nazionali.

 

 

 


 

A: Udinese-Inter 2-3: Lautaro con doppietta colma i buchi in difesa

( settembre 2024 )


L’Inter porta a casa i tre punti battendo 3-2 l’Udinese e portandosi allo stesso punteggio delle capoliste Milan e Torino, quest’ultima con una partita in meno. I nerazzurri arrivano proprio dalla cocente sconfitta contro i cugini nel Derby ma anche i friulani arrivano dallo stesso risultato contro la Roma. La partita inizia subito con il fulmineo gol di Frattesi per i Campioni d’Italia. Dopo 43 secondi i nerazzurri sono già avanti: imbucata di Darmian e Frattesi va col suo solito inserimento per l’1-0. Partenza fortissima per la squadra di Inzaghi che si è subito riversata nella metà campo dell’Udinese. Al 9’ altra chance per Lautaro che spreca tutto. Palla gol per l’argentino arrivata dal mancino di Calhanoglu, il Toro arriva tutto solo ma di testa manda clamorosamente a lato. Ancora Inter che cerca il doppio vantaggio e spreca varie occasioni per chiudere la partita come al 21’ con Thuram che fa a sportellate con Kabasele, arriva al tiro da dentro l’area ma Okoye para. La partita prosegue con l’Inter che domina il gioco e spreca occasioni, ma verso il 30’ i nerazzurri calano il ritmo e iniziano a dare spazio agli avversari. Infatti arriva il pareggio al 35’ dell'Udinese: palla morbida di Zemura, Kabasele spizza quanto basta per spiazzare Sommer e per pareggiare i conti. L’Inter soffre ma al terzo minuto di recupero del primo tempo Lautaro si sblocca in modo molto fortunato: palla dentro di Dimarco, serie di deviazioni e alla fine arriva il Toro che riporta in vantaggio la sua squadra. Riprende la partita e il secondo tempo inizia come il primo con l’’Inter che segna subito con Lautaro. Imbucata verso Thuram che pesca il compagno al momento giusto: bordata in porta dell’argentino, doppietta e 1-3. L’Inter gioca un gran calcio e prende il controllo del campo con ottime giocate ma nonostante il vantaggio per 3-1 e altre occasioni sprecate permette all’Udinese di accorciare le distanze all’83. Lucca scappa via, prende profondità e arriva davanti a Sommer e freddissimo fa il 2-3 riaprendo la partita. Nei minuti finali l’Udinese ci crede ma i nerazzurri non cedono e si portano a casa i tre punti. L’Inter quest’oggi ha dimostrato ancora una volta i suoi limiti ovvero “chi si ferma è perduto”. I nerazzurri sono bravissimi e compatti nel creare gioco e far girare la palla creando tantissime occasione da gol, ma nel momento in cui calano i giri permettono agli avversari di portarsi in avanti, vanificando gli sforzi fatti ad alto livello per 70 minuti. Si è visto che la difesa inoltre se messa sotto pressione dall’avversario è troppo stagionata per tenere ritmi alti: infatti nonostante l’Udinese abbia avuto poche occasioni nette 3, grazie al lavoro ottimo del centrocampo e all’attacco dell’Inter che hanno macinato chilometri e tenuto palla, ne ha concretizzate 2 perché appunto la difesa nerazzurra risulta poca reattiva. La prossima partita dell’Inter in campionato sarà proprio contro il Torino che potrebbe essere addirittura davanti ai nerazzurri, in quanto in questa turno non ha ancora disputato la sua gara. Prima, però, l’Inter dovrà affrontare il secondo turno della Champions League contro la Stella Rossa.

 


 

A: Inter-Milan 1-2. Il Diavolo si rilancia nel derby, affondando l’Inter

( settembre 2024 )


Dopo sei derby consecutivamente vinti con pieno merito dai nerazzurri, si potrebbe pensare anche alla cabala e alla questione delle probabilità, ovvero che oramai doveva toccare ai rossoneri ad aggiudicarsi la stracittadina meneghina. Ma più di ogni altro match tra le due milanesi, in questo i rossoneri per diversi motivi giungevano pienamente con gli sfavori dei pronostici. L’Inter, Campione d’Italia e con giocatori maturi e schemi ampiamente collaudati, oltre ad essere dotata di calciatori dal tasso tecnico ancor più elevato rispetto ai rivali giocano in casa, dinanzi al proprio pubblico e sono reduci da un bel pareggio in Inghilterra contro il fortissimo City di Guardiola. Il Milan si avvicina a questa delicata sfida con le macerie sulla testa dovute aella bruttissima sconfitta casalinga per mano del Liverpool. Già Fonseca in panchina sentiva le braci sotto i piedi, dopo il 3 a 1 incassato in Champions, le voci sul suo esonero imminente si sono fatte più acute. Insomma, morale e serenità agli antipodi per le due squadre. Fonseca sorprende tutti con mosse che lasciano dubbi e perplessità. Il nuovo e forte difensore Pavlovic in panchina per lasciare spazio a Gabbia affianco a Tomori. Ma sopratutto in campo dal primo minuto Pulisic, Leao, Morata e Abraham per uno schieramento che di fatto diventa quasi subito un 4-2-4 aggressivo ad andare a prendere i cugini nella loro metà campo. I padroni di casa vengono in avvia sorpresi e non è un caso che al 10’ minuto i rossoneri passino. L’armeno nella sua trequarti, controlla con troppa sufficienza una sfera che gli viene soffiata da un sanguigno Pulisic che si infila nella difesa nerazzurra lenta e con le maglie larghe superando un’incolpevole Sommer. Era già la terza incursione velenosa degli ospiti dalle parti di Sommer. Per l’ennesima volta dall’inizio di questo Campionato, i Campioni d’Italia approcciano al match con supponenza e ritmo basso e poca cattiveria. Pagato dunque il conto. La sfida è ovviamente ancora aperta e tutta da giocare. Gioco forza i nerazzurri si trovano, ancora una volta ad inseguire e quindi alzano il ritmo delle proprie giocate. Lautaro combatte e smista e prova anche la conclusione, ma è proprio da lui che ricevendo prima palla da Dimarco, che arriva l’assist di intelligenza e caparbietà di nuovo all’esterno sinistro della Nazionale, che in area non sbaglia il diagonale battendo Maignan sul palo lontano. L’Inter chiude in crescendo il primo tempo ed è un peccato per gli undici di Inzaghi. Perché una volta rientrati dagli spogliatoi, la rabbia agonistica e la lucidità è solo dalle parti del Milan che parte fortissimo mettendo subito paura a Sommer e a tutto il pacchetto difensivo. L’Inter è lenta e stanca. Sarà per il giorno in meno di recupero dalle rispettive sfide di Champions? Può essere visto che Inzaghi dei cinque di centrocampo ne tiene solo uno, Dimarco che in coppa infatti si era riposato. Ma i vari Aslani, Frattesi e l’ex centrocampista del Napoli, non danno il contributo sperato. Tutt’altro dato che i rossoneri si trovano praterie dove inserirsi palla al piede tagliando in due il centrocampo nerazzurro. E’ solo un caso che ad un minuto dal novantesimo giunga non su azione, ma su calcio d’angolo il colpo di testa vincente di Gabbia per il 2 a 1 finale. Gabbia, che per inciso ha chiuso meravigliosamente un paio di volte salvando Maignan. L’Inter è sui nervi ma rischia due volte in contropiede di subire la terza rete. Il Milan inaspettatamente non solo vince, ma merita ampiamente i tre punti, con le scelte audaci del proprio allenatore. Inzaghi deve eseguire un bel lavoro mentale sui suoi ragazzi. Non basta vincere per essere il più forte, perché ogni gara ed ogni stagione fa storia a sé. A questa Inter da agosto, manca il fuoco dentro sia per lottare in fase di difesa e non subire reti, sia per fare male davanti. Il Milan può ripartire con rinnovata fiducia e serenità. L’Inter deve capire cosa vuol fare della sua Seconda Stella.

 

 


 

C.L.: M. City-Inter 0-0. Come nella Finale, ma senza sconfitta finale

( settembre 2024 )


L’Inter si porta a casa un ottimo punto pareggiando 0-0 contro il Manchester City nella prima partita della nuova Champions League. I nerazzurri arrivano da un brutto pareggio in campionato contro il Monza e si trovano davanti la squadra che li ha purtroppo battuti nella finale della Champions 2023. La squadra di Guardiola manovra subito un buon possesso palla e allarga sulle corsie esterne, mentre l’Inter attende attenta in difesa. Il City gioca molto avanzato e l’Inter cerca di ripartire. Al 16’ ottimo contropiede dei nerazzurri orchestrato dalla coppia Barella-Bisseck: Taremi serve poi Thuram che però spreca calciando debolmente a lato. Il City preme ma risulta poco preciso sotto porta. Al 29’ golosa occasione per l’Inter su sbaglio del portiere del City che serve Darmian ma il tentativo di prima dell’azzurro viene salvato sulla linea. Al 36’ City ad un passo dal gol: svarione di Bastoni che si dimentica il pallone, Haaland viene servito da fuori e calcia sporco con il mancino ad un centimetro dal palo. Al 41’ ottima azione dell’Inter che porta ancora una volta al tiro Thuram, ma il francese apre troppo il destro e la palla finisce fuori. Poco dopo altra occasione per gli ospiti con Carlos Augusto. Riprende il secondo tempo e per l’Inter inizia subito bene con una palla meravigliosa in profondità di Taremi per l’esterno Darmian che si ritrova davanti a Ederson ma tocca clamorosamente all’indietro, facendo sfumare il vantaggio per la propria squadra. Molto bene l’Inter in questo avvio della ripresa che come nel primo tempo cercano di ripartire in contropiede. Al 69’ arriva un’azione bellissima nello stretto degli uomini di Guardiola che manda Foden al tiro in area ma Sommer si accartoccia e blocca sicuro. La partita si scalda e al 76’ su sgroppata di Dumfries sulla destra, cede una palla sporcata in mezzo su cui arriva Mkhitaryan che manda di poco alto. Tre minuti più tardi ci prova il City con una mancino dalla distanza di Gvardiol, ma ancora Sommer si distende bene ed evita il gol. La partita volge la termine ma il City ci prova ancora all’87’ prima con Rodri sul fondo, poi Foden tra le braccia di Sommer. Il pressing del City sale ma l’Inter e’ brava a reggere. Al 89’ altra azione manovrata del City, cross dentro per Gundogan che tutto solo colpisce di testa ma indirizza centrale proprio verso Sommer. Ultimo brivido incredibile per i nerazzurri al 94’ , arriva ancora con Gundogan che per fortuna mette alto. Finisce 0-0, concedendo ad entrambe le formazioni un punto in classifica generale. Risultato tutto sommato giusto. Non era facile per gli uomini di Inzaghi ma hanno lottato e hanno sfruttato i pochi spazi che gli avversari hanno lasciato. Peccato gli ultimi minuti da brividi ma nel complesso la formazione nerazzurri si è dimostrata attenta e compatta. Anche gli attaccanti, purtroppo a secco questa sera, hanno supportato ottimamente il centrocampo, con Barella onnipresente, e la difesa, dove Acerbi ha saputo per l’ennesima volta arginare il fenomeno del City Haaland. Da oggi l’Inter si può concentrare sul Derby contro il Milan di domenica e dovrà cercare di recuperare energie, nonostante i cugini non navighino in ottime acque, perché è pur sempre un Derby e va giocato nelle migliori condizioni fisiche e mentali!

 

 

 


 

A: Monza-Inter 1-1: La testa altrove e l’Inter rischia la sconfitta

( settembre 2024 )


Nel posticipo serale della Domenica, l’Inter porta a casa in extremis un punto pareggiando 1-1 contro il Monza. I nerazzurri buttano via l’occasione di portarsi in testa alla classifica in solitaria ma ci pensano i brianzoli (e non solo) a far perdere la vetta alla formazione milanese. Nesta schiera Maldini e Caprari a supporto di Djuric, mentre Inzaghi risponde con Lautaro e Thuram di punta lasciando in panchina Calhanoglu e Barella, mettendo al loro posto Asllani e Frattesi. Al 6’ errore di Maldini in disimpegno, Dimarco cerca la porta di prima intenzione, ma la sua conclusione termina a lato: lo stesso trequartista brianzolo risponde con un tiro centrale, bloccato senza difficoltà da Sommer. All’8’ grande occasione per l’Inter, ma Lautaro non trova la porta su colpo di testa da ottima posizione. L’avvio sembra promettente, ma il duello si spegne presto. Al 26’ i nerazzurri hanno un’altra opportunità ma la deviazione volante di Frattesi non trova la porta. Le due squadre ci provano, ma gli errori individuali sono parecchi e si chiude il primo tempo sullo 0-0. Si riparte con il secondo tempo ma la musica non cambia. L’Inter non trova sbocchi e allora Inzaghi prova a fare un po' di cambi sostituendo addirittura Lautaro. Il ritmo sembra aumentare. Asllani ci prova con una diagonale al 65’ a cui risponde al 69’ Djuric di testa, ma si è bloccati sullo 0-0. Al 74’ il mister campione d’Italia, prova a mettere in campo Arnautovic e Correa, schierandosi con il tridente. I nerazzurri schiacciano i padroni di casa nella loro metà campo, ma è il Monza a passare in vantaggio all’81’, quando Izzo crossa dalla destra e Mota brucia Pavard, insaccando alle spalle dell’incolpevole Sommer. Passano solo 7 minuti e Carlos Augusto si sgancia dalla sinistra, mette in mezzo per Dumfries, che irrompe e deposita in rete per l’1-1. Al 91’ Frattesi si inserisce ma il suo tiro finisce altissimo e al 96’ anche il calcio di punizione di Pessina termina alto e mette fine alla partita. I Campioni d’Italia sono stati poco incisivi e spenti per tutto lo svolgimento della partita e solo dopo 80 minuti non particolarmente emozionanti la gara si accende ma grazie ai padroni di casa che vanno in vantaggio. Gli uomini di Inzaghi sono apparsi stanchi, svogliati e poco aggressivi e nonostante il Monza fosse disposto bene e non abbia praticamente creato grosse preoccupazioni alla porta nerazzurra, l’Inter non è stata in grado di portare a casa i tre punti. Da rivedere per l’Inter l’assetto e i meccanismi di gioco perché con tutte le partite che ci saranno in questa stagione calcistica, non si può sempre contare sugli stessi. Il prossimo impegno in campionato oltretutto sarà con i cugini del Milan nel Derby, che nell’ultima partita sembravano in ripresa, ma prima ancora ci sarà il primo impegno nella nuova Champions League contro il Manchester dove non è più permesso fare calcoli essendo cambiata la formula del torneo e quindi si deve quasi obbligatoriamente portare a casa un risultato positivo.

 

 


 

A: Inter-Atalanta 4-0. Prima Inter da doppia stella, schianta la Dea

( agosto 2024 )


Seconda vittoria consecutiva senza subire gol per l’Inter, che dopo aver battuto il Lecce nello scorso turno di campionato, batte anche l’Atalanta per 4-0 e si porta momentaneamente in testa alla classifica al pari del Torino con 7 punti, in attesa degli acerrimi rivali della Juventus che vincendo riprenderebbero il comando della classifica. Altro risultato negativo, il secondo di fila, per i bergamaschi che dopo essere stata sconfitta proprio dai granata perdono malissimo anche la Meazza e restano a quota tre. L’Inter va subito in vantaggio al 3’ minuto con Thuram che pescato bene da Mkhitaryan prova a proporre un pallone al centro, Djimsiti si oppone ma la sua deviazione mette fuori causa sul primo palo Carnesecchi. Al 10’ arriva subito il raddoppio, che taglia le gambe ai bergamaschi. Una prodezza sensazionale di Barella vale il 2-0: un sinistro al volo da fuori area che Carnesecchi riesce soltanto a sfiorare. L’Inter a questo punto controlla e solo timidamente l’Atalanta si fa sotto al 15’ con destro da fuori di Zappacosta che Sommer respinge ma a Retegui non riesce il tap-in. Al 27’ Thuram prende un palo facendo sfumare il 3-0. L’Atalanta nonostante buone azioni non riesce ad accorciare le distanze. Nella ripresa l’Inter entra subito forte e al 47’ cala il tris. La difesa dell’Atalanta è ferma, Thuram, approfitta della disattenzione avversaria e con una zampata brucia Carnesecchi. I milanesi sfiorano più volte il poker e al 56’ ci pensa ancora Thuram a chiudere i conti. Su azione prolungata dell’Inter, con sponda di Thuram e poi di Mkhitaryan, la palla ritorna al francese che ancora una volta come un rapace in area di rigore, punisce la difesa dell’Atalanta, ancora una volta disastrosa questa sera. Nel finale da registrare un gola annullato per fuorigioco a Dimarco e una grande occasione sprecata da Arnautovic. Ottima prestazione dei nerazzurri di Milano che si portano a casa i tre punti meritatamente. Inesistente la squadra avversaria che ha molto da lavorare per ricostruire l’armata che è sempre stata, inserendo nei meccanismi i nuovi acquisti. L’Inter al contrario si è dimostrata compatta, con una buona gamba e una buona tenuta fisica, nonostante il clima caldo umido delle serata. Nonostante tutto, la squadra di Inzaghi non deve dormire sugli allori perché le partite sono tante e non sempre troverà la strada facilitata come questa sera. La prossima partita dei nerazzurri, dopo la sosta per le Nazionali, sarà con il Monza.

 

 


 

A: Inter-Lecce 2-0. Compitino svolto con diligenza per la prima vittoria

( agosto 2024 )


Alla prima davanti al proprio pubblico, l’Inter ha l’amaro in bocca per la vittoria sfumata in pieno recupero in casa del Genoa per via di una ingenuità. Il Lecce si presenta dinanzi agli oltre settantamila di San Siro in un coperto 4-5-1 ma senza l’idea di farsi schiacciare. I padroni di casa ritrovano Pavard come centrale di destra al posto del giovane tedesco e davanti ad affiancare Thuram, niente capitano argentino, ma Taremi. L’Inter a prescindere da chi scende in campo gioca a memoria e dopo neppure 5’ minuti dal fischio iniziale ecco che và in goal attraverso la più classica manovra Inzaghiana. Da sinistra Dimarco accelera e crossa a centro area. Taremi spizza di testa e la palla giunge a destra dove Darmian la butta dentro. Sembra il prologo per una goleada ed invece l’Inter certo crea delle potenziali occasioni per andare a segno, ma giochicchia troppo. Chiude quindi la prima frazione davanti di una rete con un paio di altre possibilità ma senza chiamare veramente in causa i guantoni del portiere avversario. Anche la ripresa vede un’Inter padrona del campo e del match, ma senza quel furore per uccidere la sfida. Thuram ha il tempo di divorarsi un goal su bel assist di Barella ma lo stesso attaccante francese al minuto 67’ viene, al momento di colpire di testa, letteralmente placcato in area in stile rugby. Rigore ineccepibile con Calhanoglu che si dimostra un’altra volta una sentenza. Raddoppio dell’Inter. Inzaghi, raggiunto il doppio vantaggio fa respirare i due esterni inserendo Augusto e Dumfries, oltre che Frattesi per Barella. L’Inter gestisce e con Asllani negli ultimi 10’ minuti al posto del turco in regia, nasconde la sfera e Arnautovic fa riposare anche Thuram. Sullo scadere arriva la prima parata di Sommer che devia un tiro da fuori in angolo. Troppo tardiva la reazione del Lecce perché la gara è finita. L’Inter riprende a vincere ma è evidente che per il gioco spumeggiante di Inzaghi, serve un altro ritmo, un’altra intensità e velocità. Sono giunti i tre punti e non poteva essere diversamente in casa contro una neopromossa che dovrà lottare per salvarsi. La forza e la sicurezza della big è evidente ma traspare un velo pericoloso di quasi supponenza, di certezza dei propri valori che soffoca la fame di vincere in ogni centimetro del campo. Atalanta e Juventus hanno impressionato nella prima Giornata proprio sotto questo aspetto e alla prossima la “Beneamata” ospiterà proprio i bergamaschi. Servirà un altro piglio contro la “Dea”, ma forse ci sarà anche in campo Lautaro e si sa quanta energia il 10 nerazzurro sappia conferire ai suoi compagni.

 

 


 

A: Genoa-Inter 2-2: Distratta e punita, l’Inter butta via i 3 punti

( agosto 2024 )


Il precampionato di solito non dà grandi e veritiere indicazioni su una squadra, ma il fatto che i Campioni d’Italia abbiano sempre subito goal in ogni partita, qualcosa potrebbe aver indicato al suo allenatore. Inzaghi nel suo 3-5-2, speculare a quello dei liguri, si affida al gruppo che gli ha regalato il suo primo scudetto da mister. Forse l’unica novità è Bissek come terzo centrale di destra al posto di Pavard. Come l’anno scorso, i rossoblu di Gilardino sono molto messi bene in campo, ostruendo efficacemente le trame offensive nerazzurre. Da subito le redini della sfida sono tra i piedi dei milanesi, ma il giro palla è lento. Ci pensa Thuram ad accendere la gara con un lampo che Gollini controlla. Ma alla prima vera distrazione i nerazzurri pagano caro l’errore. Su di una punizione da fuori area, regalata da Acerbi, Sommer la legge male e arretra troppo sulla linea di porta senza riuscire a deviare la palla in angolo, che invece sbatte sulla traversa e rientra in campo con Bissek e Acerbi in ritardo in chiusura e in scivolata Vogliacco insacca. A questo punto l’Inter aumenta i giri del motore e dopo 9 minuti il giro palla più rapido paga. Quando sulla destra Barella riceve la sfera tra i piedi, di prima crossa perfettamente a centro area dove l’attaccante francese impatta in cielo benissimo di testa lasciando Gollini fermo a guardare la sfera insaccarsi. L’Inter prima del riposo ha ancora un paio di occasioni splendide ma spreca. Nella ripresa l’energie diminuiscono e forse i cambi di Inzaghi sono pure tardivi. Ma alla fine punta sul tridente, perdendo due palleggiatori in mezzo al campo come il turco e l’armeno per la frizzantezza di Frattesi e la pericolosità di Taremi. E di fatto proprio questi due costruiscono in una pregevole azione centrale l’assist nell’area piccola per il delicato pallonetto sul portiere da parte di Thuram. La Var, che precedentemente aveva correttamente tolto un rigore su Thuram che non c’era, ed una rete dopo una raffinata azione all’Inzaghi con i due quinti che danno l’assist e la rete, questa volta convalida. A 9’ minuti dal novantesimo i meneghini l’hanno ribaltata con merito. Inzaghi allora toglie uno stremato Lautaro, che non ha neppure fatto la preparazione estiva, per un Asllani che ha il compito di nascondere la palla. Ma Il Genoa ci crede e l’Inter non sa tenere il pallino della sfida facendo girare a vuoto i liguri. Così un generoso ma scoordinato Bissek su un cross in area interviene male, in pieno recupero, ciccando di testa la palla e colpendola con il polso. La Var concede il rigore e Messias prima si fa parare il tiro da Sommer, ma poi ribadisce in rete per il 2 a 2 finale. L’Inter si butta via contro un Genoa mai domo, ma pur privo, rispetto all’annata scorsa dei suoi due attaccanti titolari e non solo. Una falsa partenza che evidenzia come l’Inter di Inzaghi , alla sua quarta stagione, non abbia ovviato al suo più grande difetto. O gira sempre a mille all’ora, oppure diviene altamente vulnerabile. Con una stagione da forse 60 e più partite, è impensabile essere sempre al massimo di testa e di gambe e non basta avere due uomini per reparto, specie se poi alla fine ci si affida sempre agli stessi.

 

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